Archive for the ‘Recensioni’ Category

:: Liberi junior – Mai visto un regalo così brutto! e Non sopporto le vacanze! di Gérard Moncomble e Frédéric Pillot (Gallucci editore 2020) a cura di Giulietta Iannone

9 novembre 2020

Oggi vi parlo di due libri illustrati per bambini, usciti questa estate per Gallucci editore: Mai visto un regalo così brutto! e Non sopporto le vacanze! della serie Ciao sono Frida Miao. Sono due piccoli albi con bellissime illustrazioni a colori (facili da copiare), io me ne sono innamorata subito. Se amate i gatti poi non dovete perderli. Appartengono alla collana prime letture con EasyReading Font (Dyslexia friendly) e sono simpatici e divertenti, la lettura ideale per chi appunto sta ancora imparando. Il testo è di Gérard Moncomble, i disegni di Frédéric Pillot. La traduzione dal francese di Marina Karam. Consigliati dai 7 anni in su.

Gérard Moncomble (1951) a nove anni batteva sulla macchina da scrivere con due dita e ancora oggi compone così i suoi testi. Vive in mezzo ai boschi, nel Sud-Ovest della Francia, con una gatta che ha ispirato le avventure di Frida.

Frédéric Pillot è un illustratore di libri e riviste per bambini e ragazzi molto conosciuto in Francia.

:: Il pianto dell’alba: Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni (Einaudi 2019) a cura di Giulietta Iannone

7 novembre 2020

E così la saga del commissario Ricciardi è giunta al termine, Il pianto dell’alba: Ultima ombra per il commissario Ricciardi chiude un ciclo che ha segnato davvero il panorama letterario italiano di questi anni. Forse un po’ più opaco dei precedenti, anche se conserva lo spirito che ha animato la serie, Il pianto dell’alba come tutti gli addii (forse ci saranno ancora dei racconti con Ricciardi protagonista, ma prendete l’informazione con le pinze) lascia un velo di malinconia e un senso di perdita, anche se ricordiamolo l’intera saga ha componenti noir che giustificano il tragico e inatteso finale, che non anticipo ma rattristerà sicuramente molti lettori. È un finale inatteso, io avevo immaginato tutto ma non questo, tuttavia riflettendo non da lettore ma da scrittore è l’unico finale credibile, adatto all’economia della storia. La trama poliziesca di quest’ultimo episodio è forse un po’ debole, l’intuizione di Modo un po’ repentina (non sarà Ricciardi ad averla) pur tuttavia si colloca nel filone del noir storico. De Giovanni ha avuto il pregio di arricchire con un linguaggio letterario e poetico un genere di solito caratterizzato da una lingua scarna, essenziale, veloce. In tutta sincerità credo che non sia il personaggio ad avere stancato l’autore, ma più che altro il periodo storico che sarebbe succeduto, così drammatico da mettere da parte le storie minime di cui de Giovanni si occupa. Le fasi più drammatiche del fascismo, la guerra, la fine di un’epoca non erano più uno scenario adatto a un barone all’antica che vede i morti. Ricciardi poi ammettiamolo era un personaggio invadente se non ingombrante, intendo per uno scrittore, anche faticoso psicologicamente da gestire. Ora l’autore è più orientato a scrivere storie contemporanee, e ben venga, la parentesi che si è chiusa però non sarà dimenticata, e bene o male potremo rileggere i passati episodi anche fra vent’anni, senza che perdano di freschezza. Arrivederci Ricciardi speriamo di rincontrarti.

Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno, Il purgatorio dell’angelo e Il pianto dell’alba (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto e Nozze, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a Settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato Troppo freddo per Settembre (2020). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali.

Source: acquisto del recensore.

:: La quarta dimensione del tempo di Ilaria Mainardi (Les Flâneurs Edizioni, 2020) a cura di Giulietta Iannone

7 novembre 2020

Nella Grande Mela James Murray abitava da circa trent’an­ni, tanti ne erano passati da quella fuga notturna su mezzi di fortuna, e anche se lei, con i suoi incroci trafficati e i suoi grattacieli, a volte lo stordiva fin quasi all’ottundimento, or­mai poteva chiamarla, a pieno titolo, casa.

James Murray è l’antieroe di questa tragicomica avventura, drammatica e seria per i fatti, comica per il narrato, che Ilaria Mainardi ci racconta con lievità e disincanto in La quarta dimensione del tempo edito da Les Flâneurs Edizioni, piccolo editore di libri di qualità.

Murray, come nonna Aigneis e come i bisnonni Kenneth e Ana prima di lei, aveva dovuto arrendersi abbastanza presto all’idea che del sogno americano, il sogno che tutti invocava­no e che qualcuno ancora cercava con commovente pervica­cia, erano rimasti i coriandoli attaccati lungo il battiscopa al termine di una festa di carnevale.

La Mainardi infrange la legge chiariana che un buon racconto nasca solo nel vissuto ambientale che l’autore sperimenta e metabolizza. L’autrice, pisana di nascita, ci porta infatti negli Stati Uniti e con una sorte di spudorata appropriazione culturale al contrario, nata da una sorta di multiculturalismo spirituale che rende universale un immaginario comune (nato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dall’arte tutta) ci proietta nella vita di un affascinante pubblicitario di successo (anche l’irlandesissimo Leopold Bloom a modo suo lo era) di mezza età, newyorkese per scelta, come quasi tutti i newyorkesi prima che questa maledetta pandemia spopolasse la più multiculturale città del mondo.

Murray stava per sbottare quando Burt troncò la digres­sione e arrivò al punto: «James, abbiamo trovato una vecchia lettera di tua madre. O di una persona che si qualifica come tale».

Dopo 27 anni trova in una cassapanca (grazie a due inquilini impiccioni) una lettera di sua madre che quasi gli intima con toni molto vivaci di tornare a casa, in Missouri. Sebbene venerasse il padre, il nostro James non aveva splendidi rapporti con la madre, ma anche grazie a Gav amico di una vita si trova in tasca i biglietti aerei per tornare a casa.

Peter F. Murray aveva un vero e proprio talento per le sto­rie, quasi tutte false o connotate da voli di fantasia talmente pindarici che i già scarsi elementi di realtà si mischiavano con sogni di gioventù, leggende popolari, pettegolezzi, fino a dissolversi in quell’intruglio immaginario.

Una storia di amicizia, di sentimenti, di crescita personale, di radici ritrovate si forma sotto in nostri occhi tra flasback e citazioni, aneddoti cinematografici (gustoso quello su come nacque la carriera artistica dell’eroe di Fronte del porto[1]), in un crescendo musicale quasi.

Le brave persone alla fine ottengono sempre una ricompensa.

Ogni tassello è al suo posto, la Mainardi ha una scrittura fluida e matura, grazie anche a un ottimo editing che ha saputo valorizzarla al meglio. Io già sapevo che era brava, ho già letto altri suoi lavori, poi il suo umorismo tutto toscano si coniuga col cipiglio da critica cinematografica con un bagaglio di notizie curiose sul mondo del cinema quasi sconfinato.

Con una nota a margine per la signora Higgins.

La signora Higgins altri non era che l’anziana dirimpettaia dei due inquilini. Era stata anche la dirimpettaia di James, quando viveva lì, e lui l’aveva reputata molto anziana già a quei tempi. La sua età presunta si attestava dunque intorno ai centoquattordici anni.

Ne consiglio caldamente la lettura, specie in questo periodo di depressioni da lockdown, e soprattutto perché i piccoli editori fanno più fatica a farsi strada, per cui il passaparola è ancora un’arma vincente. Buona lettura! 

[1] Qui apro una parentesi divertente il padre di James Murray è un racconta frottole inveterato, e anche questa è una delle sue, ma io ci sono cascata, sono propensa a credergli dopo tutto Hollywood e fitta di misteri e di leggende, anche se la storia ufficiale è un’altra  

Ilaria Mainardi è pisana di origine e cosmopolita per viaggi mentali. Da sempre appassionata – innamorata – di cinema, lo ha studiato per cercare di capirlo e non c’è riuscita. Da questa impasse è emerso un amore ancora più solido. L’altra sua più grande passione riguarda la drammaturgia in lingua inglese: da William Shakespeare a Martin McDonagh (che è anche uno dei suoi registi preferiti) passando per Enda Walsh e David Mamet. Sogna di vincere la Palma d’oro a Cannes per un film sceneggiato a sei mani con i fratelli Coen e di bere un caffè nero con David Lynch.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Les Flâneurs Edizioni.

La grazia dei re di Ken Liu (Oscar fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

6 novembre 2020

graziareDa un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
Uno di questi libri, tra i più recenti usciti, è La grazia dei re di Ken Liu, primo volume di una saga che porta in un mondo molto simile alla Cina nei secoli subito prima dell’era cristiana, quando pian piano si costituì un impero durato per centinaia di anni e ancora capace di influenzare l’immaginario di oggi.
La vicenda parte raccontando la fine del regno dell’Imperatore Mapidéré, primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua terra d’origine, l’isola di Xana. Tutto questo capitava ventitré anni prima, e non è stato certo indolore, infatti le varie popolazioni sono state oppresse e sottomesse, con malcontenti mai sopiti e violenze.
Mapidéré è sul suo letto di morte, ormai malato, mentre i consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse e anche gli dei sono adirati. D’altro canto, dopo anni di angherie e tirannia la popolazione non ha nulla da perdere se si ribella, ma anzi molto da guadagnare.
In questa situazione emergono il truffatore Kuni Garu, un ragazzo di quel popolo soffocato da tempo, e Mata Zyndu, il coraggioso figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Due persone diversissime per tutto, ma durante la ribellione contro il potere imperiale le loro strade si incontrano e diventano amici fraterni, affrontando un mondo di eserciti, vascelli volanti, libri magici, creature mutanti e altro ancora.
Ma Kuni e Mata verranno divisi dal destino, una volta che l’Imperatore è stato rovesciato, e si trovano a capeggiare due fazioni rivali su come costruire il nuovo mondo appena nato  non certo sotto una buona stella.
Questa è solo la vicenda principale di un libro denso di eventi e personaggi, pronto a evocare un mondo fantasy decisamente diverso da quello a cui si è abituati, complesso e particolare, con elementi steampunk ma anche legati a leggende e ballate cinesi.
Il richiamo alla Storia vera, rievocando fatti di un’epoca lontana ma fondante per la Cina, è presente anche nei romanzi di Martin, là con la Guerra delle due Rose, e qui porta a scoprire una cultura millenaria, oggi a tratti molto discussa, ma non certo priva di fascino.
La grazia dei re ricorderà a chi li ha visti i film di genere wuxia, nati da un genere letterario popolare per anni malgrado gli stravolgimenti politici di quelle latitudini, che raccontano in chiave fantastica il passato della Cina, che hanno prodotto titoli come La tigre e il leoneHero.
Un affresco complesso e coinvolgente, che avvolge e porta in un universo altro, dove rivivono archetipi di tutte le culture, nell’epopea di due eroi e delle loro diverse visioni del mondo, ma anche di cosa li ha resi simili e fratelli. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Ken Liu (Lanzhou, Cina, 1976), emigrato in California da piccolo, laureato in legge ad Harvard ed esperto di tecnologia, ha all’attivo oltre cento racconti e alcuni romanzi, tra cui The Paper Managerie, che ha ricevuto nel 2016 i premi Hugo, Nebula e World Fantasy come miglior racconto. È il traduttore dell’autore di culto Cixin Liu, che ha fatto conoscere in Occidente, oltre che autore della Dandelion Trilogy, di prossima pubblicazione presso Mondadori.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

:: L’inferno invisibile di Luca Martini (Golem Edizioni 2020) a cura di Paola Rambaldi

5 novembre 2020

“Le tre e ventuno. Non dormo, non riesco. Il tuo neo, quei denti bianchi, regolari e perfetti. Dove sei adesso? Non ce la faccio, mi alzo. Solo il tuo nome, solo quello. Perché ci hanno messo l’h alla fine?
Riapro il libro dei nomi. Leggo e imparo a memoria. In arabo è اراسma non lo so pronunciare. In ebraico è.ereva eved omissilleb onous ehc àssihc ,הרש In finlandese suona come da noi, Saara, soltanto avrà i capelli più chiari e più pazienza nel pronunciarne il nome. In russo è strano, è scritto in cirillico, Capa, all’incirca, ma si pronuncia Sara. Bizzarrie delle lingue. In svedese è Zarah e l’immagino con le trecce e i maglioni con gli alci rossi indosso. In tutte le altre lingue del mondo è Sara.
Un nome universale, tre lettere diverse, due vocali, due consonanti, una sola magia.”

Alessandro lavora in un SerT e sul lavoro ha il vizio di affezionarsi troppo ai pazienti. La sua ex, Emma, l’ha lasciato per un altro. Ogni sera va a trovare il padre ricoverato in una struttura per anziani, anche se per il genitore, che lui vada o non vada, non fa alcuna differenza. Non lo riconosce nemmeno e vive solo nel rimpianto dell’amata moglie Ada. Sua madre

“Alessandro se la ricordava sempre uguale, forse perché non l’aveva vista invecchiare ed era rimasta una specie di icona sacra. Gli era sempre sembrata identica, precisa e irraggiungibile, perfettamente ordinata nella sua “divisa” di ordinanza che teneva nella vita: camicia bianca perennemente inamidata, una gonna nera, calze intonate e un paio di scarpe con tacco, sempre scure. Era stata una maestra elementare esemplare, una donna tutta d’un pezzo, di quelle di una volta, con il carattere forte e sfuggente di una leonessa ferita”.

Alessandro va a trovare il padre per tacitare i sensi di colpa e fatica a staccarsi da Emma e dalla fede che porta al dito. È un pasionario in tutto. Ma la sua vita deve cambiare e si trova costretto a comprare una casa sua e a creare uno stacco netto con la ex, anche se non vorrebbe.
E qui il destino ha qualcosa in serbo per lui.
Sarah arriva quando meno se l’aspetta. In un momento delicato, dopo la morte di un paziente a cui era sinceramente affezionato.
Si incontrano di sfuggita in un negozio di dischi.
Lei senza volere gli scippa il disco che cercava da anni. Il tempo di inseguirla e di vederla sparire dietro l’angolo che la ritrova dal notaio al momento del rogito.
È lei la proprietaria dell’appartamento che sta per comprare. E per Alessandro è un colpo di fulmine.
Nei giorni a seguire se la ritrova più volte sotto casa. Sarah con la H dice di avere nostalgia del suo vecchio appartamento. Lui la fa entrare. Fanno l’amore.
Ma saranno davvero i batticuori di cui Alessandro ha tanto bisogno?
La sua vita cambia drasticamente e passare dalla felicità al dolore è un niente.
Ma fino a che punto siamo disposti ad arrivare per amore?

Un susseguirsi di emozioni in crescendo trascineranno il lettore a un finale inaspettato.
Dopo il successo di Mio padre era comunista ecco di nuovo la bella scrittura di Luca Martini in una storia personale e sensibile. Una scrittura che ti fa sentire a casa.

Luca Martini – Bologna – 1971 – presente in numerose antologie e riviste letterarie – è autore di romanzi, poesie, racconti, monologhi teatrali e favole illustrate. Ha pubblicato i romanzi: Mio padre era comunista, Il tuo cuore è una scopa, le raccolte di racconti: L’amore non c’entra, Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili, Il nostro due agosto e ha curato le antologie: Vinyl – Storie di dischi che cambiano la vita con Gianluca Morozzi e On The radio – Storie di radio, DJ e rock’n’roll con Barbara Panetta.

Source: libro del recensore.

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

4 novembre 2020

il-mare-senza-stelleLa collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
Zachary Ezra Rawlins studia all’Università nel Vermont e un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria: all’apparenza si tratta di un romanzo d’avventura, con pirati e simili, ma fra quelle pagine è raccontato un episodio della sua infanzia, chiaramente privato e non certo noto all’autore o autrice di un libro scritto chissà quando.
Da qui parte una lunga serie di enigmi e misteri: Zachary trova tre indizi, un’ape, una chiave e una spada, con cui arriva prima ad una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e alla fine arriva in un’antica libreria sotterranea, non solo un nascondiglio per i libri, ma molto altro.
Infatti si accede in un mondo alternativo, fatto di città disperse e mari immensi, amanti che comunicano attraverso il tempo e lo spazio, storie raccontate da ombre, un regno dimenticato che c’è chi è disposto a proteggere a costo della vita e chi invece vorrebbe annientare. 
Zachary non è solo, con lui c’è la rossa Mirabel, pittrice e evocatrice di universi, e il giovane e misterioso Dorian, e con loro compierà un viaggio attraverso fiabe, miti e leggende, per capire la verità su quel libro e qualcosa di più, a qualunque costo. 
Il Mare senza Stelle è un libro tra fantasy e gotico, insolito nei contenuti e nelle tematiche, un viaggio dell’eroe tra mondi incredibili, che celebra innanzitutto il potere delle storie e l’amore per i libri, omaggiando storie e generi, fino ad un finale che lascia senza fiato. Chi ama leggere, troverà nelle sue pagine echi (ma non somiglianze) con Lewis Carroll e il suo mondo di Alice, con La storia infinita di Michael Ende, con i romanzi del compianto Zafon, ma anche molto altro, molto di insolito, molto di nuovo. 
In fondo, ogni volta che si legge un libro si viene portati in un mondo altro, nelle pagine de Il Mare senza Stelle i mondi sono tanti, a ricordare l’infinità di storie raccontate dal genere umano dalle sue origini, e le storie ancora da raccontare.

Erin Morgenstern, classe 1978, è un’artista multimediale americana. Nata in Massachusetts, vive a New York. Il Mare Senza Stelle è il suo secondo romanzo.

Provenienza: libro del recensore.

:: Il male degli angeli di Luisa Gasbarri (Baldini+Castoldi 2020) a cura di Giulietta Iannone

3 novembre 2020

Il mistero del male affascina e respinge da sempre e mai come in questi ultimi tempi spinge l’uomo a interrogarsi, a porsi delle domande fondamentali, etiche, naturali. La storia stessa sembra un elenco inarrestabile di drammi: guerre, persecuzioni, massacri, epidemie sciagure di ogni genere e forse nella storia recente nessun altro periodo come quello della Germania nazista e della Seconda Guerra Mondiale ha spinto le persone a chiedersi se sia davvero il male il motore della storia. In nessun altro periodo infatti il suo ruolo è stato così eclatante, terribile e totalizzante.
Gli uomini sono intrinsecamente malvagi? Non conoscono altra legge che la violenza, il sopruso, l’annientamento dell’altro, del proprio simile? A rispondere a queste domande ci prova Luisa Gasbarri nel suo ultimo libro, uscito un po’ in sordina lo scorso luglio, senza grande clamore mediatico, Il male degli angeli, un thriller originale che scava negli abissi di questo mistero. Non sono molti i libri, tanto meno i thriller, che trattano i temi di cui parla Il male degli angeli, temi a dire il vero piuttosto criptici e anche difficili di cui anche con le migliori intenzioni è difficile indagare trattando anche se accidentalmente di sette esoteriche perlopiù scomparse. E si sa il confine tra storia e leggenda in questi ambiti è molto labile.
Il nazismo esoterico è di per sé un tema oscuro, per non parlare dei legami con alcune credenze che non trovano grande credito nel mondo contemporaneo, dall’esistenza degli alieni, alle capacità medianiche, a l’occulto in genere. Da molti tutte cose tacciate di superstizione e irrazionalità, ma tuttavia un terreno perfetto per essere indagato dalla fiction, che può liberamente vagare con la fantasia in campi inesplorati.
Protagonista del romanzo è una donna, forte e fragile nello stesso tempo, Sara Wolner, da sempre l’autrice è interessata a tematiche di genere e al ruolo delle donne nella nostra quotidianità, con un passato familiare specifico e quasi ingombrante, il suo essere una donna ed ebrea con un passato militare ora in forza all’Interpol avrà un ruolo specifico nel romanzo.
Che come dicevo è un thriller, parte come un’indagine poliziesca e tra passato e presente ci porta verso un finale decisamente inquietante e sopra le righe. Ma non è solo un thriller, è un romanzo di formazione in cui una donna oltre a conciliare vita e personale e lavoro indaga su se stessa, e su cose di se stessa e della propria famiglia che faticherà ad ammettere.
Le prime due cose che colpiscono di questo libro sono la padronanza narrativa e l’accuratezza storica (venata da tocchi esoterici). Si legge come un page turner per capire chi è il colpevole e quale è il mistero a monte di tutto, e nello stesso si fa luce e si aprono strade interpretative su pagine di storia ancora oscure. Merita una riscoperta.

Luisa Gasbarri è saggista, sceneggiatrice, studiosa di storia delle donne e docente di creative writing.  Ha inaugurato il genere noir shocking con il romanzo. L’istinto innaturale. È autrice di manuali alternativi e i suoi racconti compaiono in diverse antologie.

Source: libro inviato dall’autore.

Oxford, Giacomo Pirovano, (Oltre edizioni, 2020) A cura di Viviana Filippini

3 novembre 2020

Avete mai pensato di andare a fare una vacanza a Oxford, uno dei centri del sapere più antichi al mondo? Va bene, lo so che in questo periodo di pandemia è un po’ difficile andarsene in viaggio liberamente, ma una soluzione c’è. Mi sto riferendo a “Oxford”, il libro di Giacomo Pirovano, pubblicato da Oltre edizioni per la collana “I quaderni del Dragomanno”. Giacomo Pirovano, scienziato milanese, ha svolto il suo dottorato all’Università di Oxford (DPhil) e ha deciso di scrivere una piccola, agevole e simpatica guida di istruzioni per l’uso per tutti coloro che fossero interessati ad andare alla scoperta della città universitaria poco distante da Londra, immersa nella campagna inglese. Per cominciare, l’autore menziona tutti le principali università, istituti e college (38 in totale) presenti a Oxford, narrando come sono fatti al loro interno, ma anche fuori nei loro parchi, per addentrarsi poi nelle vie e viuzze della città, dove non sempre la convivenza tra gli abitanti e i tanti studenti presenti è stata facile nel tempo. Ecco allora che ci si imbatte nel Bresanose College nato nel lontano 1509 e posizionato su una delle piazze più belle della città. Si scopre Carfax Square dove nel 1355, nell’angolo fra Queen Street e St Aldate’s, avvennero i disordini di santa Scolastica a causa di una lite fra un oste e due studenti locali. Camminando ci si imbatte in Radcliffe Square dove si nota la struttura circolare della Radcliffe Camera, la biblioteca nella quale gli studenti studiano ore e ore, con le teste chine su libri. Si passa poi al Magdalene College (il preferito di Pirovano), con le sue architetture medievali e i suoi 120 acri di terra. In realtà lo scrittore porta il lettore anche fuori dal circuito dei luoghi nei quali si studia, per scoprire cosa si può vedere e vistare a Oxford. Andando a zondo per le vie della città ci si imbatte nel Covered Market, il mercato permanente, o nel Museo di storia e della scienza eretto nel 1683 per ospitare la collezione di Elias Ashmole (Ashomolean Museum) e diventato il primo museo pubblico al mondo. Non mancano teatri, pub, ponti e un’intrigante visita di Oxford dal fiume e sul fiume, per poter apprezzare a 360 gradi le bellezze della cittadina abitata da 150.000 persone. Pirovano arrivato a Oxford come ricercatore e dopo un aver finito un master in Scozia, accompagna il lettore, ed è come se ci prendesse per mano, e lo fa mettendo in evidenza la storia della città, i suoi usi, costumi e tradizioni e la presenza di tanti studenti arrivati un po’ da tutto il mondo per studiare in una delle università non solo più antiche, ma anche rinomate dell’intero globo. “Oxford” di Giacomo Pirovano è un vero e proprio concentrato di consigli utili e interessanti per viaggiare leggendo alla scoperta delle bellezze dell’antica città anglosassone, nell’attesa (pandemia permettendo) di visitarla dal vero.

Giacomo Pirovano è uno scienziato nato a Milano. Ha svolto il dottorato di ricerca (DPhil) presso l’Università di Oxford, nel Regno unito. Qui si è trovato a contatto con il fascino di una tradizione centenaria, che cerca di trasmettere attraverso le pagine di questo libro. Giacomo vive oggi a New York dove si occupa di ricerca sui tumori.

Source: richiesto all’editore. Grazie ad Anna Ardissone dell’ufficio stampa.

Unico di Osamu Tezuka (J-POP, 2020) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2020

La J-POP continua la collana Osamushi Collection, dedicata ad Osamu Tezuka, fondatore del manga moderno, con l’inedito Unico, un volume unico prezioso e incantato, un’opera tutta da scoprire, di cui forse qualche appassionato ricorderà il film animato in giro negli anni Ottanta sulle reti Rai.
Con Unico Osamu Tezuka volle rivolgersi agli appassionati di fumetti di tutto il mondo, presentando una storia con il senso di lettura all’occidentale, e colorata, sul modello dei comics e delle BD francesi. Il manga fu pubblicato nel 1976 dalla Sanrio, nota per aver poi dato vita al personaggio di Hello Kitty e dei suoi amici.
Unico però, pur rientrando perfettamente nei canoni dell’animaletto kawaii che si ritrova poi con grande piacere in pupazzi e gadget, ha una sua peculiarità e Osamu Tezuka non rinuncia alle tematiche che gli stanno a cuore, l’amore per gli animali, l’ecologismo, la condanna di ogni guerra e della violenza, sempre senza retorica.
Unico è un piccolo e delizioso unicorno, che porta gioia a chi entra in contatto con lui, come la giovane e bella Psiche: per questo motivo, la dea Venere, gelosa, ordina al vento Zefiro di portarlo lontano, in epoche e mondi diversi, cancellandogli la memoria ogni volta. Unico viaggerà nel tempo e nello spazio, portando ovunque gioia e amore a chi entra in contatto con lui, e dimenticando ogni volta il bene che ha fatto, ogni volta che Zefiro lo porta lontano, tra suggestioni mitologiche, fiabesche e steampunk.
Una storia malinconica, un apologo sull’amicizia e contro la solitudine, una fiaba incantata che commuove e diverte, che fa pensare e sognare, per tutte le età, e un omaggio dell’autore al fantastico e a tutte le culture, in un’ottica di ricerca di un mondo migliore.

Osamu Tezuka ((1928-1989) è il più noto autore di manga della storia, tanto da meritarsi l’appellativo di Manga No Kamisama, il Dio del manga.
Dal talento precoce, inizia a disegnare alle elementari, con lo pseudonimo di Osamushi, parola che indica un tipo di coleottero ed è scritta aggiungendo ai caratteri del suo nome la parola in kanji mushi, insetto.
Laureato in medicina all’Università di Osaka, non eserciterà mai la professione, dedicandosi prima all’illustrazione e poi ai fumetti. Ha creato alcuni dei personaggi più famosi di sempre, come Kimba il leone bianco, La principessa Zaffiro, Black Jack e Astroboy, protagonista della prima serie anime di sempre.
Osamu Tezuka realizzò anche fumetti su tematiche religiose e politiche, come BuddhaLa Fenice La storia dei tre Adolf. La sua opera consta di oltre 400 volumi e alla sua memoria è dedicato un Museo nella città di Takarazuka.

Provenienza: libro del recensore.

Falce di Neal Shusterman (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2020

L’epoca attuale non è certo delle migliori, soprattutto in questi ultimi mesi, e non deve stupire allora un fiorire o rifiorire della cosiddetta fantascienza distopica, storie di futuri più o meno prossimi dove le cose non sono andate in maniera decisamente positiva, tra dittature, strapotere delle macchine e altre storture sociali.
Accanto ai classici, da Orwell ad Huxley, ci sono tante storie nuove da scoprire, anche rivolte all’apparenza ad un pubblico di giovanissimi (ma non certo banali), come la saga di Falce, di Neal Shusterman.
L’autore immagina un mondo che all’apparenza è perfetto, perché ha sconfitto la morte: tutti possono vivere vite pressoché eterne, rigenerandosi anche in nuove giovinezze grazie ad una chirurgia estetica ormai completa, senza più malattie, fame, incidenti, guerre, tutto governato dal cervello elettronico Thunderhead, che non sbaglia mai e non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
C’è però un ma, dato che si continua a nascere, per scongiurare la sovrappopolazione, ogni anno qualcuno deve essere comunque spigolato, cioè ucciso, su esecuzione delle Falci, esseri umani che devono portare avanti un compito non certo facile, ma per cui godono di una grande considerazione sociale, oltre che di un certo timore. Gli spigolati vengono scelti in teoria in base ad una percentuale varia in base all’età, ma non mancano gli abusi.
In questo mondo vivono un ragazzo e una ragazza, Rowan Damisch e Citra Terranova, convinti che sia il migliore possibile, anche se vedono le sue contraddizioni: la loro vita cambia di colpo nel momento in cui la Compagnia delle falci, in cerca di nuove reclute, decide di reclutarli come apprendisti nella persona del venerando maestro Faraday.
Rowan e Citra sono schietti, coraggiosi, leali, e non vogliono diventare due assassini, tenendo conto che alla fine del’addestramento come prova finale uno o una dei due dovrà eliminare l’altro o l’altra, e per questo motivo sono potenzialmente delle falci perfette, diverse da chi incontreranno sulla loro strada, spinto solo dalla voglia di uccidere a tutti i costi.
Un romanzo che riecheggia per gli appassionati le atmosfere de Il mondo nuovo e anche de La fuga di Logan, con uno sguardo anche al successo di Hunger Games, ma con una sua grande originalità e con all’interno il tema eterno del rapporto tra vita e morte, di cosa dà valore alla vita e su quanto mostruosa sia la morte data, per qualsiasi motivo, e alla fine arbitrariamente come in questo futuro non certo perfetto, dove l’incertezza di una fine comunque inevitabile è stata sostituita da una lucidità chirurgica su quanti comunque eliminare ogni anno.
Il viaggio di Rowan e Citra, in una società solo all’apparenza idilliaca ma in realtà spietata, inizia così, in una storia di formazione in cui emergono tutte le debolezze ma anche la forza dell’animo umano, in un inno alla vita e al suo valore stravolto da una missione spietata,  in un mondo che non potrà rimanere così dopo che ci sono passati i due ragazzi.

Neal Shusterman è nato a New York nel 1962 ed è autore di libri per ragazzi e young adult di grande successi, ed è vincitore del National Book Award per Il viaggio di Caden. Tra le sue opere, oltre alla saga di Falce, ci sono anche DownsidersFull Tilt Unwind La divisione. E’ anche autore di sceneggiature per il cinema e la televisione, oltre che di libri game, di racconti, saggi e novelizzazioni di serie TV come The X-Files.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Il segreto del mercante di libri di Marcello Simoni (Newton Compton, 2020) a cura di Elena Romanello

30 ottobre 2020

il-segreto-del-mercante-di-libri-x1000Torna puntuale in libreria la serie storica di Marcello Simoni dedicata ad Ignazio da Toledo, con il nuovo capitolo, sempre appassionante e ricco di colpi di scena, Il segreto del mercante di libri.
Siamo nel 1234 ed Ignazio ha passato gli ultimi due anni alla corte di Federico II in Sicilia, ma deve tornare in Spagna per una nuova impresa non certo priva di rischi: trovare la Grotta dei Sette Dormienti, un leggendario sepolcro in cui, secoli prima, sette martiri cristiani si sarebbero addormentati in un sonno eterno.
Ignazio si muove non in cerca di una reliquia, la sua specialità in un’epoca in cui sono molto richieste ed amate, ma del mistero dell’immortalità, che sembra nascondersi dietro ad una delle tante leggende che giravano nel XIII secolo e la cui eco è giunta fino a noi, ispirando altre storie: in particolare, come non pensare alla saga di Indiana Jones?
Ignazio giunge, con gli indizi che sono nelle sue mani, tra Castiglia e Léon, la sua terra natale, dove vive la sua famiglia, e trova problemi non certo da poco: sua moglie Sibilla è scomparsa, forse perché si sentiva minacciata da qualcuno di terribile, mentre suo figlio Uberto è in carcere con l’accusa di aver ucciso un uomo. Dietro a queste sciagure si nascondono probabilmente un infido frate domenicano, stretto confidente di Ferdinando III di Castiglia, oltre che i vecchi nemici del mercante, la setta Saint-Vehme.
Ritrovare un vecchio amico come Ignazio da Toledo, di cui si seguono ormai da anni con passione e interesse le peripezie, è sempre un gran piacere, come venire immersi in un mondo lontano, arcano, su cui spesso si hanno preconcetti sbagliati dovuti ad una storiografia che per anni ha influenzato la sua percezione è un viaggio incredibile.
Marcello Simoni ricostruisce un tredicesimo secolo avventuroso e appassionante, dove si mescolavano interessi economici, misticismo, leggende metropolitane, misteri, cacce al tesoro, con tanti temi eterni che funzionano da sempre, nel romanzo storico e d’avventura.
Qualcuno ha paragonato Marcello Simoni a Alexandre Dumas, sono tempi e universi diversi, ma entrambi sanno creare eroi che colpiscono e rendere il mondo di epoche lontane molto vicino ad oggi e vivo.

Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccatiL’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni) e la Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero, Il patto dell’abate nero e L’enigma dell’abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero. Il segreto del mercante di libri è l’attesissimo seguito della Trilogia del mercante di libri, la saga che ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo

Binti di Nnedi Okorafor (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

24 ottobre 2020

Il pubblico italiano ha già conosciuto l’interessante voce dell’autrice di fantascienza Nnedi Okorafor, nigeriana trapiantata negli Stati Uniti, capace di dar voce a personaggi di altre culture.
Il volume Binti raccoglie i romanzi brevi Binti, Ritorno a casa, La maschera della notte e il racconto Il fuoco sacro e presenta una nuova eroina, che ha conquistato tra gli altri l’autore Neil Gaiman.
Una serie di storie con un taglio femminista e anti razzista, ma non banalmente e retoricamente politicamente corrette, come va di moda oggi: al centro di tutto, in un futuro imprecisato, c’è Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib, una ragazza di etnia Himba, bravissima in matematica e nella tecnica dell’astrolabio, e per questo motivo selezionata per frequentare la prestigiosa Oomza University, un’università in un altro pianeta.
La sua famiglia, legata ancora ad antichi schemi anche in questo futuro, è contraria, ma Binti si ribella, fugge dal suo villaggio pieno di tradizioni e si imbarca sull’astronave Terzo Pesce per arrivare ad Oomza. Tutto sembra perfetto, ci sono vari suoi coetanei e coetanee con cui stringe amicizia, ma di colpo arriva un attacco da parte delle creature aliene Meduse, feroci e mostruose, che fanno una strage, lasciando viva solo lei.
Binti si trova a doversela cavare da sola, in un’astronave piena di esseri assassini, e mancano cinque giorni all’arrivo ad Oomza. Ma pian piano scopre la storia delle Meduse e il perché della loro guerra contro i Khoush, con motivazioni molto più profonde di quelle che potevano sembrare.
Dovrà sopravvivere alla trasferta, proteggere gli abitanti di Oomza e provare a fare di porre fine ad un conflitto sanguinoso.
Una storia che prende stilemi della fantascienza dei decenni passati (come non pensare per esempio ad Alien?), arricchendoli di originalità e modernità, per raccontare una storia di formazione, una guerra intergalattica, un viaggio nello spazio e portando nuova linfa ad un genere che periodicamente rinasce dalle sue ceneri, grazie anche all’apporto di nuove culture e di voci femminili.
La prefazione del libro è di N. K. Jemisin, autrice afroamericana di fantascienza, anche lei impegnata a rinnovare un genere che non smette mai, in ogni generazione, di proporre nuove storie e di usare il filtro dei mondi futuri, delle guerre galattiche e dei viaggi nel cosmo, per far riflettere sull’oggi.
La saga di Binti è interessante per gli amanti di fantascienza di ogni età, per chi conosce i classici ma anche per chi inizia adesso, magari con questo libro, a confrontarsi con viaggi in futuri e dimensioni altre, in cui trovare comunque una parte di noi stessi e del nostro mondo.

Nnedi Okorafor (Cincinnati 1974), di origini nigeriane, insegna scrittura creativa all’università di Buffalo ed è autrice di numerosi libri per adulti e ragazzi. Oltre a Binti, ricordiamo Chi teme la morte (miglior romanzo al World Fantasy Award 2011 e attualmente in corso di adattamento come serie televisiva HBO), Laguna e Akata Witch.

Provenienza: libro del recensore.