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Raffaello tra Leonardo e Michelangelo, Silvano Vinceti (Armando editore, 2020) A cura di Viviana Filippini

10 novembre 2020

Quando si pensa al Rinascimento pittorico italiano tra i tanti nomi, di solito, la nostra attenzione va a Leonardo, Michelangelo e Raffaello. A raccontare i tre artisti, anzi a darne un’immagine del tutto nuova tra l’artista e l’animo umano, c’è “Raffaello tra Leonardo e Michelangelo” di Silvano Vinceti, edito da Armando editore. Il testo racconta la vita dei pittori in modo parallelo partendo dall’infanzia, passando al periodo della formazione, arrivando all’età matura fino alla morte narrando gli importanti cambiamenti che i tre fecero nel mondo dell’arte Italiana con il loro fare artistico. Raffaello (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520), Leonardo (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519), Michelangelo (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) ebbero modo di lavorare con i potenti con rapporti di lavoro e personali, divisi tra la complicità e la conflittualità. Tra i committenti ci furono re e principi delle corti italiane e straniere per i quali misero a disposizione le loro conoscenze e competenze artistiche. Vinceti ci racconta il fare arte dei tre geni del Rinascimento italiano puntando però a far conoscere al lettore una dimensione più umana, comportamentale e psicologica dei pittori. L’autore ci presenta i tre artisti in parallelo, affrontando la loro fase di formazione in età giovanile, e allora si conosce che Leonardo studiò dal Verrocchio, Michelangelo ebbe la sua formazione dal Ghirlandaio e Raffaello nella bottega del Perugino. Nel libro l’autore riporta i loro pensieri e riflessioni sul fare arte con riferimento alla fede, alla religione, alla filosofia, alla scienza, a dimostrazione di quanto fosse complesso e sfaccettato ognuno di questi artisti. In questa maniera Vinceti propone al lettore una dimensione umana e terrena di personalità che di solito si conoscono solo per aver realizzato dipinti, affreschi e sculture. Certo è che i tre pittori avevano caratteri differenti. Leonardo, morto a 37 anni, era esuberante, affascinante e sempre pronto ad assecondare i sui committenti. Leonardo passò la sua vita dedicandosi in modo completo all’arte della pittura, della scultura e dello studio di forme, colori, anatomie, progetti di macchine che anticiparono invenzioni diventate realtà nel futuro. Michelangelo fu l’animo pittorico tormentato, diviso tra quelle che erano le sue ricerche artistiche e filosofiche. Tale trambusto emotivo non rese facile la vita al pittore che lavorò per undici Papi, perché l’artista non sempre riusciva a mitigare ciò che lui pensava o il suo modo di fare arte con quelle che erano le richieste dei committenti. Spesso e volentieri Michelangelo faceva di testa sua, scontrandosi anche con i committenti. Leggere “Raffaello tra Leonardo e Michelangelo” è compiere un viaggio nella vita di tre grandi geni dell’arte del Rinascimento italiano conoscendoli dal punto di vista artistico, professionale, emotivo e umano.

Silvano Vinceti, scrittore, autore e conduttore televisivo in Rai di programmi storico-culturali. Fra gli ultimi libri pubblicati: “L’enigma Caravaggio”, “Porto Ercole l’ultima dimora di Caravaggio”, “Francesco il Rivoluzionario di Gesù”, “Leopardi il filosofo della speranza”, “Alla Ricerca della Gioconda”. È Presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Ambientali e Culturali. Ha concluso felicemente la ricerca dei resti mortali della modella della Gioconda.

Source: richiesto dal recensore. Grazie ad Anna Ardissone di 1A Comunicazione.