:: Murder on the Giava – Shanmei (English edition)

12 giugno 2021 by

A historical mystery in early 20th century China

Naples, 1900, the Piedmontese lieutenant Luigi Bianchi, part of the Second Italian Contingent sent to quell the Boxer revolt, is finally on board the steamer Java en route for China. The journey, however, does not promise to be peaceful at all: sabotage, storms, epidemics and… a crime. In fact, in the boiler room is found the lifeless body of a stowaway, whose identity no one seems to know. Who is this man? What was he doing on board? And above all, is there a murderer among the crew members? Maybe planning to kill again? Lieutenant Bianchi, aided by medical lieutenant Maurizio Valente and Sergeant Vincenzo Bertelli, will be given the task of investigating the crime but soon the investigation will turn into a struggle for survival because it will be clear that someone absolutely does not want the Giava to arrive in China.

Shanmei was born in Milan (Italy) in the late 1960s. After graduating, and a research thesis in Modern and Contemporary History of Asia at the University of Turin, her research focused on Boxer China and the condition of women in the Qing era. Over the years she has written dozens of novelette, novels and many short stories (especially flash fiction) still unpublished and some in the process of being translated in English and French.

From today on booking, it will be released on June 20th (English edition)!

:: Premio Biella Letteratura e Industria XX edizione – Annuncio finalisti

16 giugno 2021 by

Ed ecco i 5 finalisti:

Giancarlo Liviano D’Arcangelo, con L.O.V.E Libertà, Odio, Vendetta, Eternità (Il Saggiatore) dà vita a un’epopea romanzesca contemporanea che esplora gli abissi della società globale: l’inquietante negativo di un mondo in putrescenza, in cui un impero che crolla può fare meno rumore di una coscienza che muore.

Sara Loffredi, con Fronte di scavo (Einaudi) guida il lettore nella profondità della montagna (il Monte Bianco) e degli uomini, e ci mostra una pagina epica della nostra storia, scritta da un’Europa appena uscita dalla guerra, ma capace di guardare con fiducia al futuro.

Paolo Malaguti, con Se l’acqua ride (Einaudi), racconta l’avventura al tramonto di un mondo che corre sull’acqua osservato dagli occhi più curiosi che ci siano, quelli di un ragazzino che vuole diventare grande.

Giancarlo Michellone, con Una Fiat che fu. Quando con i calzoni corti facevamo l’antiskid (Guerini Next) condensa in questo suo primo libro vicende professionali ed esistenziali all’insegna di tecnologia e brevetti innovativi.

Gabriele Sassone, con Uccidi l’unicorno. Epoca del lavoro culturale interiore (Il Saggiatore) offre un racconto in prima persona sul potere delle immagini e sulla macchina infernale che le produce.

Cinque opere di narrativa, scelte tra quaranta opere candidate, che concorreranno per un premio del valore di 6mila euro che verrà consegnato durante la cerimonia conclusiva di sabato 20 novembre 2021 a Città Studi, Biella.

La Giuria, presieduta dallo scrittore Pier Francesco Gasparetto, è composta da: Claudio Bermond (docente universitario), Paola Borgna (docente universitaria), Paolo Bricco (giornalista e saggista), Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica), Paola Mastrocola (scrittrice) Sergio Pent (scrittore), Alberto Sinigaglia (giornalista) e Tiziano Toracca (docente universitario) ha assegnato un Premio Speciale a:

Alberto Albertini, La classe avversa, Hacca editore

:: Un’intervista con Stefano Di Marino a cura di Giulietta Iannone

15 giugno 2021 by

LDS: Bentornato Stefano sulle pagine di Liberi di Scrivere e grazie per questa nuova intervista. Allora la tua prolificità non viene smentita è appena uscito il Professionista di giugno, un volume con ben due episodi: Campi di morte e Fiesta di piombo. Ce ne vuoi parlare?

SDM: Campi di morte è forse una delle avventure più amate del Professionista. Fu pubblicata per la prima volta nel 2009. È una avventura di spionaggio ma anche di guerra. Le missioni di combattimento in Africa (qui siamo nel Congo in un territorio devastato dalla guerriglia e da una epidemia micidiale) sono sempre le preferite da chi ama l’avventura a forti tinte. Ma c’è anche molto spionaggio avventuroso, azione e investigazione quindi. Ci sono anche alcuni tra i personaggi più amati della serie, sia trai “buoni “ che tra i “cattivi”: Antonia Lake, una donna davvero fuori dal comune e Raven che molti ricorderanno da “L’Ombra del corvo”. Una storia che ha anche riferimenti magici, nel senso dell’atmosfera perché  è una vicenda realistica, un collegamento con la magia africana e la leggenda del bandito Cobra verde. Magia, sempre sullo sfondo perché l’azione è realistica, anche per “Fiesta di piombo” che si svolge nell’immaginaria isola di San Pedro. Qui il Professionista avrà molte sorprese, la principale sarà l’incontro con un vecchio amore. Uccide più il cuore delle pallottole, a volte.

LDS: Se il Professionista è la tua serie storica, vedo che è stata bene accolta anche la tua nuova serie dedicata a Max Costello, alias Mezzanotte; quando leggeremo su Segretissimo il prossimo episodio? E puoi farci qualche anticipazione?

SDM: La serie Killer Élite, che è stata concepita per essere molto diversa da quella del Professionista, tornerà a novembre con il romanzo “Bersaglio di notte” che ho già consegnato. Sto scrivendo in questi giorni il terso episodio. È una serie con meno episodi, più legata a suggestioni come i romanzi di Peréz Reverte e i vecchi film noir con Alain Delon.

LDS: Oltre ai romanzi ci saranno anche racconti?

SDM: Come sempre quando posso cerco di affiancare ai romanzi lunghi anche dei racconti. A luglio per esempio insieme al Professionista intitolato “Pisola in vendita” ci sarà un racconto di Killer Élite.

LDS: E di Bas Salieri puoi dirci qualcosa, leggeremo presto anche qualcosa di suo?

SDM: Ho già scritto un quarto Bas ambientato tutto a Bologna che ho proposto al direttore dei Gialli. Spero che lo leggerete presto.

LDS: Sei il re incontrastato dell’action thriller italiano, i tuoi volumi sono i bestseller di Segretissimo si può dire. Quale è il tuo segreto? Come hai fatto negli anni a fidelizzare i tuoi lettori, c’è qualche ingrediente magico che metti nei tuoi romanzi?

SDM: Io credo che sia perché mi diverto molto a scrivere queste storie. Certo le preparo, cerco sempre uno spunto nuovo, ma credo che il pubblico mi segua perché sa che come lui ho bene in mente cosa voglio leggere… Poi cerco di essere sempre presente e mantenere il contatto con i lettori.

LDS: Forse non tutti sanno ma sei anche uno stimato traduttore. Ti hanno proposto qualche traduzione interessante negli ultimi tempi?

SDM: L’anno scorso ho ritradotto alcuni Gerard de Villiers della serie SAS che amo moltissimo. Al momento non sto traducendo nulla ma spero presto di potermi cimentare ancora con questa forma di narrativa, per interposta persona…

LDS: Quanto ha inciso l’immaginario cinematografico nella tua narrativa? In cosa ritieni i tuoi romanzi siano debitori ai grandi classici dell’azione e dell’avventura? Quali sono per te i capisaldi del genere?

SDM: Sin da ragazzino, scrivendo ho sempre fatto il “mio” cinema, con la fantasia. In effetti ho un strettissimo legame con il cinema di genere. Come sai per Odoya ho curato volumi su tutti i generi principali cinematografici. Devo indicare tre film capitali per la mia fantasia? Il Mucchio selvaggio, Operazione Tuono, Apocalypse Now.

LDS: Guardando all’estero in Francia, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, quali sono i titoli e gli autori da tenere d’occhio per gli amanti dell’action thriller e dell’avventura?

SDM: In Francia a mio parere si trovano i titoli migliori nel campo del thriller: Grangé, Thillez, Minier e Chattam sono gli autori guida nel genere thriller che a volte sconfina nell’horror. Per l’action internazionale invece consiglio Barry Eisler e Mark Greaney che dopo aver fatto ‘da spalla’ a Clancy per anni, sta avendo un buon successo con la sua serie Gray Man.

LDS: E in Italia, c’è qualche autore da tenere d’occhio, anche esordiente?

SDM: A parte il mio collega e amico Andrea Carlo Cappi, consiglierei Pasquale Ruju e naturalmente Massimo Carlotto ed Enrico Pandiani.

LDS: Grazie davvero di questa chiacchierata, come ultima domanda ti chiederei di anticiparci un po’ i tuoi progetti futuri.

SDM: In questo momento sto affrontando un periodo un po’ difficile a causa della salute dei miei genitori che mi tengono molto occupato. Per fortuna ho il programma per Segretissimo e Odoya già fissato. Sono abbastanza avanti con i lavori. A luglio dovrebbe uscire un altro volume sulla storia del West intitolato “Comanche, vivere e morire nel West”.

Milano, giugno 2021

:: La congiura delle passioni di Pietro De Sarlo (Altramedia Editore, 2021) a cura di Giulietta Iannone

13 giugno 2021 by

“Se vogliamo che tutto rimanga comè, bisogna che tutto cambi” diceva fatalisticamente Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo (1958), uno dei romanzi sul Risorgimento italiano più caustici e in netta polemica con l’euforia postunitaria, che contrabbandava molto spesso come atti di puro eroismo, violenze, saccheggi, corruzioni e brogli che sembrano aver caratterizzato quel periodo così controverso e nello stesso tempo determinante della storia italiana, dallo Sbarco dei Mille alla fine del Regno borbonico e all’Unità d’Italia. Che il Risorgimento sia un punto nodale, non ancora risolto, della nostra storia è una verità che ha ispirato molti ingegni letterari tesi a far luce sul quel periodo deprivandolo di tutta la mitologia edulcorata e agiografica che spesso l’ha accompagnato. Che una Questione Meridionale ancora esista (a cui si è tentato di ovviare con blande politiche di puro assistenzialismo), che un divario economico contrapponga tuttora Nord e Sud, sono dati di fatto, ma c’è un grumo ancora più oscuro più insidioso. Il Sud dopo più di 100 anni si sente ancora espropriato dal Nord e ha conservato un certo desiderio di rivalsa e un senso di recriminazione che fece dire “Arrivano i Piemontesi” in maniera certo ironica e bonaria ma significativa a un mio nobile parente quando i miei genitori dal Piemonte scesero al Sud in visita. Insomma fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani, e ripristinare la verità storica è un buon balsamo e una forma di equa compensazione, in attesa di mosse più concrete, per appianare le controversie sociali e morali ancora in atto. Pietro De Sarlo ha provato a ripristinare quella verità, per molti versi ancora taciuta e non compresa, non con un saggio ma con un romanzo storico dal titolo La congiura delle passioni, edito da Altramedia editore. Conscio che al Sud manca un’epica condivisa ha provato a contribuire con il suo talento creativo pur basandosi su un attento studio delle fonti e dei documenti. Da meridionale può essere accusato di essere di parte, ma leggendo attentamente il suo libro si nota un sincero sforzo nel mediare e nel mantenere un atteggiamento equo e obiettivo distinguendo i fatti storici certi, dalle mere supposizioni. Da un punto di vista creativo è un interessante esperimento linguistico: sembra scritto da un autore ottocentesco, dall’uso delle parole, in parte in dialetto, in parte in latino segno distintivo delle classi alte, alla struttura stessa delle frasi. Comprensibile da un lettore contemporaneo e pur capace di conservare un eco antico che ci riporta in quegli anni come spettatori attivi dei fatti narrati. La storia minima quotidiana dei personaggi acquista un’epicità accanto alla Storia alta fatta dai potenti e finita sui libri di storia. Dal brigantaggio (ma furono briganti o patrioti? molto spesso le cose cambiano dal punto di vista da cui le si osserva) alla divisione delle terre promesse ai contadini con promesse senza fondamento, tutto si snoda sotto i nostri occhi, senza retorica. Che il personaggio della A Masciara diventi un simbolo del Sud stesso, indomito, orgoglioso, coraggioso è un’altra caratteristica del romanzo che raccoglie gli echi di un sapere popolare che si tramanda oralmente da generazioni. Il borgo montano di Monte Saraceno, nome di fantasia di un paese sugli Appennini Lucani, diventa il fulcro della storia, concreto e capace di evocare i mille borghi e paesi meridionali che costellavano le terre divise dai latifondisti. Insomma un’interessante lettura se si vuole capire meglio la nostra storia e le ragioni perchè certe criticità non sembrano risolvibili. Ammettere che le ragioni e la verità non si trovano mai da un lato solo è un fatto importante nella composizione dei conflitti, e capire ed ammettere che c’è ancora un conflitto in corso è un primo passo.

Pietro De Sarlo, laureato alla Sapienza in Ingegneria, ha un lungo passato manageriale esercitato ai massimi livelli in società italiane ed estere. In tale ambito, come presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, ha promosso diversi interventi a favore della cultura tra cui le borse di studio per dottorati di ricerca in materie umanistiche. Oltre ad alcuni saggi di natura economica, ha pubblicato il primo romanzo nel novembre 2016, L’Ammerikano (premio della giuria al concorso Argentario 2017 e premio San Salvo-Artese, sempre nel 2017, riservato alle opere prime). Per Altrimedia nel 2020 ha pubblicato Dalla parte dell’assassino (Premio Narrativa Giallo/Thriller nell’ambito della quinta edizione del Concorso Letterario Nazionale Argentario 2020 – sezione Narrativa edita). È appassionato di vela, sci e motociclismo.

Source: libro inviato dall’autore, che ringraziamo.

Dell’acqua e dell’amore, Brunella Caputo (Homo Scrivens, 2020) A cura di Viviana Filippini

13 giugno 2021 by

“Partire è sempre una fuga, spesso necessaria. Gli eventi negativi della vita ti possono travolgere, invadere e prendere il posto dei pensieri. È necessario partire, allora. La partenza riesce a sciogliere il groviglio di idee strane nella testa, sempre. È così anche adesso”. (dal racconto “Tamandaré”).

Quella di Brunella Caputo intitolata “Dell’acqua e dell’amore” edita da Homo Scrivens è una raccolta di racconti brevi. L’autrice, che vive tra l’Italia e il Brasile, crea delle storie che assumono la natura di frammenti di vita nei quali aleggia un’atmosfera dove italianità e mondo brasiliano si mescolano. Pagina dopo pagina incontriamo personaggi che sono donne a uomini di diverse età, caratterizzati da modi di dire di fare per certi aspetti diversi, ma tutti accomunati dal fatto che l’amore è l’elemento cardine attorno al quale si sviluppano le loro esistenze. I racconti brevi presenti in “Dell’acqua e dell’amore” a tratti sembrano sogni fatti dai diversi personaggi protagonisti della narrazione, mentre in altri momenti della lettura ci si rende conto che quelle visioni oniriche sono veri e propri ricordi ripescati dal passato e fatti vivere di nuovo dalla scrittura dell’autrice salernitana e dalla lettura che l’utente fa della raccolta stessa. “Dell’acqua e dell’amore” raccoglie una trentina di storie nelle quali la Caputo indaga e narra ai lettori l’amore e le sue differenti manifestazioni. L’amore è presentato come un sentimento potente in grado di andare oltre ogni confine, è qualcosa che crea gioia e, allo stesso tempo, anche dolore, ma è presente nella vita di ogni persona letteraria come lo sono i personaggi nati dalla penna della Caputo o reale.  Nel libro si alternano vicende d’amore che hanno per protagonisti uomini, donne, la famiglia, amici o luoghi ai quali si è legati sentimenti puri e sinceri. L’amore è vissuto quindi come una sorta di viaggio che si muove tra la dimensione fisico realistica e quella emotiva. Il sentimento che fa battere il cuore appare come portatore di gioie e anche di sofferenze, ma nei racconti della Caputo c’è la presenza anche di un altro importante elemento al quale l’autrice è legata fin da bambina: l’acqua. L’acqua che assume significati e forme diverse, ed è un po’ come l’amore: è qualcosa che protegge e culla, ama che a volte intimorisce. Non solo, perché l’acqua diventa anche altro, essa è la rappresentazione del respiro, del tempo in movimento, della morte e della vita che si intrecciano, e della speranza e della meta da raggiungere per sentirsi amati e protetti. Il libro contiene la prefazione di Maria Concetta Dragonetto e anche un’interessante postfazione di Erminia Pellecchia.

Brunella Caputo è nata a Salerno e vive in Italia e In Brasile. È regista teatrale, attrice, scrittrice. Scrive articoli di teatro e racconti per quotidiani salernitani. 


Source: inviato dall’editore al recensore.

:: Lucinda Riley (Lisburn, 16 febbraio 1966, 11 giugno 2021)

11 giugno 2021 by
Foto von Lucinda Riley

Come le cicale di Fiore Manni (Rizzoli, 2021) a cura di Elena Romanello

11 giugno 2021 by

cicalesmallFiore Manni, personalità poliedrica di conduttrice televisiva, autrice di fumetti, scrittrice, influencer, blogger e cosplayer, presenta il suo nuovo romanzo Come le cicale per Rizzoli, agile, veloce, rivolto ad un pubblico di ragazzi ma su cui c’è da riflettere anche da più adulti.
Ambientato durante una di quelle ormai lontane ma sempre presenti nell’immaginario estati degli anni Novanta fatte di mare e libertà, Come le cicale racconta la storia di Teresa, che ha appena finito prima media ma si sente ancora una bambina dai capelli sempre arruffati e dalle ginocchia sbucciate. Aspetta ancora di sbocciare e diventare grande, e arrivare nella casa al mare e trovarsi anche lì fuori posto è dura: le sue compagne di gioco pensano ormai solo allo smalto, ai cantanti e ai ragazzi, il rapporto con il suo migliore amico di colpo è complicato e tutti sono cresciuti tranne lei.
Teresa continua ad aspettare la sfavillante Terry, la versione di se stessa sicura e matura, e mentre si è rassegnata a passare un’estate terribile, conosce Agata, una ragazza nuova, dolce, forte, sincera, gentile, bellissima che colpisce subito Teresa. Ma non è solo un’amica, per lei, qualcosa di più, perché Teresa sente battere più forte il cuore ogni volta che ce l’ha vicina. 
L’estate e i primi amori sono un archetipo della narrativa per giovani e giovanissimi, se si legge questo libro con qualche anno in più sul groppone si ritroveranno temi già sentiti tra le righe, ma nello stesso tempo Come le cicale parla di qualcosa che un tempo era un tabù, l’omosessualità, in maniera dolce, normale, come una possibilità della vita, una delle tante che si cominciano ad esplorare mentre si cresce e che va fatto senza drammi, aprendosi al mondo e alla vita.
Teresa è raccontata con delicatezza e sincerità, mentre si trasforma e si cerca, divisa tra la paura di conoscersi e scoprirsi per quello che si è e il desiderio fortissimo di emozionarsi.  Un qualcosa di eterno, che ha colpito tutti e tutte, etero e omosessuali, ed è giusto che i giovanissimi di oggi si confrontino con queste storie che li raccontino, e che forse una volta non erano così complete a raccontare anche altri aspetti della vita.

Fiore Manni ha condotto diversi programmi di successo su Super! (canale DeAgostini), tra cui la fortunata serie Camilla Store. Influencer molto seguita sui suoi canali social è autrice per Rizzoli di Jack Bennet e la chiave di tutte le cose (2018) che ha vinto diversi premi e Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti. È anche autrice del fumetto Mask’d the divine children, pubblicato da Star Comics nel 2020.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La letteratura protagonista nell’Estate al Parco del Fantastico, a cura di Elena Romanello

11 giugno 2021 by

Il Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in piazza Riccardo Valla 5, presenta la manifestazione Estate al Parco del Fantastico, con un ciclo di eventi in tema all’aperto, inserito nella rassegna Torino a Cielo Aperto -Festival d’Estate 2021.
Gli incontri riguardano la rigenerazione urbana, il sociale, le statue esposte fuori con icone in tema, la creatività e ovviamente anche la letteratura, grande protagonista di alcuni degli eventi.
Sabato 12 giugno, dalle 16 in poi giornata all’insegna del cinema, della letteratura e della fantascienza, con la presentazione del nuovo film Nel ventre dell’enigma di Pupi Oggiano e della relativa novelization di Gabriele Farina, e del thriller fantastico Il caso del collare dei Savoia di Anna Maria Bonavoglia, con la collaborazione dell’editore Buendia Books.
Sabato 26 giugno dalle 15 e 30 giornata sui vampiri e le creature fantastiche dalla fiaba al videogame, con il laboratorio creativo dal libro Fiabe dei mutamenti dell’illustratrice Giuliana Milia e un approfondimento sui videogiochi a tema vampiri con l’esperto Federico Ercole.
Sabato 3 luglio sempre dalla 15 e 30 giornata dedicata alla fantascienza cinese, un genere in continua evoluzione, con Chiara Cigarini, ricercatrice presso l’Università di Pechino, la presentazione della mostra che il Mufant porterà a Chengdu e un laboratorio di scrittura DiShu.
Venerdì 9 luglio dalle 21 reading e performance dal romanzo Q502 di Sylvie Freddi, con l’autrice, il performer Lord Theremin, al secolo Lorenzo Giorda, l’attore Gian Luca Bottoni e il doppiatore Ivo De Palma, e a seguire la scrittrice parla con il musicista Lorenzo Giorda, le biologa Laura Passeri e l’astronomo dell’Inaf Sebastiano Ligori.
Il Mufant ripresenterà poi dal 17 al 19 settembre il festival Loving the alien, dove di nuovo i libri la faranno da padroni: il programma sarà reso pubblico a luglio.
Per ulteriori informazioni sugli eventi e sulle modalità di partecipazione, visitare il sito ufficiale del Museo.

:: Ferite nella memoria di Giuseppe Battaglia (LArgoLibro, 2021) a cura di Giulietta Iannone

10 giugno 2021 by

La vita è fatta di memoria, se così non fosse non proveremo quel tale senso di vuoto perdendola. La memoria è linfa e nutrimento di cosa di più intimo, prezioso e profondo l’essere umano possiede: la sua coscienza. La poesia serve a tramandare memoria e a vivificare la coscienza perché non si rattrappisca, inaridisca e muoia. Ecco questo è il testamento morale che Giuseppe Battaglia ci ha voluto lasciare con la sua ultima opera dal titolo emblematico Ferite nella memoria. Una raccolta poetica di rara sensibilità, accorata, graffiante, pudica, in un mondo dove il pudore è sempre raro. I versi sono rarefatti, quasi epigrammi orientali che raccolgono quel grumo aspro che è il senso della vita come noi lo percepiamo, iridescente e remoto. Anche chi non ama la poesia troverà in questi versi nutrimento e un po’ di tregua dagli affanni, dal tran tran quotidiano. Sopra/ il respiro/ senza bagliori/ polvere antica/ pensieri vaghi, ecco cosa differenzia la coscienza dall’incoscienza, e dalla mancanza di senso: il respiro e il pensiero. I versi di questo poeta portano a compimento questo senso con apparente leggerezza e senza sforzo. La vita è respiro e memoria, è ciò che diamo agli altri e cosa riceviamo, tutto della stessa importanza, del medesimo valore. Con generosità Giuseppe Battaglia ci ricorda che il bene e accanto al male (di cui vede consapevolmente tutte le ombre dal dolore al tradimento) ma non lo sovrasta. Chiuderei questo commento alla silloge con alcuni suoi versi presagi dell’imminente destino che ci accomuna tutti: Ritagli/ d’infanzia/ rompono/ il sonno/ sotto/ il legno/ della crocifissione. Versi scarni che per intensità mi sono rimasti in mente e mi hanno portato alla mente versi di altri grandi poeti e mistici che hanno riflettuto sull’assenza e sulla morte. Epigrammi che per il loro significato etimologico hanno il precipuo scopo poetico di lasciare il ricordo d’una vita.

Giuseppe Battaglia nasce a Ragusa il 27 settembre del 1953. Laureato in Sociologia presso l’Università di Urbino, ha conseguito specifiche formazioni professionali in Psicoterapia, Psicanalisi individuale e di gruppo e Psicoterapia analitica. Ha pubblicato opere poetiche in dialetto siciliano e con Manni Editore Respiro dello Sciamano. Con l’Edizioni L’ArgoLibro ha pubblicato Rumore del tempo nella memoria e Sotto una montagna di carte titolo d’esordio della collana Agorà diretta da Nicola Vacca.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo l’Ufficio stampa L’ArgoLibro.   

:: I bastardi vanno all’inferno di Frédéric Dard (Rizzoli 2021) a cura di Giulietta Iannone

10 giugno 2021 by

Teso e violento Les salauds vont en enfer è un dramma poliziesco criminale di Frederic Dard, in parte di ambiente carcerario, nato come piece teatrale e poi passato sul grande schermo, grazie a Robert Hossein come regista, nel 1955. Solo dopo Dard decise di pubblicare con lo stesso titolo anche il romanzo, percorso anomalo sicuramente determinato dal grande successo sia teatrale (fu portato in scena a Parigi e all’estero per più di 500 volte) che dopo cinematografico. Nella sua meritoria impresa di portare in Italia le opere di Dard, Rizzoli nella collana Nero Rizzoli, ce lo presenta nell’edizione tradotta da Elena Cappellini. Dopo Gli Scellerati e Il Montacarichi, ecco dunque I bastardi vanno all’inferno (Les salauds vont en enfer, 1956). Una storia nerissima che ha per protagonista una coppia anomala di personaggi: una spia e un poliziotto sotto copertura, e per tutto il romanzo non sapremo chi dei due tra Hal e Frank sia l’uno o l’altro, lo sapremo solo alla fine, prima del tragico, inevitabile, finale. Tutto è giocato sul filo dell’ambiguità, davvero è impossibile distinguere il poliziotto dal criminale, e questa in fin dei conti è la morale del libro, non esistono i bastardi, ma tutti si trovano a recitare un ruolo restando fondamentalmente uomini con pregi e difetti. Il linguaggio è secco, tagliente, lo scambio di battute tra i protagonisti è ambiguo e realistico, insomma è una storia scritta e ambientata negli anni ’50 ma conserva un’impronta di vita vera, e vissuta. E cosa sorprendente non è la violenza o l’atto criminoso in sé la cifra distintiva del romanzo ma l’amicizia che inaspettatamente nasce tra i due personaggi, e che Dard approfondisce con grande acume psicologico e spessore morale. Dunque siamo nel Midi de la France, negli anni ‘50, in un carcere in cui le condizioni di vita dei prigionieri non sono tanto diverse da quelle del secolo precedente: guardie carcerarie sadiche e violente, periodi di isolamento in segrete infestate dai topi, esecuzioni tramite la ghigliottina, negli anni ‘50 in Francia la pena di morte veniva somministrata con queste modalità. Hal e Frank si trovano reclusi nella stessa cella, assieme ad un altro prigioniero sordomuto che ha ucciso la moglie. Sin dall’inizio il rapporto tra i due e di diffidenza e di paura. Giungono persino alle mani, tanto da finire in isolamento. Poi una strana solidarietà e complicità si instaura tra i due personaggi tanto che decidono di evadere e fuggire insieme aiutandosi l’un l’altro. Il romanzo è breve non anticipo altro della trama, ma da questo momento in poi l’azione si fa convulsa e frenetica e entrerà in scena anche un altro personaggio, Dora, una donna bellissima dagli occhi viola che causerà una rottura degli equilibri e se vogliamo porterà la storia verso l’inevitabile epilogo. Dunque un noir, forse tra i più famosi di Dard che se vogliamo analizza e approfondisce le dinamiche dell’animo umano di personaggi che non hanno nulla da perdere e lottano per la propria sopravvivenza pur conservando un barlume di umanità che li rende essere umani prima che poliziotti o criminali. Il personaggio di Dora, poi la classica dark lady, creerà quella tensione sessuale priva di sentimentalismo capace di accrescere le ombre di una storia già tragica e violenta di suo. Per chi ama Dard e i noir anni ’50.

Frederic Dard (1921-2000) ha iniziato a pubblicare romanzi negli anni Quaranta. Il grande successo sarebbe arrivato però più tardi, con lo pseudonimo San-Antonio. È in atto una riscoperta internazionale della sua opera, vastissima, inaugurata in Italia da Rizzoli con Gli scellerati (2018), Il montacarichi (20219) e I bastardi vanno all’inferno (2021).

Elena Cappellini, dopo la laurea in Lettere moderne presso l’Università di Bologna, ha studiato a Siena, dove ha conseguito il dottorato in Letteratura comparata e Traduzione del testo letterario. Ha partecipato a convegni e pubblicato saggi su Michel Tournier, sul fantastico, sull’immaginario radiofonico, fotografico e radiologico. Dal 2002, a Cremona, è stata curatrice del festival Pensare la differenza, percorsi, incontri e spettacoli sulla cultura di genere.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore. Ringraziamo Giulia e Claudia dell’ Ufficio stampa Rizzoli.

Alla scoperta di “Area riservata”, con Roberto Van Heugten (Homo Scrivens)

8 giugno 2021 by

Gianluca Vanetti, l’investigatore per caso nato dalla penna di Roberto Van Heugten torna in libreria con “Area riservata”, intrigante romanzo edito da Homo Scrivens. Questa volta il protagonista dovrà fare ci conti con l’universo delle communities digitale e con eventi drammatici che accadono dove vive. Per scoprire qualcosa in più su Vanetti, abbiamo parlato con il suo inventore: Roberto Van Heugten.

Da dove arriva l’idea di fondo di “Area Riservata”? Area Riservata ha preso forma componendo un collage di diversi temi, nel quale hanno trovato posto gli episodi thriller che contribuiscono a rendere vivace la lettura del libro. Per questo e altri motivi è un progetto che ha subito nel tempo – già, qualche anno – diverse revisioni e lunghi momenti di pausa. Intanto diventavano grandi i romanzi e racconti pubblicati prima di lui!

Come è stato mettere a confronto le nuove tecnologie con quelle tradizionali che hanno radici storiche? Ecco, questo è uno degli elementi arrivato tra gli ultimi. Mi serviva un forte elemento di contrasto che aiutasse il lettore a capire perché il protagonista doveva accompagnarlo al cospetto di una civiltà antichissima senza perdere il contatto con gli avvenimenti del nostro tempo. È stato divertente mescolare l’uso di strumenti antiquati con la potenza del computer e delle reti interconnesse. Il capitolo della famosa “Asta Vanetti” è utile sì per divertire, ma nel contempo per creare un ulteriore alone di mistero sullo svolgimento della sezione criminale del romanzo e una connessione tra i diversi attori della storia.

Come è stato affrontare l’argomento delle communities digitali, tanto presenti al giorno d’oggi? Dal punto di vista tecnico, facile, visto che nelle comunità digitali distribuite ci lavoro e faccio esperienze. Dal punto di vista descrittivo, ho cercato di rendere più “digeribili” possibile argomenti che per un lettore meno preparato sul digitale potrebbero apparire piuttosto criptici. Credo di essere riuscito in questo intento.

Lei definisce il suo protagonista un “investigatore suo malgrado”, continua ad esserlo anche in questa nuova avventura? Questa volta è un po’ meno “suo malgrado”, perché forte della promozione conseguita con Asia, il romanzo precedente, oggi espone addirittura una targhetta “Gianluca Vanetti scrittore e investigatore” sul cancello di casa. In effetti, in Area Riservata definisce ancor meglio peculiarità investigative che nei precedenti romanzi aveva appena accennato, esprimendo più improvvisazioni e colpi di fortuna che non indagini strutturate. E poi viene da un episodio investigativo difficilissimo, quello sul passato, raccontato in Mille miglia 1951, ebook disponibile sul sito dell’editore homoscrivens.it.  Con quel romanzo breve, Vanetti definisce finalmente chi è e ci regala parecchie spiegazioni sulle sue origini.

All’interno del libro accadono anche fatti tremendi che colpiscono i ristoranti gestiti soprattutto da stranieri. Come è stato trattare il tema dell’integrazione e del rifiuto? È purtroppo la versione romanzata di una cronaca, che presenta due chiavi di lettura a seconda di dove ci poniamo: lato vittima o lato aguzzino. Per assurdo, entrambi possono dimostrare le loro ragioni. Il grande assente in questo dibattito è la politica che non è in grado, non solo in Italia, di gestire in armonia i fenomeni migratori. L’integrazione del giorno d’oggi è una bella parola, per la messa in pratica ci vorrà ancora molto tempo e tanta cultura, su ogni lato del poligono.

Quanto inciderà su Gianluca Vanetti questa sua ennesima indagine, più complessa e con colpi di scena imprevedibili? Area riservata alza molto l’asticella, in effetti. È possibile che il prossimo Vanetti possa essere un uomo profondamente cambiato. I colpi di scena spiazzano e stupiscono il lettore, immaginiamo cosa possano combinare al protagonista!

È già al lavoro con una nuova indagine e se dovessero fare un film tratto dai suoi romanzi chi vedrebbe nei panni di Vanetti? Non su una nuova indagine ma sullo sviluppo di un capitolo delle precedenti. Sto componendo un romanzo breve, anch’esso a scopo promozionale in versione digitale, dove Vanetti contribuirà a chiudere una questione lasciata aperta proprio in Area riservata. Quale? Work in progress… In un film, forse meglio in una serie che racconti per immagini i libri di Vanetti, chiederei al casting di convocare Lino Guanciale, Alessandro Borghi e Giorgio Tirabassi. Li porterei al golf di Vanetti e li farei provare, in modo da selezionarli in base alla capacità di praticare la più grande passione dell’investigatore. Poi dovrebbero fare un breve tirocinio a tavola, per vedere come si difendono tra pietanze e bevande. Il più resistente passerebbe l’esame, a quel punto avrei l’attore giusto per vestire i panni dell’ormai ex “investigatore suo malgrado”!

Arrivano i manga inediti di Leiji Matsumoto a cura di Elena Romanello

7 giugno 2021 by

L’Associazione culturale Leiji Matsumoto, riconosciuta dal maestro dei manga, presenta a partire dal mese di giugno varie opere inedite dell’autore, a testimonianza di una creatività e di una visione del mondo completa e affascinante.
Tanti, tantissimi conoscono sue opere iconiche come La corazzata spaziale YamatoGalaxy Express 999, opera di una vita a cui l’autore sta ancora lavorando, e soprattutto l’iconico Capitan Harlock, tra i personaggi più popolari e amati di manga ed anime.
Ora è l’occasione di conoscere nuove storie e universi, partendo dalla sua opera di esordio, che inaugura la collana, Le avventure di un’ape, ideato da Matsumoto a 15 anni come opera da presentare ad un concorso per fumettista, dove si parla già di ecologia, ambiente, libertà, l’importanza della vita.
In seguito, usciranno i tre volumi del fantascientifico Sexaroid, che catapultano nel 2022, nella futuribile Megalopolis Tokyo, dove opera una misteriosa agenzia governativa, il Dipartimento G. Il riluttante agente segreto Shima deve incaricarsi di un’importante missione, insieme a Yuki numero 7, una donna bellissima ma in realtà un’androide, anche se capace di provare sentimenti, una delle tante, bellissime, figure femminili del maestro.
Tra gli altri titoli in programma, si segnala l’interessante I cinque della vendetta, omaggio di Matsumoto al western, partendo dall’omonimo spaghetti western di Aldo Florio, per scoprire l’epopea di un reduce della guerra civile, che cerca di riportare giustizia, e dei cinque suoi amici che si uniranno per vendicarlo.
Un’iniziativa interessante, all’interno di un grande entusiasmo per i manga che sta investendo il nostro Paese, dove il mercato è in crescita costante, tra nuove uscite e classici senza tempo, in un interesse che ormai unisce più generazioni.
I manga di Leiji Matsumoto, editati dall’Associazione culturale che amplia così le sue attività, saranno disponibili in fumetteria.