:: Dagli archivi di Sherlock Holmes: avventure italiane!

26 febbraio 2026 by

Disponibile per Delos in versione cartacea ed eBook, Dagli archivi di Sherlock Holmes, di Anna Astarita, docente di lingua e letteratura inglese ed esperta anche di italiano, oltre che traduttrice e autrice, è un’antologia di apocrifi sherlockiani che immagina il celebre detective di Baker Street alle prese con indagini ambientate in Italia.

Sherlock Holmes e il dottor Watson lasciano infatti le nebbie di Londra per confrontarsi con la luce e le ombre del Bel Paese, in una raccolta che intreccia il rigore della deduzione con il fascino della storia e dell’arte italiane. Ogni racconto è un viaggio tra scenari suggestivi e misteri radicati nei luoghi: dagli scavi di Pompei ai palcoscenici della Scala di Milano, dalle cripte di Napoli alle cupole rinascimentali di Firenze, fino alle atmosfere sospese di Procida e alle coste leggendarie della Calabria.

Tra furti d’arte, omicidi inspiegabili, codici cifrati e antiche maledizioni, Holmes applica la sua logica implacabile a enigmi che mettono alla prova non solo la ragione, ma anche il confine sottile tra fede e superstizione. In un’Italia dove ogni pietra custodisce una storia, il detective dovrà districare verità nascoste tra secoli di tradizioni, leggende e segreti.

Introdotta da Luigi Pachì, l’opera è una lettura imperdibile per gli amanti del giallo classico e per chi desidera riscoprire il lato più enigmatico e affascinante dell’Italia attraverso l’ingegno rigoroso del più celebre investigatore della letteratura mondiale.

Anna Astarita, nata a Napoli nel 1985, insegna lingua e letteratura inglese nelle scuole di primo e secondo grado a Napoli ed è cultore della materia di lingua e traduzione inglese presso l’Università Suor Orsola Benincasa. Autrice di apocrifi e traduttrice di racconti di Sherlock Holmes pubblicati da Delos Digital, è autrice del saggio Giuseppe Antonio Borgese e l’America. Sweet Land of Liberty, vincitore di un premio letterario. È traduttrice giurata, preparatrice freelance per gli esami Cambridge English, oltre che docente e somministratrice d’esame di italiano L2. Insegna dal 2013 e ha maturato esperienza di insegnamento anche all’estero, sviluppando una prospettiva internazionale sull’apprendimento linguistico e sulla didattica.

:: L’ultimo colpo di Don Winslow, traduzione di Alfredo Colitto, (HarperCollins, 2026) a cura di Valerio Calzolaio

26 febbraio 2026 by

California del Sud e New England. Ultimi decenni. John Highland lavora e veste bene, legge molti libri di storia, si tiene in forma con un po’ di palestra ogni mattina; ormai sa che quasi certamente morirà in prigione, visto che è vicino ai sessanta ed è stato dichiarato colpevole di rapina a mano armata ai danni di un furgone blindato; appare probabile che il giudice sfrutti la legge dei tre colpi che inasprisce la pena di chi commette tre volte un reato grave; ora è fuori su cauzione fino alla sentenza ufficiale, prevista tra un mese. La sua principale preoccupazione è la cara moglie Jewel, si sono sposati quando erano ragazzi, a diciannove anni, lei gli è rimasta accanto per tutto quel tempo e lui deve assicurarsi che possa invecchiare a casa propria. Vuole mettere a segno un colpo fruttuoso e clamoroso, “il” colpo; quando passerà in galera il resto dei giorni lo farà così forse come una leggenda e saprà che lei sopravvive con dignità. Ne discute col l’antico amico e complice Jamal, menziona il sorprendente bersaglio che intende colpire: il casinò Castle, fortezza situata in cima a una collina nel bel mezzo del nulla, in una riserva nelle campagne a est di San Diego, dove entra il denaro della droga dalla porta di servizio, se così si può dire. Sta provando a coinvolgere Summer Redbird, affascinante intelligente matematica executive manager del locale: 32enne alta e slanciata, capelli neri e occhi scuri, tipa brillante e forse sprecata, agli ordini di un gestore stronzo. Dovranno tutti rischiare al massimo per quell’ultimo colpo (titolo del primo racconto e dell’intera raccolta, sei ottimi testi originali).

Don Winslow (New York, 1953), il migliore scrittore americano dell’ultimo quarto di secolo, è tornato! Non si tratta di un libro minore o di transizione; sono sei ritmate novelle o romanzi brevi, uscite a fine gennaio 2026 in contemporanea mondiale (una quindicina di paesi, compresi gli Stati Uniti); crime stories tecnicamente, attente alle sfumature del mondo criminale, questa volta senza tanti delitti e violenze in primo piano. Il volume è dedicato al nipote Perry “con l’augurio che la sua vita sia piena di storie meravigliose”; in esergo Shakespeare sui “giullari del Tempo” che hanno vissuto nel crimine e muoiono nel bene: la probabile assenza di redenzione, l’estrema speranza di riscatto. La seconda novella è ambientata a Rhode Island nel 1970: ogni domenica il giovane Nicholas Nick McKenna, appena maggiorenne, consegna alcolici a domicilio con pagamento in contanti, visto che i negozi di liquori sono chiusi; prende la “Lista della Domenica” (da cui il titolo) e fa quasi sempre lo stesso giro di clienti abituali; sarebbe una cosa illegale ma quasi tutti chiudono gli occhi e lui conta sulle mance per iscriversi all’università; i genitori sono poco affidabili (artista e musicista) e hanno due gemelle più piccole; l’economia cittadina traballa e Nick vorrebbe farsi una studiosa vita altrove; non andrà proprio subito per il verso giusto ma lo ritroveremo lì nel 2021, cliente della stessa lista. Anche le due novelle successive sono ambientate nel medesimo contesto urbano: “L’ala nord” (di un carcere) e “Una storia vera” (dialogo al bar fra due criminali efficienti, la più breve). Per le ultime due novelle si torna in California e la quinta (“La Pausa Pranzo) ripresenta la “pattuglia dell’alba” (amata dai lettori di precedenti romanzi) in splendida forma: Boone viene incaricato di garantire protezione e assistenza alla bellissima insopportabile attrice Brittany McVeigh, un metro e sessanta per cinquantacinque chili, e chiede la collaborazione degli amici surfisti (fra l’altro forse c’è uno stalker). La sesta e ultima novella è la più lunga: Brad McAlister è un campione nella gestione dei resort di lusso, felicemente marito dell’ottima Rachel e padre di Wyatt (5 anni); la sera dell’ulteriore promozione beve troppo e con un pugno di reazione colpisce male un provocatore, che muore cadendo; dovrà scontare la pena e, in carcere, allearsi necessariamente con una delle bande di brutti ceffi; gli chiederanno di uccidere e non sarà facile farsi poi dimenticare una volta uscito (in copertina le sue due diverse metà, con la cravatta o con i tatuaggi). Winslow narra sempre in terza persona al presente, frasi brevi e lucenti. Si beve di tutto ma Brad ordina un Grand Siècle n.23 per far colpo sugli amministratori delegati. Ogni storia ha la sua musica, da Chopin al jazz.

DON WINSLOW Ex investigatore privato, esperto di antiterrorismo e consulente giuridico, è l’autore di ventuno romanzi che sono diventati bestseller mondiali vincendo innumerevoli premi. Tra le sue opere spiccano Corruzione, Il cartello, Il potere del cane, L’inverno di Frankie Machine e Le belve, da cui il premio Oscar Oliver Stone ha tratto l’omonimo film. Dalla trilogia con protagonista Art Keller (Il potere del cane, Il cartello e Il confine) sarà tratta un’importante serie tv che andrà in onda a partire dal 2020. Vive tra la California e il Rhode Island.

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:: Nasceva oggi: Victor Hugo

26 febbraio 2026 by

Nasceva oggi a Besançon, il 26 febbraio 1802, Victor Hugo.

:: Milady di Adélaïde de Clermont-Tonnerre

24 febbraio 2026 by

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Milady non è una donna che piange, è una di quelle che si vendicano.

«Il ritratto di una donna libera, straziante, magnifica… Un autentico gioiello! Alexandre Dumas ci ritroverebbe la sua eroina. Un romanzo appassionante». France 2

«Adélaïde de Clermont-Tonnerre si insinua negli interstizi lasciati da Dumas padre nei suoi moschettieri. Milady è un grande racconto di cappa e spada, con un tocco femminile». Le Figaro

«La scrittrice affronta la nemica dei tre moschettieri. Un romanzo avvincente, animato da un soffio epico». Télérama

In una notte gelida padre Lamandre accoglie una bambina venuta a bussare con insistenza alla sua porta. La piccola ha gli occhi sgranati per il freddo e la fame, ha i piedi insanguinati in scarpe dalla fibbia d’argento, e si rifiuta di rispondere alle domande che le vengono rivolte. Il vecchio prete riuscirà solo a sapere che si chiama Anne. Vent’anni dopo Anne è diventata Milady, cambiando molti nomi nel frattempo. Ricchissima e corteggiata, viene ascoltata dai grandi del mondo e il cardinale Richelieu stravede per lei. Eppure nell’ombra alcuni uomini conoscono il suo segreto e sono pronti a tutto per punirla dei suoi misfatti. Manipolatrice senza scrupoli, intrigante, traditrice e avvelenatrice, quella criminale ha attraversato i secoli e la letteratura.

Ma cosa si cela oltre la leggenda? Anche un personaggio letterario ha diritto di pretendere giustizia. Questo romanzo indimenticabile, scritto con voce potentemente contemporanea, riporta in vita Milady e ci regala la sua storia, quella di cui Dumas ha seminato gli indizi nei Tre moschettieri. Magnifico ritratto di una donna libera che per sopravvivere fa un gioco pericoloso. In un’epoca in cui troppi uomini vorrebbero piegarla e possederla, questa donna lotta fino alla trasgressione finale per il suo paese, per il suo ideale e per la sua libertà.

Adélaïde de Clermont-Tonnerre, giornalista e scrittrice, si è formata all’École normale supérieure. Con il suo romanzo d’esordio, Il visone bianco (Mondadori 2011), ha vinto cinque premi letterari, tra cui il Prix Maison de la Presse e il Prix Françoise Sagan. L’ultimo di noi (Sperling & Kupfer 2019) ha vinto il Grand Prix du roman de l’Académie française 2016 ed è stato tradotto in dieci lingue. Con Les jours heureux ha vinto il Premio Cabourg del romanzo 2021 e con Milady il prestigioso Prix Renaudot 2025.

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:: Jeffery DEAVER e Isabella MALDONADO, Tutta la morte davanti, in libreria da oggi

24 febbraio 2026 by

Se il giorno più bello diventa l’ultimo…
Tra le colline dorate di Hollywood, un elegante ricevimento di nozze si trasforma in incubo quando uno degli sposi muore per un incidente. Le risate si spengono in pianti, i balli cedono il passo alla fuga, la gioia più grande si trasforma nell’orrore più puro. Sul luogo della tragedia sopraggiungono l’agente Carmen Sanchez e il suo collega Jake Heron, esperto di sicurezza digitale. Ciò che inizialmente appare come una crudele fatalità rivela presto una verità ben più inquietante: questo infatti è il terzo matrimonio che si conclude con la morte di uno degli sposi. E il filo rosso sangue che lega tra loro questi omicidi porta dritto a un serial killer spietato, ossessionato non solo dalla morte, ma dalla distruzione emotiva che ne deriva. Un artista del dolore che colpisce dove l’amore è più luminoso. Mentre Carmen e Jake cercano di scoprire la sua identità per poterlo fermare, il killer ha già scelto la prossima coppia perfetta da distruggere… ed è proprio la loro. In questa caccia mortale dove i ruoli si confondono e gli inseguiti diventano inseguitori, l’amore diventa l’arma più pericolosa di tutte. Perché il killer non vuole solo uccidere: vuole assistere alla sofferenza di chi resta, goderne e firmare con il dolore il suo più grande capolavoro.

Jeffery Deaver è uno dei più famosi scrittori viventi, autore di thriller da milioni di copie che finiscono puntualmente in cima alla classifica del New York Times, tradotti in venticinque lingue e stampati e venduti in 150 paesi. Ex cantautore, ex giornalista ed ex avvocato, ha raggiunto la fama nel 1997 grazie a Il collezionista di ossa (da cui è stato tratto il film con Angelina Jolie e Denzel Washington) che ha rappresentato il punto di partenza per una produzione letteraria prolifica e di alta qualità, capace di conquistare i lettori di tutto il mondo. Recentemente è stato insignito del titolo di Grand Master of ­Mystery Writers of America, un riconoscimento ottenuto in precedenza da autori del calibro di Agatha Christie, Elmore Leonard e Mickey Spillane. Con Fatal Intrusion (2025), scritto con Isabella Maldonado, èapprodato per la prima volta in Longanesi.

Isabella Maldonado prima di impugnare una penna impugnava pistola e distintivo. Si è diplomata all’Accademia Nazionale dell’FBI di Quantico ed è stata la prima donna latinoamericana del suo dipartimento a ottenere il grado di capitano. Durante gli anni nelle forze dell’ordine ha ricoperto ruoli diversi, tra cui ufficiale di pattuglia, negoziatrice di ostaggi e portavoce. Sulla base della sua esperienza decennale ha ideato il personaggio di Nina Guerrera, protagonista del suo primo romanzo edito in Italia, La superstite (Longanesi 2023). Vive a Phoenix (Arizona) con la famiglia.

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:: L’ultima dei Calvino di Alessandro Girola (Plutonia Publications, 2018) a cura di Giulietta Iannone

23 febbraio 2026 by

Esiste un bel cofanetto, in due volumi, precedentemente edito da Einaudi nel 1956, io ho l’edizione Oscar Mondadori del 1968, che raccoglie il meglio delle fiabe italiane, della tradizione popolare, raccolte e tradotte dai vari dialetti da Italo Calvino, che vi consiglio certamente di recuperare, ci saranno sicuramente edizioni più recenti, in cui emerge un dato inquietante e significativo: la fiaba non è mai stata asettica, c’è sempre stato un elemento horror, in cui il fascino dell’orrido ha avuto presa, il gotico, il fantastico, l’orientaleggiante si è sempre intrecciato con elementi in cui il deforme, il volgare e il zozzo si mischia al sublime. Si sa orchi, streghe, maghi, creature del crepuscolo hanno acquistato oltre al loro valore simbolico, ed esorcizzante, un valore letterario ed erudito. Alessandro Girola prende a piene mani da questo humus culturale per molta sua narrativa.

Per chi non lo conoscesse, Alessandro Girola è un giovane autore milanese, di indubbio talento, che da anni pubblica testi indipendenti, e ultimamente ha acquistato anche una valenza di editore pubblicando testi di altri. Il fantastico, la narrativa di genere, l’horror classico declinato con le sue tante sfumature dall’inquietudine, alla paura, ne è la cifra distintiva. L’ultima dei Calvino è un omaggio non tanto velato a quella tradizione prettamente italiana, legata alla fiaba popolare, in cui il territorio si fa protagonista.

Girola sceglie il Piemonte, terra di masche e di leggende per ambientare il suo romanzo breve, o racconto lungo come si suol dire, che si colloca senza tante cerimonie nel filone del folk horror italiano contemporaneo, di stampo prettamente regionale e tradizionale, seppure non usi il dialetto come cifra stilistica. Scrive in italiano, un buon italiano letterario, nutrito da tanta buona letteratura, non solo di genere.

Girola è uno scrittore completo, non solo dotato di talento creativo, ma anche di uno spiccato talento imprenditoriale che ne preserva l’indipendenza stilistica e anche formale. E negli anni sta crescendo, migliorando, evolvendosi. Io non amo particolarmente la narrativa horror, streghe, demoni, messe nere, maledizioni, fate assassine, vampiri, non mi catturano più di tanto, ma il male esiste, e può essere simbolizzato, ed esorcizzato, da queste creature del crepuscolo che da secoli appassionano legioni di lettori.

L’ultima dei Calvino è ambientato a Carassone dei Govoni, un borgo immaginario arroccato sulle Alpi Marittime: un luogo pittoresco e al contempo inquietante che subito orienta il lettore verso una dimensione narrativa in cui il quotidiano si intreccia con il sovrannaturale. La morte di Eligio Calvino, il padre padrone della piccola comunità, che notare bene muore a 120 anni e già questo fa una certa impressione, di insolito e straordinario, dà l’avvio alla storia.

L’eredità viene reclamata dalla giovane e bellissima bisnipote Berenice, una creatura dai lunghi capelli rossi e un fascino magnetico. Sarà una fata, sarà una strega? A voi scoprirlo, comunque dicevo tra i beni di cui ha diritto ci sono anche i capitali di una fiabesca polizza vita, che se dati metterebbero in seria difficoltà finanziaria la piccola compagnia assicurativa torinese, la Caboto, che li ha garantiti. Che fare? Mandare nel paesino l’agente migliore la giovane Emma, per convincere l’ereditiera a non reclamare il capitale e se mai reinvestirlo in complicati maneggi che implicano la vendita anche di terreni e proprietà.

Emma, che non rimane insensibile al fascino di Berenice, ebbene sì, c’è anche una sfumatura erotica, ma molto, molto delicata, dovrà immergersi nei misteri del borgo e cercare di risolvere la questione economica e contrattuale. La trama segue così un doppio binario: da una parte, l’intreccio “terreno” di polizze, eredità e relazioni sociali; dall’altra, un crescendo di elementi folklorici — leggende di spiriti notturni, demoni incatenati, fate assassine e magia nera — con cui Girola costruisce un’atmosfera sospesa tra realtà e mito.

L’ambientazione è sicuramente la parte più riuscita, oltre a una buona caratterizzazione dei personaggi, anche i minori, e a una crescente inquietudine, disseminata con tocchi leggeri, che dal giallo assicurativo (da me molto apprezzato) vira con naturalezza all’horror più splatter. Avrebbe potuto anche non mettercelo il sovrannaturale, la storia funzionava lo stesso.

Lo stile di Girola è diretto e scorrevole, molto immaginifico, ti sembra di vederle le scene che narra. Il ritmo è costante, e piacevole, i dialoghi convincenti e funzionali al racconto senza appesantire troppo la trama. Girola ha giocato in sottrazione mettendo solo l’essenziale, senza troppi orpelli. L’atmosfera evocativa, l’intrecciarsi di generi diversi, piuttosto originale, la buona tenuta dei personaggi, tutto concorre a creare una storia solida, e di piacevole lettura.

Certo se non amate l’horror, e né la narrativa breve, forse non fa per voi, ma se amate sperimentare anche letterature insolite, saprà sorprendervi.

Se vi affrettate lo trovate ancora gratuitamente su Amazon, se fate tardi con pochi euro avrete una storia di qualità.

Alessandro Girola. Nato a Milano, classe 1975. Scrittore, recensore e blogger dal 2005. Gestisce diversi progetti di scrittura condivisa e collabora con portali, blogzine e webzine che si occupano di narrativa di genere, di entertainment e folklore locale.           

:: Gli uccelli di Frank Baker, dal 6 marzo

23 febbraio 2026 by

Con la prefazione di Riccardo Nuziale, docente e divulgatore cinematografico.
Illustrazione di copertina di Maurizio Ceccato.
Traduzione a cura di Federico Cenci e Lucrezia Pei.

Anni Trenta. È un caldo e tranquillo pomeriggio estivo quando migliaia e migliaia di uccelli discendono all’improvviso sulla città di Londra. Si radunano sulle piazze e sulle strade, sommergono edifici e monumenti, e… non fanno nulla: semplicemente stanno lì, indugiano, osservano. Appaiono belli e variopinti, creature dolci e innocue.
Ma la curiosità e il divertimento con cui inizialmente sono accolti scompaiono subito quando, importunati, i sinistri invasori si abbandonano a episodi di terrificante violenza, scarnificando e dilaniando brutalmente i disturbatori.

E comincia l’orrore.
Chi sono questi spaventosi esseri? Da dove vengono? Perché sono arrivati? E quando se ne andranno? Sono il frutto di un aberrante errore di Madre Natura o appartengono a ignote dimensioni della realtà?
Non esistono risposte, e solo una cosa è certa: nessuno ha idea di cosa fare per scacciarli…

Romanzo apocalittico, psicologico e allegorico insieme, Gli uccelli uscì per la prima volta in Gran Bretagna nel 1936, quasi trent’anni prima del celebre film di Hitchcock. E sebbene il regista abbia sempre negato ogni relazione, e Baker sia stato all’epoca sconsigliato dai suoi legali a intentare causa per plagio, un sottile filo rosso sembra comunque legare le due opere. Questa è la prima traduzione in lingua italiana, basata sul testo rivisitato e corretto dall’autore che, rimasto a lungo inedito, è stato pubblicato postumo nel 2013 dall’editore americano Valancourt Books.

Frank Baker (Londra 1908-1983) è stato autore di quindici romanzi fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, a lungo dimenticati e oggi in via di riscoperta. Da giovanissimo trovò impiego nel settore delle assicurazioni marittime nella City di Londra, mentre in seguito lavorò come organista di chiesa.
Entrambe le esperienze confluirono nel romanzo Gli uccelli (The Birds, 1936), che sebbene alla pubblicazione vendette solo trecento copie, fu in parte rivalutato dopo l’uscita del celebre film omonimo di Alfred Hitchcock nel 1963. L’opera che tuttavia diede maggiore notorietà all’autore fu Miss Hargreaves (1940), altro romanzo dai toni
fantastici. Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker si dedicò alla saggistica e a scrivere testi per la televisione.

:: In libreria: “L’amore che ci mantiene sani” di Marc Foley

23 febbraio 2026 by

In un mondo che spesso ci ferisce con la fretta, la competizione e la paura di non valere abbastanza, padre Marc Foley ci invita a ritrovare la sorgente della pace interiore attraverso la “piccola via” di santa Teresa di Lisieux. 

Con linguaggio chiaro e profondo, l’autore svela come l’amore quotidiano, silenzioso e concreto sia la vera forza che ci può mantenere capaci di accogliere la vita e gli altri con uno sguardo libero e compassionevole. 

Teresa non è qui idealizzata, ma mostrata nella sua umanità fragile e luminosa: una donna che, imparando ad amare nelle situazioni di limite che la vita le propone, scopre la gioia di un’esistenza libera, proprio perché totalmente votata a Dio. 

Un libro che intreccia psicologia e spiritualità, aiutandoci a riconoscere che la santità non è fuga dal reale, ma fedeltà che trasforma ogni cosa.

Marc Foley è un sacerdote carmelitano scalzo statunitense, autore e direttore spirituale. Vive a Washington D.C. ed è noto per i suoi scritti sulla spiritualità carmelitana, in particolare su santa Teresa di Lisieux, san Giovanni della Croce e santa Teresa d’Avila.

:: Marsiglia 1957 di Shanmei

22 febbraio 2026 by

Nel 1957 André Durand, ex figura della mala marsigliese diventato sindaco rispettato, è il simbolo della rinascita della città. Mentre promuove un ambizioso progetto di ampliamento del porto, il suo passato riemerge sotto forma di un dossier anonimo che lo rende vulnerabile.

Dietro la minaccia si muove un potente deputato, Henri Delcourt, regista occulto degli appalti pubblici, deciso a controllare le scelte del sindaco per favorire un consorzio legato a interessi opachi. Un attentato dimostrativo chiarisce la posta in gioco: o André si piega al sistema, o la sua reputazione verrà distrutta.

Stretto tra ricatto politico, tensioni familiari e il ritorno di un amore clandestino, Durand deve decidere se proteggere il potere che ha conquistato o rischiare tutto per spezzare il meccanismo che governa nell’ombra Marsiglia.

Si chiude la trilogia di Marsiglia di Shanmei con Marsiglia 1957, il capitolo più complesso e stratificato della saga, sempre gli stessi personaggi: André Durand, il commissario Marchal, Camille, Marie, Jojo, e il figlio di André, François, giovane studente universitario di legge, dal quale prenderà l’avvio una nuova saga.

:: Via delle Streghe di Marilù Oliva (Solferino, 2026) a cura di Paola Rambaldi

21 febbraio 2026 by

Di notte Serena segue il ragazzo nel parco per coglierlo alle spalle. Non riesce a perdonargli di aver ucciso sua sorella. Gaia si fidava ma lui, con la scusa di portarla a cena, l’aveva trascinata nel bosco per ucciderla ed era stato assolto per mancanza di prove. Gaia non lo amava più ma sperava ancora di trasformare il rapporto in amicizia, di allontanarlo con le buone. Pensava che col tempo se ne facesse una ragione anche se continuava a tempestarla di messaggi lamentosi. E Serena, che non riesce a togliersi dagli occhi il corpo martoriato della sorella, vuole solo vendetta.

Le basta un balzo per stordirlo con una mazzata prima di sgozzarlo.  

Femminicidi. Patriarcato. Uomini che non accettano rifiuti. Denunce prese sottogamba. Braccialetti elettronici che non servono. Ergastoli annullati per immotivate mancanze di premeditazione. Ormai uccidono una donna al giorno. Ma cosa si fa di concreto per combattere questa piaga?

Marilù Oliva ne parla nel suo ultimo romanzo Via delle Streghe attraverso la storia di quattro donne ferite che si adoperano per cambiare il corso degli eventi con la vendetta. Una vendetta che ben comprendo nel veder scorrere troppi femminicidi impuniti al telegiornale. Quattro donne, vicine di casa, che vivono in un’immaginaria Via delle Streghe a Bologna, che si incontrano ogni sera dopo cena per una tisana, per confrontarsi, ma soprattutto per pianificare omicidi per eliminare i responsabili di femminicidi che l’hanno fatta franca.

Zulmira, Serena, Magalie ed Iside, quattro donne unite da un’amicizia incrollabile.

Zulmira, 70 anni è la veggente del quartiere. Vedova. Ha cominciato ricevendo clienti in garage e ora la cercano in tanti, anche se suo figlio si vergogna di lei.  Per lei le erbe sono fondamentali. Ne coltiva in terrazzo e ne procura in internet per farne veleni. Ha appena avuto una pessima notizia, di quelle che ti cambiano la vita, ma non ne ha ancora parlato nemmeno alle amiche.

Serena, 30 anni, appassionata di kung fu e felicemente fidanzata a un poliziotto, ha avuto la sorella Gaia uccisa senza giustizia.

Magalie, 44 anni, docente universitaria di Storia medievale specializzata in Storia delle streghe, è stata adottata a sei anni dopo che il padre ha ucciso sua madre sotto i suoi occhi.  

Iside, 20 anni, trans che non si è mai sentita maschio, è la hacker del gruppo finita in sedia a rotelle dopo aver tentato il suicidio gettandosi dal quinto piano per le troppe angherie subite.

Quattro donne determinate in cerca di riscatto. Ognuna segnata da un trauma e con ottimi motivi per vendicarsi. Quattro donne che ancora non sanno che la violenza ti può prendere la mano, che contempla imprevisti e che può diventare molto pericolosa.  Ma uccidere un autore di femminicidio forse non cambierà niente, sanno che ne arriveranno altri, ma sono sicure che ci sarà un bastardo in meno sulla terra.

Marilù Oliva, da brava insegnante, vorrebbe tanto vedere l’ora di Educazione affettiva nelle scuole di cui tanto si parla. L’unico modo per contrastare il patriarcato sarebbe educare alla civiltà e il senso del suo romanzo è sensibilizzare. Le sue quattro vendicatrici vogliono scuotere l’opinione pubblica e indurre i governi a nuove misure. Non credono nella bacchetta magica ma nel potere della volontà. Sanno che non si può sostituire la legalità ma sanno anche che urge un cambiamento culturale affinché certi casi di cronaca non siano più all’ordine del giorno.

I criminali impuniti non devono farla franca.

Quattro donne che vogliono mutare il corso degli eventi con la loro magia, che cercano di riscattare le troppe donne finite sul rogo, che sanno che la loro missione è sbagliata, ma sono esasperate dai troppi casi di cronaca.  Attraverso i delitti il mondo della magia diventa metafora di una ribellione estrema per Marilù Oliva che da una vita si batte in difesa delle donne. Un romanzo da non perdere.

Marilù Oliva, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero. Per Solferino ha pubblicato i bestseller mitologici L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020), L’Eneide di Didone (2022), L’Iliade cantata dalle dee (2024), La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e le altre (2025), il romanzo Biancaneve nel Novecento (2021), il saggio I Divini dell’Olimpo (2022) e le riedizioni di tre dei suoi noir di successo, Le Sultane (2021), Repetita (2023) e Questo libro non esiste (2025, Premio Scerbanenco dei Lettori). Con il saggio Atlante goloso del mito (Rizzoli 2024), ha vinto il Premio Bancarella Cucina 2025.

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:: Salvatore Ottolenghi. L’inventore della polizia Scientifica di Roberto Riccardi (Giuntina 2025) a cura di Patrizia Debicke

21 febbraio 2026 by

Nel 1902, in una Roma ancora attraversata dalle tensioni del savoiardo Stato unitario, un giovane medico entra negli uffici della Pubblica Sicurezza e in pochi minuti convince Giovanni Giolitti a fondare una Scuola di polizia scientifica. Da questo episodio quasi leggendario parte, anzi decolla  “Salvatore Ottolenghi. Inventore della polizia scientifica” di Roberto Riccardi, un libro che è contemporaneamente biografia, racconto storico e riflessione sulla nascita della modernità investigativa.
L’ambientazione è uno senz’altro  degli elementi più suggestivi.
Lo scrittore infatti ricostruisce con bravura un’Italia sospesa tra positivismo, speranze progressiste e ombre autoritarie, dal Risorgimento al fascismo, con Roma messa al centro come laboratorio politico e scientifico. Il carcere di Regina Coeli, dove Ottolenghi avvierà i primi corsi, diventerà il simbolo di una visione rivoluzionaria: la giustizia come sistema fondato su prove, studio e metodo, non su intuizioni o pregiudizi. Sullo sfondo scorrono uno dopo l’altro episodi di cronaca e di storia nazionale, dal delitto Matteotti allo Smemorato di Collegno, dal caso Girolimoni ai misteri di corte, in un fitto mosaico che restituisce il clima di un’epoca in cui la scienza forense nasceva come strumento di emancipazione civile.
Il protagonista emerge come figura complessa e affascinante. Salvatore Ottolenghi, ebreo astigiano, allievo di Lombroso ma capace di emanciparsi dal maestro, appare come un riformatore pragmatico, visionario e al tempo stesso profondamente concreto. Non è un grandioso eroe, ma un uomo che crede nella forza della conoscenza e nel valore etico della prova. La sua idea di polizia scientifica come “assetto di guerra” contro il crimine rivela un pensiero moderno, orientato all’organizzazione, alla standardizzazione, alla cooperazione internazionale. Il cartellino segnaletico, la carta d’identità, le impronte digitali, le reti di collaborazione tra polizie straniere diventano tasselli di un progetto più ampio: costruire una giustizia oggettiva e trasparente.
Riccardi, generale dei carabinieri e scrittore, adotta un registro narrativo ibrido, capace di coniugare rigore documentario e ritmo narrativo. Il libro si legge come un romanzo biografico, con passaggi in cui la cronaca giudiziaria assume il tono di un giallo storico e altri in cui l’analisi scientifica viene resa accessibile senza banali semplificazioni. La scelta di raccontare Ottolenghi attraverso i casi più celebri è efficace: permette di comprendere la portata della sua rivoluzione metodologica e di vedere in azione una nuova pianificazione delle prove.
Interessante è anche il contesto culturale in cui la figura di Ottolenghi si colloca. La presenza di Lombroso, le polemiche sulla scuola positiva, il caso Dreyfus in Francia, le tensioni politiche italiane, tutto contribuisce a delineare un panorama intellettuale in fermento, dove la scienza poteva essere strumento di emancipazione ma anche terreno di conflitto ideologico. In questo scenario, Ottolenghi appare come un riformista laico, orientato a una giustizia basata su evidenze tecniche e non su pressioni politiche, come dimostra il suo ruolo nelle indagini sul delitto Matteotti.
Pur con qualche caduta di ritmo con la ricostruzione biografica e con alcuni passaggi che indulgono a un tono celebrativo,  l’insieme della storia, sostenuto da fonti, citazioni e da un’agile narrazione si dimostra efficace.
Salvatore Ottolenghi. Inventore della polizia scientifica è una preziosa lettura per chi ama la storia del crimine e della giustizia, ma anche per chi desidera comprendere come siano nate le moderne istituzioni. È il ritratto di un uomo che ha trasformato l’intuizione in metodo e il metodo in civiltà, lasciando un’eredità destinata a durare nel tempo, ben oltre le cronache dei casi che lo resero famoso.
L’epilogo, con la morte di Ottolenghi nel 1934 e l’esilio della famiglia nel 1938, aggiunge una nota malinconica, ricordando quanto la storia personale si intrecci con certe grandi tragedie collettive del Novecento.

Roberto Riccardi (Bari, 1966), generale dei Carabinieri e giornalista, ha esordito per Giuntina con Sono stato un numero. Alberto Sed racconta (2009), che è stato fra i libri premiati da Adei-Wizo e ha vinto l’Acqui Storia. Ha poi pubblicato sempre con Giuntina La foto sulla spiaggia (2012), la biografia di Giulia Spizzichino, scritta con lei, La farfalla impazzita (2013), Un cuore da campione. Storia di Ludwig Guttmann, inventore delle Paralimpiadi (2021) e Salvatore Ottolenghi. Inventore della polizia scientifica (2025).

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:: Morte e usignoli di Eugene McCabe

20 febbraio 2026 by

Nell’Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po’ il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell’isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. Quando il sole sorge per l’ennesima volta e Beth si prepara ad affrontare il nuovo giorno con la solita rassegnazione, nota dalla finestra un uomo fermo al centro del cortile. Liam Ward è lì perché ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. Non c’è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.

Dalla penna di uno dei più importanti scrittori irlandesi, un romanzo che appartiene ai grandi capolavori del Novecento. In Morte e usignoli, avvincente storia di una vendetta, un paesaggio di straordinaria bellezza fa da sfondo al conflitto fra tre protagonisti sottomessi all’oscura energia delle loro passioni: McCabe conduce il lettore senza concedergli un attimo di tregua, risucchiandolo nella spirale di una partita all’ultimo sangue dall’esito perfetto.

Eugene McCabe, nato a Glasgow da genitori irlandesi, si ristabilì in Irlanda con la famiglia all’inizio degli anni Quaranta. Drammaturgo e narratore, ha pubblicato nel 1978 la raccolta Heritage and Other Stories. Morte e usignoli, uscito per la prima volta nel 1992, lo ha consacrato tra i maggiori scrittori irlandesi degli ultimi decenni. Dal romanzo è stata tratta l’omonima serie della BBC.

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