Archive for the ‘Curiosità letterarie’ Category

:: JAMES JOYCE, “Ulisse”, in una nuova traduzione di Mario Biondi

4 giugno 2020

12Esce oggi 4 giugno, nella collana Oceani di La Nave di Teseo, una nuova monumentale traduzione a cura di Mario Biondi, ricca di note esplicative nel testo (non in un libro a parte), di uno dei libri più complessi e interessanti della letteratura mondiale, un capolavoro assoluto che da quando è uscito nel 1922 fa discutere e affascina.

L’Ulisse di Joyce è più di un libro, è un tempio profano che celebra la modernità e lo spirito che animò il Novecento. Dopo la traduzione del fiorentino Giulio de Angelis, da me amatissima, che uscì nel 1960, molto letteraria e forse “infedele” ma capace di farne un vero page turner, esistono le traduzioni  di Enrico Terrinoni (con Carlo Bigazzi) uscita per i tipi di Newton Compton nel 2012, e quella di Gianni Celati, apparsa nel 2013 per Einaudi.

Più un’altra “maledetta” se vogliamo dire di Bona Flecchia che uscì nel 1995 per la Shakespeare and Company, ma venne ritirata quasi subito dal mercato per questioni legali di diritto d’autore e ben pochi hanno potuto leggere.

Questa nuova traduzione integrale di Biondi, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics, viene dunque ad arricchire quell’apparato interpretativo che ha fatto luce su quell’iceberg di giochi di parole, doppi sensi, allusioni, che è il testo joyciano. Una meraviglia per ogni amante dei libri e del senso recondito delle cose. Un libro che non manca mai di stupire e a volte sconcertare per la densità e l’inventiva del testo, per l’apparato stilistico, per l’originalità.

Grazie a Luigi Scaffidi, responsabile Ufficio Stampa de La nave di Teseo avrò modo di visionarne una copia, che mi permetterà di fare un’analisi comparativa, non certo di merito, con le altre traduzioni da me lette. Conosco il testo, quasi posso rivedere con gli occhi della mente le varie peripezie e i vagabondaggi per Dublino del nostro Leopold Bloom, e con curiosità mi avvicinerò a questa nuova “visione”.

Sì, festeggeremo il Bloomsday, il 16 giugno, con un nuovo spirito quest’anno. Buona lettura!

JAMES JOYCE (1882–1941) è uno dei più celebrati scrittori irlandesi. Nato a Dublino, lascia l’Irlanda nel 1904, dopo gli studi universitari, per insegnare prima a Pola e poi a Trieste, allora parte dell’Impero austroungarico. Nel 1914 pubblica il romanzo Ritratto dell’artista da giovane, a puntate su rivista, e la raccolta di racconti Gente di Dublino. Dopo aver trascorso gli anni del primo conflitto mondiale a Zurigo, su invito di Ezra Pound raggiunge Parigi dove resterà vent’anni. Qui pubblica nel 1922 il grande romanzo a cui pensava da quindici anni, Ulisse, seguito nel 1939 da Finnegans Wake. Rifugiato in Svizzera allo scoppio della seconda guerra mondiale, Joyce muore a Zurigo il 13 gennaio 1941.

MARIO BIONDI, scrittore, poeta, critico letterario, narratore di viaggio e traduttore, ha pubblicato ventuno libri e con il romanzo Gli occhi di una donna ha vinto il premio Campiello nel 1985. Si è sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana di cui è stato recensore per diversi quotidiani e riviste come “l’Unità”, il “Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “L’Europeo” e altri. Oltre a James Joyce, ha tradotto numerosi autori di lingua inglese, tra cui Bernard Malamud, John Updike, Edith Wharton, Anne Tyler, Irvine Welsh e i premi Nobel Isaac B. Singer, William Golding e Wole Soyinka.

:: Il Principe Felice e altri racconti e Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde traduzione di Isabella Nanni

30 maggio 2020

1Il Principe Felice e altri racconti (titolo originale “The Happy Prince and Other Tales”) è una raccolta di cinque fiabe che Oscar Wilde aveva scritto per i propri figli: Il Principe Felice, L’Usignolo e la Rosa, Il Gigante Egoista, L’Amico Devoto, Il Razzo Eccezionale. Pubblicate per la prima volta in un’unica antologia nel 1888, le fiabe di Wilde tratteggiano con semplicità un mondo fantastico in cui l’autore fa parlare statue e animali, oggetti e persone, per dipingere le varie sfaccettature della natura umana commuovendoci con immagini che restano nel cuore.

Il Fantasma di Canterville (titolo originale “The Canterville Ghost”) è un’opera giovanile di Wilde che fu pubblicata per la prima volta nel 1887. La novella è incentrata sulle peripezie del fantasma del nobile Sir Simon de Canterville che per la prima volta nella sua pluricentenaria carriera di spettro inglese non riesce a spaventare la famiglia di strampalati Americani che gli ha occupato il castello ancestrale. Lo spassoso scontro tra antico e moderno, tra Vecchia Inghilterra e Nuovo Mondo viene raccontato con leggerezza e ironia, fino all’inaspettato finale.

Il ricavato delle vendite di questa nuova traduzione verrà donato ai canili e gattili che hanno accolto gli animali rimasti orfani dei loro padroni vittime dell’epidemia di Coronavirus.

Disponibile su Amazon con belle illustrazioni d’epoca, approfittatene entro oggi ancora a un prezzo promozionale di 0,99 Cent qui.

:: 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

21 marzo 2020

Adrift! A little boat adrift!
And night is coming down!
Will no one guide a little boat
Unto the nearest town?

So Sailors say—on yesterday—
Just as the dusk was brown
One little boat gave up its strife
And gurgled down and down.

So angels say—on yesterday—
Just as the dawn was red
One little boat—o’erspent with gales—
Retrimmed its masts—redecked its sails—
And shot—exultant on!

Emily Dickinson (1830-1886)

dickinsonEmily Dickinson è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. Nacque a Amherst nel Massachusetts il 10 dicembre 1830 e morì nello stesso luogo di nefrite il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni. Al momento della sua morte la sorella scopre nella camera di Emily diverse centinaia di poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte erano stati pubblicati solo sette testi, con varie modifiche apportate dagli editori. Nel 1890 la sorella di Emily, Vinnie, e Mabel Loomis Todd, riescono a ottenere la pubblicazione di un volume di poesie, primo di una lunga serie. Dal 1924 al 1935 vengono pubblicate altre trecento poesie di Emily Dickinson, trovate dalla nipote Martha dopo la morte della madre, cognata di Emily, a cui le aveva affidate in custodia quando era ancora in vita. Diverse poesie furono poi ricavate dalle lettere della Dickinson, nonché dai biglietti che ella scrisse per accompagnare i doni fatti a parenti e amici.

Il sito: https://www.emilydickinson.it/.

:: Ben Pastor torna in libreria

5 febbraio 2020

Ben PastorUn aggiornamento per i molti amici di Ben Pastor che mi chiedono notizie delle sue prossime pubblicazioni in Italia.

Allora causa emergenza Covid 19 l’uscita prevista per metà marzo per Mondadori della prossima avventura di Elio Sparziano, dal titolo “La grande caccia“, è stata posticipata al 12 maggio.

Trama e cover blindatissime, ma appena so qualcosa vi aggiorno.

Poi l’autrice sta scrivendo proprio in questi giorni il nuovo libro della serie dedicata a Martin Bora. Come ci aveva precedentemente anticipato avrà al centro il dramma militare e umano che ha coinvolto centinaia di migliaia di soldati subito prima, durante e immediatamente dopo l’epocale battaglia di Stalingrado. Tedeschi, italiani, russi, romeni, ungheresi versarono il loro sangue in Russia tra il Don e il Volga nei sei mesi dall’agosto 1942 al gennaio 1943.

Dunque sarà La sinagoga degli zingari (sempre che confermino questo titolo), il prossimo libro della serie Bora in ordine di pubblicazione. Per la trama e i tempi naturalmente è ancora prematuro. Una volta terminato sarà necessario farlo tradurre in italiano, (ricordiamo l’autrice scrive in inglese) quindi così a grandi linee se ne parlerà verso l’autunno.

Per ora è tutto, ci sentiamo presto.

La sapienza segreta delle api, Pamela Lyndon Travers, (Liberilibri 2019) A cura di Viviana Filippini

30 gennaio 2020

La sapienza segreta delle api verdeAlmeno una volta nella vita, abbiamo visto il film “Mary Poppins” con Julie Andrews. La fata bambinaia che arriva a Londra volando con l’ombrellino è ben nota, ma la sua autrice Pamela Lyndon Travers, nata in Australia da genitori di origine irlandese, scrisse altri libri, tra i quali “La sapienza segreta delle api”, edito in Italia da Liberilibri. Il volume non è un romanzo, ma un saggio contente diversi testi tratti da conferenze e articoli che l’autrice pubblicò su diverse riviste e giornali tra la seconda metà degli anni Sessanta e  Ottanta del 1900. La Travers la conosciamo appunto perché scrisse “Mary Poppins”, trasformato poi in film da Walt Disney e, pensate, che il produttore di cartoni animati impiegò davvero parecchio tempo (anni) per avere dall’autrice i diritti per la produzione. Di certo, da questo volume uscito nel 2019 capiamo che la Travers aveva un carattere forte, deciso. Era una donna colta, con precisa volontà di indipendenza e con ben chiaro quello che i suoi scritti dovevano comunicare. Non a caso, le sue lacrime alla prima del film di Disney, come riportano i bene informati, non furono di gioia, ma di disperazione per come il vero senso della sua vicenda di Mary Poppins venne modificato in funzione di un esagerato buonismo. Il volume pubblicato da Liberilibri ha in sé diverse tematiche approfondite in modo peculiare della scrittrice che amava leggere, scrivere, riflettere, bevendo tè, rum, punch e anche del whiskey. Nel volume si trovano pagine dedicate al valore segreto e nascosto delle api, a quel loro essere simbolo della vita e animale sacro in varie tradizioni,  ritenuto portatore e custode di una conoscenza segreta nella quale ci sarebbero miti, simboli, leggende, fiabe, rituali e tradizioni. Non solo, la scrittrice si concentra sul ruolo fondamentale sulla connessione che l’uomo ha con ciò che lo circonda e lo vede come qualcosa di importante per comprendere i legami che l’io del presente possiede con il contesto dove vive e con le tradizioni che in esso sono presenti. Da questo tema il passo al Mito è breve e la Travers porta noi lettori alla scoperta della sua indagine dove esso è un fattore culturale che si tramanda nel corso del tempo, che è verisimile alla realtà, ma ha delle peculiarità che lo rendono anche diverso da essa. L’autrice evidenzia come il Mito e quegli elementi archetipi che lo determinano ritornano nelle tante storie scritte e narrate. Non a caso l’autrice ci espone la sua idea sulle fiabe, su quelle categorie universali, veri e propri elementi codificati (eroe, antagonista, l’aiutante, l’evento scatenante) che tornano sempre in esse e che diventano degli standard fondamentali per costruire una buona storia nel momento in cui viene messa per iscritta. La Travers fa anche notare che le fiabe, storie per bambini e adulti, in molte occasioni sono state caratterizzate da un buonismo e da un lieto fine costruito ad hoc, che ha però preso le distanze dalle loro versioni originarie. Questo modificare per dare solo e sempre messaggi postivi non è molto apprezzato dalla scrittrice, perché è vero che le fiabe sono opere di fantasia, ma esse affondano le radici nella realtà vera e, se ci pensiamo bene, essa non sempre è bella. “La sapienza segreta delle api” della Travers è un viaggio nella mente e nelle parole dell’autrice, nelle sue indagini culturali, folcloriche, negli incontri con i grandi letterati irlandesi e in quel suo voler approfondire sempre il significato nascosto e segreto delle cose. Testo curato da Cesare Catà.

Pamela L. Travers (Maryborough, Australia, 1899- Londra 1996). Nome d’arte di Helen Lyndon Goff, nacque in Australia da genitori irlandesi. È universalmente nota per la serie di romanzi fantastici con protagonista Mary Poppins. Folklorista e studiosa di mitografia comparata, s’interessò inoltre al bud­dismo zen e studiò sul campo le tradizioni degli indiani d’America. Fu allieva di Gurdjieff e subì l’influenza di W.B.Yeats e G.W.Russell, che la introdussero nei circoli letterari irlandesi e inter­nazionali. Morì nubile nella capitale britannica, all’età di 97 anni.

Source richiesto all’editore. Grazie a Maria Stefani Gelsomini dell’ufficio stampa Liberilibri.

:: Presentazione del volume: “CRAXI, LE RIFORME E LA GOVERNABILITA’ (1976 – 1993)”

23 novembre 2019

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ll Circolo Edmondo De Amicis di Milano, in via De Amicis 17, ospita sabato 30 novembre alle ore 11 la presentazione di «Craxi, le riforme e la governabilità (1976 – 1993)». Il libro è un’antologia di scritti e discorsi di Craxi opportunamente inquadrati attraverso un saggio introduttivo di ampio respiro e in puntuali contestualizzazioni individuali. Costituisce la terza uscita della Piccola Biblioteca del Riformismo socialista, iniziativa editoriale promossa dalla Fondazione Filippo Turati.

Intervengono Carlo Tognoli, Ugo Finetti e Maurizio Punzo, oltre a Nicola Cariglia (presidente Fondazione Turati Onlus) e ai due autori, Edoardo Tabasso e Zeffiro Ciuffoletti. Presiede il dibattito Mario Artali, presidente del Circolo E. De Amicis.

:: Rivista Savej: Piemontesi ai confini del mondo e altre storie a cura di Giulietta Iannone

1 novembre 2019

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Altro che bugianen! Avventurieri, esploratori, archeologi e viaggiatori. Liberi spiriti piemontesi sono i protagonisti del nuovo numero di Rivista Savej

si legge nello strillo della rivista. Rivista Savej è un periodico della Fondazione Enrico Eandi, da anni impegnata nella promozione e tutela della cultura piemontese. E questo mese esce con un numero molto spieciale, che io non ho resisistito ed ho subito comprato, si trova infatti nelle edicole di Torino e provincia e di Biella.
Speciale perchè un articolo, scritto dal bravo Davide Mana, è dedicato alle avventure in Cina del mio bisnonno, Luigi Piovano, militare al seguito del Contingente mandato dall’ Italia nel 1900 in Cina a liberare il quartire delle Legazioni.
Queste erano le intenzioni, poi dopo tira e molla in Parlamento il contingente partì tardi e arrivò in Cina, anche per motivi logistici e un’ epidemia di colera, a fatti compiuti. Le Legazioni erano già state liberate dai valorosi reparti indiani del Contingente Britannico che diciamo fecero il grosso. Comunque il contingente italiano partecipò sporadicamente successivamente a missioni di pattuglia, per neutralizzare gli ultimi Boxer rimasti, ormai abbandonati anche dalla Corte cinese che vista la disfatta si accordò quasi subito con gli Stati europei del Contingente per salvare il salvabile, come si suol dire. Ma se gli otto stati che parteciparono alla spedizione erano uniti all’inizio per divergenze, gelosie, e incomprensioni litigarono quasi subito rompendo il fronte e rendendo l’avventura ben poco trionfale.
Comunque al netto di considerazioni strategiche e politiche fu un avvenimento epocale, la misteriosa Cina era davevro al tempo un territorio inespolrato e ricco di opportinità, e il mio bisnonno partecipò all’impresa con entusiasmo e senso del dovere. I giornali dell’epoca con toni enfatici infatti avevano allarmato l’opinione pubblica parlando di donne, bambini, uomini in pericolo, assaliti da barbari pronti a fargli le peggio cose. Poi nella realtà le vittime civili furono ben poche, ma le cose si scoprirono dopo.
La storiografia corrente sembra orientata a rivalutare le figure dei Boxer come autentici patrioti che si impegnarono a difendere il loro paese dall’aggressioni straniere, forse la verità sta nel mezzo, e sicuramente c’è ancora molto da scoprire su quei fatti e quelle circostanze.
Per quanto riguarda il mio bisnonno so solo che era una brava persona, e molti aneddoti sulla sua vita mi sono stati raccontati e li serbo per me e forse un giorno ne scriverò.
Ringrazio Davide Mana di avermi citato, e di avere citato pure un libro che contribuii a scrivere una decina di anni fa. Ho letto l’articolo ed è fedele alla realtà, è tutto vero pure l’accenno a Falstaff il suo cavallo, o agli esperimenti in siciliano di un suo amico del contingente britannico, come la lettera a sua madre a tre giorni da Hong Kong che ho trascritto e ancora conservo.
Il mio bisnonno tornò dalla Cina, cinque anni dopo, malato, ma poi guarì e si riprese e potè vivere ancora a lungo. Queste sono le ombre che a volte accompagnano le grandi avventure, come i disagi, la fame, la sete, il caldo, i pericoli, il rovescio della medaglia dei lati belli, come gli sfarzosi balli in ambasciata, i fuochi d’artificio, le serate musicali, i matrimoni, le partite a tennis in abiti bianchi e inamidati.
Se vi ho un po’ incuriosito correte in edicola, spingiamo gli edicolanti a richiedere nuove copie e a far fare nuove ristampe. Non si parla solo del mio bisnonno ma anche di tanti altri piemontesi coraggiosi, altruisti e animati dall’amore per l’avventura che però conservavano sempre nel loro cuore l’amore per la loro terra d’origine. Salüt fiiol. 

:: Baldwin Library of Historical Children’s Literature Digital Collection

20 ottobre 2019
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Casualmente, grazie a Danila Comastri Montanari, sono venuta a conoscenza di un bellissimo archivio digitale, il Baldwin Library of Historical Children’s Literature, contenente migliaia di libri per bambini digitalizzati e consultabili online. Davvero un tesoro conservato presso il dipartimento della University of Florida’s George A. Smathers Libraries. Qualcosa di incredibile per chi ama la letteratura dell’infanzia. Davvero ci si perde, e colpisce la qualità dello stato di conservazione dei libri illustrati, per la maggior parte dell’Ottocento, e la vividezza delle immagini. Buona caccia!

:: Cocktail d’autore di Petunia Ollister (Slow Food Editore, 2019) a cura di Eva Dei

14 ottobre 2019

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Stefania Soma, in arte Petunia Ollister, torna in libreria a due anni di distanza da Colazioni d’autore. È passato molto tempo dal primo post di #bookbreakfast, ma Petunia continua a deliziarci sulla sua pagina instagram (@petuniaollister) con le sue colazioni letterarie, offrendoci foto sempre più impeccabili e “invitanti”.
Negli ultimi tempi fra i tavoli dei suoi set, in mezzo a libri e tazze di caffè, hanno iniziato a fare la loro comparsa bottiglie di Campari, limoncello Villa Massa, rum Zacapa e gin Hendrick’s. Queste bottiglie di alcolici sono comunque legate con un fil rouge ai libri che le accompagnano, a volte perché ne richiamano i contenuti o li citano, altre volte perché frutto di collaborazioni (come per esempio quella con lo Zacapa Noir Festival). Queste foto sono state però anche una sorta anticipazione del secondo libro dell’autrice. Cocktail d’autore uscirà infatti il prossimo 16 ottobre, edito sempre da Slow Food Editore. Con questo nuovo volume Petunia Ollister decide di non darci più il buongiorno, ma preferisce accompagnarci all’ora dell’aperitivo o del dopocena, in un tour letterario dei più famosi cocktail.
La struttura di questo nuovo volume ricorda molto il precedente. La pagina di destra è completamente dedicata alla foto, curata esteticamente in tutti i suoi dettagli: oltre al libro e al cocktail (servito ovviamente nel bicchiere più adatto), compaiono ingredienti, strumenti da barman e altri elementi d’arredo che rievocano le atmosfere del libro. La pagina di sinistra invece è divisa quasi in due metà: quella superiore occupata da una citazione o riflessione sul libro scelto, quella inferiore dedicata alla ricetta del cocktail.
I cocktail presentati sono “d’autore” in una doppia accezione: prima di tutto perché vengono citati o sono ispirati alle opere letterarie a cui sono abbinati. I cocktail abbandonano dunque la loro ambientazione evanescente ed effimera e si materializzano sui tavoli in eleganti bicchieri. Tutto ciò è stato possibile, ed ecco il secondo motivo che li rende “d’autore”, grazie alla collaborazione con alcuni professionisti del settore che hanno regalato le loro ricette a questo progetto.
Sfogliando le pagine di questo libro vi troverete quindi a sorseggiare un Gin Rickey rievocando le suggestive atmosfere di Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, brinderete con Charles Bukowski con un bicchiere di Vodka Sour e assaggerete un Gotto Esplosivo Pangalattico chiedendovi se era così che se lo immaginava Douglas Adams. Un libro che inebrierà il vostro corpo e la vostra mente.

Petunia Ollister nasce qualche anno fa come nom de plume di Stefania Soma. Dal gennaio 2015 scatta e pubblica sul suo account Instagram @petuniaollister i #bookbreakfast, foto di libri sul tavolo della colazione, scattate dall’alto, con una grande attenzione per i colori, i materiali, lo styling. Ha lavorato per quindici anni nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali, fotografici e librari. Ha collaborato con Radio Rai e tutte le domeniche è su Robinson, inserto culturale di Repubblica. Scrive per “La Stampa” e racconta Torino con gli occhi di una Marziana. Il suo primo libro Colazioni d’autore #bookbreakfast è uscito per Slow Food Editore.

Source: libro inviato al recensore dall’editore, che ringraziamo.

:: Maigret vs Poirot

13 ottobre 2019

Buona domenica cari lettori, in questa giornata d’autunno, tra brume e foglie cadute, mi è venuta la bizzarra idea di mettere a confronto (molto bonariamente) due mostri sacri della letteratura poliziesca: Maigret vs Poirot, chi preferite? A chi va la vostra preferenza? In tutta sincerità io non saprei proprio scegliere, forse se proprio dovessi… un nome ce l’avrei, sono curiosa di sapere se è anche il vostro.

Avanti votate qui nei commenti, al vincitore saranno dati degni tributi con nientepopodimeno che un’intervista impossibile (ma molto divertente).

Ora tocca a voi!

Vince, rispettando i pronostici, il commissario Jules Maigret. Appuntamento quindi a breve su queste pagine, per la serie “Interviste impossibili”, ad averlo come ospite.

:: Agorà, una collana dalla parte della poesia per i tipi de «L’ArgoLibro» Editore

7 ottobre 2019

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Vede la luce del panorama editoriale nazionale e internazionale la collana di poesia Agorà, curata e diretta dal poeta e critico letterario Nicola Vacca, per i tipi de «L’ArgoLibro» Editore. L’iniziativa intellettuale intende unire cesellatori di versi fuori dai canonici schemi editoriali in una comunità letteraria stagliata all’interno di un’ideale agorà (e da qui il marchio dell’impresa). I titoli annuali saranno quattro e nasceranno con l’intento di costruire negli anni un progetto poetico in cui gli autori scelti agitino il dibattito culturale con tematiche vitali per l’essere umano attraverso l’impeto e la solerzia dei loro versi. Uno strumento di crescita pratica e spirituale portato in atto da poeti che sono in primis persone, sulla falsariga dell’altra collana diretta da Vacca per I Quaderni del Bardo Edizioni, la Z, che è stata grado di mettere a confronto il nord, il centro e il sud della poesia perforante di tutti i giorni, varcando i confini nazionali.

Ritornare nell’agorà attraverso la poesia, per confrontarsi su dilemmi perenni dell’individuo, come la morte, definita da Platone «di certo non il peggio che possa accadere agli uomini», scorgendo una male peggiore, ovvero l’ignoranza, concepita da Socrate come «il solo e unico male», che soppianta l’unico bene, «la conoscenza».

L’editore Francesco Sicilia, che ha voluto fortemente l’operazione dal sapore ellenico, negli ultimi anni ha mostrato un’attenzione particolare per la lirica e, nell’inaugurare la nuova stagione editoriale, in merito alla collana Agorà dichiara:
«Sono onorato di questa collaborazione con Nicola Vacca, intellettuale e poeta che stimo per l’onestà intellettuale. Sono sicuro che Agorà potrà contare sulla scelta rigorosa di testi di altissima qualità dove a prevalere sarà sempre e comunque la poesia».

Il curatore, Nicola Vacca, guarda con interesse meritocratico alla letteratura attuale, cercando altresì giovani forze letterarie che siano esponenti di un’esistenza reale, talvolta dolorosa, sicuramente imperfetta, poiché come ritiene Aristotele, «le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono». In merito al nuovo progetto, che lo vedrà comporre una rete virtuosa in grado di scandagliare gli abomini del potere e la condizione esistenziale dei vinti, l’intellettuale cioraniano originario di Gioia del Colle chiarisce:

«La poesia ha una sua urgenza. Agorà ne racconterà tutte le sfumature entrando nel vivo delle questioni letterarie umane. Perché la poesia prima di tutto è il modo di essere qui e ora. I poeti a cui guarderò devono avere il coraggio di osare e pronunciare parole a garanzia dell’uomo».

Nicola Vacca – è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Ha pubblicato: Nel bene e nel male (1994), Frutto della passione (2000), La grazia di un pensiero (2002), Serena musica segreta (2003), Civiltà delle anime (2004), Incursioni nell’apparenza (2006), Ti ho dato tutte le stagioni (2007), Frecce e pugnali (2008), Esperienza degli affanni (2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (2010), Serena felicità nell’istante (2010), Almeno un grammo di salvezza (2011), Mattanza dell’incanto (2013), Sguardi dal Novecento (2014), Luce nera (2015), Vite colme di versi. Ventidue poeti dal Novecento (2016), Commedia ubriaca (2017), Almeno un grammo di salvezza (2018), Tutti i nomi di un padre (2019).
Mail del curatore Nicola Vacca
nicvacca@hotmail.com

Blog
https://zonadidisagio.wordpress.com/

La Casa editrice L’ArgoLibro raccoglie e sviluppa le esperienze pluriennali di poeti, scrittori e altri artisti che, insieme a correttori di bozze, traduttori, artigiani della carta e altre figure professionali, offrono, a chi desidera pubblicare la propria opera, una serie di servizi “su misura” per le proprie esigenze e richieste.
Affiancata a L’ArgoLibro opera l’Associazione artistico-letteraria Gli Occhi di Argo, a spiccato carattere editoriale, a ulteriore dimostrazione che il “far rete” diventa concreta possibilità, quando l’impegno è corale. Centinaia di artisti e studiosi da tutt’Italia partecipano alle iniziative e propongono a loro volta idee da sviluppare, tutto affinché il “prodotto libro” possa essere un bene duraturo nel tempo, una risposta concreta a mode passeggere che lasciano il tempo che trovano. Tra le iniziative sviluppate, vogliamo ricordare La Fiera “L’Incantesimo del Libro”, tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 (qui trovate il video riassuntivo), ma sono davvero moltissime le idee piccole e grandi portate avanti – dall’ottobre 2010 – con uno scopo preciso: far comprendere che il libro è un “prodotto” diversissimo da qualsiasi altro prodotto commerciale.
Pubblicare con L’ArgoLibro vuol dire entrare a far parte di un circuito culturale stimolante e sempre più allargato, attraverso il quale proporre la propria arte ma – anche – prestare autentica attenzione a quella altrui: sono due passaggi indispensabili affinché si superino i preconcetti e la sterile “voglia di mostrarsi”.

La Libreria L’Argolibro è una libreria indipendente nata dalla pluriennale esperienza dei fondatori e dei soci dell’Associazione Artistico-letteraria Gli Occhi di Argo e della Casa Editrice L’ArgoLibro.
È situata ad Agropoli (Salerno) in Via Lazio, 16 (zona sud, adiacente Via Salvo D’Acquisto, nei pressi del Centro per l’Impiego, accanto a “Ricambi Iannuzzi” e a “Mani di Fata”).
Si propone di essere punto di riferimento costante per chi desidera pubblicazioni di qualità; inoltre è sede dell’omonima Casa Editrice (cliccate qui per tutte le info) e luogo in cui si svolgono moltissime manifestazioni. Ogni mese presentazioni, mostre d’arte, performance teatrali, proiezioni, convegni… questo e tanto altro, a L’ArgoLibro!
Un luogo, inteso come spazio culturale, nato dall’idea di coniugare una libreria indipendente con un caffè, pensato non solo come spazio di ritrovo/relax, ma anche come “luogo intellettuale” in cui dare vita a nuclei di scambio di idee: un luogo che accoglie artisti, pittori, musicisti, scrittori, poeti… un luogo per mostre, incontri, presentazioni… un posto ideale per grandi e bambini, che diventano protagonisti di molti incontri.

La Libreria/Casa Editrice/Caffè Letterario, progettato dall’artista Erminio Ariano, offre gratuitamente l’opportunità di consultare libri o di scambiarli. Abbiamo realizzato uno spazio stimolante in cui, attraverso la collaborazione dei vari partner, si possano offrire servizi e contenuti che abbiano l’arte e la comunicazione come principali obiettivi.
Sito dell’editore
http://largolibro.blogspot.com/
Mail dell’editore
largolibro@gmail.com

Casa Editrice e Libreria indipendente
Viale Lazio, 16,
(Zona sud, adiac. Via Salvo D’Acquisto, nei pressi del Centro per l’Impiego)
84043 Agropoli (SA)
Contatti: 3395876415 – 3292037317

:: Venerdì 11 ottobre. A tu per tu con HELGA SCHNEIDER

4 ottobre 2019

A tui per tu 11 ottobre 2019 locandina