Archive for the ‘Curiosità letterarie’ Category

:: Uno sguardo in Germania: Andreas Gruber, a cura di Giulietta Iannone

15 marzo 2021

Oggi conosciamo meglio da vicino un altro interessante scrittore di lingua tedesca, vincitore di numerosi premi, Andreas Gruber. Andreas è nato a Vienna nel 1968, vive con la sua famiglia a Grillenberg, nella Bassa Austria ed è autore sia di racconti che di romanzi di notevole successo da cui è stato tratto anche un TV Movie per Constantin Film nel 2019 per conto di SAT.1, Todesfrist – Nemez und Sneijder ermitteln con Josefine Preuß e Raymond Thiry. I suoi libri sono stati nominati per il Friedrich-Glauser-Krimi-Preis, con l’Herzogenrather-Handschelle, lo Skoutz-Award, il Leo-Perutz-Krimi-Preis, tre volte con il Vincent Prize e tre volte il German Fantastic Prize. In Italia per Longanesi ha pubblicato i thriller Sentenza di Morte (2016) e Fiaba di morte (2018). Per maggiori informazioni potete visitare il suo sito internet: http://www.agruber.com/ o la sua pagina Facebook https://www.facebook.com/Gruberthriller

Berna. Il cadavere di una donna fluttua nel vuoto, appeso a un ponte per i capelli. Quando il detective Rudolf Horowitz nota un misterioso segno sulla pelle della vittima, capisce subito che, per risolvere il caso, non potrà fare a meno dell’aiuto di Maarten S. Sneijder, il profiler olandese noto in tutta Europa per il suo talento. Affiancato dalla giovane collega ed ex-allieva Sabine Nemez, Sneijder individua subito inquietanti somiglianze tra il metodo dell’artefice dell’omicidio a Berna e quello dello spietato serial killer Piet van Loon, da lui arrestato anni prima dopo una estenuante caccia all’uomo. Ma, procedendo nelle indagini, l’assassino sembra essere sempre un passo avanti a loro. Nel frattempo, la giovane psicologa Hannah Norland arriva a Steinfels, un penitenziario psichiatrico nel nord della Germania, con il pretesto di dirigere sessioni di terapia di gruppo con i detenuti. Ma Hannah, in realtà, è interessata a un solo prigioniero, Piet van Loon, lo stesso che per Sneijder torna misteriosamente ad essere una figura chiave in un gioco diabolico. Un gioco che dovranno fermare a ogni costo prima che altri innocenti possano cadere vittima di una nuova, perversa violenza.

Dintorni di Vienna, notte. La sagoma che compare fra gli alberi del bosco sembra un fantasma, evanescente e sottile, ma non lo è. È reale, Clara, ma è smagrita, sconvolta, tanto sotto shock da non riuscire più a parlare. Non può raccontare cosa le sia successo durante l’ultimo anno: dodici mesi che l’hanno vista sparire dal mondo, tanto che nessuno sperava più di rivederla viva. Eppure, sulle prime non presenta alcun segno di violenza…
Fino a quando viene fatta una scoperta sconcertante: qualcuno le ha tatuato su tutta la schiena delle immagini tratte dall’Inferno di Dante.
Ma senza la sua testimonianza, è un caso impossibile da risolvere. O così sembra…
Intanto a Wiesbaden, in Germania, una giovane e ambiziosa agente, Sabine Nemez, viene ammessa al corso del Dipartimento investigativo federale, sotto la guida di Maarten Sneijder, un abilissimo profiler olandese che come metodo di studio affida ai suoi studenti una serie di cold ¬case da risolvere. Sabine si trova così a dover indagare al fianco di Sneijder su tre casi particolarmente cruenti, che non hanno niente in comune.
Forse.
Perché forse invece c’è in gioco molto di più di un corso di formazione, e toccherà proprio a Sabine e a Sneijder evitare che altre vite siano orrendamente spezzate, che altre giovani donne cadano vittime del maniaco ossessionato dalle opere di Dante…

:: Uno sguardo in Germania: Charlotte Roth, a cura di Giulietta Iannone

8 marzo 2021
Charlotte Roth Photo (c) Christian Saalfeld

Conosciamo meglio da vicino Charlotte Roth, autrice in Italia per Sperling & Kupfer del suo romanzo d’esordio Quando eravavmo immortali, (Als wir unsterblich waren–Knaur 2014) e di altri libri ancora da noi inediti:

Charlotte è nata a Berlino nel 1965, ed è una docente di letteratura che da dieci anni si dedica con passione alla scrittura.
Nelle sue vene scorre il sangue di una globetrotter: ama viaggiare per l’Europa con il marito e i figli, ma torna sempre alle sue radici berlinesi, anche se oggi vive a Londra.
Con Quando eravamo immortali, ispirato in parte alla storia della sua famiglia, ha finalmente realizzato il sogno di una vita. Il romanzo ha scalato le classifiche dei libri più venduti in Germania, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.

Un romanzo indimenticabile come la passione dei vent’anni, quando si vive per cambiare il mondo e amare alla follia; come una pagina di Storia che è anche la nostra storia; come una città dal fascino unico e universale: Berlino.

9 novembre 1989. «Non puoi perderti la notte più folle della tua vita»: è con queste parole che Alexandra si lascia trascinare fuori di casa dall’amica del cuore. Fosse stato per lei, se ne sarebbe rimasta tra quelle quattro mura anguste, insieme alla nonna che l’ha cresciuta, Momi, in mezzo alle poche cianfrusaglie che non bastano a svelare un lontano passato di cui la nonna è molto gelosa. Invece, in quella notte che sta per cambiare la Storia, Alex si ritrova catapultata nel cuore della vita, quella vita di cui, nei suoi ventitré anni, ha sempre avuto paura, senza sapersi spiegare il perché. Travolta dal mare di folla che si sta riversando da Berlino Est alla parte opposta della città, fino ad allora inaccessibile, Alex viene letteralmente spinta tra le braccia di un ragazzo dell’Ovest: Oliver. Con lui, scoprirà non solo un mondo dai confini più vasti, colorato da cibi sconosciuti, profumi stranieri, nomi dal suono irresistibile, ma scoprirà soprattutto per la prima volta l’amore, quello capace di infrangere ogni paura. Berlino, inizio Novecento. Giovanissima e coraggiosa, Paula si batte per i diritti delle donne e dei lavoratori. Condivide il sogno di un mondo nuovo e più giusto con Clemens, impegnato in politica. Credono di poter fare la Storia, ma il corso impetuoso della Storia non si lascerà fermare dall’amore e dagli ideali che li fanno sentire invincibili e immortali. In Paula e Clemens rivive l’entusiasmo di un’intera generazione dimenticata, che ha creduto nella libertà con tutta la forza incosciente dei vent’anni. A distanza di decenni, toccherà ad Alex e Oliver raccoglierne il testimone, ricucendo un antico legame spezzato e continuando il sogno di un mondo migliore.

Altri libri:

Grand Hotel Odessa –City in the Sky (Grandhotel Odessa –Die Stadt im Himmel, Dicembre 2020)

Primo volume della saga e una grande storia d’amore. L’affascinante saga su un grand hotel sul Mar Nero e una storia familiare dall’autrice di bestseller Charlotte Roth. Una storia d’amore di un mondo che è scomparso per sempre.

Odessa nel 1910 e un gran ballo al Grand Hotel per celebrare il 21 ° compleanno di Oda, la figlia del fondatore dell’hotel. Sarà una festa di cui si parlerà in città, no, in tutto il Paese, a lungo. Ma Oda sta aspettando con impazienza due ospiti in particolare: Belle, la figlioccia berlinese di suo padre, e Karel Albus, una celebre ballerina del nuovo e magnifico teatro dell’opera di Odessa. Oda è sempre stata gelosa di Belle, temendo che suo padre potesse amarla più di sua figlia. Tuttavia, al ballo le confida il suo grande segreto: è perdutamente innamorata di Karel e ha intenzione di fuggire quella sera stessa con colui che suo padre considera indegno di lei. Tuttavia, Karel non si presenta al luogo dell’incontro e la vita di Oda prende una piega inaspettata …

Grand Hotel Odessa –The Faun Garden (Grandhotel Odessa –Der Garten des Faun, Marzo 2021)

Secondo volume della saga e una grande storia d’amore.

Odessa 1920-1935: sembrano possedere tutto ciò che gli altri sognano nei ruggenti anni ’20. Esternamente, Oda e Belle, le sorelle preferite del Grand Hotel Odessa, si dilettano tra bellezza, ricchezza, fascino e felicità d’amore, ma nessuno riesce a vedere cosa le sta mangiando vive dentro. Durante i sanguinosi anni della guerra civile, Oda riesce a mantenere l’hotel un’oasi lontana dalla vita di tutti i giorni. Persino la multietnica città di Odessa ha conservato parte del suo fascino contro ogni previsione e diventa un punto di riferimento per avventurieri europei, avanguardie artistiche e pensatori politici. La fontana sopra il fauno di marmo nero continua a zampillare imperturbabile, e tutt’intorno gira di nuovo la giostra dell’amore e dell’intrigo. Con Nadeshda Mandelstam, la moglie del poeta Ossip, Oda condivide il coraggio di lottare incondizionatamente per ciò che è importante per lei. Un’amicizia per tutta la vita si sviluppa da questo terreno comune. Ma dietro la facciata scintillante si nascondono pericoli che mettono Oda di fronte a sfide sempre nuove.

:: Premio Letterario Amazon Storyteller 2020: cerimonia di premiazione

7 novembre 2020

Si terrà mercoledì 11 novembre alle ore 11 la cerimonia di presentazione di Amazon Storyteller 2020. L’evento sarà presentato dallo scrittore e critico Francesco Musolino, con la partecipazione della giuria e degli autori finalisti.

Al termine verrà premiato il miglior Storyteller fra gli Autori indipendenti partecipanti al concorso.

La cerimonia si terrà in diretta streaming sulla pagina Facebook di Libreriamo.

Il vincitore è: La corrente invisibile di Salvino Muscarello.

:: Premio Nobel per la Letteratura 2020 – dite la vostra: Louise Glück

6 ottobre 2020

Giovedì 8 ottobre alle 13 sarà annunciato il Premio Nobel per la Letteratura 2020. Chi fareste vincere? quali sono i vostri candidati? Lo potete scrivere nei commenti a questo post poi scopriremo l’8 ottobre se qualcuno di noi c’è anche andato vicino. Io propongo Don DeLillo so che non vincerà ma ormai voto per lui da vent’anni. E proprio quest’anno di pandemia sarebbe una buona scelta. Ora dite la vostra.

:: JAMES JOYCE, “Ulisse”, in una nuova traduzione di Mario Biondi

4 giugno 2020

12Esce oggi 4 giugno, nella collana Oceani di La Nave di Teseo, una nuova monumentale traduzione a cura di Mario Biondi, ricca di note esplicative nel testo (non in un libro a parte), di uno dei libri più complessi e interessanti della letteratura mondiale, un capolavoro assoluto che da quando è uscito nel 1922 fa discutere e affascina.

L’Ulisse di Joyce è più di un libro, è un tempio profano che celebra la modernità e lo spirito che animò il Novecento. Dopo la traduzione del fiorentino Giulio de Angelis, da me amatissima, che uscì nel 1960, molto letteraria e forse “infedele” ma capace di farne un vero page turner, esistono le traduzioni  di Enrico Terrinoni (con Carlo Bigazzi) uscita per i tipi di Newton Compton nel 2012, e quella di Gianni Celati, apparsa nel 2013 per Einaudi.

Più un’altra “maledetta” se vogliamo dire di Bona Flecchia che uscì nel 1995 per la Shakespeare and Company, ma venne ritirata quasi subito dal mercato per questioni legali di diritto d’autore e ben pochi hanno potuto leggere.

Questa nuova traduzione integrale di Biondi, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics, viene dunque ad arricchire quell’apparato interpretativo che ha fatto luce su quell’iceberg di giochi di parole, doppi sensi, allusioni, che è il testo joyciano. Una meraviglia per ogni amante dei libri e del senso recondito delle cose. Un libro che non manca mai di stupire e a volte sconcertare per la densità e l’inventiva del testo, per l’apparato stilistico, per l’originalità.

Grazie a Luigi Scaffidi, responsabile Ufficio Stampa de La nave di Teseo avrò modo di visionarne una copia, che mi permetterà di fare un’analisi comparativa, non certo di merito, con le altre traduzioni da me lette. Conosco il testo, quasi posso rivedere con gli occhi della mente le varie peripezie e i vagabondaggi per Dublino del nostro Leopold Bloom, e con curiosità mi avvicinerò a questa nuova “visione”.

Sì, festeggeremo il Bloomsday, il 16 giugno, con un nuovo spirito quest’anno. Buona lettura!

JAMES JOYCE (1882–1941) è uno dei più celebrati scrittori irlandesi. Nato a Dublino, lascia l’Irlanda nel 1904, dopo gli studi universitari, per insegnare prima a Pola e poi a Trieste, allora parte dell’Impero austroungarico. Nel 1914 pubblica il romanzo Ritratto dell’artista da giovane, a puntate su rivista, e la raccolta di racconti Gente di Dublino. Dopo aver trascorso gli anni del primo conflitto mondiale a Zurigo, su invito di Ezra Pound raggiunge Parigi dove resterà vent’anni. Qui pubblica nel 1922 il grande romanzo a cui pensava da quindici anni, Ulisse, seguito nel 1939 da Finnegans Wake. Rifugiato in Svizzera allo scoppio della seconda guerra mondiale, Joyce muore a Zurigo il 13 gennaio 1941.

MARIO BIONDI, scrittore, poeta, critico letterario, narratore di viaggio e traduttore, ha pubblicato ventuno libri e con il romanzo Gli occhi di una donna ha vinto il premio Campiello nel 1985. Si è sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana di cui è stato recensore per diversi quotidiani e riviste come “l’Unità”, il “Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “L’Europeo” e altri. Oltre a James Joyce, ha tradotto numerosi autori di lingua inglese, tra cui Bernard Malamud, John Updike, Edith Wharton, Anne Tyler, Irvine Welsh e i premi Nobel Isaac B. Singer, William Golding e Wole Soyinka.

:: Il Principe Felice e altri racconti e Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde traduzione di Isabella Nanni

30 maggio 2020

1Il Principe Felice e altri racconti (titolo originale “The Happy Prince and Other Tales”) è una raccolta di cinque fiabe che Oscar Wilde aveva scritto per i propri figli: Il Principe Felice, L’Usignolo e la Rosa, Il Gigante Egoista, L’Amico Devoto, Il Razzo Eccezionale. Pubblicate per la prima volta in un’unica antologia nel 1888, le fiabe di Wilde tratteggiano con semplicità un mondo fantastico in cui l’autore fa parlare statue e animali, oggetti e persone, per dipingere le varie sfaccettature della natura umana commuovendoci con immagini che restano nel cuore.

Il Fantasma di Canterville (titolo originale “The Canterville Ghost”) è un’opera giovanile di Wilde che fu pubblicata per la prima volta nel 1887. La novella è incentrata sulle peripezie del fantasma del nobile Sir Simon de Canterville che per la prima volta nella sua pluricentenaria carriera di spettro inglese non riesce a spaventare la famiglia di strampalati Americani che gli ha occupato il castello ancestrale. Lo spassoso scontro tra antico e moderno, tra Vecchia Inghilterra e Nuovo Mondo viene raccontato con leggerezza e ironia, fino all’inaspettato finale.

Il ricavato delle vendite di questa nuova traduzione verrà donato ai canili e gattili che hanno accolto gli animali rimasti orfani dei loro padroni vittime dell’epidemia di Coronavirus.

Disponibile su Amazon con belle illustrazioni d’epoca, approfittatene entro oggi ancora a un prezzo promozionale di 0,99 Cent qui.

:: 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

21 marzo 2020

Adrift! A little boat adrift!
And night is coming down!
Will no one guide a little boat
Unto the nearest town?

So Sailors say—on yesterday—
Just as the dusk was brown
One little boat gave up its strife
And gurgled down and down.

So angels say—on yesterday—
Just as the dawn was red
One little boat—o’erspent with gales—
Retrimmed its masts—redecked its sails—
And shot—exultant on!

Emily Dickinson (1830-1886)

dickinsonEmily Dickinson è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. Nacque a Amherst nel Massachusetts il 10 dicembre 1830 e morì nello stesso luogo di nefrite il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni. Al momento della sua morte la sorella scopre nella camera di Emily diverse centinaia di poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte erano stati pubblicati solo sette testi, con varie modifiche apportate dagli editori. Nel 1890 la sorella di Emily, Vinnie, e Mabel Loomis Todd, riescono a ottenere la pubblicazione di un volume di poesie, primo di una lunga serie. Dal 1924 al 1935 vengono pubblicate altre trecento poesie di Emily Dickinson, trovate dalla nipote Martha dopo la morte della madre, cognata di Emily, a cui le aveva affidate in custodia quando era ancora in vita. Diverse poesie furono poi ricavate dalle lettere della Dickinson, nonché dai biglietti che ella scrisse per accompagnare i doni fatti a parenti e amici.

Il sito: https://www.emilydickinson.it/.

:: Ben Pastor torna in libreria

5 febbraio 2020

Ben PastorUn aggiornamento per i molti amici di Ben Pastor che mi chiedono notizie delle sue prossime pubblicazioni in Italia.

Allora causa emergenza Covid 19 l’uscita prevista per metà marzo per Mondadori della prossima avventura di Elio Sparziano, dal titolo “La grande caccia“, è stata posticipata al 12 maggio.

Trama e cover blindatissime, ma appena so qualcosa vi aggiorno.

Poi l’autrice sta scrivendo proprio in questi giorni il nuovo libro della serie dedicata a Martin Bora. Come ci aveva precedentemente anticipato avrà al centro il dramma militare e umano che ha coinvolto centinaia di migliaia di soldati subito prima, durante e immediatamente dopo l’epocale battaglia di Stalingrado. Tedeschi, italiani, russi, romeni, ungheresi versarono il loro sangue in Russia tra il Don e il Volga nei sei mesi dall’agosto 1942 al gennaio 1943.

Dunque sarà La sinagoga degli zingari (sempre che confermino questo titolo), il prossimo libro della serie Bora in ordine di pubblicazione. Per la trama e i tempi naturalmente è ancora prematuro. Una volta terminato sarà necessario farlo tradurre in italiano, (ricordiamo l’autrice scrive in inglese) quindi così a grandi linee se ne parlerà verso l’autunno.

Per ora è tutto, ci sentiamo presto.

La sapienza segreta delle api, Pamela Lyndon Travers, (Liberilibri 2019) A cura di Viviana Filippini

30 gennaio 2020

La sapienza segreta delle api verdeAlmeno una volta nella vita, abbiamo visto il film “Mary Poppins” con Julie Andrews. La fata bambinaia che arriva a Londra volando con l’ombrellino è ben nota, ma la sua autrice Pamela Lyndon Travers, nata in Australia da genitori di origine irlandese, scrisse altri libri, tra i quali “La sapienza segreta delle api”, edito in Italia da Liberilibri. Il volume non è un romanzo, ma un saggio contente diversi testi tratti da conferenze e articoli che l’autrice pubblicò su diverse riviste e giornali tra la seconda metà degli anni Sessanta e  Ottanta del 1900. La Travers la conosciamo appunto perché scrisse “Mary Poppins”, trasformato poi in film da Walt Disney e, pensate, che il produttore di cartoni animati impiegò davvero parecchio tempo (anni) per avere dall’autrice i diritti per la produzione. Di certo, da questo volume uscito nel 2019 capiamo che la Travers aveva un carattere forte, deciso. Era una donna colta, con precisa volontà di indipendenza e con ben chiaro quello che i suoi scritti dovevano comunicare. Non a caso, le sue lacrime alla prima del film di Disney, come riportano i bene informati, non furono di gioia, ma di disperazione per come il vero senso della sua vicenda di Mary Poppins venne modificato in funzione di un esagerato buonismo. Il volume pubblicato da Liberilibri ha in sé diverse tematiche approfondite in modo peculiare della scrittrice che amava leggere, scrivere, riflettere, bevendo tè, rum, punch e anche del whiskey. Nel volume si trovano pagine dedicate al valore segreto e nascosto delle api, a quel loro essere simbolo della vita e animale sacro in varie tradizioni,  ritenuto portatore e custode di una conoscenza segreta nella quale ci sarebbero miti, simboli, leggende, fiabe, rituali e tradizioni. Non solo, la scrittrice si concentra sul ruolo fondamentale sulla connessione che l’uomo ha con ciò che lo circonda e lo vede come qualcosa di importante per comprendere i legami che l’io del presente possiede con il contesto dove vive e con le tradizioni che in esso sono presenti. Da questo tema il passo al Mito è breve e la Travers porta noi lettori alla scoperta della sua indagine dove esso è un fattore culturale che si tramanda nel corso del tempo, che è verisimile alla realtà, ma ha delle peculiarità che lo rendono anche diverso da essa. L’autrice evidenzia come il Mito e quegli elementi archetipi che lo determinano ritornano nelle tante storie scritte e narrate. Non a caso l’autrice ci espone la sua idea sulle fiabe, su quelle categorie universali, veri e propri elementi codificati (eroe, antagonista, l’aiutante, l’evento scatenante) che tornano sempre in esse e che diventano degli standard fondamentali per costruire una buona storia nel momento in cui viene messa per iscritta. La Travers fa anche notare che le fiabe, storie per bambini e adulti, in molte occasioni sono state caratterizzate da un buonismo e da un lieto fine costruito ad hoc, che ha però preso le distanze dalle loro versioni originarie. Questo modificare per dare solo e sempre messaggi postivi non è molto apprezzato dalla scrittrice, perché è vero che le fiabe sono opere di fantasia, ma esse affondano le radici nella realtà vera e, se ci pensiamo bene, essa non sempre è bella. “La sapienza segreta delle api” della Travers è un viaggio nella mente e nelle parole dell’autrice, nelle sue indagini culturali, folcloriche, negli incontri con i grandi letterati irlandesi e in quel suo voler approfondire sempre il significato nascosto e segreto delle cose. Testo curato da Cesare Catà.

Pamela L. Travers (Maryborough, Australia, 1899- Londra 1996). Nome d’arte di Helen Lyndon Goff, nacque in Australia da genitori irlandesi. È universalmente nota per la serie di romanzi fantastici con protagonista Mary Poppins. Folklorista e studiosa di mitografia comparata, s’interessò inoltre al bud­dismo zen e studiò sul campo le tradizioni degli indiani d’America. Fu allieva di Gurdjieff e subì l’influenza di W.B.Yeats e G.W.Russell, che la introdussero nei circoli letterari irlandesi e inter­nazionali. Morì nubile nella capitale britannica, all’età di 97 anni.

Source richiesto all’editore. Grazie a Maria Stefani Gelsomini dell’ufficio stampa Liberilibri.

:: Presentazione del volume: “CRAXI, LE RIFORME E LA GOVERNABILITA’ (1976 – 1993)”

23 novembre 2019

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ll Circolo Edmondo De Amicis di Milano, in via De Amicis 17, ospita sabato 30 novembre alle ore 11 la presentazione di «Craxi, le riforme e la governabilità (1976 – 1993)». Il libro è un’antologia di scritti e discorsi di Craxi opportunamente inquadrati attraverso un saggio introduttivo di ampio respiro e in puntuali contestualizzazioni individuali. Costituisce la terza uscita della Piccola Biblioteca del Riformismo socialista, iniziativa editoriale promossa dalla Fondazione Filippo Turati.

Intervengono Carlo Tognoli, Ugo Finetti e Maurizio Punzo, oltre a Nicola Cariglia (presidente Fondazione Turati Onlus) e ai due autori, Edoardo Tabasso e Zeffiro Ciuffoletti. Presiede il dibattito Mario Artali, presidente del Circolo E. De Amicis.

:: Rivista Savej: Piemontesi ai confini del mondo e altre storie a cura di Giulietta Iannone

1 novembre 2019

Rivista Savej1

Altro che bugianen! Avventurieri, esploratori, archeologi e viaggiatori. Liberi spiriti piemontesi sono i protagonisti del nuovo numero di Rivista Savej

si legge nello strillo della rivista. Rivista Savej è un periodico della Fondazione Enrico Eandi, da anni impegnata nella promozione e tutela della cultura piemontese. E questo mese esce con un numero molto spieciale, che io non ho resisistito ed ho subito comprato, si trova infatti nelle edicole di Torino e provincia e di Biella.
Speciale perchè un articolo, scritto dal bravo Davide Mana, è dedicato alle avventure in Cina del mio bisnonno, Luigi Piovano, militare al seguito del Contingente mandato dall’ Italia nel 1900 in Cina a liberare il quartire delle Legazioni.
Queste erano le intenzioni, poi dopo tira e molla in Parlamento il contingente partì tardi e arrivò in Cina, anche per motivi logistici e un’ epidemia di colera, a fatti compiuti. Le Legazioni erano già state liberate dai valorosi reparti indiani del Contingente Britannico che diciamo fecero il grosso. Comunque il contingente italiano partecipò sporadicamente successivamente a missioni di pattuglia, per neutralizzare gli ultimi Boxer rimasti, ormai abbandonati anche dalla Corte cinese che vista la disfatta si accordò quasi subito con gli Stati europei del Contingente per salvare il salvabile, come si suol dire. Ma se gli otto stati che parteciparono alla spedizione erano uniti all’inizio per divergenze, gelosie, e incomprensioni litigarono quasi subito rompendo il fronte e rendendo l’avventura ben poco trionfale.
Comunque al netto di considerazioni strategiche e politiche fu un avvenimento epocale, la misteriosa Cina era davevro al tempo un territorio inespolrato e ricco di opportinità, e il mio bisnonno partecipò all’impresa con entusiasmo e senso del dovere. I giornali dell’epoca con toni enfatici infatti avevano allarmato l’opinione pubblica parlando di donne, bambini, uomini in pericolo, assaliti da barbari pronti a fargli le peggio cose. Poi nella realtà le vittime civili furono ben poche, ma le cose si scoprirono dopo.
La storiografia corrente sembra orientata a rivalutare le figure dei Boxer come autentici patrioti che si impegnarono a difendere il loro paese dall’aggressioni straniere, forse la verità sta nel mezzo, e sicuramente c’è ancora molto da scoprire su quei fatti e quelle circostanze.
Per quanto riguarda il mio bisnonno so solo che era una brava persona, e molti aneddoti sulla sua vita mi sono stati raccontati e li serbo per me e forse un giorno ne scriverò.
Ringrazio Davide Mana di avermi citato, e di avere citato pure un libro che contribuii a scrivere una decina di anni fa. Ho letto l’articolo ed è fedele alla realtà, è tutto vero pure l’accenno a Falstaff il suo cavallo, o agli esperimenti in siciliano di un suo amico del contingente britannico, come la lettera a sua madre a tre giorni da Hong Kong che ho trascritto e ancora conservo.
Il mio bisnonno tornò dalla Cina, cinque anni dopo, malato, ma poi guarì e si riprese e potè vivere ancora a lungo. Queste sono le ombre che a volte accompagnano le grandi avventure, come i disagi, la fame, la sete, il caldo, i pericoli, il rovescio della medaglia dei lati belli, come gli sfarzosi balli in ambasciata, i fuochi d’artificio, le serate musicali, i matrimoni, le partite a tennis in abiti bianchi e inamidati.
Se vi ho un po’ incuriosito correte in edicola, spingiamo gli edicolanti a richiedere nuove copie e a far fare nuove ristampe. Non si parla solo del mio bisnonno ma anche di tanti altri piemontesi coraggiosi, altruisti e animati dall’amore per l’avventura che però conservavano sempre nel loro cuore l’amore per la loro terra d’origine. Salüt fiiol. 

:: Baldwin Library of Historical Children’s Literature Digital Collection

20 ottobre 2019

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Casualmente, grazie a Danila Comastri Montanari, sono venuta a conoscenza di un bellissimo archivio digitale, il Baldwin Library of Historical Children’s Literature, contenente migliaia di libri per bambini digitalizzati e consultabili online. Davvero un tesoro conservato presso il dipartimento della University of Florida’s George A. Smathers Libraries. Qualcosa di incredibile per chi ama la letteratura dell’infanzia. Davvero ci si perde, e colpisce la qualità dello stato di conservazione dei libri illustrati, per la maggior parte dell’Ottocento, e la vividezza delle immagini. Buona caccia!