Archive for the ‘Consigli di lettura’ Category

Il terzo matrimonio, Tom Lanoye (Nutrimenti, 2019) A cura di Viviana Filippini

10 novembre 2019

Terzo matrimonioQuanto il diverso spaventa e crea dei sospetti? Spesso, anzi, a volte troppo, e ne sanno qualcosa i protagonisti del romanzo “Il terzo matrimonio” di Tom Lanoye, edito in Italia da Nutrimenti. Maarten Seebregs è anziano, omosessuale, vedovo e parecchio al verde. Maarten ci è presentato seduto in un bar con un certo Vandessel. Quest’ultimo ha contattato l’anziano protagonista per una proposta: sposare Tamara, una donna di colore arrivata dall’Africa. Maarten dovrà diventare marito della giovane per farle ottenere la cittadinanza belga, dovrà vivere con lei come se fossero una coppia a tutti gli effetti senza però, e a questo ci tiene Vendessel, il minimo contatto fisico. Maarten accetta, perché c’è un lauto compenso. Lui è solitario, introverso, con un dolore incolmabile per la morte, mai superata, dell’amato Gaëtan. Sposerà Tamara, non per amore, ma per soldi, senza però rendersi conto che questa nuova convivenza forzata scatenerà per lui un vero e proprio cambiamento esistenziale. Sì perché non solo Tamara indosserà le vestaglie del defunto Gaëtan, non solo farà la doccia nel bagno con le mattonelle con i delfini che tanto piaceva alla coppia. Tamara, con una bellezza particolare che la fa assomigliare un po’ ad un ragazzo, si comporterà in tutto e per tutto come la fidanzata del protagonista. A ficcare il naso nella strana coppia arriveranno i due addetti dell’ufficio immigrazione che, più e più volte, piomberanno nella vita di Maarten e Tamara per scoprire cosa i due nascondo, anche se leggendo ci si accorgerà che forse a nascondere qualcosa è Tamara. Oltre al pressante ufficio immigrazione, arriveranno i pettegolezzi dei vicini che spiano Maarten e la compagna, gli atteggiamenti razzisti, bugie e improvvisi risvegli passionali che Maarten stesso aveva dimenticato di provare. Tutto il romanzo è caratterizzato da un’atmosfera tragicomica nella quale si alternano scene davvero comiche e momenti di profondo dramma esistenziale, che fanno comprendere quanto la quotidianità sia caratterizzata da momenti positivi e negativi, che si alternano come fossero le note di uno spartito musicale. “Il terzo matrimonio” del belga Lanoye è un romanzo acuto e intelligente, come lo è l’atteggiamento con il quale l’autore affronta il tema del diverso, nel senso che Maarten e Tamara sono identificati come i “diversi” (per cultura, colore della pelle, orientamento sessuale) che gli altri respingono. Certo è che i due vivono la diversità in epoche diverse, ma è la tipologia di società dove stanno, che fa pesare loro il loro modo di essere. Maarten è gay e nel libro ci sono molti flashback che evidenziano le difficoltà che lui ha avuto per poter vivere la sua vita col compagno, e nel presente la sua omosessualità non è ancora del tutto accettata (basta addentrarsi nel rapporto che ha con il padre). Lei, Tamara, è la diversa perché ha la pelle di un altro colore, perché è arrivata da un posto lontano e sta per sposare un uomo che potrebbe essere suo padre. Due umani “diversi” agli occhi degli altri che li circondano e che non li accettano per il loro essere se stessi, così come, sono senza filtri. “Il terzo matrimonio” di Tom Lanoye è un romanzo molto attuale, perché evidenzia come possono cambiare le epoche, i tempi, ma se è la testa delle persone a non cambiare, i pregiudizi verso chi è ritenuto diverso restano gli stessi. Traduzione di Franco Paris.

Tom Lanoye (1958) è scrittore, autore teatrale e poeta belga di lingua fiamminga. Gode di grande popolarità in patria ed è presenza fissa ai maggiori festival teatrali europei. Per la sua produzione letteraria ha ricevuto numerosi premi, tra cui tre Gouden Bladwijzer, un Gouden Uil Literatuurprijs, un Henriette Roland Holst-prijs e un Gouden Ganzenveer. Vive e lavora dividendosi tra Anversa e Città del Capo. Con Il terzo matrimonio è stato finalista al Libris Literatuur Prijs, il più importante riconoscimento letterario olandese, e al Gouden Uil, premio belga per opere in lingua fiamminga. Dal romanzo è stato tratto nel 2018 il film Troisièmes Noces di David Lambert.

Source: inviato dall’editore Nutrimenti.

:: Alcuni libri e un blog per capire cosa sta succedendo in Cile

6 novembre 2019

Cile - manifestazioni

Per cosa protestano i manifestanti cileni oppositori del governo? Per aiutarvi a capirlo consiglio alcuni libri, segnalatimi da Edicola edizioni, e un blog https://www.edicolaed.com/category/blog-it/ che raccoglie molti contributi, tradotti in italiano, per far luce sui recenti accadimenti. Tra i libri segnalo: di Lola Larra e Vicente Reinamontes A sud dell’Alameda. Diario di un’occupazione, poi di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta Gli anni di Allende, quelli che ci seguono da più tempo lo ricorderanno, vinse un’edizione del nostro Liberi di scrivere Award, poi di Pedro Lemebel Di perle e cicatrici, di María José Ferrada Kramp, e di Nona Fernández Space Invaders – Chilean Electric. Ecco spunti di riflessione ce ne sono parecchi e oggi con i social, che si possono usare anche in modo virtuoso, le testimonianze non mancano. Dunque informatevi dopo tutto il Cile non è così lontano e molti amici cileni ci leggono ed è importante conoscere le loro ragioni e fargli evitare l’isolamento. Se avete testimonianze, lasciatele liberamente nei commenti. Buona lettura!

:: Rivista Savej: Piemontesi ai confini del mondo e altre storie a cura di Giulietta Iannone

1 novembre 2019

Rivista Savej1

Altro che bugianen! Avventurieri, esploratori, archeologi e viaggiatori. Liberi spiriti piemontesi sono i protagonisti del nuovo numero di Rivista Savej

si legge nello strillo della rivista. Rivista Savej è un periodico della Fondazione Enrico Eandi, da anni impegnata nella promozione e tutela della cultura piemontese. E questo mese esce con un numero molto spieciale, che io non ho resisistito ed ho subito comprato, si trova infatti nelle edicole di Torino e provincia e di Biella.
Speciale perchè un articolo, scritto dal bravo Davide Mana, è dedicato alle avventure in Cina del mio bisnonno, Luigi Piovano, militare al seguito del Contingente mandato dall’ Italia nel 1900 in Cina a liberare il quartire delle Legazioni.
Queste erano le intenzioni, poi dopo tira e molla in Parlamento il contingente partì tardi e arrivò in Cina, anche per motivi logistici e un’ epidemia di colera, a fatti compiuti. Le Legazioni erano già state liberate dai valorosi reparti indiani del Contingente Britannico che diciamo fecero il grosso. Comunque il contingente italiano partecipò sporadicamente successivamente a missioni di pattuglia, per neutralizzare gli ultimi Boxer rimasti, ormai abbandonati anche dalla Corte cinese che vista la disfatta si accordò quasi subito con gli Stati europei del Contingente per salvare il salvabile, come si suol dire. Ma se gli otto stati che parteciparono alla spedizione erano uniti all’inizio per divergenze, gelosie, e incomprensioni litigarono quasi subito rompendo il fronte e rendendo l’avventura ben poco trionfale.
Comunque al netto di considerazioni strategiche e politiche fu un avvenimento epocale, la misteriosa Cina era davevro al tempo un territorio inespolrato e ricco di opportinità, e il mio bisnonno partecipò all’impresa con entusiasmo e senso del dovere. I giornali dell’epoca con toni enfatici infatti avevano allarmato l’opinione pubblica parlando di donne, bambini, uomini in pericolo, assaliti da barbari pronti a fargli le peggio cose. Poi nella realtà le vittime civili furono ben poche, ma le cose si scoprirono dopo.
La storiografia corrente sembra orientata a rivalutare le figure dei Boxer come autentici patrioti che si impegnarono a difendere il loro paese dall’aggressioni straniere, forse la verità sta nel mezzo, e sicuramente c’è ancora molto da scoprire su quei fatti e quelle circostanze.
Per quanto riguarda il mio bisnonno so solo che era una brava persona, e molti aneddoti sulla sua vita mi sono stati raccontati e li serbo per me e forse un giorno ne scriverò.
Ringrazio Davide Mana di avermi citato, e di avere citato pure un libro che contribuii a scrivere una decina di anni fa. Ho letto l’articolo ed è fedele alla realtà, è tutto vero pure l’accenno a Falstaff il suo cavallo, o agli esperimenti in siciliano di un suo amico del contingente britannico, come la lettera a sua madre a tre giorni da Hong Kong che ho trascritto e ancora conservo.
Il mio bisnonno tornò dalla Cina, cinque anni dopo, malato, ma poi guarì e si riprese e potè vivere ancora a lungo. Queste sono le ombre che a volte accompagnano le grandi avventure, come i disagi, la fame, la sete, il caldo, i pericoli, il rovescio della medaglia dei lati belli, come gli sfarzosi balli in ambasciata, i fuochi d’artificio, le serate musicali, i matrimoni, le partite a tennis in abiti bianchi e inamidati.
Se vi ho un po’ incuriosito correte in edicola, spingiamo gli edicolanti a richiedere nuove copie e a far fare nuove ristampe. Non si parla solo del mio bisnonno ma anche di tanti altri piemontesi coraggiosi, altruisti e animati dall’amore per l’avventura che però conservavano sempre nel loro cuore l’amore per la loro terra d’origine. Salüt fiiol. 

“Lettere a Hawthorne”, Herman Melville, a cura di Giuseppe Nori (LiberiLibri 2019) a cura di Viviana Filippini

5 ottobre 2019

lettere H.Lo scorso agosto sono stati i 200 anni dalla nascita di Melville, l’autore di Moby Dick e l’editore LiberiLibri per l’importante anniversario ha ripubblicato (seconda edizione riveduta e ampliata rispetto al 1994) “Le lettere a Hawthorne” di Herman Melville, il carteggio tra lui e Hawthorne, due figure magistrali della letteratura americana. Le pagine scritte da Melville permettono a noi lettori di entrare dentro una parte della sua vita, tra il 1851 e il 1852, per conoscerlo nel suo vissuto lavorativo, ma anche in quello privato. Ed è la mescolanza tra queste due dimensioni che ci aiuta ad avere un’immagine più nitida dello scrittore, che in quel biennio visse sulla propria pelle uno dei momenti più intensi della sua evoluzione come autore e della sua produzione letteraria. Quello che emerge da questi testi è la personalità complessa, piena di dubbi, timori emozioni e paure che attanagliavano Melville: uno scrittore dalla creatività in costante fermento. Melville aveva viaggiato molto nella sua esistenza e proprio grazie a questo suo continuo spostarsi, lui era riuscito a trovare lo spunto per molti  scritti proprio dal contatto con la realtà vissuta in prima persona e da quello con popolazioni differenti per usi e costumi da quella americana. Molti degli appunti presi dall’autore sono diventati romanzi a tutti gli effetti o rimasti delle bozze da sviluppare. L’autore di “Moby Dick” scrive a Hawthorne, manifestando il suo bisogno di incontrare lui e la sua famiglia, come per avere un contatto diretto con un collega che a tratti sembra essere il migliore amico mentre, in altri momenti, Hawthorne sembra essere non il nemico, ma quel tipo di autore, perfetto, di successo, con una famiglia da cartolina ed equilibrato che Melville avrebbe voluto essere, e che non divenne mai. Quello che emerge da queste pagine è il ritratto di un uomo tormentato, consapevole della sua capacità di scrittura ma, allo stesso tempo, convinto di venir ricordato dai posteri non per i propri romanzi, ma come l’individuo che viveva con i cannibali e che amava scrivere libri con protagonisti dei selvaggi. Nelle lettere lo stesso Melville si concentra su alcuni suoi testi: “Moby Dick” che, in quel periodo, era in revisione e che lo sfiancò psicologicamente ; poi ci sono riferimenti a “Pierre” e alle sue aspirazioni di letterarie e la storia di Agatha, unita agli spunti della vita vissuta che ispirarono Herman alla stesura del soggetto. “Lettere a Hawthorne è un vero e proprio viaggio nella vita letteraria e civile di Herman Melville, un uomo e un genio della scrittura dalla personalità complessa e in evoluzione, che nel corso del tempo è diventato  uno dei pilastri e dei classici della letteratura romantica americana e mondiale e che è riuscito a trasformare in eroi del quotidiano, gli umili protagonisti delle sue storie. Traduzione di Giuseppe Nori.

Herman Melville (New York, 1819-1891) A ventisei anni, dopo un’infanzia sofferta e una prima giovinezza «sregolata e avventurosa» di marinaio (nelle note parole di Hawthorne), Melville inizia la sua carriera letteraria. Scrive sette romanzi in sette anni, alternando successi a insuccessi, fino ad alienarsi definitivamente il favore e la stima del pubblico con i suoi capolavori, “Moby-Dick” (1851) e “Pierre” (1852), due opere audaci, tanto incomprensibili quanto dissacratorie per i suoi contemporanei. Sull’orlo del disastro letterario ed economico, continua la sua attività narrativa fino al 1857, per poi abbandonare la carriera pubblica di scrittore di prosa e dedicarsi a una lunga e oscura attività di poeta. Muore quasi del tutto dimenticato, lasciando fra le sue carte il manoscritto di “Billy Budd”, il suo ultimo capolavoro narrativo. Di Melville, Liberilibri ha pubblicato “Lettere ad Hawthorne” (1994).

Giuseppe Nori è professore di Lingue e letterature anglo-americane presso l’Università di Macerata. Si è dedicato principalmente ai classici dell’Ottocento: Melville, Hawthorne, Emerson, Bancroft, Whitman e Stephen Crane. Si è inoltre occupato di letteratura e religione nel Seicento e di narrativa e poesia moderniste. Per Liberilibri ha curato”Lettere ad Hawthorne” di Melville (1994) e “Cartismo” di Thomas Carlyle (1994). 

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie all’ufficio stampa e a Maria Grazia Gelsomini.

:: 25 romanzi di Simenon da non perdere, con La Stampa

29 settembre 2019

Simenon

Per celebrare il trentennale della morte di Georges Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) il quotidiano torinese “La Stampa” fa qualcosa di molto gradito a chi vi scrive, pubblica ogni venerdì, fino a primavera, una scelta dei migliori romanzi senza Maigret dell’autore belga, segnatevi i titoli e se qualcuno vi manca non perdete l’occasione di recuperarli, il prezzo è contenuto e il gioco vale la candela come si suol dire. Buona lettura!

Il piano dell’opera

1 – Il testamento Donadieu, 27 settembre

2 – Lettera al mio giudice, 4 ottobre

3La verità su Bébé Donge, 11 ottobre

4 – La camera azzurra, 18 ottobre 2019

5 – La vedova Couderc, 25 ottobre 2019

6 – Corte d’Assise, 1° novembre

7 – Betty, 8 novembre

8 – Le finestre di fronte, 15 novembre 2019

9 – Tre camere a Manhattan, 22 novembre

10 – Il viaggiatore del giorno dei Morti, 29 novembre

11 – I Pitard, 6 dicembre

12 – Il clan dei Mahé, 13 dicembre 2019

13 – Senza via di scampo, 20 dicembre 2019

14 – La finestra dei Rouet, 27 dicembre 2019

15 – La fuga del signor Monde, 3 gennaio 2020

16 – Le signorine di Concarneau, 10 gennaio 2020

17 – Il grande male, 17 gennaio

18 – Il passeggero del Polarlys, 24 gennaio

19 – I fantasmi del cappellaio, 31 gennaio 2020

20 – Il primogenito dei Ferchaux, 7 febbraio 2020

21 – Pioggia nera, 14 febbraio

22 – Il fidanzamento del signor Hire, 21 febbraio

23 – L’orologiaio di Everton, 28 febbraio

24 – Il gatto, 6 marzo

25 – I clienti di Avrenos, 13 marzo

:: Salviamo il pianeta: alcuni libri da leggere per accrescere il nostro spirito green

27 settembre 2019

ambiente

Il tempo è scaduto, o prendiamo coscienza che stiamo giungendo a un punto di non ritorno, o sarà troppo tardi per tutti, specialmente per le generazioni future.
Ormai possedere uno spirito green, una visione più attenta ai problemi legati all’ambiente, dall’inquinamento allo spreco energetico, non è più una posa o una moda, è un’esigenza vitale, legata anche alle scelte di tutti i giorni, scelte personali che compiamo si può dire da quando ci alziamo dal letto la mattina.
La società dei consumi ha generato effetti collaterali che si può dire ormai sono senza controllo. Cosa possiamo fare noi? Anche se indubbio che le scelte maggiori, quelle capaci davvero di cambiare le cose, le devono compiere i grandi del pianeta, noi possiamo informarci, leggere, conoscere quali sono le problematiche in atto e quali i rimedi. Dopo tutto la società dei consumi fa dei consumatori degli attori primari in questo cambiamento, che diciamolo ormai è in atto e irreversibile.
Molti hanno paura che compiendo delle scelte ecologicamente sostenibili si vada in contro a un regresso, del nostro tenore di vita, delle nostre abitudini, e questo li porta a negare il fenomeno e accusare di catastrofismo chi cerca di esporre i suoi dubbi. Ma gente i ghiacciai si stanno sciogliendo, i mari soffocano per la plastica, la temperatura del pianeta si sta alzando. Le emissioni fuori controllo di CO2 non sono un’invenzione di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che sembra aver destato la coscienza di tutti i giovani del pianeta e forse di qualche adulto.
Che libri leggere dunque? Inizierei con La nostra casa è in fiamme e Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza entrambi di Greta Thunberg ed editi da Mondadori, poi Salviamo il mondo Manifesto per una rivoluzione verde del Dalai Lama di Garzanti. Poi Prepariamoci di Luca Mercalli, per Chiarelettere. Inoltre Possiamo salvare il mondo, prima di cena di Jonathan Safran Foer. C’è anche di Filippo Solibello, STOP Plastica a mare. Di Nathaniel Rich c’è Perdere la Terra e infine di Jeremy Rifkin, Un Green New Deal globale.
Ma di libri sul tema ce ne sono davvero molti altri, dai più scientifici ai meno, basta che fate una rapida ricerca su Google, considerando che forse un uso più etico e controllato (magari solo alcune ore al giorno) della tecnologia, TV, Computer, Smartphone, forse costituisce già un primo passo nella giusta direzione.
Lo dico a voi ma lo dico anche a me. Non spostiamo questa rivoluzione ecologica domani ma iniziamo a farla oggi. Ora spengo tutto, e vado a fare una passeggiata ecologica, prima che piova.

:: Il movimento delle foglie di Tom Drury (NN Editore 2019) a cura di Fabio Orrico

12 settembre 2019
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Dopo la bellissima trilogia di Grouse County Tom Drury continua a illuminare angoli perduti d’America con la sua prosa limpida e partecipe. Il movimento delle foglie racconta la storia di Pierre Hunter, giovane barista con qualche talento musicale (suona la batteria e il violoncello, a dimostrazione del fatto che gli abbinamenti banali non fanno per lui) e abita in una regione del Midwest chiamata Driftless Area, un luogo la cui superficie geologica è costellata di burroni, canyon e foreste. Non è un particolare secondario perché, oltre a occupare la copertina dell’edizione americana in quanto titolo originale, questa Driftless Area, con la sua geografia inospitale gioca un ruolo decisivo nella vicenda terrena di Pierre. Se dico vicenda terrena è perchè questa volta Drury tenta un affondo ulteriore. A differenza del ciclo di Grouse County, tenacemente realista, Il movimento delle foglie ci porta in territori che flirtano col sovrannaturale. Sarebbe sbagliato però, inquadrare questo romanzo, gentile ma implacabile, come una storia dai risvolti horror. A tratti, Il movimento delle foglie, mi ha richiamato alla mente il capolavoro di Frank Capra, La vita è meravigliosa, per la capacità di aprire un punto di osservazione sulla vita degli uomini partendo dalla loro morte, facendo epica di quel complesso meccanismo di più o meno meditate scelte e false piste che spesso sembra essere l’esistenza. Il movimento delle foglie inanella senza un ordine preciso pezzi della vita di Pierre Hunter, la sua storia d’amore con la bellissima ed enigmatica Stella Rosmarin e, una volta scelto il focus del racconto, si concede una deriva crime che scuote le giornate di un ragazzo qualunque come Pierre, un ragazzo nel quale identificarsi è davvero molto facile.
Prima ancora del cosa si mette in scena, in Drury diventa importantissimo il come. Scrittore tenero e anarchico, innamoratissimo dei suoi personaggi, Drury illumina il personaggio di Pierre attraverso la descrizione, di volta in volta quasi impressionistica poi più accurata, di fasi cruciali della sua vita. Si parte con l’adolescenza e il primo amore, per poi riferire di un incidente che agisce da acceleratore per il suo destino. Libro stratificato eppure di cristallina semplicità, Il movimento delle foglie è un anti-manuale di scrittura creativa, idiosincratico e poetico, nel quale Drury si prende tutto il tempo che gli serve per dire ciò che gli preme dire e dà prova di una libertà stilistica senza pari.
Abilissimo nello scolpire il carattere e la fisionomia di una personaggio con due frasi, Drury crea in quest’ultimo romanzo un’altra memorabile galleria di tipi. Non solo Pierre ma anche il suo antagonista Shane Hall, criminale scalcinato e senza sensi di colpa, una versione più dark del Tiny de La fine dei vandalismi, e poi il misterioso Tim Geer, sorta di deus ex machina su cui Drury mantiene un riserbo che è dei grandi narratori, quelli che per comunicare non hanno bisogno di spiegare nulla.
Nota a margine preziosa e prismatica del mondo descritto in Grouse County, Il movimento delle foglie è il segnale della spigliatezza e del coraggio di uno scrittore come Tom Drury, tra i più imprevedibili in circolazione.

TomDrury_sitoTom Drury (Iowa 1956) è uno scrittore americano che ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la fellowship della Fondazione Guggenheim. Dopo aver insegnato nelle università americane, attualmente vive e insegna a Berlino. La fine dei vandalismi, il suo primo romanzo, è uscito negli Stati Uniti nel 1994 ed è stato subito acclamato come miglior libro dell’anno dalle maggiori testate americane.
Uscito a puntate sul New Yorker, ha ricevuto il premio come Notable Book dell’Ala, l’associazione delle biblioteche americane.
NN Editore ha pubblicato anche gli altri due volumi della trilogia ambientata a Grouse County: A caccia nei sogni e Pacifico; nel corso dei prossimi anni pubblicherà la sua intera opera.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore. Ringraziamo Francesca Rodella ufficio stampa dedicato.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Il seguito di “Il racconto dell’ancella”: “I testamenti” di Margaret Atwood

6 settembre 2019

i testIl 10 settembre finalmente esce in Italia il seguito de “Il racconto dell’ancella”, notizia già di per sè ghiotta per gli estimatori di Margaret Atwood, di passaggio al Festival di Mantova in questi giorni.
Sembra che alcuni critici accreditatti, tra cui Michela Murgia, abbiano potuto leggere il libro in anteprima e sembra sia bello, ma era difficile dubitarne.
Avendo anche solo letto Seme di strega – Una riscrittura della Tempesta la scrittura di quest’autrice, ormai ottantenne, è davvero preziosa, ricca di verve, e irononia anche quando tratta temi seri e drammatici, in quest’ultimo libro addirittura come finiscono le dittature con uno sguardo al presente e alla contemporaneità della società americana e alle condizioni della donna, non ha caso il suo precedente libro, che vede al centro la donna in una società repressiva e tradizionalista, è considerato uno dei manifesti del femminismo.
I testamenti riprende la storia narrata ne “Il racconto dell’ancella” quindici anni dopo, con i testamenti di tre narratrici di Gilead. In attesa di leggere il libro vi segnalo il link dove poter leggere l’incipit sul Post: link.

:: Il canto di Yi Feng di Shanmei disponibile su Amazon

27 luglio 2019

Un lampo azzurro squarciò il cielo notturno e un attimo dopo, come a un segnale convenuto, la pioggia iniziò a cadere con violenza sulla casa del giudice Wang: sui muri esterni cosparsi di muschio che circondavano la proprietà, sulle tegole verdi delle costruzioni principali, sui giardini invernali, sugli alberi secolari, sul laghetto di carpe argentate, sul sentiero di pietra, sul tempio dedicato a Confucio.

Il rumore era assordante, un rombare profondo tipico della stagione estiva delle piogge, non di quell’inverno cupo e isolato alla periferia nord di Yinchuan. Gli dei sembravano arrabbiati, sembrava che in cielo si combattesse una dura battaglia senza esclusione di colpi.

Hǎi yún, serva nella casa del giudice Wang da quando era bambina, osservava il cielo e tremava, ogni tanto squassata dalla tosse. Cercava di soffocare quegli accesi improvvisi, per paura che ne accorgessero, ma ormai stava troppo male, ed era ingenuo pensare che avrebbero pagato un medico per lei. L’avrebbero cacciata, come si caccia un moscerino o una mosca molesta.

📌 disponibile su Amazon

YI FENG COVER

:: Estate 2019: i miei libri da non perdere

18 giugno 2019

n_a0d7f91174Curiosi di sapere quali sono i libri imperdibili quest’estate? Non conoscendo i gusti di tutti posso limitarmi ai miei. Nessun editore mi ha imposto di citarli, nessun ufficio stampa me li ha suggeriti, sono i libri che ho già letto e mi sono piaciuti, che leggerò a breve, che aspetto e non sono ancora usciti, ma usciranno in questa afosa estate 2019. Una carrellata di libri da portare in spiaggia, sui monti, sullo yacht (per chi ce l’ha, fortunello lui).

Ecco i titoli:

La campana d’islanda di Hallador Laxness – Iberborea

Il romanzo capolavoro – fino a oggi inedito in Italia – del premio Nobel islandese Halldór Laxness, considerato da molti scrittori d’eccezione come Susan Sontag, Juan Rulfo, Antonia Byatt, Alice Munro e Jonathan Franzen, uno dei più grandi maestri del Novecento.

Evelyne – Il mistero della donna francese – Interlinea

In piena Belle Époque in un albergo di Novara arriva una donna francese così affascinante da diventare l’oggetto delle attenzioni di tutti i viveur della città. Quando, nel fossato del castello, viene trovato il corpo di una giovane terribilmente sfigurata, i giornali si buttano con avidità sulla vicenda, che sembra ricalcare quella londinese di Jack lo Squartatore.

Appuntamento a Trieste di Giorgio Scerbanenco – La Nave di Teseo

Una storia sulla seduzione e sull’inganno, in cui spie e soldati si fronteggiano in un grande gioco ad alta tensione, sullo sfondo di una Trieste appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale.

Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol – Marcos Y Marcos

Un classico della letteratura russa nella smagliante traduzione di Paolo Nori.

Marco Polo di Gianluca Barbera – Castelvecchi

La più incredibile delle storie, per molti ritenuta pura invezione, sulle orme di Marco Polo che percorre La via della Seta.

Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo di Yiyun Li – NNE

Un libro di racconti di un autrice cinese da anni traferitasi negli Stati Uniti. Storie ambientate nella Cina contemporanea travolta da una modernità che non intacca le tradizioni sociali del passato.

Il grande inganno di Internet di David Puente – Solferino

Tra tante fake news quale è la verità? Un saggio di un esperto della materia che dà alcune tracce su come orientarci.

La luce è là di Agata Bazzi – Mondadori

La saga di una famiglia tedesca trasferitasi a Palermo a fine ‘800, raccontata da una discendente grazie al ritrovamento del diario di un suo avo.

La maledizione delle ombre di Jean- Christophe Grangé – Garzanti

Un serial killer vaga per le strade di Parigi, spetterà al comandante della Brigata criminale Stephane Corso mettersi sulle sue tracce.

Che succede signor parroco? di Carlo Maria Paradiso – Edizioni San Paolo

Anche i parroci nel loro piccolo si arrabbiano. Cosa succede quando un parroco stanco del lassismo e della superficialità dei suoi parrocchiani, tra sindaci leghisti e vescovi  preoccupati di finire sui giornali, sbrocca? Coi toni della commedia, l’occasione per riflettere sul vero messaggio del Vangelo.

Inarrestabile di Lee Child – Longanesi

Una nuova avventura per Jack Reacher, il celebre personaggio creato da Lee Child. Questa volta tutto inizia con un anello commemorativo di una classe di liceo: West Point 2005.

Ragione da vendere di Enrico Pandiani – Rizzoli

Una nuova avventura per Les italienes sulle tracce di una preziosa opera d’arte scomparsa nel nulla, in una Parigi estiva piena di sconcertanti scoperte.

Il Montacarichi di Frederic Dard – Rizzoli

Un pregiudicato esce di galera e la notte di Natale incontra una donna capace di tutto. Un noir parigino come li sapeva scrivere Dard, si legge in poche ore.

Musica sull abisso di Marilù Oliva- Harper Collins

L’ispettore Micol Medici alle prese con uno stranissimo caso. Un poliziesco al femminile sulle strade di Bologna.

:: Uno sguardo in Germania: quattro autori tedeschi da tenere d’occhio, a cura di Giulietta Iannone

12 giugno 2019

Dunque, mi piacerebbe presentarvi alcuni scrittori tedeschi, già editi in Italia ma anche inediti, con interviste, articoli di approfondimento sul mercato editoriale tedesco, interviste ad addetti ai lavori, insomma avere una finestra privilegiata su un mercato letterario molto effervescente e dinamico. A ottobre ci sarà la Fiera di Francoforte e sarebbe bello arrivati preparati e conoscere sia gli autori tedeschi più letti in Germania, che eventualmente i nostri autori da loro più amati.

Diciamocelo i tedeschi leggono molto più di noi italiani. Non che abbia senso fare classifiche di lettura, non è una gara a chi arriva primo, ma per conoscere la società, la vita, le persone che vivono in altri paesi, non c’è niente di più utile di un libro, magari interessante, realistico, e perché no divertente.

Oggi vi parlerò di quattro autori molto letti, ben recensiti e amati in Germania, di cui due sono nostre conoscenze, ho già avuto modi di recensirli e intervistarli sul nostro blog: Sebastian Fitzek e Wulf Dorn, entrambi molto bravi, e due sono autori diciamo nuovi di cui vi consiglio di segnarvi i nomi: Wolfram Fleischhauer, che mi ispira parecchio, i cui libri in Italia sono pubblicati da Longanesi, TEA e Emons Edizioni; e Michael Tsokos di cui in Italia è da poco uscito Sfregiata, a gennaio, con Lastaria edizioni, libro tra l’altro che ho in lettura.

Inizio con questo articolo di presentazione, poi farò dei post dedicati a ogni singolo autore e infine recensirò i loro nuovi libri e se possibile li intervisterò.

Che ne pensate? È una bella idea? Siete mediamente curiosi? Se sì non avete che da mettervi comodi e iniziare a leggere.

Vi lascio la breve bio di ogni autore:

Wolfram Fleischhauer è nato nel 1961 a Karlsruhe. Ha studiato letteratura in Germania, poi ha viaggiato molto in Europa America e Oriente. Il suo lavoro di interprete lo ha portato per lunghi periodi a Bruxelles, ma ora vive a Berlino con la moglie e il figlio. Ha scritto dieci libri, tra romanzi storici e thriller, che sono tradotti in più di una dozzina di lingue. In italiano sono pubblicati da Longanesi Un enigma color porpora, La donna dalle mani di pioggia, Il libro che cambiò il mondo, L’ombra dell’ultima rosa. In Germania è imminente l’uscita del film tratto da Il bosco silenzioso.

Michael Tsokos è medico patologo forense e docente. Dal 2007 è direttore dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale e Sociale a Berlino. È finora l’unico autore tedesco di cui i titoli, in particolare su spettacolari casi di medicina legale, sono tutti best seller pubblicati sia nelle collane di saggistica sia in quelle di narrativa.

Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».

Sebastian Fitzek è autore di una serie di romanzi (genericamente definibili psychothriller) di incredibile successo. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
Tra i titoli in edizione italiana ricordiamo Il ladro di anime (Elliot, 2009), Il bambino (Elliot, 2009), La terapia (Rizzoli, 2007 – Elliot, 2010), Schegge (Elliot, 2010), Il gioco degli occhi (Elliot, 2011), Il cacciatore di occhi (Einaudi, 2012), Il sonnambulo (Einaudi, 2013) e Noah (Einaudi, 2014).

Il sogno di Mary Shelley (Oligo editore, 2019) a cura di Viviana Filippini

10 giugno 2019

Il sognoMary Shelley la conosciamo non solo perché fu la moglie di Percy Shelley, la conosciamo perché fu l’autrice di Frankenstein. In realtà la scrittrice diede vita anche ad altri testi tra i quali, Il sogno, un racconto pubblicato da poco da Oligo, editore mantovano. La storia è una vicenda d’amore romantica nella quale protagonista è un coppia di innamorati alla prese con l’impossibilità di vivere al meglio la propria relazione d’amore. L’ambientazione è la Francia del XVI secolo dove Constance, giovane contessa, ama Gaspar, tanto è vero che i due vorrebbero sposarsi, ma c’è qualcosa che impedisce il tutto. I padri dei due innamoratati si sono uccisi a vicenda durante uno scontro, ed è questo drammatico evento che impedisce alla ragazza di unirsi in matrimonio all’amato. Costance vorrebbe coronare il suo desiderio coniugale, ma sposandosi con il figlio dell’uomo che ha ucciso suo padre, la ragazza è assalita da una serie di tormenti, di angosce e di paure che le impediscono di coronare il suo sogno d’amore. Nemmeno l’intervento del re Enrico IV riuscirà a farle cambiare idea. Poi Constance, tentata di prendere i voti nella speranza di trovare pace, decide di dormire sul giaciglio di Santa Caterina, uno spuntone di roccia sul fiume delle Loira. La protagonista si addormenta nel luogo dove si dice che la santa appaia in sogno a chi risposa e, non a caso, dopo aver preso sonno, Consntace comincia ad avere diverse visioni oniriche che la porteranno a capire quali saranno i sentimenti da seguire. Le atmosfere che caratterizzano Il sogno, uscito per la prima volta nel 1832 sulla rivista «The Keepsake» sono un miscuglio tra il gotico e il romantico, grazie al quale l’autrice mette su carta i sentimenti e i tormenti d’amore che assillano la giovane Constance. La protagonista vive davvero un tempesta emotiva, nel senso che, da un lato,  è attratta dal il suo amato Gaspar de Vaudemont, che la ama e non comprende ciò che porta la ragazza a prendere le distanze e a tentennare. Dall’altra parte si percepisce il dolore, il tormento e la paura di Constance di Villeneuve di fare uno sgarro al padre morto, perché l’amato Gaspar è figlio del nemico del padre della protagonista. La Shelley, nelle poche pagine che costituiscono Il sogno, riesce a condensare i tormenti di questa giovane donna e i sentimenti che la costringono a vivere in bilico costante tra l’amore per il giovane amato e quel legame affettivo ed embrionale che la lega al padre e che le impedisce di staccarsi dal suo passato. Poi il sogno rivelatore le indicherà la strada maestra da seguire. Il libro presenta una riproduzione di un’incisione di Michelangelo del XVI secolo, intitolata Il sogno. Traduzione di Cristiano Ferrarese.

Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft Godwin (Londra, 30 agosto 1797 – Londra, 1º febbraio 1851) è stata una scrittrice, saggista e biografa britannica. È nota per essere l’autrice del romanzo gotico Frankenstein (Frankenstein: or, The Modern Prometheus), pubblicato nel 1818, quando lei aveva 19 anni.  Tra le altre attività letterarie curò le edizioni delle poesie del marito Percy Bysshe Shelley, poeta romantico e filosofo. Rimasta vedova continuò la sua vita a Londra, con l’unico figlio rimastole. La Shelley morì nel febbraio del 1851. Era figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin.

Source: richiesto all’editore. Grazie ad Anna Ardissone.