Archive for the ‘Consigli di lettura’ Category

:: In uscita – I capolavori di GEORGE ORWELL – a cura di Enrico Terrinoni

13 gennaio 2021

A settant’anni dalla morte di George Orwell, Newton Compton manda in libreria le opere del grande scrittore, tre volumi a cura dell’anglista e traduttore Enrico Terrinoni.  
Ne I capolavori (Newton Compton, I Mammut, pp. 960, euro 12,90) il lettore potrà leggere: La fattoria degli animali; 1984; Senza un soldo a Parigi e a Londra;  Giorni in Birmania e infine Omaggio alla Catalogna. 
Ma Newton Compton rende anche disponibili, ciascuno in un volume a sé stante, i romanzi più noti di Orwell: 1984  e La fattoria degli animali (Newton Compton, I Minimammut, pp. 164, euro 5,90).   Un’occasione imperdibile dunque per riscoprire il grande scrittore che ha saputo scorgere nelle parole, come sottolinea Enrico Terrinoni nella sua introduzione, “un legame strettissimo con la politica, mostrandosi preoccupato dal declino del linguaggio”: «L’inglese si sta abbrutendo, perché i nostri pensieri si stanno facendo brutti e futili», argomentava Orwell. «Muoiono le metafore, abbondano le immagini trite, manca la precisione nelle descrizioni… C’è bisogno allora di opere metaforiche e allegoriche.»  Quelle opere indimenticabili, ancora attuali, che George Orwell ci ha regalato.

La fattoria degli animali (1945) è una favola in cui gli animali soppiantano gli umani espropriando la fattoria in cui lavorano sotto continui maltrattamenti. Dopo aver cacciato gli uomini la gestiscono autonomamente, fino a quando lo spirito rivoluzionario non sarà tradito e verranno a imporsi altre forme di sfruttamento: un’allegoria delle rivoluzioni trasformatesi in autoritarismi, o anche un esempio di letteratura per l’infanzia in cui si legge in controluce la lotta eterna tra giustizia e ingiustizia.

1984 (pubblicato nel 1949) è l’ultima opera di Orwell e il suo classico per eccellenza. Romanzo distopico, vede la storia di una società futuristica e disumanizzata, rigidamente divisa in classi e dominata da un’ideologia perversa che sovverte i valori basilari della civilizzazione, come anche i cardini della comunicazione, primo tra tutti il linguaggio. È, paradossalmente, sia una visione apocalittica dell’evoluzione del socialismo agli occhi di un autore anarchico, sia una feroce critica di tutti i capitalismi, colpevoli di proporre propagandisticamente visioni distorte della realtà.  

Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933), l’opera prima di George Orwell, è un prezioso scritto che contamina autobiografia, invenzione e reportage, una perla della letteratura della working-class.  

Ma il primo, vero romanzo è Giorni in Birmania (1934), in cui Orwell demistifica l’imperialismo inglese, denunciandone il razzismo e svelando la falsa coscienza degli europei. Omaggio alla Catalogna (1938) è un resoconto personale della Guerra Civile Spagnola, a cui Orwell partecipò; la sua è una testimonianza diretta e al contempo un’opera di grande interesse storico. È anche il racconto di un’utopia, di quel sogno interrotto che condusse l’autore alla stagione delle distopie che lo avrebbe reso immortale.

George Orwell è lo pseudonimo di Eric Arthur Blair, nato in India da una famiglia scozzese nel 1903 e morto a Londra nel 1950. Giornalista culturale, saggista, critico letterario, Orwell è oggi considerato uno dei maggiori autori di lingua inglese del Novecento. Partecipò alla guerra civile spagnola contro Franco; da posizioni socialiste, passò in seguito a una dura critica del regime staliniano. La Newton Compton ha pubblicato 1984, La fattoria degli animali e il volume unico I capolavori (La fattoria degli animali; 1984; Senza un soldo a Parigi.

Enrico Terrinoni è professore ordinario di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. È autore della monumentale traduzione dell’Ulisse di Joyce, pubblicata dalla Newton Compton con grande successo di critica. Ha tradotto, tra gli altri, Muriel Spark, Brendan Behan, G.M. Flynn, B.S. Johnson, John Burnside, Miguel Siyuco. Collabora con «Il Manifesto». È autore di Oltre abita il silenzio, saggio “eretico” di teoria della traduzione.

:: Come diventare una book blogger (felice) di Shanmei

5 gennaio 2021
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Ci sono diversi manuali sul blogging in lingua italiana, destinati al mondo del blogging prettamente italiano, alcuni più specifici e tecnici, altri più generalisti dedicati ai principianti che per la prima volta si accostano a questo mondo variegato e complesso. Ne ho letti alcuni, altri li ho solo sfogliati o ne ho letto l’indice. Essere blogger è anche questo, informarsi, cercare di essere addetti alla comunicazione consapevoli, seri, responsabili. E mi sono detta perché non raccogliere quello che ho imparato in dieci anni di blogging in un manuale, di facile consultazione, dedicato sia ai neofiti assoluti che ai blogger più navigati che hanno voglia di percorrere nuove strade, confrontarsi con altre esperienze?

Ecco da questo nasce Come diventare una book blogger (felice), un manuale pratico ben lungi da essere considerato una bibbia del blogging, ma diverso dagli altri manuali in commercio, dedicato a quel settore specifico che è il blogging letterario.

Lo definisco manuale, ma forse è più corretto dire vademecum. Contiene insomma una serie di consigli, escamotage, soluzioni che ho trovato in anni e anni di blogging più che altro da autodidatta. Non posso definirmi una blogger professionista perché attualmente non è la mia primaria fonte di reddito, né una fonte di reddito, ma l’impegno, la dedizione, la fatica è reale, e insomma leggermente diversa da quella dedicata un hobby prettamente amatoriale.

A chi può essere utile questo manuale non manuale?

Innanzitutto a chi si accosta anche per la prima volta al mondo del blogging letterario, o per mera curiosità, o perché sta valutando anche seriamente se aprirne uno. Lungi da me volere incoraggiare o dissuadere, io mi limito a raccontare la mia esperienza e quello che ho imparato in questi anni.

A chi, magari anche da anni, ha un blog letterario ed è curioso di conoscere altri percorsi, di vedere come determinati problemi sono stati affrontati, studiare altre filosofie, altri schemi. 

Ho commesso errori? Tanti e probabilmente li continuo a compiere. Un blogger professionista, con partita IVA, che vive del suo lavoro probabilmente troverà quanto scrivo di scarso interesse, ma non rimpiango le scelte che ho fatto, la strada che ho percorso. Forse occupandomi di altro di food, viaggi, lifestyle, politica avrei avuto più soddisfazioni economiche, ma io amo i libri, amo leggerli, recensirli, intervistare gli scrittori che li hanno scritti. Ognuno insomma deve scegliere la sua vocazione, il proprio campo e cercare di eccellere in quello.

Ora se sono una eccelsa blogger ne dubito, ma il mio percorso è questo, continuerò ad andare avanti per vedere dove la strada conduce. Cercherò di migliorarmi, di evolvere, magari di lasciare il bozzolo della blogger dilettante per diventare a tutti gli effetti una professionista. In fondo è il mio sogno, e credo sia il sogno di molti blogger che coltivano il loro hobby con passione e determinazione.

Devo anche dire che quando sento dire che il blogging letterario è solo un hobby, senza sbocchi, senza livelli di crescita, un po’ mi arrabbio, perché non è così. Certo l’editoria è in crisi, la gente non legge, i lavori creativi e intellettuali sono sottopagati o non pagati del tutto, molto si basa sul volontariato, ma io mi auspico che un giorno chi ne voglia fare un lavoro possa farlo. Acquisendo le competenze giuste, facendosi aiutare da altri professionisti, migliorando sempre.

Ecco questo è l’augurio che faccio a me e faccio a voi. La libertà di poter scegliere che tipo di blogger volete diventare. E soprattutto vi auguro che mai troviate sul vostro cammino qualcuno che vi dica: è impossibile. O se anche lo trovate, perlomeno siate liberi di non credergli.  

:: L’estate non è una stagione felice disponibile in pre-ordine

21 dicembre 2020

Jake Gardner viveva a Chicago negli anni Trenta, aveva moglie, figlie e una vita relativamente tranquilla come tenente della Omicidi. Finché un giorno, al lago, moglie e figlie muoiono in un incidente e Jake si ritrova a desiderare di morire. Abbandona la polizia, va in guerra, torna illeso e si trasferisce a Los Angeles dove vive di espedienti, per lo più facendo l’investigatore privato, sono gli anni Cinquanta. L’attività si avvia facilmente, Jake non ha più bisogno di cercare clienti per strada, ormai conosce ogni canale della città, legale e illegale. Ma trascura un dettaglio, Jake: la capacità di Los Angeles di risucchiarlo in un vortice di morti, traffici, favori e conoscenze inaspettate capaci di trascinarlo oltre il dolore, in una spirale di emozioni che credeva perdute e che lo lasciano solo, e svuotato.

È un hardboiled vintage ambientato in America negli anni ’50, una storia un po’ cupa, tra il melò e il noir. Ha per protagonista un investigatore privato reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, che si trova per le mani un caso che cambierà per sempre la sua vita. Il suo padrone di casa, un italo-americano gestore di ristoranti e con vari intrallazzi con la criminalità locale, gli chiede di incontrare un boss della malavita losangelina che cerca una donna. Il protagonista accetta e si mette sulle tracce di Grace una donna bellissima e misteriosa segnata da un passato tragico… di cui inevitabilmente si innamorerà. E da questo mille peripezie e inghippi in una Los Angeles crepuscolare.

Uno scenario nerissimo e violento in cui si muovono personaggi sconfitti con una personale e tragica idea del “Sogno Americano”.

Copertina originale di Niccolò Pizzorno.

Data di pubblicazione il 24 dicembre, già in pre-ordine a un costo scontato di E 2, 99 a questo link.

Lunghezza stampa: 356 pagine.

Shanmei è nata a Milano alla fine degli anni ’60. Dopo la Laurea, e una tesi di ricerca in Storia Moderna e Contemporanea dell’Asia presso l’Università degli Studi di Torino, le sue ricerche si sono focalizzate sulla Cina dei Boxer e sulla condizione della donna in epoca Qing,
Dal 2007 dirige il blog letterario Liberi di scrivere e si occupa di editoria recensendo libri e intervistando scrittori italiani e stranieri.
Negli anni ha scritto decine di novellette, romanzi e moltissimi racconti (specialmente flash fiction) ancora inediti e alcuni in via di traduzione. È appassionata per lo più di hardboiled vintage anni ’50 e ha parlato nei suoi romanzi e racconti anche di pirati, di principesse russe, di piloti di cargo interstellari, di soldati di ventura, di ballerine del Moulin Rouge, di antichi romani.
Dal 2015 si autopubblica su Amazon e ha seguito un’altra sua passione, l’amore per l’ Oriente iniziando una serie di racconti autoconclusivi di genere sia wuxia che xianxia e xuanhuan, e una serie di mystery storici,  sempre ambientati in Cina tra il 1900 e il 1905, con protagonista un militare italiano che si improvvisa detective.

:: Pane e acqua. Un libro di Ibrahima Lo Dal Senegal all’Italia passando per la Libia (Villaggio Maori Edizioni, 2020)

4 dicembre 2020

Ibrahima Lo è in Italia da pochi anni e ci è arrivato partendo dal Senegal, sopravvivendo ai lager libici e dopo che il gommone con tante, troppe persone a bordo su cui viaggiava è naufragato. Non un’inchiesta condotta da terze voci, ma la storia vera di chi è grato alla vita per averne ancora una e poterne scrivere, a partire dal ricordo della fame saziata a pane e acqua.

Questo libro è il racconto di chi ha rischiato di morire ripetutamente nella speranza di approdare a una terra promessa, l’Europa, e che – nonostante la meta venga raggiunta – deve farei i conti con il razzismo di una società ipocrita e xenofoba, con lavori in nero e sottopagati, e una nuova vita da costruire a partire dal niente.

Ma quella di Ibrahima Lo è anche la narrazione felice di una solidarietà che resiste all’oscurantismo, di persone ancora umane in grado di aiutare chi ha un’esperienza da migrante alle spalle.

Pane e acqua è il resoconto personale di chi nutre ancora il sogno di un’integrazione possibile, di chi partecipa alla speranza di un mondo realizzabile, raccontando storie di sopravvivenza e rinascita.

:: Oiza Queens Day Obasuyi: Corpi estranei. Il razzismo rimosso che appiattisce le diversità (Ed. People, 2020)

14 novembre 2020

«In questo libro i protagonisti sono le persone nere – e di origine straniera in generale – che diventano dei corpi estranei e muti in un contesto che li nomina ma non li interpella, che se ne serve per propaganda ma non li ascolta. Le persone nere sono corpi spersonalizzati, senza identità, pensieri, opinioni. Le persone nere sono a tratti degli invasori, oppure dei cuccioli da salvare. Sono da sfruttare, oppure da nominare per appuntarsi la propria medaglietta di ‘antirazzista perfetto’. Le persone nere sono, per esempio, quello a cui ho dato l’elemosina e che deve essere il protagonista del mio post su Facebook.
In questo libro si cerca di decostruire il razzismo in Italia. Razzismo che, chiaramente, non comincia con il governo giallo-verde e non si consuma con l’ennesima aggressione – che ne è solo la punta dell’iceberg. Il razzismo è qualcosa di più complesso da decifrare. Chi non fa parte di una minoranza etnica difficilmente lo coglie, e spesso anzi lo perpetua senza rendersene conto

Oiza Queens Day Obasuyi, ripercorrendo la storia politica e culturale d’Italia, scrive questo saggio per smantellare il sistema di esclusione e discriminazione in cui viviamo, per denunciare un Paese culturalmente arretrato nel rapporto con le minoranze etniche e le migrazioni. Un Paese che rischia di banalizzare il proprio passato coloniale, di giustificare il razzismo parlandone come forma di ‘ignoranza’, di pensare sia normale affrontare viaggi che mettono a rischio la vita per arrivare in Europa, di considerare il caporalato un evento a margine della società.

Oiza Queens Day Obasuyi ha 25 anni ed è nata e cresciuta ad Ancona. Si è laureata in Lingue, Culture e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Macerata, dove frequenta il corso di laurea magistrale in Global Politics and International Relations. È una studiosa di diritti umani, migrazioni e relazioni internazionali. Collabora con The Vision e Internazionale.

:: Capitalpunk di Lorenzo Davia esce con la Casa Editrice Kipple

11 novembre 2020

Diamo segnalazione dell’uscita di Capitalpunk di Lorenzo Davia con la Casa Editrice Kipple, romanzo già finalista al Premio Urania 2019.

In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana  Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato.
Ma tra gli Esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale.

L’elemento destabilizzante dà l’avvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.

Lorenzo Davia ha trovato una ricetta per destrutturare il nostro modo di vivere, il mondo governato dal capitale, le sue regole, i suoi assunti, le sue disumanizzazioni e i risvolti più deliranti che ci sembrano la normalità: lo ha fatto per mezzo dell’ironia, con le salaci immagini dei rapporti umani retti dal Libero Mercato e la vertigine di quello che può essere la società del futuro dove il capitale getta le sue fondamenta.

Lorenzo Davia (Trieste, 1981) è ingegnere, giramondo e topo di biblioteca. Suoi racconti sono apparsi in varie antologie: Ascensione Negata è arrivato secondo classificato alla prima edizione del Premio Urania Shorts. Ha vinto il Premio Viviani 2019 con Il Tempo che Occorre a una Lacrima per Scendere. Az-Zinds si è classificato terzo al Premio Italia 2020.
Ha creato con Alessandro Forlani il progetto di scrittura condivisa “Crypt Marauder Chronicles” per il quale è uscita l’antologia Thanatolia (Watson). Ha scritto le storie della Fata Mysella pubblicate in New Camelot e Le Avventure della Fata Mysella. Assieme al Collettivo Italiano di Fantascienza ha pubblicato l’antologia Atterraggio In Italia.
Il suo romanzo Capitalpunk è arrivato finalista all’edizione 2019 del Premio Urania.

:: Novembre è il nuovo dicembre

8 novembre 2020

Liberi di scrivere aderisce alla campagna dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e librai (ALI Confcommercio) per invitare i lettori ad andare in libreria il prima possibile, senza attendere le code di Natale.

I libri sono beni essenziali e le librerie restano aperte anche nelle zone rosse.

«Nella situazione di incertezza che ci circonda invitiamo gli italiani a non aspettare l’ultimo momento. Novembre è il nuovo dicembre, per usare lo slogan di una felice campagna dei librai americani, ripresa anche nel Regno Unito e in Olanda – sottolineano insieme il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi e quello dell’Associazione Librai Italiani (ALI), Paolo Ambrosini -.

L’invito non deve farvi abbassare la guardia, sempre è raccomandato l’uso delle mascherine, del distanziamento e del gel igenizzante. Dove è possibile informarsi se le librerie fanno servizio a domicilio consegnandovi a casa i libri ordinati. Se anche ognuno di noi comprasse anche un solo libro nella libreria più vicina a casa sua, consentiremo a queste attività di sopravvivere e continuare a svolgere il loro ruolo essenziale per la comunità dei lettori.

I libri sono una medicina per l’anima altrettanto importante delle medicine per il corpo.

Se volete poi continuare a comprare i vostri libri sugli store online come Libreria Universitaria o Amazon nessuno ve lo vieta, ma perchè la filiera non si interrompa sono vitali anche i piccoli librai innestati nel territorio.

Io ho già in mente il libro che comprerò e anche la libreria dove farlo. Arriviamo preparati al Natale, sempre secondo le nostre possibilità, regaliamo libri quest’anno, con circa 20,00 Euro trasmettiamo il nostro affetto e la nostra amicizia e nello stesso tempo non graviamo troppo sul salvadanaio.

:: Esce oggi su Amazon “Delitto a bordo del Giava” di Shanmei

18 giugno 2020

In piena Belle Époque, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Se vi è piaciuto “Un gioco di pazienza” ritroverete il tenente Bianchi questa volta in viaggio verso la Cina sul piroscafo Giava.

Un giallo vintage ricco di misteri e di pericoli, in cui nulla è come sembra.

giava

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Napoli, 1900

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato per sedare la rivolta dei Boxer, è finalmente a bordo del piroscafo Giava alla volta della Cina. Il viaggio però non si preannuncia affatto tranquillo: sabotaggi, tempeste, epidemie e… un delitto. Nel locale caldaie viene infatti trovato il corpo senza vita di un clandestino di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Chi è? Cosa ci faceva a bordo? E soprattutto c’è un assassino tra i componenti dell’equipaggio? Magari intenzionato a uccidere ancora? Al tenente Bianchi, aiutato dal tenente medico Maurizio Valente e dal sergente marchigiano Vincenzo Bertelli, verrà dato l’incarico di indagare sul delitto ma ben presto l’indagine si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza perché sarà chiaro che qualcuno non vuole assolutamente che il Giava arrivi in Cina.

Disponibile online in digitale su Unlimited o al costo di 4,99 Euro e in cartaceo a quello di 9,99 Euro.

Partecipa a Amazon Storyteller 2020.

Caccia ai mostri, Cee Neudert, (Gallucci 2020) A cura di Viviana Filippini

14 giugno 2020
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“Caccia ai mostri” di Cee Neurdert è un libro curioso e intrigante, perché è ideale per i bambini che vogliono leggere e allo stesso tempo giocare. “Caccia ai mostri” , pubblicato da Gallucci editore, è un libro gioco che si legge in modo inusuale e ben diverso da come siamo abituati a fare. Tra le sue pagine tanti enigmi, domande, giochi a cui trovare la soluzione per procedere in quella che, più che una lettura, è un vero e proprio coinvolgimento in un avvincente mondo narrativo a quiz. A guidare il lettore ci sono i simpatici e un po’ strampalati Tom e Macchia, ma anche strani mostriciattoli che compariranno durante l’esplorazione delle pagine del libro gioco, perché l’obiettivo del volume è quello di riuscire a risolvere tutti gli enigmi possibili e immaginabili per uscire dalle sue pagine. Il lavoro letterario della Neurdert è speciale, avventuroso, e seguendo le tracce di Tom e Macchia, non solo racconta a chi legge una storia, ma lo coinvolge in modo attivo, perché il narratore parla proprio al lettore (“Allora come le hai sfogliare le pagine? Con i piedi? Con il naso?…”)rendendolo parte fondamentale e integrante dell’andamento dello sviluppo narrativo di chi legge. A render simpatico e divertente il testo ci sono le immagini di Pascal Nöldner. Traduzione dal tedesco Angela Ricci. Dagli 8 anni in su.

Cee Neudert è nata a Eichstätt, in Baviera, nel 1976. Ha studiato letteratura e storia dell’arte e ha da sempre una grande passione per indovinelli ed enigmi. Conduce da anni una trasmissione radio per ragazzi ed è anche autrice di diversi libri illustrati per bambini.

Pascal Nöldner è un attore, un musicista, ma soprattutto un giovane illustratore di talento, che ha già al suo attivo moltissimi lavori, tra fumetti, libri per bambini e per ragazzi.

Source: inviato dall’editore al recensore.

:: Delitto a bordo del Giava disponibile in pre-ordine

11 giugno 2020

giavaNapoli, 1900.

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato per sedare la rivolta dei Boxer, è finalmente a bordo del piroscafo Giava alla volta della Cina. Il viaggio però non si preannuncia affatto tranquillo: sabotaggi, tempeste, epidemie e… un delitto. Nel locale caldaie viene infatti trovato il corpo senza vita di un clandestino di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Chi è? Cosa ci faceva a bordo? E soprattutto c’è un assassino tra i componenti dell’equipaggio? Magari intenzionato a uccidere ancora? Al tenente Bianchi, aiutato dal tenente medico Maurizio Valente e dal sergente marchigiano Vincenzo Bertelli, verrà dato l’incarico di indagare sul delitto ma ben presto l’indagine si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza perché sarà chiaro che qualcuno non vuole assolutamente che il Giava arrivi in Cina.

In piena Belle Époque, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Delitto a bordo del Giava” narra il viaggio sulla nave che porterà il tenente Bianchi in Cina, e la sua prima vera indagine precedente a quella narrata ne “Un gioco di pazienza“.

Prima novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, intrighi, giochi di spie, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Data di pubblicazione il 18 giugno, già in pre-ordine a un costo scontato a questo link.

Shanmei è nata a Milano alla fine degli anni ’60. Dopo la Laurea, e una tesi di ricerca in Storia Moderna e Contemporanea dell’Asia presso l’Università degli Studi di Torino, le sue ricerche si sono focalizzate sulla Cina dei Boxer e sulla condizione della donna in epoca Qing,
Dal 2007 dirige il blog letterario Liberi di scrivere e si occupa di editoria recensendo libri e intervistando scrittori italiani e stranieri.
Negli anni ha scritto decine di novellette, romanzi e moltissimi racconti (specialmente flash fiction) ancora inediti e alcuni in via di traduzione. È appassionata per lo più di hardboiled vintage anni ’50 e ha parlato nei suoi romanzi e racconti anche di pirati, di principesse russe, di piloti di cargo interstellari, di soldati di ventura, di ballerine del Moulin Rouge, di antichi romani.
Dal 2015 si autopubblica su Amazon e ha seguito un’altra sua passione, l’amore per l’ Oriente iniziando una serie di racconti autoconclusivi di genere sia wuxia che xianxia e xuanhuan, e una serie di mystery storici,  sempre ambientati in Cina tra il 1900 e il 1905, con protagonista un militare italiano che si improvvisa detective.

:: JAMES JOYCE, “Ulisse”, in una nuova traduzione di Mario Biondi

4 giugno 2020

12Esce oggi 4 giugno, nella collana Oceani di La Nave di Teseo, una nuova monumentale traduzione a cura di Mario Biondi, ricca di note esplicative nel testo (non in un libro a parte), di uno dei libri più complessi e interessanti della letteratura mondiale, un capolavoro assoluto che da quando è uscito nel 1922 fa discutere e affascina.

L’Ulisse di Joyce è più di un libro, è un tempio profano che celebra la modernità e lo spirito che animò il Novecento. Dopo la traduzione del fiorentino Giulio de Angelis, da me amatissima, che uscì nel 1960, molto letteraria e forse “infedele” ma capace di farne un vero page turner, esistono le traduzioni  di Enrico Terrinoni (con Carlo Bigazzi) uscita per i tipi di Newton Compton nel 2012, e quella di Gianni Celati, apparsa nel 2013 per Einaudi.

Più un’altra “maledetta” se vogliamo dire di Bona Flecchia che uscì nel 1995 per la Shakespeare and Company, ma venne ritirata quasi subito dal mercato per questioni legali di diritto d’autore e ben pochi hanno potuto leggere.

Questa nuova traduzione integrale di Biondi, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics, viene dunque ad arricchire quell’apparato interpretativo che ha fatto luce su quell’iceberg di giochi di parole, doppi sensi, allusioni, che è il testo joyciano. Una meraviglia per ogni amante dei libri e del senso recondito delle cose. Un libro che non manca mai di stupire e a volte sconcertare per la densità e l’inventiva del testo, per l’apparato stilistico, per l’originalità.

Grazie a Luigi Scaffidi, responsabile Ufficio Stampa de La nave di Teseo avrò modo di visionarne una copia, che mi permetterà di fare un’analisi comparativa, non certo di merito, con le altre traduzioni da me lette. Conosco il testo, quasi posso rivedere con gli occhi della mente le varie peripezie e i vagabondaggi per Dublino del nostro Leopold Bloom, e con curiosità mi avvicinerò a questa nuova “visione”.

Sì, festeggeremo il Bloomsday, il 16 giugno, con un nuovo spirito quest’anno. Buona lettura!

JAMES JOYCE (1882–1941) è uno dei più celebrati scrittori irlandesi. Nato a Dublino, lascia l’Irlanda nel 1904, dopo gli studi universitari, per insegnare prima a Pola e poi a Trieste, allora parte dell’Impero austroungarico. Nel 1914 pubblica il romanzo Ritratto dell’artista da giovane, a puntate su rivista, e la raccolta di racconti Gente di Dublino. Dopo aver trascorso gli anni del primo conflitto mondiale a Zurigo, su invito di Ezra Pound raggiunge Parigi dove resterà vent’anni. Qui pubblica nel 1922 il grande romanzo a cui pensava da quindici anni, Ulisse, seguito nel 1939 da Finnegans Wake. Rifugiato in Svizzera allo scoppio della seconda guerra mondiale, Joyce muore a Zurigo il 13 gennaio 1941.

MARIO BIONDI, scrittore, poeta, critico letterario, narratore di viaggio e traduttore, ha pubblicato ventuno libri e con il romanzo Gli occhi di una donna ha vinto il premio Campiello nel 1985. Si è sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana di cui è stato recensore per diversi quotidiani e riviste come “l’Unità”, il “Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “L’Europeo” e altri. Oltre a James Joyce, ha tradotto numerosi autori di lingua inglese, tra cui Bernard Malamud, John Updike, Edith Wharton, Anne Tyler, Irvine Welsh e i premi Nobel Isaac B. Singer, William Golding e Wole Soyinka.

:: Il Principe Felice e altri racconti e Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde traduzione di Isabella Nanni

30 maggio 2020

1Il Principe Felice e altri racconti (titolo originale “The Happy Prince and Other Tales”) è una raccolta di cinque fiabe che Oscar Wilde aveva scritto per i propri figli: Il Principe Felice, L’Usignolo e la Rosa, Il Gigante Egoista, L’Amico Devoto, Il Razzo Eccezionale. Pubblicate per la prima volta in un’unica antologia nel 1888, le fiabe di Wilde tratteggiano con semplicità un mondo fantastico in cui l’autore fa parlare statue e animali, oggetti e persone, per dipingere le varie sfaccettature della natura umana commuovendoci con immagini che restano nel cuore.

Il Fantasma di Canterville (titolo originale “The Canterville Ghost”) è un’opera giovanile di Wilde che fu pubblicata per la prima volta nel 1887. La novella è incentrata sulle peripezie del fantasma del nobile Sir Simon de Canterville che per la prima volta nella sua pluricentenaria carriera di spettro inglese non riesce a spaventare la famiglia di strampalati Americani che gli ha occupato il castello ancestrale. Lo spassoso scontro tra antico e moderno, tra Vecchia Inghilterra e Nuovo Mondo viene raccontato con leggerezza e ironia, fino all’inaspettato finale.

Il ricavato delle vendite di questa nuova traduzione verrà donato ai canili e gattili che hanno accolto gli animali rimasti orfani dei loro padroni vittime dell’epidemia di Coronavirus.

Disponibile su Amazon con belle illustrazioni d’epoca, approfittatene entro oggi ancora a un prezzo promozionale di 0,99 Cent qui.