:: Favole per bambini molto stanchi, Dente (Bompiani, 2015) a cura di Federica Guglietta

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kkAvviso ai gentili lettori di Liberi di Scrivere:

chi vi scrive cercherà di essere il più possibile breve e concisa.

Bene. Già vi vedo con gli occhi sgranati come a dire: “Per quale motivo? Recensisci libri, dovresti argomentare.” – critica giustissima, avete ragione, ma qui ci sono dei bambini molto (molto) stanchi che avrebbero bisogno delle loro favole preferite per riuscire ad addormentarsi. No, non solo per prendere sonno, sopratutto per prendere coscienza del Mondo che li circonda.
Bambini: piccoli, grandi, di ieri, di oggi, di domani. Chissà. Sicuramente molto stanchi.

Sono loro i primi interlocutori a cui si riferisce il cantautore emiliano Dente (Giuseppe Peveri) nel suo Favole per bambini molto stanchi, uscito lo scorso 4 giugno per Bompiani e con le splendide illustrazioni, quasi degli stati d’animo trasmessi a matita su un foglio bianco, nate dalla mano di Franco Matticchio.
mmDente non è un cantautore. Di più. Un ludolinguista, sa giocare e creare componendo musica. Un mago col cilindro da cui escono parole a volte dolci, a volte disilluse, di sicuro ironiche e sognanti. In un passato remoto, sarà stato sicuramente un aedo, nella Grecia omerica, o un cantastorie, trovatore, menestrello o come vogliamo definirlo, in tempi più (o meno) recenti.

Capacissimo di cimentarsi con le parole in musica, ha deciso di ribaltare il concetto di favola. Come? Ribaltando il concetto di favola e scrivendo, come fossero tante isole nere su un mare di carta bianca, storie che somigliano a filastrocche (non sempre in rima). Queste favole per i bambini stanchi non hanno regole, spesso non hanno neanche una fine. Sono del tutto immaginarie, al punto da tralasciare logica e morale.
Più di duecento pagine di storie per niente noiose e nemmeno difficili alla lettura. Favole d’amore, con il finale a sorpresa, buone,storiche etc etc che, come avrete intuito, tutto hanno, fuorché una morale. Girano intorno ad un nonsense chiaramente ricercato. Non rispettano la punteggiatura. Possono essere corte o più lunghe. Tristi o felici.

Unica costante la parola fine seguita dal punto fermo e il titolo in apertura. Anzi. Il titolo c’è di certo, la fine non è detto che ci sia.

Un universo aperto, parallelo al nostro. Un Mondo in cui odio, amore, quotidianità, sfiducia, felicità, uomini (verosimili, ma anche un po’ fuori dal comune) e animali si incontrano in un vorticoso giro di valzer dal ritmo scanzonato che solo una chitarra classica in versione acustica può avere.

Dente, classe 1976, cantautore, è nato a Fidenza in provincia di Parma. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Dente non è il nome d’arte di Giuseppe Peveri, piuttosto un soprannome datogli da uno zio. Prima di intraprendere la carriera da solista con il suo primo album Anice in bocca (Jestrai, 2006) è stato chitarrista nei Quic. Seguiranno Non c’è due senza te (Jestrai, 2007), L’amore non è bello (Ghost Records/Venus, 2009), Io tra di noi (Ghost Records/Venus, 2011) e Almanacco del giorno prima (RCA/Sony Music, 2014), suo ultimo lavoro musicale. Famoso per la sia abilità di saper giocare con le parole, Favole per bambini molto stanchi (Bompiani, 2015) è il suo primo libro.  (www.amodente.com)

© illustrazioni Franco Matticchio/Bompiani Editore

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Una Risposta to “:: Favole per bambini molto stanchi, Dente (Bompiani, 2015) a cura di Federica Guglietta”

  1. federicaghiasophia Says:

    L’ha ribloggato su Lo scatolone di Aghia Sophia – recensioni e bla bla bla – .

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