Archive for the ‘Comunicazioni’ Category

:: PROCLAMAZIONE DEI FINALISTI DELLA XXI EDIZIONE – PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2022

22 giugno 2022

Roger ABRAVANELAristocrazia 2.0. Una nuova élite per salvare l’Italia (Solferino)

Marco ARMIEROL’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale (Einaudi)

Claudia BIANCHIHate speech. Il lato oscuro del linguaggio (Laterza)

Fabio DEOTTOL’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia (Bompiani)

Angelo MASTRANDREAL’ultimo miglio. Viaggio nel mondo della logistica e dell’e-commerce in Italia tra Amazon, rider, portacontainer, magazzinieri e criminalità organizzata (Manni)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Paolo BARATTA

Il Giardino e l’Arsenale. Una storia della Biennale (Marsilio)

La Giuria, presieduta dallo scrittore Pier Francesco Gasparetto, è composta da: Claudio Bermond (docente universitario), Paola Borgna (docente universitaria), Ida Bozzi (giornalista) Paolo Bricco (giornalista e saggista), Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica), Sergio Pent (scrittore), Alberto Sinigaglia (giornalista) e Tiziano Toracca (docente universitario) ha inoltre assegnato un Premio Speciale a: Paolo Baratta per Il Giardino e l’Arsenale. Una storia della Biennale (Marsilio).

:: Referendum Giustizia: il 12 giugno gli italiani al voto

21 Maggio 2022

Pochi italiani, poco più della metà, sanno che il 12 giugno si andrà alle urne per il Referendum Giustizia promosso da Lega e Radicali. Lungi da me orientare nè tanto meno condizionare il voto, ma dato che se mi estrarranno farò da scrutatore mi sembra giusto informare chi eventualmente fosse interessato a esprimere un parere su cosa si vota. Invito naturalmente ad approfondire la questione su altri siti dedicati, e sebbene le proiezioni danno quasi per certo il non raggiungimento del quorum (che rende la votazione valida) mi permetto di sottolineare l’importanza di questa votazione nel caso invece il quorum fosse raggiunto. Se siete contrari mettete no a tutti i quesiti, ma votate, è un dovere civico, ed è un diritto democratico.

Ecco i quesiti referendari, con spiegato, in modo molto essenziale, cosa capiterà se vincono i :

«Volete voi che sia abrogata la Legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, né possono candidarsi a loro volta”?».

Con il sì, si tornerebbe alla legge originale del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del CSM presentando semplicemente la propria candidatura.

«Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?».

Con il sì viene riconosciuto anche ai membri “laici”, cioè avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

«Volete voi che siano abrogati: l’ “Ordinamento giudiziario” approvato con Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12, risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 192, comma 6, limitatamente alle parole: “, salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del consiglio superiore della magistratura”; la Legge 4 gennaio 1963, n. 1 (Disposizioni per l’aumento degli organici della Magistratura e per le promozioni), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 18, comma 3: “La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se è idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre”; il Decreto Legislativo 30 gennaio 2006, n. 26 (Istituzione della Scuola superiore della magistratura, nonché’ disposizioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 23, comma 1, limitatamente alle parole: “nonché’ per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa”; il Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160 (Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché’ in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 11, comma 2, limitatamente alle parole: “riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti”; art. 13, riguardo alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: “e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa”; art. 13, comma 1, limitatamente alle parole: “il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti,”; art. 13, comma 3: “3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non è consentito all’interno dello stesso distretto, né all’interno di altri distretti della stessa regione, ne’ con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall’interessato, per non più di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario. Per tale giudizio di idoneità il consiglio giudiziario deve acquisire le osservazioni del presidente della corte di appello o del procuratore generale presso la medesima corte a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti o requirenti. Il presidente della corte di appello o il procuratore generale presso la stessa corte, oltre agli elementi forniti dal capo dell’ufficio, possono acquisire anche le osservazioni del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati e devono indicare gli elementi di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione di idoneità. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di legittimità alle funzioni requirenti di legittimità, e viceversa, le disposizioni del secondo e terzo periodo si applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, nonché’ sostituendo al presidente della corte d’appello e al procuratore generale presso la medesima, rispettivamente, il primo presidente della Corte di cassazione e il procuratore generale presso la medesima.”; art. 13, comma 4: “4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma 3, il solo divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, all’interno dello stesso distretto, all’interno di altri distretti della stessa regione e con riferimento al capoluogo del distretto di corte d’appello determinato ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni, non si applica nel caso in cui il magistrato che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia svolto negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente civili o del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato chieda il passaggio da funzioni requirenti a funzioni giudicanti civili o del lavoro in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, ove vi siano posti vacanti, in una sezione che tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura civile o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. Nel secondo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura penale o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. In tutti i predetti casi il tramutamento di funzioni può realizzarsi soltanto in un diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto a quelli di provenienza. Il tramutamento di secondo grado può avvenire soltanto in un diverso distretto rispetto a quello di provenienza. La destinazione alle funzioni giudicanti civili o del lavoro del magistrato che abbia esercitato funzioni requirenti deve essere espressamente indicata nella vacanza pubblicata dal Consiglio superiore della magistratura e nel relativo provvedimento di trasferimento.”; art. 13, comma 5: “5. Per il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, l’anzianità di servizio è valutata unitamente alle attitudini specifiche desunte dalle valutazioni di professionalità periodiche.”; art. 13, comma 6: “6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per il conferimento delle funzioni di legittimità di cui all’articolo 10, commi 15 e 16, nonché, limitatamente a quelle relative alla sede di destinazione, anche per le funzioni di legittimità di cui ai commi 6 e 14 dello stesso articolo 10, che comportino il mutamento da giudicante a requirente e viceversa.”; il Decreto-Legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni nella legge 22 febbraio 2010, n. 24 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “Il trasferimento d’ufficio dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma può essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto dall’articolo 13, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160.”?».

Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale.

«Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché’ per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?».

Resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato”.

«Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190)?».

Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici.

:: La Straniera di Shanmei – una storia romantica e avventurosa nella Russia di primo Ottocento

15 aprile 2022

Russia, primi dell’Ottocento. Eva Kowalska, nobile contessa polacca, sebbene da alcuni anni sia giunta a San Pietroburgo e abbia sposato il principe russo Dubreskj, è da tutta l’alta società ancora conosciuta come la Straniera, epiteto che l’accompagna ovunque non essendo ancora stata accettata né dalla famiglia del marito e né dai loro amici. La sua solitudine peggiora quando il marito, avendo partecipato ai moti decabristi del dicembre 1825, viene mandato ai lavori forzati in Siberia. Per ottenere dallo Zar la grazia la coraggiosa principessa Dubreskaja è pronta a tutto, fino a chiedere l’aiuto al temuto capo della Terza Sezione della Cancelleria Imperiale, la terribile e oscura polizia politica fondata tre secoli prima da Ivan il terribile con il compito di scovare, sventare e soffocare i reati politici. Ma il destino ha in serbo una dura prova per la bellissima Eva: riuscirà a rimanere fedele all’amato marito e soprattutto a salvarlo, o cadrà nelle spire dell’affascinante e tenebroso Andrej Volkov capo della Terza Sezione della Cancelleria Imperiale?

Una storia romantica e avventurosa nella Russia di primo Ottocento.

Prologo:

Nel dicembre del 1825 a San Pietroburgo un gruppo di aristocratici e di ufficiali della guardia imperiale tentò di imporre, in un impero retto ancora da un regime feudale come la Grande Madre Russia, una costituzione liberale. Riunitisi nella piazza del Senato i decabristi vennero decimati dai cannoni del futuro zar Nicola I°.

Fu una strage senza precedenti; ai pochi sopravvissuti non toccò una sorte migliore. Vennero gettati feriti, e sanguinanti nelle buie e terribili celle della fortezza di San Pietro e Paolo per poi essere per la maggior parte giustiziati o deportati in Siberia. Per quest’ultimi si profilò un unico miraggio di salvezza: la grazia imperiale dello Zar, ma ben pochi la ottennero.

Conseguenza principale di questa rivolta fu la convinzione che si rafforzò nello Zar che per tutelare la sua sicurezza fosse necessario ripristinare la terribile e oscura polizia politica fondata tre secoli prima da Ivan il terribile con il compito di scovare, sventare e soffocare i reati politici.

Il compito fu assunto dalla Terza Sezione della Cancelleria Imperiale la quale, al di fuori e al di sopra della legge, nei confronti dei crimini politici aveva infatti assoluta libertà di movimento, doveva tutelare la sicurezza dello Stato, avendo a disposizione una vasta rete di informatori e parecchie migliaia di uomini che indossavano una tunica blu e dei guanti bianchi.

Le carceri e le camere di tortura tornarono ad essere una minaccia costante per ogni genere di persona: bastava infatti che si osasse fare dell’ironia contro lo Zar, per venire subito imprigionati. La Terza Sezione si distinse dalle precedenti per agire costantemente nell’ombra e nella segretezza. La gente spariva nella notte prelevata dalle loro abitazioni e poi veniva ritrovata sui cigli delle strade anche mesi dopo. Capo della sezione fu il generale Pavel Karaghin ma chi sorvegliava l’operato della Terza Sezione e riferiva direttamente allo Zar era un uomo che tutti in Russia avevano imparato a temere e odiare tanto da non avere nemmeno il coraggio di pronunciarne il nome.

Stop War

26 febbraio 2022

:: L’editoria italiana chiude il 2021 in forte crescita: +16%

29 gennaio 2022

Ottime notizie sullo stato di salute dell’editoria italiana che chiude il 2021 con un netto aumento del ben +16%, con 1,701 miliardi di euro di vendite a prezzo di copertina, per 115,6 milioni di copie (ben 18 milioni in più del 2020). Sono i dati di mercato più che confortanti, realizzati in collaborazione con Nielsen Book, che Ricardo Franco Levi, il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), ha presentato intervenendo alla giornata conclusiva del XXXIX Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri.

Sembra dunque che le librerie siano luoghi sempre più frequentati in questi anni di pandemia, oltre al fatto che hanno anche inciso le politiche di sostegno pubblico messe in atto da governo e parlamento, in attesa di una legge di sistema promessa. Soprattutto i giovani sembra abbiano ripreso ad amare i libri grazie al tam tam sui social, in cui ragazzi sempre più giovani parlano di libri e invitano i loro coetanei a leggerli. Insomma leggere libri è uno dei più grandi piaceri della vita e anche i numeri sembrano darci ragione.

Sempre Levi dice: “Numeri molto buoni anche rispetto alle performance degli altri paesi in Europa, ma il futuro non è privo di incognite. In positivo, la conferma delle misure pubbliche di sostegno e l’attesa per la nuova legge di sistema per il libro. Ma c’è l’emergenza della carta, per prezzi e disponibilità, e permane il pesante impatto della pirateria. Inoltre alcuni settori, come l’editoria d’arte e di turismo, soffrono ancora molto gli effetti della pandemia”.

Insomma ci sono ancora alcune criticità ma il trend fa sperare bene anche per l’anno in corso.

L’editoria italiana si conferma la sesta nel mondo dietro solo a Usa, Cina, Germania, UK e Francia, e ben la quarta in Europa. La crescita del 16% del mercato italiano è seconda in Europa, davanti a Germania e Regno Unito, e dietro solo a Francia e Spagna.

Cresce la produzione del 22,9%, scendono solo gli ebook di poco del 5,6%. Grandi soddisfazioni anche dagli audiolibri che passano a 24 milioni di euro, in crescita del 37%.

Un’altra notizia interessante per i lettori cala il prezzo medio dei libri venduti.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell’AIE: qui.

:: Ritornano in edicola I Primi Maestri del Fantastico a cura di Emilio Patavini

13 gennaio 2022

A distanza di un anno ritorna in edicola la collana I Primi Maestri del Fantastico edita da RBA, di cui vi avevamo parlato qui: il 4 gennaio è uscito infatti il primo volume, La macchina del tempo di H.G. Wells. La collana si compone di 70 volumi in edizioni vintage da collezione ispirate al modernismo, all’Art Déco e all’Arts & Crafts; le copertine, i caratteri tipografici, i frontespizi e le decorazioni si rifanno alle prime edizioni e contengono le illustrazioni di Harry Clarke, H. Alvim Corrêa, Harry Rountree e Nino Carbe.

Dando un’occhiata al piano dell’opera si intravedono tanti classici della letteratura fantastica scritti tra Otto e Novecento; opere di creatori di mondi e pionieri del fantastico spesso difficili da reperire. Potrete trovare opere fantascientifiche meno note, come Eva futura di Auguste Villiers De L’Isle-Adam e Un’odissea marziana di S.G. Weinbaum; i maestri dell’orrore, da Edgar Allan Poe a H.P. Lovecraft, passando per Il grande dio Pan di Arthur Machen e Carmilla di Sheridan Le Fanu. Non mancano le opere di Mary Shelley e Bram Stoker e i racconti del mistero di Robert Louis Stevenson, Guy de Maupassant, E.T.A. Hoffmann, Robert W. Chambers e Ambrose Bierce. Altre uscite comprendono distopie (come Il tallone di ferro e La peste scarlatta di Jack London e Noi di Evgenij Ivanovič Zamjatin), capolavori della letteratura gotica (come Il Golem e Il domenicano bianco di Gustav Meyrink, Il monaco di Matthew G. Lewis, L’italiano di Ann Radcliffe, Il giro di vite di Henry James e Melmoth, l’uomo errante di Charles Robert Maturin, prozio di Oscar Wilde, settima uscita con il suo Il ritratto di Dorian Gray), opere satiriche (come La guerra delle salamandre di Karel Čapek, l’inventore della parola robot, L’isola dei pinguini di Anatole France e Un americano del Connecticut alla corte di re Artù di Mark Twain). Potrete scoprire i mondi perduti immaginati da H. Rider Haggard in Lei, la donna eterna e da Arthur Conan Doyle ne Il mondo perduto, sbarcare sulla Luna con H.G. Wells e Jules Verne, padri fondatori dello scientific romance, o se invece preferite il planetary romance, potrete andare su Marte con il ciclo di Barsoom (La principessa di Marte, Gli dei di Marte, Il signore della guerra di Marte, Thuvia, la fanciulla di Marte), scritto da Edgar Rice Burroughs, l’autore di Tarzan.

La seconda uscita, Frankenstein di Mary Shelley, sarà in edicola dal 18 gennaio.

:: In uscita dal 7 gennaio “Annientare” di Michel Houellebecq trad. Milena Zemira Ciccimarra

30 dicembre 2021

Avremmo avuto bisogno di meravigliose menzogne.

Bruno Juge è un politico di lungo corso, ministro dell’Economia e uno degli uomini più potenti della scena politica francese che si avvia alle prossime elezioni presidenziali. Ma è anche un uomo solo. Sua moglie lo ha tradito ed esposto a uno scandalo pubblico.
Paul Raison è uno dei più stretti consiglieri di Bruno, solo come lui, separato in casa nell’indifferenza della moglie Prudence, fervente ecologista e vegana.
Quando un attacco informatico diffonde in rete una serie di violenti video che colpiscono il governo e la stessa persona di Bruno Juge, Paul viene chiamato a collaborare alle indagini della Direzione generale per la sicurezza interna, che suo padre aveva diretto. Mentre difende il paese da pericolosi terroristi digitali, Paul deve affrontare anche i nodi irrisolti della sua famiglia: la fragilità dell’anziano padre, che è disposto a proteggere fino in fondo, il rapporto intenso con la sorella Cécile, contraria a ogni forma di edonismo, la distanza dal fratello minore Aurélien, un artistoide un po’ spiantato. In questa ricerca, a sorpresa, ritrova in Prudence, oltre l’apparente freddezza e distanza, un mondo segreto che ha resistito a tutto.

Michel Houellebecq torna a raccontare il nostro tempo con un romanzo impetuoso e fluviale, ancorandoci alla storia di un uomo, Paul Raison, che, di fronte a una minaccia più grande di lui, tenta di ricomporre i pezzi disallineati della propria vita, e si trova a guardare a Prudence, un amore perduto eppure in qualche modo presente, come all’unica isola protetta di una civiltà in pericolo. Dando vita a una storia d’amore fra le più belle e tormentate della sua letteratura.

MICHEL HOUELLEBECQ, romanziere, poeta e saggista francese, ha pubblicato i romanzi Le particelle elementari (1999, nuova edizione La nave di Teseo 2021), Estensione del dominio della lotta (2000, nuova edizione La nave di Teseo 2019), Piattaforma (2001, nuova edizione La nave di Teseo 2019), Lanzarote (2002, nuova edizione La nave di Teseo 2019), La possibilità di un’isola (2005), divenuto un film con la regia dell’autore nel 2008, La carta e il territorio (2010), con cui ha vinto il premio Goncourt nello stesso anno, Sottomissione (2015), Serotonina (La nave di Teseo 2019); le raccolte poetiche Il senso della lotta (2000), Configurazioni dell’ultima riva (2015), La vita è rara. Tutte le poesie (2016); i saggi H. P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita (2001), La ricerca della felicità (2008), In presenza di Schopenhauer (La nave di Teseo 2017), il libro scritto con Bernard-Henri Lévy, Nemici pubblici (2009), e Cahier (La nave di Teseo 2019).

:: A novembre – Segretissimo Extra 21: Stefano Di Marino, “Killer Elite. Bersaglio di notte”

30 ottobre 2021

Max Costello, metà filippino e metà italiano, è un apolide nello spirito prima che sui documenti.

Il tipo d’uomo che nessuno può avvicinare più di tanto, pena la promessa che, implacabile, la punizione prima o poi arriverà, improvvisa e ineludibile, proprio come non si può evitare l’arrivo della Mezzanotte, di cui porta il nome.

Max ha alle spalle vent’anni di carriera come Eliminatore dell’Aquila; un complotto ha spaccato in due la potente organizzazione criminale per cui lavorava; e la rabbia per la morte della sua Mediatrice, Orchidea, rimasta uccisa in circostanze mai del tutto chiarite .

L’unica traccia nelle mani di Costello per cercare di gettar luce sugli eventi che hanno ribaltato la sua vita è quella fornita dal Faccendiere Geronimo Greco, aka il Liutaio.

Questa pista lo porta in volo prima in Thailandia, poi in un Myanmar dilaniato dalla guerra civile, e ancora a Istanbul,dove Iris, la sua nuova Mediatrice, controlla un grosso gruppo commerciale legato all’Aquila.

In un gioco di pedine dove gli amici diventano nemici, Max Costello unirà le forze con Patrizia Manni, la poliziotta dell’Interpol che gli dà la caccia da anni. Per contro, dalla parte opposta delle scacchiera si schiererà l’Angelo, anima nera dell’organizzazione, e una squadra di letali pedoni armati fino ai denti.

:: Premio Stefano Di Marino 2022 – prima edizione

18 ottobre 2021

Segretissimo Mondadori bandisce il premio Stefano Di Marino, edizione 2022, per il miglior racconto italiano inedito di spy story.

Caratteristiche del premio:

1. Il premio è aperto a tutti.

2. Sono ammesse solo opere in lingua italiana, inedite, mai pubblicate neanche parzialmente (nemmeno sul web), di lunghezza compresa fra le 10 e le 30 cartelle dattiloscritte (di 2.000 battute ciascuna, spazi vuoti compresi).

3. Si può partecipare con un solo elaborato.

4. I racconti dovranno essere inviati via mail all’indirizzo segretissimo@mondadori.it entro e non oltre il 15 gennaio 2022.

5. Le opere dovranno essere corredate di titolo, nome dell’autore, numero di telefono e indirizzo e-mail.

6. Sarà cura della redazione comunicare a tutti i partecipanti, esclusivamente via e-mail, i nomi dei finalisti al Premio, che saranno anche pubblicati sul blog di Segretissimo Mondadori http://www.segretissimomondadori.it

7. Non verranno forniti giudizi, commenti o ulteriori informazioni sulle opere in concorso.

8. Una giuria composta da scrittori ed editor professionisti esaminerà i racconti finalisti e deciderà, a suo insindacabile giudizio, il vincitore assoluto.

9. Il racconto vincitore verrà pubblicato su un fascicolo di Segretissimo, in appendice al romanzo vincitore del premio Altieri per il miglior romanzo inedito di spy story.

Scarica il bando.

:: Ad Abdulrazak Gurnah il Premio Nobel per la Letteratura 2021

7 ottobre 2021

:: La sinagoga degli zingari di Ben Pastor (Sellerio 2021) esce oggi 21 ottobre

26 settembre 2021

Ecco in anteprima la copertina:

In anticipo, era prevista l’uscita il 31 ottobre, esce oggi La sinagoga degli zingari di Ben Pastor per i tipi della Sellerio, Martin Bora nell’inferno dell’assedio di Stalingrado. Ecco a voi la trama dal sito Sellerio:

Agosto 1942-marzo 1943. Martin von Bora, uomo tormentato e diviso, ufficiale tedesco dominato da un senso dell’onore che lo imprigiona, è sul fronte di Stalingrado. Riceve l’ordine dal comandante supremo, generale Paulus, di indagare, in quanto agente esperto del controspionaggio, sulla scomparsa nella steppa (incidente, assassinio?) dei coniugi romeni Nicolae Tincu e Bianca Costin, venuti in visita privata al quartier generale delle forze tedesche. L’ordine è strano sotto tutti i punti di vista, in un momento come quello; e i so-spetti si infittiscono presto, quando scopre che i due romeni sono tutt’altro che ospiti banali, ma importanti scienziati che hanno collaborato con Enrico Fermi ed Ettore Majorana. L’indagine si trascina per mesi, nel caos infernale dell’assedio. Bora trova l’aiuto, e forse la vicinanza umana, di un maggiore italiano, Amerigo Galvani, con il quale intravede nel delitto una complicata catena che lega e confonde guerra, interessi privati, spionaggio di alleati e di nemici. Ma tutto affoga in un teatro di ferocia che a Martin appare ogni giorno che passa più catastrofico e rivelatore. E lascia in lui, molto più che una delusione, un senso di nulla.
Le tante avventure del detective dell’Abwehr Martin von Bora, un aristocratico spirito d’artista chiuso dentro la divisa della Wehrmacht, un uomo giusto costretto da un perverso giuramento di fedeltà, corrono dalla Guerra di Spagna alla fine della Resistenza, e spaziano dall’Aragona all’Unione Sovietica. Romanzo dopo romanzo, vanno narrando, in chiave poliziesca, con un’esattezza che conosce gli umori dei comandanti così come le smorfie dei cecchini, la Seconda guerra mondiale, vissuta da un altro, estremamente solitario, punto di vista. Gialli con all’interno un lacerante quesito storico-morale.

Non capisco questo silenzio

28 agosto 2021

Mancano poche ore all’ultimatum dei Talebani che chiedono, entro il 31 agosto, che gli Occidentali lascino l’Afghanistan, dopo questa data cosa succederà resta una grande incognita. La grande paura è che l’Afghanistan si trasformi in una nuova Siria, o che la situazione sfugga ancora di più al controllo facendo sembrare i Talebani dei moderati. Noi sul nostro blog ci occupiamo di libri e scrittori per cui per non lasciare solo questo popolo continueremo a farlo con una rubrica dedicata alle scrittrici e agli scrittori Afghani e a tutti quei fenomeni sociali e comunitari legati alla cultura che potranno sopravvivere in quel paese. Spero che accoglierete favorevolmente questa iniziativa, valutando anche cosa fare di concreto per aiutare questa popolazione ricca di storia, bellezza e arte. “Non capisco questo silenzio” sarà il nome della rubrica ed è tratto dall’appello di Sahraa Karimi a non essere lasciati soli. E noi, nel limite del possibile, non lo faremo.