:: I misteri di Wayward Pines, Blake Crouch, (Sperling & Kupfer, 2014)

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I-misteri-di-Wayward-PinesI misteri di Wayward Pines (Pines, 2012) di Blake Crouch, pubblicato ad aprile in Italia da Sperling & Kupfer (in America da Thomas & Mercer) e tradotto da Stefano Di Marino, primo volume di una trilogia che negli Usa ha già visto dare alle stampe il secondo capitolo Wayward, (fonti attendibili mi dicono che Stefano Di Marino sia già alle prese con la traduzione) mentre è in fase di stesura il capitolo conclusivo The Last Town, era un caso già prima di poterlo leggere, come sempre accade quando la tv entra in gioco e registi come M. Night Shyamalan (alla ricerca di un riscatto dopo una parabola di carriera un po’ in salita) e attori come Matt Dillon sono della partita.
La serie Wayward Pines, che presto vedremo anche da noi, nata sulle orme e sulle suggestioni di Twin Peaks di Lynchiana memoria, (ho visto il trailer e dai toni scuri e apocalittici sembra proprio che prometta bene), non è difficile auspicare che diventerà un successo, e curiosa come sono non ho potuto non leggere il primo libro da cui è stata tratta.
Dunque che dire, piuttosto spiazzante il rivelamento del mistero, solo un po’ circonvoluto, ci ho messo un po’ per mettere tutti i tasselli al loro posto e capire cosa dannatamente fosse successo, non per mancanza di chiarezza da parte del testo, (ottima la traduzione asciutta ed efficace di Di Marino) ma proprio perché tra sbalzi temporali e situazioni al limite dell’assurdo (ebbene sì c’è una buona parte di fantascienza, che rende il testo ibrido, non solo un thriller insomma). Detto questo la parte iniziale è ricca di fascino e suggestioni, angosciante quanto basta da catapultare il lettore in un mondo distorto ma apparentemente perfetto, (pini e montagne all’orizzonte, bambini che giocano, adulti che organizzano barbecue) dove l’unico elemento di disturbo sembra proprio il nostro protagonista, Ethan Burke, agente dei servizi segreti di Seattle, in visita nella bucolica Wayward Pines, sulle tracce di due agenti federali scomparsi Kate Hewson e Bill Evans. Pretesto narrativo ottimo per dare il via a una storia che assume sempre più contorni surreali e distorti.
Wayward Pines è troppo perfetta per essere vera, e già questo mette un senso di inquietudine al lettore che segue le vicende di Ethan Burke con un certo sospetto. Prima di tutto una serie di interrogativi sempre più in contraddizione l’uno con l’altro si sviluppano man mano che si procede nella lettura. Ethan Burke, coinvolto in un incidente stradale si sveglia lungo un fiume, ferito, senza memoria, senza documenti e senza cellulare e ben presto si rende conto che contattare il mondo esterno diventa del tutto impossibile. Nel suo vagabondare per la città incontra uno sceriffo, (inquietante quanto basta) un’infermiera, Pam, decisamente minacciosa, (incontrata in un ospedale fatiscente e deserto, dove lui sembra l’unico paziente), e poi la barista Beverly, l’unica che si dimostra amica e alleata, nella ricerca di una via d’uscita da Wayward Pines, cittadina che nel frattempo si scopre essere circondata da una recinzione elettrificata.
Non riuscire a mettersi in contatto con i suoi superiori e con sua moglie Theresa e suo figlio Ben accresce il senso di irrealtà che pian piano si insinua nella vicenda, ma Ethan Burke è testardo, e soprattutto vuole tornare dalla sua famiglia. Ci riuscirà? Lo scoprirete nei capitoli finali e scoprirete molto altro. Una parabola ecologista? Un memento a una società che viaggia verso la distruzione? I misteri di Wayward Pines è anche questo. Buona lettura.

Il suo blog: http://www.blakecrouch.com/

Intervista a Blake Crouch: qui

Blake Crouch è nato nel 1978 nel North Carolina. In America è autore di successo e campione di vendite. I diritti di traduzione dei thriller di Wayward Pines sono stati venduti in 20 Paesi.

Una Risposta to “:: I misteri di Wayward Pines, Blake Crouch, (Sperling & Kupfer, 2014)”

  1. :: Un’ intervista con Blake Crouch | Liberi di scrivere Says:

    […] con il titolo I misteri di Wayward Pines e tradotto da Stefano Di Marino. Ho avuto la fortuna di recensirlo e mi è davvero piaciuto.  Cosa ti ha spinto a scriverlo? Qual è stato il punto di partenza nel […]

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