Posts Tagged ‘Gialli thriller noir’

:: I Maigret 13 di Georges Simenon (Adelphi 2018) a cura di Daniela Distefano

31 luglio 2018

I MAIGRET 13 - SimenonIl volume “I Maigret 13” (Adelphi) contiene i seguenti racconti di Simenon: “Maigret perde le staffe”, “Maigret e il fantasma”, “Maigret si difende”, “La pazienza di Maigret”, “Maigret e il caso Nahour”. Parliamo di una raccolta stupefacente per estro, inventiva, precisione psicologica. Dalle pagine del testo piuttosto corposo, emerge il lato sfaccettato del personaggio creato da Simenon: i suoi tentennamenti, del tutto umani, le sua fragilità, i suoi metodi di indagine singolari e vincenti:

Maigret non seguiva un piano prestabilito. Non aveva nessuna idea. Era un po’ come un cane da caccia che va avanti e indietro, annusando. E tutto sommato non gli dispiaceva ritrovare l’aria di quella Montmartre, un’aria che non respirava da anni. (..) La gente aveva la mania di interrogarlo sui suoi metodi. Alcuni sostenevano addirittura di saperli analizzare, e allora li guardava con una sorta di beffarda curiosità, visto che lui, il più delle volte, improvvisava, basandosi semplicemente sull’istinto.

Basta un dubbio, a volte, per smascherare la dietrologia di un caso anche contorto:

Era capitato altre volte, anzi parecchie volte, mai però in modo così preciso, così caratteristico. Tu avanzi in una certa direzione, con tanto più accanimento quanto meno sei sicuro di te o quanti meno elementi hai in mano. Poiché nulla ti impedisce, al momento opportuno, di fare dietrofront e prendere un’altra strada. Mandi gli ispettori a destra e a manca, hai l’impressione di non concludere nulla, poi scopri un piccolo elemento nuovo e cominci a procedere con cautela. Ed ecco che improvvisamente, quando meno te l’aspetti, l’inchiesta ti sfugge di mano, non sei più tu a dirigerla. Sono gli eventi a comandare costringendoti ad adottare misure che non avevi previsto, e che ti colgono impreparato. E così passi dei brutti quarti d’ora, continuando a chiederti se, fin dall’inizio, non hai preso la strada sbagliata e alla fine non ti ritroverai davanti al vuoto o, peggio ancora, di fronte a una realtà diversa da quella che avevi immaginato.

Forse il racconto più impressionante è quello in cui il celebre commissario deve difendersi da un’accusa infamante. Al suo fianco, però c’è sempre l’amata moglie che lo accudisce quando è a casa e lo protegge dai raggi del sottobosco criminale.

Non si chiamavano mai per nome, né con appellativi tipo “caro” o “tesoro”. A che scopo, visto che, in un certo senso, si sentivano un’unica persona?

Maigret non è una figura cartonata, ritagliata e appicciata nell’album delle certezze. Anche da ragazzo il futuro commissario viveva e respirava come un pesce che guarda, osserva il mondo da un oblò, quello di vetro e trasparente del suo mondo interiore.

Quando era in collegio, dalla finestra della sua classe il giovane Maigret guardava con nostalgia l’andirivieni di uomini e donne sul marciapiede, sentendosi come prigioniero. La brasserie era affollata: dopo tanti anni si stupiva ancora nel vedere tanta gente in giro nelle ore in cui altri faticavano in ufficio, in laboratorio, in fabbrica. Appena sbarcato a Parigi, poteva restare un intero pomeriggio in un caffè dei Grands Boulevards o del boulevard Saint-Michel a scrutare il brulichio della folla, a osservare le facce, sforzandosi di indovinare le preoccupazioni di ognuno.

Questo volume è una primizia che consiglio di assaporare con molto godimento, perché ci trasporta a Parigi gratis, ci occupa la mente nelle ore di canicola, perché Maigret appare come mai prima d’ora nel suo volto più sguinzagliato, perché Simenon ha lasciato qua e là tracce del suo terreno percorso e noi lo ringraziamo di cotanto riguardo, buone vacanze.

Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Benedetta Senin dell’Ufficio Stampa “Adelphi”.

:: 13 anni dopo di Kerry Wilkinson (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

30 luglio 2018
13 anni dopo

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Stoneridge, una piccola cittadina inglese dove di solito nulla accade. Dove tutti si conoscono e il diverso, l’insolito, vengono additati e marchiati a fuoco. A vita. Impossibile scappare da lì, ci si sente accerchiati anche se desiderosi di scoprire altro.
Olivia ritorna a casa, dopo tredici anni. Era scomparsa nel nulla a soli sei anni. Stava giocando in giardino, il padre era in casa e poi il nulla. Sparita. Rapita? Chi è il colpevole? Quante sono le mancanze o le sviste legate all’indagine che la riguarda? Chi ha delle responsabilità?
Da quel giorno solo sofferenza e dolore, alternati. La forza di voler scoprire la verità e lo struggimento di non poter piangere nemmeno su dei piccoli resti. Il vuoto, il silenzio. La ricomparsa di Olivia è un colpo al cuore, tutto viene rimesso in discussione. La madre alterna momenti di felicità ad altri di angoscia. Ha paura a riabbracciarla ma non vuole perderla di nuovo. Che fare?
Olivia Adams deve ricostruire ciò che ha perso, a partire da se stessa. Fatica a raccontare di sé, non sa da dove cominciare. O forse sì. La sua persona e la sua storia sono sulla bocca di tutti, la comunità è piccola ed è complicato andare in giro normalmente senza sentirsi osservati. C’è curiosità, ma anche il gusto macabro di scoprire i particolari di una vicenda che ha troppe ombre. C’è il desiderio di ritrovare le amicizie perdute e di ricomporre un puzzle al quale mancano alcuni pezzi importanti. Perché di giorno le cose assumono un aspetto prevedibile, di notte si trasformano in pericolose. Qualcuno osserva Olivia, è diffidente, è strano. Qualcuno la protegge, perché non vuole perderla. Qualcuno insinua dei dubbi e delle perplessità. Perché?
13 anni dopo è un thriller volta pagina, scritto su due piani temporali diversi ma strettamente collegati. Due storie in una che si intrecciano e portano ad un finale decisamente azzeccato. Due storie, dicevo, legate alla ricerca di sé, all’amore genitoriale e alle bugie. Perché non tutto può essere raccontato, anche se ha una motivazione precisa.
Buona la traduzione, seppur con qualche imprecisione. Da leggere.

Kerry Wilkinson è uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. 13 anni dopo è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Per saperne di più visitate il suo sito: kerrywilkinson.com

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Notturno metropolitano di Alessandro Bastasi (Fratelli Frilli Editori 2018) a cura di Nicola Vacca

30 luglio 2018
Notturno metropolitano

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Il commissario Davide Ferrazza è alle prese con un caso complicato. In una Milano notturna si consumano crimini atroci.
Notturno metropolitano è il nuovo noir di Alessandro Bastasi. Un altro avvincente capitolo in cui lo scrittore mette a fuoco questo nostro tempo che sembra non sfuggire all’escalation di una violenza che non conosce tregua.
Dopo Era la Milano da bere e Morte a San Siro, arriva Notturno metropolitano e Alessandro Bastasi continua il suo viaggio nel cuore della notte milanese, dove la cronaca nera impazza e sull’asfalto lascia vittime.
Cosa si nasconde dietro la morte del brigadiere Tarantino e di sua moglie? Davide Ferrazza si trova nel bel mezzo di una bufera con un caso di omicidio che nasconde altri risvolti che lo porteranno a indagare nella direzione di personaggi insospettabili.
Bastasi porta il lettore nella realtà della Milano criminale, ne racconta gli aspetti più cruenti.
Nel cuore di una Milano violenta, notturna e avvolta nell’oscurità surreale di un gelido gennaio, si svolgono i fatti del romanzo e il commissario e alle prese con una reste complessa di crimini collegati con l’omicidio del brigadiere e di sua moglie che lo porteranno a essere coinvolto in una serie di vicende che avranno a che fare con organi dello Sato reticenti e lo spaccio di droga.
Anche questo come i precedenti è un noir a sfondo politico. In una Milano che da tempo ha smesso di essere capitale morale, Alessandro Bastasi è abile nell’intrecciare un racconto avvincente in cui la verità non esiste, esistono solo i punti di vista.
I colpi di scena sono numerosi, la narrazione è incalzante, i personaggi sono calzanti alla serie di eventi che si susseguono nella soluzione del caso.
Al centro come sempre c’è Milano città metafora di una decadenza tutta italiana.
Notturno metropolitano è un romanzo nero e duro che racconta anche la deriva di questo nostro paese. Un noir sociale e politico. Un altro tassello fondamentale della produzione letteraria di Alessandro.

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. A 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora. Con un passato di attore teatrale, a Venezia aveva recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri. Ha continuato in seguito a calcare le scene, ultima partecipazione nell’atto unico Virginia (2010) di Giuseppe Battarino e altri. Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (Sipario, La Ribalta), per il periodico “Fronte popolare” e per il quotidiano “La sinistra”. Tra il 1990 e il 1993 vive a Mosca. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli danno materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella capitale russa. In seguito pubblica: 2010 – La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice) 2011 – Città contro (romanzo, Eclissi Editrice) 2012 – Ologrammi (racconto, MilanoNera Edizioni) – La caduta dello status (racconto, quotidiano Il Manifesto) – Cronaca di un’apocalisse annunciata (racconto, nell’antologia Cronache dalla fine del mondo, Historica Edizioni) 2013 – La scelta di Lazzaro (romanzo, Meme Publishers editore) 2014 – Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore). 2016 – Era la Milano da bere (romanzo, Fratelli Frilli Editori) 2017 Morte a San Siro (romanzo, Fratelli Frilli Editori) Altri racconti sono presenti in vari siti letterari.

:: Così crudele è la fine di Mirko Zilahy (Longanesi 2018) a cura di Federica Belleri

22 giugno 2018

Così crudele è la fineCon questo terzo romanzo Mirko Zilahy saluta il suo commissario Enrico Mancini. Un personaggio controverso, difficile, un investigatore dalle spiccate capacità intuitive. Mancini ha levato finalmente i guanti che gli proteggevano le mani e gli impedivano il contatto. Ha liberato molto lentamente la casa che condivideva con Marisa dalle sue cose più care. Ma il dolore per il vuoto che gli ha lasciato dentro, è ancora lì, in un angolino protetto, in bilico sul filo del riapparire. Mancini ha imparato a sottrarre dalla vista se stesso e non riesce a guardarsi in faccia. La barba nera che si è fatto crescere ne è una prova concreta. Non vuole vedersi perché non vuole più riconoscersi. Chi è veramente, e cosa porta con sé? La stessa domanda potremmo rivolgerla ai componenti della sua squadra, al medico legale, al pm … Chi sono davvero e cos’hanno dentro?
Roma è la casa di Enrico Mancini, sopra e sotto il suolo. Roma ricca d’arte, storia e mitologia. Roma città dell’acqua, con le sue innumerevoli fontane. Roma città di santi e peccatori. Ovunque piazze e monumenti imponenti, che celano l’insospettabile. Come insospettabile è il segreto che ciascun personaggio tiene rinchiuso nell’anima. Qualcosa che faticano a metabolizzare, come la paura di affrontare la realtà, di conoscere le proprie origini, di prendere coscienza dell’importanza di “essere” e di ” essere stati”.
Così crudele è la fine racconta l’abbandono e la costrizione, la ferocia della morte quando si presenta inesorabile. La sofferenza di chi non ha via d’uscita. Il potere che macera e distrugge, la vendetta di chi ha sofferto troppo.
Una serie di omicidi da risolvere, cercando di tenere a bada la stampa. Un piano terribile costruito nella solitudine e nel buio.
Un thriller che obbliga a scavare dentro di sé, ad essere presi alle spalle all’improvviso e piazzati davanti allo specchio sentendosi dire: guarda, guardati in faccia!
La trama voltapagina fa scorrere la lettura che, una volta ultimata, ha bisogno di essere digerita. Mirko Zilahy ha dato nuovamente profondità e spessore a un mondo sommerso dalla diversità, dall’intolleranza, dalla cattiveria e dall’egoismo. Un mondo chiuso e complesso che troppo spesso nessuno vuole prendere in considerazione.
L’autore però non dimentica di aprire la porta al riscatto, al recupero e alla possibilità di un dialogo costruttivo. Con chi, lo scoprirete …
Troppe cose sono rimaste sospese nel passato di Mancini, ma in questo romanzo conclusivo troveranno il giusto posto.
Sedetevi e mettetevi comodi. Preparate una luce adeguata e aprite questo thriller. Buona lettura.

Mirko Zilahy ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato lingua e letteratura italiana. Collabora con il Corriere della Sera ed è stato editor per minimum fax, nonché traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tartt). È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016 facendo conoscere ai lettori il personaggio di Enrico Mancini, è stato un grande successo di pubblico e di critica ed è uscito nei principali Paesi esteri, fra cui Germania, Spagna e Francia.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli 2018) a cura di Federica Belleri

20 giugno 2018

imagesRosa Lopez dalla Calabria viene trasferita a Milano. È una donna preparata, non più giovanissima ma atletica e prestante. È Commissario nella sezione Antiterrorismo. Nella terra che ha lasciato sono rimasti i membri della sua vecchia squadra, amici fraterni che nei suoi riguardi hanno un legame profondo. Rosa si è innamorata, ha sofferto e continua a soffrire per un amore che non potrà più essere corrisposto. Milano le fa spazio tra colori cupi. Milano, che è protagonista insieme a Rosa di questo nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi, per la collana Nero Rizzoli. Per l’autore è un ritorno con una storia intrecciata in altre. Storia dai toni noir, dalle sfumature del giallo e dal ritmo thriller, che tocca nel profondo la complessità dei sentimenti. Pulixi dimostra ancora una volta le sue capacità tecniche e stilistiche, facendo camminare il lettore sul filo della paura. Ci propone una trama verosimile e angosciante al punto giusto. Rosa dirigerà una squadra nella lotta contro l’Islam estremo, fanatico e terroristico. Non solo, dovrà porre attenzione anche alla ‘ndrangheta e alle infiltrazioni mafiose in generale. Avrà scarse possibilità di abbassare la guardia. Una condizione la sua non facile da sostenere, soprattutto essendo una donna. Rosa purtroppo non ha una vita personale e il suo privato è schivo e marginale. “A Milano il Male non dorme mai”, troviamo questa frase in copertina. È così, il Male si annida da anni in luoghi insospettabili dai quali persino le forze dell’ordine stanno alla larga. Rosa e il Male si affrontano, alla disperata ricerca di una verità scomoda e dolorosa. Rosa e il Male si guardano negli occhi e sostengono il rispettivo sguardo; in guerra non è permesso cedere, altrimenti si muore. Il Male non ha volto, oppure ne ha diversi e fra i più insospettabili. Si nutre della paura di chi ne è vittima, del rancore e del desiderio di vendetta. Lo stupore della notte, lo stupore della complicata verità di Rosa, della sua sofferenza e di quanta sia in  grado di sopportarne. Cosa è disposta a lasciarsi alle spalle e cosa invece porterà con sé per sempre?
Allievi e Maestri, bugie e segreti. In un mix perfetto all’altezza delle migliori serie tv crime.
Editing preciso, parole che marchiano la pelle. Capitoli brevi e crudi, capaci di catapultare il lettore in una sala cinematografica, senza dargli modo di alzarsi dalla poltrona. Una visione diretta e assolutamente verosimile di fatti che potrebbero accadere anche nel nostro paese.
Un’ottima lettura che vi consiglio senza alcun dubbio.

Piergiorgio Pulixi, nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) e La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014).

Source: omaggio dell’editore.

:: I giorni dell’ombra, di Sara Bilotti (Mondadori 2018) a cura di Federica Belleri

18 giugno 2018

I giorni dell' ombraVittoria cade, come un birillo spostato dagli altri. La sua anima non trova pace e si scontra con i muri dei palazzi, le ombre appoggiate sul cuore, l’amore di suo padre. Vittoria sopravvive nella sconfitta quotidiana e lascia scorrere il sesso attraverso le viscere. Vittoria si piega sotto i colpi ricevuti, i capelli strappati e il sangue che esce dalle ferite. Vittoria insegue un sogno sbagliato ma non sa cosa desiderare davvero. Chi è?
Il condominio in cui vive è l’unico mondo che conosce, nel quale tenere a bada le sue fobie. Le scale si deformano al suo passaggio e gli occhi del vicino diventano infidi e assassini. È disturbata dalle sue percezioni e i ricordi sono una pellicola attorno al suo corpo. Nulla potrà salvarla dalla scomparsa della sua amica Lisa. Nulla potrà distoglierla dall’obiettivo di ritrovarla. Nulla, infine, potrà impedirle di ripercorrere i tratti distorti della sua personalità. Perché la sua famiglia è strana, dispotica, ossessiva. Ognuno è intrappolato nel proprio mondo perduto, con scarse possibilità di riscatto.
Sara Bilotti torna con un noir potente, disturbante e ossessionato. I personaggi sono lampadine a intermittenza, in un gioco di luci e ombre. Vittoria, catturata dai fantasmi, incastrata fra le pieghe di un’ esistenza faticosa da accettare. Cosa può evitare e cosa è invece inevitabile per lei?
Agonia, angoscia, attimi d’amore rubato, terrore. Donne e uomini che girano intorno a se stessi, in una spirale che precipita nel dolore. Dove si trova Lisa e perché Vittoria è così morbosamente legata a lei?
Amore, sesso, tristezza, colpa, pentimento. Senso di inadeguatezza, solitudine e rassegnazione. Chi combatte scappa. Chi conosce la verità, gioca … Un disegno terribile e inconsapevole. La ripetitività di gesti che danno sicurezza. Il disagio che non abbandona mai. La dipendenza da se stessi, senza tregua.
Un ottimo ritorno per questa autrice, con la sua capacità di scavare nel corpo e nella mente, senza dare al lettore la possibilità di mollare la storia.
Ottimo editing per un’empatia maledetta con tutti i protagonisti.
Buona lettura.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Polvere di Enrico Pandiani (Dea Planeta 2018) a cura di Marcello Caccialanza

13 giugno 2018

PolvereEnrico Pandiani nel suo intrigante thriller psicologico, edito dalla Dea Planeta, dal titolo “Polvere”, offre a noi lettori amanti del brivido un romanzo accattivante e pieno di brio e di adrenalina.
È la storia di Pietro, un uomo allo sbando da quando ha purtroppo perduto il suo incarico lavorativo, come capo della sicurezza. Questo evento è dunque per il protagonista di questa narrazione una clamorosa sconfitta esistenziale; perché in questo stesso frangente lui capisce la sua naturale fragilità di essere umano. Fragilità che lo porta a vestirsi di un’apatia costante e pericolosa. Niente infatti lo interessa più ! la vita medesima diviene piano piano una sorta di mare calmo e poco avventuroso, dove ogni forma di vita ha perso colore, sapore e profumo. Pietro è dunque caduto nel baratro di un abisso buio e preoccupante, dove la depressione è una specie di fantasma che si fa sempre più prepotente ed ammagliante, è in procinto di tendergli il suo tranello!
Ma un giorno, inaspettatamente, per il personaggio chiave di questo romanzo arriva una ghiotta occasione per rimettersi in sesto per imboccare di nuovo la giusta carreggiata: la sua vicina di casa, alla quale hanno ucciso una figlia, in circostanze alquanto misteriose, gli domanda aiuto per dipanare quella matassa.
Facendosi carico di questa patata bollente, Pietro in un colpo solo si libera anche da quel perfido maleficio chiamato apatia. E da questa liberazione prende così il via questo noir esistenziale che mescola con grande sapienza atmosfere cupe e sfumature psicologiche.
Piccolo grande romanzo noir da leggere tutto d’un fiato pagina dopo pagina; perché ti prende, ti cattura e ti catapulta in una dimensione surreale, dove bene e male si sfidano in battaglie di fine e sottile psicologia umana!

Enrico Pandiani (Torino, 1956), dopo una lunga carriera come grafico editoriale e illustratore, nel 2009 ha esordito con Les Italiens, inizio di una saga noir che diventerà una serie TV coprodotta da Italia e Francia.

Source: libro del recensore.

:: Dentro il bosco di Lukas Erler (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

17 maggio 2018

Dentro il boscoEstate 2012. Cornelius, professore di storia dell’arte, deve incontrare Henk, produttore e regista. Non si vedono da qualche anno e in occasione di un importante evento culturale hanno deciso di riallacciare i rapporti. Il loro appuntamento non verrà rispettato. Henk sarà ucciso in maniera brutale. Perché?
Cornelius è affascinante e colto. Ha una bellissima voce e tutti i sensi allertati, perché la sua cecità lo ha costretto ad affinarli in modo particolare. È orgoglioso della sua indipendenza e fatica a sopportare anche le richieste di aiuto mosse dalla sua fidanzata. Lui vuole fare da sé.
Si ritrova coinvolto in una serie di omicidi in apparenza assurdi, ma che hanno un filo logico inattaccabile. Qualcuno è diventato un assassino, qualcuno ha tenuto dentro un odio malato per vent’anni, meditando lentamente una vendetta precisa. Qualcuno, al contrario, non ha indagato come avrebbe dovuto, ha omesso, ha voltato la testa altrove, ha fatto finta di nulla. Perché?
Cornelius racconta il suo handicap attraverso questa storia, un disagio nel disagio. Cornelius ha conoscenze importanti, è in grado di ricattare e di usare i toni giusti, al bisogno… tutto per proteggere se stesso e la donna che ama.
Dentro il bosco è un thriller ben strutturato, che spazia dalla Germania all’Olanda, dal Belgio alla Bosnia. È la storia di una guerra assurda, dove chi è stato a guardare si è assunto una grave colpa. È una storia di sangue e di corpi da calpestare, di sopravvivenza e di terrore. È l’ennesima conferma di quanto i ricordi non sbiadiscano e certi traumi non si riescano mai a superare.
Consigliato. Buona lettura.

Lukas Erler è nato a Bielefeld, in Germania, nel 1953. Lavora come logopedista da più di vent’anni. I suoi romanzi sono stati selezionati per il premio Friedrich Glauser e nel 2015 ha ricevuto la prestigiosa “Piuma di Sageberger” per il suo primo romanzo. Attualmente vive in Nordhessen con sua moglie.

Source: omaggio dell’editore.

:: La moglie innocente di Amy Lloyd (Newton Compton 2018) cura di Federica Belleri

2 maggio 2018

La moglie innocente di Amy LloydCi si può innamorare alla follia di un assassino? È successo a Samantha, inglese, maestra. Dall’Inghilterra alla Florida insegue il sogno di conoscere Dennis, condannato per aver ucciso una bambina. Una condanna che i forum hanno sempre ritenuto superficiale, un’indagine seguita in modo frammentario. Centinaia di migliaia di persone sono al fianco di Dennis, che sta scontando la sua pena in un carcere di massima sicurezza. Migliaia di lettere ricevute, tra le quali quella di Samantha, ossessionata da lui e dalla sua storia. Aveva diciotto anni quando è stato processato, ora ne ha venti di più.
Inizia così la relazione fra Samantha e Dennis, amore insolito, separato dalle catene a polsi e caviglie e da un vetro di plexiglas. Un amore carico di imbarazzo e cresciuto lentamente. Samantha lascia per lui sua madre, il lavoro, il suo paese. La storia di Dennis diventa ora anche la storia di Samantha, i social si scatenano, l’opinione pubblica è divisa. Una produzione lo insegue per preparare una serie tv. Seguiranno interviste e la costruzione di un probabile romanzo autobiografico.
Che tipo di vita potrebbe fare con Samantha? Che strascico ha lasciato la sua condanna? Forse rancore, rabbia, amarezza. Forse accanimento ossessivo, infanzia trascurata e malata. Forse pochi slanci affettivi e lunghi silenzi che destano preoccupazione.
Samantha deve affrontare la sua nuova vita accanto a un uomo strano, inquietante, bellissimo ma inaccessibile.
La moglie innocente è un thriller che ruota attorno alle emozioni viscerali dei protagonisti, alle loro debolezze e a segreti orribili. È una storia di amicizia e di continuo abbandono. Ogni personaggio è colpevole. Tutti, allo stesso modo, possono dirsi innocenti.
Le origini del male sono pericolose, anche quando non si vuole ferire nessuno.
Consigliato. Buona lettura.

Amy Lloyd ha appena superato i trent’anni e vive a Cardiff. Ha esordito come scrittrice con La moglie innocente, romanzo vincitore nel 2016 del premio First Novel Competition del «Daily Mail» e di Penguin Random House: i diritti di traduzione sono stati venduti in 17 Paesi.

Source: omaggio dell’editore al recensore.

:: La ragazza che hai sposato di Alafair Burke (Piemme 2018) a cura di Marcello Caccialanza

28 aprile 2018
La ragazza che hai sposato

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Libro assai intrigante ed avvincente è il romanzo scritto da Alafair Burke dal titolo “La ragazza che hai sposato” edito dalla Casa Editrice Piemme.
L’ autrice de “La ragazza che hai sposato”, statunitense di nascita, vanta nel suo ipotetico palmares best seller internazionali, quali “La ragazza nel parco” e “Una perfetta sconosciuta”.
In questa sua nuova fatica, la Burke pone al centro dell’intera questione un quesito che molto spesso noi creature fragili ci poniamo giorno dopo giorno:“quanto ci fa paura la verità?” Una domanda fondamentalmente angosciosa che ci pone davanti allo specchio spietato della nostra anima. E anche Angela, eroina di questo romanzo, è logorata dentro…non si sente né colpevole, né innocente…né vittima, né carnefice. Angela non è altro che umana, perfettamente attendibile e credibile!
Angela ha avuto una vita piena di dolori e di sfide sfiancanti e a causa del suo passato oscuro sogna una vita futura rassicurante, di certo non emozionante, ma votata alla più anonima routine.
Del resto non si è mai aspettata niente dalla vita neppure nel momento in cui è convolata a nozze con Jason Powell, un brillante docente di economia impiegato alla New York University. Eppure qualcosa era cambiata in lei quando ha dato alla luce il figlioletto, l’adorato Spencer…è come se un barlume di improvvisa felicità avesse colpito all’improvviso il suo arido e timido cuore di donna complicata.
Ma Angela, eroina moderna de “La ragazza che hai sposato”, non può di certo permettersi l’oneroso lusso di essere finalmente felice.
Infatti nella parte centrale di questa avvincente narrazione il marito viene accusato di essere esecutore materiale di una orribile e scellerata vicenda: lo stupro di una studentessa. E proprio a questo punto va da sé che qualunque equilibrio, di per sé già precario, è destinato inesorabilmente ad implodere.
Angela, a torto o a ragione, indossa l’abito stretto della vittima di un osceno tradimento che sicuramente va minando la sicurezza della sua stessa famiglia. Ma Angela capisce bene che proprio lei è l’ultima persona che può permettersi di giudicare gli altri. Dal momento che proprio lei, moglie tranquilla e perfetta…fino a risultare nauseante, nasconde dentro di sé un indicibile segreto che, con maestria e falsità, è riuscita a celare a quanti la circondavano creando così anni e anni di finta armonia conviviale.
Le costanti menzogne che la medesima protagonista ha ben confezionato per nascondere ai benpensanti la verità ultima vengono lentamente a galla accompagnando il lettore morbosamente curioso in un labirinto scandaloso. Un mondo parallelo fatto di sorprese amare! Sorprese inaudite come quelle relative alle molestie sessuali di Jason e quelle inerenti al lato oscuro di un’anima che era sempre apparsa fallacemente candida…
Perché leggere questo romanzo della Burke? Perché con un lavoro certosino la stessa autrice riesce a costruire intorno alla sua eronia un mondo a parte che ha la capacità di dimostrare quanto l’uomo sia ben lontano dal conoscere, ma anche dal solo immaginare, il vero.
Non deve perciò stupire come il collega Michael Connelly il famoso re del giallo sia grande estimatore della Burke, autrice che continua a sorprendere pubblico e critica con le sue vicende assai ricche di colpi di scena e di grande umanità.

Alafair Burke, autrice de La ragazza nel parco, bestseller pubblicato in Italia da Piemme, è un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi, sia crime che thriller psicologici, sono bestseller del New York Times, elogiati da autori come Michael Connelly e Dennis Lehane.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Il monastero delle ombre perdute di Marcello Simoni (Einaudi 2018) a cura di Elena Romanello

25 aprile 2018

12Torna per Einaudi una nuova indagine dell’inquisitore seicentesco a Roma fra’ Girolamo Svampa, di nuovo dalla penna di Marcello Simoni, che racconta un nuovo giallo storico in un’epoca in fondo poco nota ma fondamentale per arte e cultura non solo nella città eterna.
Nella capitale papalina, nel giugno del 1625 capita una sera che la giovane e irrequieta Leonora Baroni entri con un corteggiatore nelle catacombe di Domitilla e qui faccia la macabra scoperta di un cadavere di un uomo e di una figura di donna con la faccia di capra. Fra’ Girolamo Svampa si trova in esilio in Toscana, alcune sue indagini non hanno fatto comodo al potere pontificio e si è preferito allontanarlo, ma ora solo lui può aiutare i suoi superiori a venire a capo di un mistero che può portare discredito.
Svampa accetta l’invito di padre Francesco Capiferro e torna a Roma, dove si scontra, oltre che con le difficoltà del caso, con l’opposizione del suo storico nemico Gabriele da Saluzzo, ma dove trova l’appoggio del fedele Cagnolo Alfieri. L’indagine si dimostra subito non facile, anche perché la famiglia di Leonora Baroni non è il migliore degli interlocutori: la ragazza è figlia di Adriana Basile, celebre cantante e sorella del grande scrittore napoletano Giambattista, che in una delle sue celebri fiabe ha raccontato una cosa molto simile a quella successa nelle catacombe.
Tra antichi culti e nuovi circoli al femminile, giochi di potere e intrighi, Svampa dovrà cercare di trovare il bandolo di una matassa che, se non risolta, potrebbe rovinare definitivamente la sua carriera e la sua vita.
Rispetto agli altri thriller di Marcello Simoni, basati su azione e Storia, questi su fra’ Svampa sono più meditativi e più di indagine, ma non per questo meno interessanti, anzi questo secondo capitolo immerge ancora meglio in una Roma tardo rinascimentale dove superstizione e modernità convivono e dove la ricerca della verità può essere davvero l’unica cosa che conta.
Interessante in particolare aver inserito Giambattista Basile come personaggio, figura storica realmente esistita, autore di fiabe che ispirarono Perrault e i fratelli Grimm (le prime versioni ufficiali di Cenerentola e della Bella Addormentata, in versione horror, sono sue) e in tempi recenti l’interessante film di Matteo Garrone Il racconto dei racconti.
Marcello Simoni ha in progetto adesso altri libri di altre sue serie, ma c’è da pensare che prima o poi ci riporterà sulle orme di Girolamo Svampa.

Marcello Simoni (Comacchio, 1975) è un ex archeologo e bibliotecario. Con Il mercante di libri maledetti (2011), il suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Un successo confermato da La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L’isola dei monaci senza nome, La cattedrale dei morti, L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni, tutti usciti per Newton Compton. Per Einaudi ha pubblicato Il marchio dell’inquisitore (2016 e 2018), dove compare per la prima volta il personaggio di Girolamo Svampa, e Il monastero delle ombre perdute (2018). È tradotto in venti Paesi.

Source: acquisto personale

:: Silenzio, di Luana Troncanetti a cura di Federica Belleri

25 aprile 2018

silenzioUn uomo torturato in modo brutale, la sua sofferenza protratta per diverse ore. Un assassino preciso e rabbioso.
Questo è l’incipit del romanzo di Luana Troncanetti. Incipit dai toni pulp, carico di sangue e di morte. Un omicidio descritto in maniera chiara, precisa, senza sconti.
Chi è la vittima, chi è l’assassino? Al lettore scoprirlo.
Vi posso dire che l’autrice ci porta nel mondo degli artisti sognatori, viziati e viziosi. Nel mondo dei ricordi, che fanno male da morire. Nel mondo dei tradimenti, fatti per disperazione e intrisi di sensi di colpa. Il tutto è condito da sfumature dolci e da amari rimpianti. La vicenda è ambientata a Roma, con il caldo autunnale che non sembra abbandonare la città. I personaggi creati dall’autrice sono reali, credibili e romaneschi al punto giusto. La capitale pulsa e si muove attorno a loro. Non manca il sorriso durante la lettura. C’è Ernesto, che fin da piccolo ha la passione per il disegno e i colori, ma fa il tassista. C’è l’Ispettore Proietti, Capo della Sezione Omicidi, uomo superstizioso e stropicciato dalla vita. C’è l’agente Ansaldi, che ha avuto con lui una storia di sesso, senza speranza di continuità. Molti altri personaggi ruotano attorno a questo caso, in modo delicato ma preciso. Le personalità di ognuno di loro è ben definita, compresa quella dell’uomo assassinato … quali segreti nasconde?
Un piccolo stralcio di umanità passa in questo libro sedendosi sul taxi di Ernesto o nell’abitazione della vittima. Oppure ancora nella portineria del suo palazzo. Umanità che cerca di vivere o di sopravvivere. Uomini e donne che non sempre hanno il coraggio di osare, che soffrono nel loro essere bizzarri. Persone che si perdono in attimi, in brevi momenti di luce, in grado di portarli lontano con la mente.
Silenzio è passione carnale, un bacio debole, una responsabilità troppo grande per essere ignorata, una tragedia trascinata per anni, un dettaglio da non trascurare. E ancora, una ferita profonda, un cuore d’oro che mira solo a proteggere, istinto primordiale.
Silenzio, per chi spaccia sogni e si prende ciò che vuole quando e come gli pare.
Silenzio, per osservare e rielaborare. Silenzio, perché il riscatto richiede tempo.
Chi è la vera vittima in questo romanzo?
Ottima lettura e ottima scrittura. Un’autrice da tenere d’occhio.

Source: omaggio dell’autore al recensore.