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:: L’enigma del fante di cuori di Patrizia Debicke, Alessandra Ruspoli (Delos 2020) a cura di Giulietta Iannone

21 novembre 2021

Con la morte della regina Anna di Gran Bretagna, ultima sovrana del casato degli Stuart, a succederle giunge in Inghilterra il protestante George Louis von Hannover, asceso al trono col nome di Giorgio I. Sullo scenario delle sanguinose lotte di potere che mettono cattolici contro protestanti, e whigs contro tories, si sviluppa una congiura tessuta da quattro misteriosi cavalieri che prendono il nome dai 4 semi delle carte da gioco: il fante di quadri, il fante di fiori, e gli ancora più misteriosi fante di picche e il più pericoloso di tutti il fante di cuori. A difendere il re legittimo il suo consigliere e capo della sicurezza, il coraggioso e aitante Francis Dunn, Lord Donagall, protagonista indiscusso di questa emozionante vicenda a metà tra Dumas padre e Rafael Sabatini, in cui avventura, intrighi e combattimenti all’ultimo sangue si alternano anche a vicende più prettamente di corte tra intrighi dello scacchiere internazionale e faccende di cuore. Valore aggiunto della vicenda che impreziosisce una narrazione classica e solida, una grande attenzione per gli ambienti e i costumi dell’epoca, descritti con sfarzo, dovizia di particolari ed eleganza, frutto della grande documentazione e ricerca storica di costume di Alessandra Ruspoli, che con la madre Patrizia Debicke firma quest’appassionante thriller storico, scritto con gli ingredienti giusti per interessare gli appassionati di romanzi d’appendice, meglio conosciuti come feuilleton, con in più un tocco di spystory storica di sapore vintage, che accresce di fascino una storia senza tempo, romantica e nello stesso tempo avventurosa. Una lezione di stile anche per chi volesse iniziare a imparare a scrivere romanzi storici.

Patrizia Debicke ha pubblicato romanzi gialli, thriller, storici d’avventura, racconti ed e–book: L’oro dei Medici (Corbaccio – Tea), La gemma del cardinale (Corbaccio- Tea) e L’uomo dagli occhi glauchi(Corbaccio, ebook Odissea Digital), che ha ottenuto il secondo premio assoluto al IV Festival Mediterraneo del giallo e del noir (12/2010). Al IX Premio Europa a Pisa, la Debicke ha ricevuto il Premio alla carriera. Per Todaro, ha firmato i romanzi La Sentinella del Papa e La congiura di San Domenico. Nel 2015 con Parallelo45 è uscito L’eredità Medicea e nel 2017, con DBooks Il ritratto scomparso. Con Delos Digital ha pubblicato anche i racconti Il segreto di Velasquez (2014) e La congiura Philippe le Bon (2014), nel 2018 il manuale Come si scrive un romanzo storico e il racconto Gli occhi di Courcelles.

Alessandra Ruspoli vive a Firenze. Da grande avrebbe voluto fare la strega… Ha lavorato nella Moda per Emilio Pucci e Jean Paul Gaultier. Ha collaborato con riviste come Capital, Modaviva, Uomo Harper’sBazaar, Aqua. Ha pubblicato il romanzo Dieci Piccoli Sette Nani, scritto con Lucio Nocentini. Ha organizzato le mostre “L’Arcadia di Arnold Boecklin” e “Rodolphe Toepffer: Invito al viaggio e Invenzione del fumetto” con il Consolato di Svizzera a Firenze. Convegnistica e Marketing per Reconta Ernst & Young a Firenze. È diplomata in Trompe l’Oeil e Decorazione d’Interni a Palazzo Spinelli a Firenze. Arredamento e Interior Design in campo alberghiero. Appassionata di vini e Sommelier. Adora le civette…

:: Un’intervista con Patrizia Debicke e Alessandra Ruspoli autrici de “L’enigma del Fante di Cuori” a cura di Giulietta Iannone

14 gennaio 2021

Benvenute Patrizia e Alessandra su Liberi di scrivere e grazie di avere accettato questa doppia intervista. Una coppia di autrici che si cimenti nel romanzo storico non è una cosa troppo insolita, ma lo è nel vostro caso. È vero che siete madre e figlia?

Grazie a te. Madre e figlia? Si lo siamo, anche se non ci separano molti anni. Non ci somigliamo molto fisicamente, però abbiamo quasi la stessa voce… molto utile per depistaggi telefonici.

Conosco da anni Patrizia Debicke, autrice e critica per diverse riviste online, mentre conosco meno Alessandra, il cui cognome mette quasi soggezione. Di che ramo sei della famiglia Ruspoli?

Alessandra: Soggezione? Ah si, certo, infatti incuto un tremendo timore ai bambini per strada! Appartengo al Primo ramo, Principi Ruspoli e Principi di Cerveteri. Il mio bisnonno e quello di Alessandro (Dado) e Sforza Ruspoli erano fratelli.

Parliamo ora del libro che avete scritto: L’enigma del Fante di Cuori, è ambientato nell’Inghilterra del 1700. A che genere può essere accostato? È esatto definirlo un giallo storico, sebbene abbia anche contaminazioni da spy story, giusto?

È certamente un giallo storico, con i dovuti intrighi e cospirazioni. Per essere più esplicite si potrebbe azzardare “scopiazzando” un po’ tra Guerra e Pace e i Tre Moschettieri, ma con un tono decisamente più umoristico. E confermiamo la contaminazione con una buona dose di spionaggio, fortemente ispirato a un Follett prima maniera, sul genere de La Cruna dell’ago o a Frederick Forsyth  e  il suo l giorno dello sciacallo . Anche John Le Carrè è evidente!

La storia nasconde grandi misteri, indagarla è fonte di continue sorprese, chi delle due ama di più questo genere di indagini?

Passione indubbiamente tramandata da madre a figlia, è diventata una bella battaglia, difficile aggiudicare il titolo. Condivideremo la coppa e la doccia di champagne!

Come avete proceduto per la ricostruzione storica, avete consultato archivi, letto libri, guardato dipinti?

Tutto sommato è stata una buona collaborazione, tenendo conto di alcune competenze specifiche. Patrizia è soprattutto una ricercatrice, concentrata sul dettaglio storico e aiutata per tanti richiami visivi da una lunga frequentazione museale. Alessandra ha competenze artistiche e di storia del costume e dell’arredamento, è più dedicata a collegamenti iperbolici, ma anche revisioni e verifiche. Abbiamo consultato e scartabellato volumi di ogni tipo, cataloghi e libri d’arte, letto e riletto saggi e romanzi, fatto ricerche via internet, rivisto film e documentari.

É più difficile scrivere i dialoghi, delineare i personaggi o le ambientazioni?

Non si può parlare di difficoltà. É piuttosto una questione di tempistiche e consequenzialità. Si parte scegliendo un periodo storico, e un’ambientazione che lo rappresenti visivamente, in cui collocare la vicenda, e poi si comincia a sviluppare la trama. Dopo si inseriscono i personaggi, e logica conseguenza si passa  ai dialoghi.

Nel romanzo date molto risalto agli intrecci diplomatici, alle alleanze, alle congiure, alla parte più strettamente politica, perché questa scelta? Giudicate questo periodo storico poco trattato dal giallo storico, almeno in Italia?

Perché quando si parla di storia non si può prescindere dalla politica, che è fatta di tradimenti, cospirazioni, interessi nazionali… e personali. In Francia e in Inghilterra il 1700 è un’epoca che fa spesso da sfondo a gialli storici. In Italia è un periodo decisamente maltrattato, anzi praticamente ignorato, con la felice eccezione di alcuni bei gialli ambientati a Venezia.

Quali sono gli attuali libri sul vostro ipotetico comodino?

Alessandra: Il tempo della clemenza di John Grisham, Il Musulmano errante di Alberto Negri, Il Cavaliere di Harmental di Alexandre Dumas, Orizzonti selvaggi di Carlo Calenda, La vita davanti a sé di Romain Gary, Sans feu ni lieu di Fred Vargas, I lupi di Roma di Andrea Frediani, per esplorare un po’ i miei predecessori.

Patrizia: Svolazzo anche per lavoro per cui: Il Forse di Valerio Calzolaio, Un cuore sleale di De Cataldo, La modella di Klimt di Gabriella Dadati, Un crimine bellissimo di Chris Bollen, Fiori di de Giovanni, Le voci nel silenzio di Morchio e i due re di Roma nuova collana di Franco Forte, il figlio dei Numi e Tullo Ostilio.

Il romanzo storico avventuroso ha una nobile tradizione, ricordo che da ragazzina leggevo il ciclo di Angelica, dei coniugi Golon, il ciclo (forse meno conosciuto in Italia) di Catherine di Juliette Benzoni, poi Dumas, Hugo, Leroux, Walter Scott, e tanti altri. Erano anche le vostre letture?

Erano anche fra i nostri preferiti. Abbiamo letto tutti gli autori citati, di Juliette Benzoni anche i cicli di Marianne, di Fiora e di Le jeu de l’amour et de la mort, inoltre come dimenticare  Rocambole di Ponson du Terrail, Le Bossu di Féval, fra i francesi, poi Daphne du Maurier, ma anche Georgette Heyer…

Vi ritenete autrici femministe? Che tipo di personaggi femminili delineate nei vostri romanzi?  

Alessandra: Sono cresciuta credendo nell’intelligenza e nelle capacità personali, da alimentare con la curiosità e l’intraprendenza. Questo sia per uomini che per donne. Caratteristiche che andrebbero sicuramente meglio potenziate, valorizzate e stimolate in ambito femminile. Di conseguenza detesto gli stereotipi attribuiti per principio alle donne e sono felice di vivere in un’epoca in cui non essere destinata a qualche matrimonio politico o al convento.                                                                  

Patrizia: credo fermamente nella assoluta pari opportunità dei due sessi basata su effettiva possibilità e intelligenza. Rifiuto però le quote rosa e…prenderei sonoramente a calci le azzurre. I nostri personaggi femminili sono solitamente vivaci, acuti, molto aperti ma riflessivi, intraprendenti, e poco convenzionali, sia buoni che cattivi.

E ora una domanda a Patrizia, pensi che la letteratura, anche in questo periodo di pandemia che ci troviamo a vivere, abbia aiutato molta gente a conoscere meglio se stessa e il mondo?

Ma poi si è veramente letto di più o piuttosto privilegiato altri intrattenimenti più immediati vedi serial televisivi? Ma forse sono un po’ pessimista perché, ti confesso che  lo spero davvero, lo vorrei proprio. Sarebbe un grande e inatteso successo da tesaurizzare.

E ora ultima domanda, progetti per il futuro.    

Per ora… a breve L’enigma in cartaceo e…Un Menestrello!

:: Milano, 6 novembre Patrizia Debicke “La gemma del Cardinale de’ Medici” alla libreria Covo della Ladra

28 ottobre 2019

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Patrizia Debicke van der Noot
LA GEMMA DEL CARDINALE DE’ MEDICI

Presentazione a Milano, mercoledì 6 novembre
Libreria Covo della Ladra, via Scutari, ore 19.00

Interviene Luca Crovi
Sarà presente l’autrice.

:: La congiura di San Domenico di Patrizia Debicke (Todaro Editore, 2016) a cura di Irma Loredana Galgano

2 settembre 2016

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Secondo capitolo della serie dedicata alla Sentinella del Papa, La congiura di San Domenico di Patrizia Debicke van der Noot riporta i lettori ai primi anni del 1500, ai giorni dello Stato della Chiesa e dell’Inquisizione.
Questa volta, ancor più delle altre, la Debicke crea una storia ricca di suspense, di intrighi e di mistero che tiene il lettore incollato al testo. La struttura scelta, con la volontà di non suddividere la storia in capitoli bensì mantenere un continuum articolato in paragrafi, si rivela efficace. Ogni passo è centrato su un indizio, una svolta, una sottolineatura e, visto l’elevato grado di complessità della vicenda narrata, ciò aiuta chi legge a seguire con attenzione gli sviluppi, le indagini e tentare magari anche di anticipare qualche rivelazione.
Giulio II e la sua corte si trovano a Bologna e sarà proprio la Dotta a fare da sfondo alle vicende che coinvolgeranno il Papa e la sua Sentinella, Julius Aloysius von Hertenstein leutnant della Guardia Pontificia, il convento di San Domenico e quello di San Mattia, Santa Maria Celesta, le “vedette” della strada e Michelangelo Buonarroti.

«I fedeli hanno visto e sentito. Non possiamo nascondere o minimizzare. Questo spaventoso delitto nella basilica è un sacrilegio che comporta la sconsacrazione.»

Il rinvenimento del corpo di fra’ Consalvo, vice di fra’ Gaudioso e suo assistente nell’Inquisizione, sui gradini dell’Arca, trafitto da un Cristo dorato e con il cadavere di un gatto nero a cingergli la testa come una corona lascia emergere fin da subito la dimensione del marcio che sta per essere svelato. La posa in cui viene rinvenuto il frate è una messinscena e non sarà la sola su cui il lettore avrà piacere di riflettere pensando alle tante, troppe ipocrisie che reggono istituzioni storiche o religiose e dalle cui “impalcature” facilmente si può “precipitare”, come accade al maestro Buonarroti, e ciò può ben rappresentare l’occasione per la svolta.
Il leutnant Hertenstein de La congiura di San Domenico è meno “lucido” del personaggio narrato dalla Debicke ne La Sentinella del Papa (Todaro Editore, 2013), commette un’imprudenza ma questa volta il legame con Maria non è solo sentimentale o carnale, hanno in comune l’aver vissuto sulla propria pelle una terribile esperienza, figlia di una delle più bieche manifestazioni della malvagità umana.

«Ogni tanto penso che Cristo sia morto invano. Per la nostra salvezza? Nossignore, la nostra gente incensa i tiranni e gli assassini e rincorre i sacrileghi

Gli Inquisitori si ergono, dinanzi a Dio e al popolo, a giustizieri e, pur dedicandosi a vizi e malvagità, infliggono violenza invocando la retta via, la parola sacra e il perdono. I sotterranei del convento di San Domenico ricordano le sale degli interrogatori della Brigata Speciale, la polizia segreta del dittatore Francisco Franco, descritte da Mark Oldfield in Quindici cadaveri (Newton Compton, 2013) e allora automaticamente ci si chiede dov’è la differenza. Un convento e un quartier generale che hanno entrambi una stanza della tortura, delle celle per la prigionia degli indiziati, delle sale per gli interrogatori e la “via dell’acqua” che se da un lato può rappresentare una via di fuga sotterranea dall’altro è un utile mezzo per liberarsi di qualunque cosa, soprattutto cadaveri.
Patrizia Debicke van der Noot con La congiura di San Domenico si rivela ancora una volta un’artista della scrittura “storica”. In tutte le 260 pagine che compongono il libro non si trova una frase di troppo. Narrazione asciutta, essenziale, decisa e precisa. Per far immergere il lettore nel contesto storico da lei narrato non le occorre sciorinare quanto appreso e certamente studiato sui fatti e le usanze dell’epoca, essendo sua la capacità di rappresentarlo attraverso la scena, lo sviluppo della vicenda, il linguaggio dei personaggi.
La lettura del libro si rivela piacevole e invoglia chi legge in riflessioni sul passato ma anche sul presente della Chiesa, della religione e della spiritualità; sulla società del 1500 ma anche su quella attuale; sul popolo e su chi lo “governa”; sull’ordinario come sullo “straordinario”.

Patrizia Debicke: Nata a Firenze, vive a Clervaux in Lussemburgo e fa lunghi soggiorni in Italia. Dal 2003 si dedica interamente alla scrittura. Ha scritto romanzi, romanzi gialli, gialli storici, racconti per varie antologie e racconti lunghi pubblicati in formato e-book. È collaboratore editoriale di Delos Book, Mentelocale, MilanoNera, The Blog Around The Corner. Ha tenuto conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Parigi e Lussemburgo, per l’Università del Lussemburgo, per circoli letterari e workshop di scrittura per scuole medie e superiori.(fonte: http://www.patriziadebicke.com)

Source: pdf inviato al recensore dall’ autrice.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.