:: Recensione di Il respiro della cenere di Jean-Christophe Grangé (Garzanti, 2013) a cura di Stefano Di Marino

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Grange-Respiro della cenereVa detto che sono un cultore di Grangé sin dalla prima ora. Arriva con più di un anno di ritardo Kaiken con il titolo Il respiro della cenere sugli scaffali delle librerie italiane. Lessi il libro l’anno passato ma l’ho ripreso con piacere e brama di collezionismo anche se preferivo l’edizione originale, sin dal titolo che evoca un particolare pugnale usato per il suicidio delle donne samurai. Anche l’immagine mi pareva più indovinata. A parte questo è sempre un grande thriller d’autore forse non al livello del Passeggero (in Italia Amnesia) e del Giuramento ma sempre parecchi passi avanti a tanti supposti thriller blockbuster con investigatrici e anatomopatologhe in pena d’amore. Dopo La foresta dei Mani (L’istinto del sangue da noi) Grangé sembra aver abbandonato l’idea di mettere complesse psicologie femminili al centro delle sue trame. Qui personaggi femminili sono presenti, in particolare Naoko, descritti benissimo ma la scena appartiene a Oliver Passan, sbirro che mi piace immaginare con la faccia di Daniel Auteil un po’ più giovane. Tormentato, duro, alle prese con un serial killer ermafrodito e colleghi corrotti che peggio non ce n’è. Un uomo dolente, anche perché separato dalla moglie giapponese ma ossessionato da quell’oriente che solo gli occidentali sanno sognare. E qui sta un po’ la forza del romanzo che ci regala non solo momenti di autentico thrill ma anche pagine bellissime senza diventare prosaico. Malgrado ciò si rivela nello svolgimento una certa scollatura tra la prima e la seconda parte. L’attesa di qualcosa che deve avvenire ma poi non succede purtroppo non soddisfa appieno le aspettative del lettore. Ciò nonostante lo lessi di fila in un viaggio Parigi-Milano in treno, senza smettere un minuto di quelle sette ore sotto la pioggia. Vedremo il prossimo e, soprattutto, cosa lo stesso Grangé è riuscito a fare con la sceneggiatura di Miserere che ci auguriamo di vedere presto anche da noi.

Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale: Il volo delle cicogne, I fiumi di porpora, Il concilio di pietra, L’impero dei lupi, La linea nera, Il giuramento, Miserere, L’istinto del sangue. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.

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2 Risposte to “:: Recensione di Il respiro della cenere di Jean-Christophe Grangé (Garzanti, 2013) a cura di Stefano Di Marino”

  1. Roberto Says:

    Sono anch’io un appassionato lettore di Grange. Devo dire, però, che “Il respiro della cenere” mi ha un po’ deluso: la trama è sostanzialmente spezzata in due tronconi legati fra loro soltanto dal sottile filo della crisi coniugale di Oliver Passan. Quando il primo si chiude vien da chiedersi “ed allora?”.
    Grangé si lascia, comunque, leggere sempre piacevolmente anche quando l’estro si presenta, come in questo caso, sotto tono.

  2. Michele Says:

    D’ accordissimo con Roberto . Doveva scrivere 2 romanzi distinti ma evidentemente non aveva abbastanza materiale per completare quello sul Giappone (che poteva essere bellissimo se l’ avesse sviluppato meglio e se si fosse preso più tempo).
    Il personaggio dell’ ermafrodito della prima parte è troppo importante ed interessante per relegarlo ad un diversivo, ad una falsa pista che si chiude in maniera un po’ forzata e frettolosa e soprattutto senza alcun legame con la seconda parte .. cosa che tutti ci aspettavamo e che ci ha lasciato un po’ delusi.
    Come ho già scritto, Grangé per me è il migliore nel suo genere ma anche i più bravi se devono presentare un romanzo all’ anno non possono mantenere lo stesso livello dei romanzi precedenti (è fisiologico).
    Spero di leggere il suo prossimo romanzo magari tra due o tre anni ed in questo caso sono sicuro che sarà fantastico come Amnesia o Il giuramento che sono tra i miei preferiti.

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