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:: Codice Lumière di Sergio Fanucci (TimeCrime 2018) a cura di Giulietta Iannone

8 ottobre 2018

treCapitolo conclusivo della “Trilogia dei Codici” di Sergio Fanucci, Codice Lumière, uscito quest’estate per Time Crime di Fanucci è un’ inattesa scoperta.
Innanzitutto è un thriller con venature da spy story di respiro internazionale, cosa non così consueta per un autore italiano che ha anche sulle spalle la gestione e la responsabilità di un’ intera casa editrice.
Non l’ho richiesto, mi è stato mandato e non avendo letto i precedenti Codice Scorzese e Codice Scriba, non sapevo bene cosa aspettarmi, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Buon ritmo, scrittura veloce ma eccitante e perché no sexy, alla Harold Robbins, e alla Irving Wallace per intenderci, intreccio complesso, ma dove tutto si appiana e si incastra come un gioco di pazienza.
Non manca la lezione dei grandi della letteratura spionistica da Ludlum, a Forsythe, a Johannes Mario Simmel amanti della congiura e dell’ inaspettato, con quel tocco romantico alla Martin Cruz Smith che non guasta e colorisce di fascino trame altrimenti troppo scabre.
Scenari mozzafiato e descritti nei minimi dettagli da uno che sembra ci sia stato veramente in tutti questi luoghi del mondo, da New York, a Parigi, dalla Siberia al Venezuela, fino a Venezia e Chamonix.
Una spruzzata di cultura nerd, con una buona infarinatura scientifica, anzi anche un po’ fantascientifica, dagli algoritmi, ai satelliti, e all’utilizzo che se ne può fare per scopi bellici.
E’ un brutto mondo quello che ci descrive Fanucci, fatto tradimenti, di governi spietati, di agenzie governative più interessate a coprire la verità che a mostrarla, di congiure occulte di società segrete, di assassini senza coscienza per cui uccidere è una cosa senza alcuna importanza, un male minore.
Militari, spie, ingegneri, scienziati, avvocati, poliziotti, procuratori legali, tutti tentano di sopravvivere e fare la cosa giusta almeno per loro, alcuni troppo convinti di essere i soli a sapere cosa è la cosa giusta.
E il potere, questo magma oscuro, corrompe più che rendere migliori e utili al mondo e alla società.
Non è naturalmente tutto oscurità, e l’autore è bravo a dare profondità e autenticità ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi, alle loro fragilità e debolezze, e come sempre è l’amore che offre un riscatto anche a chi aveva dimenticato cosa fosse. L’amore tra genitori e figli, tra colleghi, tra moglie e marito, tra amanti.
Finale aperto, nella più pura tradizione classica, che ti spinge a chiederti cosa farà Cobra?, dove è finita Iside?, riuscirà l’eroina protagonista l’avvocato Elizabeth Scorzese a non finire più in mezzo a intrighi internazionali più grandi di lei e a curare le ferite dell’anima di Robert Palmer, soldato in congedo a cui avevano ucciso moglie e figlie?
Insomma se questi personaggi tornassero in un futuro imprecisato, non sarebbe male. Mi aspettavo una storia banale e noiosa, mi sono dovuta ricredere, ho trovato atmosfere noir, colpi di scena, trappole, congiure di ricchi e potenti con troppi soldi e troppo tempo libero per fare danni.
Inquietante l’ipotesi nascosta nella trama e il potere che scatenerebbe, da rovesciare davvero gli equilibri geopolitici del mondo. Immaginatevi Trump, o Putin o Xi Jinping a disporne. Brividi.
Da recuperare i due libri precedenti.

Sergio Fanucci (1965) figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici, il successivo Codice Scriba (2016), ora riproposti per la prima volta in edizione tascabile, cui fa seguito l’ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière per il marchio Timecrime.

Source: libro inviato dall’ editore. Ringraziamo Giulia Luciani Ufficio Stampa – Gruppo Editoriale Fanucci.

:: Promessa di sangue (Hugo Marston #3) di Mark Pryor a cura di Giulietta Iannone

17 settembre 2018

1Dopo Il libraio di Parigi e Il mistero della cripta sepolta, già recensiti sul nostro blog, esce in Italia Promessa di sangue di Mark Pryor (The Blood Promise, 2014), tradotto da Barbara Cinelli e pubblicato nella collana TimeCrime di Fanucci Editore.
Nuova indagine per Hugo Marston, capo della sicurezza dell’ambasciata americana a Parigi, ex profiler dell’ FBI, americano nato e cresciuto in un ranch del Texas, mente perspicace e sempre pronto a sbrogliare le matasse più ingarbugliate che possono creare grattacapi al suo capo, il placido e bonario ambasciatore Taylor.
Oltre a Taylor ritroviamo anche i personaggi delle scorse avventure: Tom Green agente della CIA, eccezionalmente sobrio, la bella giornalista Claudia Roux, di cui Hugo è sempre innamorato, anche se lei preferisce una simpatica amicizia, l’amico poliziotto Raul Garcia sempre in lite con la moglie che lo vorrebbe più a casa e meno in giro alla caccia di criminali, e soprattutto Parigi, la città più bella del mondo, con i suoi caffè e i suoi croissant al burro (i veri croissant francesi sono senza marmellata o cioccolato), il lungo Senna popolato di bouquiniste, i suoi parchi, le sue strade affollate di automobili, i suoi palazzi antichi, i cimiteri carichi di storia, i suoi castelli in periferia.
Era da tanto che aspettavo questo libro, il terzo, Il mistero della cripta sepolta era uscito in Italia nel 2014, che prosegue la serie che vede protagonista Hugo Marston (simpatico cowboy alla Cary Grant) e soprattutto unisce alle indagini poliziesche fatte con gli strumenti di ultima generazione, sempre un particolare bizzarro che ci porta al passato, prima alla Seconda Guerra Mondiale, poi alla Belle Epoque, e questa volta addirittura alla Rivoluzione Francese.
Pryor ama costruire trame che intrecciano presente e passato, da americano sempre ammirato della storia europea, mettendo sempre quel tocco di avventura e di mistero che trasforma dei semplici thriller d’azione in vere e proprie cacce al tesoro.
Tesoro questa volta racchiuso in un baule da marinaio della fine del XVIII secolo, pieno di doppi fondi e scomparti segreti, che appare quasi per caso in un castello di campagna dove si tengono i colloqui per dirimere una delicata faccenda territoriale tra Francia e Stati Uniti. Hugo Marston ci finisce in mezzo perché incaricato di proteggere Charles Lake, senatore in missione a Parigi per conto del suo governo e ospite del castello dei Tourville, dove si tengono appunto le trattative.
Una storia complessa, intricata, comunque dove tutto combacia come i meccanismi di un orologio svizzero, che si complica ancora di più quando nella stanza al castello di Charles Lake vengono rinvenute alcune impronte rinvenute a loro volta in una scena del crimine di una rapina-omicidio avvenuta nei pressi di Troyes. Raul Garcia verrà a dar man forte e inizierà una sciarada di difficile risoluzione.
Da segnalare la presenza di Camille Lerens, abile poliziotta francese transgender, che collaborerà non poco con Hugo Marston e Tom Green nella risoluzione del caso.
A voi la lettura nell’attesa di un nuovo episodio, che si spera di non dover aspettare troppo a lungo.

Mark Pryor, nato e cresciuto nell’Hertfordshire, ha esordito come reporter in Inghilterra e oggi lavora ad Austin, Texas, come pubblico ministero presso la procura distrettuale della contea di Travis. Fondatore di D.A. Confidential – uno dei maggiori blog sul crimine negli USA – ha conquistato pubblico e critica con la sua serie di thriller aventi come protagonista Hugo Marston, capo della sicurezza dell’ambasciata americana a Parigi. Di questa serie, nella collana Timecrime, Fanucci Editore ha già pubblicato Il libraio di Parigi (2013), Il mistero della cripta sepolta (2014) e Promessa di sangue (2018).

Source: libro inviato dall’ editore. Ringraziamo Giulia Luciani dell’ Ufficio stampa Gruppo Editoriale Fanucci.

:: Il mistero della cripta sepolta, Mark Pryor, (TimeCrime, 2014)

1 luglio 2014

TimeCrime_IlMisteroDellaCriptaSepoltaDopo il bellissimo Il libraio di Parigi, (romanzo d’esordio che vi consiglio di recuperare se ve lo foste perso), Mark Pryor torna, sempre con Time Crime, con la seconda indagine di Hugo Marston, capo della sicurezza dell’ambasciata americana nella capitale francese. Cambia il traduttore, passiamo da Tommaso Tocci a Federico Lopiparo, e forse un po’ di smalto si perde, ma non ostante tutto Il mistero della cripta sepolta (The Crypt Thief, 2013) è una storia godibile fatta di inseguimenti, sparatorie, misteri e un tocco di americano patriottismo, alla Tom Clancy per intenderci.
Se ne Il libraio di Parigi si scavava nel passato sulle tracce di cacciatori di nazisti nella Francia del dopoguerra, ne Il mistero della cripta sepolta tutto torna ai giorni nostri, con sullo sfondo una delle minacce più ricorrenti di questi anni, ovvero il terrorismo islamico. Minaccia che porta in campo Tom Green, amico di Marston e agente della CIA. Ma andiamo con ordine perché la storia è più complessa di quanto sembri.
Tutto ha inizio con la morte del figlio di un senatore degli Stati Uniti, ucciso in compagnia di una ragazza pachistana con legami non si sa quanto stretti con Mohamed al Zakiri, presunto estremista islamico giunto a Parigi non si sa bene per far cosa. I due vengono freddati da alcuni colpi pistola, una notte di luna, nel cimitero di Père-Lachaise, davanti alla tomba di Jim Morrison. Ad ucciderli, lo Sacarabeo, un killer che lascia al suo passaggio piccoli scarabei di vetro.
Per il senatore, Norris Holmes, è sicuramente al Zakiri, e grazie alla sua influenza infatti arriva la cavalleria: CIA, antiterrorismo, comunicati stampa di caccia all’uomo, estromissione dalle indagini dei pur solerti poliziotti francesi. Per Marston invece il terrorismo non centra per niente, anzi il killer imprendibile, che attraverso cunicoli sotterranei (le antiche catacombe sotto Parigi) si muove come un fantasma da un cimitero all’altro, ha un piano ben preciso ben diverso dal dominio del mondo. A lui interessano le ossa di alcune ballerine del Mouline Rouge, tra cui Jane Avril, che faceva furore ai tempi di ToulouseLautrec. Perché? Si chiede Marston. Che se ne fa delle loro ossa? E perché per perseguire questa sua ossessione, uccide senza pietà chiunque si trovi sul suo cammino? (Sparando anche contro di lui e ferendo gravemente Tom).
Penso che un’idea della storia ve la siete fatta, dunque tutto il romanzo è una doppia caccia all’uomo in una Parigi estiva, vista da un americano che infondo la ama. Strade, caffè, ristoranti, luoghi turistici e quartieri più degradati, tutto scorre come scenario tra le pagine, caratterizzate da scrittura sincopata e suspense. La bella Claudia, giornalista intraprendente, darà una mano a trovare nuove piste (e sul finale farà qualcosa di o oltremodo stupido o dannatamente coraggioso); Tom dovrà vedersela con il suo attaccamento al bere per fugare i suoi fantasmi personali; Garcia, il poliziotto francese amico di Marston, darà anche lui una mano e chi non centra niente finirà per rimetterci le penne.
Un po’ di ironia, un personaggio eroe infondo simpatico in aggiunta. Una storia da seguire insomma. Forse solo il titolo può trarre in inganno. No, non è un thriller esoterico, alla Dan Brown per intenderci. Niente monaci assassini, libri maledetti, congiure di sette segrete, anche se la follia del serial killer può essere condotta in un certo qual modo a qualcosa di trascendente (già lo scarabeo dovrebbe condurvi nella giusta direzione). In America è già uscito il terzo episodio, The Blood Promise, prossimamente nelle nostre librerie. Buona lettura.

Mark Pryor, nato e cresciuto nell’Hertfordshire, ha esordito come reporter in Inghilterra, e oggi lavora ad Austin, Texas, come pubblico ministero presso la procura distrettuale della contea di Travis. Fondatore di D. A. Confidential – uno dei maggiori blog sul crimine negli USA – ha conquistato pubblico e critica con il suo romanzo d’esordio, Il libraio di Parigi, (Timecrime, 2013). Il mistero della cripta sepolta è il secondo romanzo che vede protagonista Hugo Marston e sarà seguito da The Blood Promise.

:: Recensione di Il libraio di Parigi di Mark Pryor (Time Crime, 2013)

15 aprile 2013
il libraio di parigi

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Il libraio di Parigi (The Bookseller, 2012) esordio del texano Mark Pryor, edito da Time Crime e tradotto da Tommaso Tocci, è una piacevole sorpresa che sono certa apprezzerete quanto ho apprezzato io. Ho avuto l’opportunità di leggerlo in anteprima, uscirà in libreria il 18 aprile, e so per certo che l’intervista che farò all’autore è la prima che concede all’estero, per cui mi sento un po’ come quei talent scout che scovano bei libri, quasi per caso.
Già leggendo la trama avevo capito che era uno di quei libri che mi sarebbe piaciuto leggere: innanzitutto è ambientato a Parigi, una Parigi un po’ deformata dalla fantasia dell’autore, che si premura di dirci delle libertà che si è preso riguardo alla Storia e alla geografia dei luoghi, una Parigi vista con gli occhi di uno straniero, il protagonista è un americano nato e cresciuto in un ranch del Texas, ma pur sempre una città ricca di atmosfera, di caffè tipici, di ristoranti galleggianti sulla Senna, di bouquiniste con le loro bancarelle di libri preziosi.
Poi una sottotrama del libro ci riporta alla Seconda Guerra Mondiale, alla caccia data ai Nazisti e ai collaborazionisti nella Francia del dopoguerra. Il protagonista, Hugo Marston, una sorta di Cary Grant con gli stivali da cowboy, seppure smaccatamente americano, è decisamente simpatico, onesto, coraggioso, un po’ sbruffone ma mai quanto l’amico Tom Green, agente della Cia obeso e sboccato, sempre tentato di risolvere le cose piuttosto radicalmente, che l’aiuterà nell’indagine.
Poi siamo a Parigi, volete che non ci sia una storia d’amore con una bella parigina? E soprattutto come tutti i bibliofili più accaniti non potevo non essere affascinata del fatto che si parli di libri, di prime edizioni che possono valere 500.000 Euro trovate quasi per caso e comprate per cifre irrisorie dai bouquiniste, un’ istituzione a Parigi con tanto di sindacato e tradizioni, di libri che contengono segreti terribili rimasti sepolti per decenni, per cui si è disposti a tutto pur di ritrovarli, anche a rivolgersi senza volerlo a chi non è quello che sembra, a chi non ha remore di uccidere pur ti ottenere quello che vuole.
Tutto ha inizio una giornata di inverno nei pressi di una bancarella di libri a Pont Neuf. Hugo Marston capo della sicurezza presso l’ambasciata degli Stati Uniti, e suo malgrado in vacanza, vaga lungo la Senna in cerca di un libro da regalare alla sua ex moglie Christine, che da poco l’ha lasciato, e  che forse vuole riconquistare. Arrivato alla bancarella del suo amico Max, un anziano bouquiniste un po’ bizzarro che conosce da anni, scova due libri interessanti: Une saison en enfer di Rimbaud con tanto di dedica a Paul Verlaine, e un Agatha Christie prima edizione. Sfoglia casualmente un Della guerra di Carl von Clausewitz, ma Max si affretta a metterlo via, dicendo che quello non è in vendita. Poi sotto i suoi occhi Max viene rapito.
Non ostante la sua testimonianza la polizia non è intenzionata a dare l’avvio all’inchiesta per la dichiarazione di alcuni che asseriscono che Max sia andato via di sua spontanea volontà. Hugo certo non ha intenzione di rimanere con le mani in mano e inizia una sua personale indagine alla ricerca del suo amico. Scoprirà di lui cose strane, che si chiama Max Koche, che la Cia ha un dossier su di lui, e che collaborò con Serge e Beate Klarsfeld, famigerati cacciatori di nazisti.
Sempre ostacolato dalla polizia, e dallo stesso ambasciatore Taylor che gli intima di non mettersi in mezzo in una storia di competenza dei francesi, troverà come alleati l’amico Tom, agente della Cia venuto a Parigi e stanco di essere stato messo a passare carte dopo una vita sul campo e la giornalista Claudia Roux, con la quale vivrà una storia d’amore e si scoprirà essere la figlia di un conte legato alla sparizione di Max. Quando altri bouquiniste vengono rapiti e ritrovati morti nella Senna, la polizia finalmente decide di intervenire e le indagini passano a Garcia, un poliziotto francese che sospetta del marcio all’interno della polizia. Quello che scopriranno grazie all’intuito di Hugo, e che di certo non vi anticipo, è un piano diabolico che spero nessun delinquente prenderà mai in seria considerazione.
A maggio in America uscirà la prossima avventura di Hugo Marston dal titolo The Crypt Thief e quello che posso ancora dirvi è che mi è venuta una voglia pazzesca di visitare Parigi. Buona lettura.

Mark Pryor è nato in Inghilterra, e lavora come assistente del procuratore distrettuale ad Austin in Texas. Questo è il suo romanzo d’esordio.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Martina dell’Ufficio Stampa Fanucci.

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