Tokusatsu di Massimo Nicora (Editrice La Torre, 2019) a cura di Elena Romanello

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TokusatsusmallL’Editrice La Torre continua a raccontare l’immaginario pop giapponese degli ultimi decenni, affidandosi di nuovo all’inossidabile Massimo Nicora, con Tokusatsu, i telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta.
Come suggerisce il titolo si parla di quello che è un vero e proprio fenomeno di fandom e interesse che ha affiancato manga ed anime in Giappone nel corso degli anni, dagli albori della televisione, e che è ancora presente oggi: serie live action, che riprendono le tematiche dei robottoni giganti, ma che le declinano con attori reali, spesso veri e propri divi in patria.
In Italia arrivarono alcune di queste serie all’epoca dell’anime boom, tra fine anni Settanta e Ottanta, incuriosendo alcuni e suscitando l’ilarità di altri, ma erano solo una piccola parte di un fenomeno ben presente, raramente studiato fuori dal Giappone eppure fondamentale per molto immaginario fantastico di oggi.
Massimo Nicora, che ha già raccontato tutto, proprio tutto, sul fenomeno Goldrake, esamina nelle pagine del libro la storia, i generi, l’evoluzione e le curiosità, raccontando storie note e meno note.
Ci sono infatti vari filoni all’interno di queste storie dal vero fantastiche, un’alternativa alla fantascienza televisiva occidentale che ha lasciato il segno.
I kyodai heroes parlano infatti di eroi che diventano giganti per combattere, mentre lo henshin è incentrato sulle gesta di protagonisti che si trasformano. I mecha introducono invece i robottoni, grandi protagonisti di manga e anime e non solo.
Per avere una maggiore libertà tematica, si è deciso poi di indirizzare alcune storie solo per bambini, i cosiddetti kids show, che puntavano più sul divertimento, mentre le serie più popolari man mano nel tempo risultarono essere i sentai, dove i buoni sono di solito una squadra, con un colore diverso dell’uniforme per ciascuno, solitamente di cinque membri. I sentai sono evoluti poi nei super sentai, con l’introduzione dei robot, un passo che avvenne con il telefilm di Spiderman, quando Toei e Marvel stipularono un accordo per usare i loro personaggi a vicenda in serie prodotte nei loro Paesi.
Non è da dimenticare il filone realizzato con le marionette, diffuse anche in Giappone e che in TV furono influenzate dalla serie inglese Thunderbirds, prodotta da Gerry Anderson e citata nelle pagine del libro.
Leggendo il libro si scoprono che sono stati diversi gli autori di manga e anime a cimentarsi anche con il genere tokusatsu, come Shotaro Ishimori e i mostri sacri Osamu Tezuka e Go Nagai, e si rivivono comunque le gesta di personaggi famosi, come Ultraman, Kamen Rider, Spectremen, Megaloman, I-Zenborg e Koseidon.
Tra l’altro, al di là dell’interesse che suscitarono anche in Occidente, i tokusatsu sono alla base del successo di franchise come i Power Rangers, che periodicamente tornano in TV e al cinema, e i Transformers.
Un libro per appassionati e nostalgici, nello stile rigoroso e interessante della Torre edizioni, e in attesa del secondo capitolo, con gli eroi più recenti.

Massimo Nicora (Varese, 1972), giornalista, è laureato in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si occupa di comunicazione e relazioni con la stampa per conto di importanti aziende nazionali e internazionali, con particolare riguardo ai settori dei videogiochi e del cinema di animazione. È autore dei libri C’era una volta… prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta (Youcanprint, 2016) e C’era una volta Goldrake. La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana (La Torre, 2017), la più ricca e documentata ricostruzione dell’affaire Goldrake in Italia.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

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