Posts Tagged ‘Elena Romanello’

Il poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya (J-POP manga, 2018) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2019

pvaI manga sono una realtà editoriale in Italia da quasi trent’anni e molti editori si sono cimentati portando nel nostro Paese titoli di generi e epoche diverse. Nessuno aveva mai pensato di portare uno dei capostipiti degli shojo manga, anzi il titolo che ha stravolto il genere aprendo la strada a nuove sperimentazioni, Kaze to ki no utaIl poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya.
Finalmente J-POP ha colmato questa lacuna editoriale, con una lussuosa edizione, disponibile in un cofanetto con tutti i dieci volumi insieme, ognuno con un segnalibro personalizzato, o a volumi singoli. Liberamente ispirato al romanzo Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, Il poema del vento e degli alberi racconta l’incontro in un collegio maschile francese nell’Ottocento tra Serge, orfano nato da un amore proibito tra un conte e una zingara, e il bellissimo e diabolico Gilbert, ragazzo coinvolto in passioni illecite e che sedurrà anche il nuovo arrivato.
Come si può intuire, Il poema del vento e degli alberi ha introdotto nei manga la tematica omosessuale, già presente sullo sfondo in alcune opere di Riyoko Ikeda (l’autrice di Lady Oscar Caro fratello), ma qui centrale e senza dimenticare aspetti anche scomodi e scabrosi, sia pure in un contesto a tratti sognante.
Chi legge manga oggi troverà cariche e diverse le tavole di Keiko Takemiya, che come molte colleghe aveva un’idea non storica e realistica dell’Occidente, cosa poi più presente in altre opere più recenti: ma la storia resta affascinante, morbosa, appassionata, innovativa, oggi come quarant’anni fa, soprattutto in tempi di omofobia e oscurantismo come quelli attuali.
Una storia che ha aperto nuovi orizzonti agli shojo manga, un filone nato per storielle zuccherose stile Harmony per bambine ma che oggi è uno dei serbatoi più interessanti di storie anche scomode, diverse, innovative, grazie anche a Keiko Takemiya e al suo amore proibito e devastante, coinvolgente come tutte le storie di quel tipo, ma con una diversità di fondo in un Paese dove l’omosessualità è stata prassi comune tra i samurai ma dove era anche vista come un disordine rispetto all’organizzazione della famiglia tradizionale.
Il poema del vento e degli alberi è un’opera da avere per tutte le appassionate (e appassionati) di manga anni Settanta, per molti l’epoca d’oro di quest’arte: ispirò anche un film d’animazione che però non catturò tutta la complessità e la lunghezza della vicenda.
Però è un’opera da leggere anche per chi è interessato al tema dei diritti, a come sono stati trattati dai fumetti e al percorso che hanno ispirato queste storie. Tragedia e storia di formazione, eros e thanatos, mescolate in una storia che comunque è rimasta nella storia del fumetto non solo in Giappone.

Provenienza: libro del recensore.

Keiko Takemiya  è stata una delle autrici di fumetti che nei primi anni Settanta fecero da pioniere del fumetto per ragazze che avevano come soggetto l’amore omosessuale maschile, a partire dalla sua prima opera, In the Sunroom, uscita nel 1970.
Fra i suoi lavori più noti si possono citare i manga Terra e… e Il poema del vento e degli alberi, pubblicati a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Nel 1979 vinse il Shogakukan Manga Award sia nella categoria shōjo manga che nella categoria shōnen manga rispettivamente per Kaze to Ki no Uta e Terra e...  ed il prestigioso Seiun Award nel 1978 sempre per Terra e....
Dal 2000, Keiko Takemiya insegna presso la facoltà di manga della Kyoto Seika University ed è l’attuale rettore. Nel 2009, è stata membro della commissione selettiva per il Premio culturale Osamu Tezuka.

The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer, 2018) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2019

978882006623hig-250x380Estate nella tranquilla cittadina di Flint City in Oklahoma: il signor Ritz sta portando a spasso il suo cane quando si imbatte nel cadavere orrendamente martoriato e seviziato di un bambino di soli undici anni. La sua sarà la prima testimonianza che la polizia ascolterà in una concitata caccia all’uomo, perché chi ha commesso un delitto così efferato non può restare in giro libero, come decide il detective Ralph Anderson, sempre in cerca di giustizia per i colpevoli ma soprattutto per le vittime innocenti, questa volta più che altre volte.
I sospetti portano ad un uomo, Terry Maitland, padre, marito e insegnante tranquillo, allenatore di baseball dei bambini, insospettabile ma intorno al quale si serra una catena di odio e risentimento. Terry non era in città, era ad un incontro letterario a chilometri di distanza, ma nonostante questo viene arrestato in maniera spettacolare e non sarà l’ultimo colpo di scena, tra la voglia di vendetta di una cittadinanza indignata e poco accorta e la disperazione della sua adorata famiglia.
Ma presto la polizia si renderà conto di aver compiuto un errore, che ha e può avere conseguenze gravissime, mentre l’eco di un’antica leggenda metropolitana su un essere che può prendere qualsiasi forma prende piede e coinvolge anche Ralph Anderson, non soddisfatto dalla piega presa da quello che sembrava uno dei suoi casi risolti migliori.
Stavolta non siamo nel Maine, ma in un’altra profonda provincia degli Stati Uniti, quelle aree che hanno sancito l’imbarazzante e discutibile vittoria di Donald Trump, ma Stephen King non cambia il suo voler raccontare gli abissi dell’animo umano, con una storia che inizia come un thriller ma poi vira nel paranormale, dopo aver fatto riflettere sulla psicosi oggi più presente che mai di sbattere il mostro in prima pagina e distruggerlo, anche di fronte all’evidenza dell’innocenza.
Ralph Anderson è l’eroe suo malgrado di una caccia all’uomo che diventerà qualcosa di più, una riflessione sulle storture della società di oggi, sempre in cerca di un capro espiatorio e non della verità. Nelle pagine del libro compare un personaggio di precedenti romanzi di Stephen King, Holly Gibney, coprotagonista nelle trilogia di Mister Mercedes, qui impegnata ad allargare lo sguardo di coprotagonisti e lettori sugli orizzonti dell’impossibile. Chi ha letto i tre libri sarà felicissimo di ritrovarla in queste pagine, che sono comunque godibilissime anche per chi è digiuno della trilogia.
L’uomo nero capace di prendere le sembianze di un innocente e distruggerlo non è che l’ennesima incarnazione del male secondo Stephen King, un It per certi versi più subdolo, con tratti da folclore popolare e da fermare a qualunque costo.
Una riflessione sulla condizione umana e sul male nel mondo nascosta da romanzo thriller paranormale, forse i libri di Stephen King di qualche anno fa erano migliori, ma anche questo è di tutto rispetto: gli appassionati ritroveranno i suoi temi cari, i neofiti un viaggio a più livelli tra reale e paranormale in cosa c’è e ci può essere dentro l’animo umano.

Provenienza: libro del recensore.

Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.

Naila di Mondo 9 di Dario Tonani (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

10 gennaio 2019

978880468825hig-313x480La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
Ora l’universo di Mondo 9 torna per raccontare l’epopea di Naila, anche lei navigatrice del deserto del pianeta sopra la sua baleniera convertita a cargo, la Syraqq, in cerca della Grande Onda e di possibilità di sopravvivenza, mentre imperversa un morbo che sta facendo strage di esseri umani e delle loro navi organiche, forse incompatibili con un pianeta ostile.
Un libro godibilissimo anche per chi non ha letto le storie precedenti, un’avventura di fantascienza originale e inquietante, con un’eroina che non è giovane come appare sulla pur bellissima copertina di Franco Brambilla, erede di una tradizione di protagoniste la cui capostipite è Ripley di Alien. Tra l’altro, da segnalare che la protagonista ha ispirato anche un art book in tema, non il primo che esce per raccontare un universo evocativo e affascinante.
Mondo 9 rappresenta una possibilità apocalittica per la Terra o un luogo alternativo in cui la vita umana si è installata secoli prima, ed è l’ennesimo luogo iconico che la fantascienza racconta, un genere che funziona alla grande quando racconta in maniera metaforica paure e questioni in sospeso del nostro mondo, rileggendo il tema del viaggio dell’eroe (stavolta un’eroina, quindi ancora meglio) in mezzo a prove incredibili, fino ad un risultato finale, e tra l’altro la conclusione sembra presagire che ci saranno nuove avventure. Anche perché Naila è un personaggio a cui ci si affeziona, e sarebbe bello davvero poterla incontrare di nuovo nelle pagine di un’altra storia.
Naila di Mondo 9 è un libro per i cultori della fantascienza, un genere che non è mai morto e non ha mai smesso di rinnovarsi, cercando nuove storie oltre i viaggi nello spazio pieni spesso di speranza che oggi non si riesce più ad avere e le distopie di società terrestri basate sui fatti reali del cosiddetto Secolo breve.
Ma tra le righe è anche la presentazione di un nuovo modello di protagonista, in un genere che ha visto crescere in maniera esponenziale le lettrici, un’eroina non perfetta, legata alla sua nave che sente come un essere vivente e pronta a giocarsi tutto per una speranza di libertà e di salvezza. In attesa di nuovi sguardi su Mondo 9, capace già di avvincere tra sabbie e macchine.

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Provenienza: inviato al recensore dalla redazione Oscar Mondadori.

A cosa servono le ragazze di David Blixt (La Corte editore, 2018) a cura di Elena Romanello

8 gennaio 2019

cover_nelliebly-307x4291885, Stati Uniti: un mattino sul quotidiano The Dispatch compare un articolo del direttore in cui ci si chiede a cosa servano le donne e le ragazze, se non a fare le mogli e le madri: Elizabeth Cochrane, diciott’anni, una vita passata lottando contro una difficile situazione familiare causata da uomini che hanno rovinato la vita sua, di sua madre e delle sue sorelle, scrive al giornale le sue ragioni e il suo disaccordo per un articolo sciovinista e maschilista anche a quei tempi, che non tiene conto della realtà della condizione femminile.
Il suo intervento colpisce il direttore che chiede di incontrarla e le offre un posto nel suo giornale: Elizabeth, che sceglie lo pseudonimo di Nellie Bly, rifiuta di scrivere di pettegolezzi e robetta leggera, e preferisce occuparsi di attualità e della condizione femminile, tra sfruttamento e sottomissione. Inizia pertanto a scrivere delle condizioni di lavoro delle operaie, della necessità per le donne di avere autonomia e indipendenza, della condizione delle bambine, costrette a lavorare per pochi soldi in condizioni malsane. Mali della società di allora ma non certo distanti da certe realtà oggi.
La prima giornalista investigativa della storia farà poi un lungo soggiorno in Messico, dove svelerà una società maschilista e corrotta, ma otterrà il suo risultato più importante con il suo reportage più pericoloso, fingendosi pazza e finendo internata nel manicomio femminile di Blackwell’s Island, al largo di New York, di cui racconterà abusi, violenze e disumanità.
Dimentichiamo principesse e favorite da romanzi storici di maniera: Nellie Bly è un personaggio realmente esistito, che esce dalle pagine di un romanzo appassionante ma rigoroso a raccontare una pagina di Storia e una società tutte da scoprire, oltre che problemi ancora attuali, visto che le forze reazionarie ancora oggi cercano sempre di minare l’autonomia economica delle donne.
Una biografia sotto forma di romanzo su una figura oggi ingiustamente non abbastanza conosciuta e tutta da scoprire, un’icona femminista, antesignana di tutte le reporter che sono venute dopo di lei e non si sono fermate di fronte a niente per raccontare e scoprire la verità, e soprattutto per denunciare ingiustizie e soprusi, a cominciare da quelli che subiscono le donne.
A cosa servono le ragazze è un libro appassionante, ma anche capace di far riflettere su mondi simili, ieri e oggi, per tutte le età, da regalare a donne e ragazze, ma anche da comprarsi e leggere, e non dimenticare.

Provenienza: libro del recensore.

David Blixt vive a Chicago, negli Stati Uniti, con la sua famiglia, ed è un celebre attore shakesperiano oltre a essere un autore che ha venduto decine di migliaia di copie pubblicando svariati romanzi in tutto il mondo.
Con La Corte Editore ha già pubblicato Il Cavaliere della profezia di Dante, con cui ha ottenuto un ottimo successo.

La nemica di Brunella Schisa (Neri Pozza, 2018) a cura di Elena Romanello

7 gennaio 2019

arton148304Marcel de La Tache è un giovane giornalista di belle speranze nella Parigi del 1786 e un giorno, mentre si sta recando al lavoro, assiste nella piazza della Cour du Mai ad un atroce supplizio: una donna, giovane e bella, viene fustigata e marchiata con la V di voleuse, ladra. Marcel scopre che la condannata altri non è che Jeanne de La Motte Valois, nobildonna di oscure origini implicata nello scandalo della collana, che ha coinvolto anche la regina Maria Antonietta e il cardinale di Rohan con l’acquisto a rate di una costosissima collana, non fatto dalla sovrana ma portato avanti con l’inganno dalla contessa raggirando anche Rohan.
Il giovane inizia, usando le tecniche di quello che verrà chiamato giornalismo investigativo, a indagare sul caso, incontrando anche la donna, rinchiusa alla Salpetriere, per la quale arriverà a provare un’attrazione senza controllo, mentre è prossimo al matrimonio. Quando Jeanne riesce a fuggire in Inghilterra dove comincia a pubblicare le sue memorie, in cui racconta cose imbarazzanti sulla Regina e la corte, Marcel si troverà diviso tra la moglie, gli eventi che stanno trascinando la Francia nel baratro della Rivoluzione, i ricatti di spie della corte che conoscono i suoi legami con Jeanne e Jeanne stessa, che continuerà a visitare in esilio e ad essere affascinato da lei.
Non è la prima volta che l’immaginario si occupa dello scandalo della collana, fattaccio che esplose in una Francia indebitata e piena di malcontento nel 1785 e che secondo Goethe fu l’antefatto della Rivoluzione, trascinando la monarchia francese, e Maria Antonietta in particolare, nella vergogna, anche se poi anni dopo fu dimostrata l’innocenza e la buona fede della sovrana. Alessandro Dumas padre dedicò un romanzo al fatto, La collana della regina, non uno dei suoi migliori ma abbastanza avvincente e da tenere attaccati alle pagine, ci sono stati un paio di film non eccelsi ma decorativi e del caso della collana ha parlato anche il manga e anime di culto Versailles no Bara, noto in Italia come Lady Oscar, oltre che un ottimo saggio di Benedetta Craveri che è servito di ispirazione all’autrice.
Una storia quindi sempre affascinante, un inganno da romanzo poliziesco portato avanti da una donna troppo bella, una Milady truffatrice ma abbastanza ingenua, poi travolta dagli eventi che la portarono pare a suicidarsi: Brunella Schisa accoglie questa ipotesi, negli anni si parlò anche di omicidio, ma anche che Jeanne fosse ancora viva e vegeta e continuasse anni dopo a scrivere libelli contro Maria Antonietta.
Brunella Schisa sceglie di raccontare la storia dal punto di vista di un personaggio inventato ma ricalcato su molti giornalisti dell’epoca, a cominciare dal rivoluzionario Camille Desmoulins: Marcel si rende conto di vivere in tempi che stanno cambiando, vuole fare bene un lavoro che sarà sempre più fondamentale e finisce travolto da una storia intrigante ma molto più grande di lui e da una donna, un’anti eroina di sicuro fascino, dolente ma anche pericolosa.
La nemica è un libro per tutti gli amanti della storia della Rivoluzione francese e dei suoi protagonisti, ma anche una riflessione sull’importanza della verità, sul saper raccontare i fatti, sul non sapersi far imbrogliare da quello che è falso, sul potere della seduzione e della disperazione.

Brunella Schisa è nata a Napoli. Dopo aver lavorato come traduttrice, esordisce nella narrativa nel 2006 con il romanzo La donna in nero (Garzanti) che riceve numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Rapallo. Giornalista di Repubblica, ha curato per anni la rubrica dei libri sul Venerdì, con cui adesso collabora. Tra le sue opere Dopo ogni abbandono (Garzanti, 2009) e La scelta di Giulia (Mondadori, 2013).

Provenienza: libro del recensore.

Giappomania di Marco Reggiani con le illustrazioni di Sabrina Ferrero (Rizzoli, 2018) a cura di Elena Romanello

24 dicembre 2018

image003Da molti anni ormai nel nostro Paese c’è un interesse in costante crescita per il Giappone, Paese lontano da noi geograficamente e linguisticamente, ma che esercita un sicuro fascino sia per i suoi aspetti più tradizionali, dalle arti marziali all’ikebana, sia per quelli più moderni, dai videogiochi ai manga.
Giappomania, libro illustrato su testi di Marco Reggiani si pone in maniera un po’ diversa rispetto ad altri studi in tema, presentando un viaggio in vari aspetti del Paese del Sol levante, con tavole colorate schematiche che raccontano un mondo, come futura guida per visitarlo ma anche come utile e colorato compendio per conoscerlo meglio.
Tra le pagine si viene trasportati nelle vie di Tokyo, si scoprono alcune regole fondamentali dell’etichetta giapponese, si parla di cibo, che ha altre specialità oltre il celeberrimo sushi, si scoprono le feste tradizionali giapponesi, tantissime e anche molto curiose perché derivano da varie tradizioni, ci si confronta con la lingua, complessa ma che attira sempre più studiosi, si parla delle varie arti tipiche e degli oggetti, antichi e modernissimi, dai kimono al kawai, dagli origami ai manga.
Non manca un itinerario in alcuni luoghi iconici dell’arcipelago, come il monte Fuji, la foresta di Ise, il lago Biwa, la città gioiello Kyoto, Nara con i suoi cervi, la caotica Osaka e la città martire Hiroshima, di modo da potersi già costruire un percorso per un futuro viaggio.
Giappomania, colorato e simpatico, è un libro per chiunque ami il Giappone, sia perché ci è stato sia perché sogna di andarsi, in qualunque modo abbia scoperto questo mondo fantastico, tanto lontano e tanto vicino a noi, ma è anche un libro per chi vuole sapere di più, in maniera divertente e originale, su un Paese che da decenni influenza il nostro immaginario, e che tra l’altro ama molto il nostro di Paese.
Un libro per un pubblico vario e curioso, per giovani e non solo, con tante suggestioni, scoperte e spunti su cui costruire o consolidare la propria passione.

Marco Reggiani, nato a Modena, si è laureato in Architettura e Ingegneria Edile all’Università di Bologna. Dopo aver ottenuto una scholarship dal MEXT (Ministero dell’Istruzione, della Scienza, dello Sport e della Cultura giapponese), nel 2014 è partito alla volta del Giappone dove ha conseguito un dottorato in Architettura all’Università di Tokyo (2018). Appassionato di luoghi e identità urbane, la sua attività didattica e di ricerca si concentra sull’analisi dello spazio urbano di Tokyo alla scoperta della mutevole e contraddittoria natura della capitale del Sol Levante.

Sabrina Ferrero, nata a Torino nel 1981, da dieci anni vive a Perugia. Lavora come graphic designer e illustratrice ed è autrice del blog Burabacio (in torinese “scarabocchio”). Ha illustrato e impaginato libri per bambini e ragazzi. Per Mondadori Electa ha illustrato La mia Milano, Conosciamoci meglio, Senza filtri e 100 racconti per bambini coraggiosi.

Provenienza: pdf inviato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza di Carmine Treanni (Homo Scrivens, 2018) a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2018

255_treanniLa fantascienza continua a piacere e ad affascinare, anche se negli anni è profondamente cambiata, raccontando nuove storie spesso metafora dell’attualità  e conquistando le nuove generazioni con eroi e vicende nuove, usando tutti i mezzi disponibili, da quelli più antichi come la parola scritta a quelli più moderni come il videogioco, per raccontare storie.
A questo genere che continua ad avere molto da dire e che si rinnova in continuazione è dedicato il bel saggio dell’esperto Carmine Treanni uscito per Homo Scrivens, Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza, con uno strillo in copertina che racconta che all’interno ci sono 500 schede di romanzi, film, fumetti, serie TV, cartoni animati, videogiochi, musica e siti Internet, dalle origini ad oggi.
Effettivamente è davvero interessante e gratificante immergersi in queste pagine, avvincenti e divertenti, organizzate per percorsi tematici e all’interno di ciascuno cronologici, per scoprire davvero l’evoluzione di vari universi che dall’Ottocento ad oggi hanno accompagnato le vite degli appassionati, con particolare enfasi a quello che è giunto dai Paesi anglosassoni e in tempi più recenti dal Giappone, due mondi emblematici ancora oggi per la costruzione di un universo fantastico. Come sempre succede con questo tipo di libri, si scoprono nuovi titoli, che siano romanzi, antologie, racconti, film, fumetti, e si dà ordine ad una passione iniziata magari da ragazzini e sempre in cerca di nuovi spunti.
Tra l’altro, quello che rende il lavoro di Carmine Treanni prezioso e unico è l’aver messo insieme per quello che riguarda la letteratura romanzi, antologie e singoli racconti, spesso dei veri gioielli, oltre che di aver parlato di programmi radio, di canzoni e album musicali e di videoclip: cose magari meno note, soprattutto al grande pubblico ma sulle quali si fanno davvero scoperte interessanti.
Un libro curioso e ampio, in cui ogni appassionato troverà i suoi eroi e ne scoprirà di nuovi, in un percorso che invita a fare nuove ricerche, perché la voglia di giungere dove nessuno è arrivato prima c’è sempre negli appassionati di fantascienza. Il futuro è adesso si rivolge a varie generazioni di appassionati, parlando di opere ormai entrate nell’immaginario, anche molto recenti come i vari cinecomic dei super eroi, sia di titoli da riscoprire, soprattutto in ambito letterario e cinematografico ed è al momento nel nostro Paese uno dei libri più completi, se non il più completo, sull’argomento.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Carmine Treanni è giornalista e saggista, studia storia e forme della cultura di massa: dalla letteratura di genere al fumetto, fino alla televisione.
È da oltre dieci anni il curatore della rivista online di fantascienza “Delos Science Fiction” e dal 2012 è il direttore editoriale della casa editrice Cento Autori.

Armada di Ernest Cline (De Agostini 2018) a cura di Elena Romanello

21 dicembre 2018

4e978cad-813f-43fc-85f5-8b72db0f19c1Dopo il grande successo di Ready Player One torna in libreria Ernest Cline con un nuovo romanzo in cui si omaggia la cultura geek e nerd, Armada, con toni simili a quelli del libro precedente, ma con alcune novità, a cominciare dall’ambientazione contemporanea e non in un futuro distopico, anche se poi eventi fantastici irrompono in un tran tran abbastanza monotono.
Zack ha diciotto anni, vive una vita senza storia con la mamma infermiera, dopo la morte del padre, suo coetaneo all’epoca, quando aveva pochi mesi in un tragico incidente sul lavoro, con tanto di compagni bulli ed ex fidanzatina che gli ha preferito un altro. Le sue più grandi passioni sono i videogiochi e la fantascienza, ereditate da questo padre adolescente che non ha mai davvero conosciuto ma di cui ha venerato la memoria.
Un giorno però viene buttato in mezzo ad una di quelle avventure che sogna da sempre quando scopre, insieme a molti altri suoi coetanei, che l’immaginario fantascientifico e in particolare il videogame Armada sono stati usati per preparare i giovani terrestri ad un’invasione aliena, che sta arrivando ad ondate, con conseguenze disastrose e che bisogna ovviamente fermare, come avviene nei migliori videogames, film e telefilm.
Zack si troverà quindi catapultato in un nuovo mondo, diventando lui stesso protagonista e scoprendo novità che potrebbero sconvolgere la sua vita, anche perché gli alieni sembrano tutto tranne che pacifici.
L’immaginario dei videogiochi e della fantascienza ha accompagnato ormai più generazioni ed è giusto che si cominci a rifletterci sopra, e con la saggistica e con la narrativa: Ernest Cline sceglie una strada di meta narrazione, raccontando storie fantastiche che attingono in pieno a varie icone del passato e del presente, che è divertente scovare, a cominciare da due serie di culto come The X-Files Spazio: 1999. Tutto per raccontare una storia sull’archetipo dell’invasione aliena, presente nel fantastico dai primordi, con Wells, ma che funziona sempre, tanto che l’immaginario continua a proporlo periodicamente, forse perché dietro si nascondono tante nostre paure e la metafora della nuova Storia e della nostra condizione.
Armada è un libro da regalare ai ragazzi, certo, tra l’altro il suo stile è molto moderno ed immediato, ma piacerà anche ai ragazzi di ieri, come già succedeva a Ready Player One che sono cresciuti con un universo di storie che oggi è diventato moda e tendenza.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Ernest Cline è uno scrittore bestseller di fama internazionale, sceneggiatore, padre, e geek a tempo pieno. È autore di Ready Player One e co-sceneggiatore dell’adattamento cinematografico diretto da Steven Spielberg. I suoi romanzi sono pubblicati in oltre 50 Paesi e sono rimasti per 100 settimane nella classifica dei libri più venduti sul New York Times. Vive a Austin, Texas, con la sua famiglia, una DeLorean in grado di viaggiare nel tempo e una sterminata collezione di videogiochi vintage.

Super Ottant’anni del primo super eroe da Nembo Kid a Superman di Filippo Rossi (Runa edizioni, 2018) a cura di Elena Romanello

15 dicembre 2018

la-copertina-di-super-saggio-analitico-scritto-da-filippo-rossi-e-disegnata-dallautore-stesso-e-colorata-da-stefano-vimercati-maxw-327Ottant’anni fa veniva pubblicato negli Stati Uniti il numero d’esordio di Action Comics, che introduceva il primo super eroe dei fumetti americani: Superman.
A questa icona dell’immaginario contemporaneo, ancora amatissima oggi, lo studioso e cultore nerd Filippo Rossi dedica il saggio Super, Ottant’anni di Superman, il primo supereroe. Il dio, l’uomo e la meraviglia… Superman, Batman, Wonder Woman: la saga dei supereroi DC, uscito per la padovana Runa Editrice con la prefazione di Paolo Gulisano, altro esperto di cultura del fantastico.
Superman nacque per iniziativa dei due ebrei statunitensi Jerry Siegel e Joe Shuster, che vollero introdurre il tema dell’eroe che lotta per giustizia e libertà e che si nasconde dietro ad un’identità fittizia, quella del giornalista Clark Kent. Volando nei cieli di Metropolis Superman, l’alieno Kar-El del pianeta Krypton, riprende e modernizza l’archetipo classico dell’eroe, e in questi ottant’anni il suo percorso è continuato, grazie ai corsi e ricorsi e al ritorno di fiamma ottenuto grazie a cinema e serie TV.
Il libro non parla solo di Superman, cita anche le altre icone DC Comics, come Batman, Wonder Woman e Aquaman, un universo in continua crescita e che nei prossimi anni avranno nuove incarnazioni al cinema e non solo. Filippo Rossi porta il suo lettore nel mondo dei super eroi, presentando la DC Comics, come Superman e soci hanno reintepretato i miti antichi e ricordando per esempio le quattro ere espressive dell’universo in questione, da quella aurea degli anni Trenta a quella attuale, dove sono subentrati dubbi e nuove tematiche. Il personaggio Superman è seguito in tutti i suoi ottant’anni di vita, ricordando anche che in Italia fu pubblicato all’inizio con il titolo di Nembo Kid, con tutti i vari luoghi e le sue vicende, oltre che per la fondamentale importanza avuta dal cinema nella costruzione dell’universo DC, dai serial degli anni Quaranta alle pellicole di Christopher Nolan e Zach Snyder passando per il Superman del compianto Christopher Reeve anni Settanta e per il Batman di Tim Burton.
Zach Snyder è oggetto di uno studio approfondito, così come agli ultimi film, in particolare Dawn of justice, ma anche Suicide Squad, in cui gli eroi diventano i cattivi, Wonder Woman Justice League. Non mancano anche richiami alle varie serie TV, anch’esse iniziate negli anni Cinquanta e continuate fino ad oggi, con le ultime incarnazioni di SupergirlGotham Arrow.
Un libro interessante e importante per raccontare una vicenda che non è stata e non è solo robetta da ragazzini, ma un’icona che ha cresciuto e sorretto più generazioni e che continua a riflettere il mondo di oggi, la ricerca di giustizia, ma anche i suoi problemi.  Super è un libro per appassionati e cultori, ma anche per curiosi e per chiunque pensi che non esistono arti superiori alle altre, ma solo storie belle e appassionanti da raccontare in tanti modi.

Provenienza: omaggio della casa editrice che ringraziamo.

Filippo Rossi, detto “Jedifil”, è nato domenica 14 febbraio 1971 a Rovigo, alle 14.40, e vive a Trieste. Si occupa di telecomunicazioni digitali, fumetto, illustrazione, grafica e scrittura. È uno dei massimi esperti di Star Wars; ha pubblicato nell’ottobre 2017, presso Áncora Editrice (Milano), il volume La Forza sia con voi – Storia, simboli e significati della saga di Star Wars, scritto con l’esperto Paolo Gulisano. Oltre a essere ideatore e co-fondatore di Yavin 4 (il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza – http://www.yavinquattro.net) ha realizzato l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come miglior fanzine italiana di science fiction. Per Oscar Mondadori ha supervisionato la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Guerre Stellari e si occupa di tutti gli attuali romanzi ufficiali Star Wars (Lucasfilm). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.

Il principe degli sciacalli di Rebecca Moro (Fanucci, 2018) a cura di Elena Romanello

12 dicembre 2018
copprincsciacallismall

Clicca sulla cover per l’acquisto

Fanucci editore torna ad arricchire la sezione fantasy con una voce italiana, Rebecca Moro, che esordisce con Il principe degli sciacalli, primo volume della saga dei Quadranti.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come dicevano le nostre nonne, c’è da essere soddisfatti, perché finalmente si legge un qualcosa di interessante, intrigante, dark e crudo, decisamente fantasy e non una storiella che di fantastico ha poco per ragazzine in cerca di emozioni terra terra. Tra le righe ci sono echi di autori come ovviamente George R. R. Martin, di cui i fan aspettano con impazienza la conclusione della saga di Westeros, ma nell’attesa non disdegnano certo altre storie di passioni e lotte, cruente il giusto e con la costruzione di un mondo a tratti terribile ma che sa conquistare.
Un altro autore che viene in mente, leggendo queste pagine, è Terry Goodkind con la saga de La spada della verità, non per la somiglianza della vicenda, ma per le atmosfere simili, di un fantasy che non è certo favolette per ragazzini ma ricostruzione e elaborazione di un mondo immaginario ma con tante metafore storiche e non.
In pochi giorni e in una lunga notte di sangue la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invade il più forte dei Quadranti dell’Impero umano, in un macrocosmo dominato da varie stirpi di esseri. La famiglia del Mastro è stata travolta, nessuno degli storici alleati si è fatto vedere e i Ti-Jak, creature tra uomini e rettili hanno falciato la resistenza.
Il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni sono sopravvissuti ma il loro destino sembra essere peggiore della morte, perché Raven è destinato a diventare lo schiavo sessuale del Jekret, mentre le due ragazze dovranno andare in sposa a due principi dei Ti-Jak.
Un cambiamento improvviso e inumano, ma forse ci saranno sorprese per tutti e tre, e quelli che dovevano essere i mostri si riveleranno diversi e ci sarà una speranza di rinascita. Anche perché non è detto che gli invasori siano le vere bestie e il vero pericolo, che può arrivare da altri umani.
Una storia avvincente, con tra le righe tematiche come la diversità, il ruolo della donna, la guerra, l’omosessualità, non nuove al fantasy ma qui viste comunque in un’ottica interessante e innovativa, per una vicenda che non si esaurisce qui e continuerà.
Il principe degli sciacalli alla fine entra nell’abisso più profondo dell’animo umano, racconta il confronto presente dai tempi più antichi tra uomo e bestia, tra abissi di follia e voglia di eroismo. E’ d’obbligo a questo punto attendere i nuovi capitoli, magari sognando un adattamento cinematografico, e forse, date le tematiche, non ci starebbe male un Guillermo del Toro..

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Fanucci che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Una nuova collana di classici gotici per Skira a cura di Elena Romanello

10 dicembre 2018

La casa editrice Skira, nota per il suo impegno nella promozione dell’arte e delle mostre, affianca una nuova collana a quelle esistenti, dedicata alla narrativa gotica, un genere che ha ispirato l’horror e il thriller, di grandissimo successo quando venne fuori a fine Settecento e che continua ad ispirare il nostro immaginario, tra narrativa, fumetti, film, serie TV, videogiochi.
I primi due titoli sono già emblematici nella definizione del genere e sono Il Golem di Gustav Meyrink e la raccolta Vampiri di vari autori.
Il Golem, ambientato in una Praga magica, riprende una figura del folklore ebraico mitteleuropeo che poi ha ispirato il cinema fantastico degli albori e altre storie, non ultima un episodio di X-Files negli anni Novanta e rappresenta come il gotico ottocentesco pescasse da antiche leggende per costruire le sue storie, riscoprendo tradizioni anche di culture poco note e ghettizzate come appunto quella ebraica.
Ne I Vampiri sono raccolti invece tre classici delle storie dei succhiasangue, anzi le tre storie che hanno portato una figura presente nelle tradizioni fin dall’antichità classica nella modernità. Il vampiro di Polidori, nato in seguito alla famosa sfida letteraria durante l’estate senza sole del 1816 che spinse anche Mary Shelley a scrivere Frankenstein, fu ispirato pare all’autore dal difficile rapporto con il suo datore di lavoro Byron, che lo spinse in seguito alla depressione e al suicidio. Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu racconta invece una storia al femminile, dove la vampira è un pericolo ma è anche fascinazione per la protagonista, non certo solo una damigella in pericolo, in attesa di una trasposizione cinematografica decente. Dracula di Bram Stoker, romanzo epistolare su una delle più potenti figure dell’immaginario, non ha bisogno di ulteriori presentazioni e merita sempre di essere letto, forse perché è abbastanza diverso da tante storie in tema sul grande schermo, se si esclude il film di Coppola.
Un’occasione, quindi, per scoprire o riscoprire classici senza tempo che continuano a dire molto ai lettori e alle lettrici di oggi.

Guida alla letteratura gotica di Fabio Camilletti (Odoya, 2018) a cura di Elena Romanello

1 novembre 2018

Camilletti_GoticoLa letteratura gotica è stata la madre, o meglio la nonna, di tutti i generi letterari, creando la prima affezione del pubblico mentre nasceva l’editoria moderna come industria creativa che doveva comunque fare affari per andare avanti, non potendo più contare sul sostegno di principi e prelati.
A questo filone è dedicata la guida Odoya Guida alla letteratura gotica, che racconta una stagione imperdibile, una settantina d’anni fra il 1764, quando esce a Londra Il castello di Otranto di Horace Walpole al 1831 quando esce l’edizione definitiva di Frankenstein di Mary Shelley, l’ultimo romanzo gotico ma anche il primo di fantascienza, nato dalla famosa scommessa di Villa Diodati durante un’estate distrutta da un’eruzione vulcanica agli antipodi per creare una storia che facesse davvero paura.
La letteratura gotica ha portato con sé una serie di romanzi ambientati, curioso, per lo più in Italia, vista allora come terra di mistero e di pericolo, quando invece in seguito si è identificato il mondo anglosassone come perfetto per certe storie e certe figurazioni, scritti spesso da donne, alle prese con fantasmi, insidie, fanciulle in pericolo, misteri dal passato, maledizioni e tanto altro ancora. Libri nati come prodotti di intrattenimento, diventati poi classici, che spesso tutti citano senza averli mai letti e che è senz’altro interessante ricominciare a scoprire grazie a questo libro, perché anche se a tratti oggi molti di questi romanzi possono sembrare obsoleti, tra le righe contengono qualcosa che ha continuato ad affascinare fino ad oggi e che ad allora non ha più lasciato pubblico e scrittori.
Nei romanzi gotici nascono molti archetipi e incubi che continuano ancora oggi ad esserci, nei libri, nei film, nei telefilm, nei fumetti, e dall’impatto che hanno avuto sull’editoria si capirà l’importanza dei generi letterari nella narrativa di consumo, da proporre a lettori avidi e che portano soldi agli editori comprando e leggendo storie avvincenti, magari non auliche e di gran qualità, ma capaci di fondare la modernità.
Il gotico nasce in un’Inghilterra affascinata dall’Italia, durante la prima rivoluzione industriale, riflette un mondo vecchio che sta andando a pezzi, con l’avvento di un nuovo modo di vivere mentre Oltremanica scoppia la rivoluzione francese, con troni e teste che cadono, e riflette a suo modo incertezze e paure, oltre a creare un’evasione, inquietante ma sempre evasione, tra meraviglia e orrore, proprio mentre si celebra la ragione come guida di tutto, e si mette il soprannaturale in letteratura, dove diventerà immortale.
Un libro interessante per cultori e appassionati, con tante curiosità e spunti di lettura, arricchito da varie immagini e da trame delle opere più importanti, per scoprire percorsi e mondi che alla fine non ci hanno mai lasciato.

Provenienza: libro del recensore

Fabio Camilletti è professore associato di Letteratura italiana all’Università di Warwick, in Inghilterra. Specialista di letteratura gotica e romantica, si è formato fra Pisa, Oxford, Parigi e Birmingham, e dal 2008 al 2010 è stato fellow in Letterature comparate, Storia dell’arte e Psicoanalisi all’Institute for Cultural Inquiry di Berlino.
Tra le sue pubblicazioni recenti: The Portrait of Beatrice: Dante, D.G. Rossetti, and the Imaginary Lady e Italia lunare. Gli anni Sessanta e l’occulto in uscita nel 2018. Nel 2015 ha curato la prima edizione completa di Fantasmagoriana (Nova Delphi).