Posts Tagged ‘Elena Romanello’

:: Guida al cinema fantasy di Walter Catalano, Andrea Lazzeretti e Gian Filippo Pizzo (Odoya 2017) a cura di Elena Romanello

13 dicembre 2017
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Clicca sulla cover per l’acquisto

La Odoya edizioni propone un nuovo volume dedicato all’approfondimento tematico del fantastico con la Guida al cinema fantasy, opera dei tre esperti Walter Catalano, Andrea Lazzeretti e Gian Filippo Pizzo.
Negli ultimi vent’anni il fantasy al cinema ha avuto vari successi e anche qualche flop, non necessariamente di bassa qualità, diventando comunque un genere atteso e amato da più generazioni di appassionati soprattutto grazie ad alcuni titoli: il saggio Odoya indica come momento importante per l’affermazione di storie di magia e eroi nella Settima Arte gli anni Ottanta, quando uscirono due titoli ancora oggi godibilissimi, il barocco Excalibur di John Boorman ispirato alle leggende della tradizione arturiana e lo spassoso Conan il barbaro di John Milius, tratto dai racconti pulp dello sfortunato autore degli anni Trenta Robert E. Howard.
Gli autori però non trascurano tutti i film che, dal muto in poi, erano ascrivibili al genere fantasy, senza scordare anche il cinema d’animazione di Walt Disney, maestro a mescolare fiaba, magia e eroi, e Hayao Miyazaki, con le sue principesse sui generis da Nausicaa a Mononoke, per arrivare poi ovviamente alla storia recente, con due teste di ponte famosisissime e amatissime come la saga de Il signore degli anelli e quella di Harry Potter, entrambe di derivazione letteraria e entrambe grandi successi di pubblico e di critica. Parlare dell’attualità vuol dire anche non dimenticare le influenze tra cinema e videogiochi, con un film come Warcraft , che racconta con il filtro del fantastico il tema attualissimo dello scontro tra civiltà, e soprattutto raccontare le serie tv, da Xena a Game of thrones, che hanno aumentato la popolarità del genere trovando nuovi target di pubblico e diventando fenomeni di costume anche per i non afidionados.
Del resto, è da tempo che si sa che il fantasy non è certo solo storie per ragazzini piene di effetti speciali, anzi nelle sue storie, letterarie o su grande e piccolo schermo spesso si parla di tematiche profonde, come viaggi iniziatici per lottare contro il male ma soprattutto per trovare un equilibrio dentro se stessi oltre che metafore dell’attualità.
Ognuno, a seconda dell’età ha il suo film fantasy preferito, e la Guida al cinema fantasy li cita tutti o quasi, dalle Cronache di Narnia al cult Labyrinth, da Stardust a La storia infinita, da La corona di ferro a La storia fantastica, confermandosi come un libro di grande interesse per cultori e curiosi del genere fantastico. L’argomento, appassionante e divertente, viene trattato comunque, come è abitudine della Odoya, in maniera non nostalgica, anche perché si tratta di una storia ben lontana dall’essere conclusa e che puà far scoprire o riscoprire tante cose.

Walter Catalano collabora con varie pubblicazioni tra cui Carmilla, Robot e Urania, ed è attivo come curatore di antologie, tra le quali l’ultima è Nostra Signora degli Alieni in collaborazione con Gian Filippo Pizzo (Homo Scrivens 2017). Per Odoya è coautore della Guida alla letteratura horror (2014) e della Guida al cinema horror (2015).

Andrea Lazzeretti da circa vent’anni coordina la più longeva pubblicazione italiana sui giochi (di ruolo e non), Anonima Gidierre, e ha pubblicato Il cinema dei fumetti (Gremese 2007).

Gian Filippo Pizzo si occupa da oltre quarant’anni di letteratura e cinema fantastici con collaborazioni a quotidiani e varie riviste.
Per Odoya ha collaborato al volume Guida alla letteratura di fantascienza a cura di Carlo Bordoni (2013) e ha scritto la Guida al cinema di fantascienza assieme a Roberto Chiavini e Michele Tetro (2014) oltre alle citate Guida alla letteratura horror e Guida al cinema horror.

Source: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Insecta di Gianrico Gambino (Astro Edizione 2016) a cura di Elena Romanello

12 dicembre 2017

insectaPer quanto si amino gli animali e si abbiano a cuore i loro diritti, ce ne sono alcuni che proprio non stimolano l’affetto, almeno nella stragrande maggioranza delle persone, e che anzi suscitano irritazione e disgusto: ovviamente si parla di insetti e aracnidi, mostri in miniatura lontanissimi come forma da quella degli esseri umani e degli animali appartenenti ai mammiferi, ai rettili, agli anfibi e agli uccelli, percepiti come pericolosi e in qualche caso lo sono comunque.
Gianrico Gambino, che detesta gli insetti dopo un incontro non certo felice con un bombo, immagina nel romanzo di fantascienza INSeCTA una storia di fantascienza distopica in cui gli insetti sono diventati enormi e capaci di organizzazione sociale complessa (cosa che comunque hanno, basti pensare a formiche e api), e che dominano il pianeta Terra contrastati da un numero sparuto di esseri umani.
Non è la prima volta che nel fantastico si immagina un mondo dominato da una specie animale, basti pensare alla serie de Il pianeta delle scimmie, o che si racconta la minaccia di un animale diventato gigantesco, come nei B Movies di culto anni Cinquanta americani e giapponesi, da Godzilla a Tarantula e forse dietro c’è anche un po’ di cattiva coscienza da parte di una specie come quella umana che ha sterminato i suoi simili e gli altri animali e devastato la natura.
Stavolta però il tutto viene affidato ad un racconto scritto, ma talmente vivace e pregnante da uscire dalle pagine e avvincere, facendo guardare con ancora più timore gli insetti anche nella stagione invernale dove per fortuna se ne vedono un po’ meno. Ma sono sempre in agguato, tra leggende metropolitane e cronaca.
Del resto, per quanto gli insetti non piacciano, e quelli di INSeCTA sono particolarmente terrificanti e insopportabili, alla fine la colpa è degli esseri umani e della loro mania di sfruttare animali e natura, perché gli enormi bombi, vespe e simili che popolano le pagine del libro sono il risultato di un esperimento nato per aumentare il profitto di alcune multinazionali poi sfuggito di mano al punto da rendere gli esseri umani la minoranza in cerca di un riscatto contro creature mostruosamente organizzate e spietate.
Un romanzo interessante di una voce italiana per ricordare che anche nel nostro Paese c’è una serie di autori e autrici attivi nel genere fantastico in tutte le sue forme: tra l’altro la Astro edizioni dà spazio a molti di loro, come altre case editrici indipendenti e in cerca di nuovi talenti capaci di stupire con i loro romanzi.

Gianrico Gambino, programmatore, si è sempre dedicato alla scrittura e al fantasy attraverso un forum e un gioco di ruolo online, di cui è anche stato dungeon master.
Un giorno un bombo gli finisce addosso; ha il sacro terrore degli insetti (apiformi in particolare) e, per sublimare l’enorme spavento, inizia a scrivere INSeCTA.
Tra le sue passioni anche la chitarra, l’astronomia, il tiro con l’arco, la lettura di classici da Asimov a Silverberg, da Marion Zimmer Bradley a Tolkien.

Source: libro inviato al recensore dall’autore.

:: Strange Books – cofanetto AA.VV. (Newton Compton 2017) a cura di Elena Romanello

1 dicembre 2017

strange-books-cofanettoLa Newton Compton ripropone in una nuova edizione in cofanetto con cinque volumi altrettanti classici della narrativa fantastica tra Otto e Novecento. Oggi fantascienza, fantasy e horror sono i grandi protagonisti di cinema, narrativa per tutte le età, fumetti, serial televisivi, videogiochi, ed è quindi interessante, qualsiasi età si abbia, scoprire dove tutto ha avuto inizio, con storie che ancora oggi ispirano e meritano di essere lette.
Il primo libro del cofanetto è Tutti i racconti del mistero del’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe, per molti il primo autore di horror della Storia, capace di creare storie tra archetipi leggendari e la realtà del suo tempo. Non manca Frankenstein di Mary Shelley, nato da una scommessa durante l’estate senza sole del 1816 tra alcuni giovani scrittori britannici sul lago di Ginevra per creare qualcosa che facesse veramente paura, il primo libro del genere fantastico scritto da una donna e primo libro dove si affrontano figure fondamentali come l’automa e lo scienziato pazzo.
Il terzo libro è Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde e altri racconti dell’orrore di Robert Louis Stevenson, con cui l’autore, famoso fino ad allora per storie d’avventura e di pirati, ancora oggi peraltro celebri e amate, affrontò il tema del doppio come metafora fantastica della ricerca scientifica appena nata sulle malattie mentali. Poi c’è spazio per Dracula di Bram Stoker, non la prima storia di vampiri della letteratura, ma senz’altro una delle più popolari fino ad oggi, costruita tra l’altro con il mezzo del romanzo epistolare, di gran moda tra Sette e Ottocento. Completa il cofanetto uno dei primi romanzi di fantascienza, La guerra dei mondi di Herbert George Wells, la prima storia di un attacco alieno alla Terra, ripresa varie volte prima alla radio e poi al cinema, senza che mai purtroppo venisse rispettata l’atmosfera tra Otto e Novecento della storia originale.
Un’occasione quindi per leggere o rileggere storie prodotte in quasi un secolo, che ancora oggi hanno senz’altro non poche cose da dire.

Edgar Allan Poe (1809-1849), scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense, è autore anche di Gordon Pym, della serie poliziesca su Auguste Dupin, di poesie e di racconti anche di genere non fantastico.

Mary Shelley (1797-1851), figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, è autrice di poesie, romanzi storici, resoconti di viaggi e di quello che è considerato oggi uno dei primi romanzi di fantascienza L’ultimo uomo (1826).

Robert Louis Stevenson (1850-1894), è stato scrittore, drammaturgo e poeta, autore di molte storie ambientate nella nativa Scozia. Tra le sue opere più famose vanno citate L’isola del tesoro e Il signore di Ballantrae.

Bram Stoker (1847-1912) scrittore, giornalista e critico teatrale, irlandese, ha scritto altri romanzi dell’orrore come Il gioiello delle sette stelle, La dama del sudario e La tana del verme bianco.

Herbert George Wells (1866-1946), fu scrittore e attivista socialista, nonché uno degli inventori della moderna fantascienza. Tra i suoi libri ricordiamo La macchina del tempo, L’isola del dottor Moreau e I primi uomini sulla Luna.

Source: acquisto personale in un’altra edizione.

:: Wintersong di S. Jae-Jones (Newton Compton Editori 2017) a cura di Elena Romanello

30 novembre 2017

wintersongLe storie d’amore in stile Harmony che hanno invaso gli scaffali dei romanzi di genere fantastico sono state un capitolo decisamente poco felice dell’editoria degli ultimi anni, oltre che un ennesimo modo per screditare filoni in realtà ben più complessi e interessanti. Per fortuna il nuovo titolo Newton Compton Wintersong è un romanzo ben diverso dalle vicende di vampiri luccicanti e altre amenità, una storia fiabesca con richiami a vari archetipi, con più livelli di lettura.
In un’epoca sospesa tra barocco e Romanticismo la giovane Liesl sogna di diventare compositrice di musica, ma deve fare i conti con i limiti imposti alle donne dalla società in cui vive. Fin da bambina sente leggende sul Re dei Goblin che cerca periodicamente una sposa per il suo regno sotterraneo, con ricordi di un incontro con un giovane misterioso.
Quando la sorella di Liesl viene rapita proprio dal Re dei Goblin e sparisce dalla memoria di tutti tranne che dalla sua, Liesl si mette in viaggio per salvarla, scendendo in un mondo pericoloso e magico e giungendo al sacrificio della sua libertà, rimanendo lei nel Sottomondo e confrontandosi con una storia di solitudine e ricerca d’amore che dura da secoli, oltre che con creature inquietanti e pericolose e con il rischio di perdere se stessa per sempre.
La prima storia che viene in mente leggendo il libro è quella, della mitologia classica, tra Ade e Persefone, archetipo di vita che svanisce sotto terra per rinnovarsi. Poi, ovviamente, ci sono echi de La Bella e la Bestia, fiaba ridiventata popolarissima grazie al cinema, ma anche del cult anni Ottanta Labyrinth, con il personaggio del Re dei Goblin che ricorda non poco il Jareth di David Bowie. Per finire, il richiamo della musica non può che ricordare Il fantasma dell’Opera, non tanto il romanzo di Gaston Leroux ma il musical di Andrew Lloyd Webber.
Wintersong racconta con questi elementi una storia originale, dove si parla di solitudine, di ricerca dell’amore, di identità, di creatività, di desiderio, di sacrificio, di amore che non è chiedere ad un’altra persona di rinunciare alla sua libertà. Un romanzo denso di suggestioni, con riferimenti reali, a cominciare dal ruolo subalterno della donna nella musica per secoli, non banale, che non scade nel consolatorio e melenso romanzetto rosa e che anzi ha una conclusione insolita, amara forse ma non improntata all’annullamento del personaggio femminile.
In fondo Liesl e il Re dei Goblin rappresentano due solitudini che si incontrano, provano a confrontarsi e poi proveranno a trovare un modo di andare avanti oltre allo scontato e vissero tutti felici e contenti. Un romanzo per chi ama le riletture moderne delle fiabe e per chi cerca storie oltre stereotipi e cose trite e ritrite.

S. Jae-Jones è un’artista e una scrittrice. Nata e cresciuta nella soleggiata Los Angeles, ha vissuto dieci anni a New York – dove ha lavorato come editor di narrativa Young Adult – prima di trasferirsi nel North Carolina. Quando non è impegnata a scrivere, la si può trovare a scalare rocce, praticare skydiving, far fotografie, disegnare o trascinare il suo cane in lunghissime escursioni. Wintersong è il suo esordio nella narrativa.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Monstress vol. 1 e vol. 2 di Marjorie Liu e Sana Takeda (Mondadori 2017) a cura di Elena Romanello

29 novembre 2017

Monstress unoOscar Ink, la nuova etichetta di graphic novel della Mondadori, sta pubblicando una delle serie a fumetti più interessanti di questi ultimi anni, Monstress edita dalla Image Comics, realizzata a quattro mani da Marjorie Liu e Sana Takeda e vincitrice recentemente del prestigioso Hugo Award.
Monstress immerge fin dalle prime pagine in una storia che inizia in mezzo all’azione e dove fatti e personaggi verranno spiegati dopo e man mano, all’interno di un universo ricco di suggestioni, tra fantasy, steampunk, post apocalittico. Un mix non facile da seguire ma che appassiona, con richiami ai manga, Inuyasha di Rumiko Takahashi in testa nella caratterizzazione di alcune creature per metà animali, alle graphic novel di Neil Gaiman, che ha adorato i gatti e il disegno, e di Alan Moore, agli universi di Lovecraft, per citare solo le prime cose che possono venire in mente immergendosi nelle pagine cupe e colorate di questa storia insolita e ammaliante.
Monstress si svolge in un’Asia alternativa e in in futuro remoto, dove convivono cinque stirpi di esseri viventi: gli umani, i gatti, gli arcani, gli antichi e gli dei, in uno stato di guerra permanente. Tra le varie fazioni si distinguono nella lotta per ottenere potere e poteri una casta di sacerdotesse mistiche, le Cumaea, e gli arcani, creature magiche ibride metà uomini metà antichi, nel cui corpo scorre un elemento mistico, il Lilium, che le sacerdotesse usano per avere più potere, al prezzo ovviamente della morte dell’avversario.

monstress due

Sullo sfondo di lotte spietate e sanguinose si muove la protagonista, la ragazza arcanica Maika Halfwolf, che si finge umana, e che è in cerca della verità sul suo passato, per capire anche quale entità misteriosa si cela dentro di lei. Sulla sua strada Maika troverà molte minacce, ma anche aiuto, spesso da creature ai margini tra le varie stirpi come lei.
Una storia che mette al suo centro un personaggio femminile, a metà strada tra le supereroine a stelle e strisce e le protagoniste guerriere dei manga, in un universo inedito e complicato, che però una volta che avvolge è difficile lasciare e si vuole ritrovare al più presto. La serie è in corso di pubblicazione e le autrici stanno lavorando ai nuovi capitoli.
Monstress parla di identità e diversità, di femminismo e degli effetti di tutte le guerre in termini di devastazione e dolore, in chiave fantastica ma tra le righe emerge il mondo reale, con le discriminazioni, i contrasti, l’intolleranza ma anche il provare a volere, in mezzo a tanta sofferenza, una società migliore.

Marjorie Liu, classe 1979, di Philadelphia, è autrice di numerosi romanzi urban fantasy delle saghe The Hunter Kiss e Tiger Eye nonché di sceneggiature per i fumetti Marvel delle serie NYX, X-23, Dark Wolverine, e Astonishing X-Men. Il suo sito ufficiale è www. marjoriemliu.com

Sana Takeda è un’illustratrice e artista specializzata in fumetti. Nata a Niigata, risiede ora a Tokyo. A 20 anni ha iniziato la carriera come designer per le animazioni 3D presso SEGA, azienda giapponese di videogame, e a 25 è diventata un’artista freelance, attività che continua a esercitare. Ha lavorato a titoli come X-23 e Ms. Marvel per Marvel Comics, mentre in Giappone svolge prevalemente l’attività di illustratrice di giochi di carte collezionabili. Il suo sito ufficiale è http://www.sanatakeda.com/

Source: volume uno acquisto personale del recensore, volume due omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Ink a Lucca Comics and Games che ringraziamo.

:: C’era una volta Goldrake – La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana di Massimo Nicora (La Torre edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

20 novembre 2017

CopertinaTra pochi mesi, ad aprile, saranno quarant’anni esatti dall’arrivo di Atlas Ufo robot Goldrake sui teleschermi dei nostri Paesi, primo anime giapponese di genere fantascientifico ancora oggi amatissimo da più di una generazione e inizio di una passione che per molti è durata tutta la vita, anche da adulti, ispirando carriere e creatività.
Per raccontare la storia di un’epopea animata e di costume, è uscito per La Torre edizione, specializzata in studi sulla cultura dei manga e degli anime, un poderoso ma scorrevole saggio di Massimo Nicora, intitolato proprio C’era una volta Goldrake. L’autore ricostruisce una storia interessante e variegata, che si è dipanata su più Paesi, il Giappone innanzitutto, poi la Francia e l’Italia, svelando aneddoti interessanti e raccontando il fenomeno Goldrake (in originale Grendizer) sia dal punto di vista contenutistico che di impatto culturale.
In Giappone ci si volle ispirare ai film di fantascienza anni Cinquanta, sia quelli prodotti in casa, Godzilla in testa, che a quelli americani basati sulle invasioni aliene. Però Grendizer arrivò come terzo capitolo di una saga iniziata con Mazinga Z e continuata con Il Grande Mazinga, sempre da idee originali di Go Nagai, e ai fan non piacque fino in fondo l’idea di vedere Koji (da noi Alcor) ridotto a fare da spalla non sempre intelligente del nuovo eroe Daisuke, conosciuto in Italia come Actarus. In ogni caso la serie ebbe un suo pubblico, grazie anche all’apporto artistico del grande Shingo Araki, che realizzò gli episodi più belli, tragici e memorabili.
In Francia il successo fu improvviso, anche se ostacolato all’origine dai programmatori di rete, che vollero relegare Goldorak in estate, non tenendo conto che quella fu un’estate piovosissima e che i più giovani amarono da subito quello che oltralpe è rimasto uno dei simboli della cultura otaku.
Da noi Atlas Ufo robot Goldrake seppe calamitare l’attenzione di più generazioni di spettatori, e l’autore ricorda l’importanza delle sigle e del doppiaggio, i gadget e gli articoli che uscivano allora, ma anche le polemiche sulla violenza degli anime, portate avanti innanzitutto dal parlamentare Silviero Corvisieri.
C’era una volta Goldrake è un libro imperdibile per chi fa parte della generazione che si appassionò alla serie, sia chi ha continuato poi ad interessarsi al mondo degli anime sia chi se ne è staccato, ma è interessante anche per capire l’importanza di queste ormai non più tanto nuove icone dell’immaginario che sono manga e anime nella cultura giovanile e non solo di questi ultimi decenni.

Massimo Nicora (Varese, 1972), giornalista, è laureato in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si occupa di comunicazione e relazioni con la stampa per conto di importanti aziende nazionali e internazionali, in particolare inerenti videogiochi e cinema di animazione. Appassionato di Goldrake e di robot giapponesi, ha tenuto conferenze sui 30 anni di Goldrake in Italia nel corso delle manifestazioni Maggio Bambino (2008) e FirenzeGioca (2008) e ha rilasciato interviste a Radio Deejay e a TG3 Neapolis. Per conto dell’editore giapponese d/visual, nel 2007 si è occupato del lancio e della promozione in Italia della prima edizione in DVD della serie. È autore del libro C’era una volta… prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta (Youcanprint, 2016) ed è curatore di un blog dedicato a Goldrake (ceraunavoltagoldrake.blogspot.it).

Source: omaggio dell’editore La Torre al recensore, che ringraziamo insieme all’autore Massimo Nicora.

:: Il drago verde di Scarlett Thomas (Newton Compton 2017) a cura di Elena Romanello

17 novembre 2017

drago verde ThomasScarlett Thomas si è già fatta conoscere dal pubblico italiano con i suoi romanzi rivolti ad un pubblico adulto, arguti e interessanti, sospesi tra realtà e fantasia, tutti editi da Newton Compton.
Adesso arriva il primo libro di una sua nuova serie, Il drago verde, nominalmente rivolto a un pubblico di ragazzi ma in realtà piacevolissimo e divertente a qualsiasi età, con echi sì come qualcuno ha detto della Rowling e di Harry Potter, ma soprattutto di Philip Pullman.
In una Gran Bretagna alternativa vive Effie Truelove, ragazzina che studia all’Accademia Tusitala per Ragazzi Dotati, Problematici e Bizzarri, posto non certo idilliaco, anzi accoglie gli spostati della società. Inoltre l’Accademia è un edificio strano e misterioso, anche un po’ macabro, dominato da un’insegnante terribile che fa venire gli incubi ai suoi studenti, Effie in testa.
Effie sa che esiste la magia, lei stessa sente che non le è estranea, ma suo nonno Griffin non vuole parlarle di quello né insegnarle nulla, anche se sembra saperne molto. Un giorno il nonno rimane vittima di un’aggressione e finisce gravissimo in ospedale: Effie deve occupari della sua preziosa biblioteca, che l’ha sempre affascinata, ma trova sulla sua strada un oscuro collezionista di libri antichi che si prende tutti i libri, tranne uno. Effie entra tramite l’unico volume rimasto in un mondo alternativo, magico e pericoloso, dominato da draghi e creature fantastiche, dove però c’è la Diberi, un’organizzazione segreta che vuole distruggere l’umanità in questa dimensione. Effie dovrà chiedere aiuto ad alcuni suoi amici, in un’avventura che sarà comunque la prima di molte.
Ci sono anche echi di Michael Ende e Lewis Carroll e della sua Alice, una delle prime icone del fantasy moderno, nelle pagine di un libro ironico, che capovolge archetipi e anche stereotipi del genere, presentando una nuova figura di eroina simpatica e un po’ pasticciona, senza essere scontata e stucchevole, e un nuovo paese delle meraviglie sospeso tra incanto, paura e risate.
Il drago verde si rivela quindi un’avventura per tutte le età, per i più giovani e per chi ha già apprezzato Scarlett Thomas in altre vesti, oltre che per tutti i cultori del fantasy, in attesa spasmodica ovviamente del secondo capitolo.

Scarlett Thomas è nata a Londra nel 1972. Insegna scrittura creativa presso la University of Kent e collabora con diverse testate giornalistiche. Nel 2001 l’Independent on Sunday l’ha segnalata tra i venti migliori giovani scrittori britannici. È stata candidata al premio Orange e al South African Boeke Prize e i suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue. La Newton Compton ha pubblicato Che fine ha fatto Mr Y.; PopCo; L’isola dei segreti; Il nostro tragico universo; Il giro più pazzo del mondo e Il messaggio segreto delle foglie, tutti accolti con grande favore dal pubblico e dalla critica.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Jim Henson’s Labyrinth di A.C.H. Smith (Kappalab 2017) a cura di Elena Romanello

10 novembre 2017

labyrinthKappalab, casa editrice nata per iniziativa dei mitici Kappaboys, ha iniziato la sua attività proponendo romanzi legati in qualche modo al mondo dei manga e degli anime. Ora allarga il suo sguardo anche a libri legati a film di culto della stessa generazione che ha amato Goldrake & C.
Uno di questi titoli è Jim Henson’s Labyrinth, la novelizzazione del film fantasy del 1986 con altri contenuti speciali e in un’edizione nuova rispetto al titolo che era uscito nel 1987 per Bompiani e oggi difficilmente reperibile, con una nuova traduzione può fedele all’originale e completa.
Sarah è un’adolescente fantasiosa e che ama rifugiarsi in universi fiabeschi, in casa o fuori: sopporta malvolentieri il piccolo Toby, figlio di suo padre e della seconda moglie, con cui deve vivere perché la madre, attrice teatrale, è sempre in giro. Una sera in cui deve badare al piccolo mentre i suoi genitori sono fuori, esprime esasperata il desiderio che gli gnomi lo rapiscano. E il suo desiderio si avvera.
Sarah ha quindi solo tredici ore di tempo per recuperare Toby dal Labrinto, dove è stato portato dal perfido e affascinante Jareth, re di quel regno, con l’intento di trasformarlo in un goblin. Per raggiungere il castello Sarah deve affrontare trabocchetti, pericoli, inganni e creature fantastiche, non tutte sue alleate, anche se troverà alcuni amici inseparabili, in un luogo dove tutto cambia e tutto può essere possibile.
Una storia magica, tra Alice nel paese delle meraviglie e il mito di Proserpina, un viaggio iniziatico per diventare adulta senza rinunciare ai propri sogni: l’anno scorso è uscita una bella edizione del dvd per festeggiare il trentesimo anniversario e il libro è il suo contraltare, con la storia, basata sulla sceneggiatura di Terry Jones del gruppo Monty Python, arricchita dagli schizzi preparatori, finora inediti, dei folletti e goblin realizzati da Brian Froud, illustatore britannico autore del libro per immagini Fate, da un saggio su Jim Henson, già ideatore dei Muppet, e il suo lavoro su Labyrinth di Karen Falk, direttrice dell’archivio dell’artista, e dagli appunti e disegni dello stesso Henson.
Il film con il grande David Bowie nel ruolo di Jareth e l’allora giovanissima Jennifer Connelly perfetta come Sarah è ancora oggi amatissimo: il libro si rivolge agli appassionati, di qualunque generazione siano, e che vogliano scoprire di più, partendo dai retroscena del lavoro su un classico dell’immaginario.

Anthony Charles Hockley Smith, classe 1935, ha studiato all’Università di Cambridge e nel corso della sua carriera ha diretto il Cheltenham Literature Festival, ha lavorato per la Royal Shakespeare Company, ha fatto ricerca all’Università di Birmingham. È autore di romanzi, di saggi, di novelizzazioni di film, di sceneggiature per la tv, di opere per il teatro e svolge attività giornalistica.

Provenienza: acquisto personale del recensore.

:: La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea (TEA 2017) a cura di Elena Romanello

8 novembre 2017

La pietra del vecchio pescatoreTea ripropone dopo una trentina d’anni uno dei titoli fantasy che introdusse al genere molti dei ragazzi e ragazze degli anni Ottanta: La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea, uscito sull’onda del successo de La storia infinita di Michael Ende ma non certo un suo clone, anche se c’è un’idea simile di partenza, sviluppata in maniera diversa.
Al di là dell’effetto nostalgia canaglia, che funziona sempre, non si può che essere felici per questo ritorno in libreria, e immergersi in un mondo ambientato in una delle terre iconiche della fantasia per antonomasia, l’Irlanda, perfettamente sospesa tra realtà e immaginazione, dotata di un patrimonio di miti, fiabe, leggende, creature fantastiche tra i più ricchi forse al mondo.
Pidge e Brigit, fratello e sorella, vivono felici in una vallata dell’Isola di Smeraldo, tra giochi, esplorazioni, rimproveri della zia Bina e attese del papà, spesso fuori per lavoro. Un giorno i due ragazzini mettono le mani su un vecchio e malconcio libro e varcano la sottile soglia che separa il mondo reale da quello fantastico. Li aspetta una missione fondamentale per salvare la loro dimensione e l’altra, recuperare, per conto di un’antica divinità irlandese, una pietra macchiata di sangue, prima che cada nelle mani della Morrigan, la Regina del Male a tre teste, dea celtica della guerra.
Nel loro viaggio iniziatico che affonda le sue radici nelle fiabe, Pidge e Brigit incontreranno vari personaggi, animali e non: la somarella Serena, il misterioso Vecchio Pescatore, i due amici Patsy e Boodie, che mostreranno poi chi sono realmente, la volpe Cutu, in un mondo di inganni, labirinti, porte magiche, laghi tenebrosi, creature ostili, incantesimi che hanno intrappolato innocenti e non, in un microcosmo che nasce dalle colline irlandesi per andare oltre e svelare un mondo e un’avventura fantastica.
Una fiaba per tutte le età, da rileggere se la si è letta negli anni Ottanta, magari come prima porta per entrare in mondi fantastici, e da scoprire oggi per chi è nato dopo, e ha scoperto il fantasy grazie magari a Harry Potter.
Tra viaggio fantastico, avventura, folklore irlandese, antiche tradizioni, ironia, La pietra del vecchio pescatore si rivela un classico del genere, capace di avere ancora molto da dire oggi, in qualunque modo lo si legga, con nostalgia, passione, interesse verso un nuovo mondo.

Pat O’Shea (1931-2007) è nata a Galway, in Irlanda, dove è cresciuta in mezzo a storie e personaggi molto simili a quelli che si incontrano nel suo primo romanzo, La Pietra del Vecchio Pescatore, alla cui stesura ha dedicato ben 13 anni: pubblicato nel 1985 e tradotto in numerose lingue, è considerato uno dei grandi classici della letteratura fantastica.

Source: acquisto dell’edizione originale Longanesi negli anni Ottanta.

:: LUCCA COMICS AND GAMES 2017 – La fantasia in tutte le sue forme a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2017

lucca-comics-and-games-2017Dal 1 al 5 novembre torna Lucca Comics and Games, la fiera del fumetto e della cultura geek, nerd, otaku e dell’immaginario che ogni autunno popola la storica e amatissima città toscana e il suo splendido centro storico attorniato dalle mura che diventa la perfetta quinta per celebrare un mondo che non smette di crescere e stupire.
Cinque giorni di incontri, eventi, musica, acquisti, cosplay per quella che è la più importante fiera del settore in Italia e una delle maggiori a livello mondiale, capace di conquistare l’attenzione di più generazioni ormai di appassionati con proposte per ciascuno.
I fumetti e il cinema d’animazione sono e restano due grandi protagonisti dell’evento, ma da tempo sono affiancati da letteratura, cinema, serie cult, gadget, cosplay per creare un mondo fantastico che si articola su più media. Il centro storico di Lucca ospita varie librerie, anche dell’usato, dove si trovano libri in tema con la manifestazione e non solo, e ci sono aree della manifestazione dedicati alla letteratura di genere, come il Padiglione Carducci, che ospita varie case editrici indipendenti e mainstream e lo spazio Luk for fantasy, dedicato al genere dell’immaginario oggi forse più popolare. Le principali case editrici di fumetti e graphic novel sono in piazza Napoleone nel padiglione omonimo, mentre la Japan Town propone manga e anime di ieri e di oggi con i principali editori di fumetti del Paese del Sol levante, un Paese che da quasi quarant’anni ha saputo appassionare anche il pubblico italiano con le sue variegate storie.
Moltissimi gli ospiti, tra autori e autrici di fumetti, scrittori, illustratori, musicisti. Tra i vari nomi ricordiamo l’illustratore Paolo Barbieri, che presenta a Lucca i suoi nuovi due libri sui Draghi (Mondadori) e sui gatti fantastici (Lo Scarabeo), Mirka Andolfo, fumettista prolifica e poliedrica, Enrique Breccia, uno dei maestri delle historietas latinoamericane, il veterano della Disney Giorgio Cavazzano, Glenn Fabry, disegnatore delle graphic novel di Neil Gaiman, Victoria Francés, maestra del gotico per immagini, lo storico e studioso di fumetti Paul Gravett, Igort, voce italiana famoso a livello internazionale, Robert Kirkman, autore del serial cult The walking dead, Julie Maroh, già acclamata autrice de Il blu è un colore caldo con la sua nuova fatica, Siri Pettersen con il suo romanzo La figlia di Odino edito da Multiplayer, Roberto Recchioni sceneggiatore del cult movie Lo chiamavano Jeeg robot, Vanni Santoni che torna al fantasy dopo un romanzo sui giochi di ruolo, Matteo Strukul che parlerà della sua saga storica I Medici, Zerocalcare con un nuovo fumetto e Dario Tonani che festeggia l’uscità dei suoi romanzi di fantascienza in Giappone.
Tra i tanti eventi e presenze, da segnalare Newton Compton che presenta nello stand Tunué la sua nuova linea di graphic novel, Mondadori da poco attiva nel mondo delle graphic novel con la serie Ink Oscar che porta anche l’edizione illustrata de La saga del ghiaccio e del fuoco di Martin, il nuovo contest dedicato all’illustrazione fantastica, l’Overluk Award, la presentazione del libro C’era una volta Goldrake di Massimo Nicora presso La Torre edizioni e lo spazio Back to Hoghwards, dedicato al mondo di Harry Potter, con come ospite Iason Isaacs, interprete di Lucius Malfoy nella saga che parlerà anche del suo nuovo ruolo in Star Trek Discovery.
Il programma completo della manifestazione, con piantine e dislocazione degli stand, elenco dettagliato degli incontri e degli spettacoli sul palco, nonché delle parate cosplay a tema, spazi con eventi e negozi temporanei e norme di sicurezza e accesso è nel sito ufficiale https://www.luccacomicsandgames.com/it/2017/home/

:: Un’ intervista con Alessandro Sola a cura di Elena Romanello

30 ottobre 2017

il regno di NUNAR - COPERTINA...La giovane ma già attiva casa editrice Pathos edizioni di Torino propone già un buon numero di titoli, tra cui spicca Nel regno di Nunar dell’autore locale Alessandro Sola, una variante interessante sul genere sempre amato del fantasy.

Abbiamo incontrato Alessandro Sola durante un’affollatissima presentazione alla libreria Feltrinelli del Lingotto di Torino ed è stato molto interessante sentire cosa ha raccontato sul suo libro e su se stesso.

Da quanto tempo scrivi?

Ho iniziato a scrivere nel 2011, durante i turni di notte in ambulanza per la Croce Rossa, poi grazie a Pathos edizioni ho potuto vedere il mio libro pubblicato e presentato all’ultimo Salone del libro di Torino.

Perché hai cominciato a scrivere?

Un mio collega di lavoro mi ha detto che avevo tanta fantasia e che sarebbe stato bello che cominciassi a scrivere qualcosa. Io amo molto scrivere di notte, il buio mi ispira molto.

Come mai hai scritto un fantasy?

Perché credo che sognare altri mondi sia una cosa fantastica, noi releghiamo i sogni alla notte, ma ogni momento è giusto per sognare. Nel regno di Nunar nasce dalla mia voglia di fantasticare, raccontando i miei sogni e quindi una parte di me.

Quali autori fantasy e non preferisci?

Adoro il genere thriller e uno dei miei autori preferiti è Ian Mamook, che ambienta le sue storie nell’inedito scenario della Mongolia. Di fantastico mi sento di segnalare un libro poco noto di un maestro come Stephen King, Gli occhi del drago, una storia d’avventura e di creature fantastiche, da lui pensata per la figlia, che non l’ha mai apprezzata e che ho trovato bellissima.

A che pubblico ti rivolgi?

Non penso di scrivere per bambini, anche se il mio libro risulta essere molto amato per le letture serali dei genitori ai figli. Ho voluto scrivere una storia divertente, frizzante, appassionante e per tutti. Molti miei fan sono adolescenti dai 13-14 anni in poi.

Chi è il tuo personaggio preferito?

Re Rospo, mi piace il suo rapporto con la figlia, ci ho messo dentro qualcosa di mio, visto che sono papà di una bambina e presto ne arriverà un’altra.

Perché piacciono le atmosfere fantasy?

Perché è più facile sognare in un mondo di castelli e principesse che in un mondo di altro tipo, soprattutto per costruire mondi fantastici.

Consiglieresti il libro se non fosse tuo?

Sì, perché parla di amicizia, amore, ma anche della capacità di saper cogliere l’attimo per fare le cose: ogni giorno è giusto per fare quello che è giusto voler fare e che ci si sente di fare.

I tuoi prossimi progetti?

Andare avanti con la saga di Nunar, ci sarà senz’altro un seguito su cui sto lavorando per il prossimo Salone del libro e forse anche un terzo capitolo, con anche nuove generazioni di personaggi. Poi un giorno o l’altro scriverò un thriller ambientato qui a Torino.

:: Nasce la linea Newton Comics a cura di Elena Romanello

27 ottobre 2017

La casa editrice Newton Compton, da sempre interessata alla cultura geek, nerd e del fantastico lancia una nuova linea, Newton Comics, dedicata al mondo delle graphic novel, con una nuova collana di libri a fumetti.
Si parte proponendo in versione fumettistica i bestseller della casa editrice in forma di fumetto: per l’operazione Newton Compton ha chiesto il valido aiuto della casa editrice Tunué, da anni attiva nel proporre graphic novel per grandi e piccini oltre a saggi di approfondimento sul mondo delle nuvole parlanti di tutto il mondo.
I primi due titoli sono La legione occulta di Roberto Genovesi, un fantasy storico, e il romanzo storico Marathon di Andrea Frediani, con un omaggio quindi a due autori italiani.
L’adattamento di La Legione Occulta è illustrato da Lorenzo Nuti (Coniglio Editore, Tabou Editions, Kleiner Flug) e sceneggiato da Andrea Meucci (Kleiner Flug). Per Marathon le illustrazioni sono di Massimiliano Veltri (Marvel Comics, Gazzetta dello sport, Titan Comics) e la sceneggiatura di Lucio Perrimezzi (Tunué, Noise Press, Passenger Press).
La Legione occulta racconta l’epopea della Legio Sine Nota, mai esistita ufficialmente, costituita da veggenti, auguri, negromanti e arupisci, ex schiavi presi da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme dei popoli conquistati, specializzati ad affrontare spettri e dei, e a lottare nel campo del soprannaturale.
Marathon la battaglia che ha cambiato la Storia racconta la storica battaglia di Maratona, per molti il primo scontro vero tra Occidente e Oriente, tra Greci e impero persiano, attraverso la storia di tre amici, Eucle, Tersippo e Filippide, innamorati della stessa donna e desiderosi di primeggiare in una battaglia e in una corsa che poi entreranno nella Storia e nella leggenda.
I primi due titoli saranno presentati a Lucca Comics and Games 2017 allo stand Tunué, nella tecnostruttura di piazza Napoleone, stand NAP306 e inaugurano quindi un nuovo interesse da parte di un altro editore per una forma narrativa e d’arte su cui ormai non ci sono più dubbi che possa proporre capolavori e opere interessanti, capaci di avvincere come se non a volte di più della pagina scritta.

Noi di Liberi abbiamo avuto modo di visionarli (vi anticipo i disegni sono in b/n con copertina a colori) e presto ne parleremo su queste pagine. Ci sarà anche una piccola sorpresa e un articolo di approfondimento con curiosità, interviste e quant’altro. Che dire ancora, buona lettura!