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Il tempo dei maghi di Cressida Cowell (Rizzoli, 2018) a cura di Elena Romanello

18 luglio 2018

4117018-9788817099318In un’epoca molto lontana, i guerrieri decisero di estirpare dal mondo la magia, sterminando prima le streghe, depositarie della Magia Nera, e poi giurando guerra ai maghi e a tutte le altre creature di Magia Buona. I due fronti vivono ora separati nelle loro roccaforti, ma lo scontro prosegue senza esclusione di colpi, perché legato a un qualcosa che si pensa non poter cambiare.
Xar, 12 anni, è figlio di Ecanzo, re dei Maghi, ma a differenza del fratello maggiore Looter non mostra ancora di possedere poteri, però ha molto coraggio e farebbe di tutto pur di avere un po’ di magia. Seguito da un gruppo di creature fatate, entra nella foresta proibita a caccia di una strega che, è convinto, si nasconde lì dentro, per risolvere i suoi problemi e avere considerazione dai suoi simili.  Il  piano di cattura però non funziona e la trappola che prepara imprigiona invece Desideria, sua coetanea, figlia della regina dei Guerrieri, goffa e pasticciona proprio come lui, in possesso suo malgrado di un oggetto magico di cui vorrebbe disfarsi
I due ragazzi appartengono a tribù nemiche ma devono per forza unirsi per entrare nelle segrete della regina Sychorax dove qualcuno addormentato da secoli si sta risvegliando, pronto a seminare terrore.
Il binomio ragazzi e fantastico è vecchio ma funziona sempre, soprattutto oltre Manica, dove da decenni c’è una grande attenzione per questo, con toni diversi, anche a seconda della fascia d’età a cui ci si rivolge, dai bambini ai giovani adulti, ma sempre efficaci.
Non fa eccezione Il tempo dei maghi, una storia di avventure e di fantasia, dove l’aspetto grafico e delle illustrazioni ha una grandissima importanza, con il testo che si integra con immagini e impaginazione insolita, tutto per raccontare la storia di un viaggio in un mondo magico, da dove i due protagonisti torneranno cambiati. Cressida Cowell è del resto sia disegnatrice che illustratrice e racconta in maniera complementare le sue storie, alternando i due registi narrativi.
Tra l’altro i disegni ricordano molto quelli con cui Quentin Blake illustrava i romanzi di Road Dahl, a testimonianza di una tradizione di costruzione di universi fantastici che continua.
Il tempo dei maghi è un libro per ragazzi, ma non solo, un’epopea tutta da gustare con gli occhi, qualunque età uno abbia, immersi in una storia senza tempo che parla con parole e immagini, scorrevole ma che rimane dentro.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Claudia Fachinetti.

Cressida Cowell ,cresciuta tra una piccola isola a largo della costa scozzese e Londra, è nota principalmente per la sua serie di libri fantasy da cui è tratta la serie di film di animazione Dragon Trainer, best seller nei paesi anglosassoni e ora pubblicati da Rizzoli.

Maria Antonietta la gioventù di una regina di Fuyumi Soryo (Star Comics, 2018) a cura di Elena Romanello

18 luglio 2018

Maria_Antonietta-coverLa Star Comics propone l’edizione italiana del manga di Fuyumi Soryo Maria Antonietta la gioventù di una regina, realizzato dall’autrice con la supervisione e collaborazione della reggia di Versailles e inserito nelle varie edizioni internazionali nei bookshop del palazzo.
Si tratta di un volume unico concentrato sui primi anni di vita di Maria Antonietta a Versailles, con un antefatto che porta avanti di alcuni anni, quando è madre felice al Trianon, in alcune tavole a colori pastello semplicemente splendide.
Non si fa cenno alla sua tragica fine, ma i toni del manga non sono da favoletta perché prevale la ricostruzione storica e filologica, per raccontare non certo la storia di una principessina delle fiabe, ma di una giovanissima catapultata in una corte dove vigeva un’etichetta obsoleta e rigidissima. La storia racconta infatti i primissimi tempi di vita a corte della principessa austriaca, con una cura del dettaglio notevole e ambienti e costumi grandi protagonisti.
Ancora una volta Fuyumi Soryo dimostra il suo grande amore per le ricostruzioni storiche, con disegni e tavole ispirati ai quadri del Settecento e alle atmosfere, per un’opera di erudizione storica più che di svago, una versione in immagini dei tanti libri usciti negli anni su Maria Antonietta, comunque fedelissima alla realtà storica, un qualcosa che del resto sta molto a cuore all’autrice..
Del resto, Maria Antonietta è uno dei personaggi storici più amati in Giappone, al centro di eventi come un’importante mostra l’anno scorso alla torre di Tokyo e icona della moda Gothic Lolita, dai tempi di Versailles no Bara di Riyoko Ikeda, noto in italiano come Lady Oscar.
Però le due opere sono molto lontane negli intenti e nello stile: Riyoko Ikeda realizzò infatti un’epopea al femminile e femminista, dove la protagonista era Oscar, guardia del corpo di Maria Antonietta, guardando alla realtà storica ma non dimenticando la lezione romanzesca di autori come Dumas. Fuyumi Soryo invece vuole raccontare una storia reale, di secoli fa, e nello stesso tempo ricostruire un mondo ormai perduto, ma che rivive nelle sue pagine e visitando la reggia di Versailles.
Un’opera molto interessante, consigliata a tutti i cultori della Storia, in attesa di poter leggere dell’autrice i prossimi numeri di Cesare il creatore che ha distrutto, sua monumentale biografia di Giulio Cesare, altro personaggio della Storia europea amatissimo nel Paese del Sol levante.

Provenienza: libro del recensore.

Fuyumi Soryo, classe 1959, è una mangaka che si è affermata scrivendo shojo di ambientazione contemporanea, per poi preferire dedicarsi a opere a sfondo storico oltre i confini del genere. Tra le sue opere ricordiamo MarsTamaraCactus, Never Ending Heart, ES, in cui si mescolano tematiche anche thriller e paranormali. Da alcuni anni sta lavorando a Cesare, il creatore che ha distrutto, biografia di Giulio Cesare, che alterna ad altre storie, come appunto questa su Maria Antonietta. In Italia Fuyumi Soryo è stata pubblicata da Star Comics.

Femmes magnifiques di Varie autrici (Oscar Ink, 2018), a cura di Elena Romanello

12 luglio 2018

La biblioteca ideale di libri e graphic novel dedicate a storie di donne insolite e ribelli si arricchisce di un nuovo titolo978880468457HIG-318x480 con Femmes Magnifiques, nella collana Oscar Ink con cui Mondadori si dedica da alcuni mesi al mondo delle nuvole parlanti presentando opere di interesse culturale e non solo di puro intrattenimento.
Femmes Magnifiques è un’antologia di storie disegnate dedicate a donne celebri di ieri e di oggi, realizzate da fumettiste contemporanee, ognuna con un suo stile particolare, dalla pop art alla graphic novel stile Neil Gaiman, dal manga alle vignette stile striscia di quotidiano. Il libro è completato da alcuni contributi di Cindy Whitehead, Nina Simone, di Kristy Miller, di Cathy Unsworth e Shelly Bond, oltre che dalla possibilità di creare la propria storia a fumetti, con vignette vuote dove sbizzarrirsi e i consigli di alcune professioniste del settore. Per l’edizione italiana si segnala l’aggiunta dell’introduzione di Claudia Durastanti.
Come anche Cattive ragazze uscite per Sinnos e Indomite della BaoFemmes magnifiques  si rivolge ad un pubblico eterogeneo, di giovani e giovanissime ma anche a chi avrebbe voluto e dovuto avere graphic novel come queste anni fa su cui formarsi.
Ogni donna è raccontata da tre pagine, attraverso o un episodio cardine della sua vita o alcuni suoi stati d’animo: chiaramente non è un’enciclopedia, ma uno stimolo ad approfondire, con letture e ricerche, la vita di cinquanta donne straordinarie, che in qualche modo si sono ribellate a schemi e stereotipi, in società e luoghi diversi, ma sempre ottenendo risultati, anche pagando prezzi alti, ma cambiando la loro vita e quella delle donne che sono venute dopo di loro.
Nelle pagine del libro emergono i nomi delle cantanti Bjork e Kate Bush, della paleontologa Mary Anning, ispiratrice delle teorie dell’evoluzione di Darwin, della cronista Nellie Bly, della matematica della NASA Margaret Hamilton, delle autrici di fantascienza Ursula K. Le Guin e Margaret Atwood, della collezionista d’arte Peggy Guggenheim, della dottoressa e attivista per il controllo delle nascite Margaret Sargent, dell’astronauta Sally Ride, delle autrici di fumetti Dale Messick e Rumiko Takahashi, della spia contro i nazisti Margery Booth, della prima ballerina afroamericana Misty Copeland, delle pioniere dell’informatica Ada Lovelace e Hedy Lamarr, dell’icona nerd Carrie Fisher.
Tanti nomi, tante vicende note e meno note, tante curiosità e un mondo che emerge per far crescere curiosità e autoconsapevolezza. Un’antologia da leggere, rileggere, approfondire a qualsiasi età.

Provenienza: libro del recensore.

Shelly Bond è l’ideatrice e curatrice di Femmes magnifiques. Ha lavorato come direttrice editoriale presso la Vertigo Comics e ha lanciato recentemente la nuova linea Black Crown.

I guerrieri di Wyld L’orda delle tenebre di Nicholas Eames (Nord, 2018) a cura di Elena Romanello

12 luglio 2018

La casa editrice Nord è stata per decenni un punto di riferimento per tutti gli appassionati di fantasy e fantascienza,41569-0001 con collane amatissime e ricercatissime ancora oggi. Negli ultimi anni sembra purtroppo aver un po’ mollato filoni che continuano a piacere e a appassionare, ma ogni tanto esce un titolo presso di loro che farebbe sperare ad un ritorno a vecchi e mai dimenticati fasti, guardando anche alle tante voci di oggi, non solo anglosassoni, per generi che hanno sempre qualcosa da dire.
I guerrieri di Wyld L’ora delle tenebre è il primo romanzo di una nuova saga, che si pone sull’onda del successo suscitato da George R. R. Martin, ma con una sua originalità e anche, per fortuna di noi lettori, meno personaggi da seguire.
Clay Cooper si è ritirato a vita privata in un paesino sperduto e ogni sera va nella solita locanda, dove qualcuno ricorda le imprese dei Saga, la leggendaria banda di mercenari che ha segnato un’epoca con le sue avventure picaresche. Ogni sera Clay ascolta chi ne parla, spesso molto giovane e che non sa che lui è stato uno dei Saga, anche se ormai quei tempi sono finiti, il mondo è cambiato e il passato è svanito per sempre. O almeno lui crede che sia così.
Ma una notte arriva a casa sua Gabe, il vecchio comandante della banda, ormai anziano, anche se nei suoi occhi si vede ancora la voglia di combattere: è venuto a chiedergli aiuto per ritrovare la figlia, scappata di casa per andare a difendere la repubblica di Castia dall’invasione di un’orda di mostri e orchi.  Clay non vorrebbe accettare, ha una famiglia a cui pensare ed è stanco, ma capisce presto che se Castia cade l’invasione arriverà fin da loro e che deve difendere la vita che si è costruito, perché tutto altrimenti verrà spazzato via.
Per raggiungere Castia però bisogna attraversare il Wyld, un luogo infestato da pericoli e orrori, da cui nessuno è riuscito ad uscire vivo, tranne i Saga che a questo punto dovranno riunirsi per salvare il mondo da una nuova minaccia.
Nicholas Eames riprende gli archetipi del fantasy, ma si confronta con un tema con cui difficilmente gli autori, da Tolkien a Martin, hanno voglia di avere a che fare, cioè con che succede agli eroi quando diventano vecchi, riprendendo Dumas e i suoi moschettieri vent’anni dopo, ma anche Kurosawa con le storie di anziani samurai pronti a scendere in campo per un’ultima volta. Il risultato è una storia originale e appassionante, con eroi insoliti, non senza macchia e senza paura e nemmeno cinici e bastardi, ma una via di mezzo e per questo molto umani e realistici. Una storia di cui sarà interessante leggere i prossimi sviluppi.
Lo stile avvincente e anche divertente dell’autore è stato ben reso in italiano da Aislinn Sara Benatti, lei stessa autrice di romanzi di genere fantastico.

Provenienza: libro del recensore.

Nicholas Eames ha iniziato a scrivere racconti alle superiori, suscitando l’ammirazione di Ed Greenwood, il creatore di Forgotten Realms. Ma ci sono voluti ancora diversi anni e una laurea in Teatro prima che riuscisse a completare la stesura dei Guerrieri di Wyld. I Guerrieri di Wyld è il suo romanzo d’esordio.

Il patto dell’abate nero di Marcello Simoni (Newton Compton, 2018) a cura di Elena Romanello

12 luglio 2018

Marcello Simoni continua la Secretum Saga con un nuovo capitolo, Il patto dell’abate nero, ambientato di nuovo nell’Italia del Quattrocento, tra lo splendore della Firenze dei Medici e zone meno note ma altrettanto interessanti, come la Sardegna, crocevia di varie culture, tra cui quella ebraica e quella musulmana, purtroppo assente dai libri di Storia e dai romanzi storici ambientati in quell’epoca.
Tutto parte infatti dal porto di Alghero, oggi noto luogo di vacanza ma allora snodo importante in un mare che si percepiva ancora come ricco di pericoli e insidie, oltre che luogo di incontro di interessi commerciali di culture politicamente contrapposte dove un mercante ebreo incontra in gran segreto l’agente di un uomo d’affari fiorentino, Teofilo Capponi. Scopo dell’incontro è vendere un segreto, l’esatta ubicazione del leggendario tesoro di Gilarus d’Orcania, un saraceno vissuto all’epoca di Carlo Magno e scomparso in circostanze misteriose, lasciando dietro di sé la leggenda di ricchezze scomparse, uno dei tanti miti del genere che fiorirono legati all’epopea dei paladini e che durarono per secoli.
La notizia arriva alle orecchie di Bianca de’ Brancacci, infelice moglie di Capponi, che giunge alla conclusione che quel tesoro può avere a che fare con la morte di suo padre. Per questo, Bianca elabora un piano, in cui coinvolge il noto ladro fiorentino Tigrinus, legato a Cosimo de’ Medici. Tigrinus parte per Alghero, dove dovrà spacciarsi per Teofilo Capponi e poi mettersi sulle tracce dell’oro di Gilarus. Ma non mancheranno colpi di scena e imprevisti, tra Firenze, Alghero e altri luoghi di un Mediterraneo ricco di culture e contrasti, allora come oggi.
Ancora una volta Marcello Simoni porta nel passato, mescolando il thriller con il romanzo di avventure storiche alla Dumas, e ancora una volta fa centro, costruendo un intreccio avvincente, da cui non si riesce a staccarsi, ma nello stesso tempo documentato sul piano storico e senza licenze poetiche e inesattezze.
Ne Il patto dell’abate nero sono molti i punti di interesse e le scoperte che si fanno mentre ci si diverte e ci si appassiona, a cominciare dal già citato ruolo della Sardegna, Regione di cui non si parla abbastanza nei romanzi storici e dove avvennero fatti interessanti anche se meno noti. Poi torna il tema della caccia al tesoro, archetipo da Stevenson in poi, riletto in una chiave mediterranea e leggendaria, partendo dalle tradizioni della Storia europea tra Medio Evo e Rinascimento, tutte da rileggere, perché non hanno niente a che invidiare a epopee ben più note come quella dei Corsari dei Caraibi.
Un secondo capitolo interessante per una saga che avrà altri sviluppi che a questo punto i lettori sono ben ansiosi di leggere. Spesso si sente fare il discorso trito e ritrito che gli italiani non sono bravi nella letteratura di genere, per fortuna Marcello Simoni è uno dei tanti che smentisce questo luogo comune ormai superato.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, si ringrazia Federica Capelli.

Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimistaIl labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga(L’abbazia dei cento peccatiL’abbazia dei cento delitti L’abbazia dei cento inganni) e i primi due capitoli della Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero Il patto dell’abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero.

L’unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr (Salani, 2018), a cura di Elena Romanello

4 luglio 2018

Flora Banks, diciassette anni, ha perso la memoria a breve termine dopo una malattia che l’ha colpita a dieci anni:0683118_L unico ricordo di flora banks_Esec@01.indd ricorda cose della sua infanzia, ma per il resto vive in un eterno presente, ed è costretta a scrivere quello che le succede su un diario, sui post-it, o anche su mani e braccia.
Vive in un paesino della Cornovaglia con i suoi genitori, ha un fratello, Jacob, che da anni sta a Parigi, e un’amica, Paige, che si occupa di lei e del suo rapporto con il mondo esterno.  Ma una sera, durante una festa, Flora viene baciata dal bellissimo Drake, il ragazzo di Paige, e questo ricordo rimane nella sua mente, mentre tutto il resto sparisce. Paige si arrabbia con lei, i suoi genitori devono andare di corsa in Francia perché Jacob è gravemente malato e Drake parte per motivi di lavoro per l’estremo nord della Norvegia.
Flora decide di partire per ritrovare l’unica persona che forse può farle scoprire la verità: sarà un viaggio lungo, da cui tornerà con qualcosa in più, nuove consapevolezze e il sapere chi è, cosa le è successo davvero tanti anni prima e cosa vuole diventare.
Sotto l’etichetta di letteratura young adult spesso si trovano libri illeggibili e di pessima qualità: non è il caso di questo romanzo, un esordio, in cui non si cade nelle trappole del romanzetto ma si parla di argomenti non proprio facili come la memoria, il proprio posto nel mondo, chi si vuole essere, l’elaborazione del lutto e la ricerca della verità.
I media hanno raccontato spesso storie di persone da una certa età in poi che si confrontano con la perdita delle memoria dovuta a varie patologie, qui la protagonista è giovanissima e il non ricordare le ha tolto il senso del tempo, dell’esistenza, del fare progetti, dell’andare oltre il momento che presto svanisce. Una tematica non certo facile e che non si esaurisce nel corso del libro, perché Flora troverà un equilibrio ma la sua esistenza è ancora tutta da costruire, da inventare e da ricordare, anche se avrà finalmente, anche se con dolore e difficoltà, trovato dei punti fermi a cui appigliarsi.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Simona Scandellari.

Emily Barr ha lavorato come giornalista a Londra, ma il suo desiderio più profondo è sempre stato quello di stare in una stanza tranquilla a scrivere un libro. Così è partita per un lungo viaggio ed è tornata con un’idea per il suo primo romanzo. Da allora ne ha scritti più di una decina, ma questo è il suo esordio nella letteratura per giovani adulti: acclamato dalla critica e dal pubblico, è in corso di traduzione in più di 25 Paesi.

Lady Frankenstein e l’orrenda progenie a cura di Anna Maria Crispino e Silvia Neonato (Iacobelli, 2018) , a cura di Elena Romanello

4 luglio 2018

Sono passati duecento anni esatti dall’uscita di Frankenstein, il primo romanzo di fantascienza della Storia dellatrasferimento letteratura, scritto da una donna, Mary Shelley, personalità in anticipo sui suoi tempi e antesignana di tutte le autrici che l’hanno seguita da allora cimentandosi con il fantastico in tutte le sue forme, da Ursula K. Le Guin a Margaret Atwood.
Per festeggiare questo importante anniversario, nato da una sfida letteraria durante l’estate più buia e fredda degli ultimi due secoli sul lago di Ginevra a Villa Diodati, è senz’altro bene riprendere in mano il libro, ma anche immergersi nelle pagine dell’agile saggio edito da Iacobelli Lady Frankenstein e l’orrenda progenie, una raccolta di contributi di donne di oggi che si sono confrontate con l’autrice e la sua icona letteraria.
Dietro al libro, c’è un’associazione letteraria, Amiche e Amici di Mary Shelley, nata in Italia tra Lerici, Viareggio e La Spezia per ricordare i luoghi nel nostro Paese in cui visse la scrittrice durante la sua vita tormentata e errabonda, e questa è solo una delle scoperte che si fanno leggendo il libro.
Il primo saggio di Silvia Neonato racconta la personalità di Mary Shelley nel suo rapporto con il dolore e il lutto, presenti fin dalla sua nascita, che causò la morte della madre, Mary Wollenscraft, antesignana del femminismo, e che proseguì tutta la vita, con il suicidio dell’amata sorellastra, la morte di tutti i suoi figli in fasce, tranne uno, l’annegamento del marito Percy e il rapporto conflittuale con il padre.
Carla Sanguineti parla invece delle permanenze di Mary Shelley in Italia, Paese da lei amato, come da molti altri giovani intellettuali inglesi della sua generazione, che si appassionavano ai primi moti carbonari. Marina Vitale invece traccia un parallelo tra il personaggio di Frankenstein e il tema della generazione, materna o in questo caso artificiale, al centro della nascita di un essere che non ha chiesto di venire al mondo e si trova a dover fare i conti con la sua esistenza.
Sara de Simone parla del rapporto dell’autrice con mostruosità, morte e maternità, mentre Anna Maria Crispino si addentra a svelare come il mostro di Frankenstein sia stato solo il primo di una serie di creature meccaniche, che hanno portato poi ai moderni cyborg, più o meno simili agli esseri umani, come per esempio i replicanti di Blade Runner dal racconto di Philip K. Dick. Anna Maria Crispino cita anche il genere della distopia, il futuro negativo, perché Mary Shelley scrisse la prima storia distopica con un altro romanzo, meno noto ma non meno interessante, L’ultimo uomo.
Giovanna Pezzuoli racconta invece le incarnazioni cinematografiche di Frankenstein, con film interpretati da attori come Boris Karloff, Christopher Lee, Peter Cushing, Kenneth Branagh, Robert de Niro, senza dimenticare le parodie come l’esilarante Frankenstein junior di Mel Brooks con Gene Wilder e film su temi simili come Blade RunnerThe Rocky Horror Picture show L’isola del dottor Moreau dal romanzo di Welles.
Un libro interessante sia per gli studiosi di letteratura che per i cultori del fantastico, per scoprire o riscoprire come certi archetipi vengano da lontano e abbiano ancora molto da dire e da far riflettere oggi.

Provenienza del libro: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Stefania Baldazzi

Anna Maria Crispino è giornalista culturale e consulente editoriale, ha ideato e dirige la rivista letteraria Leggendaria. Libri Letture Linguaggi. È tra le fondatrici della Società italiana delle letterate (SIL).
Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri antologici di saggi.

Il libro delle spade a cura di Gardner Dozois (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

21 giugno 2018

42065-gardner-dozois-il-libro-delle-spadeArriva in libreria una nuova antologia di racconti fantasy curata da Gardner Dozois, Il libro delle spade, che come suggerisce il titolo mette al centro una delle icone del genere, la spada appunto, in mano a eroi e cattivi fin dai tempi delle leggende arturiane.
L’edizione italiana di Mondadori dà molto risalto che al suo interno ci sia un’altra storia di George R. R. Martin ambientata nel mondo di Westeros, ma sarebbe riduttivo leggere il libro solo per questo, visto che contiene altre prove brevi ma non certo di poco conto di nomi vari del fantasy contemporaneo anglosassone.
Infatti nel libro sono presenti in questa antologia autrici come K. J. Parker, Robin Hobb, ospite nell’edizione 2018 di Lucca Comics and Games, Ken Liu, Matthew Hughes, Kate Elliot, Walter Jon Williams, Daniel Abraham, C. J. Cherryh, Garth Nix, Ellen Kustner, Scott Lynch, Rick Lason, Elizabeth Bear, Lavie Tidhar e Cecelia Holland.
Tutti nomi da tenere d’occhio, alcuni già noti al pubblico italiano, altri da scoprire e questa può essere l’occasione buona: di solito si pensa al fantasy come ad un genere di storie lunghe, raccontate in più volumi, ma in a volte poche pagine autori e autrici sanno condensare vicende e restituire suggestioni, riprendendo a volte i loro universi e personaggi noti o addentrandosi in nuovi mondi.
Martin racconta un nuovo antefatto del mondo di Westeros, così come nelle due precedenti antologie di questo genere uscite negli anni scorsi, La principessa e la reginaLa ragazza nello specchio, ne I figli del drago, storia degli antenati dei personaggi che si conoscono grazie alla saga ancora da terminare, che potrebbero tra l’altro diventare oggetto di una nuova serie tv.
Il libro delle spade svela un volto molto diffuso da sempre della narrativa fantastica nei Paesi anglosassoni, quello del racconto, e si rivela come un libro agile, con tanti cambi di luoghi e personaggi, per integrare una biblioteca in tema già cospicua o magari da proporre a chi vuole avvicinarsi al genere.

Provenienza: libro preso in prestito presso le biblioteche del circuito SBAM.

Gardner Dozois è nato a Salem nel Massachusetts nel 1947. È il più importante editor americano di fantascienza e fantasy: il suo lavoro per la rivista Asimov’s Science Fiction gli è valso quindici Hugo Award per il miglior editor in diciassette anni, dal 1988 al 2004. Come scrittore ha vinto due volte (nel 1983 e nel 1984) il Nebula Award per il racconto breve. Con George R.R. Martin e Daniel Abraham ha scritto Fuga impossibile. Nel 2015 Mondadori ha pubblicato le antologie La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose e La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose che Dozois ha curato insieme a Martin.

Ready Player One di Ernest Cline (De Agostini 2018) a cura di Elena Romanello

21 giugno 2018

ready-player-one-maxw-644La DeA Planeta ha riportato in libreria in una nuova edizione in occasione del film di Steven Spielberg il romanzo Ready Player One, avventura interattiva in un mondo virtuale, con echi di Matrix e di Willy Wonka, e zeppa di citazioni della cultura nerd e otaku degli anni Ottanta e Novanta.
Fin dalla prima pagina, attraverso le parole di Wade Watts, ragazzo di un futuro prossimo e distopico che evade nella realtà virtuale OASIS perché il mondo reale è deprimente, si viene catapultati in un’avventura che solo a prima vista si potrebbe catalogare per ragazzini.  Dietro ci sono gli squilibri del nostro mondo, la globalizzazione selvaggia, lo sfruttamento e il desiderio di evadere, di essere soli dentro una macchina, ma anche tutto un immaginario capace di conquistare più di una generazione, tra film, videogiochi, romanzi, comics, anime e telefilm.
Una storia di prove e livelli da raggiungere, come un videogioco, ma capace di avvincere alle pagine, mentre si seguono Wade e i suoi compagni di avventura nella ricerca degli indizi per vincere l’eredità di James Halliday, miliardario e nerd, inventore di OASIS, in cerca per tutta la vita di un luogo dove non sentirsi solo e e dove essere amato. Partite di videogiochi, premi, minacce e presenza di personaggi più vari, tanto che è una sfida indovinarli e ricordarli tutto, si affollano dentro un libro che non è solo nostalgico ma che vive anche di nostalgia.
Un libro che sembrava già scritto per diventare un film, capace di vivere in immagini già dalle parole: il film ha dovuto modificare alcune cose, non ha potuto usare per motivi di coyright Wargames Monty Phyton e il Santo Graal e ha optato per un lungo omaggio a  Shining, inoltre Spielberg sportivamente non ha citato i suoi film, presenti nelle pagine del romanzo.
Detto questo Ready Player One libro e film restano al momento due dei migliori omaggi a tutta una serie di icone che hanno cresciuto più di una generazione, in particolare Ernest Cline scrive delle pagine romanzate ma che in realtà raccontano sulle controculture giovanili del fantastico più di molti autorevoli saggi, non dimenticando di inserire qualche tirata sugli svantaggi di vivere isolati dal mondo, anche se quest’ultimo ha collassato e non è più un posto da vivere. Ma il mondo reale resta comunque l’unico posto dove si può mangiare un pasto decente e provare ad essere felici e amati.
A chi si può rivolgere Ready Player One? Ai nostalgici senz’altro e a chi vuole sapere di più su un universo di personaggi e storie ormai usciti dal ghetto di cose per ragazzini sfortunati, ma anche a chi vuole scoprire forze e limiti del mondo virtuale, oltre che ai giovanissimi che vogliano vivere un’avventura scritta e non vista o giocata.

Provenienza: libro presto in prestito dalla Biblioteca del Mufant, Museo della fantascienza e del fantastico, di Torino.

Ernest Cline (Ashland, 29 marzo 1972) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense. Ha svolto a lungo mansioni sottopagate nel settore informatico in modo da avere molto tempo da dedicare alle sue reali passioni, ovvero internet e la cultura pop. Nel 2009 ha scritto la sceneggiatura del film indipendente Fanboys, storia di un gruppo di nerd fan di Star Wars.Nel giugno 2010 Cline ha pubblicato il suo primo romanzo, Player One . Da questo libro è stato tratto il film per la regia di Steven Spielberg. Nel 2015 è stato pubblicato Armada, secondo romanzo di Cline.

Pirati, robot e ragazze androidi: l’animazione giapponese di fantascienza di Elena Romanello (Anguana, 2018)

14 giugno 2018

copertina_stesa_pirati-robotHo deciso di continuare il mio viaggio nel mondo della cultura otaku e nerd occupandomi di uno dei generi più noti e amati ma di cui si è anche parlato più a sproposito dei manga e degli anime: la fantascienza.
Come ex bambina degli anni Settanta (e questo dice che sono ormai decisamente dalle parti dei ruderi) ricordo benissimo quando arrivò Goldrake o meglio Atlas Ufo Robot, robottone gigante e sorta di samurai mistico, che combatteva contro un impero malvagio di alieni che avevano già devastato il pianeta del suo pilota, tra crisi di coscienza e drammi.
L’idea del libro è infatti nata dal voler celebrare il quarantennale della prima messa in onda di questo anime e a ruota tutti gli altri anniversari analoghi, visto che il prossimo anno a ruota ci saranno quelli di Capitan Harlock, Il Grande Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Inoltre, quest’anno si festeggia un altro importante anniversario, il trentennale del film d’animazione Akira di Katsuhiro Otomo,  che ha sdoganato definitivamente manga ed anime come prodotti maturi, conquistando anche il mercato angloamericano e guadagnandosi l’interesse di mostri sacri come Spielberg e Lucas.
Quello che mi colpì negli anime di fantascienza e che continua a piacermi molto oggi è innanzitutto come abbiano saputo mescolare le suggestioni di una cultura millenaria come quella giapponese alla modernità più estrema, per come hanno saputo trattare per primi uno dei temi cardine di oggi, il rapporto uomo e macchina, per come hanno parlato di guerre del futuro ricordando quelle del passato, a cominciare dall’apocalisse atomica, per come hanno riletto con un occhio nuovo tutti i filoni della fantascienza, dalla space opera alla distopia, dal cyberpunk allo steampunk.
Un genere, quello fantascientifico, che continua ancora fino ad oggi, infatti la maggiore difficoltà che ho incontrato è stato ad un certo punto come chiudere: in questi ultimi anni sono uscite tante nuove opere con relativi eroi, ma sono tornati anche personaggi iconici del passato, in nuove versioni, come Mazinga Z Infinity Neon Genesis Evangelion, o in nuove storie dello stesso universo, come la saga infinita di Gundam.
Scrivere questo libro è stato un bel viaggio nel passato ma anche un capire oggi quanto manga ed anime abbiano contribuito a fare di me la persona che sono, e per l’ennesima volta ripeto che è assurdo averli accusati di incitare alla violenza: a me hanno fatto capire che esistono altre culture, di pari dignità con quella occidentale, hanno fatto riflettere sull’importanza dell’amicizia e della collaborazione e hanno colpito per la grande importanza che viene data ai personaggi femminili, perché finalmente la ragazza di turno non faceva la solita damigella in pericolo in attesa di essere salvata dall’eroe di turno, ma combatteva anche lei, persino una sfigatella come la non eccelsa Venusia di Goldrake.
Il mio non vuole essere un libro nostalgico,  ma un libro che parla di un filone fondamentale dell’immaginario, oggi riconosciuto,  comunque e presto o tardi tornerò sull’argomento, anche perché ci sono ancora tante cose da dire.
Di tutti gli anime di cui parlo nel mio libro, qual è il mio preferito? Difficile a dirsi, sono tanti i titoli interessanti, dal mio primo steampunk, Il mistero della pietra azzurra, all’universo di Ghost in the shell, ma in questo caso faccio la nostalgica e indico Goldrake appunto e Capitan Harlock, due storie e due personaggi rimasti nel mio cuore e che riescono ancora ad appassionarmi oggi, tanti e tanti anni dopo quei pomeriggi che non rimpiango degli anni Settanta, ma dove è iniziata una passione che oggi mi ha portata a fare tante cose interessanti e a conoscere tante bellissime persone.

Piuttosto m’affogherei di Valeria Palumbo (Enciclopedia delle donne, 2018) a cura di Elena Romanello

14 giugno 2018

PiuttostoValeria Palumbo torna a parlare di Storia delle donne, mettendo in luce gli aspetti meno noti, con Piuttosto m’affogherei, che ha come sottotitolo: Storia vertiginosa delle zitelle.
A chi rimase zitella, prima di chiamarsi e essere chiamate single, per scelta sua o altrui, è dedicato quindi un volume agile, appassionante, ottimamente documentato, che racconta tante storie, più o meno remote, che dimostrano come non sia così vero che il matrimonio o il convento fossero le uniche scelte possibili per le donne, anche se le altre possibilità non erano così facili e realizzabili.
Valeria Palumbo parte dall’antichità, con le figure mitiche ma pare con una forte base storica delle Amazzoni, facendo ripassare o scoprire antichi miti e non dimenticando una deviazione su Circe, prototipo della donna che basta a se stessa e per questo fa paura. Anche Virgilio mise nell’Eneide una donna libera e senza paura, la guerriera Camilla antesignana di tante figure simili presenti oggi in fumetti, romanzi e film di genere fantastico.
Nelle pagine del libro trovano spazio anche le donne sole e consacrate a varie forme di religiosità, dalle Vestali romane ai vari ordini religiosi, senza dimenticare le beghine, comunità al femminile che sceglievano di vivere insieme nei Paesi del Nord Europa con un’idea di comunanza dei beni che fu ripresa solo dai movimenti sessantottini e femministi secoli dopo e per molto meno tempo.
Non mancano le streghe, tra realtà e fantasia, e non bisogna dimenticare che molte donne furono messe al rogo solo perché vivevano senza un uomo accanto, ma anche le zitelle celebri come Elisabetta I d’Inghilterra e Cristina di Svezia, che scelsero due strade opposte per salvaguardare la propria libertà. La prima si definì sposata con il suo Paese, in un momento storico in cui qualunque matrimonio avrebbe provocato degli sconquassi in un’Europa in preda alle guerre di religione, mentre la seconda rinunciò al trono per poter essere libera di cambiare religione e non sposarsi.
Tra le figure famose spiccano anche le donne di scienza, da Ipazia, martire dell’integralismo religioso cristiano, a Rita Levi Montalcini, testimone dei drammi del Secolo breve, Shoah in testa, ma anche dell’emancipazione delle donne, le avventuriere come Catalina de Erauso, che fuggì nelle colonie spagnole nel Nuovo Mondo dove combatté come un uomo, le scrittrici, Jane Austen in testa, ma anche Emily Bronte, George Eliot e Louisa May Alcott, tutte single e si può dire per scelta.
Come sempre i libri di Valeria Palumbo sono pieni di notizie interessanti, ricerche nella Storia, vicende intriganti, reali ma appassionanti come un romanzo, per raccontare le mille sfumature dell’essere donna. Anche questa storia delle single d’antan non è da meno, svelando figure note o meno note ma tutte da scoprire.

Provenienza: omaggio dell’autrice che ringraziamo.

Valeria Palumbo  è giornalista, storica delle donne, tiene lezioni universitarie e scrive testi teatrali. Attualmente giornalista Rcs, è stata caporedattore de “L’Europeo” e di “Global Foreign Policy”, e ha lavorato all’edizione digitale de “La Gazzetta dello Sport” e al “Corriere della Sera”.
Collabora con varie testate e conduce corsi e incontri a festival storici e letterari. È membro della Società italiana delle storiche e dell’Associazione italiana Public History. È autrice prolifica. Tra le sue opere ricordiamo: Prestami il volto (2003), Le figlie di Lilith (2008), Svestite da uomo (2007)., L’ora delle Ragazze Alfa (2009), Dalla chioma di Athena (2010). Con enciclopediadelledonne.it ha pubblicato in eBook Le donne di Alessandro Magno (2013) e Veronica Franco (2014).

Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi di Vari (Runa editrice), a cura di Elena Romanello

6 giugno 2018

Si dice spesso che i più giovani non leggono, distratti dalle nuove tecnologie, ma questo non è sempre corretto, perché i fantasticopiù importanti fenomeni letterari di successo degli ultimi vent’anni si sono proprio rivolti a loro, rilanciando gli universi dell’immaginario, tra fantascienza e fantasy.
Proprio a questo è dedicato il saggio, o meglio la raccolta di saggi, veloci, agili ma esaurienti, Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi – Luci e ombre di 10 serie di successo –, un modo per riflettere, ripassare e riscoprire storie che hanno creato nuovi mondi non solo d’evasione che non hanno conquistato solo preadolescenti e adolescenti, visto che molti adulti li hanno nelle loro librerie e non solo perché hanno figli.
Dieci saggi su altrettante saghe, aiutate in alcuni casi anche dal cinema, che hanno saputo portare in mondi alternativi ma sempre metaforici dell’oggi, scritti da esperti del genere. In particolare Silvana de Mari si è confrontata con Harry Potter di J. K. Rowling, Paolo Gulisano con Narnia di C. S. Lewis, riportata in auge dal cinema, Marina Lenti con invece la serie dell’Ultimo elfo appunto di Silvana de Mari, Chiara Valentina Segré con Hunger Games di Suzanne Collins, Martina Frammartino con Percy Jackson di Rick Riordan, Maria Cristina Calabrese con il Mondo emerso di Licia Troisi, Pia Ferrari con Barthimeus di Jonathan Stroud,  Laura Costantini con Twilight, Amneris di Cesare con Shadowhunters di Cassandra Clare, approdata in TV dopo un film deludente, Cristina Lattaro con Divergent di Virginia Roth, caso più unico che raro in cui si rinuncia al lieto fine.
Il risultato è quindi un’introduzione a universi irrinunciabili, in cui si sono rilette icone del fantastico, si sono scoperti nuovi mondi popolati da creature fiabesche, si è riflettuto sul rischio di trovarsi in futuri distopici, facendo emergere che il Fantastico, a qualsiasi età, non è una fuga dalla realtà, ma un modo per trattare gli aspetti fondamentali della vita, tragici o gioiosi che siano e evidenziare quei riti di passaggio connessi alla crescita che poi segnano per tutta la vita.
La raccolta di saggi è stata curata da Marina Lenti, già studiosa del genere e la prefazione è di Emanuele Manco, curatore di Fantasy Magazine.

Provenienza: omaggio dell’editore che ringraziamo

Marina Lenti è una saggista italiana specializzata in letteratura fantastica, esperta della saga di Harry Potter a cui ha dedicato gli studi L’Incantesimo Harry Potter, (Delos Books, 2006), La Metafisica di Harry Potter, (Camelozampa, 2012), Harry Potter: il cibo come strumento letterario (Runa, 2015), J.K. Rowling: l’incantatrice di 450 milioni di lettori, (Ares, 2016).