Posts Tagged ‘Fumetti e manga’

Nella tana dell’inconscio: locus suspectus di Gian Piero Grandi (Ananke lab, 2019) a cura di Elena Romanello

29 marzo 2020

inconscioGian Piero Grandi, psicoterapeuta e psicologo, si occupa da tempo di lavorare con adolescenti e giovani adulti, e usa per le sue terapie il richiamo alla cultura pop dei fumetti e dell’immaginario nerd, che possono contenere spunti davvero interessanti per tutte le età.
Il sottotitolo di questo saggio è Narrativa di psicoterapia in età evolutiva, e nelle sue pagine l’autore si pone il compito di far compiere un viaggio attraverso archetipi e personaggi, in cerca del lato oscuro, della paura, delle incognite del crescere, della precarietà del mondo moderno. Ogni viaggio è visto come una prigione di cui liberarsi.
Il primo personaggio che si incontra nel libro è Batman, supereroe ambivalente per antonomasia, soprattutto dopo la rilettura che ne ha fatto Frank Miller ne Il cavaliere oscuro. Il secondo è Ken il guerriero, protagonista di uno dei maggiori successi di manga e anime anni Ottanta, antieroe in un mondo violento di un futuro post apocalittico in cui emergono tante paure della contemporaneità. Il terzo sono i Cavalieri dello zodiaco, altri eroi di manga e anime di una trentina di anni fa, alle prese con un percorso di salvataggio che è una sorta di venire a patti con quello che si è e quello che si vuole diventare.
Il quarto percorso da seguire è ispirato al romanzo IT di Stephen King, uno dei più emblematici dell’autore e senz’altro uno dei migliori (per molti è il suo romanzo per antonomasia), riflessione sulla paura, sull’inconscio e anche sul crescere e tutto il dolore che questo significa tra le più riuscite e lucide.
Si passa poi ad esaminare la figura di Dracula, con particolare riferimento al film di Coppola, e al suo mix tra orrore, solitudine, bisogno di amare, caduta agli inferi e desiderio di un riscatto. Il viaggio successivo riguarda un personaggio demoniaco giovanissimo, Dante, eroe del videogioco Capcom Devil may cry, in lotta contro un futuro dominato dai demoni. Il percorso successivo riporta alla ribalta un altro celeberrimo romanzo di Stephen King, Shining, con attenzione per il personaggio del piccolo Danny, e del suo essere stato comunque fondamentale per salvare se stesso e sua madre dagli orrori dell’Overlook Hotel.
La prigione successiva da cui liberarsi è quella del protagonista del film La finestra segreta, anche questo da Stephen King, altra storia di uno scrittore alle prese con i suoi demoni in una situazione di isolamento. Si passa a City Hunter, eroe del manga omonimo di Tsukasa Hoijo, trasposto anche in animazione, all’apparenza un allegrone che ama la bella vita e le belle donne, ma in realtà con un buco nell’anima dovuto al suo passato e ai suoi lutti non indifferente. L’ultimo personaggio che ispira un percorso è il protagonista del fumetto Venom, portato anche al cinema, dove il protagonista si trova ad essere posseduto da un alieno che gli procura grandi poteri ma anche non pochi problemi.
Nella tana dell’inconscio è un saggio per chi è interessato al mondo della psicologia e della psicoterapia, che non possono allontanarsi, soprattutto quando si rivolgono ad un pubblico di giovani e giovanissimi, dalla cultura dei fumetti e dell’immaginario fantastico, capace di essere fonte di grandi archetipi e riflessione. Dato che tra l’altro ci si riferisce ad eroi e a storie sulla breccia da tempo, la lettura del libro è ricca di spunti anche a chi non è più nella cosiddetta età evolutiva.

Gian Piero Grandi è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità e specializzato in Psicoterapia a indirizzo individual psicologico dal 2013. Attualmente in supervisione permanente e in didattica individuale. Ha conseguito il titolo di analista S.I.P.I. nel 2015. È docente e formatore presso la Scuola Adleriana di Psicoterapia. Responsabile dell’Accademia del Test Proiettivo e coordinatore del Gruppo di Ricerca del Sestante. Svolge il ruolo di rappresentante dell’Area psicodinamica presso la Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia (F.I.A.P.). Gestisce in qualità di redattore responsabile le riviste scientifiche “Il Sagittario” e i “Quaderni del Sestante”. Nel lavoro clinico si occupa di adolescenti e giovani adulti, esperto in psicodiagnosi.

Provenienza: omaggio dell’autore che ringraziamo.

Torna La principessa Zaffiro di Osamu Tezuka, a cura di Elena Romanello

22 febbraio 2020

zaffiropiccolaLa J-Pop continua la sua collana Osamushi Collection, dedicata a Osamu Tezuka, l’inventore del manga moderno, proponendo uno dei capisaldi della sua produzione, La principessa Zaffiro, antesignano e ispiratore di tutti gli shojo manga, i fumetti per ragazze, a cominciare dal celeberrimo Versailles no Bara, meglio noto come Lady Oscar, di Riyoko Ikeda.
L’opera ispirò anche un famoso anime che arrivò nel nostro Paese all’inizio degli anni Ottanta: il titolo originale è Ribon no Kishi, letteralmente Il cavaliere con il fiocco e porta in un mondo fiabesco molto fantasy, dove vive Zaffiro, una principessa nata con due cuori, di ragazzo e ragazza, in un corpo femminile, costretta ad una doppia vita, quella di combattente contro il perfido zio che vorrebbe usurpare il trono e quello di ragazza innamorata del nobile di un regno vicino.
La storia si snoda tra demoni, streghe, angioletti dispettosi, duelli, complotti, intrighi, avventure e anche se sono passati più di sessant’anni dalla prima uscita tra il 1953 e il 1956, resta una pietra miliare di uno dei filoni più innovativi dei fumetti contemporanei, oltre che una prima riflessione su un tema attualissimo oggi, quello dell’identità di genere, e su come il sesso biologico arrivi a connotare tutto.
Osamu Tezuka presentava, sia pure in una cornice fiabesca e fantastica, una via d’uscita ad un dualismo, anticipando uno dei temi più importanti degli shojo, dove il cross dressing, l’ambiguità sessuale, l’omosessualità maschile e femminile e il tema delle ragazze guerriere sono ancora oggi amatissimi e hanno prodotti alcune delle storie migliori.
Il primo volume è uscito ora a febbraio, il secondo uscirà ad aprile, il terzo a giugno, con la parte della storia inedita e non pubblicata in precedenti edizioni.
La nuova edizione è curata da Maria Sara Mignolli, esperta di fumetto e arte, già docente alla Scuola di fumetto di Milano, studiosa delle tematiche di genere e interessata al tema del diverso anche nella cultura pop, tra Oriente e Occidente.

Il ritorno della graphic novel Dracula di Mike Mignola e Roy Thomas a cura di Elena Romanello

7 febbraio 2020

MDRAC002ISBN_0Ci sono personaggi che sono evergreen e per tutte le stagioni e uno di questi è Dracula, oggi di nuovo di grande attualità dopo la riedizione del romanzo per Oscar Draghi e la discussa ma non priva di interesse serie su Netflix.
Panini Comics ripropone, dopo quasi trent’anni, la graphic novel Dracula di Bram Stoker, ispirata all’omonimo film di Francis Ford Coppola del 1992 con Gary Oldman, Wimona Ryder e Anthony Hopkins, sceneggiata da Roy Thomas e disegnata da Mike Mignola, oggi celebre grazie alla saga di Hellboy ed è senz’altro un’ottima occasione per scoprire o riscoprire forse uno dei migliori adattamenti in tema Dracula degli ultimi decenni, al cinema, certo, ma anche in fumetto.
Come già il film, la graphic novel riprende il romanzo di Stoker, cambiandolo però nello spirito, non più una storia di puro orrore, ma la vicenda di un amore oltre la morte e disperato, che porta alla dannazione il nobile Dracula finché non ritrova l’amata Elisabeta, ora Mina, secoli dopo nella Londra vittoriana.
Molti fumetti ispirati ai film si limitano, in maniera magari curata, a riprendere per immagini il film: Roy Thomas e Mike Mignola guardano alle atmosfere del film di Coppola, tra art noveau, teatro kabuki e gotico, aggiungendo però molto di loro, come stile e come storia, approfondendo i personaggi senza snaturare la vicenda originale. Una storia a parte, che si rifà al film ma che lo reinventa, per raccontare una vicenda eterna e sognante, cruda e tragica, romantica e disperata.
Il risultato è davvero molto valido ed è senz’altro un bene che la graphic novel torni in fumetteria e libreria, tenendo conto che ormai l’edizione originale della Star Comics è esaurita da tempo e di difficile reperibilità anche nel mercato dell’usato, anche perché gli appassionati che all’epoca si precipitarono a comprarla la considerano preziosa, molto originale già allora e capace di affascinare ancora oggi, tenendo conto tra l’altro del successo poi avuto dopo da Mike Mignola.
Un’opera per chi ama quindi le storie eterne, come quella di Dracula (e qui non ci sono le cadute di stile della miniserie Netflix…), per i cultori del gotico, per gli appassionati di Roy Thomes e Mike Mignola e per chi ama cinema e fumetto e i legami che esistono da sempre tra di loro.

Superman & Co. Codici del cinema e del fumetto, di Giorgio E. S. Ghisolfi (Mimesis, 2019) a cura di Elena Romanello

19 dicembre 2019

9788857551593_0_0_832_75Continua la proficua collaborazione tra lo studioso Giorgio E. S. Ghisolfi e la Mimesis sull’esplorazione degli universi dell’immaginario pop, con un approfondimento inedito sul mondo sempre ricco di spunti dei fumetti, pubblicato nella collana Il caffè dei filosofi, dove si spazia appunto su studi sulla modernità.
Quest’anno Topolino ha compiuto novant’anni e Superman ottanta e l’autore parte da questo per riflettere su quanto questi eroi abbiano pesato e pesino sulla mitologia contemporanea, anche attraverso media diversi dal fumetti, cinema e serie TV in testa. Nelle pagine del libro sono studiati anche vari altri casi, a cominciare dall’universo Marvel, creato dal compianto Stan Lee, oggi più popolare che mai grazie ai film che sono usciti negli ultimi dieci anni.
Oggi il fumetto è grande ispiratore quindi del cinema e sembra naturale che esista tra i due un legame e reciproche influenze, che sono cresciute nel corso degli anni, ma nonostante questo ci si chiede spesso quale dei due generi, o meglio forme d’arte, sia più nobile e di qualità, quale l’uno sia figlio dell’altro e quanto l’uno dipenda dall’altro.
In molti si sono già concentrati su questo, ma la novità di Giorgio E. S. Ghisolfi è quella di comparare i codici narrativi e visivi, mostrando somiglianze e differenze, e provando a tracciare una prima teoria di una semiologia del cinema d’animazione.
Il testo del libro è aiutato da varie illustrazioni e vuole fare riflettere e discutere su un rapporto essenziale e su cui c’è sempre da scoprire.
Un libro per studiosi dei media, certo, ma anche per curiosi sulle relazioni tra immaginari imprescindibili dalla modernità e da appassionati che vogliono approfondire mondi che sono cresciuti con loro, dando sempre nuovi spunti e su cui è bello scoprire legami e influenze.

Giorgio E. S. Ghisolfi è regista e docente. Insegna discipline attinenti all’audiovisivo, al cinema e al cinema d’animazione presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano, l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, il Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (CISA) e la Scuola Specializzata Superiore di Arti Applicate (CSIA-SSS_AA), entrambe di Lugano. È inoltre docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Istituto Universitario in Scienze della Mediazione Linguistica (SSML) di Varese. Professionista con una lunga esperienza nel cinema d’animazione, ha lavorato, tra gli altri, con Bruno Bozzetto e Enzo d’Alò. È stato socio fondatore dell’Associazione Italiana Film d’Animazione (Asifa Italia) e dell’Associazione Illustratori (AI), nonché ideatore e direttore di A-tube, The Global Animation Film Festival. È autore del saggio Indiana Jones e il cinema di animazione, pubblicato nel volume La Filosofia di Indiana Jones, a cura di C. Bonvecchio, Mimesis 2011.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il clan dei Poe di Moto Hagio (J-Pop, 2019) a cura di Elena Romanello

7 dicembre 2019

Poe_no_Ichizoku-coverMentre sta per uscire un nuovo capitolo di una saga iniziata decenni fa, J-POP ripropone Il clan dei Poe, manga gotico di Moto Hagio, una delle autrici di shojo manga che ha rivoluzionato il genere, proponendo nelle sue opere tematiche nuove e spesso scomode.
Allan Twilight entra in contatto, nella Londra nebbiosa del 1879, con due fratelli eternamente giovani, che nascondono non pochi segreti con cui soggiogheranno il loro nuovo amico e familiare.
Edgar e Marybell Portsnell sono due piccoli orfani che vengono adottati da una casata di vampiri, i Poe, che li rendono come loro, cristalizzandoli per sempre nell’età della prima adolescenza, un segreto che non devono svelare a nessuno. Edgar e Marybell sono costretti a spostarsi spesso, per non insospettire le persone, bellissimi, soli al mondo, imprigionati nell’età in cui si crede all’amore assoluto, anche contro ogni logica. Tutto questo resta immobile finché non arriva Allan, innamoratosi di Marybell senza saperne il segreto, ma pronto ad affascinare anche Edgar, che vedrà in lui il compagno con cui partire per l’Europa in cerca del senso dell’esistenza dopo una tragedia che l’ha diviso dalla sorella amante.
Tra le righe emerge la passione di Moto Hagio per la narrativa gotica occidentale dell’Ottocento: il manga è del 1972, quattro anni prima di Intervista col vampiro di Anne Rice, di cui condivide varie tematiche, la sensualità, la maledizione dell’eterna giovinezza, l’omosessualità, e piacerà comunque a chi ama storie di vampiri tra tradizione e modernità, parlando di solitudine, di ricerca di un’impossibile infelicità, di smarrimento, di discriminazione e odio verso il diverso.
La loro vita insieme sarà lunga, una continua ripetizione di momenti che tornano in anni diversi, una vita fuori dal tempo che affascinò il pubblico giapponese di inizio anni Settanta e che è ancora attualissima oggi, per scoprire appunto cosa possono essere e cosa sono gli shojo manga, tra i fumetti più innovativi e interessanti, soprattutto questo tipo di storie.

Moto Hagio nasce nel 1949 e debutta come mangaka appena ventenne nel 1969 con la storia breve Lulu to Mimi sulla rivista Nakayoshi della Kodansha, realizzando storie brevi anche per la Shogakukan.  Due anni dopo pubblica Juichigatsu no Gimunajiumu (The November Gymnasium) una storia breve che tratta apertamente la storia d’amore tra due ragazzi in collegio.Nel 1974 sviluppa il tema nella storia più lunga Toma no shinzo (Il cuore di Thomas) e insieme ad altre autrici, e cioè Yumiko Ōshima, Ryōko Yamagishi, Keiko Takemiya, Riyoko Ikeda, che verranno poi identificate come Gruppo 24, si fa pioniera di un movimento che ridefinisce il genere shoujo  Nel 1976 Moto Hagio viene premiata con lo Shogakukan Manga Award per il fantascientifico Juichinin Iru! (Siamo in 11!) e Poe no Ichizoku (Il clan dei Poe). Nel corso della sua carriera ha pubblicato molte altre opere, come Terra e… Marginal.

Provenienza: libro del recensore.

Il diario della mia scomparsa di Hideo Azuma (J-pop, 2019) a cura di Elena Romanello

17 novembre 2019

Shissou_nikki-coverHideo Azuma, recentemente scomparso, è stato uno degli autori di manga più amati tra gli anni Settanta e Ottanta, ideatore di icone come Nanà Super Girl e soprattutto l’irresistibile Pollon, trasposti anche in animazione. In tempi più recenti raccontò invece un episodio della sua vita reale, quando nel 1989, stressato dai ritmi di lavoro e dalla mancanza di ispirazione, oltre che con problemi di alcolismo, mollò moglie, amici, lavoro e contatti, scegliendo volontariamente di fare una vita da senza fissa dimora, dormendo all’aperto, spesso sotto la pioggia, raccogliendo cibo e soldi di fortuna e svolgendo a tratti lavoretti saltuari.
Il diario della mia scomparsa racconta questo periodo, a cui l’autore tornò poi per un certo periodo dopo aver ripreso a lavorare come mangaka: lo stile è buffo come è solito, anche quando parla di vagabondaggio, di interrogatori della polizia, di lavori saltuari come operaio, di ubriachezza, di fatica per trovare da mangiare, di ricoveri in ospedale.
In Giappone i senza fissa dimora esistono ma vengono ignorati più ancora che in Occidente e sono considerati un tabù e una vergogna: nei manga si può parlare liberamente di sesso in tutte le sue sfumature, anche quelle più scabrose e scomode, ma non del ritrovarsi a vivere per strada, e lo dimostra anche lo scalpore che suscitò qualche anno fa il bel film d’animazione Tokyo Godfathers.
Hideo Azuma aveva un buon lavoro e una famiglia, ma il disagio esistenziale, aggravato dai suoi problemi di alcolismo e depressione, anche questi argomenti di cui si parla a fatica e come una vergogna nel Paese del Sol levante, lo spinse a fare una scelta comunque non isolata in Giappone, Paese dove si può sparire molto facilmente per la mancanza di un’anagrafe centralizzata.
Il diario della mia scomparsa non vuole essere un’opera militante e di critica sociale, ma solo raccontare un’avventura di vita che può succedere, quella di una persona che poi in fondo è stata anche fortunata a trovare qualcuno che l’ha aiutata, perché Hideo Azuma era comunque famoso e noto anche per esempio anche ai poliziotti che lo trovarono, stupendosi, per strada. I toni sono ironici, ma c’è da riflettere sui meccanismi spietati delle nostre società verso chi rimane indietro e anche sul male di vivere che si insinua in molte persone e con cui diventa difficile convivere.
Il volume è completato da un’intervista all’autore, serena, pacata ma efficace, in cui Hideo Azuma riflette sul concetto di normalità e come sia spesso oggetto di fraintendimenti.
Il diario della mia scomparsa è un manga interessante per chiunque abbia amato questo autore che purtroppo ci ha lasciati, ma è anche un modo per riflettere, in maniera magari insolita, su problemi e tematiche attuali e su cui anche qui da noi non ci si interroga abbastanza.

Hideo Ozuma (1950-2019) è diventato famoso con i manga conosciuto in Italia per essere l’autore dei manga Pollon e Nanako SOS. I suoi lavori sono apparsi in varie riviste giapponesi, quali Weekly Shōnen Champion e ha realizzato anche storie hentai e di fantascienza, oltre che umoristiche, come  Futari to Gonin (Due ragazzi e cinque vicine di casa), Yakekuso tenshi (Un angelo disperato), Parallel kyoshitsu (La pazza aula parallela), Methyl-Metaphysik, Fujôri Nikki (Diario assurdo) che nel 1979 vinse il premio Seiun come miglior manga di fantascienza.
Nella seconda metà degli anni ottanta e negli anni novanta, dopo aver iniziato ad avere seri problemi di alcolismo, è scomparso due volte per periodi di diversi mesi fino a più di un anno, abbandonando i suoi lavori e la famiglia, facendo una vita da senzatetto, e ha tentato almeno una volta il suicidio. Dopo aver ripreso in mano la sua vita ed essere passato attraverso un trattamento di riabilitazione per alcolisti ha disegnato questa storia in una delle sue opere più premiate, Il Diario della mia Scomparsa. Azuma è deceduto a 69 anni il 13 ottobre 2019 a causa di un cancro all’esofago, la famiglia ha svolto funzioni private e la notizia della morte è stata diffusa solo alcuni giorni dopo.

Provenienza: libro del recensore.

Sissi. Imperatrice, ribelle, donna di Giorgia Marras (Diabolo edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

13 novembre 2019

sissi-diabolo-670x946Ci sono personaggi storici affascinanti e interessanti che però non vengono conosciuti come meriterebbero: uno di questi è senz’altro l’imperatrice Elisabetta d’Austria, che malgrado le due ottime biografie uscite nel secolo scorso e ancora oggi pubblicate di Brigitte Hamann e Joan Haslip e l’immagine sua emersa dal film Ludwig di Luchino Visconti, continua ad essere ricordata tramite i tre filmetti in stile fotoromanzo realizzati negli anni Cinquanta con la allora giovanissima Romy Schneider (che li odiò per tutta la vita) e che continuano a passare in TV periodicamente.
Per questo motivo non si può che essere felici per la nuova versione, stavolta in graphic novel, fatta della vita di Sissi da Giorgia Marras per Diabolo edizioni, un volume prezioso, realizzato tutto in toni seppiati, per ricordare le prime foto in cui fu ritratta  proprio l’infelice ma affascinante imperatrice, una delle prime sovrane ad essere sia ritratta come si usava fino a quel momento sia fotografata.
Questa Sissi, imperatrice, ribelle e donna, rivive in queste pagine nelle sue disavventure non certo da fotoromanzo, dal matrimonio per capriccio di Francesco Giuseppe agli anni della vecchiaia e alla morte assassinata da un anarchico che voleva colpire qualcuno di regale, attraverso i suoi lutti, le sue poche gioie, i suoi figli, a cominciare dall’infelice Rodolfo che avrebbe voluto diventare naturalista e morirà suicida a Mayerling,  le sue passioni, le sue inquietudini, come la sua ossessione per la bellezza, in un mondo che stava cambiando.
Giorgia Marras inserisce infatti la vita di Sissi nella Storia dell’Ottocento, non dimenticando eventi come la questione ungherese o il Risorgimento italiano, in cui gli austriaci erano gli oppressori, anche se se oggi la cosa è stata dimenticata e anche gli italiani applaudono sulle note della Marcia di Radetzy di Strauss.  Il libro è completato da una serie di schede dei personaggi apparsi nella graphic novel, con la loro storia e cosa è successo loro dopo, per avere un quadro chiaro di un personaggio affascinante e raccontato in maniera realistica e di un periodo storico in cui è nata la modernità in cui viviamo ancora oggi.
Sissi. Imperatrice, ribelle, donna è una romanzo a fumetti, o meglio una biografia a fumetti per chiunque voglia scoprire o riscoprire una storia reale, iniziata come una fiaba e finita in tragedia, di una donna senz’altro in anticipo sui suoi tempi e sempre fuori posto, nella sua ricerca di una felicità impossibile.

Giorgia Marras, genovese, classe 1988, illustratrice e fumettista, ha studiato all’Accademia delle Belle Arti di Genova e all’Università di Parigi 8. Ha vissuto presso l’Atelierhaus Salzamt di Linz (Austria), e poi presso la Maison des Auteurs di Angoulême, dove vive tutt’ora.
La sua prima graphic novel, Munch before Munch ha raccontato la giovinezza del pittore Edward Munch ed è stata tradotta in Francia e Spagna. Sissi è uscito in francese, tedesco e italiano ed è in uscita in spagnolo.

Provenienza: libro del recensore.

Donne senza paura di Marta Breen e Jenny Jordahl (Tre60, 2019) a cura di Elena Romanello

11 novembre 2019

marta-breen-donne-senza-paura-9788867025091-2-300x409In questi ultimi anni sono uscite varie graphic novel sul femminismo e sulle donne importanti della Storia, spesso organizzate tramite i ritratti dei singoli personaggi: quello che rende differente Donne senza paura rispetto agli altri titoli usciti è invece il raccontare per immagini il movimento di liberazione della donna, attraverso le varie fasi degli ultimi duecento anni.
Si parte raccontando infatti la condizione femminile nell’Ottocento e come all’inizio il movimento femminista fosse legato a quello che lottava contro la schiavitù dei neri, con personalità come Elizabeth Cady Stanton, Lucrezia Mott, Harriet Beecher Stowe e le afroamericane Harriet Tubman e Sojourner Truth, ex schiave loro stesse.
Il libro ricorda poi le battaglie della rivoluzionaria francese Olympe de Gouges, autrice della dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine, finita sulla ghigliottina perché scomoda e poi si concentra sulla lotta delle suffragette, a cominciare da Emmeline Pankhurst, tra scontri e oppressione, finché non cominciarono ad ottenere nel Regno Unito e poi man mano in giro per il mondo il diritto di voto.
Donne senza paura porta poi per un attimo in Iran, dove ricorda la storia di Tahirih, femminista e martire per la causa in un Ottocento orientale non diverso dalla condizione odierna. Si ritorna quindi in Occidente, con i legami tra femminismo e socialismo, ricordando la vicenda di Rosa Luxemburg, finita tragicamente come quella di Tahirih.
Il femminismo si è battuto poi anche per l’integrità del corpo femminile, e la graphic novel arriva a parlare di Margaret Sanger, infermiera e pioniera dell’educazione sessuale e della divulgazione dei metodi di controllo delle nascite, dai primi tentativi alla pillola inventata dal dottor Pincus.  Legato al discorso della contraccezione c’è anche quello del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, che Donne senza paura ricostruisce partendo in particolare dalla situazione statunitense e non dimenticando gli attacchi ancora di oggi a questo diritto.
In Donne senza paura trovano poi anche spazio i capi di stato donne, le lotte per i diritti degli omosessuali e lesbiche, strettamente legati al femminismo, la storia di Malala e le lotte contemporanee, a cominciare da quella del movimento #Metoo.
Un testo illustrato agile, che colpisce, per il pubblico di tutte le età, capace di parlare di tematiche modernissime, sacrosante e non abbastanza trattate, in un mondo in cui comunque, anche vicino a noi, troppo spesso i diritti delle donne sono messi in discussione. Non ci sono mai abbastanza libri in tema, e il linguaggio della graphic novel si dimostra ancora una volta efficace e coinvolgente, parlando di battaglie in cui furono e sono coinvolte tante donne e ragazze, tante storie che confluiscono in una sola che continua.

Marta Breen (1976) è autrice di numerosi libri di saggistica. Insieme a Jenny Jordahl ha già pubblicato nel 2015 Lettera F. 155 ragioni per essere una femminista, premiato dal Ministero della cultura norvegese, e nel 2016 il best seller Le 60 donne che avresti dovuto conoscere.

Jenny Jordahl (1989) è un’illustratrice pluripremiata, fumettista e blogger. Oltre ad aver collaborato con Marta Breen a diversi progetti editoriali, ha esordito come autrice nel 2017 con il libro illustrato Hannemone og Hulda.

Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche civiche torinesi.

L’edizione 2019 di Lucca Comics & Games a cura di Elena Romanello

29 ottobre 2019

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Dal 30 ottobre al 3 ottobre torna Lucca Comics & Games, la più importante kermesse italiana dedicata ai fumetti e alla cultura nerd e una delle più importanti a livello mondiale, insieme al Komiket di Tokyo, alla Comicon di San Diego a alla fiera del fumetto di Angouleme.
Per quattro giorni, si spera con un tempo clemente, il centro storico della città toscana delimitato dalle mura si animerà di eventi, stand, cosplayer, parate, conferenze, musica, proiezioni, per raccontare tutta una serie di immaginari disegnati e raccontati con tutti i mezzi possibili, letteratura, cinema, serie TV, giochi, fumetti, che ormai hanno conquistato più generazioni.
In piazza Napoleone e piazza del Giglio tornano le varie realtà editoriali fumettistiche, mentre la zona di piazza San Francesco ospita la Japan Town, manga, anime ma anche cultura giapponese, l’area di piazza San Frediano l’area per bambini, corso Garibaldi gli spazi sul fumetto usato e da collezione, il padiglione Carducci libri e giochi di ruolo, le mura il palco e le parate in cosplay a tema, dallo steampunk a Game of thrones, da Star Wars Labyrinth. Ci saranno inoltre gli spazi tematici di singole case editrici e realtà, come Bonelli, Star Comics, Panini, Lego, Funko Pop.
Il programma è davvero intenso, sotto il poster di Becoming Human realizzato in stile steampunk dall’illustratrice Barbara Baldi a cui è dedicata una delle mostre.
Si festeggeranno i quarant’anni del romanzo La storia infinita con una dimostrazione di artisti nell’area perfomance del padiglione Carducci: le tavole realizzate verranno messe all’asta a scopo benefico il 3 novembre pomeriggio. Ad un anno della scomparsa dello scrittore William Goodman, autore de La storia fantastica, in originale The princess bride, la casa editrice Marcos Y Marcos, al suo debutto a Lucca, realizzerà uno spazio in tema e ci sarà anche come ospite Eugenio Marinelli, doppiatore nel film del leggendario Inigo da Montoya.
Continua la collaborazione tra Lucca Comics e il Salone del libro, con vari incontri, per parlare di restare umani, del male, del gioco, con ospiti quali Nicola Lagioia, Valeria Parella, Luis Royo e Vanni Santoni.
Fanucci editore porta in fiera varie novità, tra cui una nuova edizione della saga La ruota del tempo di Robert Jordan illustrata da vari disegnatori italiani, tra cui Paolo Barbieri, volto fisso in fiera e gli autori Daniel Abraham e Ty Frank, in arte James S. A. Corey, ideatori del fantastico universo della saga The Expanse.
Torna a Lucca Comics anche Andrzej Sapkowski, autore della saga di The Witcher, che debutterà nei prossimi mesi. Spazio anche per l’Associazione italiana studi tolkeniani, che parlerà della nuova traduzione de Il signore degli anelli, con tra gli altri il disegnatore Emanuele Manfredi.
Doverosi due tributi a Stan Lee e Monkey Punch, recentemente scomparsi, così come una mostra per gli 85 anni di Paperino con l’autore Don Rosa, mentre dal Giappone arrivano Hirohiko Araki, autore de Il pazzo mondo di Jojo e Rokuda Noburo, l’uomo dietro a Gigi la trottola. Ci saranno inoltre Zerocalcare, che presenterà lo spettacolo teatrale ispirato a Kobane Calling, mai così attuale come in questo momento, dalla Francia Alex Alice autore del meraviglioso Il castello delle stelle uscito per Mondadori, Chris Claremont della saga degli X-Men e in particolare della storia di Fenice Nera, Cliff Chiang che con Bao Publishing presenta la conclusione della saga di Paper Girls, una storia al femminile che riecheggia le atmosfere di Stranger Things, ed è venuta comunque prima.
Tanto anche lo spettacolo, con cosplayer e musica, con nomi storici come gli Oliver Onions, Cristina d’Avena e Giorgio Vanni, oltre che karaoke e momenti sul doppiaggio e d’animazione con famosi nomi del mondo cosplay.
Non mancano le mostre, tra cui spiccano, oltre a quelle già citate, un tributo alle origini dei manga con Hokusai, i 40 anni di Mazinga in Italia, i memorabilia de I cavalieri dello zodiaco, e Armand Baltazar, illustratore e concept artist, autore del libro illustrato Timeless e ospite nello stand de Il Castoro editore.
Uno degli ospiti d’onore sarà Patrick Stewart, l’indimenticabile capitano Picard di Star Trek The Next Generation, presto protagonista di una serie tutta sua, mentre dal mondo di Game of thrones arriverà Ross Mulan, il White Walker dell’esercito dei morti. Ci sarà inoltre una maratona notturna di serie DC Comics, l’anteprima dei primi due episodi della serie BBC His dark materials dal romanzo di Philip Pullman, la presentazione del kolossal fantascientifico italiano Creators the past, le uscite di Terminator destino oscuro Doctor Sleep dal romanzo di Stephen King, seguito di Shining, e l’anteprima dell’anime I figli del mare dal manga di Daisuke Igarashi.
Saranno insomma cinque giorni intensi. Per mappe, programma completo, regole di sicurezza e ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della manifestazione.

L’edizione autunnale di Romics a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2019

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Dal 3 al 6 ottobre torna a Roma Romics, la kermesse dedicata a fumetti e cultura nerd che due volte all’anno anima la capitale, con tanti ospiti, stand, incontri, cosplayer.
Tante le proposte in un programma fitto. Tra le altre, spiccano l’omaggio ad Altan, uno degli ospiti più prestigiosi, l’approfondimento su distopia e utopia, l’omaggio all’inquisitore Eymerich ideato da Valerio Evangelisti, il panel di sabato alle 13 sui quarant’anni di Lady Oscar con come ospiti d’eccezione la cantante Clara Serina e i doppiatori Cinzia de Carolis, Massimo Rossi e Luciano Roffi, l’incontro sulla Gainax a cura di Distopia Evangelion sempre sabato alle 17,  la mostra su Tito Faraci e quella del Lego.
Tra i tanti ospiti, l’autrice Veronica C. Aguilar, il disegnatore Paolo Barbieri, la saggista e studiosa di cultura pop Valeria Arnaldi, il veterano Disney Giorgio Cavazzano, la disegnatrice Jessica Cioffi, il vignettista Stefano Disegni, l’illustratrice Livia De Simone, lo studioso Giorgio Ghisolfi, la cosplayer Paola Eleonora Tani, la fumettista Silvia Ziche.
Tra i tanti libri e fumetti proposti, si segnalano quelli di Panini Comics, che presenterà in particolare il saggio Joker il clown nero, in occasione dell’uscita del film, e Chanbara le spade del tradimento di Roberto Recchioni e Andrea Accardi, e quelli di Fanucci, che completa la saga di Ambra di Roger Zelazny, presenta Knightfall, romanzo da cui è stata tratta l’omonima serie TV, I figli della caduta di Andrej Tchaikovsky e un panel sul fantastico con Sergio Fanucci.
Il programma completo è nel sito ufficiale.

:: Mooncop – Poliziotto lunare di Tom Gauld (Mondadori, 2019) a cura di Giulietta Iannone

8 settembre 2019
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Tra le tante opere edite quest’anno per festeggiare i 50 anni dallo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, missione che portò per la prima volta due astronauti statunitensi, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 a mettere piede sul nostro affascinante satellite naturale, realizzando un sogno in realtà già presente sin dall’antichità, ce ne è una molto particolare, un libro di fumetti Mooncop – Poliziotto lunare (Mooncop, 2016) di Tom Gauld edito da Mondadori nella collana Oscar INK, con introduzione di Susanna Basso e tradotto da Claudia Durastanti.
Tom Gauld è un nome noto, anche sul nostro blog, fumettista originale ed eclettico di cui abbiamo già potuto recensire il bellissimo In cucina con Kafka, una parodia molto bonaria, divertente e divertita, sul mondo dei libri e l’ambiente editoriale.
Per Mooncop – Poliziotto lunare, Gauld ha scelto il blu, il colore lunare per eccellenza, per descrivere le bizzarre avventure di un improbabile poliziotto lunare, tenero e avventuroso, incaricato di sorvegliare una colonia terrestre desolata e in declino, di cui diventerà uno degli ostinati ultimi abitanti. I toni sono melanconici e sognanti, lo stile è rappresentato nei suoi tratti essenziali, come Gauld ci ha abituato.
Si può leggere sia in formato cartaceo che in ebook adattato per tablet, e la cosa bella è che ci porta a riscoprire parte della magia che la Luna ha sempre portato con sé anche in letteratura e in spettacoli televisivi dai sogni di Astolfo sulla Luna dell’Orlando Furioso, alle avventure fantascientifiche di Spazio 1999.
Tom Gauld ha scelto di addolcire con riflessi più delicati e poetici una narrazione che riflette cosa l’uomo prova di fronte al silenzio e alla solitudine dello spazio siderale e sembra ricordarci che la fratellanza, l’aiuto reciproco e l’amore (dolcissime le tavole finali) sono le cose veramente importanti.

Tom Gauld è nato nel 1976 e cresciuto nell’ Aberdeenshire, in Scozia. È un vignettista e illustratore e il suo lavoro è regolarmente pubblicato su The Guardian, The New York Times and New Scientist. Ha creato un nutrito numero di libri a fumetti. Vive a Londra con la sua famiglia.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Anna dell’Ufficio Stampa Mondadori.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Le figlie di Salem di Thomas Gilbert (Diabolo Edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

7 giugno 2019

salemLa casa editrice indipendente di graphic novel torinese Diabolo edizioni presenta l’ultima fatica dell’autore francese Thomas Gilbert, nato ad Angers nella Valle della Loira e ora residente a Parigi, Le figlie di Salem.
Come evidenzia il titolo, la storia narrata è incentrata sui fatti di stregoneria avvenuti a Salem, cittadina dell’allora Nuovo Mondo, in quello che oggi si chiama Massachussetts, nel 1692: un gruppo di donne, alcune giovanissime, poco più che delle bambine, furono accusate di praticare riti satanici e condannate a morte, tramite impiccagione perché le leggi locali non prevedevano il rogo perché consideravano la stregoneria un attacco alla società civile e non un’eresia.
Il fatto negli anni ha ispirato varie storie d’invenzione, una delle più famose è l’opera teatrale Il crogiolo di Arthur Miller, in cui il drammaturgo vide in questa persecuzione, una delle prime organizzate contro i cosiddetti diversi da temere e annientare, una metafora del maccartismo degli anni Cinquanta.
Thomas Gilbert ha preso come ispirazione proprio l’opera di Arthur Miller, cercando però di creare un suo stile e una sua ricostruzione d’epoca e ha deciso di raccontare questa storia terribile e emblematica dopo aver ascoltato in giro frasi intolleranti contro i cosiddetti diversi.
Le figlie di Salem racconta la storia partendo da Abigail, un’adolescente oppressa da convenzioni già allora molto rigide perché i puritani erano considerati gli integralisti tra i protestanti, in cerca di nuove, impossibili evasioni, in un bosco che spaventa e conforta dove incontra un giovane pellerossa, che presenta  un punto di vista diverso rispetto al mondo chiuso che vuole privarla di ogni libertà, fino alle estreme conseguenze.
Le donne furono proprio il capro espiatorio di questa caccia alle streghe, ovviamente non solo a Salem ma anche in Europa, come simbolo di diversità e ribellione, e la persecuzione raccontata colpì, oltre all’inquieta Abigail anche altre figure emblematiche, come la schiava di colore Tituba, le due locandiere del paese, madre e figlia, irlandesi e cattoliche e una ragazza con problemi psichiatrici messa incinta da qualcuno di insospettabile che partorì in cella, come ricorda uno dei momenti più intensi e disturbanti della graphic novel.
Le figlie di Salem rievocano un mondo cupo, capace di turbare il suo autore mentre lo realizzava e che colpisce i lettori, in un mondo dove ancora oggi non mancano discriminazioni e violazioni dei diritti, per ricordare a cosa può portare odiare chi viene percepito come diverso.

Provenienza: libro del recensore.

Thomas Gilbert è nato ad Angers nel 1983 e vive a Parigi. Si è appassionato al fumetto fin da bambino, iniziando a disegnare e ha frequentato la ESA Saint Luc di Bruxelles per diventare fumettista. Esordisce come fumettista nel 2009, in Italia ha pubblicato Velenose per Edizioni BD e per Diabolo Edizioni La saggezza delle pietre e Le figlie di Salem. Ha partecipato a vari eventi anche nel nostro Paese, come il Treviso Comic Book Festival e il Salone del libro di Torino.