Posts Tagged ‘Fumetti e manga’

Enola Holmes in libreria e fumetteria a cura di Elena Romanello

12 novembre 2020

enolalibrismallIn molti hanno apprezzato il film Netflix su Enola Holmes, la sorellina minore del più celebre Sherlock, capace di coniugare intrattenimento, period movie e thriller non solo per giovani, e senz’altro foriero di nuove avventure, visti i consensi raggiunti, anche grazie all’ottimo cast di volti noti e emergenti.
Anche perché Enola Holmes non nasce sullo schermo, ma ha già un passato e presente letterario e fumettistico, edito anche in italiano da De Agostini, e si è già affermata come una protagonista di avventure per le giovanissime, un’eroina per il nuovo millennio.
L’autrice Nancy Springer è da tempo al lavoro infatti su una serie di romanzi incentrati sul personaggio della detective in erba, contestato da alcuni perché si riferirebbe ad uno Sherlock Holmes non conforme a quello creato da Sherlock Holmes, ma non per questo meno interessante.
De Agostini propone i primi tre libri della serie, Il caso del marchese scomparso, quello che ha ispirato il film visto su Netflix, Il caso della dama sinistra e Il caso del bouquet misterioso, dove Enola aiuterà nell’ombra il fratello a risolvere il problema della scomparsa del fido Watson.
In parallelo, è uscito il primo albo a fumetti su Enola, sempre con Il caso del marchese scomparso, dell’autrice franco belga Serena Blasco, con la prima parte dell’avventura, e prossime uscite previste.
Enola Holmes ripropone oggi il personaggio della ragazza detective, che dai tempi di Nancy Drew, eroina di un paio di generazioni fa almeno, non ha più avuto altre incarnazioni, rifacendosi però ad un archetipo letterario amato e senza tempo come Sherlock Holmes, ancora oggi protagonista di storie, film, telefilm e riletture, e ambientando il tutto in quell’Inghilterra vittoriana ancora fondamentale nel nostro immaginario.
Il risultato è un personaggio interessante e intrigante, per le giovani generazioni e non solo per loro.

Unico di Osamu Tezuka (J-POP, 2020) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2020

La J-POP continua la collana Osamushi Collection, dedicata ad Osamu Tezuka, fondatore del manga moderno, con l’inedito Unico, un volume unico prezioso e incantato, un’opera tutta da scoprire, di cui forse qualche appassionato ricorderà il film animato in giro negli anni Ottanta sulle reti Rai.
Con Unico Osamu Tezuka volle rivolgersi agli appassionati di fumetti di tutto il mondo, presentando una storia con il senso di lettura all’occidentale, e colorata, sul modello dei comics e delle BD francesi. Il manga fu pubblicato nel 1976 dalla Sanrio, nota per aver poi dato vita al personaggio di Hello Kitty e dei suoi amici.
Unico però, pur rientrando perfettamente nei canoni dell’animaletto kawaii che si ritrova poi con grande piacere in pupazzi e gadget, ha una sua peculiarità e Osamu Tezuka non rinuncia alle tematiche che gli stanno a cuore, l’amore per gli animali, l’ecologismo, la condanna di ogni guerra e della violenza, sempre senza retorica.
Unico è un piccolo e delizioso unicorno, che porta gioia a chi entra in contatto con lui, come la giovane e bella Psiche: per questo motivo, la dea Venere, gelosa, ordina al vento Zefiro di portarlo lontano, in epoche e mondi diversi, cancellandogli la memoria ogni volta. Unico viaggerà nel tempo e nello spazio, portando ovunque gioia e amore a chi entra in contatto con lui, e dimenticando ogni volta il bene che ha fatto, ogni volta che Zefiro lo porta lontano, tra suggestioni mitologiche, fiabesche e steampunk.
Una storia malinconica, un apologo sull’amicizia e contro la solitudine, una fiaba incantata che commuove e diverte, che fa pensare e sognare, per tutte le età, e un omaggio dell’autore al fantastico e a tutte le culture, in un’ottica di ricerca di un mondo migliore.

Osamu Tezuka ((1928-1989) è il più noto autore di manga della storia, tanto da meritarsi l’appellativo di Manga No Kamisama, il Dio del manga.
Dal talento precoce, inizia a disegnare alle elementari, con lo pseudonimo di Osamushi, parola che indica un tipo di coleottero ed è scritta aggiungendo ai caratteri del suo nome la parola in kanji mushi, insetto.
Laureato in medicina all’Università di Osaka, non eserciterà mai la professione, dedicandosi prima all’illustrazione e poi ai fumetti. Ha creato alcuni dei personaggi più famosi di sempre, come Kimba il leone bianco, La principessa Zaffiro, Black Jack e Astroboy, protagonista della prima serie anime di sempre.
Osamu Tezuka realizzò anche fumetti su tematiche religiose e politiche, come BuddhaLa Fenice La storia dei tre Adolf. La sua opera consta di oltre 400 volumi e alla sua memoria è dedicato un Museo nella città di Takarazuka.

Provenienza: libro del recensore.

Verso la Terra di Keiko Takemiya (J-Pop, 2019) a cura di Elena Romanello

23 ottobre 2020

A distanza di anni, stanno finalmente arrivando tradotti in italiano vari shojo manga classici interessanti, molto lontani dall’idea che si ha di questo filone come storielle sentimentali di ragazzine in mondi lontani nel tempo o sui banchi di scuola.
Uno di questi è Verso la Terra di Keiko Takemiya, disponibile in un box per J-Pop o in volumi singoli, una curiosa storia di fantascienza dall’autrice del manga di culto e capace di stravolgere un mondo e un modo di raccontare, Il poema del vento e degli alberi.
Tradizionalmente, si pensa alle storie di fantascienza in ambito manga come rivolto ai ragazzi, nel filone dei cosiddetti shonen, con dentro nomi illustri come Go Nagai, Leiji Matsumoto e Katsuhiro Otomo: in realtà, nessuno vieta ad un’autrice di scrivere una storia di questo genere, con risultati molto interessanti.
In questa serie di tre volumi, Keiko Takemiya porta i suoi lettori in un futuro imprecisato e distopico, in cui il nostro pianeta è praticamente distrutto da inquinamento e sfruttamento, una tematica che torna in manga e anime. Gli esseri umani si sono autoesiliati nello spazio e si sono assoggettati al Superior Dominant, una rete di computer che deve rimuovere dalle menti umane ricordi e legami affettivi, in modo da rendere tutti obbedienti ed innocui per l’ecosistema terrestre. Solo i migliori potranno tornare sulla Terra, mentre in questo sistema folle sono cancellati senza pietà gli esseri che hanno spiccate capacità telepatiche, i MU.
Il protagonista, Jomy Marcus Shin, 14 anni appena compiuti, scopre di essere un MU e diventa l’erede di Soldier Blue, il leader dei telepatici che vuole tornare sulla Terra i suoi: il suo antagonista è Keith Anyan, studente modello futuro membro dell’èlite, in realtà piena di dubbi verso un sistema che non convince. Intorno a loro ci sono tanti altri personaggi, in una lotta per la sopravvivenza tra basi spaziali, colonie abbandonate e astronavi, in un affresco che mescola fantascienza sociologica, distopia e space opera.
Keiko Takemiya ha preso ispirazione da varie storie e autori, dall’universo di Star Trek Slan di A.E. Van Vogt, dal Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov alla saga di Dune di Frank Herbert, con temi come la Terra in pericolo, il controllo delle macchine, la diversità che spaventa e che è vista come un alieno da distruggere.
A quarant’anni di distanza, in un momento che sembra esso stesso una distopia, leggere finalmente Verso la Terra è senz’altro molto interessante, tenendo conto appunto che riprende idee da altri ma anticipa temi che sono arrivati fino ad oggi e che mai come adesso sono attuali e su cui riflettere.
L’autrice ha raccontato riguardo a questa opera di aver voluto fare qualcosa di diverso, creare un’opera bizzarra che non è né uno shojo né uno shonen manga, in cui porta avanti la sua riflessione sulla diversità, già presente ne Il poema del vento e degli alberi, in un contesto diverso ma sempre valida.
Un manga da leggere per tutti gli appassionati e appassionate di fantascienza, non solo guardando a quella giapponese, ma anche una storia per confrontarsi sull’alterità, sul presente e sul futuro, su temi mai così attuali come adesso.

Keiko Takemiya  è stata una delle autrici di fumetti che nei primi anni Settanta fecero da pioniere del fumetto per ragazze che avevano come soggetto l’amore omosessuale maschile, a partire dalla sua prima opera, In the Sunroom, uscita nel 1970.
Fra i suoi lavori più noti si possono citare i manga Terra e… e Il poema del vento e degli alberi, pubblicati a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Nel 1979 vinse il Shogakukan Manga Award sia nella categoria shōjo manga che nella categoria shōnen manga rispettivamente per Kaze to Ki no Uta e Verso la Terra  ed il prestigioso Seiun Award nel 1978 sempre per Verso la Terra.
Dal 2000, Keiko Takemiya insegna presso la facoltà di manga della Kyoto Seika University ed è l’attuale rettore. Nel 2009, è stata membro della commissione selettiva per il Premio culturale Osamu Tezuka.

Provenienza: libro del recensore.

Addio al mangaka Izumi Matsumoto a cura di Elena Romanello

15 ottobre 2020

Ci ha lasciati, dopo una lunga malattia ma a soli 61 anni Izumi Matsumoto, nome d’arte di Kazuya Terashima, uno degli autori di manga più amati degli anni Ottanta e Novanta.
A lui gli appassionati devono infatti la storia di formazione, sentimento e un po’ di paranormale Kimagure Orange Road, arrivata in Italia via anime innanzitutto con il titolo E’ quasi magia Johnny, con le avventure del giovane Kyosuke, diviso per tutti gli anni dell’adolescenza tra la bellissima Madoka e la vivace Hikaru, in cui tanti si sono riconosciuti e che ha accompagnato l’adolescenza di un’intera generazione, non solo giapponese.
Izumi Matsumoto è autore anche di altre opere, come Sesame Street e Izumi Matsumoto World: i suoi manga sono usciti in italiano per la Star Comics e senz’altro è giunto il momento di rileggerli e ritrovare quei momenti di crescita che anche da più grandi si ricordano, in un’eternità di attimi che non tornano più.

“ARF! presenta: QUALCOS’ALTRO!”

15 ottobre 2020

Dopo l’annullamento di ARF! il Festival del Fumetto di Roma – a causa dell’emergenza Coronavirus – rimandando la sesta edizione a maggio 2021, gli organizzatori (definiti da sempre ARFers) tornano al Mattatoio, il Museo d’arte contemporanea di Testaccio, per presentare da venerdì 20 novembre a domenica 22 QUALCOS’ALTRO, un intero weekend di mostre dedicate al fumetto, concepite come esperienza totalizzante e immersiva.

Una grande esposizione, allestita nel Padiglione 9B, con le tavole originali di Darwyn Cooke – uno dei veri innovatori del medium fumetto – mostrate per la prima volta assoluta in Italia, le copertine di Dave Johnson, il poliedrico artista contemporaneo di comic book, asceso alla fama internazionale grazie a un capolavoro come Superman: Red Son, le riflessioni e avventure/disavventure dei personaggi di Silvia Ziche e le tavoledegli oltre 80 autori del libro COme Vite Distanti.

Silvia Ziche, che illustra il manifesto dell’esposizione, è senza ombra di dubbio una delle più affermate fumettiste italiane. Autrice Disney sin dal 1991, una firma costante del settimanale Topolino, ha creato storie a fumetti e vignette satiriche anche per Linus, Smemoranda, Comix e Cuore.

Pubblica i suoi lavori con i più importanti editori italianitra i quali Einaudi, Rizzoli, Mondadori, Feltrinelli Comics e Sergio Bonelli Editore che l’hanno portata e tante prestigiose collaborazioni che includono Vincenzo Cerami e Luciana Littizzetto. E’ però per il settimanale Donna Moderna che crea Lucrezia, probabilmente il suo personaggio più celebre, considerato suo alter-ego, di cui, dal 2006 ogni settimana, racconta le riflessioni, le avventure/disavventure, le crisi sentimentali.  E proprio con Lucrezia, Silvia Ziche oltrepassa il costume e la satira, toccando, attraverso libri come E noi dove eravamo? o L’allegra vita delle quote rosa tematiche tanto femminili quanto femministe: la lotta delle donne per l’emancipazione e la libertà, l’eradicazione del concetto stesso di patriarcato impresso nel nostro retaggio culturale. Un “attivismo disegnato” che non utilizza slogan, ma le matite, lo humour, l’acume e la sensibilità della pluripremiata autrice veneta.

Darwyn Cooke l’autore canadese, prematuramente scomparso, è stato uno dei veri innovatori del medium fumetto, grazie al suo inconfondibile stile retrò che ha rielaborato in chiave moderna gli stilemi del noir e del fumetto supereroistico degli anni ’40, ’50 e ‘60. La mostra delle sue tavole originali a Roma, esposte per la prima volta assoluta in Italia, ripercorre tutto il suo percorso artistico, da Batman, Catwoman e tutte le leggende della DC Comics (The New Frontier) fino a The Spirit e i mutanti della Marvel, includendo momenti più adulti come il Parkerdello scrittore Richard Stark o i Minutemen tratti dal Watchmendi Alan Moore.

L’opera di Darwyn Cooke (1962-2016), vincitore di tredici Eisner Awards, otto Harvey Awards e cinque Joe Schuster Awards, prosegue idealmente quel filo tematico inaugurato da ARF! nel 2019 con la mostra di Frank Quitely, cioè la ricerca di una personalissima cifra stilistica “autoriale” applicata alle grandi icone POP del fumetto mainstream nordamericano: «Se c’è stata una costante nella carriera di Darwyn Cooke è stata la coerenza nel restare sempre lontano dalle mode. Non le ha mai inseguite, proprio come fanno gli innovatori, ma non le ha mai nemmeno dettate, perché è stato un disegnatore e un autore letteralmente inimitabile» (Fumettologica).

Dave Johnson, classe 1965, è uno dei più poliedrici artisti contemporanei di comic book (scrittore, disegnatore, colorista, inchiostratore, letterista, designer) che collabora regolarmente con Marvel, DC Comics e Dark Horse, asceso alla fama internazionale grazie a un capolavoro come Superman: Red Son di Mark Millar. La mostra al Mattatoio celebra quella specifica parte del suo lavoro per cui è stato consacrato nel mondo: la sua attività da copertinista. Capaci di raccontare ed evocare interi mondi, di definire la linea editoriale stessa delle collane in cui vengono pubblicate, le straordinarie copertine di Johnson – grazie al proprio segno riconoscibilissimo e all’impressionante senso grafico nella gestione di equilibri e spazi – attraversano senza soluzione di continuità personaggi e generi: Batman, Superman, Hellboy, Lucifer, Deadpool, 100 Bullets, Harley Quinn e tanti altri, esposti con studi preparatori e illustrazioni inedite, mai viste prima in Europa.

Infine, la mostra dedicata al libro COme Vite Distanti, ideato e prodotto da ARF! in collaborazione con PressUP durante il lockdown della scorsa primavera, i cui 62.385 euro raccolti grazie alla sua vendita on-line sono stati interamente donati all’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma per l’emergenza Covid e la ricerca. Introdotta dalla penna di Alessandro Baricco, la mostra presenta tutte le tavole del volume con oltre 80 dei maggiori autori del panorama nazionale tra i quali Milo Manara, Gipi, Zerocalcare, Manuele Fior, Fumettibrutti, Giuseppe Palumbo, Sio, Sara Pichelli, Zuzu, Mirka Andolfo e Paolo Bacilieri, coinvolti “coralmente” in un’unica storia, per quella che è stata unanimemente riconosciuta da lettori e critica come l’espressione più alta di coesione e generosità di un’intera categoria professionale italiana.

ARF! presenta: QUALCOS’ALTRO! è un intero weekend di mostre dedicate al Fumetto, concepite come esperienza totalizzante e immersiva, nel cui bookshop i visitatori potranno trovare tutti i titoli degli autori esposti, un catalogo esclusivo (acquistabile solo ed esclusivamente durante i tre giorni dell’evento) e una specialissima tiratura di COme Vite Distanti, fresco vincitore del Premio Boscarato 2020 assegnato dal Treviso Comic Book Festival.

Per sempre di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Tunué, 2020) a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

per_sempre_cover_HR_rgb-600x853L’adolescente Viola parte con la sua famiglia per una nuova vacanza, diversa dalle solite, in un villaggio turistico lontano da casa, in un borgo marino incantato, dove troverà le sue amiche di sempre e un ragazzo di cui si è invaghita a scuola.
In realtà le cose andranno in maniera diversa, salterà il posto nel villaggio turistico vicino alle amiche sostituito da una casa nel centro storico, Nei caldi pomeriggi d’estate Viola, durante la controra, il momento in cui tutti riposano, inizierà ad esplorare il mondo nuovo intorno a lei, diverso dalla vivacità del villaggio turistico che si aspettava, scoprendo nuove realtà e conoscendo nuove persone, come Ireneo, un ragazzo del posto che lavora al restauro della sua barca e che deve scontrarsi con un mondo in cui avrebbe voluto fare il pescatore e invece deve studiare all’alberghiero per impegnarsi nel crescente e a volte devastante turismo della sua zona.
Viola incontrerà anche due donne non più giovanissime che vivono insieme la loro ultima vacanza, momento finale di un grande amore destinato a finire per una malattia e la scelta conseguente di una delle due di andarsene quando e come vuole lei, cominciando a farsi domande e scoprendo nuovi modi di vivere e di essere, oltre quello soffocante della sua famiglia e delle sue amiche, come Valeria, che sta con un ragazzo all’apparenza perfetto ma che  in realtà è un violento.
Niente sarà più lo stesso dopo un’estate in cui Viola scoprirà amore, morte, realtà della vita tra gioie e dolori e la forza comunque del poter cambiare.
Non è la prima volta che si racconta, anche nei fumetti, l’adolescenza e il primo amore, il rischio è sempre quello di essere banali, melensi e scontati, ma non è questo il caso di Per sempre, una storia in cui Viola capirà che l’amore non è né deve essere un sentimento esclusivo in nome del quale si annulla tutto ma una forza capace di liberarti e di aprirti al mondo, mentre ti mette in contatto con la parte più profonda e autentica di te.
Dopo aver raccontato in Cattive ragazze le donne ribelli della Storia Assia Petricelli e Sergio Riccardi scelgono questa volta di confrontarsi con una ragazza all’apparenza qualunque, parlando di argomenti attuali come le aspirazioni, i cambiamenti sociali, le nuove e vecchie famiglie, le violenza domestiche, il ruolo della donna, l’eutanasia, con delicatezza e efficacia, raccontando una storia che fa sorridere e commuovere, mai banale e sui cui riflettere.
Per sempre è senz’altro una lettura per adolescenti, perché nelle sue pagine e nei suoi disegni ad acquerello troveranno spunti a cui appassionarsi, ma è da prendere in mano anche se si è più grandi, perché questa è una storia che fa bene a qualsiasi età, se si è state Viola, se ci si riconosce in Viola, se si avrebbe voluto essere come Viola.

Assia Petricelli è nata e vive a Napoli. Ha realizzato documentari storici, prodotti editoriali e audiovisivi didattici in collaborazione con Rai, Ministero dei beni e delle attività culturali e altri soggetti pubblici e privati, occupandosi in particolare di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. Ha scritto sceneggiature di fumetti per Il Manifesto, Animals, Jacobin. Cattive ragazze, il suo primo graphic novel, disegnato da Sergio Riccardi, ha vinto il Premio Andersen nel 2014.
Sergio Riccardi è nato a Napoli nel 1981 e, dopo esperienze come scenografo per il cinema e la televisione, si dedica al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. Con Assia Petricelli è autore di Cattive ragazze, che ha vinto il premio Andersen 2014 nella categoria “miglior libro a fumetti”. Ha illustrato inoltre Salvo e le mafie, scritto da Riccardo Guido, che ha vinto il Premio Siani 2014 nella sezione “fumetto”. Insegna Tecniche di Animazione Digitale presso lo Ied Roma, lo Iudav e altre istituzioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Le Black Holes di Borja Gonzales (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

10 giugno 2020

foto-generiche-88638Il rapporto tra le donne, in particolare le ragazze, e l’arte rivive in maniera insolita e bizzarra nella graphic novel Le Black Holes di Borja Gonzales, che racconta in toni scarni ma non privi di efficacia due storie in parallelo, unite da alcuni elementi, oltre che dal tema di fondo legato a storie anticonformiste, come una farfalla e un lago..

Tutto parte da questa frase, che rispecchia in pieno lo spirito delle protagoniste della storia: Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro. O forse il contrario. Ma ora non ha più importanza.⁣ Si parla infatti di donne e arte, ma anche di donne ribelli, in situazioni diverse, certo, ma speculari, perché in ogni epoca c’è sempre qualcuno, soprattutto donna o ragazza, che non si trova a suo agio, per un qualcosa di tangibile o di più psicologico.

All’interno delle pagine de Le Black Holes si intrecciano infatti due storie ambientate in due epoche diverse, all’apparenza slegate ma in realtà molto simili.

Nel 1856, in piena epoca vittoriana, Teresa deve preparare il suo debutto in società, che la porterà verso un matrimonio scelto dai suoi genitori, ma lei ama scrivere poesie e storie, in particolare di genere gotico e stare nel parco di casa sua, dove incontra uno strano e insolito visitatore e non ama queste regole soffocanti. Nel 2016 tre ragazze, Gloria, Laura e Cristina decidono di formare un gruppo punk rock: ma Laura, come Teresa, si sente fuori posto, vorrebbe vivere nel passato e si veste con sontuosi abiti vintage per niente alla moda.

L’autrice usa uno stile molto particolare per raccontare due destini paralleli, una scelta di colori totalizzando, bianco e nero con verde al posto del grigio per il 2016 e arancione, giallo, verde e nero per il 1856, con disegni molto semplici e suggestivi, per raccontare due storie sognanti e oniriche, due momenti in due tempi diversi che rimarranno poi aperti a nuove interpretazioni, sempre che l’autrice non decida poi di disegnare ulteriori capitoli.

Una storia d’impatto visivo e d’atmosfera, leggibile su più livelli, dal racconto di formazione all’apologo femminista alla vicenda di genere fantastico, che non lascia indifferenti e svela anche ai lettori e lettrici del nostro Paese un’autrice e illustratrice spagnola già nota in patria.

Borja Gonzales è nata nel 1982 a Badajoz, ed è illustratrice e disegnatrice di fumetti. Dal 2013 dirige la casa editrice El Verano del Cohete e la fanzine Los Ninjas polacos. Il suo sito ufficiale è http://www.borjailustracion.com/

Provenienza: pdf mandato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

 

Heartstopper di Alice Oseman (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

10 giugno 2020

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I fumetti a tematica omosessuale sono da decenni la normalità in Giappone, dove esiste un filone degli shojo manga per ragazze in tema, noto a livello internazionale da anni e vero e proprio fenomeno di costume in patria. In Occidente stanno pian piano emergendo, con non poche remore, con buone prove da parte di autori e autrici locali, basti pensare a Il blu è un colore caldo di Julie Maroh, e non si può che essere contenti ogni volta che esce qualcosa in tema, come Heartstopper, primo volume di una serie dell’autrice inglese Alice Oseman in corso di pubblicazione nel Regno Unito.
Due ragazzi si incontrano: si chiamo così il primo capitolo di una storia d’amore tra adolescenti: Charlie e Nick frequentano lo stesso liceo privato solo per ragazzi, Charlie ha la fama di essere gay ed è reduce infatti da una storia non felice con un altro compagno di scuola che l’ha deluso, oltre che da vari episodi di bullismo, Nick è un super sportivo che ha avuto una ragazza ma le cose poi sono finite e si scoprirà perché. I due ragazzi si incontrano, diventano amici, Nick coinvolge Charlie nel rugby e pian piano quest’ultimo perde la testa per lui, dichiarandosi, e a questo punto si può solo pensare a cosa succederà nei prossimi capitoli.
A prima vista Heartstopper può sembrare una storia minimalista, con uno stile che ricorda in qualcosa i manga soprattutto nel personaggio di Charlie, in realtà come altre opere di questo genere racconta molto facendo vedere poco, confrontandosi con temi eterni come l’adolescenza, l’innamorarsi, la scoperta di sé, la ricerca di un ruolo nel mondo. Una storia che inizia un po’ in sordina, ma che pian piano prende piede e che lascia davvero con la voglia di leggere presto il secondo volume.
Heartstopper si rivolge ai giovanissimi, come tutta la produzione letteraria e fumettistica dell’autrice, ma è comunque da leggere anche se si ha qualche anno in più, e racconta una storia eterna in una nuova prospettiva, attuale e efficace.
Tra l’altro, per chi conosce i romanzi precedenti dell’autrice, va detto che Heartstopper è uno spin off in un certo senso di Senza nuvole, perché Charlie è il fratello minore di Tori Spring, la protagonista, mentre Nick faceva già una comparsata sul fondo.

Alice Oseman: (1994) è una scrittrice e illustratrice inglese. Ha scritto vari romanzi Young Adult, di cui solo uno tradotto in Italia: Solitaire (Senza Nuvole, Newton Compton 2015). A maggio 2020 Oscar Mondadori comincia a pubblicare la serie di graphic novel Heartstopper, di cui in Inghilterra sono già stati pubblicati i primi tre volumi. La casa editrice ha anche annunciato la prossima pubblicazione di altri romanzi dell’autrice.

Provenienza: pfd fornito dall’ufficio stampa che ringraziamo.

Bowie di Michael e Laura Allred e Steve Horton (Panini Comics, 2020) a cura di Elena Romanello

23 maggio 2020

MDABO001ISBN_0In attesa del film biografico sulla sua vita, dopo quelli su Freddy Mercury ed Elton John, arriva la graphic novel dedicata a David Bowie, il Duca bianco, uno degli artisti più iconici degli ultimi decenni, ormai consegnato all’immortalità dopo la sua scomparsa, che a molti ha fatto dire Se lo sono venuto a riprendere dallo spazio..
Panini Comics propone il volume in contemporanea con l’originale americano, in una lussuosa edizione con sovracoperta sfilabile in PVC: Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams racconta la vita a fumetti di David Bowie, artista anticonfomista capace di rivoluzionare il mondo della musica e di unire più generazioni di appassionati, con canzoni indimenticabili e emblematiche, oltre che di essere un artista dell’immagine, un perfomer visivo capace di  creare un suo universo che ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario degli ultimi decenni, oltre a ispirare altri a calcare le sue orme.
La graphic novel racconta in particolare la scalata al successo di Bowie, dall’anonimato alla fama mondiale, legata a quella del suo alter ego Ziggy Stardust, che poi lui lasciò cambiando look, mentre alla sua vita e ai successi dagli anni Ottanta e poi sono dedicate le tavole conclusive, senza testo, ma altrettanto emblematiche.
L’epopea rock di David Bowie rivive attraverso le tavole technicolor del duo Michael e Laura Allred, tanti sprazzi di vita efficaci e coinvolgenti, a raccontare un destino unico, un artista che era  super eroe, extraterrestre e dio del rock and roll. Un volume per chiunque ami David Bowie, sia che segua o meno il mondo dei fumetti, un tributo colorato e poliedrico, da cui traspare il suo mondo e la sua arte, ma anche un modo per scoprirlo o riscoprirlo in tutte le sue incarnazioni, magari ascoltando insieme i suoi più grandi successi.
Del resto, David Bowie è stato il cantante e performer più vicino ai mondi del fumetto e del fantastico di sempre, con canzoni come StarmanSpace OddityHeroes e ruoli come quello di Jareth nel cult fantasy Labyrinth. Non a caso il graphic novel ha una prefazione di Neil Gaiman, uno dei più grandi autori di fumetti e libri di genere fantastico, parte dello stesso universo del cantante da cui è stato influenzato.

Micheal Allred è un fumettista e scrittore americano, autore di graphic novel come Madman, Red Rocket 7 e iZombie. Le sue opere, caratterizzate da uno stile pop e immaginifico, sono spesso colorate dalla moglie Laura Allred, vincitrice del “Best Coloring” Eisner Award per il suo lavoro su iZombie e Madman All-New Giant-Size Super-Ginchy Special.

Steve Horton ha lavorato come sceneggiatore per diverse case editrici di fumetti, tra cui DC, Image, IDW (Satellite Falling) e Dark Horse (Amala’s Blade).

Provenienza: libro del recensore.

Piccole donne di Claudio Nizzi e Nadir Quinto (Allagalla Editore, 2020) a cura di Elena Romanello

13 maggio 2020

PiccoleDonne-600x848Allagalla Editore propone una riedizione curata e rinnovata della graphic novel Piccole donne, sceneggiatura di Claudio Nizzi e disegni di Nadir Quinto, ovviamente dal romanzo di Louisa May Alcott.
Queste Piccole donne erano già uscite negli anni Novanta allegate all’allora popolare settimanale per ragazzi delle Edizioni Paoline Il Giornalino, nel periodo in cui usciva al cinema il precedente film diretto da Gillian Armstrong con Winona Ryder nella parte di Jo, Kirsten Dunst in quella di Amy e Susan Sarandon come mamma. Nell’edizione Allagalla le tavole sono state ripulite dal colore eccessivo dell’edizione precedente e la riproposta arriva insieme al nuovo film di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan nel ruolo di Jo, Florence Puigh in quello di Amy, Emma Watson come Meg e Meryl Streep strepitosa zia March, per molti forse l’ultimo film visto al cinema prima della chiusura.
Un quarto di secolo prima di Greta Gerwig, Claudio Nizzi e Nadir Quinto avevano avuto la sua stessa idea, di raccontare la storia delle quattro sorelle March con dei flashback basati sui racconti di Jo, un ottimo modo narrativo per introdurre nelle gioie e dolori di ragazze che si affacciano all’età adulta, senza dimenticare il messaggio anticonformista soprattutto del personaggio di Jo.
La graphic novel è completata da vari redazionali, tutti interessanti: Roberto Guarino racconta il successo del libro di Piccole donne fino ad oggi. Ilaria Feole esamina le varie riduzioni cinematografiche e televisive, ricordando le forzature delle prime versioni, con Amy in una interpretata da Joan Bennett ventitreenne e incinta quando il suo personaggio è all’inizio almeno una ragazzina, e Jo in un’altra con i tratti di June Allyson, di soli dieci anni più giovane della madre Mary Astor e di come il messaggio femminista e di realizzazione sia arrivato solo con Winona Ryder. Completa il tutto tre profili accurati degli autori, Louisa May Alcott, Claudio Nizzi e Nadir Quinto.
Un libro per chiunque ami Piccole donne, qualsiasi età si abbia, e per chi apprezza gli autori di fumetti italiani che si sono succeduti negli ultimi decenni. Purtroppo Nadir Quinto ci ha lasciato da tempo e riavere in mano questo suo lavoro è davvero prezioso.

Claudio Nizzi, classe 1938, nasce in Algeria e cresce a Fiumalbo, vicino a Modena, iniziando a scrivere novelle nei primi anni Sessanta per il settimanale per ragazzi Il Vittorioso e fumetti per la stessa testata, con la serie Safari. Nel 1969 inizia un sodalizio con Il Giornalino, che lo porta a creare numerosi personaggi e storie come come il western Larry Yuma, l’avventuroso Capitan Erik, il poliziesco Rosco & Sonny. Negli anni Ottanta passa alla Sergio Bonelli editore, dove scrive per Mister No Tex, diventandone il principale soggettista e diventa l’autore di storie più prolifico dopo Sergio Bonelli stesso. In seguito crea la prima serie poliziesca per la Bonelli, Nick Raider, e la miniserie Leo Pulp.  Dal 2005 si dedica alla narrativa, con romanzi come L’epidemiaIl federale di Borgo TorreIl pretino L’Americano. Con Allagalla ha pubblicato nel 2012 il libro intervista Tex secondo Nizzi in cui ha ripercorso la sua cinquantennale carriera nel mondo del fumetto.

Nadir Quinto (1918-1994), milanese, è stato uno dei pionieri del fumetto italiano come illustratore. Frequentò l’Accademia di belle arti di Brera, partecipò alla seconda guerra mondiale e iniziò poi a collaborare a partire dal 1946 con il Corriere dei Piccoli, Dinamite, Albi di Salgari, Festival e Intrepido.
Negli anni Quaranta e Cinquanta realizzò una serie di storie in costume per il Corriere dei Piccoli e racconti tratti dalla letteratura per ragazzi, tra cui La capanna dello zio Tom e Riccardo Cuor di Leone. Lavorò anche per il mercato britannico, illustrando storie di Robin Hood, collaborando con riviste inglesi come Treasures, World of Wonder, Princess Magazine, Look and Learn e realizzando illustrazioni a colori per storie e favole, come Peter Pan, Heidi, Le avventure del barone di Münchausen. A fine anni Settanta iniziò a realizzare storie a fumetti in particolare per Il Giornalino, con l’adattamento di romanzi per ragazzi come Piccole donne Il mago di Oz, oltre a capitoli di saghe come Larry Yuma e la serie da lui ideata di Jacopo del Mare. Morì a Milano il 15 marzo 1994 mentre lavorava a una storia di Tex Willer che gli era stata commissionata nel 1992 da Sergio Bonelli e, sempre per Il Giornalino, mentre disegnava una storia fantasy, Issing del Fiume. Entrambe le opere sono rimaste incompiute.

Provenienza: libro del recensore.

La nuova edizione di Sailor Moon per Star Comics a cura di Elena Romanello

12 maggio 2020

71IRX2Q4+6LUn quarto di secolo fa arrivava sui nostri teleschermi Sailor Moon, anime di culto tratto dal manga di Naoko Takeuchi, che lanciò in tutto il mondo, Stati Uniti compresi, il fenomeno della cultura otaku, mettendo insieme in una storia due generi fino a quel momento lontani, le majokko, ragazze magiche, e i combattimenti mistici stile I Cavalieri dello zodiaco.
All’epoca Star Comics era già attiva nella proposta di manga tradotti in italiano, era stata la seconda grossa casa editrice a proporli dopo la compianta Granata Press e per Sailor Moon realizzò una nuova linea editoriale, proponendo il manga in un giornalino destinato ai più giovani.
In questi venticinque anni molta acqua è passata sotto i ponti, tra serie televisive animate in tema, tre film, un musical, una serie del vivo giapponese, una nuova edizione per la GP Manga in italiano qualche anno fa con volumetti simili a quelli originali e il remake Sailor Moon Crystal, che dopo tre serie sul piccolo schermo continuerà con due film conclusivi il primo dei quali dovrebbe uscire il prossimo autunno.
Star Comics sta proponendo l’Eternal Edition di Sailor Moon, volumi brossurati di 290 pagine in formato 14, 5 per 21 centimetri, con copertina con immagine olografica e con il titolo di Pretty Guardian Sailor Moon. Ogni volume ha in copertina un’immagine  di una singola guerriera e dentro sono state ripristinate le tavole a colori all’interno del testo, in un’edizione per collezionisti e amatori.
Pretty Guardian Sailor Moon Eternal Edition è un’opera per collezionisti, che hanno visto negli anni sempre più attenzione ai manga rispetto alle prime, pionieristiche edizioni che hanno comunque i loro estimatori anche sul mercato dell’usato. Ma è anche un’edizione per nostalgici, per chi è cresciuto con le guerriere Sailor, entrando insieme a loro nel mondo della cultura otaku, tra cosplayer e fiere, per raccontare una passione che torna.
La serie per ora è ferma al numero 5, con sulle copertine rispettivamente Sailor Moon, Sailor Mercury, Sailor Mars, Sailor Jupiter e Sailor Venus, i prossimi numeri arriveranno presto, ora che la Star Comics ha ripreso le pubblicazioni dopo averle sospese per rispetto verso le fumetterie chiuse nei giorni della quarantena.

I gatti del Louvre di Taiyo Matsumoto (J-POP, 2020) a cura di Elena Romanello

4 maggio 2020

J-POP aggiunge nel suo vasto catalogo dedicato ai manga di ieri e di oggi un titolo molto suggestivo, che si esaurisce in due volumi, I gatti del Louvre di Taiyo Matsumoto.
Si tratta di un progetto realizzato dall’autore in collaborazione con il prestigioso e celeberrimo Museo parigino, che viene omaggiato dalla prima pagina con scorci e riproduzioni di quadri, anche meno noti nel gran numero di opere presenti nelle sale, del resto tutto ruota intorno ad un quadro che in pochi vedono ma che dopo la lettura si andrà senz’altro a cercare.
La vicenda de I gatti del Louvre, disegnata con uno stile lontano da quello dei manga e con tavole a colori su modello delle graphic novel occidentali, mescola storie e personaggi nelle sale del Louvre, tra realtà e fantasia.
C’è una guida turistica, stufa di raccontare a gruppi di visitatori sempre le solite cose sui soliti quadri, c’è un anziano sorvegliante che è stato testimone anni prima di un fatto inquietante legato alla scomparsa di sua sorella, c’è una colonia di gatti che vivono nel Museo, che tra di loro si vede in sembianze diverse e che scopre che si può entrare e uscire dai quadri.
Una storia intrisa di poesia e realismo magico, che omaggia un luogo iconico e amatissimo della cultura mondiale: non è certo la prima volta che si decide di raccontare il Louvre, anche in chiave fantastica, basti pensare tra gli altri allo sceneggiato cult anni Sessanta Belfagor il fantasma del Louvre e al romanzo Il codice da Vinci di Dan Brown, ma stavolta la strada scelta è particolarmente interessante e originale, con i quadri che diventano vivi, luoghi di delizie ma anche trappole mortali perché possono inghiottire e non fare più uscire chi si avvicina a loro.
I gatti del Louvre è un manga atipico, come impostazione e disegno, che piacerà a chi nei fumetti made in Japan cerca sperimentazione e originalità, ma anche a chi magari non è un grande stimatore di questo filone, forse perché lo vede troppo legato a cliché e storie fisse. Ovviamente è un’opera per chiunque ami Parigi e il Museo del Louvre, che tutti sperano di poter visitare al più presto, e tra le sue pagine viene fuori anche una nuova lettura e nuove idee di visita da fare poi nella vita reale, partendo dal presupposto che il Louvre non è solo La Gioconda.
I gatti del Louvre è però anche, come suggerisce il titolo, una storia per chiunque ami i gatti, tra l’altro abitanti di vari Musei e monumenti, presenza sempre silenziosa e bella, oltre che compagno di tante vite in casa. Una graphic novel quindi che coniuga arte, intrattenimento e ricerca del nuovo, per chiunque ami Parigi, i gatti e le belle storie raccontate in maniera originale.

Taiyo Matsumoto è nato a Tokyo nel 1967. Iniziò a disegnare manga dopo aver abbandonato la speranza di diventare calciatore professionista. Tra i suoi lavori più importanti, che sono destinati a un pubblico adulto tra i 20 e i 60 anni, ci sono Tekkonkinkreet – diventato anche un film di animazione – Ping Pong e Blue Spring, entrambi adattati al cinema.

Provenienza: libro del recensore.