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Trottole di Tillie Walden (Oscar Ink, 2018) a cura di Elena Romanello

1 febbraio 2019

978880468649hig-344x480Fin da bambina Tillie ha sempre amato e praticato il pattinaggio artistico, una passione che è sopravvissuta a difficoltà e traslochi, e anche a non sempre facili rapporti in casa, a scuola e sulla pista. Ma negli anni si cambia, e dodici anni significano tante cose, e Tillie capisce che gli allenamenti prima dell’alba sui pattini, gli esercizi tutto il giorno e le gare a fine settimana non possono più essere la sua ragione di vita.
Da bambina pattinare era un porto sicuro contro disagi e stress, tra bulli e genitori poco attenti anche se non cattivi, ma al liceo Tillie ha scoperto di amare il disegno, di non iscriversi all’Università e di frequentare la Scuola d’Arte. Inoltre, dopo varie peripezie ha deciso di non nascondere più la sua omosessualità, di fare coming out e iniziare anche una relazione seria, dopo varie delusioni. E i palazzetti del ghiaccio non riescono più a contenere la sua voglia di cambiare, evolversi e fare nuove esperienze.
Un racconto autobiografico che parla dell’impegno a dedicarsi ad una passione totalizzante ma anche della fatica di crescere e trovare se stessi, del coraggio di cambiare e di seguire la propria natura, costi quello che costi. Non è la prima volta che le graphic novel si occupano di omosessualità, anche di quella femminile, ma Trottole lo fa senza tragedie, raccontando una condizione e una scoperta, tra difficoltà e voglia comunque di vivere come si è.
Un’opera quindi interessante da vari punti di vista, come storia di formazione, come vicenda legata ad uno sport che da anni affascina più generazioni, come coming out e presa di coscienza di se stessi, delicata e con uno stile minimalista ma mai banale, per riempire le pagine comunque di contenuti.
Trottole è senz’altro un titolo da leggere per tutte le persone che hanno amato e amano il pattinaggio artistico, consapevoli anche del fatto che nella vita si cambia, cambiano gli interessi, cambiano le passioni , cambiano le esigenze e bisogna adeguarsi a questo, senza rimpianti.
Ma è anche un’opera per chi sta crescendo o ricorda quando è cresciuto, per capire e riflettere, e magari trovare nuovi spunti per la sua vita. Per questi vari meriti Trottole ha vinto l’Eisner Award, uno dei premi più importanti a livello mondiale per fumetti e graphic novel, riconoscendo il valore di un’opera che mescola riflessione e vita vissuta, un’esperienza e il tema eterno della crescita.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Mondadori, che ringraziamo.

Tillie Walden (Austin, Texas, 1996), disegnatrice di fumetti e illustratrice, è diplomata al Center for Cartoon Studies del Vermont e ha iniziato a occuparsi di fumetti al liceo. Il suo libro d’esordio, The End of Summer (2015, Ignatz Award) ha colto un grande successo di critica, confermato per i seguentiI Love This Part (2015, nominato agli Eisner Award), A City Inside (2016), Trottole (2017) e On a Sunbeam (2018).

Nerdopoli a cura di Eleonora C. Caruso (Effequ, 2018) a cura di Elena Romanello

31 gennaio 2019

31n2br3ps8zl._sx258_bo12c2042c2032c200_La scrittrice Eleonora C. Caruso nasce come nerd e membro attivo dei fandom dedicati a fumetti e fantastico e partendo da questo ha curato il volume Nerdopoli, una raccolta di saggi su un mondo di quelle che una volta si chiamavano controculture giovanili e che oggi stanno comunque acquisendo un peso sempre maggiore nelle varie industrie, a cominciare da quella dell’intrattenimento.
Dopo la prefazione dello storico e scrittore Tito Faraci si viene proprio immersi in vari universi, su cui riflettere e scoprire cose nuove, perché non sono solo storielle banali.
L’esperta di cultura otaku, quella che concerne manga ed anime, Susanna Scrivo esamina le storie animate e su fumetto che arrivano dal Giappone concernenti il mondo omosessuale, sia quelle inventate dagli appassionati (spesso appassionate) su determinate serie, sia quelle ufficiali, iniziate in maniera sotterranea con opere come Versailles no Bara e poi diventate sempre più presenti.
Eleonora C. Caruso si ritaglia uno spazio per parlare delle fanfiction, le storie inventate dai fan su un determinato fumetto, film, telefilm, nate decenni fa all’epoca del ciclostile ma assurte a vero e proprio fenomeno di costume con Internet, in vari fandom. L’autrice tratta una storia delle fanfiction partendo dalla sua esperienza personale, e ricordando che da sempre si è cercato di raccontare in maniera diversa le storie che si ascoltavano, in fondo da un certo punto di vista scrissero fanfiction su universi noti anche Virgilio e Ariosto, senza dimenticare le appassionate di Sherlock Holmes che vollero che il loro beniamino fosse resuscitato da Conan Doyle.
Alice Cucchetti parla invece di un altro fondamentale contenitore dell’immaginario di oggi, le serie TV, partendo dall’apporto dato da Joss Whedon con BuffyAngel e soprattutto Firefly, cult presso vari appassionati, senza dimenticare i vari Star TrekBattlestar GalacticaThe X-Files Lost, non dimenticando i cambiamenti di fruizione che ci sono stati.
Arianna Buttarelli si concentra sui videogiochi, elemento fondamentale della cultura nerd, e altra cosa che ha accompagnato ormai più generazioni, anche qui con un diverso modo di fruizione e l’inevitabile evoluzione tecnologica che ha cambiato i rapporti.
Simone Laudiero mette a confronto due universi essenziali, i giochi di ruolo e la narrativa fantasy, che nel corso degli anni si sono influenzati, viaggiando di pari passo ma sviluppando anche un antagonismo più o meno sano, come in una sorta di storia d’amore.
Matteo Grilli torna sull’universo degli otaku, raccontandone l’evoluzione e la liberazione, partendo dall’avvento delle serie di orfani e robot a fine anni Settanta e vedendo un punto fondamentale di questo processo con l’esplosione del fenomeno Dragonball all’inizio del nuovo Millennio, ma anche con l’opera e la personalità di Hideaki Anno.
Aligi Comandini esamina invece le dinamiche delle comunità nerd reali e virtuali, raccontando anche come certe storie hanno preso piede anche al di fuori del fandom degli appassionati.
Un libro per tracciare quindi delle linee guide su mondi sempre più presenti e capaci di influenzare economia e intrattenimento, anche perché ormai i nerd non si fossilizzano più su un solo immaginario o media, ma spaziano. Interessante sia per chi vuole approfondire e capire meglio la propria passione, sia per chi vuole scoprire di più su queste strane persone che stanno cambiando il mondo.

Provenienza: omaggio al recensore dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Eleonora C. Caruso (1986) ha pubblicato i romanzi Comunque vada non importa (Indiana Editore 2012) e Le ferite originali (Mondadori, 2018). Il prossimo è in uscita nel 2019, sempre per Mondadori. Edita manga, collabora e ha collaborato con numerose riviste («Wired», «Prismo») e case editrici di fumetti (JPop, RW). Vive a Milano, in una casa che contiene a stento le sue action figures.

Mostri, supereroi e navi spaziali di Fulvio Gatti (Impressionigrafiche, 2018) a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2019

mostri-supereroi e navi spaziali_fulvio gattiFulvio Gatti è tornato in libreria con una nuova fatica, sempre dedicata alla cultura nerd dei fumetti e del fantastico: Mostri, supereroi e navi spaziali si presenta con un sottotitolo molto esplicativo Inventario emotivo delle storie globali e immerge in un mondo di suggestioni varie degli ultimi quarant’anni almeno di immaginario, proveniente da Oltre oceano ma non solo.
L’autore parte raccontando un aneddoto molto simpatico sulla sua infanzia su un cuginetto lontano dall’altra parte del mondo a cui lo unì la passione comune per le Tartarughe Ninja e poi costruisce un dizionario enciclopedico, divertente e divertito ma non banale, in cui trovano spazio vari personaggi e suggestioni, raccontati per sommi capi ma in maniera che riesce comunque ad essere esauriente.
I toni sono leggeri ma non certo sciocchi, per raccontare mondi che hanno unito persone dagli angoli del mondo più lontani, in un pianeta in cui si cerca ormai purtroppo di costruire sempre più muri e sempre più ponti. Nelle pagine del libro trovano spazio storie e filoni, dagli alieni agli zombie, passando per un film cult come Matrix, il serial per antonomasia degli anni Novanta The X-Files, l’universo di Star Trek, la principessa Leia di Star Wars, l’icona horror Freddy Kruger, il mondo di Game of thrones, i viaggi intergalattici di Doctor Who e molto altro ancora.
Un libro per appassionati, dove chi si interessa di cultura nerd e otaku troverà storie e eroi, ma anche per chi vuole saperne di più, per i nostalgici e non solo, perché tira le somme su decenni di sogni e avventure in maniera simpatica e esauriente.
La copertina e le vignette interne sono di Gabriele Sanzo, con riletture divertite di vari universi.

Provenienza: libro del recensore.

Fulvio Gatti (Torino, 1983), giornalista e scrittore, scrive da alcuni anni su testate locali e nazionali. Ha ideato il festival di satira Tuco a Calamandrana (Asti) e dirige la webzine e podcast Finché c’è nerd. Ad Alba (Cuneo) ha curato la mostra su Dylan Dog Alba e i morti viventi. Ha pubblicato per Las Vegas edizioni I nerd salveranno il mondo. Il suo sito ufficiale è http://www.fulviogatti.it

Il poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya (J-POP manga, 2018) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2019

pvaI manga sono una realtà editoriale in Italia da quasi trent’anni e molti editori si sono cimentati portando nel nostro Paese titoli di generi e epoche diverse. Nessuno aveva mai pensato di portare uno dei capostipiti degli shojo manga, anzi il titolo che ha stravolto il genere aprendo la strada a nuove sperimentazioni, Kaze to ki no utaIl poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya.
Finalmente J-POP ha colmato questa lacuna editoriale, con una lussuosa edizione, disponibile in un cofanetto con tutti i dieci volumi insieme, ognuno con un segnalibro personalizzato, o a volumi singoli. Liberamente ispirato al romanzo Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, Il poema del vento e degli alberi racconta l’incontro in un collegio maschile francese nell’Ottocento tra Serge, orfano nato da un amore proibito tra un conte e una zingara, e il bellissimo e diabolico Gilbert, ragazzo coinvolto in passioni illecite e che sedurrà anche il nuovo arrivato.
Come si può intuire, Il poema del vento e degli alberi ha introdotto nei manga la tematica omosessuale, già presente sullo sfondo in alcune opere di Riyoko Ikeda (l’autrice di Lady Oscar Caro fratello), ma qui centrale e senza dimenticare aspetti anche scomodi e scabrosi, sia pure in un contesto a tratti sognante.
Chi legge manga oggi troverà cariche e diverse le tavole di Keiko Takemiya, che come molte colleghe aveva un’idea non storica e realistica dell’Occidente, cosa poi più presente in altre opere più recenti: ma la storia resta affascinante, morbosa, appassionata, innovativa, oggi come quarant’anni fa, soprattutto in tempi di omofobia e oscurantismo come quelli attuali.
Una storia che ha aperto nuovi orizzonti agli shojo manga, un filone nato per storielle zuccherose stile Harmony per bambine ma che oggi è uno dei serbatoi più interessanti di storie anche scomode, diverse, innovative, grazie anche a Keiko Takemiya e al suo amore proibito e devastante, coinvolgente come tutte le storie di quel tipo, ma con una diversità di fondo in un Paese dove l’omosessualità è stata prassi comune tra i samurai ma dove era anche vista come un disordine rispetto all’organizzazione della famiglia tradizionale.
Il poema del vento e degli alberi è un’opera da avere per tutte le appassionate (e appassionati) di manga anni Settanta, per molti l’epoca d’oro di quest’arte: ispirò anche un film d’animazione che però non catturò tutta la complessità e la lunghezza della vicenda.
Però è un’opera da leggere anche per chi è interessato al tema dei diritti, a come sono stati trattati dai fumetti e al percorso che hanno ispirato queste storie. Tragedia e storia di formazione, eros e thanatos, mescolate in una storia che comunque è rimasta nella storia del fumetto non solo in Giappone.

Provenienza: libro del recensore.

Keiko Takemiya  è stata una delle autrici di fumetti che nei primi anni Settanta fecero da pioniere del fumetto per ragazze che avevano come soggetto l’amore omosessuale maschile, a partire dalla sua prima opera, In the Sunroom, uscita nel 1970.
Fra i suoi lavori più noti si possono citare i manga Terra e… e Il poema del vento e degli alberi, pubblicati a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Nel 1979 vinse il Shogakukan Manga Award sia nella categoria shōjo manga che nella categoria shōnen manga rispettivamente per Kaze to Ki no Uta e Terra e...  ed il prestigioso Seiun Award nel 1978 sempre per Terra e....
Dal 2000, Keiko Takemiya insegna presso la facoltà di manga della Kyoto Seika University ed è l’attuale rettore. Nel 2009, è stata membro della commissione selettiva per il Premio culturale Osamu Tezuka.

:: In cucina con Kafka di Tom Gauld (Mondadori 2018) a cura di Giulietta Iannone

28 novembre 2018
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È davvero molto divertente In cucina con Kafka (Baking with Kafka, 2018) di Tom Gauld, edito in Italia da Mondadori nella collana Oscar Ink e tradotto da Claudia Durastanti. Se amate i libri perché li scrivete, li leggete o lavorate a vario titolo nel mondo glitterato dell’editoria, un must che non deve mancare nelle vostre librerie. L’ho già individuato come un regalo perfetto per un paio di persone (in realtà molto snob) questo Natale.

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Perché dei libri si può anche ridere e con le vignette di Tom Gauld lo si fa davvero. Il ragazzo (va beh ragazzo è un fumettista scozzese poco più che quarantenne) è dotato di un umorismo non cattivo, ma dissacrante e ironico che non risparmia pose e debolezze di un mondo che a volte diciamolo si prende troppo sul serio. Ci voleva qualcuno che con leggerezza e umorismo ce ne evidenziasse i lati grotteschi, stravaganti se non veramente ridicoli o assurdi.

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Le vignette non sono originali, ma sono già apparse in diversi giornali: nel supplemento letterario del Guardian, sul New Yorker, e sul New York Times, ciò non toglie che la loro freschezza e verve è intatta e giungono a noi in una forma molto curata. Innanzitutto le vignette sono a colori, la fascetta cita che il libro è vincitore del premio Eisner 2018, premio mai sentito ma deve essere qualcosa di rilevante nel settore, la copertina è di cartonato rigido, ben rilegata. Insomma anche come oggetto libro, se valutate di regalarlo, come ho fatto io, è molto gradevole. E costa 18 Euro.

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Tom Gauld non prende di mira autori particolari per gettarli nella gogna del pubblico ludibrio, come sembra di moda andare oggi, ma prende in giro più che altro atteggiamenti, preconcetti, manie di un po’ tutti quanti. Va beh cita Jonathan Franzen e ironizza sul suo rifiuto del mezzo Internet, non la considererei un’ offesa, (tanto più che è vero) più che altro un cammeo, come la vignetta con protagonista Samuel Beckett, Herman Melville o Ballard. Insomma dovrebbero sentirsi offesi coloro che non sono stati citati.

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Molto godibile la prefazione di Francesco Guglieri che ha colto in pieno lo spirito del libro, e strappa qualche risata pure lui. Unica pecca è che non c’è la biografia dell’autore, ho dovuto cercare su Internet tra Wikipedia e il suo sito: https://www.tomgauld.com/. È nato nel 1976 nell’ Aberdeenshire, non c’è scritto la località precisa, è sposato e vive a Londra con la sua famiglia.
Dunque che dire qualche vignetta ve la posto, capirete se è la vostra tazza di tè.

Tom Gauld è nato nel 1976 e cresciuto nell’ Aberdeenshire, in Scozia. È un vignettista e illustratore e il suo lavoro è regolarmente pubblicato su The Guardian, The New York Times and New Scientist. Ha creato un nutrito numero di libri a fumetti. Vive a Londra con la sua famiglia.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Anna dell’Ufficio Stampa Mondadori.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Il ritorno de Le anime disegnate di Luca Raffaelli per Tunué

23 novembre 2018

animepissoloCi sono libri che sono fondamentali per la comprensione di un determinato fenomeno e che ispirano ulteriori studi: uno di questi è, per quello che riguarda l’animazione, Le anime disegnate di Luca Raffaelli, che torna per Tunué nella collana Lapilli giganti curata da Marco Pellitteri dopo due edizioni precedenti, negli anni Novanta per Castelvecchi e negli anni Zero del Duemila per Minimum Fax.
Un ritorno molto gradito e interessante: nella nuova edizione l’autore, esperto di animazione e fumetto senza pregiudizi di merito, amplia e rivede le tre parti, su Walt Disney, sull’altra animazione a stelle e strisce da Braccio di ferro ai Simpson passando per i Looney Tunes e Hanna e Barbera, e sugli anime giapponesi di ieri e di oggi.
Un saggio storico ma sempre attuale, per parlare di immaginari complessi e molto amati, capaci di crescere più generazioni, di veicolare messaggi sovversivi, di raccontare il mondo con il filtro della fantasia.
Un libro da avere se si amano l’animazione in tutte le sue forme, ma anche se si conosce, per ragioni anagrafiche, uno solo di questi mondi: un universo su cui c’è sempre qualcosa da dire e che è giusto che periodicamente venga revisionato dal suo autore, in parallelo con altri suoi progetti.

Luca Raffaelli è un giornalista, saggista e sceneggiatore italiano esperto di fumetti e animazione. Considerato uno dei massimi esperti italiani nel campo dei fumetti e dell’animazione. Scrive di animazione e fumetti su Il Venerdì e su La Repubblica.

:: Lo Sconosciuto di Magnus (Mondadori 2018)

30 luglio 2018

MagnusLo Sconosciuto di Magnus è un fumetto nato a metà degli anni ’70, ancora carico di una potenza narrativa davvero sconcertante. Non sono fumetti per “ragazzi” per intenderci, questa forma artistica è sicuramente indirizzata a lettori adulti, smaliziati e con un certo pelo sullo stomaco. Sono fumetti con alcune controindicazioni, che non ne inficiano però la carica anarchica, sovversiva e straniante. Magnus disegna il male, e lo fa in modo realistico e senza filtri. L’eroe, perché sì c’è un eroe al centro di queste storie Unknow, è un uomo solo, tormentato dal passato, circondato da vecchie pessime conoscenze, che cerca di andare avanti, sopravvivere a se stesso e al passato. Niente più di questo. Che Magnus sia stato il maestro di tanti è indubbio, echi della sua poetica narrativa sono presenti in quasi tutta la narrativa d’azione (non solo fumettistica) uscita dagli anni ’70 ad oggi in Italia. E’ moderno, sporco, cattivo, può fare male. Anche se la vita è così, la fotografa e ce la mostra in bianco e nero sotto gli occhi. I cattivi sono veri cattivi, non cattivi d’operetta, fanno male, agiscono male, pensano male. Le scene di violenza sono “nere”, non una caricatura anestetizzata di cosa è il male. Immagino che in Italia, quando uscì destò scompiglio in una società abbastanza borghese, provinciale e tradizionalista tuttavia Lo Sconosciuto ne fotografa le derive più oscure, più nascoste e ci lascia riflettere su ciò che siamo, su cosa stiamo diventando. Non credo di aver letto mai niente di così destabilizzante. Ringrazio Anna di Mondadori che me l’ha mandato, in edizione cartacea da collezione. Ci sono 12 storie, una più nera dell’altra. Non credo rispecchi appieno il mio gusto, ma non posso negare che alcune tavole sono di una forza che ti trasporta nell’azione e infrange l’indifferenza o la separazione tra lettore e opera artistica. Magnus aveva un talento mostruoso. Mentre andavo avanti ripetevo “terribile”, “terribile” e non come modo di dire. Prima di ogni storia è segnalato dove e quando uscì per la prima volta, ogni storia è stata rielaborata dall’autore stesso per l’ edizione che uscì per la prima volta nel 1985. Buona lettura ai coraggiosi che si cimenteranno. Pagine: 414 pagine, illustrato, rilegato.Introduzione di Diego De Silva. Postfazione di Fabio Gadducci.

Magnus, pseudonimo di Roberto Raviola (Bologna, 31 maggio 1939 – Imola, 5 febbraio 1996), è stato un fumettista italiano. È considerato uno dei più grandi artisti italiani nel campo del fumetto.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Anna dell’ Uficio stampa Mondadori.

Maria Antonietta la gioventù di una regina di Fuyumi Soryo (Star Comics, 2018) a cura di Elena Romanello

18 luglio 2018

Maria_Antonietta-coverLa Star Comics propone l’edizione italiana del manga di Fuyumi Soryo Maria Antonietta la gioventù di una regina, realizzato dall’autrice con la supervisione e collaborazione della reggia di Versailles e inserito nelle varie edizioni internazionali nei bookshop del palazzo.
Si tratta di un volume unico concentrato sui primi anni di vita di Maria Antonietta a Versailles, con un antefatto che porta avanti di alcuni anni, quando è madre felice al Trianon, in alcune tavole a colori pastello semplicemente splendide.
Non si fa cenno alla sua tragica fine, ma i toni del manga non sono da favoletta perché prevale la ricostruzione storica e filologica, per raccontare non certo la storia di una principessina delle fiabe, ma di una giovanissima catapultata in una corte dove vigeva un’etichetta obsoleta e rigidissima. La storia racconta infatti i primissimi tempi di vita a corte della principessa austriaca, con una cura del dettaglio notevole e ambienti e costumi grandi protagonisti.
Ancora una volta Fuyumi Soryo dimostra il suo grande amore per le ricostruzioni storiche, con disegni e tavole ispirati ai quadri del Settecento e alle atmosfere, per un’opera di erudizione storica più che di svago, una versione in immagini dei tanti libri usciti negli anni su Maria Antonietta, comunque fedelissima alla realtà storica, un qualcosa che del resto sta molto a cuore all’autrice..
Del resto, Maria Antonietta è uno dei personaggi storici più amati in Giappone, al centro di eventi come un’importante mostra l’anno scorso alla torre di Tokyo e icona della moda Gothic Lolita, dai tempi di Versailles no Bara di Riyoko Ikeda, noto in italiano come Lady Oscar.
Però le due opere sono molto lontane negli intenti e nello stile: Riyoko Ikeda realizzò infatti un’epopea al femminile e femminista, dove la protagonista era Oscar, guardia del corpo di Maria Antonietta, guardando alla realtà storica ma non dimenticando la lezione romanzesca di autori come Dumas. Fuyumi Soryo invece vuole raccontare una storia reale, di secoli fa, e nello stesso tempo ricostruire un mondo ormai perduto, ma che rivive nelle sue pagine e visitando la reggia di Versailles.
Un’opera molto interessante, consigliata a tutti i cultori della Storia, in attesa di poter leggere dell’autrice i prossimi numeri di Cesare il creatore che ha distrutto, sua monumentale biografia di Cesare Borgia, altro personaggio della Storia europea amatissimo nel Paese del Sol levante.

Provenienza: libro del recensore.

Fuyumi Soryo, classe 1959, è una mangaka che si è affermata scrivendo shojo di ambientazione contemporanea, per poi preferire dedicarsi a opere a sfondo storico oltre i confini del genere. Tra le sue opere ricordiamo MarsTamaraCactus, Never Ending Heart, ES, in cui si mescolano tematiche anche thriller e paranormali. Da alcuni anni sta lavorando a Cesare, il creatore che ha distrutto, biografia di Cesare Borgia, che alterna ad altre storie, come appunto questa su Maria Antonietta. In Italia Fuyumi Soryo è stata pubblicata da Star Comics.

:: Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier (Bao Publishing 2017)

11 dicembre 2017
berlino 2.0

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Per chi è della mia generazione, e aveva 30 anni al tempo del Trattato di Maastricht del 1992, l’Unione europea ha racchiuso in sè un’ ideale forte, fonte di entusiasmo e aspettative. Poter vivere e lavorare e divertirsi in una grande Europa senza confini, culturalmente viva e libera, economicamente proiettata verso il futuro, un futuro di pace e prosperità per tutti, di solidarietà, di cooperazione e collaborazione è stato qualcosa di rivoluzionario, in cui ci abbiamo creduto veramente.
Oggi passati alcuni anni, pronti a tracciare un primo bilancio dobbiamo ammettere che questa realtà è stata sì caratterizzata da tante luci, ma anche da non poche ombre, ombre di cui ci parlano Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal, (rispettivamente la prima ai testi, il secondo ai disegni) nella graphic novel Berlino 2.0 edita da Bao Publishing.
Se la denuncia sociale passa anche attraverso il fumetto, si può dire che Berlino 2.0 abbraccia questa visione raccontandoci una realtà ben diversa dai sogni che abbiamo più o meno fatto tutti. Sarà la crisi economica, saranno coloro che hanno voluto specularci su, i giovani di oggi che lasciano il loro paese in cerca di un futuro migliore all’estero non sempre trovano una realtà idilliaca.
Come Margot giovane protagonista di Berlino 2.0 che lascia Parigi, e si trasferisce a Berlino con una borsa di studio. Ad accoglierla una città ancora culturalmente effervescente, dinamica, povera ma sexy, come disse l’ ex sindaco socialdemocratico di Berlino, Klaus Wowereit. Tanti sogni, tante illusioni concretamente disilluse al momento di cercare casa o lavoro. Stage non retribuiti, nessuna copertura sociale o assicurativa, minijob perfettamente legali, richieste assurde da parte dei datori di lavoro, nessun affitto agevolato, ecco questo è il panorama più o meno deprimente che le si prospetta davanti.
Per molti difficile da credere, ma questa è la realtà di molti giovani arrivati a Berlino negli ultimi anni, attirati dalla sua luce e dagli alti proclami del famoso modello economico della Germania della Merkel.
Tradotto da Francesco Savino, Berlino 2.0 è dunque un fumetto che ci parla dei cervelli in fuga, che tanto occupano le pagine dei giornali, giovani che non sempre lasciano lavori precari in cambio della stabilità. Ma pur tuttavia continuano ad avere fiducia nel futuro e non si arrendono.
Stampato su carta Fedrigoni Arcoset da 140 grammi per gli interni e Fedrigoni Symbol Freelife Satin da 300 grammi per la copertina, in carta proveniente da fonti gestite in maniera responsabile, Berlino 2.0 è un fumetto capace di sensibilizzare i lettori su problemi reali, depositari di una coscienza comune. E’ un fumetto a colori, fatto di acquarelli dalle tenui sfumature seppiate, nei colori del giallo, del marrone, dell’arancione, del verde, abbinamento cromatico interessante e funzionale a una storia che tratta temi seri e attuali. Consigliato.

Mathilde Ramadier, classe 1987, è autrice, saggista e sceneggiatrice. Dopo aver studiato graphic design si dedica agli studi di Estetica e Psicoanalisi all’Università di Parigi. Nel 2011 ottiene un master in Filosofia contemporanea all’ENS, con una tesi su Sartre. Nello stesso anno, attirata dalla capitale tedesca, si trasferisce a Berlino. Dopo diverse traduzioni dall’inglese al tedesco, nel 2013 pubblica il suo primo graphic novel per la casa editrice francese Dargaud, Rêves syncopés, per i disegni di Laurent Bonneau. Nel 2016, per la casa editrice francese Futuropolis scrive Berlino 2.0, disegnato da Alberto Madrigal ed edito nel 2017 in Italia da BAO Publishing.

Alberto Madrigal, nato in Spagna e residente a Berlino dal 2007, dopo alcune storie brevi e lavori da illustratore freelance, fa il suo esordio nel mondo del fumetto con la sua prima opera lunga nel 2013, quando pubblica Un lavoro vero (BAO Publishing), di cui è autore completo. Nel 2015 esce Va tutto bene, in cui ritrova i temi dello smarrimento e i sogni di una generazione che lotta per affermare la propria identità. Nello stesso anno realizza le illustrazioni de L’albero delle storie, romanzo per ragazzi scritto da Gabriele Clima e pubblicato nella collana “Il battello a vapore” (Edizioni Piemme). La sua ultima opera è Berlino 2.0, scritto da Mathilde Ramadier e pubblicato da BAO Publishing nel 2017.

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Chiara dell’ Ufficio stampa Bao Publishing.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Monstress vol. 1 e vol. 2 di Marjorie Liu e Sana Takeda (Mondadori 2017) a cura di Elena Romanello

29 novembre 2017

Monstress unoOscar Ink, la nuova etichetta di graphic novel della Mondadori, sta pubblicando una delle serie a fumetti più interessanti di questi ultimi anni, Monstress edita dalla Image Comics, realizzata a quattro mani da Marjorie Liu e Sana Takeda e vincitrice recentemente del prestigioso Hugo Award.
Monstress immerge fin dalle prime pagine in una storia che inizia in mezzo all’azione e dove fatti e personaggi verranno spiegati dopo e man mano, all’interno di un universo ricco di suggestioni, tra fantasy, steampunk, post apocalittico. Un mix non facile da seguire ma che appassiona, con richiami ai manga, Inuyasha di Rumiko Takahashi in testa nella caratterizzazione di alcune creature per metà animali, alle graphic novel di Neil Gaiman, che ha adorato i gatti e il disegno, e di Alan Moore, agli universi di Lovecraft, per citare solo le prime cose che possono venire in mente immergendosi nelle pagine cupe e colorate di questa storia insolita e ammaliante.
Monstress si svolge in un’Asia alternativa e in in futuro remoto, dove convivono cinque stirpi di esseri viventi: gli umani, i gatti, gli arcani, gli antichi e gli dei, in uno stato di guerra permanente. Tra le varie fazioni si distinguono nella lotta per ottenere potere e poteri una casta di sacerdotesse mistiche, le Cumaea, e gli arcani, creature magiche ibride metà uomini metà antichi, nel cui corpo scorre un elemento mistico, il Lilium, che le sacerdotesse usano per avere più potere, al prezzo ovviamente della morte dell’avversario.

monstress due

Sullo sfondo di lotte spietate e sanguinose si muove la protagonista, la ragazza arcanica Maika Halfwolf, che si finge umana, e che è in cerca della verità sul suo passato, per capire anche quale entità misteriosa si cela dentro di lei. Sulla sua strada Maika troverà molte minacce, ma anche aiuto, spesso da creature ai margini tra le varie stirpi come lei.
Una storia che mette al suo centro un personaggio femminile, a metà strada tra le supereroine a stelle e strisce e le protagoniste guerriere dei manga, in un universo inedito e complicato, che però una volta che avvolge è difficile lasciare e si vuole ritrovare al più presto. La serie è in corso di pubblicazione e le autrici stanno lavorando ai nuovi capitoli.
Monstress parla di identità e diversità, di femminismo e degli effetti di tutte le guerre in termini di devastazione e dolore, in chiave fantastica ma tra le righe emerge il mondo reale, con le discriminazioni, i contrasti, l’intolleranza ma anche il provare a volere, in mezzo a tanta sofferenza, una società migliore.

Marjorie Liu, classe 1979, di Philadelphia, è autrice di numerosi romanzi urban fantasy delle saghe The Hunter Kiss e Tiger Eye nonché di sceneggiature per i fumetti Marvel delle serie NYX, X-23, Dark Wolverine, e Astonishing X-Men. Il suo sito ufficiale è www. marjoriemliu.com

Sana Takeda è un’illustratrice e artista specializzata in fumetti. Nata a Niigata, risiede ora a Tokyo. A 20 anni ha iniziato la carriera come designer per le animazioni 3D presso SEGA, azienda giapponese di videogame, e a 25 è diventata un’artista freelance, attività che continua a esercitare. Ha lavorato a titoli come X-23 e Ms. Marvel per Marvel Comics, mentre in Giappone svolge prevalemente l’attività di illustratrice di giochi di carte collezionabili. Il suo sito ufficiale è http://www.sanatakeda.com/

Source: volume uno acquisto personale del recensore, volume due omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Ink a Lucca Comics and Games che ringraziamo.

:: La Giusta Mezura di Flavia Biondi (BAO Publishing 2017)

28 novembre 2017

la giusta mezuraSe a innamorarsi sono capaci tutti, l’arte di coltivare un amore invece richiede impegno e qualità che mettono in gioco davvero gli innamorati a cui nessuno ha insegnato cosa succede dopo il celebre “vissero felici e contenti” delle favole. Di questa arte ci parla La Giusta Mezura, bellissima graphic novel virata al blu di Flavia Biondi, storia di un amore unico, e nello stesso tempo simile a tanti altri, quotidiano, dalle sfumature inaspettate.
Siamo a Bologna, città contemporanea, e nello stesso antica, fatta di chiese, portici, torri, vicoli caratteristici, in cui vivono i due protagonisti Mia e Manuel, trentenni in crisi, che dopo brillanti studi si arrabattano con lavori precari, che credevano provvisori, giusto necessari alla sopravvivenza in attesa di scoprire cosa fare della propria vita, e invece passano gli anni e nessuna vera occasione sembra proporsi.
Vivono in affitto in una stanza in un alloggio per studenti fuori sede, l’anello di congiunzione, il rito di passaggio, tra la vita in famiglia, e la vita autonoma da adulti indipendenti, mettendo da parte quello che possono col sogno di potersi permettere una casa tutta per loro. Ma l’indipendenza economica per molti ragazzi di quella generazione è un sogno, una chimera, un’attesa che logora sogni, aspirazioni, ideali. E nell’attesa anche i grandi amori possono finire stritolati e messi alla prova.
Mia e Manuel sono in crisi, si amano ancora ma incomprensioni, disaccordi, difficoltà minano l’idillio che esisteva ai primi tempi del loro innamoramento. E sarà per colpa di un problema lavorativo, o di un momento di stanchezza, che Mia si trova tra le braccia di un altro, giusto il tempo di un bacio, ma agli occhi della ragazza fatto della consistenza di un vero tradimento.
Tradimento che così sarebbe interpretato soprattutto da Manuel idealista e sognatore, che scrive un romanzo a puntate su internet sull’amore cortese e sogna che un grande editore lo noti e lo pubblichi dando concretezza alle sue aspirazioni di scrittore. E così Mia gli tiene nascosta questa debolezza.
Sarà la causa della loro rottura? Troveranno la strada per attuare i loro sogni, e le loro aspirazioni? Non vi dico altro, lascio a voi il piacere di scoprire come la storia prosegue. La Giusta Mezura, raccontata con delicatezza e ironia, è una storia simile a tante storie d’amore in crisi, nell’Italia di oggi, fatta di crisi economica e disoccupazione, mancanza di prospettive e disillusione. E nello stesso tempo è un analisi di come l’amore muta e si evolve, di come passa dall’euforia dell’innamoramento al giusto equilibrio che gli permette di diventare adulto, di sopravvivere agli ostacoli, alle difficoltà che la vita ci pone.
I dialoghi sono allegri, spigliati, anche pungenti e spiritosi. La vita quotidiana dei due protagonisti acquista una valenza universale e nello steso tempo consueta. Un tocco di sensualità avvolge le tavole più tenere e intimistiche. Ottima la scelta cromatica, che addolcisce la drammaticità del bianco e nero, con un blu rilassante e poetico.
Nel complesso un’ opera pienamente riuscita, che tratta sì temi seri, dall’amicizia, all’identità sessuale (bellissimo il personaggio di Tito), all’amore, all’idealismo, all’ aspirazione alla realizzazione economica e lavorativa, alla paura di diventare adulti con obblighi e responsabilità, alla ricerca di stabilità, ma lo fa in maniera lieve e anche divertente. Formato rilegato. Un regalo perfetto per la propria metà.

Flavia Biondi nasce a Castelfiorentino (FI) nel 1988. Da sempre appassionata di storie che raccontano le vicende del quotidiano lavora ai suoi fumetti tutti incentrati su personaggi all’apparenza modesta ma dal grande cuore. Dopo il diploma artistico e la laurea triennale presso L’accademia di Belle Arti di Bologna in Fumetto e Illustrazione, fonda assieme a sette colleghi “accademici” l’etichetta Manticora Autoproduzioni con cui collabora alla realizzazione di diverse antologie. Con la casa editrice Renbooks pubblica Barba di Perle (2012), L’orgoglio di Leone (2014), L’importante è finire (2015), tre graphic novel a tema LGBT. Nel 2015, per i tipi di Bao Publishing, pubblica il graphic novel La Generazione. Nel 2017 partecipa con una storia breve all’antologia “Melagrana” di Attaccapanni Press.

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Chiara dell’ Ufficio stampa Bao Publishing.

:: Qualche domanda agli autori della graphic novel “La legione occulta” (Newton Comics 2017)

14 novembre 2017

Dopo aver intervistato Andrea Frediani e Massimiliano Veltri autori di Marathon (qui l’intervista) la nuova graphic novel he la casa editrice Newton Compton ha dato alle stampe, tratta da uno dei suoi bestseller più famosi, abbiamo fatto la stessa cosa per La legione occulta, un’ altra davvero magnifica opera a fumetti, sempre in bianco e nero, sempre con la sinergia di diversi artisti. Ce ne aveva parlato Elena Romanello qui.

Abbiamo perciò intervistato l’autore del romanzo e  il disegnatore.

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Per la storia ufficiale non sono mai esistiti. Solo le leggende, le chiacchiere scambiate tra i fumi dell’alcol tra i viandanti ubriachi, raccontano della misteriosa Legio Sine Nota. Veggenti, auguri, negromanti e aruspici, raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme: sono gli uomini di Victor Julius Felix, addestrati a dialogare con spettri e dèi, per evocarne la protezione o sfidarne la cieca violenza, avvezzi a lottare nel campo del soprannaturale, dove niente può la daga romana. Un prezioso alleato per il nascente impero di Augusto, un pericoloso nemico per chi trama contro Roma…

Adattato da Andrea Meucci e Lorenzo Nuti.

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Ecco le risposte di Genovesii e Nuti.

Tre domande a Roberto Genovesi:

Benvenuto Roberto, giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore televisivo, esperto di videogiochi, e una passione per il romanzo storico di ambientazione romana. Parlaci di te, raccontati ai nostri lettori.

Ho iniziato a pubblicare i miei primi racconti e i miei primi articoli tra i 17 e i 19 anni. Prima sulle fanzine e poi sui periodici e sui quotidiani. A 21 anni sono diventato giornalista professionista continuando la mia carriera su due binari paralleli ma con un comun denominatore: l’universo dei ragazzi e degli Young Adult. Ho scritto per decenni di fumetti, cartoni animati, videogiochi e cinema su molte testate come Repubblica, L’Espresso, La Stampa, Il Giornale, TV Sorrisi e Canzoni e Panorama. Ho scritto sceneggiature per disegnatori come Sergio Toppi e Simone Bianchi e ho inventato un paio di personaggi che hanno avuto un discreto successo come Rivan Ryan e Daimon Dumal. Nel frattempo nel 2000 ho pubblicato il mio primo romanzo, Inferi On Net, per la mitica collana Urania di Mondadori e poi c’è stato l’incontro con Raffaello Avanzini che ha rappresentato la vera svolta della mia carriera di scrittore. Mettere insieme le mie idee e la sua lungimirante visione del mercato è stato un po’ come accostare nitro e glicerina. Da allora ho pubblicato 8 romanzi, uno anche per Rizzoli. Se dovessi definirmi non userei il termine scrittore o giornalista. Non mi piace fermarmi ma mettermi alla prova. Ho realizzato il videogioco di Nathan Never e il gioco di ruolo dell’Agente Alfa ma sono anche il direttore di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale della Rai. Mia figlia ha scritto di recente in un tema che il suo papà ”fa cinque lavori, scrive romanzi e fumetti, sceglie cartoni animati, prova videogiochi, dipinge soldatini”. Credo sia la definizione migliore che mi sia mai stata data.

Come hai accolto l’idea di trasformare un tuo romanzo La legione occulta dell’ impero romano in una graphic novel?

Prima o poi doveva accadere come credo che prima o poi accadranno anche altre cose a questa stranissima legione. Con Raffaello Avanzini abbiamo da subito immaginato che la Legione Occulta dovesse nascere e svilupparsi come un progetto predisposto alla corssmedialità. Le storie sono scritte in forma propedeutica per questa strada. Secondo uno schema ormai sperimentato con successo per le serie tv americane”.

Libro e fumetto diventano complementari, spieghi nella prefazione. Puoi approfondire questo concetto?

Come dicevo prima il format de La Legione Occulta è stato immaginato per diventare anche fumetto, prodotto televisivo, videogioco e prodotto cinematografico. Il fumetto non racconta la stessa storia del primo romanzo. Semmai la osserva attraveso un’altra ottica, un’altra luce e in questo modo ne amplia i dettagli. E’ proprio la struttura della saga che è stata pensata per questo scopo con la presenza di numerosi personaggi, storie a scatole cinesi, narrazione da storyboard, costruzione di buchi narrativi e temporali da riempire attraverso altri media. Insomma un vero e proprio prodotto creativo crossmediale che con il tempo potrà essere passato su altri piani narrativi che non si limiteranno a ripetere le storie ma le integreranno e le amplieranno magari con l’aiuto di altri autori. Un po’ come accadde con il celebre ciclo del Mondo dei Ladri di Robert Asprin”.

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Tre domande a Lorenzo Nuti:

Parlaci della differenza tra libro illustrato e graphic novel, come avete deciso di utilizzare quest’ ultima forma d’arte per drammatizzare il romanzo La legione occulta di Roberto Genovesi?

In entrambi i casi andiamo ad aggiungere alla storia degli elementi visivi, che accompagnano (nel primo caso) o determinano (nel secondo caso), tutto l’immaginario costruito dall’elemento del testo.
Nel libro illustrato si legge e si guarda. Senza alcun vincolo di spazio o tempo. Lasciamo che la suggestione delle immagini segua il racconto senza mai sostituirlo. La quantità di immagini da utilizzare non è stabilita da un canone preciso (a volte possono bastare poche immagini ad arricchire l’esperienza del lettore). Spesso la chiave di lettura dell’illustratore/illustratrice può essere così potente da spingere a leggere alcune storie solo perché filtrate dalla loro sensibilità.
Nel fumetto gli elementi testo-disegno si fondono, collaborano e hanno vere e proprie regole “grammaticali”. A chi legge forniamo un intero lessico dell’immaginario, descrivendo tutti gli ambienti, i personaggi nel dettaglio, le loro attitudini, cosa cambia e come, gli raccontiamo la storia con un tempo e spazio precisi, passando tutto attraverso il filtro di chi disegna. L’elemento del testo resta visibile sotto forma di dialogo nei balloons, ma si deve tener presente che tutto è sempre frutto di scrittura, di uno schema narrativo progettato nei minimi dettagli prima di diventare sequenzialità visiva.
Molto simile a come si progettano i film se ci pensiamo bene; partiamo sempre da una sceneggiatura e uno storyboard.
Per adattare La Legione occulta dell’impero romano io ed Andrea abbiamo sfruttato la versatilità dell’opera originale di Roberto non soltanto commutando il romanzo così com’è stato scritto ma creando qualcosa di complementare, in modo che il lettore avesse la possibilità di spaziare tra due tipi di esperienze differenti. Questo approccio ha dato la possibilità ad Andrea di aprire delle porte all’immaginazione non solo di chi legge questo fumetto ma anche a chi viene dall’esperienza del libro, fornendo degli approfondimenti integrativi ai background dei personaggi e aggiungendo delle probabili, future, storylines indipendenti.

La scelta di un albo in bianco e nero è tua personale, o ti hanno chiesto di disegnare le tavole così. L’immagine di copertina a colori è sempre tua?

Sapevamo di dover realizzare il volume in bianco e nero fin dal principio, cosa che mi ha reso molto felice perché da tempo desideravo riavvicinarmi a questo specifico approccio tecnico, credo sia stata la scelta migliore. Sì, ho realizzato la copertina e l’illustrazione sul retro cercando un feeling con le tavole interne.

Chiude l’albo uno studio dei personaggi. Come li hai caratterizzati, ti sei ispirato a volti da te conosciuti?

Ho ricevuto delle suggestions da Roberto in corso d’pera, ma sono stato abbastanza libero di interpretare. Diciamo che ho cercato di cogliere i tratti peculiari suggeriti dall’autore unendoli ad un personale gusto estetico e un’immediata riconoscibilità. In alcune tavole abbiamo molti dei protagonisti in campo, era necessario rendere estremamente evidenti certe caratteristiche.