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:: Qualche domanda agli autori della graphic novel “La legione occulta” (Newton Comics 2017)

14 novembre 2017

Dopo aver intervistato Andrea Frediani e Massimiliano Veltri autori di Marathon (qui l’intervista) la nuova graphic novel he la casa editrice Newton Compton ha dato alle stampe, tratta da uno dei suoi bestseller più famosi, abbiamo fatto la stessa cosa per La legione occulta, un’ altra davvero magnifica opera a fumetti, sempre in bianco e nero, sempre con la sinergia di diversi artisti. Ce ne aveva parlato Elena Romanello qui.

Abbiamo perciò intervistato l’autore del romanzo e  il disegnatore.

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Per la storia ufficiale non sono mai esistiti. Solo le leggende, le chiacchiere scambiate tra i fumi dell’alcol tra i viandanti ubriachi, raccontano della misteriosa Legio Sine Nota. Veggenti, auguri, negromanti e aruspici, raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme: sono gli uomini di Victor Julius Felix, addestrati a dialogare con spettri e dèi, per evocarne la protezione o sfidarne la cieca violenza, avvezzi a lottare nel campo del soprannaturale, dove niente può la daga romana. Un prezioso alleato per il nascente impero di Augusto, un pericoloso nemico per chi trama contro Roma…

Adattato da Andrea Meucci e Lorenzo Nuti.

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Ecco le risposte di Genovesii e Nuti.

Tre domande a Roberto Genovesi:

Benvenuto Roberto, giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore televisivo, esperto di videogiochi, e una passione per il romanzo storico di ambientazione romana. Parlaci di te, raccontati ai nostri lettori.

Ho iniziato a pubblicare i miei primi racconti e i miei primi articoli tra i 17 e i 19 anni. Prima sulle fanzine e poi sui periodici e sui quotidiani. A 21 anni sono diventato giornalista professionista continuando la mia carriera su due binari paralleli ma con un comun denominatore: l’universo dei ragazzi e degli Young Adult. Ho scritto per decenni di fumetti, cartoni animati, videogiochi e cinema su molte testate come Repubblica, L’Espresso, La Stampa, Il Giornale, TV Sorrisi e Canzoni e Panorama. Ho scritto sceneggiature per disegnatori come Sergio Toppi e Simone Bianchi e ho inventato un paio di personaggi che hanno avuto un discreto successo come Rivan Ryan e Daimon Dumal. Nel frattempo nel 2000 ho pubblicato il mio primo romanzo, Inferi On Net, per la mitica collana Urania di Mondadori e poi c’è stato l’incontro con Raffaello Avanzini che ha rappresentato la vera svolta della mia carriera di scrittore. Mettere insieme le mie idee e la sua lungimirante visione del mercato è stato un po’ come accostare nitro e glicerina. Da allora ho pubblicato 8 romanzi, uno anche per Rizzoli. Se dovessi definirmi non userei il termine scrittore o giornalista. Non mi piace fermarmi ma mettermi alla prova. Ho realizzato il videogioco di Nathan Never e il gioco di ruolo dell’Agente Alfa ma sono anche il direttore di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale della Rai. Mia figlia ha scritto di recente in un tema che il suo papà ”fa cinque lavori, scrive romanzi e fumetti, sceglie cartoni animati, prova videogiochi, dipinge soldatini”. Credo sia la definizione migliore che mi sia mai stata data.

Come hai accolto l’idea di trasformare un tuo romanzo La legione occulta dell’ impero romano in una graphic novel?

Prima o poi doveva accadere come credo che prima o poi accadranno anche altre cose a questa stranissima legione. Con Raffaello Avanzini abbiamo da subito immaginato che la Legione Occulta dovesse nascere e svilupparsi come un progetto predisposto alla corssmedialità. Le storie sono scritte in forma propedeutica per questa strada. Secondo uno schema ormai sperimentato con successo per le serie tv americane”.

Libro e fumetto diventano complementari, spieghi nella prefazione. Puoi approfondire questo concetto?

Come dicevo prima il format de La Legione Occulta è stato immaginato per diventare anche fumetto, prodotto televisivo, videogioco e prodotto cinematografico. Il fumetto non racconta la stessa storia del primo romanzo. Semmai la osserva attraveso un’altra ottica, un’altra luce e in questo modo ne amplia i dettagli. E’ proprio la struttura della saga che è stata pensata per questo scopo con la presenza di numerosi personaggi, storie a scatole cinesi, narrazione da storyboard, costruzione di buchi narrativi e temporali da riempire attraverso altri media. Insomma un vero e proprio prodotto creativo crossmediale che con il tempo potrà essere passato su altri piani narrativi che non si limiteranno a ripetere le storie ma le integreranno e le amplieranno magari con l’aiuto di altri autori. Un po’ come accadde con il celebre ciclo del Mondo dei Ladri di Robert Asprin”.

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Tre domande a Lorenzo Nuti:

Parlaci della differenza tra libro illustrato e graphic novel, come avete deciso di utilizzare quest’ ultima forma d’arte per drammatizzare il romanzo La legione occulta di Roberto Genovesi?

In entrambi i casi andiamo ad aggiungere alla storia degli elementi visivi, che accompagnano (nel primo caso) o determinano (nel secondo caso), tutto l’immaginario costruito dall’elemento del testo.
Nel libro illustrato si legge e si guarda. Senza alcun vincolo di spazio o tempo. Lasciamo che la suggestione delle immagini segua il racconto senza mai sostituirlo. La quantità di immagini da utilizzare non è stabilita da un canone preciso (a volte possono bastare poche immagini ad arricchire l’esperienza del lettore). Spesso la chiave di lettura dell’illustratore/illustratrice può essere così potente da spingere a leggere alcune storie solo perché filtrate dalla loro sensibilità.
Nel fumetto gli elementi testo-disegno si fondono, collaborano e hanno vere e proprie regole “grammaticali”. A chi legge forniamo un intero lessico dell’immaginario, descrivendo tutti gli ambienti, i personaggi nel dettaglio, le loro attitudini, cosa cambia e come, gli raccontiamo la storia con un tempo e spazio precisi, passando tutto attraverso il filtro di chi disegna. L’elemento del testo resta visibile sotto forma di dialogo nei balloons, ma si deve tener presente che tutto è sempre frutto di scrittura, di uno schema narrativo progettato nei minimi dettagli prima di diventare sequenzialità visiva.
Molto simile a come si progettano i film se ci pensiamo bene; partiamo sempre da una sceneggiatura e uno storyboard.
Per adattare La Legione occulta dell’impero romano io ed Andrea abbiamo sfruttato la versatilità dell’opera originale di Roberto non soltanto commutando il romanzo così com’è stato scritto ma creando qualcosa di complementare, in modo che il lettore avesse la possibilità di spaziare tra due tipi di esperienze differenti. Questo approccio ha dato la possibilità ad Andrea di aprire delle porte all’immaginazione non solo di chi legge questo fumetto ma anche a chi viene dall’esperienza del libro, fornendo degli approfondimenti integrativi ai background dei personaggi e aggiungendo delle probabili, future, storylines indipendenti.

La scelta di un albo in bianco e nero è tua personale, o ti hanno chiesto di disegnare le tavole così. L’immagine di copertina a colori è sempre tua?

Sapevamo di dover realizzare il volume in bianco e nero fin dal principio, cosa che mi ha reso molto felice perché da tempo desideravo riavvicinarmi a questo specifico approccio tecnico, credo sia stata la scelta migliore. Sì, ho realizzato la copertina e l’illustrazione sul retro cercando un feeling con le tavole interne.

Chiude l’albo uno studio dei personaggi. Come li hai caratterizzati, ti sei ispirato a volti da te conosciuti?

Ho ricevuto delle suggestions da Roberto in corso d’pera, ma sono stato abbastanza libero di interpretare. Diciamo che ho cercato di cogliere i tratti peculiari suggeriti dall’autore unendoli ad un personale gusto estetico e un’immediata riconoscibilità. In alcune tavole abbiamo molti dei protagonisti in campo, era necessario rendere estremamente evidenti certe caratteristiche.

:: Mortina –Una storia che ti farà morire dal ridere di Barbara Cantini (Mondadori 2017)

9 novembre 2017
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Halloween è già passato con la sua scia di zucche intagliate, dolci speziati e favole dell’orrore, ma ciò non mi impedisce di parlare di un libro delizioso che solo incidentalmente è ambientato a Halloween. I temi che tratta sono infatti universali e narrati con così tanta delicatezza e umorismo che sarebbe un vero peccato relegare il libro in un unico periodo dell ‘anno. Si intitola Mortina –Una storia che ti farà morire dal ridere, è un libro illustrato a colori di 48 pagine, con copertina cartonata e ci parla di una bambina molto speciale: una bambina zombie. Testo e illustrazioni sono della bravissima Barbara Cantini, che caratterizza le sue figure oltre che con una grande originalità di tratto, anche con una simpatia e una verve davvero contagiosa che si trasmetterà sicuramente ai piccoli e grandi lettori che sfoglieranno il libro. Sebbene consigliato dai 6 ai 9 anni, credo sia adatto a tutte le età. E avendo visto il book trailer qui vi assicuro non mi dispiacerebbe se diventasse un cartone. Ma conosciamo meglio Mortina. Mortina è una bambina simpatica e dolcissima dall’aspetto insolito. Non ha il colorito roseo delle altre bambine. Anzi è decisamente bianca. O meglio di un pallore mortale, tendente al grigio- verdognolo. I suoi occhi sono rotondi come palle, e sporgenti, contornati da due livide occhiaie. I suoi arti si possono staccare e ricucire. Vive insieme alla zia Dipartita in una grande casa circondata da un parco. Come unico amico ha un simpatico levriero albino di nome Mesto, ma il suo più grande desiderio è quello di avere per amici bambini della sua età, per poter giocare e non essere costretta a stare sola. Non ostante i divieti della zia che pensa che una bambina come lei non sarebbe mai accettata, la grande occasione arriva a Halloween. Tutti saranno mascherati, non si accorgeranno del suo aspetto insolito e forse spaventoso. Ma sarà davvero così? Cosa succederebbe se i bambini del villaggio scoprissero che lei non si maschera, che lei è una piccola zombie davvero? Non vi anticipo cosa succederà, vi lascio il piacere della scoperta, ma colgo l’occasione per fare alcune riflessioni che il libro mi ha ispirato. Intanto ci si domanda cosa sia la normalità, e se la diversità faccia davvero così paura e non possa anzi arricchire le persone con cui entriamo in contatto. Mortina è diversa dagli altri bambini, ma non per questo peggiore. Anzi è dolce, amichevole, generosa, spiritosa. Non si arrende di fronte alle difficoltà, ma anzi trova soluzioni creative e originali per superarle. Trasmette un messaggio positivo, un invito a fare lo stesso. E a non avere paura delle reazioni degli altri. Molte volte sono davvero capaci di sorprenderci.

Anticipo che Barbara, l’autrice, è simpatica quanto il suo personaggio e ha accettato di rispondere a qualche mia domanda. Le sto scrivendo proprio in queste ore. A prestissimo, dunque.

Barbara Cantini, scrittrice e illustratrice, ha creato per il teatro e per la tv prima di dedicarsi all’illustrazione per ragazzi.

Source: libro inviato dall’ editore, si ringrazia Giulia dell’ Ufficio Stampa Mondadori Ragazzi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Qualche domanda agli autori della graphic novel “Marathon” (Newton Comics 2017)

7 novembre 2017

Ai nostri lettori più fedeli non sarà di certo sfuggito il post di Elena Romanello che segnalava l’uscita delle prime due graphic novel che la casa editrice Newton Compton ha dato alle stampe, tratte dai suoi bestseller più famosi. A noi l’idea è piaciuta particolarmente e abbiamo pensato oltre che a recensirli, nei prossimi giorni, anche a fare alcune domande agli autori dei romanzi da cui hanno tratto i soggetti e ai disgenatori, per confrontare stili e filosofia.

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Oggi iniziamo con Marathon – La battaglia che cambiò la storia, una splendida graphic novel in bianco e nero con copertina a colori tratta dal romanzo storico omonimo, uscito nel 2014, di Andrea Frediani, adattata da Lucio Perrimezzi (Tunué, Noise Press, Passenger Press) per la sceneggiatura e Massimiliano Veltri (Marvel Comics, Gazzetta dello sport, Titan Comics) per le illustrazioni.

Maratona 490 a.C., il primo assalto dell’impero persiano alla Grecia
480 a.C. La flotta greca attende con ansia di conoscere l’esito della battaglia che si combatte alle Termopili, tra gli uomini del gran re Serse e i 300 eroi guidati da Leonida. Su una delle navi, Eschilo, in servizio come oplita, riceve la visita di una donna misteriosa, che gli racconta la sua personale versione della battaglia di Maratona, alla quale lo stesso poeta aveva partecipato dieci anni prima. I ricordi dei due interlocutori si intrecciano per ricostruire le verità mai raccontate del primo combattimento campale tra Greci e Persiani. Prende vita così il racconto di una delle battaglie più importanti della storia, e soprattutto di quel che accadde subito dopo, quando gli araldi corsero ad Atene per comunicare la vittoria greca prima che i sostenitori dei Persiani aprissero le porte agli invasori. Narrato in tempo reale, Marathon è la potente e incalzante cronaca di una battaglia e di una corsa: una corsa in cui i tre protagonisti mettono in gioco la loro amicizia e la loro stessa vita, per disputarsi l’amore di una donna, ma anche per scoprire i limiti delle proprie ambizioni, in una sfida che cresce d’intensità fino al sorprendente epilogo.

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Curiosi di saperne di più dagli autori? Abbiamo fatto tre domande a testa a Andrea Frediani e al disegnatore Massimiliano Veltri. Eccole!

Tre domande a Andrea Frediani

Benvenuto Andrea, dovrei dire bentornato, ricordo di averti intervistato per il mio blog nel 2012. Cosa è cambiato da allora?

Sebbene abbia continuato a pubblicare saggi, se pur più raramente che in passato, nell’ultimo quinquennio mi sono concentrato più sui romanzi, definendo progressivamente le tre categorie narrative in cui intendo cimentarmi oggi come in futuro: 1) i romanzi storici tout court, “polpettoni” di grande respiro che costituiscono anche l’affresco di un’epoca, con un forte inquadramento storico, personaggi in parte reali e uno sviluppo cronologico molto ampio; ne sono un esempio le saghe “Gli invincibili” e “Roma Caput Mundi”, che dipingono un’epoca ben precisa attraverso le storie dei protagonisti e delle loro dinastie; 2) i romanzi d’avventura, di cui è un esempio l’ultimo, “Missione Impossibile”, così come il “Marathon” da cui è stato tratto il graphic novel, dove la vicenda ha una certa unità di tempo e di luogo, i personaggi sono spesso inventati, il ritmo è serrato e il contesto storico solo uno sfondo davanti al quale agiscono i protagonisti; 3) i thriller storici, come “Il custode dei 99 manoscritti” e il romanzo che sto scrivendo attualmente, in cui prendo spunto da un fatto storico poco documentato per sviluppare una vicenda in tempo reale di intrighi, omicidi e misteri, sempre con cadenze molto rapide. Ma più di ogni altra cosa è cambiato il fatto che, nel frattempo, io sono diventato un grande appassionato di serie TV e questo mi sta aiutando tantissimo nel costruire storie avvincenti e nel rendere i miei romanzi sempre più pieni di colpi di scena.

Chiedo anche a te come hai accolto l’idea di trasformare il tuo romanzo Marathon- Una battaglia che ha cambiato la storia in graphic novel?

Mi è stato chiesto dall’editore quale dei miei tanti romanzi avrei visto meglio trasformato in fumetto e ho risposto senza esitare “Marathon”! (Ma non avevo ancora scritto “Missione impossibile”, che avrei preso in considerazione). E non perché lo consideri il migliore, tutt’altro. semplicemente, per ritmo e tematica me lo figuravo molto efficace su tavola, anche se avevo un po’ paura che il montaggio parallelo tra battaglia e corsa rischiasse di risultare poco chiaro nelle vignette. Ma devo dire che gli autori sono stati fantastici e lo hanno reso come meglio non si poteva. Quando l’ho letto mi sono commosso; credo di aver provato la stessa emozione che prova uno scrittore quando vede il proprio libro trasposto in film…

A che pubblico pensi possa interessare. Come ti immagini i lettori che lo leggeranno?

Non sono sicuro di poter rispondere a questa domanda. Immagino che lo compreranno coloro che hanno apprezzato il romanzo, innanzitutto. E poi, coloro che amano i fumetti storici; mi risulta che in Francia siano tantissimi, in Italia un po’ meno. Ma soprattutto, spero che lo comprino i ragazzi affascinati dalla vicenda dei tre amici che competono per l’onore e per l’amore di una donna, e dalla resa spettacolare dei disegni di una delle battaglie più celebri della storia.

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Tre domande a Massimiliano Veltri

Trasformare un romanzo storico in una graphic novel non deve essere semplice. Quali sono stati i tuoi maestri di riferimento, a che disegnatori ti sei ispirato?

No, non lo è stato… un pò per la mole di lavoro, significativa, specie se rapportata ai tempi non lunghissimi di lavoro, un pò per la natura stessa del prodotto che, essendo appunto l’adattamento di un romanzo storico, ha richiesto molta attenzione nella riproduzione di tutto quello che avesse una dimensione storica effettiva come ad esempio costumi, mezzi di trasporto e ambientazioni.
Per quanto riguarda gli autori di riferimento, ne ho diversi… diciamo che, per esempio, sulla mia scrivania c’è sempre qualcosa di Sean Murphy, per la potenza e la ricchezza delle composizioni, Tommy Lee Edwards, per la spontaneità delle soluzioni grafiche e Sergio Toppi per la sua eleganza… ma ce ne sono davvero tanti altri che amo e studio di continuo… Ovviamente, in questo caso specifico, date le tematiche, ho dato un occhio anche a 300 di Frank Miller.

Mi ha colpito molto la bellezza del bianco e nero, i volti, la stilizzazione dei corpi. Ritieni che sia più difficile attirare l’attenzione dei lettori così che con immagini a colori?

Innanzitutto grazie per il tuo apprezzamento… per quanto riguarda il resto, ti dico che le due cose lavorano in modo sinergico, per cui, il colore, ove presente, sicuramente aiuta il disegno nel suggestionare gli occhi del lettore. E’ altrettanto vero però, che il tipo di disegno cambia anche in base alla presenza o assenza del colore, per cui, se stai lavorando su delle tavole che sai resteranno in bianco e nero, adatti delle soluzioni grafiche e dei bilanciamenti fra chiaro e scuro che comunque possano rendere accattivante la tavola già al primo colpo d’occhio.

Quale parte del tuo lavoro hai trovato più difficile? Ti ha richiesto più lavoro e ricerca di soluzioni anche insolite? Raccontaci un aneddoto della lavorazione.

Credo che le cose più impegnative siano state il lavoro di ricerca e la gestione di scene collettive frequenti, anche all’interno della stessa tavola, che comunque non appesantissero la lettura. Per quanto riguarda l’adozione di soluzioni insolite invece, è stata una delle cose più divertenti. Non avendo limiti compositivi, ho potuto giocare liberamente con la sceneggiatura di Lucio Perrimezzi adottando dei layout e delle soluzioni grafiche che potessero semplificare la lettura e al contempo renderla più accattivante.
In tal senso ti dico che il dialogo con Lucio è stato costante e che credo mi abbia mandato diverse “maledezioni”.

:: Un mondo nuovo di Niccolò Pizzorno (I Buoni Cugini 2016) a cura di Federica Belleri

3 novembre 2017
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Originale fumetto dallo sfondo apocalittico. Genova percorsa attraversando i luoghi del degrado, per dare voce a chi non ne ha. Genova invasa dagli zombie, sanguinari, crudeli. Affamati del caratteristico mugugno, il lamento genovese. Splendida l’eroina dai capelli rossi e dai numerosi tatuaggi. Impegnata a far trionfare il bene sul male, a combattere i morti viventi, a creare un cambiamento peraltro non facile. Niccolò Pizzorno ha creato e firmato questa piccola produzione, pubblicata da I Buoni Cugini Editori. Un fumetto unico, privo di dialoghi. Genova, la città descritta dall’autore, è claustrofobica, e i disegni tendono allo splatter. Non manca l’antagonista, legato all’intolleranza. Una sorta di alter ego dell’eroina. Non manca la voglia di lottare per una città nuova, più vivibile e positiva. Pizzorno si ispira agli horror americani degli anni ’80 e, con una satira particolare, denuncia i vuoti sociali. Attraverso un linguaggio muto e i colori decisi dimostra la crescita della sua città, attraverso nuove sperimentazioni. Non sempre è necessario scrivere di certe tematiche. A volte un buon disegnatore, può ottenere lo stesso risultato.
Buona visione.

Niccolò Pizzorno, genovese, illustratore e fumettista, alle spalle l’Accademia linguistica di belle arti di Genova e la scuola Chiavarese del fumetto.

Source: libro inviato dall’ autore al recenore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Nasce la linea Newton Comics a cura di Elena Romanello

27 ottobre 2017

La casa editrice Newton Compton, da sempre interessata alla cultura geek, nerd e del fantastico lancia una nuova linea, Newton Comics, dedicata al mondo delle graphic novel, con una nuova collana di libri a fumetti.
Si parte proponendo in versione fumettistica i bestseller della casa editrice in forma di fumetto: per l’operazione Newton Compton ha chiesto il valido aiuto della casa editrice Tunué, da anni attiva nel proporre graphic novel per grandi e piccini oltre a saggi di approfondimento sul mondo delle nuvole parlanti di tutto il mondo.
I primi due titoli sono La legione occulta di Roberto Genovesi, un fantasy storico, e il romanzo storico Marathon di Andrea Frediani, con un omaggio quindi a due autori italiani.
L’adattamento di La Legione Occulta è illustrato da Lorenzo Nuti (Coniglio Editore, Tabou Editions, Kleiner Flug) e sceneggiato da Andrea Meucci (Kleiner Flug). Per Marathon le illustrazioni sono di Massimiliano Veltri (Marvel Comics, Gazzetta dello sport, Titan Comics) e la sceneggiatura di Lucio Perrimezzi (Tunué, Noise Press, Passenger Press).
La Legione occulta racconta l’epopea della Legio Sine Nota, mai esistita ufficialmente, costituita da veggenti, auguri, negromanti e arupisci, ex schiavi presi da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme dei popoli conquistati, specializzati ad affrontare spettri e dei, e a lottare nel campo del soprannaturale.
Marathon la battaglia che ha cambiato la Storia racconta la storica battaglia di Maratona, per molti il primo scontro vero tra Occidente e Oriente, tra Greci e impero persiano, attraverso la storia di tre amici, Eucle, Tersippo e Filippide, innamorati della stessa donna e desiderosi di primeggiare in una battaglia e in una corsa che poi entreranno nella Storia e nella leggenda.
I primi due titoli saranno presentati a Lucca Comics and Games 2017 allo stand Tunué, nella tecnostruttura di piazza Napoleone, stand NAP306 e inaugurano quindi un nuovo interesse da parte di un altro editore per una forma narrativa e d’arte su cui ormai non ci sono più dubbi che possa proporre capolavori e opere interessanti, capaci di avvincere come se non a volte di più della pagina scritta.

Noi di Liberi abbiamo avuto modo di visionarli (vi anticipo i disegni sono in b/n con copertina a colori) e presto ne parleremo su queste pagine. Ci sarà anche una piccola sorpresa e un articolo di approfondimento con curiosità, interviste e quant’altro. Che dire ancora, buona lettura!  

:: Le ragazze dello studio di Munari di Alessandro Baronciani (Bao Publishing 2017) a cura di Viviana Filippini

20 ottobre 2017
Le ragazze dello studio Munari

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Fabio è un giovane libraio collezionista di libri usati e di antiquariato. Lui è il protagonista de “Le ragazze dello studio di Munari”, di Alessandro Baronciani, uscito a settembre per Bao publishing. Il giovane è profondamente sofferente per essere stato lasciato dalla fidanzata e come consolazione si rifugia nel mondo di segni e di parole di Munari. Questo lo porta, in modo progressivo, alla ricerca di quello che potrebbe essere il vero amore della vita. Quello che ti ama, ti dona gioia e ti consola. Il problema è che Fabio intreccerà contemporaneamente, relazioni con diverse ragazze cadendo in un giochi di equivoci e scambi di persona. Scelta di vita che gli complicherà non poco le cose. Il libro di Baronciani torna sugli scaffali dopo un periodo di lunga assenza e lo fa con una veste del tutto nuova, nella quale quasi metà delle pagine sono state ridisegnate, con l’aggiunta di una copertina creata ex novo per la nuova edizione e, come nella prima stampa, non mancano geniali trovate cartotecniche (replicate dal pensiero creativo di Bruno Munari) come le pagine con un buco o le sovrapposizioni in trasparenza. “Le ragazze dello studio di Munari” è la storia di un giovane uomo alla ricerca di se stesso, un cammino spinto dal principio motore in cui il protagonista crede, quello che lo farà stare bene: sedurre e lasciarsi sedurre. La narrazione per immagini scorre veloce con in un film, portandoci dentro ai tormenti esistenziali di un ragazzo quasi uomo che deve sperimentare il più possibile per comprendere cosa gli dona davvero pace e conforto. “Le ragazze nello studio di Munari” di Alessandro Baronciani, edito da Bao, è un piccolo capolavoro letterario per immagini che scandaglia i tormenti di un animo ancora acerbo, alla ricerca di un giusto equilibro esistenziale ed emotivo.

Alessandro Baronciani è un autore tra i più amati della scena del fumetto e dell’illustrazione italiana. A cavallo tra due generazioni, il grande narratore pesarese fruga nei cassetti, tra le vecchie storie dei tempi delle autoproduzioni, e assembla una concatenazione di ricordi potentissimi, inanellati come tracce di un greatest hits, ma spesso rari come B-side.

Scheda libro:

Prezzo: € 21,00 (su Libreria Universitaria € 17, 85)
Ebook: non disponibile
Pagine: 256
Formato: brossura
Scheda editore: qui

Source: inviato dall’editore al recensore, si ringrazia Daniela Mazza dell’ Ufficio stampa Bao Publishing.

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:: Eluana 6233 giorni, Claudio Falco, Marco Ferrandino, Martina Sorrentino (001 Edizioni, 2015) a cura di Elena Romanello

24 giugno 2017
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Il caso di Eluana Englaro, ragazza poco più che ventenne rimase vittima di un incidente nel 1992 finendo in uno stato vegetativo permanente in cui è rimasta fino al 2009 quando il padre è riuscito ad ottenere che si ponesse fine ad una pena di vita crudele, resta uno dei più toccanti ma anche vergognosi sul tema del fine vita non solo nel nostro Paese.
Per non dimenticare una questione che resta ancora aperta, visto che in Italia non c’è ancora una legge su fine vita e testamento biologico, la 001 Edizioni presenta una graphic novel che racconta la persona Eluana e soprattutto il calvario attorno alla sua agonia, dopo la tragica fatalità di un incidente non prevedibile che aveva posto alla sua vita allora.
Una storia restituita con efficacia, con uno stile di disegno realistico ma nello stesso tempo essenziale e una trama che ricorda gli snodi fondamentali di una battaglia di civiltà di un uomo, il papà di Eluana, solo contro burocrazia e bigottismo, ricordando cosa la figlia aveva detto di fronte ad una tragedia simile poi alla sua che aveva colpito un coetaneo.
Una graphic novel interessante per chi magari era troppo giovane allora, sono passati otto anni, ma anche per chi non vuole dimenticare un momento in cui si è visto in Italia il meglio e il peggio, raccontato tramite lo strumento delle nuvole parlanti, non certo meno efficace della pagina scritta, anzi, che si distingue per efficacia e concisione.
La narrazione a fumetti è corredata da un’introduzione di Maurizio Mori, professore di Bioetica all’Università di Torino e socio fondatore della Consulta di Bioetica, nonché suo presidente dal 2006 che ricorda l’importanza ancora oggi della vicenda di Eluana Englaro, da un intervento di Pina Florenzano, odontoiatra forense e fondatrice della sezione campana della Consulta di Bioetica, da cenni sullo stato delle leggi sul fine vita in Italia, da una bibliografia, ma anche da un’intervista a Beppino Englaro e dall’ultima lettera che Eluana scrisse ai suoi genitori per l’ultimo Natale che passò da viva.
Il fumetto ricostruisce la vicenda di Eluana attraverso alcuni nodi fondamentali, ma non si chiude con la sua morte, ma sulla sua nascita, con lei neonata vicino a quella che diventerà poi una sua amica nel reparto maternità, per ricordare che se è sacrosanto e naturale metterci nove mesi per nascere, è disumano e innaturale metterci 6233 giorni per morire.

Claudio Falco, napoletano, classe 1958, è medico ematologo all’ospedale Cardarelli di Napoli e sceneggiatore Bonelli per Dampyr. In passato ha collaborato con la Tornado Press.

Marco Ferrandino, anche lui napoletano, classe 1976, è autore e sceneggiatore di fumetti.Tra i suoi lavori ricordiamo la campagna RED per le donazioni del sangue e Le avventure di Neo, per sensibilizzare per la prevenzione del melanoma.

Martina Sorrentino studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è specializzata in linguaggio del fumetto presso la Scuola italiana di Comics e pubblica sul mensile ecologista Terra.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa di 001 edizioni, si ringrazia Antonio Scuzzarella.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Debutta in Italia la nuova linea di fumetto cinese moderno BAO Publishing

21 giugno 2017

Se amate l’ Oriente, per la precisione la Cina, e le graphic novel una notizia davvero ghiotta: debutta questo giugno la nuova collana Bao (l’ideogramma cinese significa tesoro) dedicata al fumetto cinese moderno da Bao Publishing. I primi libri in uscita sono: “I racconti dei vicoletti” di Nie Jun (storia di una bambina speciale, Yu’er, il cui nonno non si arrende alla sua disabilità e cerca di farle vivere il più possibile una vita normale, in una Pechino incantevole e bucolica ) e in anteprima mondiale “Reverie” di Golo Zhao (una storia d’amore delicata e surreale, in una Parigi fatta di ricordi più che di architetture, per un romanzo grafico in bicromia che viaggia sulle note di Debussy). Tra i migliori artisti del fumetto cinese di prossima pubblicazione ci saranno anche Zuo Ma e l’autrice Zao Dao.
Nelle parole dell’Editore: “Questa nuova collana è per BAO una sfida speciale e stimolante: lavorare con i traduttori dal cinese, interpretare la realtà di un paese del quale si sa, in realtà, culturalmente ancora poco, ma che cela una ricchezza, umana e narrativa, immensa e da scoprire, è la ragione che ci ha spinti a iniziare questo percorso. La speranza è che i lettori si innamorino quanto noi dell’immaginario degli autori che stiamo selezionando, e del loro stile di narrazione.”
Ho in anteprima per voi le copertine dei primi due titoli, che sono certa faranno la felicità di molti lettori del blog.

Nie Jun è un fumettista cinese principalmente noto per le due serie Diu Diu e My Street. Nato nel 1975, studia illustrazione all’Accademia di Belle Arti e si specializza in Fumetto. Nel 2000 ottiene un importante riconoscimento, la medaglia di platino al concorso internazionale AGFA nella sezione “Young Designer”. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo fumetto, Diu Diu, una serie in tre volumi poi tradotta in Francia. Nel 2006 esce la sua nuova serie, My Street, pubblicata prima all’estero, in Francia, e successivamente in Italia da 001 Edizioni. Solo nel 2008 la serie viene pubblicata anche in Cina da Xiao Pan. Nello stesso anno, al festival di Guangzhou l’autore si aggiudica un prestigioso premio, il Golden Dragon, per una storia breve: Fish, pubblicata dalla casa editrice Xiao Pan nel volume Beijing Chronicles. Nel 2010 inizia una nuova serie, Zobo et Les Fleurs de Vie, pubblicato in Francia da Paquet; nel 2016, sempre in Francia, esce per Gallimard Racconti dei Vicoletti, portato in Italia da BAO Publishing nel 2017. Attualmente lavora come professore di disegno all’università.

Golo Zhao è un artista di origini cinesi molto conosciuto in Europa. Nato nel 1984, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Guangzhou e all’Accademia di Cinema di Pechino. Autore prolifico di manhua (termine cinese per indicare i fumetti), realizza la serie Yaya, insieme all’autore francese Jean-Marie Omont, per la quale vince il Premio Scuole al Festival d’Angoulême nel 2012, e Tra cielo e terra. Entrambe le opere sono state portate in Italia dalla Casa editrice Renoir. Annoverato tra gli autori più influenti e celebrati della nuova generazione asiatica, è capace di spaziare con facilità tra generi e ambientazioni diversi.

:: Basilicò, Giulio Macaione, (Bao publishing, 2016) a cura di Viviana Filippini

5 settembre 2016
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Giovanni, Agata, Diego Maria, Rosalia e Santo, sono i quattro fratelli protagonisti della graphic novel Basilicò di Giulio Macaione edita da bao publishing. Tutti i ragazzi si trovano catapultati a casa della madre non però per festeggiare il compleanno della donna come avevano in previsione, ma per la sua morte improvvisa. Il libro a disegni di Macaione parte da un fatto drammatico per ricostruire la vita di questa famiglia dove la madre, Maria, ad un certo punto si troverà da sola a crescere tutti i figli. La storia per immagini è un viaggio alternato tra presente drammatico dei ragazzi, che devo confrontarsi con l’improvvisa scomparsa dalla congiunta e il passato fatto da flashback molto utili a lettore per comprendere delle verità non del tutto chiare per i ragazzi. O meglio, chi legge il libro le conosce subito, mentre i protagonisti della vicenda le apprenderanno piano piano e questo stravolgerà per sempre l’immagine che avevano della madre e quella del padre. I frammenti dell’esistenza della famiglia di Maria sono intervallati da sfiziose ricette di cucina, corredate da un unico e solo ingrediente segreto, che evidenziano quanto per la donna sia importante mantenere viva la tradizione culinaria siciliana. Leggendo Basilicò si scopre come la vita di Maria non si stata facile, anzi la donna ha sempre combattuto e lottato per dare ai propri figli il giusto benessere e valori importanti e solidi attraverso i quali costruire le proprie vite. In realtà più ci si addentra nella storia, più ci si accorge di come le esistenze di Giovanni, Agata, Diego Maria, Rosalia e Santo siano molto complesse e pure in conflitto con quello che la madre ha insegnato loro. Giovanni ha sposato una donna che pensa più all’apparire e all’essere; Agata lavora precariamente in un call center ed è convinta che prima o poi (ad un certo punto sembrerà sempre poi) i suoi quadri avranno successo. Diego Maria passa da un fidanzato all’altro; Rosalia ha sposato un medico, ma non esita a farsi un amante e Santo, il più piccolo, fa il giornalista giramondo. Esistenze sull’orlo della crisi che entrano in conflitto costante tra loro e con la madre, Maria sottolinea questo stato di profonda precarietà che le caratterizza. La mamma punzecchia in modo continuo i figli, non lo fa con cattiveria, ma questo suo modo di fare, che vorrebbe per portare i figli a riflettere sulla loro vita, non fa altro che infastidirli e creare conflitti con lei e pure tra di loro. Ad un certo punto i ragazzi, tutti riuniti attorno alla salma della madre verranno a conoscenza di una dolorosa e impensabile verità, che stravolgerà per sempre l’idea che avevano dei due genitori. Il fumetto di Macaione ha un andamento circolare, nel senso che all’inizio si incontra la morte ed essa torna anche alla fine, con dati e fatti più concreti e corposi per i protagonisti e per i lettori che comprenderanno il senso di tante cose dette e fatte dalla donna. Basilicò di Giulio Macaione è il ritratto di una famiglia dove la cucina è il collante tra le parti e le sue immagini mettono in evidenza quanto a volte il mentire non sia da interpretare come un atto di meschinità, ma piuttosto è lo strumento migliore utilizzato per poter tutelare in modo costante l’ esistenza delle persone amate.

Giulio Macaione è nato a Catania nel1983, è cresciuto a Palermo e vive a Bologna dove si è diplomato all’Accademia delle Belle arti. Nel 2005 ha debuttato con il corto Mortén, vincitore del concorso “Otto tavole per Mondo Naif” indetto da Kappa Edizioni. Sempre con Kappa, pubblica i romanzi grafici The Fag Hag e Innamorarsi a Milano, entrambi su testi di Massimo De Giovanni. Con Comma 22 pubblica Ofelia, tradotto anche in Francia da Edithion Physalis. Con Renbooks pubblica I colori del vicino e sta lavorando al prossimo fumetto Alice from dream to dream, ambientato negli Stati Uniti, dove ha vissuto per un periodo. Il suo blog è giuliomacaione.blogspot.it.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Daniela dell’Ufficio Stampa Bao Publishing.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

 

:: Il Divino, Asaf Hanuka, Tomer Hanuka, Boaz Lavie, (Bao publishing 2015) a cura di Viviana Filippini

6 ottobre 2015
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Il Divino è una storia a fumetti che ha per protagonisti due giovani mercenari americani – Jason e Mark- finiti nel sud est asiatico a compiere una missione molto particolare. Mark non è molto convinto di seguire Jason, ma la possibilità di avere più soldi per dare un futuro migliore alla moglie e al figlio in arrivo, son gli elementi che lo spingono ad accettare il lavoro. I due colleghi arrivati nella terra della missione segreta piazzeranno l’esplosivo per far saltare una grande montagna e vedranno cambiare per sempre il corso degli eventi, quando l’istinto umano di Mark lo porterà a prestare soccorso ad un ragazzino ferito. Il giovane americano sarà trasportato in una foresta dove una banda di bambini, capitanata da due gemelli dagli strani poterei magici, lo prenderà in ostaggio e sarà disposta a liberarlo solo se lui li aiuterà a disinnescare la bomba. Mark non vorrebbe mandare in fumo la missione, ma quando scopre la dolorosa violazione che quelle terre hanno subito, non esiterà a schierarsi dalla parte dei ragazzini e del mostruoso Divino. La storia creata dagli Hanuka, con la sceneggiatura di Lavie ha preso forma da una fotografia di qualche anno fa, era il 2000, che ritraeva due bambini, fratelli gemelli thailandesi, che con i loro compagni riuscirono a tenere in ostaggio ben ottocento persone.

02Da questa immagine reale, gli autori hanno preso spunto per la creazione di una storia a fumetti, nella quale i ragazzini soldato protagonisti lottano per la tutela e la salvaguardia del loro habitat naturale. Mark, il protagonista, incontrerà questa ciurma di giovani senza genitori, che vivono e sopravvivono nella foresta e l’uomo rimarrà sconvolto e colpito dalla scaltrezza e sicurezza di questi bambini, in realtà già uomini. A rendere avvincente, e anche un po’ inquietante, la lotta tra il bene e il male ne Il Divino, è la presenza di una misteriosa creatura da venerare, da rispettare e i poteri magici che permetto ai due gemelli di agire per portare a termine la loro missione di salvataggio del proprio mondo incontaminato. In questo libro attraverso il fumetto vengono trattati tematiche importanti come il rispetto per l’ambiente e la tutela del prossimo, messe a repentaglio dall’avidità del più forte, che tenta in ogni modo di sopprimere il più debole. Il Divino è una graphic-novel avvincete nella quale l’elemento della magia e della misteriosa figura del Divino si amalgamano alla perfezione alla riflessione riguardante l’esistenza di gruppi di guerrieri bambini costretti a diventare uomini troppo in fretta, e al bisogno di una maggiore tutela del patrimonio naturale. Traduzione Leonardo Favia.

Asaf Hanuka è nato nel 1974 e ha frequentato la scuola di fumetto Émile Cohl di Lione. Con il fratello gemello Tomer, ha creato il fumetto Bipolar, che è valso loro la nomination agli Ignatz Award e agli Eisner Award. Asaf ha contribuito alla realizzazione del film d’animazione candidato agli Oscar Valzer con Bashir. La sua pluri-premiata striscia autobiografica, The Realist, è pubblicata con periodicità settimanale all’interno del mensile Calcalist di Tel Aviv e sul blog dell’autore (http://realistcomics.blogspot.fr), ed è stata edita in Italia con il titolo di K.O. a Tel Aviv.

Tomer Hanuka è un illustratore il cui lavoro spazia dalla realizzazione di copertine per libri, al lavoro con riviste e a collaborazioni col cinema. Ha vinto numerosi premi presso la Society of Illustrators e la Society of Publication Designers e il suo lavoro è stato documentato sulla rivista Print, sulla copertina del New Yorker e su American Illustration. Una raccolta delle sue opere, dal titolo Overkill: The Art of Tomer Hanuka, è stata pubblicata nel 2011.

Boaz Lavie è un autore, regista e game designer di Tel Aviv. Ha scritto per programmi di successo su Israeli TV e ha pubblicato brevi racconti su riviste di letteratura. The Lake, un cortometraggio da lui scritto e diretto, è stato selezionato per il San Francisco International Film Festival, allo Slamdance, al Palm Springs Film Festival e in molti altri.

Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Daniela dell’Ufficio Stampa Bao Publishing.

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