Posts Tagged ‘Fumetti e manga’

Le figlie di Salem di Thomas Gilbert (Diabolo Edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

7 giugno 2019

salemLa casa editrice indipendente di graphic novel torinese Diabolo edizioni presenta l’ultima fatica dell’autore francese Thomas Gilbert, nato ad Angers nella Valle della Loira e ora residente a Parigi, Le figlie di Salem.
Come evidenzia il titolo, la storia narrata è incentrata sui fatti di stregoneria avvenuti a Salem, cittadina dell’allora Nuovo Mondo, in quello che oggi si chiama Massachussetts, nel 1692: un gruppo di donne, alcune giovanissime, poco più che delle bambine, furono accusate di praticare riti satanici e condannate a morte, tramite impiccagione perché le leggi locali non prevedevano il rogo perché consideravano la stregoneria un attacco alla società civile e non un’eresia.
Il fatto negli anni ha ispirato varie storie d’invenzione, una delle più famose è l’opera teatrale Il crogiolo di Arthur Miller, in cui il drammaturgo vide in questa persecuzione, una delle prime organizzate contro i cosiddetti diversi da temere e annientare, una metafora del maccartismo degli anni Cinquanta.
Thomas Gilbert ha preso come ispirazione proprio l’opera di Arthur Miller, cercando però di creare un suo stile e una sua ricostruzione d’epoca e ha deciso di raccontare questa storia terribile e emblematica dopo aver ascoltato in giro frasi intolleranti contro i cosiddetti diversi.
Le figlie di Salem racconta la storia partendo da Abigail, un’adolescente oppressa da convenzioni già allora molto rigide perché i puritani erano considerati gli integralisti tra i protestanti, in cerca di nuove, impossibili evasioni, in un bosco che spaventa e conforta dove incontra un giovane pellerossa, che presenta  un punto di vista diverso rispetto al mondo chiuso che vuole privarla di ogni libertà, fino alle estreme conseguenze.
Le donne furono proprio il capro espiatorio di questa caccia alle streghe, ovviamente non solo a Salem ma anche in Europa, come simbolo di diversità e ribellione, e la persecuzione raccontata colpì, oltre all’inquieta Abigail anche altre figure emblematiche, come la schiava di colore Tituba, le due locandiere del paese, madre e figlia, irlandesi e cattoliche e una ragazza con problemi psichiatrici messa incinta da qualcuno di insospettabile che partorì in cella, come ricorda uno dei momenti più intensi e disturbanti della graphic novel.
Le figlie di Salem rievocano un mondo cupo, capace di turbare il suo autore mentre lo realizzava e che colpisce i lettori, in un mondo dove ancora oggi non mancano discriminazioni e violazioni dei diritti, per ricordare a cosa può portare odiare chi viene percepito come diverso.

Provenienza: libro del recensore.

Thomas Gilbert è nato ad Angers nel 1983 e vive a Parigi. Si è appassionato al fumetto fin da bambino, iniziando a disegnare e ha frequentato la ESA Saint Luc di Bruxelles per diventare fumettista. Esordisce come fumettista nel 2009, in Italia ha pubblicato Velenose per Edizioni BD e per Diabolo Edizioni La saggezza delle pietre e Le figlie di Salem. Ha partecipato a vari eventi anche nel nostro Paese, come il Treviso Comic Book Festival e il Salone del libro di Torino.

L’ombra di Allende di Jorge Gonzalez e Olivier Bras (001 Edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

5 giugno 2019

allende-001-670x948001 Edizioni continua a guardare con attenzione e interesse al fumetto sudamericano presentando una riflessione su una ferita mai chiusa nel continente, quella legata al presidente cileno Allende, in appunto L’ombra di Allende, un lavoro a quattro mani di Jorge Gonzalez e Olivier Bras.
Il fumetto non è un racconto biografico sull’uomo politico ma una riflessione oggi da parte di chi appartiene ad un’altra generazione rispetto a quella che credette in un’utopia socialista e fu oppressa da un regime totalitario, fuggendo all’estero in dolorosi esili. La storia viene raccontata per immagini, con vari stili, a volte con pochi tratti a volte prendendo ispirazione da giornali e foto.
Il Cile è rimasto ferito dagli eventi di un altro 11 settembre rispetto a quello diventato più famoso oggi, quello del 1973, quando al Palacio de la Moneda ci fu un colpo di stato che cambiò la storia dell’America latina ed ebbe una profonda influenza sulla politica mondiale, la deposizione e la morte del presidente della Repubblica Salvador Allende, deposto dalla giunta militare guidata dal generale Augusto Pinochet.
La storia di due protagonisti è raccontata dal punto di vista di Leo, figlio di immigrati cileni, che ha sempre sentito raccontare la vicenda in casa dai genitori ma non ha mai voluto schierarsi, forse perché non l’ha mai sentita una cosa non sua, una memoria di un altro mondo e di un’altra generazione.
Finché il generale Pinochet non viene arrestato a Londra nei primi anni del Duemila e a questo punto Luis deve ricercare le proprie radici, ricostruire cosa è successo ai suoi genitori e ai loro coetanei quando avevano più o meno la sua età e anche interrogarsi sulla sua identità morale, su da che parte vuole stare.
L’ombra di Allende racconta quindi, in parallelo e senza retorica, le vite di Allende e di Pinochet, le loro opposte visioni politiche e anche il loro approccio diverso alla vita, due rivali forse per caso e al centro comunque di una tragedia capace ancora oggi di dividere e far riflettere.
Una graphic novel interessante dal punto di vista tecnico e della realizzazione, una pagina di Storia ricostruita ma anche una riflessione sul destino e sull’importanza della memoria, che spesso tende a rimuovere fatti ed eventi che non andrebbero cancellati. Il ricordo di un’utopia per un mondo migliore e di una terribile sconfitta, ricostruito in maniera secca, asciutta ma implacabile, per chi c’era allora e per chi è arrivato dopo e deve capire cosa è successo e cosa ha significato.

Jorge González è un artista argentino, spagnolo d’adozione, classe 1970, che ha lavorato per la pubblicità come illustratore e storyboard artist e come illustratore di graphic novel. Ha collaborato con il quotidiano El País e disegnato alcune storie per Horacio Altuna. I suoi libri sono pubblicati in tutta Europa. Con Fueye ha vinto nel 2008 il Premio internazionale per il romanzo grafico FNAC-Sinsentido, e nel 2009 il Premio Junceda Iberia. Con Hate Jazz nel 2010 si aggiudica il Premio Tiza al  primo Salone del fumetto di Navarra. Tra le sue altre opere ricordiamo Ritorno al Kosovo, un reportage su una terra martoriata dalla guerra e Cara Patagonia, entrambi pubblicati da 001 Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, che ringraziamo.

Tosca dei boschi di Teresa Radice e Stefano Turconi (Bao Publishing, 2019) a cura di Elena Romanello

1 giugno 2019

Dopo i successi de Il porto proibito Non stancarti di andare, torna per Bao il duo artistico formato da Teresa Radice e Stefano Turconi, autori Disney e non solo, con Tosca dei boschi, una favola tra Medio Evo e Rinascimento per tutte le età, che mostra la voglia di raccontare e sperimentare dei due artisti, portando stavolta in un nuovo universo narrativo tra realtà e leggenda.
Alla base di tutto c’è la rivalità, realmente presente allora e magari latente oggi, tra Firenze e Siena, con una storia romanzata per tutte le età, dove Lucilla, duchessina della nobile famiglia dei Fieramosca, conosce Tosca, Robin Hood in gonnella che ruba ai ricchi per dare ai poveri, e Rinaldo, un menestrello, fratello e sorella, entrambi girovaghi.
Malgrado le differenze, o forse proprio grazie alle differenze, i tre ragazzi diventano inseparabili e si alleano per evitare un matrimonio combinato ma anche contro intrighi di palazzo che potrebbero portare ad una nuova guerra. Anche perché Lucilla vede in loro nuove possibilità di vita, libera da costrizioni e capace di costruire il proprio destino, ma ci saranno sorprese anche per Tosca e Rinaldo legate al loro passato. E in ogni caso Firenze deve essere salvata, insieme a qualcuno molto vicino a Lucilla.
Dalle prime pagine si viene immerse in un Medio Evo da fiaba, con un omaggio ai classici Disney, che si aprivano con libri antichi vergati da miniature e da una scrittura arzigogolata e tavole che possono riecheggiare le atmosfere de La Bella Addormentata nel Bosco e Robin Hood.  Stefano Turconi ama sperimentare sempre, qui privilegia le matite, creando un mondo pieno di vita e di colore in tavole che portano in una Firenze variopinta ma con lati oscuri, e tra foreste e monasteri in una campagna da fiaba.
Tosca dei boschi ha toni fiabeschi anche nel disegno dei personaggi, ma alla base c’è una fedele ricostruzione grafica e storica del mondo reale in cui è ambientata la storia, con una cura minuziosa anche dei dettagli della vita di tutti i giorni, tra abiti e oggetti. Il tutto è completato da citazioni di grandi autori italiani medievali, in un’opera godibile quindi a più livelli, per puro svago ma anche per cercare un omaggio ad un mondo e ad un momento fondamentale per la Toscana e per la cultura europea in generale.
Una conferma quindi del talento di due autori che amano raccontare e illustrare sempre delle belle storie, spesso diverse, ma capaci sempre di appassionare.

Teresa Radice e Stefano Turconi nascono entrambi nella Grande Pianura, a metà degli anni ’70… ma s’incontrano solo nel 2004, grazie a un topo dalle orecchie a padella e a una pistola spara-ventose. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente. Scoprendosi a vicenda viaggiatori curiosi, lettori onnivori e sognatori indomabili, partono alla scoperta di un bel po’ di mondo, zaino e scarponi.
Dal camminare insieme al raccontare insieme il passo è breve.
Le prime avventure a quattro mani sono per le pagine del settimanale Disney “Topolino”: arrivano decine di storie, tra le quali la serie anni ’30 in 15 episodi Pippo Reporter (2009-2015), Topolino e il grande mare di sabbia (2011), Zio Paperone e l’isola senza prezzo (2012), Topinadh Tandoori e la rosa del Rajasthan (2014) e l’adattamento topesco de L’Isola del Tesoro di R.L.Stevenson (2015).
Nel 2011 si stabiliscono nella Casa Senza Nord – a 10 minuti di bici dalle Fattorie, a 20 minuti a piedi dal Bosco, a mezz’ora di treno dal Lago – e piantano i loro primi alberi.
Nel loro Covo Creativo, i cassetti senza fondo straripano di progetti: cose da fare, posti da vedere, facce da incontrare.
Nel 2013 esce Viola Giramondo (Tipitondi Tunué, Premio Boscarato 2014 come miglior fumetto per bambini/ragazzi, pubblicato in Francia da Dargaud: Prix Jeunesse a Bédécine Illzach 2015 e Sélection Jeunesse a Angouleme 2016).
Il Porto Proibito, pubblicato nel 2015 per BAO Publishing e ristampato nel 2016 in una Artist Edition di prestigio, ha vinto il Gran Guinigi come “Miglior graphic novel” a Lucca Comics 2015 e il Premio Micheluzzi come “Miglior fumetto” a Napoli Comicon 2016. Sempre per i tipi di BAO, pubblicano Non stancarti di andare nel 2017 (graphic novel che riscuote in brevissimo tempo un grande successo di pubblica e critica), due volumi della serie per i più piccoli Orlando Curioso (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone e Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati) tra il 2017 e il 2018, Tosca dei Boschi (inizialmente edito da Dargaud in Francia e poi portato in Italia) nel 2018.
I frutti più originali della loro ormai decennale collaborazione hanno gli occhi grandi e la testa già piena di storie.
I loro nomi sono Viola e Michele.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Indomite volume 2 di Penelope Bagieu (Bao Publishing, 2019) a cura di Elena Romanello

30 maggio 2019

trasferimentoDopo il successo ottenuto con il primo volume, Bao Publishing continua a proporre le strisce della fumettista francese Penelope Bagieu dedicate a donne fuori dall’ordinario, con il secondo volume di Indomite.
Chi ha amato il libro precedente amerà anche questo, comunque legato all’altro solo come progetto grafico e culturale e incentrato su figure forse meno note e per questo tutte da scoprire e conoscere, qualsiasi età si abbia mentre si sfogliano queste pagine non certo banali, capaci davvero di far scoprire esistenze e mondi.
Si parte con Temple Gradin, etologa affetta dalla sindrome di Asperger, grazie alla quale oggi gli animali da allevamento sono considerati e allevati con maggiore cura, poi è la volta di Sonita Alizadeh, rapper afghana che con le sue canzoni ha dato voce alla ribellione delle ragazze contro costumi retrogradi e bigotti, come i matrimoni combinati. Si procede quindi con Cheryl Bridges, atleta e maratoneta che ha rivoluzionato le regole dello sport, con Thérèse Clerc, attivista sociale e utopista che ha creato nuove prospettive per le donne anziane, con Betty Davis, cantante rock afroamericana pronta a rivoluzionare la musica negli anni Sessanta.
Si visita poi l’Ottocento con Nellie Bly, prima giornalista investigativa recentemente riscoperta dai media, si torna quindi oggi nella contraddittoria India con Phoolan Devi, regina dei banditi che si ribellò contro patriarcato e tradizioni ancestrali e si scoprono altre icone musicali, il gruppo di rockstar The Shaggs.
Donne e scienza sono rappresentate da Katia Krafft, una delle maggiori esperte di vulcani morta sul campo, mentre una recente pagina sui diritti civili negli Stati Uniti rivive grazie alla storia dell’avvocatessa Jesselyn Radack. C’è spazio anche per Hedy Lamarr, per troppo tempo ricordata come bellissima diva del cinema, quando in realtà era una scienziata e inventrice della tecnologia del GPS e degli smart phones che usiamo oggi, per la femminista siriana Naziq al-Abid, per la collaboratrice della polizia nell’Ottocento Frances Glessner Lee, prima studiosa delle scene del crimine, per Mae Jemison, prima astronauta afroamericana, e per Peggy Guggenheim, una delle maggiori collezioniste d’arte del Novecento.
Un panorama quindi vasto e poliedrico, di tante carriere possibili, per ispirare le più giovani ma anche per dare nuovi spunti a chi ha qualche anno in più, con il mezzo efficace delle vignette, essenziali e esaurienti, capaci di raccontare ogni donna nello spazio di sei pagine.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Pénélope Bagieu, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, è un’illustratrice e fumettista francese. Nel 2007 crea il blog a fumetti Ma vie est tout à fait fascinante (www.penelope-jolicoeur.com), in cui racconta episodi della sua vita quotidiana con humour e grazia accattivanti. La successiva pubblicazione dell’omonimo libro riconferma il successo del blog anche sulla carta stampata. In seguito illustra le avventure di Joséphine e si cimenta in varie collaborazioni con la stampa, l’editoria e la pubblicità. Nel 2010 pubblica il suo primo racconto di largo respiro, Cadavres exquis, per la Casa editrice Gallimard. Due anni dopo, per Delcourt, disegna con Boulet La Page blanche. Nel 2013, nel corso del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, viene nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Lo stesso anno collabora con Joann Sfar per il libro Stars of the Stars, sempre pubblicato con Gallimard. Con lo stesso editore pubblica nel 2015 California Dreamin’, che nel 2017 viene portato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing. Negli ultimi anni ha lavorato e sta lavorando al progetto di Indomite.

Stra-Ordinarie di La Elleni (Becco Giallo, 2019) a cura di Elena Romanello

28 maggio 2019

Donne-Straordinarie_Copertina_webContinuano ad uscire graphic novel e libri illustrati che raccontano la vita di donne del passato più o meno remoto che si sono distinte per pensieri, azioni, attività fuori dal comune: un qualcosa che non è mai retorico o scontato  e che questa volta ci porta nel mondo di Stra-Ordinarie, scritto e disegnato da Elleni per Becco Giallo.
Il sottotitolo del libro è Vita e imprese di 30 donne decisamente fuori dagli schemi e presenta una bella galleria di ritratti di destini fuori dal comune, alcuni abbastanza noti, altri meno, per un romanzo grafico che si rivolge ad un pubblico di varie età, non solo infantile, e che nelle pagine troverà ispirazione, cultura, spunti.
Stra-Ordinarie si apre con la storia di Ipazia, filosofa e scienziata, tornata alla ribalta qualche anno fa grazie al bel film Agorà e prima martire del libero pensiero e dell’integralismo religioso. Trova poi spazio, Cristina di Belgioioso, una delle protagoniste del nostro Risorgimento, per troppo tempo dimenticata, e Ada Lovelace, figlia di lord Byron e prima programmatrice della Storia.
Meno nota ma molto interessante è l’afroamericana Harriet Tubman, schiava nelle piantagioni del Sud e poi attivista per l’abolizione di quella che era una vergogna, così come da scoprire è l’epopea di Matilde Serao, giornalista e scrittrice. Nelle pagine successive si incontrano la suffragetta Emmeline Pankhurst, la giornalista investigativa Nelly Bly, protagonista anche di un recente romanzo uscito per La Corte editore e di uno spettacolo teatrale, la scienziata Marie Curie e la pedagogista Maria Montessori, ispiratrice dell’omonimo metodo.
Ma la storia di queste donne non si esaurisce qui e comprende l’imprenditrice Luisa Spagnoli, dietro ad una delle più note fabbriche dolciarie italiane, l’icona della pittura e non solo Frida Kahlo, la spia degli alleati Nancy Wake, l’attivista del movimento dei diritti civili Rosa Parks, l’attrice Hedy Lamarr, per troppo tempo famosa per la sua bellezza da diva, ma in realtà una scienziata inventrice della tecnologia alla base degli smart phone oggi.
C’è spazio anche per donne del Novecento italiano, come la politica Nilde Iotti, l’astronoma Margherita Hack,  amatissima fin da anziana, Tina Anselmi, partigiana e primo ministro del lavoro donna, la giornalista Oriana Fallaci, Franca Viola, ragazza simbolo del femminismo per aver rifiutato un vergognoso matrimonio riparatore e la popolarissima astronauta Samantha Cristoforetti, prima italiana a volare nello spazio come sognava fin da bambina guardando Star Trek.
Il libro comunque ha uno sguardo internazionale e presenta anche Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah e femminista,  Nawal Al-Sa’dawi, attivista egiziana per i diritti delle donne, Dian Fossey, studiosa morta per le sue battaglie a favore dei gorilla, Junko Tabei, alpinista capace di salire sulle montagne più alte, Wangari Marthai, attivista contro la distruzione dell’Africa, Vera Caslavska, atleta in prima linea per i diritti umani nella Repubblica Ceca, Rigoberta Menchù Tum, anima della resistenza degli indigeni in Guatemala, Sonita Alizadeh, capace di dar voce al desiderio di libertà delle donne afghane con le sue canzoni rap, Malala Yousafzai, sostenitrice del diritto allo studio per le bambine e premio Nobel per la pace, Yusra Mardini, nuotatrice siriana e profuga, membro della prima squadra olimpica di rifugiati.
Tante storie, raccontate in alcune vignette  colorate e essenziali, attraversi i passaggi essenziali di destini fuori dal comune, scelti e portati avanti in nome della libertà. Un libro per immagini da leggere e rileggere, per scoprire o riscoprire storie sempre interessanti.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La Elleni Nata nel 1980, già prima di parlare scarabocchiava i compiti di scuola del fratello maggiore. Per 13 anni ha imbrattato i muri di casa, esauriti i quali ai genitori è sembrato opportuno comprarle un album A3 e iscriverla a una scuola di grafica. Ancora adesso, quando i suoi gatti non le camminano sulla tastiera o sui fogli da disegno, ama creare fumetti e illustrazioni.

Le sorelle Bronte di Manuela Santoni (Becco Giallo, 2018) a cura di Elena Romanello

27 maggio 2019

Sorelle-Bronte_COPERTINA_webDopo aver raccontato le disavventure di Jane Austen, autrice oggi popolarissima ma che alla sua epoca visse un’esistenza ritirata e senza gloria, Manuela Santoni affronta questa volta per Becco Giallo tre altre icone al femminile della letteratura inglese dell’Ottocento, lette e amate ancora oggi, e cioè le sorelle Bronte, Emily, Anne e Charlotte.
Anche loro, come Jane Austen, vissero nella profonda provincia inglese, nelle desolate terre dello Yorkshire, anche loro si nascosero dietro a pseudonimi maschili creando scalpore con romanzi che presentavano figure femminili fuori dal comune e decisamente in anticipo con i tempi, oltre a parlare di argomenti scabrosi, come le violenze familiari, la pazzia, le ossessioni sentimentali, gli abusi a scuola, l’alcolismo.
La storia delle tre sorelle Bronte e del loro fratello scapestrato Bramwell riemerge da pagine in bianco e nero, con disegni essenziali ma capaci di catturare destini e un’epoca senza scadere nel manierismo da favoletta in costume: un racconto per immagini che ricorda la genesi di romanzi che ancora oggi hanno molto da dire al pubblico contemporaneo e le vite brevi e intense di tre donne, tre scrittrici morte troppo presto ma non senza aver lasciato un segno nella letteratura da allora in poi e che rimangono come tre fantasmi, nello Yorkshire e sull’immaginario di oggi. Tra l’altro, tutto viene raccontato dal punto di vista Bramwell, amatissimo dalle tre giovani ma capace di creare loro solo problemi, economici e anche di salute.
Il volume è completato da una postfazione di Selene Chilla e Serena di Battista, che hanno collaborato con Manuela Santoni, in quanto creatrici del blog in tema The Sisters’ Room A Bronte inspired blog, una delle più autorevoli fonti in rete in tema, in cui raccontano la vicenda umana delle tre sorelle, approfondendo anche gli aspetti lasciati un po’ in ombra nelle pagine della graphic novel.
Le sorelle Bronte è un’opera da avere per chiunque abbia letto ed amato Jane EyreCime tempestose e gli altri meno noti ma non meno interessanti romanzi delle sorelle, aspri, scomodi e capaci di raccontare davvero cosa voleva dire essere donne nella rigida e ipocrita epoca vittoriana. Una storia per immagini sia per chi conosce già i personaggi oltre i libri sia per chi si avvicina per la prima volta, ma è interessante da leggere anche per chi non sa nulla, non le ha mai lette e grazie a queste pagine avrà voglia di scoprire di più su tre donne, morte poco più di trentenni e capaci di dire qualcosa ancora alle donne e alle ragazze di oggi.

Manuela Santoni, illustratrice e fumettista della provincia di Roma, classe 1988, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dove nel 2012 si laurea in Storia dell’arte. Contemporaneamente ha seguito la Scuola romana dei Fumetti e nel 2013 viene selezionata per il Master annuale di illustrazione Ars in fabula di Macerata. Dal 2017 insegna presso la scuola Pencil Art di Roma. Ha illustrato i libri di narrativa per ragazzi Girl R-Evolution (De Agostini, 2016) e Storie proprio buffe (Il Castoro, 2016) ed è autrice della graphic novel per Becco Giallo Jane Austen. Vive e lavora a Fonte Nuova, vicino  a Roma.

Selene Chilla e Serena di Battista, classe 1986, amiche e colleghe di blog sono le ideatrici di The Sisters’ Room A Bronte inspired blog. Entrambe laureate in lingue all’Università di Roma Tre, si sono appassionate alle vite delle sorelle Bronte, studiandole anche da autodidatte: ogni anno visitano il Bronte County, nello Yorkshire, e sono state anche negli altri luoghi delle tre scrittrici. Il loro blog è nato nel 2015 e conta numerose collaborazioni con case editrici e studiosi di tutto il mondo, come la Sezione italiana della Bronte Society. Sono autrici del libro E sognai di Cime tempestose: viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Bronte, edito da Alcheringa Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

Daisy di Marco Barretta e Lorenza di Sepio (Tunué, 2019) a cura di Elena Romanello

8 maggio 2019

daisy_cover_ISBN_500w-1Daisy è una bambina che vive con il padre scrittore, che non ha mai superato il dolore per la morte della moglie e mamma della piccola e si è chiuso in se stesso. La vita di Daisy è quindi abbastanza solitaria, in una casa strana e a tratti inquietante. Un giorno, la ragazzina trova uno dei romanzi del padre, un fantasy avventuroso che racconta di un mondo che bisogna salvare, e sprofonda tra le pagine, diventando lei l’eroina. Per uscirne dovrà arrivare alla fine della storia, facendo lo stesso percorso dell’eroe che ha sostituito, e saranno tanti i pericoli da affrontare, anche fuori dal libro, con la disperazione di suo padre.
Il nemico principale da affrontare è la Regina Cattiva, ma forse alla fine riserverà delle sorprese, forse questa antagonista è diversa da come la si pensava, in un viaggio iniziatico in un mondo da fiaba che cambierà Daisy.
Un fumetto tutto italiano, con echi nel disegno dei manga ma anche delle opere di Noelle Stevenson e di Teresa Radice e Stefano Turconi, che presenta il tema eterno del viaggio in un altro mondo, oltre che l’importanza dei libri, della fantasia e della forza delle storie che fanno crescere e cambiano.
Ci sono echi di storie di ieri e di oggi, a cominciare da La storia infinita, cult di più di una generazione, senza dimenticare Il Mago di Oz, universo narrativo che sta per ridiventare protagonista con nuove storie in TV e al cinema, e il serial Once upon a time.
Daisy è un’eroina curiosa, in cerca della felicità, in un mondo reale che si schiude alla fantasia, per una storia che forse è conclusa ma forse no, senza anticipare niente ci sono vari livelli di lettura, come del resto in tutte le fiabe, rileggendo vecchie storie ma riuscendo sempre a dire qualcosa di nuovo, mescolando l’importanza della fantasia con temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto.
Con questo titolo Tunué conferma il suo interesse per il fumetto di casa nostra, per i nostri talenti emergenti o meno, con alle spalle lunghi anni di studio e una creatività eclettica, capaci di proporre nuove storie che pescano da archetipi e attualità, con stili che mescolano varie suggestioni. Daisy è una storia che entra bene nella linea che l’editore propone ad un pubblico più giovane (gli appassionati vanno coltivati fin da piccoli!) ma è godibile anche per chi ha qualche anno in più e riconoscerà tutte le citazioni e i rimandi, ricordando che magari in qualche momento lontano o vicino della propria vita si è sognato tutti di perdersi in un altro mondo, magari contenuto in un libro.

Provenienza: libro del recensore.

Marco Barretta è un videografo, gira il mondo grazie al suo lavoro. È sceneggiatore di Procrastination, ultimo volume della serie Simple&Madama, disegnato da Lorenza Di Sepio.

Lorenza Di Sepio Disegnatrice nel campo dell’animazione 2D, dove lavora come character design e storyboard artist. Ha collaborato a diverse serie cartoon prodotte dalla RAI, video musicali e spot. Autrice di Simple&Madama, progetto virale nato sui social network e poi trasformato in progetto editoriale.

Bao Publishing presenta una nuova collana dedicata ai manga a cura di Elena Romanello

26 aprile 2019

155f509e-fd42-4573-8bc0-73ccd105196eBao Publishing, casa editrice leader nel proporre graphic novel di varia provenienza culturale e su varie tematiche, ma sempre di grande qualità, lancia in occasione del Napoli Comicon e del Salone del libro di Torino la nuova collana Aiken, dedicata ai manga, proponendo storie recenti di grande qualità, che hanno colpito l’immaginario in Giappone e propongono nuovi orizzonte per la produzione fumettistica di un Paese da decenni al centro dell’attenzione, ma spesso considerata, a torto di scarsa qualità.
I manga proposti sono o autoconclusivi o parti di storie non lunghissime, andate avanti per anni, che hanno vinto in Giappone premi e fanno riflettere sul mondo di oggi visto dal Paese del Sol levante. Storie insolite rispetto a quelle a cui più generazioni sono abituate ma non per questo meno interessanti.
Aiken vuole dire cane adorato, un must per una casa editrice che ha fatto del buffo e simpatico cagnolino Cliff la sua mascotte, e che per questa nuova collana viene coniugato con il daruma, una figura votiva nipponica che simboleggia la costanza e l’ottimismo e che esaudisce i desideri, per creare una nuova icona con cui contraddistinguere i volumetti.
I primi tre titoli sono Henshin di Ken Nimura, Dosei Mansion di Hisae Iwaoka e Fiori di biscotto di nuovo di Hisae Iwaoka.
Henshin, ideato da Ken Niimura, spagnolo di origini giapponesi, già co-creatore di I kill Giants, ci porta in Giappone, terra d’origine dei suoi genitori e nonni, per raccontare Tokyo attraverso un ragazzino con superpoteri, una ragazza sola in cerca di se stessi, un uomo d’affari che passa una serata insolita e altri protagonisti di storie brevi, che fanno ridere ma commuovono anche, raccontando uno spaccato di una città affascinante, sospesa tra tradizione e modernità estrema.
Dosei Mansion, primo volume di una serie di Hisae Iwaoka, ci porta in un futuro remoto, con gli esseri umani che hanno lasciato la Terra che è diventata un’area naturale protetta. Il genere umano vive in una struttura a forma di anello che orbita intorno al pianeta, con una rigida struttura sociale. Mitsu, figlio di un lavavetri, si trova a dover prendere il posto del padre scomparso e grazie al suo lavoro cercherà di capire di più del mondo in cui si trova e cosa è successo al genitori, venendo in contatto con le vite dei diversi inquilini. I prossimi numeri usciranno a cadenza bimestrale.
Sempre di Hisae Iwaoka arriva anche Fiori di biscotto, storia di una scuola e della sua quotidianità, con problemi tipici del Giappone e altri universali, legati all’adolescenza. Il volume è autoconclusivo. Due titoli, Fiori di biscotto Dosei Mansion, che svelano anche nel nostro Paese il talento di Hisae Iwaoka, premiata per Dosei Mansion e paragonata a di A. A. Milne, il creatore di Winnie the Pooh.
La collana Aiken sarà presentata sabato 27 alle 10 presso la sala Andrea Pazienza al Comicon di Napoli: dal 9 maggio saranno disponibili in libreria e fumetteria Henshin e Dosei Mansion, mentre il 23 uscirà Fiori di biscotto.

Due gravi lutti per i cultori dei manga a cura di Elena Romanello

20 aprile 2019

Monkey Punch

Kazuo Koike

I giorni prima di Pasqua portano via con loro due importanti mangaka, letti con passione da più generazione di otaku, noti anche nel nostro Paese e per le trasposizioni animate dei loro lavori e per le loro opere cartacee, pubblicate nel corso degli anni.
A 81 anni è morto Monkey Punch, al secolo Kazuhiko Kato, autore di Lupin III, opera scanzonata e a tratti dissacrante incentrata sulle disavventure di un ladro scalcinato e dei suoi amici, il samurai Goemon, il duro Jigen, la sexy Fujiko, con sulle sue tracce sempre l’instancabile commissario Zenigata, detto Zazà. Lupin III ispirò varie serie anime, a partire dall’inizio degli anni Settanta, a cui lavorò anche Hayao Miyazaki, regista di quello che per molti è il capolavoro sul personaggio, il film Lupin III e il castello di Cagliostro.
Monkey Punch era malato di polmonite ed è morto per le conseguenze della malattia: il manga di Lupin III era uscito prima serializzato su Weekly Manga Action a partire dal 1967 e poi in volumetto: in Italia fu pubblicato da Star Comics dal 1994, con una storia realizzata nel nostro Paese uscita per Kappa edizioni. Nel 1994 Monkey Punch fu anche ospite di Lucca Comics and Games, allora ancora nello storico e affollato Palazzetto dello Sport e tornò nel nostro Paese nel 2001 a Romics.
Una polmonite è la causa della morte anche di Kazuo Koike, 82 anni, autore di Lone Wolf and Cub e di Crying Freeman, manga adulti, che hanno raccontato un Giappone diverso, quello delle bande criminali, dove confluiscono violenza moderna e antichi codici. Sceneggiatore e scrittore, ha spaziato su vari genere, dal noir alla fantascienza, dall’erotico allo storico, in collaborazione con validi disegnatori, come Ryochi Ikegami, che ha dato vita alle avventure del killer piangente, Tetsuo Hara, Aoi Nanase, fondando nel 1977 la scuola di fumetto Gekigasonjuku e poi allargando il suo sguardo d’azione alla narrativa, al cinema e alla televisione.
Le sue opere sono note ed amate anche in Italia: Crying Freeman fu pubblicato prima da Granata Press negli anni Novanta e poi da Panini Comics nel nuovo millennio, così come Lone Wolf and Cub.
Entrambi gli autori, diversissimi come stile, contenuti e tematiche, hanno saputo portare all’attenzione del Giappone e del mondo la ricchezza delle storie dei manga, contribuendo al loro consolidamento nell’immaginario mondiale.

Risposte di Chiara Ba e Roberta Eli (Società Editrice La Torre, 2019) a cura di Elena Romanello

17 marzo 2019

Risposte_VIRTLa generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Una delle serie in cui si rimase più delusi fu proprio Atlas Ufo Robot Goldrake, il primo robottone di Go Nagai ad arrivare nel nostro Paese, con gli eroi Actarus e Maria che dopo aver sconfitto il perfido Vega lasciavano in maniera triste i due amici e non solo Alcor e Venusia, con gli altri terrestri a cui avevano voluto bene, per un salto nel vuoto verso il loro pianeta Fleed, che si era salvato dalla contaminazione.
Questo portò che fin da allora i bambini e bambine poi cresciuti iniziassero ad inventarsi delle storie alternative, che poi sono diventate le cosiddette e popolarissime fanfiction, per dare una chiusura adeguata ad una vicenda che aveva creato ben altre aspettative.
A quarant’anni di distanza dalla fine amara di un eroe amatissimo e simbolo in fondo della forza dell’amicizia (e lasci i tuoi amici così?) la Società editrice La Torre presenta il volume Risposte, storia a quattro mani di Chiara Ba e Roberta Eli, già popolari autrici di fanfiction nel fandom legato a Go Nagai, che vuole approfondire un momento cruciale della storia del paladino della Terra giunto dalla stella Fleed.
Il libro riprende uno degli episodi più belli e tragici, curato dal grande Shingo Araki, il terzultimo in ordine cronologico, intitolato Rivoluzione nello spazio, in cui emergeva il personaggio della bellissima principessa Rubina, figlia del perfido re Vega, innamorata da sempre di Actarus e pronta a sacrificarsi per lui. La storia approfondisce i retroscena avvenuti anni prima, quando i due giovani si incontrarono prima della guerra che distrusse tutto, il perché di tanti eventi, la fine eroica della ragazza e forse un possibile futuro per Alcor e Venusia.
Una storia per chi si è appassionato allora, che si spera non resterà isolata, ma anche un modo per scoprire un universo fantastico che ha segnato una generazione e che nel nostro Paese soppiantò il successo mondiale di Star Wars, con toni che si richiamano all’anime ma anche a storie più moderne, come l’universo del Trono di spade di George R. R. Martin, tra giochi di potere, tradimenti, passioni, cose non dette, tragedie.
Per cui è bello ritrovare personaggi ormai entrati nell’immaginario, scoprire cosa è stato di loro e i loro segreti, sperando che un giorno tornino comunque con nuove avventure.

Chiara Ba (Verona, 1967) ha conseguito un diploma di grafico pubblicitario. Dal 2007 scrive racconti su Goldrake e collabora abitualmente con il forum Go Nagai.net. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2009) a cura di Gianluca Di Fratta e con un racconto all’antologia ROBOT ITA 0.2. Storie italiane di robot (Edizioni Scudo, 2015) di autori vari. È autrice della raccolta di racconti umoristici Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco) serie di Ufo Robot (La Torre, 2011). Accanita divoratrice di libri e fumetti, è sposata, ha due figli, quattro gatti e un numero imprecisato di piante.

Roberta Elli (Milano,1976) è laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2019) a cura di Gianluca Di Fratta. Ama i gatti, ne ha due grassi e pigri che riempiono la sua vita di fusa e pelo.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa al recensore che ringraziamo.

A Milano l’edizione 2019 di Cartoomics a cura di Elena Romanello

7 marzo 2019

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Dall’8 al 10 marzo torna negli spazi di Rho Milano Fiera Cartoomics, la kermesse meneghina dedicata a fumetti e immaginario nerd, giunta ormai alla ventiseiesima edizione e senz’altro la più importante del settore per quello che riguarda il Nord Italia.
Appassionati, cultori, curiosi e collezionisti potranno confrontarsi con spazi dedicati a fumetti, cinema, giochi di ruolo e di carte, videogames, cosplay, libri, conferenze, in un universo che ormai unisce più generazioni. La manifestazione è in particolare dedicato al cinecomic Shazam della DC Comic, in uscita l’11 aprile che sarà al centro di un’attrazione interattiva. Non mancheranno spazi sugli altri film del momento, come Capitan Marvel e l’atteso The Avengers End Game.
Come sempre, nutrito il parterre di ospiti, del mondo del fumetto e non solo, tra cui spiccano i nomi di Max Bunker, nome d’arte di Luciano Secchi che festeggerà il mezzo secolo di Alan Ford, Alfredo Castelli con la sua icona martin Mystère, l’illustratore di draghi, unicorni e non solo Paolo Barbieri, Marco Ventura della torinese Manfont, Don Alemanno e Boban Pesov con l’irrestitibile Navivegan Heidi, Luca Enoch, che ha spaziato da Gea Dragonero per Bonelli, Stefano Turconi e Teresa Radice con il nuovo Tosca dei boschi per Bao Publishing, Manfredi Toraldo della Scuola di Comics di Torino, Luca Rossi con i suoi romanzi di fantascienza, Luca Tarenzi maestro del dark fantasy e Alessia Mainardi con la sua casa editrice del fantastico Ailus.
L’editoria sarà la grande protagonista dell’evento, con nomi storici come  Sergio Bonelli, Panini Comics, Bao Publishing, Alastor, RW, Astorina, Star Comics, Dynit, BD e il debutto di Feltrinelli Comics, senza dimenticare le voci indipendenti e le fanzine.
Tra le aree da segnalare c’è quella sulla fantascienza, con proposte di libri e fumetti e spazio per i vari gruppi dedicati a film e telefilm, da Star Wars a Doctor Who, con gadget e proposte editoriali anche straniere, e quella sul fantasy, dove troveranno spazio editori in tema e le attività dell’associazione La Fortezza.
Cartoomics è aperta i tre giorni dalle 9 e 30 alle 19 e 30, costo dei biglietti 14 euro intero, 12 ridotto, 7 per bambini dai 7 ai 12 anni, abbonamenti a 22 euro per due giorni, 26 per tre, 7 per un gruppo di almeno venti persone e ticket per le famiglie a 28 euro per tre e a 32 per quattro. Ingresso gratis per i cosplayer solo venerdì.
Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale.

Trottole di Tillie Walden (Oscar Ink, 2018) a cura di Elena Romanello

1 febbraio 2019

978880468649hig-344x480Fin da bambina Tillie ha sempre amato e praticato il pattinaggio artistico, una passione che è sopravvissuta a difficoltà e traslochi, e anche a non sempre facili rapporti in casa, a scuola e sulla pista. Ma negli anni si cambia, e dodici anni significano tante cose, e Tillie capisce che gli allenamenti prima dell’alba sui pattini, gli esercizi tutto il giorno e le gare a fine settimana non possono più essere la sua ragione di vita.
Da bambina pattinare era un porto sicuro contro disagi e stress, tra bulli e genitori poco attenti anche se non cattivi, ma al liceo Tillie ha scoperto di amare il disegno, di non iscriversi all’Università e di frequentare la Scuola d’Arte. Inoltre, dopo varie peripezie ha deciso di non nascondere più la sua omosessualità, di fare coming out e iniziare anche una relazione seria, dopo varie delusioni. E i palazzetti del ghiaccio non riescono più a contenere la sua voglia di cambiare, evolversi e fare nuove esperienze.
Un racconto autobiografico che parla dell’impegno a dedicarsi ad una passione totalizzante ma anche della fatica di crescere e trovare se stessi, del coraggio di cambiare e di seguire la propria natura, costi quello che costi. Non è la prima volta che le graphic novel si occupano di omosessualità, anche di quella femminile, ma Trottole lo fa senza tragedie, raccontando una condizione e una scoperta, tra difficoltà e voglia comunque di vivere come si è.
Un’opera quindi interessante da vari punti di vista, come storia di formazione, come vicenda legata ad uno sport che da anni affascina più generazioni, come coming out e presa di coscienza di se stessi, delicata e con uno stile minimalista ma mai banale, per riempire le pagine comunque di contenuti.
Trottole è senz’altro un titolo da leggere per tutte le persone che hanno amato e amano il pattinaggio artistico, consapevoli anche del fatto che nella vita si cambia, cambiano gli interessi, cambiano le passioni , cambiano le esigenze e bisogna adeguarsi a questo, senza rimpianti.
Ma è anche un’opera per chi sta crescendo o ricorda quando è cresciuto, per capire e riflettere, e magari trovare nuovi spunti per la sua vita. Per questi vari meriti Trottole ha vinto l’Eisner Award, uno dei premi più importanti a livello mondiale per fumetti e graphic novel, riconoscendo il valore di un’opera che mescola riflessione e vita vissuta, un’esperienza e il tema eterno della crescita.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Mondadori, che ringraziamo.

Tillie Walden (Austin, Texas, 1996), disegnatrice di fumetti e illustratrice, è diplomata al Center for Cartoon Studies del Vermont e ha iniziato a occuparsi di fumetti al liceo. Il suo libro d’esordio, The End of Summer (2015, Ignatz Award) ha colto un grande successo di critica, confermato per i seguentiI Love This Part (2015, nominato agli Eisner Award), A City Inside (2016), Trottole (2017) e On a Sunbeam (2018).