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Risposte di Chiara Ba e Roberta Eli (Società Editrice La Torre, 2019) a cura di Elena Romanello

17 marzo 2019

Risposte_VIRTLa generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Una delle serie in cui si rimase più delusi fu proprio Atlas Ufo Robot Goldrake, il primo robottone di Go Nagai ad arrivare nel nostro Paese, con gli eroi Actarus e Maria che dopo aver sconfitto il perfido Vega lasciavano in maniera triste i due amici e non solo Alcor e Venusia, con gli altri terrestri a cui avevano voluto bene, per un salto nel vuoto verso il loro pianeta Fleed, che si era salvato dalla contaminazione.
Questo portò che fin da allora i bambini e bambine poi cresciuti iniziassero ad inventarsi delle storie alternative, che poi sono diventate le cosiddette e popolarissime fanfiction, per dare una chiusura adeguata ad una vicenda che aveva creato ben altre aspettative.
A quarant’anni di distanza dalla fine amara di un eroe amatissimo e simbolo in fondo della forza dell’amicizia (e lasci i tuoi amici così?) la Società editrice La Torre presenta il volume Risposte, storia a quattro mani di Chiara Ba e Roberta Eli, già popolari autrici di fanfiction nel fandom legato a Go Nagai, che vuole approfondire un momento cruciale della storia del paladino della Terra giunto dalla stella Fleed.
Il libro riprende uno degli episodi più belli e tragici, curato dal grande Shingo Araki, il terzultimo in ordine cronologico, intitolato Rivoluzione nello spazio, in cui emergeva il personaggio della bellissima principessa Rubina, figlia del perfido re Vega, innamorata da sempre di Actarus e pronta a sacrificarsi per lui. La storia approfondisce i retroscena avvenuti anni prima, quando i due giovani si incontrarono prima della guerra che distrusse tutto, il perché di tanti eventi, la fine eroica della ragazza e forse un possibile futuro per Alcor e Venusia.
Una storia per chi si è appassionato allora, che si spera non resterà isolata, ma anche un modo per scoprire un universo fantastico che ha segnato una generazione e che nel nostro Paese soppiantò il successo mondiale di Star Wars, con toni che si richiamano all’anime ma anche a storie più moderne, come l’universo del Trono di spade di George R. R. Martin, tra giochi di potere, tradimenti, passioni, cose non dette, tragedie.
Per cui è bello ritrovare personaggi ormai entrati nell’immaginario, scoprire cosa è stato di loro e i loro segreti, sperando che un giorno tornino comunque con nuove avventure.

Chiara Ba (Verona, 1967) ha conseguito un diploma di grafico pubblicitario. Dal 2007 scrive racconti su Goldrake e collabora abitualmente con il forum Go Nagai.net. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2009) a cura di Gianluca Di Fratta e con un racconto all’antologia ROBOT ITA 0.2. Storie italiane di robot (Edizioni Scudo, 2015) di autori vari. È autrice della raccolta di racconti umoristici Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco) serie di Ufo Robot (La Torre, 2011). Accanita divoratrice di libri e fumetti, è sposata, ha due figli, quattro gatti e un numero imprecisato di piante.

Roberta Elli (Milano,1976) è laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2019) a cura di Gianluca Di Fratta. Ama i gatti, ne ha due grassi e pigri che riempiono la sua vita di fusa e pelo.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa al recensore che ringraziamo.

:: C’era una volta Goldrake – La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana di Massimo Nicora (La Torre edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

20 novembre 2017

CopertinaTra pochi mesi, ad aprile, saranno quarant’anni esatti dall’arrivo di Atlas Ufo robot Goldrake sui teleschermi dei nostri Paesi, primo anime giapponese di genere fantascientifico ancora oggi amatissimo da più di una generazione e inizio di una passione che per molti è durata tutta la vita, anche da adulti, ispirando carriere e creatività.
Per raccontare la storia di un’epopea animata e di costume, è uscito per La Torre edizione, specializzata in studi sulla cultura dei manga e degli anime, un poderoso ma scorrevole saggio di Massimo Nicora, intitolato proprio C’era una volta Goldrake. L’autore ricostruisce una storia interessante e variegata, che si è dipanata su più Paesi, il Giappone innanzitutto, poi la Francia e l’Italia, svelando aneddoti interessanti e raccontando il fenomeno Goldrake (in originale Grendizer) sia dal punto di vista contenutistico che di impatto culturale.
In Giappone ci si volle ispirare ai film di fantascienza anni Cinquanta, sia quelli prodotti in casa, Godzilla in testa, che a quelli americani basati sulle invasioni aliene. Però Grendizer arrivò come terzo capitolo di una saga iniziata con Mazinga Z e continuata con Il Grande Mazinga, sempre da idee originali di Go Nagai, e ai fan non piacque fino in fondo l’idea di vedere Koji (da noi Alcor) ridotto a fare da spalla non sempre intelligente del nuovo eroe Daisuke, conosciuto in Italia come Actarus. In ogni caso la serie ebbe un suo pubblico, grazie anche all’apporto artistico del grande Shingo Araki, che realizzò gli episodi più belli, tragici e memorabili.
In Francia il successo fu improvviso, anche se ostacolato all’origine dai programmatori di rete, che vollero relegare Goldorak in estate, non tenendo conto che quella fu un’estate piovosissima e che i più giovani amarono da subito quello che oltralpe è rimasto uno dei simboli della cultura otaku.
Da noi Atlas Ufo robot Goldrake seppe calamitare l’attenzione di più generazioni di spettatori, e l’autore ricorda l’importanza delle sigle e del doppiaggio, i gadget e gli articoli che uscivano allora, ma anche le polemiche sulla violenza degli anime, portate avanti innanzitutto dal parlamentare Silviero Corvisieri.
C’era una volta Goldrake è un libro imperdibile per chi fa parte della generazione che si appassionò alla serie, sia chi ha continuato poi ad interessarsi al mondo degli anime sia chi se ne è staccato, ma è interessante anche per capire l’importanza di queste ormai non più tanto nuove icone dell’immaginario che sono manga e anime nella cultura giovanile e non solo di questi ultimi decenni.

Massimo Nicora (Varese, 1972), giornalista, è laureato in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si occupa di comunicazione e relazioni con la stampa per conto di importanti aziende nazionali e internazionali, in particolare inerenti videogiochi e cinema di animazione. Appassionato di Goldrake e di robot giapponesi, ha tenuto conferenze sui 30 anni di Goldrake in Italia nel corso delle manifestazioni Maggio Bambino (2008) e FirenzeGioca (2008) e ha rilasciato interviste a Radio Deejay e a TG3 Neapolis. Per conto dell’editore giapponese d/visual, nel 2007 si è occupato del lancio e della promozione in Italia della prima edizione in DVD della serie. È autore del libro C’era una volta… prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta (Youcanprint, 2016) ed è curatore di un blog dedicato a Goldrake (ceraunavoltagoldrake.blogspot.it).

Source: omaggio dell’editore La Torre al recensore, che ringraziamo insieme all’autore Massimo Nicora.