Posts Tagged ‘Fantascienza Fantasy Horror’

La bella morte di Mathieu Bablet (Oscar Ink, 2019) a cura di Elena Romanello

16 febbraio 2019

bella-morte-bablet-670x899Mathieu Bablet si è fatto conoscere a livello internazionale con la graphic novel Shangri-La, una rilettura della fantascienza ambientata nello spazio dalle forti connotazioni post apocalittiche. Sull’onda di un successo enorme è senz’altro interessante scoprire le sue prime opere, come La belle mort, uscita nel 2011 e in arrivo adesso anche in Italia con il titolo appunto di La bella morte.
L’autore ama la fantascienza dai toni catastrofisti ma per questa sua opera giovanile sceglie un’ambientazione terrestre, di un mondo di un futuro prossimo dove la vita degli esseri umani è stata pesantemente limitata e quasi annientata da alieni dalla forma di insetto, per tornare ad una paura atavica del genere umano. Per questo recupero, l’opera è stata rieditata  con aggiunto un prequel disegnato adesso, mentre sta per arrivare la catastrofe, in una città tanto simile alle metropoli soprattutto statunitensi e asiatiche ridotta all’abbandono.
Mathieu Bablet ha tra i suoi maestri Moebius e Katsuhiro Otomo, soprattutto nelle atmosfere di Akira, e questo emerge da una grande cura delle tavole e dell’ambiente di una città non città simbolo e ultimo baluardo di un mondo che non esiste più. I puristi sostengono che l’autore è migliorato tantissimo, ma è comunque interessante vedere un’opera prima già molto interessante, per essere catapultate in uno dei peggiori incubi da sempre, con la lotta di un manipolo di disperati dal destino segnato, ultimi cavalieri caduti e non certo eroici di una guerra ormai persa. La bella morte si riferisce ad un sacrificio estremo per una causa che si crede superiore anche se persa in partenza, come il dimostrarsi superiori ad un invasore che ha distrutto tutto quello che per cui forse valeva la pena di vivere. Un concetto duro, a tratti discutibile, ma comprensibile nel contesto di una storia senza speranza, in cui l’archetipo dell’invasione aliena viene visto nei suoi aspetti forse meno spettacolari ma più devastanti.
La bella morte è un fumetto da leggere per tutti gli amanti della fantascienza, per come rilegge un archetipo non certo da B Movies e per scoprire un nuovo stile e una voce che ha e avrà ancora molto da dire. Tra le righe si capisce come aiuti il vivere e il lavorare in un Paese che considera il fumetto una vera forma d’arte e come le nuove generazioni abbiano ormai una visione d’insieme sulle varie scuole delle nuvole parlanti. Una storia che fa riflettere sulla caducità della natura umana, sull’importanza di fare delle scelte e sul fatto che a volte bisogna portare avanti anche una battaglia persa, per non perdere appunto la propria umanità.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Mathieu Bablet (Grenoble 1987), diplomato all’Accademia di Chambéry, ha esordito con La Belle mort (2011), seguito dalle serie Doggybags (2012-2015) e Adrastée (2013-2016). Con Shangri-La si è rivelato all’attenzione internazionale affermandosi come uno dei maggiori giovani talenti del fumetto europeo.

La signora della morte di Terry Goodkind (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

6 febbraio 2019

la-signora-della-morte-x1000Torna in libreria, presso un nuovo editore per l’Italia, Newton Compton e non più Fanucci, Terry Goodkind, autore di un fantasy adulto che piacerà senz’altro agli appassionati e magari un po’ orfani di nuove opere di George R. R. Martin.
La signora della morte è un misto tra uno spin off e un seguito della celebre saga La spada della verità, incentrato su una comprimaria, la ex assassina Nicci, amica e alleata di Richard e Kahlan che hanno portato la pace nei regni. Lei però, con il loro appoggio, decide di portare giustizia e libertà in terre remote, anche forse per espiare un passato non sempre limpido e parte per un lungo viaggio, con Nathan, che possiede poteri da profeta. Il suo scopo finale è incontrare la temibile strega Red, ma le avventure saranno tante, in regni in cui il nuovo corso di monarchi illuminati non è ancora arrivato.
Ci sono echi del serial cult Xena dietro a questa storia, legata all’universo de La spada della verità ma godibile anche come libro indipendente, in una vicenda di redenzione e d’avventura, in cui si presenta l’archetipo della donna guerriera, amatissimo del resto dal fantasy dall’epoca di Robert E. Howard con Red Sonya e Dark Agnes e di Charlotte L. Moore con la sua Jirel de Joiry. Un libro ricco di avventure, con toni adulti e a tratti dark, con al centro di tutto un’eroina non perfetta e quindi per questo ancora più interessante.
Conoscendo l’autore e leggendo il libro si capisce che può essere davvero l’inizio di un nuovo universo di avventure, per tutti gli appassionati di fantasy, in cerca sempre di nuovi universi e nuove avventure da vivere attraverso i libri, con un autore che è e resta uno dei più interessanti della nuova generazione del genere, anche se non ha avuto per esempio altrettanta fortuna che il collega Martin sul piccolo schermo. A marzo uscirà il nuovo capitolo, Le sorelle del potere, intanto godiamoci il primo, dove chi da anni frequenta certi universi trova pane per i suoi denti.

Provenienza: libro del recensore.

Terry Goodkind è un celebre scrittore statunitense conosciuto nel mondo principalmente per il ciclo La spada della verità. Nato nel 1948, è cresciuto a Omaha, in Nebraska, dove ha anche seguito corsi d’arte. A causa della dislessia, da giovane ha abbandonato il college per lavorare come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Dal 1983 si dedica alla scrittura, e ha pubblicato oltre trenta libri con uno straordinario successo internazionale. Dopo La signora della morteLe sorelle della morte è il secondo capitolo della serie incentrata su Nicci, l’incantatrice già apparsa in molti dei suoi romanzi.

Nerdopoli a cura di Eleonora C. Caruso (Effequ, 2018) a cura di Elena Romanello

31 gennaio 2019

31n2br3ps8zl._sx258_bo12c2042c2032c200_La scrittrice Eleonora C. Caruso nasce come nerd e membro attivo dei fandom dedicati a fumetti e fantastico e partendo da questo ha curato il volume Nerdopoli, una raccolta di saggi su un mondo di quelle che una volta si chiamavano controculture giovanili e che oggi stanno comunque acquisendo un peso sempre maggiore nelle varie industrie, a cominciare da quella dell’intrattenimento.
Dopo la prefazione dello storico e scrittore Tito Faraci si viene proprio immersi in vari universi, su cui riflettere e scoprire cose nuove, perché non sono solo storielle banali.
L’esperta di cultura otaku, quella che concerne manga ed anime, Susanna Scrivo esamina le storie animate e su fumetto che arrivano dal Giappone concernenti il mondo omosessuale, sia quelle inventate dagli appassionati (spesso appassionate) su determinate serie, sia quelle ufficiali, iniziate in maniera sotterranea con opere come Versailles no Bara e poi diventate sempre più presenti.
Eleonora C. Caruso si ritaglia uno spazio per parlare delle fanfiction, le storie inventate dai fan su un determinato fumetto, film, telefilm, nate decenni fa all’epoca del ciclostile ma assurte a vero e proprio fenomeno di costume con Internet, in vari fandom. L’autrice tratta una storia delle fanfiction partendo dalla sua esperienza personale, e ricordando che da sempre si è cercato di raccontare in maniera diversa le storie che si ascoltavano, in fondo da un certo punto di vista scrissero fanfiction su universi noti anche Virgilio e Ariosto, senza dimenticare le appassionate di Sherlock Holmes che vollero che il loro beniamino fosse resuscitato da Conan Doyle.
Alice Cucchetti parla invece di un altro fondamentale contenitore dell’immaginario di oggi, le serie TV, partendo dall’apporto dato da Joss Whedon con BuffyAngel e soprattutto Firefly, cult presso vari appassionati, senza dimenticare i vari Star TrekBattlestar GalacticaThe X-Files Lost, non dimenticando i cambiamenti di fruizione che ci sono stati.
Arianna Buttarelli si concentra sui videogiochi, elemento fondamentale della cultura nerd, e altra cosa che ha accompagnato ormai più generazioni, anche qui con un diverso modo di fruizione e l’inevitabile evoluzione tecnologica che ha cambiato i rapporti.
Simone Laudiero mette a confronto due universi essenziali, i giochi di ruolo e la narrativa fantasy, che nel corso degli anni si sono influenzati, viaggiando di pari passo ma sviluppando anche un antagonismo più o meno sano, come in una sorta di storia d’amore.
Matteo Grilli torna sull’universo degli otaku, raccontandone l’evoluzione e la liberazione, partendo dall’avvento delle serie di orfani e robot a fine anni Settanta e vedendo un punto fondamentale di questo processo con l’esplosione del fenomeno Dragonball all’inizio del nuovo Millennio, ma anche con l’opera e la personalità di Hideaki Anno.
Aligi Comandini esamina invece le dinamiche delle comunità nerd reali e virtuali, raccontando anche come certe storie hanno preso piede anche al di fuori del fandom degli appassionati.
Un libro per tracciare quindi delle linee guide su mondi sempre più presenti e capaci di influenzare economia e intrattenimento, anche perché ormai i nerd non si fossilizzano più su un solo immaginario o media, ma spaziano. Interessante sia per chi vuole approfondire e capire meglio la propria passione, sia per chi vuole scoprire di più su queste strane persone che stanno cambiando il mondo.

Provenienza: omaggio al recensore dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Eleonora C. Caruso (1986) ha pubblicato i romanzi Comunque vada non importa (Indiana Editore 2012) e Le ferite originali (Mondadori, 2018). Il prossimo è in uscita nel 2019, sempre per Mondadori. Edita manga, collabora e ha collaborato con numerose riviste («Wired», «Prismo») e case editrici di fumetti (JPop, RW). Vive a Milano, in una casa che contiene a stento le sue action figures.

Mostri, supereroi e navi spaziali di Fulvio Gatti (Impressionigrafiche, 2018) a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2019

mostri-supereroi e navi spaziali_fulvio gattiFulvio Gatti è tornato in libreria con una nuova fatica, sempre dedicata alla cultura nerd dei fumetti e del fantastico: Mostri, supereroi e navi spaziali si presenta con un sottotitolo molto esplicativo Inventario emotivo delle storie globali e immerge in un mondo di suggestioni varie degli ultimi quarant’anni almeno di immaginario, proveniente da Oltre oceano ma non solo.
L’autore parte raccontando un aneddoto molto simpatico sulla sua infanzia su un cuginetto lontano dall’altra parte del mondo a cui lo unì la passione comune per le Tartarughe Ninja e poi costruisce un dizionario enciclopedico, divertente e divertito ma non banale, in cui trovano spazio vari personaggi e suggestioni, raccontati per sommi capi ma in maniera che riesce comunque ad essere esauriente.
I toni sono leggeri ma non certo sciocchi, per raccontare mondi che hanno unito persone dagli angoli del mondo più lontani, in un pianeta in cui si cerca ormai purtroppo di costruire sempre più muri e sempre più ponti. Nelle pagine del libro trovano spazio storie e filoni, dagli alieni agli zombie, passando per un film cult come Matrix, il serial per antonomasia degli anni Novanta The X-Files, l’universo di Star Trek, la principessa Leia di Star Wars, l’icona horror Freddy Kruger, il mondo di Game of thrones, i viaggi intergalattici di Doctor Who e molto altro ancora.
Un libro per appassionati, dove chi si interessa di cultura nerd e otaku troverà storie e eroi, ma anche per chi vuole saperne di più, per i nostalgici e non solo, perché tira le somme su decenni di sogni e avventure in maniera simpatica e esauriente.
La copertina e le vignette interne sono di Gabriele Sanzo, con riletture divertite di vari universi.

Provenienza: libro del recensore.

Fulvio Gatti (Torino, 1983), giornalista e scrittore, scrive da alcuni anni su testate locali e nazionali. Ha ideato il festival di satira Tuco a Calamandrana (Asti) e dirige la webzine e podcast Finché c’è nerd. Ad Alba (Cuneo) ha curato la mostra su Dylan Dog Alba e i morti viventi. Ha pubblicato per Las Vegas edizioni I nerd salveranno il mondo. Il suo sito ufficiale è http://www.fulviogatti.it

The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer, 2018) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2019

978882006623hig-250x380Estate nella tranquilla cittadina di Flint City in Oklahoma: il signor Ritz sta portando a spasso il suo cane quando si imbatte nel cadavere orrendamente martoriato e seviziato di un bambino di soli undici anni. La sua sarà la prima testimonianza che la polizia ascolterà in una concitata caccia all’uomo, perché chi ha commesso un delitto così efferato non può restare in giro libero, come decide il detective Ralph Anderson, sempre in cerca di giustizia per i colpevoli ma soprattutto per le vittime innocenti, questa volta più che altre volte.
I sospetti portano ad un uomo, Terry Maitland, padre, marito e insegnante tranquillo, allenatore di baseball dei bambini, insospettabile ma intorno al quale si serra una catena di odio e risentimento. Terry non era in città, era ad un incontro letterario a chilometri di distanza, ma nonostante questo viene arrestato in maniera spettacolare e non sarà l’ultimo colpo di scena, tra la voglia di vendetta di una cittadinanza indignata e poco accorta e la disperazione della sua adorata famiglia.
Ma presto la polizia si renderà conto di aver compiuto un errore, che ha e può avere conseguenze gravissime, mentre l’eco di un’antica leggenda metropolitana su un essere che può prendere qualsiasi forma prende piede e coinvolge anche Ralph Anderson, non soddisfatto dalla piega presa da quello che sembrava uno dei suoi casi risolti migliori.
Stavolta non siamo nel Maine, ma in un’altra profonda provincia degli Stati Uniti, quelle aree che hanno sancito l’imbarazzante e discutibile vittoria di Donald Trump, ma Stephen King non cambia il suo voler raccontare gli abissi dell’animo umano, con una storia che inizia come un thriller ma poi vira nel paranormale, dopo aver fatto riflettere sulla psicosi oggi più presente che mai di sbattere il mostro in prima pagina e distruggerlo, anche di fronte all’evidenza dell’innocenza.
Ralph Anderson è l’eroe suo malgrado di una caccia all’uomo che diventerà qualcosa di più, una riflessione sulle storture della società di oggi, sempre in cerca di un capro espiatorio e non della verità. Nelle pagine del libro compare un personaggio di precedenti romanzi di Stephen King, Holly Gibney, coprotagonista nelle trilogia di Mister Mercedes, qui impegnata ad allargare lo sguardo di coprotagonisti e lettori sugli orizzonti dell’impossibile. Chi ha letto i tre libri sarà felicissimo di ritrovarla in queste pagine, che sono comunque godibilissime anche per chi è digiuno della trilogia.
L’uomo nero capace di prendere le sembianze di un innocente e distruggerlo non è che l’ennesima incarnazione del male secondo Stephen King, un It per certi versi più subdolo, con tratti da folclore popolare e da fermare a qualunque costo.
Una riflessione sulla condizione umana e sul male nel mondo nascosta da romanzo thriller paranormale, forse i libri di Stephen King di qualche anno fa erano migliori, ma anche questo è di tutto rispetto: gli appassionati ritroveranno i suoi temi cari, i neofiti un viaggio a più livelli tra reale e paranormale in cosa c’è e ci può essere dentro l’animo umano.

Provenienza: libro del recensore.

Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.

Naila di Mondo 9 di Dario Tonani (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

10 gennaio 2019

978880468825hig-313x480La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
Ora l’universo di Mondo 9 torna per raccontare l’epopea di Naila, anche lei navigatrice del deserto del pianeta sopra la sua baleniera convertita a cargo, la Syraqq, in cerca della Grande Onda e di possibilità di sopravvivenza, mentre imperversa un morbo che sta facendo strage di esseri umani e delle loro navi organiche, forse incompatibili con un pianeta ostile.
Un libro godibilissimo anche per chi non ha letto le storie precedenti, un’avventura di fantascienza originale e inquietante, con un’eroina che non è giovane come appare sulla pur bellissima copertina di Franco Brambilla, erede di una tradizione di protagoniste la cui capostipite è Ripley di Alien. Tra l’altro, da segnalare che la protagonista ha ispirato anche un art book in tema, non il primo che esce per raccontare un universo evocativo e affascinante.
Mondo 9 rappresenta una possibilità apocalittica per la Terra o un luogo alternativo in cui la vita umana si è installata secoli prima, ed è l’ennesimo luogo iconico che la fantascienza racconta, un genere che funziona alla grande quando racconta in maniera metaforica paure e questioni in sospeso del nostro mondo, rileggendo il tema del viaggio dell’eroe (stavolta un’eroina, quindi ancora meglio) in mezzo a prove incredibili, fino ad un risultato finale, e tra l’altro la conclusione sembra presagire che ci saranno nuove avventure. Anche perché Naila è un personaggio a cui ci si affeziona, e sarebbe bello davvero poterla incontrare di nuovo nelle pagine di un’altra storia.
Naila di Mondo 9 è un libro per i cultori della fantascienza, un genere che non è mai morto e non ha mai smesso di rinnovarsi, cercando nuove storie oltre i viaggi nello spazio pieni spesso di speranza che oggi non si riesce più ad avere e le distopie di società terrestri basate sui fatti reali del cosiddetto Secolo breve.
Ma tra le righe è anche la presentazione di un nuovo modello di protagonista, in un genere che ha visto crescere in maniera esponenziale le lettrici, un’eroina non perfetta, legata alla sua nave che sente come un essere vivente e pronta a giocarsi tutto per una speranza di libertà e di salvezza. In attesa di nuovi sguardi su Mondo 9, capace già di avvincere tra sabbie e macchine.

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Provenienza: inviato al recensore dalla redazione Oscar Mondadori.

Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza di Carmine Treanni (Homo Scrivens, 2018) a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2018

255_treanniLa fantascienza continua a piacere e ad affascinare, anche se negli anni è profondamente cambiata, raccontando nuove storie spesso metafora dell’attualità  e conquistando le nuove generazioni con eroi e vicende nuove, usando tutti i mezzi disponibili, da quelli più antichi come la parola scritta a quelli più moderni come il videogioco, per raccontare storie.
A questo genere che continua ad avere molto da dire e che si rinnova in continuazione è dedicato il bel saggio dell’esperto Carmine Treanni uscito per Homo Scrivens, Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza, con uno strillo in copertina che racconta che all’interno ci sono 500 schede di romanzi, film, fumetti, serie TV, cartoni animati, videogiochi, musica e siti Internet, dalle origini ad oggi.
Effettivamente è davvero interessante e gratificante immergersi in queste pagine, avvincenti e divertenti, organizzate per percorsi tematici e all’interno di ciascuno cronologici, per scoprire davvero l’evoluzione di vari universi che dall’Ottocento ad oggi hanno accompagnato le vite degli appassionati, con particolare enfasi a quello che è giunto dai Paesi anglosassoni e in tempi più recenti dal Giappone, due mondi emblematici ancora oggi per la costruzione di un universo fantastico. Come sempre succede con questo tipo di libri, si scoprono nuovi titoli, che siano romanzi, antologie, racconti, film, fumetti, e si dà ordine ad una passione iniziata magari da ragazzini e sempre in cerca di nuovi spunti.
Tra l’altro, quello che rende il lavoro di Carmine Treanni prezioso e unico è l’aver messo insieme per quello che riguarda la letteratura romanzi, antologie e singoli racconti, spesso dei veri gioielli, oltre che di aver parlato di programmi radio, di canzoni e album musicali e di videoclip: cose magari meno note, soprattutto al grande pubblico ma sulle quali si fanno davvero scoperte interessanti.
Un libro curioso e ampio, in cui ogni appassionato troverà i suoi eroi e ne scoprirà di nuovi, in un percorso che invita a fare nuove ricerche, perché la voglia di giungere dove nessuno è arrivato prima c’è sempre negli appassionati di fantascienza. Il futuro è adesso si rivolge a varie generazioni di appassionati, parlando di opere ormai entrate nell’immaginario, anche molto recenti come i vari cinecomic dei super eroi, sia di titoli da riscoprire, soprattutto in ambito letterario e cinematografico ed è al momento nel nostro Paese uno dei libri più completi, se non il più completo, sull’argomento.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Carmine Treanni è giornalista e saggista, studia storia e forme della cultura di massa: dalla letteratura di genere al fumetto, fino alla televisione.
È da oltre dieci anni il curatore della rivista online di fantascienza “Delos Science Fiction” e dal 2012 è il direttore editoriale della casa editrice Cento Autori.

Armada di Ernest Cline (De Agostini 2018) a cura di Elena Romanello

21 dicembre 2018

4e978cad-813f-43fc-85f5-8b72db0f19c1Dopo il grande successo di Ready Player One torna in libreria Ernest Cline con un nuovo romanzo in cui si omaggia la cultura geek e nerd, Armada, con toni simili a quelli del libro precedente, ma con alcune novità, a cominciare dall’ambientazione contemporanea e non in un futuro distopico, anche se poi eventi fantastici irrompono in un tran tran abbastanza monotono.
Zack ha diciotto anni, vive una vita senza storia con la mamma infermiera, dopo la morte del padre, suo coetaneo all’epoca, quando aveva pochi mesi in un tragico incidente sul lavoro, con tanto di compagni bulli ed ex fidanzatina che gli ha preferito un altro. Le sue più grandi passioni sono i videogiochi e la fantascienza, ereditate da questo padre adolescente che non ha mai davvero conosciuto ma di cui ha venerato la memoria.
Un giorno però viene buttato in mezzo ad una di quelle avventure che sogna da sempre quando scopre, insieme a molti altri suoi coetanei, che l’immaginario fantascientifico e in particolare il videogame Armada sono stati usati per preparare i giovani terrestri ad un’invasione aliena, che sta arrivando ad ondate, con conseguenze disastrose e che bisogna ovviamente fermare, come avviene nei migliori videogames, film e telefilm.
Zack si troverà quindi catapultato in un nuovo mondo, diventando lui stesso protagonista e scoprendo novità che potrebbero sconvolgere la sua vita, anche perché gli alieni sembrano tutto tranne che pacifici.
L’immaginario dei videogiochi e della fantascienza ha accompagnato ormai più generazioni ed è giusto che si cominci a rifletterci sopra, e con la saggistica e con la narrativa: Ernest Cline sceglie una strada di meta narrazione, raccontando storie fantastiche che attingono in pieno a varie icone del passato e del presente, che è divertente scovare, a cominciare da due serie di culto come The X-Files Spazio: 1999. Tutto per raccontare una storia sull’archetipo dell’invasione aliena, presente nel fantastico dai primordi, con Wells, ma che funziona sempre, tanto che l’immaginario continua a proporlo periodicamente, forse perché dietro si nascondono tante nostre paure e la metafora della nuova Storia e della nostra condizione.
Armada è un libro da regalare ai ragazzi, certo, tra l’altro il suo stile è molto moderno ed immediato, ma piacerà anche ai ragazzi di ieri, come già succedeva a Ready Player One che sono cresciuti con un universo di storie che oggi è diventato moda e tendenza.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Ernest Cline è uno scrittore bestseller di fama internazionale, sceneggiatore, padre, e geek a tempo pieno. È autore di Ready Player One e co-sceneggiatore dell’adattamento cinematografico diretto da Steven Spielberg. I suoi romanzi sono pubblicati in oltre 50 Paesi e sono rimasti per 100 settimane nella classifica dei libri più venduti sul New York Times. Vive a Austin, Texas, con la sua famiglia, una DeLorean in grado di viaggiare nel tempo e una sterminata collezione di videogiochi vintage.

:: Paranoia di Shirley Jackson (Adelphi 2018) a cura di Nicola Vacca

13 dicembre 2018
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Il mondo interiore di Shirley Jackson è stato sempre popolato dai fantasmi. La scrittrice americana, morta a soli quarantotto anni, è stata definita la maestra di Stephen King.
Tutti i suoi romanzi e i racconti contengono elementi psicotici e la sua scrittura fa venire i brividi.
Ma sono molti i registri con cui la Jackson si è cimentata. Leggendo Paranoia, recentemente pubblicato da Adelphi nella traduzione di Silvia Pareschi, si scoprirà che la scrittrice sa essere ironica, comica e dotata nella sua scrittura di una vena fertile di umorismo.
Paranoia è un libro davvero utile per conoscere da vicino la grande scrittrice americana.
È una raccolta di scritti che contiene racconti inediti o pubblicati su riviste, testi umoristici sulla storia della sua famiglia e una serie di articoli brillanti sul mestiere di scrivere.
Ironia, leggerezza, terrore e angoscia. In questo libro ci sono tutti gli elementi per conoscere a fondo Shirley Jackson.
Paronoia, a mio avviso, dovrebbe essere letto prima di avventurarsi nelle pagine dei suoi romanzi.
È lei stessa che conduce il lettore nel suo mondo, aprendo le porte a tutto quelle possibilità sospese tra il brivido e la follia che la sua scrittura, attraverso le storie che inventa, suggerisce.
L’incubo che vive Mr. Halloran Beresford nel racconto che dà il titolo al libro mette addosso i brividi. Tutto quello che accade al protagonista dopo una piacevole giornata d’ufficio ci porta ai confini di una realtà in cui l’inverosimile, l’assurdo, l’incubo e l’angoscia deflagrano dando vita a una trama che tiene i lettori legati alle pagine con un forte senso di inquietudine.

«Trovo molto difficile distinguere tra vita e finzione. Sono una scrittrice che, per una incredibile serie di coincidenze, si trova seduta alla macchina da scrivere per poche ore al giorno, visto che trascorro il resto del tempo a passare l’aspirapolvere sul tappeto del soggiorno, a portare i figli a scuola o a cercare qualcosa di nuovo da preparare per cena».

Così si presenta Shirley Jackson in Come scrivo, un articolo in cui la scrittrice sottolinea come le sue storie nascano dallo stretto rapporto tra la letteratura e la vita.
In queste pagine ci confida come le sue storie prima di scriverle se le racconta per tutto il giorno mentre è occupata dal quotidiano in quelle cose che non richiedono grandissima capacità immaginativa.
Paranoia è un libro sorprendente che ci rivela tutto il mondo di Shirley Jackson, una donna (e una scrittrice) talmente interessata alla realtà che ha bisogno di credere ai fantasmi.

Shirley Jackson nata nel 1916 a San Francisco,  è oggi riconosciuta come una delle autrici più incisive del gotico americano: Stephen King la cita tra i suoi maestri, Joyce Carol Oates è una grande ammiratrice. Jackson scrisse gran parte dei suoi racconti dell’orrore negli anni Cinquanta e Sessanta, ma in vita conobbe una certa notorietà solo per gli articoli di economia domestica e i ritratti di vita famigliare pubblicati su riviste femminili, oltre che come moglie del critico letterario Stanley Edgar Hyman, professore al Bennigton College. Morì nel 1965.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Il principe degli sciacalli di Rebecca Moro (Fanucci, 2018) a cura di Elena Romanello

12 dicembre 2018
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Fanucci editore torna ad arricchire la sezione fantasy con una voce italiana, Rebecca Moro, che esordisce con Il principe degli sciacalli, primo volume della saga dei Quadranti.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come dicevano le nostre nonne, c’è da essere soddisfatti, perché finalmente si legge un qualcosa di interessante, intrigante, dark e crudo, decisamente fantasy e non una storiella che di fantastico ha poco per ragazzine in cerca di emozioni terra terra. Tra le righe ci sono echi di autori come ovviamente George R. R. Martin, di cui i fan aspettano con impazienza la conclusione della saga di Westeros, ma nell’attesa non disdegnano certo altre storie di passioni e lotte, cruente il giusto e con la costruzione di un mondo a tratti terribile ma che sa conquistare.
Un altro autore che viene in mente, leggendo queste pagine, è Terry Goodkind con la saga de La spada della verità, non per la somiglianza della vicenda, ma per le atmosfere simili, di un fantasy che non è certo favolette per ragazzini ma ricostruzione e elaborazione di un mondo immaginario ma con tante metafore storiche e non.
In pochi giorni e in una lunga notte di sangue la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invade il più forte dei Quadranti dell’Impero umano, in un macrocosmo dominato da varie stirpi di esseri. La famiglia del Mastro è stata travolta, nessuno degli storici alleati si è fatto vedere e i Ti-Jak, creature tra uomini e rettili hanno falciato la resistenza.
Il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni sono sopravvissuti ma il loro destino sembra essere peggiore della morte, perché Raven è destinato a diventare lo schiavo sessuale del Jekret, mentre le due ragazze dovranno andare in sposa a due principi dei Ti-Jak.
Un cambiamento improvviso e inumano, ma forse ci saranno sorprese per tutti e tre, e quelli che dovevano essere i mostri si riveleranno diversi e ci sarà una speranza di rinascita. Anche perché non è detto che gli invasori siano le vere bestie e il vero pericolo, che può arrivare da altri umani.
Una storia avvincente, con tra le righe tematiche come la diversità, il ruolo della donna, la guerra, l’omosessualità, non nuove al fantasy ma qui viste comunque in un’ottica interessante e innovativa, per una vicenda che non si esaurisce qui e continuerà.
Il principe degli sciacalli alla fine entra nell’abisso più profondo dell’animo umano, racconta il confronto presente dai tempi più antichi tra uomo e bestia, tra abissi di follia e voglia di eroismo. E’ d’obbligo a questo punto attendere i nuovi capitoli, magari sognando un adattamento cinematografico, e forse, date le tematiche, non ci starebbe male un Guillermo del Toro..

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Fanucci che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Una nuova collana di classici gotici per Skira a cura di Elena Romanello

10 dicembre 2018

La casa editrice Skira, nota per il suo impegno nella promozione dell’arte e delle mostre, affianca una nuova collana a quelle esistenti, dedicata alla narrativa gotica, un genere che ha ispirato l’horror e il thriller, di grandissimo successo quando venne fuori a fine Settecento e che continua ad ispirare il nostro immaginario, tra narrativa, fumetti, film, serie TV, videogiochi.
I primi due titoli sono già emblematici nella definizione del genere e sono Il Golem di Gustav Meyrink e la raccolta Vampiri di vari autori.
Il Golem, ambientato in una Praga magica, riprende una figura del folklore ebraico mitteleuropeo che poi ha ispirato il cinema fantastico degli albori e altre storie, non ultima un episodio di X-Files negli anni Novanta e rappresenta come il gotico ottocentesco pescasse da antiche leggende per costruire le sue storie, riscoprendo tradizioni anche di culture poco note e ghettizzate come appunto quella ebraica.
Ne I Vampiri sono raccolti invece tre classici delle storie dei succhiasangue, anzi le tre storie che hanno portato una figura presente nelle tradizioni fin dall’antichità classica nella modernità. Il vampiro di Polidori, nato in seguito alla famosa sfida letteraria durante l’estate senza sole del 1816 che spinse anche Mary Shelley a scrivere Frankenstein, fu ispirato pare all’autore dal difficile rapporto con il suo datore di lavoro Byron, che lo spinse in seguito alla depressione e al suicidio. Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu racconta invece una storia al femminile, dove la vampira è un pericolo ma è anche fascinazione per la protagonista, non certo solo una damigella in pericolo, in attesa di una trasposizione cinematografica decente. Dracula di Bram Stoker, romanzo epistolare su una delle più potenti figure dell’immaginario, non ha bisogno di ulteriori presentazioni e merita sempre di essere letto, forse perché è abbastanza diverso da tante storie in tema sul grande schermo, se si esclude il film di Coppola.
Un’occasione, quindi, per scoprire o riscoprire classici senza tempo che continuano a dire molto ai lettori e alle lettrici di oggi.

Figli di sangue e di ossa di Tomi Adeyemi (Rizzoli, 2018) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2018

4292857-9788817105354-285x424Sembra davvero che la nuova terra del fantastico sarà l’Africa, continente su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, spesso in prima pagina per ben altre vicende, alcune di tragica attualità. Dopo il successo di Nnedi Okorafor arriva una nuova voce, Tomi Adeyemi, con il fantasy atipico Figli di sangue e di ossa, basato sulla mitologia del Continente nero, in particolare su quella yoruba, su cui si sa poco ad essere buoni, meglio dire niente così si fa una figura migliore.
Un tempo si veneravano i maji, esseri dalla pelle d’ebano e i capelli candidi,  nelle lussureggianti terre di Orïsha, ma quando il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, furono trucidati dal malvagio re Saran. Zélie non ha dimenticato la notte in cui vide le guardie del palazzo uccidere sua madre, impiccandola ad un albero del giardino, e decide di partire per rivendicare l’eredità dei suoi antenati. Con lei c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla e per portare avanti la loro missione, ma quello che i due giovani non hanno previsto è che il giorno che incontrano i figli di Saran tra loro si instaura una strana alchimia.
Il viaggio sarà lungo, attraverso una terra pericolosa, dove si aggirano le temibili leopardere delle nevi e dove gli spiriti sono in agguato nell’acqua, e il ridare voce ad un popolo che era stato messo a tacere sarà un’impresa ardua e non certo semplice.
Occorre chiarire una cosa: c’è chi vuole presentare il libro come il nuovo Harry Potter, e no, non lo è, e non solo per la diversa ambientazione, ma perché qui i toni sono da subito forti e per un pubblico adulto, con al centro una variante sul tema del viaggio dell’eroe che salva, con il ricordo tra le pagine dei tanti genocidi reali perpetrati nel Continente nero, non ultimo quello del Ruanda, di cui la storia narrata sembra una metafora. Un nuovo, affascinante modo di raccontare il fantasy, che ha già ispirato un fandom on line e non solo, tra fan art, cosplayer e altro ancora.
La magia è vista come un qualcosa che salva, con un richiamo al ritorno dell’animismo, alla base della cultura africana, e non è un caso che al centro di tutto ci sia un personaggio femminile, simbolo dell’antico legame tra donne e forze della natura, mentre oggi è stato detto da più parti che solo le donne possono salvare l’Africa.
Un libro complesso e fantastico, crudo, da leggere e riflettere, un apologo contro il razzismo e per la libertà dei popoli, che avrà presto un seguito e di cui si parla già di un adattamento cinematografico.

Provenienza: libro del recensore.

Tomi Adeyemi, laureata in letteratura ad Harvard e appassionata di mitologia nord-africana, a soli 24 anni è già sulle pagine della stampa internazionale per l’originalità e il clamoroso successo del suo primo romanzo. Un caso editoriale internazionale subito schizzato in testa alle classifiche americane, verrà pubblicato in 27 Paesi e diverrà un film per Fox 2000.ChildrenofBloodandBone.com