Posts Tagged ‘Fantascienza Fantasy Horror’

Ritorna per Mondadori la saga della Spada della verità di Terry Goodkind a cura di Elena Romanello

30 marzo 2021

Terry Goodkind, autore fantasy amato e discusso anche per le sue idee anticonformiste, è uno dei tanti nomi illustri che ci ha lasciato l’anno scorso, dopo aver dato vita alla saga della Spada della verità, una delle più lunghe degli ultimi decenni, per fortuna conclusa.
Mondadori ripropone i volumi precedenti della serie e presenta anche gli inediti, a comporre e chiudere la storia di una vita dell’autore, ambientata in un mondo dominato da un oscuro tiranno dove si incontrano il prescelto Richard Cypher, una guida forestale che scoprirà di essere ben di più, e la potente e mistica Madre Depositaria Kahlan Ammell, sotto la supervisione del mago Zedd.
Oscar Draghi presenta il primo libro delle avventure del dinamico terzetto, Darken Rahl, che contiene i romanzi La prima regola del mago La pietra delle lacrime, con cui inizia la storia, mentre Oscar Fantastica prosegue la saga con l’inedito I figli del D’Hara, seguito dell’ultimo libro uscito in italiano nel 2016, Cuore guerriero.
Il nuovo libro presenta cinque nuove avventure, dove Richard e Kahlan si troveranno a fronteggiare l’avidità insaziabile della Dea Dorata, una nuova minaccia verso il loro mondo, il potere oscuro del giuramento della strega e una frattura nel mondo dei vivi che li condurrà pericolosamente vicini a quello dei morti. Tutto questo ha come unico scopo quello di riuscire nell’impresa più importante della loro vita, salvaguardare il loro retaggio attraverso i figli del D’Hara.
Un’occasione quindi per scoprire una saga sterminata, piena di avventure e di sviluppi narrativi, dai toni adulti e spesso crudi, oltre che per completarla, andando anche oltre la non felice serie televisiva di Sam Raimi di un decennio fa, che comunque ha attirato verso questo mondo arcano e avvincente altro pubblico, sapendo che comunque è un ciclo narrativo concluso, che si inizia e si sa che si finirà di leggere, non come altri in sospeso da anni.

La stirpe della gru di Joan He (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

13 marzo 2021

978880472880HIG-333x480Oscar Fantastica torna a proporre una voce del fantasy ispirato all’Estremo Oriente con il romanzo autoconclusivo La stirpe della gru, di Joan He, dove intrighi di corte, lotte, contrasti e un personaggio femminile forte sono coniugati in un mondo simile alla Cina fantastica di film come Hero La tigre e il dragone.
Il libro immerge in un mondo fantastico e altro a cominciare dalla bellissima copertina, rielaborazione in chiave fantasy di immagini di quelle terre così lontane e ormai così vicine.
La protagonista è una principessa ribelle, come nelle migliori storie di sempre, Hesina di Yan, che ha sempre desiderato vivere nell’anonimato: un giorno il suo amato padre muore e lei deve prendere parte ai giochi di potere, trovandosi sovrana di un regno instabile e corrotto.
Ufficialmente il re è morto per cause naturali, ma Hesina si convince sempre di più che sia stato assassinato, da qualcuno che vive alla corte e che è insospettabile: del resto, intorno a lei è pieno di ipocriti e delatori, e ciascuno di loro potrebbe essere il colpevole.
I consiglieri vogliono che Hesina accusi il regno confinante di Kendi’a, che sta già radunando le truppe per la guerra, ma lei capisce che si tratta di un gioco per favorire poteri e favoritismi: nel suo regno la magia è da secoli vietata dalla legge, ma Hesina si rivolge lo stesso in segreto ad un’indovina, il Giaggiolo argenteo, compiendo un atto di tradimento punibile con la morte, perché certe regole valgono per tutti.
La veggente consiglia alla giovane sovrana di rivolgersi ad Akira, un delinquente in galera, brillante e acuta, che conosce e nasconde non pochi segreti, trovandosi presto alle prese con un qualcosa che non prevedeva, nella ricerca di giustizia per suo padre.
La stirpe della gru porta in un mondo che affascina fin dalla prima pagina, dove gli appassionati dell’immaginario dell’Estremo Oriente, manga compresi, troveranno pane per i loro denti, ma che piacerà anche a chi ama il fantasy più occidentale, visto che certi tempi e archetipi sono trasversali e funzionano sempre, ovunque uno li collochi.
In un periodo di saghe sterminate che non si chiudono mai o chissà quando, il libro ha un suo arco che si apre e finisce, e questo lo rende indubbiamente interessante, sia per chi ama il genere sia per chi vuole sperimentare senza impegnarsi troppo.

Joan He è nata e cresciuta a Philadelphia ma, di tanto in tanto, le capita ancora di perdersi per le vie della città. Da piccola ha studiato la pittura a olio classica, prima di rendersi conto che la sua forma espressiva preferita era raccontare storie.
Ha studiato Psicologia e Lingue e culture dell’Estremo Oriente all’Università della Pennsylvania e attualmente scrive da una postazione che domina il fiume Delaware. La stirpe della gru è il suo romanzo d’esordio, seguito, nella primavera 2021, da The Ones We’re Meant to Find.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

6 marzo 2021

978880472545HIG-313x480Da anni si conosce e legge il fantasy anglosassone, britannico e statunitense, a cui si sono aggiunti romanzi fantasy provenienti dall’Oriente e dall’Italia, mentre non è arrivato molto da noi dal resto d’Europa, dove pure c’è una produzione non disprezzabile,  a cominciare dalla vicina Francia, dove esistono da anni autori e autrici che si cimentano con questo genere, amatissimo anche a quelle latitudini e non solo quando è d’importazione.
Oscar Fantastica propone Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney, inglese di nascita ma francese d’adozione, primo libro di una saga che porta in un mondo ispirato al periodo tra  Medio Evo e età moderna, sfondo di una tragica storia di formazione e di crescita, riflesso di tante vicende reali.
I quattro piccoli orfani Syffo, Merlo, Cardù e Brindilla crescono in campagna, nel podere della vedova Tarron, che li ha accolti per avere un aiuto nel lavoro dei campi. Il loro unico orizzonte è il fiume Brune, tra le durezze di una vita dove però a loro modo sono felici, malgrado le lotte per sopravvivere e mangiare una ciotola di minestra di rape la sera.
Il mondo fuori però può chiamare a gran voce e far cambiare ogni cosa: un giorno d’estate dell’anno 621 dell’era di quel mondo, nel vicino borgo di Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, che aveva unificato quelle terre. I quattro ragazzi pensano che tanto è qualcosa di lontano, ma quello nascerà una guerra che travolgerà il loro mondo, costringendoli a dividersi verso l’ignoto.
Il protagonista e voce narrante della storia è Syffo, sorpreso a rubare una frittella e costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, un militare, prima lama dell’Alto-Brune. Da qui inizierà il suo viaggio forse non tanto eroico ma avvincente, dove sarà servo, spia, apprendista chirurgo e per finire guerriero. Syffo verrà accusato di stregoneria e omicidio, finirà in carcere, fuggirà, sarà bollato come traditore, in una prima serie di avventure che continueranno e che finiscono, come nella migliore tradizione romanzesca, con un cliffhanger che fa attendere con impazienza il seguito.
Il bambino di polvere è un libro fantasy anomalo, perché del fantasy inteso come magia, creature non umane e simili, non ha praticamente niente: porta in un mondo alternativo, affascinante e spietato, dove gli appassionati potranno trovare elementi dei romanzi di Martin, con lotte di potere non viste dalle case regnanti ma dai più poveri, le vittime da sempre, nel mondo reale, di guerre, conflitti, contrasti, fame e disastri.
Si tratta senz’altro di un titolo da consigliare a chi accusa il fantasy di essere un genere di pura evasione, senza contare la costruzione di una vicenda in cui ci sono echi di Hugo e Dickens e della loro capacità di parlare dei più umili, non certo meno interessanti di nobili, prelati e sovrani.
Tutto questo, in attesa dei prossimi capitoli delle disavventure di Syffo, alle prese con un mondo più grande di lui, in cui è costretto a cercare la sua strada, e magari di scoprire nuove voci del fantasy d’oltralpe.

Patrick K. Dewdney (1984), nato in Inghilterra, dall’età di sette anni vive in Francia e scrive in francese. Ha esordito nel 2007 con Neva, seguito da altri romanzi. Del 2018 sono i primi due libri del Ciclo di Syffo (oltre a Il bambino di polvereLa Peste e la Vite), illustrati da Fanny Etienne-Artur, che hanno ricevuto tra gli altri il Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

Il regno capovolto di Marie Lu (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

18 febbraio 2021

978880473517HIG-313x480Il movimento femminista ha raccontato negli anni come nel corso dei secoli sia stato negato alle donne l’accesso alle professioni artistiche:  ci sono state comunque scrittrici e pittrici, invece sono mancate le musiciste, malgrado ci fosse del talento anche in questo ambito: uno degli esempi più evidenti è la vicenda di Marie Anne Mozart, detta Nannerl, sorella maggiore di uno dei più celebri musicisti di tutti i tempi, dotata dello stesso talento del fratello e costretta a sacrificarlo da una società patriarcale, smettendo di suonare dopo essersi sposata, ed in grado comunque anche di comporre musica.
Su Nannerl Mozart sono uscite negli anni alcune biografie, mentre era assente dal film Amadeus di Milos Forman: alla sua vita è ispirato l’originale e intrigante urban fantasy Il regno capovolto di Marie Lu, uscito per Oscar Fantastica, capace di attirare fin dalla copertina.
Nelle pagine del libro rivivono l’infanzia e l’adolescenza di Nannerl, quando suonava in coppia con suo fratello Wolfgang presso case nobiliari e palazzi reali, a cominciare da quello di Schonbrunn, in presenza della futura tragica regina di Francia Maria Antonietta.
I fatti reali della  vita della ragazza vengono mescolati con una storia fantastica: Nannerl riceve infatti di notte la visita di un misterioso ragazzo, abitante di una terra magica, un mondo capovolto, che le comunica che il suo sogno di comporre potrebbe diventare realtà. Ma il prezzo può essere altissimo, come scopre man mano la protagonista, tra realtà e fantasia, con le vicende di un regno sconvolto da lotte intestine che si mescolano sempre più con la sua vita.
Molti studiosi della musica concordano oggi sul fatto che Wolfgang Amadeus Mozart non possa aver scritto tutte le composizioni che gli si attribuiscono, e che quindi molte, soprattutto di quelle giovanili, sono opera di Nannerl, un genio dimenticato. Inoltre le storie del Regno capovolto erano presenti nella vita reale dei due giovanissimi musicisti, erano un mondo immaginario che si erano inventati per intrattenersi durante i lunghi spostamenti in carrozza, e ispirarono poi Mozart per l’ambientazione di una delle sue opere più celebri e suggestive, Il flauto magico.
Il regno capovolto è quindi un’opera di finzione basata su fatti reali, su un destino fuori del comune troncato prima del tempo ma rimasto da qualche parte nel mondo e nella musica che ancora oggi si ascolta e si ama. Una storia per gli amanti sia del fantasy che del romanzo storico, con la scelta di un mondo pieno di spunti come quello del Settecento europeo.
Marie Lu è l’autrice bestseller del “New York Times” delle serie “Young Elites”, “Legend” e “Warcross”. Dopo la laurea alla University of Southern California, ha iniziato a lavorare come artista nell’industria dei videogame. Attualmente è una scrittrice a tempo pieno e passa il tempo libero leggendo, disegnando, giocando, e imbottigliata nel traffico. Vive a Los Angeles con il marito, lo scrittore-illustratore Primo Gallanosa, e la loro famiglia.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

L’antologia Gli eroi di Howard della Cooperativa Autori Fantastici a cura di Elena Romanello

13 febbraio 2021

fJgbbjLa Cooperativa Autori Fantastici, editore nato come associazione culturale, presenta un’interessante iniziativa letteraria, l’antologia Gli eroi di Howard, una raccolta di storie di autori e autrici italiani di oggi con cui si omaggia Robert E. Howard.
Un nome che forse di primo acchito non può dire granché, ma basta citare il personaggio di Conan, reso famoso negli anni Ottanta da Arnold Schwarzenegger, per capire di chi si parla: Howard ebbe una vita intensa, solo trent’anni, con una fine tragica, suicida, come un famoso altro scrittore d’avventura, il nostro Emilio Salgari e fu l’inventore dell’heroic fantasy moderna, storie di eroi e eroine in mondi alternativi, sulle pagine della rivista pulp Weird Tales.
Gli eroi di Howard raccoglie una serie di racconti su famosi protagonisti degli universi creati dall’autore, scritti da Michele Tetro, Emiliano Dacavich, Mirko Di Bella,  Christian Balsamo,  Mariateresa Botta, Marco Bertoli, Niccolò Ratto.
Nelle pagine del libro si omaggiano altre figure che non gli eroi più celebri di Robert E. Howard, Kull e Conan, come il pitto Bran Mak Morn e le sue epopee in mondi arcaici, la guerriera Agnes “l’Oscura” de Chastillion, in un Medio Evo alternativo, il nordico Almuric, catapultato in un mondo sconosciuto, il viandante oscuro Turlogh Dubh  in cerca di vendetta, la piratessa Belith, amata da Conan e James Allison, alle prese con continue reincarnazioni.
Un omaggio ad universi tutti da riscoprire, per far capire come un autore che sembra lontano possa ancora ispirare oggi, anche perché ha posti i semi di tante storie che continuano ad appassionare.
Per informazioni su dove acquistare il libro, visitare il sito della Cooperativa Autori Fantastici.

Guida ai narratori italiani del fantastico di Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo, Andrea Vaccaro (Odoya, 2018) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

fantastico_itaSpesso non si pensa all’Italia come ad una terra del fantastico, nel sentire comune si preferisce importare e non produrre, senza dimenticare la poca considerazione verso chi scrive fantascienza, fantasy e horror.
Questi però sono spesso luoghi comuni, il nostro Paese ha in fondo dato i natali a nomi fondamentali del genere, come Ariosto, Tasso, Basile, senza contare l’interesse crescente che c’è alle nostre latitudini, con eventi e iniziative editoriali e non. 
I tre studiosi ed esperti del genere  Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo e Andrea Vaccaro si sono cimentati per Odoya con una Guida ai narratori italiani del fantastico, parlando di chi, in Italia, dall’Ottocento ad oggi si è cimentato nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal gotico al fiabesco, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai contemporanei horror, fantascienza e fantasy.
Una guida organizzata in ordine alfabetico, dove si scoprono sorprese: Emilio Salgari, noto per le sue storie di pirati e corsari, scrisse anche fantascienza, abbastanza inquietante e distopico, Giacomo Leopardi si confrontò con la letteratura speculativa nelle Operette morali, Luigi Capuana praticò la corrente verista ma anche le fiabe, mentre Giovanni Verga non si occupò solo dei drammi del Sud ottocentesco, ma anche di storie gotiche. 
Tra i nomi presenti in questa esauriente guida non mancano ovviamente Dino Buzzati, Italo Calvino,  unico italiano a venire insignito con il prestigioso World Fantasy Award alla carriera e voci di oggi, come Valerio Evangelisti, Dario Tonani, Mariangela Cerrino, Licia Troisi, Barbara Baraldi, simbolo di un interesse che è evoluto e aumentato nel corso degli anni.
Il volume ospita anche alcuni box che approfondiscono singoli aspetti del fantastico di casa nostra, come il Premio Urania, una palestra per voci nuove e molto interessanti, l’apporto dato alla Scapigliatura ottocentesca al genere, i vampiri italiani, l’horror alle nostre latitudini e altro ancora. 
La Guida ai narratori italiani del fantastico si presenta come una guida fondamentale per capire generi e filoni e scoprire voci anche insolite, per chiunque si sia confrontato, per passione e lavoro, con mondi che non stancano mai di stupire e far evadere.

La città di ottone di S. A. Chakraborty, (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

10050530La collana Oscar Fantastica presenta il primo libro della Trilogia Daevabad, La città di ottone, che coniuga il fantasy con le atmosfere del mondo arabo. Quando si parla di cultura islamica si pensa subito ad altro, a cose ben più tristi del mondo di oggi, ma in realtà il mondo che va dal Nord Africa al Medio Oriente fino all’India ha prodotto cose incomparabili per l’immaginario fantastico, a cominciare da un capolavoro assoluto capace ancora oggi di appassionare come Le Mille e una Notte.
Siamo nell’Egitto della fine del XVIII secolo, diviso tra l’Impero ottomano e l’invasione dell’esercito napoleonico, con solo una vaga cognizione in molte persone di cosa era stato il passato glorioso di una civiltà che stava appunto per essere riscoperta.
Nahri vive nei bassifondi del Cairo, non ha mai creduto davvero nella magia, ma millanta poteri straordinari, legge le mani e sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar, una specie di esorcismo. In realtà Nahri, orfana da tanto, troppo tempo, è solo una truffatrice, che cerca di spillare soldi ai nobili ottomani o a nuovi arrivati dalla Francia, per campare in attesa di impossibili tempi migliori.
Un giorno Nahri fa uno di quegli incontri che cambiano la vita, incrociando la sua strada con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero e scoprendo che la magia in cui lei non crede in realtà è reale, e anche lei ne è parte.
Nahri fugge dal Cairo con Dara, su un tappeto volante, attraversando il deserto e scoprendo luoghi dove vivono creature che non pensava che esistessero, uccelli mostruosi, esseri di fuoco e altri, tra fiumi, oasi, città in rovina.
Alla fine del suo viaggio Nahri arriva a Daevabad,  la leggendaria città di ottone, in cui scopre il suo destino oltre che i poteri che la abitano. Ma Daevabad è abitata da sei tribù di jinn, da sempre in lotta tra di loro e l’arrivo della ragazza può scatenare una guerra che covava da secoli, proprio per quello che lei rappresenta.
La città di ottone, magico e ipnotico, presenta quindi una nuova strada per il fantasy, quella di pescare dal mondo medio orientale e dalle sue leggende, alcune note con il loro archetipi anche da noi, perché i jinn altri non sono che i geni, che abitano lampade e anelli, come in Aladino. La visione dei jinn è però molto può profonda, sono esseri temibili e affascinanti, nati nella cultura preislamica, e capaci di creare un immaginario che giunge fino a noi, reinventato, come nelle pagine del libro.
Nahri è un personaggio di eroina interessante, una ragazza con il chador che nasconde il suo vero potenziale, pronta ad emergere e a scoprire di essere qualcosa di ben diverso, in un nuovo archetipo di protagonista su cui sarà interessante tornare.
La città di ottone è un fantasy quindi originale, con nuove ambientazioni rispetto al Medio Evo europeo reinventato o a regni alternativi su modello di Tolkien, capace di dar voce ad una cultura altra e per molti nuovi, con echi delle Mille e una notte e delle storie d’avventura con cui nell’Ottocento si andò alla scoperta dell’Oriente. Una storia per chi ama le protagoniste forti e per chi è affascinato dall’Oriente e dai suoi miti, con un mondo di jinn crudeli e in lotta tra di loro che non hanno nulla da invidiare alle casate dei Sette Regni di Martin. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Shannon A. Chakraborty è nata nel 1985 nel New Jersey e risiede nella zona dei Queens di New York con il marito e la figlia. Si è convertita all’Islam da adolescente ed è da sempre appassionata di Storia. Con la trilogia di Daevabad si è imposta all’attenzione e la saga è già stata opzionata da Netflix per fare una serie televisiva. Al momento sta lavorando ad un’altra storia ambientata nel XII secolo nell’Oceano indiano, incentrata su una piratessa in cerca di un misterioso tesoro. Il suo sito ufficiale è https://www.sachakraborty.com

Provenienza: libro del recensore.

Al via la collana I primi maestri del fantastico a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2021

POSTRBA

Ultimamente, molti hanno abbandonato l’edicola come luogo dove cercare cose da leggere, si preferisce o andare on line o direttamente in libreria.
Ma c’è un’iniziativa che fa venire voglia di tornare dal giornalaio, come si faceva fino a qualche anno fa: la casa editrice RBA propone la collana I primi maestri del fantastico, una serie di volumi rilegati e con copertine con illustrazioni d’epoca, per ricordare che fantascienza, fantasy e horror non sono mode attuali, ma storie già raccontate e amate molto tempo fa.
In programma ci sono una sessantina di volumi, i primi due costano 2 euro e 99, dal 3 in poi il prezzo si assesterà su 11 euro e 99.
Il piano dell’opera, non ancora completo perché gli ultimi quindici titoli sono ancora da definire, comprende una serie di classici irrinunciabili non solo per chi ama i generi del fantastico. Si parte con La macchina del tempo di H. G. Wells, l’antesignano di tutti i viaggi in epoche diverse con i problemi che ne risultano, tra paradossi temporali e simili, da consigliare anche solo a tutti i fan di Doctor Who.
Il numero 2 è Frankenstein  di Mary Shelley, il primo romanzo di fantascienza di sempre, scritto da una donna, apologo contro la follia della scienza ma anche sul bisogno di essere amati da chi si viene messi al mondo. La terza uscita presenta la prima di varie raccolte previste di Edgar Allan Poe, con Il Gatto Nero e altri racconti del Mistero e dell’immaginazione, con una delle sue storie appunto più agghiaccianti e ben riuscita.
I volumi successivi non sono meno interessanti, con titoli quali La Guerra dei Mondi di Wells, la prima invasione aliena di sempre, l’imprescindibile storia di vampiri Dracula di Bram Stoker, l’antenato di Jurassic Park Il mondo perduto di Arthur Conan Doyle, l’iconico Il fantasma dell’opera di Gaston Leroux, oltre che ovviamente varie proposte di Lovecraft, come Le Montagne della Follia e Il Richiamo di Cthulhu.
Un modo per scoprire o riscoprire libri che hanno continuato ad ispirare la letteratura, il cinema, la serie televisive, i fumetti, i videogiochi fino ad oggi.
Il sito ufficiale della collana è sotto I maestri del fantastico.

La mia riscossa delle nerd di Elena Romanello

22 gennaio 2021

riscossaUna delle poche cose positive che mi ha aiutata in questo brutto periodo è stata ed è la scrittura, ed è per questo che sono contenta di annunciare che il 2021 inizia con l’uscita per NPE Edizioni del mio saggio La riscossa delle nerd, dedicata alla cultura del fantastico al femminile, infatti ha come sottotitolo La storia del girl power nell’era dell’intrattenimento.
Il libro nasce come risposta amichevole al simpaticissimo I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti, uscito per Las Vegas edizioni, dove l’autore citava icone e storie, ma tralasciava il fandom otaku, quello legato a manga e anime, fondamentale per tantissimi e tantissime di noi, e l’apporto dato da noi donne agli universi del fantastico.
Conoscevo Edizioni NPE da tempo per l’ottimo lavoro di divulgazione che ha fatto sulla cultura legata ai fumetti e quindi sono onorata di far parte della loro squadra. Il libro tra l’altro è anche illustrato con varie immagini interne, che ho contribuito a cercare e rielaborare, facendo quindi un lavoro a tutto tondo di tipo editoriale.
Sono partita dall’idea che l’immaginario fantastico ha contribuito a scardinare gli stereotipi di genere e a creare nuovi modelli di protagonismo, creando poi anche un fandom al femminile creativo, influente e sempre più ampio. Questo è successo a me e tante altre bambine e ragazze, che abbiamo scoperto che c’erano mondi fantastici da scoprire e esplorare e protagoniste molto intriganti di cui seguire le avventure.
I personaggi di cui parlo sono tanti, di epoche diverse, da Alice nel paese delle meraviglie a Wonder Woman, da Ellen Ripley a Sailor Moon, da Lady Oscar a Scully, da Lamù a Buffy, da Leia a Clarice Sterling, da Xena a Daenerys, da Jolanda la figlia del corsaro nero di Salgari alla Doctor Who donna, senza dimenticare però le tante autrici del fantastico e chi sta cercando oggi una strada nei settori del fantastico partendo dalla propria passione e creatività. Per la cronaca mi metto dentro anch’io a questo giro, mi spiace solo non essermi data da fare anni prima.
In attesa che torni il mondo nerd nella vita reale, con fiere ed eventi, io propongo questo libro, che va ad aggiungersi agli altri due usciti nell’ultimo anno, la guida ad Once upon a time per Yume e quella per Game of  Thrones di Ultralit. Sto già lavorando a nuovi progetti, entro l’anno uscirà un saggio sulle streghe nell’immaginario fantastico sempre per Yume, sto proponendo in giro la mia Enciclopedia del fantasy e ho già cominciato a scrivere tre nuove cose, un saggio sulle serie TV di genere urban fantasy, uno sui serial di fantascienza e uno sulle donne guerriere. Tutte, ovviamente, cose da nerd.

Le diecimila porte di January di Alix E. Harrow (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2021

978880472864HIG-333x480 (1)January Scaller vive fin da piccola sotto la tutela del facoltoso signor Locke, in un’antica dimora del Vermont, ai primi del Novecento. Suo padre lavora per il ricco Locke, girando per il mondo a raccogliere oggetti insoliti e preziosi, che già riempiono la casa dove vive January, una villa suggestiva ma piena di reperti e cose strane che inquietano e affascinano la ragazza.
Del resto, nel suo passato è successo qualcosa, oltre alla perdita prematura dell’amata mamma: a sette anni aveva trovato una porta, anzi la Porta, attraverso cui si accedeva a mondi altri, fantastici, diversi dal Vermont, e le era stato detto che era tutto un sogno, niente di reale.
Ma un giorno January trova uno strano libretto consumato, con su scritto LE DIECIM POR, e leggendolo scopre che quei mondi erano e sono reali, ci hanno vissuto persone forse molto vicine a lei: in parallelo suo padre si perde in uno dei suoi tanti viaggi, forse è morto, e forse no, e il signor Locke si dimostra di colpo molto diverso e molto pericoloso, e non è l’unico a minacciarla, perché lei ha in mano un potere che fa gola a molti, come suo padre e anche sua madre.
Con l’aiuto di un paio di amici fidati, January partirà per un viaggio, sul libro e non solo, in cerca di se stessa e della verità sui suoi genitori, prima che sia troppo tardi per tutti e tutto.
Spesso si sente dire come la letteratura di genere fantastico tenda a replicare se stessa, riproponendo intrecci noti e di maggiore successo, magari grazie ad un classico o al best-seller del momento, magari supportato al cinema o in televisione. Non è questo il caso di Le diecimila porte di January, con cui in Italia scopriamo una nuova voce del genere.
Certo, l’archetipo delle dimensioni parallele non è nuovo,  basti pensare ad un’altra protagonista femminile, Alice di Lewis Carroll, così come quello della caccia ad un tesoro, personificato qui da oggetti insoliti, ma tutto è raccontato comunque in maniera originale e nuova, e comunque non sono poi intrecci che erano stati così frequentati ultimamente, ed è bello ritrovarli.
Una quest è al centro di tutto, una ricerca di se stessi e di un mondo perduto, con antagonisti e amici, ambientata in un altro momento storico che non l’attuale, affascinante, dove non manca un riferimento alla realtà, e cioè come venivano trattate le persone che non si uniformavano al sistema, rinchiuse in un ospedale psichiatrico, in uno dei capitoli più angoscianti ma anche più riusciti della vicenda.
Le diecimila porte di January è un romanzo autoconclusivo, ma il mondo delle dimensioni parallele e delle Porte è talmente bello e intrigante che non sarebbe male se l’autrice decidesse, in un futuro, di raccontare altre storie ambientate tra questi viaggi dimensionali, in una specie di multiverso espanso. Per ora bisogna accontentarci dei viaggi di January, con in mano i compagni più fedeli, i libri, che da sempre aprono nuovi orizzonti, in una nuova loro celebrazione.

Alix E. Harrow è nata nel 1989 negli Stati Uniti ed è cresciuta nel Kentucky.  Si è laureata in Storia, conseguendo anche un master nella stessa disciplina, all’Università del Vermont. Ha iniziato scrivendo racconti, nominati per il Nebula Award, il World Fantasy Award e il Locus Award e nel 2019 ha vinto un premio Hugo per la sua storia, A Witch’s Guide to Escape: A Practical Compendium of Portal Fantasies.
Attualmente vive nel Kentucky con la sua famiglia e prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno ha insegnato Storia africana e afroamericana.
Oltre a Le diecimila porte di January ha pubblicato da poco il romanzo The once and future Witches, ambientato in un Ottocento alternativo, tra streghe e suffragette.

Provenienza: libro del recensore.

Thunderhead di Neal Shusterman (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2021

14296336Oscar Fantastica propone il secondo e atteso capitolo della saga di Falce di Neal Shusterman, Thunderhead, che riprende più o meno da dove si era concluso il primo. 
In un mondo di un futuro non si sa quanto remoto non esistono più fame, guerra e malattie, ma per tenere sotto controllo la popolazione ci sono le Falci, che decidono chi deve morire ogni anno. Tutto il resto, con ogni altro aspetto delle vite individuali,  è gestito dal Thunderhead, una potente intelligenza artificiale.
Le strade dei due protagonisti, Citra Terranova e Rowan Damisch, si sono divise dopo il comune apprendistato: Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando Mastro Lucifero, un giustiziere che mette fine alle vite delle Falci corrotte: infatti, come ha avuto modo di vedere, molti suoi compagni di ventura agiscono mossi non da un desiderio di ordine e giustizia, ma per vendetta, sadismo o pura voglia di uccidere. E se quelle Falci trovano Mastro Lucifero sulla loro strada non hanno certo vita lunga. 
Citra si chiama ora Madame Anastasia, ma è una Falce anomala, le sue spigolature sono guidate dalla compassione e dalla giustizia, e sfida l’ordine costituito, creando non pochi problemi e mettendo a repentaglio la sua stessa vita.
Alla vicenda si aggiunge un nuovo personaggio: Greyson Tolliver, un altro giovane, cresciuto con genitori ringiovaniti che hanno sempre avuto poco interesse per lui, da sempre grande ammiratore del Thunderhead, l’intelligenza artificiale quasi onnipotente, tanto da voler diventare un agente Nimbus e poter interagire con lui. Ma le cose andranno in maniera diversa, e Greyson si troverà bollato come Losco, uno di quegli individui non affidabili contro cui si scatena peggio una caccia alle streghe.
Ma forse Greyson è una pedina in mano al Thunderhead, a cui sono affidati gli stacchi della narrazione oltre che il titolo, sempre più una coscienza di una società spietata, che forse vuole o può cambiare tutte le cose.
Dopo un primo capitolo adrenalinico e efficace nel raccontare un futuro inquietante metafora però anche del presente, la saga delle Falci non delude, in un seguito non più affidato solo a Citra e Rowan e alla loro ricerca di giustizia, ma anche a nuovi personaggi, con un’intelligenza artificiale che non può non ricordare Hal 9000 di 2001: Odissea nello spazio.
Anche il secondo capitolo della trilogia di Falce ripresenta gli interrogativi del primo, su cosa è la giustizia, se ci sono vite meno degne di altre e soprattutto se esiste davvero un mondo perfetto, tra vari colpi di scena, con tre storie parallele più il Thunderhead come oracolo, fino al colpo di scena finale. Una conferma quindi per una storia intrigante, appassionante e capace di far pensare, in attesa della vera conclusione per un mondo a questo punto condannato.

Neal Shusterman è nato a New York nel 1962 ed è autore di libri per ragazzi e young adult di grande successi, ed è vincitore del National Book Award per Il viaggio di Caden. Tra le sue opere, oltre alla saga di Falce, ci sono anche DownsidersFull Tilt e Unwind La divisione. E’ anche autore di sceneggiature per il cinema e la televisione, oltre che di libri game, di racconti, saggi e novelizzazioni di serie TV come The X-Files.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Negli Oscar Draghi le storie di Lord Dunsany a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

dunsanysmallMolti pensano che il fantasy sia iniziato con Tolkien, uno dei suoi più importanti esponenti sempre e comunque, certo, ma la strada di questo genere era iniziata ben prima, con l’epica e la fiaba, ovviamente, ma anche con l’apporto di autori tra Sette e Ottocento.
Uno di questi era Lord Dunsany, vissuto tra il 1878 e il 1957, autore e drammaturgo irlandese, come il collega Oscar Wilde, capace di creare mondi fantastici che sono stati di ispirazione a vari dopo di lui.
La collana Oscar Draghi dedica all’opera di questo autore tutto da riscoprire il volume Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie, una raccolta di romanzi e racconti, alcuni usciti negli anni, ma ormai assenti da tempo dagli scaffali delle librerie.
Il mondo di Lord Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII Barone Dunsany è fatto di dei, reami fatati, foreste tenebrose, sogni, incubi, e fece scuola, tra gli altri ispirando anche un autore che sembrerebbe lontano da lui ma non lo è come Howard Phillips Lovecraft. Un autore molto originale e unico, che metteva insieme tante suggestioni, a cominciare da quella della cultura irlandese, da sempre legata al fantastico a doppia mandata.
Il libro comprende due raccolte di racconti, Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dei, e altrettanti romanzi, La figlia del re degli elfi e La maledizione della veggente, ambientati in universi alternativi, in terre fantastiche in cui è bello perdersi e ritrovarsi. Il volume è arricchito da tavole che illustrano le storie, con un gusto vicino a quello dell’epoca vittoriana e edoardiana, quando visse lord Dunsany.
Il fantastico continua a ispirare storie e autori, ricordando l’adagio di Michael Ende, la fantasia non può avere confini, ma leggere i capostipiti di questo genere, sia per gli appassionati di tutte le età che per chi vuole capire di più successi e immaginari, è sempre una cosa molto interessante.