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Il clan dei Poe di Moto Hagio (J-Pop, 2019) a cura di Elena Romanello

7 dicembre 2019

Poe_no_Ichizoku-coverMentre sta per uscire un nuovo capitolo di una saga iniziata decenni fa, J-POP ripropone Il clan dei Poe, manga gotico di Moto Hagio, una delle autrici di shojo manga che ha rivoluzionato il genere, proponendo nelle sue opere tematiche nuove e spesso scomode.
Allan Twilight entra in contatto, nella Londra nebbiosa del 1879, con due fratelli eternamente giovani, che nascondono non pochi segreti con cui soggiogheranno il loro nuovo amico e familiare.
Edgar e Marybell Portsnell sono due piccoli orfani che vengono adottati da una casata di vampiri, i Poe, che li rendono come loro, cristalizzandoli per sempre nell’età della prima adolescenza, un segreto che non devono svelare a nessuno. Edgar e Marybell sono costretti a spostarsi spesso, per non insospettire le persone, bellissimi, soli al mondo, imprigionati nell’età in cui si crede all’amore assoluto, anche contro ogni logica. Tutto questo resta immobile finché non arriva Allan, innamoratosi di Marybell senza saperne il segreto, ma pronto ad affascinare anche Edgar, che vedrà in lui il compagno con cui partire per l’Europa in cerca del senso dell’esistenza dopo una tragedia che l’ha diviso dalla sorella amante.
Tra le righe emerge la passione di Moto Hagio per la narrativa gotica occidentale dell’Ottocento: il manga è del 1972, quattro anni prima di Intervista col vampiro di Anne Rice, di cui condivide varie tematiche, la sensualità, la maledizione dell’eterna giovinezza, l’omosessualità, e piacerà comunque a chi ama storie di vampiri tra tradizione e modernità, parlando di solitudine, di ricerca di un’impossibile infelicità, di smarrimento, di discriminazione e odio verso il diverso.
La loro vita insieme sarà lunga, una continua ripetizione di momenti che tornano in anni diversi, una vita fuori dal tempo che affascinò il pubblico giapponese di inizio anni Settanta e che è ancora attualissima oggi, per scoprire appunto cosa possono essere e cosa sono gli shojo manga, tra i fumetti più innovativi e interessanti, soprattutto questo tipo di storie.

Provenienza: libro del recensore.

Moto Hagio nasce nel 1949 e debutta come mangaka appena ventenne nel 1969 con la storia breve Lulu to Mimi sulla rivista Nakayoshi della Kodansha, realizzando storie brevi anche per la Shogakukan.  Due anni dopo pubblica Juichigatsu no Gimunajiumu (The November Gymnasium) una storia breve che tratta apertamente la storia d’amore tra due ragazzi in collegio.Nel 1974 sviluppa il tema nella storia più lunga Toma no shinzo (Il cuore di Thomas) e insieme ad altre autrici, e cioè Yumiko Ōshima, Ryōko Yamagishi, Keiko Takemiya, Riyoko Ikeda, che verranno poi identificate come Gruppo 24, si fa pioniera di un movimento che ridefinisce il genere shoujo  Nel 1976 Moto Hagio viene premiata con lo Shogakukan Manga Award per il fantascientifico Juichinin Iru! (Siamo in 11!) e Poe no Ichizoku (Il clan dei Poe). Nel corso della sua carriera ha pubblicato molte altre opere, come Terra e… Marginal.

 

Leggere The Witcher di Andrzej Sapkowski in attesa della serie Netflix a cura di Elena Romanello

7 dicembre 2019

thewitcherIl 20 dicembre sarà una data molto importante per gli appassionati di fantasy in Italia e non solo: arriva infatti su Netflix, anche in italiano, una delle serie più attese del momento, The Witcher, dalla serie di romanzi e racconti di Andrzej Sapkowski, già chiamata da qualcuno il nuovo Game of thrones, con i dovuti distinguo.
L’attesa è tanta, come si è visto anche a Lucca Comics & Games, affollata di cosplayer ispirati alla serie e con un percorso in tema sotto le mura che ha fatto il tutto esaurito durante i giorni della fiera, con code davvero chilometriche.
Per l’occasione la casa editrice Nord riedita i primi tre volumi di questa appassionante saga e cioè Il guardiano degli innocentiIl sangue degli elfi La spada del destino, per vivere o rivivere in anteprima le avventure di Geralt de Riva, uno strigo, individuo dai poteri sovraumani, che si guadagna da vivere uccidendo creature temibili come demoni, orchi, elfi.
Geralt è stato addestrato fin da bambino a questo, con pozioni e incantesimi ed è temuto anche da chi lo ingaggia, è considerato un male necessario, un mercenario che una volta che è stato pagato va allontanato il più in fretta possibile. Del resto, lo stesso Geralt ha capito che da temere sono innanzitutto tanti esseri umani, spietati e pronti a mettere in giro menzogne per conservare il potere, molto peggio dei mostri che lui deve affrontare.
La prima stagione del serial sarà un po’ diversa dal primo romanzo, ma dal prossimamente promette bene: Andrzej Sapkowski si è detto più che soddisfatto dalla trasposizione dei suoi libri, già da tempo un videogioco, mentre il protagonista Henry Cavill è entusiasta del ruolo.
Per cui non resta che attendere il 20 dicembre e nell’attesa magari leggere i libri, o anche mentre si guarda la serie o dopo: del resto, nel fantasy, le trasposizioni al cinema o in TV aiutano sempre la letteratura…

Timeless Diego e i Ranger del Vastatlantico di Armand Baltazar (Il Castoro, 2019) a cura di Elena Romanello

28 novembre 2019

1540558492_Timeless_coverArmand Baltazar, già concept artist e disegnatore per varie case di produzione, oltre che grande protagonista di una delle mostre di punta dell’ultimo Lucca Comics & Games, svela anche in italiano il suo nuovo volto di scrittore, con quello che è il primo romanzo di una nuova saga, Timeless, dal titolo Diego e i Ranger del Vastatlantico.
In un mondo del futuro, la distruzione è arrivata con una Collisione Temporale, che ha cambiato la Terra, i continenti si sono rimodellati e i mari uniti nel Vastatlantico, un unico grande oceano, ma non è bastato. Il tempo di tutte le epoche si è frantumato, i dinosauri vivono sulla Terra, insieme a civiltà considerate perdute, e sulle acque navigano robot e battelli a vapore. Non esistono più passato, presente e futuro, esiste Timeless.
Diego Ribera ha 13 anni e vive a New Chicago, da cui parte per ritrovare suo padre, capo ingegnere della città, che viene rapito dal gruppo di ribelli Aeternum, che vogliono creare una seconda Collisione per ripristinare l’ordine del tempo e dello spazio. Insieme a Diego ci saranno il suo amico inseparabile Petey, Paige una ragazza nera del popolo del vapore e la bionda Lucy che arriva da un’epoca vittoriana alternativa. Insieme, vivranno avventure incredibili, tra sommergibili, androidi, giganteschi dinosauri, legionari romani e mille altri imprevisti.
Il romanzo, incalzante e capace di superare gli steccati tra i vari filoni della fantascienza, vede il testo alternato da preziose e bellissime tavole a colori, che raccontano la storia, un po’ come avveniva nei vecchi libri illustrati per ragazzi. Tutto è stato ovviamente realizzato dall’autore, sia la parte scritta che quella per immagini.
Timeless è un libro per ragazzi di ogni età, che omaggia Jules Verne e Miyazaki, che ricorda a tratti cult come I Goonies, Il mistero della pietra azzurra La storia infinita: un romanzo per avvicinare i bambini di oggi all’amore per la lettura, ma una storia che non sfigura in mano di chi è cresciuto con storie di avventure fantastiche, che è sempre bello ritrovare, anche e soprattutto in libreria.
Armand Baltazar ha lavorato tanto al cinema, e con questo libro il cerchio si chiude, visto che Ridley Scott produrrà un film tratto da questo cartone animato su carta, da questo romanzo illustrato che finisce con un finale aperto e che dovrebbe avere, presto si spera, dei seguiti, almeno diventare una trilogia.

Provenienza: libro del recensore.

Armand Baltazar, nato nel 1967 a Chicago, è stato Artist & Senior Designer per Dreamworks, Walt Disney e Pixar. Per anni ha lavorato a film d’animazione celeberrimi come Il Principe d’EgittoCars 2Spirit–Cavallo selvaggioGiù per il tuboSinbad–La leggenda dei sette mari e A Christmas Carol. In seguito, ha lasciato la Pixar per dedicarsi alla creazione diTimeless, un progetto editoriale che diventerà una trilogia, e a cui ora si dedica a tempo pieno.  Sarà in Italia con Diego, suo figlio, che ha ispirato il protagonista di Timeless.

La trilogia di Nevernight di Jay Kristoff (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2019

E’ uscita tutta insieme l’attesa trilogia di Nevernight scritta dall’autore australiano Jay Kristoff, già autore della saga di fantascienza di The Illuminae Files, ma che nel mondo degli intrighi di Illuminotte ha ottenuto uno dei suoi migliori risultati, costruendo un mondo fantasy evocativo e spietato, che piacerà ai fan di Martin ma anche alle nuove generazioni, in cerca di storie inedite tutte da scoprire.
Certo, i tre libri Mai dimenticare, I grandi giochi Alba oscura, possono sembrare a prima vista titoli young adult, ma non lo sono: lo stile è nuovo, diretto, alterna flash back in corsivo al momento presente in carattere normale, ci sono scelte stilistiche nella disposizione del testo a sottolineare i momenti di maggiore pathos e suspense, ma i contenuti sono decisamente adulti, in un microcosmo fantasy in città che ricordano, per volere dell’autore, Venezia e Roma nel Rinascimento.
Più che di young adult, c’è chi ha parlato per The Nevernight Chronicles di New Adult, con un intreccio in cui abbondano, ma senza mai essere gratuite e stonare, scene splatter, di sesso, esecuzioni e dove su tutto fin dall’inizio aleggia che non ci sarà un lieto fine per personaggi a cui comunque ci si affeziona, pur con tutti i loro difetti.
La vicenda presenta una nuova figura femminile forte e politicamente scorretta, Mia Corvere, una specie di Arya Stark più cattiva, figlia di un rivoluzionario che vede massacrare la sua famiglia a soli dieci anni e si trova ad avere come unica compagnia quello che forse è il fantasma magico del suo gatto. Negli anni Mia vive una vita in fuga, in cui il suo unico potere è quello di parlare con le ombre dei morti e per questo arriva alla porta di un assassino in pensione, diventando l’apprendista del gruppo di sicari la Chiesa rossa, che hanno giurato morte agli stessi potenti che hanno distrutto la vita di Mia. La ragazza batte tutti gli apprendisti e entra nel gruppo ristretto delle  Lame della Lady of the Blessed Murder, ma questo sarà solo l’inizio di una serie di avventure, agnizioni, pericoli, da cui non ci sarà quasi sicuramente via d’uscita.
Una trilogia appassionante, capace di saltare tra passato e presente per ricordare che ciascuno anche nel mondo reale è l’insieme di queste due dimensioni, evocativa di un universo spietato ma che non può non affascinare e agli appassionati verranno in mente altre opere, oltre a quelle di Martin, tipo la serie de La spada della verità e il manga Berserk di Kentaro Miura.
Mia, personaggio politicamente scorretto, spietato, a cui tocca una storia d’amore controcorrente che piacerà a chi lotta per il riconoscimento di ogni tipo d’amore, sa comunque conquistare, in una nuova versione, contro corrente e contro anche stereotipi e luoghi comuni, di archetipi sempre eterni, come la ricerca di sé, di un senso da dare alla vita, di affetti e di voler essere qualcosa di più che un mero numero in una città brulicante di assassini e potenti.
Da segnalare anche il bel progetto grafico, realizzato da Cherie Chapman con le immagini di Kerby Rosanes, evocativo e originale.

Provenienza: primo volume dono dell’Ufficio stampa, che ringraziamo, secondo e terzo volume presi in prestito nelle Biblioteche del Circuito SBAM della provincia di Torino.

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.
Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo.
Non crede nel lieto fine.

Fuoco e sangue di George R. R. Martin (Oscar Draghi, 2019) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2019

978880471678HIG-333x480In attesa degli ultimi due volumi della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che gli appassionati di tutto il mondo aspettando spasmodicamente da anni e che continuano ad essere rinviati dall’autore, un’attesa ancora più desiderata da quando la conclusione della serie TV non ha soddisfatto le aspettative, anche se alcune cose dovrebbero tornare nei libri, arriva nella collana Oscar Draghi la nuova edizione del libro che dovrebbe ispirare il prequel annunciato da HBO.
Fuoco e sangue, presentato in una nuova veste con i disegni di Doug Wheatley che mancavano nell’edizione italiana precedente, racconta infatti l’antefatto della storia che tutti gli appassionati conoscono, la storia della carismatica e folle famiglia Targaryen secoli prima della madre dei Draghi Daenerys, attraverso una serie di storie che ricostruiscono una vicenda complessa, affascinante e cruda.
Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, casa Targaryen, l’unica famiglia di signori dei draghi sopravvissuta al disastro di Valyria provocato da eruzioni vulcaniche e maremoti, si stabilì a Roccia del Drago, sotto la guida di Aegon il conquistatore, creatore del Trono che tante guerre scatenerà fino alla fine, ambito da tutti e nello stesso tempo una maledizione per tutti.
Nelle pagine del libro rivivono poi le altre generazioni di Targaryen, fino alla guerra civile che quasi distrusse la loro dinastia, con la ricostruzione di eventi solo accennati prima come la Danza dei Draghi, la devastazione di Valyria, i crimini di Maegor detto il Crudele, ma anche il ricordo di Westeros quando era piena di draghi, prima che venissero creduti estinti.
Certo, forse sarebbe meglio poter leggere gli ultimi capitoli delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma anche Fuoco e Sangue, una storia inventata rigorosa come la Storia vera, paragonata da qualcuno a saggi su eventi reali come Declino e caduta dell’Impero romano di Gibbon, è un libro di grande interesse, scritto con lo stile di un erudito maestro della Cittadella, con una metaletteratura che immerge quindi in un universo fantasy come se parlassero i diretti protagonisti.
Chi segue i romanzi di Martin ha già letto qua e là qualcosa di questa storia, in particolare nel volumone Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, ma qui ha la possibilità di scoprire tutta la vicenda con il suo arazzo di morte, sangue, fuoco e distruzione. In attesa a questo punto del prequel, le cui riprese dovrebbero cominciare presto ma su cui finora c’è il silenzio più assoluto.

Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche civiche torinesi

George R.R. Martin (Bayonne, New Jersey, 1948) è l’autore delle celebri “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, vincendo numerosi premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri delle “Cronache” compreso il recente prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), e il volume Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007) e I re di sabbia (2008), il romanzo Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle), i due volumi di racconti I Canti del Sogno (2015) e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards.

L’edizione 2019 di Lucca Comics & Games a cura di Elena Romanello

29 ottobre 2019

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Dal 30 ottobre al 3 ottobre torna Lucca Comics & Games, la più importante kermesse italiana dedicata ai fumetti e alla cultura nerd e una delle più importanti a livello mondiale, insieme al Komiket di Tokyo, alla Comicon di San Diego a alla fiera del fumetto di Angouleme.
Per quattro giorni, si spera con un tempo clemente, il centro storico della città toscana delimitato dalle mura si animerà di eventi, stand, cosplayer, parate, conferenze, musica, proiezioni, per raccontare tutta una serie di immaginari disegnati e raccontati con tutti i mezzi possibili, letteratura, cinema, serie TV, giochi, fumetti, che ormai hanno conquistato più generazioni.
In piazza Napoleone e piazza del Giglio tornano le varie realtà editoriali fumettistiche, mentre la zona di piazza San Francesco ospita la Japan Town, manga, anime ma anche cultura giapponese, l’area di piazza San Frediano l’area per bambini, corso Garibaldi gli spazi sul fumetto usato e da collezione, il padiglione Carducci libri e giochi di ruolo, le mura il palco e le parate in cosplay a tema, dallo steampunk a Game of thrones, da Star Wars Labyrinth. Ci saranno inoltre gli spazi tematici di singole case editrici e realtà, come Bonelli, Star Comics, Panini, Lego, Funko Pop.
Il programma è davvero intenso, sotto il poster di Becoming Human realizzato in stile steampunk dall’illustratrice Barbara Baldi a cui è dedicata una delle mostre.
Si festeggeranno i quarant’anni del romanzo La storia infinita con una dimostrazione di artisti nell’area perfomance del padiglione Carducci: le tavole realizzate verranno messe all’asta a scopo benefico il 3 novembre pomeriggio. Ad un anno della scomparsa dello scrittore William Goodman, autore de La storia fantastica, in originale The princess bride, la casa editrice Marcos Y Marcos, al suo debutto a Lucca, realizzerà uno spazio in tema e ci sarà anche come ospite Eugenio Marinelli, doppiatore nel film del leggendario Inigo da Montoya.
Continua la collaborazione tra Lucca Comics e il Salone del libro, con vari incontri, per parlare di restare umani, del male, del gioco, con ospiti quali Nicola Lagioia, Valeria Parella, Luis Royo e Vanni Santoni.
Fanucci editore porta in fiera varie novità, tra cui una nuova edizione della saga La ruota del tempo di Robert Jordan illustrata da vari disegnatori italiani, tra cui Paolo Barbieri, volto fisso in fiera e gli autori Daniel Abraham e Ty Frank, in arte James S. A. Corey, ideatori del fantastico universo della saga The Expanse.
Torna a Lucca Comics anche Andrzej Sapkowski, autore della saga di The Witcher, che debutterà nei prossimi mesi. Spazio anche per l’Associazione italiana studi tolkeniani, che parlerà della nuova traduzione de Il signore degli anelli, con tra gli altri il disegnatore Emanuele Manfredi.
Doverosi due tributi a Stan Lee e Monkey Punch, recentemente scomparsi, così come una mostra per gli 85 anni di Paperino con l’autore Don Rosa, mentre dal Giappone arrivano Hirohiko Araki, autore de Il pazzo mondo di Jojo e Rokuda Noburo, l’uomo dietro a Gigi la trottola. Ci saranno inoltre Zerocalcare, che presenterà lo spettacolo teatrale ispirato a Kobane Calling, mai così attuale come in questo momento, dalla Francia Alex Alice autore del meraviglioso Il castello delle stelle uscito per Mondadori, Chris Claremont della saga degli X-Men e in particolare della storia di Fenice Nera, Cliff Chiang che con Bao Publishing presenta la conclusione della saga di Paper Girls, una storia al femminile che riecheggia le atmosfere di Stranger Things, ed è venuta comunque prima.
Tanto anche lo spettacolo, con cosplayer e musica, con nomi storici come gli Oliver Onions, Cristina d’Avena e Giorgio Vanni, oltre che karaoke e momenti sul doppiaggio e d’animazione con famosi nomi del mondo cosplay.
Non mancano le mostre, tra cui spiccano, oltre a quelle già citate, un tributo alle origini dei manga con Hokusai, i 40 anni di Mazinga in Italia, i memorabilia de I cavalieri dello zodiaco, e Armand Baltazar, illustratore e concept artist, autore del libro illustrato Timeless e ospite nello stand de Il Castoro editore.
Uno degli ospiti d’onore sarà Patrick Stewart, l’indimenticabile capitano Picard di Star Trek The Next Generation, presto protagonista di una serie tutta sua, mentre dal mondo di Game of thrones arriverà Ross Mulan, il White Walker dell’esercito dei morti. Ci sarà inoltre una maratona notturna di serie DC Comics, l’anteprima dei primi due episodi della serie BBC His dark materials dal romanzo di Philip Pullman, la presentazione del kolossal fantascientifico italiano Creators the past, le uscite di Terminator destino oscuro Doctor Sleep dal romanzo di Stephen King, seguito di Shining, e l’anteprima dell’anime I figli del mare dal manga di Daisuke Igarashi.
Saranno insomma cinque giorni intensi. Per mappe, programma completo, regole di sicurezza e ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Samanta Schweblin a Torino per Aspettando il Salone a cura di Elena Romanello

29 ottobre 2019

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La scrittrice argentina Samanta Schweblin ha incontrato il pubblico torinese, intervistata da Fabio Geda, nell’ambito della rassegna Aspettando il Salone e in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, Kentuki, in italiano per SUR. Ecco cosa ha raccontato dei suoi romanzi, paragonati al serial di culto Black Mirror, e non solo.

Sei un’argentina che vive a Berlino da diversi anni: come mai?

Sono sette anni che vivo a Berlino, tutto iniziò perché vinsi una residenza come scrittore per un anno nella capitale tedesca, nell’ambito di un progetto che mette a disposizione una borsa di studio con appartamento e soggiorno e non chiede niente in cambio. Si è trattato di un’esperienza unica, dopo un anno in mezzo ad arte e scrittura era dura pensare di tornare a una vita diversa, e per questo motivo ho deciso di rimanere a Berlino a vivere, con mio marito che era venuto con me.

Tu sei quindi a Berlino ma scrivi in spagnolo, come è questo?

E’ molto complicato, quando sono arrivata a Berlino non conoscevo una parola di tedesco e non parlavo nemmeno molto l’inglese, per cui mi sono concentrata sull’imparare quest’ultimo. Del resto vivevo come in una bolla a Berlino, e nella mia condizione potevo anche non imparare il tedesco. Però ho capito che capivo le cose a metà e vivevo a metà. A Berlino c’è una buona comunità di ispanofoni, ma parlano uno spagnolo neutro e non legato alle varie regioni e per questo motivo ho cercato di raccontare nei miei libri personaggi argentini.

In Kentuki ci sono però anche italiani, norvegesi, peruviani, oltre che argentini. Tu resti legata comunque all’Argentina, come mai?

Penso sia difficile definire cosa è argentino e cosa non. I miei primi libri di racconti sono stati scritti a Buenos Aires e sono stati percepiti come neutri nel mio Paese, mentre in Europa sono stati visti come storie molto argentine, mentre i libri successivi, scritti a Berlino, sono molto più argentini dei precedenti. Kentuki è una storia che racconta un mondo globale, anche se solo quello che ha accesso alle tecnologie.

Hai pubblicato cinque libri, due raccolte di racconti e tre romanzi, comunque brevi e agili: tu ti senti più un’autrice di romanzi e di racconti? E hai incontrato difficoltà a pubblicare racconti nel tuo Paese, tenendo conto che questo genere per esempio in Italia non è facile da proporre?

Io scrivo storie, ogni storia ha le sue regole, vengo dall’Argentina che ha una grande tradizione di racconti, ma il racconto è visto ancora come un apprendistato dell’autore, in un Paese dove ci sono tanti laboratori di scrittura ma più scrittori che lettori.

A proposito dei laboratori, in Argentina gli scrittori li aprono in casa loro, tu hai fatto questa cosa nel tuo Paese e poi di nuovo a Berlino.

Sì, è stata un’esperienza bellissima, io pensavo che questo tipo di iniziative ci fossero ovunque e ho capito dopo quanto ero stata fortunata ad avere questa opportunità. Si entra in casa degli scrittori, tra salotto e cucina e ci si confronta, e a 17 anni trovarsi ad interagire con il proprio scrittore preferito è qualcosa di incredibile e sorprendente. C’è un dibattito comunque sul fatto che si impari a scrivere in questi laboratori, non tutti hanno il talento dello scrivere, ma penso che bisogni desacralizzare la scrittura come capita con le altre arti .Si pensa che lo scrittore debba essere un genio, ma talento e genio sono in realtà uno sguardo particolare sul mondo e i laboratori possono aiutare a coltivare e migliorare questo.

Il tuo romanzo precedente, Distanza di sicurezza, aveva una tensione straordinaria, raccontando la storia di un’epidemia in un paesino dell’Argentina attraverso due bambini, ammalati in ospedale. Anche Kentuki ha suspense e colpi di scena, come quando viene raccontato l’omicidio di un Kentuki, che altro non sono che robot. Ami lo strano e il fantastico?

Sì, mi interessano molto, soprattutto quando irrompono nella vita quotidiana, quando succede qualcosa di insolito e spiazzante. Vengo da un paese in cui c’è la tradizione del cosiddetto racconto rioplatense, dal nome del fiume che scorre tra Uruguay e Argentina, racconti fantastici non con mostri, vampiri e fate, ma dove il fantastico fa parte di cose quotidiane.

I Kentuki del titolo del tuo romanzo sono robottini a forma di peluche, simili al famoso Tamatgochi di qualche anno fa, che hanno la particolarità di poter avere due utilizzi: si può acquistare un Kentuki fisicamente, ma dato che dentro ai loro occhi c’è una connessione via rete con altre parti del mondo che si può acquistare entrando in casa d’altri, e essendo quindi un Kentuki. Cosa vorresti, essere o avere?

Il bello di scrivere il romanzo è che mi ha permesso di raccontare entrambi i punti di vista, all’inizio mi piaceva l’idea di essere un Kentuki, ma anche averlo ha il suo perché, e tra l’altro mi stupisce che non ci sia ancora qualcosa del genere. I Kentuki sono anche una metafora di quello che facciamo nei social, creando interrogativi molto interessanti sulle responsabilità e su come comunichiamo.

Tra l’altro, in teoria non si potrebbe fotografare con i Kentuki, ma qualcuno aggira la questione, così come poter comunicare con loro, e c’è un personaggio che acquista varie connessioni per rivenderle, creando un mercato nero legato a loro. Dietro a questo c’è una metafora dei pericoli della tecnologia?

Sì, da quello che succede nei social viene fuori quanto è problematico il nostro rapporto con la tecnologia. Molti scrittori non amano la tecnologia, c’è una sorta di rifiuto anche in letteratura e la tecnologia è associata in letteratura con il genere distopico e credo che sia perché non le abbiamo dato dei limiti.

Come la tecnologia ha cambiato secondo te la letteratura negli ultimi dieci anni?

Dieci anni fa c’è stato un profondo cambiamento tecnologico, che con i libri ha cambiato essenzialmente solo il supporto di lettura. Per esempio le serie TV che oggi sono di maggiore successo sono spesso comunque ispirate a romanzi, e sono diventate importantissime con le nuove piattaforme di visione, anche se è certo inquietante che in tutto il mondo si vedano le stesse storie e ci si appassioni agli stessi personaggi. La tendenza della serialità televisiva è comunque di lasciare sempre più finali aperti, per permettere alla storia di andare avanti e questo influenza anche i libri. Anche Kentuki in fondo potrebbe continuare ancora come storia.

Once upon a time Fiabe, fantasy e serie televisive (Yume Books, 2019) a cura di Elena Romanello

24 ottobre 2019

once-upon-a-timePresento ai lettori di Liberi di scrivere la mia nuova fatica, perché oltre a scrivere articoli per giornali on line e blog continuo la mia attività di autrice di libri di saggistica sul mondo otaku e nerd, che costituisce la mia grande passione.
Questa volta ho scelto di occuparmi di una serie TV di culto e molto curiosa di questi ultimi anni, Once upon a time, andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018 e in Italia su Rai 4, perché mi ha colpita e spinta ad approfondire l’argomento.
Sono appassionata da sempre di fiabe, grazie anche ai film Disney e non solo,  e ritengo che non ci sia un’età per questo genere letterario antichissimo, da cui sono derivati poi tutti gli altri: negli anni il mio interesse per il fantastico è cresciuto, portandomi a scoprire fantascienza, fantasy e fumetti, tre baluardi della mia vita, e tutto quello che fa parte di questi universi non può non interessarmi e piacermi.
Once upon a time rilegge le fiabe, partendo dai film Disney ma non solo, in una nuova mitologia, con due piani temporali, il mondo della Foresta Incantata dove vivono tutti i personaggi delle fiabe in una sorta di universo condiviso e un’anonima e molto kinghiana cittadina del Maine di oggi, Storybrooke. Nel pantheon di personaggi trovano spazio eroi vecchi e nuovi, soprattutto protagoniste, comprese le recentissime Elsa di Frozen, Mulan e Merida di Brave, per la trama consiglio di leggere il mio libro o meglio di guardare le sette stagioni, perché è davvero ricca di spunti, di eventi, di fatti, di colpi di scena, con le prime sei stagioni ottime, la settima parte zoppicando ma poi si riprende nel gran finale.
Non è un caso che i due ideatori siano Edward Kitsis e Adam Horowitz, due degli sceneggiatori di Lost, altra serie epocale, e tra l’altro è stato Once upon a time che mi ha spinta a fare una maratona di Lost l’anno scorso (all’epoca l’avevo snobbata), appassionandomi anche a quello. Le due serie sono molto diverse, però è divertenti trovare in entrambe alcuni interpreti in ruoli diversi.
Once upon a time mescola storie e personaggi, presentando una Biancaneve guerriera, un Pinocchio insolito e che cresce, una Cenerentola latinoamericana, e regalando i due personaggi migliori, almeno a mio parere, nella schiera dei cattivi, anche se non sono liquidabili solo come cattivi.
Regina, la regina cattiva di Biancaneve, regalerà le emozioni più grandi cambiando animo durante la storia e compiendo un vero e proprio viaggio dell’eroina. Tremotino, che nelle fiabe classiche era uno gnomo maligno, qui diventa un vero e proprio signore del male, diventato tale per salvare il figlio, compiendo anche lui un percorso incredibile di redenzione, sottolineato dalla grande interpretazione di Robert Carlyle che io adoro come attore dai tempi di Full Monty.
In Once upon a time ho trovato tante fiabe che ho amato e amo, da Biancaneve La bella addormentata, da Alice Peter Pan (viva Capitan Uncino..), da Hansel e Gretel Mulan, da Brave Frozen, in una nuova, intrigante cornice narrativa, e mi sono affezionata al microcosmo di Storybrooke, che ho voluto raccontare.
Una serie che consiglio, senz’altro capace di rivoluzionare la percezione delle fiabe e del fantastico in TV, insieme all’altra ammiraglia del momento, Game of thrones (a cui sarà dedicato il mio prossimo libro), sia a chi ama ovviamente gli universi dell’immaginario sia a chi è appassionato di storie, di qualsiasi tipo siano.

Miti del Nord di Neil Gaiman (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

19 ottobre 2019

gaimanNella collana Oscar Fantastica della Mondadori fa la sua comparsa forse la più recente fatica di Neil Gaiman, autore eclettico, scrittore, sceneggiatore, fumettista.
Questa volta Neil Gaiman ha scelto di occuparsi,come suggerisce il titolo, del pantheon della mitologia scandinava, equivalente nei Paesi nordici di quella classica alle nostre latitudini, e non certo meno interessante e intrigante. La mitologia nordica ha ispirato vari autori, come Joanne Harris, ed è alla base di un fumetto cult tornato recentemente alla ribalta grazie ai cinecomics Marvel come Thor.
Neil Gaiman non sceglie però di usare i personaggi del pantheon nordico come protagonisti di nuove avventure, come è accaduto in passato, ma di riscrivere miti culturalmente fondanti che sono da riscoprire dopo tante riletture più o meno fedeli.
Nelle pagine del libro rivivono quindi le gesta di Odino, il padre degli dei, di suo figlio Thor, dalla grande forza ma non certo il più intelligente (non se la prendano i e le fan di Chris Hemsworth…) e Loki, il manipolatore, dio dell’inganno, amatissimo grazie all’interpretazione al cinema del bravo Tom Hiddleston.
Non è la prima volta che Neil Gaiman guarda a dei e pantheon, che sono stati riletti in sue opere come la saga fumettistica di SandmanAmerican Gods: qui però ricostruisce un mondo con sue parole, partendo dalla genesi dei nove leggendari mondi, e ripercorrendo le gesta di dei, nani e giganti, feroci, capricciosi, ingannevoli, inclini a seguire le loro passioni.
Un libro indubbiamente interessante per chi ama Neil Gaiman e la sua inesauribile vena creativa, ma anche per chi è interessato a miti e leggende, una delle prime forme narrative dell’umanità, alla base di fenomeni della modernità come fantasy, fumetti e fantascienza.

Neil Gaiman, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. Tra i massimi autori di narrativa fantastica contemporanea, è un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinati graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l’Hugo Award per il romanzo American Gods, da cui nel 2017 è stata tratta una serie tv. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili Coraline e Stardust.

Provenienza: libro preso in prestito nel circuito delle Biblioteche civiche torinesi.

La nuova edizione della Trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

17 ottobre 2019

hungerIn attesa del prequel, annunciato per il 2020, che svelerà come mai per decenni sono andati avanti gli Hunger Games nei Distretti, Oscar fantastica di Mondadori ripropone la trilogia di Suzanne Collins, dedicata a Katniss Everdeen, alla base anche di una fortunata serie di film, quattro per l’esattezza, perché l’ultimo libro è stato diviso in due parti.
Con nuove copertine particolarmente evocative in cui l’accento è rivolto alle atmosfere dei libri e non più ai personaggi, tornano quindi tre libri che hanno introdotto alle nuove generazioni il tema amato dalla fantascienza a più riprese della distopia, il futuro negativo, dove molto non è andato come si sperava, anzi, e dove sono emersi totalitarismi vecchi e nuovi.
Un genere frequentato da autori e autrici del calibro di George Orwell, Ray Bradbury, Margaret Atwood e Aldous Huxley, e che periodicamente torna alla ribalta, forse perché riflette paure e situazioni vecchie e nuove, e sempre attuali, in cui tornano elementi dell’oggi, come lo strapotere dei media, le limitazioni dei diritti delle persone, il degrado ambientale, le nuove dittature, gli integralismi di vario genere.
La trilogia di Hunger Games si distingue dalla molta narrativa young adult anche di genere fantastico che è uscita negli ultimi vent’anni appunto perché contiene un’efficace metafora di certi aspetti della nostra società, come i reality show, contro i quali si scaglia con decisione, la spettacolarizzazione della violenza, lo straniamento portato dai media, social media compresi.
La storia è nota, in un territorio del futuro noto oggi come gli Stati Uniti, dopo una guerra civile, il territorio è stato diviso in vari distretti, e per punire gli insorti anche a distanza di anni dell’essersi ribellati, ogni anno si svolgono gli Hunger Games, un reality show al massacro a cui partecipano un ragazzo e una ragazza, dai 13 ai 19 anni, sorteggiati tra i figli e le figlie degli abitanti. Un gioco al massacro, perché solo uno o una può sopravvivere a prezzo della vita degli altri e altre.
Un giorno la giovane Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto della sorellina minore Primerose, sorteggiata, e saprà cambiare le cose: Katniss si pone della lunga scia di eroine protagoniste della fantascienza, donne forti, oltre gli stereotipi di genere, e ha saputo creare un nuovo modello in un momento in cui la narrativa young adult soffriva di una generale insipienza e melensaggine.
La trilogia di Hunger Games, in questa nuova edizione, è senz’altro un’ottima lettura per giovani e giovanissimi di ambo i sessi, ma anche per chi ha qualche anno in più è piacevole, interessante, intelligente e con qualcosa che fa riflettere e colpisce.

Suzanne Collins vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L’idea degli Hunger Games – i giochi della fame – si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 Paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti la saga ha superato i 36 milioni di copie. Un vero fenomeno di massa, tanto che la rivista Time ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura. Oltre che della saga di Hunger Games, è anche autrice della serie Gregor, sempre pubblicata in Italia da Mondadori.

Provenienza: libri del recensore.

A Milano libri fantastici con Stranimondi edizione 2019 a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2019

social2019

Il 12 e 13 ottobre si rinnova a Milano Stranimondi, il festival del libro fantastico, presso la Casa dei Giochi in via Sant’Uguzzone 8. Per due giorni appassionati e autori si potranno incontrare e confrontare, e si potranno trovare le proposte editoriali di varie case editrici indipendenti.
L’interesse per i generi del fantastico è in crescita, e Stranimondi, evento ormai storico, è ormai un appuntamento fisso, per scoprire filoni che non stancano e si rinnovano in continuazione.
Tra le case editrici presenti si notano nomi ormai noti a cultori e appassionati come Neropress, Plesio, Delosbooks, Tabula Fati, Future Fiction, Runa edizioni, Watson, Elara, Acheron, che hanno saputo dare voce a nuovi talenti anche italiani e riproporre classici del passato ormai dimenticati.
Molte le conferenze e gli incontri, con argomenti che spaziano dall’eterno o quasi tema del patto con il diavolo al nuovo fantasy italiano, dal rapporto tra videogiochi e cultura a quello tra arte e fantascienza, dai cinquant’anni dell’allunaggio all’omaggio allo scrittore Jack Vance, dai problemi ecologici visti dalla letteratura al ritardo tecnologico italiano, dalla letteratura weird a un ricordo di Giuseppe Lippi, dall’astrobiologia che immagina specie nello spazio alle sempre attuali distopie.
Gli ospiti, italiani e stranieri, vedono Jasper Fforde, autore britannico di ucronie letterarie, Tullio Avoledo, uno degli scrittori di fantascienza del nostro Paese più tradotti all’estero, Cecilia Randall, con il nuovo capitolo della saga di Hyperversum, Leonardo Patrignani, che parlerà dei suoi libri compreso il recente Darkness in stile Stranger things, Anders Fager, scrittore horror svedese tradotto da Edizioni Hypnos, il copertinista Franco Brambilla, Ran Zhang, uno degli autori cinesi di fantascienza più amati, Claude Lalumière, canadese e tradotto da Watson edizioni con le sue storie dark fantasy e Maurizio Nichetti che si cimenta anche nel genere.
Verranno inoltre anche presentati i seguenti libri: l’apocalittico Casca la Terra di Marcello Nicolini (La Ponga edizioni),  La fiamma azzurra di Daniele Viaroli, Le cronache del Reame Incantato. Il marchio del serpente di Alberto Chieppi, le antologie Altri futuri Atterraggio in Italia (Delos Digital), La città dell’orca di Sam J. Miller (Zona 42), Io Sono Providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft (Providence Press), Culti Svedesi : A Lovecraftian Journey in the Cult’s World (Edizioni Hypnos), I camminatori di Francesco Verso (Future Fiction), I fuochi di Valencia di Elena Covati e il numero speciale di Urania Stranimondi.
Ci sarà anche spazio per parlare della rivista Dimensione cosmica proposta da Tabula Fati, delle uscite autunnali di Acheron Books, del nuovo corso di Kipple che spazia da Tolkien al new weird, della selezione di Nero Press, delle raccolte di racconti Alia Evo.
Il programma completo è nel sito ufficiale di Stranimondi.

Darkness di Leonardo Patrignani (De Agostini, 2019) a cura di Elena Romanello

26 settembre 2019

9788851168735_5c1e9947c4091e3468597f23e2b00448.displayTutti siamo stati ragazzini, qualcuno di noi ha vissuto avventure fantastiche, qualcun altro no, ma alla fine anche da adulti siamo ancora affascinati da storie d’avventura con protagonisti giovanissimi, che siano reali o immaginate. Una tendenza che in questo ultimo periodo è tornato prepotentemente alla ribalta grazie al successo della serie cult Stranger things, ambientata negli anni Ottanta epoca in cui sono venute alla ribalta tante storie dell’immaginario ancora oggi amatissime, da Stand by me It passando per I Goonies.
Gli appassionati di questo genere possono trovare una storia interessante in Darkness dell’italianissimo Leonardo Patrignani, in uscita per De Agostini dopo i suoi precedenti romanzi rivolti più ad un pubblico di adolescenti e sempre di genere fantastico.
Little Crow, cittadina molto kinghiana, inventata ma vicina a tanti luoghi reali, non è il posto migliore dove vivere, più che altro perché non succede mai niente, ma se sei come Haly Foster e hai appena perso i tuoi genitori in circostanze non chiare la tua situazione, in una casa famiglia, non è proprio il massimo.
Haly decide di fuggire, approfittando del buio, ma mentre percorre la statale che porta fuori da Little Crow, una fitta nebbia si leva da terra e circonda l’intero paese, impedendo a chiunque di entrare e uscire, bloccando la corrente elettrica e gli orologi.
Le paranoie iniziano ad emergere in tutti, mentre i gatti di una delle due responsabili della casa famiglia fanno cose strane, un’anziana sembra emergere sempre nei momenti meno inaspettati per dispensare consigli e terrificanti apparizioni sembrano dare vita alle peggiori paure.
Haly vuole scoprire cosa è successo: ha due amici, Owen, l’eccentrico direttore del giornalino scolastico, e Brian, un nerd collezionista di fumetti e con loro cercherà di capire cosa è la nebbia e come se ne può uscire. E non mancheranno le sorprese, non solo per loro, mentre verità nascoste verranno a galla, come quella sui genitori di Haly e quella su cose mai dette avvenute in alcune famiglie, tra violenze familiari e altri drammi.
Un libro dove si parla di voglia e timore di crescere, della necessità di salvaguardare i ricordi per sapere anche andare avanti, di cercare oltre le verità predefinite: forse non sono temi nuovi, ma funzionano sempre, grazie anche all’intreccio fantastico, con un mistero da risolvere che riecheggia un famoso romanzo di Stephen King alla base anche di una serie televisiva, Under the dome.
Darkness si rivolge ad un pubblico di giovanissimi ma dato l’interesse e il successo che certi temi riscuotono sempre a qualsiasi età è godibile anche per chi fa parte della generazione che ha visto i modelli di Stranger things al cinema e che da ragazzino ha sognato di incontrare un extraterrestre e di andare in cerca del tesoro di Willy l’Orbo…

Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. Ha esordito nella narrativa italiana con Multiversum (Mondadori, 2012), primo titolo di una trilogia tradotta in più di venti Paesi, con oltre centomila copie vendute. Ha poi pubblicato il thriller There (Mondadori, 2015), i cui diritti cinema sono stati opzionati. Per De Agostini ha pubblicato Time Deal e Darkness, il suo primo romanzo per ragazzi.

Provenienza: copia fornita dall’Ufficio stampa che ringraziamo.