Posts Tagged ‘Fantascienza Fantasy Horror’

:: Il Regno del male di Sandro Ristori (Newton Compton Editori 2018) a cura di Elena Romanello

11 aprile 2018
Il regno del male

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Spesso ci si lamenta delle poche proposte di autori italiani nel genere fantasy, spesso si dice anche che forse non siamo così bravi a scrivere questo tipo di storie, ma si può sempre scoprire qualcosa di nuovo, perché chi scrive fantastico c’è anche alle nostre latitudini, non copiando per forza modelli stranieri.
Come il primo libro di una nuova saga in tema scritta da Sandro Ristori, Il regno del male, che porta in un mondo in cui ci sono echi di Joe Abercrombie e Terry Goodkind, spietato e senza speranza, in preda a guerre, carestie, epidemie e pregiudizi che si traducono in discriminazioni, omicidi e altri comportamenti disumani.
Secondo un’antica leggenda, chi manifesta durante l’adolescenza una macchia particolare sulla pelle, visibile solo da un mago con una fiamma e chiamata il Segno, è maledetto e va esiliato, mentre sua madre va condannata ad un supplizio crudele in un lago vicino al villaggio, dove resta immersa finché non muore.
Questo è quello che capita ai due protagonisti, Kausi e Coral, due vite spensierate con qualche ombra fino al momento in cui scoprono di essere maledetti: devono lasciare il loro villaggio, valicare le Grandi Paludi, da dove nessuno è mai tornato e inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende. Ma forse, lontani da un mondo che li ha traditi, potranno scoprire nuovi modi di vivere e persone simili a loro con cui ricominciare a relazionarsi, in un mondo che comunque si presenta senza speranza.
Infatti tutto il Regno in cui vivono anche i due ragazzi è in ginocchio: da ovest sta arrivando una terribile pestilenza che sta devastando interi territori uccidendone gli abitanti, il re è da sempre troppo debole per opporsi agli intrighi degli avidi duchi della sua corte, mentre i barbari premono sui confini del nord e a sud stanno arrivando migliaia di profughi in fuga dalla fame e dalla guerra. E non ci sono solo queste vicende da raccontare, ma anche quella di Rakha, ragazza dotata di strani poteri, che in passato ha incrociato la strada dei due ragazzi esiliato e che ora ha nelle sue mani l’erede del duca di Courtenaray.
Una storia incalzante, raccontata al presente come una cronaca di guerra di oggi, dove l’elemento fantastico alla fine non è predominante, rispetto ad una metafora del mondo reale, tra discriminazioni verso il diverso, migrazioni, guerre, carestie. Un microcosmo cupo e senza speranza, molto più spietato a tratti di Westeros, ma alla fine simile a quello che sta accadendo qui, con una trama comunque appassionante di cui si spera di leggere presto i nuovi sviluppi.

Sandro Ristori è nato a Firenze nel 1982 e vive e lavora a Roma. Scrive, traduce, legge, impagina e immagina libri. Il Regno del male è il primo capitolo di una saga.

Source: inviato al recensore dalla casa editrice, si ringrazia Federica Cappelli dell’Ufficio stampa.

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:: Il grande Dio Pan di Arthur Machen (Adiophora 2018) a cura di Micol Borzatta

29 marzo 2018

Arthur MachenLondra fine 1800.
Il dottor Raymond, dopo aver salvato Mary quando era piccola da una vita povera e una morte sicura, si dispone a operarla da adulta al cervello per poter mettere in atto un esperimento che le permetterebbe di vedere il Dio Pan, ritenendo che la vita della ragazza gli appartenga per diritto.
Purtroppo però Mary impazzisce e finisce i suoi giorni in un letto con lo sguardo alienato.
Anni dopo Clarke, che aveva partecipato all’esperimento del dottor Raymond, viene contattato da Villiers che gli racconta che un suo vecchio compagno di scuola gli ha raccontato delle stranissime storie su gente che moriva dal terrore e sulla moglie, Helen Vaughan.
Il nome a Clarke non è nuovo, infatti in un suo quaderno di memorie aveva già scritto di lei, dopo che una sua conoscenza gliene aveva parlato raccontandogli di stranissimi avvenimenti capitati a dei bambini che avevano avuto a che fare con Helen bambina.
Perché ogni persona che si avvicinava lei impazziva o moriva di terrore? Chi era Helen Vaughan? Quale mistero la circondava?
Romanzo breve ma intenso, che sa come trasportare il lettore nella Londra vittoriana piena di misticismo e superstizione.
Con le sue descrizioni minuziose e particolareggiate, sia riguardanti le ambientazioni e la parte fisica dei personaggi che le emozioni e i pensieri, riesce a far sì che il lettore possa sentirsi totalmente dentro al romanzo e vivere in prima persona tutti gli avvenimenti.
La storia è lineare, non ha particolari colpi di scena o momenti di suspence, ma ti tiene in un continuo stato d’ansia con un susseguirsi di avvenimenti che all’inizio sembrano quasi incomprensibili, ma che piano piano verranno svelati lasciando a bocca aperta e senza fiato.
Un romanzo che in un paio d’ore sa come cambiarti la vita per sempre.

Arthur Machen nasce a Caerleon-on-Usk nel 1863 e muore a Beaconsfield nel 1947.
Grande scrittore gallese molto conosciuto per i suoi romanzi dell’orrore, del fantastico e del soprannaturale.
Da sempre appassionato dei grandi della letteratura ha dichiarato di essere stato influenzata da Edgar Alan Poe, Robert Louis Stevenson, Charles Dickens e François Rabelais.

Source: pdf inviato dall’ editore al recensore. Ringraziamo Matteo Zapparelli Olivetti dell’ ufficio stampa.

:: Nel profondo della foresta di Holly Black (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

29 marzo 2018
Nel profondo della foresta

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La cittadina di Fairfold ha come particolarità il rapporto con le creature fatate della vicina foresta, a tratti incantevoli a tratti spaventose, cosa che attira ogni anno tanti turisti, molti dei quali non tornano però a casa loro, perché spariscono o fanno una brutta fine.
A Fairfold vivono Hazel e il fratello Ben, con un rapporto di fascino e paura verso i loro vicini di casa non proprio comuni, in particolare con un ragazzo con le corna che riposa da quando loro ricordano in una bara di vetro, attrazione non da poco e verso il quale i due ragazzi provano da sempre interesse e curiosità.
Hazel e Ben hanno immaginato fin da bambini la storia di questo giovane senza tempo e immerso in un sonno magico, immaginandolo o come un principe dal cuore nobile o come un essere crudele e spietato. Hazel però ormai è grande e sente il richiamo verso un’altra vita, forse più reale, che possa toccare sia lei che Ben, da sempre desideroso di fare il musicista. Del resto quel ragazzo non sembra volersi svegliare: ma un giorno accade qualcosa di veramente imprevedibile e la vita di Fairfold è sconvolta per sempre, in maniera che forse potrebbe essere davvero pericolosa e fatale per tutti. Forse Hazel dovrà ricordare qualcosa che è andato perso nei suoi ricordi, qualcosa che può cambiarla ma anche distruggerla.
Il termine urban fantasy è diventato ormai sinonimo di storielle stile Harmony tra creature fantastiche e ragazze umane: non tutto l’urban fantasy è così, e se si vuole leggere qualcosa di veramente diverso e interessante il libro di Holly Black è la scelta giusta, romanzo di formazione e fiaba nera con richiami alle tradizioni celtiche e anglosassoni sul Piccolo Popolo, fate, folletti e simili, tutto tranne che creature dolci e simpatiche.
Non è la prima volta che l’autrice porta gli esseri del mondo fatato nella realtà di tutti i giorni, l’aveva anche fatto con l’ottima trilogia delle Fate sotto la città: qui però si richiama nelle atmosfere di un luogo nel mondo di oggi ma sospeso nel tempo, dove il mondo ultraterreno di antiche leggende è parte della vita degli esseri umani, tra attrazione turistica e pericolo mortale, rappresentando una sorta di lato oscuro da cui non ci si riesce a liberare.
Holly Black mescola elementi del folklore, di fiabe come Biancaneve (ma capovolta come ruoli, visto che è un principe a dormire nella bara..) e dei romanzi di Stephen King adattati ad un pubblico che dovrebbe essere di ragazzi nelle intenzioni ma che in realtà può essere molto più ampio. Il risultato è un libro che dà voce ad alcune delle radici più importanti del fantasy e del fantastico, raccontando anche il percorso non scontato di Hazel, ragazza che scoprirà di essere stata ed essere speciale, ad un prezzo che sarà alto ma inevitabile.

Holly Black è autrice di molti romanzi fantasy per bambini e ragazzi. È nata il 10 novembre 1971, è cresciuta nel New Jersey e ha sempre amato leggere, fin da bambina. Ha collaborato con l’autore e amico Tony DiTerlizzi alla scrittura de Le Cronache di Spiderwick e con Cassandra Clare per la serie di Magisterium; inoltre, ha scritto una serie di graphic novel finalista all’Eisner Award, I buoni vicini. I suoi romanzi hanno sempre trovato il favore della critica e il suo libro Doll Bones ha vinto il Newbery Honor e il Mythopoeic Award. L’ultimo romanzo per giovani adulti, Nel profondo della foresta, segna il suo ritorno alla letteratura dalle atmosfere fiabesche. Holly vive in Massachussetts con il marito Theo e il figlio Sebastian in una casa con una biblioteca segreta.

Source: acquisto del recensore.

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:: Le lame del cardinale di Pierre Pevel (Mondadori 2017) a cura di Elena Romanello

26 marzo 2018
Le lame del cardinale - Pierre Pevel

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Ci sono luoghi letterari per antonomasia, in cui nessun lettore è vissuto perché in un altro mondo o in un altro tempo, ma che si conoscono come se fossero casa propria: uno di questi è la Parigi dei Tre Moschettieri di Alessandro Dumas, più volte imitata ma raramente eguagliata, modello per tutto il romanzo storico successivo e ricercata da chi si reca oggi nella capitale francese.
Ci riesce ottimamente a restituirla Pierre Pevel, autore di punta del fantasy d’oltralpe che è bene che sia stato tradotto anche in Italia, ne Le lame del cardinale , romanzo che rievoca le atmosfere note aggiungendoci però una forte componente fantastica.
Siamo nel 1633 a Parigi, appunto, Luigi XIII regna ma chi comanda davvero è il cardinale Richelieu che incarica il gruppo chiamato appunto le lame del cardinale di uccidere un emissario della misteriosa organizzazione Artiglio nero. Ci sono intrighi e duelli, oltre che giri nei bassifondi di Parigi e nei corridoi dei palazzi, ma la Francia che racconta Pierre Pevel è un po’ diversa, visto che ci sono esseri discendenti dai draghi che vivono in mezzo a uomini e donne normali, esseri capaci di vivere a lungo e di nascondersi sotto sembianze umane, rigenerandosi periodicamente secondo un procedimento spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo e nascondendo il loro segreto eccetto quando si guardano in determinati specchi.
Ci sono tanti sottofiloni del fantasy, alcuni più frequentati altri meno: Le lame del cardinale si pone tra l’ucronia, la storia alternativa, e il fantasy a sfondo storico, scegliendo un’epoca diversa dall’interessante ma forse un po’ troppo già letto Medio Evo alternativo. Il libro è senz’altro interessante per chi ama il romanzo storico ed è nostalgico delle atmosfere di Dumas, ma è consigliabile anche a chi ama il fantasy e cerca qualcosa di insolito e nuovo, con toni che si mescolano e la descrizione comunque accurata di un’epoca con in più l’elemento magico, che irrompe nelle prime pagine con una metamorfosi da drago a donna e che poi emerge periodicamente, con draghi tenuti come animali domestici, anche da Richelieu al posto dei famosi gatti, ma anche con qualcosa di ben più inquietante.
Il libro di Pierre Pevel è solo uno dei tanti titoli fantasy usciti oltralpe in questi ultimi anni e si spera che faccia da testa di ponte per la scoperta di un immaginario tra l’altro vicino al nostro e molto prolifico, in un Paese come la Francia che adora il fantastico d’importazione e produce anche un suo fantastico mescolandolo in particolare con il romanzo storico. Le lame del cardinale presenta una vicenda che si conclude ma con un cliffhanger finale che fa presagire nuovi sviluppi, che inftti ci sono stati, perché a questo seguono altri due libri con nuove avventure per questi moschettieri cacciatori di draghi e di magie.

Pierre Pevel è nato nel 1968. Per seguire il padre, militare di carriera, nella sua giovinezza ha abitato in diverse città tra cui Berlino. È scrittore, giornalista e autore di giochi di ruolo. Diversi sono i suoi romanzi fantasy tra cui Les Ombres de Wielstadt (2001), che gli è valso il Grand Prix de l’Imaginaire nel 2002. Nel 2005 è stato insignito del Prix Imaginales. La trilogia delle “Lame del Cardinale” è stata pubblicata con successo in dieci paesi stranieri. L’autore vive a Nancy.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Il ragazzo invisibile – Seconda generazione di Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (Salani 2018) a cura di Elena Romanello

15 marzo 2018
Il ragazzo invisibile

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Da sempre si pensa che il fantastico e l’Italia siano incompatibili, anche se negli anni ci sono stati autori e autrici di romanzi e fumetti che sembrerebbero contraddire questo, senza contare alcuni film insoliti usciti in questo ultimo periodo, che hanno parlato di fiabe e super eroi partendo dalla nostra penisola.
Uno di questi film è Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, di cui all’inizio del 2018 è uscito il doveroso secondo capitolo, Seconda generazione, nuove avventure per Michele Silenzi, cresciuto rispetto al primo film e alle prese con la tragica scomparsa dell’amata mamma adottiva Giovanna e con l’arrivo improvviso della sua vera madre, la speciale Yelena, che però potrebbe riservare sorprese non gradite, come la sorella ritrovata Natasha, pirocinetica con alle spalle una vita ben diversa dalla sua.
Il film è stato accompagnato da varie iniziative editoriale, come l’uscita sotto forma di romanzo della sceneggiatura del film, scritta a sei mani da Alessandro Sardi, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, una cosa comune all’estero dove le novelizzazioni di film e serie tv sono diffusissime, insieme a storie inedite in libro e ancora tutta da esplorare qui da noi se si escludono saghe celebri come Star Wars.
Il ragazzo invisibile Seconda generazione immerge nelle atmosfere del film, raccontando su carta la storia vista sullo schermo, e si rivolge sia a chi è andato al cinema sia a chi non l’ha fatto ma vuole scoprire un universo in salsa italiana che non ha nulla da invidiare a quelli stranieri. La storia del ragazzo invisibile mescola elementi degli X-Men, con una punta di mitologia sulla Guerra fredda con X-Files, raccontando anche la storia di un adolescente che cerca di superare il suo lato oscuro e i suoi problemi esistenziali, e quindi una metafora della realtà.
Il secondo capitolo cinematografico e libresco de Il ragazzo invisibile lascia una porta aperta per almeno una conclusione della trilogia, e si spera anche per una presenza di fantasy e fantascienza fatti in Italia in vari media.

Alessandro Fabbri nato a Ravenna nel 1978, è scrittore e sceneggiatore. Ha pubblicato i libri Mai fidarsi di un uomo che indossa un trench blu, con cui ha vinto il premio Campiello giovani, Mosche a Hollywood, Quell’estate di sangue e di luna scritto a quattro mani con Eraldo Ballini e Il re dell’ultima spiaggia. Tra la sue sceneggiature ricordiamo quelle dei due film de Il ragazzo invisibile e dei serial tv 1992 e 1993.

Ludovica Rampoldi, romana, classe 1979, è sceneggiatrice di film come La kriptonite nella borsa, Il giolellino, La ragazza del lago e i due capitoli de Il ragazzo invisibile.

Stefano Sardo, di Bra, classe 1972, è sceneggiatore e musicista. Tra i suoi lavori ricordiamo i serial 1993, In treatment, La nuova squadra e Il tredicesimo apostolo.

Source: omaggio dell’editore, si ringrazia Simona Scandellari dell’ufficio stampa Salani.

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:: Storie di vampiri di AA.VV. a cura di Sebastiano Fusco e Giovanni Pilo (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

12 marzo 2018
Storie di vampiri

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Torna in libreria uno dei testi fondamentali per gli amanti del gotico, le Storie di vampiri edite da Newton Compton, una raccolta di storie più o meno brevi di autori e autrici che dal Settecento ad oggi si sono cimentate con quella che è una delle figure cardine dell’immaginario gotico, oggi forse un po’ rovinata dai vampiretti che luccicano ma a maggior ragione da scoprire e riscoprire in tutta la loro complessità, con suggestioni che toccano vari aspetti del fantastico, non solo il gotico.
Dentro al libro ci sono storie note ma sempre da rileggere, come Il vampiro di Polidori, L’ospite di Dracula di Bram Stoker (prova generale del più noto Dracula) e Carmilla di Le Fanu che fissarono la figura carismatica del succhiatore di sangue tra terrore e seduzione, storie di esperti del fantastico come E.T. A. Hoffmann e Théophile Gautier, ma si scopre che anche autori noti per altri tipi di storie come Alessandro Dumas padre, Arthur Conan Doyle, Guy de Maupassant e Nikolaj Gogol si sono confrontati con una figura iconica, presente già in molte tradizioni tra la leggenda metropolitana e il folklore partendo dal mondo classico ma che nell’Ottocento trovò una sua definizione tra leggenda e modernità, con quelli che poi sarebbero diventati i personaggi più famosi di sempre.
Venendo verso il Novecento, in cui il vampiro sarà celebrato al massimo dal cinema prima e dai serial tv poi, si scopre che molti maestri del fantastico, noti per altre opere tra fantascienza e fantasy, hanno scritto di vampiri, da Robert E. Howard a Clark Ashton Smith, da William Hope Hodgston a Lester del Rey, da Catherine L. Moore a Seabury Smith, da Robert Block a A. E. Van Vogt, con storie pressoché inedite nel nostro Paese, appartenenti spesso alla gloriosa tradizione delle riviste pulp anglosassoni.
Il libro, curato da Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, traccia quindi un ritratto ampio e variegato della figura del vampiro, tra storie più note e altre tutte da scoprire, e non può mancare nella biblioteca dei cultori del fantastico, per appunto tutti gli spunti che contiene e lo spazio dato alla narrativa gotica e pulp, in questo momento di eterno presente quasi dimenticate e invece alla base del moderno immaginario scientifico.
Il libro è integrato da saggi sui vampiri nell’antichità e sul loro rapporto con magia e scienza e da una filmografia completa fino ai titoli più recenti.

Sebastiano Fusco giornalista e direttore di riviste scientifiche, è da oltre trent’anni uno dei maggiori esperti di fantastico a livello europeo.

Gianni Pilo è considerato uno dei maggiori esperti di letteratura fantastica e gotica. Tra i molti volumi da lui curati per la Newton Compton vanno ricordati quelli dedicati alle diverse figure dell’immaginario orrorifico (vampiri, mummie, lupi mannari ecc.) e l’opera completa di Lovecraft.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Tutti i racconti e i romanzi fantastici e dell’orrore di Arthur Conan Doyle (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

6 marzo 2018
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Tutti conoscono il personaggio di Sherlock Holmes, uno dei più iconici della letteratura di sempre, con l’inseparabile Watson, che ha il record della figura letteraria portata più volte al cinema, ancora popolarissimo oggi grazie a telefilm iconici come Sherlock che ha attualizzato oggi le sue avventure.
Arthur Conan Doyle non ha scritto solo le avventure di Sherlock Holmes e si è cimentato in altri generi, tra cui le storie di genere fantastico e dell’orrore, raccolte in questo volumone Newton Compton, che presentò già anni fa in un’altra veste editoriale e che merita di essere scoperto o riscoperto dagli amanti sia della letteratura di epoca vittoriana sia della narrativa di genere fantastico, nata nella sua concezione moderna proprio in quel periodo.
Anche i romanzi di genere fantastico di Arthur Conan Doyle erano incentrati su un personaggio fisso, il professor Challenger, un uomo burbero ma simpatico, una sorta di detective dell’incubo ante litteram, impegnato in rocambolesche peregrinazioni tra fenomeni paranormali, fantasmi, occulto e stranezze varie: non va dimenticato che in quel periodo c’era molto interesse per spiritismo, misteri e dintorni, un interesse che fu ripreso anche dalla letteratura, con storie che spesso cercavano di trovare una spiegazione razionale, come capita anche in alcune avventure di Sherlock Holmes.
Arthur Conan Doyle era appassionato di occulto e si mise alla prova con il genere horror e la fantascienza, tanto che è considerato oggi un precursore del genere e uno degli ispiratori di quello che oggi chiamiamo steampunk.
Il libro raccoglie tutti i racconti fantastici dell’orrore di Conan Doyle, che parlano di vampiri, viaggi nel passato, incubi provenienti dall’antichità, magie, spiritismo, ipnosi, scambi di personalità e i romanzi Il mondo perduto, La fine del mondo, La macchina disintegratrice, Una scoperta meravigliosa, Nel paese delle nebbie, Quando la terra urlò e L’abisso di Atlantide. Tutte storie interessanti e da scoprire, che hanno in qualche modo ispirato anche l’immaginario successivo, basti pensare che Il mondo perduto contiene un’idea molto simile a quella di Jurassic Park e seguiti.

Arthur Conan Doyle nacque a Edimburgo nel 1859. Benché il suo nome rimanga indissolubilmente legato a quello di Sherlock Holmes, lo scrittore ebbe anche altri interessi, tra cui la storia, il giornalismo e soprattutto lo spiritismo. Nel 1903 venne insignito del titolo di baronetto. Morì nel 1930.

Fonte: acquisto personale.

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:: Q502 – 300 anni dopo il grande esodo di Sylvie Freddi (Stampa Alternativa 2018) a cura di Fabio Orrico

5 marzo 2018
Q502

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Tra i grandi generi popolari, la fantascienza è quello più di tutti capace di forzare i suoi confini per ibridarsi con altre forme e immaginari. Forse per questo, nel corso degli anni, ha tentato scrittori colti e inclini alla metafora come Orwell o Vonnegut, ma anche i nostri Calvino e Luce d’Eramo, quest’ultima autrice di quello spiazzante gioiello che è Partiranno. D’altra parte è proprio nelle pieghe della letteratura weird e tra gli scrittori più fieramente di genere, si pensi a gente come Heinlein e Sheckley, che troviamo formidabili intuizioni, così incisive e pregnanti da offrire, anche oggi, nutrimento a tantissima letteratura (ma anche a cinema e televisione). Tutto questo per dire che la fantascienza difficilmente esaurirà il suo capitale di innovazione, anche in un paese come il nostro in cui, nonostante tutto, il genere (qualunque genere), viene sempre guardato con una certa sufficienza.
Q502 di Sylvie Freddi è un noir calato in un decor fantascientifico in modo profondo e (in)credibile. Per come la vedo io a distinguere la fantascienza autentica dalla più corriva Space opera è la riflessione su un’idea di futuro che, necessariamente, si pone al centro della trama. Sylvie Freddi fa esattamente questo. Q502 mette in scena una società futura, una sorta di medioevo tecnocratico in cui tutto ciò che, a livello tecnologico, potrebbe migliorare la vita dell’uomo viene invece impiegato per innalzare confini e riaffermare antichi pregiudizi. Ecco quindi una nuova forma di collettività che, dopo la fuga dal pianeta terra (300 anni dopo il grande esodo, annuncia il sottotitolo del libro) reinstallatasi su Marte sembra voler confermare le più fosche distopie partorite dall’immaginazione umana.
Dylan, il protagonista della storia, è un detective incaricato di ritrovare Q502, una ragazza molto speciale che costituisce un vero e proprio legame, estremamente concreto, con il Mondo Originario cioè la Terra. Tutto il romanzo è percorso da questo anelito struggente verso il proprio pianeta, ormai perduto e rievocato ostinatamente. Il tema della memoria è d’altra parte centrale per Freddi che organizza gran parte della sua narrazione proprio attorno ad essa, alla possibilità di rubarla, contraffarla, risemantizzarla. In Q502 c’è questa grande intuizione, in fondo elementare ma anche esattissima, di identificare l’essere umano con il suo portato di ricordi e proprio da qui parte la guerra quotidiana in cui sono immersi i protagonisti del romanzo. Un romanzo che non esaurisce i motivi del suo fascino nel cotè distopico perché Q502 è un racconto decisamente mosso, adrenalinico, modernamente spezzato ed ellittico. Una storia cupa ma lucidissima capace di stendere le ombre del nostro presente sul peggior mondo immaginabile e abbastanza coraggiosa da indicare una possibile soluzione: stare dalla parte degli ultimi, sempre.

Sylvie Freddi, romana d’origine e torinese d’adozione, ha pubblicato il suo primo lavoro Caffè Paszkwosky nel 2016 per Stampa Alternativa, una intensa raccolta di venti racconti noir. Del 2018 è il romanzo di fantascienza Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo, edito ancora una volta da Stampa Alternativa, nella collana Eretica.

Source: copia inviata dall’editore al recensore. Ringraziamo Frank dell’ Ufficio stampa Il Tacquino.

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:: La macchina del tempo • L’uomo invisibile • La guerra dei mondi • L’isola del dottor Moreau di H.G. Wells (Newton compton 2018) a cura di Elena Romanello

1 marzo 2018
H. G. WELLS

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Tra i padri della fantascienza moderna non si può non citare Herbert George Wells, autore di romanzi che hanno continuato ad ispirare cinema, letteratura e altri media fino ad oggi e che hanno raccontato, spesso per la prima volta, alcuni archetipi del genere, dal viaggio nel tempo all’attacco alieno.
I romanzi di Wells si basano sulle scoperte scientifiche dell’epoca, arricchendole di elementi di fantasia senza dimenticare le basi teoriche che secondo la prospettiva imperante tra Otto e Novecento potevano funzionare: l’autore racconta alla fine dei futuri verosimili, dove si sviluppano le tendenze già emerse all’epoca. Oggi forse certe intuizioni possono sembrare superate, ma in fondo la paura che gli alieni possano attaccare la Terra e trattare i suoi abitanti come loro da secoli trattano animali e civiltà che reputano inferiori continua ad esserci ancora, così come il desiderio di scoprire come sarà il futuro e come è stato il passato e come la scienza può anche alla fine non migliorare la vita di tutti, come si era intuito già in epoca positivista.
Per questo motivo i romanzi di Wells, in un unico volumone dei Mammuth Newton Compton, sono da riprendere in mano, da leggere o rileggere, anche perché sono e restano molto scorrevoli, a differenza di altri della stessa epoca che fanno sentire ormai il peso degli anni.
La macchina del tempo racconta per la prima volta di un mezzo che può trasportare avanti o indietro nel tempo, facendo scoprire che un mondo ideale non è esistito e non esisterà, L’uomo invisibile parla alla fine di solitudine e di distacco dal mondo, oltre che di diversità, La guerra dei mondi mette al centro di tutto l’attacco alieno, che continua a spaventare anche oggi, spiace solo che non sia mai stato trasposto al cinema nell’epoca giusta in cui è ambientato, e la versione più emblematica resta quella del 1938 via radio realizzata da Orson Welles, che terrorizzò gli Stati Uniti. L’isola del dottor Moreau tratta invece il tema attualissimo del rapporto tra scienza e morale, partendo dalla sperimentazione animale, qui portata ad un estremo che oggi sta diventando tragicamente attuabile.
I romanzi di Wells sono quindi ricchi di spunti, oltre che appassionanti, scorrevoli, divertenti, nati in un mondo che sognava con il progresso ma che in qualche modo vedeva già i pericoli che poteva nascondere.

Herbert George Wells nacque a Bromley, nel Kent, nel 1866. Frequentò la Normal School of Science di Londra, e dalle conoscenze scientifiche seppe trarre linfa vitale per i suoi romanzi. È considerato il padre della fantascienza moderna, insieme con Jules Verne. Morì a Londra nel 1946.

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:: Terramare – La saga completa di Ursula K. Le Guin (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

23 febbraio 2018
Terramare

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Quando muore un autore o un’autrice famosi non c’è niente di meglio per ricordarli che riprendere in mano i suoi libri e rileggerli. In questi anni abbiamo dovuto salutare tanti compagni e compagne di letture di lungo corso, spesso iniziate durante l’infanzia o l’adolescenza, uno degli ultimi è stata Ursula K. Le Guin, scomparsa il 22 gennaio scorso a 87 anni, maestra del fantastico, sia fantascienza che fantasy, autrice di mondi alternativi che ha anche ispirato cinema e film d’animazione, anche se lei non è rimasta soddisfatta fino in fondo.
I libri di Ursula K. Le Guin meritano tutti di essere letti o riletti, negli anni sono usciti in varie edizioni e sono reperibili sia tra le novità che nel mercato dell’usato che in biblioteca, per cui in qualsiasi momento si possono leggere o rileggere le sue opere, approfittando dell’occasione della sua scomparsa ma ricordando che è sempre bello riprendere in mano libri che restano nel cuore. Però, tra le tante, forse ce ne è una imperdibile sempre e comunque, la serie di Terramare, di cui per puro ma fortuito caso è uscita una nuova edizione per gli Oscar Mondadori in concomitanza con la scomparsa dell’autrice, dal titolo Terramare la saga completa. La serie è nota anche come Earthsea, titolo usato anche in passate edizioni italiane presso altri editori e negli anni i libri che compongono la saga sono usciti anche singolarmente.
Nella storia di apprendistato del giovane Ged, mago destinato a lottare contro le forze delle tenebre che minacciano il suo mondo, diventando Signore dei draghi, il protagonista si troverà a dover lottare contro se stesso e le sue ambizioni, in una saga che coinvolgerà anche altri personaggi, metafora della vita, con ispirazioni che spaziano dalla fiaba classica a Philip K. Dick, da Tolkien a Isaac Asimov, con al centro di tutto discorsi non retorici sulla parità di genere, la ricerca di se stessi, il pacifismo, la ricerca di una società giusta e utopica.
Un romanzo diventa un classico quando ha sempre qualcosa da dire, anche a chi è nato anni dopo la sua prima pubblicazione: Terramare è uno di questi casi, un insieme di libri che si può leggere sotto varie angolazioni, come pura avventura nella fantasia, come descrizione di un mondo alternativo fatto non solo di incanto, come storia sociale, come aspirazione ad un modo migliore di essere e di vivere.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a scrivere fantascienza fin da bambina; ha pubblicato il primo racconto, Aprile a Parigi, nel 1962, ma è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il Premio Nebula che il Premio Hugo per La mano sinistra delle tenebre. Gli stessi riconoscimenti ottenuti poi nel 1974 per I reietti dell’altro pianeta. Anarchica e femminista, è una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea e per i suoi libri ha ricevuto decine di premi, tra cui un National Book Award (La spiaggia più lontana, 1973).

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:: Il libro della polvere – La Belle Sauvage di Philip Pullman (Salani 2017) a cura di Elena Romanello

22 febbraio 2018
Il libro della polvere di Philip Pullman

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Dopo più di dieci anni torna il mondo della Bussola d’oro, una delle più interessanti saghe del fantastico contemporanee, con il primo di quella che sarà una nuova serie di libri che vanno a formare quello che è una sorta di prequel, anche se Philip Pullman l’ha definito più una storia ambientata in un altro universo narrativo rispetto a quello dei precedenti libri.
Ci troviamo infatti alcuni anni prima gli eventi noti e narrati in precedenza, l’intrepida Lyra è poco più di una neonata ma una profezia intorno al suo ruolo futuro può già metterla in pericolo. Il protagonista della vicenda è Malcolm Polstead, un ragazzo di undici anni, curioso e diligente, visto che di giorno va a scuola e la sera aiuta i genitori che gestiscono una locanda sul fiume, oltre a fare qualche commissione per le suore del convento vicino. Il suo passatempo preferito è però giocare con Asta, il suo daimon, in particolare sulla sua canoa, la Belle Sauvage.
La sua vita scorre serena finché un giorno alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e alle suore viene affidate una bambina di pochi mesi, Lyra, appunto. Ma quella bambina è in pericolo e sarà Malcolm a partire in un lungo viaggio con lei, lungo il fiume e ancora più lontano in un mondo in cui si ha paura di liberi pensatori, del futuro, dei cambiamenti, di chi contesta dogmi religiosi vecchi e consolidati, sospesi tra una parascienza e credenze che non spiegano il mistero della polvere e dei daimon.
Si sentiva davvero la mancanza degli universi di Philip Pullman, autore che sa mescolare fantasia e metafora della realtà e questo libro apre senz’altro un nuovo capitolo su un mondo affascinante e inquietante, specchio deformato del nostro e capace a suo tempo di suscitare anche non poche polemiche.
Il libro della polvere, romanzo d’avventura e di formazione, storia di paura e d’incanto, critica ai fondamentalismi e ai dogmatismi è un libro per tutti, per i ragazzi che anni fa lessero la prima trilogia, per chi l’ha letta da adulto, per chi non era ancora nato allora e può tranquillamente iniziare da qui.
Un libro quindi con più livelli di lettura, che apre nuovi orizzonti su una realtà di immaginazione che sembra davvero stare a pochi passi dal nostro mondo, con un nuovo eroe giovanissimo e in cui immedesimarsi, Malcom, anche lui in cerca di una sua strada come farà Lyra. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli, che si spera non tarderanno.

Philip Pullman è uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. È nato a Norwich in Inghilterra, da bambino ha vissuto in Australia e in Zimbabwe, si è laureato a Oxford. Il suo primo romanzo, Il conte Karlstein, è uscito nel 1982. Da allora ha pubblicato 33 libri per ragazzi e per adulti. Con La bussola d’oro e la trilogia Queste oscure materie ha vinto, tra gli altri, la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Book Award e il Whitbread Award. Nel 2005 è stato premiato con l’Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro nel 2007 è stato nominato il migliore tra i libri vincitori della Carnegie Medal negli ultimi settant’anni.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: La battaglia delle tre corone di Kendare Blake (Newton compton 2017) a cura di Elena Romanello

25 gennaio 2018
La battaglia delle tre corone

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Da sempre sull’isola di Fennbirn, mondo dominato dalla magia e da altre forze mistiche, ogni generazione ha visto la nascita di tre gemelle eredi al trono, entrambe degne di succedere e diventare la prossima sovrana per gli anni a venire: ma solo una di loro tre diventerà regina e le altre dovranno perire.
Questa volta sono in lizza Mirabella, fiera maga degli elementi, che padroneggia in incantesimi spesso pericolosi, Katharine dominatrice dei veleni ai quali è immune, infatti vive in simbiosi con un temibile serpente corallo, e Arsinoe, maga complice delle forze della natura, capace di far sbocciare i fiori e ammansire le belve feroci.
Le tre ragazze sono cresciute separate, ma a partire dalla notte del loro sedicesimo compleanno dovranno affrontarsi per stabilire la supremazia tra di loro, ma forse stavolta le cose andranno in maniera diversa, o forse non si possono distruggere tradizioni di millenni.
Il fantasy propone da decenni storie scritte da donne con al centro personaggi femminili interessanti: del resto questo non è appannaggio solo delle scrittrici, basti pensare alle eroine e antagoniste al centro della saga del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin. La battaglia delle tre corone, storia di un mondo da fiaba dark non molto approfondito dall’autrice ma dotato di un certo fascino, si inserisce tra queste storie, raccontando un gioco di potere mortale che si ripete da secoli tra tre antieroine affascinanti e a cui ci si affeziona, tre Cersei Baratheon in versione adolescenziale tra le quali è difficile scegliere la propria preferita, per una storia che funziona senz’altro come autoconclusiva ma che è il primo capitolo di una nuova saga, tra giochi di potere, magie, inganni, morti, di cui l’autrice ha già pubblicato il secondo volume e di cui sono attesi almeno altri due libri.
Gli archetipi del fantastico della principessa in cerca della sua strada e non di un principe che la salvi e della regina potente e forse anche un po’ malvagia trovano ne La battaglia delle tre corone una nuova rilettura, molto affascinante e non scontata.

Kendare Blake, adottata all’età di sette mesi, arrivò nella cittadina di Cambridge, nel Minnesota, dalla Corea del Sud. Si è laureata negli USA e ha conseguito un master in Scrittura Creativa presso l’università di Middlesex, a Londra. La Newton Compton ha pubblicato Anna vestita di sangue, primo libro di un dittico di prossima trasposizione al cinema, e La battaglia delle tre corone. Il suo sito è http://www.kendareblake.com

Provenienza: acquisto personale del recensore.

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