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La città di ottone di S. A. Chakraborty, (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

10050530La collana Oscar Fantastica presenta il primo libro della Trilogia Daevabad, La città di ottone, che coniuga il fantasy con le atmosfere del mondo arabo. Quando si parla di cultura islamica si pensa subito ad altro, a cose ben più tristi del mondo di oggi, ma in realtà il mondo che va dal Nord Africa al Medio Oriente fino all’India ha prodotto cose incomparabili per l’immaginario fantastico, a cominciare da un capolavoro assoluto capace ancora oggi di appassionare come Le Mille e una Notte.
Siamo nell’Egitto della fine del XVIII secolo, diviso tra l’Impero ottomano e l’invasione dell’esercito napoleonico, con solo una vaga cognizione in molte persone di cosa era stato il passato glorioso di una civiltà che stava appunto per essere riscoperta.
Nahri vive nei bassifondi del Cairo, non ha mai creduto davvero nella magia, ma millanta poteri straordinari, legge le mani e sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar, una specie di esorcismo. In realtà Nahri, orfana da tanto, troppo tempo, è solo una truffatrice, che cerca di spillare soldi ai nobili ottomani o a nuovi arrivati dalla Francia, per campare in attesa di impossibili tempi migliori.
Un giorno Nahri fa uno di quegli incontri che cambiano la vita, incrociando la sua strada con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero e scoprendo che la magia in cui lei non crede in realtà è reale, e anche lei ne è parte.
Nahri fugge dal Cairo con Dara, su un tappeto volante, attraversando il deserto e scoprendo luoghi dove vivono creature che non pensava che esistessero, uccelli mostruosi, esseri di fuoco e altri, tra fiumi, oasi, città in rovina.
Alla fine del suo viaggio Nahri arriva a Daevabad,  la leggendaria città di ottone, in cui scopre il suo destino oltre che i poteri che la abitano. Ma Daevabad è abitata da sei tribù di jinn, da sempre in lotta tra di loro e l’arrivo della ragazza può scatenare una guerra che covava da secoli, proprio per quello che lei rappresenta.
La città di ottone, magico e ipnotico, presenta quindi una nuova strada per il fantasy, quella di pescare dal mondo medio orientale e dalle sue leggende, alcune note con il loro archetipi anche da noi, perché i jinn altri non sono che i geni, che abitano lampade e anelli, come in Aladino. La visione dei jinn è però molto può profonda, sono esseri temibili e affascinanti, nati nella cultura preislamica, e capaci di creare un immaginario che giunge fino a noi, reinventato, come nelle pagine del libro.
Nahri è un personaggio di eroina interessante, una ragazza con il chador che nasconde il suo vero potenziale, pronta ad emergere e a scoprire di essere qualcosa di ben diverso, in un nuovo archetipo di protagonista su cui sarà interessante tornare.
La città di ottone è un fantasy quindi originale, con nuove ambientazioni rispetto al Medio Evo europeo reinventato o a regni alternativi su modello di Tolkien, capace di dar voce ad una cultura altra e per molti nuovi, con echi delle Mille e una notte e delle storie d’avventura con cui nell’Ottocento si andò alla scoperta dell’Oriente. Una storia per chi ama le protagoniste forti e per chi è affascinato dall’Oriente e dai suoi miti, con un mondo di jinn crudeli e in lotta tra di loro che non hanno nulla da invidiare alle casate dei Sette Regni di Martin. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Shannon A. Chakraborty è nata nel 1985 nel New Jersey e risiede nella zona dei Queens di New York con il marito e la figlia. Si è convertita all’Islam da adolescente ed è da sempre appassionata di Storia. Con la trilogia di Daevabad si è imposta all’attenzione e la saga è già stata opzionata da Netflix per fare una serie televisiva. Al momento sta lavorando ad un’altra storia ambientata nel XII secolo nell’Oceano indiano, incentrata su una piratessa in cerca di un misterioso tesoro. Il suo sito ufficiale è https://www.sachakraborty.com

Provenienza: libro del recensore.

Negli Oscar Draghi le storie di Lord Dunsany a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

dunsanysmallMolti pensano che il fantasy sia iniziato con Tolkien, uno dei suoi più importanti esponenti sempre e comunque, certo, ma la strada di questo genere era iniziata ben prima, con l’epica e la fiaba, ovviamente, ma anche con l’apporto di autori tra Sette e Ottocento.
Uno di questi era Lord Dunsany, vissuto tra il 1878 e il 1957, autore e drammaturgo irlandese, come il collega Oscar Wilde, capace di creare mondi fantastici che sono stati di ispirazione a vari dopo di lui.
La collana Oscar Draghi dedica all’opera di questo autore tutto da riscoprire il volume Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie, una raccolta di romanzi e racconti, alcuni usciti negli anni, ma ormai assenti da tempo dagli scaffali delle librerie.
Il mondo di Lord Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII Barone Dunsany è fatto di dei, reami fatati, foreste tenebrose, sogni, incubi, e fece scuola, tra gli altri ispirando anche un autore che sembrerebbe lontano da lui ma non lo è come Howard Phillips Lovecraft. Un autore molto originale e unico, che metteva insieme tante suggestioni, a cominciare da quella della cultura irlandese, da sempre legata al fantastico a doppia mandata.
Il libro comprende due raccolte di racconti, Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dei, e altrettanti romanzi, La figlia del re degli elfi e La maledizione della veggente, ambientati in universi alternativi, in terre fantastiche in cui è bello perdersi e ritrovarsi. Il volume è arricchito da tavole che illustrano le storie, con un gusto vicino a quello dell’epoca vittoriana e edoardiana, quando visse lord Dunsany.
Il fantastico continua a ispirare storie e autori, ricordando l’adagio di Michael Ende, la fantasia non può avere confini, ma leggere i capostipiti di questo genere, sia per gli appassionati di tutte le età che per chi vuole capire di più successi e immaginari, è sempre una cosa molto interessante.

Il ritorno dell’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber, a cura di Elena Romanello

17 dicembre 2020

51y2QIPh-2L._SX345_BO1204203200_Oscar Draghi propone, tra i suoi titoli per le feste, una riproposta di un classico del fantasy d’antan e del filone di avventure: Sword & Sorcery – L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser, di Fritz Leiber.
Spesso si accusa il fantasy di prendersi troppo sul serio o ancora di rivolgersi ad un pubblico di ragazzini: Leiber non faceva nessuna delle due cose, e questa raccolta di storie ne è la prova, tra divertimento, avventure e la costruzione di un mondo non banale, complesso, a tratti anche crudo e cupo. 
L’etichetta Sword & Sorcery, letteralmente Spada e Stregoneria, indica un filone di grande successo nel fantasy nato sulle pagine delle riviste pulp, pubblicazioni popolari che facevano evadere un pubblico vasto con storie per lo più di genere fantastico, caratterizzato da avventure, magia, inseguimenti.
Nelle pagine del libro rivivono le avventure del barbaro nordico Fafhrd e del suo amico Gray Mouser, ex apprendista di un mago e ladro, nel mondo di Newhon, dove i due si dividono tra bevute, feste, corteggiamenti, risse, furti, gioco d’azzardo, alle prese con leggi anche pesanti che loro violano in continuazione, riuscendo sempre a cavarsela. 
Fritz Leiber, autore di tante altre storie sia fantasy che di fantascienza, creò quasi per caso Fafhrd e Gray Mouser, due eroi scanzonati in un mondo comunque non rassicurante, che iniziano a esplorare per curiosità e allargare i loro orizzonti, tra avventure a partire dalla città di Lankhmar, un modello per tanti autori successivi.
Il libro è completato da un’introduzione di Massimo Scorsone, con varie illustrazioni e comprende i romanzi  Il Mondo di Nehwon, Le spade di Lankhmar, Spade tra i ghiacci, Il cavaliere e il fante di spade.

Il ritorno di Alice, Dorothy e Wendy a cura di Elena Romanello

6 dicembre 2020

978880472349HIG-333x480La narrativa fantastica oggi è molto popolata da personaggi femminili indimenticabili, di tutte le età, grazie anche alle molte donne che si sono cimentate e si cimentano in questo filone.
Ma tutto ha avuto un principio:  le prime tre ragazze alle prese con avventure fantastiche sono nate tra Otto e Novecento e tra Inghilterra e Stati Uniti, in storie oggi riproposte nella collana Oscar Draghi nel volume Alice, Dorothy & Wendy.
La prima di loro è Alice, protagonista di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò del reverendo Lewis Carroll, appassionato di giochi matematici, bambina che finisce risucchiata in un mondo alternativo dove si diventa giganti o minuscoli e comandano le carte da gioco, in un sogno o forse no e in una storia che ha fatto scuola fino ad oggi, adattata varie volte al cinema, in televisione e nei fumetti.
Wendy è stata inventata da James Matthew Barrie, come alter ego di Peter Pan in Peter Pan e Wendy, è per molti è lei la vera eroina dei romanzi, che torna nel mondo reale e cresce non dimenticando mai questa sua fantastica avventura.
Dorothy è invece la protagonista della saga del Mago di Oz, dove arriva grazie ad un tornado, resa famosa anche da un celebre film ancora oggi considerato un classico, e nel libro c’è il primo capitolo delle sue avventure, Il mago di Oz, poi continuate negli anni.
Un volume che contiene tre classici, quindi, da leggere e rileggere, le avventure di tre eroine archetipe, che hanno ispirato poi le decine e decine di ragazze alle prese con storie ai confini della realtà e oltre che sono venute dopo.
Un libro da regalare o farsi regalare, per tutte le età, per chi deve ancora leggere queste storie per ragioni anagrafiche, per chi magari non le ha mai lette passando ad altro e vuole scoprire le origini del fantasy che tanto lo appassiona, e per chi vuole rileggerle e riscoprirle a distanza di anni.

L’ora dei dannati – L’Abisso di Luca Tarenzi (Giunti, 2020) a cura di Elena Romanello

25 novembre 2020

tarenzismallCi sono opere che sono considerate più una croce che una delizia, per via che vengono imposte a scuola: una di queste è la Divina Commedia di Dante Alighieri, tormento degli anni delle superiori, e spesso non riconosciuta per quello che è, uno dei primi viaggi fantastici in mondi alternativi dell’immaginario.
Paradossalmente, questa cosa l’ha colta un autore noto anche da noi e di un’altra cultura, il mangaka giapponese Go Nagai, autore di Devilman e di Mazinga, che non ha studiato la Divina Commedia a scuola, l’ha scoperta grazie ad un’edizione con i disegni di Gustave Doré e ne ha preso spunto per le sue opere, non ultimo un adattamento in manga.
Ma adesso è giunto il momento di rileggerla in chiave fantasy anche alle nostre latitudini, grazie al poliedrico Luca Tarenzi, che con L’ora dei dannati L’abisso costruisce un nuovo viaggio nell’Inferno dantesco.
Virgilio non può tornare nel Limbo, dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio tra Inferno e Purgatorio, e vaga per i gironi dei dannati, dovendo sempre guardarsi dai temibili Spezzati, gli angeli caduti guardiani dell’Inferno.
Pier delle Vigne, il suicida diventato albero, lo coinvolge in un piano ambizioso, fuggire dall’Inferno verso nuovi lidi, e a loro due si uniscono altri tre dannati, non certo raccomandabili, Filippo Argenti, Bertran de Born e il sinistro conte Ugolino, in quella che diventa presto una missione impossibile da realizzare e una lotta contro tutti i mostri presenti nell’Inferno.
Luca Tarenzi fa riscoprire ai suoi lettori personaggi come il tragico Pier delle Vigne, l’infido Filippo Argenti, il conte Ugolino, il nostro Hannibal Lecter come lo definisce l’autore, e Bertran de Born, personaggio meno noto ma molto interessante, messo da Dante tra i seminatori di discordie quando in realtà fu un semplice condottiero al servizio del suo feudatario.
L’ora dei dannati è un romanzo d’azione fantastica, che fa rivivere in maniera completamente diversa un classico non apprezzato davvero per il suo valore, e L’abisso è il primo capitolo di una trilogia, con tanto di finale aperto. Nel prossimo libro, che non si vede l’ora di leggere, arriverà anche un personaggio femminile, Francesca da Rimini, in una nuova versione molto diversa da quella trasmessa da Dante.
L’immaginario fantastico è ricco e in continuo mutare, ma ha le sue origini nei classici, anche in quelli italiani, anche in quelli che si sono studiati a scuola non apprezzandoli allora in questa ottica. E leggendo L’ora dei dannati viene davvero voglia di riprendere in mano la famigerata Divina Commedia.

Luca Tarenzi laureato in Storia delle Religioni, lavora per vari editori come traduttore, editor e consulente. Ha esordito nel 2006 con il romanzo (urban fantasy) Pentar – Il patto degli dei, e da allora ha pubblicato una dozzina tra romanzi e raccolte di racconti, oltre a due saggi (La sciamana del deserto e La più breve storia dell’urban fantasy che si sia mai vista).

Provenienza: libro del recensore.

Il viaggio di Halla di Naomi Mitchison (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2020

hallasmallFazi propone nella sua collana Lainya dedicata alla narrativa fantastica un titolo non recente, appartenente a quelli che sono i classici del genere, tra l’altro inedito nel nostro Paese e quindi ancora più prezioso.
Naomi Mitchison fu un’attivista sociale, una femminista, un’autrice di romanzi fantasy, oltre che una grande amica di Tolkien, sua prima lettrice e consigliera nella sua costruzione di un universo che ha cambiato la narrativa non solo di genere.
Il viaggio di Halla è una fiaba di ambientazione nordica, e racconta appunto la storia di Halla, la figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui la bambina cresce accudita dagli orsi, per poi andare a vivere con i draghi sulle montagne, ben diversi da cosa si dice su questi animali, visto che sono loro i buoni minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani.
Odino, il re degli dei, offre ad un certo punto una scelta alla ragazza: vuole vivere come i draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare per il mondo?
Halla inizia così un nuovo capitolo della sua vita, in giro per nuove terre e tra antiche leggende, con incontri incredibili e magie, mentre la sua conoscenza di tutti i linguaggi, umani e animali, la aiuta ad andare oltre le apparenze e a mettere in discussione i suoi preconcetti e a scoprire nuovi modi di vivere e pensare.
Il viaggio di Halla è un libro agile e veloce, una favola senza tempo sospesa tra tanti immaginari, con tra le righe valori come la comprensione e la tolleranza, la curiosità e l’apertura verso il diverso.
Naomi Mitchison si rivela quindi un’autrice da scoprire, e c’è da sperare che Il viaggio di Halla sia il primo di una serie di riproposte di opere sue, perché è senz’altro importante leggere le nuove voci del fantastico, anche di culture emergenti, ma non bisogna dimenticare i classici, quelli da cui tutto è cominciato, tra cui ci sono anche diverse autrici finora trascurate. Tra gli stimatori di Naomi Mitchison, paragonata a una Rowling o ad un Pullman ante litteram, ci sono scrittori e scrittrici di generazioni diverse, come Holly Black e la grande Ursula K. Le Guin.

Naomi Mitchison nacque in Scozia e visse fino all’età di 101 anni, tra il 1987 e il 1999. Viaggiò in tutto il mondo e scrisse più di settanta libri, spaziando dal fantasy alla fantascienza, dalla poesia alla non-fiction. Molto attiva in ambito politico e sociale, aderì alle cause del socialismo e del femminismo, battendosi in favore della liberazione sessuale e dell’aborto. Intima amica dello scrittore J.R.R. Tolkien, fu tra i primi a leggere Lo HobbitIl viaggio di Halla fu pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1952.

Provenienza libro del recensore

Una storia di magia di Chris Colfer (Rizzoli, 2020) a cura di Elena Romanello

22 novembre 2020

5014391-9788817145787-285x424Chris Colfer, autore della saga fantasy fiabesca La Terra delle Storie, inizia una nuova storia, uscita in italiano sempre con Rizzoli, portando in un altro mondo di fantasia, con Una Storia di Magia.
Il nuovo mondo ideato dall’autore è un posto dove la magia è stata messa al bando e perseguitata, da un potere integralista che, tra le altre cose, ha messo le donne fin da bambine in un ruolo subalterno, oltre a favorire differenze sociali e esclusioni arbitrarie.
Brystal, un’adolescente che vive nel Regno del Sud, è oppressa da una famiglia e da una scuola che la prepara solo per il ruolo di moglie e madre, e ha trovato nei libri che legge di nascosto una valvola di sfogo. Un giorno, riesce con l’inganno a iniziare a lavorare nella biblioteca come donna delle pulizie, scoprendo anche i libri normalmente proibiti, come quelli dove si parla della magia, scoprendo di essere una fata.
Brystal viene scoperta e rinchiusa per punizione vita natural durante nel Centro di Correzione Altostivale, da cui però viene salvata dalla misteriosa Madame Tempofiero, che ha ottenuto dal re la possibilità di aprire un’Accademia di magia per ospitare ragazzi e ragazze dotati di poteri e cercare di cambiare l’opinione del mondo verso di loro.
Nell’Accademia Brystal trova amici e amiche, scopre il suo potenziale, si sente finalmente felice e realizzata, ma nello stesso tempo viene a conoscenza dei problemi anche del mondo magico, in cui è implicata anche Madame Tempofiero, che nasconde alcuni oscuri segreti.
La scuola di magia è un archetipo ormai della narrativa fantasy, grazie soprattutto  a Harry Potter, e qui viene presentata come un luogo davvero di riscatto e scoperta, in una storia di fantasia ma con forti metafore di tante società reali, che davvero impediscono alle bambine e alle ragazze di studiare e le pongono in situazioni di oppressione. Leggendo il libro, soprattutto nei primi capitoli, non si può non pensare alla storia reale di Malala e alla sua lotta contro i talebani, e a tante altre situazioni di questi anni o comunque presenti anche nella Storia occidentale.
Nelle pagine del libro si parla quindi di discriminazioni, intolleranze, integralismi, senza rinunciare ad atmosfere di incanto e un ritmo serrato di colpi di scena, in attesa del proprio capitolo.
Forse è prematuro dirlo, ma Una storia di magia può essere il degno erede della saga di Harry Potter per i prossimi anni.

Chris Colfer, autore bestseller in cima alla classifica del “New York Times” con la serie La Terra delle Storie e autore premiato con un Golden Globe, è stato incluso dalla rivista TIME100, la lista annuale delle persone più influenti del mondo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il fuoco non uccide un drago di James Hibberd (Mondadori, 2020) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2020

50709-james-hibberd-il-fuoco-non-uccide-un-dragoOgni lunedì sera, per chi non l’avesse ancora vista, è in onda su RAI 4 l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo e più discusse degli ultimi anni, scaricata, guardata in streaming, acquistata in DVD, mentre tutti attendono i nuovi libri e il prequel televisivo.
Alla serie Game of Thrones è dedicato uno studio portato avanti da James Hibberd, giornalista  per The Hollywood Reporter, non era in origine particolarmente interessato al genere fantasy e ai serial TV, ma è rimasto affascinato dal lavoro che stavano svolgendo David Benioff e D.B. Weiss dai romanzi di Martin e, dopo averli intervistati per il suo giornale, ha iniziato a seguire attivamente il loro progetto, scrivendone poi per Entertainment Weekly, il periodico in cui è entrato a lavorare in seguito.
Il fuoco non uccide un drago raccoglie l’esperienza di Hibberd, raccontando tutta la storia della lavorazione del serial, dai primissimi incontri dello staff creativo fino al finale, svelando aneddoti, scontri, contrasti, difficoltà ma anche traguardi raggiunti lavorando ad una storia che ha cambiato la televisione.
Il libro è arricchito da molte interviste e da fotografie sul set, di attori e scenografie, ed è una guida interessante ad una storia incredibile, quella di un’idea impossibile, difficile, considerata troppo audace e irrealizzabile, è diventata uno dei più grandi successi di sempre, capace di legare allo schermo milioni di persone in tutto il mondo, di età, culture e provenienza sociale anche molto diverse.
Il fuoco non uccide un drago è un libro per appassionati, non autocelebrativo ma emblematico a raccontare una pagina della cultura pop degli ultimi anni, che ha cambiato l’immaginario fantasy e il modo di fruire delle storie.

James Hibberd è un pluripremiato giornalista statunitense che si occupa da vent’anni di intrattenimento culturale. Dopo aver lavorato per The Hollywood Reporter è ora inviato di Entertainment Weekly. Vive ad Austin, in Texas. “Negli anni ho scritto centinaia di articoli su Il Trono di Spade, ma ognuno parlava di questioni specifiche. In Il fuoco non uccide un drago ho potuto finalmente raccontare l’intera storia dall’inizio alla fine, e nel farlo ho scoperto nuove e sorprendenti vicende. Non vedo l’ora che i fan de Il Trono di Spade possano intraprendere questo viaggio, che fornirà loro una nuova prospettiva su una serie epica.”

Provenienza: libro del recensore.

La grazia dei re di Ken Liu (Oscar fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

6 novembre 2020

graziareDa un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
Uno di questi libri, tra i più recenti usciti, è La grazia dei re di Ken Liu, primo volume di una saga che porta in un mondo molto simile alla Cina nei secoli subito prima dell’era cristiana, quando pian piano si costituì un impero durato per centinaia di anni e ancora capace di influenzare l’immaginario di oggi.
La vicenda parte raccontando la fine del regno dell’Imperatore Mapidéré, primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua terra d’origine, l’isola di Xana. Tutto questo capitava ventitré anni prima, e non è stato certo indolore, infatti le varie popolazioni sono state oppresse e sottomesse, con malcontenti mai sopiti e violenze.
Mapidéré è sul suo letto di morte, ormai malato, mentre i consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse e anche gli dei sono adirati. D’altro canto, dopo anni di angherie e tirannia la popolazione non ha nulla da perdere se si ribella, ma anzi molto da guadagnare.
In questa situazione emergono il truffatore Kuni Garu, un ragazzo di quel popolo soffocato da tempo, e Mata Zyndu, il coraggioso figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Due persone diversissime per tutto, ma durante la ribellione contro il potere imperiale le loro strade si incontrano e diventano amici fraterni, affrontando un mondo di eserciti, vascelli volanti, libri magici, creature mutanti e altro ancora.
Ma Kuni e Mata verranno divisi dal destino, una volta che l’Imperatore è stato rovesciato, e si trovano a capeggiare due fazioni rivali su come costruire il nuovo mondo appena nato  non certo sotto una buona stella.
Questa è solo la vicenda principale di un libro denso di eventi e personaggi, pronto a evocare un mondo fantasy decisamente diverso da quello a cui si è abituati, complesso e particolare, con elementi steampunk ma anche legati a leggende e ballate cinesi.
Il richiamo alla Storia vera, rievocando fatti di un’epoca lontana ma fondante per la Cina, è presente anche nei romanzi di Martin, là con la Guerra delle due Rose, e qui porta a scoprire una cultura millenaria, oggi a tratti molto discussa, ma non certo priva di fascino.
La grazia dei re ricorderà a chi li ha visti i film di genere wuxia, nati da un genere letterario popolare per anni malgrado gli stravolgimenti politici di quelle latitudini, che raccontano in chiave fantastica il passato della Cina, che hanno prodotto titoli come La tigre e il leoneHero.
Un affresco complesso e coinvolgente, che avvolge e porta in un universo altro, dove rivivono archetipi di tutte le culture, nell’epopea di due eroi e delle loro diverse visioni del mondo, ma anche di cosa li ha resi simili e fratelli. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Ken Liu (Lanzhou, Cina, 1976), emigrato in California da piccolo, laureato in legge ad Harvard ed esperto di tecnologia, ha all’attivo oltre cento racconti e alcuni romanzi, tra cui The Paper Managerie, che ha ricevuto nel 2016 i premi Hugo, Nebula e World Fantasy come miglior racconto. È il traduttore dell’autore di culto Cixin Liu, che ha fatto conoscere in Occidente, oltre che autore della Dandelion Trilogy, di prossima pubblicazione presso Mondadori.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

4 novembre 2020

il-mare-senza-stelleLa collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
Zachary Ezra Rawlins studia all’Università nel Vermont e un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria: all’apparenza si tratta di un romanzo d’avventura, con pirati e simili, ma fra quelle pagine è raccontato un episodio della sua infanzia, chiaramente privato e non certo noto all’autore o autrice di un libro scritto chissà quando.
Da qui parte una lunga serie di enigmi e misteri: Zachary trova tre indizi, un’ape, una chiave e una spada, con cui arriva prima ad una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e alla fine arriva in un’antica libreria sotterranea, non solo un nascondiglio per i libri, ma molto altro.
Infatti si accede in un mondo alternativo, fatto di città disperse e mari immensi, amanti che comunicano attraverso il tempo e lo spazio, storie raccontate da ombre, un regno dimenticato che c’è chi è disposto a proteggere a costo della vita e chi invece vorrebbe annientare. 
Zachary non è solo, con lui c’è la rossa Mirabel, pittrice e evocatrice di universi, e il giovane e misterioso Dorian, e con loro compierà un viaggio attraverso fiabe, miti e leggende, per capire la verità su quel libro e qualcosa di più, a qualunque costo. 
Il Mare senza Stelle è un libro tra fantasy e gotico, insolito nei contenuti e nelle tematiche, un viaggio dell’eroe tra mondi incredibili, che celebra innanzitutto il potere delle storie e l’amore per i libri, omaggiando storie e generi, fino ad un finale che lascia senza fiato. Chi ama leggere, troverà nelle sue pagine echi (ma non somiglianze) con Lewis Carroll e il suo mondo di Alice, con La storia infinita di Michael Ende, con i romanzi del compianto Zafon, ma anche molto altro, molto di insolito, molto di nuovo. 
In fondo, ogni volta che si legge un libro si viene portati in un mondo altro, nelle pagine de Il Mare senza Stelle i mondi sono tanti, a ricordare l’infinità di storie raccontate dal genere umano dalle sue origini, e le storie ancora da raccontare.

Erin Morgenstern, classe 1978, è un’artista multimediale americana. Nata in Massachusetts, vive a New York. Il Mare Senza Stelle è il suo secondo romanzo.

Provenienza: libro del recensore.

Regine, draghi e guerrieri, la guida non ufficiale a Game of Thrones, di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Sono appassionata di fantasy e di serie TV da anni per non dire da decenni, e ovviamente non potevo mancare di vedere nell’ultimo decennio uno dei cult, Game of Thrones, o Il trono di spade, ispirata alla saga di George R. R. Martin, di cui aspetto con spasmodica attesa gli ultimi libri, anche se comincio a perdere ogni speranza.
Nella mia ormai continua attività di scrittura sulla cultura nerd, geek e otaku, non potevo non occuparmi di Game of Thrones; avrei voluto aspettare che uscissero gli ultimi due libri e magari il prequel televisivo, ma visto che i tempi si dilatavano, ho preferito concentrarmi comunque su otto stagioni uniche e sul mondo ad esse collegate.
Ho intrapreso quindi un bel viaggio nel mondo di Westeros, senza dimenticare gli altri libri di Martin, molto interessanti, e i precedenti del fantasy in letteratura, cinema e soprattutto televisione. Ovviamente la guida alle otto stagioni, con episodi, interpreti, personaggi e tematiche, ha la parte del leone.
Ho apprezzato di Game of Thrones la costruzione di un mondo complesso con richiami a varie epoche storiche della vita reale, i personaggi, dove nessuno è un eroe assoluto, e i colpi di scena, oltre allo stile di realizzazione, davvero cinematografico: non sono molte le serie che hanno cambiato la televisione, Twin PeaksX-FilesLostBuffy, ma credo che a questa galleria bisogna aggiungere Game of Thrones.
La mia casata preferita è quella Stark, di cui amo in particolare Arya, una Lady Oscar in erba più spietata, ma apprezzo anche vari altri personaggi, come Tyrion, Brienne, Jorah Mormont e Petyr Balish, detto Ditocorto.
Riguardo al finale, io, da brava fan storica di Riyoko Ikeda, temevo un’ecatombe in stile Lady Oscar che non c’è stata, che non avrebbe risparmiato Tyrion e una sorella Stark. La morte di Daenerys era prevedibile, così come quelle di Jaime e Cersei, che avrei però voluto più eroiche e tragiche.
Ovviamente, adesso aspetto i prossimi libri e il prequel e chissà che poi non torni a scrivere qualcosa in tema, per ora mi sto occupando di streghe, di fantasy organizzato in maniera enciclopedica e di serie televisive fantascientifiche.

Addio a Terry Goodkind, autore fantasy di culto, a cura di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Questo 2020 non certo fortunato si porta via anche Terry Goodkind, autore fantasy tra i più famosi e discussi della sua generazione, che ha creato il mondo de La spada della verità, una saga che l’aveva impegnato per oltre venticinque anni, con anche un prequel e uno spin-off.
Nato nel 1948, Terry Goodkind aveva avuto un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla dislessia, cosa che non le aveva impedito di appassionarsi alla lettura prima e alla scrittura poi,nonostante avesse lasciato il college dopo anni di bullismo da compagni e insegnanti.
Nel corso della sua vita aveva lavorato come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Da una vita viveva al largo della costa del Maine, sull’isola di Mount Desert con la moglie Jeri, ed era proprio mentre costruiva la loro casa che aveva avuto la prima idea per la sua saga, piena di magia, scontri, personaggi indimenticabili e con una morale interna ad ogni volume.
Il mondo de La spada della verità è molto interessante, complesso, avvincente, ma anche molto crudo e violento, e l’autore aveva provocato polemiche e discussioni per questo, soprattutto per la compiacenza con cui descriveva crudeltà e stupri, oltre che per le sue idee politiche di destra, ispirate al movimento filosofico dell’oggettivismo, che in realtà mescola varie posizioni e idee.
In ogni caso i suoi libri sono comunque importanti nella narrativa fantasy contemporanea, e ispirarono la non fortunata ma simpatica serie La spada della verità, ideata da Sam Raimi, che edulcorava non poco la trama originale, in onda dal 2008 al 2010.
In Italia Terry Goodkind è stato pubblicato da Fanucci, in varie edizioni, e ultimamente con lo spin off da Newton Compton. Il suo sito ufficiale è Terry Goodkind.net