Posts Tagged ‘fantasy’

:: Il Regno del male di Sandro Ristori (Newton Compton Editori 2018) a cura di Elena Romanello

11 aprile 2018
Il regno del male

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Spesso ci si lamenta delle poche proposte di autori italiani nel genere fantasy, spesso si dice anche che forse non siamo così bravi a scrivere questo tipo di storie, ma si può sempre scoprire qualcosa di nuovo, perché chi scrive fantastico c’è anche alle nostre latitudini, non copiando per forza modelli stranieri.
Come il primo libro di una nuova saga in tema scritta da Sandro Ristori, Il regno del male, che porta in un mondo in cui ci sono echi di Joe Abercrombie e Terry Goodkind, spietato e senza speranza, in preda a guerre, carestie, epidemie e pregiudizi che si traducono in discriminazioni, omicidi e altri comportamenti disumani.
Secondo un’antica leggenda, chi manifesta durante l’adolescenza una macchia particolare sulla pelle, visibile solo da un mago con una fiamma e chiamata il Segno, è maledetto e va esiliato, mentre sua madre va condannata ad un supplizio crudele in un lago vicino al villaggio, dove resta immersa finché non muore.
Questo è quello che capita ai due protagonisti, Kausi e Coral, due vite spensierate con qualche ombra fino al momento in cui scoprono di essere maledetti: devono lasciare il loro villaggio, valicare le Grandi Paludi, da dove nessuno è mai tornato e inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende. Ma forse, lontani da un mondo che li ha traditi, potranno scoprire nuovi modi di vivere e persone simili a loro con cui ricominciare a relazionarsi, in un mondo che comunque si presenta senza speranza.
Infatti tutto il Regno in cui vivono anche i due ragazzi è in ginocchio: da ovest sta arrivando una terribile pestilenza che sta devastando interi territori uccidendone gli abitanti, il re è da sempre troppo debole per opporsi agli intrighi degli avidi duchi della sua corte, mentre i barbari premono sui confini del nord e a sud stanno arrivando migliaia di profughi in fuga dalla fame e dalla guerra. E non ci sono solo queste vicende da raccontare, ma anche quella di Rakha, ragazza dotata di strani poteri, che in passato ha incrociato la strada dei due ragazzi esiliato e che ora ha nelle sue mani l’erede del duca di Courtenaray.
Una storia incalzante, raccontata al presente come una cronaca di guerra di oggi, dove l’elemento fantastico alla fine non è predominante, rispetto ad una metafora del mondo reale, tra discriminazioni verso il diverso, migrazioni, guerre, carestie. Un microcosmo cupo e senza speranza, molto più spietato a tratti di Westeros, ma alla fine simile a quello che sta accadendo qui, con una trama comunque appassionante di cui si spera di leggere presto i nuovi sviluppi.

Sandro Ristori è nato a Firenze nel 1982 e vive e lavora a Roma. Scrive, traduce, legge, impagina e immagina libri. Il Regno del male è il primo capitolo di una saga.

Source: inviato al recensore dalla casa editrice, si ringrazia Federica Cappelli dell’Ufficio stampa.

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:: Nel profondo della foresta di Holly Black (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

29 marzo 2018
Nel profondo della foresta

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La cittadina di Fairfold ha come particolarità il rapporto con le creature fatate della vicina foresta, a tratti incantevoli a tratti spaventose, cosa che attira ogni anno tanti turisti, molti dei quali non tornano però a casa loro, perché spariscono o fanno una brutta fine.
A Fairfold vivono Hazel e il fratello Ben, con un rapporto di fascino e paura verso i loro vicini di casa non proprio comuni, in particolare con un ragazzo con le corna che riposa da quando loro ricordano in una bara di vetro, attrazione non da poco e verso il quale i due ragazzi provano da sempre interesse e curiosità.
Hazel e Ben hanno immaginato fin da bambini la storia di questo giovane senza tempo e immerso in un sonno magico, immaginandolo o come un principe dal cuore nobile o come un essere crudele e spietato. Hazel però ormai è grande e sente il richiamo verso un’altra vita, forse più reale, che possa toccare sia lei che Ben, da sempre desideroso di fare il musicista. Del resto quel ragazzo non sembra volersi svegliare: ma un giorno accade qualcosa di veramente imprevedibile e la vita di Fairfold è sconvolta per sempre, in maniera che forse potrebbe essere davvero pericolosa e fatale per tutti. Forse Hazel dovrà ricordare qualcosa che è andato perso nei suoi ricordi, qualcosa che può cambiarla ma anche distruggerla.
Il termine urban fantasy è diventato ormai sinonimo di storielle stile Harmony tra creature fantastiche e ragazze umane: non tutto l’urban fantasy è così, e se si vuole leggere qualcosa di veramente diverso e interessante il libro di Holly Black è la scelta giusta, romanzo di formazione e fiaba nera con richiami alle tradizioni celtiche e anglosassoni sul Piccolo Popolo, fate, folletti e simili, tutto tranne che creature dolci e simpatiche.
Non è la prima volta che l’autrice porta gli esseri del mondo fatato nella realtà di tutti i giorni, l’aveva anche fatto con l’ottima trilogia delle Fate sotto la città: qui però si richiama nelle atmosfere di un luogo nel mondo di oggi ma sospeso nel tempo, dove il mondo ultraterreno di antiche leggende è parte della vita degli esseri umani, tra attrazione turistica e pericolo mortale, rappresentando una sorta di lato oscuro da cui non ci si riesce a liberare.
Holly Black mescola elementi del folklore, di fiabe come Biancaneve (ma capovolta come ruoli, visto che è un principe a dormire nella bara..) e dei romanzi di Stephen King adattati ad un pubblico che dovrebbe essere di ragazzi nelle intenzioni ma che in realtà può essere molto più ampio. Il risultato è un libro che dà voce ad alcune delle radici più importanti del fantasy e del fantastico, raccontando anche il percorso non scontato di Hazel, ragazza che scoprirà di essere stata ed essere speciale, ad un prezzo che sarà alto ma inevitabile.

Holly Black è autrice di molti romanzi fantasy per bambini e ragazzi. È nata il 10 novembre 1971, è cresciuta nel New Jersey e ha sempre amato leggere, fin da bambina. Ha collaborato con l’autore e amico Tony DiTerlizzi alla scrittura de Le Cronache di Spiderwick e con Cassandra Clare per la serie di Magisterium; inoltre, ha scritto una serie di graphic novel finalista all’Eisner Award, I buoni vicini. I suoi romanzi hanno sempre trovato il favore della critica e il suo libro Doll Bones ha vinto il Newbery Honor e il Mythopoeic Award. L’ultimo romanzo per giovani adulti, Nel profondo della foresta, segna il suo ritorno alla letteratura dalle atmosfere fiabesche. Holly vive in Massachussetts con il marito Theo e il figlio Sebastian in una casa con una biblioteca segreta.

Source: acquisto del recensore.

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:: Le lame del cardinale di Pierre Pevel (Mondadori 2017) a cura di Elena Romanello

26 marzo 2018
Le lame del cardinale - Pierre Pevel

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Ci sono luoghi letterari per antonomasia, in cui nessun lettore è vissuto perché in un altro mondo o in un altro tempo, ma che si conoscono come se fossero casa propria: uno di questi è la Parigi dei Tre Moschettieri di Alessandro Dumas, più volte imitata ma raramente eguagliata, modello per tutto il romanzo storico successivo e ricercata da chi si reca oggi nella capitale francese.
Ci riesce ottimamente a restituirla Pierre Pevel, autore di punta del fantasy d’oltralpe che è bene che sia stato tradotto anche in Italia, ne Le lame del cardinale , romanzo che rievoca le atmosfere note aggiungendoci però una forte componente fantastica.
Siamo nel 1633 a Parigi, appunto, Luigi XIII regna ma chi comanda davvero è il cardinale Richelieu che incarica il gruppo chiamato appunto le lame del cardinale di uccidere un emissario della misteriosa organizzazione Artiglio nero. Ci sono intrighi e duelli, oltre che giri nei bassifondi di Parigi e nei corridoi dei palazzi, ma la Francia che racconta Pierre Pevel è un po’ diversa, visto che ci sono esseri discendenti dai draghi che vivono in mezzo a uomini e donne normali, esseri capaci di vivere a lungo e di nascondersi sotto sembianze umane, rigenerandosi periodicamente secondo un procedimento spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo e nascondendo il loro segreto eccetto quando si guardano in determinati specchi.
Ci sono tanti sottofiloni del fantasy, alcuni più frequentati altri meno: Le lame del cardinale si pone tra l’ucronia, la storia alternativa, e il fantasy a sfondo storico, scegliendo un’epoca diversa dall’interessante ma forse un po’ troppo già letto Medio Evo alternativo. Il libro è senz’altro interessante per chi ama il romanzo storico ed è nostalgico delle atmosfere di Dumas, ma è consigliabile anche a chi ama il fantasy e cerca qualcosa di insolito e nuovo, con toni che si mescolano e la descrizione comunque accurata di un’epoca con in più l’elemento magico, che irrompe nelle prime pagine con una metamorfosi da drago a donna e che poi emerge periodicamente, con draghi tenuti come animali domestici, anche da Richelieu al posto dei famosi gatti, ma anche con qualcosa di ben più inquietante.
Il libro di Pierre Pevel è solo uno dei tanti titoli fantasy usciti oltralpe in questi ultimi anni e si spera che faccia da testa di ponte per la scoperta di un immaginario tra l’altro vicino al nostro e molto prolifico, in un Paese come la Francia che adora il fantastico d’importazione e produce anche un suo fantastico mescolandolo in particolare con il romanzo storico. Le lame del cardinale presenta una vicenda che si conclude ma con un cliffhanger finale che fa presagire nuovi sviluppi, che inftti ci sono stati, perché a questo seguono altri due libri con nuove avventure per questi moschettieri cacciatori di draghi e di magie.

Pierre Pevel è nato nel 1968. Per seguire il padre, militare di carriera, nella sua giovinezza ha abitato in diverse città tra cui Berlino. È scrittore, giornalista e autore di giochi di ruolo. Diversi sono i suoi romanzi fantasy tra cui Les Ombres de Wielstadt (2001), che gli è valso il Grand Prix de l’Imaginaire nel 2002. Nel 2005 è stato insignito del Prix Imaginales. La trilogia delle “Lame del Cardinale” è stata pubblicata con successo in dieci paesi stranieri. L’autore vive a Nancy.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Terramare – La saga completa di Ursula K. Le Guin (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

23 febbraio 2018
Terramare

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Quando muore un autore o un’autrice famosi non c’è niente di meglio per ricordarli che riprendere in mano i suoi libri e rileggerli. In questi anni abbiamo dovuto salutare tanti compagni e compagne di letture di lungo corso, spesso iniziate durante l’infanzia o l’adolescenza, uno degli ultimi è stata Ursula K. Le Guin, scomparsa il 22 gennaio scorso a 87 anni, maestra del fantastico, sia fantascienza che fantasy, autrice di mondi alternativi che ha anche ispirato cinema e film d’animazione, anche se lei non è rimasta soddisfatta fino in fondo.
I libri di Ursula K. Le Guin meritano tutti di essere letti o riletti, negli anni sono usciti in varie edizioni e sono reperibili sia tra le novità che nel mercato dell’usato che in biblioteca, per cui in qualsiasi momento si possono leggere o rileggere le sue opere, approfittando dell’occasione della sua scomparsa ma ricordando che è sempre bello riprendere in mano libri che restano nel cuore. Però, tra le tante, forse ce ne è una imperdibile sempre e comunque, la serie di Terramare, di cui per puro ma fortuito caso è uscita una nuova edizione per gli Oscar Mondadori in concomitanza con la scomparsa dell’autrice, dal titolo Terramare la saga completa. La serie è nota anche come Earthsea, titolo usato anche in passate edizioni italiane presso altri editori e negli anni i libri che compongono la saga sono usciti anche singolarmente.
Nella storia di apprendistato del giovane Ged, mago destinato a lottare contro le forze delle tenebre che minacciano il suo mondo, diventando Signore dei draghi, il protagonista si troverà a dover lottare contro se stesso e le sue ambizioni, in una saga che coinvolgerà anche altri personaggi, metafora della vita, con ispirazioni che spaziano dalla fiaba classica a Philip K. Dick, da Tolkien a Isaac Asimov, con al centro di tutto discorsi non retorici sulla parità di genere, la ricerca di se stessi, il pacifismo, la ricerca di una società giusta e utopica.
Un romanzo diventa un classico quando ha sempre qualcosa da dire, anche a chi è nato anni dopo la sua prima pubblicazione: Terramare è uno di questi casi, un insieme di libri che si può leggere sotto varie angolazioni, come pura avventura nella fantasia, come descrizione di un mondo alternativo fatto non solo di incanto, come storia sociale, come aspirazione ad un modo migliore di essere e di vivere.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a scrivere fantascienza fin da bambina; ha pubblicato il primo racconto, Aprile a Parigi, nel 1962, ma è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il Premio Nebula che il Premio Hugo per La mano sinistra delle tenebre. Gli stessi riconoscimenti ottenuti poi nel 1974 per I reietti dell’altro pianeta. Anarchica e femminista, è una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea e per i suoi libri ha ricevuto decine di premi, tra cui un National Book Award (La spiaggia più lontana, 1973).

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Il libro della polvere – La Belle Sauvage di Philip Pullman (Salani 2017) a cura di Elena Romanello

22 febbraio 2018
Il libro della polvere di Philip Pullman

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Dopo più di dieci anni torna il mondo della Bussola d’oro, una delle più interessanti saghe del fantastico contemporanee, con il primo di quella che sarà una nuova serie di libri che vanno a formare quello che è una sorta di prequel, anche se Philip Pullman l’ha definito più una storia ambientata in un altro universo narrativo rispetto a quello dei precedenti libri.
Ci troviamo infatti alcuni anni prima gli eventi noti e narrati in precedenza, l’intrepida Lyra è poco più di una neonata ma una profezia intorno al suo ruolo futuro può già metterla in pericolo. Il protagonista della vicenda è Malcolm Polstead, un ragazzo di undici anni, curioso e diligente, visto che di giorno va a scuola e la sera aiuta i genitori che gestiscono una locanda sul fiume, oltre a fare qualche commissione per le suore del convento vicino. Il suo passatempo preferito è però giocare con Asta, il suo daimon, in particolare sulla sua canoa, la Belle Sauvage.
La sua vita scorre serena finché un giorno alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e alle suore viene affidate una bambina di pochi mesi, Lyra, appunto. Ma quella bambina è in pericolo e sarà Malcolm a partire in un lungo viaggio con lei, lungo il fiume e ancora più lontano in un mondo in cui si ha paura di liberi pensatori, del futuro, dei cambiamenti, di chi contesta dogmi religiosi vecchi e consolidati, sospesi tra una parascienza e credenze che non spiegano il mistero della polvere e dei daimon.
Si sentiva davvero la mancanza degli universi di Philip Pullman, autore che sa mescolare fantasia e metafora della realtà e questo libro apre senz’altro un nuovo capitolo su un mondo affascinante e inquietante, specchio deformato del nostro e capace a suo tempo di suscitare anche non poche polemiche.
Il libro della polvere, romanzo d’avventura e di formazione, storia di paura e d’incanto, critica ai fondamentalismi e ai dogmatismi è un libro per tutti, per i ragazzi che anni fa lessero la prima trilogia, per chi l’ha letta da adulto, per chi non era ancora nato allora e può tranquillamente iniziare da qui.
Un libro quindi con più livelli di lettura, che apre nuovi orizzonti su una realtà di immaginazione che sembra davvero stare a pochi passi dal nostro mondo, con un nuovo eroe giovanissimo e in cui immedesimarsi, Malcom, anche lui in cerca di una sua strada come farà Lyra. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli, che si spera non tarderanno.

Philip Pullman è uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. È nato a Norwich in Inghilterra, da bambino ha vissuto in Australia e in Zimbabwe, si è laureato a Oxford. Il suo primo romanzo, Il conte Karlstein, è uscito nel 1982. Da allora ha pubblicato 33 libri per ragazzi e per adulti. Con La bussola d’oro e la trilogia Queste oscure materie ha vinto, tra gli altri, la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Book Award e il Whitbread Award. Nel 2005 è stato premiato con l’Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro nel 2007 è stato nominato il migliore tra i libri vincitori della Carnegie Medal negli ultimi settant’anni.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: La figlia della strega di Catherine Egan (Editrice il Castoro 2017) a cura di Elena Romanello

9 febbraio 2018
La-figlia-della-strega-copertina

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In un mondo in cui la magia è stata messa al bando e chi la pratica perseguitato, la giovane Julia ha assistito alla condanna a morte della madre, accusata appunto di stregoneria, quando era solo una bambina, ed è rimasta sola con il fratello. Ora è cresciuta e non ha dimenticato, anche perché anche lei possiede dei poteri, come quello di rendersi invisibile, e questo l’ha resa la migliore ladra e spia della città di Spira. Poteri che potrebbero costarle la vita e che finora ha saputo dissimulare, in cerca anche di una vendetta per quello che è stato fatto alla sua famiglia.
Julia deve fingersi una cameriera nella casa della nobile signora Och per scoprire che segreti nascondono i suoi ospiti, e presto la ragazza inizia a sospettare un legame tra chi vive lì e una serie di omicidi che insanguinano Spira. Presto entrerà in contatto con forze potenti e pressanti, che possono rivelarsi molto pericolose e da cui può dipendere il destino stesso del mondo, o forse un nuovo modo di vivere non più basato sull’intolleranza e sull’uccisione di chi viene percepito come diverso, un qualcosa che a Julia non può non stare a cuore.
Non è la prima volta che il fantasy racconta storie di mondi alternativi che somigliano non poco alla Storia reale nostra e non è nemmeno la prima volta che si cimenta con una protagonista femminile interessante, secondo una serie di archetipi che funzionano sempre, e uno di questi è proprio la donna di magia, la strega non certo più percepita come malvagia come nelle fiabe classiche.
Quello che rende interessante La figlia della strega è l’ambientazione nelle retrovie delle città, non fra battaglie e corti, ma attraverso il lavoro delle spie, esistenti in tutti i mondi paralleli, con una trama che contiene anche elementi del thriller e dell’horror, con una ricerca della verità che permetterà anche alla protagonista di scoprire qualcosa di nuovo su stessa.
La protagonista è interessante, perché rappresenta un archetipo poco usato nei romanzi del filone fantastico, quella della ragazza all’apparenza insospettabile ma che in realtà fa il doppio gioco: la figura della strega funziona sempre, e qui comunque è trattata in maniera insolita, in un mondo che rievoca non poco l’intolleranza di tante epoche reali, anche non troppo lontane nel tempo.
La figlia della strega non casca inoltre nelle trappole di troppa narrativa young adult di genere fantastico, come del resto è nello stile delle proposte di Hot Spot, che propongono storie reali e non lontane dagli stereotipi stile Harmony, e capaci di proporre argomenti su cui riflettere, sia pure con la metafora di un mondo alternativo.
La figlia della strega è il primo libro di una serie, infatti il finale lascia non pochi appigli, e c’è da sperare di vedere tradotti anche i successivi volumi della serie.

Catherine Egan è nata e cresciuta a Vancouver, in Canada. Nella sua vita ha viaggiato molto e ha vissuto in Giappone, Cina e Stati Uniti, per poi stabilirsi in Connecticut con suo marito e i suoi due figli. È autrice della trilogia fantasy The Last Days of Tian Di.

Provenienza: omaggio della casa editrice al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

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:: La battaglia delle tre corone di Kendare Blake (Newton compton 2017) a cura di Elena Romanello

25 gennaio 2018
La battaglia delle tre corone

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Da sempre sull’isola di Fennbirn, mondo dominato dalla magia e da altre forze mistiche, ogni generazione ha visto la nascita di tre gemelle eredi al trono, entrambe degne di succedere e diventare la prossima sovrana per gli anni a venire: ma solo una di loro tre diventerà regina e le altre dovranno perire.
Questa volta sono in lizza Mirabella, fiera maga degli elementi, che padroneggia in incantesimi spesso pericolosi, Katharine dominatrice dei veleni ai quali è immune, infatti vive in simbiosi con un temibile serpente corallo, e Arsinoe, maga complice delle forze della natura, capace di far sbocciare i fiori e ammansire le belve feroci.
Le tre ragazze sono cresciute separate, ma a partire dalla notte del loro sedicesimo compleanno dovranno affrontarsi per stabilire la supremazia tra di loro, ma forse stavolta le cose andranno in maniera diversa, o forse non si possono distruggere tradizioni di millenni.
Il fantasy propone da decenni storie scritte da donne con al centro personaggi femminili interessanti: del resto questo non è appannaggio solo delle scrittrici, basti pensare alle eroine e antagoniste al centro della saga del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin. La battaglia delle tre corone, storia di un mondo da fiaba dark non molto approfondito dall’autrice ma dotato di un certo fascino, si inserisce tra queste storie, raccontando un gioco di potere mortale che si ripete da secoli tra tre antieroine affascinanti e a cui ci si affeziona, tre Cersei Baratheon in versione adolescenziale tra le quali è difficile scegliere la propria preferita, per una storia che funziona senz’altro come autoconclusiva ma che è il primo capitolo di una nuova saga, tra giochi di potere, magie, inganni, morti, di cui l’autrice ha già pubblicato il secondo volume e di cui sono attesi almeno altri due libri.
Gli archetipi del fantastico della principessa in cerca della sua strada e non di un principe che la salvi e della regina potente e forse anche un po’ malvagia trovano ne La battaglia delle tre corone una nuova rilettura, molto affascinante e non scontata.

Kendare Blake, adottata all’età di sette mesi, arrivò nella cittadina di Cambridge, nel Minnesota, dalla Corea del Sud. Si è laureata negli USA e ha conseguito un master in Scrittura Creativa presso l’università di Middlesex, a Londra. La Newton Compton ha pubblicato Anna vestita di sangue, primo libro di un dittico di prossima trasposizione al cinema, e La battaglia delle tre corone. Il suo sito è http://www.kendareblake.com

Provenienza: acquisto personale del recensore.

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:: Partagas di Gianluca D’Aquino (Eden Edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

21 dicembre 2017

partagasSpesso si accusa il fantasy di essere svincolato dalla realtà: questo ovviamente non è vero, sono tanti i libri che dimostrano il contrario, ma per chi continuasse a perseverare in quest’idea si può consigliare la lettura di un titolo uscito per l’editore romano indipendente Eden Edizioni, Pàrtagas, dell’autore alessandrino Gianluca d’Aquino.
Con uno stile che ricorda molto quello di uno dei nuovi nomi del fantasy internazionale, Joe Abercrombie, Gianluca d’Aquino immerge in un universo parallelo molto simile al Medio Evo reale europeo, con al centro di tutto uno scontro tra regni, civiltà e religioni.
Il Pàrtagas del titolo è infatti un microcosmo suddiviso in nove regni, ognuno con le sue caratteristiche, a cui si aggiunge un decimo territorio, “le Terre di Nessuno”, abitato da popolazioni nomadi. Il romanzo racconta come i rapporti tra Paesi culture diversi tra di loro siano minati dai mutamenti nell’assetto politico di alcune di queste terre, dove sono giunti al potere persone immigrate dalle Terre di Nessuno, un luogo dove si pratica una religione particolare e diversa, la fede lisimaca, monoteista, totalitaria a tratti e che può quindi cambiare profondamente la società, gli equilibri, le abitudini.
Sullo sfondo di questo evento, metafora di come si espanse la religione musulmana dopo la predicazione di Maometto (ma non ci sono richiami reali), si intrecciano varie storie e vicende, senza buoni e cattivi assoluti, solo gente che si trova a dover vivere un momento storico particolare e non certo indolore.
Del resto il tema dello scontro tra culture e religioni è quanto mai attuale, e vederlo con lo specchio deformato del fantastico aiuta anche ad esorcizzarlo e forse pian piano a capirlo meglio, come accade da sempre con la buona letteratura fantasy e fantascientifica, che racconta la realtà in maniera all’apparenza irreale.
Non bisogna però pensare che Pàrtagas sia un noioso romanzo moraleggiante: ci sono avventure, ci sono intrighi, ci sono colpi di scena, con toni comunque mai troppo crudi, a differenza per esempio di un George R. R. Martin, tanto che è una lettura interessante per tutte le età, per chi cerca una storia curiosa e non già tanto letta con cui appassionarsi riconducibile al fantastico ma che faccia riflettere.
Da segnalare che il libro conta una bella prefazione del grande Sergio “Alan D.” Altieri, uno dei numi del fantastico che ci ha lasciati quest’anno, come sempre attento ai nuovi talenti in un genere in cui lui stesso ha dato molto.

Gianluca d’Aquino, alessandrino, classe 1978, è autore di romanzi, sceneggiature e racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori (Lettera dall’Eritrea, Il rumore del vento, La casa sul lago, La quintessenza, Il tempo delle risposte, Omicidio alla festa medievale) e nelle antologie e collane Delos Books (Quel che non è dato sapere, e la serie di Extinction e la novella Torino 1835, sul capoluogo sabaudo alle prese con il colera.

Source: inviato dall’ autore al recensore che ringraziamo.

:: La saga di Evermen di James Maxwell a cura di Elena Romanello

20 dicembre 2017

evermenPer gli orfani in attesa dei prossimi romanzi di George R. R. Martin può essere interessante provare a leggere la saga di Evermen di James Maxwell, uscita per Fanucci e composta finora da Evermen L’incantatrice, Evermen La reliquia nascosta, Evermen il sentiero della tempesta e Evermen La tradizione.
Una storia di intrighi, battaglie, magie, guerre, passioni, tradimenti che parte da un fratello e da una sorella, Miro e Ella, rimasti orfani giovanissimi e obbligati a cercare la propria strada. Miro si arruola nell’esercito, per combattere le forze oscure che si sono impossessate della sua terra, mentre Ella scopre di avere poteri magici e inizia a frequentare l’Accademia degli Incantatori. Presto i due ragazzi capiscono che da loro può dipendere il destino del loro mondo, proteggendo una reliquia perduta, in grado di dare il potere massimo e per questo ricercata dal Primate, capo degli invasori. E del resto la pace sarà sempre in pericolo, una pace in cui Miro cerca di iniziare una nuova vita con l’amata Amber, mentre Ella approndisce le arti magiche e di costruzione di manufatti, per contrastare il potere degli Evermen, antico e che può essere scatenato in ogni momento. Miro troverà potere e onore, ma la sua posizione verrà minacciata in ogni momento e sarà Ella a cercare di andare in suo aiuto rivolgendosi al nuovo imperatore Killian, che ha già incrociato la sua strada in altre occasioni.
Ci troviamo di fronte ad un fantasy avvincente, che continuerà con nuovi capitoli, dai toni adulti, con personaggi interessanti, tante sottotrame e tematiche che spaziano dal conflitto tra potere e morale all’importanza della devozione e dell’amicizia, dalla ricerca di un mondo migliore alla lotta contro le ingiustizie. I protagonisti non sono perfetti, non ci sono eroi senza macchia e senza paura, e hanno grande importanza, come è ormai d’obbligo, i personaggi femminili, in particolare Ella, all’inizio una ragazzina che somiglia a tratti a Harry Potter nel suo intraprendere una scuola di magia (più dark di Hogwards, comunque) e poi una donna consapevole del suo potere e dilaniata comunque da mille dubbi.
Tra l’altro, leggendo i libri di Evermen viene anche da pensare che se ne potrebbe trarre un bel serial tv: gli elementi ci sono tutti e il mondo descritto, più cupo di Shannara ma non così estremo come Westeros, avrebbe tutti i requisiti per piacere. Nell’attesa ci sono un bel po’ di pagine in cui immergersi, con nuovi libri in arrivo.

James Maxwell è cresciuto nell’incantevole Bay of Islands, in Nuova Zelanda, e ha studiato in Australia. Fin da piccolo, ha divorato romanzi di fantascienza e classici del fantasy e il suo amore per i libri si è tradotto in una passione per la scrittura, che coltiva da quando ha undici anni. Ventenne, ha deciso di partire alla scoperta del mondo. Ha vissuto a Londra, in Thailandia, Messico, Australia e a Malta. Quando non scrive o non è in viaggio, si diletta tra vela, snowboard, chitarra classica e cucina francese. Sta lavorando alla saga di Evermen di cui sono usciti ormai vari capitoli.

Provenienza: acquisto personale del recensore.

:: Fantasy Cats di Paolo Barbieri (Lo Scarabeo 2017) a cura di Elena Romanello

19 dicembre 2017
fantasy cats

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I cultori e lettori del fantastico italiani e non solo conoscono lo stile e le immagini di Paolo Barbieri, illustratore di varie copertine di autori e autrici come Herbie Brennan, Licia Troisi, Sergej Luk’janenko, Ursula K. Le Guin, Robert E. Howard, Cornelia Funke, Robert Louis Stevenson, Umberto Eco, George R. R. Martin, Terry Brooks, nonché autore di libri illustrati con le sue creazioni, presenti anche in pubblicazioni come tarocchi, manuali di giochi di ruolo, videogiochi.
Per la casa editrice torinese Lo Scarabeo Paolo Barbieri propone Fantasy cats, tributo in chiave fantastica ad uno degli animali più amati ed emblematici, il gatto, icona di fiabe, leggende e miti dai tempi degli egizi. In parallelo Paolo Barbieri si è occupato di draghi, animali fantastici per antonomasia: i gatti esistono veramente, ma sono talmente circondati di storie e di immaginario da essere creature fantastiche, forse più dei draghi.
Con didascalie in italiano e in inglese Fantasy cats presenta immagini di gatti alati e gatti steampunk, gatti con streghe e gatti con fate, gatti in mondi esotici e gatti che si richiamano alla dea egizia Bastet, gatti in foreste e in regni fantastici, gatti da fiaba e gatti in luoghi quasi reali, gatti con draghi e gatti nello spazio. Tutte le sfumature dei gatti in altri universi, dove si muovono a loro agio, quasi uscendo dalle tavole di Paolo Barbieri, di cui sono presentati anche in diversi casi gli schizzi preparatori.
Un libro per gli amanti del fantastico e per gli amanti dei gatti, sui quali è bene raccontare come continuano a ispirare gli artisti con la loro presenza e la loro bellezza, soprattutto negli ambiti dell’immaginario. Il rapporto di gatti con i creativi del resto è antico e continua a perpetuarsi.
Fantasy cats è anche l’occasione per scoprire o riscoprire l’attività de Lo Scarabeo, casa editrice specializzata in tarocchi e libri illustrati, che al momento sta anche collaborando alla mostra sui tarocchi appunto del MEF, Museo Ettore Fico, di Torino.

Paolo Barbieri, mantovano, classe ’71, è l’artista di punta per le copertine di case editrici del calibro di Mondadori. Ha frequentato l’Istituto d’arte di Mantova e l’Accademia di Milano, ed è amato per la raffinata espressività e l’ormai acclamato talento; nel 2011 è stato il primo illustratore italiano a essere Artist Guest of Honor al Lucca Comics & Games, con una mostra antologica che l’ha visto protagonista nelle splendide sale del Palazzo Ducale della città. Partecipa regolarmente a molti eventi sui fumetti e sui libri in varie città italiane. Tra i suoi libri di illustrazioni ricordiamo Le creature del Mondo emerso (Mondadori 2008) sui personaggi dei libri di Licia Troisi, Le guerre del Mondo emerso: Guerrieri e creature (Mondadori, 2010), Favole degli dei (Mondadori, 2011), sulla mitologia, L’inferno di Dante (Mondadori 2012), Fiabe immortali (Mondadori, 2013), sulle fiabe classiche, Sogni (Lo Scarabeo, 2016), Zodiac (Lo Scarabeo, 2016), Draghi e altri animali (Mondadori, 2017) su un altro animale icona, immaginario stavolta.

Provenienza: acquisto personale del recensore.

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:: Wintersong di S. Jae-Jones (Newton Compton Editori 2017) a cura di Elena Romanello

30 novembre 2017

wintersongLe storie d’amore in stile Harmony che hanno invaso gli scaffali dei romanzi di genere fantastico sono state un capitolo decisamente poco felice dell’editoria degli ultimi anni, oltre che un ennesimo modo per screditare filoni in realtà ben più complessi e interessanti. Per fortuna il nuovo titolo Newton Compton Wintersong è un romanzo ben diverso dalle vicende di vampiri luccicanti e altre amenità, una storia fiabesca con richiami a vari archetipi, con più livelli di lettura.
In un’epoca sospesa tra barocco e Romanticismo la giovane Liesl sogna di diventare compositrice di musica, ma deve fare i conti con i limiti imposti alle donne dalla società in cui vive. Fin da bambina sente leggende sul Re dei Goblin che cerca periodicamente una sposa per il suo regno sotterraneo, con ricordi di un incontro con un giovane misterioso.
Quando la sorella di Liesl viene rapita proprio dal Re dei Goblin e sparisce dalla memoria di tutti tranne che dalla sua, Liesl si mette in viaggio per salvarla, scendendo in un mondo pericoloso e magico e giungendo al sacrificio della sua libertà, rimanendo lei nel Sottomondo e confrontandosi con una storia di solitudine e ricerca d’amore che dura da secoli, oltre che con creature inquietanti e pericolose e con il rischio di perdere se stessa per sempre.
La prima storia che viene in mente leggendo il libro è quella, della mitologia classica, tra Ade e Persefone, archetipo di vita che svanisce sotto terra per rinnovarsi. Poi, ovviamente, ci sono echi de La Bella e la Bestia, fiaba ridiventata popolarissima grazie al cinema, ma anche del cult anni Ottanta Labyrinth, con il personaggio del Re dei Goblin che ricorda non poco il Jareth di David Bowie. Per finire, il richiamo della musica non può che ricordare Il fantasma dell’Opera, non tanto il romanzo di Gaston Leroux ma il musical di Andrew Lloyd Webber.
Wintersong racconta con questi elementi una storia originale, dove si parla di solitudine, di ricerca dell’amore, di identità, di creatività, di desiderio, di sacrificio, di amore che non è chiedere ad un’altra persona di rinunciare alla sua libertà. Un romanzo denso di suggestioni, con riferimenti reali, a cominciare dal ruolo subalterno della donna nella musica per secoli, non banale, che non scade nel consolatorio e melenso romanzetto rosa e che anzi ha una conclusione insolita, amara forse ma non improntata all’annullamento del personaggio femminile.
In fondo Liesl e il Re dei Goblin rappresentano due solitudini che si incontrano, provano a confrontarsi e poi proveranno a trovare un modo di andare avanti oltre allo scontato e vissero tutti felici e contenti. Un romanzo per chi ama le riletture moderne delle fiabe e per chi cerca storie oltre stereotipi e cose trite e ritrite.

S. Jae-Jones è un’artista e una scrittrice. Nata e cresciuta nella soleggiata Los Angeles, ha vissuto dieci anni a New York – dove ha lavorato come editor di narrativa Young Adult – prima di trasferirsi nel North Carolina. Quando non è impegnata a scrivere, la si può trovare a scalare rocce, praticare skydiving, far fotografie, disegnare o trascinare il suo cane in lunghissime escursioni. Wintersong è il suo esordio nella narrativa.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Il drago verde di Scarlett Thomas (Newton Compton 2017) a cura di Elena Romanello

17 novembre 2017

drago verde ThomasScarlett Thomas si è già fatta conoscere dal pubblico italiano con i suoi romanzi rivolti ad un pubblico adulto, arguti e interessanti, sospesi tra realtà e fantasia, tutti editi da Newton Compton.
Adesso arriva il primo libro di una sua nuova serie, Il drago verde, nominalmente rivolto a un pubblico di ragazzi ma in realtà piacevolissimo e divertente a qualsiasi età, con echi sì come qualcuno ha detto della Rowling e di Harry Potter, ma soprattutto di Philip Pullman.
In una Gran Bretagna alternativa vive Effie Truelove, ragazzina che studia all’Accademia Tusitala per Ragazzi Dotati, Problematici e Bizzarri, posto non certo idilliaco, anzi accoglie gli spostati della società. Inoltre l’Accademia è un edificio strano e misterioso, anche un po’ macabro, dominato da un’insegnante terribile che fa venire gli incubi ai suoi studenti, Effie in testa.
Effie sa che esiste la magia, lei stessa sente che non le è estranea, ma suo nonno Griffin non vuole parlarle di quello né insegnarle nulla, anche se sembra saperne molto. Un giorno il nonno rimane vittima di un’aggressione e finisce gravissimo in ospedale: Effie deve occupari della sua preziosa biblioteca, che l’ha sempre affascinata, ma trova sulla sua strada un oscuro collezionista di libri antichi che si prende tutti i libri, tranne uno. Effie entra tramite l’unico volume rimasto in un mondo alternativo, magico e pericoloso, dominato da draghi e creature fantastiche, dove però c’è la Diberi, un’organizzazione segreta che vuole distruggere l’umanità in questa dimensione. Effie dovrà chiedere aiuto ad alcuni suoi amici, in un’avventura che sarà comunque la prima di molte.
Ci sono anche echi di Michael Ende e Lewis Carroll e della sua Alice, una delle prime icone del fantasy moderno, nelle pagine di un libro ironico, che capovolge archetipi e anche stereotipi del genere, presentando una nuova figura di eroina simpatica e un po’ pasticciona, senza essere scontata e stucchevole, e un nuovo paese delle meraviglie sospeso tra incanto, paura e risate.
Il drago verde si rivela quindi un’avventura per tutte le età, per i più giovani e per chi ha già apprezzato Scarlett Thomas in altre vesti, oltre che per tutti i cultori del fantasy, in attesa spasmodica ovviamente del secondo capitolo.

Scarlett Thomas è nata a Londra nel 1972. Insegna scrittura creativa presso la University of Kent e collabora con diverse testate giornalistiche. Nel 2001 l’Independent on Sunday l’ha segnalata tra i venti migliori giovani scrittori britannici. È stata candidata al premio Orange e al South African Boeke Prize e i suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue. La Newton Compton ha pubblicato Che fine ha fatto Mr Y.; PopCo; L’isola dei segreti; Il nostro tragico universo; Il giro più pazzo del mondo e Il messaggio segreto delle foglie, tutti accolti con grande favore dal pubblico e dalla critica.

Source: acquisto personale del recensore.