Posts Tagged ‘fantasy’

Il viaggio di Halla di Naomi Mitchison (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2020

hallasmallFazi propone nella sua collana Lainya dedicata alla narrativa fantastica un titolo non recente, appartenente a quelli che sono i classici del genere, tra l’altro inedito nel nostro Paese e quindi ancora più prezioso.
Naomi Mitchison fu un’attivista sociale, una femminista, un’autrice di romanzi fantasy, oltre che una grande amica di Tolkien, sua prima lettrice e consigliera nella sua costruzione di un universo che ha cambiato la narrativa non solo di genere.
Il viaggio di Halla è una fiaba di ambientazione nordica, e racconta appunto la storia di Halla, la figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui la bambina cresce accudita dagli orsi, per poi andare a vivere con i draghi sulle montagne, ben diversi da cosa si dice su questi animali, visto che sono loro i buoni minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani.
Odino, il re degli dei, offre ad un certo punto una scelta alla ragazza: vuole vivere come i draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare per il mondo?
Halla inizia così un nuovo capitolo della sua vita, in giro per nuove terre e tra antiche leggende, con incontri incredibili e magie, mentre la sua conoscenza di tutti i linguaggi, umani e animali, la aiuta ad andare oltre le apparenze e a mettere in discussione i suoi preconcetti e a scoprire nuovi modi di vivere e pensare.
Il viaggio di Halla è un libro agile e veloce, una favola senza tempo sospesa tra tanti immaginari, con tra le righe valori come la comprensione e la tolleranza, la curiosità e l’apertura verso il diverso.
Naomi Mitchison si rivela quindi un’autrice da scoprire, e c’è da sperare che Il viaggio di Halla sia il primo di una serie di riproposte di opere sue, perché è senz’altro importante leggere le nuove voci del fantastico, anche di culture emergenti, ma non bisogna dimenticare i classici, quelli da cui tutto è cominciato, tra cui ci sono anche diverse autrici finora trascurate. Tra gli stimatori di Naomi Mitchison, paragonata a una Rowling o ad un Pullman ante litteram, ci sono scrittori e scrittrici di generazioni diverse, come Holly Black e la grande Ursula K. Le Guin.

Naomi Mitchison nacque in Scozia e visse fino all’età di 101 anni, tra il 1987 e il 1999. Viaggiò in tutto il mondo e scrisse più di settanta libri, spaziando dal fantasy alla fantascienza, dalla poesia alla non-fiction. Molto attiva in ambito politico e sociale, aderì alle cause del socialismo e del femminismo, battendosi in favore della liberazione sessuale e dell’aborto. Intima amica dello scrittore J.R.R. Tolkien, fu tra i primi a leggere Lo HobbitIl viaggio di Halla fu pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1952.

Provenienza libro del recensore

Una storia di magia di Chris Colfer (Rizzoli, 2020) a cura di Elena Romanello

22 novembre 2020

5014391-9788817145787-285x424Chris Colfer, autore della saga fantasy fiabesca La Terra delle Storie, inizia una nuova storia, uscita in italiano sempre con Rizzoli, portando in un altro mondo di fantasia, con Una Storia di Magia.
Il nuovo mondo ideato dall’autore è un posto dove la magia è stata messa al bando e perseguitata, da un potere integralista che, tra le altre cose, ha messo le donne fin da bambine in un ruolo subalterno, oltre a favorire differenze sociali e esclusioni arbitrarie.
Brystal, un’adolescente che vive nel Regno del Sud, è oppressa da una famiglia e da una scuola che la prepara solo per il ruolo di moglie e madre, e ha trovato nei libri che legge di nascosto una valvola di sfogo. Un giorno, riesce con l’inganno a iniziare a lavorare nella biblioteca come donna delle pulizie, scoprendo anche i libri normalmente proibiti, come quelli dove si parla della magia, scoprendo di essere una fata.
Brystal viene scoperta e rinchiusa per punizione vita natural durante nel Centro di Correzione Altostivale, da cui però viene salvata dalla misteriosa Madame Tempofiero, che ha ottenuto dal re la possibilità di aprire un’Accademia di magia per ospitare ragazzi e ragazze dotati di poteri e cercare di cambiare l’opinione del mondo verso di loro.
Nell’Accademia Brystal trova amici e amiche, scopre il suo potenziale, si sente finalmente felice e realizzata, ma nello stesso tempo viene a conoscenza dei problemi anche del mondo magico, in cui è implicata anche Madame Tempofiero, che nasconde alcuni oscuri segreti.
La scuola di magia è un archetipo ormai della narrativa fantasy, grazie soprattutto  a Harry Potter, e qui viene presentata come un luogo davvero di riscatto e scoperta, in una storia di fantasia ma con forti metafore di tante società reali, che davvero impediscono alle bambine e alle ragazze di studiare e le pongono in situazioni di oppressione. Leggendo il libro, soprattutto nei primi capitoli, non si può non pensare alla storia reale di Malala e alla sua lotta contro i talebani, e a tante altre situazioni di questi anni o comunque presenti anche nella Storia occidentale.
Nelle pagine del libro si parla quindi di discriminazioni, intolleranze, integralismi, senza rinunciare ad atmosfere di incanto e un ritmo serrato di colpi di scena, in attesa del proprio capitolo.
Forse è prematuro dirlo, ma Una storia di magia può essere il degno erede della saga di Harry Potter per i prossimi anni.

Chris Colfer, autore bestseller in cima alla classifica del “New York Times” con la serie La Terra delle Storie e autore premiato con un Golden Globe, è stato incluso dalla rivista TIME100, la lista annuale delle persone più influenti del mondo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il fuoco non uccide un drago di James Hibberd (Mondadori, 2020) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2020

50709-james-hibberd-il-fuoco-non-uccide-un-dragoOgni lunedì sera, per chi non l’avesse ancora vista, è in onda su RAI 4 l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo e più discusse degli ultimi anni, scaricata, guardata in streaming, acquistata in DVD, mentre tutti attendono i nuovi libri e il prequel televisivo.
Alla serie Game of Thrones è dedicato uno studio portato avanti da James Hibberd, giornalista  per The Hollywood Reporter, non era in origine particolarmente interessato al genere fantasy e ai serial TV, ma è rimasto affascinato dal lavoro che stavano svolgendo David Benioff e D.B. Weiss dai romanzi di Martin e, dopo averli intervistati per il suo giornale, ha iniziato a seguire attivamente il loro progetto, scrivendone poi per Entertainment Weekly, il periodico in cui è entrato a lavorare in seguito.
Il fuoco non uccide un drago raccoglie l’esperienza di Hibberd, raccontando tutta la storia della lavorazione del serial, dai primissimi incontri dello staff creativo fino al finale, svelando aneddoti, scontri, contrasti, difficoltà ma anche traguardi raggiunti lavorando ad una storia che ha cambiato la televisione.
Il libro è arricchito da molte interviste e da fotografie sul set, di attori e scenografie, ed è una guida interessante ad una storia incredibile, quella di un’idea impossibile, difficile, considerata troppo audace e irrealizzabile, è diventata uno dei più grandi successi di sempre, capace di legare allo schermo milioni di persone in tutto il mondo, di età, culture e provenienza sociale anche molto diverse.
Il fuoco non uccide un drago è un libro per appassionati, non autocelebrativo ma emblematico a raccontare una pagina della cultura pop degli ultimi anni, che ha cambiato l’immaginario fantasy e il modo di fruire delle storie.

James Hibberd è un pluripremiato giornalista statunitense che si occupa da vent’anni di intrattenimento culturale. Dopo aver lavorato per The Hollywood Reporter è ora inviato di Entertainment Weekly. Vive ad Austin, in Texas. “Negli anni ho scritto centinaia di articoli su Il Trono di Spade, ma ognuno parlava di questioni specifiche. In Il fuoco non uccide un drago ho potuto finalmente raccontare l’intera storia dall’inizio alla fine, e nel farlo ho scoperto nuove e sorprendenti vicende. Non vedo l’ora che i fan de Il Trono di Spade possano intraprendere questo viaggio, che fornirà loro una nuova prospettiva su una serie epica.”

Provenienza: libro del recensore.

La grazia dei re di Ken Liu (Oscar fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

6 novembre 2020

graziareDa un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
Uno di questi libri, tra i più recenti usciti, è La grazia dei re di Ken Liu, primo volume di una saga che porta in un mondo molto simile alla Cina nei secoli subito prima dell’era cristiana, quando pian piano si costituì un impero durato per centinaia di anni e ancora capace di influenzare l’immaginario di oggi.
La vicenda parte raccontando la fine del regno dell’Imperatore Mapidéré, primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua terra d’origine, l’isola di Xana. Tutto questo capitava ventitré anni prima, e non è stato certo indolore, infatti le varie popolazioni sono state oppresse e sottomesse, con malcontenti mai sopiti e violenze.
Mapidéré è sul suo letto di morte, ormai malato, mentre i consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse e anche gli dei sono adirati. D’altro canto, dopo anni di angherie e tirannia la popolazione non ha nulla da perdere se si ribella, ma anzi molto da guadagnare.
In questa situazione emergono il truffatore Kuni Garu, un ragazzo di quel popolo soffocato da tempo, e Mata Zyndu, il coraggioso figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Due persone diversissime per tutto, ma durante la ribellione contro il potere imperiale le loro strade si incontrano e diventano amici fraterni, affrontando un mondo di eserciti, vascelli volanti, libri magici, creature mutanti e altro ancora.
Ma Kuni e Mata verranno divisi dal destino, una volta che l’Imperatore è stato rovesciato, e si trovano a capeggiare due fazioni rivali su come costruire il nuovo mondo appena nato  non certo sotto una buona stella.
Questa è solo la vicenda principale di un libro denso di eventi e personaggi, pronto a evocare un mondo fantasy decisamente diverso da quello a cui si è abituati, complesso e particolare, con elementi steampunk ma anche legati a leggende e ballate cinesi.
Il richiamo alla Storia vera, rievocando fatti di un’epoca lontana ma fondante per la Cina, è presente anche nei romanzi di Martin, là con la Guerra delle due Rose, e qui porta a scoprire una cultura millenaria, oggi a tratti molto discussa, ma non certo priva di fascino.
La grazia dei re ricorderà a chi li ha visti i film di genere wuxia, nati da un genere letterario popolare per anni malgrado gli stravolgimenti politici di quelle latitudini, che raccontano in chiave fantastica il passato della Cina, che hanno prodotto titoli come La tigre e il leoneHero.
Un affresco complesso e coinvolgente, che avvolge e porta in un universo altro, dove rivivono archetipi di tutte le culture, nell’epopea di due eroi e delle loro diverse visioni del mondo, ma anche di cosa li ha resi simili e fratelli. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Ken Liu (Lanzhou, Cina, 1976), emigrato in California da piccolo, laureato in legge ad Harvard ed esperto di tecnologia, ha all’attivo oltre cento racconti e alcuni romanzi, tra cui The Paper Managerie, che ha ricevuto nel 2016 i premi Hugo, Nebula e World Fantasy come miglior racconto. È il traduttore dell’autore di culto Cixin Liu, che ha fatto conoscere in Occidente, oltre che autore della Dandelion Trilogy, di prossima pubblicazione presso Mondadori.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

4 novembre 2020

il-mare-senza-stelleLa collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
Zachary Ezra Rawlins studia all’Università nel Vermont e un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria: all’apparenza si tratta di un romanzo d’avventura, con pirati e simili, ma fra quelle pagine è raccontato un episodio della sua infanzia, chiaramente privato e non certo noto all’autore o autrice di un libro scritto chissà quando.
Da qui parte una lunga serie di enigmi e misteri: Zachary trova tre indizi, un’ape, una chiave e una spada, con cui arriva prima ad una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e alla fine arriva in un’antica libreria sotterranea, non solo un nascondiglio per i libri, ma molto altro.
Infatti si accede in un mondo alternativo, fatto di città disperse e mari immensi, amanti che comunicano attraverso il tempo e lo spazio, storie raccontate da ombre, un regno dimenticato che c’è chi è disposto a proteggere a costo della vita e chi invece vorrebbe annientare. 
Zachary non è solo, con lui c’è la rossa Mirabel, pittrice e evocatrice di universi, e il giovane e misterioso Dorian, e con loro compierà un viaggio attraverso fiabe, miti e leggende, per capire la verità su quel libro e qualcosa di più, a qualunque costo. 
Il Mare senza Stelle è un libro tra fantasy e gotico, insolito nei contenuti e nelle tematiche, un viaggio dell’eroe tra mondi incredibili, che celebra innanzitutto il potere delle storie e l’amore per i libri, omaggiando storie e generi, fino ad un finale che lascia senza fiato. Chi ama leggere, troverà nelle sue pagine echi (ma non somiglianze) con Lewis Carroll e il suo mondo di Alice, con La storia infinita di Michael Ende, con i romanzi del compianto Zafon, ma anche molto altro, molto di insolito, molto di nuovo. 
In fondo, ogni volta che si legge un libro si viene portati in un mondo altro, nelle pagine de Il Mare senza Stelle i mondi sono tanti, a ricordare l’infinità di storie raccontate dal genere umano dalle sue origini, e le storie ancora da raccontare.

Erin Morgenstern, classe 1978, è un’artista multimediale americana. Nata in Massachusetts, vive a New York. Il Mare Senza Stelle è il suo secondo romanzo.

Provenienza: libro del recensore.

Regine, draghi e guerrieri, la guida non ufficiale a Game of Thrones, di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Sono appassionata di fantasy e di serie TV da anni per non dire da decenni, e ovviamente non potevo mancare di vedere nell’ultimo decennio uno dei cult, Game of Thrones, o Il trono di spade, ispirata alla saga di George R. R. Martin, di cui aspetto con spasmodica attesa gli ultimi libri, anche se comincio a perdere ogni speranza.
Nella mia ormai continua attività di scrittura sulla cultura nerd, geek e otaku, non potevo non occuparmi di Game of Thrones; avrei voluto aspettare che uscissero gli ultimi due libri e magari il prequel televisivo, ma visto che i tempi si dilatavano, ho preferito concentrarmi comunque su otto stagioni uniche e sul mondo ad esse collegate.
Ho intrapreso quindi un bel viaggio nel mondo di Westeros, senza dimenticare gli altri libri di Martin, molto interessanti, e i precedenti del fantasy in letteratura, cinema e soprattutto televisione. Ovviamente la guida alle otto stagioni, con episodi, interpreti, personaggi e tematiche, ha la parte del leone.
Ho apprezzato di Game of Thrones la costruzione di un mondo complesso con richiami a varie epoche storiche della vita reale, i personaggi, dove nessuno è un eroe assoluto, e i colpi di scena, oltre allo stile di realizzazione, davvero cinematografico: non sono molte le serie che hanno cambiato la televisione, Twin PeaksX-FilesLostBuffy, ma credo che a questa galleria bisogna aggiungere Game of Thrones.
La mia casata preferita è quella Stark, di cui amo in particolare Arya, una Lady Oscar in erba più spietata, ma apprezzo anche vari altri personaggi, come Tyrion, Brienne, Jorah Mormont e Petyr Balish, detto Ditocorto.
Riguardo al finale, io, da brava fan storica di Riyoko Ikeda, temevo un’ecatombe in stile Lady Oscar che non c’è stata, che non avrebbe risparmiato Tyrion e una sorella Stark. La morte di Daenerys era prevedibile, così come quelle di Jaime e Cersei, che avrei però voluto più eroiche e tragiche.
Ovviamente, adesso aspetto i prossimi libri e il prequel e chissà che poi non torni a scrivere qualcosa in tema, per ora mi sto occupando di streghe, di fantasy organizzato in maniera enciclopedica e di serie televisive fantascientifiche.

Addio a Terry Goodkind, autore fantasy di culto, a cura di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Questo 2020 non certo fortunato si porta via anche Terry Goodkind, autore fantasy tra i più famosi e discussi della sua generazione, che ha creato il mondo de La spada della verità, una saga che l’aveva impegnato per oltre venticinque anni, con anche un prequel e uno spin-off.
Nato nel 1948, Terry Goodkind aveva avuto un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla dislessia, cosa che non le aveva impedito di appassionarsi alla lettura prima e alla scrittura poi,nonostante avesse lasciato il college dopo anni di bullismo da compagni e insegnanti.
Nel corso della sua vita aveva lavorato come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Da una vita viveva al largo della costa del Maine, sull’isola di Mount Desert con la moglie Jeri, ed era proprio mentre costruiva la loro casa che aveva avuto la prima idea per la sua saga, piena di magia, scontri, personaggi indimenticabili e con una morale interna ad ogni volume.
Il mondo de La spada della verità è molto interessante, complesso, avvincente, ma anche molto crudo e violento, e l’autore aveva provocato polemiche e discussioni per questo, soprattutto per la compiacenza con cui descriveva crudeltà e stupri, oltre che per le sue idee politiche di destra, ispirate al movimento filosofico dell’oggettivismo, che in realtà mescola varie posizioni e idee.
In ogni caso i suoi libri sono comunque importanti nella narrativa fantasy contemporanea, e ispirarono la non fortunata ma simpatica serie La spada della verità, ideata da Sam Raimi, che edulcorava non poco la trama originale, in onda dal 2008 al 2010.
In Italia Terry Goodkind è stato pubblicato da Fanucci, in varie edizioni, e ultimamente con lo spin off da Newton Compton. Il suo sito ufficiale è Terry Goodkind.net

La nuova edizione di Artemis Fowl per Mondadori Ragazzi a cura di Elena Romanello

14 giugno 2020

artemis-fowl-romanzo-copertina-nuova-edizione-mondadoriNel 2002 usciva il primo romanzo della serie per ragazzi Artemis Fowl dell’autore irlandese Eoin Colfer, presentato come l’anti Harry Potter, in realtà una bella storia fantastica avvincente e ricca di umorismo, una prova di un autore originale che colpisce.
Dal 13 giugno la piattaforma Disney + presente in streaming il film diretto da Kenneth Branagh ispirato al primo libro della saga, un film non fortunato, annunciato al cinema per Natale scorso, poi rinviato in primavera, poi sospeso causa chiusura delle sale per l’emergenza Covid19 e dirottato on line.
Un film che dalle prime reazioni non convince fino in fondo gli spettatori, malgrado la reputazione del regista e un cast stellare dove il giovanissimo Ferdia Shaw è affiancato da nomi come Judi Dench, Josh Gad, Nonso Anonzie e Colin Farrell, e con una realizzazione tecnica di tutto rispetto, tra effetti speciali e atmosfere. Forse l’attesa è stata troppa, forse le aspettative troppo elevate, forse l’adattamento è troppo distante dal libro.
Forse è il caso di dire allora comunque Meglio il libro e riprendere in mano il romanzo fatto uscire di nuovo da Mondadori Ragazzi in una nuova edizione, in cui si rivivono le avventure di Artemis Fowl, dodicenne con un quoziente intellettivo fuori da ogni classificazione, con non molti scrupoli, che per rimpinguare il patrimonio di famiglia e ritrovare il padre, decide di impadronirsi dell’oro del Piccolo Popolo, sì proprio le fate, i troll, i folletti e le altre creature delle storie fantastiche.
Gli ostacoli su questa strada sono però tanti, visto che bisogna rapire il capitano della  Libera Eroica Polizia, una fata, e poi fare i conti con ogni sorta di creatura, da elfi armati a troll sanguinari, rischiando anche di scatenare una guerra interspecie. Un libro tutto da leggere o rileggere, per ragazzi e non solo, magari dando poi anche una possibilità al film.
Una storia avvincente, primo capitolo di una saga che ha riletto archetipi del fantastico in chiave moderna, con un’ottica nuova tra avventura e fiabesco.

L’arte del Trono di Spade di Deborah Riley e Jody Revenson (Mondadori Oscar Draghi, 2020) a cura di Elena Romanello

25 maggio 2020

978880471934HIG-364x480A quasi un anno dalla conclusione dell’ultima stagione, il serial Il Trono di Spade o se si preferisce Game of Thrones, continua ad essere uno dei più amati, malgrado la conclusione che non ha soddisfatto molti e il fatto che l’autore George R. R. Martin debba ancora concludere la saga cartacea, anche se ha detto che ci avrebbe lavorato durante la quarantena, sperando che non fosse solo una battuta.
In attesa dei nuovi capitoli dei romanzi e del prequel che dovrebbe arrivare tra un paio d’anni, Oscar Draghi presenta un volume per immagini, che racconta la costruzione del mondo in cui sono svolte le avventure e disavventure dei Sette Regni e dei loro abitanti, a cura di Deborah Riley, scenografa di punta della serie, alla quale si vede i variegati Sette Regni.
Senz’altro la vicenda narrata è d’impatto, ma quello che ha colpito fin dalla prima stagione nel 2011 è stata la creazione di un mondo in maniera minuziosa e curata, una scenografia che ha messo insieme varie suggestioni culturali e varie epoche, dal mondo norreno a quello babilonese, da quello medievale inglese a quello di Grecia e Roma classiche, per costruire luoghi, mescolando posti reali, ricostruzioni in studio spesso artigianali dal vero e a volte anche con l’aiuto dell’arte digitale, che rivivono nelle tavole del libro.
L’arte del Trono di Spade porta, pagina per pagina, in tutti i luoghi della saga, ghiacci perenni, deserti, palazzi reali, manieri abbandonati, templi, vie, bassifondi, mari, presentando come è stato creato un mondo, tra dipinti, schizzi, piantine e scenari in cui si rivivono i momenti più importanti delle otto stagioni.
Un libro che parla attraverso le immagini, per raccontare come è stato creato sullo schermo un universo inventato, capace di mescolare vari immaginari, di far capire la forza comunque del genere fantasy e di tenere incollato il pubblico di tutto il mondo per anni.
Un’opera imperdibile per tutti gli appassionati che amavano la storia appassionante, truce, piena di colpi di scena e che hanno capito fin da subito che dietro c’era una ricerca visiva per inventare tutto l’insieme, luoghi inventati ma che in molti sentono ormai loro.

Deborah Riley ha iniziato gli studi di design alla facoltà di architettura alla Australia’s University of Queensland nel 1991 e ha proseguito con una laurea in Scenografia al National Institute of Dramatic Art. Da lì ha iniziato una rapida carriera nel settore dell’arte cinematografica, cominciando come set designer per Matrix (1999). Ha poi lavorato ad Anna and the King (1999) in Malaysia ed è tornata a Sydney per Moulin Rouge! (2001). La sua prima partecipazione alla direzione artistica di un grande evento è stata con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi del 2000 a Sydney. Supervisionata dalla production designer Brigitte Broch, Deborah ha lavorato come art director per Le donne vere hanno le curve (2002) a Los Angeles, in seguito per 21 grammi (2003) di Alejandro González Iñárritu, girato in Tennessee e New Mexico. I Giochi Asiatici di Doha, Qatar, del 2006 e l’apertura del World Expo 2010 a Shanghai l’hanno tenuta ancora impegnata con i grandi eventi. Deborah si è trasferita a Los Angeles nel 2008, ma è solo dal 2013 che il trasferimento ha dato i suoi frutti. È stato allora, infatti, che è stata assunta come production designer per la quarta stagione della serie HBO Il Trono di Spade. Da allora ha vinto quattro Emmy ® Awards consecutivi, tre Art Directors Guild Awards, e un BAFTA per il suo lavoro sull’epic fantasy medievale.

Jody Revenson ha scritto moltissimo sui film di Harry Potter; tra i suoi libri: Schermi incantati. Il magico mondo di J.K.Rowling e Harry Potter. Il libro degli oggetti magici. Ha collaborato inoltre a Harry Potter: la magia del film e a Harry Potter: dalla pagina allo schermo.

Provenienza: libro del recensore.

La nuova edizione di Sailor Moon per Star Comics a cura di Elena Romanello

12 maggio 2020

71IRX2Q4+6LUn quarto di secolo fa arrivava sui nostri teleschermi Sailor Moon, anime di culto tratto dal manga di Naoko Takeuchi, che lanciò in tutto il mondo, Stati Uniti compresi, il fenomeno della cultura otaku, mettendo insieme in una storia due generi fino a quel momento lontani, le majokko, ragazze magiche, e i combattimenti mistici stile I Cavalieri dello zodiaco.
All’epoca Star Comics era già attiva nella proposta di manga tradotti in italiano, era stata la seconda grossa casa editrice a proporli dopo la compianta Granata Press e per Sailor Moon realizzò una nuova linea editoriale, proponendo il manga in un giornalino destinato ai più giovani.
In questi venticinque anni molta acqua è passata sotto i ponti, tra serie televisive animate in tema, tre film, un musical, una serie del vivo giapponese, una nuova edizione per la GP Manga in italiano qualche anno fa con volumetti simili a quelli originali e il remake Sailor Moon Crystal, che dopo tre serie sul piccolo schermo continuerà con due film conclusivi il primo dei quali dovrebbe uscire il prossimo autunno.
Star Comics sta proponendo l’Eternal Edition di Sailor Moon, volumi brossurati di 290 pagine in formato 14, 5 per 21 centimetri, con copertina con immagine olografica e con il titolo di Pretty Guardian Sailor Moon. Ogni volume ha in copertina un’immagine  di una singola guerriera e dentro sono state ripristinate le tavole a colori all’interno del testo, in un’edizione per collezionisti e amatori.
Pretty Guardian Sailor Moon Eternal Edition è un’opera per collezionisti, che hanno visto negli anni sempre più attenzione ai manga rispetto alle prime, pionieristiche edizioni che hanno comunque i loro estimatori anche sul mercato dell’usato. Ma è anche un’edizione per nostalgici, per chi è cresciuto con le guerriere Sailor, entrando insieme a loro nel mondo della cultura otaku, tra cosplayer e fiere, per raccontare una passione che torna.
La serie per ora è ferma al numero 5, con sulle copertine rispettivamente Sailor Moon, Sailor Mercury, Sailor Mars, Sailor Jupiter e Sailor Venus, i prossimi numeri arriveranno presto, ora che la Star Comics ha ripreso le pubblicazioni dopo averle sospese per rispetto verso le fumetterie chiuse nei giorni della quarantena.

I due volumi di Zappa e Spada di Acheron Books a cura di Elena Romanello

26 aprile 2020

ZORA-27-zappa-e-spada-2-FRONT-HRLa casa editrice indipendente Acheron Books, specializzata in letteratura fantastica di autori e autrici italiani delle ultime generazioni, presenta nel suo catalogo due libri che sono fin dal titolo tutto un programma: Zappa e Spada.
Il nome richiama un filone di narrativa popolare a sfondo storico romanzesco, ma anche il genere del fantasy dello Sword & Sorcery, letteralmente Spada & Magia, avventure fantastiche introdotte in particolare negli anni Trenta dallo sfortunato e prolifico Robert E. Howard, autore tra gli altri della sterminata serie di Conan il barbaro.
Il primo volume di Zappa & Spada ha come sottotitolo Spaghetti fantasy, un richiamo al famoso filone di western all’italiana anni Sessanta diventati di culto al punto da ispirare registi come Quentin Tarantino, mentre il secondo ha il dissacrante Padri fondatori e servi della gleba, a rimarcare un tono goliardico che vede braccia rubate all’agricoltura e prestate alla scrittura.
Per molti il fantasy è qualcosa di eroico, su modello di Tolkien, o comunque di complesso, come Martin e Jordan, o ancora per ragazzini, ma in queste pagine si scoprirà una nuova via, spassosa ma mai banale, partendo dal fatto che il nostro Paese, è vero, ha snobbato il genere per il duro giudizio dato a suo tempo da Benedetto Croce ma non è certo lontano da esso, tutt’altro.
L’Italia è stato il Paese di Boccaccio, Straparola, Ariosto, Boiardo, Pulci, Dante, Basile, Gozzano e in tempi più recenti di Buzzati e Calvino, e comunque le atmosfere dei racconti nei libri non si rifanno solo alla letteratura alta che si studia a scuola, ci sono ricordi di film ancora oggi cult come L’armata Brancaleone di Mario Monicelli.
A1N2w6fi7ELI due libri raccontano storie di un fantasy dissacrante, con come eroi furfanti, contadini, avventurieri senza molto onore, paladini messi decisamente male, fratacchioni che amano la bella vita, fattucchiere, alle prese con varie vicende, che in poche pagine sanno cogliere il fulcro della situazione.
Tra gli autori e autrici presenti si segnalano nomi già noti agli appassionati come Mala Spina, Davide Mana, Alessandro Vincenzi, Julia Sienna, Roberto Recchioni, Elvio Ravasio, Vanni Santoni, già attivi con loro libri e vite all’insegna della scrittura e del fantastico.
Le due antologie di Zappa e Spada non possono mancare nelle biblioteche fantasy di una certa dimensione, ma sono da consigliare a chi pensa che il genere sia banale e ripetitivo, oltre che per scoprire le origini accademiche e letterate di certi immaginari, presenti nella nostra letteratura fin dalle origini.

Bjorn il morfirio di Thomas Lavachery (Gallucci 2020) A cura di Viviana Filippini

10 aprile 2020

Bjorn

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Il mondo dove il tutto accade è il regno di Fizzland, l’anno è il 1065 e per Bjorn e la sua famiglia ogni cosa cambierà con l’arrivo di un tremendo nemico che ha la forma di neve e ghiaccio. Questo è lo scenario di “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery, edito da Gallucci. Il “Demonio bianco” prenderà d’assedio i villaggi dei vichinghi, compreso quello dove vive Bjorn. L’obiettivo è preciso: sterminare la popolazione e prendere tutte le anime di ogni singolo essere vivente. Tra gli abitanti del villaggio che cercano di sfuggire al gelido nemico ci sono Bjorn e la sua famiglia. Il gruppo decide di rintanarsi in casa per trovare riparo (c’è un richiamo all’esperienza di noi chiusi in casa con il Corona-virus), mentre, per altri abitanti invece la reclusione forzata causerà forme di pazzia, di egoismo e comportamenti inaspettati. Il protagonista Bjorn è un ragazzino e lui e la sua famiglia resistono, stanno a casa e non escono, perché sanno che il pericolo è lì fuori e che basta un attimo per diventare le sue prede.  Ed è proprio in questa clausura forzata che in Bjorn comincerà a succedere qualcosa. Il ragazzo spesso e volentieri farà dei sogni dove s troverà a combattere come se fosse un guerriero e, giorno dopo giorno, risveglio dopo risveglio, Bjorn cambierà davvero. Da ragazzino timido e impacciato, si trasformerà in ciò che mai avrebbe pensato di diventare. Qualcuno gli farà notare che quel suo nuovo coraggio e maestria nel combattere ricordano molto il morfirio, un raro eroe nordico, ma Bjorn non è del tutto convinto di questo. Comincerà a cambiare pensiero, quando una serie di inaspettati eventi (la casa distrutta dalla neve, la scoperta che i nemici sono interamente fatti di ghiaccio, il trovare quella che diventerà la sua inseparabile compagna di avventure in una magnifica spada e nuove amicizie), porteranno Bjorn ad agire sul campo e a mettere in uso tutte quelle nuove qualità (energia, astuzia, intelligenza, intuito, coraggio e passione) per salvaguardare le persone che ama e la sua terra. Il romanzo è il primo capitolo di una saga con protagonista il giovane Bjorn e ha preso forma da una storia che l’autore stesso raccontava a suo figlio da piccolo. Ora, quell’avventurosa narrazione è leggibile grazie alla pubblicazione fatta in Italia da Gallucci. Nel libro c’è l’avventura, c’è un po’ di mitologia nordica con troll, giganti, lupi mannari e draghi, che permettono al lettore di immergersi un’atmosfera narrativa tipica del fantasy. Non solo, perché ad una lettura ancora più profonda si intuisce anche che il libro può essere identificato come un romanzo di formazione, perché Bjorn vive in prima persona quello che è identificabile come  un percorso di crescita, di maturazione, di scoperta del sé, di nuove competenze che erano sopite nel proprio io. Non a caso, il protagonista sarà coinvolto in una serie di eventi dove lui dovrà superare prove su prove per trovare e portare un po’ di pace. “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery è una bella avventura narrativa, corredata dai disegni realizzati dell’autore, che evidenzia quanto situazioni di forte stress e pericolo possano indurre le persone (in questo caso Bjorn) a trovare il meglio delle proprie qualità da tempo sopite. Traduzione Simona Mambrini.

Thomas Lavachery è nato nel 1966 a Bruxelles, dove vive. Ha cominciato la sua carriera come disegnatore di fumetti, pubblicando le sue prime strisce a diciott’anni sulla rivista “Tintin”. Ha poi lavorato prima come sceneggiatore e poi come regista in una casa di produzione cinematografica. Ha diretto due documentari, uno dei quali dedicato alla spedizione sull’isola di Pasqua condotta nel 1934 da suo nonno, l’archeologo Henri Lavachery.

Source: inviato dall’editore Gallucci. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.