Posts Tagged ‘fantasy’

Leggere o rileggere Queste oscure materie di Philip Pullman a cura di Elena Romanello

19 gennaio 2020

philip-pullman-la-bussola-doro-9788831002929-2-300x444È considerata una delle serie più interessanti e migliori di questo inizio 2020: Queste oscure materie, in originale His dark materials, in onda ogni giovedì su Sky, prodotta dalla BBC e realizzata negli stessi studios di Belfast diventati famosi grazie a Game of Thrones ha già trovato un vasto seguito di appassionati e appassionate, non solo i giovanissimi a cui in teoria si rivolgerebbe.
Come è ormai prassi abbastanza comune di molti serial, Queste oscure materie è ispirata ad un romanzo, anzi al primo libro di una trilogia, di Philip Pullman, che qualche anno fa aveva dato vita anche al non fortunato ma interessante film La bussola d’oro, e per l’occasione Salani propone una nuova edizione, con in copertina un fotogramma della serie televisiva, con la protagonista Lyra e il suo daemon, un animale che incarna l’anima e che nel suo mondo viaggia accanto ad ogni essere umano.
La serie è senz’altro molto bella, a cominciare dai titoli di testa, tra i più belli degli ultimi anni, ma il libro non è da meno, e l’occasione è senz’altro buona per leggerlo o rileggerlo e scoprire un mondo fantastico in cui si riflette sul nostro e sulle sue contraddizioni.
Infatti la storia ci porta al Jordan College di Oxford, in un’Inghilterra alternativa, dove vive Lyra, in un mondo dove oltre l’oceano esiste la Nuova Francia, dove giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico e ogni essere umano ha appunto il suo daimon: una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Ma questo mondo sta attraversando un periodo di grave crisi: nella luce misteriosa dell’Aurora Boreale cade una Polvere di provenienza ignota, dalle proprietà oscure, che sta sconvolgendo scienziati, autorità e prelati religiosi, perché può davvero mettere in discussione credenze radicate da secoli.
Lyra, a soli undici anni, si trova al centro degli intrighi e, quando intuisce segreti pericolosi e inquietanti, decide di andare alla ricerca della verità grazie anche all’aiuto di una bussola d’oro, non sapendo cosa questo le costerà.
Queste oscure materie è un classico dei nostri tempi, un libro per tutte le età, tra invenzioni, fantasia, fantasy, dramma, epica,. In molti hanno definito questa trilogia, che ha più livelli di lettura, un’allegoria della condizione umana, capace di suscitare interrogativi fondamentali sul senso di ogni cosa e di ogni mondo.

Il grande libro della Fantasy: Fantasy epica, a cura di John Joseph Adams (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

18 gennaio 2020

1c1fb5af-8614-49b5-b196-d7ff8cdb20dbFanucci riprende una tradizione interessante nel campo della narrativa fantastica, quella di proporre antologie di racconti, con un curatore che ha selezionato storie brevi che possono aiutare a confrontarsi con i vari filoni di un genere. Una cosa che era diffusa agli albori del genere anche in Italia, che si è un po’ persa e che è da riprendere.
Il grande libro della Fantasy: Fantasy epica è una bella raccolta di storie di alcune delle penne più interessanti del genere, ambientate in universi già frequentati o meno dagli autori e autrici, una cavalcata in un genere che piace e che è sempre da scoprire o riscoprire. Le storie sono sotto l’etichetta di Fantasy epica, ma in realtà i toni sono tanti, con una lotta tra il bene e il male non sempre così scontata e che non è comunque l’unico argomento delle storie.
Nelle pagine del libro trovano spazio storie di mostri sacri e voci emergenti come la monumentale Ursula K. Le Guin, la prolifica Robin Hobb, Tad Williams,  Aliette de Bodard, Carrie Vaughn, Brandon Sanderson, Patrick Rothfuss, Orson Scott Card, Juliet Marillier, Trudi Canavan, N.K. Jemisin, Robinette Kowal, Kate Elliott, Melanie Rawn, Michael Moorcock e Paolo Bacigalupi.
Sono storie di durata diversa, alcune mini romanzi, altre di poche pagine, ma tutte interessanti a svelare talenti, a far scoprire nuove produzioni se si è già appassionati di un tale autore o autrice, a scoprire mondi fantastici. Ogni autore e autrice ha un suo stile e un suo taglio nel narrare e nel descrivere mondi: si pensa che il fantasy sia adatto solo per i grossi volumi, per le storie lunghe pagine e pagine e libri e libri, mentre la bravura di chi lo scrive è anche di creare in poco spazio un mondo e una storia efficace.
Il grande libro della Fantasy: Fantasy epica è un libro per appassionati, con un bel ventaglio di storie, profili di scrittori e scrittrici noti e meno noti, ma anche un modo per avvicinarsi ad un genere innanzitutto letterario, nato comunque grazie ai libri, oggi molto popolare grazie in particolare alle serie televisive, ma alle quali non ci si può limitare.
Non ci sono racconti di George R. R. Martin, grande assente ma non l’unico a scrivere fantasy, e per ingannare l’attesa fino a pare la prossima estate, secondo ultime indiscrezioni, quando dovrebbe finalmente uscire The Winds of Winter, questo può essere il libro giusto, per magari avere nuovi spunti su storie da leggere. Si spera che questa antologia sia la prima di molte, per raccontare le varie sfumature del genere fantasy.

John Joseph Adams, statunitense, classe 1976, è un curatore e studioso di narrativa fantasy e di fantascienza. Ha curato varie antologie in tema, su argomenti come le storie di zombi, i maghi, le avventure alternative di Sherlock Holmes, gli scienziati pazzi, i futuri apocalittici, e ha collaborato a varie riviste on line e cartacee in tema. E’ responsabile della rivista Lightspeed e ha curato il podcast Geek’s Guide to the Galaxy. Il suo sito ufficiale è http://www.johnjosephadams.com

Provenienza: libro del recensore.

Torna la saga degli Otori di Lian Hearn a cura di Elena Romanello

17 gennaio 2020

cover_9788833571775__id3094_w600_t1576066158__1xA distanza di quasi quindici anni dalla prima uscita italiana, ormai fuori catalogo, torna in libreria per le Edizioni E/O la saga di Otori, scritta da Lian Hearn, pseudonimo di Gillian Rubinstein, autrice inglese di libri per bambini e ragazzi, che ha vissuto in giro per il mondo, fino ad approdare in Australia.
Per scrivere questi tre romanzi l’autrice si è trasferita per un periodo in Giappone, dove ha studiato le tradizioni e la Storia del luogo: infatti le avventure descritte nei libri sono basate su vicende avvenute nel Paese del Sol levante tra il XIII e il XIV secolo, anche se tutto è avvolto in un’atmosfera fantasy, con temi moderni come femminismo, eutanasia e libertà religiosa presenti tra le righe che arricchiscono la narrazione.
Non resta quindi che immergersi o reimmergersi nel Giappone medievale e fantastico dove vive il giovane Takeo, cresciuto in una comunità che ripudia la violenza e dove i suoi membri verranno massacrati dagli uomini di Iida, il capo dei clan dei Tohan.
Takeo viene salvato da Shigeru, nobile a capo degli Otori e verrà coinvolto suo malgrado nelle lotte tra i signori della guerra, in un contesto fantastico certo, ma basato su fatti veri, mentre il Giappone rischiava di venire invaso da Gengis Khan, cosa che poi non avvenne.
Takeo però nasconde un segreto, possiede di poteri prodigiosi, che lo rendono molto importante e una possibile arma al servizio della fazione che lui deciderà di seguire.
Takeo però è diviso tra l’ideologia di non violenza dentro cui è cresciuto e la voglia di vendicare cosa è stato fatto alla sua gente: in parallelo si innamora della bella Kaede, e dovrà scegliere cosa essere, se diventare un guerriero temuto o scegliere un’altra strada, mentre la sua ricerca lo condurrà fino alla fortezza di Inuyama, a camminare sul “pavimento dell’usignolo”. Ma quella notte l’usignolo canterà?
Il primo libro della serie, Il canto dell’usignolo, è quindi disponibile di nuovo in libreria, gli altri seguiranno a ruota: la saga di Lian Hearn si rivolge ad un pubblico vasto, anche di giovani e giovanissimi, ed è consigliata a tutti coloro che amano il Giappone, sia partendo da una visione più classica, storica e tradizionale sia da quella fornita dalla cultura pop e dei manga, che spesso hanno attinto anche da questi mondi lontani ma sempre affascinanti.
Un libro quindi da scoprire e riscoprire.

Rileggere La storia infinita a cura di Elena Romanello

12 gennaio 2020

michael-ende-la-storia-infinita-9788830451513-4-300x455Quarant’anni fa usciva in libreria La storia infinita, romanzo di culto del genere fantastico, per molti bambini e ragazzini degli anni Ottanta il primo fantasy che lessero, grazie anche al film non particolarmente amato dall’autore Michael Ende, ma che aumentò ulteriormente la platea, in attesa di un remake o serie TV più volte annunciato ma non ancora realizzato.
Per festeggiare questo importante compleanno Longanesi propone una nuova edizione, di lusso e curata, del classico, sia per chi l’ha letto allora sia per chi vuole leggerlo adesso, con capilettera e inchiostro diverso a seconda da dove ci si trova, se nel mondo reale o in quello fantastico.
Ci si può immergere di nuovo nella storia di Bastiano, o farlo per la prima volta, ragazzino goffo e solitario, amante dei libri, che scopre il libro La storia infinita in una libreria e lo sottrae perché non può fare a meno di immergersi nelle pagina di una storia che diventa sempre più incalzante e realistica, perché nel salvare il mondo di Fantasia Bastiano proverà a salvare anche se stesso, in una lunga notte di lettura, dove il tempo e lo spazio cambieranno man mano che le pagine lo sommergeranno.
La storia infinita è un libro che omaggia archetipi vecchi e nuovi del fantastico, storie che spaziano dal mito di Re Artù ai fumetti di fantascienza, da Tarzan alle fiabe, in cui ad ogni età si può trovare qualcosa, e non solo nostalgia per il tempo che fu, ma anche insegnamenti: Michael Ende, autore molto estroso e controcorrente, non volle raccontare nella Germania allora divisa in due (vero, sembra un secolo fa ma c’era questo) una storia morale o melanconica, ma portare avanti un inno alla fantasia come rigeneratrice di vita.
Ecco perché bello leggere o rileggere La storia infinita, in questa o in altre edizioni.

Leggere The Witcher di Andrzej Sapkowski in attesa della serie Netflix a cura di Elena Romanello

7 dicembre 2019

thewitcherIl 20 dicembre sarà una data molto importante per gli appassionati di fantasy in Italia e non solo: arriva infatti su Netflix, anche in italiano, una delle serie più attese del momento, The Witcher, dalla serie di romanzi e racconti di Andrzej Sapkowski, già chiamata da qualcuno il nuovo Game of thrones, con i dovuti distinguo.
L’attesa è tanta, come si è visto anche a Lucca Comics & Games, affollata di cosplayer ispirati alla serie e con un percorso in tema sotto le mura che ha fatto il tutto esaurito durante i giorni della fiera, con code davvero chilometriche.
Per l’occasione la casa editrice Nord riedita i primi tre volumi di questa appassionante saga e cioè Il guardiano degli innocentiIl sangue degli elfi La spada del destino, per vivere o rivivere in anteprima le avventure di Geralt de Riva, uno strigo, individuo dai poteri sovraumani, che si guadagna da vivere uccidendo creature temibili come demoni, orchi, elfi.
Geralt è stato addestrato fin da bambino a questo, con pozioni e incantesimi ed è temuto anche da chi lo ingaggia, è considerato un male necessario, un mercenario che una volta che è stato pagato va allontanato il più in fretta possibile. Del resto, lo stesso Geralt ha capito che da temere sono innanzitutto tanti esseri umani, spietati e pronti a mettere in giro menzogne per conservare il potere, molto peggio dei mostri che lui deve affrontare.
La prima stagione del serial sarà un po’ diversa dal primo romanzo, ma dal prossimamente promette bene: Andrzej Sapkowski si è detto più che soddisfatto dalla trasposizione dei suoi libri, già da tempo un videogioco, mentre il protagonista Henry Cavill è entusiasta del ruolo.
Per cui non resta che attendere il 20 dicembre e nell’attesa magari leggere i libri, o anche mentre si guarda la serie o dopo: del resto, nel fantasy, le trasposizioni al cinema o in TV aiutano sempre la letteratura…

La trilogia di Nevernight di Jay Kristoff (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2019

E’ uscita tutta insieme l’attesa trilogia di Nevernight scritta dall’autore australiano Jay Kristoff, già autore della saga di fantascienza di The Illuminae Files, ma che nel mondo degli intrighi di Illuminotte ha ottenuto uno dei suoi migliori risultati, costruendo un mondo fantasy evocativo e spietato, che piacerà ai fan di Martin ma anche alle nuove generazioni, in cerca di storie inedite tutte da scoprire.
Certo, i tre libri Mai dimenticare, I grandi giochi Alba oscura, possono sembrare a prima vista titoli young adult, ma non lo sono: lo stile è nuovo, diretto, alterna flash back in corsivo al momento presente in carattere normale, ci sono scelte stilistiche nella disposizione del testo a sottolineare i momenti di maggiore pathos e suspense, ma i contenuti sono decisamente adulti, in un microcosmo fantasy in città che ricordano, per volere dell’autore, Venezia e Roma nel Rinascimento.
Più che di young adult, c’è chi ha parlato per The Nevernight Chronicles di New Adult, con un intreccio in cui abbondano, ma senza mai essere gratuite e stonare, scene splatter, di sesso, esecuzioni e dove su tutto fin dall’inizio aleggia che non ci sarà un lieto fine per personaggi a cui comunque ci si affeziona, pur con tutti i loro difetti.
La vicenda presenta una nuova figura femminile forte e politicamente scorretta, Mia Corvere, una specie di Arya Stark più cattiva, figlia di un rivoluzionario che vede massacrare la sua famiglia a soli dieci anni e si trova ad avere come unica compagnia quello che forse è il fantasma magico del suo gatto. Negli anni Mia vive una vita in fuga, in cui il suo unico potere è quello di parlare con le ombre dei morti e per questo arriva alla porta di un assassino in pensione, diventando l’apprendista del gruppo di sicari la Chiesa rossa, che hanno giurato morte agli stessi potenti che hanno distrutto la vita di Mia. La ragazza batte tutti gli apprendisti e entra nel gruppo ristretto delle  Lame della Lady of the Blessed Murder, ma questo sarà solo l’inizio di una serie di avventure, agnizioni, pericoli, da cui non ci sarà quasi sicuramente via d’uscita.
Una trilogia appassionante, capace di saltare tra passato e presente per ricordare che ciascuno anche nel mondo reale è l’insieme di queste due dimensioni, evocativa di un universo spietato ma che non può non affascinare e agli appassionati verranno in mente altre opere, oltre a quelle di Martin, tipo la serie de La spada della verità e il manga Berserk di Kentaro Miura.
Mia, personaggio politicamente scorretto, spietato, a cui tocca una storia d’amore controcorrente che piacerà a chi lotta per il riconoscimento di ogni tipo d’amore, sa comunque conquistare, in una nuova versione, contro corrente e contro anche stereotipi e luoghi comuni, di archetipi sempre eterni, come la ricerca di sé, di un senso da dare alla vita, di affetti e di voler essere qualcosa di più che un mero numero in una città brulicante di assassini e potenti.
Da segnalare anche il bel progetto grafico, realizzato da Cherie Chapman con le immagini di Kerby Rosanes, evocativo e originale.

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.
Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo. Non crede nel lieto fine.

Provenienza: primo volume dono dell’Ufficio stampa, che ringraziamo, secondo e terzo volume presi in prestito nelle Biblioteche del Circuito SBAM della provincia di Torino.

Circe di Madeline Miller (Sonzogno, 2019) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2019

4540034Dopo aver raccontato la vicenda d’amore e di guerra di Achille e Patroclo ne La canzone di Achille, Madeline Miller torna sulla mitologia greca, argomento capace di offrire in fondo da millenni tutti i canovacci possibili alla base di ogni storia moderna, a cominciare da quelle di genere fantastico, raccontando questa volta la storia della maga Circe.
Circe è per tutti la maga dell’Odissea, che trasformava i compagni di Odisseo o Ulisse in maiali e che diventò la sua amante, consigliandolo su alcuni accorgimenti da seguire prima di tornare a casa, guidandolo anche verso il mondo dei morti, ma è anche molto altro, prima e dopo gli eventi che tutti conoscono da sempre.
Circe è la figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma fin da bambina non si sente una dea, si sente più vicina agli esseri umani con i quali i suoi parenti giocano come con marionette, distruggendoli a loro piacere: sua sorella è Pasifae, la futura moglie adulterina di Minosse e madre del Minotauro, il suo primo amore è Glauco e, per gelosia verso la ninfa Scilla, Circe lancia una maledizione su quest’ultima trasformandola in un mostro marino: questo sarà il suo più grande rimorso  e cercherà di rimediare per tutta la vita, scoprendo poi che non è stata solo colpa sua, anche se per questo è stata esiliata sull’isola di Eea, dove è diventata esperta di magie, erbe, trasformazioni e incantesimi.
Attraverso Circe si rivivono le storie di Dedalo, suo grande amore infelice, e il figlio Icaro, si incontra Medea, sua parente vendicativa pronta a distruggere tutto e tutti, si ricordano le imprese di Teseo e Giasone, fino all’incontro con Odisseo, che cambia la vita della maga rendendola madre, un altro motivo di ribellione contro gli dei, Atena in particolare, che vorrebbe far morire il piccolo Telegono perché su di lui c’è una profezia che si avvererà, anche se in maniera diversa da come si pensava.
Circe è una maga, ma è anche una donna a cui l’immortalità sta stretta, che si ribella cercando una sua strada, scegliendo alla fine il mondo dei mortali, in una conclusione inedita in cui si capovolgono antichi miti legati a personaggi non poi così eroici perché provati da anni di guerre e morte e si scopre l’umanità e la capacità di fare famiglia con Penelope, e Telemaco, in un destino che alla fine è scelto dalla protagonista, contro tutto e tutti, in nome di quell’umanità che lei ama e di cui vuole fare parte, a costo di invecchiare e morire.
Come accadeva già ne La canzone di Achille anche qui si riscoprono storie eterne in una luce nuova, basata comunque su vari fonti, da Ovidio a Omero passando per Euripide e Virgilio per citare alcuni nomi, per ricostruire la storia di una ribelle, di una maga, di un archetipo di donna capace di appassionare e commuovere.

Madeline Miller è nata a Boston, ha un dottorato in lettere classiche alla Brown University e ha insegnato drammaturgia e adattamento teatrale dei testi antichi a Yale. Attualmente vive a Narberth, Pennsylvania, con il marito e due figli. Il suo primo romanzo, La canzone di Achille (Sonzogno 2013), è stato un successo internazionale, ha vinto l’Orange Prize ed è stato tradotto in venticinque lingue. Pubblicato negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel 2018, Circe ha scalato le classifiche dei libri più venduti del New York Times e del Sunday Times ed è stato “libro dell’anno” per le principali riviste letterarie americane.

Provenienza: libro preso in prestito nelle biblioteche dello SBAM.

Fuoco e sangue di George R. R. Martin (Oscar Draghi, 2019) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2019

978880471678HIG-333x480In attesa degli ultimi due volumi della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che gli appassionati di tutto il mondo aspettando spasmodicamente da anni e che continuano ad essere rinviati dall’autore, un’attesa ancora più desiderata da quando la conclusione della serie TV non ha soddisfatto le aspettative, anche se alcune cose dovrebbero tornare nei libri, arriva nella collana Oscar Draghi la nuova edizione del libro che dovrebbe ispirare il prequel annunciato da HBO.
Fuoco e sangue, presentato in una nuova veste con i disegni di Doug Wheatley che mancavano nell’edizione italiana precedente, racconta infatti l’antefatto della storia che tutti gli appassionati conoscono, la storia della carismatica e folle famiglia Targaryen secoli prima della madre dei Draghi Daenerys, attraverso una serie di storie che ricostruiscono una vicenda complessa, affascinante e cruda.
Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, casa Targaryen, l’unica famiglia di signori dei draghi sopravvissuta al disastro di Valyria provocato da eruzioni vulcaniche e maremoti, si stabilì a Roccia del Drago, sotto la guida di Aegon il conquistatore, creatore del Trono che tante guerre scatenerà fino alla fine, ambito da tutti e nello stesso tempo una maledizione per tutti.
Nelle pagine del libro rivivono poi le altre generazioni di Targaryen, fino alla guerra civile che quasi distrusse la loro dinastia, con la ricostruzione di eventi solo accennati prima come la Danza dei Draghi, la devastazione di Valyria, i crimini di Maegor detto il Crudele, ma anche il ricordo di Westeros quando era piena di draghi, prima che venissero creduti estinti.
Certo, forse sarebbe meglio poter leggere gli ultimi capitoli delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma anche Fuoco e Sangue, una storia inventata rigorosa come la Storia vera, paragonata da qualcuno a saggi su eventi reali come Declino e caduta dell’Impero romano di Gibbon, è un libro di grande interesse, scritto con lo stile di un erudito maestro della Cittadella, con una metaletteratura che immerge quindi in un universo fantasy come se parlassero i diretti protagonisti.
Chi segue i romanzi di Martin ha già letto qua e là qualcosa di questa storia, in particolare nel volumone Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, ma qui ha la possibilità di scoprire tutta la vicenda con il suo arazzo di morte, sangue, fuoco e distruzione. In attesa a questo punto del prequel, le cui riprese dovrebbero cominciare presto ma su cui finora c’è il silenzio più assoluto.

George R.R. Martin (Bayonne, New Jersey, 1948) è l’autore delle celebri “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, vincendo numerosi premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri delle “Cronache” compreso il recente prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), e il volume Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007) e I re di sabbia (2008), il romanzo Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle), i due volumi di racconti I Canti del Sogno (2015) e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards.

Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche civiche torinesi.

Once upon a time Fiabe, fantasy e serie televisive (Yume Books, 2019) a cura di Elena Romanello

24 ottobre 2019

once-upon-a-timePresento ai lettori di Liberi di scrivere la mia nuova fatica, perché oltre a scrivere articoli per giornali on line e blog continuo la mia attività di autrice di libri di saggistica sul mondo otaku e nerd, che costituisce la mia grande passione.
Questa volta ho scelto di occuparmi di una serie TV di culto e molto curiosa di questi ultimi anni, Once upon a time, andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018 e in Italia su Rai 4, perché mi ha colpita e spinta ad approfondire l’argomento.
Sono appassionata da sempre di fiabe, grazie anche ai film Disney e non solo,  e ritengo che non ci sia un’età per questo genere letterario antichissimo, da cui sono derivati poi tutti gli altri: negli anni il mio interesse per il fantastico è cresciuto, portandomi a scoprire fantascienza, fantasy e fumetti, tre baluardi della mia vita, e tutto quello che fa parte di questi universi non può non interessarmi e piacermi.
Once upon a time rilegge le fiabe, partendo dai film Disney ma non solo, in una nuova mitologia, con due piani temporali, il mondo della Foresta Incantata dove vivono tutti i personaggi delle fiabe in una sorta di universo condiviso e un’anonima e molto kinghiana cittadina del Maine di oggi, Storybrooke. Nel pantheon di personaggi trovano spazio eroi vecchi e nuovi, soprattutto protagoniste, comprese le recentissime Elsa di Frozen, Mulan e Merida di Brave, per la trama consiglio di leggere il mio libro o meglio di guardare le sette stagioni, perché è davvero ricca di spunti, di eventi, di fatti, di colpi di scena, con le prime sei stagioni ottime, la settima parte zoppicando ma poi si riprende nel gran finale.
Non è un caso che i due ideatori siano Edward Kitsis e Adam Horowitz, due degli sceneggiatori di Lost, altra serie epocale, e tra l’altro è stato Once upon a time che mi ha spinta a fare una maratona di Lost l’anno scorso (all’epoca l’avevo snobbata), appassionandomi anche a quello. Le due serie sono molto diverse, però è divertenti trovare in entrambe alcuni interpreti in ruoli diversi.
Once upon a time mescola storie e personaggi, presentando una Biancaneve guerriera, un Pinocchio insolito e che cresce, una Cenerentola latinoamericana, e regalando i due personaggi migliori, almeno a mio parere, nella schiera dei cattivi, anche se non sono liquidabili solo come cattivi.
Regina, la regina cattiva di Biancaneve, regalerà le emozioni più grandi cambiando animo durante la storia e compiendo un vero e proprio viaggio dell’eroina. Tremotino, che nelle fiabe classiche era uno gnomo maligno, qui diventa un vero e proprio signore del male, diventato tale per salvare il figlio, compiendo anche lui un percorso incredibile di redenzione, sottolineato dalla grande interpretazione di Robert Carlyle che io adoro come attore dai tempi di Full Monty.
In Once upon a time ho trovato tante fiabe che ho amato e amo, da Biancaneve La bella addormentata, da Alice Peter Pan (viva Capitan Uncino..), da Hansel e Gretel Mulan, da Brave Frozen, in una nuova, intrigante cornice narrativa, e mi sono affezionata al microcosmo di Storybrooke, che ho voluto raccontare.
Una serie che consiglio, senz’altro capace di rivoluzionare la percezione delle fiabe e del fantastico in TV, insieme all’altra ammiraglia del momento, Game of thrones (a cui sarà dedicato il mio prossimo libro), sia a chi ama ovviamente gli universi dell’immaginario sia a chi è appassionato di storie, di qualsiasi tipo siano.

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

L’inverno sta arrivando di Carolyne Larrington (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

11 settembre 2019

978880471235HIG-313x480La saga del Ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin e il suo adattamento televisivo nel serial cult Game of thrones (o se si preferisce Il trono di spade) è e resta uno dei fenomeni di culto di questi ultimi anni, anche se il finale non ha soddisfatto tutti, anche per la ricchezza di interpretazioni e di riferimenti che offre, a cominciare dai richiami alle opere di William Shakespeare, su cui in molti continueranno a pronunciarsi.
La storica Carolyne Larrington sceglie, fedele al suo lavoro e ai suoi studi, ne L’inverno sta arrivando un approccio storico, svelando le ispirazioni alla realtà che ci sono nella costruzione del complesso mondo di Westeros e Essos.
George R. R. Martin non ha mai nascosto di amare molto come epoca storica la complessa e truculenta pagina inglese della Guerra delle due Rose, che ispirò anche Robert Louis Stevenson con La freccia nera e in tempi più recenti la romanziera Philippa Gregory: nella vicenda dei Lannister e degli Stark ci sono non poche analogie, ma non è l’unico universo del passato in cui si trovano richiami nei romanzi e nel serial.
Nelle pagine di Carolyne Larrington si compie un vero e proprio viaggio attraverso le terre del Ghiaccio e del Fuoco, mondo non solo medievaleggiante e capace di conquistare anche chi normalmente non segue il fantasy: si scoprono le analogie tra Cersei e Eleonora d’Aquitania, tra le Nozze rosse e un fatto accaduto a fine Seicento in Scozia, tra i Guardiani della Notte e i Templari, tra le città della Baia degli Schiavisti liberate da Daenerys a caro prezzo e varie civiltà dell’antichità, prima fra tutti Roma, e tra i Dothraki e Mongoli, giusto per citare alcuni degli spunti del libro, davvero ricco, scorrevole e appassionante, come i romanzi e come la serie.
L’autrice ricorda fatti storici vari, di epoche diverse, che sono confluiti nella creazione dell’immaginario, senza dimenticare anche l’aspetto invece irreale delle storie medievali, portando il lettore tra terre arcane dove rivivono l’Oriente esotico, i boschi delle saghe celtiche e nordiche, i folletti, i giganti, i fondamentali draghi, i castelli, le streghe, le sette di morte e risurrezione e molto altro ancora.
Un libro fondamentale per chiunque ami i romanzi e la serie TV, perché svela mille curiosità e mille ispirazioni di un microcosmo che ha saputo davvero incollare un pubblico diverso ed eterogeneo alla poltrona e allo schermo per vedere come andava avanti, un microcosmo senza veri eroi ma con personaggi che hanno saputo appassionare.
Ma un libro interessante anche per chi vuole sapere di più su questo universo fantastico, complesso, crudele, spietato ma avvincente: la vittoria al Festival di Venezia del film Joker ha solo confermato a chi lo sapeva già che gli universi del fantastico non sono storielle ma epopee, miti moderni che affondano le radici in millenni di cultura e suggestioni.

Carolyne Larrington (1959), docente di Letteratura inglese a Oxford, è una studiosa di antiche saghe, in particolare di quelle norrene e del ciclo arturiano. Tra i suoi libri The Woman’s Companion to MythologyThe Poetic EddaKing Arthur’s EnchantressesMorgan and her Sisters in Arthurian TraditionMagical Tales: Myth, Legend and Enchantment in Children’s books e The Land of the Green Man: A Journey through the Supernatural Landscapes of the British Isles.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

I libri di Oz di L. Frank Baum (Einaudi, 2019) a cura di Elena Romanello

10 settembre 2019

978880623905HIGEinaudi presenta l’edizione tascabile di un classico della narrativa fantastica, apripista di tutta una serie di universi amatissimi ancora oggi, anzi sarebbe meglio dire di una serie di classici: I libri di Oz di L. Frank Baum, un caposaldo del fantastico.
Ottant’anni fa il film Il mago di Oz, noto ancora oggi agli appassionati come una pietra miliare del genere, svelava al grande pubblico un universo di fiaba e di incanto ideato all’inizio del Novecento da L. Frank Baum, storia di un universo parallelo e delle avventure che qui viveva a più riprese la giovane Dorothy.
Il film arrivò in Italia nel dopoguerra, e ci furono delle edizioni parziali e illustrate dei libri della saga di Oz, questa di Einaudi propone in una nuova traduzione di Chiara Lagani i libri in edizione integrale, impreziosita dalle immagini di Mara Cerri. Fino ad ora, per leggere la saga di Oz bisognava rivolgersi al mercato anglosassone.
Il libro presenta anche un’introduzione critica e una serie di note, oltre che un glossario bibliografico dei personaggi di quello che è stato il primo mondo fantastico articolato su vari volumi proposto ai giovanissimi, prima di Narnia, della Terra di Mezzo, di Hogwards, di Fantasia  e del Mondo della Polvere, tutti mondi belli ma che esistono perché prima di tutti un giorno Dorothy volò ad Oz sull’onda di un tornado, sconfiggendo la Strega e incontrando il Mago.
Il mondo di Oz ha continuato ad ispirare scrittori e scrittrici fino ad oggi, con seguiti ufficiali e non, oltre che con un anime, varie graphic novel, un seguito al cinema negli anni Ottanta, un prequel diretto da Sam Raimi, un telefilm alternativo (Emerald City), un musical ed è annunciato un nuovo serial TV: I libri di Oz contengono solo i romanzi di Baum, completi delle introduzioni con cui l’autore si rivolgeva al suo pubblico sollecito e attento.
Il volume contiene quindi Il meraviglioso mago di OzLa meravigliosa terra di OzOzma di OzDorothy e il mago sottoterraLa strada per OzLa città di smeraldo di OzTic-Toc di OzLo spaventapasseri di OzRinkiting ad OzLa Principessa perduta di OzIl Boscaiolo di latta di OzLa magia di Oz Glinda di Oz.
Il fantasy, genere oggi amatissimo, ha avuto le sue origini in questa saga, capace di evocare un mondo che ancora oggi sa incantare, e questo è un ottimo motivo per leggere o rileggere la saga, qualsiasi età si abbia, oltre che per recuperare un classico indiscusso per ragazzi e non solo.

Provenienza: libro del recensore.

L. Frank Baum (Chittenango 1856 – Glendale 1919), è stato uno scrittore statunitense, ma anche produttore teatrale e cinematografico. Il suo libro piú famoso, Il meraviglioso Mago di Oz (1900), fu immediatamente un bestseller e diventò un musical messo in scena a Broadway e in tutti gli Stati Uniti per anni e anni (e nel 1939 il famoso film di Fleming, con Judy Garland).