Posts Tagged ‘fantasy’

Bircàbia Orphin di Lara Berettieri (Rizzoli, 2021) a cura di Elena Romanello

19 luglio 2021

L’urban fantasy è quel sottogenere del fantasy in cui magia, stregoneria e creature sovraumane irrompono in un mondo analogo al nostro: negli anni ci sono stati diversi successi legati a queste storie, dalla saga di Twilight Harry Potter, da True Blood ai romanzi di Neil Gaiman, senza dimenticare le prove di autori e autrici italiani come Luca Tarenzi.
Rizzoli propone Bircàbia Orphin, primo possibile capitolo di una serie tutta italiana, scritta da Lara Berettieri, ed è curioso e simpatico trovare il mondo delle fate e della magia che emerge dalle strade della comunque magica Roma.
Bircàbia ha sedici anni e tanta voglia di vivere e sperimentare, come è normale a quell’età e si è trasferita a Roma, a casa dell’eccentrica Diana, per studiare al Centro Studi d’Arte e diventare un’attrice di teatro, il suo sogno da sempre. Il Centro Studi d’Arte, una scuola umana e non Hogwards in salsa amatriciana, è un posto ricco di persone interessanti e stimolanti, come la migliore amica di Bircàbia, Lùnia, aspirante artista.
La vita creativa della scuola è però solo un aspetto della vita delle due ragazze: infatti hanno una doppia identità, appartengono a stirpi magiche, in una Comunità Magica nascosta ma che influenza da sempre la vita del mondo. Tra viaggi sul bus 333 barrato verso un luogo visibile solo a chi ha i poteri, viaggi in dimore incantate, misteri da scoprire e maledizioni da superare, la vita di Bircàbia e Lùnia procede, finché non scoprono qualcosa di davvero unico, pericoloso e inquietante, su di loro, ma anche su una persona che credevano un semplice mortale, l’affascinante e talentuoso Rìon, compagno di classe di Bircàbia.
Ci sono echi di Harry Potter e dei romanzi di Chris Colfer nelle pagine di un libro avvincente, sulla carta rivolto ad un pubblico di adolescenti, ma in realtà godibile anche in età diversa, anche solo per l’idea diversa di Roma che viene fuori e per i richiami alle professioni artistiche. Un nuovo mondo fantastico, tra realtà e fantasia, per raccontare come si cresce, come si scopre il mondo, come si diventa consapevoli di ciò che si è e di ciò che si vuole fare da grandi nella vita, con il filtro del fantastico.
Tra l’altro, rispetto ad altri romanzi urban fantasy, la storia d’amore non è centrale, quello che emerge è un rapporto di grande amicizia tra due eroine che scoprono i problemi del loro mondo e di quello alternativo in cui si trovano a vivere. E anziché parlare degli affascinanti ma un po’ troppo inflazionati vampiri, la saga si incentra sulla magia e le creature incantate, più fiabesco come tema e meno frequentato malgrado il successo di Harry Potter.
Una storia originale e frizzante, per costruire un nuovo mondo in cui è bello immergersi e in cui si spera di tornare presto.

Lara Berettieri ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Ha lavorato per diverse compagnie teatrali come regista e artista, tra cui la storica compagnia americana Bread and Puppet Theater. Nel 2001 ha fondato la compagnia teatrale Nouvelle Lune e nell’arco di un ventennio ha progettato e realizzato dieci spettacoli teatrali portati in tournée in tutta Italia e all’estero. Ha partecipato come artista a varie esposizioni d’arte e performance, e dal 2015 insegna Discipline plastiche al Liceo Artistico. Bircàbia Òrphin è il suo primo romanzo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Oscar Draghi presenta il Ciclo del Principe Corum di Michael Moorcock a cura di Elena Romanello

29 giugno 2021

978880473563HIG-333x480Dopo aver raccolto la saga di Elric di Melniboné, Oscar Draghi presenta un altro celebre ciclo narrativo di Michael Moorcock, quello del Principe Corum.
Come Elric, anche Corum è un anti eroe tragico, in un mondo senza speranza, un Vadhag, erede di una stirpe aliena longeva, priva di emozioni, dedita allo studio e alla contemplazione, che mai vorrebbe dover combattere contro qualcosa o qualcuno.
Nel mondo in cui vive Corum i Madben, gli esseri umani, feroci e schiavi delle passioni, hanno ormai sottomesso gli altri abitanti: Corum vaga cercando qualche suo simile superstite e la moglie, con cui vorrebbe perpetrare la sua stirpe, ma presto si accorge di essere l’ultimo dei Vadhag, e questo lo spingerà a cercare vendetta, venendo meno alla sua indole pacifica e meditativa.
Questa volta Michael Moorcock, mescola elementi del fantasy con altri della fantascienza, con il tema sempre attuale dell’alieno fuori posto, non più invasore ma vittima di altri, degli esseri umani, i veri cattivi, in una visione del mondo senza speranza ma molto interessante, in cui si capovolgono archetipi per nuove storie e universi da raccontare.
Mentre Elric è stato comunque riproposto negli anni varie volte, oltre ad avere avuto anche una trasposizione fumettistica, Corum è assente da parecchio dalle librerie del nostro Paese, e questa è senz’altro un’ottima occasione per recuperare un’opera interessante, che si inserisce nella narrativa di genere fantastico per un pubblico adulto. Una prova dell’autore inglese Michael Moorcock, classe 1939, considerato da decenni una delle migliori voci vivente di un genere che riesce sempre a reinventarsi e ad inventare nuovi mondi da scoprire.

La leonessa di Dordona di Enrico Orlandi e Gaia Cardinali (Tunué, 2021) a cura di Elena Romanello

20 maggio 2021

cover_la_leonessa_di_dordona-min-566x800Oggi il fantasy è uno dei generi più amati, eppure molti appassionati non si sono accorti di averne letto gli antenati a scuola nei poemi epici, spesso più una croce che una delizia, anche se c’è chi si ispira anche a loro per nuove storie, per libri e fumetti.
La graphic novel di Tunué La leonessa di Dordona recupera i personaggi dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, in particolare quello di Bradamente, donna guerriera nella tradizione romanzesca che ha prodotto poi in altri tempi Lady Oscar, Mulan, Xena, Buffy, Ripley, Arya Stark e tutte le super eroine.
Orlando e Angelica rimangono come personaggi sullo sfondo, e verrebbe da dire meno male perché non erano così eccelsi e coinvolgenti anche nell’originale: la storia de La leonessa di Dordona è incentrata su Bradamante, fanciulla ribelle ad un matrimonio imposto, che preferisce arruolarsi con i paladini di Carlo Magno, combattendo come un uomo, fino ad innamorarsi di Ruggero, soldato della parte avversa, un amore quindi votato ad una conclusione tragica, o almeno così parrebbe.
Nelle pagine colorate a pastello ma a tratti cupe di una saga trascinante, rivive quindi in una graphic novel ispirata alla letteratura, questa volta all’epica, raccontando uno degli episodi più interessanti e più moderni dell’Orlando Furioso, la storia di una ragazza ribelle e in anticipo sui suoi tempi, più simile alle eroine della modernità che non altri personaggi stereotipati. E tra l’altro, a differenza dell’altra celebre guerriera dell’epica rinascimentale, Clorinda de La Gerusalemme liberata, ha un lieto fine alla sua storia d’amore, anche se non è bello fare spoiler sul finale della graphic novel.
Bradamente è il personaggio centrale della storia, ma al suo fianco emerge un’altra importante figura femminile, la maga Armida, archetipo di un altro filone di protagoniste attualissime, da Melisandre de Il Trono di Spade alle sorelle Halliwell, restituito in un contesto di magia e incanto antico e moderno allo stesso tempo.
La leonessa di Dordona racconta quindi l’attualità ancora oggi dei poemi epici cavallereschi e di certi loro personaggi fuori dagli schemi e si rivolge sia ad un pubblico di appassionati in cerca degli archetipi delle figure eroiche di oggi sia a chi pensa che la letteratura sia sempre tale, disegnata o scritta che sia.
Bradamante, ricordo dei libri di scuola e non solo, rivive in una luce che riprende la sua forza originale ma la porta come icona femminista attuale, con il suo motto di Fiorire o morire per trovare una strada appassionante e unica oltre gli schemi, in una vicenda senza tempo che avvince dalla prima pagina all’ultimo, come ripasso dei tempi che furono ma anche come nuova scoperta.

Enrico Orlandi ha conseguito nel 2015 la laurea all’Accademia di Belle Arti. Ha esordito con il libro Il fiore della strega, pubblicato da Tunué nella collana Tipitondi.

Gaia Cardinali, nata ad Ancona nel 1992, si diploma in Arti Applicate all’ISA di Jesi nel 2010 e inizia il corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Viktoria – pubblicato con Tunué – è stato il suo primo graphic novel.

Provenienza: libro del recensore.

Il ritorno di Nessun dove di Neil Gaiman per Oscar Fantastica, a cura di Elena Romanello

12 maggio 2021

978880473533HIG-313x480Oscar Fantastica propone in una nuova edizione quello che è ormai un classico contemporaneo, Nessundove di Neil Gaiman, con cui il già famoso autore di fumetti e graphic novel debuttò nella narrativa nel 1996, dopo aver scritto a quattro mani Good Omens con Terry Pratchett, recentemente tornato alla ribalta grazie alla serie televisiva.
Nella Londra di oggi, Richard Mayhew è un giovane uomo d’affari, una persona dalla vita prevedibile, tra le pretese del capo e i capricci della fidanzata Jessica. Un giorno, per strada, soccorre una ragazza ferita e la porta a casa sua, scoprendo grazie a lei un mondo fantastico di cui non avrebbe mai potuto sognare l’esistenza.
Sotto le affollate strade di Londra, piene di negozi, uffici e vita, esiste infatti una città parallela e antica, popolata da mostri e di santi, di assassini e di angeli, di cavalieri in armatura e fanciulle dotate di poteri magici, caduti lì da vari luoghi del mondo.
Richard inizia una vita in quel mondo, e deve imparare a cavarsela in quel mondo a tratti familiare e a tratti bizzarro, e un destino imprevisto lo attenderà, molto diverso dalla sua vita fino a quel momento.
Capostipite dell’urban fantasy contemporaneo e viaggio in un Paese delle meraviglie del nuovo Millennio, Nessundove è una scoperta o riscoperta gradita, trasposta in una graphic novel a cura di Mike Carey nel 2006, uscita anche in italiano per Planeta De Agostini e in una serie televisiva purtroppo inedita da noi, a differenza della celebre e recente American Gods.
Questa nuova edizione di Nessundove per Oscar Fantastica è impreziosita dalle immagini di Chris Riddell, poliedrico illustratore e vignettista, con uno stile tra incisioni ottocentesche e manga.

Il regno segreto di Philip Pullman (Salani, 2020) a cura di Elena Romanello

4 maggio 2021

Quando, nell’ormai lontano 2000, uscì l’ultimo libro della Trilogia Queste Oscure Materie, Il cannocchiale d’ambra, sembrava la fine di un’epoca, con la conclusione, a tratti struggente e amara, di una vicenda che aveva letteralmente tenuto incollati i lettori ai libri, a cui si è ispirato un non eccelso film nel 2007 e una invece molto valida serie televisiva di questi ultimi anni.
Philip Pullman ha però deciso di tornare al mondo di Lyra, e dopo l’antefatto La belle sauvage, con Il libro segreto continua la vicenda di una delle grandi protagoniste della letteratura per ragazzi. Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, seduta su una panchina del giardino botanico della sua Oxford, separata per sempre da Will, in quello che resta uno degli addii più strazianti di sempre. 
Adesso studia all’Università, ma presto dovrà partire per un viaggio in cerca del suo daimon, Pantalaimon, che si è allontanato da lei per alcune incomprensioni, in un mondo simile al nostro con contraddizioni e rischi e con alcune peculiarietà, aiutata da Malcolm, che ne La Belle Sauvage era un ragazzino e che ora è cresciuto.
Ma la ricerca non è solo legata al daimon, ma anche ad una città nel cuore del deserto, dove forse c’è il segreto legato alla Polvere, e che attira scontri tra varie fazioni. Lyra viaggerà verso un’Asia fiabesca e pericolosa, con una serie di avventure incalzanti, che si chiudono su un finale aperto che fa aspettare con ansia il prossimo capitolo. 
Philip Pullman conferma il suo talento, tornando nel suo mondo per antonomasia e costruendo una storia avvincente, intorno ad un personaggio che è cambiato nel corso degli anni ma che ha sempre qualcosa da dire, in un microcosmo emblematico del fantastico in cui è bello immergersi ancora una volta.
Il regno segreto è un volume di oltre 704 pagine che scorre come l’acqua, senza mai stancare e annoiare, moderno e fantastico, una metafora sul significato di capire se stessi, crescere e dare un senso al mondo in cui si vive, qualsiasi esso sia. Un inno alla vita e al rapporto con gli altri e con l’altro, per tutte le età.

Philip Pullman è nato nel 1946 a Norwich, in Inghilterra. Da bambino ha vissuto in Australia e in Zimbabwe e ha studiato in Africa e in Galles. Si è laureato in Letteratura inglese a Oxford, dove vive attualmente. Ha scritto romanzi, racconti e adattamenti teatrali, per i quali ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti. Da Salani, tra gli altri, sono usciti Ero un topo, Il conte Karlstein, Lo Spaventapasseri e il suo servitore, Il ponte spezzato e la serie delle avventure di Sally Lockhart (Il rubino di fumo, L’ombra nel Nord, La tigre nel pozzo e La principessa di latta). La trilogia Queste oscure materie si apre con La bussola d’oro (Carnegie Medal e Guardian Children’s Fiction Prize), a cui seguono La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra (vincitore nel 2001 del prestigioso Whitbread Book Award). Nel 2005 Philip Pullman ha vinto il Premio Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. Nel 2017 l’autore è tornato nel mondo di Lyra e delle Oscure materie con l’attesissimo Libro della Polvere.

Provenienza: libro del recensore.

Le figlie di YS di M.T. Anderson e Jo Rioux (ReBelle Edizioni, 2021) a cura di Elena Romanello

19 aprile 2021

Nel panorama vasto, rutilante ma a tratti dispersivo delle graphic novel si affaccia ReBelle Edizioni, con la traduzione di un successo dell’editoria indipendente d’oltreoceano dell’anno scorso, Le figlie di YS, realizzato a quattro mani da M. T. ( Matthew Tobin) Anderson e Jo Rioux.
La storia, sulla carta rivolta ad un pubblico young adult ma in realtà pe tutti, è ispirata ad una delle più note leggende bretoni, quella della città maledetta di YS, una sorta di Atlantide di quelle latitudini, ingoiata dall’oceano per un’oscura maledizione.
In un mondo magico fuori dal tempo, vicino ad un’età dell’oro della mitologia celtica, la regina Malgven, grande amore dalla provenienza misteriosa del re di YS, molto probabilmente una creatura marina, ha innalzato intorno alla sua città delle grandi mura che tengono tutto al sicuro, ma forse c’è anche un oscuro segreto che permette al regno di prosperare.
Dopo la sua morte, il re resta solo con le due figlie Rozenn e Dahut, destinate a prendere strade diverse: Rozenn ama vivere in mezzo alla natura con gli animali, girando per la brughiera, mentre Dahut è attratta dal potere, dagli intrighi, dalle feste e scopre man mano il prezzo per tenere YS al sicuro dal mare, il tributo che ogni giorno bisogna buttare nelle acque, un tributo che può diventare un giorno insostenibile e condannare tutti alla fine.
Nelle pagine acquarellate, con uno stile simile a quello di Noelle Stevenson e il suo Nimona, rivive un’epopea dimenticata dai più, visto che ci sono stati un paio di romanzi fantasy che l’hanno ripresa, ma nulla di paragonabile a storie inflazionate come quella di Re Artù, ma fondamentale per il folklore della Bretagna, terra celtica di mare, sabbia e rocce, sede di antiche leggende come questa.
Le figlie di YS piacerà agli amanti del fantasy, con un intreccio tra regine corrotte e maledizioni che ha in sé i semi di tante storie contemporanee, oltre a chi ama le antiche culture meno note e il mondo celtico, celebrato in questi anni da feste ed eventi purtroppo al momento in pausa.
Una storia ricca di spunti, avvincente, cruda, spietata, persa in un tempo mitico a cui piace tornare, in una nuova veste, a scoprire la sorte maledetta di una città perduta e per sempre ricordata.

M.T. Anderson è autore di diversi bestseller fantasy e young adult, in Italia gli ultimi titoli sono stati pubblicati da Rizzoli. Ha vinto il National Book Award for Young People’s Literature nel 2006 per il primo volume de La storia stupefacente di Octavian Nothing.

Jo Rioux, canadese di Ottawa, proviene dal campo dell’illustrazione per l’infanzia. Ha vinto con Cat’s Cradle il premio Joe Shuster 2013.

Provenienza: libro del recensore.

Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

11 aprile 2021
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I libri che parlano di libri, raccontando avventure a volte fantastiche legati ad esse, ci sono da molto tempo ma riescono comunque ad affascinare sempre: uno dei più recenti è il fantasy autoconclusivo Sorcery of Thorns, una delle proposte di Oscar Fantastica degli ultimi mesi.
Elizabeth Scrivener è cresciuta in un mondo dove trovano spazio grandi Biblioteche, Austermeer:  questi enti hanno un ruolo preciso, diverso da quello che hanno nel nostro mondo: proteggere tutti dalle minacce della magia. In queste biblioteche infatti non ci sono libri, fumetti e giornali da prendere in prestito e consultare come in quelle nostre, ma grimori magici, che se provocati possono trasformarsi in mostri inquietanti e commettere dei crimini.
Elizabeth, che non ha mai saputo chi siano i suoi genitori e ricorda di essere vissuta nella Biblioteca fin da piccolissima, vuole diventare una guardiana, per proteggere il regno dalle minacce magiche, che presto irrompono nella sua vita.
Un giorno, infatti, per impedire un atto di sabotaggio, libera il grimorio più pericoloso della biblioteca e viene sospettata di aver commesso un crimine, anche perché muore la Guardiana di Summershall, il luogo dove è cresciuta.
L’unico suo alleato è uno stregone, che lei ha sempre visto come un nemico, Nathaniel Thorn, che deve il suo potere al demone Silas: ma presto Elizabeth capirà che i veri nemici e pericoli sono altrove, in una congiura che potrebbe distruggere il mondo intero, partendo proprio dalle Biblioteche, e che Nathaniel e Silas sono ben diversi da quello che credeva, e che in fondo vogliono le stesse cose che vuole lei.
Elizabeth capirà anche che la sua vita è molto di più di quello che pensava, con un potere che non sapeva di avere e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare, ben oltre quello che era stata la sua vita fino a quel momento e i suoi progetti di un’esistenza in mezzo ai libri.
Il potere dei libri magici per antonomasia, i grimori, non poi così presenti nell’immaginario ultimamente e in una nuova prospettiva, è al centro di una storia originale e appassionante, dove tutto si scatena in biblioteche insolite e appassionanti:  il paragone con quella di Hogwards di Harry Potter c’è, ma qui il ruolo è diverso, i libri sono veri e propri esseri viventi in potenza che possono scatenarsi. ,Gli appassionati di libri e lettura troveranno  echi  della biblioteca, leggendaria e nascosta, de Il nome della rosa di Umberto Eco e  di quella del Cimitero dei Libri dimenticati di Zafon, ma comunque nell’ambito di una storia originale e nuova.
Elizabeth è un’eroina fantasy diversa dal solito, anche nel suo essere una prescelta, ma anche i personaggi di contorno non sono da meno, a cominciare da Nathaniel e Silas, due nemici e poi amici che riprendono due archetipi, lo stregone e il demone, in chiave nuova.
Sorcery of Thorns è quindi un libro fantasy insolito, appassionante, che piacerà a chi crede nel potere dei libri, che contengono da millenni le storie di ogni genere: senz’altro, dopo averlo letto, si vedranno le biblioteche in un’ottica diversa, anche se la magia che capita nella realtà è diversa (per fortuna, i grimori non sarebbero gestibili), ma sempre magia è.
Il libro è completato dalle bellissime illustrazioni di Charlie Bowater, capaci di evocare un mondo che affascina, tra grimori, incantesimi e giochi di potere. Il libro è autoconclusivo, ma il finale lascia uno spiraglio per futuri seguiti o per la fantasia dei lettori.

Margaret Rogerson è l’autrice dei bestseller del New York Times An Enchantment of Ravens e Sorcery of Thorns. Laureata in Antropologia culturale all’Università di Miami, quando non sta leggendo o scrivendo ama disegnare, giocare, cucinare budini e guardare più documentari di quanto non sia socialmente accettabile (secondo alcuni). Vive vicino a Cincinnati, Ohio, di fianco a un giardino pieno di colibrì e di rose. Il suo sito è margaretrogerson.com.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Ritorna per Mondadori la saga della Spada della verità di Terry Goodkind a cura di Elena Romanello

30 marzo 2021

Terry Goodkind, autore fantasy amato e discusso anche per le sue idee anticonformiste, è uno dei tanti nomi illustri che ci ha lasciato l’anno scorso, dopo aver dato vita alla saga della Spada della verità, una delle più lunghe degli ultimi decenni, per fortuna conclusa.
Mondadori ripropone i volumi precedenti della serie e presenta anche gli inediti, a comporre e chiudere la storia di una vita dell’autore, ambientata in un mondo dominato da un oscuro tiranno dove si incontrano il prescelto Richard Cypher, una guida forestale che scoprirà di essere ben di più, e la potente e mistica Madre Depositaria Kahlan Ammell, sotto la supervisione del mago Zedd.
Oscar Draghi presenta il primo libro delle avventure del dinamico terzetto, Darken Rahl, che contiene i romanzi La prima regola del mago La pietra delle lacrime, con cui inizia la storia, mentre Oscar Fantastica prosegue la saga con l’inedito I figli del D’Hara, seguito dell’ultimo libro uscito in italiano nel 2016, Cuore guerriero.
Il nuovo libro presenta cinque nuove avventure, dove Richard e Kahlan si troveranno a fronteggiare l’avidità insaziabile della Dea Dorata, una nuova minaccia verso il loro mondo, il potere oscuro del giuramento della strega e una frattura nel mondo dei vivi che li condurrà pericolosamente vicini a quello dei morti. Tutto questo ha come unico scopo quello di riuscire nell’impresa più importante della loro vita, salvaguardare il loro retaggio attraverso i figli del D’Hara.
Un’occasione quindi per scoprire una saga sterminata, piena di avventure e di sviluppi narrativi, dai toni adulti e spesso crudi, oltre che per completarla, andando anche oltre la non felice serie televisiva di Sam Raimi di un decennio fa, che comunque ha attirato verso questo mondo arcano e avvincente altro pubblico, sapendo che comunque è un ciclo narrativo concluso, che si inizia e si sa che si finirà di leggere, non come altri in sospeso da anni.

Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

6 marzo 2021

978880472545HIG-313x480Da anni si conosce e legge il fantasy anglosassone, britannico e statunitense, a cui si sono aggiunti romanzi fantasy provenienti dall’Oriente e dall’Italia, mentre non è arrivato molto da noi dal resto d’Europa, dove pure c’è una produzione non disprezzabile,  a cominciare dalla vicina Francia, dove esistono da anni autori e autrici che si cimentano con questo genere, amatissimo anche a quelle latitudini e non solo quando è d’importazione.
Oscar Fantastica propone Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney, inglese di nascita ma francese d’adozione, primo libro di una saga che porta in un mondo ispirato al periodo tra  Medio Evo e età moderna, sfondo di una tragica storia di formazione e di crescita, riflesso di tante vicende reali.
I quattro piccoli orfani Syffo, Merlo, Cardù e Brindilla crescono in campagna, nel podere della vedova Tarron, che li ha accolti per avere un aiuto nel lavoro dei campi. Il loro unico orizzonte è il fiume Brune, tra le durezze di una vita dove però a loro modo sono felici, malgrado le lotte per sopravvivere e mangiare una ciotola di minestra di rape la sera.
Il mondo fuori però può chiamare a gran voce e far cambiare ogni cosa: un giorno d’estate dell’anno 621 dell’era di quel mondo, nel vicino borgo di Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, che aveva unificato quelle terre. I quattro ragazzi pensano che tanto è qualcosa di lontano, ma quello nascerà una guerra che travolgerà il loro mondo, costringendoli a dividersi verso l’ignoto.
Il protagonista e voce narrante della storia è Syffo, sorpreso a rubare una frittella e costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, un militare, prima lama dell’Alto-Brune. Da qui inizierà il suo viaggio forse non tanto eroico ma avvincente, dove sarà servo, spia, apprendista chirurgo e per finire guerriero. Syffo verrà accusato di stregoneria e omicidio, finirà in carcere, fuggirà, sarà bollato come traditore, in una prima serie di avventure che continueranno e che finiscono, come nella migliore tradizione romanzesca, con un cliffhanger che fa attendere con impazienza il seguito.
Il bambino di polvere è un libro fantasy anomalo, perché del fantasy inteso come magia, creature non umane e simili, non ha praticamente niente: porta in un mondo alternativo, affascinante e spietato, dove gli appassionati potranno trovare elementi dei romanzi di Martin, con lotte di potere non viste dalle case regnanti ma dai più poveri, le vittime da sempre, nel mondo reale, di guerre, conflitti, contrasti, fame e disastri.
Si tratta senz’altro di un titolo da consigliare a chi accusa il fantasy di essere un genere di pura evasione, senza contare la costruzione di una vicenda in cui ci sono echi di Hugo e Dickens e della loro capacità di parlare dei più umili, non certo meno interessanti di nobili, prelati e sovrani.
Tutto questo, in attesa dei prossimi capitoli delle disavventure di Syffo, alle prese con un mondo più grande di lui, in cui è costretto a cercare la sua strada, e magari di scoprire nuove voci del fantasy d’oltralpe.

Patrick K. Dewdney (1984), nato in Inghilterra, dall’età di sette anni vive in Francia e scrive in francese. Ha esordito nel 2007 con Neva, seguito da altri romanzi. Del 2018 sono i primi due libri del Ciclo di Syffo (oltre a Il bambino di polvereLa Peste e la Vite), illustrati da Fanny Etienne-Artur, che hanno ricevuto tra gli altri il Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

La città di ottone di S. A. Chakraborty, (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

10050530La collana Oscar Fantastica presenta il primo libro della Trilogia Daevabad, La città di ottone, che coniuga il fantasy con le atmosfere del mondo arabo. Quando si parla di cultura islamica si pensa subito ad altro, a cose ben più tristi del mondo di oggi, ma in realtà il mondo che va dal Nord Africa al Medio Oriente fino all’India ha prodotto cose incomparabili per l’immaginario fantastico, a cominciare da un capolavoro assoluto capace ancora oggi di appassionare come Le Mille e una Notte.
Siamo nell’Egitto della fine del XVIII secolo, diviso tra l’Impero ottomano e l’invasione dell’esercito napoleonico, con solo una vaga cognizione in molte persone di cosa era stato il passato glorioso di una civiltà che stava appunto per essere riscoperta.
Nahri vive nei bassifondi del Cairo, non ha mai creduto davvero nella magia, ma millanta poteri straordinari, legge le mani e sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar, una specie di esorcismo. In realtà Nahri, orfana da tanto, troppo tempo, è solo una truffatrice, che cerca di spillare soldi ai nobili ottomani o a nuovi arrivati dalla Francia, per campare in attesa di impossibili tempi migliori.
Un giorno Nahri fa uno di quegli incontri che cambiano la vita, incrociando la sua strada con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero e scoprendo che la magia in cui lei non crede in realtà è reale, e anche lei ne è parte.
Nahri fugge dal Cairo con Dara, su un tappeto volante, attraversando il deserto e scoprendo luoghi dove vivono creature che non pensava che esistessero, uccelli mostruosi, esseri di fuoco e altri, tra fiumi, oasi, città in rovina.
Alla fine del suo viaggio Nahri arriva a Daevabad,  la leggendaria città di ottone, in cui scopre il suo destino oltre che i poteri che la abitano. Ma Daevabad è abitata da sei tribù di jinn, da sempre in lotta tra di loro e l’arrivo della ragazza può scatenare una guerra che covava da secoli, proprio per quello che lei rappresenta.
La città di ottone, magico e ipnotico, presenta quindi una nuova strada per il fantasy, quella di pescare dal mondo medio orientale e dalle sue leggende, alcune note con il loro archetipi anche da noi, perché i jinn altri non sono che i geni, che abitano lampade e anelli, come in Aladino. La visione dei jinn è però molto può profonda, sono esseri temibili e affascinanti, nati nella cultura preislamica, e capaci di creare un immaginario che giunge fino a noi, reinventato, come nelle pagine del libro.
Nahri è un personaggio di eroina interessante, una ragazza con il chador che nasconde il suo vero potenziale, pronta ad emergere e a scoprire di essere qualcosa di ben diverso, in un nuovo archetipo di protagonista su cui sarà interessante tornare.
La città di ottone è un fantasy quindi originale, con nuove ambientazioni rispetto al Medio Evo europeo reinventato o a regni alternativi su modello di Tolkien, capace di dar voce ad una cultura altra e per molti nuovi, con echi delle Mille e una notte e delle storie d’avventura con cui nell’Ottocento si andò alla scoperta dell’Oriente. Una storia per chi ama le protagoniste forti e per chi è affascinato dall’Oriente e dai suoi miti, con un mondo di jinn crudeli e in lotta tra di loro che non hanno nulla da invidiare alle casate dei Sette Regni di Martin. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Shannon A. Chakraborty è nata nel 1985 nel New Jersey e risiede nella zona dei Queens di New York con il marito e la figlia. Si è convertita all’Islam da adolescente ed è da sempre appassionata di Storia. Con la trilogia di Daevabad si è imposta all’attenzione e la saga è già stata opzionata da Netflix per fare una serie televisiva. Al momento sta lavorando ad un’altra storia ambientata nel XII secolo nell’Oceano indiano, incentrata su una piratessa in cerca di un misterioso tesoro. Il suo sito ufficiale è https://www.sachakraborty.com

Provenienza: libro del recensore.

Negli Oscar Draghi le storie di Lord Dunsany a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

dunsanysmallMolti pensano che il fantasy sia iniziato con Tolkien, uno dei suoi più importanti esponenti sempre e comunque, certo, ma la strada di questo genere era iniziata ben prima, con l’epica e la fiaba, ovviamente, ma anche con l’apporto di autori tra Sette e Ottocento.
Uno di questi era Lord Dunsany, vissuto tra il 1878 e il 1957, autore e drammaturgo irlandese, come il collega Oscar Wilde, capace di creare mondi fantastici che sono stati di ispirazione a vari dopo di lui.
La collana Oscar Draghi dedica all’opera di questo autore tutto da riscoprire il volume Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie, una raccolta di romanzi e racconti, alcuni usciti negli anni, ma ormai assenti da tempo dagli scaffali delle librerie.
Il mondo di Lord Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII Barone Dunsany è fatto di dei, reami fatati, foreste tenebrose, sogni, incubi, e fece scuola, tra gli altri ispirando anche un autore che sembrerebbe lontano da lui ma non lo è come Howard Phillips Lovecraft. Un autore molto originale e unico, che metteva insieme tante suggestioni, a cominciare da quella della cultura irlandese, da sempre legata al fantastico a doppia mandata.
Il libro comprende due raccolte di racconti, Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dei, e altrettanti romanzi, La figlia del re degli elfi e La maledizione della veggente, ambientati in universi alternativi, in terre fantastiche in cui è bello perdersi e ritrovarsi. Il volume è arricchito da tavole che illustrano le storie, con un gusto vicino a quello dell’epoca vittoriana e edoardiana, quando visse lord Dunsany.
Il fantastico continua a ispirare storie e autori, ricordando l’adagio di Michael Ende, la fantasia non può avere confini, ma leggere i capostipiti di questo genere, sia per gli appassionati di tutte le età che per chi vuole capire di più successi e immaginari, è sempre una cosa molto interessante.

Il ritorno dell’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber, a cura di Elena Romanello

17 dicembre 2020

51y2QIPh-2L._SX345_BO1204203200_Oscar Draghi propone, tra i suoi titoli per le feste, una riproposta di un classico del fantasy d’antan e del filone di avventure: Sword & Sorcery – L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser, di Fritz Leiber.
Spesso si accusa il fantasy di prendersi troppo sul serio o ancora di rivolgersi ad un pubblico di ragazzini: Leiber non faceva nessuna delle due cose, e questa raccolta di storie ne è la prova, tra divertimento, avventure e la costruzione di un mondo non banale, complesso, a tratti anche crudo e cupo. 
L’etichetta Sword & Sorcery, letteralmente Spada e Stregoneria, indica un filone di grande successo nel fantasy nato sulle pagine delle riviste pulp, pubblicazioni popolari che facevano evadere un pubblico vasto con storie per lo più di genere fantastico, caratterizzato da avventure, magia, inseguimenti.
Nelle pagine del libro rivivono le avventure del barbaro nordico Fafhrd e del suo amico Gray Mouser, ex apprendista di un mago e ladro, nel mondo di Newhon, dove i due si dividono tra bevute, feste, corteggiamenti, risse, furti, gioco d’azzardo, alle prese con leggi anche pesanti che loro violano in continuazione, riuscendo sempre a cavarsela. 
Fritz Leiber, autore di tante altre storie sia fantasy che di fantascienza, creò quasi per caso Fafhrd e Gray Mouser, due eroi scanzonati in un mondo comunque non rassicurante, che iniziano a esplorare per curiosità e allargare i loro orizzonti, tra avventure a partire dalla città di Lankhmar, un modello per tanti autori successivi.
Il libro è completato da un’introduzione di Massimo Scorsone, con varie illustrazioni e comprende i romanzi  Il Mondo di Nehwon, Le spade di Lankhmar, Spade tra i ghiacci, Il cavaliere e il fante di spade.