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Daisy di Marco Barretta e Lorenza di Sepio (Tunué, 2019) a cura di Elena Romanello

8 maggio 2019

daisy_cover_ISBN_500w-1Daisy è una bambina che vive con il padre scrittore, che non ha mai superato il dolore per la morte della moglie e mamma della piccola e si è chiuso in se stesso. La vita di Daisy è quindi abbastanza solitaria, in una casa strana e a tratti inquietante. Un giorno, la ragazzina trova uno dei romanzi del padre, un fantasy avventuroso che racconta di un mondo che bisogna salvare, e sprofonda tra le pagine, diventando lei l’eroina. Per uscirne dovrà arrivare alla fine della storia, facendo lo stesso percorso dell’eroe che ha sostituito, e saranno tanti i pericoli da affrontare, anche fuori dal libro, con la disperazione di suo padre.
Il nemico principale da affrontare è la Regina Cattiva, ma forse alla fine riserverà delle sorprese, forse questa antagonista è diversa da come la si pensava, in un viaggio iniziatico in un mondo da fiaba che cambierà Daisy.
Un fumetto tutto italiano, con echi nel disegno dei manga ma anche delle opere di Noelle Stevenson e di Teresa Radice e Stefano Turconi, che presenta il tema eterno del viaggio in un altro mondo, oltre che l’importanza dei libri, della fantasia e della forza delle storie che fanno crescere e cambiano.
Ci sono echi di storie di ieri e di oggi, a cominciare da La storia infinita, cult di più di una generazione, senza dimenticare Il Mago di Oz, universo narrativo che sta per ridiventare protagonista con nuove storie in TV e al cinema, e il serial Once upon a time.
Daisy è un’eroina curiosa, in cerca della felicità, in un mondo reale che si schiude alla fantasia, per una storia che forse è conclusa ma forse no, senza anticipare niente ci sono vari livelli di lettura, come del resto in tutte le fiabe, rileggendo vecchie storie ma riuscendo sempre a dire qualcosa di nuovo, mescolando l’importanza della fantasia con temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto.
Con questo titolo Tunué conferma il suo interesse per il fumetto di casa nostra, per i nostri talenti emergenti o meno, con alle spalle lunghi anni di studio e una creatività eclettica, capaci di proporre nuove storie che pescano da archetipi e attualità, con stili che mescolano varie suggestioni. Daisy è una storia che entra bene nella linea che l’editore propone ad un pubblico più giovane (gli appassionati vanno coltivati fin da piccoli!) ma è godibile anche per chi ha qualche anno in più e riconoscerà tutte le citazioni e i rimandi, ricordando che magari in qualche momento lontano o vicino della propria vita si è sognato tutti di perdersi in un altro mondo, magari contenuto in un libro.

Provenienza: libro del recensore.

Marco Barretta è un videografo, gira il mondo grazie al suo lavoro. È sceneggiatore di Procrastination, ultimo volume della serie Simple&Madama, disegnato da Lorenza Di Sepio.

Lorenza Di Sepio Disegnatrice nel campo dell’animazione 2D, dove lavora come character design e storyboard artist. Ha collaborato a diverse serie cartoon prodotte dalla RAI, video musicali e spot. Autrice di Simple&Madama, progetto virale nato sui social network e poi trasformato in progetto editoriale.

Il trono di spade graphic novel di George R. Martin, Daniel Abraham e Tommy Patterson (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

24 aprile 2019

57234011_2604721806421224_2367975788529057792_nIn contemporanea con la trasmissione in TV dell’ultima, attesa stagione di Game of thrones, in attesa degli ultimi due romanzi di George R. R. Martin, Oscar Ink ripropone, in una nuova, sontuosa edizione, la graphic novel uscita tempo fa in volumi spillati per Italycomics ed oggi praticamente introvabile, se non sul mercato dell’usato.
La vecchia edizione era uscita in spillati, su modello statunitense, e poi in volumi rilegati. Si tratta di un adattamento della prima stagione della serie, e quindi è anche un modo per fare un buon ripasso di come tutto è iniziato, seguendo le varie storie dei protagonisti, dal compianto Nerd Stark alla giovanissima Daenerys in cerca di un cambiamento della sua vita, dalla perfida Cersei all’eroe per caso Jon Snow. Il volume, primo di due, è arricchito di schede, schizzi e approfondimenti, per raccontare l’inizio di un mondo in un altro universo, quello delle nuvole parlanti, che da anni si incontrano con successo con le serie TV, dando vita ad una vita plurimediale sempre molto interessante. La graphic novel è sceneggiata da Daniel Abraham, disegnata da Tommy Patterson e colorata da Ivan Nunes.
Oscar Ink propone anche una nuova tradizione, basandosi su quella di Sergio Altieri, a cura di Teresa Albanese.  Il gioco di troni è stato poi seguito in patria da un’altra graphic novel, A clash on kings, che forse potrebbe entrare nei progetti anche nostrani, tutto dipende dal successo di questa prima proposta, comunque da tenere d’occhio e di sicuro interesse per chi è rimasto affascinato dal mondo di Westeros, dalle sue violenze, dalle sue passioni, dai suoi intrighi, per una storia che ha saputo rinnovare il genere fantasy e porlo all’attenzione di un pubblico vasto e anche non di appassionati.
La vicenda è nota ma non per questo meno interessante da riscoprire, del resto ormai sono passati tanti anni anche sullo schermo e certi giochi di potere cominciarono proprio nel primo capitolo della saga. Il mezzo fumettistico rispetta fattezze degli attori e atmosfere, ma non ripercorrendo senza immaginazione la serie TV, ma raccontandola di nuovo con un altro mezzo.

George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Ha scritto tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La principessa e la regina, contenuto ne La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso con Gardner Dozois uscita nel 2015. Sempre sul mondo di Westeros è uscito anche  Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade, scritto con Linda Antonnson e Elio M. Garcia Jr. e uscita nel 2014 e Fuoco e Sangue del 2018. E’ anche autore di libri di genere fantascientifcfico, romanzi e racconti, come Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (2016), Il drago di ghiaccio, Il pianate dei venti,La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme, Nightflyers e Wild Cards.

Daniel Abraham è romanziere e sceneggiatore per il cinema, la televisione e di graphic novel. Come romanziere ha pubblicato la tetralogia The Long Prince Quartet, di cui in Italia è arrivato solo il primo romanzo, La città dei poeti. E’ coautore, insieme a George R.R. Martin e Gardner Dozois, di Fuga impossibile ed è uno degli autori che collabora alla serie condivisa Wild Cards.  Con lo pseudonimo di James S. Corey, insieme a Ty Franck, è uno degli autori dei romanzi su cui è basata la serie TV The Expanse. Ha anche realizzato la sceneggiatura di  Fevre Dream, graphic novel basato sul romanzo di Martin Il battello del delirio.

Tommy Patterson è un illustratore che ha disegnato, fra le altre cose, Farscape per Boom! Studios, l’adattamento del film I guerrieri della notte per la Dynamite Entertainment, e Tales from Wonderland: The White NightRed Rose e Stingers per la Zenescope Entertainment.

La leggenda del libro sacro L’Ondembrah di Teresa Maria Desiderio (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

20 aprile 2019

3453239Fanucci editore tiene a battesimo una nuova voce italiana con il primo volume di una nuova saga, La leggenda del libro sacro L’Ondembrah, rivolta in teoria ad un pubblico di giovanissimi ma in realtà piacevole per tutte le età, cosa poi non così frequente, soprattutto ultimamente, se si escludono fenomeni letterari come la saga di Harry Potter e quella di Hunger Games.
L’autrice, da sempre interessata al fantastico e con fonti di ispirazione che spaziano da Lewis Carroll a Leiji Matsumoto. da Tolkien a Rumiko Takahashi, da J. K. Rowling a Sailormoon, porta nel mondo di Sannoth, universo alternativo dove vivono ben nove razze differenti, in rapporti più o meno amichevoli, tra di loro, metafora della difficoltà ad accettare la diversità presente nel nostro mondo.
Ogni abitante del luogo possiede una scintilla di magia dentro di sé chiamata Shinpa: gli Shannobrah,, una delle stirpi del mondo, iniziano ad usarla dopo aver compiuto dieci anni, dopo aver festeggiato il Phatiobrah, la festa che consacra per ogni piccolo abitante l’ingresso nella vita magica, una specie di bar mitzah o di cresima magica.
Goshda e Fadfra sono gemelli, compiono dieci anni e si accingono a celebrare questo evento e  a rompere il Grongo, il sigillo blocca magia. Ma qualcosa non va per il verso giusto, oscuri presagi emergono, come l’apparizione di una piuma, tutto tranne che innocua. I due ragazzi vengono divisi: Fadfra viene rapita da Yonah, il re degli Elfi, che nasconde un segreto  inimmaginabile, mentre Goshda deve imbarcarsi in un compito ancora più difficile.
Sui due ragazzi si staglia una profezia, perché uno o una di loro potrebbe essere  il leggendario Ondembrah, il detentore del tanto atteso ‘nono dono’ magico, che dovrà risvegliare i dormienti e portare ad un cambiamento cruciale e forse non positivo per il mondo conosciuto: quindi i due ragazzi non dovranno solo crescere ma capire anche le conseguenze della loro crescita e di scelte che possono non essere facili, univoche e positive.
A tratti ci sono degli archetipi che tornano, il ruolo del prescelto (o prescelta), il viaggio dell’eroe in cerca di sé, la coesistenza di diverse razze, il mistero da risolvere, ma tutto è trattato in maniera fresca e originale, con una narrazione incalzante, due personaggi magici che come età strizzano l’occhio ai coetanei, ma l’insieme è interessante anche per i fan del fantasy di lunga data, che giocheranno con le citazioni ma scopriranno un nuovo mondo in cui si viene trasportati e in cui si tornerà.
Fa piacere vedere comunque che si sta tornando a proporre storie fantasy per i più giovani basate su avventure in mondi alternativi, non a storielle più da Harmony dove di fantastico ce ne è ben poco, con la costruzione quindi di un mondo che sa essere nuovo senza dimenticare il passato di storie che si sono succedute, da Tolkien a Terry Brooks.
A questo punto, non resta che aspettare il secondo capitolo della saga, come è già successo con due nuove voci italiane recenti, Helena Paoli e Rebecca Moro.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Teresa M. Desiderio è mamma di tre splendidi bambini e grande sognatrice, e fin da piccola ha avuto una predilezione per la magia e il fantastico in generale. Letture e interessi avevano sempre un unico filo conduttore, e oggi le idee che l’hanno accompagnata per anni si sono riassunte in un mondo narrativo originale e complesso che prende il nome di Sannoth. Con Ondembrah, il primo capitolo della saga fantasy La leggenda del Libro Sacro, fa il suo ingresso nel catalogo Fanucci.

Mondo in fiamme 2 – Requiem d’acciaio di Edoardo Stoppacciaro (La Corte editore, 2019) a cura di Elena Romanello

10 aprile 2019

Copertina-RGB-Mondo-in-fiamme-306x429Gli appassionati l’hanno atteso in maniera spasmodica, ma finalmente è arrivato il secondo e non conclusivo capitolo della saga fantasy di Mondo in fiamme, scritta dal doppiatore e non solo Edoardo Stoppacciaro, legato a doppio filo con il mondo del fantastico, viste le sue numerose partecipazioni a serie TV e film di questo genere.
La vicenda inizia dopo il primo capitolo (da ripassare prontamente prima di procedere con la storia) finisce, raccontando un regno diviso in più fazioni e dove sta tornando la magia, ma anche sta scoppiando la guerra. La morte di re Qilvere vede le uova di drago sparse ai quattro angoli del mondo, mentre il Mondo degli Spiriti è in tumulto, dato che non si capisce più cosa è mortale e cosa non.
Le armate dei Regni d’Uomini sono schierate in un gioco pericoloso, tra alleanze spesso tradite, vittorie che vengono capovolte, azioni spesso avventate che portano quindi ulteriori drammi. I vari personaggi sono sparsi in giro: Daryn lotta contro una follia incipiente, Flavia si è unita alle Zanne del Cinghiale e attende un futuro oscuro, mentre Arlan Rheany si è messo sulle tracce della ragazza per uccciderla. Kalysta vuole liberare i bambini rapiti dagli Spiriti a tutti i costi, Hector Mulceon crede di aver trovato pace, ma le Guardie d’Argento sono sulle tracce sue, dopo il furto di una delle uova del drago.
Un affresco epico e crudo, che non ha nulla da invidiare alle storie giunte dai Paesi anglosassoni, che ricorda a tratti senza copiare, raccontando un mondo non di eroi senza macchia e senza paura, ma di personaggi fallibili, imperfetti, a tratti scomodi e forse per questo ancora più affascinanti. Un universo che rievoca i mondi di Martin e di Jordan, confermando che il fantasy, per chi non ne fosse ancora convinto, è un genere maturo e interessante, non per forza legato alla magia, capace di costruire mondi metaforici di civiltà presenti e passati, raccontando sempre una ricerca di qualcosa, spesso di molto reale, come la pace o un proprio posto in un mondo senza pietà.
Il tutto in attesa del terzo capitolo, che non è dato ancora capire se sarà l’ultimo, e magari che qualcuno, tipo Netflix, si accorga che ci sono ancora tante belle storie fantasy da raccontare sullo schermo una volta finito l’universo di Westeros.

Edoardo Stoppacciaro è nato in provincia di Viterbo ed è un attore doppiatore che recita fin da quando aveva nove anni. La sua è una delle voci più sentite e apprezzate sul piccolo e grande schermo. Tra i suoi tanti lavori come doppiatore, infatti, ricordiamo Il Trono di Spade, Star Wars, Lo Hobbit, I Borgia, Homeland, Le regole del delitto perfetto, Hunger, Humandroid, Ratatouille, Pacific Rim, Cattivissimo me, Lego Movie, disincanto e Alice in Wonderland. In qualità di regista, sta completando il progetto REAL! A Ghostbusters Tales ambientato nel mondo degli Acchiappafantasmi.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Un’intervista con Rebecca Moro, autrice de Il principe degli sciacalli a cura di Elena Romanello

8 marzo 2019

Dopo aver recensito Il principe degli sciacalli abbiamo incontrato anche la sua autrice, Rebecca Moro, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere sul libro e non solo.

Come e perché è nata l’idea del Principe degli sciacalli?

Mi sono sempre divisa tra il romance e il fantasy, sia come lettrice che come autrice, ed era un pezzo che avevo iniziato a pensare alle grandi linee di una saga, dove ci fosse spazio per entrambi i generi. Però non volevo fermarmi alla solita trama con eroi maschi stile principe perfetto e eroine sempre limitata ad essere streghe folli oppure donzelle da salvare. Volevo partire, in un certo senso, dalla fine, quando l’assedio è già avvenuto e i nemici non sono stati sconfitti, ma hanno trionfato. e volevo vedere come se la potevano giocare il principe e le principesse, una volta caduti al livello più basso, schiavi oppure ostaggi o ancora spose di guerra.
E mi piaceva l’idea di contrapporre ai “perfetti” un’orda di bestie, brutte e imperfette, che fossero comunque protagoniste e non si rassegnassero a lasciare la scena agli umani.

Perché hai scelto un fantasy di questo genere?

Da buona lettrice, ho cercato di raccogliere nel mio primo fantasy tutti gli elementi che mi sono sempre piaciuti: quindi scene di guerra e battaglie, scene di intrighi politici, grandi paesaggi, qualche spazio per i sentimenti, lasciando perdere l’ossessione rigida per il lieto fine. In un fantasy sai già che non tutti i concorrenti alla partenza arriveranno sino in fondo. Il divertimento è decidere chi far arrivare e come farli arrivare.

Chi sono i tuoi maestri fantasy e comunque i tuoi autori e autrici preferiti? E magari anche in altri media, cinema, serie TV e fumetti?

Per l’epic la matrice anglosassone è indiscutibile: David Gemmel, Glen Cook, Robin Hobb, Anthony Ryan, Joe Abercrombie e Richard K. Morgan. Ma sono cresciuta con autrici di primo livello, quali la Zimmer Bradley, Tanita Lee e Carolyn Janice Cherryh.
George Martin, ovvio, è sottinteso: ormai non serve più citarlo.
Non amo solo l’epic (o heroic). Adoro anche l’urban e il paranormal fantasy: da Sherrilyn Kenyon a Kresley Cole a Jeaniene Frost, passando per la Ward (fino al decimo volume ho amato la Confraternita del Pugnale Nero).
Ho metà libreria targata Fanucci, questo può dare l’idea cosa sia vedere adesso il mio volume posizionato vicino.

Cosa pensi della situazione editoriale italiana riguardo al fantastico e non solo?

Confido in una ripresa del fantasy in Italia. All’estero il genere sta pompando bene già da qualche tempo, qui da noi è stato molto a lungo di nicchia, o confinato nelle serie per ragazzi (quindi poco epic e bellico), ma ora forse qualcosa si muove.
Penso che Fanucci abbia dato un buon segnale, provando a puntare su giovani autori italiani da inserire nel suo già nutrito catalogo.
Quando sono uscita, in effetti, con i blog è stato abbastanza faticoso. A parte i soliti lettori forti del genere, si è avvertita una certa diffidenza, che però è stata presto superata. Sono assolutamente felice dell’accoglienza che hanno avuto gli Sciacalli e questo primo volume.

I tuoi prossimi progetti?

Vorrei riuscire a portare avanti i due generi che amo di più. Quindi ho appena pubblicato un mm romance (con l’altro mio pseudonimo, S.M. May) e sto trattando con una CE per la sua versione tedesca, ma al contempo ho iniziato la stesura del secondo volume di questa saga, riservandolo a un nuovo Quadrante, quello di sudovest. I ti-jak hanno lasciato parecchie cose in sospeso e l’Impero degli uomini non può non reagire all’invasione.

Cosa ti ha dato e ti sta dando Il principe degli sciacalli?

Davvero tanto entusiasmo. Sentire i lettori che alle presentazioni oppure nelle email ti dicono che vedevano le scene come in un film, oppure che si sono sentiti parte della Schiera in marcia, ti regala una sensazione pazzesca. Scrivere mi rende felice e libera, sapere che chi legge riesce a percepire quanto voglio trasmettere è qualcosa di meraviglioso.

La maga tessitrice di Helena Paoli (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

18 febbraio 2019

La_maga_tessitrice_-_Helena_Paoli_1024x1024Fanucci editore inizia una nuova saga, La figlia del cielo, dando spazio ad una giovane voce italiana, Helena Paoli, di certo non priva di interesse, già nota per il suo blog e il suo canale youtube, con il primo capitolo, La maga tessitrice.
In una qualunque cittadina italiana contemporanea vive Aspasia, diciotto anni, una vita segnata dalla tragica morte di sua madre, da un padre che si è chiuso in se stesso dimenticandosi di avere una figlia e da un’aggressione che ha subito da qualcuno di cui si fidava. La ragazza si è rinchiusa in se stessa, con come unica compagnia i libri.
Ma un giorno la sua vita cambia, e viene risucchiata in una dimensione parallela, dove la porta un giovane dai capelli bianchi, Septimus.
L’Altrove è infatti una terra governata da miti e magie, dove regna incontrastato un dittatore sanguinario e dove un gruppo di donne, le Tessitrici, cercano di mantenere l’ordine. Aracne, la più temuta e potente di loro, è morta, e Aspasia, che le somiglia come una goccia d’acqua deve prendere il suo posto, e forse trovare il suo destino.
Il tema della ragazza che giunge in un mondo alternativo ha nobili antenati, da Alice alla serie del Mago di Oz, e anche in tempi recenti è stato frequentato, da storie di culto, basti pensare a Labyrinth. Qui ci sono anche richiami alla cultura classica, sia greca che romana, mentre il mondo costruito ha non pochi echi di quello di Westeros di George R. R. Martin.
Un libro però tutt’altro che privo di una sua originalità, avvincente e che riesce a salvarsi dalle trappole di troppi romanzi rosa travestiti da storie fantasy, con un viaggio dell’eroina intrigante, per salvare un mondo e forse per salvare anche se stessa da una vita inaccettabile ma in fondo metaforica di tutte le difficoltà dell’adolescenza.
La maga tessitrice piacerà senz’altro agli appassionati più giovani, magari in cerca di un’alternativa alle storielle di vampiretti che luccicano, ma è godibile anche per chi ha qualche anno e un po’ di letture del genere in più, in attesa comunque del secondo capitolo.

Helena Paoli è nata a Bari nel 1998 e studia Lettere moderne presso l’università degli studi Aldo Moro di Bari. Divora libri fin da bambina e ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy all’età di diciassette anni. Ha già pubblicato i primi due volumi della saga fantasy Cronache dell’eternità (Bibliotheka Edizioni): Principessa del tempoPrigioniera delle tenebre. Parla di storie che l’appassionano sul suo blog HeleNarrazioni e sull’omonimo canale YouTube.
Con La Maga Tessitrice, primo capitolo della saga fantasy La figlia del Cielo, fa il suo ingresso nel catalogo Fanucci.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

La signora della morte di Terry Goodkind (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

6 febbraio 2019

la-signora-della-morte-x1000Torna in libreria, presso un nuovo editore per l’Italia, Newton Compton e non più Fanucci, Terry Goodkind, autore di un fantasy adulto che piacerà senz’altro agli appassionati e magari un po’ orfani di nuove opere di George R. R. Martin.
La signora della morte è un misto tra uno spin off e un seguito della celebre saga La spada della verità, incentrato su una comprimaria, la ex assassina Nicci, amica e alleata di Richard e Kahlan che hanno portato la pace nei regni. Lei però, con il loro appoggio, decide di portare giustizia e libertà in terre remote, anche forse per espiare un passato non sempre limpido e parte per un lungo viaggio, con Nathan, che possiede poteri da profeta. Il suo scopo finale è incontrare la temibile strega Red, ma le avventure saranno tante, in regni in cui il nuovo corso di monarchi illuminati non è ancora arrivato.
Ci sono echi del serial cult Xena dietro a questa storia, legata all’universo de La spada della verità ma godibile anche come libro indipendente, in una vicenda di redenzione e d’avventura, in cui si presenta l’archetipo della donna guerriera, amatissimo del resto dal fantasy dall’epoca di Robert E. Howard con Red Sonya e Dark Agnes e di Charlotte L. Moore con la sua Jirel de Joiry. Un libro ricco di avventure, con toni adulti e a tratti dark, con al centro di tutto un’eroina non perfetta e quindi per questo ancora più interessante.
Conoscendo l’autore e leggendo il libro si capisce che può essere davvero l’inizio di un nuovo universo di avventure, per tutti gli appassionati di fantasy, in cerca sempre di nuovi universi e nuove avventure da vivere attraverso i libri, con un autore che è e resta uno dei più interessanti della nuova generazione del genere, anche se non ha avuto per esempio altrettanta fortuna che il collega Martin sul piccolo schermo. A marzo uscirà il nuovo capitolo, Le sorelle del potere, intanto godiamoci il primo, dove chi da anni frequenta certi universi trova pane per i suoi denti.

Provenienza: libro del recensore.

Terry Goodkind è un celebre scrittore statunitense conosciuto nel mondo principalmente per il ciclo La spada della verità. Nato nel 1948, è cresciuto a Omaha, in Nebraska, dove ha anche seguito corsi d’arte. A causa della dislessia, da giovane ha abbandonato il college per lavorare come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Dal 1983 si dedica alla scrittura, e ha pubblicato oltre trenta libri con uno straordinario successo internazionale. Dopo La signora della morteLe sorelle della morte è il secondo capitolo della serie incentrata su Nicci, l’incantatrice già apparsa in molti dei suoi romanzi.

Il principe degli sciacalli di Rebecca Moro (Fanucci, 2018) a cura di Elena Romanello

12 dicembre 2018
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Fanucci editore torna ad arricchire la sezione fantasy con una voce italiana, Rebecca Moro, che esordisce con Il principe degli sciacalli, primo volume della saga dei Quadranti.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come dicevano le nostre nonne, c’è da essere soddisfatti, perché finalmente si legge un qualcosa di interessante, intrigante, dark e crudo, decisamente fantasy e non una storiella che di fantastico ha poco per ragazzine in cerca di emozioni terra terra. Tra le righe ci sono echi di autori come ovviamente George R. R. Martin, di cui i fan aspettano con impazienza la conclusione della saga di Westeros, ma nell’attesa non disdegnano certo altre storie di passioni e lotte, cruente il giusto e con la costruzione di un mondo a tratti terribile ma che sa conquistare.
Un altro autore che viene in mente, leggendo queste pagine, è Terry Goodkind con la saga de La spada della verità, non per la somiglianza della vicenda, ma per le atmosfere simili, di un fantasy che non è certo favolette per ragazzini ma ricostruzione e elaborazione di un mondo immaginario ma con tante metafore storiche e non.
In pochi giorni e in una lunga notte di sangue la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invade il più forte dei Quadranti dell’Impero umano, in un macrocosmo dominato da varie stirpi di esseri. La famiglia del Mastro è stata travolta, nessuno degli storici alleati si è fatto vedere e i Ti-Jak, creature tra uomini e rettili hanno falciato la resistenza.
Il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni sono sopravvissuti ma il loro destino sembra essere peggiore della morte, perché Raven è destinato a diventare lo schiavo sessuale del Jekret, mentre le due ragazze dovranno andare in sposa a due principi dei Ti-Jak.
Un cambiamento improvviso e inumano, ma forse ci saranno sorprese per tutti e tre, e quelli che dovevano essere i mostri si riveleranno diversi e ci sarà una speranza di rinascita. Anche perché non è detto che gli invasori siano le vere bestie e il vero pericolo, che può arrivare da altri umani.
Una storia avvincente, con tra le righe tematiche come la diversità, il ruolo della donna, la guerra, l’omosessualità, non nuove al fantasy ma qui viste comunque in un’ottica interessante e innovativa, per una vicenda che non si esaurisce qui e continuerà.
Il principe degli sciacalli alla fine entra nell’abisso più profondo dell’animo umano, racconta il confronto presente dai tempi più antichi tra uomo e bestia, tra abissi di follia e voglia di eroismo. E’ d’obbligo a questo punto attendere i nuovi capitoli, magari sognando un adattamento cinematografico, e forse, date le tematiche, non ci starebbe male un Guillermo del Toro..

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Fanucci che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Gli illustratori di Tolkien a Milano a cura di Elena Romanello

22 novembre 2018

p104 Glorfindel and the Balrog (1)Il 28 novembre a Milano presso lo Spazio Oberdan di Milano in piazza Oberdan ci sarà Immaginifico Tolkien, un incontro presso lo Spazio Oberdan con due dei più grandi illustratori dell’opera del maestro del fantasy moderno, Alan Lee e John Howe.
L’evento è il momento finale di un corso dal 19 al 30 novembre di illustrazione realizzato con Alan Lee, John Howe e Andrea Alemanno.
Alan Lee John Howe sono due artisti di fama internazionale e sono gli illustratori storici delle opere di J. R. R. Tolkien, con immagini che a partire dagli anni Novanta hanno contribuito a creare l’immaginario della Terra di Mezzo e sono state un riferimento fondamentale per la realizzazione delle ambientazioni delle trilogie de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit di Peter Jackson. Infatti i due maestri sono stati anche chiamati per elaborare il concept design dei film e Alan Lee ha vinto nel 2004 l’Oscar per le scenografie del film Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re.
Alan Lee, classe 1947, si è fatto notare negli anni Settanta con le illustrazioni di libri fantasy come Fate, The Mabinogion, Castles, Merlin Dreams e Black Ships Before Troy: The Story of the Illiad, prima di approdare al mondo di Tolkien, fino all’ultimissimo La caduta di Gondolin. Tra i suoi altri lavori ricordiamo le scenografie di Legend di Ridley Scott, di Erik il Vichingo di Terry Jones e di Merlino.
John Howe, canadese di Vancouver, classe 1957, ha iniziato a lavorare negli anni Ottanta ai calendari tolkeniani, raggiungendo la notorietà internazionale con le sue illustrazioni per Storia della Terra di Mezzo, una serie in dodici volumi che contiene e analizza molti degli scritti inediti di Tolkien raccolti dal figlio Christopher. Anche lui ha collaborato con Peter Jackson, tra i suoi altri lavori ricordiamo le tavole per Beowulf , le illustrazioni per il film Le cronache di Narnia: il leone la strega e l’armadio e per la linea di carte Magic: The Gathering cards.
L’incontro del 28 ricostruirà tutto il percorso dei due maestri. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, occorre prenotarsi all’indirizzo:  www.mimasterillustrazione.com

Il grande ritorno de Le nebbie di Avalon a cura di Elena Romanello

17 novembre 2018

Le-nebbie-di-Avalon-vol.1_hm_cover_bigPer molti cultori di oggi del fantasy, soprattutto donne, Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley è stato il primo libro del genere letto, nel lontano 1986 per Longanesi nella collana La Gaja Scienza, con una copertina indimenticabile.
Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, negli anni sono usciti molti altri libri dell’autrice, molti antecedenti come quelli del celebre ciclo di Darkover, altri curati da lei come le varie antologie: Marion Zimmer Bradley è morta nel 1999, quasi vent’anni fa, ancora relativamente giovane, il ciclo di Avalon è stato continuato dall’amica Diana L. Paxton, e in tempi più recenti la figlia ha dato della madre un ritratto non certo lusinghiero, causando prese di posizione anche di rifiuto tra gli appassionati.
In questi ultimi mesi si è segnalato il saggio di presentazione di Michela Murgia L’inferno è una buona memoria edito da Marsilio in cui l’autrice ha omaggiato uno dei suoi libri preferiti di sempre, e adesso Le nebbie di Avalon, da tempo reperibile in varie edizioni solo per il mercato dell’usato torna per HarperCollins in un’edizione integrale in due volumi, perché all’epoca furono molte le parti tagliate per motivi di budget.
Quindi, al di là di polemiche, rancori e gossip (ricordiamo che arte e artisti non sono necessariamente la stessa cosa, basti pensare che il grande Caravaggio nella vita era uno sbandato e un assassino) forse è proprio giunto il momento di riprendere e prendere in mano un libro interessante e fondamentale nella costruzione del fantasy moderno.
Le nebbie di Avalon racconta la notissima storia di Re Artù dal punto di vista delle donne, in particolare di una donna, sua sorella Morgana; è un romanzo femminista ma non solo, è anche una ricostruzione antropologica di un mondo realmente esistito presso i Celti, una società matriarcale che non ha mai cessato di affascinare e che ispirò il moderno movimento femminista.
Un libro complesso e appassionante, che si può leggere a più livelli, oltre che ormai un classico alla pari de Il signore degli anelli La storia infinita, e che merita quindi di essere preso in mano, approfittando di questa nuova edizione, in attesa magari di un adattamento al cinema o per la TV degno di questo nome.

:: I cercatori di pace di Laura Costantini (Dei Merangoli Editrice 2018) a cura di Federica Belleri

9 novembre 2018
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Laura Costantini, giornalista Rai e scrittrice, ci propone un romanzo avvincente. Particolare nella forma e nella stesura, che ricorda Avatar, ma anche La storia infinita. Oppure Dune o Waterworld. Così pure Il signore degli anelli o Alien. Di cosa stiamo parlando? Dei cercatori di pace. Ghillean, donna dalla bellezza affilata che porta con tranquillità sia la spada che la pistola; è una storica della biblioteca del suo regno. Litia, futura regina guerriera; preparata e colta, perché solo alle femmine è permesso studiare. Kimen, un generale che non ama la guerra anche se vorrebbe essere a capo di un esercito come si deve. Tarnell, un disertore; ha lasciato tutto, famiglia compresa, e ora guida una banda di amici e ha una donna bellissima al suo fianco.
Perché si incontrano e cosa stanno cercando? Forse un Mutato, forse un’arma di distruzione, forse il mondo che hanno perduto …
O forse stanno tentando di fermare una guerra iniziata 518 anni prima. I regni da dove provengono si tengono d’occhio, sono sospettosi, non si fidano. Lo stesso fanno questi quattro giovani eroi. Eroi, sì. Perché vivranno un’avventura unica, da non poter replicare. Un’avventura che li costringerà a guardare le città distrutte del vecchio mondo, a meravigliarsi con nostalgia per aver ritrovato una radio ancora funzionante o un orologio che ticchetta ancora, a seguire un cammino pericoloso e difficile scontrandosi con gli elementi della natura: acqua, terra, aria e fuoco. Elementi da venerare, ma devastanti.
I cercatori di pace contro la guerra, contro le ferite provocate dall’amore, contro guerrieri artificiali e popoli evanescenti. Osservatori della magia ma attirati da una tecnologia ormai dimenticata. Il loro passato che si schianta contro il futuro.
I cercatori di pace affronta la solitudine di chi sa leggere la mente ma non il cuore, di chi è destinato a rimanere solo perché non ha potuto vivere come avrebbe voluto.
I cercatori di pace hanno la forza e il coraggio di affrontare il colore del sangue così come il bisogno disperato di un abbraccio.
I cercatori di pace viaggiano nella memoria da tramandare e custodire, a costo di morire.
Il romanzo è arricchito e completato dalle tavole a china e acquarello di Niccolò Pizzorno.
Non mancano descrizioni accurate e sentite del mondo “fantastico” creato, mi sia concessa l’espressione.
Editing preciso. Lettura davvero interessante. Buoni gli spunti sui quali riflettere.
Assolutamente consigliato.

Laura Costantini, scrittrice e giornalista Rai, è nata a Roma e si definisce timida e introversa, ma in realtà è vulcanica e solare quando scrive. La sua scrittura è fertile e vigorosa e ha iniziato a scrivere da adolescente. Alcune sue opere sono frutto di lunga gestazione come I cercatori di pace. Per anni ha scritto a quattro mani con la sua socia di penna Loredana Falcone con la quale ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Il puzzle di Dio (goWare, 2014), secondo classificato nella prima edizione del Premio Letterario Amarganta e scelto come miglior edito 2014 dai lettori del blog letterario “Liberidiscrivere”, e Contrabbandieri d’amore (HarperCollins Italia, 2016). Nel 2017, goWare ha iniziato la pubblicazione della serie Diario vittoriano, che Laura Costantini ha scritto a due sole mani, quattro romanzi storici a tema Lgbt, ambientati tra il 1881 e il 1901 per narrare un’epoca luminosa e oscura, come Lord Kiran di Lennox e il suo amore per Robert Stuart Moncliff.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Figli di sangue e di ossa di Tomi Adeyemi (Rizzoli, 2018) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2018

4292857-9788817105354-285x424Sembra davvero che la nuova terra del fantastico sarà l’Africa, continente su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, spesso in prima pagina per ben altre vicende, alcune di tragica attualità. Dopo il successo di Nnedi Okorafor arriva una nuova voce, Tomi Adeyemi, con il fantasy atipico Figli di sangue e di ossa, basato sulla mitologia del Continente nero, in particolare su quella yoruba, su cui si sa poco ad essere buoni, meglio dire niente così si fa una figura migliore.
Un tempo si veneravano i maji, esseri dalla pelle d’ebano e i capelli candidi,  nelle lussureggianti terre di Orïsha, ma quando il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, furono trucidati dal malvagio re Saran. Zélie non ha dimenticato la notte in cui vide le guardie del palazzo uccidere sua madre, impiccandola ad un albero del giardino, e decide di partire per rivendicare l’eredità dei suoi antenati. Con lei c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla e per portare avanti la loro missione, ma quello che i due giovani non hanno previsto è che il giorno che incontrano i figli di Saran tra loro si instaura una strana alchimia.
Il viaggio sarà lungo, attraverso una terra pericolosa, dove si aggirano le temibili leopardere delle nevi e dove gli spiriti sono in agguato nell’acqua, e il ridare voce ad un popolo che era stato messo a tacere sarà un’impresa ardua e non certo semplice.
Occorre chiarire una cosa: c’è chi vuole presentare il libro come il nuovo Harry Potter, e no, non lo è, e non solo per la diversa ambientazione, ma perché qui i toni sono da subito forti e per un pubblico adulto, con al centro una variante sul tema del viaggio dell’eroe che salva, con il ricordo tra le pagine dei tanti genocidi reali perpetrati nel Continente nero, non ultimo quello del Ruanda, di cui la storia narrata sembra una metafora. Un nuovo, affascinante modo di raccontare il fantasy, che ha già ispirato un fandom on line e non solo, tra fan art, cosplayer e altro ancora.
La magia è vista come un qualcosa che salva, con un richiamo al ritorno dell’animismo, alla base della cultura africana, e non è un caso che al centro di tutto ci sia un personaggio femminile, simbolo dell’antico legame tra donne e forze della natura, mentre oggi è stato detto da più parti che solo le donne possono salvare l’Africa.
Un libro complesso e fantastico, crudo, da leggere e riflettere, un apologo contro il razzismo e per la libertà dei popoli, che avrà presto un seguito e di cui si parla già di un adattamento cinematografico.

Provenienza: libro del recensore.

Tomi Adeyemi, laureata in letteratura ad Harvard e appassionata di mitologia nord-africana, a soli 24 anni è già sulle pagine della stampa internazionale per l’originalità e il clamoroso successo del suo primo romanzo. Un caso editoriale internazionale subito schizzato in testa alle classifiche americane, verrà pubblicato in 27 Paesi e diverrà un film per Fox 2000.ChildrenofBloodandBone.com