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Once upon a time Fiabe, fantasy e serie televisive (Yume Books, 2019) a cura di Elena Romanello

24 ottobre 2019

once-upon-a-timePresento ai lettori di Liberi di scrivere la mia nuova fatica, perché oltre a scrivere articoli per giornali on line e blog continuo la mia attività di autrice di libri di saggistica sul mondo otaku e nerd, che costituisce la mia grande passione.
Questa volta ho scelto di occuparmi di una serie TV di culto e molto curiosa di questi ultimi anni, Once upon a time, andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018 e in Italia su Rai 4, perché mi ha colpita e spinta ad approfondire l’argomento.
Sono appassionata da sempre di fiabe, grazie anche ai film Disney e non solo,  e ritengo che non ci sia un’età per questo genere letterario antichissimo, da cui sono derivati poi tutti gli altri: negli anni il mio interesse per il fantastico è cresciuto, portandomi a scoprire fantascienza, fantasy e fumetti, tre baluardi della mia vita, e tutto quello che fa parte di questi universi non può non interessarmi e piacermi.
Once upon a time rilegge le fiabe, partendo dai film Disney ma non solo, in una nuova mitologia, con due piani temporali, il mondo della Foresta Incantata dove vivono tutti i personaggi delle fiabe in una sorta di universo condiviso e un’anonima e molto kinghiana cittadina del Maine di oggi, Storybrooke. Nel pantheon di personaggi trovano spazio eroi vecchi e nuovi, soprattutto protagoniste, comprese le recentissime Elsa di Frozen, Mulan e Merida di Brave, per la trama consiglio di leggere il mio libro o meglio di guardare le sette stagioni, perché è davvero ricca di spunti, di eventi, di fatti, di colpi di scena, con le prime sei stagioni ottime, la settima parte zoppicando ma poi si riprende nel gran finale.
Non è un caso che i due ideatori siano Edward Kitsis e Adam Horowitz, due degli sceneggiatori di Lost, altra serie epocale, e tra l’altro è stato Once upon a time che mi ha spinta a fare una maratona di Lost l’anno scorso (all’epoca l’avevo snobbata), appassionandomi anche a quello. Le due serie sono molto diverse, però è divertenti trovare in entrambe alcuni interpreti in ruoli diversi.
Once upon a time mescola storie e personaggi, presentando una Biancaneve guerriera, un Pinocchio insolito e che cresce, una Cenerentola latinoamericana, e regalando i due personaggi migliori, almeno a mio parere, nella schiera dei cattivi, anche se non sono liquidabili solo come cattivi.
Regina, la regina cattiva di Biancaneve, regalerà le emozioni più grandi cambiando animo durante la storia e compiendo un vero e proprio viaggio dell’eroina. Tremotino, che nelle fiabe classiche era uno gnomo maligno, qui diventa un vero e proprio signore del male, diventato tale per salvare il figlio, compiendo anche lui un percorso incredibile di redenzione, sottolineato dalla grande interpretazione di Robert Carlyle che io adoro come attore dai tempi di Full Monty.
In Once upon a time ho trovato tante fiabe che ho amato e amo, da Biancaneve La bella addormentata, da Alice Peter Pan (viva Capitan Uncino..), da Hansel e Gretel Mulan, da Brave Frozen, in una nuova, intrigante cornice narrativa, e mi sono affezionata al microcosmo di Storybrooke, che ho voluto raccontare.
Una serie che consiglio, senz’altro capace di rivoluzionare la percezione delle fiabe e del fantastico in TV, insieme all’altra ammiraglia del momento, Game of thrones (a cui sarà dedicato il mio prossimo libro), sia a chi ama ovviamente gli universi dell’immaginario sia a chi è appassionato di storie, di qualsiasi tipo siano.

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

L’inverno sta arrivando di Carolyne Larrington (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

11 settembre 2019

978880471235HIG-313x480La saga del Ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin e il suo adattamento televisivo nel serial cult Game of thrones (o se si preferisce Il trono di spade) è e resta uno dei fenomeni di culto di questi ultimi anni, anche se il finale non ha soddisfatto tutti, anche per la ricchezza di interpretazioni e di riferimenti che offre, a cominciare dai richiami alle opere di William Shakespeare, su cui in molti continueranno a pronunciarsi.
La storica Carolyne Larrington sceglie, fedele al suo lavoro e ai suoi studi, ne L’inverno sta arrivando un approccio storico, svelando le ispirazioni alla realtà che ci sono nella costruzione del complesso mondo di Westeros e Essos.
George R. R. Martin non ha mai nascosto di amare molto come epoca storica la complessa e truculenta pagina inglese della Guerra delle due Rose, che ispirò anche Robert Louis Stevenson con La freccia nera e in tempi più recenti la romanziera Philippa Gregory: nella vicenda dei Lannister e degli Stark ci sono non poche analogie, ma non è l’unico universo del passato in cui si trovano richiami nei romanzi e nel serial.
Nelle pagine di Carolyne Larrington si compie un vero e proprio viaggio attraverso le terre del Ghiaccio e del Fuoco, mondo non solo medievaleggiante e capace di conquistare anche chi normalmente non segue il fantasy: si scoprono le analogie tra Cersei e Eleonora d’Aquitania, tra le Nozze rosse e un fatto accaduto a fine Seicento in Scozia, tra i Guardiani della Notte e i Templari, tra le città della Baia degli Schiavisti liberate da Daenerys a caro prezzo e varie civiltà dell’antichità, prima fra tutti Roma, e tra i Dothraki e Mongoli, giusto per citare alcuni degli spunti del libro, davvero ricco, scorrevole e appassionante, come i romanzi e come la serie.
L’autrice ricorda fatti storici vari, di epoche diverse, che sono confluiti nella creazione dell’immaginario, senza dimenticare anche l’aspetto invece irreale delle storie medievali, portando il lettore tra terre arcane dove rivivono l’Oriente esotico, i boschi delle saghe celtiche e nordiche, i folletti, i giganti, i fondamentali draghi, i castelli, le streghe, le sette di morte e risurrezione e molto altro ancora.
Un libro fondamentale per chiunque ami i romanzi e la serie TV, perché svela mille curiosità e mille ispirazioni di un microcosmo che ha saputo davvero incollare un pubblico diverso ed eterogeneo alla poltrona e allo schermo per vedere come andava avanti, un microcosmo senza veri eroi ma con personaggi che hanno saputo appassionare.
Ma un libro interessante anche per chi vuole sapere di più su questo universo fantastico, complesso, crudele, spietato ma avvincente: la vittoria al Festival di Venezia del film Joker ha solo confermato a chi lo sapeva già che gli universi del fantastico non sono storielle ma epopee, miti moderni che affondano le radici in millenni di cultura e suggestioni.

Carolyne Larrington (1959), docente di Letteratura inglese a Oxford, è una studiosa di antiche saghe, in particolare di quelle norrene e del ciclo arturiano. Tra i suoi libri The Woman’s Companion to MythologyThe Poetic EddaKing Arthur’s EnchantressesMorgan and her Sisters in Arthurian TraditionMagical Tales: Myth, Legend and Enchantment in Children’s books e The Land of the Green Man: A Journey through the Supernatural Landscapes of the British Isles.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

I libri di Oz di L. Frank Baum (Einaudi, 2019) a cura di Elena Romanello

10 settembre 2019

978880623905HIGEinaudi presenta l’edizione tascabile di un classico della narrativa fantastica, apripista di tutta una serie di universi amatissimi ancora oggi, anzi sarebbe meglio dire di una serie di classici: I libri di Oz di L. Frank Baum, un caposaldo del fantastico.
Ottant’anni fa il film Il mago di Oz, noto ancora oggi agli appassionati come una pietra miliare del genere, svelava al grande pubblico un universo di fiaba e di incanto ideato all’inizio del Novecento da L. Frank Baum, storia di un universo parallelo e delle avventure che qui viveva a più riprese la giovane Dorothy.
Il film arrivò in Italia nel dopoguerra, e ci furono delle edizioni parziali e illustrate dei libri della saga di Oz, questa di Einaudi propone in una nuova traduzione di Chiara Lagani i libri in edizione integrale, impreziosita dalle immagini di Mara Cerri. Fino ad ora, per leggere la saga di Oz bisognava rivolgersi al mercato anglosassone.
Il libro presenta anche un’introduzione critica e una serie di note, oltre che un glossario bibliografico dei personaggi di quello che è stato il primo mondo fantastico articolato su vari volumi proposto ai giovanissimi, prima di Narnia, della Terra di Mezzo, di Hogwards, di Fantasia  e del Mondo della Polvere, tutti mondi belli ma che esistono perché prima di tutti un giorno Dorothy volò ad Oz sull’onda di un tornado, sconfiggendo la Strega e incontrando il Mago.
Il mondo di Oz ha continuato ad ispirare scrittori e scrittrici fino ad oggi, con seguiti ufficiali e non, oltre che con un anime, varie graphic novel, un seguito al cinema negli anni Ottanta, un prequel diretto da Sam Raimi, un telefilm alternativo (Emerald City), un musical ed è annunciato un nuovo serial TV: I libri di Oz contengono solo i romanzi di Baum, completi delle introduzioni con cui l’autore si rivolgeva al suo pubblico sollecito e attento.
Il volume contiene quindi Il meraviglioso mago di OzLa meravigliosa terra di OzOzma di OzDorothy e il mago sottoterraLa strada per OzLa città di smeraldo di OzTic-Toc di OzLo spaventapasseri di OzRinkiting ad OzLa Principessa perduta di OzIl Boscaiolo di latta di OzLa magia di Oz Glinda di Oz.
Il fantasy, genere oggi amatissimo, ha avuto le sue origini in questa saga, capace di evocare un mondo che ancora oggi sa incantare, e questo è un ottimo motivo per leggere o rileggere la saga, qualsiasi età si abbia, oltre che per recuperare un classico indiscusso per ragazzi e non solo.

Provenienza: libro del recensore.

L. Frank Baum (Chittenango 1856 – Glendale 1919), è stato uno scrittore statunitense, ma anche produttore teatrale e cinematografico. Il suo libro piú famoso, Il meraviglioso Mago di Oz (1900), fu immediatamente un bestseller e diventò un musical messo in scena a Broadway e in tutti gli Stati Uniti per anni e anni (e nel 1939 il famoso film di Fleming, con Judy Garland).

Adventure di Rehema Rosazza (La Corte, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

9788885516922_0_0_626_75La Corte editore continua a dare voce a autori e autrici italiani di vario genere, presentando una nuova saga fantasy, molto originale e insolita in un genere di solito a volte un po’ troppo ripiegato su se stesso, Adventure di Rehema Rosazza.
Un fantasy, quindi, ma insolito, con venature di steampunk, genere molto apprezzato ma non tanto frequentato a livello narrativo, che presenta una nave volante che solca i cieli con a bordo una ciurma di ragazze in cerca di un ribelle scomparso. A capo dell’equipaggio c’è Rhey, orfana adottata dalla città sospesa di Kodoma, che ha formato un equipaggio per popolare il vecchio vascello Adventure e prendere il largo attraverso le nuvole verso nuove avventure.
In mano le ragazze hanno poco, mentre si trovano a navigare tra terre ghiacciate e isole infestate da sirene, finché non precipitano in una terra inesplorata dove accadono cose terribili che metteranno in pericolo amicizie e vite. Le loro avventure si snoderanno tra pericoli, maledizioni, incontri con creature fantastiche non sempre amichevoli e incantesimi e dovranno affrontare tradimenti e compromessi, mentre diventerà sempre più importante salvare il capo dei ribelli disperso e unirsi contro un nemico che vuole distruggere ogni libertà.
In origine il fantasy, nelle opere di autori e autrici come Robert E. Howard e Catherine L. Moore, era molto vicino al romanzo d’avventura, e Adventure, insolito e appassionante in un filone che spesso copia modelli già esistenti, da Tolkien a Martin passando per Brooks, oppure si perde dietro a improbabili intrecci pseudo romantici che poco centrano, si dimostra davvero interessante e da scoprire, soprattutto se si cerca davvero qualcosa di nuovo.
Il pirata è una figura archetipa, molto amata dall’immaginario, poco vicino a come era e è nella realtà che periodicamente torna nelle storie, e che qui viene declinato al femminile: Rhey è cugina di Jolanda, la figlia del Corsaro nero salgariano ma anche di Emeraldas, la piratessa del futuro creata da Leiji Matsumoto e compagna di avventure di Capitan Harlock, e come loro è un personaggio incisivo e interessante, in un microcosmo dove l’avventura è un mezzo per raggiungere la libertà.
Abbiamo bisogno di più libri come Adventure, capaci di appassionare e far sognare, e far conoscere nuovi universi fantastici.
Da segnalare anche la bella copertina dell’illustratrice Niji.

Rehema Rosazza è nata nel 1987 in Tanzania dove ha trascorso i primi nove anni della sua vita.Insieme alla famiglia si è trasferita poi in Italia, ma ha mantenuto un forte legame con l’esperienza vissuta in Africa. Da sempre la sua passione è creare e immaginare storie, da bambina erano giochi e avventure, adesso sono racconti, illustrazioni e fotografie. Attualmente vive in Valsesia dove lavora come grafica.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Storia dei draghi di Martin Arnold (Odoya, 2018) a cura di Elena Romanello

4 luglio 2019

arn_draghiLa casa editrice Odoya dedica un libro ad una delle figure più carismatiche dell’immaginario fantastico, il drago, presentando appunto una Storia dei draghi, scritta dall’autore Martin Arnold.
I draghi sono presenti in varie culture, anche molto diverse tra di loro, e il sottotitolo lo ribadisce: Dai Nibelunghi a Game of thrones., dalle leggende epiche di passati remoti al presente di una serie TV diventata di culto e capace di conquistare il pubblico di tutto il mondo, in cui il lucertolone sputafuoco ha avuto una delle sue più riuscite incarnazioni. Il libro è completato per l’edizione italiana da una postfazione di Licia Troisi, nerd, cultrice del fantasy prima di esserne lei stessa autrice e di dare anche lei una sua versione sui draghi.
Il libro è illustrato con immagini di quadri, statue, oggetti, fotogrammi di film e telefilm e presenta come il drago sia stato temuto ma anche amato in tutto il mondo: forse il suo mito fu stimolato dal ritrovamento delle ossa dei dinosauri sulle quali non si sapeva dare una spiegazione, sta di fatto che è presente in luoghi diversi come il mondo nordico, la cultura biblica, la mitologia classica, la Cina, il Giappone e presso i popoli celtici.
Una creatura di potere, da temere e combattere, rispettata in Oriente dove era considerata simbolo di saggezza e equilibrio, capace di giungere fino a noi dalle antiche leggende che avevano protagonisti Ercole, Sigfrido e san Giorgio.
I draghi hanno avuto poi grandissimo successo nella cultura fantasy dell’ultimo secolo, da Tolkien a Ursula K. Le Guin, da Anne McCaffrey a J. K. Rowling, e sono comparsi in vari film, come Excalibur, Dragon Trainer e nel fondamentale Dragonheart. Il libro esamina in maniera approfondita la saga di Game of thrones, con tre draghi che si sono visti nascere e crescere sullo schermo e che hanno sviluppato con la loro madre putativa Daenerys un rapporto di amore e morte, potere e distruzione, di cui si è visto recentemente l’epilogo.
Storia dei draghi è un libro per chiunque ami i draghi, creature mai esistite ma in realtà presenti nei nostri sogni e incubi in maniera costante, fin da quando si è piccoli per arrivare al binge watching contemporaneo sulle avventure della Madre dei Draghi, incapace di dominare davvero esseri così possenti e oltre ogni limite.

Martin Arnold è senior lecturer di Letteratura inglese presso la University of Hull. Ha conseguito un dottorato con una tesi sulle saghe islandesi medievali alla University of Leeds nel 1996. È stato uno dei curatori della rivista Studies in Medievalism. Tra i suoi libri di maggior successo ricordiamo: The Vikings. Culture and Conquest(2006) e Thor: Myth to Marvel (2012).

Provenienza: libro del recensore.

Alika di Sara Segantin e Silvia Poli (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

24 giugno 2019

alika_1024x1024Fanucci editore continua a portare avanti un discorso in sostegno del fantasy, uno dei generi più amati oggi ma a tratti forse più difficile da incasellare, dando spazio a voci italiane, con il primo volume di una saga per ragazzi e non solo, Alika, scritta a quattro mani dalle due appassionate del genere e ora scrittrici Sara Segantin e Silvia Poli.
La Alika del titolo è il nome di un piccolo continente, dove vivono umani, ninfe, draghi, mutaforma e altre creature fantastiche: non è un luogo pacifico, perché ci sono guerre civili e maledizioni, i mari sono infestati dai pirati e nelle foreste è meglio non addentrarsi.
In questo mondo di spavento e d’incanto si incrociano le strade di quattro ragazzi,  Ayeres, Jean, Miluna e Cyrniev, diversi tra di loro ma accomunati da una missione comune.
Infatti ad ognuno di loro, in separata sede per ciascuno, è stato affidato il compito di rubare Tarima, un medaglione su cui incombe una maledizione sconosciuta ai più, simbolo del potere in uno degli Stati del continente di Alika. La ricerca del medaglione porta i quattro, prima rivali e poi amici, a scoprire il mondo di Alika, tra mille avventure, ma non sanno che sulle loro tracce c’è lo Stratega, un generale del paese dei mutaforma.
I quattro ragazzi, Ayeres, Jean, Miluna e Cyrniev dovranno non solo portare a termine la missione e scampare ai pericoli, ma anche confrontarsi, giorno dopo giorno, con chi sono e chi vorrebbero essere e diventare, cercando di scegliere la strada migliore, in quello che è un romanzo non solo fantasy ma di formazione.
Alika recupera una tradizione importante del genere fantasy, quello della quest, dell’avventura in un mondo fantastico, introdotta tanti anni fa da Tolkien e Lewis e portata avanti da molti altri, a cominciare da Terry Brooks con la serie di Shannara. Ci sono echi del mondo di Shannara, anche se Alika non è una Terra post apocalittica ma un mondo a parte, inquietante e favoloso, che riesce a conquistare.
Un libro per ragazzi ma anche per chi legge fantasy da anni ed è sempre in cerca di nuovi intrecci, che lo rassicurino con la ripresa di archetipi sempre validi e lo appassionino con nuove avventure. Bella e evocativa è anche l’illustrazione di copertina, ad opera della brava Cristiana Leone.

Sara Segantin, 22 anni, è cresciuta sulle Dolomiti, e dopo un periodo alla Montana State University negli USA si è laureata in Lingue e letterature straniere a Trieste., dove ha deciso di restare per proseguire gli studi in Turismo culturale. Da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente, è organizzatrice di scambi e progetti internazionali e svolge anche attività come regista, giornalista e ogni tanto attrice. Le sue grandi passioni sono scrivere, il public speaking, viaggiare e ama le storie, vicine e lontane, inventate o vissute, di luoghi, persone e semplici istanti.

Silvia Poli, nata nel 1996 sulle Dolomiti trentine, ama da sempre le storie, di qualunque tipo, che siano libri, fumetti, serie TV, film, giochi da tavolo. La sua passione per fantasy e fantascienza si è trasformata in studio e lavoro, tra fiere e giornali del settore. Dal 2015 vive a Bologna, dove si è laureata con una tesi su Magic: The Gathering  e ora studia Forecasting, Innovation and Change, pratica aikido e cucina dolci.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

L’orso e l’usignolo di Katharine Arden (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

21 giugno 2019

45569-51osarxaxtl.-sx322-bo1-204-203-200-Fanucci editore propone il primo volume di una nuova serie fantasy, La notte dell’inverno, che pesca dalle fiabe e dalle leggende di un mondo particolare e forse non abbastanza esplorato, quello russo, che l’autrice ha conosciuto e apprezzato durante un suo soggiorno per motivi di studio. Lo stesso mondo che fu raccolto da Afanasev in quella che è ancora oggi una delle fondamentali antologie di fiabe e studiato da Propp per cercare le regole delle storie del fantastico.
La vicenda ci porta in un mondo fuori dal tempo, in uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, dove l’inverno dura per la maggior parte dell’anno e dove i mucchi di neve sono più alti delle case, un mondo che fa somigliare Grande Inverno e la Barriera al confronto un villaggio turistico.
Vasilisa e i suoi fratelli amano il loro villaggio, e passano le lunghe notte polari di un luogo dove per metà anno le tenebre dominano oltre al freddo ad ascoltare le fiabe della loro balia. In particolare Vasilisa ama la storia di Frost, il demone invernale dagli occhi blu, che arriva nelle notti più gelide per reclamare le anime imprudenti.: per questo da sempre si sa che bisogna temerlo ed onorare invece gli spiriti che proteggono le case dal male.
Il padre di Vasilisa, da tempo vedovo, si risposa e la matrigna è una donna che viene dalla città, che crede nella religione ortodossa e disprezza chi crede agli spiriti: la sfortuna si abbatte sul loro villaggio, Vasilisa decide di ribellarsi e la matrigna, con la complicità anche di un pope giunto in paese per evangelizzare i pagani, minaccia di farla sposare con un marito scelto da lei o chiuderla in convento.
Ma la minaccia degli spiriti maligni non è una cosa da sottovalutare, il villaggio è in pericolo e Vasilisa decide di affrontare l’ignoto a qualsiasi costo.
L’orso e l’usignolo è un libro interessante e originale, che fa scoprire come si diceva il folklore russo, con al centro una protagonista che ha il nome dell’eroina per antonomasia delle fiabe della Russia, Vasilisa la bella, non una principessina in cerca di un principe che la salvi, ma una vera e propria guerriera che affronta pericoli e creature non umane. Come altri libri fantasy ambientati in altre zone del mondo, quali quelli sul mondo celtico, rievoca anche l’incontro scontro tra la cultura pagana tradizionale e quella cristiana, in questo caso ortodossa, ma gli archetipi non si fermano qui, Vasilisa che affronta le forze del male è un’icona del fantastico al femminile, massicciamente presente nell’immaginario di oggi e sempre interessante, soprattutto quando è trattata senza cadere nel banale come capita talvolta.
L’orso e l’usignolo è un libro per gli amanti del fantastico che vogliono provare nuove storie magari un po’ fuori da schemi sentiti troppe volte e per chi pensa che davvero la fantasia non abbia confine, e che gli immaginari di tutto il mondo possono servire da spunto per immaginare nuovi universi.

Katherine Arden, classe 1987, è nata a Austin e attualmente risiede nel Vermont. Dopo il liceo ha trascorso un anno a Mosca, prima di frequentare il Middlebury College e laurearsi in russo e francese. Con il suo romanzo d’esordio, L’Orso e l’Usignolo, primo capitolo della trilogia La notte dell’inverno, fa il suo esordio nel catalogo Fanucci.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

:: Streghette! di Giulia Besa (Acheron 2019) a cura di Alexander Recchia

18 giugno 2019

Streghette! di Giulia BesaStreghette! colpisce dall’inizio. Fin dalle prime righe la cura per i particolari della descrizione immedesima il lettore nella scena, le tinte paiono subito fantasy, ma più cupe.
La protagonista Sophie è una studentessa delle scuole superiori. Ragazza dalla veloce immaginazione e aspirante scrittrice. Non è ancora consapevole di essere la figlia di una strega e finchè non fa la conoscenza del suo famiglio, uno strano draghetto: Allumette. Questo incontro le cambia la vita. Costretta ad abbandonare il padre, ultimo famigliare rimastole in vita, si reca a Venezia per frequentare una scuola per streghe. Il viaggio stesso verso la meta si rivela essere ben più pericoloso del previsto. L’azione diventa frenetica e si incomincia a fare conoscenza delle streghe. Non quelle da libri fantasy, ma versioni steampunk con fucili e dal carattere alquanto irritabile.
Nel proseguo della storia si fa la conoscenza di altre streghe ed allieve che accompagneranno Sophie nella sua avventura e che ci porta a conoscere questo mondo incantato.
Giulia Besa con Streghette! ci catapulta un ambiente fantastico, ma non canonico. Agli elementi classici del genere come magia, mostri, si fondono elementi steampunk ed alcuni particolari che strizzano l’occhio ai manga giapponesi. Nonostante tutto la commistione risulta molto gradevole e incuriosisce il lettore.

Giulia Besa, è nata a Roma nel 1990. Esordisce giovanissima con il romanzo urban fantasy Numero Sconosciuto (Einaudi Stile Libero, 2011). Seguono Raccontami ancora noi (Sperling & Kupfer, 2015) e quattro romanzi per Giunti Editore: Il cattivo ragazzo che voglio (2016), Con te al di la del mare (2017) vincitore del premio Racalmare Sciascia – Scuola, e Gemelle (2018) e Il segreto del mio migliore amico (2019). Nel 2014 esce il racconto dark fantasy La Gatta degli Haiku per Vaporteppa e nel 2018 il romanzo fantasy Streghette!

Source: pdf inviato dall’editore al recensore.

Unicorni arte, moda e magia di Valeria Arnaldi (Ultra edizioni, 2018) a cura di Elena Romanello

14 giugno 2019

COVER-Unicorni-PROCESSATO_1-page-001-325x475Si dice che fu ispirato a animali realmente esistenti e meno belli come il rinoceronte o il narvalo, ma l’unicorno, cavallo con un corno, fu un simbolo assoluto di nobiltà, purezza e bellezza, fu uno dei protagonisti assoluti dei bestiari medievali e il suo fascino è giunto fino a noi, grazie anche al grande successo dell’immaginario fantastico oggi.
Valeria Arnaldi, studiosa di cultura pop e folklore passato e presente, dedica all’unicorno un libro illustrato per Ultra, che racconta la sua gloriosa storia passata, ma anche la sua importanza oggi, in vista forse anche di una sua presenza nel gran finale dei romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin, secondo almeno alcune indiscrezioni dell’autore.
L’unicorno è stato creatura magica dotata di poteri soprannaturali, capace di neutralizzare i veleni, simbolo di castità, incarnazione del verbo di Dio, ma anche richiamo erotico, prima di diventare una creatura dell’immaginario, è stato raffigurato nella pittura e nella scultura, al cinema e nei fumetti, vivendo mille avventure, fino all’Unicorn Frappuccino di Starbucks e alla linea di cosmetici a tema.
Sfogliando le pagine del libro, tutte da leggere, si scoprono gli unicorni che decorano i palazzi di Venezia, gli unicorni delle arti cinesi, Il Giardino dell’Eden di Lucas Cranach in cui è uno dei protagonisti, la tappezzeria La dama e l’unicorno, una delle più belle opere di arte medievale al Musée de Cluny di Parigi, le sculture di unicorni all’Isola Bella nel Lago Maggiore, il quadro di Raffaello Dama con liocorno.
La fortuna dell’unicorno nella modernità è raccontata con il film Legend di Ridley Scott, con il poco noto Nico the Unicorn, con film d’animazione da riscoprire come L’ultimo unicorno e soprattutto Unico del compianto Osamu Tezuka, senza dimenticare gli unicorni presenti in NarniaHarry Potter Sailormoon.
Valeria Arnaldi racconta poi anche come l’unicorno è stato amato e rivisitato dalla moda, da certi stili di vita, dai giocattoli, dai gadget, dalla cosmetica, dalla cucina, dalla street art, ritornando poi sui vari monumenti con unicorni sparsi per il mondo, come a Kempten in Germania, a Dietikon in Svizzera, a Montpelier in Francia, a Riga in Lettonia, a Londra sulle cancellate dei palazzi reali.
Un omaggio ad un animale che è esistito solo in fiabe, leggende e storie fantasy, ma forse per questo è più reale che mai, un simbolo di libertà e creatività oggi, di estrosità e volontà di cambiare le cose, fosse solo con la sua presenza per ravvivare un muro rovinato in un’area degradata delle nostre città che hanno bisogno di colore e fantasia.
Un libro per tutti i curiosi, per chi pensa che fantasia e cultura vadano a braccetto, per chi vuole scoprire cosa c’è dietro a miti e leggende giunti fino a noi.

Valeria Arnaldi, laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo Gli amori di Frida Kahlo, Tina Modotti hermana, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?, Che cos’è la street art? E come sta cambiando il mondo dell’arte. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Manga Art-Viaggio nell’iperpop contemporaneo, Bomba Sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennio, Hayao Miyazaki – Un mondo incantatoSelf-made WomanBarbie, la Venere di plasticaMadonna, l’icona del popLady Oscar.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il tempo delle streghe di Cressida Cowell (Rizzoli, 2019) a cura di Elena Romanello

13 giugno 2019

51rVrNZVG0L._SX329_BO1,204,203,200_Torna in libreria Cressida Cowell, già autrice della saga di Dragon Trainer, trasposta in animazione al cinema con grande successo, con il secondo capitolo di una nuova serie, iniziata l’anno scorso e subito baciata dal successo con Il tempo dei maghiIl tempo delle streghe.
Stavolta non sono di scena i draghi, ma altre figure archetipe dell’immaginario, come maghi e streghe (e non solo), rilette in una chiave diversa, con una vena di umorismo dissacrante che conquista.
Ci troviamo di nuovo nel Bosco selvaggio, dove le Streghe sono tornate, il Re Stregone si è risvegliato e vuole trovare la Magia-che-ha-potere-sul-ferro e impossessarsene. Xar saprebbe come sconfiggerlo, e deve anche salvarsi dalla magia Malvagia che ha iniziato a infettarlo partendo da una macchia sulla sua mano. Ma il ragazzo è rinchiuso nella prigione di Gormincrag.
Nel frattempo Sychorax, la regina dei Guerrieri, convoca il Fiutastreghe e i suoi cacciatori perché scovino e distruggano le creature malefiche, da sempre loro nemiche e ora di nuovo tornate a minacciare, ma il rischio è che scoprano il segreto magico di Desideria, la ragazza guerriera in possesso di un potente libro degli incantesimi. Per Xar e Desideria si preannunciano nuove avventure, nella più improbabile delle alleanze, tra foreste, incantesimi, giganti e pericoli da sventare.
Come il primo libro, anche questo è arricchito da immagini che raccontano il testo, introducendo un nuovo modo di narrare, non graphic novel, non libro illustrato, ma un racconto con immagini, per portare in un mondo fantastico, con echi di Roald Dahl e della narrativa fantastica britannica per ragazzi in generale.
Il tempo delle streghe è un libro per giovanissimi, certo, ma ha punti di interesse anche per chi ha qualche anno in più, a cominciare dalla costruzione tra disegno e testo, e la storia, variante mai scontata sul tema del viaggio dell’eroe: del resto il fantasy è uno dei grandi generi della modernità ed è bene mettere in mano storie adatte per le varie fasce d’età.
In attesa che magari anche questa saga non diventi un film o una serie TV d’animazione: le carte in regola ce le ha comunque tutte e anche magari qualche suggerimento per le impostazioni grafiche.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Cressida Cowell, cresciuta tra una piccola isola a largo della costa scozzese e Londra, è nota principalmente per la sua serie fantasy da cui è tratta la serie di film di animazione Dragon Trainer, best-seller nei paesi anglosassoni e ora pubblicati da Rizzoli. Il tempo dei maghi è stato un grande successo nel Regno Unito.

Daisy di Marco Barretta e Lorenza di Sepio (Tunué, 2019) a cura di Elena Romanello

8 Mag 2019

daisy_cover_ISBN_500w-1Daisy è una bambina che vive con il padre scrittore, che non ha mai superato il dolore per la morte della moglie e mamma della piccola e si è chiuso in se stesso. La vita di Daisy è quindi abbastanza solitaria, in una casa strana e a tratti inquietante. Un giorno, la ragazzina trova uno dei romanzi del padre, un fantasy avventuroso che racconta di un mondo che bisogna salvare, e sprofonda tra le pagine, diventando lei l’eroina. Per uscirne dovrà arrivare alla fine della storia, facendo lo stesso percorso dell’eroe che ha sostituito, e saranno tanti i pericoli da affrontare, anche fuori dal libro, con la disperazione di suo padre.
Il nemico principale da affrontare è la Regina Cattiva, ma forse alla fine riserverà delle sorprese, forse questa antagonista è diversa da come la si pensava, in un viaggio iniziatico in un mondo da fiaba che cambierà Daisy.
Un fumetto tutto italiano, con echi nel disegno dei manga ma anche delle opere di Noelle Stevenson e di Teresa Radice e Stefano Turconi, che presenta il tema eterno del viaggio in un altro mondo, oltre che l’importanza dei libri, della fantasia e della forza delle storie che fanno crescere e cambiano.
Ci sono echi di storie di ieri e di oggi, a cominciare da La storia infinita, cult di più di una generazione, senza dimenticare Il Mago di Oz, universo narrativo che sta per ridiventare protagonista con nuove storie in TV e al cinema, e il serial Once upon a time.
Daisy è un’eroina curiosa, in cerca della felicità, in un mondo reale che si schiude alla fantasia, per una storia che forse è conclusa ma forse no, senza anticipare niente ci sono vari livelli di lettura, come del resto in tutte le fiabe, rileggendo vecchie storie ma riuscendo sempre a dire qualcosa di nuovo, mescolando l’importanza della fantasia con temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto.
Con questo titolo Tunué conferma il suo interesse per il fumetto di casa nostra, per i nostri talenti emergenti o meno, con alle spalle lunghi anni di studio e una creatività eclettica, capaci di proporre nuove storie che pescano da archetipi e attualità, con stili che mescolano varie suggestioni. Daisy è una storia che entra bene nella linea che l’editore propone ad un pubblico più giovane (gli appassionati vanno coltivati fin da piccoli!) ma è godibile anche per chi ha qualche anno in più e riconoscerà tutte le citazioni e i rimandi, ricordando che magari in qualche momento lontano o vicino della propria vita si è sognato tutti di perdersi in un altro mondo, magari contenuto in un libro.

Provenienza: libro del recensore.

Marco Barretta è un videografo, gira il mondo grazie al suo lavoro. È sceneggiatore di Procrastination, ultimo volume della serie Simple&Madama, disegnato da Lorenza Di Sepio.

Lorenza Di Sepio Disegnatrice nel campo dell’animazione 2D, dove lavora come character design e storyboard artist. Ha collaborato a diverse serie cartoon prodotte dalla RAI, video musicali e spot. Autrice di Simple&Madama, progetto virale nato sui social network e poi trasformato in progetto editoriale.