Posts Tagged ‘Oscar Draghi’

Negli Oscar Draghi le storie di Lord Dunsany a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

dunsanysmallMolti pensano che il fantasy sia iniziato con Tolkien, uno dei suoi più importanti esponenti sempre e comunque, certo, ma la strada di questo genere era iniziata ben prima, con l’epica e la fiaba, ovviamente, ma anche con l’apporto di autori tra Sette e Ottocento.
Uno di questi era Lord Dunsany, vissuto tra il 1878 e il 1957, autore e drammaturgo irlandese, come il collega Oscar Wilde, capace di creare mondi fantastici che sono stati di ispirazione a vari dopo di lui.
La collana Oscar Draghi dedica all’opera di questo autore tutto da riscoprire il volume Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie, una raccolta di romanzi e racconti, alcuni usciti negli anni, ma ormai assenti da tempo dagli scaffali delle librerie.
Il mondo di Lord Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII Barone Dunsany è fatto di dei, reami fatati, foreste tenebrose, sogni, incubi, e fece scuola, tra gli altri ispirando anche un autore che sembrerebbe lontano da lui ma non lo è come Howard Phillips Lovecraft. Un autore molto originale e unico, che metteva insieme tante suggestioni, a cominciare da quella della cultura irlandese, da sempre legata al fantastico a doppia mandata.
Il libro comprende due raccolte di racconti, Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dei, e altrettanti romanzi, La figlia del re degli elfi e La maledizione della veggente, ambientati in universi alternativi, in terre fantastiche in cui è bello perdersi e ritrovarsi. Il volume è arricchito da tavole che illustrano le storie, con un gusto vicino a quello dell’epoca vittoriana e edoardiana, quando visse lord Dunsany.
Il fantastico continua a ispirare storie e autori, ricordando l’adagio di Michael Ende, la fantasia non può avere confini, ma leggere i capostipiti di questo genere, sia per gli appassionati di tutte le età che per chi vuole capire di più successi e immaginari, è sempre una cosa molto interessante.

Il ritorno dell’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber, a cura di Elena Romanello

17 dicembre 2020

51y2QIPh-2L._SX345_BO1204203200_Oscar Draghi propone, tra i suoi titoli per le feste, una riproposta di un classico del fantasy d’antan e del filone di avventure: Sword & Sorcery – L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser, di Fritz Leiber.
Spesso si accusa il fantasy di prendersi troppo sul serio o ancora di rivolgersi ad un pubblico di ragazzini: Leiber non faceva nessuna delle due cose, e questa raccolta di storie ne è la prova, tra divertimento, avventure e la costruzione di un mondo non banale, complesso, a tratti anche crudo e cupo. 
L’etichetta Sword & Sorcery, letteralmente Spada e Stregoneria, indica un filone di grande successo nel fantasy nato sulle pagine delle riviste pulp, pubblicazioni popolari che facevano evadere un pubblico vasto con storie per lo più di genere fantastico, caratterizzato da avventure, magia, inseguimenti.
Nelle pagine del libro rivivono le avventure del barbaro nordico Fafhrd e del suo amico Gray Mouser, ex apprendista di un mago e ladro, nel mondo di Newhon, dove i due si dividono tra bevute, feste, corteggiamenti, risse, furti, gioco d’azzardo, alle prese con leggi anche pesanti che loro violano in continuazione, riuscendo sempre a cavarsela. 
Fritz Leiber, autore di tante altre storie sia fantasy che di fantascienza, creò quasi per caso Fafhrd e Gray Mouser, due eroi scanzonati in un mondo comunque non rassicurante, che iniziano a esplorare per curiosità e allargare i loro orizzonti, tra avventure a partire dalla città di Lankhmar, un modello per tanti autori successivi.
Il libro è completato da un’introduzione di Massimo Scorsone, con varie illustrazioni e comprende i romanzi  Il Mondo di Nehwon, Le spade di Lankhmar, Spade tra i ghiacci, Il cavaliere e il fante di spade.

I romanzi distopici di George Orwell a cura di Elena Romanello

10 dicembre 2020

978880473490HIG-337x480Mai come in questo periodo si è sentito parlare di distopia, una società negativa, diventata realtà, e si è citato George Orwell,  uno dei massimi scrittori del Novecento, attivista e autore sia di cronache reali che di romanzi di fantascienza.
Oscar Draghi propone un volume unico con vari scritti dell’autore, Il peggiore dei mondi possibili, con cui ci si confronta con l’Orwell autore di fantascienza e con l’Orwell realista, scoprendo la grandezza di entrambi.
Il libro contiene vari scritti: si comincia con Fiorirà l’aspidistria un romanzo autobiografico, in cui l’autore racconta la sua esperienza di giovane insegnante disilluso nella Londra bigotta degli anni Trenta.
Si prosegue con Omaggio alla Catalogna, il resoconto del periodo in cui George Orwell andò a combattere in Spagna contro la dittatura franchista.  Una boccata d’aria è di nuovo un romanzo, con al centro un uomo stanco della vita, che si rifugia in campagna in cerca di nuovi spunti di vita.
La fattoria degli animali non ha bisogno di presentazioni, una storia di denuncia sociale nascosta da favola con protagonisti gli animali, in un classico da leggere ad ogni età. Si chiude doverosamente con 1984, forse il libro di Orwell più famoso e emblematico, sguardo terrificante su un futuro totalitario, ispirato all’epoca all’autore dalle dittature sue contemporanee, stalinismo in testa, ma profetico per tante involuzioni sociali, non ultime alcune recenti.
Si può quindi leggere, con queste opere, scritte tra il 1936 e il 1948,  un panorama sociale, politico e narrativo che si è nutrito insieme di suggestioni biografiche, grandi eventi storici, immaginazione letteraria, capendo come mai George Orwell è uno dei grandi autori del Novecento. Il volume ospita anche un profilo dell’autore e una sezioni di  giudizi critici dei contemporanei.

Il ritorno di Alice, Dorothy e Wendy a cura di Elena Romanello

6 dicembre 2020

978880472349HIG-333x480La narrativa fantastica oggi è molto popolata da personaggi femminili indimenticabili, di tutte le età, grazie anche alle molte donne che si sono cimentate e si cimentano in questo filone.
Ma tutto ha avuto un principio:  le prime tre ragazze alle prese con avventure fantastiche sono nate tra Otto e Novecento e tra Inghilterra e Stati Uniti, in storie oggi riproposte nella collana Oscar Draghi nel volume Alice, Dorothy & Wendy.
La prima di loro è Alice, protagonista di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò del reverendo Lewis Carroll, appassionato di giochi matematici, bambina che finisce risucchiata in un mondo alternativo dove si diventa giganti o minuscoli e comandano le carte da gioco, in un sogno o forse no e in una storia che ha fatto scuola fino ad oggi, adattata varie volte al cinema, in televisione e nei fumetti.
Wendy è stata inventata da James Matthew Barrie, come alter ego di Peter Pan in Peter Pan e Wendy, è per molti è lei la vera eroina dei romanzi, che torna nel mondo reale e cresce non dimenticando mai questa sua fantastica avventura.
Dorothy è invece la protagonista della saga del Mago di Oz, dove arriva grazie ad un tornado, resa famosa anche da un celebre film ancora oggi considerato un classico, e nel libro c’è il primo capitolo delle sue avventure, Il mago di Oz, poi continuate negli anni.
Un volume che contiene tre classici, quindi, da leggere e rileggere, le avventure di tre eroine archetipe, che hanno ispirato poi le decine e decine di ragazze alle prese con storie ai confini della realtà e oltre che sono venute dopo.
Un libro da regalare o farsi regalare, per tutte le età, per chi deve ancora leggere queste storie per ragioni anagrafiche, per chi magari non le ha mai lette passando ad altro e vuole scoprire le origini del fantasy che tanto lo appassiona, e per chi vuole rileggerle e riscoprirle a distanza di anni.

I romanzi delle sorelle Bronte per Oscar Draghi a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2020

Ci sono libri che tutti sono convinti di conoscere, come i classici dell’Ottocento, ma che è sempre bene riprendere in mano, tenendo conto che è in quel periodo che è nata la letteratura come oggi la conosciamo, con un grande apporto da parte delle donne, soprattutto nell’Inghilterra vittoriana.
La collana Oscar Draghi lascia da parte per un attimo fantascienza e fantasy per presentare i tre romanzi forse più famosi delle sorelle Bronte, Agnes Grey di Anne, Cime tempestose di Emily e Jane Eyre di Charlotte, presentati in una nuova, suggestiva edizione, con io sottotitolo I capolavori delle impareggiabili penne sororali.
Un’occasione per scoprire o riscoprire quindi tre storie abbastanza diverse tra di loro, che raccontano tre spaccati di vita dell’Inghilterra di allora, in particolare dello Yorkshire, luogo in cui le sorelle Bronte vissero praticamente per tutte le loro vite non certo lunghe, salvo qualche breve spostamento.
Cime tempestose è la storia di un amore folle, di un’ossessione amorosa durata tutta la vita, quella di Catherine e Heathclift, ancora oggi emblematica.
Agnes Grey e Jane Eyre sono considerati romanzi protofemministi, con due protagoniste in cerca di una loro vita al di là delle convenzioni, specchio tra l’altro di un mondo dove le donne non contavano ma spesso erano l’unica fonte di reddito con il loro lavoro per tante famiglie.
Un’ottima occasione per confrontarsi di nuovo con tre capisaldi della letteratura al femminile, ancora oggi capaci di influenzare e far riflettere. Tre romanzi non banali, non favolette zuccherose, non datati, non melensi, con personaggi che parlano al mondo contemporaneo, con dietro le loro autrici, prolifiche nonostante la loro breve vita, sia come scrittrici di narrativa che come poetesse.

L’arte del Trono di Spade di Deborah Riley e Jody Revenson (Mondadori Oscar Draghi, 2020) a cura di Elena Romanello

25 maggio 2020

978880471934HIG-364x480A quasi un anno dalla conclusione dell’ultima stagione, il serial Il Trono di Spade o se si preferisce Game of Thrones, continua ad essere uno dei più amati, malgrado la conclusione che non ha soddisfatto molti e il fatto che l’autore George R. R. Martin debba ancora concludere la saga cartacea, anche se ha detto che ci avrebbe lavorato durante la quarantena, sperando che non fosse solo una battuta.
In attesa dei nuovi capitoli dei romanzi e del prequel che dovrebbe arrivare tra un paio d’anni, Oscar Draghi presenta un volume per immagini, che racconta la costruzione del mondo in cui sono svolte le avventure e disavventure dei Sette Regni e dei loro abitanti, a cura di Deborah Riley, scenografa di punta della serie, alla quale si vede i variegati Sette Regni.
Senz’altro la vicenda narrata è d’impatto, ma quello che ha colpito fin dalla prima stagione nel 2011 è stata la creazione di un mondo in maniera minuziosa e curata, una scenografia che ha messo insieme varie suggestioni culturali e varie epoche, dal mondo norreno a quello babilonese, da quello medievale inglese a quello di Grecia e Roma classiche, per costruire luoghi, mescolando posti reali, ricostruzioni in studio spesso artigianali dal vero e a volte anche con l’aiuto dell’arte digitale, che rivivono nelle tavole del libro.
L’arte del Trono di Spade porta, pagina per pagina, in tutti i luoghi della saga, ghiacci perenni, deserti, palazzi reali, manieri abbandonati, templi, vie, bassifondi, mari, presentando come è stato creato un mondo, tra dipinti, schizzi, piantine e scenari in cui si rivivono i momenti più importanti delle otto stagioni.
Un libro che parla attraverso le immagini, per raccontare come è stato creato sullo schermo un universo inventato, capace di mescolare vari immaginari, di far capire la forza comunque del genere fantasy e di tenere incollato il pubblico di tutto il mondo per anni.
Un’opera imperdibile per tutti gli appassionati che amavano la storia appassionante, truce, piena di colpi di scena e che hanno capito fin da subito che dietro c’era una ricerca visiva per inventare tutto l’insieme, luoghi inventati ma che in molti sentono ormai loro.

Deborah Riley ha iniziato gli studi di design alla facoltà di architettura alla Australia’s University of Queensland nel 1991 e ha proseguito con una laurea in Scenografia al National Institute of Dramatic Art. Da lì ha iniziato una rapida carriera nel settore dell’arte cinematografica, cominciando come set designer per Matrix (1999). Ha poi lavorato ad Anna and the King (1999) in Malaysia ed è tornata a Sydney per Moulin Rouge! (2001). La sua prima partecipazione alla direzione artistica di un grande evento è stata con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi del 2000 a Sydney. Supervisionata dalla production designer Brigitte Broch, Deborah ha lavorato come art director per Le donne vere hanno le curve (2002) a Los Angeles, in seguito per 21 grammi (2003) di Alejandro González Iñárritu, girato in Tennessee e New Mexico. I Giochi Asiatici di Doha, Qatar, del 2006 e l’apertura del World Expo 2010 a Shanghai l’hanno tenuta ancora impegnata con i grandi eventi. Deborah si è trasferita a Los Angeles nel 2008, ma è solo dal 2013 che il trasferimento ha dato i suoi frutti. È stato allora, infatti, che è stata assunta come production designer per la quarta stagione della serie HBO Il Trono di Spade. Da allora ha vinto quattro Emmy ® Awards consecutivi, tre Art Directors Guild Awards, e un BAFTA per il suo lavoro sull’epic fantasy medievale.

Jody Revenson ha scritto moltissimo sui film di Harry Potter; tra i suoi libri: Schermi incantati. Il magico mondo di J.K.Rowling e Harry Potter. Il libro degli oggetti magici. Ha collaborato inoltre a Harry Potter: la magia del film e a Harry Potter: dalla pagina allo schermo.

Provenienza: libro del recensore.

Rileggere Piccole donne negli Oscar Draghi a cura di Elena Romanello

31 dicembre 2019

978880471989HIG-333x480Il 9 gennaio esce finalmente anche in Italia la nuova edizione di Piccole donne, diretta da Greta Gerwig, con nel cast Emma Watson, Saoirse Ronan, Laura Dern e Meryl Streep. Ogni generazione ha la sua versione di questo classico, negli anni Novanta ci fu il riuscito film con Winona Ryder, Susan Sarandon, Christian Bale e Kirsten Dunst, in tempi recentissimi ci sono stati due film per la TV, uno della BBC girato in una Irlanda da sogno con Maya Hawke e Angela Lansbury e uno che ha modernizzato la storia, facendo del papà March un cappellano in Iraq e facendo morire Beth di cancro, con risultati altalenanti.
In occasione dell’uscita del film, è una cosa buona riprendere in mano il libro, e Oscar Draghi propone un’edizione dei quattro libri del ciclo di Piccole donne in un unico volume, curato nell’impaginazione (su due colonne, come si usava nell’Ottocento) e nella grafica, con preziose illustrazioni in tema.
Un classico senza tempo, da leggere e rileggere, tutt’altro che melenso o scontato, tenendo conto che nelle pagine di questo libro l’autrice, Louisa May Alcott, raccontò molto della sua vita anticonformista, con due genitori fuori dalle righe e un’esistenza femminista ante litteram, spinta nella realizzazione personale e nell’indipendenza. Purtroppo Louisa dovette cedere e far sposare il suo alterego Jo con il noioso professor Bhaer, ma si rifece con il personaggio di Nan, ragazzina indipendente che compare in Piccoli uomini e che resterà single diventando medico.
Il nuovo film di Piccole donne ha raccolto parecchi consensi, anche se è stato ignorato dagli Emmy, e in parallelo Emma Watson, già Hermione nella saga di Harry Potter ha distribuito in giro in varie città del mondo duemila copie del libro nascoste da trovare in una sorta di caccia al tesoro, per far scoprire il libro alle nuove generazioni.
In attesa o in parallelo del film non resta comunque che reimmergersi nelle avventure delle sorelle March, alle prese con le difficoltà di crescere, le gioie e i dolori e la ricerca di una propria realizzazione personale.