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La nuova edizione della Trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

17 ottobre 2019

hungerIn attesa del prequel, annunciato per il 2020, che svelerà come mai per decenni sono andati avanti gli Hunger Games nei Distretti, Oscar fantastica di Mondadori ripropone la trilogia di Suzanne Collins, dedicata a Katniss Everdeen, alla base anche di una fortunata serie di film, quattro per l’esattezza, perché l’ultimo libro è stato diviso in due parti.
Con nuove copertine particolarmente evocative in cui l’accento è rivolto alle atmosfere dei libri e non più ai personaggi, tornano quindi tre libri che hanno introdotto alle nuove generazioni il tema amato dalla fantascienza a più riprese della distopia, il futuro negativo, dove molto non è andato come si sperava, anzi, e dove sono emersi totalitarismi vecchi e nuovi.
Un genere frequentato da autori e autrici del calibro di George Orwell, Ray Bradbury, Margaret Atwood e Aldous Huxley, e che periodicamente torna alla ribalta, forse perché riflette paure e situazioni vecchie e nuove, e sempre attuali, in cui tornano elementi dell’oggi, come lo strapotere dei media, le limitazioni dei diritti delle persone, il degrado ambientale, le nuove dittature, gli integralismi di vario genere.
La trilogia di Hunger Games si distingue dalla molta narrativa young adult anche di genere fantastico che è uscita negli ultimi vent’anni appunto perché contiene un’efficace metafora di certi aspetti della nostra società, come i reality show, contro i quali si scaglia con decisione, la spettacolarizzazione della violenza, lo straniamento portato dai media, social media compresi.
La storia è nota, in un territorio del futuro noto oggi come gli Stati Uniti, dopo una guerra civile, il territorio è stato diviso in vari distretti, e per punire gli insorti anche a distanza di anni dell’essersi ribellati, ogni anno si svolgono gli Hunger Games, un reality show al massacro a cui partecipano un ragazzo e una ragazza, dai 13 ai 19 anni, sorteggiati tra i figli e le figlie degli abitanti. Un gioco al massacro, perché solo uno o una può sopravvivere a prezzo della vita degli altri e altre.
Un giorno la giovane Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto della sorellina minore Primerose, sorteggiata, e saprà cambiare le cose: Katniss si pone della lunga scia di eroine protagoniste della fantascienza, donne forti, oltre gli stereotipi di genere, e ha saputo creare un nuovo modello in un momento in cui la narrativa young adult soffriva di una generale insipienza e melensaggine.
La trilogia di Hunger Games, in questa nuova edizione, è senz’altro un’ottima lettura per giovani e giovanissimi di ambo i sessi, ma anche per chi ha qualche anno in più è piacevole, interessante, intelligente e con qualcosa che fa riflettere e colpisce.

Suzanne Collins vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L’idea degli Hunger Games – i giochi della fame – si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 Paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti la saga ha superato i 36 milioni di copie. Un vero fenomeno di massa, tanto che la rivista Time ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura. Oltre che della saga di Hunger Games, è anche autrice della serie Gregor, sempre pubblicata in Italia da Mondadori.

Provenienza: libri del recensore.

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Naila di Mondo 9 di Dario Tonani (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

10 gennaio 2019

978880468825hig-313x480La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
Ora l’universo di Mondo 9 torna per raccontare l’epopea di Naila, anche lei navigatrice del deserto del pianeta sopra la sua baleniera convertita a cargo, la Syraqq, in cerca della Grande Onda e di possibilità di sopravvivenza, mentre imperversa un morbo che sta facendo strage di esseri umani e delle loro navi organiche, forse incompatibili con un pianeta ostile.
Un libro godibilissimo anche per chi non ha letto le storie precedenti, un’avventura di fantascienza originale e inquietante, con un’eroina che non è giovane come appare sulla pur bellissima copertina di Franco Brambilla, erede di una tradizione di protagoniste la cui capostipite è Ripley di Alien. Tra l’altro, da segnalare che la protagonista ha ispirato anche un art book in tema, non il primo che esce per raccontare un universo evocativo e affascinante.
Mondo 9 rappresenta una possibilità apocalittica per la Terra o un luogo alternativo in cui la vita umana si è installata secoli prima, ed è l’ennesimo luogo iconico che la fantascienza racconta, un genere che funziona alla grande quando racconta in maniera metaforica paure e questioni in sospeso del nostro mondo, rileggendo il tema del viaggio dell’eroe (stavolta un’eroina, quindi ancora meglio) in mezzo a prove incredibili, fino ad un risultato finale, e tra l’altro la conclusione sembra presagire che ci saranno nuove avventure. Anche perché Naila è un personaggio a cui ci si affeziona, e sarebbe bello davvero poterla incontrare di nuovo nelle pagine di un’altra storia.
Naila di Mondo 9 è un libro per i cultori della fantascienza, un genere che non è mai morto e non ha mai smesso di rinnovarsi, cercando nuove storie oltre i viaggi nello spazio pieni spesso di speranza che oggi non si riesce più ad avere e le distopie di società terrestri basate sui fatti reali del cosiddetto Secolo breve.
Ma tra le righe è anche la presentazione di un nuovo modello di protagonista, in un genere che ha visto crescere in maniera esponenziale le lettrici, un’eroina non perfetta, legata alla sua nave che sente come un essere vivente e pronta a giocarsi tutto per una speranza di libertà e di salvezza. In attesa di nuovi sguardi su Mondo 9, capace già di avvincere tra sabbie e macchine.

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Provenienza: inviato al recensore dalla redazione Oscar Mondadori.