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Ancillary trilogia Imperial Radch di Ann Leckie (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

9 maggio 2020

978880471236HIG-341x480Dopo una prima edizione incompleta di qualche anno fa, Mondadori propone in un unico volume Titan Edition di Oscar Fantastica la suggestiva Ancillary trilogia Imperial Radch di Ann Leckie, space opera già entrata nella Storia della letteratura fantascientifica. Il volume contiene i tre volumi, Justice, Sword Mercy, più due racconti ambientati nello stesso universo letterario.
Breq si trova su un lontanissimo pianeta coperto di ghiaccio e sta per recuperare un oggetto che cerca da tempo, un manufatto della temutissima specie aliena Presger, ma nello stesso tempo trova un corpo semi assiderato nella neve, quello di Seivarden Vendaai, che credeva morta da mille anni. Breq non è una donna come le altre, quasi vent’anni prima era la Justice of Toren, una gigantesca astronave da trasporto truppe vicino al pianeta Shis’urna insieme alle navicelle sorelle Sword e Mercy.  Le tre navi, appartenenti all’impero Radchaai, sono intelligenze artificiali che controllano ancelle umane. Ma ora la Justice è stata distrutta e della sua coscienza pensante è rimasto solo un frammento, Breq, racchiuso in un fragile corpo umano e con un’inesauribile desiderio di vendetta.
Breq cerca infatti chi ha devastato la sua vita precedente di macchina, e il suo obiettivo è Anaander Mianaai, Lord del Radch, la creatura semi-immortale che da tremila anni detiene il potere assoluto sull’impero grazie alle sue migliaia di corpi interconnessi. Ma il viaggio sarà lungo, in un universo in cui uomo e macchina sono diventati tutt’uno e dove le leggi della fisica e della vita sono state riscritte.
La trilogia Ancillary, a cui l’autrice è tornata con un nuovo libro ancora inedito in italiano e si spera di prossima uscita, racconta un mondo originale, dominato da intelligenze artificiali che hanno raggiunto una quasi immortalità, dove non hanno senso le differenze di genere, e dove si parla di psicologia, pregiudizi, razzismo, politica, religione, viaggi nello spazio, scontri, nuovi mondi.
Un universo complesso, dove si ritrovano due temi fondanti della fantascienza degli ultimi decenni. Il primo è il rapporto uomo e macchina (qui donna e macchina), ormai presente anche nel mondo di oggi, e destinato senz’altro ad un’evoluzione, qui che ha portato le intelligenze artificiali ad avere vite infinite e a sviluppare sentimenti e individualità.
L’altro è il ruolo della donna nella fantascienza, un discorso antico, visto che il primo libro di fantascienza, Frankenstein, fu scritto da una donna, Mary Shelley, e che da allora tante autrici si sono succedute, introducendo discorsi femministi e di genere in futuri più o meno utopici o distopici. Ann Leckie immagina un mondo tutto al femminile, dove le macchine comandano e hanno una loro anima, e dove possono nascondersi dietro ad una donna, un mondo non ideale, dove restano le pulsioni di sempre ma anche le speranze.
La trilogia di Ancillary è un romanzo a più livelli di lettura, un microcosmo metaforico dell’oggi, avventure nello spazio, lotte, un inno femminista, una storia nello spazio insolita, per chi ama la fantascienza di ieri, di oggi e di domani, un genere che continua ad avere molto da dire, oggi più che mai.

Ann Leckie (Toledo, Ohio, 1966), da sempre appassionata di fantascienza, ha esordito nel 2013 con il primo romanzo della trilogia «Imperial Radch» Ancillary Justice, vincendo tra gli altri i premi Hugo, Nebula, BSFA, Arthur C. Clarke e Locus. Anche i successivi volumi Ancillary Sword (2014) e Ancillary Mercy (2015) hanno vinto il Locus e sono stati finalisti al Nebula. Nello stesso universo di Ancillary sono ambientati il romanzo Provenance, di prossima pubblicazione in Italia per Mondadori, e i racconti Il lento veleno della notte e Lei Comanda e Io Obbedisco, compresi in questo volume. Nel 2019 Ann Leckie ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy, The Rave Tower.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La trilogia di Luna di Ian McDonald (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

21 aprile 2020

978880471465HIG-341x480L’anno scorso sono stati cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna: già prima di allora il nostro satellite è stato protagonista di storie e di speculazioni più o meno fantastiche su quello che potrebbe succedere un domani lì, anche se da tempo è tutto fermo e la nuova spedizione nel giro di cinque anni è stata messa a rischio dalla pandemia.
In attesa di tornare o vedere tornare qualcuno sul nostro satellite, restano sempre le storie dell’immaginario fantascientifico, come il possente Luna, una trilogia di tre volumi uscita per Oscar Fantastica nella linea Titan edizione. I tre libri, Luna nuovaLuna piena Luna crescente immaginano un futuro in cui la Luna è stata colonizzata per le sue preziose risorse (realmente esistenti, solo che al momento troppo costose da sfruttare) creando però una nuova società non migliore di quella esistente sulla Terra.
La Luna è stata terraformata con apposite strutture per renderla simile alla Terra con un’atmosfera che la ricordi, ma le particolari condizioni di vita sul nostro satellite modificano comunque il corpo dei suoi abitanti, tanto da dover ad un certo punto scegliere, se tornare sulla Terra o restare lì e iniziare una nuova vita.
Nel 2100 sono passati ottant’anni dalla colonizzazione della Luna, sulla Terra le cose non vanno bene, tra recrudescenza di vecchie malattie come la tubercolosi, povertà e ingiustizie sociali, mentre sul nostro satellite non ci sono leggi scritte, solo consuetudini ed accordi tra le famiglie che si sono spartite la superficie: gli australiani MacKenzie, che controllano l’estrazione di metalli, i ghanesi Asamoah che si sono arricchiti con l’agricoltura spaziale, i russi Vorontsov che gestiscono i trasporti, i cinesi Sun dietro alla tecnologia e i brasiliani Corta, ultimi arrivati e per certi versi i veri protagonisti dell’epopea, che si occupano dell’estrazione dell’elio-3, un elemento fondamentale per in funzionamento dei reattori a fusione e il rifornimento energetico della Luna ma anche della Terra che non ha più materie prime.
Le cinque famiglie sono chiamate i Cinque Draghi e tra di loro non corre buon sangue, anche se non conviene fare atti di violenza in ambienti pressurizzati, ma non mancheranno colpi di scena. I loro membri si confrontano con problemi come identità e immigrazione, cosa sono e cosa sono diventati, ci sono sfide oltre ogni limite, soprattutto dei giovanissimi (si inizia con un gioco al massacro, una corsa non protetti sulla superficie senza aria), si fa sesso in vari modi molto creativi, ci sono generazioni diverse con esigenze diverse oltre che una metafora della moderna società multietnica e del problema sempre attuale dell’emigrazione.
Tra i tantissimi personaggi emerge Adriana Corta, matriarca dell’omonima famiglia, un passato di povertà in Brasile con la capacità di riscattarsi e costruire una vita nuova, in cui si troveranno i suoi discendenti: dalla sua storia parte la saga della Luna, godibile come fantascienza adulta e capace di far riflettere anche sull’oggi, ad un certo punto si parla anche di una possibile pandemia che potrebbe scatenarsi, qualcosa che letto in questo momento fa venire brividi freddi.
Molti critici hanno visto somiglianze tra la trilogia di Luna e la saga di Game of Thrones, Ian McDonald ha apprezzato la battuta definendola un Game of Domes, dalle copule sotto cui avvengono vite e intrighi dei personaggi. I diritti di Luna sono già stati opzionati dalla CBS e presto potrebbe diventare una serie TV.
Ci sono echi, soprattutto nel personaggio di Adriana, la cui ombra aleggia su tutta la storia, anche di Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez, per un mondo e una vicenda simile, con temi e problemi che possono tornare anche in un futuro remoto ma alla fine non così lontano, del resto è comunque chiaro che il giorno che si tornerà sulla Luna non lo si farà certo solo in nome del progresso della scienza.
Una saga possente e coinvolgente, in cui ci si perde e ci si ritrova e che farà guardare la Luna in maniera diversa.

Ian McDonald (Manchester 1960) è uno dei più seguiti scrittori di fantascienza britannici, vincitore dei più prestigiosi premi del settore, tra cui il Locus per Desolation Road (1988), il Philip K. Dick per King of Morning, Queen of Day (1991), due BSFA per Il fiume degli dei (2004) e Brasyl (2007) e il premio Hugo per La moglie del djinn (2006).

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

 

La trilogia di Nevernight di Jay Kristoff (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2019

E’ uscita tutta insieme l’attesa trilogia di Nevernight scritta dall’autore australiano Jay Kristoff, già autore della saga di fantascienza di The Illuminae Files, ma che nel mondo degli intrighi di Illuminotte ha ottenuto uno dei suoi migliori risultati, costruendo un mondo fantasy evocativo e spietato, che piacerà ai fan di Martin ma anche alle nuove generazioni, in cerca di storie inedite tutte da scoprire.
Certo, i tre libri Mai dimenticare, I grandi giochi Alba oscura, possono sembrare a prima vista titoli young adult, ma non lo sono: lo stile è nuovo, diretto, alterna flash back in corsivo al momento presente in carattere normale, ci sono scelte stilistiche nella disposizione del testo a sottolineare i momenti di maggiore pathos e suspense, ma i contenuti sono decisamente adulti, in un microcosmo fantasy in città che ricordano, per volere dell’autore, Venezia e Roma nel Rinascimento.
Più che di young adult, c’è chi ha parlato per The Nevernight Chronicles di New Adult, con un intreccio in cui abbondano, ma senza mai essere gratuite e stonare, scene splatter, di sesso, esecuzioni e dove su tutto fin dall’inizio aleggia che non ci sarà un lieto fine per personaggi a cui comunque ci si affeziona, pur con tutti i loro difetti.
La vicenda presenta una nuova figura femminile forte e politicamente scorretta, Mia Corvere, una specie di Arya Stark più cattiva, figlia di un rivoluzionario che vede massacrare la sua famiglia a soli dieci anni e si trova ad avere come unica compagnia quello che forse è il fantasma magico del suo gatto. Negli anni Mia vive una vita in fuga, in cui il suo unico potere è quello di parlare con le ombre dei morti e per questo arriva alla porta di un assassino in pensione, diventando l’apprendista del gruppo di sicari la Chiesa rossa, che hanno giurato morte agli stessi potenti che hanno distrutto la vita di Mia. La ragazza batte tutti gli apprendisti e entra nel gruppo ristretto delle  Lame della Lady of the Blessed Murder, ma questo sarà solo l’inizio di una serie di avventure, agnizioni, pericoli, da cui non ci sarà quasi sicuramente via d’uscita.
Una trilogia appassionante, capace di saltare tra passato e presente per ricordare che ciascuno anche nel mondo reale è l’insieme di queste due dimensioni, evocativa di un universo spietato ma che non può non affascinare e agli appassionati verranno in mente altre opere, oltre a quelle di Martin, tipo la serie de La spada della verità e il manga Berserk di Kentaro Miura.
Mia, personaggio politicamente scorretto, spietato, a cui tocca una storia d’amore controcorrente che piacerà a chi lotta per il riconoscimento di ogni tipo d’amore, sa comunque conquistare, in una nuova versione, contro corrente e contro anche stereotipi e luoghi comuni, di archetipi sempre eterni, come la ricerca di sé, di un senso da dare alla vita, di affetti e di voler essere qualcosa di più che un mero numero in una città brulicante di assassini e potenti.
Da segnalare anche il bel progetto grafico, realizzato da Cherie Chapman con le immagini di Kerby Rosanes, evocativo e originale.

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.
Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo. Non crede nel lieto fine.

Provenienza: primo volume dono dell’Ufficio stampa, che ringraziamo, secondo e terzo volume presi in prestito nelle Biblioteche del Circuito SBAM della provincia di Torino.

La nuova edizione della Trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

17 ottobre 2019

hungerIn attesa del prequel, annunciato per il 2020, che svelerà come mai per decenni sono andati avanti gli Hunger Games nei Distretti, Oscar fantastica di Mondadori ripropone la trilogia di Suzanne Collins, dedicata a Katniss Everdeen, alla base anche di una fortunata serie di film, quattro per l’esattezza, perché l’ultimo libro è stato diviso in due parti.
Con nuove copertine particolarmente evocative in cui l’accento è rivolto alle atmosfere dei libri e non più ai personaggi, tornano quindi tre libri che hanno introdotto alle nuove generazioni il tema amato dalla fantascienza a più riprese della distopia, il futuro negativo, dove molto non è andato come si sperava, anzi, e dove sono emersi totalitarismi vecchi e nuovi.
Un genere frequentato da autori e autrici del calibro di George Orwell, Ray Bradbury, Margaret Atwood e Aldous Huxley, e che periodicamente torna alla ribalta, forse perché riflette paure e situazioni vecchie e nuove, e sempre attuali, in cui tornano elementi dell’oggi, come lo strapotere dei media, le limitazioni dei diritti delle persone, il degrado ambientale, le nuove dittature, gli integralismi di vario genere.
La trilogia di Hunger Games si distingue dalla molta narrativa young adult anche di genere fantastico che è uscita negli ultimi vent’anni appunto perché contiene un’efficace metafora di certi aspetti della nostra società, come i reality show, contro i quali si scaglia con decisione, la spettacolarizzazione della violenza, lo straniamento portato dai media, social media compresi.
La storia è nota, in un territorio del futuro noto oggi come gli Stati Uniti, dopo una guerra civile, il territorio è stato diviso in vari distretti, e per punire gli insorti anche a distanza di anni dell’essersi ribellati, ogni anno si svolgono gli Hunger Games, un reality show al massacro a cui partecipano un ragazzo e una ragazza, dai 13 ai 19 anni, sorteggiati tra i figli e le figlie degli abitanti. Un gioco al massacro, perché solo uno o una può sopravvivere a prezzo della vita degli altri e altre.
Un giorno la giovane Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto della sorellina minore Primerose, sorteggiata, e saprà cambiare le cose: Katniss si pone della lunga scia di eroine protagoniste della fantascienza, donne forti, oltre gli stereotipi di genere, e ha saputo creare un nuovo modello in un momento in cui la narrativa young adult soffriva di una generale insipienza e melensaggine.
La trilogia di Hunger Games, in questa nuova edizione, è senz’altro un’ottima lettura per giovani e giovanissimi di ambo i sessi, ma anche per chi ha qualche anno in più è piacevole, interessante, intelligente e con qualcosa che fa riflettere e colpisce.

Suzanne Collins vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L’idea degli Hunger Games – i giochi della fame – si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 Paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti la saga ha superato i 36 milioni di copie. Un vero fenomeno di massa, tanto che la rivista Time ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura. Oltre che della saga di Hunger Games, è anche autrice della serie Gregor, sempre pubblicata in Italia da Mondadori.

Provenienza: libri del recensore.

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Naila di Mondo 9 di Dario Tonani (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

10 gennaio 2019

978880468825hig-313x480La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
Ora l’universo di Mondo 9 torna per raccontare l’epopea di Naila, anche lei navigatrice del deserto del pianeta sopra la sua baleniera convertita a cargo, la Syraqq, in cerca della Grande Onda e di possibilità di sopravvivenza, mentre imperversa un morbo che sta facendo strage di esseri umani e delle loro navi organiche, forse incompatibili con un pianeta ostile.
Un libro godibilissimo anche per chi non ha letto le storie precedenti, un’avventura di fantascienza originale e inquietante, con un’eroina che non è giovane come appare sulla pur bellissima copertina di Franco Brambilla, erede di una tradizione di protagoniste la cui capostipite è Ripley di Alien. Tra l’altro, da segnalare che la protagonista ha ispirato anche un art book in tema, non il primo che esce per raccontare un universo evocativo e affascinante.
Mondo 9 rappresenta una possibilità apocalittica per la Terra o un luogo alternativo in cui la vita umana si è installata secoli prima, ed è l’ennesimo luogo iconico che la fantascienza racconta, un genere che funziona alla grande quando racconta in maniera metaforica paure e questioni in sospeso del nostro mondo, rileggendo il tema del viaggio dell’eroe (stavolta un’eroina, quindi ancora meglio) in mezzo a prove incredibili, fino ad un risultato finale, e tra l’altro la conclusione sembra presagire che ci saranno nuove avventure. Anche perché Naila è un personaggio a cui ci si affeziona, e sarebbe bello davvero poterla incontrare di nuovo nelle pagine di un’altra storia.
Naila di Mondo 9 è un libro per i cultori della fantascienza, un genere che non è mai morto e non ha mai smesso di rinnovarsi, cercando nuove storie oltre i viaggi nello spazio pieni spesso di speranza che oggi non si riesce più ad avere e le distopie di società terrestri basate sui fatti reali del cosiddetto Secolo breve.
Ma tra le righe è anche la presentazione di un nuovo modello di protagonista, in un genere che ha visto crescere in maniera esponenziale le lettrici, un’eroina non perfetta, legata alla sua nave che sente come un essere vivente e pronta a giocarsi tutto per una speranza di libertà e di salvezza. In attesa di nuovi sguardi su Mondo 9, capace già di avvincere tra sabbie e macchine.

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Provenienza: inviato al recensore dalla redazione Oscar Mondadori.