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L’uomo che ride di Victor Hugo a fumetti per Edizioni NPE a cura di Elena Romanello

2 luglio 2021

uomocherideQuando si sente il nome di Victor Hugo, tutti pensano in automatico ai suoi due libri più celebri, I miserabili Notre Dame, ma in realtà lo scrittore e attivista francese ottocentesco fu autore di varie altre opere interessanti, come L’uomo che ride.
Le edizioni NPE propongono una graphic novel che adatta questo romanzo, sceneggiata da David Hine, disegnata da Mark Stafford e tradotta da Gloria Grieco.
Nell’Inghilterra a cavallo tra Sei e Settecento, più ricca di ombre che di luci, un ragazzo orfano dall’aspetto mostruoso e dall’animo nobile si guadagna da vivere portando in scena la propria sofferenza e diversità. Il suo volto è infatti sfigurato da una mutilazione che lo costringe ad una maschera di eterno riso. Un giorno, grazie ad una bottiglia restituita dal mare si scopriranno le sue vere origini e le contraddizioni di una società corrotta che vede come sempre nel diverso qualcuno da discriminare.
Nelle pagine della graphic novel, fedele allo spirito del romanzo, emerge una storia di umanità, amore e denuncia sociale, in un mondo dove pochi ricchi opprimono troppi poveri:  il libro di Victor Hugo fu trasposto al cinema nel 1928, con grande successo, e il personaggio di Gwynplaine è un fratello di penna di Jean Valjean e di Quasimodo, rifiutato dalla società ma desideroso comunque di vivere e di dare qualcosa al mondo.
Il personaggio di Gwynplaine ispirò la figura del Joker, la nemesi di Batman, cattivo tragico e surreale, che ha saputo vivere mille vite ed avere mille volti. Ma il protagonista de L’uomo che ride ha altre sfumature di carattere e altre vicende, che rivivono nella graphic novel di Edizioni NPE.

Gargantua e Pantagruel di Dino Battaglia per Edizioni NPE a cura di Elena Romanello

28 giugno 2021

9788836270217_0_0_830_75Le Edizioni NPE continuano la collana dedicata al maestro del fumetto Dino Battaglia proponendo uno dei suoi titoli più interessanti e insoliti, Gargantua e Pantagruel,  dal ciclo di romanzi cinquecenteschi di François Rabelais.
Dino Battaglia, morto a soli sessant’anni nel 1983, era all’apice della sua non lunga ma interessante carriera, quando nel 1979 su Il Giornalino, il popolare ora chiuso da tempo purtroppo settimanale per ragazzi delle Edizioni Paoline, realizzò questo adattamento di un capolavoro della letteratura francese, irriverente, ironico, parodico, trasposto negli anni anche in opera lirica.
Un’opera complessa da trasporre in fumetto, Battaglia sceglie di selezionare gli episodi più rappresentativi e dinamici, facendo comunque conoscere ai più giovani la grandezza di un classico e mettendo in luce la gioia di vivere dell’autore, e la sua straordinaria modernità, nella sua denuncia della stupidità e della faziosità del popolo in tutte le sue forme.
Il volume di Edizioni NPE raccoglie tutti gli episodi del fumetto, tra feste e battaglie, ricordando come l’opera fu anche molto valorizzata dalla colorizzazione a cura di Laura De Vescovi, moglie di Dino Battaglia. Una graphic novel rivolta ovviamente ai nostalgici che lessero l’opera su Il Giornalino allora, ma anche per gli amanti della letteratura e dei classici in tutte le forme in cui vengono raccontati, con un messaggio attualissimo, condensato in frasi come Ai vinti dirò che preferisco conquistarmi i loro cuori piuttosto che i loro beni. Quindi andate liberi e padroni di voi come nel passato.

Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney (Oscar Fantastica, 2021) a cura di Elena Romanello

6 marzo 2021

978880472545HIG-313x480Da anni si conosce e legge il fantasy anglosassone, britannico e statunitense, a cui si sono aggiunti romanzi fantasy provenienti dall’Oriente e dall’Italia, mentre non è arrivato molto da noi dal resto d’Europa, dove pure c’è una produzione non disprezzabile,  a cominciare dalla vicina Francia, dove esistono da anni autori e autrici che si cimentano con questo genere, amatissimo anche a quelle latitudini e non solo quando è d’importazione.
Oscar Fantastica propone Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney, inglese di nascita ma francese d’adozione, primo libro di una saga che porta in un mondo ispirato al periodo tra  Medio Evo e età moderna, sfondo di una tragica storia di formazione e di crescita, riflesso di tante vicende reali.
I quattro piccoli orfani Syffo, Merlo, Cardù e Brindilla crescono in campagna, nel podere della vedova Tarron, che li ha accolti per avere un aiuto nel lavoro dei campi. Il loro unico orizzonte è il fiume Brune, tra le durezze di una vita dove però a loro modo sono felici, malgrado le lotte per sopravvivere e mangiare una ciotola di minestra di rape la sera.
Il mondo fuori però può chiamare a gran voce e far cambiare ogni cosa: un giorno d’estate dell’anno 621 dell’era di quel mondo, nel vicino borgo di Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, che aveva unificato quelle terre. I quattro ragazzi pensano che tanto è qualcosa di lontano, ma quello nascerà una guerra che travolgerà il loro mondo, costringendoli a dividersi verso l’ignoto.
Il protagonista e voce narrante della storia è Syffo, sorpreso a rubare una frittella e costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, un militare, prima lama dell’Alto-Brune. Da qui inizierà il suo viaggio forse non tanto eroico ma avvincente, dove sarà servo, spia, apprendista chirurgo e per finire guerriero. Syffo verrà accusato di stregoneria e omicidio, finirà in carcere, fuggirà, sarà bollato come traditore, in una prima serie di avventure che continueranno e che finiscono, come nella migliore tradizione romanzesca, con un cliffhanger che fa attendere con impazienza il seguito.
Il bambino di polvere è un libro fantasy anomalo, perché del fantasy inteso come magia, creature non umane e simili, non ha praticamente niente: porta in un mondo alternativo, affascinante e spietato, dove gli appassionati potranno trovare elementi dei romanzi di Martin, con lotte di potere non viste dalle case regnanti ma dai più poveri, le vittime da sempre, nel mondo reale, di guerre, conflitti, contrasti, fame e disastri.
Si tratta senz’altro di un titolo da consigliare a chi accusa il fantasy di essere un genere di pura evasione, senza contare la costruzione di una vicenda in cui ci sono echi di Hugo e Dickens e della loro capacità di parlare dei più umili, non certo meno interessanti di nobili, prelati e sovrani.
Tutto questo, in attesa dei prossimi capitoli delle disavventure di Syffo, alle prese con un mondo più grande di lui, in cui è costretto a cercare la sua strada, e magari di scoprire nuove voci del fantasy d’oltralpe.

Patrick K. Dewdney (1984), nato in Inghilterra, dall’età di sette anni vive in Francia e scrive in francese. Ha esordito nel 2007 con Neva, seguito da altri romanzi. Del 2018 sono i primi due libri del Ciclo di Syffo (oltre a Il bambino di polvereLa Peste e la Vite), illustrati da Fanny Etienne-Artur, che hanno ricevuto tra gli altri il Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

:: Gli 11 polar più letti dai francesi

23 marzo 2019

Curiosi di sapere quali sono i polar più venduti in Francia in questo inizio 2019?

Allora, l’Observatoire de la librairie, un collettivo di 200 membri legato al Sindacato dei librai francesi, ha monitorato le vendite in Francia di polar dal 1 gennaio al 28 febbraio. Ed ecco cosa ha scoperto:

Best polars 2019

Ecco la lista dei polar più letti:

Le saut de l’ange, de Lisa Gardner, LGF (trad. Floriane Vidal)
Selfies, de Jussi Adler-Olsen, LGF – (trad. Caroline Berg) Grand Prix policier des lectrices de Elle et Prix polar des lecteurs du Livre de Poche
Dans l’ombre du brasier, d’Hervé Le Corre, Rivages
Summer, de Monica Sabolo, LGF
Les disparus du phare, de Peter May, Actes Sud/ Babel noir (trad. Jean-René Dastugue)
L’outsider, de Stephen King, Albin Michel (trad. Jean Esch)
Le journal de ma disparition, de Camilla Grebe, LGF (trad. Anna Postel)
Le cercle des impunis, de Paul Merault, Fayard
Dans les angles morts, d’Elizabeth Brundage, LGF (trad. Cécile Arnaud)
À même la peau, de Lisa Gardner, Albin Michel (trad. Cécile Deniard)
Entre deux mondes, d’Olivier Norek, Pocket

Di questi 11 titoli ben 7 sono traduzioni.

Source: Actualittè