Posts Tagged ‘graphic novel’

I Kill Giants di Joe Kelly e J. M. Kelly Niimura (Bao Publishing, 2018) a cura di Elena Romanello

25 ottobre 2018

63345867-39d6-46d7-9c64-4df42d093062Dopo il successo del film distribuito su Netflix, torna in una nuova edizione, la Titan Edition, sempre per Bao Publishing la graphic novel I kill Giants, storia di formazione nascosta sotto una vicenda urban fantasy, dove in una cittadina sul mare forse succedono cose terribili ad opera dei giganti del titolo. O forse no.
L’opera, scritta da Joe Kelly e disegnata da JM Ken Niimura, ritorna con una copertina che richiama alla locandina del fim e racconta la storia di Barbara Thorson, ragazzina che fa la quinta elementare, amante del fantasy e dei giochi di ruolo, vittima di bullismo a scuola e con un qualcosa di grave in casa che incombe. Barbara ha un super potere, come le protagoniste delle storie che ama tanto, perché è la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore dei giganti, ma c’è anche un’altra stranezza nella sua vita:  a casa dorme in cantina, perché al primo piano c’è un orrore che non riesce ad affrontare.
Tutto questo succede mentre una psicologa comincia ad interessarsi a lei e sta per arrivare un uragano, ma sarà un uragano o un gigante? Joe Kelly racconta una storia dove la quotidianità si tinge di fantastico, sospesa tra due mondi, dove alla fine si parla di dolore, incertezza, lutto da elaborare e dove forse i giganti non sono gli esseri peggiori che si possono incontrare e dove comunque la forza per affrontare qualsiasi problema e minaccia va trovata in se stessi.
Una storia non solo per ragazzi, disegnata con richiami allo stile manga, usando il bianco e nero in modo nuovo e creativo da JM Ken Niimura, per un viaggio fantastico ma anche dentro al proprio animo, tra rifiuto delle cose brutte e accettazione della convivenza anche con gli aspetti meno belli della vita, non i giganti, ma qualcos’altro. Tra le righe viene in mente un’altra opera, letteraria e cinematografica, su un tema simile, Sei minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, sia pure con varie diversità e con il gigante metafora sempre di qualcosa di insormontabile da affrontare ma con cui bisognerà fare i conti.
La nuova edizione è stata arricchita da una art gallery dei personaggi, da interviste ai due autori e da stralci di sceneggiatura e storyboard originali, per capire come quest’opera è stata pensata.

Joe Kelly ha debuttato sulla scena fumettistica americana a metà degli anni Novanta, ai testi di Deadpool per la Marvel, ma ha poi scritto di tutto, da X-Men a Superman, dalla Justice League of America a Spider-Man. Nel 2000 ha fondato il collettivo creativo Man of Action, che ha all’attivo la creazione delle serie animate televisive Ben 10, Generator Rex, Ultimate Spider-Man, Big Hero 6: The Series e tante altre. In quanto sceneggiatore di fumetti, ha scritto I Kill Giants, titolo Image disegnato da JM Ken Niimura e pubblicato in Italia da BAO Publishing. Nel 2011, il graphic novel ha vinto il premio Gran Guinigi nella categoria “Migliore sceneggiatura” e nel 2018 è diventato un film Netflix su sceneggiatura dello stesso Joe Kelly.

JM Ken Niimura è nato a Madrid, ma ha origini giapponesi. Laureato in arte, ha contribuito a numerose campagne pubblicitarie in Spagna, oltre ad aver partecipato a pubblicazioni collettive per i principali editori di fumetti iberici. I kill giants, fumetto sceneggiato da Joe Kelly e pubblicato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing, nel 2011 ha vinto il Premio Gran Guinigi come “Miglior Sceneggiatura” e nel 2012 è valso a Niimura il prestigioso International Manga Awards. Nel 2014 Niimura ha pubblicato Henshin, un manga costituito da diverse storie brevi collegate tra loro. L’opera, pubblicata originariamente in Giappone, viene poi edita nel 2015 dalla Casa editrice americana Image. Attualmente è al lavoro sul webcomic Umami, edito dalla piattaforma online Panel Syndicate.

Provenienza: libro del recensore.

La leggenda delle nubi scarlatte di Saverio Tenuta (Magic Press, 2017) a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2018

Magic Press sta riproponendo in volumi brossurati le graphic novel di Saverio Tenuta, poliedrico autore che hanuvoleScarlatte_cover spaziato tra Italia, Stati Uniti e Francia, raccontando storie da cittadino del mondo, con ambientazioni varie.
La leggenda delle nubi scarlatte porta nel Giappone medievale caro a vari film di Kurosawa, per raccontare una storia di viaggio e di evoluzione personale, in un mondo senza tempo e sempre di gran fascino. Un motivo in più per leggere un fumetto che è di difficile reperibilità per il mercato italiano, uscito in passato per Comma 22.
In realtà La leggenda delle nubi scarlatte era nato per il mercato francese, pubblicato da Les Humanoides Associés, e formato, narrazione e tavole rispettano i canoni delle graphic novel d’oltralpe, soprattutto di quelle a sfondo storico, con una composizione che prevede numerose vignette per tavola, nessuna splash page e grande spazio al testo, in una vera e propria narrativa a disegni, forma d’arte che in terra francofona è messa sullo stesso piano di quella puramente raccontata dalle parole.
Disegni accurati e fedeli a ricostruire un mondo, con una storia che per temi, ambientazione e filosofia di vita è pienamente giapponese, a raccontare ancora una volta i vasti interessi di Saverio Tenuta.
La vicenda raccontata in un volume che raccoglie quattro albi francesi porta in un Giappone feudale immerso dalla neve, un regno dove la Storia si mescola alla fantasia, con spunti presi da alcuni miti del Paese del Sol levante. Meiki, giovane marionettista del bunraku, una delle tante forme teatrali di quel mondo, si innamora di Raidu, un samurai che in guerra ha perso un braccio, un occhio e la memoria. Sulla loro strada troveranno complicazioni e antagonisti, tra la folle Shogun Fujiwara, il suo guerriero dai tre occhi Fudo e gli Izuna, mistici lupi protettori della foresta.
Una leggenda di un mondo lontano, una mitologia tra poesia e epica, un omaggio ad una cultura potente vista da un occidentale ma che riesce a entrare addentro, con scene che alternano dinamismo e poesia, con due colori che dominano tutto, il bianco della neve e lo scarlatto di foglie, sangue, oggetti e sentimenti.
La leggenda delle nubi scarlatte è una riscoperta o scoperta piacevole e interessante, intelligente e appassionante, sia per i cultori del mondo nipponico, da sempre oggetto di fascinazione qui in Occidente, sia per chi in generale cerca qualcosa di nuovo e nello stesso tempo di antico.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Magic Press che ringraziamo.

Saverio Tenuta nasce a Roma il 14 Maggio 1969. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia a lavorare come incisore d’arte e grafico pubblicitario. Entra nel mondo del fumetto nel 1992 realizzando storie brevi e copertine per varie case editrici italiane: Cierre (Artur King), Universo (Intrepido), Tattilo(Playmen Comix), General Press (Il Corvo presenta), RCS (2000 giorni al 2000), Phoenix (Laida Odius – Italia XXII secolo).
Per quest’ultima casa editrice esce nel 1997 il suo primo libro a fumetti su sceneggiatura di Otto Gabos dal titolo Cold Graze: risvegli di ghiaccio. Parallelamente porta avanti alcune collaborazioni con case editrici americane. Realizza illustrazioni per la Event (Ash 22 Brides) e la SQP (Conan the cruel). Con la casa editrice Sirius realizza il libro DOLLS su sceneggiatura di Lorenzo Bartoli. In seguito, sempre in collaborazione con Lorenzo Bartoli, realizza Morrigan, graphic novel a colori pubblicato da Heavy Metal (negli USA) e Magic Press (in Italia). Sulla rivista americana Heavy Metal pubblica una serie di storie brevi delle quali cura anche i testi, mentre in Italia realizza i Tarocchi celtici con la casa editrice Lo Scarabeo.
Nel 2001 lavora con la DC comics sul graphic novel JLA: The riddle of the beast (testi di Alan Grant), mentre è del 2003 il suo artbook monografico Elegia (Heavy Metal). Parallelamente, realizza per il Giappone la storia “Carpe Diem” per la casa editrice Kodansha. Nel 2005 si sposta sul mercato francobelga e con Les Humanoïdes Associés realizza testi e disegni per la tetralogia La leggenda delle Nubi Scarlatte. L’opera viene poi tradotta in italiano, tedesco, spagnolo e inglese. Quest’opera darà il via all’universo “Nubi Scarlatte”, che si sviluppa in altre due serie spin-off: Izuna (testi di Saverio Tenuta, disegni di Carita Lupattelli) e La maschera di Fudo (testi e disegni di Saverio Tenuta). Sin dal 1993 ha iniziato a insegnare fumetto e tecniche di disegno in scuole di settore e nel 2010 fonda il DAISHO¯ Studio, un atelier dove segue i suoi allievi e sviluppa nuovi progetti di fumetto e illustrazione. http://tenutadaishostudio.weebly.com/

Il caso Moro di Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno (Becco Giallo, 2017) a cura di Elena Romanello

8 ottobre 2018

il-caso-moro (1)L’editore Becco Giallo ha messo al centro della sua produzione di graphic novel la riflessione e la denuncia su protagonisti e eventi del nostro tempo, tornando anche indietro di decenni per raccontare ferite ancora aperte, fatti non del tutto chiari e capaci di influenzare ancora oggi il mondo.
Nel quarantesimo anniversario di una delle pagine più oscure della Storia italiana, il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno hanno raccontato quella vicenda cercando di evitare le trappole dell’emotività e del sensazionalismo, in un volume per immagini rigoroso e appassionante, tra graphic journalism e racconto di storia recente.
Strutturato su vari capitoli e con vignette dove le matite sono grandi protagoniste e ricche di ombreggiature, a testimoniare un qualcosa che fino in fondo non è stato ancora capito, Il caso Moro ricostruisce quei giorni concitati della primavera del 1978 attraverso vari punti di vista, quello dello statista alle prese con questioni molto importanti e cruciali per la sua carriera che avrebbero potuto cambiare l’Italia, quello dei sequestratori e quello di chi tentò, non fino in fondo, di far concludere i fatti in maniera diversa.
Un’opera rigorosa, si diceva, che non prende parte per niente e nessuno, si limita a raccontare una pagina di Storia non più così recente ma ancora presente come ferita nel nostro Paese, non tacendo gli aspetti più crudi, come il massacro della scorta di Aldo Moro, parlando della personalità dello statista, forse troppo scomodo per quei tempi, ricordando i carnefici e le loro scelte e non tacendo dei tentativi per salvarlo ma anche dei paletti che man mano emersero, fino alla tragica conclusione.
Interessante che i due autori siano entrambi nati anni dopo i fatti raccontati, ma che abbiano voluto e saputo ricostruire senza preconcetti e provando a raccontare i fatti nella loro realtà un evento che all’epoca scosse tutti, qualsiasi età si avesse, e che resta oggi uno dei più gravi avvenuti dal dopoguerra ad oggi.
Il caso Moro è completato da una postfazione sotto forma di saggio che racconta tutti i retroscena e i protagonisti della vicenda, politici, poliziotti della scorta e brigatisti, oltre che da una bibliografia e filmografia articolate, per capire meglio un momento tragicamente cruciale e non ancora del tutto chiaro.
Una graphic novel per chi c’era già allora e vuole approfondire, magari perché era bambino o bambina e degli eventi ricorda solo degli stralci dei telegiornali e gli sguardi in casa, ma anche per chi è nato dopo e vuole sapere cosa è successo prima, che eventi ci sono stati, spesso oggi rimossi dai più ma ancora essenziali per comprendere la situazione attuale.

Luca Bagnasco: nato a Genova il primo settembre 1986, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul linguaggio del cinema e dei videogiochi. Terminati gli studi, inizia a scrivere articoli per un giornale locale e frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto, dove conosce Tommaso Arzeno, che disegna le sue storie. Nel 2016 esce in edicola il suo primo lavoro Una fortuna inaspettata, pubblicato da Aurea editoriale.

Tommaso Arzeno: nato a Chiavari il 4 marzo 1992, dopo il diploma di liceo scientifico si trasferisce per un anno a Buenos Aires dove frequenta il corso di fumetto alla Escuela de dibujo Carlos Garaycochea. Ha poi frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto dove ha conosciuto Luca Bagnasco. Nell’estate del 2015 ha collaborato alle matite de I ragazzi di villa Emma uscito nel novembre dello stesso anno per la rivista Super G. Nel 2016 ha pubblicato, con Luca ai testi, la storia Una fortuna inaspettata.

Per le matite si segnala anche la collaborazione di Alessia Lenti.

Provenienza: omaggio della casa editrice al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

Il guardiano della diga -Volume 1, Robert Kondo – Daisuke “Dice” Tsutsumi, Bao Publishing 2018 A cura di Viviana Filippini

16 settembre 2018

Guardiano digaArriva in Italia grazie a Bao Publishing il primo volume- “Il guardiano delladiga”- di una trilogia a fumetti creata da Robert Kondo e Daisuke “Dice” Tsutsumi, fautori dello studio di animazione, Tonko House, che ne ha fatto anche un cortometraggio nominato agli Oscar nel 2015. I protagonisti nel libro sono animali. Maiale è un giovanotto che fa il guardiano alla diga costruita tempo prima dal padre. La chiusa è gigante e separa la Valle dell’Aurora dal resto del mondo. Il fatto che il padre di Maiale le abbia dato forma è perché oltre ad essa c’è un pericolo – la nebbia nera- che porta scompiglio e morte in chiunque si imbatta in lei. Maiale, che ha perso il padre e  ha ereditato da lui il ruolo di guardiano della diga, non è del tutto solo nell’ importante missione dove sarà coinvolto. Accanto a Maiale, i suoi amici, anche loro giovani e animali, Volpe e Hippo. I tre  si troveranno catapultati in strane situazioni, a tratti reali, a tratti degli incubi allucinati, che li porteranno a doversi rimboccare le maniche per agire in modo tale da salvare la Valle dell’Aurora e la sua gente. La storia è caratterizzata da un ritmo incalzante che crea suspense e lascia nel lettore la curiosità di capire, e scoprire, se il piccolo Maiale e i suoi compagni di avventura riusciranno a compiere la loro impresa. Di certo, facendo un’analisi del personaggio principale – Maiale- ci si rende conto che il suo essere e agire richiamano la figura classica dell’eroe delle fiabe. Maiale, non a caso, dovrà compiere ogni azione per salvare il suo mondo dal pericolo, dovrà rispettare l’impegno e il compito che ha ereditato dal padre (fare il guardiano della diga) e dovrà portare a termine una missione per ristabilire la pace e armonia. Accanto a lui ci saranno Volpe e Hippo, amici, compagni di avventura e aiutanti. Oltre ad un piccolo eroe, Maiale si dimostra da subito coinvolto in un percorso di prove e ostacoli che lo metteranno a dura prova, ma che fanno dedurre il processo di formazione che lo aiuterà a crescere. Perfette e molto curate sono le immagini realizzate Robert Kondo e Daisuke “Dice” Tsutsumi, le quali  rendono il libro elegante e accattivante, nel senso che arrivati alla fine del primo volume de “Il guardiano della diga”, si resta in attesa nella speranza che arrivi presto il seguito, per scoprire il destino di Maiale, dei suoi amici e della Valle dell’Aurora. Traduzione Caterina Marietti.

Dice Tsutsumi è nato e cresciuto a Tokyo. Laureatosi alla School of Visual Art a New York, ha lavorato come disegnatore ai Blue Sky Studios su L’era glaciale, Robots e Ortone e il mondo dei Chi e come art director per Pixar su Toy Story 3 e Monsters University. Nel frattempo, ha portato avanti progetti di beneficenza come Totoro Forest Project e Sketchtravel.

Robert Kondo è nato e cresciuto a Los Angeles. Da bambino, ha imparato a disegnare dalla madre, esperta fashion designer, e ha poi studiato illustrazione all’Art Center College di Pasadena. Per dodici anni, ha lavorato per i Pixar Animation Studios come art director per film come Ratatouille, Toy Story 3 e Monsters University.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Bao Publishing e Chiara Calderone dell’ufficio stampa.

Maria Antonietta la gioventù di una regina di Fuyumi Soryo (Star Comics, 2018) a cura di Elena Romanello

18 luglio 2018

Maria_Antonietta-coverLa Star Comics propone l’edizione italiana del manga di Fuyumi Soryo Maria Antonietta la gioventù di una regina, realizzato dall’autrice con la supervisione e collaborazione della reggia di Versailles e inserito nelle varie edizioni internazionali nei bookshop del palazzo.
Si tratta di un volume unico concentrato sui primi anni di vita di Maria Antonietta a Versailles, con un antefatto che porta avanti di alcuni anni, quando è madre felice al Trianon, in alcune tavole a colori pastello semplicemente splendide.
Non si fa cenno alla sua tragica fine, ma i toni del manga non sono da favoletta perché prevale la ricostruzione storica e filologica, per raccontare non certo la storia di una principessina delle fiabe, ma di una giovanissima catapultata in una corte dove vigeva un’etichetta obsoleta e rigidissima. La storia racconta infatti i primissimi tempi di vita a corte della principessa austriaca, con una cura del dettaglio notevole e ambienti e costumi grandi protagonisti.
Ancora una volta Fuyumi Soryo dimostra il suo grande amore per le ricostruzioni storiche, con disegni e tavole ispirati ai quadri del Settecento e alle atmosfere, per un’opera di erudizione storica più che di svago, una versione in immagini dei tanti libri usciti negli anni su Maria Antonietta, comunque fedelissima alla realtà storica, un qualcosa che del resto sta molto a cuore all’autrice..
Del resto, Maria Antonietta è uno dei personaggi storici più amati in Giappone, al centro di eventi come un’importante mostra l’anno scorso alla torre di Tokyo e icona della moda Gothic Lolita, dai tempi di Versailles no Bara di Riyoko Ikeda, noto in italiano come Lady Oscar.
Però le due opere sono molto lontane negli intenti e nello stile: Riyoko Ikeda realizzò infatti un’epopea al femminile e femminista, dove la protagonista era Oscar, guardia del corpo di Maria Antonietta, guardando alla realtà storica ma non dimenticando la lezione romanzesca di autori come Dumas. Fuyumi Soryo invece vuole raccontare una storia reale, di secoli fa, e nello stesso tempo ricostruire un mondo ormai perduto, ma che rivive nelle sue pagine e visitando la reggia di Versailles.
Un’opera molto interessante, consigliata a tutti i cultori della Storia, in attesa di poter leggere dell’autrice i prossimi numeri di Cesare il creatore che ha distrutto, sua monumentale biografia di Cesare Borgia, altro personaggio della Storia europea amatissimo nel Paese del Sol levante.

Provenienza: libro del recensore.

Fuyumi Soryo, classe 1959, è una mangaka che si è affermata scrivendo shojo di ambientazione contemporanea, per poi preferire dedicarsi a opere a sfondo storico oltre i confini del genere. Tra le sue opere ricordiamo MarsTamaraCactus, Never Ending Heart, ES, in cui si mescolano tematiche anche thriller e paranormali. Da alcuni anni sta lavorando a Cesare, il creatore che ha distrutto, biografia di Cesare Borgia, che alterna ad altre storie, come appunto questa su Maria Antonietta. In Italia Fuyumi Soryo è stata pubblicata da Star Comics.

Femmes magnifiques di Varie autrici (Oscar Ink, 2018), a cura di Elena Romanello

12 luglio 2018

La biblioteca ideale di libri e graphic novel dedicate a storie di donne insolite e ribelli si arricchisce di un nuovo titolo978880468457HIG-318x480 con Femmes Magnifiques, nella collana Oscar Ink con cui Mondadori si dedica da alcuni mesi al mondo delle nuvole parlanti presentando opere di interesse culturale e non solo di puro intrattenimento.
Femmes Magnifiques è un’antologia di storie disegnate dedicate a donne celebri di ieri e di oggi, realizzate da fumettiste contemporanee, ognuna con un suo stile particolare, dalla pop art alla graphic novel stile Neil Gaiman, dal manga alle vignette stile striscia di quotidiano. Il libro è completato da alcuni contributi di Cindy Whitehead, Nina Simone, di Kristy Miller, di Cathy Unsworth e Shelly Bond, oltre che dalla possibilità di creare la propria storia a fumetti, con vignette vuote dove sbizzarrirsi e i consigli di alcune professioniste del settore. Per l’edizione italiana si segnala l’aggiunta dell’introduzione di Claudia Durastanti.
Come anche Cattive ragazze uscite per Sinnos e Indomite della BaoFemmes magnifiques  si rivolge ad un pubblico eterogeneo, di giovani e giovanissime ma anche a chi avrebbe voluto e dovuto avere graphic novel come queste anni fa su cui formarsi.
Ogni donna è raccontata da tre pagine, attraverso o un episodio cardine della sua vita o alcuni suoi stati d’animo: chiaramente non è un’enciclopedia, ma uno stimolo ad approfondire, con letture e ricerche, la vita di cinquanta donne straordinarie, che in qualche modo si sono ribellate a schemi e stereotipi, in società e luoghi diversi, ma sempre ottenendo risultati, anche pagando prezzi alti, ma cambiando la loro vita e quella delle donne che sono venute dopo di loro.
Nelle pagine del libro emergono i nomi delle cantanti Bjork e Kate Bush, della paleontologa Mary Anning, ispiratrice delle teorie dell’evoluzione di Darwin, della cronista Nellie Bly, della matematica della NASA Margaret Hamilton, delle autrici di fantascienza Ursula K. Le Guin e Margaret Atwood, della collezionista d’arte Peggy Guggenheim, della dottoressa e attivista per il controllo delle nascite Margaret Sargent, dell’astronauta Sally Ride, delle autrici di fumetti Dale Messick e Rumiko Takahashi, della spia contro i nazisti Margery Booth, della prima ballerina afroamericana Misty Copeland, delle pioniere dell’informatica Ada Lovelace e Hedy Lamarr, dell’icona nerd Carrie Fisher.
Tanti nomi, tante vicende note e meno note, tante curiosità e un mondo che emerge per far crescere curiosità e autoconsapevolezza. Un’antologia da leggere, rileggere, approfondire a qualsiasi età.

Provenienza: libro del recensore.

Shelly Bond è l’ideatrice e curatrice di Femmes magnifiques. Ha lavorato come direttrice editoriale presso la Vertigo Comics e ha lanciato recentemente la nuova linea Black Crown.

Indomite di Pénélope Bagieu a cura di Elena Romanello (Bao Publishing, 2018)

23 maggio 2018

1520376984_COVER-INDOMITELa Bao Publishing presenta il primo volume di Indomite, che raccoglie una prima serie di strisce della fumettista Pénélope Bagieu, attiva sulle pagine de Le Monde e non solo, con cui si vogliono raccontare vite di donne ribelli, che non si sono lasciate condizionare dalle limitazioni e dagli stereotipi, in varie epoche e sotto varie latitudini.
Si può pensare che in fondo non è una novità parlare di questo, visto che sono tanti i libri, e anche le graphic novel, che si interrogano sull’importanza che le donne hanno avuto nei secoli, in vari ruoli anche insoliti, ma l’autrice stavolta sceglie di parlare anche di figure poco note e appartenenti a culture che non vengono molto considerate, mescolando regine, scienziate, intellettuali, donne di spettacolo, ciascuna raccontata in una serie di vignette esaurienti che raccontano ad un pubblico vario, di giovanissimi e non solo, alcuni destini straordinari.
Le donne raccontate in questo primo volume sono tra le altre Clémentine Delait, la leggendaria donna barbuta che fece di un problema ormonale la sua forza, Nzinga, regina africana che affrontò gli invasori portoghesi nel Cinquecento, Lozen, sciamana e guerriera Apache, Joséphine Baker, artista e membro della Resistenza contro i nazisti, Tove Jansson, l’autrice dei Mumin, Margaret Hamilton, attrice specializzata in ruoli fuori dalle righe come la strega de Il mago di Oz, le sorelle Mirabal, emblema delle lotte contro la violenza sulle donne e la dittatura, Agnodice, la prima ginecologa di cui si conosce l’identità nella Grecia classica e l’attivista liberiana Leymah Gbowee. Donne quindi non sempre celeberrime, ma tutte da scoprire, alcune entrate nella leggenda e tutte con esistenze con qualcosa da raccontare, oltre che tutte capaci di cambiare qualcosa.
Un libro interessante per bambine e donne, e non solo per loro, dove l’autrice mostra le sue capacità di ricerca, disegno, ricostruzione di mondi, tra la vignetta e il fumetto, che ha colpito in Francia e non manca di colpire da noi, nel catalogo di un editore poliedrico, che parla di nuvole parlanti a 360 gradi, guardando all’intrattenimento coniugato alla qualità e alla capacità di far riflettere, suscitare emozioni e farsi domande.
Con molto piacere si nota che sulla costola di Indomite c’è un numero 1: ci saranno altre uscite, anche perché Pénélope Bagieu continua a sentire la necessità di confrontarsi con queste sorelle ribelli di vari angoli del mondo, Occidente, Americhe, Asia, Africa e oltre, tutte accomunate dal desiderio di fare qualcosa di diverso nella loro vita, per migliorarla e migliorare le esistenze di chi era vicino a loro.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, si ringraziano Daniela e Chiara.

Pénélope Bagieu, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, è un’illustratrice e fumettista francese. Nel 2007 crea il blog a fumetti Ma vie est tout à fait fascinante (www.penelope-jolicoeur.com), in cui racconta episodi della sua vita quotidiana con humour e grazia accattivanti. La successiva pubblicazione dell’omonimo libro riconferma il successo del blog anche sulla carta stampata. In seguito illustra le avventure di Joséphine e si cimenta in varie collaborazioni con la stampa, l’editoria e la pubblicità.
Nel 2010 pubblica il suo primo racconto di largo respiro, Cadavres exquis, per la Casa editrice Gallimard. Due anni dopo, per Delcourt, disegna con Boulet La Page blanche. Nel 2013, nel corso del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, viene nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Lo stesso anno collabora con Joann Sfar per il libro Stars of the Stars, sempre pubblicato con Gallimard. Con lo stesso editore pubblica nel 2015 California Dreamin’, che nel 2017 viene portato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing. Le vignette di Indomite sono uscite sul quotidiano Le Monde e poi sono state raccolte in volume.

:: Clandestino di Eoin Colfer e Andrew Donkin (Mondadori 2017) a cura di Marcello Caccialanza

16 marzo 2018
Clandestino

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Edita dalla Casa Editrice Mondadori è la struggente graphic novel scritta a quattro mani da Eoin Colfer e da Andrew Donkin dal titolo “Clandestino.”
Protagonista di questa avventura di grande attualità è il piccolo Ebo, ragazzino dodicenne che vive in Ghana. Dopo che il suo adorato fratello si è visto costretto a partire per l’Europa, perché intenzionato a ritrovare ad ogni costo la sorella; il nostro piccolo eroe non ci pensa neppure un istante e in balia di forti emozioni lascia a malincuore la propria terra, deciso a ritrovarlo.
Attraverserà un deserto di sabbia e uno di acqua in un girotondo impressionanti di avventure, di malinconie o più semplicemente di insegnamenti che lo renderanno tutto ad un tratto uomo. A bordo di quel barcone fatiscente si troverà in compagnia di persone, che come lui avranno nel cuore il sogno di una vita migliore, una vita dignitosa insieme a quei cari che primi hanno dovuto affrontare l’onta dell’emigrazione forzata.
È un libro a mio avviso ad incastro dove la storia principale si amalgama in un crescente pathos con altre toccanti microstorie. Ben scritto ed appassionante forse potrebbe con una certa naturalezza raggiungere i cuori di molti ragazzi e ragazze.

Eoin (che si pronuncia “Owen”, lo sapevate?) Colfer è nato in Irlanda a Wexford, nel 1965. Ha iniziato a scrivere prestissimo, soprattutto commedie, costringendo i suoi compagni di classe a recitarle, e poi non ha più smesso: per le sue opere ha ricevuto premi e riconoscimenti, raggiungendo la notorietà internazionale grazie alla saga dedicata alle avventure di Artemis Fowl, che ha venduto milioni di copie nel mondo. Rimane un mistero il punto preciso dell’Irlanda in cui Colfer vive attualmente.

Andrew Donkin ha venduto più di otto milioni di libri per bambini, libri per adulti e graphic novel. I suoi lavori a fumetti includono Batman: Legends of the Dark Knight per la DC Comics e Doctor Who. Con Eoin Colfer ha scritto cinque adattamenti in forma di graphic novel dei libri di Eoin, tutti bestseller. Andrew ha cominciato a interessarsi al problema dei migranti e dell’asilo politico mentre scriveva la storia di sir Alfred Mehran, un uomo apolide che ha vissuto su una panchina dell’aeroporto di Parigi per anni. Ne è risultato il libro The Terminal Man. Andrew vive a Londra con la sua famiglia.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Non stancarti di andare di Teresa Radice e Stefano Turconi (Bao Publishing 2017) a cura di Elena Romanello

5 febbraio 2018
Non stancarti di andare

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La coppia artistica e nella vita composta da Teresa Radice e Stefano Turconi è tornata in libreria con una nuova graphic novel per Bao Publishing, dove lo storico Il porto proibito, con Non stancarti di andare, una storia completamente diversa, di ambientazione contemporanea ma non per questo meno interessante, anzi.
Iris e Ismail stanno insieme da alcuni anni, dopo che si sono conosciuti durante un viaggio di lei in Siria: lei è un’illustratrice, lui è un insegnante. Lei mette su casa a Verezzi, nella dimora degli antenati italiani dell’irrequieta madre Maite, lui deve andare a Damasco per sistemare le ultime cose per rendere definitiva la sua permanenza in Italia, con un lavoro e una famiglia da costruire. Ma in Siria sta per scoppiare la guerra civile e Ismail resta intrappolato là, non riuscendo a dare sue notizie, mentre Iris scopre di essere incinta. Durante i nove mesi della gravidanza di Iris si intrecciano varie storie, quella di Ismail che cerca di tornare, quella di Iris che vuole scoprire qualcosa di più sul passato della sua famiglia, quella della nonna di Iris che emigrò da bambina in Argentina per non tornare più, quella della madre di Iris, Maite, che dovette scappare invece dall’Argentina che inghiottì tra i desaparecidos i suoi genitori, insegnanti colpevoli di volere un mondo migliore, quella di Tiziana, ginecologa e migliore amica della madre di Iris fin dalla loro turbolenta giovinezza fatta di lotte e occupazioni, che sceglierà ad un certo punto di andare ad aiutare i profughi che sbarcano a Lampedusa.
Una storia complessa, con echi di Garcia Marquez e di Isabel Allende, dove si parla di amore, maternità, impegno sociale, passato e presente, in un volume che si divora ma su cui bisogna anche soffermarsi, dove tinte pastello o psicheliche o seppiate raccontano vari momenti e luoghi, in un’alternanza di piani narrativi e di momenti, per raccontare come le vite centrino l’una con l’altra, come ci sia continuità tra il passato, il presente e il futuro, come la lontananza sia alla fine un percorso da annullare per restare più vicini.
Non stancarti di andare parla dell’oggi, di un mondo da un lato sempre più piccolo e dall’altro sempre più distante e dell’ieri, della ricerca di sé, del ritorno a casa, della trasmissione di ricordi e altro tra generazioni, di cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale nei decenni, in una storia che appassiona, per ricordare cosa è stata la nostra epoca e cos’è oggi, particolare ma alla fine universale di tutte le storie che formano il genere umano.

Teresa Radice e Stefano Turconi nascono entrambi nella Grande Pianura, a metà degli anni ’70… ma s’incontrano solo nel 2004, grazie a un topo dalle orecchie a padella e a una pistola spara-ventose. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente. Scoprendosi a vicenda viaggiatori curiosi, lettori onnivori e sognatori indomabili, partono alla scoperta di un bel po’ di mondo, zaino e scarponi. Dal camminare insieme al raccontare insieme il passo è breve. Le prime avventure a quattro mani sono per le pagine del settimanale Disney “Topolino”: arrivano decine di storie, tra le quali la serie anni ’30 in 15 episodi Pippo Reporter (2009-2015), Topolino e il grande mare di sabbia (2011), Zio Paperone e l’isola senza prezzo (2012), Topinadh Tandoori e la rosa del Rajasthan (2014) e l’adattamento topesco de L’Isola del Tesoro di R.L.Stevenson (2015). Nel 2011 si stabiliscono nella Casa Senza Nord – a 10 minuti di bici dalle Fattorie, a 20 minuti a piedi dal Bosco, a mezz’ora di treno dal Lago – e piantano i loro primi alberi. Nel loro Covo Creativo, i cassetti senza fondo straripano di progetti: cose da fare, posti da vedere, facce da incontrare. Nel 2013 esce Viola Giramondo (Tipitondi Tunué, Premio Boscarato 2014 come miglior fumetto per bambini/ragazzi, pubblicato in Francia da Dargaud). I frutti più originali della loro ormai decennale collaborazione hanno gli occhi grandi e la testa già piena di storie. I loro nomi sono Viola e Michele. Per Bao Publishing hanno già pubblicato Il porto proibito.

Source: omaggio della casa editrice, si ringrazia l’Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier (Bao Publishing 2017)

11 dicembre 2017
berlino 2.0

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Per chi è della mia generazione, e aveva 30 anni al tempo del Trattato di Maastricht del 1992, l’Unione europea ha racchiuso in sè un’ ideale forte, fonte di entusiasmo e aspettative. Poter vivere e lavorare e divertirsi in una grande Europa senza confini, culturalmente viva e libera, economicamente proiettata verso il futuro, un futuro di pace e prosperità per tutti, di solidarietà, di cooperazione e collaborazione è stato qualcosa di rivoluzionario, in cui ci abbiamo creduto veramente.
Oggi passati alcuni anni, pronti a tracciare un primo bilancio dobbiamo ammettere che questa realtà è stata sì caratterizzata da tante luci, ma anche da non poche ombre, ombre di cui ci parlano Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal, (rispettivamente la prima ai testi, il secondo ai disegni) nella graphic novel Berlino 2.0 edita da Bao Publishing.
Se la denuncia sociale passa anche attraverso il fumetto, si può dire che Berlino 2.0 abbraccia questa visione raccontandoci una realtà ben diversa dai sogni che abbiamo più o meno fatto tutti. Sarà la crisi economica, saranno coloro che hanno voluto specularci su, i giovani di oggi che lasciano il loro paese in cerca di un futuro migliore all’estero non sempre trovano una realtà idilliaca.
Come Margot giovane protagonista di Berlino 2.0 che lascia Parigi, e si trasferisce a Berlino con una borsa di studio. Ad accoglierla una città ancora culturalmente effervescente, dinamica, povera ma sexy, come disse l’ ex sindaco socialdemocratico di Berlino, Klaus Wowereit. Tanti sogni, tante illusioni concretamente disilluse al momento di cercare casa o lavoro. Stage non retribuiti, nessuna copertura sociale o assicurativa, minijob perfettamente legali, richieste assurde da parte dei datori di lavoro, nessun affitto agevolato, ecco questo è il panorama più o meno deprimente che le si prospetta davanti.
Per molti difficile da credere, ma questa è la realtà di molti giovani arrivati a Berlino negli ultimi anni, attirati dalla sua luce e dagli alti proclami del famoso modello economico della Germania della Merkel.
Tradotto da Francesco Savino, Berlino 2.0 è dunque un fumetto che ci parla dei cervelli in fuga, che tanto occupano le pagine dei giornali, giovani che non sempre lasciano lavori precari in cambio della stabilità. Ma pur tuttavia continuano ad avere fiducia nel futuro e non si arrendono.
Stampato su carta Fedrigoni Arcoset da 140 grammi per gli interni e Fedrigoni Symbol Freelife Satin da 300 grammi per la copertina, in carta proveniente da fonti gestite in maniera responsabile, Berlino 2.0 è un fumetto capace di sensibilizzare i lettori su problemi reali, depositari di una coscienza comune. E’ un fumetto a colori, fatto di acquarelli dalle tenui sfumature seppiate, nei colori del giallo, del marrone, dell’arancione, del verde, abbinamento cromatico interessante e funzionale a una storia che tratta temi seri e attuali. Consigliato.

Mathilde Ramadier, classe 1987, è autrice, saggista e sceneggiatrice. Dopo aver studiato graphic design si dedica agli studi di Estetica e Psicoanalisi all’Università di Parigi. Nel 2011 ottiene un master in Filosofia contemporanea all’ENS, con una tesi su Sartre. Nello stesso anno, attirata dalla capitale tedesca, si trasferisce a Berlino. Dopo diverse traduzioni dall’inglese al tedesco, nel 2013 pubblica il suo primo graphic novel per la casa editrice francese Dargaud, Rêves syncopés, per i disegni di Laurent Bonneau. Nel 2016, per la casa editrice francese Futuropolis scrive Berlino 2.0, disegnato da Alberto Madrigal ed edito nel 2017 in Italia da BAO Publishing.

Alberto Madrigal, nato in Spagna e residente a Berlino dal 2007, dopo alcune storie brevi e lavori da illustratore freelance, fa il suo esordio nel mondo del fumetto con la sua prima opera lunga nel 2013, quando pubblica Un lavoro vero (BAO Publishing), di cui è autore completo. Nel 2015 esce Va tutto bene, in cui ritrova i temi dello smarrimento e i sogni di una generazione che lotta per affermare la propria identità. Nello stesso anno realizza le illustrazioni de L’albero delle storie, romanzo per ragazzi scritto da Gabriele Clima e pubblicato nella collana “Il battello a vapore” (Edizioni Piemme). La sua ultima opera è Berlino 2.0, scritto da Mathilde Ramadier e pubblicato da BAO Publishing nel 2017.

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Chiara dell’ Ufficio stampa Bao Publishing.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: La Giusta Mezura di Flavia Biondi (BAO Publishing 2017)

28 novembre 2017

la giusta mezuraSe a innamorarsi sono capaci tutti, l’arte di coltivare un amore invece richiede impegno e qualità che mettono in gioco davvero gli innamorati a cui nessuno ha insegnato cosa succede dopo il celebre “vissero felici e contenti” delle favole. Di questa arte ci parla La Giusta Mezura, bellissima graphic novel virata al blu di Flavia Biondi, storia di un amore unico, e nello stesso tempo simile a tanti altri, quotidiano, dalle sfumature inaspettate.
Siamo a Bologna, città contemporanea, e nello stesso antica, fatta di chiese, portici, torri, vicoli caratteristici, in cui vivono i due protagonisti Mia e Manuel, trentenni in crisi, che dopo brillanti studi si arrabattano con lavori precari, che credevano provvisori, giusto necessari alla sopravvivenza in attesa di scoprire cosa fare della propria vita, e invece passano gli anni e nessuna vera occasione sembra proporsi.
Vivono in affitto in una stanza in un alloggio per studenti fuori sede, l’anello di congiunzione, il rito di passaggio, tra la vita in famiglia, e la vita autonoma da adulti indipendenti, mettendo da parte quello che possono col sogno di potersi permettere una casa tutta per loro. Ma l’indipendenza economica per molti ragazzi di quella generazione è un sogno, una chimera, un’attesa che logora sogni, aspirazioni, ideali. E nell’attesa anche i grandi amori possono finire stritolati e messi alla prova.
Mia e Manuel sono in crisi, si amano ancora ma incomprensioni, disaccordi, difficoltà minano l’idillio che esisteva ai primi tempi del loro innamoramento. E sarà per colpa di un problema lavorativo, o di un momento di stanchezza, che Mia si trova tra le braccia di un altro, giusto il tempo di un bacio, ma agli occhi della ragazza fatto della consistenza di un vero tradimento.
Tradimento che così sarebbe interpretato soprattutto da Manuel idealista e sognatore, che scrive un romanzo a puntate su internet sull’amore cortese e sogna che un grande editore lo noti e lo pubblichi dando concretezza alle sue aspirazioni di scrittore. E così Mia gli tiene nascosta questa debolezza.
Sarà la causa della loro rottura? Troveranno la strada per attuare i loro sogni, e le loro aspirazioni? Non vi dico altro, lascio a voi il piacere di scoprire come la storia prosegue. La Giusta Mezura, raccontata con delicatezza e ironia, è una storia simile a tante storie d’amore in crisi, nell’Italia di oggi, fatta di crisi economica e disoccupazione, mancanza di prospettive e disillusione. E nello stesso tempo è un analisi di come l’amore muta e si evolve, di come passa dall’euforia dell’innamoramento al giusto equilibrio che gli permette di diventare adulto, di sopravvivere agli ostacoli, alle difficoltà che la vita ci pone.
I dialoghi sono allegri, spigliati, anche pungenti e spiritosi. La vita quotidiana dei due protagonisti acquista una valenza universale e nello steso tempo consueta. Un tocco di sensualità avvolge le tavole più tenere e intimistiche. Ottima la scelta cromatica, che addolcisce la drammaticità del bianco e nero, con un blu rilassante e poetico.
Nel complesso un’ opera pienamente riuscita, che tratta sì temi seri, dall’amicizia, all’identità sessuale (bellissimo il personaggio di Tito), all’amore, all’idealismo, all’ aspirazione alla realizzazione economica e lavorativa, alla paura di diventare adulti con obblighi e responsabilità, alla ricerca di stabilità, ma lo fa in maniera lieve e anche divertente. Formato rilegato. Un regalo perfetto per la propria metà.

Flavia Biondi nasce a Castelfiorentino (FI) nel 1988. Da sempre appassionata di storie che raccontano le vicende del quotidiano lavora ai suoi fumetti tutti incentrati su personaggi all’apparenza modesta ma dal grande cuore. Dopo il diploma artistico e la laurea triennale presso L’accademia di Belle Arti di Bologna in Fumetto e Illustrazione, fonda assieme a sette colleghi “accademici” l’etichetta Manticora Autoproduzioni con cui collabora alla realizzazione di diverse antologie. Con la casa editrice Renbooks pubblica Barba di Perle (2012), L’orgoglio di Leone (2014), L’importante è finire (2015), tre graphic novel a tema LGBT. Nel 2015, per i tipi di Bao Publishing, pubblica il graphic novel La Generazione. Nel 2017 partecipa con una storia breve all’antologia “Melagrana” di Attaccapanni Press.

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Chiara dell’ Ufficio stampa Bao Publishing.

:: Qualche domanda agli autori della graphic novel “La legione occulta” (Newton Comics 2017)

14 novembre 2017

Dopo aver intervistato Andrea Frediani e Massimiliano Veltri autori di Marathon (qui l’intervista) la nuova graphic novel he la casa editrice Newton Compton ha dato alle stampe, tratta da uno dei suoi bestseller più famosi, abbiamo fatto la stessa cosa per La legione occulta, un’ altra davvero magnifica opera a fumetti, sempre in bianco e nero, sempre con la sinergia di diversi artisti. Ce ne aveva parlato Elena Romanello qui.

Abbiamo perciò intervistato l’autore del romanzo e  il disegnatore.

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Per la storia ufficiale non sono mai esistiti. Solo le leggende, le chiacchiere scambiate tra i fumi dell’alcol tra i viandanti ubriachi, raccontano della misteriosa Legio Sine Nota. Veggenti, auguri, negromanti e aruspici, raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme: sono gli uomini di Victor Julius Felix, addestrati a dialogare con spettri e dèi, per evocarne la protezione o sfidarne la cieca violenza, avvezzi a lottare nel campo del soprannaturale, dove niente può la daga romana. Un prezioso alleato per il nascente impero di Augusto, un pericoloso nemico per chi trama contro Roma…

Adattato da Andrea Meucci e Lorenzo Nuti.

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Ecco le risposte di Genovesii e Nuti.

Tre domande a Roberto Genovesi:

Benvenuto Roberto, giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore televisivo, esperto di videogiochi, e una passione per il romanzo storico di ambientazione romana. Parlaci di te, raccontati ai nostri lettori.

Ho iniziato a pubblicare i miei primi racconti e i miei primi articoli tra i 17 e i 19 anni. Prima sulle fanzine e poi sui periodici e sui quotidiani. A 21 anni sono diventato giornalista professionista continuando la mia carriera su due binari paralleli ma con un comun denominatore: l’universo dei ragazzi e degli Young Adult. Ho scritto per decenni di fumetti, cartoni animati, videogiochi e cinema su molte testate come Repubblica, L’Espresso, La Stampa, Il Giornale, TV Sorrisi e Canzoni e Panorama. Ho scritto sceneggiature per disegnatori come Sergio Toppi e Simone Bianchi e ho inventato un paio di personaggi che hanno avuto un discreto successo come Rivan Ryan e Daimon Dumal. Nel frattempo nel 2000 ho pubblicato il mio primo romanzo, Inferi On Net, per la mitica collana Urania di Mondadori e poi c’è stato l’incontro con Raffaello Avanzini che ha rappresentato la vera svolta della mia carriera di scrittore. Mettere insieme le mie idee e la sua lungimirante visione del mercato è stato un po’ come accostare nitro e glicerina. Da allora ho pubblicato 8 romanzi, uno anche per Rizzoli. Se dovessi definirmi non userei il termine scrittore o giornalista. Non mi piace fermarmi ma mettermi alla prova. Ho realizzato il videogioco di Nathan Never e il gioco di ruolo dell’Agente Alfa ma sono anche il direttore di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale della Rai. Mia figlia ha scritto di recente in un tema che il suo papà ”fa cinque lavori, scrive romanzi e fumetti, sceglie cartoni animati, prova videogiochi, dipinge soldatini”. Credo sia la definizione migliore che mi sia mai stata data.

Come hai accolto l’idea di trasformare un tuo romanzo La legione occulta dell’ impero romano in una graphic novel?

Prima o poi doveva accadere come credo che prima o poi accadranno anche altre cose a questa stranissima legione. Con Raffaello Avanzini abbiamo da subito immaginato che la Legione Occulta dovesse nascere e svilupparsi come un progetto predisposto alla corssmedialità. Le storie sono scritte in forma propedeutica per questa strada. Secondo uno schema ormai sperimentato con successo per le serie tv americane”.

Libro e fumetto diventano complementari, spieghi nella prefazione. Puoi approfondire questo concetto?

Come dicevo prima il format de La Legione Occulta è stato immaginato per diventare anche fumetto, prodotto televisivo, videogioco e prodotto cinematografico. Il fumetto non racconta la stessa storia del primo romanzo. Semmai la osserva attraveso un’altra ottica, un’altra luce e in questo modo ne amplia i dettagli. E’ proprio la struttura della saga che è stata pensata per questo scopo con la presenza di numerosi personaggi, storie a scatole cinesi, narrazione da storyboard, costruzione di buchi narrativi e temporali da riempire attraverso altri media. Insomma un vero e proprio prodotto creativo crossmediale che con il tempo potrà essere passato su altri piani narrativi che non si limiteranno a ripetere le storie ma le integreranno e le amplieranno magari con l’aiuto di altri autori. Un po’ come accadde con il celebre ciclo del Mondo dei Ladri di Robert Asprin”.

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Tre domande a Lorenzo Nuti:

Parlaci della differenza tra libro illustrato e graphic novel, come avete deciso di utilizzare quest’ ultima forma d’arte per drammatizzare il romanzo La legione occulta di Roberto Genovesi?

In entrambi i casi andiamo ad aggiungere alla storia degli elementi visivi, che accompagnano (nel primo caso) o determinano (nel secondo caso), tutto l’immaginario costruito dall’elemento del testo.
Nel libro illustrato si legge e si guarda. Senza alcun vincolo di spazio o tempo. Lasciamo che la suggestione delle immagini segua il racconto senza mai sostituirlo. La quantità di immagini da utilizzare non è stabilita da un canone preciso (a volte possono bastare poche immagini ad arricchire l’esperienza del lettore). Spesso la chiave di lettura dell’illustratore/illustratrice può essere così potente da spingere a leggere alcune storie solo perché filtrate dalla loro sensibilità.
Nel fumetto gli elementi testo-disegno si fondono, collaborano e hanno vere e proprie regole “grammaticali”. A chi legge forniamo un intero lessico dell’immaginario, descrivendo tutti gli ambienti, i personaggi nel dettaglio, le loro attitudini, cosa cambia e come, gli raccontiamo la storia con un tempo e spazio precisi, passando tutto attraverso il filtro di chi disegna. L’elemento del testo resta visibile sotto forma di dialogo nei balloons, ma si deve tener presente che tutto è sempre frutto di scrittura, di uno schema narrativo progettato nei minimi dettagli prima di diventare sequenzialità visiva.
Molto simile a come si progettano i film se ci pensiamo bene; partiamo sempre da una sceneggiatura e uno storyboard.
Per adattare La Legione occulta dell’impero romano io ed Andrea abbiamo sfruttato la versatilità dell’opera originale di Roberto non soltanto commutando il romanzo così com’è stato scritto ma creando qualcosa di complementare, in modo che il lettore avesse la possibilità di spaziare tra due tipi di esperienze differenti. Questo approccio ha dato la possibilità ad Andrea di aprire delle porte all’immaginazione non solo di chi legge questo fumetto ma anche a chi viene dall’esperienza del libro, fornendo degli approfondimenti integrativi ai background dei personaggi e aggiungendo delle probabili, future, storylines indipendenti.

La scelta di un albo in bianco e nero è tua personale, o ti hanno chiesto di disegnare le tavole così. L’immagine di copertina a colori è sempre tua?

Sapevamo di dover realizzare il volume in bianco e nero fin dal principio, cosa che mi ha reso molto felice perché da tempo desideravo riavvicinarmi a questo specifico approccio tecnico, credo sia stata la scelta migliore. Sì, ho realizzato la copertina e l’illustrazione sul retro cercando un feeling con le tavole interne.

Chiude l’albo uno studio dei personaggi. Come li hai caratterizzati, ti sei ispirato a volti da te conosciuti?

Ho ricevuto delle suggestions da Roberto in corso d’pera, ma sono stato abbastanza libero di interpretare. Diciamo che ho cercato di cogliere i tratti peculiari suggeriti dall’autore unendoli ad un personale gusto estetico e un’immediata riconoscibilità. In alcune tavole abbiamo molti dei protagonisti in campo, era necessario rendere estremamente evidenti certe caratteristiche.