Posts Tagged ‘amicizia’

:: La sfida, Paola Zannoner (Gallucci, 2026) A cura di Viviana Filippini

7 settembre 2026

Paolo è il protagonista del romanzo per giovani lettori “La sfida” di Paola Zannoner edito da Galucci. Paolo è  un ragazzino di 13 anni abile nel disegno, tanto da avere dato vita ad un vero e proprio manga con al centro le avventure dell’ Uomo Aquila. Per Paolo quindi disegnare è una grande passione, ed è quella che gli permette di inventare mirabolanti avventure. Per lui. Molto meno interessante per alcuni suoi coetanei che lo prendono in giro per quello che fa. Tra di loro c’è anche il gruppo dei Seven Sins, ragazzi come Paolo che fanno video emulando un noto youtuber e agiscono prendendo di mira i compagnia più fragili spingendoli a sfide estreme. Il tutto per caricare poi i video delle loro gesta sul web e avere visualizzazioni. Una cattiveria gratuita che travolgerà anche il protagonista costringendolo ad una sfida. Il libro per ragazzi della Zannoner si occupa del mondo degli adolescenti, delle passioni che vengono coltivate e che rendono qualcuno, in questo caso Paolo, l’elemento più che da ammirare, da bersagliare e sbeffeggiare. Il tema del bullismo passa attraverso l’insano agire di questo gruppo di bulletti emuli di qualche altro furbastro che hanno visto nel web, i quali agiscono contro il prossimo ritenuto più fragile e debole.  Paolo, il protagonista, finisce davvero in  una situazione di pericolo e si renderà conto che essere l’Uomo Aquila disegnato sulla carta, non è la stessa cosa che provare ad esserlo per davvero per superare la sfida dei Seven Sins. Gli intoppi e gli ostacoli, a volte messi in atto da chi bullizza, sono sempre dietro l’angolo e la sfida a cui Paolo è sottoposto rischia davvero di avere un fine tragico. L’autrice però mette nella sua storia anche adolescenti con quella maturità e saggezza che permettono loro di correre in soccorso dell’amico in pericolo e di evitare il peggio. Altro tema trattato è quella mancanza di maturità, quel volersi sentire grandi, forti e noti con i “like” del mondo virtuale, che spingono il gruppo essera appunto gruppo per avere più forza e a prendersela con il singolo, costringendolo a prove e azioni, delle quali spesso non si calcola l’esito concreto. Fine che potrebbe essere molto più grave del previsto. “La sfida” di Paola Zannoner è un romanzo per ragazzi, ideale anche per un pubblico adulto, perché pone l’attenzione sì sui pericoli delle sfide, ma evidenzia anche la forza dell’amicizia vera, quella che salva e la necessità di recuperare il rapporto e il legame con la vita vera, quella delle piccole gioie presenti nella dimensione concreta e quotidiana, lontana dai social e dal web.

Paola Zannoner, scrittrice e formatrice, vive a Firenze dove si è laureata in Lettere. È stata bibliotecaria, critica letteraria, consulente editoriale e da oltre 25 anni pubblica libri per ragazzi, tradotti in molte lingue. Ha ricevuto i più importanti premi letterari italiani, tra i quali il Premio Strega Ragazzi e Ragazze nel 2018. Con Gallucci ha già pubblicato un racconto nella raccolta “Le farfalle nello stomaco”.

:: E se il mondo salta in aria,  Sarah Jäger (Iperborea, 2026) A cura di Viviana Filippini

31 agosto 2026

Vacanze in arrivo e pronti tutti per la piscina. Non per tutti però, perché i due protagonisti – Juri e Ava, 14 anni- di “E se il mondo salta in aria”,  Sarah Jäger, edito da Iperborea sono invece chiusi in casa. Lui ha fatto una scelta volontaria, perché ha paura di tutto quello che è e c’è nel mondo e solo stando nella propria camera riesce a sentirsi al sicuro. Ava, al contrario, è sempre a zonzo con gli amici e anche a causa di questo è stata messa in punizione. Juri e Ava, ognuno a casa sua, in realtà si conoscono perché erano in classe assieme alle scuole elementari, ed è da molto che non si vedono e sentono. Ava, che non sa come far passare il tempo, contatta Juri su WhatsApp, e lui, strano ma vero, le risponde dando il via a qualcosa di inaspettato, spiritosi, simpatico e allo stesso commovente. Il libro per ragazzi della Jäger è interessante, perché affronta il tema dell’amicizia, e di come a volte, proprio in questo caso, i social possono diventare un appiglio e uno scoglio a cui aggrapparsi per trovare la salvezza, perché per i due protagonisti adolescenti inizierà uno scambio di messaggi che sarà qualcosa di un semplice invio o di una spunta azzurra. In questa chiacchierata virtuale dove entrambi si raccontano a ruota libera è Interessante notare la diversità di approccio alla comunicazione usata dai due protagonisti.  Ava  per esempio  usa solo vocali ed è una chiacchierona, mentre Juri manda solo messaggi scritti ed è sempre minato dalla sua insicuro e paura della vita. Il legame virtuale che nasce pagina dopo pagina, o meglio messaggio in chat dopo messaggio in chat, evidenzia come il costante scambio tra i due ragazzi diventi un vero e proprio salvagente per entrambi, perché piano piano i due cominceranno a raccontarsi le loro ansie, gioie, timori e paure. Messaggio dopo messaggio in “E se il mondo salta in aria” Juri e Ava, isolati dal resto del mondo,  impareranno a riscoprire il valore speciale dell’amicizia, del sostenersi a vicenda e farsi forza uniti anche ad una giusta dose di coraggio per affrontare il rapporto e confronto con quella la realtà esterna che tanto spaventa e disorienta. Il romanzo è stato il vincitore del Deutscher Jugendliteraturpreis 2025, il più importante riconoscimento tedesco per la letteratura per ragazzi. Illustrazioni di Sarah Maus e traduzione di Valentina Freschi.

Sarah Jäger è una scrittrice ed esperta di pedagogia teatrale, è sempre alla ricerca di storie che colpiscano il cuore, la mente e la pancia dei suoi giovani lettori. Ha scritto diversi romanzi apprezzati per la forza narrativa con cui raccontano il mondo delle emozioni e dei sentimenti degli adolescenti.

Source: della lettrice.

:: Intervista a Giovanni Papaleo per Gente Distratta (Arpeggio Libero 2026) a cura di Viviana Filippini

13 luglio 2026

“Gente distratta” è il nuovo romanzo del’avocato di casa a Brescia, Giovanni Papaleo, uscito da poco per Arpeggio Libero. PDopo “Discanto” e “Fumo negli occhi”, questo nuovo romanzo presenta alcuni degli stessi personaggi, solo che sono raccontati durante la loro gioventù tra la Padova degli anni ’80, ai tempi dell’Università, passando per la Sicilia fino al presente, dove gli stessi protagonisti sono adulti. Il romanzo è un viaggio nella giovinezza dei protagonisti alle prese con amori, amicizie, spensieratezza, litigi ed esperienze che in alcuni di loro lasceranno segni indelebili. Un romanzo di formazione che scava nel passato e nella dimensione psico-emotiva dei personaggi, perchè sono le esperienze che i protagonisti vivono a renderli quello che sono da adulti, con pregi e difetti con i quali a volte si deve, prima o poi, fare i conti. Ne abbiamo parlato con l’autore Giovanni Papaleo

Benvenuto a Liberi di scrivere Giovanni. Perché hai deciso di creare una storia con protagonisti alcuni dei tuoi personaggi letterari dei primi due romanzi quando sono giovani? Perché sono ancora nella fase “dell’innamoramento” verso di loro – non mi sono ancora venuti a noia – e ho voluto dare ai personaggi un passato, un retroterra che ne spiegasse, anche se a posteriori, il loro destino futuro. L’esergo “Il passato è il prologo” , da La Tempesta, di Shakespeare, risponde esplicitamente alla Tua domanda.

Due dei protagonisti sono fratelli, come mai non riescono mai a superare il loro rapporto conflittuale? Senza voler spoilerare le storie dei due, ti potrei dire che da sempre sono stato attratto dai rapporti fra i gemelli monozigoti. Si racconta sempre del loro legame speciale, del fatto che, anche distanti, avvertano in contemporanea forti emozioni, sia positive che negative. Tomaso e Cesare sono in effetti legatissimi sino a che non si verificano due eventi, uno reale e l’altro frutto solo della volontà autoassolutoria di uno dei due, che li separano irrimediabilmente; troppo gravi sono state le condotte messe in atto. Non è detto, tuttavia, che nel loro futuro non si verifichi, se non una riappacificazione fraterna, una “pace armata”.

Quanto della spensieratezza che i personaggi hanno da giovani, resta loro anche da adulti? Spero che in “Discanto” e “Fumo negli Occhi” traspaia un certo comune modo dei personaggi principali di affrontare positivamente gli avvenimenti che si presentano loro. Cosa diversa naturalmente si deve dire per coloro che impersonano i villains.

Il romanzo si svolge in diverse località che immagino tu conosca bene, ce n’è una che a cui sei più legato rispetto  alle altre? Credo salti agli occhi il mio amore per la Sicilia, in particolare il ragusano: Scicli, Donnalucata, Ragusa Ibla, ovvero la terra d’origine di mio padre. E poi Padova, dove sono nato e cresciuto sino all’età di 34 anni. Stranamente, o forse no, il mio legame con lei si accresce sempre più da quando l’ho lasciata, nel 1998.

Quale è il personaggio a cui sei più affezionato e quello che ti ha creato maggiore difficoltà mentre pensavi la storia? Viola Salazar è sicuramente il personaggio per me più affascinante: unisce serietà e avventatezza; dolcezza e severità; capacità di fare la “cosa giusta”, ma anche di sbagliare alla grande. E’ insondabile, e non è detto che in una prossima storia ci sorprenda. Nel bene o magari nel male. Fulvio Callegari è stato invece quello più complesso da definire, lo accosto a Parsifal il Puro, colui che più degli altri si avvicinò al Sacro Graal, pur non impossessandosene, e solo perché “non chiese e non gli fu dato”, così contravvenendo al precetto del Vangelo “chiedete e vi sarà dato”

Come tua tradizione stilistica anche in “Gente distratta” ogni capitolo è abbinato ad un canzone. In base a cosa hai creato questa playlist? La si può ascoltare da qualche parte? Certo, la si ritrova su Spotify, cercandola col nome del romanzo, e lo stesso si può fare con le playlist di “Discanto” e “Fumo negli Occhi”. Alcuni capitoli hanno un legame col brano che gli dà il titolo, ad altri ho abbinato una canzone che in quel momento mi andava di ascoltare. In particolare Gente Distratta è dedicato ad un mio grande amico che non c’è più, Matteo, al quale piaceva moltissimo Lisa Stansfield, ed è per questo che ognuna delle cinque parti nelle quali è suddiviso il romanzo ha come titolo una delle sue canzoni.

C’è un po’ di atmosfera che richiama il giallo, ma  il raccontare la giovinezza mi ha fatto pensare più al romanzo di formazione. Confermi? Sì, te lo confermo, e qui ritorna il tema del verso di Shakespeare, Il passato è il prologo, perché è negli anni dell’adolescenza e poi della giovinezza, anzi, ancor prima, nell’infanzia, che si delinea nel bene e nel male il modo personalissimo nel quale si interpreteranno i fatti e si reagirà al destino. Per rispondere compiutamente alla tua domanda, ti dirò che effettivamente anche in “Gente Distratta” vi è, in sottofondo, un sapore di libro giallo, ma molto meno presente che in “Discanto”, dove effettivamente vi era un’indagine per far luce sulla morte di un giudice, o in “Fumo negli Occhi”, dove si intrecciavano errori medici, trame di PM, diciamo così, non irreprensibili e furti di farmaci salva vita. Non è detto che il prossimo romanzo non ritorni ai temi del giallo classico.

Secondo te quanto le esperienze vissute in gioventù possono incidere sulla vita adulta dei personaggi letterari e nella vita quotidiana? Come ti dicevo, credo siano molto importanti. Con questo non voglio fare un discorso strettamente deterministico, ci mancherebbe, ognuno è artefice del suo destino, a prescindere, e anche a dispetto della mano di carte che si ritrova in dote alla nascita, dipende da ognuno. Credo che nelle vite, prima parallele e poi divergenti, di Tomaso e Cesare, questo tema sia evidente.

:: Il libraio di Gaza, Rachid Benzine, (Corbaccio 2025) A cura di Viviana Filippini

11 Maggio 2026

Ne “Il libraio di Gaza” di Rachid Benzine, edito da Corbaccio, (traduzione di Lucia Corradini Caspani) Julien Desmanges è un fotografo francese a Gaza e lì sta cercando l’immagine ad affetto da fermare in uno scatto fotografico per pubblicarla. Un’immagine significativa di una realtà perennemente sotto assedio. Il fotografo aggirandosi nel labirinto delle vie di Gaza, la trova quando vede un uomo seduto davanti alla sua bottega. Un libraio circondato da pile di libri più o meno nuovi,  seduto in attesa che qualcuno passi per un saluto o per un libro. Julien chiede di poter fare una foto e Nabil, che accetta, ma prima vuole raccontare la sua storia a Julien, da subito pronto ad ascoltare.  Parola dopo parola, incontro dopo incontro, l’inviato fotografo entrerà nella vita di un uomo che, nel presente, dispensa cultura al prossimo ma che, nel suo passato, ha vissuto e affrontato prove dolorose. Ascoltando le parole di Nabil si ha la sensazione di essere nel libro della sua vita.  Un racconto fatto di gioie, ma anche di tanti dolori e difficoltà sa superare. Il lettore è posto nella stessa posizione di Julien ed è come se fosse accanto a lui ad ascoltare Nabil che narra la sua storia alternandola a suggerimenti letterari che spaziano da Racine, a Shakesperare a Primo Levi, passando per Murid Al-Barghuti e tanti altri autori. Nabil narra la sua nascita sotto le bombe nella notte tra il 31 dicembre del 1947 e l’1 gennaio 1948. Una venuta al mondo miracolosa, visto che la madre era stata ferita da una bomba. Non solo, perché Nabil è figlio di una musulmana e di un cristiano, una convivenza tra religioni differenti segnata da episodi dove si alternano suore e Imam. Non solo, perché Nabil affronterà tante difficoltà. Tra di esse ricordiamo l’abbandono della propria terra, la partenza del fratello Moussa, la vita nei campi dei profughi di Gaza dove conoscerà la moglie,  il teatro, il matrimonio, la nascita di un figlio e le continue tensioni tra le parti con la guerra dei sei giorni nel 1967, l’Intifada degli anni ’90, la prigione. Eventi che lasceranno segni evidenti in Nabil e nel suo  animo.  “Il libraio di Gaza” è la storia del racconto di una vita di un singolo uomo, Nabil, che tanto ha affrontato e vissuto e che vede in ogni pagina letta un appiglio alla salvezza. Allo stesso tempo, “Il libraio di Gaza” di Rachid Benzine è anche la storia di un  popolo e  del suo vivere, sopravvivere e convivere con quella sensazione di perenne precarietà che lo attanaglia.

Rachid Benzine, nato in Marocco, è professore, islamista e ricercatore presso il Fonds Ricoeur. Figura di spicco dell’islamismo liberale aperto al dialogo con il cristianesimo, è autore di numerosi testi fra cui, tradotti in italiano, “I nuovi pensatori dell’Islam”, “Lettere a Nour”, “Il Corano spiegato ai giovani” e “Canto d’amore a mia madre” (pubblicato da Corbaccio).  (fonte biografica sito Corbaccio)

:: Caro Lucio ti scrivo, Marino Bartoletti (Gallucci 2025) A cura di Viviana Filippini

16 gennaio 2026

25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto, ma anche tanti aneddoti animano il libro  “Caro Lucio ti scrivo” di Marino Bartoletti, edito da Gallucci. Nel libro, il giornalista racconta la nascita dell’amicizia con Lucio Dalla, le passioni comuni per lo sport, in particolare per il basket, e tanti aneddoti che permettono al lettore di aver molti particolari e dettagli in più sulla figura di Lucio Dalla, scoprendo anche la sua dimensione umana, quella che non sempre emergeva dai media. Lettera dopo lettera, si conosce quanto è grande il legame tra Bartoletti e Dalla, un rapporto d’amicizia profondo e vero, sincero, che è durato fino alla fine, quando è arrivata improvvisa e inaspettata la scomparsa del cantautore. Oltre allo sport, dalle lettere di Bartoletti a Dalla, emerge, grazie a tanti dettagli e particolari, la dimensione professionale e umana di Dalla. Lucio era un grande maestro, sul lavoro molto esigente con se stesso e anche con i suoi collaboratori, in particolare quelli che per lui erano i “pupilli”, che avevano le capacità, doti e le qualità per poter fare musica anche da soli. Intenso però è anche il Dalla come persona, uomo ironico, con la battuta sempre pronta, ricco di una grande e vasta cultura, capace di passare dal jazz, alla musica classica, ai fumetti con quel bisogno costante e naturale di contatto umano con chi incontrava sul suo cammino. Le lettere di Marino Bartoletti, sono scritti fatti per un amico che non c’è più (anche se secondo l’autore, Lucio, potrebbe essersi nascosto in qualche angolino di Bologna),  un vero e proprio omaggio nero su bianco dal quale affiora una profonda amicizia, non solo consolidata dai tanti interessi e dalle passioni comuni, ma da un legame umano ben consolidato. In “Caro Lucio ti scrivo”, Marino Bartoletti, mette in evidenza la grande personalità artistica, creativa, musicale e umana che animava Lucio Dalla, una persona, un uomo, un professionista, un amico, al quale, come dice l’autore stesso: “Era impossibile non volere bene”.

Marino Bartoletti (Forlì, 1949) è uno dei più celebri giornalisti italiani. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e dell’Enciclopedia Treccani dello Sport. È una delle figure televisive più amate dal pubblico e anche un grande esperto di musica. Con Gallucci ha in corso di pubblicazione la serie per ragazzi La squadra dei sogni. I suoi romanzi “adulti” hanno riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica, tanto che La cena degli dei si è aggiudicato i premi Selezione Bancarella, Invictus, Libri d’Ulisse e Samadi, Il ritorno degli dei ha vinto i premi Bancarella Sport e Città di Castello, mentre La discesa degli dei i premi Kerasion e Terre d’Agavi e La partita degli dei il premio Lorenzo D’Orsogna. L’ultimo romanzo, Il Festival degli dei, è dedicato a Sanremo e ha riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica.

Source: inviato dall’editore.

La ragazza bambù,  Edward van de Vendel (Sinnos 2022)  A cura di Viviana Filippini

5 gennaio 2023

La storia de “La ragazza bambù” di  Edward van de Vendel edita da Sinnos, recupera “Taketori monogatari” un antico racconto popolare giapponese, risalente, sembra, al X secolo, considerato il più antico esempio di narrativa nipponica, scritto in lingua giapponese tardoantica. L’autore prende la vicenda del passato e la riattualizza grazie anche alle colorate e delicate illustrazioni di Mattias De Leeuw, narrando al lettore di oggi la storia di Jie, una ragazzina trovata per caso dentro ad un canna di bambù, recisa da un tagliatore di bambù. La piccola, grande come un pollice, diventa la figlia adottiva per il tagliatore e la moglie che figli non ne hanno. Jie è bella, misteriosa, affascinante, molto legata e riconoscente a quelli che per lei sono diventati i suoi genitori. La ragazzina cresce, ma resta sempre minuta e piccola, questo non le impedisce però di fare innamorare molti giovanotti che la vorrebbero sposare. Jie, che per i suoi modi di dire, fare, pensare, sembra venire da un altro pianeta, mette in difficoltà i suoi tanti pretendenti sottoponendoli dure prove, molto difficili da portare a compimento, proprio perché come dice lei: “non può sposarsi”. Gli aspiranti fidanzati rimangono destabilizzati da ciò e dalle imprese che devono compiere, perchè a volte sono davvero ardue e irrealizzabili e poinon possono fare nulla contro la decisione di Jie, che resta ferma sulle sue posizioni, fino a quando, un giorno arriverà un giovanotto senza nome che metterà in crisi le volontà della ragazza. Lui, misterioso quanto lei (è il giovane imperatore in incognito), non demorde e con tutta la sua forza di volontà cercherà di superare le prove messe in atto dalla ragazza e le scriverà lettere su lettere per farle capire quanto grande e forte è il suo sentimento d’amore. I lettori assistono a questa emozionante vicenda al fianco di un’altra ragazzina che, quasi da un’altra dimensione, segue la vicenda amorosa di Jie, e questa ragazzina che osserva la storia di Jie, non è semplice spettatrice, ma è parte fondamentale della narrazione e della vita di Jie. “La ragazza bambù” di Edward van de Vendel è una narrazione delicata sull’amore, ma anche sull’importanza della libertà per vivere in armonia con se stessi e con il mondo circostante. Nella narrazione ci sono tanti sentimenti che vengono messi in gioco: l’amore, la tenacia, la costanza e la dedizione, ma anche l’impegno per trovare il proprio posto nel mondo, superando le avversità che la vita riserva  e mantenendo i legami con coloro che sono parte e parti fondamentali della propria esistenza. Traduzione Laura Pignatti.

Edward Van De Vendel è nato a Beesd nelle Fiandre. Da piccolo sognava di diventare un calciatore o un cantante, ma poi, proprio come suo padre e sua madre, ha cominciato a lavorare come maestro, insegnando in diverse scuole. Dopo ancora ha cominciato a scrivere per ragazzi, pubblicando decine di titoli, tra albi illustrati e romanzi per adolescenti.

Source: ricevuto dalla casa editrice Sinnos. Grazie all’ufficio stampa Sinnos.

:: Tre proposte di lettura edite da Gallucci per i piccoli lettori A cura di Viviana Filippini

29 novembre 2022

“Il mondo di Lucrezia 6” di Anne Goscinny. Il natale si avvicina e oggi voglio consigliarvi tre simpatici libri per piccoli lettori e lettrici pubblicati da Gallucci, editore di Roma. Il primo del quale vi parlo è “Il mondo di Lucrezia 6” di Anne Goscinny, accompagnato dai disegni di Catel. In questa nuova avventura, Lucrezia non perderà un attimo per vivere mirabolanti avventure nel periodo delle vacanze. Non a caso la protagonista sa che una volta messi a riposo i libri della scuola potrà divertirsi pescando, facendo gite in bicicletta e vivendo in case che sembrano meravigliosi castelli. Come sempre la Goscinny, figlia di René creatore di Asterix, mette forma a una storia avvincente, caratterizzata da un linguaggio ironico, travolgente, in grado di coinvolgere i giovani lettori nelle avventure di Lucrezia. La ragazzina è vivace e vive una quotidianità ricca di avventure che resteranno nel suo cuore, dove anche la sua famiglia è un perno importante e fondamentale. Traduzione Emanuelle Caillat.

“Agata Tosta” di Cristina Marsi. Avventurosa simpatica e senza paura è “Agata Tosta” nata dalla penna di Cristina Marsi, accompagnata dai disegni di Manola Caprini. Agata è un bambina schietta, vivace e curiosa che non ha timore di nulla. Lei passa le vacanza in campagna, a casa della zia, e tra un lavoretto e l’altro, si avventura nella natura circostante. Poi, un giorno, la signora della casa gialla le dice di non andare nel bosco perché lì si nasconde un tremendo mostro. Agata non si lascerà impaurire e con curiosità e coraggio cercherà di scoprire la natura della misteriosa e mostruosa creatura che tutti temono. Cristina Marsi crea una storia dove la piccola protagonista dovrà scontrarsi, più che con il mostro del bosco, con il pregiudizio e con le insensate paure degli adulti che, a volte, vedono il pericolo e il terrore, dove in realtà non ci sono, ma ci sta sola la diversità che deve essere conosciuta e non additata.

“Le creazioni di Agata e Lola 3. La nuova vicina” di Catherine Kalengula. Terzo interessane libro per i piccoli lettori dove, come nel precedente, il diverso e lo sconosciuto gettano un po’ nel caos è “Le creazioni di Agata e Lola 3. La nuova vicina” di Catherine Kalengula con i disegni di Magalie Foutrier. Protagoniste sono sempre le due sorelline Agata e Lola. Questa volta a mettere del subbuglio nelle loro vite arriva Kim. Chi è? Una nuova vicina di casa che arriva della Corea e che ha un grande sogno: quello di fare la ballerina. Da subito Lola mette in mostra una forte attenzione per Kim, forse un po’ troppa, tanto è vero che anche il legame con Agata e con Benji sembra quasi vacillare. Mentre Lola è sempre più vicina a Kim, Agata comincia a sospettare che la nuova arrivata abbia un qualche segreto da nascondere.  La piccola deve fare qualcosa per scoprire il mistero della nuova vicina e per non vedere messo in crisi il rapporto che lei è riuscita a creare con Lola, diventata sua “sorella”, dopo la decisione dei genitori di mettersi assieme. Anche questa avventura ha al centro due “sorelle”, il loro rapporto e legame, ma anche una interessante riflessione su come un singolo, diverso, che arriva in un luogo dove tutti i legami sono già consolidati, possa mettere un po’ in crisi quegli equilibri trovati a fatica. Traduzione dal francese di Marina Karam.

Source: grazie all’ufficio stampa Gallucci e a Marina Fanasca.

:: Millo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledetto, Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi (Gallucci 2022) A cura di Viviana Filippini

28 giugno 2022

«Facciamo che noi non lasciamo un amico in pericolo. Lui ci avrebbe aiutato, e lo stesso dobbiamo fare noi. Come dice Chil l’avvoltoio: “Siamo di uno stesso sangue!”». Ci sono voluti un po’ di anni (20) ma, alla fine, il fumetto con protagonisti i due gemelli Millo e Cia, creati da Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi, sono diventati un libro per i piccoli lettori edito da Gallucci. Protagonisti di “Millo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledetto” sono i due gemelli tra loro diversi per carattere e modo di essere, uniti dalla passione per lo scoutismo che li rende parte integrante del mondo scout e dell’avventura. Per i due protagonisti tutto sembra andare per il meglio, ma la situazione si movimenta nel momento in cui due loro amici lupetti svaniscono nel nulla. Per ritrovarli i ragazzi dovranno affrontare il temibile Palazzaccio, un palazzo vecchio e -a quanto di dice- maledetto che mette terrore solo a vederlo. La trama messa a punto dai tre autori è ben costruita grazie ad un intreccio nel quale non mancano i colpi di scena che lasciano il lettore pieno di stupore e che gli fanno capire anche quanto sia importante l’amicizia, visto che i protagonisti sono pronti a tutto pur di ritrovare i loro amici. Interessante è anche il fatto che Millo e Cia, essendo due scout, spesso usano il loro tipico linguaggio da lupetti ed esso risulta essere comprensibile pure a chi negli scuot non ci è mai entrato e che, proprio grazie a questa avventura, ne conosce un po’ le caratteristiche. Altro aspetto interessante è che questo libro con Millo e Cia è sì un romanzo per ragazzi, dove l’avventura è il genere principale, ma in esso c’è un po’ di romanzo di formazione. Perché affermo questo? Perché i protagonisti per ritrovare i due amici scomparsi entreranno nel Palazzaccio, un luogo tetro, misterioso  e sconosciuto dove ci sono elementi che possono incutere paura. La storia proposta dai tre autori più essere vista come un romanzo di formazione perché Millo, Cia e i loro compagni si trovano catapultati in mirabolanti avventure, con strane presenze da sconfiggere e tanti inaspettati imprevisti che rappresentano le prove che gli eroi della storia devono superare per raggiungere il proprio obiettivo e maturare un po’. “Millo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledetto” di Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi (Gallucci 2022) è una storia dove il coraggio, la collaborazione, il lavoro di squadra per salvare il prossimo in difficoltà, l’amicizia e il divertimento, sono valori importanti che non solo spingono Millo e Cia all’azione, ma che invitano anche il lettore – bambino o adulto che sia – a riscoprire alcuni dei valori della vita che aiutano a stare bene con se stessi e con il prossimo.

Camillo Acerbi è un dirigente della pubblica amministrazione e assessore al bilancio, con un passato da fisico teorico. Insieme a Emanuelle Caillat e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Emanuelle Caillat è insegnante di francese e traduttrice letteraria di libri per ragazzi ma anche di premi Nobel. Insieme a Camillo Acerbi e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Mauro Guidi è avvocato penalista e grande esperto di fumetti e romanzi noir. Insieme a Camillo Acerbi e Emanuelle Caillat sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Source: inviato dall’ufficio stampa Gallucci. Grazie a Marina Fanasca.

La prova dei cinque petali, Paolina Baruchello, (Sinnos 2022) A cura di Viviana Filippini

1 marzo 2022

Dopo “Pioggia di primavera”, “La prova dei cinque petali” è il nuovo libro di parole e immagini realizzato da Paolina Baruchello e Andrea Rivola, edito da Sinnos. Baruchello e Rivola tornano con una storia dove il mondo del kung fu e la Cina del passato fanno da sfondo alle avventure dei due protagonisti Jin e Tian. I due giovani, una femmina e un maschio, sono alla ricerca di loro stessi, lei (Jin) si guadagna da vivere facendo il circo, mentre lui (Tian) non vuole deludere il padre e si sta preparando a superare la difficilissima prova dei Cinque petali del fiore di Prugno per entrare tra le guardie dell’imperatore, anche se il giovanotto non sembra del tutto convinto. Sarà proprio l’arte circense ad avvicinare questi ragazzi, perché Jin e Tian si assomigliano molto nel fisico, tutte e due amano il kung fu e l’arte circense. In realtà Tian e Jin hanno anche la stessa forza di volontà che mettono in quello che fanno e che gli permetterà di andare oltre le barriere e gli ostacoli, superando le loro paure e le prove che la vita presenterà loro. La storia della Baruchello non è solo una narrazione dove l’amicizia dimostra di essere un perno fondamentare per andare oltre quello che cerca di porre un limite alla libertà dei protagonisti. La storia della Baruchello è una vicenda di prove da superare per diventare più consapevoli di sé, per confrontarsi con il proprio passato e dare un senso a tanti dubbi e perplessità che attanagliano i protagonisti durante le vicissitudini che attraversano. Allo stesso tempo “La prova dei cinque petali” è un libro dove c’è un confronto/scontro tra generazioni -quella dei figli con quella dei padri- con, da una parte, coloro che sono profondamente legati alla tradizione e al passato e dall’altra, i giovani che puntano a fare progressi cambiando le cose per trovare il loro posto nel mondo. Altro aspetto interessante è il fatto che Jin e Tian compiranno gesti e azioni che porteranno le tradizioni consolidate da tempo a rivedere i loro schemi strutturali e a rivalutare relazioni umane del passato che si credevano perse da tempo. “La prova dei cinque petali” di Paolina Baruchello con i disegni di Andrea Rivola, è una graphic novell di formazione dove l’amicizia, la collaborazione, la fiducia reciproca e la necessita di comprendere il propri io spinge Tian e Jin a confrontarsi con il proprio passato e ad andare avanti oltre ogni ostacolo e pregiudizio. Età di lettura: da 10 anni.

Paolina Baruchello storica di formazione e operatrice culturale, non ha mai smesso di amare i libri per ragazzi da quando è stata in grado di guardarne le illustrazioni e di leggerli. Il suo primo lavoro è stato fare la lettrice e poi la traduttrice dal francese per la Mondadori Ragazzi, per cui ha tradotto più di trenta titoli e curato introduzioni e adattamenti. Dopo viaggi per il mondo, reali e immaginari, e anni di lavoro per istituzioni culturali, è diventata autrice, pubblicando con Sinnos “Pioggia di Primavera”, graphic novel illustrata da Andrea Rivola (2015). Con Sinnos ha pubblicato anche l’albo “Lo Sport non fa per te”, illustrato da Federico Appel (2018) e sempre insieme ad Andrea Rivola “La prova dei Cinque Petali” (2022).

Andrea Rivola è un illustratore dal tratto riconoscibilissimo, in grado di unire l’amore per la composizione geometrica con una lettura sempre intelligente e ironica dei testi che deve accompagnare (e a cui spesso aggiunge del suo). Oltre ad essere un illustratore raffinato, è anche produttore di due ottimi vini: un sangiovese corposo e convincente e un albana bianco pieno di profumi e spezie.

Source: inviato al recensore. Grazie all’ufficio stampa Sinnos.

Ruby Bridges è entrata a scuola, Elisa Puricelli Guerra (Einaudi Ragazzi, 2021) A cura di Viviana Filippini

18 ottobre 2021

La storia di “Ruby Bridges è entrata a scuola” è stata scritta da Elisa Puricelli Guerra. La storia, edita da Einaudi Ragazzi, è ambientata nella New Orleans di oggi, dove c’è l’arresto di una giovane afroamericana accusata ingiustamente di aver causato un incendio nella scuola che frequenta. Il fatto evidenzia come, nonostante siano passati anni e decenni e siano state fatte tante battaglie e sacrifici per i diritti civili, purtroppo il razzismo è ancora presente e la tanto ricercata integrazione ha subito una battuta di arresto e un vero e proprio passo indietro. Ne sanno qualcosa Billie e Eric, due compagni di scuola dell’amica arrestata. Lei afroamericana, lui bianco, dopo una zuffa si troveranno a lavorare assieme per una ricerca. Tema: la storia di Ruby Bridges. In una prima fase della ricerca i due ragazzi lavoreranno separatamente, o meglio, Eric cercherà tutto il materiale utile su Ruby Bridges, poi lo porterà a Billie che avrà il compito di scrivere la storia della ragazzina, visto che lei ci sa davvero fare con la penna. Giorno dopo giorno però, la storia della piccola Ruby, la sua battaglia nell’America degli anni ’60 del secolo scorso per poter andare a scuola come tutti gli altri e con tutti gli altri bambini e il non essere più esclusa per il colore della pelle, porteranno i due adolescente ad avvicinarsi sempre di più. Billie e Eric scopriranno non solo di essere convinti che non è stata la compagna di scuola ad appiccare l’incendio, ma lavoreranno assieme per trovare le prove per scagionarla. I due protagonisti adolescenti sono diversi tra loro, ma allo stesso tempo scoprono di essere simili, perché tormentati nel loro giovane animo da una serie di ingiustizie a cui assistono, che subiscono e alle quali non riescono a trovare strumenti adatti per rispondere. Sarà proprio il lavorare gomito a gomito e il conoscersi, a permettere a Billie e a Eric di comprendere che lottare per il bene e per qualcosa in cui si crede è faticoso, provoca dolori e ammaccature, ma la tenacia e il fare insieme permettono di raggiungere buoni risultati e importanti traguardi. “Ruby Bridges è entrata a scuola” di Elisa Puricelli Guerra è un romanzo dal ritmo incalzante dove, tra passato e presente, si trattano temi ancora attuali come la discriminazione, la paura del diverso e l’odio razziale purtroppo ancora troppo radicati nelle nostre società. Accanto ed essi c’è il coraggio del quale serve dotarsi per portare avanti una vera e propria lotta per l’emancipazione umana che restituisca la dignità e la libertà alle persone.

Elisa Puricelli Guerra è nata a Milano nel 1970. Lettrice insaziabile, dal 1998 si dedica alla letteratura per ragazzi come autrice, editor e traduttrice. Ha pubblicato diversi romanzi che spesso hanno per protagonisti brillanti ragazze e ragazzi dai capelli rossi. Tra i riconoscimenti ottenuti, nel 2013 ha vinto il «Premio Bancarellino» e il «Premio Castello di Sanguinetto» con il libro “Cuori di carta”. Per Einaudi ragazzi ha scritto anche “Ruby Bridges è entrata a scuola”. Ha inoltre scritto molti libri per le collane «Classicini», «Grandissimi» e «Che storia!».

Source: del recensore. Grazie a Anna De Giovanni e all’ufficio stampa di Einaudi Ragazzi.

Senza famiglia, Hector Malot (Gallucci 2021) A cura di Viviana Filippini

14 settembre 2021

Remì è un ragazzino che non si demoralizza mai, lui non demorde e non si abbatte. Remì, alla ricerca del suo posto nel mondo, è il protagonista di “Senza famiglia”, romanzo di Hector Malot, uscito nel 1878 e diventato nel corso del tempo un classico della letteratura per ragazzi, tanto è vero che ne esiste pure versioni a cartone animato e film per tutti. Oggi, il libro di Malot, lo ritroviamo in libreria per Gallucci editore (Collana UAO), nella traduzione di Marina Karam. Fin dalle prime pagine, Remì è da subito alla prese con gli ostacoli della vita, perché lui vive con i Barberin, ma il patrigno ad un certo punto non lo accetta più e il ragazzino viene venduto a Vitalis, un suonatore ambulante. Per il protagonista comincia così una vita da strada con spettacoli itineranti per divertire le persone e guadagnarsi da vivere. Con lui ci sarà la sua nuova famiglia composta dall’anziano Vitalis, Capi, Dolce, Zerbino e Joli-Coeur, che sono una scimmietta e tre cani con i quali il ragazzino condividerà momenti di gioia e imprevisti che cambieranno la vita per tutti loro. Nel libro, oltre alle diverse avventure che il protagonista vive, ci sono anche svariati incontri che lui ha e che influenzeranno il corso del suo vissuto. Ci sono per esempio persone buone come la signora Barberin, mamma adottiva del piccolo; la signora Milligan e il figlio Arthur con i quali Remì instaurerà un forte legame; lo stesso Vitalis che fa il saltimbanco diventerà un punto di riferimento fondamentale per il ragazzino. Da non scordare anche l’amico Mattia e la famiglia Acquin. Tutti questi personaggi letterari sono il “buono” che Remì incrocia e che gli dà conforto. Sono per lui l’aiuto necessario ad andare oltre gli ostacoli e le angherie. A mettere i bastoni tra le ruote al piccolo saltimbanco ci sono infatti tutta una serie di individui ambigui che non sono quello che fanno apparire. Tra di loro Jerôme Barberin che vende Remì; Garofoli che maltratta bambini; James Milligan e la famiglia Driscoll che faranno di tutto per impedire al protagonista la scoperta delle proprie origini. “Senza famiglia” di Hector Malot è un romanzo di formazione, dove il protagonista è un bambino che sta diventando un giovane uomo.  Remì è il buono della situazione, che affronta ostacoli e imprevisti per scovare non solo il suo posto nella società, ma per trovare una famiglia vera che sia in grado di amarlo e di volergli bene.

Hector Malot (La Bouille, 1830 – Fontenay-sous-Bois, 1907), scrittore e critico letterario, esordì nel 1859 con il romanzo Les amants. Dei suoi oltre sessanta libri, il più celebre è certamente Senza famiglia, apparso in origine a puntate sul quotidiano “Le Siècle” e poi pubblicato in due volumi nel 1878. Considerato uno dei classici per ragazzi più amati di tutti i tempi, il romanzo ha ispirato numerosi adattamenti per il grande schermo e la popolarissima serie animata Remi – Le sue avventure, trasmessa per la prima volta dalla tv italiana nel 1979.

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ufficio stampa Gallucci. Grazie a Marina Fanasca.

Io e Leo, Stefan Boonen e Melvin (Sinnos 2021) A cura di Viviana Filippini

30 agosto 2021

Leo è il protagonista di “Io e Leo” un libro per bambini di Stefan Boonen e Melvin. Chi è Leo? Leo è un bambino che una mattina si sveglia, come succede ogni giorno da quando è nato, ma nota qualcosa di strano. È come se lui non esistesse più, perché per esempio non trova il solito messaggio della mamma, poi quando esce nessuno lo vede e lo saluta o lo sente. Leo va a scuola, si aggira per il parco, ma tutti lo ignorano ed è come se lui non ci fosse. Leo è preoccupato e anche un po’ disperato, visto che questo momento di vita è molto difficile per lui e il fatto che nessuno si accorga che c’è, rende le giornate di Leo ancora più complicate e piene di solitudine. Ad un certo punto Leo sa che lui è Leo (o almeno crede) e che c’è, ma il fatto che nessuno lo consideri lo mette in crisi di identità. Per fortuna del piccolo protagonista, in suo aiuto arriva un certo Max Halters, uno stuntman in pensione che sa bene cosa vuol dire vivere una vita dove momenti di euforia si alternano alla tristezza. Max abita in un parco spostandosi con un carrello dove c’è tutta la sua esisitenza e sarà proprio lui ad aiutare Leo a scoprire perché più nessuno lo vede. Non solo, perché sarà sempre grazie a Max, a delle mirabolanti corse sul carrello e a favolose torte che il piccolo protagonista della storia di Boone, illustrata da Melvin, riuscirà a fare pace con se stesso e con qualche fantasma che da un po’ di tempo gli fa compagnia e lo rende un po’ (tanto) triste. “Io e Leo” è una storia di amicizia tra un bambino e una adulto e narra con un ritmo coinvolgente come questo legame possa aiutare ad andare oltre certi traumi e dolori che lasciano nel cuore e animo umano dei segni indelebili difficili da affrontare e da superare da soli. Ecco perché a volte per tornare a veder la luce e a esserci come accade a Leo, è necessario provare a lasciarsi aiutare. Traduzione di Laura Pignatti.

Stefan Boonen vive e lavora a Leuven, in Belgio. Ha iniziato a scrivere nel 2000, pubblicando fino ad oggi oltre 90 titoli tra albi illustrati, fumetti e prime letture. Insieme a Melvin ha inventato il maldestro e coraggioso Teo, del quale ha raccontato le avventure in Week end con la nonna, Mammut e Campo Bravo. Il suo sito: https://www.stefanboonen.be/

Melvin vive a Borgerhout e oltre a illustrare libri per ragazzi, ha fondato lo studio di animazione Bluts. Insieme a Stefan Boonen ha conquistato piccoli lettori di tutto il mondo con le avventure di Teo in Week end con la nonna, Mammut e Campo Bravo, pubblicati in Italia da Sinnos editrice. Il suo sito: https://mistermelvin.com/

Source: grazie all’ufficio stampa di Sinnos.