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Il grrrande Grrr, Ingrid Chabbert (Gallucci 2019) A cura di Viviana Filippini

10 settembre 2019

GRRR“Il grrrande Grrr” di Ingrid Chabbert con le illustrazioni di Raúl Guridi è un libro per bambini edito in Italia da Gallucci. La sua storia ha al centro l’amicizia, la paura del diverso e il superamento del pregiudizio che spesso impediscono di comprendere e conoscere l’altro. Il Grrr è una creatura per tutti mostruosa che evoca paura e timore negli uomini al solo sentirne il nome. A dire il vero però, entrando nella storia della Chabbert scopriamo che il Grrr non è così mostruoso come tutti credono. È sì un essere enorme che incute un po’ di timore a vederlo ma, in realtà, quello che tutti credono una creatura orribile è molto tranquillo e pacifico. I suoi passatempi preferiti sono dormire sotto il caldo sole, fare il bagno nel fiume e giocare con gli animali della foresta. Il Grrr è solo e non vuole il contatto con gli umani perché sa che loro lo temono, e loro lo temono poiché non lo conoscono, anche se in realtà il nostro Grrr non fa nulla per far capire alla specie umana che non è l’essere spaventevole che pensano. A cambiare un po’ le cose arriva una piccoletta col suo mantellino dal cappuccio rosso (che richiama Cappuccetto rosso, mentre nel Grrr non è difficile rivedere il lupo) che cerca di avvicinarsi al Grrr. Lui cosa fa? Tutto il possibile per spaventarla, per farla scappare e per consolidare quell’immagine non vera di lui, che la gente si è creata: quella del brutale mostro cattivo. La bimba, cocciuta e tenace, non molla e lascia un regalo al Grrr: un libro. Un piccolo gesto di gentilezza che cambierà per sempre le cose e il rapporto tra le due specie. “Il grrrande Grrr” è una storia di amicizia, dove la protagonista mignon avvicina il mostro che tutti temono, dimostrando come basti poco per provare a conoscere davvero una persona o una creatura e capirne la sua vera natura. Il libro lasciato in dono diventa il mezzo per la piccola per comunicare con il Grrr, per entrare nel suo cuore e conquistarlo. La bimbetta si dimostra coraggiosa, forte e, allo stesso tempo, determinata a scoprire davvero quell’essere che per tutti è una creatura terribile dalla quale stare alla larga, perché secondo lei non è come tutti dicono. Il Grrr, che all’inizio fa muso duro e respingerà ogni forma di contatto, grazie a quel libro si renderà conto che ci sono davvero persone buone in grado di amare e di provare affetto per chi è diverso. “Il grrrande Grrr” è un libro per bambini, però ideale sarebbe che bimbi e adulti lo leggessero assieme, per comprendere come a volte l’apparenza inganna e come non sempre le cose e le persone sono come sembrano e come ci vogliono fare credere di essere. Traduzione di Emanuelle Caillat.

Ingrid Chabbert è nata nel 1978 nel verdeggiante Aveyron, nel sud della Francia, dove vive tutt’ora. Scrive fin da quando era adolescente, ma ha osato far leggere le sue opere solo molti anni dopo. Il suo primo album per bambini è stato pubblicato nel 2010.

Raúl Guridi vive e lavora a Siviglia. La sua produzione è concentrata sull’illustrazione per l’infanzia e sulla creazione di campagne per il teatro, la danza e le marionette.

Source: libro del recensore

:: di terra, di mare, di cielo di Barbara Cobianchi (Biplane Edizioni, 2019) a cura di Federica Belleri

24 giugno 2019

Di terra, di mare, di cielo Barbara CobianchiLa singolarità di questo romanzo breve è legata alla storia di una famiglia particolare e al linguaggio utilizzato dalla scrittrice. Discorso indiretto, dal principio alla fine. Singolare è anche l’ambientazione, che si sposta da Torino a Venezia e le sue isole, a un’isola mediterranea dove non esiste una farmacia e la tv si guarda solo se c’è una necessità.
Una coppia di genitori omosessuali, una figlia originale e sensibile e un giovane letteralmente “calato dall’alto”.
Questa storia è il percorso di una famiglia, attraverso la paura di non essere accettati e compresi, ma invasa da un amore immenso in grado di aiutare sempre. È la forza di andare avanti, oltre le difficoltà. Di guardare davanti a sé pur non dimenticando cosa ci si è lasciato alle spalle. È Sarg che prende per mano Saro e gli racconta la sua vita … E viceversa. È Leo che ama Bart dal profondo … E viceversa.
Un romanzo questo, di Barbara Cobianchi, che si insinua nel cuore del protagonisti e in quello del lettore. Con delicatezza e modo.
Buona lettura.

Barbara Cobianchi, insegnante di liceo e mamma, vive e lavora a Verona dove è nata nel 1977. Dopo la laurea in lettere classiche, ha frequentato la Scuola Holden. Ha mosso i primi passi con la pubblicazione di alcuni racconti nel 2007 nell’antologia Via Stella 42 (Bonaccorso editore), nel 2011 ha pubblicato il romanzo Il Codice Rolloni (L’Autore Libri Firenze) e, negli anni successivi, ha dato il suo contribuito alle antologie “100 storie per quando è troppo tardi” e “100 storie per quando è davvero troppo tardi” (Feltrinelli) e “Piccola antologia di figuracce in 100 parole” (Giulio Perrone Editore).

Source: omaggio dell’editore al recensore.

:: La vita secondo banana, PP Wong, (Baldini&Castoldi, 2016) a cura di Viviana Filippini

27 maggio 2016
Lavitasecondo

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Io son due metà: bianca dentro, gialla fuori. Per questo sono strana”, dice Xin Lin protagonista di La vita secondo Banana di PP Wong, edito da Baldini&Castoldi. La ragazzina di origini asiatiche ci trascina da subito nella sua storia, facendoci capire quanto sia importante capire chi siamo, da dove veniamo, per imparare a conoscere la nostra identità e aver meno paure verso ciò che spesso è identificato con il diverso. Xin Lin e il fratello sono nati nel Regno Unito, ma nelle loro vene scorre sangue cinese. Quando la madre muore, i due ragazzi restano orfani e vanno a vivere dalla nonna. Qui, oltre a conoscere meglio zia Mei e Zio Ho, i due fratelli, soprattutto Xin Ling, dovranno affrontare una fase burrascosa della loro esistenza di adolescenti. A confrontarsi con il cammino di maturazione i fratelli saranno da soli, anzi la solitudine sarà aumentata dal fatto che i due verranno separati dalla nonna. L’anziana ritiene che il nipote maschio sia una sorta di “pericolo”, una cattiva influenza sulla nipote femmina. Xin Lin non riuscirà ad accettare questa scelta compiuta dalla nonna, come sarà in grande difficoltà nel riuscire a comprendereil ferreo carattere della donna. Una persona che si sta prendendo cura di loro, sempre severa, fredda nel vivere le emozioni, tanto da apparire del tutto insensibile.  A casa ci sono anche zia Mei, un’attrice che con la madre ha sempre avuto un rapporto complesso e conflittuale, perché la donna non ha mai accettato il fatto che la figlia volesse lavorare nel mondo del cinema. C’è poi zio Ho, un uomo adulto dai seri problemi mentali, e lui ad un certo chiederà alla nipote di aiutarlo, ma la ragazzina resterà allibita dalla parole di Ho, e sarà così sconvolta da non riuscire ad esaudire la richiesta fatta. Fossero le questioni casalinghe a dare il tormento a Xin Lin, lei potrebbe trovare pace a scuola, ma non è così. Purtroppo la protagonista soffre ancora di più quando comincia a trasformarsi nel bersaglio preferito delle bulle d’istituto, capitanate da Shils. La combriccola non esita a sbeffeggiare Lin e a deriderla per le sue origini. Il gesto peggiore nei confronti di Xin Lin, Shils lo attua quando le tende una vera e propria imboscata, arrivando ad inciderle sulla gamba la scritta sfregio “Muso giallo”. Xin ne uscirà a pezzi, non solo segnata nel fisico, ma più nel suo animo, in quanto si renderà conto che le sue origini cinesi, nonostante lei sia nata in Inghilterra, parli inglese e mangi fish and chips, sono un vero e proprio marchio di riconoscimento. Per sua fortuna Xin trova un alleato in Jay, anche lui di origini miste (il padre è un giamaicano e la madre una cinese), perché anche il compagno è considerato un “diverso”. Jay sopporta le angherie e lo fa rifugiandosi nella musica ascoltata e anche in quella che suona, per i fatti propri, e non pubblicamente. Ad un certo punto della storia, quando il rapporto tra Xin Lin e la nonna sembra essere giunto ad un vero e proprio capolinea, la ragazzina inizierà la scoperta di una serie di fatti del passato che hanno messo a dura prova quell’algida anziana che la sta crescendo. Realtà che porteranno la protagonista non solo a maturare, ma a vedere e pensare alla nonna in modo del tutto nuovo. La vita secondo Banana è un romanzo di formazione nel quale l’autrice evidenzia quanto spesso sia frequente e difficile, da un lato, l’integrazione tra culture diverse e, dall’altro, l’accettazione dal parte dell’io delle proprie diversità. Traduzione di Raffaella Patriarca.

PP Wong, giornalista sino-britannica, caporedattore di bananawriters.com, è laureata in Antropologia forense e in Giurisprudenza presso la London School of Economics. È la prima cinese nata in Gran Bretagna ad aver ottenuto un contratto di pubblicazione nel Regno Unito. In precedenza ha svolto più di cinquanta lavori, uno più strano dell’altro, il primo a 15 anni come “ragazza vietnamita che urla” in un film di James Bond. La vita secondo Banana è stato tra i finalisti del Baileys Women’s Prize for Fiction (già Orange Prize), uno dei premi più prestigiosi assegnati nel Regno Unito.

Source: libro inviato al recensore dall’editore, ringraziamo l’Ufficio Stampa Baldini&Castoldi.

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