Posts Tagged ‘Federica Belleri’

:: Fratello minore: Sorte, amori e pagine di Peter B. di Stefano Zangrando (Arkadia Editore 2018) recensione di Federica Belleri

22 gennaio 2019

imagesStefano Zangrando omaggia con questo libro lo scrittore berlinese Peter Brasch. Ci racconta della sua famiglia conservatrice e conformista, dalle origini ebree. La vita e le passioni di Peter lo incuriosiscono al punto tale da frequentare Berlino più e più volte. Partendo da un romanzo dello scrittore,  apparentemente introvabile, la voce narrante ripercorre gli anni di Peter all’università di Lipsia, gli anni del crollo del Muro, il suo amore per la scrittura e la fatica immane di emergere. Di lui ci racconta la passione per l’alcol e le sigarette, la poesia, la prosa e il teatro. Del suo non-bisogno degli altri e delle sue donne, che lo hanno amato o abbandonato. Ne esce un personaggio controverso ma particolare, in grado ad esempio di entrare nella mente pura dei bambini dando loro spunti per liberare la fantasia o provocandoli in modo bonario ma fermo perché non si uniformassero alla massa. Così pure emerge un Peter Brasch rivoluzionario, seccato dalla povertà e dalle censure della DDR e legato in maniera profonda al fratello maggiore Thomas che, al contrario, sta avendo successo nella Repubblica Federale. Perché Peter B. si sentiva incompreso e rifiutato? Perché era così visionario e instabile?
Fratello minore. Un unico libro suddiviso in più parti e raccontato da voci diverse, che interpretano la vita di Peter dal loro personale punto di vista. Vi invito a questa interessante e originale lettura.

Stefano Zangrando è autore, traduttore e docente. Nel 2008 ha ottenuto una borsa di scrittura dell’Accademia delle Arti di Berlino, nel 2009 il riconoscimento Nuove leve del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria. È membro fondatore del Seminario Internazionale sul Romanzo presso l’Università di Trento e co-presidente dell’Unione Autrici e Autori del Sudtirolo. Ha collaborato o collabora con varie testate, riviste e blog, fra cui Alias, il manifesto, L’indice dei libri, Doppiozero, Nazione indiana e Zibaldoni. Tra le sue opere narrative Quando si vive (Keller, 2009) e Amateurs (Alpha Beta, 2016). Vive e lavora fra il Trentino Alto Adige e Berlino.  Per Arkadia è autore del romanzo “Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B.”, seconda pubblicazione della collana di narrativa “Senza rotta”, curata da Marino Magliani e Luigi Preziosi.

Source: libro inviato al recensore dall editore. Si ringrazia Tania Murenu.

:: In tutti i sensi di Marta Telatin (Rapsodia 2019) a cura di Federica Belleri

14 gennaio 2019

3Marta Telatin. Scrittrice, poetessa, artista curiosa e sorridente. Una vita difficile la sua, che ci racconta in questo libro “In tutti i sensi“. La sua storia legata a una malattia e alla voglia di rinascere. La sofferenza frantumata dall’ironia e dall’amore di chi ha saputo starle vicino. Il suo rapporto con i colori e i laboratori scolastici o nelle carceri. L’importanza di accettarsi, senza sfidare troppo il destino. La forza di cambiare e di amare …
Una lettura breve ma molto intensa. Ricca e sentita.
Una lettura che fa bene al cuore e apre la mente.
Ve lo consiglio.

Fonte: acquisto personale

:: La misura dell’uomo di Marco Malvaldi (Giunti 2018) a cura di Federica Belleri

7 gennaio 2019
la misura dell'uomo di marco malvaldi

Clicca sulla cover per l’acquisto

Marco Malvaldi ci propone un romanzo particolare, ambientato nella Milano autunnale del 1493. Ludovico Il Moro ne è il Signore, anche se viene considerato un usurpatore e non è poi così amato. A Milano risiede pure Leonardo da Vinci, vegetariano, con la sua tunica rosa e il suo essere incompreso da molti. Fra i due un rapporto di lavoro, una statua equestre di proporzioni enormi.
Fra i due anche il cadavere di un uomo ritrovato avvolto in un sacco nel cortile delle Armi al Castello. Chi è e come è morto? Perché il suo corpo si trova proprio in quel luogo preciso?
La caratteristica principale di questo libro è l’ironia, mescolata a fatti storicamente provati e ad altri totalmente inventati. Molte le verosimiglianze. Simpatia unica suscita nel lettore la voce narrante, che alterna il linguaggio dell’epoca al nostro, contemporaneo. L’effetto è davvero piacevole. Simpatia suscitano anche le note dell’autore, che vi consiglio di leggere.
Non mancano, al romanzo, gli intrighi e le cospirazioni, i sogni infranti, il desiderio di acquisire informazioni ad ogni costo. La voglia di conquistare territori, senza avere alcuna capacità tattica. Non mancano le donne, mogli e amanti, irascibili e passionali. Non possono mancare i medici e gli astrologi, i consiglieri di palazzo.
Leonardo, uomo d’arte e di scienza. Bisognoso di fiducia e gran lavoratore. Un omaggio, questo di Malvaldi, a un genio. Un omaggio a Milano, città di commercio e di sfide economiche. Un punto fermo sui segreti e sugli errori che i personaggi cercano di nascondere come possono, anche a se stessi.
Assolutamente consigliato.
Buona lettura.

Fonte: acquisto personale.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: L’amica del cuore di Sarah Pinborough (Piemme 2018) a cura di Federica Belleri

24 dicembre 2018

44Dopo il bestseller “Dietro i suoi occhi” torna l’autrice inglese Sarah Pinborough con un nuovo thriller magnetico. Torna con una storia di donne, di amore e dolore, verità e bugie. Donne protagoniste come Lisa che non ama apparire in foto e non ha un profilo social; Lisa che vuole proteggere sua figlia e desidera per lei un futuro bello e luminoso ma ha paura e si ritrova a controllarla ogni volta che può; fatica a lasciarla crescere, a permetterle di andarsene.
Donne come Ava, che ha appena compiuto sedici anni e ha bisogno di sentirsi come le amiche del gruppo delle “Stronzette”; Ava, che vuole essere indipendente da sua madre e scoprire il mondo, che adora i social ma non sa farne un uso corretto.
Donne come Marylin, amica fidata e sensibile, in grado di portare equilibrio dove non c’è; legata a Lisa anche dal punto di vista professionale e con una pazza voglia di vedere la sua migliore amica sorridere, una buona volta.
In questo thriller si entra fin dall’inizio senza possibilità di uscirne. Si viene catturati dalla forza e dalla debolezza delle protagoniste, si prova immediata empatia per ciò che rappresentano. Provano affetto e amore, ma allo stesso tempo ne sono terrorizzate perché hanno ricevuto in cambio solo schiaffi. Morali e materiali. Hanno voglia di fare l’amore, ma hanno paura del sesso. Faticano a dare il giusto valore a ciò che possiedono e si guardano spesso alle spalle…
La storia creata dall’autrice permette ai personaggi di parlare di sé, al presente e al passato. Fra delusioni e vittorie, sorrisi e lacrime.
L’amica del cuore trascina il lettore in una spirale di parole in bilico tra ciò che è vero e ciò che è folle, tra il passato e il presente. È una storia di rabbia e di difesa a causa di chi non rivela la propria identità. È la mancanza di una famiglia, che brucia nel petto più del fuoco. Perché la reputazione di una persona è importante e riuscire a mantenerla integra è uno stato mentale in grado di devastare l’anima. Perché gli occhi degli altri vedono soltanto ciò che è semplice e comodo. Perché credere a un articolo di giornale o a un servizio in tv è molto facile.
L’amica del cuore, storia di un mondo sommerso …
Splendido. Buona lettura.

Sarah Pinborough Dietro i suoi occhi è il suo primo thriller psicologico, in corso di pubblicazione in venticinque Paesi e rappresentato dagli stessi agenti di Paula Hawkins. Uscito in Inghilterra a inizio 2017, ha raggiunto immediatamente il primo posto assoluto della classifica del Sunday Times, e a seguire è stato un bestseller in America, diventando a tutti gli effetti il fenomeno letterario dell’anno e facendo della sua autrice la nuova maestra del thriller psicologico anglosassone. Sarah scrive molto anche per la tv ed è autrice di diversi, pluripremiati romanzi YA tra cui Thirteen Minutes – Tredici minuti, che diventerà una serie tv per Netflix. Vive a Londra.
Con Piemme ha pubblicato Dietro i suoi occhi (2017), L’amica del cuore (2018).

Fonte: acquisto personale.

:: Autobiografia di una foto di famiglia, di Jacqueline Woodson (Edizioni Clichy 2018) a cura di Federica Belleri

27 novembre 2018
images

Clicca sulla cover per l’acquisto

Famiglia afro-americana di New York. Anni difficili, quelli tra i sessanta e i settanta. La voce narrante di questo romanzo breve è una ragazzina che fa parte di questo nucleo. L’età che sta attraversando è quella di passaggio nell’adolescenza, complicata ma affascinante. È il periodo della scoperta di sé e del senso di appartenenza a un popolo che è inevitabilmente diverso per tradizione, colore e modi.
È l’età della guerra in Vietnam, che porterà dolore. Della voglia di contravvenire alle regole e di oltrepassare il confine nel mondo dei bianchi.
Come ci si sente a osservare una vetrina di un negozio venendo mandata via in malo modo? Come ci si approccia all’altro sesso quando ti considerano una in grado solo di
sfornare marmocchi? Come ci si sente “diversi” rispetto agli altri?
La periferia americana, una storia di provincia. Il quotidiano fra gioia e sofferenza, bisogno di sognare o di picchiare qualcuno.
Capitoli brevi ma intensi. Ottima traduzione.
Lo consiglio. Buona lettura.

Jacqueline Woodson è autrice di più di una dozzina di romanzi per bambini e adulti, tra cui il memoir, best-seller per il New York Times e vincitore del National Book Award 2014, Brown Girl Dreaming. Woodson è stata recentemente nominata Young People’s Poet Laureate dalla Poetry Foundation, ha vinto quattro volte il Newbery Honor e due volte il Coretta Scott King Award, ed è stata quattro volte finalista per il National Book Award. Nel 2018 ha vinto l’Astrid Lindgren Memorial Award, uno dei premi più importanti al mondo nella letteratura per ragazzi. Vive con la sua famiglia a Brooklyn, New York. Il suo sito è http://www.jacquelinewoodson.com. Di Woodson Clichy ha pubblicato Figlie di Brooklyn (2017).

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Franziska dell’ Ufficio stampa Clichy.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Omicidio a Mosca di Joseph Kanon (Newton compton, 2018) a cura di Federica Belleri

26 novembre 2018
omicidio-a-mosca

Clicca sulla cover per l’acquisto

Mosca, 1961. Simon Weeks raggiunge suo fratello Frank dopo dodici anni di lontananza. Forzata, perché Frank ha tradito la Cia e si è rifugiato in Unione Sovietica. Simon, dopo aver lavorato per il Dipartimento di Stato a New York, è ora un editore e si sta occupando del libro scritto da Frank. Tutto sembra apparentemente normale e Simon un turista qualsiasi.
Non è così. La vita di Frank e della moglie Jo è scandita da ritmi precisi, è controllata in ogni dettaglio. La loro intimità non esiste, e a questo punto, nemmeno quella di Simon. Il Kgb è ovunque. Sono spiati. Il libro farà sicuramente scalpore. Simon si rende conto di essere andato a trovare dei rifugiati, dei reietti, abbandonati dall’America e segnalati a vista.
Le frequentazioni sociali fra loro e i russi sono rare e ben costruite, ognuno pensa a se stesso. Tutti hanno paura e si guardano alle spalle. Com’è cambiato Frank dopo tutti questi anni? Simon può ancora fidarsi di lui? Qual è il vero motivo del viaggio di Simon, perché Frank lo ha voluto a Mosca?
I ricordi americani sono ancora vivi tra i due e sono dolorosi. Il bisogno di poter trascorrere una vita normale si fa pressante e emergono le fragilità di Jo, cognata di Simon. Cosa le manca? Cosa desidera davvero?
Omicidio a Mosca racconta spionaggio e contro-spionaggio. Porta alla luce anni difficili, dove spostarsi solo per comprare della verdura era impensabile. Dove nella dacia si entrava da un cancello, controllato da soldati. Dove la vodka scorreva senza limiti e aiutava a dimenticare. Dove si aveva sempre una “guardia del corpo” come protezione.
Messaggi e messaggeri, osservatori all’ombra di una colonna, sguardi che si incrociano furtivi, ansia da tenere sotto controllo.
Un romanzo, questo, dove l’adrenalina è parte integrante della storia, in ogni pagina. Dove qualcuno ha un piano, non prevedendo un contro-piano. Dove i segreti e le terribili rivelazioni proveranno a attraversare il mare, verso la libertà, verso una dignità diversa, per non morire nell’angoscia. O forse sì? A voi scoprirlo. Buona lettura.

Joseph Kanon vive con la moglie e i due figli a New York, dove ha lavorato nel campo dell’editoria prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. È autore di cinque romanzi tra cui The Good German, da cui è stato tratto il film Intrigo a Berlino con George Clooney e Cate Blanchett. La Newton Compton ha pubblicato Omicidio a Istanbul, Omicidio a Berlino e Omicidio a Mosca. Per saperne di più: josephkanon.com

Source: libro inviato al recensore dall’editore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: I cercatori di pace di Laura Costantini (Dei Merangoli Editrice 2018) a cura di Federica Belleri

9 novembre 2018
1

Clicca sulla cover per l’acquisto

Laura Costantini, giornalista Rai e scrittrice, ci propone un romanzo avvincente. Particolare nella forma e nella stesura, che ricorda Avatar, ma anche La storia infinita. Oppure Dune o Waterworld. Così pure Il signore degli anelli o Alien. Di cosa stiamo parlando? Dei cercatori di pace. Ghillean, donna dalla bellezza affilata che porta con tranquillità sia la spada che la pistola; è una storica della biblioteca del suo regno. Litia, futura regina guerriera; preparata e colta, perché solo alle femmine è permesso studiare. Kimen, un generale che non ama la guerra anche se vorrebbe essere a capo di un esercito come si deve. Tarnell, un disertore; ha lasciato tutto, famiglia compresa, e ora guida una banda di amici e ha una donna bellissima al suo fianco.
Perché si incontrano e cosa stanno cercando? Forse un Mutato, forse un’arma di distruzione, forse il mondo che hanno perduto …
O forse stanno tentando di fermare una guerra iniziata 518 anni prima. I regni da dove provengono si tengono d’occhio, sono sospettosi, non si fidano. Lo stesso fanno questi quattro giovani eroi. Eroi, sì. Perché vivranno un’avventura unica, da non poter replicare. Un’avventura che li costringerà a guardare le città distrutte del vecchio mondo, a meravigliarsi con nostalgia per aver ritrovato una radio ancora funzionante o un orologio che ticchetta ancora, a seguire un cammino pericoloso e difficile scontrandosi con gli elementi della natura: acqua, terra, aria e fuoco. Elementi da venerare, ma devastanti.
I cercatori di pace contro la guerra, contro le ferite provocate dall’amore, contro guerrieri artificiali e popoli evanescenti. Osservatori della magia ma attirati da una tecnologia ormai dimenticata. Il loro passato che si schianta contro il futuro.
I cercatori di pace affronta la solitudine di chi sa leggere la mente ma non il cuore, di chi è destinato a rimanere solo perché non ha potuto vivere come avrebbe voluto.
I cercatori di pace hanno la forza e il coraggio di affrontare il colore del sangue così come il bisogno disperato di un abbraccio.
I cercatori di pace viaggiano nella memoria da tramandare e custodire, a costo di morire.
Il romanzo è arricchito e completato dalle tavole a china e acquarello di Niccolò Pizzorno.
Non mancano descrizioni accurate e sentite del mondo “fantastico” creato, mi sia concessa l’espressione.
Editing preciso. Lettura davvero interessante. Buoni gli spunti sui quali riflettere.
Assolutamente consigliato.

Laura Costantini, scrittrice e giornalista Rai, è nata a Roma e si definisce timida e introversa, ma in realtà è vulcanica e solare quando scrive. La sua scrittura è fertile e vigorosa e ha iniziato a scrivere da adolescente. Alcune sue opere sono frutto di lunga gestazione come I cercatori di pace. Per anni ha scritto a quattro mani con la sua socia di penna Loredana Falcone con la quale ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Il puzzle di Dio (goWare, 2014), secondo classificato nella prima edizione del Premio Letterario Amarganta e scelto come miglior edito 2014 dai lettori del blog letterario “Liberidiscrivere”, e Contrabbandieri d’amore (HarperCollins Italia, 2016). Nel 2017, goWare ha iniziato la pubblicazione della serie Diario vittoriano, che Laura Costantini ha scritto a due sole mani, quattro romanzi storici a tema Lgbt, ambientati tra il 1881 e il 1901 per narrare un’epoca luminosa e oscura, come Lord Kiran di Lennox e il suo amore per Robert Stuart Moncliff.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Una ragazza cattiva di Alberto Beruffi (Newton Compton 2018) a cura di Federica Belleri

30 ottobre 2018

imagesPrimo romanzo per Alberto Beruffi, scrittore mantovano. Esordio di tutto rispetto con un thriller ambientato a Mantova. Una storia che va da settembre ad aprile, su due piani narrativi. Una trama legata al vissuto, alla cultura musicale e all’arte. Ma non solo.
L’ispettore Marco Pioggia si trova ad affrontare un’indagine complessa e completa che ricorda le ambientazioni cinematografiche de “Il nome della rosa” o “Harry Potter”.
Una serie di delitti mettono in serio dubbio la tranquilla cittadina di provincia, turbano, inquietano. L’ispettore cerca di far fronte come gli è possibile alla curiosità morbosa dei giornalisti e all’ansia assolutamente giustificata del Questore. Ad aiutarlo una criminologa italo-americana esperta di serial killer. Perché di questo si tratta. Qualcuno uccide, e lo fa seguendo un preciso copione. Perché?
Una ragazza cattiva ripercorre il filo dell’amore e del rancore, di chi è privilegiato e chi arriva dai sobborghi. La vicenda nasconde un orribile segreto legato a un collegio ormai chiuso negli anni ’80.
Il thriller di Alberto Beruffi è ben costruito e gioca con la mancanza di empatia, provocata dalla solitudine, dal desiderio di prevalere, ad ogni costo. I personaggi sono ben costruiti e mai banali. Tanti i protagonisti: Mantova, con le sue bellezze artistiche e la foschia che si appoggia ovunque come ovatta; il lago di Garda, visto come un luogo di riflessione e riposo; il tempo, che scorre ma non si arresta, medita, valuta e pianifica; l’oggi, con la nostalgia di ieri. In particolare dei mitici anni ’80, dove tutto andava bene, si godeva di molteplici possibilità e tutto poteva essere stravolto in un attimo.
Il romanzo è arricchito da omaggi a cantautori italiani e a gruppi stranieri che hanno dato un imput particolare a quegli anni e a questa storia davvero intrigante. L’autore non dimentica però l’immensità della musica e della cultura classica.
Una ragazza cattiva. Perché nulla è così prevedibile. Perché chi esagera paga. Perché le vie del “dio denaro” sono infinite, o quasi. Perché molte strade diverse possono ricondurre allo stesso percorso.
Leggetelo, vi piacerà.

Alberto Beruffi Esperto di informatica e appassionato di giochi di ruolo, è nato a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Gandalf, Hari Seldon e Sherlock Holmes gli hanno instillato, fin da ragazzo, la passione per la scrittura; Vasco Rossi e i Depeche Mode quella per la musica. Dopo diverse canzoni e alcuni racconti, pubblica con Newton Compton il suo primo romanzo.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

 

:: Il pranzo della domenica, di Paolo Panzacchi (Laurana editore 2018) a cura di Federica Belleri

18 ottobre 2018

imagesBologna, 2016. L’azienda della famiglia Arienti sta decadendo, dopo anni di solidità. Il Cavaliere Giovanni, che ne è a capo, ha le mani legate e cerca con disperazione di giocarsi tutto. Non può e non vuole perdere ciò che ha costruito con impegno. Sara così?
La storia della sua famiglia è aggrappata alla tristezza e al dolore, al tradimento e a torbidi segreti. Al di là dell’amicizia e dell’amore ci sono affari da concludere o denaro da buttare dalla finestra. Prevalgono l’egoismo e il protagonismo.
Il pranzo della domenica ha le sfumature del noir all’interno di una trama adrenalinica. I personaggi creati dall’autore rincorrono il tempo che sfugge, sperando di lasciarsi alle spalle qualcosa di terribile. Scappano dal rancore e dall’odio, fiduciosi in una risoluzione. Vengono spiati e controllati a vista, senza esserne consapevoli.
Sono pedine in un gioco di orrore senza limite. Rimangono soli davanti all’inevitabile.
Sullo sfondo il terrorismo e il traffico di armi fra Iraq, Siria e Giordania. La corruzione, ad alti livelli.
Paolo Panzacchi ci racconta della privazione, che buca il cuore. Della paura, quando si guarda in faccia la morte. Del ricatto, ad ogni costo.
Perché in piedi, deve rimanere solo una persona. A torto o a ragione.
Buona lettura.

Fonte: omaggio dell’autore al recensore.

:: Attesa: Frammenti di pensiero a cura di Brunella Caputo (Homo Scrivens, 2018) a cura di Federica Belleri

17 ottobre 2018

1Brunella Caputo torna con una piccola ma ricca antologia dedicata all’attesa, a tutto tondo. Raccoglie poesie, racconti, brevi scritture teatrali in grado di emozionare e scaldare il cuore. Quattro sono gli atti di questo libro e innumerevoli le sfumature che il lettore riesce a percepire.
Perché l’attesa ha un colore, profuma, si vive. È personale, molto intima e si lega agli arrivi ma anche alle partenze. Ogni attesa è musica o rumore. È silenziosa o disturbante. È un salto nel vuoto o un pericolo quasi quotidiano. È un inganno o una speranza. È esperienza e capacità di scegliere. È l’opportunità di una vendetta.
Gli autori inseriti in questo progetto puro ma ambizioso, hanno lasciato la loro storia, la loro personale opinione sull’attesa. Mescolandola con il passare del tempo, con un viaggio che sa di sopravvivenza.
Azioni e reazioni che rimangono impresse.
Complimenti alla curatrice. Lettura delicata, che vi consiglio.

Brunella Caputo è nata a Salerno e vive tra l’Italia e il Brasile. È regista, attrice, autrice di testi teatrali.
È vice presidente dell’associazione noir Porto delle nebbie, con cui organizza eventi letterari.
Scrive racconti per lo spazio “La lettura” del quotidiano “La città” di Salerno.
È ideatrice del progetto letterario/ fotografico/ teatrale “Scritti di Luce – Autori in immagini e parole” in collaborazione con lo studio fotografico Cerzosimo di Salerno; del progetto “Letture d’autore – la musicalità della lingua italiana” con il quale promuove e insegna, attraverso l’utilizzo di testi teatrali e di narrativa, la lingua italiana in diverse città dello stato di San Paolo in Brasile; del progetto “Teatro Passione” con il quale insegna, insieme a Davide Curzio, attività teatrali, in lingua portoghese, presso la città di Guaratinguetà in Brasile.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Una casa troppo tranquilla, di Jane Shemilt. Recensione di Federica Belleri

2 ottobre 2018

Una casa troppo tranquilla, di Jane ShemiltJane Shemilt, medico di Bristol, si riconferma autrice di tutto rispetto con il suo nuovo medical thriller, Una casa troppo tranquilla. Il romanzo è suddiviso in quattro atti, come una vera tragedia. Una storia della durata di circa tre anni. L’ambientazione è legata a Londra e si spinge fino alle scogliere a picco sull’oceano. L’atmosfera che si respira è insolita, preparata, meditata a lungo. La vicenda inizia con Beth, un’infermiera di sala in ortopedia. Donna bellissima, ambiziosa, professionale ma molto fragile. Il suo passato difficile è intrecciato con il lavoro in ospedale e ha il sapore dell’orgoglio ferito, del cuore spezzato. Beth ha bisogno di ritrovarsi, di ricostruirsi. Attorno a lei ci sono medici in carriera, chirurghi di fama, persone che hanno un preciso obiettivo. Ma lei, che sogni ha? Dove vuole arrivare? Cosa la tormenta?
I ricordi dolorosi popolano i sogni di Beth, la paura di avvinghiare il proprio cuore a quello di un uomo la atterrisce. Perché?
Impossibile svelare altro…
Una casa troppo tranquilla, come ho detto all’inizio, è un medical thriller che racconta la sperimentazione in laboratorio, la lussuria delle case farmaceutiche, i delicati interventi chirurgici a bambini affetti da tumore al cervello. Il tutto condito da calcolo, freddezza e tradimento. Complicità e bugie sono la base di questo romanzo. Sensi di colpa e manipolazione completano il quadro. Nulla deve intralciare un piano quasi perfetto, nessuno può impedire il corso di eventi terribili che vedranno protagonista la vita di un’infermiera e di chi la ama veramente.
L’azione è co-protagonista della storia, il ritmo è incalzante e la vendetta si tocca a mani piene.
Una casa troppo tranquilla è una lotta per sopravvivere, è il malessere generato dall’odio, è l’inquietudine di essere scoperti. È il filo sottile tra legalità e illegalità. È la consapevolezza rassegnata di essere stati usati per uno scopo preciso. È la coscienza che si risveglia, in un miscuglio di follia e lucidità.
Traduzione non sempre precisa, trama avvincente e argomento trattato complesso, da leggere con attenzione.
Buona lettura.

Jane Shemilt è un medico di professione e ha conseguito una laurea in Scrittura creativa alla Bristol University e una specializzazione all’università di Bath. Il suo romanzo d’esordio, Una famiglia quasi perfetta, è diventato un bestseller internazionale e le ha dato un’immediata notorietà. La Newton Compton ha pubblicato anche Un delitto quasi perfetto e Una casa troppo tranquilla. Vive a Bristol con il marito, professore di neurochirurgia, e i loro cinque figli. Per saperne di più: janeshemilt.wordpress.com.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

:: Libri in giardino

19 settembre 2018

federica

Libri in giardino, quattro incontri per condividere il piacere della lettura presso il Giardino dei Ciliegi di Ponte San Marco (BS).

Modera gli incontri la nostra Federica Belleri, mamma, scrittrice, blogger e grande amica.