Posts Tagged ‘Federica Belleri’

:: Libri in giardino

19 settembre 2018

federica

Libri in giardino, quattro incontri per condividere il piacere della lettura presso il Giardino dei Ciliegi di Ponte San Marco (BS).

Modera gli incontri la nostra Federica Belleri, mamma, scrittrice, blogger e grande amica.

Una fortuna sfacciata, di Anne Godard (ED-Enrico Damiani Editore, 2018) a cura di Federica Belleri

7 settembre 2018

3Magda parla francese. Magda è troppo piccola per sapere come ha fatto a ustionarsi, come sia riuscita a tirarsi addosso il bollitore per l’acqua, quale sia stata la causa scatenante. Sua madre si occupa di lei a tempo pieno dopo quel tragico giorno. Magda ha ricordi confusi, troppi sguardi e tante domande alle quali dover rispondere. La sua pelle è marchiata a vita, ha tanto da spiegare, da raccontare, da giustificare. Ci pensa il quaderno di sua madre a farlo, dove con precisione annota ogni istante, a partire da quel momento. È lei a parlarne, fino a sostituirsi a Magda. Perché? Non si accorge del disagio di sua figlia? Cosa le è accaduto veramente?
Il calvario di Magda passa attraverso gli ospedali, le operazioni e le medicazioni infinite. Una vera tortura. Intanto la bambina cresce, il suo corpo sboccia, gli sguardi nei suoi confronti assumono un significato diverso … ma Magda si sente sola, non ha un rapporto soddisfacente con il padre e il fratello adorato la sta allontanando. Come mai?
Il silenzio e la disperazione la trascinano in una spirale preoccupante. I sentimenti rifiutati fanno il resto.
Una fortuna sfacciata è il cammino di Magda, crudo ma necessario. È un cerchio che si chiude attorno a lei, per aiutarla a riprendere coscienza e conoscenza di sé. Per capire davvero cosa sia l’amore di una madre e come si possa convivere ogni istante con i sensi di colpa. Come, infine, le attenzioni possano essere troppe o troppo poche, senza una via di mezzo razionale. Come alcuni tipi di dolore non abbiano mai fine.
Un romanzo che mi ha spiazzata, ricco, puro, concreto. Una storia tremenda ma utile al corpo e all’anima.
Ve lo consoglio. Buona lettura.

Anne Godard è nata nel 1971. Vive a Parigi. Inconsolabile è il suo primo romanzo, accolto in Francia da uno straordinario successo di pubblico e di critica.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore (DeA Planeta 2018) a cura di Federica Belleri

6 settembre 2018

aglioNapoli, nel periodo che precede il Natale. L’ispettore capo Gianni Scapece ritorna alle origini, dopo anni di onorato servizio al Centro e al Nord del nostro bellissimo paese. Ritorna, dicevo, proprio quando apre un nuovo commissariato in Via Mergellina, e proprio di fronte a una trattoria che odora di famiglia, tradizione e generazioni a confronto. La trattoria esiste dai primi anni sessanta ed è stata ricavata in una grotta di tufo. L’ambiente è colorito, vivace e si mangia benissimo. I titolari, padre e figlio, adottano con piacere e stima l’ispettore Scapece, che fa onore appena può alle loro pietanze. Si chiama la “Parthenope”, in omaggio alla sirena protettrice della città.
Proprio mentre cresce l’affetto per la cucina casalinga, un delitto atroce e singolare allontana l’ispettore dal suo amore per il cibo. Ma solo per poco.
Un giovane di bell’aspetto viene trovato cadavere nella sua camera da letto; sulla scena sono presenti aglio, olio e peperoncino. Perché? È forse uno scherzo di cattivo gusto o un macabro rituale dell’assassino?
Scapece e il suo superiore, il commissario Improta, capiscono subito di dover agire con discrezione ma in modo accurato. Molte cose non tornano, e nemmeno la fedele lente d’ingrandimento che Scapece porta sempre con sé, riesce a fare la differenza.
L’ispettore indaga a pieno ritmo, interroga vicini, parenti e amici della vittima. Cerca di ricostruire le ultime ore di quel povero giovane.
Malavita, cocaina, gabbie dorate. In un mix inaspettato di indizi e piste Scapece deve tenere a bada Questura e Procura, stampa e tv. Sembra facile …
Aglio, olio e assassino è un romanzo ricco e completo. È la paura e l’angoscia di Scapece nel momento in cui deve affrontare i congiunti delle vittime. È la storia di Napoli fatta di chiese, statue, quadri. Fatta anche di disagio sociale e violenza. È uno studio antropologico che mescola sacro e pagano. È superstizione e malocchio. È la ricchezza di simboli, sparsi per la città, che vanno interpretati. È il continuo mistero, che l’assassino sfida a svelare, in un testa a testa con l’ispettore Scapece. È l’amore malato legato all’abbandono, alla rabbia e al rancore. È il vuoto, dopo la risoluzione, lasciato dal calo di adrenalina. È il silenzio, che andrebbe sempre rispettato.
Pino Imperatore è tornato con un romanzo giallo completo, che tocca corde profonde, attraverso le parole di ciascuno dei personaggi. Che sfiora la sensibilità di ognuno, portando il lettore anche al sorriso.
Bellissima Napoli, descritta e ripercorsa in maniera precisa e sentita. Veraci i protagonisti, concreti e originali a dovere.
Una lettura che vi consiglio, assolutamente.

Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. È autore di quattro romanzi, oltre che di opere teatrali e racconti. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica.

Fonte : omaggio dell’editore al recensore.

 

:: Muschi Alti, di Daniela Capobianco recensione a cura di Federica Belleri

31 luglio 2018

muschi Esordio letterario per Daniela Capobianco, torinese, producer e art buyer per una grande azienda della sua città. Muschi Alti ci presenta una serie di persone-personaggi reali, concreti, legati a ossessioni o abitudini particolari. Come Valter, uomo anonimo che ama i funerali. O Giovanni, giocatore compulsivo al casinò. O Flora, bellezza intrigante, invaghita del lusso e dell’amore passeggero. Oppure Laide, pescivendola, poco attenta alla sua fisicità. O ancora Biagio, bello e benestante, lontano da responsabilità che non vuole prendersi.
Tutti si spostano, se ne vanno. Dal nord alla Maremma. Tutti hanno bisogno di staccare la spina, per diversi motivi. Tutti, hanno voglia di evadere, di fare qualcosa di sconveniente o di ritrovarsi. Oppure no?
Fra un’unghia da ricostruire e la caccia al cinghiale si ritrovano all’agriturismo Muschi Alti, con lo splendido scenario maremmano davanti. La cucina offre cibo succulento e ottimo vino. La quotidianità è semplice e scandita dai ritmi della terra. Si adatteranno facilmente? Uomini e donne che fanno conoscenza, si approcciano e riscoprono l’essere maschio o femmina. A tavola o a letto, le loro vite mischiate sono originali e danno origine a utili riflessioni.
Scrittura scorrevole e molto attuale. Editing come si deve. Complimenti alla casa editrice per aver scelto quest’autrice.
Vi invito a leggerlo, vi piacerà.

Fonte : omaggio dell’editore

:: 13 anni dopo di Kerry Wilkinson (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

30 luglio 2018
13 anni dopo

Clicca sulla cover per l’acquisto

Stoneridge, una piccola cittadina inglese dove di solito nulla accade. Dove tutti si conoscono e il diverso, l’insolito, vengono additati e marchiati a fuoco. A vita. Impossibile scappare da lì, ci si sente accerchiati anche se desiderosi di scoprire altro.
Olivia ritorna a casa, dopo tredici anni. Era scomparsa nel nulla a soli sei anni. Stava giocando in giardino, il padre era in casa e poi il nulla. Sparita. Rapita? Chi è il colpevole? Quante sono le mancanze o le sviste legate all’indagine che la riguarda? Chi ha delle responsabilità?
Da quel giorno solo sofferenza e dolore, alternati. La forza di voler scoprire la verità e lo struggimento di non poter piangere nemmeno su dei piccoli resti. Il vuoto, il silenzio. La ricomparsa di Olivia è un colpo al cuore, tutto viene rimesso in discussione. La madre alterna momenti di felicità ad altri di angoscia. Ha paura a riabbracciarla ma non vuole perderla di nuovo. Che fare?
Olivia Adams deve ricostruire ciò che ha perso, a partire da se stessa. Fatica a raccontare di sé, non sa da dove cominciare. O forse sì. La sua persona e la sua storia sono sulla bocca di tutti, la comunità è piccola ed è complicato andare in giro normalmente senza sentirsi osservati. C’è curiosità, ma anche il gusto macabro di scoprire i particolari di una vicenda che ha troppe ombre. C’è il desiderio di ritrovare le amicizie perdute e di ricomporre un puzzle al quale mancano alcuni pezzi importanti. Perché di giorno le cose assumono un aspetto prevedibile, di notte si trasformano in pericolose. Qualcuno osserva Olivia, è diffidente, è strano. Qualcuno la protegge, perché non vuole perderla. Qualcuno insinua dei dubbi e delle perplessità. Perché?
13 anni dopo è un thriller volta pagina, scritto su due piani temporali diversi ma strettamente collegati. Due storie in una che si intrecciano e portano ad un finale decisamente azzeccato. Due storie, dicevo, legate alla ricerca di sé, all’amore genitoriale e alle bugie. Perché non tutto può essere raccontato, anche se ha una motivazione precisa.
Buona la traduzione, seppur con qualche imprecisione. Da leggere.

Kerry Wilkinson è uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. 13 anni dopo è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Per saperne di più visitate il suo sito: kerrywilkinson.com

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Stagione di cenere di Pasquale Ruju (Edizioni E/O 2018) a cura di Federica Belleri

10 luglio 2018

Stagione di cenere di Pasquale RujuLa Sardegna brucia, per il calore del sole e del fuoco. Le fiamme si alzano improvvise e inarrestabili e il vento le porta nei punti giusti.
Franco Zanna, fotoreporter. Ha cambiato vita, nome e abitudini. Ha un vuoto nel cuore lasciato dalla precedente esistenza, un amore mai dimenticato, che ogni tanto torna nei pensieri e nei sogni. Ha una figlia che ama più di se stesso, ma vede giusto un paio di volte all’anno.
L’isola si sta popolando di turisti e Zanna ha il suo bell’impegno nel cogliere vip e stelline varie con la sua Canon. Anche questa volta si troverà nel posto giusto al momento sbagliato e si metterà nei guai.
Non riuscirà proprio a tirarsi indietro e si infilerà in affari sporchi di personaggi senza scrupoli, ricchi e infami. Uomini per i quali la vita altrui non ha alcuna importanza, si può cancellare con un accendino, pur di seguire il proprio interesse. Tutto per il vile denaro.
Franco Zanna subirà lo sguardo di una ragazza rimasta senza padre, morto in un incendio e avrà modo di ascoltare l’implacabile parere dello zio Gonario, l’uomo che lo ha aiutato a rinascere dal suo passato.
Pasquale Ruju ci porta ancora una volta in una terra unica e spettacolare, legata alla tradizione delle piccole realtà, dove “lo straniero” è guardato con sospetto e gli investimenti moderni portano scompiglio, rabbia e desiderio di combattere il nuovo che avanza.
Un romanzo questo, ricco di descrizioni e di ambientazioni. Ottima la trama, che trascina il lettore in un’indagine parallela, di morte e di fumo. Si percepisce il senso di soffocamento e di impotenza di fronte al fuoco che avanza senza sosta. Ci si indigna davanti a chi inganna, senza rimorso. Si prende più di una posizione, durante la lettura, perché nulla è esattamente come ci viene mostrato.
Nonostante l’orrore della morte, non manca l’aspetto sentimentale ed emotivo della storia, che concede delicatezza e un sorriso speciale.
Ottimo editing. Complimenti all’autore e ai curatori della collana Sabot/age, Colomba Rossi e Massimo Carlotto.
Assolutamente da leggere.

Source: omaggio al recensore dell’editore.

:: Così crudele è la fine di Mirko Zilahy (Longanesi 2018) a cura di Federica Belleri

22 giugno 2018

Così crudele è la fineCon questo terzo romanzo Mirko Zilahy saluta il suo commissario Enrico Mancini. Un personaggio controverso, difficile, un investigatore dalle spiccate capacità intuitive. Mancini ha levato finalmente i guanti che gli proteggevano le mani e gli impedivano il contatto. Ha liberato molto lentamente la casa che condivideva con Marisa dalle sue cose più care. Ma il dolore per il vuoto che gli ha lasciato dentro, è ancora lì, in un angolino protetto, in bilico sul filo del riapparire. Mancini ha imparato a sottrarre dalla vista se stesso e non riesce a guardarsi in faccia. La barba nera che si è fatto crescere ne è una prova concreta. Non vuole vedersi perché non vuole più riconoscersi. Chi è veramente, e cosa porta con sé? La stessa domanda potremmo rivolgerla ai componenti della sua squadra, al medico legale, al pm … Chi sono davvero e cos’hanno dentro?
Roma è la casa di Enrico Mancini, sopra e sotto il suolo. Roma ricca d’arte, storia e mitologia. Roma città dell’acqua, con le sue innumerevoli fontane. Roma città di santi e peccatori. Ovunque piazze e monumenti imponenti, che celano l’insospettabile. Come insospettabile è il segreto che ciascun personaggio tiene rinchiuso nell’anima. Qualcosa che faticano a metabolizzare, come la paura di affrontare la realtà, di conoscere le proprie origini, di prendere coscienza dell’importanza di “essere” e di ” essere stati”.
Così crudele è la fine racconta l’abbandono e la costrizione, la ferocia della morte quando si presenta inesorabile. La sofferenza di chi non ha via d’uscita. Il potere che macera e distrugge, la vendetta di chi ha sofferto troppo.
Una serie di omicidi da risolvere, cercando di tenere a bada la stampa. Un piano terribile costruito nella solitudine e nel buio.
Un thriller che obbliga a scavare dentro di sé, ad essere presi alle spalle all’improvviso e piazzati davanti allo specchio sentendosi dire: guarda, guardati in faccia!
La trama voltapagina fa scorrere la lettura che, una volta ultimata, ha bisogno di essere digerita. Mirko Zilahy ha dato nuovamente profondità e spessore a un mondo sommerso dalla diversità, dall’intolleranza, dalla cattiveria e dall’egoismo. Un mondo chiuso e complesso che troppo spesso nessuno vuole prendere in considerazione.
L’autore però non dimentica di aprire la porta al riscatto, al recupero e alla possibilità di un dialogo costruttivo. Con chi, lo scoprirete …
Troppe cose sono rimaste sospese nel passato di Mancini, ma in questo romanzo conclusivo troveranno il giusto posto.
Sedetevi e mettetevi comodi. Preparate una luce adeguata e aprite questo thriller. Buona lettura.

Mirko Zilahy ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato lingua e letteratura italiana. Collabora con il Corriere della Sera ed è stato editor per minimum fax, nonché traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tartt). È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016 facendo conoscere ai lettori il personaggio di Enrico Mancini, è stato un grande successo di pubblico e di critica ed è uscito nei principali Paesi esteri, fra cui Germania, Spagna e Francia.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli 2018) a cura di Federica Belleri

20 giugno 2018

imagesRosa Lopez dalla Calabria viene trasferita a Milano. È una donna preparata, non più giovanissima ma atletica e prestante. È Commissario nella sezione Antiterrorismo. Nella terra che ha lasciato sono rimasti i membri della sua vecchia squadra, amici fraterni che nei suoi riguardi hanno un legame profondo. Rosa si è innamorata, ha sofferto e continua a soffrire per un amore che non potrà più essere corrisposto. Milano le fa spazio tra colori cupi. Milano, che è protagonista insieme a Rosa di questo nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi, per la collana Nero Rizzoli. Per l’autore è un ritorno con una storia intrecciata in altre. Storia dai toni noir, dalle sfumature del giallo e dal ritmo thriller, che tocca nel profondo la complessità dei sentimenti. Pulixi dimostra ancora una volta le sue capacità tecniche e stilistiche, facendo camminare il lettore sul filo della paura. Ci propone una trama verosimile e angosciante al punto giusto. Rosa dirigerà una squadra nella lotta contro l’Islam estremo, fanatico e terroristico. Non solo, dovrà porre attenzione anche alla ‘ndrangheta e alle infiltrazioni mafiose in generale. Avrà scarse possibilità di abbassare la guardia. Una condizione la sua non facile da sostenere, soprattutto essendo una donna. Rosa purtroppo non ha una vita personale e il suo privato è schivo e marginale. “A Milano il Male non dorme mai”, troviamo questa frase in copertina. È così, il Male si annida da anni in luoghi insospettabili dai quali persino le forze dell’ordine stanno alla larga. Rosa e il Male si affrontano, alla disperata ricerca di una verità scomoda e dolorosa. Rosa e il Male si guardano negli occhi e sostengono il rispettivo sguardo; in guerra non è permesso cedere, altrimenti si muore. Il Male non ha volto, oppure ne ha diversi e fra i più insospettabili. Si nutre della paura di chi ne è vittima, del rancore e del desiderio di vendetta. Lo stupore della notte, lo stupore della complicata verità di Rosa, della sua sofferenza e di quanta sia in  grado di sopportarne. Cosa è disposta a lasciarsi alle spalle e cosa invece porterà con sé per sempre?
Allievi e Maestri, bugie e segreti. In un mix perfetto all’altezza delle migliori serie tv crime.
Editing preciso, parole che marchiano la pelle. Capitoli brevi e crudi, capaci di catapultare il lettore in una sala cinematografica, senza dargli modo di alzarsi dalla poltrona. Una visione diretta e assolutamente verosimile di fatti che potrebbero accadere anche nel nostro paese.
Un’ottima lettura che vi consiglio senza alcun dubbio.

Piergiorgio Pulixi, nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) e La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014).

Source: omaggio dell’editore.

:: I giorni dell’ombra, di Sara Bilotti (Mondadori 2018) a cura di Federica Belleri

18 giugno 2018

I giorni dell' ombraVittoria cade, come un birillo spostato dagli altri. La sua anima non trova pace e si scontra con i muri dei palazzi, le ombre appoggiate sul cuore, l’amore di suo padre. Vittoria sopravvive nella sconfitta quotidiana e lascia scorrere il sesso attraverso le viscere. Vittoria si piega sotto i colpi ricevuti, i capelli strappati e il sangue che esce dalle ferite. Vittoria insegue un sogno sbagliato ma non sa cosa desiderare davvero. Chi è?
Il condominio in cui vive è l’unico mondo che conosce, nel quale tenere a bada le sue fobie. Le scale si deformano al suo passaggio e gli occhi del vicino diventano infidi e assassini. È disturbata dalle sue percezioni e i ricordi sono una pellicola attorno al suo corpo. Nulla potrà salvarla dalla scomparsa della sua amica Lisa. Nulla potrà distoglierla dall’obiettivo di ritrovarla. Nulla, infine, potrà impedirle di ripercorrere i tratti distorti della sua personalità. Perché la sua famiglia è strana, dispotica, ossessiva. Ognuno è intrappolato nel proprio mondo perduto, con scarse possibilità di riscatto.
Sara Bilotti torna con un noir potente, disturbante e ossessionato. I personaggi sono lampadine a intermittenza, in un gioco di luci e ombre. Vittoria, catturata dai fantasmi, incastrata fra le pieghe di un’ esistenza faticosa da accettare. Cosa può evitare e cosa è invece inevitabile per lei?
Agonia, angoscia, attimi d’amore rubato, terrore. Donne e uomini che girano intorno a se stessi, in una spirale che precipita nel dolore. Dove si trova Lisa e perché Vittoria è così morbosamente legata a lei?
Amore, sesso, tristezza, colpa, pentimento. Senso di inadeguatezza, solitudine e rassegnazione. Chi combatte scappa. Chi conosce la verità, gioca … Un disegno terribile e inconsapevole. La ripetitività di gesti che danno sicurezza. Il disagio che non abbandona mai. La dipendenza da se stessi, senza tregua.
Un ottimo ritorno per questa autrice, con la sua capacità di scavare nel corpo e nella mente, senza dare al lettore la possibilità di mollare la storia.
Ottimo editing per un’empatia maledetta con tutti i protagonisti.
Buona lettura.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Drammi quotidiani, di Paolo Panzacchi (Pendragon 2018) a cura di Federica Belleri

6 giugno 2018

drammi quotidianiAvete presente le gag di Aldo, Giovanni e Giacomo? E Camera Cafè? O Giuseppe Giacobazzi?
Ecco, mescolatele. Aprite il libro di Paolo Panzacchi e lo scoprirete. Vivrete la quotidianità di Francesco Garelli, pubblicitario, e della sua famiglia. Lo stress di ogni giorno, il tempo che è sempre troppo poco, il disordine e lo stipendio risicato. I risvegli del lunedì e i panni da stendere. Il complicato equilibrio tra carriera e coppia. L’invadenza dei suoceri e molto altro.
Questa è una storia per chiunque si senta stretto e costretto, per chi ha voglia di perdersi nei ricordi e di lasciarsi andare alla malinconia. Si ride, certo. E si sorride parecchio, ma nulla viene tolto alle descrizioni dei nostri anni, all’amore trascurato e ai difficili progetti da realizzare.
Le scelte si pagano, è inevitabile. La nostalgia prevale, la voglia di prendere un’iniziativa anche solo una, è devastante.
E allora si decide, si cambia, ci si rinnova. Ci si libera dalle convenzioni e via, un tuffo nel blu. O no?
Una lettura che apre spunti per interessanti riflessioni.
Assolutamente consigliato.

Source: omaggio dell’autore.

:: Il venditore di bibite, di Achille Maccapani (Fratelli Frilli Editori 2018) a cura di Federica Belleri

31 maggio 2018

Il venditore di bibitePrima indagine per il Capitano Roberto Martielli e la sua compagna, il Sostituto Procuratore Antimafia Viviana Croce. Origini pugliesi per lui, calabresi per lei. Ed è proprio in Calabria che il Capitano subisce un agguato e viene gravemente ferito. Dopo il coma e le cure necessarie viene trasferito nel Ponente ligure a capo di una task force contro la ‘ndrangheta. Sarà necessario per lui e la sua donna entrare nella vita privata e imprenditoriale di industriali, boss, avvocati influenti e collusi. In ballo le elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Ventimiglia. Il Capitano Martielli si immergerà in un mondo già piuttosto conosciuto per lui, ma sempre in grado di sorprenderlo per l’abilità e la testardaggine nell’insabbiare e eludere i controlli legali. L’apparenza sarà quella di estrema efficienza e pulizia. Il nocciolo della questione si dimostrerà invece torbido, intricato e difficile. L’estensione di un’organizzazione dalla Calabria alla Lombardia, al Veneto, al Piemonte e all’Emilia. Una rete ben strutturata di mafiosi che decidono il clima quotidiano, le imprese da coinvolgere, il denaro da riciclare e la droga da distribuire. Il tutto per portare avanti una candidatura sospetta e riservare le poltrone alle persone “giuste”.
E via quindi alla consultazione di nomi, date, conversazioni telefoniche e intercettazioni ambientali. Al via i controlli capillari e le perquisizioni a sorpresa.
Il venditore di bibite è la caparbietà di un imprenditore a perseguire i suoi scopi, è il coraggio di andare avanti nonostante tutto. È una storia tenace e complessa che tocca i vertici dell’amministrazione pubblica, dove tutti sono corrotti o corruttibili, dipende dall’occasione.
Tenace, dicevo, la ‘ndrangheta. Ma tenace il Capitano Martielli, ligio al dovere e determinato a portare a termine la missione assegnata.
Noir ricco di particolari relativi all’indagine, dove il territorio si respira e si vive un malessere diffuso fatto di sospetto e insicurezza. L’autore utilizza il tempo presente e la tensione emotiva dei personaggi si tocca con mano.
Aspettiamo la seconda indagine. Intanto, buona lettura.

Fonte: omaggio dell’editore.

Achille Maccapani (Rho, 1964) ha pubblicato saggi di storia locale, manuali di diritto della pubblica amministrazione e i romanzi Taci, e suona la chitarra – Milano rock Ottanta (Fratelli Frilli Editori, 2005 – XXII Premio Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007), Confessioni di un evirato cantore (Fratelli Frilli Editori, 2009 – fiorino d’argento del Premio Firenze) e Bacchetta in levare (Marco Valerio, 2010). Dopo la prima apparizione nell’antologia Una finestra sul noir (Fratelli Frilli Editori, 2017), dedicata all’editore Marco Frilli, questa è la prima indagine dell’ufficiale dei carabinieri Roberto Martielli e del magistrato Viviana Croce.

:: Dentro il bosco di Lukas Erler (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

17 maggio 2018

Dentro il boscoEstate 2012. Cornelius, professore di storia dell’arte, deve incontrare Henk, produttore e regista. Non si vedono da qualche anno e in occasione di un importante evento culturale hanno deciso di riallacciare i rapporti. Il loro appuntamento non verrà rispettato. Henk sarà ucciso in maniera brutale. Perché?
Cornelius è affascinante e colto. Ha una bellissima voce e tutti i sensi allertati, perché la sua cecità lo ha costretto ad affinarli in modo particolare. È orgoglioso della sua indipendenza e fatica a sopportare anche le richieste di aiuto mosse dalla sua fidanzata. Lui vuole fare da sé.
Si ritrova coinvolto in una serie di omicidi in apparenza assurdi, ma che hanno un filo logico inattaccabile. Qualcuno è diventato un assassino, qualcuno ha tenuto dentro un odio malato per vent’anni, meditando lentamente una vendetta precisa. Qualcuno, al contrario, non ha indagato come avrebbe dovuto, ha omesso, ha voltato la testa altrove, ha fatto finta di nulla. Perché?
Cornelius racconta il suo handicap attraverso questa storia, un disagio nel disagio. Cornelius ha conoscenze importanti, è in grado di ricattare e di usare i toni giusti, al bisogno… tutto per proteggere se stesso e la donna che ama.
Dentro il bosco è un thriller ben strutturato, che spazia dalla Germania all’Olanda, dal Belgio alla Bosnia. È la storia di una guerra assurda, dove chi è stato a guardare si è assunto una grave colpa. È una storia di sangue e di corpi da calpestare, di sopravvivenza e di terrore. È l’ennesima conferma di quanto i ricordi non sbiadiscano e certi traumi non si riescano mai a superare.
Consigliato. Buona lettura.

Lukas Erler è nato a Bielefeld, in Germania, nel 1953. Lavora come logopedista da più di vent’anni. I suoi romanzi sono stati selezionati per il premio Friedrich Glauser e nel 2015 ha ricevuto la prestigiosa “Piuma di Sageberger” per il suo primo romanzo. Attualmente vive in Nordhessen con sua moglie.

Source: omaggio dell’editore.