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Vittima innocente di Winnie M. Li (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

18 marzo 2019

vittima-innocente-winnie-liVivian è una donna indipendente, ha un ottimo lavoro e ama viaggiare da sola. Da Londra, dove vive, si sposta in Irlanda per scoprire nuovi sentieri e luoghi che la affascinano. Cosa vuol dire per lei stare lontano dalla civiltà?
Johnny è un ragazzo nomade di quindici anni e ha una famiglia violenta. È manesco, fatica a relazionarsi con gli altri e tenta in ogni maniera di imitare il fratello maggiore. Cosa significa per lui dover vivere all’interno di una comunità che si sposta di continuo e dover rispettare regole rigide?
Vivian incontrerà Johnny durante un’escursione in solitaria, che cambierà completamente la sua vita. Creerà in lei una barriera, un ostacolo difficile da superare. Da quel momento per lei ci saranno lacrime e forti attacchi d’ansia. Da quel momento, angoscia e agorafobia.
Vittima innocente è il primo romanzo di Winnie M Li, che racconta la sua storia, il suo dolore e la violenza che ha subito. L’autrice parla attraverso Vivian e lo fa in modo diretto, preciso, senza omettere nulla. Come se fosse in bilico fra due universi paralleli la protagonista si chiede un’infinità di “se” … se non avesse deciso di percorrere quel sentiero, se si fosse messa in cammino al mattino invece che nel pomeriggio, se non fosse stata così educata con uno sconosciuto.
E Johnny? Cosa si domanda, come vive questa dolorosa avventura? Forse si sente emarginato, incompreso, con gli occhi di tutti puntati addosso. D’altronde spesso si pensa che i nomadi siano tutti delinquenti, folli e disagiati.
Vittima innocente è la storia di un incontro pericoloso, è il punto di non ritorno, è riabilitazione e recupero. È la forza di guardare avanti, nonostante tutto. È dolore ma anche determinazione a superare tutto.
Bellissimo thriller, ottima la narrazione a due voci, buona la traduzione.
Vi invito a leggerlo con attenzione, perché vi coinvolgerà.
Buona lettura.

Winnie M Li è una scrittrice e produttrice. Laureata a Harvard, ha scritto guide turistiche, prodotto film indipendenti, organizzato festival del cinema e sviluppato progetti di ecoturismo. Dopo la laurea in Scrittura creativa e un dottorato di ricerca in Media e Comunicazione alla London School of Economics, ha lavorato per vari media e festival artistici. Vittima innocente è il suo primo romanzo, pluripremiato e in corso di pubblicazione in 11 Paesi. Per saperne di più: www.winniemli.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Il futuro degli altri di Paolo Brera (Il Clown Bianco 2018) a cura di Federica Belleri

11 marzo 2019

indexQuesto giallo, scritto da Paolo Brera, è ambientato a Milano. Una donna originaria di Sarajevo viene trovata morta in casa sua. Il delitto, perché di questo si tratta, è identico a quello descritto nei particolari in un libro giallo, venduto con il quotidiano La Padania. La cosa ovvia da fare è sospettare e accusare lo scrittore del libro, proprio Paolo Brera. Sarà lui il colpevole?
Il Colonnello dei Carabinieri De Valera è a capo dell’indagine, che si rivela fin da subito piuttosto strana. Infatti De Valera comincia a provare simpatia e compassione per lo scrittore incriminato. Perché?
Il caso viaggia attraverso il mondo dell’immigrazione e le case di ringhiera, il giornalismo e la cassa integrazione, i divorzi difficili e le differenze di razza e cultura. Interessante il confronto fra realtà vera e realtà di finzione.
Una lettura scorrevole e ironica, piacevole e ben strutturata la scrittura.
Consigliato.

Paolo Brera, milanese, è scrittore, traduttore e giornalista. Uscito dalla Bocconi, ha lavorato in quella e in altre università come assistente di Storia economica, poi di Diritto privato comparato, Economia politica e Marketing. Dopo un intervallo dedicato all’esportazione di prodotti petroliferi, negli anni Ottanta si è dedicato prevalentemente al giornalismo, e dopo il 2000 sopra tutto alla narrativa e alla poesia, pubblicando diversi romanzi polizieschi e di fantascienza, uno studio sull’economia mondiale, tre raccolte di poesie e un progetto letterario incentrato sulla figura di Don Giovanni. Come traduttore Brera ha volto in italiano dalle rispettive lingue originali opere di Balzac, Puškin, Zorrilla, Turgenev, Sienkiewicz, Machado de Assis, Vazov, Jan Neruda, Caragiale e altri.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Lame di pioggia di Massimo Padua (EBS Print 2018) a cura di Federica Belleri

25 febbraio 2019

1Ritorna Massimo Padua con un libro dalle tonalità forti del nero. La trama è legata alle sensazioni in contrasto provate da Davide quando scopre che la moglie Letizia sta per partorire il loro piccolo Samuele. È un intreccio perfetto fra passato e presente. È un passaggio dalla vita alla morte, e viceversa. È una corsa contro il tempo, per sorprenderlo alle spalle e afferrarlo. È il pericolo generato dall’inconscio. Questo romanzo breve ha un’intensità che spaventa e ferisce, ma è necessaria. Dove sta il problema in questa storia, dove si nasconde il disagio? Chi è il vero protagonista?
Chi fatica a riconoscere se stesso, chi viaggia cercando di scansare i ricordi, finché questi non gli presentano il conto. Chi si costruisce una realtà parallela, convincendosi che vada tutto bene.
Lame di pioggia trafigge il cuore, è ricco di suggestioni e presagi. È legato alla pioggia e al mare, in modo quasi ossessivo. È un gradino nel buio che ci impedisce di aprire la porta del nostro vissuto e, inciampando, ci fa schiantare a terra. È l’orrore inaspettato che si cela dietro a occhi innocenti. È l’illusione quasi paranoica di chi vuole negare ciò che è evidente a tutti. È una chiacchierata con chi ha sofferto e non c’è più …
Bellissimo, ve lo consiglio. Buona lettura.

Fonte: acquisto personale.

:: Corpo a Corpo di Silvia Ranfagni (Edizioni e/o 2019) a cura di Federica Belleri

25 febbraio 2019

1Romanzo d’esordio per Silvia Ranfagni, scrittrice e sceneggiatrice. Romanzo potente e devastante, che racconta l’essere madre in modo diretto, a volte crudo. Beatrice si trova quarantenne a desiderare un bambino. Lo vuole davvero o lo “deve” avere perché così si fa? Beatrice non si è curata di vizi e stravizi in gioventù, ha sofferto tanto, è rimasta legata ai ricordi più brutti ma ha cercato di vivere come le pareva, scansando il dolore. Ora, non ha un uomo, non ha un compagno, nessuno che possa condividere con lei questo progetto di vita. Che fare? Lo scoprirete in corso di lettura.
Il suo Corpo si confronta e si scontra con il piccolo Corpo uscito da lei, i suoi seni lo nutrono, i suoi pianti la annullano. Cosa prova per suo Figlio, cosa vuole per il suo futuro? Ma soprattutto, cosa desidera per sé e solamente per sé questa donna? Quali sono i suoi bisogni quando la sua mente fa troppo rumore e si sente annullata?
Corpo a Corpo sbatte il lettore al muro, lo inchioda alle responsabilità genitoriali. Lo catapulta nell’egoismo necessario per sopravvivere, nel disagio delle fragilità, nella paura di non poter controllare tutto. Intanto la vita scorre in centocinquantasei pagine, questa madre evolve e si accascia su se stessa e questo bambino, che si chiama Arturo, cresce. Ottimo editing, ottima trama, ottima lettura.

Silvia Ranfagni insegna sceneggiatura e scrittura creativa alla Rome University of Fine Arts. Ha lavorato nelle troupe di diversi registi, tra cui Amelio, Bertolucci, Tornatore, e scritto sceneggiature con Verdone e Ozpetek. Corpo a corpo è il suo primo romanzo. Come tanti mammiferi, ha anche prodotto vita, un’impresa estenuante.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Il giorno in cui Lorenzo morì di Paolo Marati (Ponte Sisto 2018) a cura di Federica Belleri

5 febbraio 2019

lormorRoma non è interessata al fatto che la madre di Lorenzo abbia dato inizio alle pratiche di divorzio, come non è interessata al fatto che suo padre non lo accetti, perché ancora innamorato.
Roma non si preoccupa se Giacomo, il fratello maggiore di Lorenzo, sia gay e vicino all’anoressia. Roma, infine, rimane indifferente quando scopre che Lorenzo è epilettico …
Queste sono le basi da cui parte questa storia, raccontata con schiettezza, con un linguaggio forte e senza sconti per nessuno. Storia di giovani pseudo-intellettuali che si preoccupano solo di se stessi, ma faticano a confrontarsi nel quotidiano. Capaci solamente di discutere di ciò che hanno appreso dai libri e di poco altro. Sembrano ragazzi inadeguati e inaffidabili, egoisti e saccenti nel modo sbagliato. Fra loro c’è chi è despota e arrogante, chi è irascibile e manesco, chi vuole piacere a tutti i costi ed essere accettato. In questo gruppo fa la sua comparsa Lorenzo, che li conosce tutti da diversi anni e che si trova, suo malgrado, a fare i conti con la propria sensibilità e la sua malattia. Lorenzo, che vorrebbe aiutare ma viene offeso. Lorenzo, che a volte risulta “pesante” da ascoltare ma ne avrebbe un gran bisogno.
Cosa succede nella giornata in cui Lorenzo muore? Non sta a me dirlo, ma a voi leggerlo in questo libro.
Una maniera originale per raccontare l’inquietudine, senza giudicare nessuno.
Buona lettura.

Source: inviato dall’editore al recensore.

:: Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni di Riccardo Landini a cura di Federica Belleri

29 gennaio 2019

di morte, d'insonnia e d'altre canzoni di riccardo landiniCittadina di provincia del Nord Italia. Omicidi cruenti prendono a pugni in faccia l’ispettore capo Ezio Marvelli, rientrato in ufficio dopo alcuni mesi di assenza. Omicidi che lo scuotono nel profondo, anche se non lo dimostra. Morti violente che lo riportano indietro nel tempo, che spaccano il ghiaccio che si è formato a proteggere la sua sofferenza personale. Uno squarcio alla gola, la causa di queste morti. Un machete, l’arma utilizzata. Musicassette inviate in forma anonima all’ispettore Marvelli. Perché proprio a lui? Un magistrato, la dottoressa Maggio, molto ben disposta davanti ai riflettori. Un profilo da creare, che aiuti Marvelli e i suoi colleghi a individuare questo killer spietato. Chi è, e perché agisce in maniera fredda e spietata?
Nonostante alcune piccole imprecisioni nella stesura, ho trovato questo giallo molto interessante e ricco di spunti sui quali riflettere. Potrebbero sembrare scontati, ma così non è a mio avviso. Quanto conta l’amore e il supporto dei propri cari quando si sta seguendo un’indagine di questo tipo? Quanto è importante il proprio vissuto e quanto può influenzare le percezioni di ispettori e commissari? Quanto si ha paura di morire?
Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un giallo ben costruito, dove alcuni dettagli apparentemente innocui hanno invece un’importanza decisiva per la risoluzione della vicenda. Interessanti i versi di alcune canzoni utilizzati come intro ai diciotto capitoli del libro.
Buona lettura.

Riccardo Landini, nato in Emilia, ma d’origine ed estrazione romagnole, nel 2009 ha presentato al pubblico il suo primo romanzo, “E verrà la morte seconda”, che gli è valso l’interesse della stampa e dei lettori. A questo hanno fatto seguito, negli anni a venire, parecchi altri lavori per Mondadori, Cordero, Eclissi e diverse altre Case. Per Cento Autori ha pubblicato il romanzo “Il primo inganno”, capitolo iniziale di una trilogia cui sono seguiti “Non si ingannano i morti” e “Ingannando si impara”. Vincitore di parecchi premi letterari, ama ricordare, tra tutti, il premio Giallo Stresa 2013.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Fratello minore: Sorte, amori e pagine di Peter B. di Stefano Zangrando (Arkadia Editore 2018) recensione di Federica Belleri

22 gennaio 2019

imagesStefano Zangrando omaggia con questo libro lo scrittore berlinese Peter Brasch. Ci racconta della sua famiglia conservatrice e conformista, dalle origini ebree. La vita e le passioni di Peter lo incuriosiscono al punto tale da frequentare Berlino più e più volte. Partendo da un romanzo dello scrittore,  apparentemente introvabile, la voce narrante ripercorre gli anni di Peter all’università di Lipsia, gli anni del crollo del Muro, il suo amore per la scrittura e la fatica immane di emergere. Di lui ci racconta la passione per l’alcol e le sigarette, la poesia, la prosa e il teatro. Del suo non-bisogno degli altri e delle sue donne, che lo hanno amato o abbandonato. Ne esce un personaggio controverso ma particolare, in grado ad esempio di entrare nella mente pura dei bambini dando loro spunti per liberare la fantasia o provocandoli in modo bonario ma fermo perché non si uniformassero alla massa. Così pure emerge un Peter Brasch rivoluzionario, seccato dalla povertà e dalle censure della DDR e legato in maniera profonda al fratello maggiore Thomas che, al contrario, sta avendo successo nella Repubblica Federale. Perché Peter B. si sentiva incompreso e rifiutato? Perché era così visionario e instabile?
Fratello minore. Un unico libro suddiviso in più parti e raccontato da voci diverse, che interpretano la vita di Peter dal loro personale punto di vista. Vi invito a questa interessante e originale lettura.

Stefano Zangrando è autore, traduttore e docente. Nel 2008 ha ottenuto una borsa di scrittura dell’Accademia delle Arti di Berlino, nel 2009 il riconoscimento Nuove leve del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria. È membro fondatore del Seminario Internazionale sul Romanzo presso l’Università di Trento e co-presidente dell’Unione Autrici e Autori del Sudtirolo. Ha collaborato o collabora con varie testate, riviste e blog, fra cui Alias, il manifesto, L’indice dei libri, Doppiozero, Nazione indiana e Zibaldoni. Tra le sue opere narrative Quando si vive (Keller, 2009) e Amateurs (Alpha Beta, 2016). Vive e lavora fra il Trentino Alto Adige e Berlino.  Per Arkadia è autore del romanzo “Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B.”, seconda pubblicazione della collana di narrativa “Senza rotta”, curata da Marino Magliani e Luigi Preziosi.

Source: libro inviato al recensore dall editore. Si ringrazia Tania Murenu.

:: In tutti i sensi di Marta Telatin (Rapsodia 2019) a cura di Federica Belleri

14 gennaio 2019

3Marta Telatin. Scrittrice, poetessa, artista curiosa e sorridente. Una vita difficile la sua, che ci racconta in questo libro “In tutti i sensi“. La sua storia legata a una malattia e alla voglia di rinascere. La sofferenza frantumata dall’ironia e dall’amore di chi ha saputo starle vicino. Il suo rapporto con i colori e i laboratori scolastici o nelle carceri. L’importanza di accettarsi, senza sfidare troppo il destino. La forza di cambiare e di amare …
Una lettura breve ma molto intensa. Ricca e sentita.
Una lettura che fa bene al cuore e apre la mente.
Ve lo consiglio.

Fonte: acquisto personale

:: La misura dell’uomo di Marco Malvaldi (Giunti 2018) a cura di Federica Belleri

7 gennaio 2019
la misura dell'uomo di marco malvaldi

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Marco Malvaldi ci propone un romanzo particolare, ambientato nella Milano autunnale del 1493. Ludovico Il Moro ne è il Signore, anche se viene considerato un usurpatore e non è poi così amato. A Milano risiede pure Leonardo da Vinci, vegetariano, con la sua tunica rosa e il suo essere incompreso da molti. Fra i due un rapporto di lavoro, una statua equestre di proporzioni enormi.
Fra i due anche il cadavere di un uomo ritrovato avvolto in un sacco nel cortile delle Armi al Castello. Chi è e come è morto? Perché il suo corpo si trova proprio in quel luogo preciso?
La caratteristica principale di questo libro è l’ironia, mescolata a fatti storicamente provati e ad altri totalmente inventati. Molte le verosimiglianze. Simpatia unica suscita nel lettore la voce narrante, che alterna il linguaggio dell’epoca al nostro, contemporaneo. L’effetto è davvero piacevole. Simpatia suscitano anche le note dell’autore, che vi consiglio di leggere.
Non mancano, al romanzo, gli intrighi e le cospirazioni, i sogni infranti, il desiderio di acquisire informazioni ad ogni costo. La voglia di conquistare territori, senza avere alcuna capacità tattica. Non mancano le donne, mogli e amanti, irascibili e passionali. Non possono mancare i medici e gli astrologi, i consiglieri di palazzo.
Leonardo, uomo d’arte e di scienza. Bisognoso di fiducia e gran lavoratore. Un omaggio, questo di Malvaldi, a un genio. Un omaggio a Milano, città di commercio e di sfide economiche. Un punto fermo sui segreti e sugli errori che i personaggi cercano di nascondere come possono, anche a se stessi.
Assolutamente consigliato.
Buona lettura.

Fonte: acquisto personale.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: L’amica del cuore di Sarah Pinborough (Piemme 2018) a cura di Federica Belleri

24 dicembre 2018

44Dopo il bestseller “Dietro i suoi occhi” torna l’autrice inglese Sarah Pinborough con un nuovo thriller magnetico. Torna con una storia di donne, di amore e dolore, verità e bugie. Donne protagoniste come Lisa che non ama apparire in foto e non ha un profilo social; Lisa che vuole proteggere sua figlia e desidera per lei un futuro bello e luminoso ma ha paura e si ritrova a controllarla ogni volta che può; fatica a lasciarla crescere, a permetterle di andarsene.
Donne come Ava, che ha appena compiuto sedici anni e ha bisogno di sentirsi come le amiche del gruppo delle “Stronzette”; Ava, che vuole essere indipendente da sua madre e scoprire il mondo, che adora i social ma non sa farne un uso corretto.
Donne come Marylin, amica fidata e sensibile, in grado di portare equilibrio dove non c’è; legata a Lisa anche dal punto di vista professionale e con una pazza voglia di vedere la sua migliore amica sorridere, una buona volta.
In questo thriller si entra fin dall’inizio senza possibilità di uscirne. Si viene catturati dalla forza e dalla debolezza delle protagoniste, si prova immediata empatia per ciò che rappresentano. Provano affetto e amore, ma allo stesso tempo ne sono terrorizzate perché hanno ricevuto in cambio solo schiaffi. Morali e materiali. Hanno voglia di fare l’amore, ma hanno paura del sesso. Faticano a dare il giusto valore a ciò che possiedono e si guardano spesso alle spalle…
La storia creata dall’autrice permette ai personaggi di parlare di sé, al presente e al passato. Fra delusioni e vittorie, sorrisi e lacrime.
L’amica del cuore trascina il lettore in una spirale di parole in bilico tra ciò che è vero e ciò che è folle, tra il passato e il presente. È una storia di rabbia e di difesa a causa di chi non rivela la propria identità. È la mancanza di una famiglia, che brucia nel petto più del fuoco. Perché la reputazione di una persona è importante e riuscire a mantenerla integra è uno stato mentale in grado di devastare l’anima. Perché gli occhi degli altri vedono soltanto ciò che è semplice e comodo. Perché credere a un articolo di giornale o a un servizio in tv è molto facile.
L’amica del cuore, storia di un mondo sommerso …
Splendido. Buona lettura.

Sarah Pinborough Dietro i suoi occhi è il suo primo thriller psicologico, in corso di pubblicazione in venticinque Paesi e rappresentato dagli stessi agenti di Paula Hawkins. Uscito in Inghilterra a inizio 2017, ha raggiunto immediatamente il primo posto assoluto della classifica del Sunday Times, e a seguire è stato un bestseller in America, diventando a tutti gli effetti il fenomeno letterario dell’anno e facendo della sua autrice la nuova maestra del thriller psicologico anglosassone. Sarah scrive molto anche per la tv ed è autrice di diversi, pluripremiati romanzi YA tra cui Thirteen Minutes – Tredici minuti, che diventerà una serie tv per Netflix. Vive a Londra.
Con Piemme ha pubblicato Dietro i suoi occhi (2017), L’amica del cuore (2018).

Fonte: acquisto personale.

:: Autobiografia di una foto di famiglia, di Jacqueline Woodson (Edizioni Clichy 2018) a cura di Federica Belleri

27 novembre 2018
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Famiglia afro-americana di New York. Anni difficili, quelli tra i sessanta e i settanta. La voce narrante di questo romanzo breve è una ragazzina che fa parte di questo nucleo. L’età che sta attraversando è quella di passaggio nell’adolescenza, complicata ma affascinante. È il periodo della scoperta di sé e del senso di appartenenza a un popolo che è inevitabilmente diverso per tradizione, colore e modi.
È l’età della guerra in Vietnam, che porterà dolore. Della voglia di contravvenire alle regole e di oltrepassare il confine nel mondo dei bianchi.
Come ci si sente a osservare una vetrina di un negozio venendo mandata via in malo modo? Come ci si approccia all’altro sesso quando ti considerano una in grado solo di
sfornare marmocchi? Come ci si sente “diversi” rispetto agli altri?
La periferia americana, una storia di provincia. Il quotidiano fra gioia e sofferenza, bisogno di sognare o di picchiare qualcuno.
Capitoli brevi ma intensi. Ottima traduzione.
Lo consiglio. Buona lettura.

Jacqueline Woodson è autrice di più di una dozzina di romanzi per bambini e adulti, tra cui il memoir, best-seller per il New York Times e vincitore del National Book Award 2014, Brown Girl Dreaming. Woodson è stata recentemente nominata Young People’s Poet Laureate dalla Poetry Foundation, ha vinto quattro volte il Newbery Honor e due volte il Coretta Scott King Award, ed è stata quattro volte finalista per il National Book Award. Nel 2018 ha vinto l’Astrid Lindgren Memorial Award, uno dei premi più importanti al mondo nella letteratura per ragazzi. Vive con la sua famiglia a Brooklyn, New York. Il suo sito è http://www.jacquelinewoodson.com. Di Woodson Clichy ha pubblicato Figlie di Brooklyn (2017).

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Franziska dell’ Ufficio stampa Clichy.

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:: Omicidio a Mosca di Joseph Kanon (Newton compton, 2018) a cura di Federica Belleri

26 novembre 2018
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Mosca, 1961. Simon Weeks raggiunge suo fratello Frank dopo dodici anni di lontananza. Forzata, perché Frank ha tradito la Cia e si è rifugiato in Unione Sovietica. Simon, dopo aver lavorato per il Dipartimento di Stato a New York, è ora un editore e si sta occupando del libro scritto da Frank. Tutto sembra apparentemente normale e Simon un turista qualsiasi.
Non è così. La vita di Frank e della moglie Jo è scandita da ritmi precisi, è controllata in ogni dettaglio. La loro intimità non esiste, e a questo punto, nemmeno quella di Simon. Il Kgb è ovunque. Sono spiati. Il libro farà sicuramente scalpore. Simon si rende conto di essere andato a trovare dei rifugiati, dei reietti, abbandonati dall’America e segnalati a vista.
Le frequentazioni sociali fra loro e i russi sono rare e ben costruite, ognuno pensa a se stesso. Tutti hanno paura e si guardano alle spalle. Com’è cambiato Frank dopo tutti questi anni? Simon può ancora fidarsi di lui? Qual è il vero motivo del viaggio di Simon, perché Frank lo ha voluto a Mosca?
I ricordi americani sono ancora vivi tra i due e sono dolorosi. Il bisogno di poter trascorrere una vita normale si fa pressante e emergono le fragilità di Jo, cognata di Simon. Cosa le manca? Cosa desidera davvero?
Omicidio a Mosca racconta spionaggio e contro-spionaggio. Porta alla luce anni difficili, dove spostarsi solo per comprare della verdura era impensabile. Dove nella dacia si entrava da un cancello, controllato da soldati. Dove la vodka scorreva senza limiti e aiutava a dimenticare. Dove si aveva sempre una “guardia del corpo” come protezione.
Messaggi e messaggeri, osservatori all’ombra di una colonna, sguardi che si incrociano furtivi, ansia da tenere sotto controllo.
Un romanzo, questo, dove l’adrenalina è parte integrante della storia, in ogni pagina. Dove qualcuno ha un piano, non prevedendo un contro-piano. Dove i segreti e le terribili rivelazioni proveranno a attraversare il mare, verso la libertà, verso una dignità diversa, per non morire nell’angoscia. O forse sì? A voi scoprirlo. Buona lettura.

Joseph Kanon vive con la moglie e i due figli a New York, dove ha lavorato nel campo dell’editoria prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. È autore di cinque romanzi tra cui The Good German, da cui è stato tratto il film Intrigo a Berlino con George Clooney e Cate Blanchett. La Newton Compton ha pubblicato Omicidio a Istanbul, Omicidio a Berlino e Omicidio a Mosca. Per saperne di più: josephkanon.com

Source: libro inviato al recensore dall’editore.

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