Posts Tagged ‘Federica Belleri’

:: Il ladro di tatuaggi di Alison Belsham (Newton compton 2019) a cura di Federica Belleri

24 ottobre 2019

Il ladro di tatuaggi di Alison BelshamPerché tatuarsi? Perché disegnare ad arte il proprio corpo? Forse per fermare un ricordo, un evento particolare e avere modo di ricordarlo ogni istante. Perché uccidere tatuando le proprie vittime? Perché accanirsi con crudeltà sui loro corpi? Forse per ripulirsi la coscienza, per sentirsi immaccolati di fronte ai peccati commessi
Questo emerge dal secondo thriller di Alison Belsham, che vede ancora una volta protagonista l’ispettore Francis Sullivan. Uomo particolare, burbero a suo modo. Instancabile nel lavoro e una frana nei rapporti personali. La storia è ambientata nell’afosa estate di Brighton del 2017, e non solo …
Una serie di brutali omicidi diventa la priorità per Sullivan e lo porta ad affrontare la precedente indagine, quasi conclusa, e a fare i conti con se stesso e con un “male” difficile da comprendere, che arriva da lontano. D’altronde è proprio vero che una serie di eventi delittuosi crea confusione, la stampa è agguerrita, si vorrebbe subito trovare il colpevole o quanto meno qualcuno da accusare, un perfetto capro espiatorio.
Quando però il dolore provocato dalla morte di giovani ragazze stravolge l’ordinario, quando anche la scientifica e la medicina legale prendono a cuore questi casi e non si capacitano, ecco che l’urgenza inizia a togliere il fiato. Si corre, cercando di restringere il campo, affrontando i problemi personali quasi con distacco, tanto da sembrare privi di empatia. Perché le famiglie di queste ragazze attendono una risposta, perché l’assassino potrebbe colpire ancora. Perché chi agisce come un animale è molto vicino e pericoloso. Va trovato e bloccato.
Il ladro di tatuaggi è un thriller che cattura per la pressione emotiva che riesce a trasmettere, per le immagini forti o ricche di dolci sfumature, per la rassegnazione contrapposta al voler andare sempre avanti, per le piccole tracce lasciate lungo il percorso del lettore che portano alla soluzione.
Ottima lettura. Ve lo consiglio.

Alison Belsham ha iniziato scrivendo sceneggiature, e nel 2001 è stata finalista nella BBC Drama Writer competition. Nel 2016 ha presentato Il tatuatore al Bloody Scotland Crime Writing, uno dei più prestigiosi eventi per il genere thriller, ed è stata giudicata vincitrice. Secondo The Bookseller è stato uno dei libri più interessanti tra quelli presentati a Francoforte 2017. Il ladro di tatuaggi è il secondo attesissimo caso dell’ispettore Sullivan.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Uficcio stampa Newton Compton.

:: Una ragazza malvagia di Alex Marwood (Newton compton 2019) a cura di Federica Belleri

19 ottobre 2019

ragazza malvagiaRitrovo con piacere questa giornalista inglese che scrive sotto pseudonimo. Ritrovo la sua scrittura dettagliata e sentita legata a una storia pesante da digerire. Una storia legata a un errore madornale, dal quale non si può tornare indietro. Un errore che cambia il percorso di due bambine, le costringe a fare i conti con il dolore e la rabbia, la solitudine e la mancanza di empatia. La cittadina inglese nella quale è ambientato questo thriller è viva e sa di salmastro e umido. Il mare è sempre presente e il clima è uno dei personaggi che avvolge il tutto. Il buio e una gioventù che si diverte solo ubriacandosi, fanno il resto.
La morte si mescola al quotidiano, qualcuno uccide delle giovani donne che vengono trovate brutalmente picchiate e deturpate. Qualcuno osserva e si sente un “signor nessuno”. Qualcun’altro trova i loro poveri corpi e non sa come comportarsi. Qualcun’altro ancora conosce segreti orribili e li usa a proprio vantaggio.
A colpire in questo libro non è solo la trama, ma è il contesto generale: giornalisti buoni o sciacalli, identità nascoste, famiglie da proteggere, lavoratori precari o sottopagati. Non manca la lotta quotidiana per sopravvivere a un’esistenza complicata, l’inganno di non sapere chi ci sta accanto, il risentimento e l’odio per le bugie che si è costretti a dire continuamente. Sappiamo davvero chi è la persona che ci sta vicino? Possiamo dimenticare ciò che è stato? Riusciamo a proteggere chi amiamo?
Una ragazza malvagia mi ha ricordato in alcune sfumature Stephen King. Nel modo di affondare nell’oscurità di ognuno, di essere sommersi dal fango per poi riemergere, nell’intensità delle emozioni che è provoca o esalta.
A un dolore ne segue troppo spesso, un altro. Quale sarà la via d’uscita?
Buona lettura.

Alex Marwood è lo pseudonimo di una giornalista inglese. Il suo libro di esordio, Una ragazza malvagia, ha vinto il premio Edgar ed è stato scelto da Stephen King come miglior romanzo dell’anno. Gli insospettabili delitti della casa in fondo alla strada ha vinto il premio Macavity come Miglior Romanzo Mystery, ed è stato selezionato per i premi Anthony e Barry come miglior Paperback Originale. James Franco e Ahna O’Reilly hanno acquisito i diritti per realizzarne un film. La Newton Compton ha pubblicato anche Oscuri segreti di famiglia.

Source: omaggio dell’editore al recensore, ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Il giardino dei mostri di Lorenza Pieri (edizioni e/o 2019) a cura di Federica Belleri

14 settembre 2019

Il giardino dei mostri di Lorenza PieriHo acquistato questo libro con curiosità, perché legato alla terra di Maremma che amo in modo particolare. L’autrice, di cui non avevo ancora letto nulla, mi ha colpita davvero. Il suo romanzo è un omaggio al Giardino dei Tarocchi, ma è anche la storia di rinascita di una terra paludosa e inospitale. La scrittrice ha dedicato ciascun capitolo a un Arcano Maggiore. Ogni capitolo ha un valore e un significato preciso. Le descrizioni e le immagini della Maremma sono protagoniste, insieme a personaggi che non si dimenticano e ai mitici anni ’80 che fanno da cornice. I contadini hanno gli stivali sporchi di sterco e fango, ma cominciano ad alzare gli occhi ai primi turisti e ad affittare le stalle, le vecchie e umide stanze che non usano. Cosa mai ci troveranno questi ricchi istruiti in un casale mezzo diroccato e polveroso? Mah …
I giovani di campagna si scontrano con quelli che provengono dalla città. Prevale la curiosità mista a diffidenza. Prevale il pregiudizio e la voce del popolo.
Nel frattempo un’artista originale ha acquistato un’intero poggio, non senza difficoltà, e sta iniziando a creare qualcosa di davvero unico. Un Giardino magico, meta e rifugio di alcuni personaggi della storia.
La vita in Maremma è sacrificio e sudore, zero spazio per le emozioni e i sentimenti. Ma fuori da lì ci sarà pur qualcosa da vedere, o no?
Genitori e figli semplici si scontrano con persone false e costruite. Abituate a un certo tenore di vita, dove ogni capriccio viene soddisfatto velocemente. Amicizia e odio a contrasto. Sofferenza e maschilismo imperano. Anime belle si sentono a disagio perché non sanno come esprimersi. La bruttezza viene criticata e derisa, l’identità sessuale incerta è un difetto, una malattia.
Ma il giardino dei mostri è il giardino di tutti noi, è lo spazio che racchiude il nostro egoismo, il malessere e il malcontento provocati dal denaro. È l’orrore di essere manipolati e presi in giro. È l’ignoranza che rimbalza contro la scaltrezza. È la voglia di provare a uscirne per sentirsi liberi, ricevendo gli stimoli giusti.
Tra i paesaggi ricchi di sfumature, odori e profumi ho amato la forza di Annamaria e Saverio. Fratello e sorella uniti ma distanti, capaci di tenere duro e di superare tante vicissitudini.
Romanzo molto bello, che vi consiglio di leggere.

Lorenza Pieri è nata a Lugo di Romagna ma ha trascorso infanzia e adolescenza in Toscana. Dopo gli studi universitari a Siena e Parigi ha lavorato per quindici anni nell’editoria. Dal 2014 vive negli Stati Uniti dove alterna la scrittura di narrativa a quella giornalistica e drammaturgica, nonché alla traduzione letteraria. Nel 2016 le Edizioni E/O hanno pubblicato il suo primo romanzo, Isole minori, che ha vinto quattro premi ed è stato tradotto in cinque lingue.

Fonte : acquisto personale

:: Libera uscita di Debora Omassi (Rizzoli 2019) a cura di Federica Belleri

17 agosto 2019
Libera uscita di Debora Omassi

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Esordio con Rizzoli per la scrittrice bresciana Debora Omassi. Un romanzo sfaccettato, interessante, pungente. È la storia di Barbara, che decide di arruolarsi per capire se stessa. O forse per scappare da sé. Oppure perché ha paura di ciò che potrebbe essere, in realtà. Scorrendo le pagine di questo libro ciascun lettore saprà dare la giusta interpretazione alla nuova vita di questa giovane donna. Al padre, che lei ha sempre ammirato, ai ricordi che saranno sempre presenti. Alla dura legge della caserma e dell’esercito. Agli sguardi indagatori che la lasceranno svuotata. Al suo fidanzato, che vive la decisione di Barbara come un abbandono, un lutto. A Barbara stessa e alla sua profonda crisi d’identità.
L’autrice ha dimostrato piena capacità di entrare e uscire dalla vita di Barbara insieme a lei, di districarsi benissimo tra un prima e un dopo esercito, di saper affrontare la paura e lo sconforto della sua protagonista con determinazione.
Ma chi è Barbara, davvero? Chi sta cercando? Cosa vuole o deve dimostrare e, soprattutto, a chi?
Barbara è il sudore durante le esercitazioni, i polmoni affaticati, l’assorbente che non riesce a cambiare. È precisione e ordine, è il bisogno di giurare fedeltà e la voglia di scappare di corsa. È il desiderio di amare, senza intoppi, senza il dubbio di poter ferire qualcuno.
Le parole di Debora Omassi sono piccoli e sottili aghi che feriscono creando disagio, inquietudine, necessità e voglia di capire. Perché Barbara potrebbe essere chiunque fra noi.
Personaggi ben costruiti, sia femminili che maschili. Editing perfetto. Ben equilibrati schiettezza e sensibilità.
Ottima lettura, che vi consiglio.

Debora Omassi è nata a Brescia nel 1993. Vive a Milano, dove lavora come libraia. Ha esordito nel 2015 sulla rivista «Nuovi Argomenti» e ha pubblicato la raccolta di racconti Fuori si gela (2016). Questo è il suo primo romanzo.

Fonte: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Ilaria Tuti: Ninfa dormiente (Longanesi 2019) a cura di Federica Belleri

15 luglio 2019
Ninfa Dormiente di Ilaria Tuti

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Secondo romanzo edito da Longanesi e scritto dall’autrice Ilaria Tuti. Anche questa volta la storia è ambientata in Friuli, terra della scrittrice, illuminata dai colori primaverili e dai profumi legati al risveglio della natura. L’inverno è passato e il commissario Teresa Battaglia deve ricostruire una morte misteriosa, antica, legata a un disegno di una bellissima donna. Che sembra pulsare, uscire dal foglio ed è in grado di catturare lo sguardo di tutti. Lei è la Ninfa Dormiente. Non è facile per Teresa contattare l’autore del disegno e non è facile comunicare con lui. La sua capacità di entrare in empatia con l’altro, la ripagherà. E sarà il punto di partenza.
Non è affatto semplice per me scrivere di questo libro, la paura di svelare è tanta. Mi limiterò all’essenziale che, credetemi, è già immenso. Perché correrei il rischio di aggiungere particolari che invece vanno scoperti man mano. Come la vita e la salute di Teresa, il suo rapporto bellissimo con l’ispettore Marini, la simbiosi avvolgente con la sua squadra. Come i nuovi personaggi creati da Ilaria Tuti, in grado di affascinare e stupire, anche in senso negativo. Come un popolo unico, da proteggere. Come i morti, che forse andrebbero trattati con rispetto.
Ninfa Dormiente parla soprattutto di donne, di tradizione. Di amore e odio, di possesso e gelosia. Di vita e di morte. Di culto e di elementi naturali. Del buio che sta intorno, che ci abbraccia e ci nasconde ciò che non si dovrebbe mai trovare. È una storia completa nei sentimenti, visti da varie angolazioni, anche da lontano. È una storia di segreti ed è ricca di colori e sfumature. Esprime la forza destabilizzante di qualcosa da tramandare, di un’eredità antica, di un dolore che strazia fino ad ammutolire, di una guerra impossibile da dimenticare. Prende il lettore sotto braccio verso una vita nuova, o la fine della vita stessa. Ci fa capire il vero significato della parola “affetto” e del “silenzio”.
In corso di lettura ci si commuove per l’intensità e la cura delle parole usate dall’autrice. Non è sufficiente essere curiosi e desiderare di voltare pagina per sapere come procede il racconto, bisogna farsi portare nel bosco, per mano. Nessuna luce a illuminare il sentiero o il groviglio dei rovi. Ci saranno occhi che vedranno al posto nostro, con una sensibilità incredibile. Bisogna ricucire pian piano il tessuto lacerato e bruciacchiato di chi ha sofferto come non mai, ed è stato succube di qualcosa di troppo grande e difficile da governare. Perché qualcuno osserva Teresa, osserva la Ninfa. Custodisce e protegge. Spaventa quando si mostra. Dal 1945 o forse da prima. Perché il tempo in alcuni luoghi chiusi, non è mai davvero trascorso.
Editing perfetto, trama che non presenta nessun cedimento. Il mio personale complimento alla scrittrice.
Buona lettura.

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno (Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato come Crime Book of the Month dal Times nel marzo 2019. Tra i punti di forza, un’ambientazione suggestiva e inquietante, uno stile fresco e maturo allo stesso tempo, un meccanismo narrativo impeccabile e una protagonista, Teresa Battaglia, da subito indimenticabile.

Fonte: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Piergiorgio Pulixi: L’isola delle anime (Rizzoli 2019) a cura di Federica Belleri

12 luglio 2019

L'isola delle anime di Piergiorgio PulixiPiergiorgio Pulixi ci porta nella sua terra, la Sardegna. Lo fa evitando il turismo e la costa, per accompagnare il lettore nella parte più arcaica dell’isola. In Barbagia per esempio, nei siti nuragici, sugli altipiani o in montagna. Dove la natura è selvaggia e predominante, e impone il silenzio. Qui, la cultura primitiva è massiccia e per la modernità risulta incomprensibile. Qui si tramandano riti pagani legati al culto della Dea Madre, di padre in figlio. Si fugge dalla civiltà, e rispetto e obbedienza sono un obbligo al quale non si può trasgredire. Mai.
La questura di Cagliari si trova di fronte alla leggenda, alla forza impressa dalla tradizione sarda, alla brutalità inaudita di una morte quasi annunciata. Da questo punto di partenza si torna indietro nel tempo e si procede in avanti attraverso il sangue che scorre e che viene donato alla terra. Senza scampo, come se fosse normale. E allora ecco comparire una lama affilata, una maschera con corna caprine e una pelle di pecora a coprire un giovane corpo. Perché e da dove arriva questo omicidio?
L’autore ci presenta due ispettrici, Eva e Mara, che dovranno affiancarsi in questa complessa indagine. Due donne che hanno ferite aperte ma sono determinate e preparate. Due caratteri opposti che non mancheranno di stuzzicarsi e di mandarsi tranquillamente a quel paese. Due protagoniste, come altri in questo noir, che devono rinascere in ogni modo e ritrovare se stesse prima di realizzare in che modo sono state “punite”. Ogni dettaglio in questo libro ha un’origine, un punto in cui si è formato. Ogni momento di sfiducia deve essere studiato senza mai perdere di vista l’obiettivo finale. Ogni persona sospetta ha un passato, ha paura, è ossessionata da qualcosa o qualcuno.
Ma la terra ha bisogno di mangiare e di bere se deve proteggere, e le anime che le vengono donate servono a questo.
Sacrificio, rabbia incontenibile, imprevisto, panico, misteri o maledizioni, tradimento. Sono altri temi affrontati in questo libro ricco e intenso, caldo e freddo come solo la lingua sarda sa essere, spigoloso, dallo sguardo granitico. Nessuno sconto, la posizione di ognuno deve essere mantenuta. Finché …
Buona lettura.

Piergiorgio Pulixi, nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) e La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014).

Fonte: acquisto personale del recensore.

:: Lei era nessuno di Letizia Vicidomini (Homo Scrivens, 2019) a cura di Federica Belleri

4 luglio 2019

Lei era nessuno di Letizia VicidominiCome si può classificare il romanzo di Letizia Vicidomini? Credo non sia definibile, perché la storia narrata è un miscuglio di noir, giallo e thriller. Ma è anche una storia di spessore e profondità emotiva non indifferente. Ci parla di una bella donna sui cinquantacinque anni, Ines. Lavora nei servizi sociali. Una donna che è rimasta vedova, che si è rimboccata le maniche e non ha avuto paura di crescere le sue figlie anche viziandole e proteggendole troppo. Ines ama Giuseppe da quasi vent’anni ormai, ma Giuseppe non le ha mai promesso un futuro insieme, perché lui una famiglia già ce l’ha. Lui le regala una passione quotidiana unica, ore dedicate a loro due, da trascorrere in modo travolgente. Lei si prepara per i loro incontri, ha cura di sé, attende quei momenti come fossero ossigeno puro. Vuole essere bella e desiderabile solo per lui. Quasi in modo ossessivo. Non importa se non ne può parlare con nessuno, a lei va bene così. È felice, appagata, sembra non mancarle nulla. Sembra …
E se Giuseppe non si presentasse al loro consueto appuntamento? E se fosse impossibile raggiungerlo al cellulare? E se tutto il mondo di Ines crollasse in pochi istanti?
Questa è la storia di Ines, di Napoli, di un amore sbagliato e profondamente falso. Ines, una donna nell’ombra, costretta ad aggrapparsi ai ricordi belli per non crollare. Obbligata ad andare avanti nonostante il cuore le si spacchi in due. Ines, scaraventata di fronte a qualcosa che non avrebbe mai immaginato. Ines, stravolta dall’assurdità di una relazione con un uomo capace di ferire come nessun’altro.
Lei era nessuno, è vero. Ma ha la capacità di rialzare la testa e procedere dritta. Per nascere ancora una volta, per superare l’orrore, per aiutare donne nella sua stessa condizione. L’autrice si addentra nei sentimenti limpidi e nei loro punti oscuri senza dimenticare il rispetto di sé e degli altri. Ogni personaggio è “persona” e “protagonista” in egual misura. L’amicizia e l’affetto vengono sottolineati in modo particolare, nonostante la follia totalizzante.
Lei era nessuno, sì. È così. Ma ha un nome … Ines. Come ogni donna, come tante altre donne.
Ottima lettura.

Letizia Vicidomini si definisce: scrittrice, speaker radiofonica e presentatrice, attrice per diletto e per amore. Le sue opere pubblicate sono “Nella memoria del cuore” – Ed. Akkuaria 2006; “Angel” – Ed. Akkuaria 2007; “Il segreto di Lazzaro” (prefazione di M.de Giovanni) Ed. CentoAutori 2012; “La poltrona di seta rossa” – Ed. Homo scrivens 2013; “Nero. Diario di una ballerina” – Ed. Homo Scrivens 2015; “Notte in bianco” – Ed. Homo Scrivens 2017. Suoi racconti in antologie varie. Tra le altre “Una mano sul volto” a cura di Maurizio de Giovanni (Ed. Ad est dell’equatore); “Napoli in cento parole” (Ed. Perrone); “Napoli a tavola in cento parole” (Ed. Perrone); “Free zone” – Echos Edizioni.
Attrice protagonista nel cortometraggio “Oltre la porta” diretto da A. Balzano.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Una favolosa estate di morte di Piera Carlomagno (Rizzoli 2019) a cura di Federica Belleri

27 giugno 2019

Una favolosa estate di morteTerra di mezzo, di tradizione e di mistero. Terra di Basilicata, fra i Sassi di Matera e Potenza. Terra che sta per essere nominata Capitale della Cultura 2019. E terra protagonista di un duplice omicidio. Due corpi vengono ritrovati per caso, avvinghiati in un ultimo abbraccio all’interno di un’apertura di un calanco. L’atmosfera è tesa e silenziosa. La natura fitta e prepotente sembra fermarsi appena l’indagine ha inizio. Se ne occupano il magistrato Loris Ferrara e l’anatomopatologa Viola Guarino. Due personalità forti e competenti, in grado di osservare e delineare il percorso da seguire da poli opposti. Riusciranno a incontrarsi mai?
Chi sono le vittime? Si parla di amanti, di un uomo influente e di una ragazza bellissima ma sola. Si parla tra le vie e nei negozi, si ottengono piccole informazioni preziose. Si ricostruisce il loro passato e il loro presente. Si scattano fotografie, si preleva materiale utile e si cerca di entrare in contatto con i luoghi che li hanno visti in vita. Mentre il magistrato Ferrara segue la procedura e si affida alle carte, Viola segue anche l’istinto. Perché lei lo sa fare bene, sa che ogni indagine è una missione, le sue visioni le saranno utili. Perché lei ha un “dono” particolare.
In questo noir il male e la tradizione camminano paralleli, la prevaricazione psicologica ha un’importanza unica. La speculazione senza scrupolo alcuno lascia senza parole. L’autrice non dimentica l’amore e la gelosia, l’odio radicato da troppo tempo e il potere che può essere rappresentato in mille modi.
Questo romanzo è femmina, è donna. Con la capacità di dare e di togliere, con la forza di uno sguardo, con la cattiveria impressa in una parola. Con l’abitudine ad essere chiusa in sé e l’autonomia di confidarsi solo a pochi.
Ottima lettura, che vi consiglio.

Piera Carlomagno è giornalista professionista e presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival.

Source: acquisto personale del recensore.

:: di terra, di mare, di cielo di Barbara Cobianchi (Biplane Edizioni, 2019) a cura di Federica Belleri

24 giugno 2019

Di terra, di mare, di cielo Barbara CobianchiLa singolarità di questo romanzo breve è legata alla storia di una famiglia particolare e al linguaggio utilizzato dalla scrittrice. Discorso indiretto, dal principio alla fine. Singolare è anche l’ambientazione, che si sposta da Torino a Venezia e le sue isole, a un’isola mediterranea dove non esiste una farmacia e la tv si guarda solo se c’è una necessità.
Una coppia di genitori omosessuali, una figlia originale e sensibile e un giovane letteralmente “calato dall’alto”.
Questa storia è il percorso di una famiglia, attraverso la paura di non essere accettati e compresi, ma invasa da un amore immenso in grado di aiutare sempre. È la forza di andare avanti, oltre le difficoltà. Di guardare davanti a sé pur non dimenticando cosa ci si è lasciato alle spalle. È Sarg che prende per mano Saro e gli racconta la sua vita … E viceversa. È Leo che ama Bart dal profondo … E viceversa.
Un romanzo questo, di Barbara Cobianchi, che si insinua nel cuore del protagonisti e in quello del lettore. Con delicatezza e modo.
Buona lettura.

Barbara Cobianchi, insegnante di liceo e mamma, vive e lavora a Verona dove è nata nel 1977. Dopo la laurea in lettere classiche, ha frequentato la Scuola Holden. Ha mosso i primi passi con la pubblicazione di alcuni racconti nel 2007 nell’antologia Via Stella 42 (Bonaccorso editore), nel 2011 ha pubblicato il romanzo Il Codice Rolloni (L’Autore Libri Firenze) e, negli anni successivi, ha dato il suo contribuito alle antologie “100 storie per quando è troppo tardi” e “100 storie per quando è davvero troppo tardi” (Feltrinelli) e “Piccola antologia di figuracce in 100 parole” (Giulio Perrone Editore).

Source: omaggio dell’editore al recensore.

:: Linea di sangue di Angela Marsons (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

19 giugno 2019

Linea di sangueTorna Angela Marsons con la sua detective di spicco Kim Stone. Impegnata in un susseguirsi di omicidi in apparenza scollegati fra loro ma studiati in modo preciso e pulito. Perché?
Perché Kim è in grado di trovare il responsabile, perché è capace di affrontare l’angoscia che le leva il respiro, perché sa cosa significa tornare sui propri passi anche se può farsi molto male. Kim ha una scorza dura ma i colleghi attorno a lei sanno come prenderla e quando è il momento di preoccuparsi per lei. Hanno il dubbio che qualcuno la stia riportando indietro nel tempo per manipolarla e renderla fragile e ossessiva. Ma Kim cerca di non farli preoccupare. Riuscirà a risolvere questa indagine?
Ancora una volta l’autrice ci parla di donne, perché loro sono le vere protagoniste insieme alla paura che le perseguita. Insieme al dolore che non si alleggerisce mai, alla voglia di dominare cercando un riscatto, una vendetta.
Ancora una volta, scava nella mente del più forte ma anche del più fragile, per farci scoprire che a volte i ruoli si possono stravolgere. Basta saper osservare i dettagli, le piccole cose che in apparenza scivolano davanti agli occhi.
Ottimo thriller volta pagina, ben strutturato. Un complimento alla scrittrice.

Angela Marsons ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, bestseller internazionale ai primi posti delle classifiche anche in Italia. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone prosegue con Il gioco del male, La ragazza scomparsa, Una morte perfetta e Linea di sangue. Vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. I suoi libri hanno già venduto più di 3 milioni di copie. Per saperne di più: www.angelamarsons-books.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

:: Alla fine del viaggio, solitudine per il commissario Casabona di Antonio Fusco (Giunti, 2019) a cura di Federica Belleri

11 giugno 2019

Alla fine del viaggio, solitudine per il commissario CasabonaBen ritrovato al commissario Tommaso Casabona. Quinto libro dedicato dallo scrittore Antonio Fusco a questo personaggio davvero per bene. Un uomo con una vita complicata. Professionale, empatico, a suo modo un buon osservatore d’insieme. L’ambientazione è quella di sempre. Valdenza, in Toscana. Mentre Casabona deve metabolizzare la separazione dalla moglie, un uomo viene travolto e ucciso da un Freccia Rossa in piena velocità, legato alla sua sedia a rotelle. Chi era e perché si trovava lì?
Il commissario troverà le risposte a queste domande ingarbugliate fra passato e presente. Verrà supportato dagli uomini della sua squadra, sempre pronti e disponibili. Lavorerà con esperti informatici e con la polizia postale. Nelle perquisizioni e durante gli interrogatori sarà fermo nell’atteggiamento e  con le parole, senza dimenticare di avere davanti un “presunto” indiziato o colpevole.
La vita privata di Casabona si mescolerà  inevitabile con il lavoro, provocandogli momenti di tristezza e insofferenza. L’indagine nel frattempo prenderà forma attraverso mille pezzi da incastrare, tante supposizioni da rendere concrete e indizi che avranno dell’assurdo.
Gli argomenti trattati in questo libro sono delicati, attuali e crudi quanto basta.
Qualcuno sta facendo “pulizia”, qualcuno utilizza il web nella maniera sbagliata. Qualcuno usa informazioni personali per ricattare e vendicarsi, uccidendo.  Per quale motivo?
Alla fine del viaggio” si esce dal vortice di questa pericolosa  situazione, si scopre la verità che lascia disarmati, si srotola il filo che lega tutti i personaggi. Si ha paura, perché si è rosi dal senso di colpa e ci si sente dei mostri. Ci si nasconde dietro l’indifferenza o l’aggressività per non essere scoperti. Ci si protegge dietro a uno schermo per risultare introvabili. Ma questa è una storia che non può e non deve lasciare indifferenti, perché ci parla di pulsioni e di interessi particolari e malati. L’autore ci accompagna pagina dopo pagina in modo rispettoso ma deciso. Queste caratteristiche non mancano mai nei libri di Antonio Fusco.
Ve lo consiglio. Buona lettura.

Antonio Fusco, nato nel 1964 a Napoli, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Dal 2000 si occupa di indagini di polizia giudiziaria in Toscana.
Nel 2017 Giunti ha raccolto in un volume unico le prime tre indagini della fortunata serie di Casabona.

Fonte: acquisto personale.

:: La donna che vedi di Giovanni Pannacci (Fernandel 2019) a cura di Federica Belleri

7 giugno 2019

La donna che vedi di Giovanni PannacciLa dottoressa Myriam Labate è importante, occupa un’ottima posizione manageriale, è bellissima. Ma si è costruita intorno un guscio protettivo, una formale freddezza che tiene a distanza gli altri. Quali “altri” e per quale motivo? Il lavoro è per lei ragione di vita, che fare nel momento in cui viene licenziata? Come comportarsi quando la mente inizia ad andare in tilt e a mandarla in blackout per alcuni minuti? Potrebbe essere lo stress, oppure la dipendenza da marjiuana che si fa sentire ogni tanto. Che altro?
Myriam racconta di sé, di ciò che prova e di come ci si sente dopo un tradimento. Racconta di identità nascoste, costrette al silenzio per paura di non essere accettate. Ci parla del caso, che forse non esiste, perché tutti, anche lei, hanno un percorso da fare. Difficile, ma liberatorio. Che interessi ha, che amicizie ha questa donna? Cosa la affascina e cosa la lascia senza parole? Cosa la rende vulnerabile e cosa la spaventa a morte?
La donna che vedi è cambiata nel tempo, ha superato la cattiveria e gli sguardi perplessi. È stata accolta da chi ha saputo capirla e aiutarla nel suo cammino. La donna che vedi non è solo un appartamento lussuoso e abiti firmati. È anche la capacità di riscattare un passato faticoso da dimenticare, attraversando ciò che ha rappresentato per lei il dolore più profondo in assoluto.
Buona lettura.

Giovanni Pannacci vive fra Rimini e Città di Castello, insegna lingua italiana agli stranieri e si occupa di certificazioni linguistiche. Per l’editore Giulio Perrone ha pubblicato Siamo tutte delle gran bugiarde. Conversazione con Paolo Poli (2009) e il romanzo La canzone del bambino scomparso (2012). Per Fernandel ha pubblicato il romanzo L’ultima menzogna (2016).

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.