Posts Tagged ‘Federica Belleri’

:: Ti rubo la vita di Cinzia Leone (Mondadori 2019) a cura di Federica Belleri

20 Mag 2019

Ti rubo la vita di Cinzia LeonePiù che una recensione la mia è una riflessione personale su un romanzo appassionante e coinvolgente. L’autrice, Cinzia Leone, ci racconta l’essere ebrei attraverso la storia di tre donne uniche. Miriam, Giuditta e Eshter. Tre personalità forti e sensibili al tempo stesso, che si sono ritrovate a vivere la vita di qualcun’altro. Perché? Perché erano ebree, perché non era possibile per loro essere ciò che desideravano. Perché avevano limiti imposti e leggi razziali alla base di tutto che le inibivano. Come potevano lavorare con tranquillità, innamorarsi di un uomo non ebreo, uscire per una semplice passeggiata? Come dovevano sentirsi di fronte alla guerra, alla paura e alla privazione? Dal 1936 al 1992 queste donne percorreranno una strada difficile, sofferta, spesso nell’ombra. Faranno errori ma non dimenticheranno mai le loro origini, anche se cammuffate in un abile inganno.
La scrittrice ci fa conoscere l’imbroglio e la grande determinazione nel mantenerlo, la forza di resistere e di sapersi difendere. La decisione di attaccare prima di essere attaccate. Il bisogno primario di essere rispettate. Il desiderio di essere libere sopraffatto troppe volte dalla tristezza. Le presunte amicizie che si allontanano pian piano, le famiglie che tentano disperatamente di rimanere unite, la guerra e i rastrellamenti. La fuga perenne dal pericolo e l’angoscia notturna. Il desiderio di poter avere una famiglia, dei figli, un guscio protettivo in grado di non lasciarle mai sole e l’amore … in grado di superare ogni confine.
Ti rubo la vita intreccia la vita di Miriam, Giuditta e Eshter, dall’Italia a Istanbul, a Miami. Durante la lettura mi sono ritrovata più volte accanto a ognuna di loro, rapita dall’empatia trasmessa.
Vi invito ad appassionarvi come ho fatto io a questo romanzo che attraversa la nostra difficile storia, fa riflettere sulla tolleranza rispetto al “diverso” e gioca in maniera molto seria sulle identità nascoste e rubate.
Assolutamente consigliato.

Cinzia Leone, giornalista, scrittrice e autrice di graphic novel, collabora con il “Corriere della Sera” e “Il Foglio”. Ha pubblicato due romanzi, Liberabile e Cellophane, e cinque libri di storie a fumetti. Vive, scrive e disegna a Roma.

Fonte: acquisto personale.

:: Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore (DeA Planeta 2019) a cura di Federica Belleri

15 Mag 2019

Pino ImperatoreTorna in libreria Pino Imperatore con la seconda indagine che vede protagonisti l’ispettore Gianni Scapece e il commissario Carlo Improta. Una coppia di investigatori fuori dagli schemi,  fisicamente ai poli opposti, ma con una grande stima reciproca. Il primo,  sciupafemmine. Il secondo, una sorta di papà e di guida. La vicenda è ambientata a Napoli, come sempre. La città mostra sfumature e colori, arte e cultura, cibo e vino ottimamente serviti. Lo sanno bene i Vitiello, titolari della trattoria Parthenope, che si trova proprio di fronte al commissariato di Mergellina. Luogo scelto da Scapece e Improta per discutere delle loro indagini con il titolare e la sua famiglia. Tutti coinvolti mentre sono seduti a tavola. Tutti a confronto e disposti a dare una mano. Insoliti e divertenti i siparietti creati dall’autore con questi personaggi.
Ma veniamo al giallo. Ispettore, commissario e questore vengono invitati al novantesimo compleanno della baronessa De Flavis, alla sontuosa festa nella sua villa che si affaccia sul golfo di Napoli. Fatti gli onori di casa, la baronessa sparisce insieme all’inseparabile maggiordomo e gli ospiti cominciano a sentirsi male e a perdere i sensi.
L’indagine parte subito dopo una corsa al pronto soccorso. Dov’è finita la baronessa? E il suo fedele accompagnatore? Potrebbe essere morta?
L’ispettore Scapece inizia a usare il cervello, invece che la pistola, per risolvere questo caso. Interroga, osserva, non si fa condizionare dalle sue personali pene d’amore e si mette in gioco. Scoprirà passo dopo passo la storia di una donna determinata ma fragile, dei suoi figli egoisti ed egocentrici, dei dolori e delle sofferenze che l’hanno piegata ma non spezzata. Tra fatti realmente accaduti e leggende tramandate verremo condotti dall’autore a capire cosa significa essere avidi, arrabbiati e rissosi. A chiederci chi fosse veramente la baronessa De Flavis, a maturare sospetti e a guardare l’odio puro attraverso una porta socchiusa.
Quanto è forte il desiderio di vivere una vita piena? Quanto si ha voglia di essere capiti? Quanto si ha bisogno di essere amati davvero?
Da un colpo di scena all’altro si percorre l’intera vita di Elena De Flavis. Una metafora sugli affetti di famiglia, sulla società del possesso e non del sentimento, sulla forza d’animo che impedisce di mollare tutto.
Con tanto affetto ti ammazzerò.  Un giallo, un bilancio fra alti e bassi, fra rimpianto e nostalgia, fra nuvole e sereno. Non manca l’ironia che contraddistingue l’autore e il sorriso che arriva subito dopo.
Buona lettura.

Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller. Con DeA Planeta ha pubblicato Aglio, olio e assassinoCon tanto affetto ti ammazzerò, di cui sono protagonisti Scapece, Improta e i Vitiello.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa DeA Planeta.

:: La dottrina del male di Alessandro Berselli (Elliot Edizioni 2019) a cura di Federica Belleri

17 aprile 2019

La dottrina del maleTorna Alessandro Berselli con un nuovo libro. Piccole dimensioni, grande contenuto. La vicenda che ci racconta è centrata su Ivan Cataldo, trainer aziendale specializzato in marketing partitico. Uomo piacente, abbigliamento ricercato, amante della cucina raffinata e alternativa. Una moglie, una figlia vicina alla maggiore età e una in arrivo. Cosa gli manca? In apparenza nulla. È realizzato, i soldi non sono un problema, tutto sta procedendo al meglio. Finché … gli viene fatta una proposta lusinghiera, legata a nuove e ambiziose idee politiche. La sua curiosità si accende, i suoi equilibri diventano incerti. Superare o no la sottile linea che ha curato giorno dopo giorno in modo quasi maniacale? Non vi svelo altro.
La dottrina del male smuove ogni cosa. L’affetto e l’amore, la fiducia incondizionata e il tradimento, l’idealizzazione e la paura di fallire. La dottrina del male controlla ogni cosa, facendo pressione psicologica. Fa a pezzi la coscienza per seguire un delirio politico. Inganna, uccide e non lascia spazio alle alternative. La dottrina del male mette in discussione i rapporti di coppia e quelli tra genitori e figli, a più livelli di generazione.
Linguaggio attuale, ritmo incalzante, non una parola fuori posto. Toni legati al noir. Ottima la chiave di lettura relativa al mondo dei social e alla struttura piramidale che domina l’intera storia.
Assolutamente consigliato.

Alessandro Berselli è nato a Bologna nel 1965. Umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni Novanta, collaborando con le riviste «Comix» e «L’apodittico». Dal 2003 intraprende una carriera parallela come romanziere noir. Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore, di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), ricordiamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo crudele (Pendragon, 2013), Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme, 2014) e Kamasutra Kevin (Pendragon, 2016). Dell’autore, Elliot ha pubblicato il romanzo Le siamesi (2017).

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio stampa.

:: La vita in più di Fabio Rizzoli (Mondadori 2019) a cura di Federica Belleri

12 aprile 2019

La vita in piùUna storia vera. Una diagnosi difficile che cambia completamente la vita del protagonista. Da Bologna al Niguarda di Milano per fare accertamenti specifici. Dalla casa in cui convive con la sua donna al reparto di oncologia, in pochi giorni. I ricordi lo confondono, riemergono e lo spiazzano. Tutto viene rimesso in discussione, anche il sesso. La depressione si fa sentire, prepotente. Cosa si aspetta da una diagnosi che non lascia spazio all’equivoco? Deve affrontarla a muso duro o nascondersi per essere coccolato e capito? Quanto conta per lui avere abitudini, sognare, desiderare? Cosa vuol dire stordirsi pur di non provare dolore? Che significato acquistano in un percorso come questo la vita e l’amore? E la morte?
Essere protagonisti vuol dire mettersi a nudo, nel bene e nel male. Non avere più segreti e non aspettarsi nulla dal prossimo. Men che meno dimostrare qualcosa a qualcuno. Essere ammalati significa accettare di avere un futuro parallelo, difficile ma pur sempre un futuro. Essere protagonisti vuol dire saper rimanere soli con se stessi, prima che con gli altri.
Bellissimo questo primo romanzo di Fabio Rizzoli. Una vicenda toccante raccontata con naturalezza e con lo stupore legato ai primi momenti di non conoscenza della malattia. Un personaggio che si evolve nel tempo, che prova sensazioni diverse, imparando a non crearsi troppe aspettative.
Buona lettura.

Fabio Rizzoli è nato e vive a Bologna. Con Fernandel ha pubblicato Almanacco dei giorni migliori – Primavera (2011) e Inverno (2012). Questo è il suo primo romanzo.

Source: acquisto personale del recensore.

:: A bocca chiusa di Stefano Bonazzi (Fernandel 2019) a cura di Federica Belleri

28 marzo 2019

A bocca chiusaUna nuova edizione per questo libro d’esordio di Stefano Bonazzi, pubblicato nel 2014. È la storia di una famiglia dove nessuno viene identificato da un nome proprio, quasi la si volesse proteggere dagli estranei, che invece vengono chiamati per nome. È la storia di un luogo qualsiasi, perché potrebbe svolgersi ovunque. È la storia di un bambino costretto a vivere durante i mesi estivi a casa dei nonni. Costretto, a rimanere solo con il nonno, mentre nonna esce per andare a lavorare. Il nonno ha smesso di guidare il camion, la salute non glielo permette più, quindi … perchè permettere al suo unico nipote di crescere sereno e di fare esperienze?
Non voglio svelare troppo di questo libro, va scoperto pagina dopo pagina. Ci si deve sentire immersi nell’angoscia e nell’orrore. Si deve provare fastidio per l’egoismo sbattuto in faccia con prepotenza, celato dietro a un velo di protezione. Ci si trova a porsi mille domande e a provare rassegnazione e frustrazione. Si viene travolti e affondati dalla vita di questo bambino. Si capisce quanto sia necessario iniziare a odiare, per sopravvivere.
A bocca chiusa, quando parlare non serve più. Una muta e allucinante richiesta d’aiuto. Una scrittura fatta di immagini e parole crude, nella quale è impossibile non immedesimarsi. A bocca chiusa è diversità, paura, disagio, desiderio di essere come gli altri. È la voglia di fermare il tempo, di sentirsi importante per qualcuno, di avere finalmente un obiettivo. È amore allo stato primitivo, è un respiro rabbioso, è l’occhio furioso di chi ha perso la ragione.
Bellissima lettura, terribile ma necessaria.
Fatemi sapere.

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara, dove vive e lavora. Di professione grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Zhengzhou, Miami, Seul e Monaco. A bocca chiusa è il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2014 da Newton Compton; nel 2017 ha pubblicato per Fernandel il romanzo L’abbandonatrice, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Source: inviato dall’editore al recensore.

:: Gennaio di sangue di Alan Parks (Bompiani 2019) a cura di Federica Belleri

26 marzo 2019
Gennaio di sangue di Alan Parks

Clicca sulla cover per l’acquisto

Primo romanzo di una serie, scritto da Alan Parks, scrittore scozzese. Bompiani Editore ha aderito a questo progetto ambizioso con grande interesse. Progetto dall’ottimo esordio con “Gennaio di sangue”. L’autore ci racconta la Glasgow del 1973, in particolare i primi undici giorni del mese di gennaio. Una Glasgow demolita in buona parte e ricostruita con palazzi enormi e grandi vie di comunicazione quasi sconosciute. L’ispettore Harry Mc Coy fatica a riconoscerla e a integrarsi nel nuovo contesto urbano. Per lui esiste solo il lavoro, fatica a stabilire rapporti umani e la bottiglia sembra essere il suo più grande sollievo. Lo aiuta a dimenticare il passato, come sempre spaventoso e doloroso. Una giovane donna viene uccisa alla stazione degli autobus, freddata davanti a tutti. Il suo assassino si suicida sul posto, pochi istanti dopo. Mc Coy viene chiamato e si precipita tra questi due eventi orribili, ma non può fare nulla. O forse sì? Perché un criminale rinchiuso in carcere gli aveva parlato di un omicidio, della morte di una donna … Perché proprio a Mc Coy? Come faceva quel delinquente a sapere certe cose?
Da qui si apre lo scenario del giallo, che ha le sfumature color seppia, anche se è ambientato negli anni settanta. Una catena di omicidi si srotola ai piedi dell’ispettore e del suo aiutante Wattie, nei suoi primi giorni di lavoro. Mc Coy si ritrova a combattere con la feccia violenta di Glasgow, a scendere a patti con gli individui peggiori, in nome di una giustizia che non sarà mai pulita fino in fondo. Anzi, il fondo potrebbe toccarlo proprio lui, di fronte ai potenti e ai ben pensanti.
La scrittura di Parks è serrata, oscura, potente. Non fa sconti e non abbandona il lettore. Mai. Lo scrittore ci parla di sesso, di contrabbando, di droga, di strozzinaggio e di una criminalità che fa a botte con il dio denaro. I vizi vengono portati alla luce, il sangue continua a scorrere. La falsità e il doppio gioco diventano la normalità. Ce la farà l’ispettore Mc Coy a vincere questa battaglia?
Buona lettura.

Alan Parks è nato in Scozia e ha lavorato per oltre vent’anni nel mondo della musica. Vive e lavora a Glasgow. Gennaio di sangue è il suo primo romanzo.

Source: libro inviato dall”editore al recensore. Ringraziamo Federica e Marta dell’Ufficio Stampa Bompiani.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Vittima innocente di Winnie M. Li (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

18 marzo 2019

vittima-innocente-winnie-liVivian è una donna indipendente, ha un ottimo lavoro e ama viaggiare da sola. Da Londra, dove vive, si sposta in Irlanda per scoprire nuovi sentieri e luoghi che la affascinano. Cosa vuol dire per lei stare lontano dalla civiltà?
Johnny è un ragazzo nomade di quindici anni e ha una famiglia violenta. È manesco, fatica a relazionarsi con gli altri e tenta in ogni maniera di imitare il fratello maggiore. Cosa significa per lui dover vivere all’interno di una comunità che si sposta di continuo e dover rispettare regole rigide?
Vivian incontrerà Johnny durante un’escursione in solitaria, che cambierà completamente la sua vita. Creerà in lei una barriera, un ostacolo difficile da superare. Da quel momento per lei ci saranno lacrime e forti attacchi d’ansia. Da quel momento, angoscia e agorafobia.
Vittima innocente è il primo romanzo di Winnie M Li, che racconta la sua storia, il suo dolore e la violenza che ha subito. L’autrice parla attraverso Vivian e lo fa in modo diretto, preciso, senza omettere nulla. Come se fosse in bilico fra due universi paralleli la protagonista si chiede un’infinità di “se” … se non avesse deciso di percorrere quel sentiero, se si fosse messa in cammino al mattino invece che nel pomeriggio, se non fosse stata così educata con uno sconosciuto.
E Johnny? Cosa si domanda, come vive questa dolorosa avventura? Forse si sente emarginato, incompreso, con gli occhi di tutti puntati addosso. D’altronde spesso si pensa che i nomadi siano tutti delinquenti, folli e disagiati.
Vittima innocente è la storia di un incontro pericoloso, è il punto di non ritorno, è riabilitazione e recupero. È la forza di guardare avanti, nonostante tutto. È dolore ma anche determinazione a superare tutto.
Bellissimo thriller, ottima la narrazione a due voci, buona la traduzione.
Vi invito a leggerlo con attenzione, perché vi coinvolgerà.
Buona lettura.

Winnie M Li è una scrittrice e produttrice. Laureata a Harvard, ha scritto guide turistiche, prodotto film indipendenti, organizzato festival del cinema e sviluppato progetti di ecoturismo. Dopo la laurea in Scrittura creativa e un dottorato di ricerca in Media e Comunicazione alla London School of Economics, ha lavorato per vari media e festival artistici. Vittima innocente è il suo primo romanzo, pluripremiato e in corso di pubblicazione in 11 Paesi. Per saperne di più: www.winniemli.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Il futuro degli altri di Paolo Brera (Il Clown Bianco 2018) a cura di Federica Belleri

11 marzo 2019

indexQuesto giallo, scritto da Paolo Brera, è ambientato a Milano. Una donna originaria di Sarajevo viene trovata morta in casa sua. Il delitto, perché di questo si tratta, è identico a quello descritto nei particolari in un libro giallo, venduto con il quotidiano La Padania. La cosa ovvia da fare è sospettare e accusare lo scrittore del libro, proprio Paolo Brera. Sarà lui il colpevole?
Il Colonnello dei Carabinieri De Valera è a capo dell’indagine, che si rivela fin da subito piuttosto strana. Infatti De Valera comincia a provare simpatia e compassione per lo scrittore incriminato. Perché?
Il caso viaggia attraverso il mondo dell’immigrazione e le case di ringhiera, il giornalismo e la cassa integrazione, i divorzi difficili e le differenze di razza e cultura. Interessante il confronto fra realtà vera e realtà di finzione.
Una lettura scorrevole e ironica, piacevole e ben strutturata la scrittura.
Consigliato.

Paolo Brera, milanese, è scrittore, traduttore e giornalista. Uscito dalla Bocconi, ha lavorato in quella e in altre università come assistente di Storia economica, poi di Diritto privato comparato, Economia politica e Marketing. Dopo un intervallo dedicato all’esportazione di prodotti petroliferi, negli anni Ottanta si è dedicato prevalentemente al giornalismo, e dopo il 2000 sopra tutto alla narrativa e alla poesia, pubblicando diversi romanzi polizieschi e di fantascienza, uno studio sull’economia mondiale, tre raccolte di poesie e un progetto letterario incentrato sulla figura di Don Giovanni. Come traduttore Brera ha volto in italiano dalle rispettive lingue originali opere di Balzac, Puškin, Zorrilla, Turgenev, Sienkiewicz, Machado de Assis, Vazov, Jan Neruda, Caragiale e altri.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Lame di pioggia di Massimo Padua (EBS Print 2018) a cura di Federica Belleri

25 febbraio 2019

1Ritorna Massimo Padua con un libro dalle tonalità forti del nero. La trama è legata alle sensazioni in contrasto provate da Davide quando scopre che la moglie Letizia sta per partorire il loro piccolo Samuele. È un intreccio perfetto fra passato e presente. È un passaggio dalla vita alla morte, e viceversa. È una corsa contro il tempo, per sorprenderlo alle spalle e afferrarlo. È il pericolo generato dall’inconscio. Questo romanzo breve ha un’intensità che spaventa e ferisce, ma è necessaria. Dove sta il problema in questa storia, dove si nasconde il disagio? Chi è il vero protagonista?
Chi fatica a riconoscere se stesso, chi viaggia cercando di scansare i ricordi, finché questi non gli presentano il conto. Chi si costruisce una realtà parallela, convincendosi che vada tutto bene.
Lame di pioggia trafigge il cuore, è ricco di suggestioni e presagi. È legato alla pioggia e al mare, in modo quasi ossessivo. È un gradino nel buio che ci impedisce di aprire la porta del nostro vissuto e, inciampando, ci fa schiantare a terra. È l’orrore inaspettato che si cela dietro a occhi innocenti. È l’illusione quasi paranoica di chi vuole negare ciò che è evidente a tutti. È una chiacchierata con chi ha sofferto e non c’è più …
Bellissimo, ve lo consiglio. Buona lettura.

Fonte: acquisto personale.

:: Corpo a Corpo di Silvia Ranfagni (Edizioni e/o 2019) a cura di Federica Belleri

25 febbraio 2019

1Romanzo d’esordio per Silvia Ranfagni, scrittrice e sceneggiatrice. Romanzo potente e devastante, che racconta l’essere madre in modo diretto, a volte crudo. Beatrice si trova quarantenne a desiderare un bambino. Lo vuole davvero o lo “deve” avere perché così si fa? Beatrice non si è curata di vizi e stravizi in gioventù, ha sofferto tanto, è rimasta legata ai ricordi più brutti ma ha cercato di vivere come le pareva, scansando il dolore. Ora, non ha un uomo, non ha un compagno, nessuno che possa condividere con lei questo progetto di vita. Che fare? Lo scoprirete in corso di lettura.
Il suo Corpo si confronta e si scontra con il piccolo Corpo uscito da lei, i suoi seni lo nutrono, i suoi pianti la annullano. Cosa prova per suo Figlio, cosa vuole per il suo futuro? Ma soprattutto, cosa desidera per sé e solamente per sé questa donna? Quali sono i suoi bisogni quando la sua mente fa troppo rumore e si sente annullata?
Corpo a Corpo sbatte il lettore al muro, lo inchioda alle responsabilità genitoriali. Lo catapulta nell’egoismo necessario per sopravvivere, nel disagio delle fragilità, nella paura di non poter controllare tutto. Intanto la vita scorre in centocinquantasei pagine, questa madre evolve e si accascia su se stessa e questo bambino, che si chiama Arturo, cresce. Ottimo editing, ottima trama, ottima lettura.

Silvia Ranfagni insegna sceneggiatura e scrittura creativa alla Rome University of Fine Arts. Ha lavorato nelle troupe di diversi registi, tra cui Amelio, Bertolucci, Tornatore, e scritto sceneggiature con Verdone e Ozpetek. Corpo a corpo è il suo primo romanzo. Come tanti mammiferi, ha anche prodotto vita, un’impresa estenuante.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Il giorno in cui Lorenzo morì di Paolo Marati (Ponte Sisto 2018) a cura di Federica Belleri

5 febbraio 2019

lormorRoma non è interessata al fatto che la madre di Lorenzo abbia dato inizio alle pratiche di divorzio, come non è interessata al fatto che suo padre non lo accetti, perché ancora innamorato.
Roma non si preoccupa se Giacomo, il fratello maggiore di Lorenzo, sia gay e vicino all’anoressia. Roma, infine, rimane indifferente quando scopre che Lorenzo è epilettico …
Queste sono le basi da cui parte questa storia, raccontata con schiettezza, con un linguaggio forte e senza sconti per nessuno. Storia di giovani pseudo-intellettuali che si preoccupano solo di se stessi, ma faticano a confrontarsi nel quotidiano. Capaci solamente di discutere di ciò che hanno appreso dai libri e di poco altro. Sembrano ragazzi inadeguati e inaffidabili, egoisti e saccenti nel modo sbagliato. Fra loro c’è chi è despota e arrogante, chi è irascibile e manesco, chi vuole piacere a tutti i costi ed essere accettato. In questo gruppo fa la sua comparsa Lorenzo, che li conosce tutti da diversi anni e che si trova, suo malgrado, a fare i conti con la propria sensibilità e la sua malattia. Lorenzo, che vorrebbe aiutare ma viene offeso. Lorenzo, che a volte risulta “pesante” da ascoltare ma ne avrebbe un gran bisogno.
Cosa succede nella giornata in cui Lorenzo muore? Non sta a me dirlo, ma a voi leggerlo in questo libro.
Una maniera originale per raccontare l’inquietudine, senza giudicare nessuno.
Buona lettura.

Source: inviato dall’editore al recensore.

:: Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni di Riccardo Landini a cura di Federica Belleri

29 gennaio 2019

di morte, d'insonnia e d'altre canzoni di riccardo landiniCittadina di provincia del Nord Italia. Omicidi cruenti prendono a pugni in faccia l’ispettore capo Ezio Marvelli, rientrato in ufficio dopo alcuni mesi di assenza. Omicidi che lo scuotono nel profondo, anche se non lo dimostra. Morti violente che lo riportano indietro nel tempo, che spaccano il ghiaccio che si è formato a proteggere la sua sofferenza personale. Uno squarcio alla gola, la causa di queste morti. Un machete, l’arma utilizzata. Musicassette inviate in forma anonima all’ispettore Marvelli. Perché proprio a lui? Un magistrato, la dottoressa Maggio, molto ben disposta davanti ai riflettori. Un profilo da creare, che aiuti Marvelli e i suoi colleghi a individuare questo killer spietato. Chi è, e perché agisce in maniera fredda e spietata?
Nonostante alcune piccole imprecisioni nella stesura, ho trovato questo giallo molto interessante e ricco di spunti sui quali riflettere. Potrebbero sembrare scontati, ma così non è a mio avviso. Quanto conta l’amore e il supporto dei propri cari quando si sta seguendo un’indagine di questo tipo? Quanto è importante il proprio vissuto e quanto può influenzare le percezioni di ispettori e commissari? Quanto si ha paura di morire?
Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un giallo ben costruito, dove alcuni dettagli apparentemente innocui hanno invece un’importanza decisiva per la risoluzione della vicenda. Interessanti i versi di alcune canzoni utilizzati come intro ai diciotto capitoli del libro.
Buona lettura.

Riccardo Landini, nato in Emilia, ma d’origine ed estrazione romagnole, nel 2009 ha presentato al pubblico il suo primo romanzo, “E verrà la morte seconda”, che gli è valso l’interesse della stampa e dei lettori. A questo hanno fatto seguito, negli anni a venire, parecchi altri lavori per Mondadori, Cordero, Eclissi e diverse altre Case. Per Cento Autori ha pubblicato il romanzo “Il primo inganno”, capitolo iniziale di una trilogia cui sono seguiti “Non si ingannano i morti” e “Ingannando si impara”. Vincitore di parecchi premi letterari, ama ricordare, tra tutti, il premio Giallo Stresa 2013.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.