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:: L’arte del delitto di Letizia Triches (Newton Compton, 2026) a cura di Patrizia Debicke

11 settembre 2026

Ottobre 1995. Sandra ha solo dodici anni quando sopravvive miracolosamente a una spaventosa scossa elettrica. Uno choc dal quale faticherà  a lungo prima di riprendersi. Da quel momento in poi per lei molto cambia. Il suo olfatto é diventato finissimo e quello che per gli altri rappresenta solo un profumo, un aroma o un odore spiacevole, per lei ha acquisito altre peculiarità, in grado di stimolare l’immaginazione e raccontare molto più di quanto mai si possa immaginare. Un dono ingombrante, difficile da gestire, compreso a fondo soltanto dalla nonna, con la quale Sandra ha vissuto in campagna. Ed è stata proprio lei a insegnarle come riconoscere le essenze naturali, interpretarle e utilizzarle. Un’insolita e straordinaria capacità destinata, con il tempo, a diventare il suo lavoro.
Vent’anni dopo infatti  Sandra ha trovato la propria strada nel mondo delle fragranze. È diventata un Naso, cioè una profumiera.  Molto apprezzata nella sua professione, ha firmato un contratto a tempo con la Kimera, famosa società del settore che l’ha portata da Roma, dove abitualmente risiede e finanzia una band , a Torino. Dovrà fermarsi alcuni mesi e impostare la creazione di una nuova essenza.
Nella capitale del Piemonte ha trovato affettuosa ospitalità nel quartiere di San Salvario, nella casa di famiglia di un vecchio e caro amico torinese, Tommaso Marini. Loro due sono amici da sempre, e Tommaso, noto e stimato restauratore è impegnato nel restauro di una pala d’altare nella chiesa della Misericordia.
Con Tommaso per guida, Torino si mostra elegante e maestosa. Sandra è affascinata dalle sue atmosfere anche se «non è abituata ad aggirarsi in una città quadrata come una scacchiera». All’inizio stenta addirittura a orientarsi.
Ciò nondimeno sarà proprio in questo scenario, tra autoritarie file di palazzi molto diversi per colore e sapore da quelli romani, mostre e indefinibili personaggi, che partirà la storia. Un pomeriggio accompagnando Tommaso a un’esposizione, verrà proiettata in un ambiente particolare, legato all’esposizioni d’arte, ai collezionisti e ai quadri antichi.
Tramite l’amico, conoscerà la bella e giovane critica d’arte Vittoria Musso e suo marito, l’avvocato Ferraris, uomo ben portante ma molto più anziano di lei. E proprio quel giorno, intervenendo alla mostra organizzata dalla donna e dedicata ai gettonatissimi falsi d’autore, scoprirà un altro mondo in cui il confine tra autenticità e inganno diventa molto sottile. Le opere esposte sono perfette copie di antichi capolavori, realizzate dal pittore Beltrami, ormai da anni ricoverato in una casa di riposo. Un artista diventato celebre, tanto da trasformare i suoi quadri in oggetti contesi da collezionisti disposti a pagarli cifre molto importanti.
Quelle tele sono perfette riproduzioni della grande pittura del passato, come la Donna allo specchio di Tiziano e il ritratto dei Coniugi Arnolfini di Jan van Eyck. Ma dietro l’indiscussa bellezza delle  immagini si cela qualcosa di meno rassicurante. Intorno alle opere di Beltrami si muovono interessi, rivalità, gelosie, vecchi rancori e dolo.  Il mondo dei falsi non vive soltanto di talento e denaro.
Vittoria Musso Ferraris, appresa l’esistenza della band di Sandra, e il suo desiderio di suonare a Torino, le suggerisce cortesemente, di prendere contatto con l’Hiroshima Mon Amour un locale di periferia, zona Mirafiori, forse adatto al loro genere. A prima vista è tutto impegnato ma l’improvvisa defezione di un gruppo irlandese offrirà  al gruppo romano l’occasione per esibirsi. Una parentesi lontana dalla realtà torinese e dai suoi intrighi. E invece…
La  serata, musicale sarà lunga e avrà gran successo. Interverrà anche Vittoria Ferraris che resterà con Sandra e Tommaso fino a quasi le quattro. Ma al suo ritorno a casa, accompagnata dagli amici, scoprirà la morte del marito. L’avvocato giace scompostamente a terra, è stato avvelenato dalla  colchicina contenuta in una bottiglia di vino. A terra un biglietto…
A prendere in mano l’omicidio, saranno due poliziotti, un commissario e un ispettore, ai quali finiranno per affiancarsi Sandra e Tommaso. Quattro persone  molto diverse, tutte unite dalla curiosità e dalla voglia di capire. La morte di Ferraris inquieta. Chi poteva volerla? E perché? La vedova? Oppure si mira a incastrarla?  Lei però, con la presenza al concerto, ha apparentemente un alibi perfetto.
L’indagine si dilata e comincia a far emergere quanto si vorrebbe tenere nascosto. Il secondo delitto poi avvenuto, pochi giorni dopo con le stesse modalità, renderà più difficile scovare l’assassino. La faccenda si complica e le possibili piste si moltiplicano, indirizzando verso un giro torinese nel quale esoterismo, enigmatici rituali e strani personaggi finiranno con intrecciarsi con il mercato delle opere false.
Tutto parrebbe ruotare intorno ai quadri di Beltrami e alla strana cerchia di collezionisti che li compra e forse li utilizza per altri scopi da quelli dichiarati.
Sandra Vento si troverà impelagata in una storia in cui, a conti fatti, niente è come sembra e il suo prodigioso olfatto si trasformerà nella chiave dell’indagine. Lei, che può percepire ciò che gli altri non sentono, pare l’unica in grado di raccapezzarsi, far tornare a galla il passato e ricostruire una verità sepolta sotto le bugie…
Sandra Vento il nuovo personaggio di Letizia Triches, diverso dai precedenti ma che fa intuire la voglia di una nuova serie,  mettendo in tavola buone carte per diventare una protagonista.
Auguro a lei e alla sua autrice buona fortuna.

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora, Omicidio a regola d’arte e Delitti all’imbrunire, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano.

:: Delitti all’imbrunire- Le indagini del commissario Chiusano di Letizia Triches, (Newton Compton Editori 2022) a cura di Valeria Gatti

26 settembre 2022

È l’ultimo sabato di novembre e sembra maggio, anche se la luce e i colori della città si sono accesi di un languore nostalgico che conferisce alle cose un sapore struggente. Nell’aria si avverte un desiderio che è mancanza di qualcosa. “

Forse non è un caso che la solitudine sia un sostantivo femminile. Donne che affrontano la solitudine con caparbietà e spirito d’inventiva, con accettazione e saggezza, con attenzione e desiderio di ripartenza, sono state protagoniste dell’arte in ogni sua forma e continueranno a esserlo. La solitudine ha in sé un mistero affascinante: la strategia, cioè i mezzi e le modalità per affrontare la sfida, quell’insieme di risorse da mettere in campo per trarre forza da una condizione disagevole e quello struggente mix di emozioni che ne deriva.

Quando ho osservato la copertina di “Delitti all’imbrunire- Le indagini del commissario Chiusano” di Letizia Triches, Newton Compton Editori, ho pensato proprio a questo. L’immagine rappresenta in primo piano una donna, di spalle, sullo sfondo le luci dell’imbrunire e il Mausoleo di Adriano. La donna ha una postura rigida, il suo sguardo non si vede, ed è scalza. Un’immagine suggestiva, di solitudine, ma anche di sfida e coraggio.

Ho ritrovato questa suggestione in Chantal Chiusano, commissario di origini ischiane, personaggio creato da Letizia Triches. Chantal si trova a dover indagare su una serie di delitti che avvengono nella Roma del 1993. Una scia di potere avvolge la città: sta per essere varata una nuova legge che potrebbe cambiare per sempre la gestione museale pubblica con l’ingresso del comparto privato. L’intrigo è ben delineato: i fatti, le voci, i tradimenti, il ruolo della famiglia, la psicologia dei personaggi sono tutti elementi che convergono nella trama e che, a tratti, confondono il lettore, in senso positivo ovviamente. La narrazione è affidata a un narratore ma una voce diretta irrompe nella scena, di tanto in tanto, e crea un gradevole scompiglio. Nella narrazione, inoltre, l’autrice ha scelto di inserire rimandi all’opera precedente “Omicidio a regola d’arte”; questo elemento pur non essendo vincolante per il lettore aggiunge curiosità.

Uno degli elementi che mi ha colpito maggiormente, in questa lettura, è stata la capacità dell’autrice di descrivere i personaggi attraverso gli occhi di un altro personaggio:

Non ho mai nutrito alcun dubbio sulla buona riuscita delle indagini, perché in vita mia non ho mai incontrato un’altra donna come te. La tua abilità di immergerti nei numerosi rivoli della verità e delle false verità, senza correre il rischio di perderti, è impressionante.”

A tratti, questi passaggi aggiungono una particolare soggettività che permette al lettore di avvicinarsi ai personaggi, di entrare in sintonia con loro.

Un ulteriore elemento che gratifica il lettore è l’ambientazione. Siamo a Roma, ma non è la Roma che ti aspetti. I quartieri e la periferia, i monumenti, le vie che si impregnano delle luci dell’imbrunire… sono queste alcune delle immagini che l’autrice è riuscita a raccontare. È come un omaggio alla Città Eterna e in alcuni passaggi diventa impossibile trattenere l’emozione:

Dall’alto del Gianicolo si vedeva la città innalzarsi a balze, un rosa che si accendeva di rosso, un avorio che diventava dorato, le cupole infinite che risplendevano come gioielli antichi.”

E, per finire, va citato uno degli elementi che ha certamente reso quest’opera un’ottima lettura: l’arte. Sembrerebbe che sia raccontata solo la scultura, in queste pagine, ma in realtà di arte è impregnato l’intero romanzo, a mio avviso. Pensate a Roma – un’opera d’arte a cielo aperto- la legislazione del momento, le impressioni – e la preparazione – del commissario Chiusano, l’economia che ruota attorno alla cultura. Il tutto condito da una intensa dose di mistero, inganno, vizi, supposizioni e certezze.

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora, Omicidio a regola d’arte e Delitti all’imbrunire, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano. Per saperne di più: letiziatriches.com

Source: libro inviato al recensore dall’editore. Ringraziamo Antonella Ufficio Stampa Newton Compton

:: Omicidio a regola d’arte di Letizia Triches (Newton Compton 2021) a cura di Federica Belleri

18 aprile 2021

Seconda indagine che ha come protagonista il commissario Chantal Chiusano, il nuovo personaggio creato dalla scrittrice Letizia Triches.

Tra Roma e Napoli la trama intreccia il mondo dell’arte con il privato dei personaggi. Ad esempio la morte del marito della Chiusano, inspiegabile e atroce. O la morte di un pittore, a pochi giorni di distanza dal marito del commissario.

Due fatti che provocano sbigottimento, lasciano senza fiato e chiedono a gran voce delle risposte. La Chiusano dimostrerà fragilità e tenacia. Soffrirà ma avrà la forza di portare avanti un’indagine complessa. Entrerà nei salotti e parteciperà alle mostre degli artisti, nel loro mondo non sempre limpido, nelle loro vite segrete e torbide. E scoprirà che l’arte ha delle regole precise. È colorata e sfumata. È bianca o nera a seconda dell’occasione e dell’opportunità. È sfuocata al punto giusto per non mostrare spigoli o brutture. Ed è crudele, purtroppo. 

Grande protagonista, la città di Napoli. Contraddittoria e bellissima, profumata a tavola e nauseante nella falsità dimostrata.

Lettura consigliata.

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora e Omicidio a regola d’arte, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano. Per saperne di più: www.letiziatriches.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Giallo all’ombra del vulcano di Letizia Triches (Newton Compton 2018) a cura di Federica Belleri

12 febbraio 2018

Giallo all'ombra del vulcano

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Torna Letizia Triches con un nuovo giallo che vede ancora una volta protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri. Questa indagine lo porta in Sicilia, nella provincia di Catania, per il ripristino di alcuni affreschi del ‘700 in un’antica tenuta agricola. La villa che li ospita è a Cala Bruna, un luogo affascinante tra la campagna e il mare. Proprio lì, ai piedi di una scogliera, scomposto sulle rocce scure, viene ritrovato il corpo di Rachele De Vita. Archeologa, scomparsa qualche giorno prima e figlia di un facoltoso e sprezzante avvocato dell’aristocrazia catanese. Neri rimane incastrato nella vicenda, tra un restauro e l’altro. Incontra la dottoressa Elena Serra, magistrato, donna dalla bellezza discreta e fragile ma molto preparata e determinata.
Una morte inspiegabile, quella di Rachele, che porta la Serra e Neri a collaborare con costanza. Il loro lavoro sembra scorrere in apparente simbiosi anche se faticano a contenere il magnetismo che li attrae.
Siamo nei primi anni ’90 ma Elena Serra scopre ben presto quanto questa vicenda abbia radici lontane, che la portano a scavare terreni argillosi, ricchi e unici. Catania verrà studiata sopra e sotto, la sua storia appassionerà lei e il restauratore. L’azzurro del mare si unirà al rosso della lava, tradizioni e ambizioni entreranno in conflitto. Le promesse non verranno mantenute, generando rancore e odio. I sogni si schianteranno al suolo, perché in fondo i sogni sono “ragazzate” e la cultura non si trova nei libri o nell’arte. L’amore sarà tradito e le amicizie coltivate da tempo riveleranno quanto di più crudele si possa immaginare.
Mantenere le apparenze, senza rivelare il proprio obiettivo. Speculare per non perdere la luce. Arricchirsi, anche a costo di risultare volgari…
Giallo all’ombra del vulcano è un giallo classico, curato nei particolari. Catania risplende sotto sfumature calde. L’arte e la mitologia si intrecciano all’indagine perché il passato non deve essere dimenticato. Indizi e sospetti vengono inseriti nella trama a piccole dosi, con maestria, tatto e precisione. La musica è la colonna sonora portante di questo romanzo. Musica italiana, scelta con cura e passione. Il tutto racchiuso in un libro davvero particolare, interessante, catalizzatore.
Giallo all’ombra del vulcano. Perché mentire è un’arte, ma mentire a se stessi demolisce ciò che si è costruito.
Ottima lettura, che consiglio.

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Si ringrazia l’ufficio stampa Newton Compton.

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