Posts Tagged ‘Giallo italiano’

:: Tredici giorni a Natale di Rocco Ballacchino (Fratelli Frilli Editori 2017)

7 dicembre 2017
tredici giorni a Natale

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Torna la strana coppia del giallo italiano composta dal critico cinematografico Mario Bernardini e dal commissario di polizia Sergio Crema, protagonisti di Tredici giorni a Natale nuovo romanzo dello scrittore torinese Rocco Ballacchino. La Fratelli Frilli Editore di questo autore ha già pubblicato Trappola a Porta Nuova, Scena del crimine, Trama imperfetta e Torino obiettivo finale, e come i precedenti anche questo romanzo è una piacevole lettura, e il quarto appuntamento ormai fisso con una serie che si è conquistata ormai numerosi estimatori. Se vi piace il giallo, solo leggermente screziato di noir, con molto umorismo e qualche attinenza con l’attualità, è una serie che consiglio.
Ballacchino è a suo agio nella sua Torino invernale, e ha creato una coppia di personaggi sicuramente riusciti e affiatati, che davvero prendono vita dalle pagine, acquistando profondità, soprattutto lo scorbutico Mario Bernardini che più invecchia, saranno anche le prove che deve affrontare, più perde cinismo e misantropia in favore di una più calda umanità. Il commissario è un buffo comprimario, buffo per le sue debolezze (la buona cucina e la passione per la bella collega Bonamico) ma tenace e perspicace come investigatore e poliziotto.
Siamo a Torino, mancano pochi giorni al Natale e il commissario Crema riceve una telefonata. All’ apparecchio c’è il primario di terapia intensiva del Mauriziano, che lo convoca in tutta fretta al capezzale di una donna morente, la signora Giraudo. Crema piuttosto riluttante si reca all’ospedale a bordo della Grande Punto assieme all’ispettore Quadrini, e raccoglie le ultime parole della donna: “Non è stato… Lui”.
L’arrivo del marito, il signor Cerutti, il giorno dopo in Questura fa luce sull’avvenimento insolito. L’uomo racconta una lunga storia risalente al 24 giugno del 1990, 26 anni prima. La figlia Sonia, studentessa in Lettere presso l’Ateneo torinese, dopo aver avuto un colloquio con il relatore della sua tesi si diresse verso gli ascensori di Palazzo Nuovo segnando il suo destino. La polizia ne rinvenne il giorno dopo il corpo in uno degli ascensori. Era stata strangolata.
Del delitto fu incolpato il custode di Palazzo Nuovo, Luigi Merlino, sempre professatosi innocente. Ed è proprio il custode, il lui a cui si riferiva la donna nelle sue ultime drammatiche parole, non avendo mai creduto alla sua colpevolezza.
Pur avendo altri casi, ben più recenti a cui pensare, il tarlo del dubbio e della curiosità si insinua nella mente del commissario, tanto che inizia raccogliere da internet tutte le notizie che trova sull’ omicidio della ragazza, denominato al tempo dai giornali il delitto di Palazzo Nuovo.
E così scopre che il presunto colpevole Luigi Merlino è morto alcuno anni prima per infarto. Il mistero si infittisce e il commissario Crema non riesce a capire perché la madre della ragazza abbia chiamato proprio lui in punto di morte per confidargli la certezza dell’ innocenza di Merlino.
Quando entra in scena Mario Bernardini, al tempo del processo testimone chiave, ormai non c’è più scelta bisogna fare luce sulla morte della ragazza, scoprire come andarono veramente le cose, nonostante sia quasi Natale e sarebbe preferibile pensare alle proprie compagne, ai regali, ai figli, alla famiglia.
In un susseguirsi di colpi di scena Ballacchino ci accompagna in un’ indagine ufficialmente chiusa, ma ancora piena di misteri e strane coincidenze, che condurrà a una vigilia di Natale difficile da dimenticare. Forse è proprio vero come filosoficamente pensa Crema che il passato dovrebbe essere lasciato in pace. Ma a volte la cocciutaggine di un poliziotto può portare anche ad effetti indesiderati, non solo allo svelamento del colpevole.
Con il suo ricorrente stile semplice e lineare Ballacchino ci narra una storia investigativa in cui passato e presente si intrecciano, in una Torino imbiancata dalla neve, una gran scocciatura per il nostro commissario che ha il buffo fascino di un personaggio di una commedia agro dolce anni ’70.
L’uso di capitoli brevi è funzionale al crescere della suspense. In ogni capitolo un pezzo del puzzle, un nuovo indizio, una nuova ipotesi alternata a parentesi più leggere come la battaglia a palle di neve in famiglia. Se vogliamo in questa indagine il personaggio di Mario Bernardini, testimone riluttante, passa sullo sfondo dando più spazio al commissario Crema, vero protagonista del romanzo. Questa scelta narrativa è interessante ma indebolisce un po’ l’originalità della serie, dove punto cardine era vedere le indagini di un critico cinematografico sui generis. Spero che Ballacchino non faccia sparire questo personaggio dalle sue indagini, nonostante un po’ il dubbio ce l’abbia avuto. Ma si sa un autore decide le sue scelte narrative ed è anche sbagliato da parte di un lettore forzarle.
In conclusione è una serie che amo, che leggo sempre con piacere, un po’ perchè ambientata nella mia città, un po’ perché parla di cinema (molte sono le citazioni cinematografiche). Una lettura che consiglio e senza volere apparire una indovina, credo avrà ancora lunga vita.

Rocco Ballacchino è nato a Torino nel 1972, si è laureato, nel 1999, in Scienze della Comunicazione, con una tesi dal titolo “Il personaggio di Totò nell’Italia del dopoguerra” (Semiologia del cinema e degli audiovisivi).
Ha collaborato dal 2009 al 2011, in qualità di sceneggiatore, con la Turin Video Production.Ha al suo attivo numerosi gialli pubblicati tra il 2009 e il 2017, gli ultimi dei quali hanno per protagonisti il commissario Sergio Crema e il critico cinematografico Mario Bernardini.
È tra i soci fondatori del collettivo di scrittori Torinoir, nato a Torino nel 2014.

Suorce: libro inviato dall’editore. Si ringrazia Carlo Frilli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Le vite parallele – Un nuovo inizio per il commissario Casabona di Antonio Fusco (Giunti 2017) a cura di Federica Belleri

22 novembre 2017

le vite paralleleQuarto romanzo per Antonio Fusco. Torna l’amato protagonista seriale dei suoi precedenti libri, il commissario Tommaso Casabona. A Valdenza, sulle colline toscane, l’inverno non risparmia temperature rigide e il cielo minaccia neve. Casabona ha una domanda di trasferimento ad altro incarico da inviare. Sua moglie Francesca è malata e lui vuole starle vicino. I figli Alessandro e Chiara stanno crescendo e sono consapevoli di dover dare una mano ai genitori. Il commissario rimane in bilico nella sua decisione di lasciare il lavoro quando Martina scompare. Ha solo tre anni ed è bellissima. La preoccupazione si impossessa di Tommaso e sente di doverla cercare. Il suo letto è rimasto vuoto e i genitori sono angosciati. Questo capitolo della serie ci porta a conoscere i personaggi in modo sfaccettato e complesso. Si fa carico della sofferenza provata quando si è travolti da un destino inaspettato. Scava nel privato portando alla luce i dubbi e le certezze di un’indagine delicata. Nel frattempo della bambina, nessuna traccia. Sembra svanita nel nulla. Valdenza viene travolta da tv e giornalisti, che Casabona cerca di tenere a bada come può. Ci sono sospetti e sospettati, ma tutto appare troppo semplice.
Sullo sfondo l’autore ci parla del mondo della droga, del disagio. Sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nello svolgimento del proprio lavoro, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione e il tempo maledetto che sembra non bastare mai. Affronta la scalata verso la soluzione del caso attraversando spezzoni di vita quotidiana che hanno il sapore dei ricordi e della malinconia. La ricerca di Martina impone una procedura specifica, nel rispetto suo e di chi le vuole bene. Quanto conta la paura di non trovarla? Quanto possono essere utili le voci di paese? Quanto si può dire all’opinione pubblica, evitando di scaraventare una famiglia nella fossa dei leoni?
Coscienza, verità e bugie. Perquisizioni e interrogatori. Esperienza e intuito.
Scrittura precisa, equilibrata e corretta, in grado di seminare indizi al momento giusto. Ma nulla è come sembra …
Buona lettura.

Antonio Fusco, nato nel 1964 a Napoli, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Dal 2000 si occupa di indagini di polizia giudiziaria in Toscana. Nel 2017 Giunti ha raccolto in un volume unico le prime tre indagini della fortunata serie di Casabona.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Marilou dell’Ufficio Stampa “Giunti”.

:: Rabbia senza volto di Maurizio Blini (Golem edizioni 2016) a cura di Federica Belleri

2 novembre 2017

Rabbia senza voltoTornano i due protagonisti dei romanzi di Maurizio Blini. Alessandro Meucci, Sezione Omicidi e Maurizio Vivaldi ex poliziotto e investigatore privato. Il primo ha dedicato la vita al lavoro in un mix di esperienza, capacità e intuito. L’altro si è ritirato in solitaria sulle colline astigiane con il suo cane Jago; alle spalle un lutto che lo ha devastato e la permanenza in un carcere militare. I due sono amici fraterni, si completano, provano stima reciproca, sono distanti ma si raccontano nel profondo attraverso le email.
Da febbraio a maggio Torino viene travolta da un’indagine che segue percordi diversi, complicati e ingarbugliati. Meucci è chiamato a condurla, sul luogo di omicidi raccapriccianti. Sulla stessa scena del crimine, con lo stesso modus operandi. Più volte si interroga su quale sia la pista giusta da seguire per risolverli. Torino vive una strana primavera, lasciandosi alle spalle un rigido inverno. Torino è cambiata, cresciuta, in un difficile cammino fra le varie etnie che la popolano. Il tempo passa e Meucci sta iniziando a fare un bilancio della propria vita: la tecnologia che avanza prepotente, la città che si trasforma di notte rispetto al giorno, i turni massacranti, i mezzi a disposizione della polizia che scarseggiano, il vecchio che deve lasciare il passo al nuovo, la responsabilità in un’indagine di commettere un errore fatale, il lavoro di squadra che dovrebbe prevalere su tutto, nel rispetto dell’altro.
Questi sono alcuni degli interrogativi di Meucci. Questi sono i mesi che lo incastrano nella morte di tre persone, fra il Questore pressato dal Ministero degli Interni e polizia e carabinieri che faticano a lavorare in parallelo. Che fare? Come riuscire a mettersi nei panni dell’assassino quando ormai la stampa grida al “mostro”? L’istinto di Meucci conta per risolvere questi casi?
Conta moltissimo perché permette di attraversare una strada alternativa, inaspettata, a tratti assurda. Dall’altro lato, una giustizia che non è uguale per tutti, una colpa gravissima che viene trasformata in un vantaggio personale, porte sbattute e occhi chiusi da parte del Procuratore Capo, giustificazioni da dare in pasto all’opinione pubblica.
Coscienza e destino messi a confronto. Vizi e paure che si scontrano, inesorabili.
Buona lettura.

Maurizio Blini è nato a Torino nel 1959. Ex poliziotto. Nel 2009, si è congedato dalla Polizia di Stato con il grado di Commissario. E’ co-fondatore dell’associazione di scrittori subalpini Torinoir. Negli anni accademici 2013-14 e 2014-15  è stato docente di letteratura gialla e poliziesca all’Università della terza età di Torino con il corso: Torino criminale. Tutti i colori del giallo. http://www.unitretorino.it Il suo sito è http://www.maurizioblini.it. Pubblicazioni: Giulia e altre storie Ennepilibri Editore (2007), Il creativo Ennepilibri Editore (2008), L’uomo delle lucertole A&B Editrice (2009), Il purificatore A&B Editrice (2011), Unico indizio un anello di giada Ciesse Edizioni (2012), R.I.P. (Riposa in pace) Ciesse Edizioni (2013), Fotogrammi di un massacro Ciesse Edizioni (2014), Figli di Vanni (con G.Fontana) Golem Edizioni (2015) si è laureato in Scienze dell’investigazione all’Università degli Studi dell’Aquila.

Source: inviato dalla casa editrice al recensore, si ringrazia Francesca Mogavero dell’ufficio stampa.

:: Il fioraio di Monteriggioni – Cristina Katia Panepinto (Golem Edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

19 settembre 2017

Il fioraio di monteriggioniFirenze, oggi: il PM Amedeo Cantini viene condotto a fare un sopralluogo doveroso dopo il ritrovamento del cadavere di una giovane modella assassinata in un cassonetto nei pressi del Parco delle Cascine.
Amedeo Cantini non conosce la ragazza, ma conosceva la madre di lei, Emma Aldori, suo grande amore di quanto era ragazzo e decide di trovare il colpevole dell’omicidio non tanto perché suo dovere per il ruolo che riveste, ma in ricordo di una storia che ancora a distanza di anni lo condiziona e ossessiona.
Per avere un valido aiuto in quello che si presenta come un caso intricato e complesso, Amedeo Cantini chiede aiuto all’ex moglie, la psicoterapeuta Violetta Salmoiraghi, che lo affianca nelle indagini su un mondo frivolo e a tratti pericoloso, come quello del jet-set e dell’ambiente della moda, dove emergono dettagli man mano sempre più inquietanti sugli ultimi mesi di vita della ragazza, tra tradimenti, bugie, intrighi. Ma dietro all’omicidio c’è qualcosa di più, fatti che risalgono ad anni prima, ad un serial killer chiamato dai giornali Fioraio di Monteriggioni, che ha segnato con i suoi omicidi l’infanzia di Violetta, negli ormai lontani anni Settanta.
Un giallo italiano in salsa toscana, o meglio fiorentina, con sullo sfondo una città e un territorio tra i più amati a livello internazionale, ma dove negli anni si è anche insinuata l’ombra del più famoso serial killer italiano, il mostro di Firenze, che ancora oggi ha ispirato serial e libri.
Un libro che si sviluppa su più piani narrativi, nel presente con l’indagine e nel passato, con il ricordo di un amore mai sopito e mai superato e di omicidi che gettano la loro ombra mai risolta anche sull’oggi. Il tutto senza dimenticare l’approfondimento psicologico di una strana e insolita coppia, due persone che non si mettono insieme come capita di solito nei romanzi anche gialli, ma che collaborano per cercare di superare due passati diversi ma che sono tornati a tormentare il loro presente, legati ad un passato che in un modo o nell’altro non riescono a dimenticare.
Un thriller certo, con al centro di tutto il tema eterno della ricerca della verità e della giustizia, ma anche una storia psicologica, sulla necessità di non dimenticare il passato ma di non esserne schiavi, per poter trovare non la felicità ma la serenità.

Cristina Katia Panepinto è nata a Milano nel 1967. Ha insegnato Italiano per stranieri a Berlino e nel 2003 si è trasferita a Firenze, dove ha collaborato a lungo con la Società Dante Alighieri. Attualmente vive a Lecce.
Il suo racconto Arma a doppio taglio si è classificato tra i primi dieci finalisti del concorso Dieci Lune 2016. Il racconto Delitto al multisala si è classificato tra i primi dodici finalisti del concorso Giallo Fiorentino 2016.

Source: inviato dall’editore al recensore, si ringrazia Francesca Mogavero dell’ Ufficio stampa Golem.