Posts Tagged ‘Newton Compton’

:: Linea di sangue di Angela Marsons (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

19 giugno 2019

Linea di sangueTorna Angela Marsons con la sua detective di spicco Kim Stone. Impegnata in un susseguirsi di omicidi in apparenza scollegati fra loro ma studiati in modo preciso e pulito. Perché?
Perché Kim è in grado di trovare il responsabile, perché è capace di affrontare l’angoscia che le leva il respiro, perché sa cosa significa tornare sui propri passi anche se può farsi molto male. Kim ha una scorza dura ma i colleghi attorno a lei sanno come prenderla e quando è il momento di preoccuparsi per lei. Hanno il dubbio che qualcuno la stia riportando indietro nel tempo per manipolarla e renderla fragile e ossessiva. Ma Kim cerca di non farli preoccupare. Riuscirà a risolvere questa indagine?
Ancora una volta l’autrice ci parla di donne, perché loro sono le vere protagoniste insieme alla paura che le perseguita. Insieme al dolore che non si alleggerisce mai, alla voglia di dominare cercando un riscatto, una vendetta.
Ancora una volta, scava nella mente del più forte ma anche del più fragile, per farci scoprire che a volte i ruoli si possono stravolgere. Basta saper osservare i dettagli, le piccole cose che in apparenza scivolano davanti agli occhi.
Ottimo thriller volta pagina, ben strutturato. Un complimento alla scrittrice.

Angela Marsons ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, bestseller internazionale ai primi posti delle classifiche anche in Italia. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone prosegue con Il gioco del male, La ragazza scomparsa, Una morte perfetta e Linea di sangue. Vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. I suoi libri hanno già venduto più di 3 milioni di copie. Per saperne di più: www.angelamarsons-books.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

:: Review Party: Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

10 Mag 2019

Due cuori in affitto - KingsleySummer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Il romanzo rosa salverà l’editoria? Bella domanda, e sembra che se la siano fatti seriamente alcuni editori tra cui Newton compton, tanto che al Salone del Libro, che si svolge in questi giorni a Torino, ci sarà un dibattito Sabato 11 Maggio alle 13,30 che vede ospiti Martina Donati e Anna Premoli e Felicia Kingsley, quest’ ultima autrice proprio di Due cuori in affitto, libro di cui vi parlerò oggi.
Di Anna Premoli lessi È solo una storia d’amore e iniziai un discorso che mi piacerebbe continuare oggi.
I romanzi rosa vendono, le lettrici li leggono gli editori li pubblicano. Allora perché sono considerate ancora opere di serie B? Di questo si discuterà al dibattito a cui accenno sopra, tra le altre cose, e quando penso a questo non posso non pensare a un autore italiano che scriveva su riviste femminili, pubblicava romanzi sentimentali (per giunta belli, provate a leggere Mio adorato nessuno) ed è famoso per opere noir, naturalmente sto parlando di Giorgio Scerbanenco.
Quindi come in tutti i generi letterari è la qualità dell’autore a fare la differenza, e anche il romance, o il rosa ha autori e autrici di tutto rispetto.
Innanzitutto scrivere romanzi rosa non è facile, essere originali senza cadere nei cliché più triti e abusati diventa una sfida ben ardua e infatti emergere è una scommessa. Sia la Premoli che Felicia Kingsley sono riuscite a conquistare l’affetto delle lettrici (ma sorprendentemente esistono anche lettori).
Cosa hanno di particolare i loro romanzi? Naturalmente parlano d’amore, e lo fanno in modo moderno, inserendo le loro storie nella vita di oggi, utilizzano un linguaggio attuale, spigliato, parlano di donne con i problemi, le aspirazioni, le difficoltà delle stesse lettrici che leggono questi romanzi. Risolvono situazioni complesse (quasi sempre è scontato il lieto fine) e lo fanno perché come insegnava Jane Austen già 200 anni fa la fantasia ha questo privilegio, dare un lieto fine a storie che nella vita vera non è detto che ce l’abbiano. Dando ragione d’essere alla speranza.
E a queste lettrici piace sognare, piace un tocco di leggerezza e di dolcezza, piace che il lui e la lei con caratteri diversi, storie personali diverse, trovino alla fine il modo di essere felici. Perché l’amore rende felici, e in questo non c’è nulla da ridere.
Dopo questo lungo preambolo parliamo del romanzo Due cuori in affitto di Felicia Kingsley. È un capolavoro? Forse no, ma ha tutti gli ingredienti di cui parlavo sopra capaci di rendere una storia piacevole da leggere. I battibecchi, le incomprensioni, diventano ben presto schermaglie amorose, e sia il lui che la lei della storia riescono alla fine a vedere l’altro, oltre l’apparenza, e la superficialità. Perché l’amore fa questo svela il vero noi stessi, privandolo delle incrostazioni delle delusioni, delle durezze, dei fallimenti sedimentati negli anni. Dunque che dire oltre, buona lettura.

Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. Stronze si nasce e Una Cenerentola a Manhattan sono stati nella classifica dei bestseller per settimane. Due cuori in affitto è il suo quarto libro. Per saperne di più: www.feliciakingsley.com

Source: pdf inviato dall’editore.

:: L’ex moglie di Jess Ryder (Newton compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

2 aprile 2019
L’ex moglie di Jess Ryder

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Accostato a La ragazza del treno e L’amore bugiardo, L’ex moglie di Jess Ryder, edito in Italia da Newton Compton e ben tradotto da Mariacristina Cesa, è uno psicothriller di ambientazione inglese che aggiunge alla suspense una spruzzata di critica sociale, un buon approfondimento psicologico dei protagonisti, e un certo sapore di vita vissuta che crea subito nel lettore una forte empatia per i personaggi.
Innanzitutto mi ha spiazzato, leggendo la trama mi aspettavo tutt’altra storia, ma andiamo con ordine. Cercherò anche di non spoilerare troppo, per non svelarvi anche inavvertitamente i molti snodi narrativi e colpi di scena.
Innanzitutto il romanzo narra la storia di Natasha e Nick, una coppia felice, genitori della piccola Emily, una vispa bambina dai riccioli biondi. Un matrimonio come tanti, in cui le dinamiche di coppia sono piuttosto comuni. Si sono incontrati, per un caso fortuito, quando lui era ancora sposato, da più di vent’anni, con Jen, conosciuta al liceo, migliore amica della sorella Hayley.
Hanno iniziato a frequentarsi, e poi quando Natasha resta incinta, Nick è felicissimo, lascia la prima moglie e sposa Natasha. Di colpo la ragazza, molto più giovane di lui, dalle case popolari (è figlia di una donna sola che fa la donna delle pulizie negli uffici), da un modesto lavoro come barista passa all’ upper class: ville, soldi, ristoranti costosi, alberghi di lusso.
Non che la ragazza sia eccessivamente attaccata a questa nuova ricchezza, ma ha bisogno di rassicurazioni, di qualcuno che si prenda cura di lei, e Nick sembra a tutti gli effetti il classico principe azzurro.
Ma qualcosa nel loro matrimonio non va, l’autrice è brava a dare piccoli indizi di questo disagio che si focalizzano nella presenza ingombrante di Jen, mai del tutto dimenticata, e dall’atteggiamento ostile della famiglia di Nick (madre, padre, sorella) che sembra ancora considerare Jen la sua vera moglie, e Natasha solo un incidente di percorso, una rovina famiglie, qualcuno mai del tutto accettato che non si vede l’ora si tolga dai piedi.
Jen infatti telefona di continuo, viene invitata alle feste a posto della moglie attuale, Nick la va a trovare spesso, l’aiuta, non le dice mai chiaramente di stare definitivamente lontano dalle loro vite.
Questa crepa diventa una voragine quando Sam, l’autista di Nick, le confida di averli visti insieme, che sono amanti. Natasha allora sentendosi tradita decide di lasciarlo, prendersi la bambina e allontanarsi da quella vita che ormai le sembra tutta un’impostura, non dubitando e nemmeno chiedendosi se quello che le ha detto Sam sia vero. Ma prima di farlo lei, è Nick a sparire con la bambina.
Natasha di colpo non sa cosa fare, lui cambia la serratura della porta, le annulla le carte di credito, (in realtà non ha mai condiviso le sue ricchezze con lei), la fa passare per violenta e pericolosa con la sorella Hayley che già non la può soffrire. Natasha torna da sua madre, la sola che l’aiuti senza secondi fini, ma si trova ad avere un’alleata inaspettata proprio in Jen, che si schiera subito dalla sua parte e le assicura il suo aiuto nel cercare di riprendersi la figlia. Ma può davvero fidarsi di Jen? Voi lo fareste al suo posto?
Da questo momento in poi, in un vortice di depistaggi, false apparenze e tragiche derive la storia porterà il lettore a dubitare di tutti: di Nick, di Jen, e forse anche di Natasha.
Allora, Jess Ryder utilizza una narrazione alternata, aggiungendo un nuovo personaggio Anna, (si svelerà solo più avanti chi è, perché si nasconde, quali sono le sue paure), tutto in prima persona, solo l’ultimo capitolo ha per protagonista come voce diretta Nick.
Jess Ryder gioca col lettore, lo induce a credere alcune cose, per poi ribaltare tutto specie nel finale. Sicuramente chi desta maggior simpatia è Natasha, sebbene venga fatta passare per una rovina famiglie, un’ avida opportunista, una ragazza violenta o perlomeno una donna che ha annullato se stessa per il suo ruolo di moglie senza ritagliarsi spazi per sé, allontanandosi dalla madre, dalle amiche, dal suo lavoro per Nick. Ingenuità, o puro calcolo? Naturalmente quando leggiamo la storia dal suo punto di vista è lei l’eroina, è lei la madre a cui hanno sottratto la figlia, ma anche questo personaggio non riesce a convincere del tutto.
Questa ambiguità comunque nulla toglie alla piaga sociale che l’autrice vuole portare all’attenzione, al fatto che i ricchi possono ricorrere alla giustizia, mentre i poveri (quasi sempre le donne sono la parte economicamente più fragile), no. L’assistenza legale gratuita in Gran Bretagna è infatti possibile solo in caso di violenza e abusi dimostrati o in presenza di minaccia per la sicurezza del minore coinvolto. E l’eccessiva onerosità delle azioni legali, crea sicuramente delle vere ingiustizie per le donne magari solo ingannate e sfruttate, ma non in pericolo di vita.
Insomma una lettura affatto banale e per alcuni versi anche decisamente inquietante.

Jess Ryder ha lavorato per anni come sceneggiatrice e la sua passione è guardare serie TV investigative. Ha pubblicato numerosi libri di successo, molti dei quali per bambini e adolescenti, ma la sua vera passione sono i thriller.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Antonella dell’Ufficio stampa Newton compton.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Vittima innocente di Winnie M. Li (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

18 marzo 2019

vittima-innocente-winnie-liVivian è una donna indipendente, ha un ottimo lavoro e ama viaggiare da sola. Da Londra, dove vive, si sposta in Irlanda per scoprire nuovi sentieri e luoghi che la affascinano. Cosa vuol dire per lei stare lontano dalla civiltà?
Johnny è un ragazzo nomade di quindici anni e ha una famiglia violenta. È manesco, fatica a relazionarsi con gli altri e tenta in ogni maniera di imitare il fratello maggiore. Cosa significa per lui dover vivere all’interno di una comunità che si sposta di continuo e dover rispettare regole rigide?
Vivian incontrerà Johnny durante un’escursione in solitaria, che cambierà completamente la sua vita. Creerà in lei una barriera, un ostacolo difficile da superare. Da quel momento per lei ci saranno lacrime e forti attacchi d’ansia. Da quel momento, angoscia e agorafobia.
Vittima innocente è il primo romanzo di Winnie M Li, che racconta la sua storia, il suo dolore e la violenza che ha subito. L’autrice parla attraverso Vivian e lo fa in modo diretto, preciso, senza omettere nulla. Come se fosse in bilico fra due universi paralleli la protagonista si chiede un’infinità di “se” … se non avesse deciso di percorrere quel sentiero, se si fosse messa in cammino al mattino invece che nel pomeriggio, se non fosse stata così educata con uno sconosciuto.
E Johnny? Cosa si domanda, come vive questa dolorosa avventura? Forse si sente emarginato, incompreso, con gli occhi di tutti puntati addosso. D’altronde spesso si pensa che i nomadi siano tutti delinquenti, folli e disagiati.
Vittima innocente è la storia di un incontro pericoloso, è il punto di non ritorno, è riabilitazione e recupero. È la forza di guardare avanti, nonostante tutto. È dolore ma anche determinazione a superare tutto.
Bellissimo thriller, ottima la narrazione a due voci, buona la traduzione.
Vi invito a leggerlo con attenzione, perché vi coinvolgerà.
Buona lettura.

Winnie M Li è una scrittrice e produttrice. Laureata a Harvard, ha scritto guide turistiche, prodotto film indipendenti, organizzato festival del cinema e sviluppato progetti di ecoturismo. Dopo la laurea in Scrittura creativa e un dottorato di ricerca in Media e Comunicazione alla London School of Economics, ha lavorato per vari media e festival artistici. Vittima innocente è il suo primo romanzo, pluripremiato e in corso di pubblicazione in 11 Paesi. Per saperne di più: www.winniemli.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Storia dei servizi segreti – La verità su chi veramente governa il mondo di Mirko Molteni (Newton Compton 2018) a cura di Giulietta Iannone

11 marzo 2019

storia-dei-servizi-segreti-Libro interessantissimo e ricco di aneddoti curiosi, spesso sconosciuti o perlomeno poco noti al grande pubblico, Storia dei servizi segreti – La verità su chi veramente governa il mondo di Mirko Molteni ha l’ambizione di racchiudere in 800 pagine l’intera storia dei servizi segreti dalle origini, in epoca remota, al giorno d’oggi. Un volume enciclopedico dunque, di facile consultazione, e agevole lettura, utile sia a studiosi della materia che a semplici lettori curiosi di saperne di più di un mondo per certi versi ancora misterioso e ambiguo. Luci e ombre delle operazioni di spionaggio più riuscite e di coloro che operarono spesso mettendo a frutto doti insolite, immaginazione ed eclettismo. Spie, agenti segreti, forze speciali, informatori, sabotatori, sono i protagonisti assoluti di questo saggio in cui la realtà supera di molto anche la più bizzarra fantasia. Non tutto andò liscio, spesso l’assurdo e la leggenda giocarono un ruolo fondamentale come nella storia sicuramente inventata del cosmonauta suicida del KGB che fa sorridere, ma fino a un certo punto. Testo divulgativo certo ma con un’ampia bibliografia e un ampio apparato di note a piè di pagina puntuali e precise che ne attestano il valore scientifico. Grande spazio viene dato alla Guerra Fredda tra America e Russia, che sembrava sopita alla caduta del Muro di Berlino, per riemergere invece con nuove facce sempre più tecnologiche nei nostri giorni. Cambiano gli strumenti, le armi, gli equipaggiamenti ma quello che continua a fare la differenza è il fattore umano, (consiglio il bellissimo libro di Graham Greene con questo titolo) perché l’intuito, la prontezza, la fantasia restano ancora quel quid che fa la differenza. Un mondo oscuro, spesso crudele, al di là delle leggi normali che regolano il vivere civile, in cui tra informazione e disinformazione si giocano partite fondamentali per gli equilibri geostrategici mondiali. In cui l’imprevedibile è spesso l’ago oscuro della bilancia. Dall’età del Bronzo a Gina Haspel, la prima donna al vertice del maggior servizio segreto occidentale, fino al caso Litvienenko, la strada è stata lunga, tortuosa, ricca di insidie, doppiogiochisti e colpi di scena, senza dimenticare che alcune spie ci hanno creduto sul serio in quello che facevano, fino a sacrificare la vita, sempre dietro le quinte della storia, spesso restati numeri di cui mai conosceremo l’identità, né i meriti. Altre invece diventate leggendarie, perchè anche la propaganda e il folcrore fanno parte del gioco. Un mondo in cui i sentimenti non hanno giocato un ruolo marginale, in cui lealtà, coraggio, abnegazione hanno fatto sempre parte del pacchetto, sebbene il numero delle vittime di questo gioco non sarà mai possibile calcolarlo. Che alcuni si siano mossi solo per denaro, ricatti o puro gusto per l’avventura è certo, pur tuttavia come chiosa l’autore nel commiato finale:

In poche parole, in tutti loro, conscio o no, albergava un sogno di pace, fosse anche sia pure la pace alle loro condizioni, un sogno disatteso dagli eventi. Ecco la pace. Questa chimera che ci rivela perennemente irraggiungibile per l’umanità, se non per brevi periodi e a macchia di leopardo sul globo terraqueo, dovrebbe sempre essere il primo movente anche nel mondo dell’intelligence. I servizi segreti possono dare molto , e in effetti lo danno, per la pace, favorendo i canali di dialogo e trattativa, nonché sfruttando la dimestichezza con le informazioni proprio per capire, o almeno tentare di capire, anche le ragioni e il pensiero dell’avversario. 

Mirko Molteni nato in Brianza nel 1974, è laureato in Scienze Politiche. Giornalista per «Libero» e per riviste di storia e argomenti militari e aeronautici, collaboratore del notiziario online «Analisi Difesa», ha al suo attivo sei libri: L’aviazione italiana 1940- 1945: azioni belliche e scelte operative; Un secolo di battaglie aeree: l’aviazione militare nel Novecento; Storia dei grandi esploratori: dagli Egizi a Magellano, Le ali di Icaro: storia delle origini del volo; Furia celtica: due secoli di lotte fra Galli Cisalpini e Romani, Dossier Caporetto: il centro di gravità dell’annata 1917. Storia dei servizi segreti è il suo primo libro pubblicato dalla Newton Compton.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Antonella e Federica dell’ Ufficio Stampa Newton Compton.

:: Omicidio a Mosca di Joseph Kanon (Newton compton, 2018) a cura di Federica Belleri

26 novembre 2018
omicidio-a-mosca

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Mosca, 1961. Simon Weeks raggiunge suo fratello Frank dopo dodici anni di lontananza. Forzata, perché Frank ha tradito la Cia e si è rifugiato in Unione Sovietica. Simon, dopo aver lavorato per il Dipartimento di Stato a New York, è ora un editore e si sta occupando del libro scritto da Frank. Tutto sembra apparentemente normale e Simon un turista qualsiasi.
Non è così. La vita di Frank e della moglie Jo è scandita da ritmi precisi, è controllata in ogni dettaglio. La loro intimità non esiste, e a questo punto, nemmeno quella di Simon. Il Kgb è ovunque. Sono spiati. Il libro farà sicuramente scalpore. Simon si rende conto di essere andato a trovare dei rifugiati, dei reietti, abbandonati dall’America e segnalati a vista.
Le frequentazioni sociali fra loro e i russi sono rare e ben costruite, ognuno pensa a se stesso. Tutti hanno paura e si guardano alle spalle. Com’è cambiato Frank dopo tutti questi anni? Simon può ancora fidarsi di lui? Qual è il vero motivo del viaggio di Simon, perché Frank lo ha voluto a Mosca?
I ricordi americani sono ancora vivi tra i due e sono dolorosi. Il bisogno di poter trascorrere una vita normale si fa pressante e emergono le fragilità di Jo, cognata di Simon. Cosa le manca? Cosa desidera davvero?
Omicidio a Mosca racconta spionaggio e contro-spionaggio. Porta alla luce anni difficili, dove spostarsi solo per comprare della verdura era impensabile. Dove nella dacia si entrava da un cancello, controllato da soldati. Dove la vodka scorreva senza limiti e aiutava a dimenticare. Dove si aveva sempre una “guardia del corpo” come protezione.
Messaggi e messaggeri, osservatori all’ombra di una colonna, sguardi che si incrociano furtivi, ansia da tenere sotto controllo.
Un romanzo, questo, dove l’adrenalina è parte integrante della storia, in ogni pagina. Dove qualcuno ha un piano, non prevedendo un contro-piano. Dove i segreti e le terribili rivelazioni proveranno a attraversare il mare, verso la libertà, verso una dignità diversa, per non morire nell’angoscia. O forse sì? A voi scoprirlo. Buona lettura.

Joseph Kanon vive con la moglie e i due figli a New York, dove ha lavorato nel campo dell’editoria prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. È autore di cinque romanzi tra cui The Good German, da cui è stato tratto il film Intrigo a Berlino con George Clooney e Cate Blanchett. La Newton Compton ha pubblicato Omicidio a Istanbul, Omicidio a Berlino e Omicidio a Mosca. Per saperne di più: josephkanon.com

Source: libro inviato al recensore dall’editore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Review Party – Inquisizione Michelangelo di Matteo Strukul (Newton Compton, 2018)

8 novembre 2018
inquisizione michelangelo

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Roma, autunno 1542. All’età di sessantasette anni, Michelangelo è richiamato ai suoi doveri: deve completare la tomba di Giulio II, opera ambiziosa ma rinviata per quasi quarant’anni. Guidobaldo II, erede dei Della Rovere, non accetterà altre scuse da parte dell’artista. Ma Michelangelo si trova nel mirino dell’Inquisizione: la sua amicizia con la bellissima Vittoria Colonna non è passata inosservata. Anzi, il cardinale Gian Pietro Carafa, capo del Sant’Uffizio, ha ordinato di far seguire la donna, con lo scopo di individuare il luogo in cui si riunisce la setta degli Spirituali, capeggiata da Reginald Pole, che propugna il ritorno alla purezza evangelica in una città in cui la vendita delle indulgenze è all’ordine del giorno. Proprio la Roma divorata dal vizio e violata dai Lanzichenecchi sarà il teatro crudele e magnifico in cui si intrecceranno le vite di Malasorte, giovane ladra incaricata di spiare gli Spirituali, di Vittorio Corsini, Capitano dei birri della città, di Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, e dello stesso Michelangelo Buonarroti, artista tra i più geniali del suo tempo. Tormentato dai committenti, braccato dagli inquisitori, il più grande interprete della cristianità concepirà la versione finale della tomba di Giulio II in un modo che potrebbe addirittura condannarlo al rogo…

Lasciata la Firenze dei Medici, teatro della sua ultima saga di successo, Matteo Strukul ci porta nella Roma sontuosa e decadente di Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, il Papa fondatore della Compagnia di Gesù e del Concilio di Trento. Il Papa mecenate. Protettore e finanziatore dei più grandi geni dell’ Italia rinascimentale, tra cui il genio assoluto: Michelangelo Buonarroti.
E proprio Michelangelo, autore de la Pietà e de Il Giudizio Universale, è il protagonista di Inquisizione Michelangelo, appena edito da Newton Compton. Un romanzo che se vogliamo arricchisce l’affresco composito che Strukul fa ispirandosi alla storia italiana nel suo periodo di massimo fulgore. Le luci e le ombre del Rinascimento si fanno infatti ispirazione per plot in cui l’avventura, il mistero, la fede, l’amore diventano tutt’uno con le sue trame, sì ispirate da fatti storici realmente accaduti, ma impreziosite da uno stile moderno e scorrevole, che svecchia se vogliamo il genere per certi versi ancora troppo paludato.
Strukul ha avuto infatti il merito di avvicinare molti lettori al romanzo storico, forte anche di una grande esperienza nel noir e nel romanzo d’azione, che traspare nelle pagine, sebbene abbia adottato uno stile di scrittura piuttosto classico e equilibrato. Strukul ha sì infatti una scrittura semplice e immediata, ma non si nega l’utilizzo di un linguaggio ricercato fatto di termini precisi e storicamente esatti, dalle armi, al vestiario, all’arredamento.
Il Michelangelo che conosciamo attraverso il suo libro è quello della vecchiaia, del tormento di una vita spesa ad acquistare fama e denaro per poi accorgersi di aver tradito l’essenza stessa della sua arte e della sua umanità. Un’ ultima occasione di riscatto sembra farsi strada grazie all’amicizia con la poetessa e marchesa di Pescara, Vittoria Colonna, che lo avvicina a un gruppo di intellettuali e religiosi attenti a una sorta di rinascita spirituale e guidati dall’ intento di ricomporre la frattura con l’ala protestate della cristianità.
Al centro di intrighi, congiure, maneggi Michelangelo si troverà a fare delle scelte, anche pericolose, che potrebbero mettere a repentaglio la sua stessa vita.
Tra i personaggi spicca senz’altro quello della giovane Malasorte, bellissima ladra finita nell’orbita di una ricca cortigiana, ancora affascinante ma ormai sul viale del tramonto. Incaricata di spiare Michelangelo e il suo gruppo di congiurati, finirà per fare amicizia con Michelangelo stesso e questo fatto sarà l’inizio di imprevedibili sviluppi. Un po’ figlia delle sue eroine del passato, Malasorte si contende il ruolo di protagonista femminile con Vittoria Colonna, la donna angelicata se vogliamo, una sorta di “Beatrice” per Michelangelo.
Personaggi storici dunque si confondono con personaggi di pura invenzione, portando il lettore a parteggiare anche per i personaggi diciamo più negativi, che forse non lo sono del tutto. E l’amore tra Malasorte e Vittorio Corsini, Capitano dei birri, accresce questo paradosso.
Riuscirà Michelangelo a sfuggire alle strette maglie dell’Inquisizione? Dovrete leggere il libro per saperlo, quello che posso dirvi, è che lati della sua vita e personalità non conosciuti da tutti saranno messi in luce. Verità o finzione? Come in ogni romanzo storico sta nella abilità dell’autore non fare riconoscere la differenza. Buona lettura!

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quindici lingue e opzionati per il cinema. Con I Medici. Una dinastia al potere ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica e ha vinto il Premio Bancarella 2017. La saga sui Medici (che prosegue con Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia) è in corso di pubblicazione in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Turchia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia e Corea del Sud. È stata pubblicata anche nel volume unico I Medici. La saga completa. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Inquisizione Michelangelo è il suo ultimo libro. Il suo sito internet è matteostrukul.com.

Source: pdf inviato dall’editore scopo Review Party.

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:: Una casa troppo tranquilla, di Jane Shemilt. Recensione di Federica Belleri

2 ottobre 2018

Una casa troppo tranquilla, di Jane ShemiltJane Shemilt, medico di Bristol, si riconferma autrice di tutto rispetto con il suo nuovo medical thriller, Una casa troppo tranquilla. Il romanzo è suddiviso in quattro atti, come una vera tragedia. Una storia della durata di circa tre anni. L’ambientazione è legata a Londra e si spinge fino alle scogliere a picco sull’oceano. L’atmosfera che si respira è insolita, preparata, meditata a lungo. La vicenda inizia con Beth, un’infermiera di sala in ortopedia. Donna bellissima, ambiziosa, professionale ma molto fragile. Il suo passato difficile è intrecciato con il lavoro in ospedale e ha il sapore dell’orgoglio ferito, del cuore spezzato. Beth ha bisogno di ritrovarsi, di ricostruirsi. Attorno a lei ci sono medici in carriera, chirurghi di fama, persone che hanno un preciso obiettivo. Ma lei, che sogni ha? Dove vuole arrivare? Cosa la tormenta?
I ricordi dolorosi popolano i sogni di Beth, la paura di avvinghiare il proprio cuore a quello di un uomo la atterrisce. Perché?
Impossibile svelare altro…
Una casa troppo tranquilla, come ho detto all’inizio, è un medical thriller che racconta la sperimentazione in laboratorio, la lussuria delle case farmaceutiche, i delicati interventi chirurgici a bambini affetti da tumore al cervello. Il tutto condito da calcolo, freddezza e tradimento. Complicità e bugie sono la base di questo romanzo. Sensi di colpa e manipolazione completano il quadro. Nulla deve intralciare un piano quasi perfetto, nessuno può impedire il corso di eventi terribili che vedranno protagonista la vita di un’infermiera e di chi la ama veramente.
L’azione è co-protagonista della storia, il ritmo è incalzante e la vendetta si tocca a mani piene.
Una casa troppo tranquilla è una lotta per sopravvivere, è il malessere generato dall’odio, è l’inquietudine di essere scoperti. È il filo sottile tra legalità e illegalità. È la consapevolezza rassegnata di essere stati usati per uno scopo preciso. È la coscienza che si risveglia, in un miscuglio di follia e lucidità.
Traduzione non sempre precisa, trama avvincente e argomento trattato complesso, da leggere con attenzione.
Buona lettura.

Jane Shemilt è un medico di professione e ha conseguito una laurea in Scrittura creativa alla Bristol University e una specializzazione all’università di Bath. Il suo romanzo d’esordio, Una famiglia quasi perfetta, è diventato un bestseller internazionale e le ha dato un’immediata notorietà. La Newton Compton ha pubblicato anche Un delitto quasi perfetto e Una casa troppo tranquilla. Vive a Bristol con il marito, professore di neurochirurgia, e i loro cinque figli. Per saperne di più: janeshemilt.wordpress.com.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

:: 13 anni dopo di Kerry Wilkinson (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

30 luglio 2018
13 anni dopo

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Stoneridge, una piccola cittadina inglese dove di solito nulla accade. Dove tutti si conoscono e il diverso, l’insolito, vengono additati e marchiati a fuoco. A vita. Impossibile scappare da lì, ci si sente accerchiati anche se desiderosi di scoprire altro.
Olivia ritorna a casa, dopo tredici anni. Era scomparsa nel nulla a soli sei anni. Stava giocando in giardino, il padre era in casa e poi il nulla. Sparita. Rapita? Chi è il colpevole? Quante sono le mancanze o le sviste legate all’indagine che la riguarda? Chi ha delle responsabilità?
Da quel giorno solo sofferenza e dolore, alternati. La forza di voler scoprire la verità e lo struggimento di non poter piangere nemmeno su dei piccoli resti. Il vuoto, il silenzio. La ricomparsa di Olivia è un colpo al cuore, tutto viene rimesso in discussione. La madre alterna momenti di felicità ad altri di angoscia. Ha paura a riabbracciarla ma non vuole perderla di nuovo. Che fare?
Olivia Adams deve ricostruire ciò che ha perso, a partire da se stessa. Fatica a raccontare di sé, non sa da dove cominciare. O forse sì. La sua persona e la sua storia sono sulla bocca di tutti, la comunità è piccola ed è complicato andare in giro normalmente senza sentirsi osservati. C’è curiosità, ma anche il gusto macabro di scoprire i particolari di una vicenda che ha troppe ombre. C’è il desiderio di ritrovare le amicizie perdute e di ricomporre un puzzle al quale mancano alcuni pezzi importanti. Perché di giorno le cose assumono un aspetto prevedibile, di notte si trasformano in pericolose. Qualcuno osserva Olivia, è diffidente, è strano. Qualcuno la protegge, perché non vuole perderla. Qualcuno insinua dei dubbi e delle perplessità. Perché?
13 anni dopo è un thriller volta pagina, scritto su due piani temporali diversi ma strettamente collegati. Due storie in una che si intrecciano e portano ad un finale decisamente azzeccato. Due storie, dicevo, legate alla ricerca di sé, all’amore genitoriale e alle bugie. Perché non tutto può essere raccontato, anche se ha una motivazione precisa.
Buona la traduzione, seppur con qualche imprecisione. Da leggere.

Kerry Wilkinson è uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. 13 anni dopo è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Per saperne di più visitate il suo sito: kerrywilkinson.com

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Dentro il bosco di Lukas Erler (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

17 Mag 2018

Dentro il boscoEstate 2012. Cornelius, professore di storia dell’arte, deve incontrare Henk, produttore e regista. Non si vedono da qualche anno e in occasione di un importante evento culturale hanno deciso di riallacciare i rapporti. Il loro appuntamento non verrà rispettato. Henk sarà ucciso in maniera brutale. Perché?
Cornelius è affascinante e colto. Ha una bellissima voce e tutti i sensi allertati, perché la sua cecità lo ha costretto ad affinarli in modo particolare. È orgoglioso della sua indipendenza e fatica a sopportare anche le richieste di aiuto mosse dalla sua fidanzata. Lui vuole fare da sé.
Si ritrova coinvolto in una serie di omicidi in apparenza assurdi, ma che hanno un filo logico inattaccabile. Qualcuno è diventato un assassino, qualcuno ha tenuto dentro un odio malato per vent’anni, meditando lentamente una vendetta precisa. Qualcuno, al contrario, non ha indagato come avrebbe dovuto, ha omesso, ha voltato la testa altrove, ha fatto finta di nulla. Perché?
Cornelius racconta il suo handicap attraverso questa storia, un disagio nel disagio. Cornelius ha conoscenze importanti, è in grado di ricattare e di usare i toni giusti, al bisogno… tutto per proteggere se stesso e la donna che ama.
Dentro il bosco è un thriller ben strutturato, che spazia dalla Germania all’Olanda, dal Belgio alla Bosnia. È la storia di una guerra assurda, dove chi è stato a guardare si è assunto una grave colpa. È una storia di sangue e di corpi da calpestare, di sopravvivenza e di terrore. È l’ennesima conferma di quanto i ricordi non sbiadiscano e certi traumi non si riescano mai a superare.
Consigliato. Buona lettura.

Lukas Erler è nato a Bielefeld, in Germania, nel 1953. Lavora come logopedista da più di vent’anni. I suoi romanzi sono stati selezionati per il premio Friedrich Glauser e nel 2015 ha ricevuto la prestigiosa “Piuma di Sageberger” per il suo primo romanzo. Attualmente vive in Nordhessen con sua moglie.

Source: omaggio dell’editore.

:: La moglie innocente di Amy Lloyd (Newton Compton 2018) cura di Federica Belleri

2 Mag 2018

La moglie innocente di Amy LloydCi si può innamorare alla follia di un assassino? È successo a Samantha, inglese, maestra. Dall’Inghilterra alla Florida insegue il sogno di conoscere Dennis, condannato per aver ucciso una bambina. Una condanna che i forum hanno sempre ritenuto superficiale, un’indagine seguita in modo frammentario. Centinaia di migliaia di persone sono al fianco di Dennis, che sta scontando la sua pena in un carcere di massima sicurezza. Migliaia di lettere ricevute, tra le quali quella di Samantha, ossessionata da lui e dalla sua storia. Aveva diciotto anni quando è stato processato, ora ne ha venti di più.
Inizia così la relazione fra Samantha e Dennis, amore insolito, separato dalle catene a polsi e caviglie e da un vetro di plexiglas. Un amore carico di imbarazzo e cresciuto lentamente. Samantha lascia per lui sua madre, il lavoro, il suo paese. La storia di Dennis diventa ora anche la storia di Samantha, i social si scatenano, l’opinione pubblica è divisa. Una produzione lo insegue per preparare una serie tv. Seguiranno interviste e la costruzione di un probabile romanzo autobiografico.
Che tipo di vita potrebbe fare con Samantha? Che strascico ha lasciato la sua condanna? Forse rancore, rabbia, amarezza. Forse accanimento ossessivo, infanzia trascurata e malata. Forse pochi slanci affettivi e lunghi silenzi che destano preoccupazione.
Samantha deve affrontare la sua nuova vita accanto a un uomo strano, inquietante, bellissimo ma inaccessibile.
La moglie innocente è un thriller che ruota attorno alle emozioni viscerali dei protagonisti, alle loro debolezze e a segreti orribili. È una storia di amicizia e di continuo abbandono. Ogni personaggio è colpevole. Tutti, allo stesso modo, possono dirsi innocenti.
Le origini del male sono pericolose, anche quando non si vuole ferire nessuno.
Consigliato. Buona lettura.

Amy Lloyd ha appena superato i trent’anni e vive a Cardiff. Ha esordito come scrittrice con La moglie innocente, romanzo vincitore nel 2016 del premio First Novel Competition del «Daily Mail» e di Penguin Random House: i diritti di traduzione sono stati venduti in 17 Paesi.

Source: omaggio dell’editore al recensore.

:: Il Regno del male di Sandro Ristori (Newton Compton Editori 2018) a cura di Elena Romanello

11 aprile 2018
Il regno del male

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Spesso ci si lamenta delle poche proposte di autori italiani nel genere fantasy, spesso si dice anche che forse non siamo così bravi a scrivere questo tipo di storie, ma si può sempre scoprire qualcosa di nuovo, perché chi scrive fantastico c’è anche alle nostre latitudini, non copiando per forza modelli stranieri.
Come il primo libro di una nuova saga in tema scritta da Sandro Ristori, Il regno del male, che porta in un mondo in cui ci sono echi di Joe Abercrombie e Terry Goodkind, spietato e senza speranza, in preda a guerre, carestie, epidemie e pregiudizi che si traducono in discriminazioni, omicidi e altri comportamenti disumani.
Secondo un’antica leggenda, chi manifesta durante l’adolescenza una macchia particolare sulla pelle, visibile solo da un mago con una fiamma e chiamata il Segno, è maledetto e va esiliato, mentre sua madre va condannata ad un supplizio crudele in un lago vicino al villaggio, dove resta immersa finché non muore.
Questo è quello che capita ai due protagonisti, Kausi e Coral, due vite spensierate con qualche ombra fino al momento in cui scoprono di essere maledetti: devono lasciare il loro villaggio, valicare le Grandi Paludi, da dove nessuno è mai tornato e inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende. Ma forse, lontani da un mondo che li ha traditi, potranno scoprire nuovi modi di vivere e persone simili a loro con cui ricominciare a relazionarsi, in un mondo che comunque si presenta senza speranza.
Infatti tutto il Regno in cui vivono anche i due ragazzi è in ginocchio: da ovest sta arrivando una terribile pestilenza che sta devastando interi territori uccidendone gli abitanti, il re è da sempre troppo debole per opporsi agli intrighi degli avidi duchi della sua corte, mentre i barbari premono sui confini del nord e a sud stanno arrivando migliaia di profughi in fuga dalla fame e dalla guerra. E non ci sono solo queste vicende da raccontare, ma anche quella di Rakha, ragazza dotata di strani poteri, che in passato ha incrociato la strada dei due ragazzi esiliato e che ora ha nelle sue mani l’erede del duca di Courtenaray.
Una storia incalzante, raccontata al presente come una cronaca di guerra di oggi, dove l’elemento fantastico alla fine non è predominante, rispetto ad una metafora del mondo reale, tra discriminazioni verso il diverso, migrazioni, guerre, carestie. Un microcosmo cupo e senza speranza, molto più spietato a tratti di Westeros, ma alla fine simile a quello che sta accadendo qui, con una trama comunque appassionante di cui si spera di leggere presto i nuovi sviluppi.

Sandro Ristori è nato a Firenze nel 1982 e vive e lavora a Roma. Scrive, traduce, legge, impagina e immagina libri. Il Regno del male è il primo capitolo di una saga.

Source: inviato al recensore dalla casa editrice, si ringrazia Federica Cappelli dell’Ufficio stampa.

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