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I capolavori della letteratura horror di Vari (Newton Compton, 2020) a cura di Elena Romanello

1 giugno 2020

i-capolavori-della-letteratura-horror-x1000Il genere horror viene periodicamente dato per finito e periodicamente torna in auge, aiutato anche da un’epoca non certo rassicurante come quella attuale. Molti conoscono l’horror grazie alle sue ultime incarnazioni, letterarie, cinematografiche, televisive, a fumetti, ma ha una lunga storia che arriva da lontano e per questo motivo è senz’altro interessante prendere in mano la nuova edizione de I capolavori della letteratura horror che Newton Compton propone nella  poderosa collana I Mammuth.
Nelle pagine del libro ci sono alcuni classici tra Sette e Novecento, alcuni celeberrimi, e altri meno: si parte con Vathek di William Beckford, scritto di getto dall’autore a fine Settecento, che mescola suggestioni fantastiche e horror con la fascinazione per l’Oriente che era iniziata proprio in quel secolo, sull’onda della prima traduzione in una lingua europea de Le mille e una notte.
Si passa poi al romanzo sul doppio per antonomasia, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde del poliedrico Robert Louis Stevenson, ancora oggi inarrivabile, citato ma forse non da tutti letto.
Ancora un classico assoluto con Dracula di Bram Stoker, il più famoso romanzo ottocentesco su un’icona giunta fino ad oggi senza invecchiare come il vampiro, di nuovo in auge grazie al discusso adattamento televisivo, a cui segue il meno noto ma non meno interessante La casa sull’abisso di William Hope Hodgson, su una dimora fuori dal tempo che si sgretola, tra paura e fantascienza distopica.
C’è spazio poi per Il Golem di Gustav Meyrink, incarnazione nuova di un archetipo della cultura ebraica, sorta di mostro che anticipa i robot, per Stirpe di lupo di H. Warner Munn, dove un alieno incarna un’altra figura cardine della paura, il lupo mannaro, e infine si chiude alla grande con Le montagne della follia di Howard P. Lovecraft, forse chi più di ogni altro ha inventato il concetto di fantastico contemporaneo, tra alieni e scoperte che sconvolgono.
Un’occasione quindi per leggere libri che appartengono a un genere che non ha mai smesso di reinventarsi partendo spesso dalle sue radici e dai suoi classici, confrontando le paure di ieri e quelle di oggi e scoprendole eterne.

La Torre maledetta dei Templari di Barbara Frale (Newton Compton, 2020) a cura di Elena Romanello

13 aprile 2020
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Il nome dei Templari è ancora oggi simbolo di una delle vicende storiche più fosche e affascinanti, legata al Medio Evo ma il cui eco è giunto fino ad oggi, tra realtà e leggenda, al centro anche di un immaginario potente presente in vari best-seller.
Il romanzo La Torre maledetta dei Templari di Barbara Frale si pone nel filone del romanzo storico, grazie agli studi dell’autrice Barbara Frale in tema, anche se non è ovviamente un trattato di Storia, ma una vicenda appassionante e ricca di colpi di scena.
A Parigi, nell’inverno del 1302 il re di Francia Filippo il Bello si trova a capo di uno degli eserciti più forti del mondo cristiano, ma il suo regno è sull’orlo della bancarotta. Per pagare i debiti, il sovrano ha in mente un piano che potrebbe costargli la scomunica ma che potrebbe risolvere i suoi problemi: aggredire Firenze e razziare le vaste riserve dei fiorini d’oro della città toscana.
La Signoria di Firenze, dove vive tra gli altri il poeta Dante, sempre attento ai fermenti del suo tempo che finiranno nella sua opera più famosa, però è al corrente dei suoi piani e ha chiesto la protezione di papa Bonifacio VIII, visto che in Vaticano abita l’unica persona che potrebbe fermare Filippo il Bello, Arnaldo da Villanova, detto il Catalano, medico talentuoso in odore di magia se non di stregoneria.
Il Catalano potrebbe interpretare i segni impressi nel più antico sigillo dei Templari e rivelare oscure verità sull’Ordine, già leggenda all’epoca, come dove si troverebbe la grande torre dell’Ordine fuori Parigi, dove è nascosta un’immensa fortuna.
I Templari potrebbero salvare il regno di Francia senza che venga commessa un’aggressione immotivata ad una città straniera, ma vorranno farlo?
Un romanzo storico con toni da thriller che racconta l’antefatto della disfatta dei Templari, tra Francia e Firenze, raccontando vicende di personaggi realmente esistiti, eroi e antagonisti di una storia comunque appassionante, per riscoprire un’epoca considerata oscura per troppo tempo, in realtà ricca di eventi che poi condizionarono per i secoli a venire la Storia europea.
La Torre maledetta dei Templari è un libro per tutti gli amanti dei romanzi storici, del Medio Evo, dei misteri e per chi continua a sognare con i Templari, magari dopo averli conosciuti in best-seller come Il Codice Da Vinci e in serial come Knightfall.

Barbara Frale è una storica del Medioevo nota in tutto il mondo per le sue ricerche sui Templari. Autrice di varie monografie, ha partecipato a trasmissioni televisive e documentari storici. Ha curato la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla RAI ed è autrice, insieme a Franco Cardini, del saggio La Congiura, sui Pazzi. La Newton Compton ha pubblicato con successo I sotterranei di Notre-Dame, In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico, Cospirazione Medici, La Torre maledetta dei Templari e il saggio I grandi imperi del Medioevo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa Newton Compton che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.

:: Il potere del Nunchi di Euny Hong (Newton Compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

23 gennaio 2020

1Durante queste vacanze natalizie ho letto un libro molto interessante dal titolo Il potere del NunchiL’arte coreana di convincere gli altri in modo efficace e amichevole. Il sottotitolo mi aveva un po’ spiazzato, ma chiarisco subito non è un manuale per persuadere gli altri a fare quello che volete, anzi lo spirito del libro è decisamente diverso. Euny Hong l’autrice ci apre le porte più segrete della sua cultura e ci insegna come stare bene con gli altri, e nello stesso tempo come fare stare bene le persone che ci circondano, siano amici, colleghi di lavoro, parenti, conoscenti occasionali. L’educazione coreana si basa su questi principi, e gli stessi genitori coreani più che le buone maniere insegnano ai figli, già da molto piccoli, come affinare questi super poteri basati sull’intuito, il buon senso, la fiducia, l’armoniosa ricerca di una vita comunitaria felice. Tanti sono i consigli, tutti incredibilmente semplici e alla portata di tutti, dall’importanza di saper tacere, alla capacità di connettersi con la mutevolezza delle relazioni umane. Ci insegna a fidarci delle prime impressioni, a non sottovalutare l’intuito, spesso oscurato dalla troppa razionalità. Ci insegna che quando entriamo in una sala piena di gente interagiamo con un ecosistema delicato e complesso, in continua evoluzione. E noi dobbiamo imparare a evolvere con lui, adattandoci ai mutamenti e rispettando le sensibilità e i sentimenti altrui. Sembrerà strano leggere che ferire qualcuno senza intenzione è più grave che farlo intenzionalmente, o ci metterà in imbarazzo scoprire che anche le migliori intenzioni non bastano a vivere in armonia con gli altri per perseguire il successo e la felicità. Ci insegna che correre in una direzione perché tutti gli altri lo fanno può salvarci la vita, come ci insegna che l’ignoranza non è una giustificazione, e bisogna conoscere le culture e le usanze delle comunità anche nuove in cui si ha l’occasione di vivere. Ci insegna che noi non siamo il centro del mondo, che non tutto ruota intorno a noi, ma siamo un piccolo granellino di sabbia nella spiaggia corallina dei rapporti umani. Imparare a scegliere il proprio partner, i propri amici, i propri dipendenti o soci in affari non sono cose da poco, anzi sono centrali nelle nostre vite. E questo libro ha il pregio di indicarci un percorso da seguire per migliorarci e migliorare i nostri rapporti con gli altri. Traduzione di Laura Miccoli.

Euny Hong si definisce una ninja del Nunchi. È cresciuta negli Stati Uniti e in Corea del Sud ed è spesso ospite dei media come commentatrice della cultura coreana. Ha collaborato con «New York Times», «Washington Post», «Times» e «Financial Times». Parla francese e tedesco e attualmente vive tra New York e la Francia. Per saperne di più: www.eunyhong.com

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Federica dell’ufficio stampa Newton Compton.

:: Pompelmo Caramello Tè verde e Il potere del Nunchi. L’arte coreana di convincere gli altri in modo efficace e amichevole di Euny Hong

28 dicembre 2019

Prima che l’anno finisca, augurandovi buon 2020, vi parlo di un tè della collezione dei tè verdi di PETER’S TeaHouse che ho amato molto, temo per ora fuori produzione, ma spero torni presto nel catalogo, si chiama Pompelmo Caramello Tè Verde, un tè decisamente fruttato ed estivo, con un intenso retrigusto agrumato, e la nota dolce del Caramello, ottimo per la prima colazione. Buono senza zucchero, (io lo preferisco) ma anche molto zuccherato con funzione energetica. E’ un tè chiaro, sulle sfumature del giallo, e come tutti i tè verdi è drenante, antiossidante, depurativo e un toccasana quasi miracoloso contro la cellulite.

La preparazione è semplice:

  • 1 cucchiaino di tè
  • 80 ° la temperatura dell’acqua (è un tè più delicato quindi fate attenzione a non bruciarlo con l’acqua in piena bollitura, aspettate un minuto, se non avete il termometro per l’acqua)
  • 2 o 3 minuti di infusione

Consiglio goloso:

Pompelmo Caramello Tè Verde lo consiglio con dei dolci, piccole trecce al miele, uvetta passa e caramello.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

Pompelmo Caramello Tè Verde è perfetto leggendo Il potere del Nunchi. L’arte coreana di convincere gli altri in modo efficace e amichevole di Euny Hong, una mia scoperta recente, un agile saggio sul potere quasi sovrannaturale che possiamo attivare tutti per rendere i rapporti interpersonali piacevoli e felici. La saggezza coreana messa al servizio del buon senso e dell’amore per gli altri.

E un ultimo consiglio, non abbiate fretta, sorseggiate il tè lentamente in compagnia di felici pensieri.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

Source libro: inviato dall’editore. Ringraziamo Federica dell’Ufficio stampa Newton Compton.

:: Le sette dinastie di Matteo Strukul (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

22 novembre 2019

le-sette-dinastie-la-lotta-per-il-potere-nel-grande-romanzo-dellitalia-rinascimentale-x1000Dal 1418 al 1476 Matteo Strukul ripercorre la storia. Attraverso sette dinastie che hanno  cambiato il corso di alcuni eventi. Parliamo dei Visconti e degli Sforza a Milano. Dei Condulmer a Venezia. Degli Estensi a Ferrara. Dei Medici di Firenze. Dei Colonna e dei Borgia a Roma. Degli Aragonesi a Napoli. Parliamo di guerra, di tradimento e di piani per conquistare il prestigio. Parliamo di scontri sanguinari consumati nel fango e dell’odore del sangue che infetta l’aria.
Matteo Strukul torna in libreria dimostrando ancora una volta di saper miscelare fatti storici ad altri verosimili. Dimostrando nuovamente la fruibilità della sua scrittura. Le sette dinastie è un romanzo che unisce le armi alla bellezza prorompente delle donne, la loro sofferenza alla capacità di farsi guardare negli occhi e sostenere il loro sguardo. Cosa non facile. È un romanzo di corruzione e intrighi che vengono smascherati. Di favori in cambio di un momento di passione. È anche un romanzo dove l’arte e la bellezza vengono messe in risalto come dei piccoli camei fra una sciagura e l’altra. È la storia delle discendenze nobili, che hanno alle spalle responsabilità e molto denaro. Non sempre si incontreranno personaggi puliti e irreprensibili, e il lettore dovrà fare i conti con l’onore calpestato senza ritegno.
Una buona lettura, che vi consiglio.

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in sedici lingue, pubblicate in trenta Paesi e opzionate per il cinema. Il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, ha vinto il Premio Bancarella 2017. La serie (che comprende anche Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia) è in corso di pubblicazione in 12 lingue e in più di 25 Paesi. La Newton Compton ha pubblicato anche Inquisizione Michelangelo, tra le sue altre opere si segnalano il fantasy I cavalieri del Nord per Multiplayer, Giacomo Casanova per Mondadori e la graphic novel Vlad le lame nel cuore per Feltrinelli Comics. Il suo sito internet è matteostrukul.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio stampa Newton Compton.

:: Il ladro di tatuaggi di Alison Belsham (Newton compton 2019) a cura di Federica Belleri

24 ottobre 2019

Il ladro di tatuaggi di Alison BelshamPerché tatuarsi? Perché disegnare ad arte il proprio corpo? Forse per fermare un ricordo, un evento particolare e avere modo di ricordarlo ogni istante. Perché uccidere tatuando le proprie vittime? Perché accanirsi con crudeltà sui loro corpi? Forse per ripulirsi la coscienza, per sentirsi immaccolati di fronte ai peccati commessi
Questo emerge dal secondo thriller di Alison Belsham, che vede ancora una volta protagonista l’ispettore Francis Sullivan. Uomo particolare, burbero a suo modo. Instancabile nel lavoro e una frana nei rapporti personali. La storia è ambientata nell’afosa estate di Brighton del 2017, e non solo …
Una serie di brutali omicidi diventa la priorità per Sullivan e lo porta ad affrontare la precedente indagine, quasi conclusa, e a fare i conti con se stesso e con un “male” difficile da comprendere, che arriva da lontano. D’altronde è proprio vero che una serie di eventi delittuosi crea confusione, la stampa è agguerrita, si vorrebbe subito trovare il colpevole o quanto meno qualcuno da accusare, un perfetto capro espiatorio.
Quando però il dolore provocato dalla morte di giovani ragazze stravolge l’ordinario, quando anche la scientifica e la medicina legale prendono a cuore questi casi e non si capacitano, ecco che l’urgenza inizia a togliere il fiato. Si corre, cercando di restringere il campo, affrontando i problemi personali quasi con distacco, tanto da sembrare privi di empatia. Perché le famiglie di queste ragazze attendono una risposta, perché l’assassino potrebbe colpire ancora. Perché chi agisce come un animale è molto vicino e pericoloso. Va trovato e bloccato.
Il ladro di tatuaggi è un thriller che cattura per la pressione emotiva che riesce a trasmettere, per le immagini forti o ricche di dolci sfumature, per la rassegnazione contrapposta al voler andare sempre avanti, per le piccole tracce lasciate lungo il percorso del lettore che portano alla soluzione.
Ottima lettura. Ve lo consiglio.

Alison Belsham ha iniziato scrivendo sceneggiature, e nel 2001 è stata finalista nella BBC Drama Writer competition. Nel 2016 ha presentato Il tatuatore al Bloody Scotland Crime Writing, uno dei più prestigiosi eventi per il genere thriller, ed è stata giudicata vincitrice. Secondo The Bookseller è stato uno dei libri più interessanti tra quelli presentati a Francoforte 2017. Il ladro di tatuaggi è il secondo attesissimo caso dell’ispettore Sullivan.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Uficcio stampa Newton Compton.

:: Una ragazza malvagia di Alex Marwood (Newton compton 2019) a cura di Federica Belleri

19 ottobre 2019

ragazza malvagiaRitrovo con piacere questa giornalista inglese che scrive sotto pseudonimo. Ritrovo la sua scrittura dettagliata e sentita legata a una storia pesante da digerire. Una storia legata a un errore madornale, dal quale non si può tornare indietro. Un errore che cambia il percorso di due bambine, le costringe a fare i conti con il dolore e la rabbia, la solitudine e la mancanza di empatia. La cittadina inglese nella quale è ambientato questo thriller è viva e sa di salmastro e umido. Il mare è sempre presente e il clima è uno dei personaggi che avvolge il tutto. Il buio e una gioventù che si diverte solo ubriacandosi, fanno il resto.
La morte si mescola al quotidiano, qualcuno uccide delle giovani donne che vengono trovate brutalmente picchiate e deturpate. Qualcuno osserva e si sente un “signor nessuno”. Qualcun’altro trova i loro poveri corpi e non sa come comportarsi. Qualcun’altro ancora conosce segreti orribili e li usa a proprio vantaggio.
A colpire in questo libro non è solo la trama, ma è il contesto generale: giornalisti buoni o sciacalli, identità nascoste, famiglie da proteggere, lavoratori precari o sottopagati. Non manca la lotta quotidiana per sopravvivere a un’esistenza complicata, l’inganno di non sapere chi ci sta accanto, il risentimento e l’odio per le bugie che si è costretti a dire continuamente. Sappiamo davvero chi è la persona che ci sta vicino? Possiamo dimenticare ciò che è stato? Riusciamo a proteggere chi amiamo?
Una ragazza malvagia mi ha ricordato in alcune sfumature Stephen King. Nel modo di affondare nell’oscurità di ognuno, di essere sommersi dal fango per poi riemergere, nell’intensità delle emozioni che è provoca o esalta.
A un dolore ne segue troppo spesso, un altro. Quale sarà la via d’uscita?
Buona lettura.

Alex Marwood è lo pseudonimo di una giornalista inglese. Il suo libro di esordio, Una ragazza malvagia, ha vinto il premio Edgar ed è stato scelto da Stephen King come miglior romanzo dell’anno. Gli insospettabili delitti della casa in fondo alla strada ha vinto il premio Macavity come Miglior Romanzo Mystery, ed è stato selezionato per i premi Anthony e Barry come miglior Paperback Originale. James Franco e Ahna O’Reilly hanno acquisito i diritti per realizzarne un film. La Newton Compton ha pubblicato anche Oscuri segreti di famiglia.

Source: omaggio dell’editore al recensore, ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Linea di sangue di Angela Marsons (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

19 giugno 2019

Linea di sangueTorna Angela Marsons con la sua detective di spicco Kim Stone. Impegnata in un susseguirsi di omicidi in apparenza scollegati fra loro ma studiati in modo preciso e pulito. Perché?
Perché Kim è in grado di trovare il responsabile, perché è capace di affrontare l’angoscia che le leva il respiro, perché sa cosa significa tornare sui propri passi anche se può farsi molto male. Kim ha una scorza dura ma i colleghi attorno a lei sanno come prenderla e quando è il momento di preoccuparsi per lei. Hanno il dubbio che qualcuno la stia riportando indietro nel tempo per manipolarla e renderla fragile e ossessiva. Ma Kim cerca di non farli preoccupare. Riuscirà a risolvere questa indagine?
Ancora una volta l’autrice ci parla di donne, perché loro sono le vere protagoniste insieme alla paura che le perseguita. Insieme al dolore che non si alleggerisce mai, alla voglia di dominare cercando un riscatto, una vendetta.
Ancora una volta, scava nella mente del più forte ma anche del più fragile, per farci scoprire che a volte i ruoli si possono stravolgere. Basta saper osservare i dettagli, le piccole cose che in apparenza scivolano davanti agli occhi.
Ottimo thriller volta pagina, ben strutturato. Un complimento alla scrittrice.

Angela Marsons ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, bestseller internazionale ai primi posti delle classifiche anche in Italia. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone prosegue con Il gioco del male, La ragazza scomparsa, Una morte perfetta e Linea di sangue. Vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. I suoi libri hanno già venduto più di 3 milioni di copie. Per saperne di più: www.angelamarsons-books.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

:: Review Party: Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

10 maggio 2019

Due cuori in affitto - KingsleySummer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Il romanzo rosa salverà l’editoria? Bella domanda, e sembra che se la siano fatti seriamente alcuni editori tra cui Newton compton, tanto che al Salone del Libro, che si svolge in questi giorni a Torino, ci sarà un dibattito Sabato 11 Maggio alle 13,30 che vede ospiti Martina Donati e Anna Premoli e Felicia Kingsley, quest’ ultima autrice proprio di Due cuori in affitto, libro di cui vi parlerò oggi.
Di Anna Premoli lessi È solo una storia d’amore e iniziai un discorso che mi piacerebbe continuare oggi.
I romanzi rosa vendono, le lettrici li leggono gli editori li pubblicano. Allora perché sono considerate ancora opere di serie B? Di questo si discuterà al dibattito a cui accenno sopra, tra le altre cose, e quando penso a questo non posso non pensare a un autore italiano che scriveva su riviste femminili, pubblicava romanzi sentimentali (per giunta belli, provate a leggere Mio adorato nessuno) ed è famoso per opere noir, naturalmente sto parlando di Giorgio Scerbanenco.
Quindi come in tutti i generi letterari è la qualità dell’autore a fare la differenza, e anche il romance, o il rosa ha autori e autrici di tutto rispetto.
Innanzitutto scrivere romanzi rosa non è facile, essere originali senza cadere nei cliché più triti e abusati diventa una sfida ben ardua e infatti emergere è una scommessa. Sia la Premoli che Felicia Kingsley sono riuscite a conquistare l’affetto delle lettrici (ma sorprendentemente esistono anche lettori).
Cosa hanno di particolare i loro romanzi? Naturalmente parlano d’amore, e lo fanno in modo moderno, inserendo le loro storie nella vita di oggi, utilizzano un linguaggio attuale, spigliato, parlano di donne con i problemi, le aspirazioni, le difficoltà delle stesse lettrici che leggono questi romanzi. Risolvono situazioni complesse (quasi sempre è scontato il lieto fine) e lo fanno perché come insegnava Jane Austen già 200 anni fa la fantasia ha questo privilegio, dare un lieto fine a storie che nella vita vera non è detto che ce l’abbiano. Dando ragione d’essere alla speranza.
E a queste lettrici piace sognare, piace un tocco di leggerezza e di dolcezza, piace che il lui e la lei con caratteri diversi, storie personali diverse, trovino alla fine il modo di essere felici. Perché l’amore rende felici, e in questo non c’è nulla da ridere.
Dopo questo lungo preambolo parliamo del romanzo Due cuori in affitto di Felicia Kingsley. È un capolavoro? Forse no, ma ha tutti gli ingredienti di cui parlavo sopra capaci di rendere una storia piacevole da leggere. I battibecchi, le incomprensioni, diventano ben presto schermaglie amorose, e sia il lui che la lei della storia riescono alla fine a vedere l’altro, oltre l’apparenza, e la superficialità. Perché l’amore fa questo svela il vero noi stessi, privandolo delle incrostazioni delle delusioni, delle durezze, dei fallimenti sedimentati negli anni. Dunque che dire oltre, buona lettura.

Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. Stronze si nasce e Una Cenerentola a Manhattan sono stati nella classifica dei bestseller per settimane. Due cuori in affitto è il suo quarto libro. Per saperne di più: www.feliciakingsley.com

Source: pdf inviato dall’editore.

:: L’ex moglie di Jess Ryder (Newton compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

2 aprile 2019
L’ex moglie di Jess Ryder

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Accostato a La ragazza del treno e L’amore bugiardo, L’ex moglie di Jess Ryder, edito in Italia da Newton Compton e ben tradotto da Mariacristina Cesa, è uno psicothriller di ambientazione inglese che aggiunge alla suspense una spruzzata di critica sociale, un buon approfondimento psicologico dei protagonisti, e un certo sapore di vita vissuta che crea subito nel lettore una forte empatia per i personaggi.
Innanzitutto mi ha spiazzato, leggendo la trama mi aspettavo tutt’altra storia, ma andiamo con ordine. Cercherò anche di non spoilerare troppo, per non svelarvi anche inavvertitamente i molti snodi narrativi e colpi di scena.
Innanzitutto il romanzo narra la storia di Natasha e Nick, una coppia felice, genitori della piccola Emily, una vispa bambina dai riccioli biondi. Un matrimonio come tanti, in cui le dinamiche di coppia sono piuttosto comuni. Si sono incontrati, per un caso fortuito, quando lui era ancora sposato, da più di vent’anni, con Jen, conosciuta al liceo, migliore amica della sorella Hayley.
Hanno iniziato a frequentarsi, e poi quando Natasha resta incinta, Nick è felicissimo, lascia la prima moglie e sposa Natasha. Di colpo la ragazza, molto più giovane di lui, dalle case popolari (è figlia di una donna sola che fa la donna delle pulizie negli uffici), da un modesto lavoro come barista passa all’ upper class: ville, soldi, ristoranti costosi, alberghi di lusso.
Non che la ragazza sia eccessivamente attaccata a questa nuova ricchezza, ma ha bisogno di rassicurazioni, di qualcuno che si prenda cura di lei, e Nick sembra a tutti gli effetti il classico principe azzurro.
Ma qualcosa nel loro matrimonio non va, l’autrice è brava a dare piccoli indizi di questo disagio che si focalizzano nella presenza ingombrante di Jen, mai del tutto dimenticata, e dall’atteggiamento ostile della famiglia di Nick (madre, padre, sorella) che sembra ancora considerare Jen la sua vera moglie, e Natasha solo un incidente di percorso, una rovina famiglie, qualcuno mai del tutto accettato che non si vede l’ora si tolga dai piedi.
Jen infatti telefona di continuo, viene invitata alle feste a posto della moglie attuale, Nick la va a trovare spesso, l’aiuta, non le dice mai chiaramente di stare definitivamente lontano dalle loro vite.
Questa crepa diventa una voragine quando Sam, l’autista di Nick, le confida di averli visti insieme, che sono amanti. Natasha allora sentendosi tradita decide di lasciarlo, prendersi la bambina e allontanarsi da quella vita che ormai le sembra tutta un’impostura, non dubitando e nemmeno chiedendosi se quello che le ha detto Sam sia vero. Ma prima di farlo lei, è Nick a sparire con la bambina.
Natasha di colpo non sa cosa fare, lui cambia la serratura della porta, le annulla le carte di credito, (in realtà non ha mai condiviso le sue ricchezze con lei), la fa passare per violenta e pericolosa con la sorella Hayley che già non la può soffrire. Natasha torna da sua madre, la sola che l’aiuti senza secondi fini, ma si trova ad avere un’alleata inaspettata proprio in Jen, che si schiera subito dalla sua parte e le assicura il suo aiuto nel cercare di riprendersi la figlia. Ma può davvero fidarsi di Jen? Voi lo fareste al suo posto?
Da questo momento in poi, in un vortice di depistaggi, false apparenze e tragiche derive la storia porterà il lettore a dubitare di tutti: di Nick, di Jen, e forse anche di Natasha.
Allora, Jess Ryder utilizza una narrazione alternata, aggiungendo un nuovo personaggio Anna, (si svelerà solo più avanti chi è, perché si nasconde, quali sono le sue paure), tutto in prima persona, solo l’ultimo capitolo ha per protagonista come voce diretta Nick.
Jess Ryder gioca col lettore, lo induce a credere alcune cose, per poi ribaltare tutto specie nel finale. Sicuramente chi desta maggior simpatia è Natasha, sebbene venga fatta passare per una rovina famiglie, un’ avida opportunista, una ragazza violenta o perlomeno una donna che ha annullato se stessa per il suo ruolo di moglie senza ritagliarsi spazi per sé, allontanandosi dalla madre, dalle amiche, dal suo lavoro per Nick. Ingenuità, o puro calcolo? Naturalmente quando leggiamo la storia dal suo punto di vista è lei l’eroina, è lei la madre a cui hanno sottratto la figlia, ma anche questo personaggio non riesce a convincere del tutto.
Questa ambiguità comunque nulla toglie alla piaga sociale che l’autrice vuole portare all’attenzione, al fatto che i ricchi possono ricorrere alla giustizia, mentre i poveri (quasi sempre le donne sono la parte economicamente più fragile), no. L’assistenza legale gratuita in Gran Bretagna è infatti possibile solo in caso di violenza e abusi dimostrati o in presenza di minaccia per la sicurezza del minore coinvolto. E l’eccessiva onerosità delle azioni legali, crea sicuramente delle vere ingiustizie per le donne magari solo ingannate e sfruttate, ma non in pericolo di vita.
Insomma una lettura affatto banale e per alcuni versi anche decisamente inquietante.

Jess Ryder ha lavorato per anni come sceneggiatrice e la sua passione è guardare serie TV investigative. Ha pubblicato numerosi libri di successo, molti dei quali per bambini e adolescenti, ma la sua vera passione sono i thriller.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Antonella dell’Ufficio stampa Newton compton.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Vittima innocente di Winnie M. Li (Newton Compton 2019) a cura di Federica Belleri

18 marzo 2019

vittima-innocente-winnie-liVivian è una donna indipendente, ha un ottimo lavoro e ama viaggiare da sola. Da Londra, dove vive, si sposta in Irlanda per scoprire nuovi sentieri e luoghi che la affascinano. Cosa vuol dire per lei stare lontano dalla civiltà?
Johnny è un ragazzo nomade di quindici anni e ha una famiglia violenta. È manesco, fatica a relazionarsi con gli altri e tenta in ogni maniera di imitare il fratello maggiore. Cosa significa per lui dover vivere all’interno di una comunità che si sposta di continuo e dover rispettare regole rigide?
Vivian incontrerà Johnny durante un’escursione in solitaria, che cambierà completamente la sua vita. Creerà in lei una barriera, un ostacolo difficile da superare. Da quel momento per lei ci saranno lacrime e forti attacchi d’ansia. Da quel momento, angoscia e agorafobia.
Vittima innocente è il primo romanzo di Winnie M Li, che racconta la sua storia, il suo dolore e la violenza che ha subito. L’autrice parla attraverso Vivian e lo fa in modo diretto, preciso, senza omettere nulla. Come se fosse in bilico fra due universi paralleli la protagonista si chiede un’infinità di “se” … se non avesse deciso di percorrere quel sentiero, se si fosse messa in cammino al mattino invece che nel pomeriggio, se non fosse stata così educata con uno sconosciuto.
E Johnny? Cosa si domanda, come vive questa dolorosa avventura? Forse si sente emarginato, incompreso, con gli occhi di tutti puntati addosso. D’altronde spesso si pensa che i nomadi siano tutti delinquenti, folli e disagiati.
Vittima innocente è la storia di un incontro pericoloso, è il punto di non ritorno, è riabilitazione e recupero. È la forza di guardare avanti, nonostante tutto. È dolore ma anche determinazione a superare tutto.
Bellissimo thriller, ottima la narrazione a due voci, buona la traduzione.
Vi invito a leggerlo con attenzione, perché vi coinvolgerà.
Buona lettura.

Winnie M Li è una scrittrice e produttrice. Laureata a Harvard, ha scritto guide turistiche, prodotto film indipendenti, organizzato festival del cinema e sviluppato progetti di ecoturismo. Dopo la laurea in Scrittura creativa e un dottorato di ricerca in Media e Comunicazione alla London School of Economics, ha lavorato per vari media e festival artistici. Vittima innocente è il suo primo romanzo, pluripremiato e in corso di pubblicazione in 11 Paesi. Per saperne di più: www.winniemli.com

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Newton Compton.

:: Storia dei servizi segreti – La verità su chi veramente governa il mondo di Mirko Molteni (Newton Compton 2018) a cura di Giulietta Iannone

11 marzo 2019

storia-dei-servizi-segreti-Libro interessantissimo e ricco di aneddoti curiosi, spesso sconosciuti o perlomeno poco noti al grande pubblico, Storia dei servizi segreti – La verità su chi veramente governa il mondo di Mirko Molteni ha l’ambizione di racchiudere in 800 pagine l’intera storia dei servizi segreti dalle origini, in epoca remota, al giorno d’oggi. Un volume enciclopedico dunque, di facile consultazione, e agevole lettura, utile sia a studiosi della materia che a semplici lettori curiosi di saperne di più di un mondo per certi versi ancora misterioso e ambiguo. Luci e ombre delle operazioni di spionaggio più riuscite e di coloro che operarono spesso mettendo a frutto doti insolite, immaginazione ed eclettismo. Spie, agenti segreti, forze speciali, informatori, sabotatori, sono i protagonisti assoluti di questo saggio in cui la realtà supera di molto anche la più bizzarra fantasia. Non tutto andò liscio, spesso l’assurdo e la leggenda giocarono un ruolo fondamentale come nella storia sicuramente inventata del cosmonauta suicida del KGB che fa sorridere, ma fino a un certo punto. Testo divulgativo certo ma con un’ampia bibliografia e un ampio apparato di note a piè di pagina puntuali e precise che ne attestano il valore scientifico. Grande spazio viene dato alla Guerra Fredda tra America e Russia, che sembrava sopita alla caduta del Muro di Berlino, per riemergere invece con nuove facce sempre più tecnologiche nei nostri giorni. Cambiano gli strumenti, le armi, gli equipaggiamenti ma quello che continua a fare la differenza è il fattore umano, (consiglio il bellissimo libro di Graham Greene con questo titolo) perché l’intuito, la prontezza, la fantasia restano ancora quel quid che fa la differenza. Un mondo oscuro, spesso crudele, al di là delle leggi normali che regolano il vivere civile, in cui tra informazione e disinformazione si giocano partite fondamentali per gli equilibri geostrategici mondiali. In cui l’imprevedibile è spesso l’ago oscuro della bilancia. Dall’età del Bronzo a Gina Haspel, la prima donna al vertice del maggior servizio segreto occidentale, fino al caso Litvienenko, la strada è stata lunga, tortuosa, ricca di insidie, doppiogiochisti e colpi di scena, senza dimenticare che alcune spie ci hanno creduto sul serio in quello che facevano, fino a sacrificare la vita, sempre dietro le quinte della storia, spesso restati numeri di cui mai conosceremo l’identità, né i meriti. Altre invece diventate leggendarie, perchè anche la propaganda e il folcrore fanno parte del gioco. Un mondo in cui i sentimenti non hanno giocato un ruolo marginale, in cui lealtà, coraggio, abnegazione hanno fatto sempre parte del pacchetto, sebbene il numero delle vittime di questo gioco non sarà mai possibile calcolarlo. Che alcuni si siano mossi solo per denaro, ricatti o puro gusto per l’avventura è certo, pur tuttavia come chiosa l’autore nel commiato finale:

In poche parole, in tutti loro, conscio o no, albergava un sogno di pace, fosse anche sia pure la pace alle loro condizioni, un sogno disatteso dagli eventi. Ecco la pace. Questa chimera che ci rivela perennemente irraggiungibile per l’umanità, se non per brevi periodi e a macchia di leopardo sul globo terraqueo, dovrebbe sempre essere il primo movente anche nel mondo dell’intelligence. I servizi segreti possono dare molto , e in effetti lo danno, per la pace, favorendo i canali di dialogo e trattativa, nonché sfruttando la dimestichezza con le informazioni proprio per capire, o almeno tentare di capire, anche le ragioni e il pensiero dell’avversario. 

Mirko Molteni nato in Brianza nel 1974, è laureato in Scienze Politiche. Giornalista per «Libero» e per riviste di storia e argomenti militari e aeronautici, collaboratore del notiziario online «Analisi Difesa», ha al suo attivo sei libri: L’aviazione italiana 1940- 1945: azioni belliche e scelte operative; Un secolo di battaglie aeree: l’aviazione militare nel Novecento; Storia dei grandi esploratori: dagli Egizi a Magellano, Le ali di Icaro: storia delle origini del volo; Furia celtica: due secoli di lotte fra Galli Cisalpini e Romani, Dossier Caporetto: il centro di gravità dell’annata 1917. Storia dei servizi segreti è il suo primo libro pubblicato dalla Newton Compton.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Antonella e Federica dell’ Ufficio Stampa Newton Compton.