:: Un’ intervista con Alessia Gazzola – Un segreto non è per sempre

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Grazie Alessia per aver accettato la mia intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Punti di forza e di debolezza come scrittrice e come medico.

Grazie a voi per l’invito. Identifico un punto di forza e uno di debolezza in particolare. Quello di forza è la capacità di mantenere il distacco e di non prendermi troppo sul serio. Quello di debolezza è, senza dubbio, un’insicurezza pervasiva che mi fa credere di non essere mai all’altezza della situazione.

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Figlia unica, studi classici, una vita tranquilla in una città provinciale.

Come è nato il tuo amore per i libri e per la scrittura?

E’ stata mia madre a iniziarmi alla lettura, da bambina mi raccontava i miti greci o i grandi classici della letteratura anziché le favole. Non appena ho avuto l’età per capire mi ha messo in mano un libro. Quanto alla scrittura, è cresciuta con me, ho sempre inventato storie. Era ed è il mio “hobby”.

Quanto è importante per una giovane scrittrice essere anche una lettrice?

Fondamentale: leggere è la prima vera scuola di scrittura. Impari dagli altri autori come si costruisce un plot, come si sfumano i personaggi. Per non parlare del fatto che attraverso la lettura identifichi il genere che prediligi ed entro il quale vuoi muoverti.

Come nascono i tuoi romanzi? Parlaci del passaggio tra l’idea e la stesura del testo. Scrivi una scaletta, immagini le scene come parti di una sceneggiatura visualizzandole mentalmente, lasci molto all’ improvvisazione non sapendo dove i personaggi porteranno la narrazione?

E’ un mix di tutto: ho l’idea vaga di cosa raccontare, da dove cominciare e dove approdare. Tutto quello che accade nel mezzo è improvvisazione, e in generale, trascrivo quello che immagino.

Hai esordito con L’allieva un romanzo decisamente insolito che unisce ad una trama gialla i toni frizzanti e spiritosi di una commedia romantica. Che ricordi hai del tuo debutto: quanto è stato difficile trovare un editore, cosa hai provato quando hai firmato il tuo primo contratto, quando sei stata alla prima presentazione?

Esordire è difficile: l’impegno psicologico può essere devastante. Trovare un editore non è stato difficile, perché mi sono rivolta a un’agenzia letteraria e lei si è occupata di trovare il contatto giusto. Tutto quello che ha accompagnato l’esordio è stato molto emozionante, mi sembrava di vivere una realtà parallela. Ma non è tutto rose e fiori: sono contenta di aver maturato un anno e mezzo di esperienza, che sembra poco ma è già un grande passo nella comprensione del mondo dell’editoria e dei suoi meccanismi.

E’ appena uscito Un segreto non è per sempre, sempre per Longanesi e sempre con Alessia Allevi protagonista. Come è nata l’idea di scriverlo? Cosa ti ha ispirato?

Prima ancora che l’Allieva fosse pubblicato avevo già iniziato a scrivere Un segreto. Volevo esplorare l’aspetto oscuro della scrittura, la smania acritica, l’ambizione sfrenata di pubblicare, a qualunque costo.

Perché hai scelto come titolo Un segreto non è per sempre? Ci sono segreti nella tua vita?

Il titolo lo ha scelto l’editore, come pure L’allieva. Io li ho presentati entrambi senza titolo, non sono capace di trovarne uno adeguato.

Raccontaci i personaggi principali del libro.

Oltre ad Alice, la specializzanda maldestra e incauta che era protagonista dell’Allieva e oltre ai personaggi principali che popolano la sua vita, in questo romanzo c’è un fiorire di scrittori complicati e su tutti Konrad Azais, un vecchio, burbero e famoso autore ungherese, attorno alla cui interdizione e morte ruota tutta la storia. Il personaggio che preferisco è quello di Clara, la nipote quindicenne di Azais, una ragazzina un po’ emo, intelligente, acuta, cui sogno di dedicare un libro, un giorno.

Non è un medical thriller non è solo un romanzo sentimentale. Unisce ironia e umorismo ad una trama in cui la protagonista indaga tra libri e sale di autopsia per fare chiarezza su un suicidio molto sospetto. Come definiresti il tuo romanzo, in che genere lo collocheresti?

Commedia giallo-rosa.

Arthur e Claudio movimentano la vita sentimentale della protagonista. Come hai costruito questi personaggi? Quale dei due catturerà il cuore di Alice, le tue lettrici lo scopriranno leggendo il libro, tu personalmente quale personaggio dei due ti sei più divertita a creare?

Arthur è ispirato a un leggendario reporter polacco, Ryszard Kapuscinski, autore di libri che ho divorato anni fa, Ebano su tutti. E’ un ragazzo sradicato, idealista e inquieto. Anche un po’ egoista. Claudio invece è un tipo cinico, ambizioso e rampante. Personalmente mi piace moltissimo scrivere le scene in cui lui è protagonista: lo confesso, come personaggio è di gran lunga più divertente.

Parlami di Konrad, il famoso scrittore ungherese, personaggio cardine di tutta la storia, per il quale crei intere pagine di wikipedia. Si ispira ad uno scrittore realmente esistito?

Non a uno in particolare, ma in generale all’abisso, alla genialità e all’inquietudine degli autori slavi come Marai e la Kristoff.

La curiosità e una grande dolcezza e umanità sono le molle che spingono la protagonista ad indagare tra i libri questa volta. La letteratura è piena di libri che non esistono, è un’affascinante terreno di studio. Come è nato questo spunto narrativo?   

Non è nulla di nuovo, in fondo: l’idea di scrivere un piano diverso fatto di autori e libri inesistenti era già stata messa in pratica da autori ben più blasonati di me, cito la Byatt con Possessione, tanto per fare un esempio. Era un’idea che mi piaceva molto e ho pensato di attuarla a modo mio.

Che ruolo hanno le tue conoscenze mediche nella stesura del libro?

Fondamentale, perché il meccanismo della morte di Konrad non avrebbe potuto idearlo nessuno se non un medico.

Ritieni che il tuo stile sia cinematografico? Ci sono film in generale o un film in particolare che ha influenzato lo stile o la sostanza del tuo lavoro? Ci sono attualmente in corso progetti di film tratti dai tuoi libri?

Non so se sia cinematografico, forse però è molto visivo. I diritti televisivi sono della Endemol e spero che il progetto vada in porto.

Citami i versi della tua poesia preferita.

Per fare una prateria ci vuole un trifoglio e un’ape

solo un trifoglio e un’ape

e il sogno.

Ma il sogno può bastare,

se le api sono poche.

Emily Dickinson

Hai moltissimi fan. Qual è il tuo rapporto con lettori? Come possono entrare in contatto con te?

Il rapporto è molto stretto e lo considero indispensabile, perché mi da’ la carica e perché è il mio strumento di confronto, di feedback con quello che scrivo. Mi da la percezione della vita dei miei libri. I lettori possono entrare in contatto con me attraverso la mia pagina Facebook o scrivendo alla Casa Editrice Longanesi, o alla mail: alessiagazzola@alice.it

Leggi le recensioni dei tuoi libri? Quale è la recensione o il commento di un tuo lettore che ti ha emozionato di più?

Sì le leggo sempre, sono troppo curiosa. Troppe mi hanno colpita per poterne estrapolare una in particolare. Forse, in generale, mi commuovono quelli che mi scrivono che Alice è come un’amica da incontrare dopo una brutta giornata e che è capace di dare subito il buon umore. E anche chi mi ha scritto che i miei libri danno serenità.

L’intervista è finita, nel ringraziarti per la tua disponibilità mi piacerebbe sapere se attualmente stai scrivendo un nuovo romanzo e se puoi anticiparci qualcosa?

Sì, che le avventure di Alice continuano. Entro l’anno ci sarà una sorpresa in libreria.

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