:: La notte eterna del coniglio, Giacomo Gardumi: la paura è una dolce virgola tra ‘horror’ e ‘thriller’ (Marsilio, 2006) a cura di Serena Bertogliatti

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$Immagina la classica villetta a schiera americana, con tanto di prato verde e amorevole padre che ti attende sulla porta. È da poco scattato il ventunesimo secolo, le Torri Gemelle sono state abbattute, ma in questo angolo di Amerika da quadretto le onde d’urto arrivano in ritardo: l’atmosfera è ancora quella della Guerra Fredda, solo che – al posto dell’URSS – c’è una sempre più potente Cina. Sarà l’argomento del pranzo di Pasqua, sollevato da tuo padre – quello che ti aspettava amorevole all’entrata, ricordi? – che in realtà è un ultraconservatore xenofobo che ha fatto il Vietnam, e del Vietnam ha mantenuto la mentalità paranoica. Infatti, nel suo bellissimo e rispettabilissimo giardino, sotto lo strato di verdissima erba, c’è un bunker.
Sì, hai sentito bene.
Un bunker.
Nel caso in cui vi sia una guerra atomica.

Horror. Thriller psicologico. Post-apocalittico.
La notte eterna del coniglio di Giacomo Gardumi è tutte queste cose, almeno in parte. L’apocalisse c’è – atomica – e piomba i pochi sopravvissuti nei pochi bunker che il padre della protagonista e alcuni famigliari si sono fatti costruire in giardino. La solita vecchia trama di sopravvissuti? Beh, il libro non è nuovissimo, ma sfrutta al meglio il vecchio e tanto amanto what if:
Che cosa accadrebbe se qualcuno sganciasse veramente una bomba atomica?
Che la protagonista – il romanzo è scritto in prima persona dal suo punto di vista – si ritroverebbe blindata in un bunker sotterraneo con il padre razzista e – dolceamara ironia – l’idraulico cinese che stava aggiustando loro il lavello.
I bunker – quattro in tutto – sono collegati tra di loro per mezzo di un sistema video piuttosto rudimentale. I sopravvissuti, quindi, non sono completamente isolati, anzi: scopriranno presto che sono meno soli di quanto pensino, quando uno di loro dirà di aver sentito qualcuno bussare alla porta di un bunker.
In questo romanzo dalla prosa piuttosto semplice ed elementare – e anche, a volte, poco oliata e un po’ ridondante – Gardumi attinge da uno dei rivoli più sottili e difficili da gestire delle correnti di letteratura horror esistenti: quello in cui la paura cresce mano a mano che la realtà per come la conosciamo si disfa, perde senso, crolla inesorabile come un palazzo inservibile. I protagonisti de La notte eterna del coniglio saranno pure asserragliati in bunker capaci di proteggerli persino da una bomba atomica, ma il terrore è infido e sottile come gas, e lentamente rende vane le spesse mura che li circondano. Da superstiti a topi intrappolati in un labirinto senza uscita. E intanto, sempre latente di sottofondo, striscia la domanda che contagia anche i lettori:
È un horror o un thriller?
Che cosa dobbiamo temere? Le manipolazioni di una realtà che non si fa decifrare o le minacce imprevedibili di un mondo che smette di rispondere alle leggi della fisica?
A voi il piacere di scoprirlo.

Giacomo Gardumi nasce a Milano nel 1969. Dopo aver vissuto a Roma e in Francia, si trasferisce stabilmente in Cina. La notte eterna del coniglio è il suo primo romanzo, seguito nel 2005 da L’eredità di Bric.

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