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Anna dai capelli rossi, Lucy Maud Montgomery, (Gallucci 2018) A cura di Viviana Filippini

2 luglio 2018

Anna, una ragazzina orfana affidata a diverse famiglie, finisce in un orfanotrofio. Anna.Per lei non sembrano esserci speranze di trovare qualcuno che la voglia. Poi, un giorno, un fortunato gesto del destino la porterà ad Avonlea, un piccolo paesino dove vivono Marilla e Matthew Cuthbert. I due anziani fratelli si aspettavano un ragazzo e quando vedono Anna rimangono un po’ perplessi, tanto è vero che Marilla vorrebbe rispedire Anna nel luogo da dove è arrivata. La piccola, protagonista del romanzo “Anna dai capelli rossi”, edito da Gallucci, racconta la sua drammatica storia e i due anziani la accolgono tra le mura della loro fattoria Green Gable. Anna hai i capelli rossi, tante lentiggini e un passato fatto di dolore e sofferenza al quale reagisce con la fantasia e l’immaginazione. Un agire non sempre compreso dalle persone che le stanno attorno, soprattutto da Marilla, una donna molto pragmatica e concreta. La storia di Anna è un romanzo di formazione creato dall’autrice nel 1908 per ogni tipo di lettore ma, nel corso del tempo esso si è trasformato in un classico della letteratura per l’infanzia. Anna è una bambina che ha avuto, a soli 11 anni, un passato di dolore, sofferenza (i genitori sono morti quando lei era molto piccola), di mancanza di affetto e per lei i due fratelli Cuthbert sono una nuova famiglia nella quale trovare un po’ di tranquillità. Certo per la protagonista non sarà facile conquistare i due anziani e i nuovi compagni di scuola (Gilbert compreso), però un poco alla volta, passo dopo passo, Anna riuscirà a sistemare le cose e a farsi comprendere da tutti. “Anna dai capelli rossi” della canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto da Angela Ricci, è una storia di ricerca di amicizia, di amore e di speranza, dove la protagonista sarà sì sottoposta ad un serie di prove, ma la sua tenacia, la voglia di mettersi in gioco e di imparare le permetteranno di riuscire a trovare il suo posto nel mondo. Oltre alla famosa serie animata trasmessa in tv dagli anni ’80 (vista una marea di volte), Netflix ha distribuito in tutto il mondo una fiction di recente produzione con protagonista “Anna dai capelli rossi”.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto volumi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Le storie si Anna sono state tradotte in decine di lingue.

Source richiesto all’editore. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

:: Pandamonio di Chris Owen, illustrazioni di Chris Nixon (Gallucci 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

9 aprile 2018
Pandamonio

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Pandemonio: s. m.
Rumore assordante, grande disordine e confusione, putiferio, per lo più in occasioni di liti, diverbi, reazioni o proteste troppo vivaci.

Pandamonio: s. m.
Grandissima baraonda, per lo più incontrollabile che di solito segue al risveglio improvviso di un panda placidamente addormentato“.

Queste due definizioni aprono Pandamonio, un curioso libro in formato rettangolare e con apertura orizzontale, edito da Gallucci. Il sole illumina la narrazione strutturata in divertenti versi in rima.

Eccoti allo zoo in una bella giornata,
Il luogo è ideale per una passeggiata.
Entra. Guardati attorno. C’è molto da scoprire.
Hai tutto il tempo e ti puoi divertire.
Son tanti gli animali che qui incontrerai…
…ma non svegliare il panda, se no sono guai”.

Il libro è organizzato in doppie pagine narrative in cui parole e immagini giocano tra loro, abbracciandosi e tenendosi per mano. Un colore pastello sempre diverso riempie lo sfondo di ogni doppia pagina e su di esso risaltano le illustrazioni di Chris Nixon, acquarelli felici e delicati che raffigurano splendidamente gli inquilini dello zoo. Del pandamonio che precede il possibile risveglio del panda partecipano proprio tutte le bestiole, da quelle più conosciute come gli ippopotami, gli orsi, le giraffe, gli scimpanzè, i serpenti e i canguri, a quelle meno note come le termiti, gli emù, gli yak e i tapiri. Dunque, questo libro rappresenta una spassosa occasione per conoscere nuovi animali e ritrovare gli amici già incontrati in altri libri, in film o visti nella realtà. Insieme alla mamma o al papà il bambino potrà divertirsi nell’esercizio di individuazione e di attenzione selettiva, cercando tra le immagini gli animali appena nominati nella rima e scoprendo il loro verso corrispettivo. Se in compagnia di amichetti o fratelli, il piccolo lettore potrà giocare a chi trova prima gli animali appena descritti, in entrambi i casi la lettura si trasforma in gioco e il gioco in lettura, senza più distinguerne i confini. In ogni doppia pagina viene ripetuto l’importante monito di non svegliare il protagonista, il panda che nonostante gli schiamazzi degli scimpanzé, le risa delle iene, il mugghiare degli yak, il gracidare delle rane, gli applausi dei pinguini e il tip- tap dei canguri, continua tranquillo a dormire.
Per scoprire se il baccano generato dagli animali dello zoo sveglierà l’amico panda bisognerà sfogliare tutte le pagine, fino a giungere proprio all’ultima. Cosa succederà? Qui non possiamo svelarlo ma intanto cliccate su questo link (https://www.youtube.com/watch?v=ZRlhyxUi2fc.) e date un’occhiata al video trailer creato dagli autori del libro!
Età di lettura: da 4 anni.
Traduzione di Paola Mazzarelli.

Autore: Chris Owen ha fatto lo strillone, il magazziniere, il giornalista radiofonico e il raccoglitore di mele. Ora è maestro elementare e vive a North Perth con la moglie, due piccole pesti, un paio di paguri, tre pesci rossi e una gran numero di girini.

Illustratore: Chris Nixon è illustratore e direttore creativo. Vive a Perth, in Australia. Nel corso del suo apprendistato artistico non ha mai maltrattato nessun animale, tranne nel periodo in cui faceva il pescivendolo.

Source: Libro consegnato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Marina Fanasca dell’ufficio stampa Gallucci.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Il mio primo libro di stoffa – Le figure di Francesca Ferri (Gallucci, collana Lìbrido, 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

26 marzo 2018
Le figure

Foto Credit Maria Anna Cingolo

L’editore romano Gallucci pubblica “Le figure”, un libro di stoffa per bambini da 0 a 3 anni.
Il libro è costituito da sei pagine che illustrano una formica, una farfalla, una chiocciola, uno scoiattolo, una volpe e un gufo ai quali si aggiunge una gallina che trova spazio sulla copertina. La raffigurazione bidimensionale appare più adeguata rispetto alla costruzione di prospettive e tiene in considerazione che le competenze visive dei bambini variano a seconda dell’età ed evolvono progressivamente. Pertanto, immagini non sovraccaricate consentono una comprensione intuitiva e semplice che non richiede al bambino un’elaborazione faticosa. Analoghe considerazioni concernono le scelte cromatiche di questo libretto; infatti, Francesca Ferri sceglie il nero, il bianco e il rosso che rappresentano colori facili da elaborare. Questi colori sono utilizzati senza sfumature in modo tale da generare forti contrasti che aiutano il bambino a costruire le proprie immagini mentali e creano un contorno definito e circoscritto che stacca in modo netto su uno sfondo rigorosamente e opportunamente sempre bianco. Questi elementi consentono un’importante e iniziale educazione all’immagine attraverso un momento ludico e piacevole.
Come già detto, il libro non si costituisce di pagine di carta bensì di diversi tessuti, particolarmente piacevoli sono soprattutto la prima e la quarta di copertina in morbido pile. Il libro rappresenta dunque un’opportunità di esplorazione tattile che sarà fondamentale nella quotidianità del bambino durante la sua crescita. Le piccole mani possono percepire materiali diversi e muovendo le pagine possono generare suoni differenti originati da campanelli interni e fruscii. Lo sviluppo psicomotorio del bambino beneficia, dunque, di questo libretto che solo apparentemente è semplice ed è, invece, studiato dettagliatamente; un ulteriore esempio è dato da separatori presenti in ogni pagina che agevolano il bambino nell’azione di sfogliare il libro, inducendolo ad essere preciso e a prendere proprio l’apposito separatore.
Il genitore può guidare l’esplorazione del bambino muovendo inizialmente le sue piccole mani e poi usando soltanto la voce, finché il piccolo non sarà capace di farlo in modo autonomo. Questo libro è un oggetto multisensoriale, fonte di stimoli positivi che ogni bambino amerà toccare, scoprire, maneggiare e persino assaggiare, tutto questo con estrema sicurezza perché non ci sono elementi pericolosi, le pagine non si staccano e non si danneggiano. Come direbbe il grande Bruno Munari, “vietato non toccare” questo libro!
La piacevolezza della stoffa e l’attenzione alla scoperta, al gioco e alla curiosità tipiche della collana Lìbrido – e che ricordano la storica editrice Rosellina Archinto – rendono questo libretto un oggetto dal quale il bambino si separerà difficilmente portandolo ovunque, al letto, al bagno, a tavola e al parco e più sarà amato più si sporcherà pronto a tornare come nuovo dopo un giro di lavatrice!

Autrice: designer e grafica, Francesca Ferri è art director della Rettore, editore norvegese specializzato in libri-gioco destinati a bambini da 0 a 3 anni. Le sue opere sono ideate con lo scopo preciso di stimolarne l’immaginazione e lo sviluppo cognitivo e realizzate con materiali di altissima qualità

Source: libro consegnato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Marina Fanasca dell’ufficio stampa Gallucci.

:: Biblioteca Valle Aurelia ospita Lene Kaaberbøl: incontro ed intervista con la scrittrice a cura di Maria Anna Cingolo

15 marzo 2018

Lene Kaaberbøl incontro ed intervista con la scrittrice

Mercoledì 10 marzo 2018.

La Biblioteca Valle Aurelia di Roma ha ospitato un evento di respiro internazionale beneficiando della presenza di Lene Kaaberbøl, pluripremiata autrice per ragazzi, molto famosa soprattutto nel nord Europa. L’incontro, moderato dal professore e scrittore Saverio Simonelli, ha avuto come pubblico circa settanta ragazzi della scuola secondaria di primo grado, la maggior parte armati del libro della Kaaberbøl oggetto della discussione, Wildwitch. La prova del fuoco. La saga Wildwitch è un fenomeno di successo internazionale che trova posto nelle librerie italiane grazie a Gallucci, editore che ne ha comprato i diritti. Per ora sono stati pubblicati in italiano i primi due volumi (La prova del fuoco e Il sangue di Viridiana) su un totale di sei episodi che, assicura Marina Fanasca dell’ufficio stampa Gallucci, la casa editrice intende pubblicare tutti, il terzo quest’estate e gli altri a seguire. Inoltre, è in corso un adattamento cinematografico dei libri della saga.
L’incontro è stato particolarmente intenso grazie alla partecipazione attiva e gioiosa dei ragazzi e alle loro numerosissime domande, sempre educatamente segnalate alzando la mano, talmente tante che quando il professor Simonelli ha dovuto concludere la discussione perché il tempo era in scadenza, non tutti hanno potuto soddisfare la propria richiesta. I ragazzi hanno domandato a Lene Kaaberbøl come ha maturato il sogno di diventare scrittrice, quante ore al giorno dedica alla scrittura, come sceglie i titoli o i nomi dei personaggi, se le dispiace che sia l’editore a decidere la copertina dei suoi libri, a chi dedica il suo successo, quali sono i suoi animali preferiti, quale genere di libri leggeva da bambina, quale sarebbe stata la sua reazione a dodici anni se avesse scoperto di essere una wildwitch come la sua protagonista Clara. A queste e a tante altre domande, l’autrice ha risposto in danese tradotta in simultanea da un interprete; proprio questa nuova esperienza, che evidenzia la centralità della traduzione, ha polarizzato anche l’attenzione di quei ragazzi inizialmente più distratti ma che, in breve tempo hanno iniziato ad alzare le proprie mani in cerca di risposte.
Al termine dell’incontro, Lene Kaaberbøl ha autografato i libri e le pagine di diario strappate opportunamente da alcuni ragazzi pur di conservare la firma preziosa di questa autrice così importante. Questa mattinata sui generis e memorabile è stata resa possibile grazie alla viva collaborazione tra Biblioteca, Casa editrice e Scuola, tre realtà indipendenti ma fortemente connesse, tutte fondamentali per la crescita di ogni bambina e bambino.
Quando le classi sono uscite dalla biblioteca, ho potuto intervistare anche io Lena Kaaberbøl.

Wildwitch. La prova del fuocoCominciamo dall’inizio: ha deciso di diventare una scrittrice a dodici anni, come è cambiata la sua vita dopo aver pubblicato i suoi primi due libri a soli quindici anni?

La domanda non si è posta subito quando io ho cominciato da quindicenne, solo più avanti quando la mia carriera ha preso una strada definitiva nel 2003 e io avevo 43 anni ed ero anche insegnante. Lì ho dovuto pormi la domanda se dovevo essere sia insegnante che scrittrice o se dovevo buttare tutta la mia energia su solo questo mio essere scrittrice.

Invece oggi, lei è un’autrice famosa e pluripremiata e noi finalmente in Italia grazie a Gallucci possiamo leggere dallo scorso anno questa serie Wildwitch che continua a riscuotere tantissimo successo. Dove ha trovato l’ispirazione, c’è stato un momento in cui ha pensato “Sì, quest’idea è proprio adatta alla scrittura di un libro”?

Sì, infatti quando ho avuto questa idea in cui gli animali hanno un ruolo molto importante io percepivo che mancava questo tipo di libro, questo tipo di letteratura, quindi quando mi è venuta l’idea ho avuto come la sensazione “sì, forse riesco a colpire un nervo scoperto” e quindi era quasi come un intuito che ho avuto.

Possiamo dire che la serie Wildwitch sia un buildungsroman perché Clara ha dodici anni quando scopre di essere una strega e all’inizio è impaurita, non pensa di essere adatta e coraggiosa e, anche se io ho potuto leggere soltanto due libri della saga, lei cresce tantissimo, acquista consapevolezza dei suoi poteri e anche una certa forza e sicurezza di sé. Che cos’è una wildwitch? Come la definirebbe e quali sono i poteri della strega selvatica?

Ci sono due aspetti fondamentali. Innanzitutto lei riesce attraverso a questi suoi poteri a comunicare con il mondo degli animali, questa è una cosa. Un’altra cosa è che lei riesce a usufruire di quelle che l’autrice chiama “le vie selvagge” o “le vie misteriose”, quelle vie che permettono ad una persona di fare un viaggio da un punto all’altro in pochissimo tempo però sono delle vie difficili da percorrere se non hai delle abilità particolari perché spesso queste vie sono inondate di nebbia, per esempio, quindi sono difficilmente percorribili.

Quindi, il rapporto con gli animali è proprio il cuore dei poteri di queste streghe e di Clara. Gli animali hanno una propria dignità, un proprio carattere e devono essere protetti e rispettati. Quindi, al di là della magia, possiamo dire che tutti noi fin da bambini possiamo essere wildwitch?

Sì, diciamo che ha ragione. Veramente abbiamo una specie di potenzialità almeno in teoria di diventare una specie di wildwitch.
Infatti, questa è la teoria ma è la pratica ad essere importante. Kimera (ndr. Personaggio antagonista) era una wildwitch ma poi ha preso una strada sbagliata scegliendo di sfruttare gli animali. Kimera rappresenta quella parte dell’umanità che cura solo i propri interessi e non pensa alle conseguenze che determinate azioni hanno sull’ambiente? Le due creature che compaiono nel secondo libro (Wildwitch. Sangue di Veridiana), Niente di Niente la ragazza-uccello e le sue sorelle squalo-uccello sono un riferimento agli esperimenti genetici che l’uomo fa sugli animali?

Kimera è una wildwitch come Clara, ha gli stessi poteri ma quei poteri vengono usate in maniera negativa. Lei è sicuramente una figura negativa perché infrange subito la prima regola di una wildwitch, quella secondo la quale non si può prendere senza dare ma lei prende, prende e continua a prendere. Per quanto riguarda la domanda su Niente di Niente e le sue sorelle squalo, sì, può essere una metafora, una rappresentazione di chi nel mondo reale di oggi usa gli animali per fare esperimenti.

Comunque Clara oltre ad essere una strega è anche una ragazza come tutte le altre e con una vita in parte simile a quella degli altri: si cura del suo aspetto, ha un amico speciale, i suoi genitori sono separati e alla fine del suo libo affronta anche il bullismo. C’è qualcosa di autobiografico in questa parte della vita di Clara che lei descrive?

Innanzitutto, posso dire che io conosco bene cosa vuol dire essere bullizzata, l’ho provato e quindi ovviamente ogni scrittore mette una parte di sé in quello che scrive, però è anche vero che molte delle cose che scrivo sono proprio pura fantasia che io ho inventato. Ciò non toglie che io posso scegliere di mettere delle cose di me che io ho provato nella mia vita in quello che scrivo.

La serie include sei libri e, mentre noi italiani aspettiamo di leggere i restanti, stanno girando anche un film. Lei ha potuto partecipare alla scrittura della sceneggiatura o ha ceduto soltanto i diritti?

Allora, per quanto riguarda la sceneggiatura io sono stata coinvolta nel senso che mi hanno fatto leggere delle parti della sceneggiatura. Come scrittrice devo dire che secondo me l’importante è fidarsi delle persone che stanno lavorando sul film. Se tu vuoi soltanto dribblare con il pallone e fare goal solo tu non devi giocare con loro. Quindi se accetti questo ruolo devi anche essere pronto a far giocare loro con il pallone.

Un’ultima domanda: quando ero piccola leggevo le W.i.t.c.h. (ndr. Fumetto e romanzi italiani della Disney) e ho visto che qui sono esposti alcuni libri della saga alla cui scrittura lei ha partecipato. Volevo sapere come è andata questa esperienza che coinvolge altre streghe sempre legate agli elementi della natura.

Innanzitutto, è stata un’esperienza molto interessante, però è stata anche non facile perché è stato un lavoro commissionato e ho dovuto consegnare un prodotto professionale. Il fatto che si trattasse di un lavoro fatto per la Disney Corporation ha significato delle limitazioni. Per esempio, hanno detto che non si può parlare di “soldato”, non bisogna nominare i soldati quindi se uno intendeva mettere dei soldati nella trama forse doveva trasformare il soldato in guardia, per esempio. Poi per esempio non potevo nominare le figure di altre produzioni Disney e invece di nominare per esempio quella che perde la scarpa di cristallo, Cenerentola, non nomino Cenerentola ma dico che c’è una che perde una scarpa di cristallo. Quindi, quando ho fatto questa scrittura ho dovuto ripensare un pochino la trama, essere un pochino “furba”, tra virgolette, ma alla fine ne ha beneficiato il libro perché secondo me è venuto fuori un prodotto molto carino.

Conclusa l’intervista, Lena Kaaberbøl ha autografato anche le mie copie e ci siamo salutate. Non resta che aspettare il terzo volume di questa saga, ricordando ai bambini, ma anche a noi stessi, che tutti possono essere wildwitch e decidere di schierarsi dalla parte di chi protegge e rispetta gli animali quindi, di conseguenza, anche l’ambiente in cui vivono.

:: Il gelataio Tirelli di Tamara Meir (Gallucci editore 2018) a cura di Viviana Filippini

24 gennaio 2018
Cover Gelataio Tirelli

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Francesco Tirelli era un italiano che amava il gelato, non solo mangiarlo, ma anche farlo. Le creme dolci e di tutti i gusti gli piacevano a tal punto a Tirelli, che un bel giorno decise di lasciare l’Italia per andare in Ungheria, a Budapest, ed aprire una gelateria. La sua storia oggi si trova nell’albo illustrato “Il gelataio Tirelli” con i testi di Tamara Mair e le illustrazioni di Yael Albert, edito da Gallucci. Tirelli visse nella città ungherese e allo scoppio della Seconda guerra mondiale, visto il dramma dei rastrellamenti operati dai nazisti, decise di mettere in atto un vero e proprio piano di salvezza usando il proprio retrobottega per nascondere ebrei (una quindicina) e a salvarli dalla furia nazista. Tra coloro che riuscirono ad avere la vita salva grazie a questo rifugio c’era anche Peter (Isacco) Meir, un ragazzino amante del gelato che frequentava spesso il negozio di Tirelli. Meir è il suocero dell’autrice di questo libro per bambini che racconta come nel dramma dell’Olocausto e di quelle che alcuni uomini, tra cui lo stesso Tirelli, misero in atto per salvare vite innocenti. Una volta finita la guerra Peter Meir si trasferì in Israele dove divenne professore di chimica e fu lui stesso, nel 2008, a fare richiesta all’Ente nazionale per la Memoria della Shoah Yad Vashem, di nominare il suo salvatore Tirelli “Giusto tra le Nazioni”. 5La richiesta venne accordata e sono in corso le ricerche per trovare i familiari di Tirelli e per poter consegnare il riconoscimento. Tamar Meir ha preso la storia narrata a lei e ai suoi figli dallo suocero Peter e l’ha trasformata in un libro corredato da immagini colorate che narrano ai piccoli lettori di oggi l’eroico gesto di un gelataio, una persona comune, che fece il possibile per salvare ebrei, vittime di un’insensata violenza. “Il gelataio Tirelli” è una storia di amicizia, di eroismo quotidiano, dove il coraggio e l’aiuto incondizionato al prossimo sono gli ingredienti di quel gelato che sono la speranza e la vita e che evidenziano quanto sia importante insegnare alle nuove generazioni a continuare a fare memoria per non dimenticare quello che accadde nel passato. Il libro della Meir è stato tradotto in Italia dalla giornalista Cesara Buonamici e dal marito marito, il medico ungherese Joshua Kalman, i quali hanno un legame diretto con la tragedia della Shoah, poiché il padre di Kalman è l’unico sopravvissuto della propria famiglia ai campi di sterminio nazista, mentre la mamma è rientrata in Ungheria dopo la detenzione in un campo con sua nonna.

Tamar Meir è una studiosa israeliana di Talmud e filosofia ebraica.
“Il gelataio Tirelli” è il suo primo libro per bambini e ha ricevuto due prestigiosi riconoscimenti: il premio Yad Vashem e il premio Devorah Omer.

Yael Albert vive a Tel Aviv. È nata e cresciuta in Israele, dove si è laureata con lode presso l’Accademia di Arte e Design di Bezalel. Collabora con molti giornali e riviste tra i quali anche il “New York Times”.

Source: ufficio stampa Gallucci, grazie a Marina Fanasca dell’ufficio ufficio stampa.

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:: The Beatles di Mick Manning e Brita Granström (Gallucci 2017) a cura di Viviana Filippini

16 novembre 2017

Beatles

John, Paul, George e Ringo sono quattro ragazzi di Liverpool che hanno rivoluzionato e cambiato per sempre la musica, e non solo a dire il vero. I quattro giovani sono i protagonisti del libro per bambini “The Beatles” di Mick Manning e Brita Granström, edito da Gallucci. Le 48 pagine tradotte da Franco Nasi, si addentrano nel mondo dei fabfour con l’intento di narrare ai piccoli lettori come quattro amici riuscirono a fare della loro passione per la musica un vero e proprio lavoro. I due autori (marito e moglie) raccontano l’infanzia dei protagonisti concentrandosi in modo particolare sulla vita non facile di John, del suo essere allo stesso tempo, molto sensibile e irrequieto, e non a caso già nel passeggino il piccolo Lennon amava scuotersi e urlare.

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Accanto a lui, Paul McCartney, da tutti soprannominato “il secchione”, per la sua necessità di fare le cose sempre al meglio. Sul loro cammino arriverà poi il timido George Harrison e, ultimo entrato nella band, Ringo Star. Quattro tessere che andranno a comporre il perfetto puzzle di una delle più importanti band del panorama musicale della seconda metà del 1900: The Beatles. Pagina dopo pagina, gli autori e illustratori raccontano le prime esperienze della band, nel locale noto a tutti con il nome di Cavern Club, la successiva esplosione della Beatlemania con la quale orde di ragazze, e ragazzi, impazzivano nel sentire la musica del gruppo.

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Non solo, poiché chi leggerà “The Beatles” (bambini e anche adulti direi) conoscerà gli album, i film e i diversi tour che per tempo videro impegnati in lungo e in largo per il mondo i ragazzi di Liverpool, per i quali si deve ricordare anche il profondo impegno per la pace, che ognuno di loro mise in atto. “The Beatles” di Mick Manning e Brita Granström, è un viaggio nel passato, dentro ad un mondo di colori, suoni e sentimenti che permisero a John, Paul, George e Ringo di cambiare per sempre le loro vite e il panorama musicale a livello mondiale. Oggi come ieri, noi ascoltiamo ancora la musica dei Beatles, perché quei quattro amici, senza tutte le tecnologie di oggi, riuscirono davvero a fare – e a cantate- una grande Revolution! Traduzione di Franco Nasi.

Mick Manning vive e lavora in Inghilterra insieme alla moglie, Brita Granström. Mick e Brita hanno firmato in coppia più di una dozzina di libri, dividendosi testi e disegni. Con il loro stile unico e originale hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Smarties Silver e il TES Award nel 1997 per il miglior libro di informazione per ragazzi. Insieme hanno scritto e illustrato storie su personaggi notevoli, come nel loro The Beatles, dedicato ai Fab Four e pubblicato in queste stesse edizioni.

Brita Granström vive in Inghilterra insieme al marito, Mick Manning, e ai loro figli. Mick e Brita hanno firmato in coppia più di una dozzina di libri, dividendosi testi e disegni. Con il loro stile unico e originale hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Smarties Silver e il TES Award nel 1997 per il miglior libro di informazione per ragazzi. Insieme hanno scritto e illustrato storie su personaggi notevoli, come nel loro The Beatles, dedicato ai Fab Four e pubblicato in queste stesse edizioni.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Marina dell’ Ufficio Stampa “Gallucci”.

:: Liberi junior – Teatrini in valigia: La vita nella fattoria e La vita nel castello (Gallucci editore 2017)

27 ottobre 2017

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Oggi vi presento due libri – gioco davvero fantastici, capaci di sviluppare la creatività e la fantasia dei vostri bambini. Trasmettono il messaggio che leggere è divertente e lo fanno in modo colorato, originale e intelligente. Sono adatti per i bambini dai 36 mesi in su, per il rischio di ingesione di piccole parti di cartoncino. Ma se giocate assieme ai piccoli potete vigilare che non li mettano in bocca, e soprattutto non si facciano male.

Ma veniamo nel dettaglio i Teatrini in valigia che ho avuto modo di visionare (e di giocarci) sono due: “La vita nella fattoria” e “La vita al castello”. Contengono in una confezione richiudibile e facile da tenere in ordine (che funge da castello o fattoria) 50 sagome ciascuno di cartoncino lucido con base per il piedistallo (cavalieri, dame, il pozzo, animali, l’arrosto etc…), con cui si può giocare e inventarsi tante avventure, un libro, e un disegno da colorare.

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Ricordo un bellissimo libro illustrato di quando ero bambina, parlava della vita in un castello medioevale, non immaginate quante storie ho inventato, partendo da quei personaggi: il castellano, la dama, il ponte levatoio, i paggi, il suonatore di liuto. Il bello è cosa il bambino saprà creare partendo dalle forme di cartone ritagliato. Nel libretto che accompagna “La vita al castello” ci sono per esempio alcune tracce per creare episodi di un gioco: un giorno di festa, al servizio del castellano, la caccia, la difesa del castello, giostre e tornei, l’amore cortese e gli stemmi.

Udite udite!
Arnolfo, il castellano, è tornato.
Presto organizzaimo una festa in suo onore!

Si imparano parole nuove come menestrello, stemma, feritoia, balestra tutte accompagnate da figure esplicative.

I colori sono vivaci, piacevoli, i diegni simpatici. Tutto è molto rifinito e curato, i pezzi sono incollati alla perfezione senza anomalie. I disegni sono di Madeleine Brunelet e la traduzione di Cristina Scalabrini. Progettato in Europa (Belgio) e fabbricati in Cina.

:: Libri dado: Buonanotte! e Brummm! (Gallucci Editore 2017)

19 ottobre 2017

Oggi lettori vi presento due simpatici libri- gioco dedicati ai più piccoli della collana Librido di Gallucci Editore dedicata ai bebè. Sono morbidi e colorati libri dado, (con campanellino incorporato) ideali per giocare e iniziare a conoscere immagini e parole. Leggerissimi, peseranno pochi grammi, di spugna rivestiti in tessuto con materiali sicuri e colori atossici. Anche se li dovessero metter in bocca non corrono alcun pericolo. Sono accompagnati da 6 libretti illustrati in cartonato rigido, 6 come le facce del dado, e della stessa dimensione (9 per 9 cm). Marchio CE di Conformità Euorpea e adatto a bebè dai 18 mesi in sù.

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Si tira il dado e la faccia che esce ci indicherà quale storia leggere. Brummm! è indicato per i maschietti appassionati di auto e motori (ah ci sono anche femminucce appassionate), e ha sei storie: macchina da corsa, vigili del fuoco, aereo, camion, razzo, e barca. I testi sono di Helmut Verbakel, i disegni di Studio Imagebooks e Shutterstock.com. Traduzione di Claudia Cozzi. Titolo dell’ edizione originale olandese: vroemmm! Imagebooks 2016, Olanda. Progettato in europa e fabbricato in Cina.

Alla collezione appartiene anche Buonanotte!

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Identico a Brummm! per materiali e composizione. Il dado ha sulle sue facce dei simpatici animaletti: la chioccia il gufo, il pinguino, l’orso, il leprotto e la volpe. E sei libretti con sei storie della buonanotte.

Non sono simpaticissimi i dadi- gioco?

Si possono inventare tanti giochi divertenti e buffi. E vi assicuro che sono davvero piacevoli da vedere, conservare e collezionare.

Quale era la favola della buonanotte che adoravate ascoltare da piccoli? Segnalatemela nei commenti, sarà un modo divertente per giocare insieme!

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Marina dell’ Ufficio stampa Gallucci.

:: Conosco i miei polli – Margherita d’Amico (Gallucci 2017) a cura di Viviana Filippini

3 ottobre 2017

conosco i miei polliAlla prima lettura “Conosco i miei polli” di Margherita d’Amico potrebbe assomigliare ad uno strambo bestiario, ma ad una lettura approfondita, la sensazione cambia. Il motivo? Il libro della d’Amico, illustrato dai frizzanti disegni di Manuela Leno, è un vero e proprio simpatico dizionario che spiega ai lettori il senso di tante frasi, parole e modi di dire in uso da tempo nel linguaggio comune. Scimiottare, prendere lucciole per lanterne, avere una fame da lupo, governare il popolo bue, sputare il rospo o sentirsi sano come un pesce sono frasi che spesso e volentieri usiamo o abbiamo usato per esprimere un nostro stato emotivo o quello che abbiamo nell’animo. Ma quanti di noi ne sanno il vero significato? Quello che l’autrice compie non è solo riportare queste frasi di uso comune. La d’Amico ne spiega il senso e il valore, usando un tono ironico e un linguaggio semplice e di impatto. Elementi che rendono piacevole la lettura del libro edito da Gallucci sia ai ragazzi, che agli adulti. “Conosco i miei polli” è un libro sempre alla portata di mano, la cui lettura può essere fatta tutta d’un fiato o a brevi sorsi letterari, a seconda della situazione nella quale ci troviamo, perché per ogni modo di dire l’autrice mette una spiegazione. Grazie a questa soluzione con “Conosco i miei polli” di Manuela d’Amico, il fruitore comprende il senso reale del detto di uso comune (e qui cadono molti pregiudizi e interpretazioni non sempre corrette), lo conosce in modo approfondito sino a rendersi conto che queste “frasi fatte”, tanto usate nel nostro parlato, sono elementi fondamentali per la specie umana e per il suo approccio alla vita e alle situazioni- di qualsiasi tipo- che essa ci riserva.

Margherita d’Amico (Roma, 1967), scrittrice e attivista per i diritti degli animali, viene da una famiglia di intellettuali e da sempre usa la scrittura per combattere le proprie battaglie. Ha collaborato con il “Corriere della sera” e con “la Repubblica”; ha pubblicato numerosi libri, anche per ragazzi, e tradotto per il teatro. In tutta la sua attività sono centrali le tematiche animaliste: zoo, caccia e armi, vivisezione, traffici di animali, corse clandestine, canili lager, crimini ambientali.

Manuela Leno Pugliese classe 78, dopo esserci laureata a Roma in Discipline dell’arte musica e spettacolo, Manuela Leno (pseudonimo di Manuela Lenoci) si è avvicinata al mondo dell’illustrazione e alla moda. Ha, infatti, lavorato per anni come fashion designer per importanti aziende italiane senza mai lasciare il mondo dell’illustrazione e dell’infanzia, finché ha deciso di contaminare i due mondi e di dedicarsi completamente all’illustrazione dopo essersi formata da Ars in Fabula e Mimaster. Animalista, da sempre sostiene in prima persona tutte le cause legate all’ambiente e alla tutela dei diritti degli animali sognando un mondo senza più canili.

Sfoglia le prime pagine: qui.

Source: inviato dall’ editore al recensore, si ringrazia l’ Ufficio stampa.

:: Chi è che fa arrabbiare il lupo? di Jean Leroy e Laurent Simon (Gallucci 2017)

18 settembre 2017

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Oggi vi parlo di un libro per bebè da 0 a 3 anni molto divertente, si intitola Chi è che fa arrabbiare il lupo (Les bisous du grand mechant loup, 2017) edito in belgio da Casterman, Bruxelles, e distribuito in Italia da Gallucci editore, con traduzione di Ada D’Adamo. I testi sono di Jean Leroy, e i disegni di Laurent Simon.

Allora è un libro gioco, vedete il burattino in stoffa al centro, è possibile animarlo in modo buffo. (Cercherò di pubblicare un video per farvelo vedere, ma non vi prometto niente, con le nuove tecnologie sono un po’ un distastro).

Le pagine sono a colori, di cartonato spesso con disegni molto belli che vedono il lupo alle prese con gli inconvenienti della vita. E’ un lupo brontolone, si lamenta in continuazione, ma è divertente seguire la sua giornata. I testi sono brevi, utili comunque per avvicinare i bambini alle lettere dell’ alfabeto e alla scrittura.

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Il lupo si sveglia, il lupo si lava, il lupo accende un fuoco… In tutto sono 6 tavole composte da due pagine più la copertina e il retro. Insegna ai bambini di non avere paura del lupo, e a prenderlo un po’ in giro.

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Ha marchio CE con Conformità Europea, progettato in Europa e fabbricato in Cina.

Source: inviato dall’editore, si ringrazia Marina dell’ Ufficio stampa Gallucci.

:: Grattacarte: Fate – Principesse – Aloha (Gallucci 2017)

12 settembre 2017

Oggi vi parlo di una iniziativa editoriale che trovo davvero interessante: le Grattacarte, una sorta di libri da colorare, ma molto speciali (non dovrete colorarli ma “togliere” il colore per fare emergere il disegno) che arrivano dalla Francia, distribuiti in Italia da Carlo Gallucci Editore. Curiosi di vederli?

Eccoli:

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Sono tre serie di tavole (10 per ciascuna confezione) a tema: Fate, Principesse e Aloha (o creature acquatiche).

20170909_075544C’è un bastoncino in dotazione, questo (attenzione: la punta è funzionale, il gioco-libro non è adatto ai bambini di età inferiore ai 36 mesi) con il quale dovrete grattare l’inchiostro nero (atossico e sicuro), seguendo le linee e il foglietto illustrativo all’ interno della confezione che vi farà vedere il lavoro finito (così non commetterete errori come invece ho fatto io sigh!). Sì, ci ho giocato, (e anche mia mamma, l’artista di famiglia) ed è molto divertente vedere le tavole ultimate, coloratissime e spiritose. I disegni de le Fate sono della brava Sophie Rohrbach mentre quelli di Principesse e Aloha di Anne Cresci, la traduzione è di Ada D’Adamo.

Ma vediamo passo passo come si fa.

Ecco vedete la parte in beige? NON SI FA, seguendo il foglio illustrativo ti spiega come seguire i contorni perchè il risultato sia ottimale.

Ecco le tavole corrette fatte da mia madre:

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Non sono bellissime? E’ il caso di dirlo. Giocare è molto rilassante (anche per gli adulti) e le tavole ultimate si prestano a mille usi. Mia madre le userà come modello per i suoi dipinti naif, e poi le metteremo in una cornice, così da avere un quadro da appendere nelle scale. Ma voi potete scegliere l’utilizzo che preferite, naturalmente. E’ un gioco-libro che richiede un po’ di impegno, ma credo sia un ottimo modo per passare il tempo con i vostri figli (ah io e mia madre non abbiamo litigato manco una volta).  Marchio CE di Conformità Europea.

 

Source: inviati dall’editore, si ringrazia Marina dell’ Ufficio stampa Gallucci.

:: Free Book #GiveawaysforKids – Gli impermealibri: Un bel tuffo e Il bagnetto

7 settembre 2017

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Buongiorno lettori, questo è il primo giveaway ufficiale di Liberi ed è un giveaway molto speciale, dedicato ai bambini. Naturalmente possono partecipare solo gli adulti: genitori e nonni, zii e amici, ma il premio finale andrà ai più piccoli. Dai 3 mesi in poi.

Sono due impermealibri (libro impermeabile + guanto impermeabile) del valore commerciale ognuno di Euro 13, 90. Il vincitore potrà scegliere quale dei due ricevere, a cui io spedirò il premio, gentilmente messo a disposizione dall’editore Gallucci.

Come si partecipa?

E’ semplice: commentando questo post con i motivi per cui questi libri vi piacciono e spiegando il perchè volete riceverli. Vincerà la risposta più originale e divertente, a mio insindacabile giudizio. Quindi niente estrazione.

Alcune regole:

  • Possono partecipare a questo giveaway tutti i lettori di Liberi (maggiorenni) residenti in Italia (non effettuerò spedizioni all’estero).
  • Si partecipa commentando questo post secondo le modalità sopra riportate.
  • Nessun acquisto è necessario. Ogni persona può partecipare con un solo commento.
  • L’editore è lo sponsor del giveaway, ma io mi occuperò della spedizione.
  • Il vincitore non è obbligato a recensire il libro. Ma se poi vuole lasciare un commento, sempre a questo post sarà molto gradito, come una foto che dimostra che l’ ha ricevuto. Se lo recensite sul vostro blog, segnalate che l’avete ricevuto gratuitamente tramite il blog Liberi di scrivere.
  • Il giveaway apre oggi giovedì 7 settembre e termina sabato 23 settembre. Il vincitore sarà avvertito per email domenica 24 settembre e dovrà fornire un indirizzo valido per la spedizione, oltre a scegliere quale dei due libri ricevere.

Ecco è tutto! Partecipate numerosi ed è educhiamo i ragazzi alla lettura già da piccoli, è un dono che li accompagnerà per tutta la vita.

Contest chiuso.

La vincitrice è: Alessia.

I vincitori avranno una settimana di tempo per rispondere alla mail di vincita. Oltre il premio si riterrà rifiutato.