Posts Tagged ‘Gallucci’

:: Solak di Caroline Hinault (Gallucci, 2026) a cura di Giulietta Iannone

30 luglio 2026

Sulla penisola di Solak, da qualche parte a Nord del Circolo polare artico, c’è un avamposto militare in mezzo al nulla dei ghiacci dove vengono spediti i soggetti che hanno colpe da espiare. Solo uno dei quattro residenti è lì per scelta: scienziato climatico, cerca le prove dell’imminente collasso del Pianeta. Dopo il suicidio di uno dei compagni, i tre rimasti accolgono una nuova recluta misteriosa: un ragazzo muto. Chi arriva a Solak è un colpevole, come loro. Ma di cosa può essersi macchiato un tipo così gracile e mite? Con l’avvicinarsi della grande Notte polare le condizioni di vita alla base si fanno ancora più dure e gli uomini sono costretti a una convivenza sempre più tesa, che smaschera gli istinti peggiori rivelando gli inquietanti segreti del passato. Ma il destino li troverà anche in quell’oltremondo senza pietà dove nessuna apparenza può più ingannare.

Solak (Solak, 2021) della bretone Caroline Hinault, tradotto in italiano da Maria Laura Capobianco ed edito da Gallucci, è un romanzo breve molto particolare giunto dalla Francia fino a noi sull’onda di un grande successo di pubblico e di critica.

Vincitore di ben 8 premi letterari Solak ci porta la voce di un’autrice molto singolare, capace di graffiare e nello stesso tempo evocare atmosfere anche liriche dell’estremo Nord.

Voce narrante quella di un soldato Piotr, da vent’anni confinato a Solak per qualche oscura colpa che sembra segnare le vite di tutti i personaggi, oltre a lui un altro militare Roq, e Grizzly uno scienzato attento a studiare i cambiamneti climatici in attesa di un imminente Apocalisse che spera coi suoi studi di scongiurare. Un altro militare Igor, si fa saltare le cervella con un fucile e quando arrivano le scorte, prima della lunga notte artica, viene raccolto e in cambio viene lasciata una Recluta, un ragazzino smilzo, con gli occhi come spilli di acciaio chiaro, muto ma non sordo, che scrive freneticamente chissà cosa su alcuni fogli.

La Hinault ne riporta il linguaggio, ruvido se non greve, e la psicologia di uomini temprati da mille vicessitudini e avversità. L’ambiente è ostile, più si avvicina la notte artica più la lotta per la sopravvivenza si fa serrata in attesa di un evento tragico che sembra gravare come una maledizione.

Chi sarà a soccombere? Chi riuscirà a sopravvievre, e quali sono i segreti e le tragedie che i personaggi meticolosamente nascondono?

In attesa dell’inaspettato colpo di scena finale l’aria si fa tesa, frenetica in un crescendo di tensione e di angoscia.

Noir per adulti, nella collana Glifi di Gallucci, Solak è un romanzo difficile da definire, lo si potrebbe descrivere come un lungo monologo e flusso di coscienza della voce narrante, in cui l’autrice si immedesima alla perfezione nel descriverci la psicologia di uomini al limite.

E’ un romanzo molto muscolare, ruvido, maschile, sebbene l’autrice sia una bella e giovane e affascinante professoressa di lettere, utilizza un linguaggio greve, anche volgare, specchio delle anime tormentate dei personaggi. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alla superficie di questo linguaggio spigoloso.

Sotto la scorza ruvida emerge tuttavia una riflessione profonda sulla colpa molto dostoevskijana, sull’isolamento, sulla memoria e sul rapporto tra l’uomo e una natura che non è più madre, bensì forza indifferente e inesorabile. Solak diventa così un luogo dell’anima prima ancora che uno spazio geografico: un confine estremo dove ogni certezza vacilla e dove i protagonisti sono costretti a confrontarsi con ciò che hanno cercato di seppellire dentro di sé.

Solak è una lettura intensa, inquietante e fuori dagli schemi, capace di lasciare il lettore immerso in un senso di gelo e di sospensione anche dopo aver voltato l’ultima pagina. Un romanzo breve ma densissimo, che dimostra come Caroline Hinault sappia fondere tensione narrativa, introspezione psicologica e grande forza evocativa in una storia destinata a lasciare il segno.

Caroline Hinault (Saint-Brieuc, Bretagne, 1981) insegna Letteratura a Rennes, dove vive. Solak, il suo primo romanzo, ha riscosso un gran successo di critica e di vendite e ha conquistato otto premi letterari.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’Ufficio Stampa Gallucci.

:: La casa nella prateria torna in TV, su Netflix una nuova serie ispirata alla saga letteraria di Laura Ingalls Wilder

9 luglio 2026

L’universo di La casa nella prateria, di cui ricordiamo il celebre serial statunitense degli anni ’70, sta per tornare sullo schermo. Dal 9 luglio debutta infatti su Netflix una nuova serie ispirata ai celebri romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder, annunciata come una trasposizione particolarmente fedele dell’opera originale.

Per chi desidera (ri)scoprire la storia da cui tutto è nato, il catalogo Gallucci propone l’intera saga della scrittrice americana tradotta da Paola Mazzarelli, esperta di letteratura americana: un progetto editoriale ambizioso sviluppato nel corso di diversi anni e tuttora unico nel panorama editoriale italiano.

La collana è composta da tutti e nove i libri: La casa nella prateria; La casa nella prateria 2. Sulle rive del Plum Creek; La casa nella prateria 3. Sulle sponde del Silver Lake; La casa nella prateria 4. Il lungo inverno; La casa nella prateria 5. Piccola città del West; La casa nella prateria 6. Gli anni d’oro; La casa nella prateria 7 I primi quattro anni; La casa nella prateria. Nei Grandi Boschi del Wisconsin e infine La casa nella prateria. La storia di Almanzo.

Buona lettura, e buona visione!

:: Da Gallucci Glifi – in arrivo “Memory Girl”, il romanzo d’esordio di Anna Praderio

16 febbraio 2026

La giornalista e critica cinematografica Anna Praderio esordisce nella narrativa con Memory Girl, 
un romanzo che affronta il tema della violenza contro le donne. 
La storia romantica e femminista di una “supereroina della realtà” con il potere straordinario di rendere visibili i ricordi

Clarice ha 25 anni, è una giornalista promettente empatica sempre in movimento per Milano, e ha una passione per le storie, sia quelle degli altri che le proprie. Si definisce una “romantica perdente” per via delle sue relazioni sfortunate, l’ultima con Marco, da cui si è appena separata. Alla Mostra del Cinema di Venezia, con una diva hollywoodiana che le chiede aiuto e una canzone di Amy Winehouse in testa, Clarice scopre di avere un dono, forse sviluppato come reazione al dolore: la capacità di materializzare i ricordi come in un film. Un potereinspiegabile, capace di svelare verità e accendere speranze. I suoi migliori amici, Luna e Michele, una avvocata per i diritti delle donne e un pediatra impegnato nel volontariato, le suggeriscono come dare un senso a questa dote: aiutare il prossimo. In una Milano romantica e cinematografica, con atmosfere degne di La La Land e Colazione da Tiffany, cominciano così le avventure di Memory Girl in sostegno di una donna molestata, di un immigrato maltrattato, di una comunità che rischia di perdere un punto di ritrovo e molti altri. Grazie al suo altruismo, Memory Girl attira anche l’attenzione di Marco, risvegliando i sentimenti di Clarice.
Tra fiaba femminista e urban fantasy, rom-com brillante e romanzo di formazione, Memory Girl è una storia di empowerment attualissima, attraversata dall’amore per il cinema: una mappa di citazioni, ricordi e consapevolezze con cui Clarice si orienta per costruirsi – ancora prima di un futuro – un suo posto qui, ora. Con l’invincibile leggerezza di un musical e dei vent’anni.

Anna Praderio è una giornalista Mediaset della redazione del TG5, il telegiornale per cui segue la cronaca cinematografica dalla fondazione nel 1992. Dal 2007 cura la rubrica “Note di Cinema” per Iris, il canale tematico di Mediaset. Ha scritto per le pagine milanesi del quotidiano “la Repubblica” ed è membro dell’Accademia dei David di Donatello. Questo è il suo primo romanzo.

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:: L’attrazione di Marion Fayolle

31 gennaio 2026

Cos’è un incontro, una relazione, un affetto?
Un incanto o un disastro – a seconda delle persone o del giorno –, un filo sottile, impossibile da sbrogliare; un’ossessione, una dipendenza, uno strappo.
In questa raccolta di disegni, Marion Fayolle dipinge, con sensualità e spietata compassione, i sentimenti, il desiderio, la vita frenetica e a volte assurda degli innamorati. Erotismo mai volgare, umorismo sottile e pungente: nessuno racconta l’amore meglio di così.

Consigliato +19 anni d’età

Marion Fayolle Nata in Francia nel 1988, Marion Fayolle è considerata una delle più importanti illustratrici francesi. La sua opera è approdata in Italia con Gli amanti, pubblicato nel 2015 da Gallucci e seguito poi da L’uomo a pezziGli amori sospesi, I figli e La casa nuda.

:: Giorno della Memoria – Una cosa da niente di Mario Pacifici (Gallucci 2025)

27 gennaio 2026

Nel 1938 il regime fascista introdusse in Italia una serie di provvedimenti “In difesa della razza” che colpirono drammaticamente tutti gli ebrei del regno. I cittadini ebrei furono cacciati dalle scuole, dalle università, dall’esercito e dal pubblico impiego, mentre un’infinità di disposizioni vessatorie rendeva la loro vita impossibile in ogni campo. Persero il lavoro, e con esso la sicurezza di un dignitoso sostentamento. Coloro che possedevano aziende o terreni se ne videro spogliati. Furono proibiti anche i matrimoni misti.

Una cosa da niente di Mario Pacifici è una testimonianza essenziale e potentissima, che trova nella sua apparente semplicità la forza più profonda. Il titolo stesso racchiude il cuore del libro: l’orrore della persecuzione nazifascista e della Shoah non nasce solo da grandi gesti eclatanti, ma da una somma di atti minimi, di decisioni “normali”, di indifferenze e obbedienze quotidiane che, una dopo l’altra, rendono possibile l’irreparabile.

Pacifici racconta in dodici racconti avvenimenti minimi e fragili con una scrittura sobria, priva di retorica e di compiacimento emotivo. È una scelta stilistica eticamente forte: l’autore non cerca di scioccare il lettore, ma di accompagnarlo dentro una realtà che si svela proprio nella sua disarmante normalità. Le leggi razziali, l’esclusione progressiva dalla vita civile, la paura che diventa abitudine, fino alla deportazione e al lager, sono narrate come tappe di un processo graduale, quasi “logico”, ed è proprio questo che inquieta di più.

Il valore del libro, in relazione alla Giornata della Memoria, sta nella sua capacità di spostare lo sguardo dalla dimensione astratta della Storia a quella concreta delle responsabilità individuali. Pacifici mostra come la violenza non sia opera di mostri isolati, ma il risultato di una società che accetta, giustifica, minimizza. “Una cosa da niente” è ciò che si dice per tranquillizzarsi, per non prendere posizione, per non sentire il peso morale delle proprie azioni – o delle proprie omissioni.

Altro elemento centrale è il rapporto tra memoria e parola. Pacifici scrive non per vendetta né per autoassoluzione, ma per dovere civile. La sua testimonianza è un atto di resistenza contro l’oblio e contro ogni forma di negazionismo o banalizzazione del passato. In questo senso, il libro non si rivolge solo al passato, ma interpella direttamente il presente: ci chiede di riconoscere i segnali, di non considerare mai “da niente” una discriminazione, un linguaggio d’odio, una rinuncia ai diritti altrui.

In conclusione, Una cosa da niente è un’opera di grande valore morale e pedagogico. La sua forza non sta nell’enfasi, ma nella misura; non nell’eccezionalità del racconto, ma nella sua terribile normalità. Leggerlo in occasione della Giornata della Memoria significa accettare una sfida: non limitarsi a ricordare le vittime, ma interrogarsi sul proprio ruolo di cittadini, oggi, davanti alle ingiustizie che ancora nascono – troppo spesso – da “una cosa da niente”.

Mario Pacifici si è avvicinato alla scrittura nel 2008, vincendo con un racconto sulle leggi razziali il concorso indetto dal Festival della Letteratura Ebraica. Nel 2012 è uscita la sua prima raccolta di scritti brevi Una cosa da niente e altri racconti e nel 2015 Daniel il Matto. Con Gallucci, ha già pubblicato i romanzi storici La pedina e Rachele e Giuditta e l’albo La porta aperta con le illustrazioni di Lorenzo Terranera e dedicato alla storia vera di Ferdinando Natoni, Giusto tra le Nazioni che la mattina del 16 ottobre 1943 trasse in salvo Marina e Mirella Limentani.

:: Caro Lucio ti scrivo, Marino Bartoletti (Gallucci 2025) A cura di Viviana Filippini

16 gennaio 2026

25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto, ma anche tanti aneddoti animano il libro  “Caro Lucio ti scrivo” di Marino Bartoletti, edito da Gallucci. Nel libro, il giornalista racconta la nascita dell’amicizia con Lucio Dalla, le passioni comuni per lo sport, in particolare per il basket, e tanti aneddoti che permettono al lettore di aver molti particolari e dettagli in più sulla figura di Lucio Dalla, scoprendo anche la sua dimensione umana, quella che non sempre emergeva dai media. Lettera dopo lettera, si conosce quanto è grande il legame tra Bartoletti e Dalla, un rapporto d’amicizia profondo e vero, sincero, che è durato fino alla fine, quando è arrivata improvvisa e inaspettata la scomparsa del cantautore. Oltre allo sport, dalle lettere di Bartoletti a Dalla, emerge, grazie a tanti dettagli e particolari, la dimensione professionale e umana di Dalla. Lucio era un grande maestro, sul lavoro molto esigente con se stesso e anche con i suoi collaboratori, in particolare quelli che per lui erano i “pupilli”, che avevano le capacità, doti e le qualità per poter fare musica anche da soli. Intenso però è anche il Dalla come persona, uomo ironico, con la battuta sempre pronta, ricco di una grande e vasta cultura, capace di passare dal jazz, alla musica classica, ai fumetti con quel bisogno costante e naturale di contatto umano con chi incontrava sul suo cammino. Le lettere di Marino Bartoletti, sono scritti fatti per un amico che non c’è più (anche se secondo l’autore, Lucio, potrebbe essersi nascosto in qualche angolino di Bologna),  un vero e proprio omaggio nero su bianco dal quale affiora una profonda amicizia, non solo consolidata dai tanti interessi e dalle passioni comuni, ma da un legame umano ben consolidato. In “Caro Lucio ti scrivo”, Marino Bartoletti, mette in evidenza la grande personalità artistica, creativa, musicale e umana che animava Lucio Dalla, una persona, un uomo, un professionista, un amico, al quale, come dice l’autore stesso: “Era impossibile non volere bene”.

Marino Bartoletti (Forlì, 1949) è uno dei più celebri giornalisti italiani. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e dell’Enciclopedia Treccani dello Sport. È una delle figure televisive più amate dal pubblico e anche un grande esperto di musica. Con Gallucci ha in corso di pubblicazione la serie per ragazzi La squadra dei sogni. I suoi romanzi “adulti” hanno riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica, tanto che La cena degli dei si è aggiudicato i premi Selezione Bancarella, Invictus, Libri d’Ulisse e Samadi, Il ritorno degli dei ha vinto i premi Bancarella Sport e Città di Castello, mentre La discesa degli dei i premi Kerasion e Terre d’Agavi e La partita degli dei il premio Lorenzo D’Orsogna. L’ultimo romanzo, Il Festival degli dei, è dedicato a Sanremo e ha riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica.

Source: inviato dall’editore.

:: Parental fuori control. Convivere con i propri genitori e uscirne sani e salvi, Nicola Brunialti (Gallucci Bros) A cura di Viviana Filippini

10 ottobre 2025

Fare i genitori non è facile, ma anche essere figlio comporta qualche intoppo e in “Parental fuori control. Convivere con i propri genitori e uscirne sani e salvi”, edito da Gallucci Bros, Nicola Brunialti, grazie alle illustrazioni di Fumeddy, crea un vero e proprio manuale di sopravvivenza per ragazzi. Sì, perché l’autore è consapevole del fatto che per i figli è tutto un sentirsi dire, raccomandare, invitare a fare, studiare, pulire, apparecchiare, uniti anche a domande del tipo Con chi esci? Dove vai? Un parlare monodirezionale dei genitori a i figli, quei figli che non sempre riescono a comprendere i grandi e che quindi vedono quel loro prendersi cura, come un qualcosa di diverso e quasi opprimente. Con questo libro, simpatico e sferzante, Brunialti   cosa fa? Suggerisce ai lettori bambini e adolescenti le strategie da adottare per riuscire a sopravvivere alla serie infinita di domande e imposizioni che spesso arrivano da mamma e papà. Insomma, da le dritte giuste per provare a capire il mondo dei grandi. Non solo, perché tra le pagine ci sono forse anche alcune risposte a domande che i ragazzi e le ragazze mai penserebbero di fare ai propri genitori. “Parental fuori control. Convivere con i propri genitori e uscirne sani e salvi” di Nicola Brunialti,   è testo simpatico, divertente, una sorta di manuale di addestramento per rapportarsi ai genitori, perché anche se a volte non li si capisce proprio  e sembrano quasi venire da un altro pianeta, questo libro aiuta a comprenderli nel loro dire e fare. Ecco un’ ultima raccomandazione … magari sarebbe meglio non farlo leggere a mamma e papà. Età di lettura: da 12 anni.

Nicola Brunialti ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim, Alitalia. È autore di “Chi ha incastrato Peter Pan?” e di altri programmi televisivi; ha scritto le canzoni “Dormono tutti” per Renato Zero e, con Simone Cristicchi, “Abbi cura di me”. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Incontra spesso i suoi lettori in occasione di festival letterari e nelle scuole. (fonte bio Gallucci)

Edoardo Testi, in arte Fumeddy, è un fumettista, vignettista e illustratore abruzzese classe 1989. Cresciuto a pizza, fumetti e cartoni animati, è sbarcato sul web con un’unica missione: capovolgere ogni broncio in un sorriso (anche amaro). È allergico al pelo dei gatti, ma li accarezza lo stesso. (fonte bio Gallucci)

Source: inviato dall’editore.

:: La storia del calcio azzurro in 50 ritratti, Marino Bartoletti (Gallucci 2025) A cura di Viviana Filippini

24 settembre 2025

“La storia del calcio azzurro in 50 ritratti” è l’ultimo libro di Marino Bartoletti, edito da Gallucci, uscito poco tempo fa. Il tema è sì sportivo, perché il centro della narrazione è il calcio, ma Bartoletti lo racconta attraverso le biografie di 50 giocatori che hanno lasciato un segno nella storia del calcio Italiano. Ogni ritratto biografico raccontato a parole da Bartoletti presenta le illustrazioni a cura di Mauro Mazzara. In più, il libro ha tra le sue pagine anche un’intervista a Marcello Lippi che per anni è stato allenatore della nazionale. Il testo è ideale per tutti coloro che sono appassionati di calcio e che con questo volume potranno conoscere i calciatori non solo dal punto di vista calcistico, ma anche umano, visto che l’autore narra pure i dettagli e i particolari significativi della vita dei calciatori italiani che sono stati scelti per la realizzazione del libro. La cosa interessante è il fatto che oltre a far conoscere ai lettori i giocatori, si viaggia in lungo e in largo per l’Italia, a seconda di dove i protagonisti sono nati e crescitui calcisticamente, seguendo quindi le squadre dove hanno militato. In realtà, si fa un viaggio tra passato e presente, perché ci sono i giocatori degli albori come Adolfo Baloncieri o Amedeo Biavati, arrivando poi a quelli più noti e recenti, come se tra di loro ci fosse un continuo passarsi la palla per far conoscere a chi legge le loro vite. Da Andrea Pirlo, passando per Franco Baresi, salutando il grande Totò Schillaci, Francesco Totti, Roberto Baggio, il lettore si muove avanti e indietro nel tempo calcistico tra presente e passato. Nel libro ci sono anche le vite di alcuni giocatori di calcio  che furono padre e figlio, come Mazzola, o Jose Altafini che nonostante sia cresciuto all’estero, ha origini italiane. Un libro di calcio, ma anche un tomo che ci aiuta a capire gli uomini che fecero il calcio e quanto contribuirono a renderlo emozionante e spettacolare per lo spettatore adulto o bambino. “La storia del calcio azzurro in 50 ritratti” di Marino Bartoletti è un’emozionante viaggio tra le pagine di storia e calcio e in quell’essere umani dei protagonisti, non solo calciatori, ma essere umani a tutto tondo. I disegni presenti  non solo, sono ben fatti, ma permettono al lettore di conoscere il volto di questi professionisti del pallone. 

Marino Bartoletti (Forlì, 1949) è uno dei più celebri giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni storiche come Il processo del lunedìLa Domenica Sportiva, PressingQuelli che il calcio. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e dell’Enciclopedia Treccani dello Sport, oltre che delle testate sportive della Rai e di Mediaset. Con Gallucci ha in corso di pubblicazione la serie per ragazzi La squadra dei sogni. I suoi romanzi “adulti” hanno riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica, tanto che La cena degli dei si è aggiudicato i premi Selezione Bancarella, Invictus, Libri d’Ulisse e Samadi, Il ritorno degli dei ha vinto i premi Bancarella Sport e Città di Castello, mentre La discesa degli dei i premi Kerasion e Terre d’Agavi e La partita degli dei il premio Lorenzo D’Orsogna. L’ultimo romanzo, Il Festival degli dei, è dedicato a Sanremo e ha riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica. (fonte Gallucci)

Mauro Mazzara (Milano, 1980) è pittore e illustratore per la comunicazione, la moda e l’editoria. Vincitore di molti premi internazionali, disegna spesso per lo sport, che è una delle sue grandi passioni. (fonte Gallucci)

:: Indagine apparente, Luca Poldelmengo (Gallucci 2025) A cura di Viviana Filippini

16 luglio 2025

Può una persona scomparire nel nulla, proprio durante il breve tragitto tra il bar e casa propria? Spesso i fatti di cronaca ci raccontano di improvvise e inspiegabili sparizioni, ed è quello che accade anche in “Indagine apparente” di Luca Poldelmengo. Ed è proprio la scomparsa di uno dei personaggi chiave del romanzo, edito da Gallucci, che porteranno la pm Letizia Riva a fare il possibile per trovare lo scomparso: suo marito Aldo e padre dei suoi due figli. Letizia Riva è definita dai colleghi “la stronza”, per il suo modo di fare mirato, preciso che punta ad ottenere sempre quello che vuole. Una donna, una certezza. Poi, però, tutto comincia a frantumarsi nel momento in cui il marito Aldo scompare nel nulla senza un perché, senza tracce, segni o avvisaglie (o forse ci sono anche state ma la protagonista, come si renderà conto poi, non le ha sapute cogliere). Unico indizio  e appiglio dal quale partire un’immagine poco nitida di una telecamera di videosorveglianza del bar dove Aldo è stato prima di sparire e dove lavora un ex compagno di scuola del figlio. Letizia non si abbatte e parte con la sua indagine, un agire che la porterà a incrociare la sulla strada con malviventi di ogni stampo, italiani e stranieri, impegnati nel traffico di animali, donne e uomini che mai nella sua vita avrebbe pensato di incontrare e conoscere così da vicino. Accanto a questa ricerca per ritrovare Aldo, la Riva dovrà fare i conti anche con quello che accade a casa, con la figlia piccola che sta diventando un’adolescente e Mattia, il figlio studente universitario che sembra incerto su cosa fare davvero nel e del suo futuro. Una situazione di tensioni che si percepiscono nell’atmosfere e dove la Riva stessa, poco a poco si accorgerà, come  la sua sfera privata e quella lavorativa non sono poi così separate come lei crede. Poldelmengo costruisce un romanzo nero dalla trama solida, dove non mancano inaspettati colpi di scena che dimostrano al lettore non solo quanto il confine tra verità e menzogna sia sottile, ma evidenziano anche quanto le persone non sempre sono davvero quello che ci sembrano all’apparenza o vogliono far credere di essere. Letizia Riva sarà pronta a fare tutto il possibile per ritrovare Aldo, per riportare un po’ di pace e di serenità nella sua famiglia, ma le cose non saranno così facili come la donna crede. Passo dopo passo, incontro dopo incontro la protagonista sarà infatti costretta a scontarsi e confrontarsi con eventi e verità del tutto inaspettate e impensabili che riguardano la sua stessa famiglia. Questo porterà l’integerrima Letizia Riva rivedere e rivalutare in modo completo il suo  modo di percepire le cose e le persone, comprese quelle più vicine a lei. Un riflettere che indurrà la protagonista stessa a compiere azioni che mai avrebbe pensato di poter mettere in atto. “Indagine apparente”  di Luca Poldemengo è un thriller avvincente, appassionante, nel quale oltre alla trama di eventi che si concatenano alla perfezione, l’autore indaga non solo la psiche, ma anche i sentimenti presenti dell’animo umano, evidenziando quanto a volte sia forte e non facile da gestire il contrasto tra la dimensione razionale e quella emotiva. Un rapporto conflittuale dove in certe situazioni le due parti convivono in equilibrio ma, in altre, magari quando ci sono di mezzo le persone che si amano, una vince sull’altra portando ad azioni del tutto inaspettate.

Luca Poldelmengo (Roma, 1973) è scrittore, sceneggiatore per il cinema e producer a Rai Fiction. Il suo romanzo d’esordio Odia il prossimo tuo (2009), tradotto anche in Francia, ha vinto il Premio Crovi come migliore opera prima. Tra i suoi noir L’uomo nero (2012), finalista al Premio Scerbanenco, Nel posto sbagliato (2014), I pregiudizi di Dio (2016), Negli occhi di Timea (2018). Ha scritto i film Cemento armato (2007), Calibro 9 (2020) e Bastardi a mano armata (2021). Con il libro Valerio e la scomparsa del professor Boatigre ha esordito con Gallucci nella narrativa per ragazzi. (fonte ed. Gallucci)

Source: inviato dall’editore.

::Enrico Fermi. Il genio atomico, Andrea Pau (Gallucci 2024) A cura di Viviana Filippini

25 febbraio 2025

Enrico Fermi, lo consociamo perché fu padre del primo reattore nucleare e protagonista del “Progetto Manhattan”, ossia  un piano di studio, ricerca e sviluppo in ambito militare dal quale presero forma le prime  bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale. A condurlo ci furono Stati Uniti d’America, Regno Unito e Canada. In realtà, Enrico Fermi lo conosciamo anche perché ricevette il Nobel per la fisica nel 1938 e il suo fare ebbe una forte influenza sul mondo e sulla sua storia, tanto è vero che grazie a Fermi, l’Italia provinciale dei primi anni del XX secolo si trovò ad essere nota a livello internazionale. A raccontarci la figura di Enrico Fermi ci pensa Andrea Pau con il libro “Enrico Fermi. Il genio atomico” edito da Gallucci con consulenza scientifica del professor Vincenzo Barone. Attraverso quattro punti di vista diversi, con un perfetto mix di realtà e fantasia, il lettore scopre al meglio la figura del grande fisico italiano, naturalizzato in America. Accanto ai grandi scienziati con i quali Fermi lavorò, l’autore decide di fare narrare lo scienziato a persone del tutto quotidiane che nella trama si incorciano le loro vite co quella di Fermi. Per esempio, nella prima parte il libro ha il punto di vista di Gertrude e va dal 1900 al 1922, anno della Marcia su Roma, che avrebbe cambiato la vita a molti italiani. In questa fase è grazie agli occhi della vicina di casa di Fermi, che lo vediamo crescere giorno dopo giorno, e così scopriamo come in casa il piccolo Fermi fosse soprannominato dalla madre “Piccolo fiammifero”, per quel suo stare zitto zitto per giorni interi ed esplodere poi all’improvviso. Il secondo periodo di vita di Fermi ha il punto di vista di Giuseppe, giovane inventore che dal 1923 al 1938 fu al  fianco di Fermi in via Panisperna  e i due si dividevano tra l’affermarsi sempre maggiore del del Fascismo e del Nazismo, gli studi universitari, i primi amori per qualcuno  e gli esperimenti per qualcun altro. Poi arriva Anthony, scienziato e soldato italoamericano ai tempi della Seconda guerra mondiale e della bomba atomica vicino a Fermi dal 1939 al 1946, che osservò lo stupore di coloro che ascoltavano Fermi e che venivano rapiti dalla passione che ci metteva nello spiegare i concetti della fisica, compresa la termodinamica. L’ultima che ci racconta un po’ lo scienziato ed è anche la più giovane, è la piccola Sarah (dal 1946 al 1954) che conosce Fermi perché giocava con Laura e Judd, i suoi figli. In “Enrico Fermi. Il genio atomico”, Andrea Pau riunisce quattro punti di vista diversi, grazie ai quali possiamo conoscere nel tempo la figura dei Enrico Fermi e quelle sue scoperte scientifiche che cambiarono per sempre il mondo del XX secolo.

Andrea Pau ingombra la Sardegna dal 1981. Dopo la laurea in Scienze politiche comincia, astutamente, a fare tutt’altro: scrive fumetti, romanzi per ragazzi, cartoni animati. Collabora con diversi editori e con la Fondazione Sardegna Film Commission. Appena ne ha la possibilità, passeggia per il mondo, ascolta concerti, assume carboidrati (dal sito di Gallucci).

Source: inviato dall’editore Gallucci.

:: Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery (Gallucci, 2024) a cura di Viviana Filippini

16 dicembre 2024

I lettori e le lettrici conoscono Lucy Maud Montgomery per le vicende di Anna dai capelli rossi, Emily di New Moon e di Pat di Silver Bush, ma in questo libro edito per Gallucci, per la collana i Glifi, ci sono sempre i testi della scrittrice canadese, però i protagonisti assoluti sono i gatti che compaiono all’interno dei romanzi della Montgomery, tradotti da Angela Ricci e raggruppati sotto il titolo di “Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery”. Abitudine della scrittrice era inserire al fianco dei protagonisti umani anche gli amici felini che, in questo volume, sono stati resi protagonisti di racconti a se stanti estrapolati dagli originali grazie al lavoro della traduttrice Angela Ricci. Ad accompagnarli ci poi le delicate immagini colorate di Ayano Otani. Ne esce un ritratto narrativo curioso e intrigante, dove non mancano suspense e azione e nel quale i gatti, coinvolti nelle più svariate avventure, sono mostrati nelle loro sfaccettature caratteriali, perché sono affettuosi, pasticcioni, a tratti prepotenti e quando serve anche permalosi. Un mix di sensazioni ed emozioni che li rendono profondamente simili agli essere umani. “Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery” tradotto dalla Ricci è un omaggio agli amici baffuti, e incarna anche la profonda stima e ammirazione che l’autrice canadese aveva verso i felini celebrata nei racconti presenti in questa raccolta.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice della popolarità nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto romanzi, tutti pubblicati da Gallucci con una nuova traduzione di grande successo. Stampate in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recente fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. La produzione letteraria della Montgomery, che va ben oltre “Anna dai capelli rossi”, è oggetto negli ultimi anni di una meritata riscoperta. Tra le sue opere più note ci sono la trilogia di “Emily di New Moon”, interamente pubblicata da Gallucci, e i due romanzi di “Pat di Silver Bush”, intenso omaggio al sentimento profondo che legò per tutta la vita Lucy Maud Montgomery all’Isola del Principe Edoardo, dove la scrittrice trascorse la sua infanzia.

Source: Gallucci editore.

:: Niente è come sembra, Stefania Gatti (Gallucci Bros, 2024)A cura di Viviana Filippini

8 ottobre 2024

“Niente è come sembra” è il romanzo di Stefania Gatti  edito da Gallucci Bros.  Protagonisti sono due adolescenti -Asa e Aline- che si conoscono, perché frequentano la stessa scuola (liceo classico), ma tra di loro sembra del tutto impossibile possa esserci armonia. Anzi, ogni parola, ogni azione o gesto tra loro porta a fraintendimenti che li allontanano. A renderli così distanti ci si mette anche la diversità dei caratteri che hanno. Asa vive con il padre, sua madre si  è trasferita all’estero e il ragazzo trova appoggio nell’amicizia di un’ esperta cuoca cinese non solo abile nel preparare manicaretti, ma anche nell’ascoltare e dare consigli a questo adolescente alle prese con il percorso di crescita. Asa ha un modo di  fare spontaneo, a volte un po’ troppo diretto, però questo non gli impedisce di avere una marea di amici, anche se non sempre in  amore le cose vanno come vorrebbe. Poi ha un segreto, ma nessuno (forse) lo sa: va dalla psicologa. Aline è l’opposto, lei è  silenziosa, ombrosa,  quasi senza amici e sempre pronta a difendere i diritti dei più deboli, tanto che questo suo atteggiamento la farà finire in più occasioni dalla dirigenza scolastica.  In realtà,  come Asa, anche lei ha qualcosa che pochi conoscono e che nessuno sa. Aline ama nascondersi nell’armadio a studiare, questo le permette di essere in una dimensione di pace, solo che l’armadio diventa anche per lei il luogo dal quale sentire i racconti dei pazienti della madre analista. A scuotere la giovane anche la scoperta di un comportamento inaspettato del padre.  Asa e Aline sono due universi che si punzecchiano,  stuzzicano e provocano, anche a seconda delle situazioni nelle quali si trovano coinvolti a scuola. Sarà proprio durante una seduta dalla madre di Aline, che la ragazza percepisce una voce familiare… (troppo) e da lì comincerà a cambiare qualcosa. Asa e  Aline, i due adolescenti protagonisti del  romanzo per ragazzi della Gatti, in certi momenti sono impacciati, in altri scontrosi, come per difendersi dalla paura di mostrare le loro fragilità. “Niente è come sembra” di Stefania Gatti è romanzo di formazione, ma anche una storia dove gli opposti si scontrano e attraggono in un percorso di  ricerca del proprio posto nel mondo vissuto sì in modo tortuoso, con inaspettate svolte scatenate dall’amicizia e anche dall’ amore che si pensava di non riuscire a trovare.

Stefania Gatti è nata nel Regno Unito e fin da bambina voleva fare la scrittrice. Oggi vive a Roma dove lavora come insegnante e dove ha finalmente realizzato il suo desiderio di scrivere romanzi e racconti. Nel 2016 ha pubblicato “Il mistero di Vera C.”, vincitore del premio letterario Il Battello a Vapore.

Source: inviato dall’editore.