Posts Tagged ‘Gallucci’

:: Grande e Buffo – Morsi e rimorsi di Julian Gough e illustrato da Jim Field (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

29 settembre 2019
Morsi e rimorsi

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Oggi vi parlo di un simpatico libro illustrato per bambini, consigliato dai 6 anni in su, a colori (predomina l’arancione) con protagonisti un’orsa e un buffo coniglietto alle prese con un fitto mistero che grava nella valle dove vivono all’approssimarsi dell’inverno: dove vanno gli alberi all’arrivo di questa stagione? Forse volano a sud come gli uccelli?

Niente di tutto questo l’orsa Grande e il coniglietto Buffo scoprono che c’è uno strano ospite, con gli incisivi più grandi che gli animaletti del bosco abbiano mai visto, intento niente meno che a portare il Progresso!

Prende così l’avvio una divertente avventura nata dalla fantasia di Julian Gough e illustrata da Jim Field che ci porta a scoprire come è facile divertirsi in compagnia.

Il libro si intitola Grande e Buffo – Morsi e rimorsi, ed è edito da Gallucci Editore e tradotto dall’inglese dalla brava Benedetta Gallo.

Temi principali della storia sono l’amicizia, l’amore per la natura, la solidarietà. Tutto espresso da una narrazione briosa, e piena di vita che sembra avere catturato il plauso pure di Neil Gaiman, entusiasta di questa serie.

Esistono infatti anche altri tre libri, sempre del duo di amici Gough e Field ed editi da Gallucci, con gli stessi curiosi protagonisti: Il consiglio del coniglio, Malumore da rumore e Una merenda tremenda.

Tutti da collezionare!

Julian Gough un romanziere pluripremiato, drammaturgo, poeta, musicista e sceneggiatore. È nato a Londra, ma cresciuto in Irlanda e ora vive a Berlino. Tra le tante cose che ha scritto c’è anche il finale di Minecraft, il famoso videogioco per bambini di tutte le età. A Julian piace bere caffè e rubare maiali.

Jim Field è un illustratore pluripremiato, designer e regista di film di animazione. Cresciuto a Farnborough, ha lavorato a Londra e adesso vive a Parigi. Il suo primo libro illustrato, Cats Ahoy! scritto da Peter Bentley, ha vinto il Booktrust Roald Dahl Funny Prize, ma il suo lavoro più famoso è il bestseller Oi Frog. A Jim piace suonare la chitarra e bere caffè.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’Ufficio stampa Gallucci sempre solerte a inviarci le loro ultime novità più interessanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Stephen Hawking – Guide per piccoli alle vite dei grandi (Gallucci 2019) a cura di Giulietta Iannone

25 settembre 2019
Stephen Hawking

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Ricordati di guardare le stelle e non la punta delle tue scarpe

È uscito un nuovo volume, in edizione a colori e rilegata, della collana Gallucci “Guide per piccoli alle vite dei grandi” e sicuramente non può mancare su Liberi di scrivere un post dedicato, soprattutto perché in questo volume ospita Stephen Hawking, il re delle stelle, uno degli scienziati più geniali che la storia ricordi, una persona eccezionale non solo per la sua incredibile intelligenza, ma anche per il coraggio, la determinazione e la voglia di vivere che caratterizzò la sua intera vita e l’aiutò a convivere con una malattia invalidante che ne limitò i movimenti ma non la capacità con la sua mente di scrutare le stelle, i buchi neri e i misteri più impenetrabili dell’universo.

Stephen Hawking nacque a Oxford, in Inghilterra, l’8 gennaio del 1942 in piena Seconda Guerra Mondiale, e visse un’infanzia serena con i genitori e i fratelli.

Stephen è un ragazzo serio, ordinato, studioso, si laurea nel 1962 in fisica ad Oxford e successivamente si trasferisce a Cambridge per su tiare cosmogonia. L’anno successivo gli viene diagnosticata una malattia con decorso infausto, i medici infatti gli comunicano che ha meno di tre anni di vita.

Si arrende il nostro giovane Stephen?

Niente affatto, continua i suoi studi, si sposa, ha figli, e ad ogni ostacolo che incontra sul suo cammino risponde con determinazione e fantasia, per morire nel 2018 a 76 anni dopo una vita ricca di soddisfazioni, riconoscimenti e obiettivi raggiunti.

Molto di quello che sappiamo dell’universo è merito suo, che proseguì gli studi di Einstein e grazie a calcoli matematici, intuizioni geniali e amore per la scienza riuscì ad ampliare le conoscenze scientifiche fino all’ora raggiunte, diventando anche una star internazionale grazie al suo libro Dal Big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo.

Non male per un ragazzino inglese che amava leggere intorno al tavolo del soggiorno!

Il libro è stato scritto da Isabel Thomas, i disegni sono invece di Marianna Madriz. La traduzione dall’inglese è stata realizzata dalla classe 1A del Liceo Classico “Vincenzo Gioberti” di Torino, con la supervisione di Benedetta Gallo e Mattia Venturi, nell’ambito del progetto “Alternanza Scuola Lavoro” previsto dal Miur.

Consigliato dagli 8 ai 99 anni.

Isabel Thomas è autrice di più di cento libri per bambini e ragazzi, dedicati soprattutto al mondo della scienza e dell’ecologia. Organizza laboratori didattici e collabora a un progetto dell’università di Oxford mirato a promuovere e sostenere l’interesse per gli studi scientifici tra i più piccoli.

Marianna Madriz, originaria del Venezuela, vive a Londra. Dichiara di ispirarsi al realismo magico, alla Bossa nova, al cinema e alll’iconografia Anni Cinquanta.

Nota: se volete sfogliare il volume vi rimando al sito dell’editore qui

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’Ufficio stampa Gallucci sempre solerte a inviarci le loro ultime novità più interessanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Tutta la verità sugli anziani di Elina Ellis (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

28 luglio 2019

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Tra i freschi di stampa Gallucci di questa settimana appare un albo colorato, e molto divertente, dal titolo che è tutto un programma: Tutta la verità sugli anziani (The Truth About Old People, 2019) testi e disegni di Elina Ellis, tradotto dall’inglese da Federico Taibi e pubblicato per la prima volta da Two Hoots, un marchio parte di Macmillian Publisher International Limited di Londra.
Protagonisti un ragazzino, il suo cagnolino e i suoi arzilli nonni. Un simpatico quartetto alle prese con la vita di tutti i giorni. Occasione per sfatare tanti luoghi comuni legati alle persone anziane: non si sanno divertire, sono lenti, sono goffi, hanno paura delle cose nuove etc…
Per ogni luogo comune una simpatica illustrazione ironica e indovinata atta a ribaltarlo come un calzino. Perché gli anziani ballano, sono romantici, sanno divertirsi, e sono pure avventurosi.
Scoprire il vero volto delle persone anziane in questo simpatico libro illustrato per bambini sarà piacevole quanto istruttivo. Un’occasione per sorridere e per creare un’allegra complicità tra nonni e nipoti.
I disegni sono stati realizzati con penna, inchiostro, guazzo e Photoshop. Formato: 23.1 x 28.7 cm, cartonato, pagine 28. Consigliato dai 5 ai 99 anni.

Elina Ellis scrive e disegna storie. Di origini ucraine, si è specializzata in illustrazioni per l’editoria per l’infanzia a Cambridge, dove vive e lavora, creando libri propri o illustrando testi di altri autori.

Source: ringraziamo Marina Fanasca dell’Ufficio stampa Gallucci per la copia stampa.

:: La squadra dei sogni – Il cuore sul prato di Marino Bartoletti (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

27 luglio 2019

La squadra dei sogni - Il cuore sul prato

«Non mollate mai, ragazzi, anche quando sembra che tutto vi abbia voltato le spalle! Siate sempre padroni del vostro destino».

Per chi ama il calcio il nome di Marino Bartoletti è molto conosciuto, forse invece sorprenderà scoprirlo autore di un delizioso romanzo per ragazzi dal titolo molto evocativo La squadra dei sogni – Il cuore sul prato. Una storia di amicizia, di crescita, di superamento delle differenze, una storia che trasmette gli autentici valori positivi che lo sport porta con sé. Non è un romanzo puramente didattico ed educativo, ci parla dei ragazzi di oggi che finite le elementari si affacciano alle medie e al complicato mondo degli adulti. Classi sociali, ricchezza, origini geografiche ancora incidono nel mondo dei grandi, non si può negare che certi privilegi esistano, che alcuni ragazzi siano più avvantaggiati di altri, ma a quell’età altre sono le cose importanti: la lealtà, l’amicizia, la solidarietà, la sincerità. Valori che lo sport dovrebbe rendere attuali anche da adulti. La squadra dei sogni Il cuore sul prato ci parla infatti di due ragazzini Carlo e Dorian, cresciuti insieme, che al passaggio delle medie si trovano separati in scuole diverse, ed addirittura rivali in campo. Ma vale più un goal e una vittoria, o l’amicizia? Lo scopriremo assieme ai due sbarazzini protagonisti. Poi conosceremo don Chilometro, un sacerdote molto sui generis, il preside della Sassi e il preside della Mellone. E tanti altri. Simpatici i disegni di Giuseppe Ferrario, che ne fanno un libro utilissimo anche a chi sta imparando l’italiano, per esercitarsi nella lettura e nella comprensione. Consigliato dai 9 ai 99 anni.

Marino Bartoletti è uno dei più celebri e amati giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come “Il processo del lunedì”, “La Domenica Sportiva”, “Pressing”, “Quelli che il calcio”. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici.

Giuseppe Ferrario nasce a Milano nel 1969. Già da bambino si diverte così tanto a disegnare, che lo fa ancora oggi. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Brera inizia a lavorare come scenografo per il parco di Gardaland, oltre che come illustratore e fumettista. Ha collaborato con Walt Disney, Warner Bros, Mtv, Image Comics; scrive e disegna fumetti per “Il Giornalino” e ha fondato Effigie, società che si occupa di cartoni animati e grafica. Ha una moglie, quattro figli e un coniglio. Sogna di diventare il miglior alpinista del mondo.

Source: ringraziamo Marina Fanasca dell’Ufficio stampa Gallucci per la copia stampa.

:: Color Collera di Emmanuel Trédez e Amandine Piu (Gallucci 2019) a cura di Viviana Filippini

27 luglio 2019

colorcollera-200x270Le volte che esco fuori dai gangheri,
divento rossa, più rossa dei gamberi.
I miei genitori non san più che fare:
le provano tutte, ma mi fanno infuriare…

La rabbia è qualcosa che ci tormenta. È un sentimento che quando arriva non riusciamo a controllare. È qualcosa che parte da dentro, dal nostro io profondo, e poi esplode in maniera potente, spesso anche brutale. C’è chi urla, chi tira oggetti, chi rompe cose e, una volta passato l’attacco di rabbia, torna la pace dopo la tempesta. Sì ma a che conseguenze. Ne sa qualcosa la piccola protagonista del libro “Color collera” di Emmanuel Trédez con i disegni di Amandine Piu, edito da Gallucci. Non a caso per la piccola protagonista di queste pagine illustrate basta un non nulla- un semplice piatto di fagiolini- a scatenare la mostruosa rabbia che c’è in lei. La bambina esplode d’ira, sbraita, grida parole e frasi improvvise, senza pensare tanto a quello che dice, lo pronuncia e basta. I suoi capelli si arruffano, la sua faccia diventa una smorfia di fastidio e insofferenza, la sua camera un campo di battaglia dove giocattoli, libri e quello che capita tra le mani volano da una parte all’altra della stanza. Poi, finito lo sfogo, la bimba di “Color collera” si sente stanca, spossata, affranta e terribilmente in colpa per il suo brutto comportamento e per la pessima figuraccia fatta con i genitori. Il libro tradotto da Emanuelle Caillat è per bambini e analizza, attraverso parole, disegni e colori, i sentimenti presenti nell’animo di ogni persona, fin da quando si è piccoli. Tra queste pagine basta davvero poco per scatenare la furia della protagonista che vede poi la sua rabbia diventare nera, rossa, un sentimento che le toglie il respiro tanto è potente. Poi, la piccolina, finito lo sfogo si rende conto di aver dato il peggio di sé con mamma e papà e il pentimento in lei è sincero, come la paura -e anche la consapevolezza – che la rabbia che si scatena in lei tornerà e non sarà facile da controllare e da tenere a bada. “Color collera” è un libro per i piccoli lettori, ma anche per gli adulti, da leggere insieme per comprendere quanto la rabbia a volte si scateni improvvisa e come essa si manifesti in modo brutale, lasciando poi, una volta sfogata, la persona che era arrabbiata avvilita e pentita di essersi infuriata a causa di motivazioni banali e insensate. “Color collera”, edito da Gallucci, cerca quindi di aiutare chi legge a capire quanto il sentimento della rabbia sia qualcosa che caratterizza tutti, ma si deve piano piano imparare a controllarlo e gestirlo, perché gli sfoghi di rabbia sono tremendi e tirano fuori il peggio che è in ognuno di noi facendoci dire e fare quello che mai, da non arrabbiati, metteremmo in atto.

Emmanuel Trédez è nato a Parigi nel 1968 e vive a qualche chilometro dalla capitale, con la moglie e i due figli. Da quindici anni si occupa di letteratura per ragazzi, esercitandosi su diversi formati, dall’albo illustrato al fumetto al romanzo.

Amandine Piu è nata nel 1982 e vive nei pressi di Strasburgo. Dopo il diploma all’Atelier d’Illustration des Arts Décoratifs, ha cominciato l’attività di illustratrice nel campo dell’editoria e delle arti applicate. La sua valigetta da lavoro contiene un pizzico di poesia, una manciata di colori e una grande dose di umorismo.

Source: libro acquistato dal recensore.

:: Giochiamo con l’inglese: Numeri, Parole e colori (Gallucci 2019) a cura di Giulietta Iannone

20 giugno 2019

Oggi vi parlo di due simpatici libri sonori, consigliati dai 18 mesi in su, dedicati all’apprendimento dell’inglese. Occasione per permettere anche ai più piccoli, tramite stimolazioni visive e auditive, di accostarsi a questa lingua che sarà così importante nella loro vita futura.

Giocando avranno modo di imparare i numeri inglesi (dall’uno al sei) e potranno associare immagini, suoni e colori. I disegni di Marie Leghima sono colorati e divertenti, il testo è stampato in maiuscolo secondo le attuali indicazioni pedagogico-didattiche e ministeriali, e la voce, molto gradevole, è di Olivia Ross.

Ma come si utilizza? Il genitore o l’educatore deve andare all’ultima pagina, sollevare il cartoncino e posizionare l’interruttore su ON, verso sinistra. Da quel momento il libro si anima e permette, sfiorando i chip argentati, di ascoltare la voce e i suoni registrati. Facile no?

Il bambino potrà ripetere le parole della voce registrata, o seguire le attività proposte come cercare altri oggetti dello stesso colore (in Parole e colori) o trovare altri oggetti o animaletti, numerandoli (in Numeri).

6 sono gli effetti sonori per ogni libro, e nell’ultima pagina ci è un riepilogo di verifica che invita il bambino a contare fino a sei in iglese, o a pronunciare in inglese il nome degli oggetti raffigurati.

Colorati, divertenti, utili, due libri per la crescita che stimolano l’immaginazione, la fantasia e la capacità mnemonica.

:: La gita notturna di Marie Dorléans (Gallucci 2019) a cura di Giulietta Iannone

7 giugno 2019

La gita notturna di Marie DorléansLa gita notturna di Marie Dorléans è un delizioso albo illustrato a colori di grande formato con testi e disegni dell’autrice, tradotto dal francese da Camilla Diez. Titolo dell’originale francese Nous avons rendez-vous (Editions du Seuil, Paris). Sui toni del blu, è una bella storia che l’autrice dedica a suo padre, camminatore instancabile, e infatti parla di una giovane famiglia (mamma, papà e due figli) che si alza nella notte per una camminata notturna. Hanno un appuntamento, e scoprirete nelle ultime pagine dove. Una storia semplice, allegra, con un piccolo mistero: dove porterà il sentiero? In una notte estiva si può camminare in campagna, tra il suono dei grilli e delle cicale, sotto il cielo stellato, in compagnia delle persone a cui si vuole bene. Marie invita ad apprezzare il contatto con la natura, e a camminare insieme (attività che tra l’altro oltre a far bene io amo molto). I disegni dal tratto pulito sono stilizzati e armoniosi. Una delicata storia per bambini, dal sapore di una favola ecologista. Età di lettura: dai 5 anni.

Marie Dorléans è un’autrice e illustratrice francese. Diplomata alla scuola di arti decorative di Strasburgo, ama illustrare storie in cui l’immaginazione entra nel quotidiano.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

:: Il mio maestro Janusz Korczak di Itzchak Belfer (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

21 gennaio 2019

coverTra i libri di cui ho deciso di parlarvi per il Giorno della Memoria (il prossimo 27 gennaio) vi è un libro per bambini, dai sei anni in su, edito da Gallucci Editore dal titolo Il mio maestro Janusz Korczak, dello scultore e pittore polacco Itzchak Belfer.

È un breve libro illustrato, i disegni, molto belli, sono dello autore stesso, ed è un libro autobiografico in cui Belfer ci parla della sua infanzia molto particolare, vissuta nella Casa degli Orfani a Varsavia retta da Janusz Korczak (il cui vero nome era Henryk Goldszmit) un insigne medico pediatra polacco, di origine ebraica, che dedicò tutta la sua vita alla cura e all’educazione dei bambini.

Seppure i protagonisti sono piccoli orfani, a volte anche di entrambi i genitori, è un libro allegro e carico di speranza e ottimismo, ci parla infatti di infanzie felici, cosa piuttosto rara anche oggi.

Data l’eccezionalità del narrato Belfer si premura di assicurare che è tutto vero quello che scrive, per i dubbiosi che stentano a credere che un mondo a misura di bimbo possa esistere nella realtà. Dunque è tutto vero, Janusz Korczak ha davvero fatto esistere un mondo in cui i bambini oltre ad essere rispettati, hanno la possibilità di decidere, delimitare i loro spazi, appianare le loro controversie (anche utilizzando la nobile arte del pugilato se è il caso), giudicare anche gli adulti (ebbene anche loro sbagliano e Janusz Korczak fu il primo ad accettare il responso di questi tribunali fatti di bambini) e coltivare i loro talenti (il giorno più bello dell’ infanzia di Itzchak Belfer fu quando gli furono dati carta e matite colorate per disegnare).

janNon si può parlare di Janusz Korczak però senza nominare Stefania Wilczyńska, sua stretta collaboratrice nella Casa degli Orfani, una vera e propria mamma per questi ragazzi.

L’intento di Belfer, ormai consapevole di essere uno degli ultimi che hanno conosciuto Janusz Korczak in vita e sono stati suoi allievi, è appunto consegnare queste memorie ai bambini di oggi perché le conservino e a loro volta le tramandino ai loro figli e nipoti, in una catena di memoria virtuosa.

Janusz Korczak morì il 6 agosto del 1942, nel viaggio verso il campo di sterminio di Treblinka, avrebbe potuto salvarsi, infatti gli stessi nazisti l’avevano riconosciuto come personaggio eminente e volevano che non salisse a bordo del treno per il campo, ma Janusz Korczak non volle lasciare i suoi ragazzi.

Spesso nei sopravvissuti alla Shoa è presente una sorta di senso di colpa, proprio per essere restati in vita mentre amici e parenti sono morti, (credo lo stesso disturbo che psicologi e assistenti sociali devono fronteggiare ogni giorno con i sopravvissuti dei barconi che arrivano in Europa carichi di migranti) ma c’è un senso nella loro sopravvivenza, e in molti l’hanno trovato nel preservare e tramandare la memoria, per cui ogni 27 gennaio non provate fastidio a sentire questi racconti anche se ormai il tempo sembra avere diluito l’intensità dei fatti narrati. Infondo si celebra la vita, ed è bene che sia così. Più che davanti al tribunale della storia dobbiamo farlo davanti al tribunale della nostra coscienza.

Itzchak Belfer (Varsavia, 1923) è un pittore e scultore, che visse dall’età di sette anni fino ai 15 nella Casa degli Orfani di Janusz Korczak. È uno dei pochissimi testimoni di quell’esperienza straordinaria che siano sopravvissuti alla Shoah. Dopo la guerra si è trasferito in Israele, dove ha potuto coltivare il proprio talento artistico, dedicandosi in particolare alla commemorazione dell’Olocausto e al ricordo del suo indimenticabile maestro.

Source: Copia inviata al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

L’età dei sogni di Annelise Heurtier (Gallucci, 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

7 settembre 2018

età dei sogni

«Ok, la fine della segregazione, l’uguaglianza, sono tutte cose importanti. Ma perché tu? Perché non aspetti che un altro nero un po’ folle faccia il lavoro sporco al posto tuo? Molly non aveva risposto. In realtà non lo sapeva. In fondo, sua cugina aveva ragione. Perché si era ritrovata in quella situazione? Era accaduto per caso? Era il suo destino? Perché aveva alzato la mano quel giorno?»

Quando nel Maggio 1954 Molly decide di alzare la mano e di offrirsi volontaria la sua vita cambia radicalmente. Tre anni dopo è una dei nove studenti neri a tentare l’inserimento nel liceo centrale di Little Rock, Arkansas, rischiando la vita per frequentare una scuola d’êlite, per avere le stesse possibilità dei suoi coetanei bianchi. Molly Costello ha solo quindici anni e vive in un Nord America indignato dalla sentenza del Brown versus Board of Education che rompe la regola “separati ma uguali” rendendo legale che un ragazzo nero frequenti la stessa scuola di un bianco, utilizzi lo stesso suo bagno, mangi nella sua stessa mensa e sieda nella sua stessa classe. Nonostante la legge sia dalla loro parte, Molly e gli altri otto coraggiosi ragazzi non riescono ad entrare a scuola a causa di una violenta manifestazione di bianchi, genitori rabbiosi e razzisti venuti persino da altre città per dimostrare il loro dissenso e impedire ai neri di mettere piede nel liceo. A casa di Molly il telefono squilla continuamente, parenti, amici e conoscenti la chiamano per dissuaderla dall’impresa, bianchi furiosi minacciano la sua famiglia di morte con tale violenza che nonna Shiri sente il bisogno di vegliare la notte armata di pistola. Molly è addolorata perché la sua decisione ha conseguenze spiacevoli sulla sua famiglia ma soprattutto perché non riesce a fare a meno di sentirsi in colpa nonostante la lotta intrapresa sia giusta. Quando il presidente Eisenhower impone che i nove ragazzi neri entrino a scuola scortati dall’esercito, Molly può finalmente frequentare le lezioni ma è costretta ad affrontare e vivere un inferno: insulti, spinte, minacce, prese in giro, durante il suo primo giorno di scuola rischia addirittura la vita a causa delle mamme della Lega, un’associazione razzista contro l’integrazione. 

Sarebbe davvero tornata in quell’inferno? Se avesse lasciato perdere, cosa sarebbe successo? Poteva tornare tutto come prima? Desiderava che qualcuno decidesse al suo posto. Per non pensarci più. 

Invece Molly desiderosa di giustizia decide da sola di continuare la sua battaglia, spalleggiata dall’attivista Maxene Tate, confortata da mamma Erin e da nonna Shiri e affidandosi al volere di Dio. Nessuno le è amico a scuola, tutti i ragazzi bianchi la odiano e la disprezzano. Molly viene umiliata tutti i giorni per il colore della sua pelle, è considerata inferiore e animalesca, persino portatrice di malattie. Il giorno in cui Grace Anderson cambia atteggiamento nei suoi confronti e la mette in guardia, aiutando lei e i suoi compagni neri, Molly stenta a crederci. Grace è la seconda protagonista di questo romanzo tutto al femminile. Ha quindici anni, è bella, molto popolare, attenta alla sua immagine e vanitosa. Grace è sicura di sé e agisce esclusivamente secondo i suoi interessi, cacciando via quelle sensazioni e quei pensieri che nascono in lei per istinto e per indole ma che gli altri potrebbero definire “progressisti” o “integrazionisti”. 

Credeva fosse stupido giudicare una canzone in base a chi la cantava. Poco importava che fosse bianco, nero, grasso, magro, completamente scemo o laureato ad Harvard, per lei contava solo il piacere che traeva nell’ascoltarlo. Ma, ancora una volta, ebbe la sensazione che fosse meglio non gridare i suoi pensieri ai quattro venti.

Grace ha delle amiche segregazioniste di famiglia razzista, i suoi genitori e il fratello guardano tutta la vicenda con curiosità e distacco, come se non fosse per niente affare loro. Grace inizialmente segue gli stessi loro passi ma ben presto rimane indignata dagli atteggiamenti di bullismo violento nei confronti di Molly e non riesce più ad ignorarli. Inoltre, Grace ha una cara amica da quando era piccola: Minnie, la domestica nera della sua famiglia. Minnie le dà consigli d’amore, le arriccia i capelli, la aiuta a scegliere scarpe e vestiti. Grace le vuole tantissimo bene, nonostante sia nera. Quando la giovane scopre per caso il piano di alcuni ragazzi bianchi di impedire violentemente che un nero si diplomi al liceo centrale di Little Rock, qualcosa scatta dentro di lei e decide di agire, incapace di fare finta di niente.

Ma bisognava arrendersi all’evidenza. Era capace di molte cose ma non di imbavagliare i propri pensieri.

Grace si avvicina a Molly, la saluta apertamente, parla con lei in pubblico e finisce in serio pericolo per questi suoi atteggiamenti progressisti. Il rapporto tra le due ragazze non si può definire di vera amicizia ma le due protagoniste di questo romanzo in fondo sono simili. Entrambe sognano in grande il loro sedicesimo compleanno e ne verranno deluse, hanno da tempo una cotta per un ragazzo e perdono le amiche più strette. Soprattutto, entrambe sono coraggiose, idealiste, forti. Grace e Molly finiscono per aiutarsi a vicenda: Molly trova negli atteggiamenti di Grace il coraggio di andare avanti e l’appoggio esterno che le serviva per continuare a combattere per i diritti della comunità nera; Grace grazie all’eroismo di Molly dimentica il suo atteggiamento ignavo e opportunista per lasciare spazio all’altruismo, ai suoi pensieri generosi e umani. 

L’età dei sogni è tratto da una storia vera e, seppure in gran parte frutto dell’invenzione dell’autrice, riprende i reali avvenimenti del settembre 1957 e la durissima battaglia intrapresa da nove giovani neri per promuovere l’integrazione nelle scuole. Il personaggio di Molly Costello si ispira largamente a Melba Pattillo, una dei nove coraggiosi studenti che oggi sono considerati tra i più importanti attivisti della lotta dei neri per ottenere pari diritti civili. Annelise Heuriter racconta questa storia poco conosciuta alternando il punto di vista di Molly e di Grace in un’altalena di capitoli. La narrazione scorrevole e coinvolgente rispolvera l’importanza della libertà e dell’eguaglianza, riconoscendole come diritti fondamentali di ogni uomo, senza razzismo e aldilà di ogni colore. In un periodo così confuso come quello corrente, queste pagine dovrebbero essere lette da tutti per ricordare la fatica, i sacrifici, il dolore di chi ha dovuto combattere e ancora oggi combatte per lo stesso sogno di Martin Luther King: il sogno di essere tutti uguali.

Autrice: Annelise Heurtier (Lione, 1979). Scrive da 15 anni per bambini e ragazzi di tutte le età. I suoi libri sono spesso ispirati a storie vere e per questo apprezzati anche dagli adulti. L’età dei sogni è il suo romanzo di maggior successo.

Source: Copia consegnata al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

:: WILDWITCH 3. La vendetta di Kimera, Lene Kaaberbøl (Gallucci, 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

4 settembre 2018

La vendetta di Kimera

Lene Kaaberbøl torna finalmente in libreria con l’attesissimo Wildwitch 3. La vendetta di Kimera, terzo volume della magica saga.
Dopo aver sconfitto la perfida Kimera nel precedente episodio (Wildwitch 2. Il sangue di Viridiana), Clara, protagonista e strega selvatica in erba, torna a scuola con il suo amico Oscar e la sua vita quotidiana ricomincia. Tutto procede normalmente fino a quando la ragazza sogna ad occhi aperti di essere un uccellino e di morire in un punto senza vita di un bosco freddo e oscuro. Al risveglio il sogno resta vivido nel cuore di Clara e la piccola strega non riesce più a scindere tra realtà e immaginazione. Episodi del genere continuano a tormentarla e peggiorano al punto tale da spingere la giovane a contattare la zia Isa, wildwitch come lei. Un’entità malvagia è in agguato e, affamata di Vita, si nutre di quella degli animali e della natura. Spetta a Clara sconfiggerla e trovare in sé stessa tutto il coraggio possibile per salvare il suo amico Gatto e le altre creature la cui sopravvivenza è seriamente a rischio.
Nonostante il ruolo di primo piano della giovane strega, la vera protagonista di questo volume è, come il titolo suggerisce, Kimera, la perfida e mostruosa donna-uccello.

Non mi era mai passato per la mente che Kimera avesse una madre e un padre e avesse avuto un’infanzia come tutti. Sì, insomma, la prima volta che l’avevo vista aveva un paio di ali gigantesche ed era ricoperta di penne. Era quasi più facile immaginare che fosse nata uscendo da un uovo.

Lene Kaaberbøl dedica intense pagine alla storia dell’antagonista di Clara. Perché Kimera è così cattiva? Quando ha deciso di iniziare a usare in modo sbagliato i suoi poteri di strega selvatica? Qual era la sua vita prima di diventare un mostro? Il ritratto di Kimera è dettagliato, spesso commovente, a volte crudo e duro. Non puoi sconfiggerlo prima di averlo trovato. E non puoi trovarlo prima di conoscerlo. Clara deve conoscere il suo nemico per poterlo annientare e soprattutto deve imparare a comprenderlo per poterlo addirittura salvare. L’autrice danese in modo dolce e risoluto riesce a creare compassione nel cuore del lettore e in quello di Clara, una compassione che, però, non giustifica il male perché le cattive azioni di Kimera non possono essere cancellate. Il viaggio nel passato di Kimera e il cammino interiore di Clara procedono parallelamente e passo dopo passo il personaggio cresce moltissimo. Infatti, proprio nello sforzo di conoscere il suo nemico finalmente Clara abbraccia la sua natura di wildwitch e inizia a prendere coscienza delle sue capacità e della sua forza d’animo.
Wildwitch 3. La vendetta di Kimera è un romanzo avvincente, profondo e sensibile. La penna di Lene Kaaberbøl davvero non delude in quello che senza dubbio è il più bello degli episodi di questa magica saga di successo.

Traduzione di Eva Kampmann.

Lene Kaaberbøl (Copenaghen, 1960) è un’autrice danese assai nota in tutto il nord Europa. Da quando ha cominciato a scrivere, all’età di 15 anni, ha pubblicato una trentina di libri, soprattuto per bambini e ragazzi. Di recente è stata candidata per due prestigiosi riconoscimenti: lo Hans Christian Andersen Award e l’Astrid Lindgren Memorial Award. La fortunata serie di Wildwitch ha già riscosso grande successo in Germania, Francia, Inghilterra e Russia. I due episodi precedenti La prova del fuoco e Il sangue di Viridiana sono stati pubblicati in Italia da Gallucci.

Source: Copia consegnata al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

Anna dai capelli rossi, Lucy Maud Montgomery, (Gallucci 2018) A cura di Viviana Filippini

2 luglio 2018

Anna, una ragazzina orfana affidata a diverse famiglie, finisce in un orfanotrofio. Anna.Per lei non sembrano esserci speranze di trovare qualcuno che la voglia. Poi, un giorno, un fortunato gesto del destino la porterà ad Avonlea, un piccolo paesino dove vivono Marilla e Matthew Cuthbert. I due anziani fratelli si aspettavano un ragazzo e quando vedono Anna rimangono un po’ perplessi, tanto è vero che Marilla vorrebbe rispedire Anna nel luogo da dove è arrivata. La piccola, protagonista del romanzo “Anna dai capelli rossi”, edito da Gallucci, racconta la sua drammatica storia e i due anziani la accolgono tra le mura della loro fattoria Green Gable. Anna hai i capelli rossi, tante lentiggini e un passato fatto di dolore e sofferenza al quale reagisce con la fantasia e l’immaginazione. Un agire non sempre compreso dalle persone che le stanno attorno, soprattutto da Marilla, una donna molto pragmatica e concreta. La storia di Anna è un romanzo di formazione creato dall’autrice nel 1908 per ogni tipo di lettore ma, nel corso del tempo esso si è trasformato in un classico della letteratura per l’infanzia. Anna è una bambina che ha avuto, a soli 11 anni, un passato di dolore, sofferenza (i genitori sono morti quando lei era molto piccola), di mancanza di affetto e per lei i due fratelli Cuthbert sono una nuova famiglia nella quale trovare un po’ di tranquillità. Certo per la protagonista non sarà facile conquistare i due anziani e i nuovi compagni di scuola (Gilbert compreso), però un poco alla volta, passo dopo passo, Anna riuscirà a sistemare le cose e a farsi comprendere da tutti. “Anna dai capelli rossi” della canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto da Angela Ricci, è una storia di ricerca di amicizia, di amore e di speranza, dove la protagonista sarà sì sottoposta ad un serie di prove, ma la sua tenacia, la voglia di mettersi in gioco e di imparare le permetteranno di riuscire a trovare il suo posto nel mondo. Oltre alla famosa serie animata trasmessa in tv dagli anni ’80 (vista una marea di volte), Netflix ha distribuito in tutto il mondo una fiction di recente produzione con protagonista “Anna dai capelli rossi”.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto volumi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Le storie si Anna sono state tradotte in decine di lingue.

Source richiesto all’editore. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

:: Pandamonio di Chris Owen, illustrazioni di Chris Nixon (Gallucci 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

9 aprile 2018
Pandamonio

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Pandemonio: s. m.
Rumore assordante, grande disordine e confusione, putiferio, per lo più in occasioni di liti, diverbi, reazioni o proteste troppo vivaci.

Pandamonio: s. m.
Grandissima baraonda, per lo più incontrollabile che di solito segue al risveglio improvviso di un panda placidamente addormentato“.

Queste due definizioni aprono Pandamonio, un curioso libro in formato rettangolare e con apertura orizzontale, edito da Gallucci. Il sole illumina la narrazione strutturata in divertenti versi in rima.

Eccoti allo zoo in una bella giornata,
Il luogo è ideale per una passeggiata.
Entra. Guardati attorno. C’è molto da scoprire.
Hai tutto il tempo e ti puoi divertire.
Son tanti gli animali che qui incontrerai…
…ma non svegliare il panda, se no sono guai”.

Il libro è organizzato in doppie pagine narrative in cui parole e immagini giocano tra loro, abbracciandosi e tenendosi per mano. Un colore pastello sempre diverso riempie lo sfondo di ogni doppia pagina e su di esso risaltano le illustrazioni di Chris Nixon, acquarelli felici e delicati che raffigurano splendidamente gli inquilini dello zoo. Del pandamonio che precede il possibile risveglio del panda partecipano proprio tutte le bestiole, da quelle più conosciute come gli ippopotami, gli orsi, le giraffe, gli scimpanzè, i serpenti e i canguri, a quelle meno note come le termiti, gli emù, gli yak e i tapiri. Dunque, questo libro rappresenta una spassosa occasione per conoscere nuovi animali e ritrovare gli amici già incontrati in altri libri, in film o visti nella realtà. Insieme alla mamma o al papà il bambino potrà divertirsi nell’esercizio di individuazione e di attenzione selettiva, cercando tra le immagini gli animali appena nominati nella rima e scoprendo il loro verso corrispettivo. Se in compagnia di amichetti o fratelli, il piccolo lettore potrà giocare a chi trova prima gli animali appena descritti, in entrambi i casi la lettura si trasforma in gioco e il gioco in lettura, senza più distinguerne i confini. In ogni doppia pagina viene ripetuto l’importante monito di non svegliare il protagonista, il panda che nonostante gli schiamazzi degli scimpanzé, le risa delle iene, il mugghiare degli yak, il gracidare delle rane, gli applausi dei pinguini e il tip- tap dei canguri, continua tranquillo a dormire.
Per scoprire se il baccano generato dagli animali dello zoo sveglierà l’amico panda bisognerà sfogliare tutte le pagine, fino a giungere proprio all’ultima. Cosa succederà? Qui non possiamo svelarlo ma intanto cliccate su questo link (https://www.youtube.com/watch?v=ZRlhyxUi2fc.) e date un’occhiata al video trailer creato dagli autori del libro!
Età di lettura: da 4 anni.
Traduzione di Paola Mazzarelli.

Autore: Chris Owen ha fatto lo strillone, il magazziniere, il giornalista radiofonico e il raccoglitore di mele. Ora è maestro elementare e vive a North Perth con la moglie, due piccole pesti, un paio di paguri, tre pesci rossi e una gran numero di girini.

Illustratore: Chris Nixon è illustratore e direttore creativo. Vive a Perth, in Australia. Nel corso del suo apprendistato artistico non ha mai maltrattato nessun animale, tranne nel periodo in cui faceva il pescivendolo.

Source: Libro consegnato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Marina Fanasca dell’ufficio stampa Gallucci.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.