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:: La squadra dei sogni – Il cuore sul prato di Marino Bartoletti (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

27 luglio 2019

La squadra dei sogni - Il cuore sul prato

«Non mollate mai, ragazzi, anche quando sembra che tutto vi abbia voltato le spalle! Siate sempre padroni del vostro destino».

Per chi ama il calcio il nome di Marino Bartoletti è molto conosciuto, forse invece sorprenderà scoprirlo autore di un delizioso romanzo per ragazzi dal titolo molto evocativo La squadra dei sogni – Il cuore sul prato. Una storia di amicizia, di crescita, di superamento delle differenze, una storia che trasmette gli autentici valori positivi che lo sport porta con sé. Non è un romanzo puramente didattico ed educativo, ci parla dei ragazzi di oggi che finite le elementari si affacciano alle medie e al complicato mondo degli adulti. Classi sociali, ricchezza, origini geografiche ancora incidono nel mondo dei grandi, non si può negare che certi privilegi esistano, che alcuni ragazzi siano più avvantaggiati di altri, ma a quell’età altre sono le cose importanti: la lealtà, l’amicizia, la solidarietà, la sincerità. Valori che lo sport dovrebbe rendere attuali anche da adulti. La squadra dei sogni Il cuore sul prato ci parla infatti di due ragazzini Carlo e Dorian, cresciuti insieme, che al passaggio delle medie si trovano separati in scuole diverse, ed addirittura rivali in campo. Ma vale più un goal e una vittoria, o l’amicizia? Lo scopriremo assieme ai due sbarazzini protagonisti. Poi conosceremo don Chilometro, un sacerdote molto sui generis, il preside della Sassi e il preside della Mellone. E tanti altri. Simpatici i disegni di Giuseppe Ferrario, che ne fanno un libro utilissimo anche a chi sta imparando l’italiano, per esercitarsi nella lettura e nella comprensione. Consigliato dai 9 ai 99 anni.

Marino Bartoletti è uno dei più celebri e amati giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come “Il processo del lunedì”, “La Domenica Sportiva”, “Pressing”, “Quelli che il calcio”. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici.

Giuseppe Ferrario nasce a Milano nel 1969. Già da bambino si diverte così tanto a disegnare, che lo fa ancora oggi. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Brera inizia a lavorare come scenografo per il parco di Gardaland, oltre che come illustratore e fumettista. Ha collaborato con Walt Disney, Warner Bros, Mtv, Image Comics; scrive e disegna fumetti per “Il Giornalino” e ha fondato Effigie, società che si occupa di cartoni animati e grafica. Ha una moglie, quattro figli e un coniglio. Sogna di diventare il miglior alpinista del mondo.

Source: ringraziamo Marina Fanasca dell’Ufficio stampa Gallucci per la copia stampa.

:: Zona d’Ombra, Jeanne Marie Laskas (Piemme, 2016) a cura di Micol Borzatta

9 Mag 2016
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Settembre 1968. Nella zona più remota del Biafra, mentre imperversa la guerra, nasce Bennet Omalu.
Fin da bambino venne considerato un genio dalla sua famiglia, e lui capì subito che questo poteva evitargli i classici lavori casalinghi a cui tutti i bambini erano costretti, così ogni volta che doveva fare qualcosa prendeva la scusa di dover studiare. Scusa che poi divenne realtà. Infatti Bennet scoprì presto che non gli interessava uscire a giocare a palla con gli amici, ma preferiva stare immerso nei libri e scoprire cose nuove.
Passione che lo portò a quarant’anni ad avere cinque lauree, più due da conseguire entro la fine dell’anno in corso, ed essere il neurologo con maggior esperienza del cervello umano.
Questa sua esperienza lo portò così, esaminando il corpo di Mike Webster, a trovare una nuova malattia del cervello.
Mike Webster era stato un grande campione di football, ma finita la carriera aveva iniziato ad avere comportamenti irosi, letargia, amnesie, fino a quando non è morto, per tutti a causa di un attacco cardiaco.
Bennet riesce a farsi dare il permesso, sia dal suo mentore e superiore che dall’avvocato della famiglia Webster, di studiare il cervello di Iron Mike, come lo chiamavano ai tempi del football, e scopre che l’ex giocatore soffriva di Encefalopatia Traumatica Cronica (CTE) causata dai colpi alla testa presi durante la carriera sportiva.
Subito lo fa presente alla lega NFL, portando a testimonianza anche gli esami eseguiti su altri ex giocatori morti suicidi, ma la lega fa di tutto per nascondere ogni fatto e lavarsi le mani.
Inizia così una battaglia legale che durerà anni in cui Bennet e le famiglie dei giocatori combatteranno con le unghie e con i denti.
Un romanzo che non è un romanzo, la Laskas infatti narra una storia vera, storia che le è stata raccontata direttamente da Bennet in persona e dalle famiglie degli ex giocatori morti.
Una storia di come il potere spesso viene usato in malo modo e le grandi multinazionali cercano sempre in tutti i modi di insabbiare qualsiasi cosa possa andare contro i loro interessi, come ad esempio le aziende di tabacco che insabbiarono il legame tra le sigarette e il cancro, e lo stesso avvocato che all’epoca difendeva quelle aziende, successivamente ha provato a difendere la NFL.
Bennet Omalu sembra essere per tutto il libro un narratore che sta ai margini, e come si definisce lui stesso è perché lui è un uomo da dietro le quinte, ma Bennet Omalu, pur non essendo mai stato riconosciuto dalla storia, è l’effettivo scopritore della CTE, colui che ha fatto in modo che negli anni a venire la gente sapeva cosa aspettarsi.
Un romanzo che fa accapponare la pelle, raccontato con una narrazione semplice, tocca a fondo un argomento fortissimo e di vitale importanza.
Romanzo che grazie a Ridley Scott, e alla partecipazione di Will Smith nei panni di Bennet, è approdato anche al cinema per aprire gli occhi a tutti e denunciare questi comportamenti.

Jeanne Marie Laskas nasce nel 1958.
Scrittrice e docente di scrittura creativa ha collaborato con Esquire e per quindici anni con il Washington Post Magazine e il New York Time Magazine.
Autrice di sette libri, molti dei quali premiati.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Federica dell’Ufficio Stampa Piemme.

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