:: Zona d’Ombra, Jeanne Marie Laskas (Piemme, 2016) a cura di Micol Borzatta

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Settembre 1968. Nella zona più remota del Biafra, mentre imperversa la guerra, nasce Bennet Omalu.
Fin da bambino venne considerato un genio dalla sua famiglia, e lui capì subito che questo poteva evitargli i classici lavori casalinghi a cui tutti i bambini erano costretti, così ogni volta che doveva fare qualcosa prendeva la scusa di dover studiare. Scusa che poi divenne realtà. Infatti Bennet scoprì presto che non gli interessava uscire a giocare a palla con gli amici, ma preferiva stare immerso nei libri e scoprire cose nuove.
Passione che lo portò a quarant’anni ad avere cinque lauree, più due da conseguire entro la fine dell’anno in corso, ed essere il neurologo con maggior esperienza del cervello umano.
Questa sua esperienza lo portò così, esaminando il corpo di Mike Webster, a trovare una nuova malattia del cervello.
Mike Webster era stato un grande campione di football, ma finita la carriera aveva iniziato ad avere comportamenti irosi, letargia, amnesie, fino a quando non è morto, per tutti a causa di un attacco cardiaco.
Bennet riesce a farsi dare il permesso, sia dal suo mentore e superiore che dall’avvocato della famiglia Webster, di studiare il cervello di Iron Mike, come lo chiamavano ai tempi del football, e scopre che l’ex giocatore soffriva di Encefalopatia Traumatica Cronica (CTE) causata dai colpi alla testa presi durante la carriera sportiva.
Subito lo fa presente alla lega NFL, portando a testimonianza anche gli esami eseguiti su altri ex giocatori morti suicidi, ma la lega fa di tutto per nascondere ogni fatto e lavarsi le mani.
Inizia così una battaglia legale che durerà anni in cui Bennet e le famiglie dei giocatori combatteranno con le unghie e con i denti.
Un romanzo che non è un romanzo, la Laskas infatti narra una storia vera, storia che le è stata raccontata direttamente da Bennet in persona e dalle famiglie degli ex giocatori morti.
Una storia di come il potere spesso viene usato in malo modo e le grandi multinazionali cercano sempre in tutti i modi di insabbiare qualsiasi cosa possa andare contro i loro interessi, come ad esempio le aziende di tabacco che insabbiarono il legame tra le sigarette e il cancro, e lo stesso avvocato che all’epoca difendeva quelle aziende, successivamente ha provato a difendere la NFL.
Bennet Omalu sembra essere per tutto il libro un narratore che sta ai margini, e come si definisce lui stesso è perché lui è un uomo da dietro le quinte, ma Bennet Omalu, pur non essendo mai stato riconosciuto dalla storia, è l’effettivo scopritore della CTE, colui che ha fatto in modo che negli anni a venire la gente sapeva cosa aspettarsi.
Un romanzo che fa accapponare la pelle, raccontato con una narrazione semplice, tocca a fondo un argomento fortissimo e di vitale importanza.
Romanzo che grazie a Ridley Scott, e alla partecipazione di Will Smith nei panni di Bennet, è approdato anche al cinema per aprire gli occhi a tutti e denunciare questi comportamenti.

Jeanne Marie Laskas nasce nel 1958.
Scrittrice e docente di scrittura creativa ha collaborato con Esquire e per quindici anni con il Washington Post Magazine e il New York Time Magazine.
Autrice di sette libri, molti dei quali premiati.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Federica dell’Ufficio Stampa Piemme.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Zona d’Ombra, Jeanne Marie Laskas (Piemme, 2016) a cura di Micol Borzatta”

  1. mrmaow Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

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