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Mary e il mostro di Lita Judge (Il Castoro, 2018) a cura di Elena Romanello

19 settembre 2018

Mary-e-il-mostro_cover-346x540Questo è l’anno di Frankenstein, il primo romanzo di fantascienza di tutti i tempi, e della sua autrice, perché fu una donna la prima a cimentarsi con questo genere, anzi un’adolescente, Mary Shelley, e accanto a riedizioni e film, trova spazio una biografia insolita e agile, uscita per Il Castoro in italiano ad opera di Lita Judge.
La vicenda umana di Mary Shelley, o meglio Mary Wollstonecraft Godwin, ragazza ribelle, in anticipo sui suoi tempi, ripudiata dalla sua famiglia di origine per la sua relazione illecita con Percy Shelley che sposò in un secondo tempo, toccata dalla morte fin dalla sua nascita che causò la morte di sua madre, antesignana del femminismo e sempre ombra incombente sulla sua vita, vittima anche di un marito narcisista ed egoista oltre che di una società bigotta e patriarcale, capace di creare un romanzo agghiacciante ma nello stesso tempo metaforico della solitudine e del dramma di non essere amati, rivive sotto forma di libro illustrato.
Lita Judge organizza infatti il libro in una serie di tavole in bianco e nero, che raccontano la vita di Mary fino alla morte tragica di Shelley, con sopra sotto forma di versi i vari capitoli della sua vita, spesso con le parole della diretta interessata, in un viaggio agli inferi di un animo tormentato che trovò nella scrittura un modo per esorcizzare drammi e passioni e di dare un senso ad una vita segnata da sempre.
Il libro è poi completato da alcuni approfondimenti sulla vita e le opere di Mary Shelley, sui personaggi della storia e sul loro destino, spesso tragico, da Byron alla sorellastra Fanny, morta suicida, e sulla sua fortuna successiva, visto che il libro, grandissimo successo sin da subito, uscì anonimo e solo dopo si seppe che era stata la scandalosa Mary a scriverlo.
In teoria Mary e il mostro vorrebbe rivolgersi ad un pubblico di ragazzi dai dieci ai tredici anni, in realtà è un libro per qualsiasi età, per scoprire e riscoprire la donna che ha dato origine ad un intero genere, considerato a torto roba da uomini, visto che le voci femminili hanno continuato ad esserci fino ad oggi, basti pensare a Ursula K. Le Guin, a Margaret Atwood, a Nnedi Okorafor.
Tra l’altro, per chi ha visto il recente buon film su Mary Shelley, il libro fornisce un’ottima guida di accompagnamento, approfondendo ulteriormente la storia dell’autrice e della sua avventura umana, straziante e lirica, capace di scuotere ancora oggi per aver tra l’altro toccato con il filtro del fantastico temi e archetipi fondamentali della condizione umana.

Lita Judge, nata in Alaska, è autrice e illustratrice di oltre venti libri, tra narrativa e non fiction, per i quali ha ricevuto numerosi premi. Prima di dedicarsi ai libri, Lita era una geologa e lavorava sui fossili di dinosauro. Ma un viaggio a Venezia con suo marito l’ha convinta a dedicarsi con tutta se stessa all’arte, la passione di una vita. Adesso, quando non è nel suo studio, è in giro per l’Europa con taccuino e matita. Mary e il mostro è nato dalla lettura dei diari di Mary e Percy Bysshe Shelley, mentre visitava i luoghi on cui la coppia aveva vissuto. Anche scrivere questo libro è stato un viaggio per Lita, durato cinque anni. Vive negli Stati Uniti.

Source: libro del recensore.

:: Contro corrente di Alice Keller (Sinnos editore 2017) a cura di Viviana Filippini

11 aprile 2018
Contro corrente

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A volte abbiamo dei sogni, e non sempre è facile realizzarli, ne sa qualcosa Emily, protagonista di “Contro Corrente” libro di Alice Keller, illustrato da Veronica Truttero, edito da Sinnos. La storia è quella di Emily nata nel XX secolo e della sfida che deve affrontare per far accettare alla sua famiglia il suo voler nuotare. Il tutto nasce dalla venerazione che Emily ha per la cugina Gertrude, esperta nuotatrice. Non a caso, mentre le sue sorelle si dividono tra vestiti e trucchi, Emily fa il possibile per imparare a nuotare come fa la cugina. La protagonista dovrà affrontare la ritrosia e le paure della madre, che farà il possibile per impedirle di nuotare e dovrà sfidare anche i pregiudizi del tempo che consideravano un po’ fuori luogo vedere una donna nuotare libera nell’acqua. Ad un certo punto i genitori di Emily cominceranno a cambiare idea quando verranno a sapere delle imprese sportive delle nipote Gertrude: una campionessa di nuoto medagliata pronta attraversare tutta sola soletta la Manica. Questo entusiasmo per Gertrude sarà l’elemento vincente per Emily, che potrà continuare ad esercitarsi al nuoto fino ad imparare ad essere una brava nuotatrice, per attraversare il lago vicino a casa e far vedere a tutti quanto vale. Emily, protagonista di “Contro corrente” è un personaggio nato dalla fantasia di Alice Keller, perché effettivamente non si sa se Gertrude Ederle avesse una cuginetta di nome Emily con la passione per il nuoto. Emily è quindi una figura letteraria, ma è importante, in quanto attraverso lei, attraverso la sua voglia di imparare, il piccolo lettore può conoscere la tenacia e la voglia di mettersi in gioco della piccola protagonista e, allo stesso tempo, la figura vera e reale della Ederle. Gertrude Ederle nacque a New York nel 1905, partecipò alle Olimpiadi di Parigi del 1924 e nel 1926 decide si attraversare la Manica, dopo averci provato nel 1925 ed essersi fermata per un malore. Gertrude riuscì nell’impresa e qui 14 ore e 34 minuti di nuoto per attraversare il canele tra Inghilterra e Francia rimase un record imbattuto fino al 1940. Questo mettersi in gioco e volercela fare a tutti i costi è quello che spinge Emily a voler imparare a nuotare e a non scoraggiarsi mai. “Contro corrente” di Alice Keller racconta, grazie anche alle immagini equilibrate e ed eleganti di Veronica Truttero, una storia tutta al femminile, nella quale una ragazzina prende a modello la cugina più grande non solo per l’amore per il nuoto, ma per far capire agli altri che la circondano che devono accettarla per come lei è e non per come vorrebbero che lei fosse. Un libro per raccontare la sfida ai pregiudizi, per valorizzare il coraggio e l’unicità del singolo e per sentirsi liberi di esistere.

Alice Keller nasce a Bologna nel 1988. Dopo un periodo trascorso tra il teatro e la musica, ha inizato a occuparsi di scrittura per bambini e ragazzi. È autrice di “Hai preso tutto?” (Sinnos 2015, ill. Veronica Truttero) e “Di becco in becco” (Sinnos 2016, ill. Veronica Truttero), “Nella pancia della balena” (Camelozampa 2017). Nel 2015 ha aperto, insieme a due socie, “Momo”, libreria per bambini e ragazzi a Ravenna.

Veronica Truttero ha fatto studi in Accademia di Belle Arti e artistici. Ha lavorato nel mondo dei costumi per il teatro e ha sempre desiderato diventare illustratrice. Tra i libri illustrati:“Hai preso tutto?” (Sinnos 2015, ill. Veronica Truttero) e “Di becco in becco” (Sinnos 2016, ill. Veronica Truttero)

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Pandamonio di Chris Owen, illustrazioni di Chris Nixon (Gallucci 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

9 aprile 2018
Pandamonio

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Pandemonio: s. m.
Rumore assordante, grande disordine e confusione, putiferio, per lo più in occasioni di liti, diverbi, reazioni o proteste troppo vivaci.

Pandamonio: s. m.
Grandissima baraonda, per lo più incontrollabile che di solito segue al risveglio improvviso di un panda placidamente addormentato“.

Queste due definizioni aprono Pandamonio, un curioso libro in formato rettangolare e con apertura orizzontale, edito da Gallucci. Il sole illumina la narrazione strutturata in divertenti versi in rima.

Eccoti allo zoo in una bella giornata,
Il luogo è ideale per una passeggiata.
Entra. Guardati attorno. C’è molto da scoprire.
Hai tutto il tempo e ti puoi divertire.
Son tanti gli animali che qui incontrerai…
…ma non svegliare il panda, se no sono guai”.

Il libro è organizzato in doppie pagine narrative in cui parole e immagini giocano tra loro, abbracciandosi e tenendosi per mano. Un colore pastello sempre diverso riempie lo sfondo di ogni doppia pagina e su di esso risaltano le illustrazioni di Chris Nixon, acquarelli felici e delicati che raffigurano splendidamente gli inquilini dello zoo. Del pandamonio che precede il possibile risveglio del panda partecipano proprio tutte le bestiole, da quelle più conosciute come gli ippopotami, gli orsi, le giraffe, gli scimpanzè, i serpenti e i canguri, a quelle meno note come le termiti, gli emù, gli yak e i tapiri. Dunque, questo libro rappresenta una spassosa occasione per conoscere nuovi animali e ritrovare gli amici già incontrati in altri libri, in film o visti nella realtà. Insieme alla mamma o al papà il bambino potrà divertirsi nell’esercizio di individuazione e di attenzione selettiva, cercando tra le immagini gli animali appena nominati nella rima e scoprendo il loro verso corrispettivo. Se in compagnia di amichetti o fratelli, il piccolo lettore potrà giocare a chi trova prima gli animali appena descritti, in entrambi i casi la lettura si trasforma in gioco e il gioco in lettura, senza più distinguerne i confini. In ogni doppia pagina viene ripetuto l’importante monito di non svegliare il protagonista, il panda che nonostante gli schiamazzi degli scimpanzé, le risa delle iene, il mugghiare degli yak, il gracidare delle rane, gli applausi dei pinguini e il tip- tap dei canguri, continua tranquillo a dormire.
Per scoprire se il baccano generato dagli animali dello zoo sveglierà l’amico panda bisognerà sfogliare tutte le pagine, fino a giungere proprio all’ultima. Cosa succederà? Qui non possiamo svelarlo ma intanto cliccate su questo link (https://www.youtube.com/watch?v=ZRlhyxUi2fc.) e date un’occhiata al video trailer creato dagli autori del libro!
Età di lettura: da 4 anni.
Traduzione di Paola Mazzarelli.

Autore: Chris Owen ha fatto lo strillone, il magazziniere, il giornalista radiofonico e il raccoglitore di mele. Ora è maestro elementare e vive a North Perth con la moglie, due piccole pesti, un paio di paguri, tre pesci rossi e una gran numero di girini.

Illustratore: Chris Nixon è illustratore e direttore creativo. Vive a Perth, in Australia. Nel corso del suo apprendistato artistico non ha mai maltrattato nessun animale, tranne nel periodo in cui faceva il pescivendolo.

Source: Libro consegnato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Marina Fanasca dell’ufficio stampa Gallucci.

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:: Scuola di Cavalieri di Vivian French, illustrazioni di David Melling (Gallucci, 2018) a cura di Maria Anna Cingolo

21 marzo 2018
Scuola di cavalieri

Foto Credit Maria Anna Cingolo

Caro diario,
La primissima cosa che vorrei fare è cambiare nome.
Questo perché la mia seconda e più importante ambizione è diventare un Nobilissimo Cavaliere e non si è mai sentito di un Nobilissimo Cavaliere che si chiama Tom.

In effetti, rispetto alla nomenclatura tradizionale dei grandi eroi della Chanson de geste, Tom J. Profitterol, il nome del giovane protagonista delle due nuove divertenti avventure edite da Gallucci, non è un granché come presentazione, soprattutto se la personcina in questione desidera ardentemente diventare un cavaliere. Mentre si impegna a cercare un nome più idoneo alla sua futura professione, Tom soggiorna temporaneamente dagli zii alla Rocca delle Falene, in attesa che i suoi genitori ritornino a prenderlo. La zia Edvige è una donna severa e austera, piuttosto dispotica e puntigliosa, invece lo zio Archibald nasconde un passato da cavaliere e, anche se non gli è permesso rivangare i tempi andati, aiuta sottobanco il piccolo Tom a iniziare questa nuova “carriera”. A Rocca delle Falene c’è anche un’altra inquilina, la cugina Prunella, una ragazzina intelligente ed esuberante che prende lezioni di cornamusa. Inizialmente, Tom e Prunella non vanno molto d’accordo ma ad unirli sarà proprio un’impresa da cavalieri: salvare dal pozzo un simpatico cucciolo di drago che zia Edvige ospita alla Rocca per guadagnare qualche soldo in più. Per diventare cavaliere bisogna seguire delle regole ben precise e una pergamena magica saprà dare le giuste indicazioni ai due bambini sia nel primo (Scuola di cavalieri – La pergamena magica) sia nel secondo e ancora più divertente episodio (Scuola di Cavalieri – Il candido destriero), entrambi ambientati in un ducato immaginario, luogo in cui tutto può succedere.
Nuovi acquisti della collana Baby UAO – Universale d’Avventure e d’Osservazioni, questi due titoli rappresentano prime letture perfette per bambini che iniziano ad affacciarsi al mondo delle parole stampate. Le proposizioni brevi e poco articolate e un lessico accessibile, ma non banale, consentono una lettura autonoma ma stimolante. Anche il formato risulta agevole, appena inferiore alle misure standard, leggero e più adatto a piccole mani. Inoltre, nonostante siano in bianco e nero, le illustrazioni di David Melling donano più colore alla trama, raffigurando i protagonisti delle due avventure e i loro simpatici amici animali, a volte attraverso piccoli disegni decorativi, altre occupando gran parte del foglio, in entrambi i casi polarizzando l’attenzione del bambino. La copertina dei libri e molte pagine interne sembrano macchiate di inchiostro, caratteristica che rimanda sia alla scrittura giornaliera del diario a cui Tom affida i suoi pensieri, sia all’amico più stretto del bambino, Scarabecco, un uccello particolare che schizza inchiostro e il cui nome , infatti, gioca con le parole “scarabocchio” e “becco”. In conclusione, design e grafica di questi volumi sono curati nel particolare, solleticando la curiosità e gli occhi dei bambini.
Chiuso il libro, il giovanissimo lettore rifletterà su come scovare nella quotidianità una prova di coraggio che attesti il proprio valore e trasformare così anche una giornata qualunque in un’ occasione per diventare un ardito cavaliere. Divertimento e immaginazione sono più che assicurati!
Traduzione di Elena Battista.

Autrice: Nella sua lunga carriera Vivian French ha scritto più di 250 libri per bambini, tradotti in tutto il mondo. Dal 2016 è membro dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico per i suoi meriti in ambito artistico ed educativo ed è inoltre nella top 10 degli autori più letti nelle biblioteche del Regno Unito.

Illustratore: David Melling ha cominciato la carriera come dise­gnatore per film di animazione. Finora ha illustrato più di 60 libri, alcuni di ambientazione cavalleresca.

Source: Copie consegnate al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

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:: Onte il Camaleonte di Viviana Filippini (Edizioni Arpeggio Libero 2017)

23 dicembre 2017
camaleonte

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Delicata storia per ragazzi Onte il Camaleonte è l’ultimo libro della nostra Viviana Filippini, che oltre che giornalista è anche autrice di libri sia per adulti che ragazzi. Onte il Camaleonte, edito da Edizioni Arpeggio Libero è una favola con protagonisti piccoli animali che come nella tradizione più antica da Esopo in poi donano ai ragazzi, e a tutti noi, preziosi insegnamenti morali e etici. Tema centrale di questa favola è la diversità, come viene normalmente accolta per i ignoranza o vera cattiveria, e come invece non bisogna averne paura e anzi spesso nasconda capacità e doni sottovalutati. Insegnare ai ragazzi cos’è il bullismo, quanto dolore provochi e quanto sia stupido infierire contro chi molto spesso è solo troppo buono per potersi difendere è una cosa importante e Viviana Filippini veicola questo messaggio nella sua narrazione con grande sensibilità. A Camalandia vivono due fratellini camaleonti Bina e Onte. Onte però non è un camaleonte come tutti gli altri, due escrescenze arancioni sulla schiena, la corporatura piccola, tozza, minuta lo rendono diverso da tutti gli altri e agli occhi degli etranei brutto e sgraziato. I compaesani spettegolano e malignano provocando grande sofferenza al piccolo camaleonte, che però non è certo uno che si arrende e quando conosce Gelsomina la vedova nera inizierà a far luce sul vero significato delle sue gobbette colorate. Non vi anticipo sicuramente il colpo di scena, ma sicuramente sorprenderà i piccoli lettori. Onte il Camaleonte è una storia buffa, tenera curiosa, scritta con uno stile semplice e immediato, con piccoli tocchi di poesia. Le deliziose illustrazioni sono state eseguite da Daisy Romero, una giovane studentessa del Liceo Artistico C. Piazza di Lodi. Consigliato.

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzo). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di “Racconti bresciani”(Vol I e II) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto “Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città”, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi “Furio e la Beata Paola Gambara Costa”, illustrata da Barbara Mancini, progetto realizzato da Radio Basilica di Verolanuova e Parrocchia di Verolanuova, ebm edizioni, Manerbio 2015. “A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude”, Temperino Rosso, Brescia 2016.

Source: pdf inviato dall’autrice.

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:: Fantasy Cats di Paolo Barbieri (Lo Scarabeo 2017) a cura di Elena Romanello

19 dicembre 2017
fantasy cats

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I cultori e lettori del fantastico italiani e non solo conoscono lo stile e le immagini di Paolo Barbieri, illustratore di varie copertine di autori e autrici come Herbie Brennan, Licia Troisi, Sergej Luk’janenko, Ursula K. Le Guin, Robert E. Howard, Cornelia Funke, Robert Louis Stevenson, Umberto Eco, George R. R. Martin, Terry Brooks, nonché autore di libri illustrati con le sue creazioni, presenti anche in pubblicazioni come tarocchi, manuali di giochi di ruolo, videogiochi.
Per la casa editrice torinese Lo Scarabeo Paolo Barbieri propone Fantasy cats, tributo in chiave fantastica ad uno degli animali più amati ed emblematici, il gatto, icona di fiabe, leggende e miti dai tempi degli egizi. In parallelo Paolo Barbieri si è occupato di draghi, animali fantastici per antonomasia: i gatti esistono veramente, ma sono talmente circondati di storie e di immaginario da essere creature fantastiche, forse più dei draghi.
Con didascalie in italiano e in inglese Fantasy cats presenta immagini di gatti alati e gatti steampunk, gatti con streghe e gatti con fate, gatti in mondi esotici e gatti che si richiamano alla dea egizia Bastet, gatti in foreste e in regni fantastici, gatti da fiaba e gatti in luoghi quasi reali, gatti con draghi e gatti nello spazio. Tutte le sfumature dei gatti in altri universi, dove si muovono a loro agio, quasi uscendo dalle tavole di Paolo Barbieri, di cui sono presentati anche in diversi casi gli schizzi preparatori.
Un libro per gli amanti del fantastico e per gli amanti dei gatti, sui quali è bene raccontare come continuano a ispirare gli artisti con la loro presenza e la loro bellezza, soprattutto negli ambiti dell’immaginario. Il rapporto di gatti con i creativi del resto è antico e continua a perpetuarsi.
Fantasy cats è anche l’occasione per scoprire o riscoprire l’attività de Lo Scarabeo, casa editrice specializzata in tarocchi e libri illustrati, che al momento sta anche collaborando alla mostra sui tarocchi appunto del MEF, Museo Ettore Fico, di Torino.

Paolo Barbieri, mantovano, classe ’71, è l’artista di punta per le copertine di case editrici del calibro di Mondadori. Ha frequentato l’Istituto d’arte di Mantova e l’Accademia di Milano, ed è amato per la raffinata espressività e l’ormai acclamato talento; nel 2011 è stato il primo illustratore italiano a essere Artist Guest of Honor al Lucca Comics & Games, con una mostra antologica che l’ha visto protagonista nelle splendide sale del Palazzo Ducale della città. Partecipa regolarmente a molti eventi sui fumetti e sui libri in varie città italiane. Tra i suoi libri di illustrazioni ricordiamo Le creature del Mondo emerso (Mondadori 2008) sui personaggi dei libri di Licia Troisi, Le guerre del Mondo emerso: Guerrieri e creature (Mondadori, 2010), Favole degli dei (Mondadori, 2011), sulla mitologia, L’inferno di Dante (Mondadori 2012), Fiabe immortali (Mondadori, 2013), sulle fiabe classiche, Sogni (Lo Scarabeo, 2016), Zodiac (Lo Scarabeo, 2016), Draghi e altri animali (Mondadori, 2017) su un altro animale icona, immaginario stavolta.

Provenienza: acquisto personale del recensore.

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:: The Beatles di Mick Manning e Brita Granström (Gallucci 2017) a cura di Viviana Filippini

16 novembre 2017

Beatles

John, Paul, George e Ringo sono quattro ragazzi di Liverpool che hanno rivoluzionato e cambiato per sempre la musica, e non solo a dire il vero. I quattro giovani sono i protagonisti del libro per bambini “The Beatles” di Mick Manning e Brita Granström, edito da Gallucci. Le 48 pagine tradotte da Franco Nasi, si addentrano nel mondo dei fabfour con l’intento di narrare ai piccoli lettori come quattro amici riuscirono a fare della loro passione per la musica un vero e proprio lavoro. I due autori (marito e moglie) raccontano l’infanzia dei protagonisti concentrandosi in modo particolare sulla vita non facile di John, del suo essere allo stesso tempo, molto sensibile e irrequieto, e non a caso già nel passeggino il piccolo Lennon amava scuotersi e urlare.

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Accanto a lui, Paul McCartney, da tutti soprannominato “il secchione”, per la sua necessità di fare le cose sempre al meglio. Sul loro cammino arriverà poi il timido George Harrison e, ultimo entrato nella band, Ringo Star. Quattro tessere che andranno a comporre il perfetto puzzle di una delle più importanti band del panorama musicale della seconda metà del 1900: The Beatles. Pagina dopo pagina, gli autori e illustratori raccontano le prime esperienze della band, nel locale noto a tutti con il nome di Cavern Club, la successiva esplosione della Beatlemania con la quale orde di ragazze, e ragazzi, impazzivano nel sentire la musica del gruppo.

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Non solo, poiché chi leggerà “The Beatles” (bambini e anche adulti direi) conoscerà gli album, i film e i diversi tour che per tempo videro impegnati in lungo e in largo per il mondo i ragazzi di Liverpool, per i quali si deve ricordare anche il profondo impegno per la pace, che ognuno di loro mise in atto. “The Beatles” di Mick Manning e Brita Granström, è un viaggio nel passato, dentro ad un mondo di colori, suoni e sentimenti che permisero a John, Paul, George e Ringo di cambiare per sempre le loro vite e il panorama musicale a livello mondiale. Oggi come ieri, noi ascoltiamo ancora la musica dei Beatles, perché quei quattro amici, senza tutte le tecnologie di oggi, riuscirono davvero a fare – e a cantate- una grande Revolution! Traduzione di Franco Nasi.

Mick Manning vive e lavora in Inghilterra insieme alla moglie, Brita Granström. Mick e Brita hanno firmato in coppia più di una dozzina di libri, dividendosi testi e disegni. Con il loro stile unico e originale hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Smarties Silver e il TES Award nel 1997 per il miglior libro di informazione per ragazzi. Insieme hanno scritto e illustrato storie su personaggi notevoli, come nel loro The Beatles, dedicato ai Fab Four e pubblicato in queste stesse edizioni.

Brita Granström vive in Inghilterra insieme al marito, Mick Manning, e ai loro figli. Mick e Brita hanno firmato in coppia più di una dozzina di libri, dividendosi testi e disegni. Con il loro stile unico e originale hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Smarties Silver e il TES Award nel 1997 per il miglior libro di informazione per ragazzi. Insieme hanno scritto e illustrato storie su personaggi notevoli, come nel loro The Beatles, dedicato ai Fab Four e pubblicato in queste stesse edizioni.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Marina dell’ Ufficio Stampa “Gallucci”.

:: Guest post: Disegni e parole a misura di bambino – I libri di Hervé Tullet di Emanuela Brumana

20 settembre 2017

Giocare con i colori e le forme attraverso le pagine di un libro. Questa è l’arte di Hervé Tullet, autore e illustratore francese. Classe 1958, Tullet ha studiato arti plastiche e decorative e vanta un passato lavorativo nel campo pubblicitario. Il suo primo per l’infanzia è stato pubblicato nel 1994 e da allora non si è più fermato, viaggiando per il mondo per promuovere i suoi lavori e tenendo spesso laboratori tematici con i bambini.
Nei suoi libri, il lettore, sia esso un bambino o un adulto che non può fare a meno di divertirsi coi libri, viene trasportato in una dimensione di gioco, dove ogni pagina svela un mondo nuovo e diverso.

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Ci sono libri che, grazie a un buco nella pagina, spiegano i conetti opposti. “Giorno e notte” e “Non ti confondere”, per esempio, insegnano al bambino i contrari, in maniera semplice e divertente. Il buco è al centro della pagina e le illustrazioni di Tullet, dirette e colorate, accompagnano le poche righe di testo, per aiutare i più piccoli a capire la differenza fra divertito e irritato o fra estate e inverno. Prima di girare la pagina si può giocare a indovinare quale sarà l’immagine che Tullet avrà scelto come opposto, e che cosa diventerà la porzione di disegno che si intravede nel buco. Per esempio, il pallone rosso con cui un bagnante gioca nel mare estivo si trasforma nel pon pon di un cappello di lana in pieno inverno. E ancora, per non confondere nuvole e fumo, Tullet trasforma l’interno candido di una nuvola nel fumo di una ciminiera. Questo gioco stimola i bambini, insegna loro a rapportarsi alle immagini, perché impareranno a ricercare gli elementi che collegano le varie illustrazioni: ad esempio, per differenziare l’uomo dalla scimmia, Tullet ci mostra un turista con al collo la sua macchina fotografica e, nella pagina successiva, una scimmia birichina che gliela ha rubata. Questi piccoli elementi di raccordo fra le illustrazioni aiutano i bambini a interagire con le immagini, a saperle leggere e osservare. Perché anche nei giochi più semplici si nasconde un progetto istruttivo ed educativo.

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Lo stesso avviene nella serie di libri sui colori, come “Un libro” e “Colori”. Qui il libro è una sorta di gioco: a ogni pagina, Tullet chiede al bambino di interagire con una macchia di colore. A volte deve semplicemente premerla, altre volte battere le mani, altre ancora intingere il dito in un’altra macchia di colore e mischiarle, per vedere che cosa succede. Con questo semplice, ma geniale meccanismo Tullet spiega ai bambini la teoria del colore: i colori primari e secondari, ma anche le diverse tonalità più scure o più chiare. Insomma, un vero e proprio libro gioco che, senza sporcare pennelli (e mani e vestiti) insegna ai bambini a divertirsi con i colori. I toni scanzonati danno l’impressione che si tratti di un gioco, non di un testo didattico e questo facilita l’approccio dei più piccoli con l’oggetto libro, troppo spesso visto come un’imposizione noiosa. Non a caso, Tullet è conosciuto come “il re dei libri prescolari”.

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Se siete dei lettori grandi, ma anche dei grandi lettori, insomma, se siete degli adulti che amano il mondo dei bambini e, per lavoro o per diletto, tenete dei laboratori, non potete non leggere “La fabbrica dei colori”, edito da Pahidon. Si tratta di una guida ai laboratori che lo stesso Tullet ha portato in giro per il mondo: c’è l’elenco dei materiali necessari, ci sono delle foto che documentano lo svolgimento dei laboratori e tutti i passaggi perché l’attività riesca bene. La grafica dinamica, fantasiosa e ricca di immagini basterà da sola a ispirarvi!

TulletCome vedete, l’universo di Tullet tocca grandi e piccini, non lascia insensibile nessun lettore che apre un suo libro, ma anzi, con poche, semplici mosse, riesce a stimolare la creatività di ognuno di noi. Una figura geniale, che mantiene un tono giocherellone e uno sguardo curioso, che riescono a tradurre la realtà nel linguaggio dei bambini: quello dello stupore.

Guest blogger:

Sono Emanuela Brumana.
Sono una redattrice e copywriter.
E sono anche molto di più…

Da piccola passavo le giornate inventando storie e leggendo quelle create da altri.
Oggi, dopo una maturità artistica, due lauree in Filosofia con indirizzo Estetica e diversi anni di esperienza lavorativa nel mondo che ho sempre amato, quello editoriale, lavoro come freelance.

Per scoprire che cosa faccio e le ultime novità, seguitemi sul sito: emanuelabrumana.wordpress.com

:: Liberi junior – Io dico no! Storie di eroica disobbedienza – Daniele Aristarco (Einaudi ragazzi 2017) a cura di Viviana Filippini

11 settembre 2017

io dico noQuante volte siamo stati rimproverati da grandi e da bambini per aver detto no? A me è successo una marea di volte, però “Io dico no! Storie di eroica disobbedienza” di Daniele Aristarco, è la dimostrazione che nel corso della millenaria storia del mondo certi “No” sono stati fondamentali. Nel libro edito da Einaudi ragazzi, Aristarco presenta le vicende umane di persone che, durante il loro vivere, hanno detto con forza no. Scelte che hanno scatenato cambiamenti di portata mondiale o che hanno dato il via a piccole trasformazioni civili, diventate certezze col passare del tempo. 35 sono i personaggi scelti da Aristarco, 35 vicende che, nonostante l’esito in alcuni casi non sia stato purtroppo positivo, sono la dimostrazione di come sia possibile agire per cambiare il mondo. Ogni storia può essere letta in relazione alla altre o come episodio a se stante e questo permetterà al piccolo lettore di conoscere anche un po’ delle esistenze di coloro che dissero “no”. Ecco profilarsi tra le pagine Prometeo con il suo no all’obbedienza, o Orfeo con il no alla morte e all’ignoranza. Si arriva poi a Socrate con il suo no all’ingiustizia o all’incoerenza, a Spartaco con il no alla schiavitù e alla matematica Ipazia con il suo no al fanatismo. Il libro di Aristarco fa davvero attraversare i secoli al lettore, dimostrando quanti sono coloro i quali, in nome di una giusta causa, sacrificarono la loro vita per il bene di tutti. Qualche altro no lo possiamo di certo ricordare in tempi a noi più vicini con Abramo Lincoln e il suo no alla schiavitù, Emile Zola con il famoso “J’accuse” e il no all’antisemitismo. Il no delle Suffragette alla discriminazione di genere, quello di Simon Wiesenthal all’impunità dei criminali nazisti. Anche il musicista Arturo Toscanini disse no, e lo affermò con forza in nome di un arte libera, che non si ponesse al servizio del potere. Come non citare Martin Luther King e il suo no al razzismo o Rosa Parks e il no alla disuguaglianza, con loro Nelson Mandela e il no all’apartheid. Tanti no, diversi tra loro, che hanno toccato le varie sfere del vissuto e allora ecco Charles Darwin col suo no all’antropocentrismo, il Dalai Lama con il no alla violenza, l’italiana Franca Viola con il no al matrimonio riparatore, o Anna Politovskaja con il no alla propaganda. Poi si arriva ai recenti casi di Malala Yousafzai e il suo no all’ignoranza o il no, ancora in atto, della poetessa iraniana Mahvash Sabet. I contenuti nel libro di Aristarco “Io dico no!” sono riferiti a coloro che hanno lottato in nome della libertà, perché a volte dire “no” non è essere capricciosi, ma opporsi alle ingiustizie. Illustrazioni di Nicolò Pellizzon. Età 10+.

Daniele Aristarco è nato a Napoli nel 1977. All’età di otto anni si è trasferito a Roma con la sua famiglia dove ancora oggi vive. Sin da piccolo ha sempre amato raccontare storie e ascoltarne, disegnarne, metterne in scena, musicarne. E così, da quando ha appreso a leggere e scrivere, si è occupato principalmente di questo: conoscere, inventare e raccontare storie. Ha svolto molti mestieri (magazziniere e libraio, attore e organizzatore culturale, speaker radiofonico e regista teatrale, ha persino insegnato Lettere alle scuole Medie). Ha scritto testi teatrali, programmi radiofonici, trasmissioni televisive. Ora scrive romanzi, racconti e saggi divulgativi di storia e cinema sia per gli adulti che per i giovani e i giovanissimi lettori. Con questi ultimi, prova a condividere i suoi giochi preferiti: le storie e la Storia. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Ha pubblicato con le edizioni EL “Lucy, la prima donna”; “Cose dell’altro secolo” e “Shakespeare in shorts”, che a settembre 2016 è stato votato dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» come libro del mese. Prossime uscite: “La nascita dell’uomo”.

Nicolò Pellizzon è nato a Verona nel 1985, è fumettista e illustratore. Il suo primo libro a fumetti ha vinto il premio al Treviso Comic Book Festival come miglior fumetto dell’anno. A partire dal 2014 ha iniziato a pubblicare i suoi libri con i migliori editori italiani di fumetti e a collaborare come illustratore con molti editori.

Source: inviato dall’editore al recensore, grazie ad Anna De Giovanni dell’ufficio stampa.

:: Gabo – Gabriel García Márquez *memorie di una vita magica*, AAVV, (Tunuè, 2014) a cura di Maria Chiara Paone

25 luglio 2015
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Come nasce una storia?

È una domanda che prima o poi tutti ci poniamo, da aspiranti scrittori in cerca di ispirazione o semplicemente da lettori accaniti. E se vi rivelassi che uno dei più grandi classici della letteratura mondiale ha avuto il suo incipit durante un viaggio in macchina?

Io stessa ne sono rimasta stupita ma mai quanto l’autore in questione. Sto parlando di Gabriel García Márquez e il suo romanzo è, ovviamente, Cent’anni di solitudine: tutto questo viene raccontato in Gabo, la biografia a fumetti sceneggiata da Óscar Pantoja e disegnata dalle capaci mani di Miguel Bustos, Felipe Camargo, Tatiana Córdoba e Julián Naranjo.

L’opera, edita in Italia da Tunué, ha vinto il premio per il Miglior libro a fumetti in America Latina alla Fiera Internazionale del Libro di Buenos Aires 2014 raccontando la vita dello scrittore che porterà alla ribalta la letteratura latino-americana.

Così finiamo catapultati ad Aracataca, nella casa dove Gabo verrà dato alla luce e affidato ai nonni materni quando i genitori decideranno di trasferirsi a Barranquilla in cerca di fortuna dopo il massacro della Compagnia Bananiera.

Lì passerà la sua infanzia, in bilico tra l’universo della nonna Tranquilina Iguaràn – il cui cognome verrà utilizzato, non a caso, per il personaggio di Ursula – magico e divinatorio, e quello “per soli uomini” del nonno, colonnello e fine orefice, soprattutto quando si tratta di pesciolini d’oro (e qui una lampadina dovrebbe accendersi): due mondi diversi ma complementari, riuniti in quella casa che rimarrà nel cuore del piccolo Gabito fino all’età adulta, portando dentro di sé tutti i suoi fantasmi.

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Una vita non sempre facile, segnata dalle guerre e dagli stenti, data l’impossibilità di trovare un posto fisso con cui mantenersi, ma non per questo priva di emozioni: gli innumerevoli viaggi come corrispondente, l’amore per Mercedes, sua compagna inseparabile, l’incontro con Zavattini e il Neorealismo, il passaggio nelle terre descritte da Faulkner, che considerava il suo maestro…

In una linea temporale percorsa avanti e indietro senza fine (ma che si può consultare nel giusto ordine alla fine del libro) osserviamo la storia di un Paese e di un uomo che, tramite il realismo magico, ha tentato di dargli una voce, con un successo incredibile che gli era stato confermato, ancor prima del Nobel, da una singola copia del suo libro comprata e custodita da una borsa del mercato.

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Il libro è corredato di una fitta bibliografia di riferimento (anche informatica) e di un’appendice scritta dallo stesso sceneggiatore Oscar Pantoja; i disegni, nonostante le diverse mani, conferiscono continuità alle varie parti, legate dal leitmotiv di fiori e farfalle gialle, un fil jaune insolito e di finissimo gusto, con l’intento di richiamare inconsciamente un altro dei personaggi dell’opera di Márquez (lascio a voi l’onore di indovinare).

Gabo risulta non solo un omaggio al Márquez scrittore ma un documentario sul suo percorso personale e privato, senza però risultare voyeuristico, dando la possibilità anche ai suoi ammiratori più devoti – come la sottoscritta – di conoscerlo in tutte le sue sfaccettature.

Óscar Pantoja, nato nel 1971, è uno scrittore vincitore del Premio Alejo Carpentier per il romanzo El Hijo. Vincitore della borsa di studio nazionale di cinematografia in corto e medio metraggio 1998-2001 del ministero della cultura colombiana, ha fatto film d’amore e di terrore. Ha collaborato in diversi progetti di scrittura e audio visuali e attualmente lavora come scrittore di testi, articoli, copioni, romanzi e progetti editoriali. Scrive per la rivista Suite101.net. Dal 2009 è coordinatore e tutore del laboratorio virtuale di scrittori di romanzi brevi, progetto della Fundación Gilberto Alzate Avendano. Ha tre romanzi nel cassetto e vari progetti in mente.

Miguel Bustos, nato nel 1973, è disegnatore grafico dell’Università nazionale della Colombia. La sua produzione grafica su fumetti e illustrazioni, per cui ha ricevuto numerosi premi a livello nazionale. Nel suo lavoro prevalgono l’espressività tecnica, l’attenzione nell’uso della matita e le storie oscure e intimiste.

Felipe Camargo, nato nel 1988, è laureato in arti visive con menzione d’onore presso l’Università javeriana. Ossessionato dalla mancanza di comunicazione all’interno delle città, ha realizzato la sua prima esibizione individuale basandosi proprio su questo tema. In quell’occasione è stato presentato anche il suo primo graphic novel El señor solitario y la anciana incomunicada. ha partecipato a varie esposizioni collettive. I suoi principali argomenti di interesse e di lavoro sono la pittura, l’illustrazione, il fumetto ed il disegno editoriale. Ha pubblicato i suoi fumetti in La gacetilla de robot e sulla rivista Larva. Ha partecipato come ospite al festival Entreviñetas 2012. Ha collaborato al libro dedicato a Rafael Pompo, pubblicato dalla casa editrice Robot.

Tatiana Córdoba, giovane e talentuosa artista visiva colombiana, laureata presso l’Università javeriana, insegna arti plastiche presso la stessa università. Lavora come illustratrice per varie realtà fra cui Maloka, Bacánika, Revista, Colsanitas, Dinero, El malpensante, Orsai. Le sue opere sono state esposte in Colombia, Stati Uniti e Messico. Al momento, la sua carriera di fumettista si accompagna con una serie di dipinti a olio chiamata “estampa series”. Quando non lavora riempie di appunti il suo taccuino e continua a disegnare, parla con i suoi amici, legge e, occasionalmente, si dedica al giardinaggio.

Julián Naranjo, nato nel 1982, è tecnico in disegno grafico della Corporacíon unificada de educación superior (CUN). Nel 2010 è stato vincitore della seconda Biennale di disegno caricaturale citta di Bogotà, organizzata dalla Universidad nacional e dalla Escuela nacional de caricatura. Lì ha ricreato immagini del bicentenario della repubblica. Ha realizzato altri studi di caricatura con Martín Ballona e al momento sta completando un corso specialistico in illustrazione presso la Scuola nazionale di caricatura. È professore presso la stessa scuola e ha pubblicato i suoi lavori nel settimanale Voz e nel portale La caricatura se burla del poder dell’Universidad nacional della Colombia.

Source: acquisto personale.

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