Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

:: PROCLAMAZIONE DEI FINALISTI DELLA XXI EDIZIONE – PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2022

22 giugno 2022

Roger ABRAVANELAristocrazia 2.0. Una nuova élite per salvare l’Italia (Solferino)

Marco ARMIEROL’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale (Einaudi)

Claudia BIANCHIHate speech. Il lato oscuro del linguaggio (Laterza)

Fabio DEOTTOL’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia (Bompiani)

Angelo MASTRANDREAL’ultimo miglio. Viaggio nel mondo della logistica e dell’e-commerce in Italia tra Amazon, rider, portacontainer, magazzinieri e criminalità organizzata (Manni)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Paolo BARATTA

Il Giardino e l’Arsenale. Una storia della Biennale (Marsilio)

La Giuria, presieduta dallo scrittore Pier Francesco Gasparetto, è composta da: Claudio Bermond (docente universitario), Paola Borgna (docente universitaria), Ida Bozzi (giornalista) Paolo Bricco (giornalista e saggista), Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica), Sergio Pent (scrittore), Alberto Sinigaglia (giornalista) e Tiziano Toracca (docente universitario) ha inoltre assegnato un Premio Speciale a: Paolo Baratta per Il Giardino e l’Arsenale. Una storia della Biennale (Marsilio).

:: Talmud Babilonese – Trattato Meghillà (Rotolo di Ester) a cura di rav Michael Ascoli

26 Maggio 2022

A cura di: rav Michael Ascoli
Numero: 10
Pagine: 448
Legatura: Copertina rigida in tela con sovraccoperta
Anno di edizione: 2022

Il trattato di Meghillà si occupa principalmente delle regole della lettura pubblica e della scrittura del Libro biblico di Ester, la più conosciuta fra le meghillòt o rotoli del Tanàkh, noto come la Meghillà per antonomasia. Se esistono regole di lettura, significa che c’è uno scritto da cui leggere. Può sembrare ovvio, ma non lo era affatto per la Meghillà. Troviamo infatti un brano molto interessante nel quale “Ester mandò a dire ai Saggi: Scrivete la mia storia per tutte le generazioni, e che il libro sia incluso negli Agiografi”. L’accettazione da parte dei Maestri, prosegue il brano, non avvenne senza ostacoli, tanto che la disputa riguardo l’inclusione della Meghillà di Ester nel canone biblico proseguì fino all’epoca dei Maestri della Mishnà. Nel nostro brano troviamo infatti diverse opinioni fino all’estendere la discussione anche ad altre Meghillòt.
Una volta stabilito che la Meghillà fa parte del canone biblico, occorreva rimarcare che il suo status, come quello di tutti gli altri testi del Tanàkh che non fanno appunto parte della Torà, è tuttavia differente da quello dei libri della Torà. È forse in quest’ottica che possono essere letti gli insegnamenti relativi alla cucitura dei diversi fogli di pergamena che compongono il rotolo, rispettivamente, della Torà e della Meghillà e perfino alcune regole come quella sulla liceità di leggere la Meghillà da seduti o altre norme riportate nel cap. 3.
Argomento affine a quello dell’inclusione della Meghillà nel canone biblico, e quindi all’obbligo della sua lettura, è il problema della traduzione dei testi biblici, sia per quanto riguarda la traduzione in aramaico che veniva fatta oralmente a beneficio dei partecipanti in occasione delle letture pubbliche, sia relativamente alla liceità della traduzione dei testi biblici in altre lingue. Relativamente alla prima questione, troviamo nel nostro trattato un elenco di passi che in pubblico non vanno tradotti, e alcuni neanche letti; sul secondo tema, invece, c’è una interessante tradizione relativa all’origine della traduzione della Torà, cosiddetta “dei Settanta”: i dotti incaricati dell’opera, “nel cuore di ciascuno dei quali il Signore, benedetto Egli sia, mise il Suo consiglio”, cambiarono volutamente la traduzione di alcuni passi rispetto al testo originale per motivi di opportunità. Dunque, il problema di tradurre è tema antico, così come lo è lo status particolare riconosciuto da alcuni Maestri al greco, ovvero alla lingua della cultura mondiale.
Il trattato è uno dei più brevi e relativamente facili del Talmud e comprende numerose parti di Midràsh che interpretano il Libro di Ester dall’inizio alla fine. Una simile raccolta sistematica e ordinata di midrashìm è un unicum all’interno del Talmud Babilonese.

:: Piemontesi ai confini del mondo di Davide Mana

16 Maggio 2022

I piemontesi hanno fama di possedere una tenacia stolida, un carattere affidabile e ben poco portato al rischio. Tuttavia, la storia è popolata di piemontesi avventurosi − per quanto possa sembrare una contraddizione in termini l’accostare l’avventura alla “piemontesità”.

Viaggiavano, i piemontesi, ben da prima di essere etichettati come bugianen. Originari di uno Stato piccolo e per lungo tempo marginale, furono soldati, avventurieri, artisti. Persone che viaggiavano per la necessità di doversi guadagnare da vivere − accoppiata, certo, allo spirito d’avventura, alla curiosità. Ma sempre di necessità si trattava, intellettuale o materiale che fosse.

È solo nel tardo XVIII secolo, tuttavia, che i piemontesi diventano esploratori. Per metterli sulla strada serve l’Illuminismo, con la sua visione razionale di un universo ordinato e conoscibile, e la volontà di scoprire, descrivere e classificare il mondo. Quando li incontreremo, questi piemontesi avventurosi si presenteranno a noi indossando di volta in volta maschere diverse: diplomatici, seri accademici, militari ligi al dovere, commercianti in cerca di un onesto profitto. E tuttavia sotto a questa patina di rispettabilità, più o meno visibile, non potremo non scorgere quell’irrequietezza, quell’insoddisfazione. Questa è, dopotutto, la natura degli avventurieri. Ed è per questo che continuiamo a provare curiosità per le loro storie, forse con un pizzico di invidia.

Paradossalmente, rappresentano l’emblema stesso del concetto di bugianen, di soggetti incredibilmente caparbi, tenaci, risoluti, decisi a tutto. A costo di contrabbandare i luoghi natii con le vette dell’Himalaya e del Nanga Parbat, con i vicoli di Tientsin in piena rivolta dei Boxer, con la Valle del Nilo e i suoi trafficanti di antichità o con la Terra del fuoco e i suoi indiani Aónikenk.

Piemontesi ai confini del mondo racconta di loro, ricostruendo viaggi e percorsi con l’aiuto di mappe, timeline, fotografie e illustrazioni. Conosceremo così la passione per l’Egitto di Bernardino Drovetti, il grande spirito avventuriero del Duca degli Abruzzi, la missione religiosa in Africa di Guglielmo Massaja e la passione per l’alpinismo di Alberto De Agostini passando per l’eroe del Polo Nord Umberto Cagni, le circumnavigazioni del globo di Camillo Candiani e molti altri in un viaggio indimenticabile alla scoperta dei nostri avventurieri piemontesi

:: Respinti. Le «sporche frontiere» d’Europa, dai Balcani al Mediterraneo di Duccio Facchini e Luca Rondi (Altraeconomia 2022)

10 Maggio 2022

I migranti forzati nel mondo sono oltre 100 milioni: sono in fuga da povertà, guerre, violenze, in cerca d’una vita migliore. L’Europa “democratica”, Italia compresa, ha però chiuso occhi e frontiere, delegando ai Paesi terzi il “lavoro sporco”, rinnegando i diritti umani, disseminando le rotte di ostacoli. Che cos’ha in comune Madina, bambina afghana, con il giovane curdo Abdul o con Awira, donna siriana? Sono tutti “respinti”, persone che la ricca Europa ha relegato ai margini dei propri confini e della storia. Questo libro non si limita a spiegare il significato di parole cupe, come “respingimenti”, “riammissioni”, “confinamenti”, ma ricostruisce con pazienza – dati alla mano e storie nel cuore – i tasselli della “strategia” che i Paesi Ue, Italia in primis, hanno adottato, nel silenzio dei media, per difendere le “sporche frontiere” di mare e di terra. La negazione del diritto di asilo, la vergogna dei campi, la violenza costantemente praticata nei confronti di persone inermi, costrette a vivere sospese e in condizioni inumane, a rischiare la vita nelle traversate, tra le dune, le onde, i boschi, la corrente dei fiumi e il filo spinato. Una decisa denuncia delle ipocrisie dei governi e delle istituzioni europee (inclusa l’Agenzia Frontex), pronti ad accogliere gli ucraini, applicando un odioso “due pesi e due misure”. Una nota di speranza grazie all’impegno delle Ong e dei “solidali”, singoli od organizzati. Con la prefazione di Gianfranco Schiavone e preziosi testi di Caterina Bove, Anna Brambilla, Riccardo Gatti, Maurizio Veglio, Cristina Molfetta. In copertina: Lipa, Bosnia ed Erzegovina, 3 gennaio 2021 Foto di Michele Lapini/Valerio Muscella.

:: I cinquant’anni de “La donna della domenica” di Fruttero & Lucentini, a cura di Giulietta Iannone

7 Maggio 2022

La donna della domenica di Fruttero & Lucentini fu uno spartiacque, che se vogliamo coincise con un punto di non ritorno: il giallo si guadagnava (finalmente, oserei dire) un posto di rilievo nel mondo letterario italiano. L’aura di nobiltà letteraria guadagnata da questo libro da quel momento accompagnò anche opere di ingegno precedentemente ritenute solo bassa letteratura “popolare” (con snobbismo dispregiativo) di genere. Tutto ciò lo dobbiamo a Carlo Fruttero e Franco Lucentini, enfants terrible della letteratura italiana. Colti, eleganti, ironici, forse troppo intelligenti, divertenti, conoscitori delle dinamiche sociali e morali di un’Italia che forse si è persa, ma che loro fotografarono nel periodo di maggior fulgore post boom economico in cui albergavano già i germi della decadenza. Era il 1972, iniziavano gli Anni di piombo (la strage di Piazza Fontana era del 1969), il clima era teso, lugubre, la gente non scherzava più, anche la letteratura rifletteva questo malessere diffuso. E Fruttero & Lucentini cosa fecero? scrissero un’opera lieve, divertente, buffa, “leggera”, capace di far riflettere e nello stesso tempo rassicurare i lettori prendendo bonariamente in giro una alta borghesia sabauda, contornata da un mondo in fermento. Fruttero & Lucentini ebbero il pregio di scrivere un libro stilisticamente splendido, un tripudio di intelligenza, una piccola perla che poneva di colpo Torino, con i suoi vizi e le sue poche virtù, sotto i riflettori. La Torino degli anni ’70 torna grazie a questo libro a rivivere, e lo fa con grazia e discrezione. Gli autori, seppure una velata critica sociale la facciano, non vollero cavalcare l’onda del risentimento o inasprire di ingiustizie e diversità sociali esistenti all’epoca, vollero invece semplicemente creare un teatro umano in cui sentimenti, passioni, e anche odi assursero a protagonisti, usando il meccanismo del giallo e dell’indagine poliziesca, come pretesto, come mero stratagemma narrativo. Lungi da me voler fare un’analisi sociologica di questo capolavoro letterario, il mio commento è più un omaggio al talento e al genio deglli autori che non dando importanza a mode e pregiudizi hanno portato una ventata di freschezza e novità in un panorama asfittico e di maniera. Dopo di loro anche grandi scrittori poterono dedicarsi al giallo senza vergognarsene. Se Umberto Eco scrisse Il Nome della Rosa, un po’ lo deve anche a loro, e molti altri autori furono debitori dell’irriverenza e della preveggenza di questa coppia di autori così fuori dagli schemi. Ipocrisie, false morali, avidità, intrallazzi, meschinità, ce ne è per tutti. Anche se il tono resta leggero, i temi tratatti sono seri e più scaviamo in questo testo e più troviamo gemme e tesori. La Mondadori esce con una nuova edizione del libro, per i più giovani che hanno il privilegio di leggere questo testo per la prima volta. E’ divertente, grottesco, surreale, e paradossale per certi versi, certo nessuno si scandalizza più per l’arma del delitto (un fallo di pietra) che sicuramente negli anni ’70 creò un certo scompiglio, pur tuttavia l’umanità nel suo substrato più profondo resta la stessa, e la modernità di questo libro ci accompagna ancora oggi con garbo e ironia, parole forse fuori moda, che caratterizzano però la torinesità nel suo intimo più profondo. Che Anna Carla Dosio divenne grazie anche a Jacqueline Bisset che la interpretò nel film omonimo di Comencini il sogno proibito di mezz’Italia maschile, fa forse sorridere, oggi consumiamo tutto con così grande velocità che non si può non guaradre con tenerezza e con rimpianto a quegli anni, forse idealizzati per alcuni, ma sicuramente vivi e vitali.

:: XII Festival del Giallo di Pistoia 2022

8 aprile 2022

All’apertura di venerdì 8: Olimpia Abbate (Questore di Pistoia), Agnese Pini (Direttrice del quotidiano “La Nazione”), Gabriella Genisi, Antonella Mollica (giornalista del Corriere Fiorentino – Corriere della Sera) per “Le donne investigatrici nella realtà, nella letteratura e nelle fiction” in Sala Maggiore del Palazzo Comunale.

Sabato 9 aprile all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio: Romano De Marco, Gabriella Genisi, François Morlupi, Fausto Vitaliano, Franco Forte, Enrico Pandiani, Piergiorgio Pulixi, Patrizia Rinaldi, Massimo Carlotto che tornerà la sera al Teatro Mauro Bolognini per “Musica&Noir” con la musica del “Silvia Benesperi Quartet”

Domenica 10 aprile: Barbara Baraldi, Andrea Mitresi, Fabrizio Silei, Fabiano Massimi, Barbara Perna, Gigi Paoli, Fabrizio Roncone e inoltre i fumettisti Claudio Nizzi, Andrea Corbetta, Roberto Leoni, Riccardo Innocenti, tutti all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio.

:: Edizioni Dehoniane Bologna: verso il 60° anniversario

6 aprile 2022

L’uscita del nuovo libro dell’economista e saggista biblico Luigino Bruni Profezia è storia e una serie di proposte per il periodo pasquale sono i preparativi di EDB verso il 60° anniversario, con iniziative lanciate a partire dal prossimo Salone internazionale del libro, a Torino dal 19 al 23 maggio: il marchio del Centro Editoriale Dehoniano intende rilanciare il progetto editoriale e sventare l’annunciato fallimento dell’autunno scorso, che non ha interrotto l’attività grazie all’azione del curatore Riccardo Roveroni nominato dal Tribunale di Bologna per assicurare, con consulenze a livello nazionale, una nuova prospettiva alla storica sigla, ancora tra i leader del mercato librario religioso italiano.

In occasione del 60° è tra l’altro prevista una collana denominata “Gold” che ripropone nuove edizioni di successi EDB, dalla Bibbia di Gerusalemme in edizione illustrata al celebre commento di Gianfranco Ravasi del Cantico dei cantici, dall’interpretazione dei primi cinque libri della Bibbia di Jean-Louis Ska o della Lettera ai Romani di Romano Penna fino alla Storia della letteratura cristiana antica di Manlio Simonetti ed Emanuela Prinzivalli. Nel catalogo anche autori come Enzo Bianchi, Marc Augé, Zygmunt Bauman, Luigi Ciotti, Franco Ferrarotti, Primo Mazzolari, Nando Pagnoncelli, André Wénin. Tra le riviste edite, con oltre diecimila abbonati, si possono ricordare “Parola Spirito e Vita”, “Testimoni”, “Messa e preghiera quotidiana”. “Rivista biblica” e “Orientamenti pastorali”, tra le altre.

Le Edizioni Dehoniane Bologna sono nate come sviluppo dell’attività di un gruppo di padri dehoniani e di laici che si raccoglieva attorno alla rivista “Il Regno” e il primo libro fu pubblicato nell’autunno 1962 in concomitanza con l’apertura del Concilio Vaticano II, evento percepito fin dall’inizio come una «fucina» di idee, centro propulsore e fonte ispirante per un ripensamento profondo di tutti i settori della teologia, della Bibbia e della pratica ecclesiale. Nel corso dei decenni il catalogo EDB si è progressivamente arricchito di nuovi temi e ambiti di ricerca, dai problemi sociali a quelli etici, dalla catechesi alla strumentazione dei sussidi e ai testi di religione per la scuola, fino ad arrivare alle collane dedicate ai bambini e ragazzi e alleditoria elettronica. In ambito scolastico, ad esempio, le EDB sono state il primo editore di testi per l’IRC (Insegnamento della Religione Cattolica), a fine anni ’80, ad allegare al testo cartaceo un supporto digitale: un’idea che subito altri editori della scolastica hanno seguito, ritenendola una scelta innovativa e vincente, al passo con i tempi. La casa editrice e le varie testate di riviste e periodici pubblicati dal Centro Editoriale Dehoniano continuano anche oggi, a distanza ormai di sessant’anni, a qualificarsi per l’attenzione biblico-teologica e pastorale a livello specialistico e divulgativo. L’obiettivo è produrre ricerca e contemporaneamente renderla fruibile al grande pubblico.

EDB ha consolidato la posizione di mercato grazie a un long seller come La Bibbia di Gerusalemme e con collaborazioni e partnership a varie livelli, in qualità di casa editrice associata ad AIE-Associazione Italiana Editori e all’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani(UELCI), con distribuzione gestita da Messaggerie Libri e service editoriale affidato a Edimill.

Nell’ottobre scorso è stato annunciato del Centro Editoriale Dehoniano, proprietario anche della casa editrice Marietti 1820, il fallimento per carenze nella gestione, ma il Tribunale di Bologna ha acconsentito alla continuazione dell’attività in esercizio provvisorio per conservarne il valore e molto presto aprirà un bando per la ricerca di nuovi investitori e la vendita dell’azienda.

L’appuntamento per i lettori resta sempre sul sito https://www.dehoniane.it e, in presenza, al prossimo Salone del Libro al Lingotto di Torino.

:: 8 marzo: Disney Libri presenta Piccole Donne con Minni e Paperina

8 marzo 2022

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Disney Libri (Giunti Editore) presenta Piccole Donne con Minni e Paperina, il nuovo volume ispirato al classico senza tempo di che raccoglie un racconto inedito illustrato e la parodia a fumetti Piccole Grandi Papere, disegnata da Silvia Ziche e scritta da Marco Bosco, per la prima volta pubblicata come raccolta completa. Piccole Donne con Minni e Paperina rende omaggio a un classico senza tempo della narrativa per ragazzi, conciliando i tratti originali delle protagoniste con le personalità uniche delle eroine disneyane che le impersonano e si aggiunge alla fortunata collana Letteratura a fumetti. Un’originale lettura per la Giornata Internazionale della Donna!

:: Festa della Donna ‘Le Luminose’: Storie di donne dell’Africa Occidentale nell’audio-libro per bambini di Laura Nsafou per Lunii

1 marzo 2022

Milano, 23 febbraio 2022 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, LUNII lancia l’inedito album di audio-storie “Le Luminose” disponibile dal 3 marzo sul Luniistore per essere scaricato ed ascoltato con il raccontastorie interattivo La Fabbrica delle storie.

La scrittrice di libri per ragazzi e attivista afro-femminista Laura Nsafou firma per la casa editrice Les éditions Lunii 12 audio-storie inedite tutte al femminile, ispirate ai racconti tradizionali dell’Africa occidentale per accompagnare i bambini e le bambine alla scoperta di luoghi e atmosfere lontane insieme alle protagoniste dei racconti, le Luminose, un gruppo di donne dai poteri magici con bracciali a sonagli e dalle lunghe tuniche dorate, che percorrono il continente da sole in sella ai loro fedeli cammelli soccorrendo chiunque chieda loro aiuto e sfidando le convenzioni, in quello che è un vero e proprio viaggio iniziatico. Tra il deserto del Mali e il fiume della Mauritania, le avventure di queste donne forti e solidali, dalle voci armoniose che cantano in coro, portano i bambini nel cuore della cultura e del territorio africani in un’esperienza immersiva che permette ai bambini di essere eroi delle storie, scegliendo elementi e personaggi, dando vita a un racconto di volta in volta sempre diverso.

“Crediamo sia importante coinvolgere i bambini in storie appassionanti ed esemplari con protagoniste donne di ogni cultura, non solo quella occidentale racconta Maëlle Chassard, co-fondatrice di LUNII e inventrice del raccontastorie La Fabbrica delle Storie Stimolare la curiosità e l’interesse di tutti i bambini verso storie diverse è da sempre uno dei nostri obiettivi, che portiamo avanti con un’attenzione particolare alla valorizzazione delle diversità, alla promozione di tutte le culture, al rispetto e alla salvaguardia della Terra”.

“Per la prima volta mi sono cimentata nella scrittura di storie pensate per essere ascoltate ed è stato entusiasmante immaginare come trascinare i bambini nelle atmosfere e nei suoni dell’Africa Occidentale, fargli percepire colori e immagini ma lasciando spazio alla libera immaginazione, fargli scoprire queste donne meravigliose che sono portatrici di storie locali ma al contempo universali” racconta la scrittrice Laura Nsafou, già autrice di numerosi bestseller per bambini tradotti anche all’estero. Conosciuta anche con lo pseudonimo di Mrs Roots, con la sua scrittura si interroga da sempre sulle rappresentazioni sociali, storiche e culturali delle donne nere nelle società occidentali.

Realizzato in collaborazione con l’agenzia Wariboko, rappresentante di talenti afrodiscendenti nel cinema, nella televisione e nell’arte in Italia, l’album di audio-storie “Le Luminose” coinvolge per la prima volta ben sei attori e doppiatori – Marco Balzarotti, Elisabetta Cesone, Matteo De Mojana, Richard Fiocchi, Taty Rossi, Rosanna Sparapano – ad interpretare con le loro voci i personaggi delle appassionanti storie. La cover dell’album è illustrata da Amélie-Anne Calmo.

La Fabbrica delle Storie di Lunii è disponibile nei negozi La Città del Sole e online su Amazon e sul sito Lunii, prezzo di vendita consigliato €64,90. L’album “Le Luminose”, a partire dai 5 anni, è disponibile in download sul Luniistore al prezzo di 10,90 €.

:: Esce in libreria il 24 febbraio ‘Trappola a Boscolungo’, il nuovo romanzo di Laura Costantini e di Loredana Falcone per Nua Edizioni

18 febbraio 2022

Segnaliamo oggi l’uscita, il 24 febbraio, del nuovo libro di una coppia di scrittrici molto amate e conosciute sul nostro blog: Laura Costantini e Loredana Falcone. Il libro si intitola Trappola a Boscolungo, e uscirà per Nua Edizioni. Inoltre sarà disponibile sia in formato cartaceo che digitale. Qui di seguito troverete il comunicato stampa. Buona lettura!

Bloccati in un castello completamente isolato dal mondo, i protagonisti di ‘Trappola a Boscolungo’ si sfidano, si tradiscono e stringono alleanze sotto l’occhio misterioso e attento di uno spietato Grande Fratello che, pagina dopo pagina, non perde occasione per sottoporli a nuove prove. Vittime del crudele senso dell’umorismo del proprietario del maniero che, perfino da morto, non risparmierà ai protagonisti di questa storia, i suoi aspiranti eredi sono costretti a partecipare a una sorta di caccia al tesoro per aggiudicarsi il pacchetto di maggioranza di una sua società per azioni. Il prezzo da pagare sarà quello di restare in totale isolamento (nessuna comunicazione con l’esterno, nessuna connessione, nessuna auto a disposizione) nel castello.

I personaggi del giallo – un figlio scapestrato, la vedova del primogenito di Bartolomeo, un figlio illegittimo e la giovane segretaria che il magnate ha sposato segretamente – saranno costretti ad allearsi, diffidare, tendersi reciproci trabocchetti, per cercare, seguendo le tracce basate sui versi immortali di Giacomo Leopardi, di interpretare tutti gli enigmi e raggiungere il tesoro. Nessuno di loro, però, immagina che il gioco possa diventare qualcosa di ben più pericoloso. E che la posta in palio possa essere la vita.

Romane, amiche e socie di scrittura dalla più tenera età, Laura Costantini è giornalista Rai, mentre Loredana Falcone si dedica completamente alla scrittura. Insieme hanno pubblicato numerosi romanzi, spaziando nei generi: dallo storico al thriller, dal giallo al mistery, collaborando con case editrici come Las Vegas Edizioni, Il vento antico, Dei Merangoli, goWare e, con questo loro ultimo libro, con Nua.

Esce una graphic novel da Le notti bianche

10 febbraio 2022

Le Edizioni NPE presentano l’adattamento in graphic novel di un classico della letteratura, Le nottiLe-notti-bianche_cover bianche di Fëdor Dostoevskij, storia di un sognatore che preferisce vivere in un mondo immaginario anziché nella vita reale.
Da tempo gli autori e le autrici di fumetto guardano alla narrativa classica dei secoli passati come fonte di ispirazione per storie disegnate che rileggono per immagini storie senza tempo. Negli anni, sono usciti tanti esempi di queste commistioni, provenienti dai Paesi anglosassoni, dalla Francia, dal Giappone: questo adattamento è tutto italiano, sceneggiato da Andrea Laprovitera e con i disegni acquarellati di Carlo Rispoli.
L’argomento della storia è quanto mai attuale, e racconta la storia di un uomo profondamente solo, che non ama la vita reale e trova felicità solo nei suoi sogni. Un incontro sconvolgerà la sua vita e il suo equilibrio, quello con Nasten’ka, una ragazza dolce e che condivide la sua stessa malinconia. La vicenda del fumetto rispecchia il romanzo e si svolge in quattro intense notti bianche a San Pietroburgo, in estate, quando alle latitudini nordiche il sole non tramonta, durante le quali i due protagonisti si confesseranno le loro emozioni e cercheranno una strada per una vita vera.
Nell’Ottocento c’erano già problemi di solitudine, isolamento e alienazione, ma oggi questo è ancora più attuale, per questo motivo questa versione disegnata de Le notti bianche è preziosa e fa riflettere, anche perché i due autori, pur rispettando le atmosfere del romanzo, mettono dentro anche riflessioni contemporanee su questi argomenti.

:: Giorno della Memoria 2022: alcuni libri

23 gennaio 2022

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Sì è scelta questa data per commemorare le vittime della Shoah e così ogni anno dal 2005 in poi in questa giornata di inverno si svolgono celebrazioni e si leggono libri capaci di tenere viva la memoria.

Tra i libri appena usciti, o usciti in questi ultimi mesi, segnalo di Chiara Becattini La memoria dei campi – La Risiera di San Sabba, Fossoli, Natzweiler-Struthof, Drancy Collana Testi e Studi della Fondazione Museo della Shoah (Giuntina 2022). Frutto di un’approfondita ricerca d’archivio e di numerose interviste, questo libro ricostruisce per la prima volta attraverso un approccio comparativo i processi politici, sociali e culturali che hanno influito nella trasformazione di quattro campi di transito e concentramento – San Sabba, Fossoli, Drancy alla periferia di Parigi e Natzweiler-Struthof in Alsazia – in luoghi della memoria della Shoah tra Italia e Francia. Inizialmente dimenticati, poi riscoperti e valorizzati, questi spazi del trauma sono diventati luoghi del lutto, omaggio ai morti e tombe consolatorie per i vivi, svolgendo un ruolo nel percorso di ricostruzione delle identità sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, in un processo in parte parallelo a quello del graduale avvento e ascolto dei testimoni. Oggi sono riconosciuti monumenti, luoghi di divulgazione della storia e destinazione di percorsi memoriali e turistici. Questa ricerca mira non soltanto a ricostruirne la storia, ma ad analizzare il ruolo mutevole che essi hanno svolto nella memoria collettiva, con uno sguardo al loro possibile futuro. 

Un altro libro che consiglio, questo edito da Edizioni San Paolo, è Il vescovo che disse “no” a Hitler – La vita e il pensiero di Clemens August von Galen di Guenter Beaugrand. Quando, nel marzo 1946, Clemens August conte von Galen tornò da Roma, dove papa Pio XII lo aveva da pochi giorni creato cardinale, la popolazione lo accolse trionfalmente davanti alle rovine del duomo di Münster, quasi completamente distrutto dai bombardamenti. Nell’ora più buia della storia tedesca egli aveva osato tenere testa apertamente e senza protezioni al criminale regime di Hitler e la nomina a cardinale era il ringraziamento del pontefice per la sua tenacia. Fu la forza della sua coscienza che gli consentì di diventare un eroe dell’opposizione cattolica alla dittatura nazista. Negli anni del suo servizio da parroco non si era segnalato per particolari iniziative o per innovative proposte pastorali, ma di fronte alla barbarie nazista seppe assumersi le sue responsabilità di vescovo e di testimone del Vangelo. Le tre celeberrime prediche del 1941, riportate in appendice insieme ad altri suoi interventi e a una vibrante lettera di protesta indirizzata al Führer, hanno conservato fino a oggi tutta la loro intensità e attualità. Esse rivelano in maniera impressionante con quale coerenza e coraggio von Galen si schierò contro l’arbitrio dello Stato e si impegnò per il diritto alla vita di ogni essere umano.

Per i ragazzi dagli 11 ai 13 anni in poi un libro che segnalo è La tua migliore amica Anne (Narrativa San Paolo ragazzi) di Jacqueline Van Maarsen. La vita ad Amsterdam scorre serena per la piccola Jacqueline. Un giorno però qualcosa inizia a cambiare. Nella sua classe si vanno aggiungendo nuovi compagni: fuggono dal loro Paese, la Germania, dove non sono più al sicuro. Allo scoppio della guerra i tedeschi occupano l’Olanda, Jacqueline è costretta a portare una stella gialla sul cappotto e a cambiare scuola. È lì, al Liceo Ebraico, che nel 1941 incontra Anne Frank e nel giro di pochi giorni diventano grandi amiche. Le due ragazze sono inseparabili, fino a quando Anne, all’improvviso, scompare insieme alla sua famiglia. Anche se Jacqueline e Anne non si rincontreranno mai più, l’amicizia rimarrà, più forte di qualsiasi altra cosa. Solo dopo la fine della guerra, Jacqueline riceverà la lettera d’addio che Anne le aveva inviato e aveva concluso scrivendo: «Spero che, quando ci rivedremo, rimarremo per sempre “migliori- amiche». Firmato: «La tua “migliore- amica Anne».

Sempre per i ragazzi, dai 12 anni in su, il romanzo ad alta leggibilità L’aquilone di Noah di Rafael Salmeron, traduzione di Daria Podestà, pubblicato da Uovonero. Noah è il figlio più giovane dell’orologiaio Leopold e di sua moglie Dora. Vive con i suoi fratelli Joel e Hannah a Cracovia. Noah è un bambino diverso dagli altri: vive nel suo mondo, non parla e non sembra ascoltare. E il 1939 e i tedeschi hanno appena invaso la Polonia. Molti credono che l’odio dei nazisti verso gli ebrei sia vero e temono per la loro vita, ma altri come il fratello di Dora, Abbie, sono convinti che staranno meglio con i tedeschi. Ma in pochi giorni i piani dei nazisti diventano chiari…

Per i bambini dai 7 anni in su La storia di Anna Frank raccontata da Lia Levi, disegni: Barbara Vagnozzi, Gallucci Stelle Polari.

Tanto tempo fa Anna viveva felice ad Amsterdam. Ma a 13 anni la sua vita cambiò: per sfuggire ai soldati di un imperatore malvagio, la sua famiglia fu costretta a rifugiarsi in un nascondiglio segreto nella speranza di salvarsi. A tenerle compagnia aveva solo il diario Kitti, al quale confidò i suoi pensieri come a un’amica.
La vicenda di Anna Frank proposta in un formato adatto ai bambini di 7 anni con il testo di Lia Levi: la vita quotidiana nella clandestinità, la paura della guerra, i sentimenti e i desideri confidati al celebre Diario scritto nell’alloggio segreto dove si nascose invano nel tentativo di sfuggire alla deportazione, tra il 1942 e il 1944.