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:: Il libraio di Gaza, Rachid Benzine, (Corbaccio 2025) A cura di Viviana Filippini

11 Maggio 2026

Ne “Il libraio di Gaza” di Rachid Benzine, edito da Corbaccio, (traduzione di Lucia Corradini Caspani) Julien Desmanges è un fotografo francese a Gaza e lì sta cercando l’immagine ad affetto da fermare in uno scatto fotografico per pubblicarla. Un’immagine significativa di una realtà perennemente sotto assedio. Il fotografo aggirandosi nel labirinto delle vie di Gaza, la trova quando vede un uomo seduto davanti alla sua bottega. Un libraio circondato da pile di libri più o meno nuovi,  seduto in attesa che qualcuno passi per un saluto o per un libro. Julien chiede di poter fare una foto e Nabil, che accetta, ma prima vuole raccontare la sua storia a Julien, da subito pronto ad ascoltare.  Parola dopo parola, incontro dopo incontro, l’inviato fotografo entrerà nella vita di un uomo che, nel presente, dispensa cultura al prossimo ma che, nel suo passato, ha vissuto e affrontato prove dolorose. Ascoltando le parole di Nabil si ha la sensazione di essere nel libro della sua vita.  Un racconto fatto di gioie, ma anche di tanti dolori e difficoltà sa superare. Il lettore è posto nella stessa posizione di Julien ed è come se fosse accanto a lui ad ascoltare Nabil che narra la sua storia alternandola a suggerimenti letterari che spaziano da Racine, a Shakesperare a Primo Levi, passando per Murid Al-Barghuti e tanti altri autori. Nabil narra la sua nascita sotto le bombe nella notte tra il 31 dicembre del 1947 e l’1 gennaio 1948. Una venuta al mondo miracolosa, visto che la madre era stata ferita da una bomba. Non solo, perché Nabil è figlio di una musulmana e di un cristiano, una convivenza tra religioni differenti segnata da episodi dove si alternano suore e Imam. Non solo, perché Nabil affronterà tante difficoltà. Tra di esse ricordiamo l’abbandono della propria terra, la partenza del fratello Moussa, la vita nei campi dei profughi di Gaza dove conoscerà la moglie,  il teatro, il matrimonio, la nascita di un figlio e le continue tensioni tra le parti con la guerra dei sei giorni nel 1967, l’Intifada degli anni ’90, la prigione. Eventi che lasceranno segni evidenti in Nabil e nel suo  animo.  “Il libraio di Gaza” è la storia del racconto di una vita di un singolo uomo, Nabil, che tanto ha affrontato e vissuto e che vede in ogni pagina letta un appiglio alla salvezza. Allo stesso tempo, “Il libraio di Gaza” di Rachid Benzine è anche la storia di un  popolo e  del suo vivere, sopravvivere e convivere con quella sensazione di perenne precarietà che lo attanaglia.

Rachid Benzine, nato in Marocco, è professore, islamista e ricercatore presso il Fonds Ricoeur. Figura di spicco dell’islamismo liberale aperto al dialogo con il cristianesimo, è autore di numerosi testi fra cui, tradotti in italiano, “I nuovi pensatori dell’Islam”, “Lettere a Nour”, “Il Corano spiegato ai giovani” e “Canto d’amore a mia madre” (pubblicato da Corbaccio).  (fonte biografica sito Corbaccio)