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Che futuro per le fiere del fumetto? a cura di Elena Romanello

29 giugno 2020

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Tra i tanti eventi che sono saltati a causa delle misure di contenimento del Coronavirus, ci sono le fiere del fumetto, una realtà di cui si parla poco ma che significano lavoro, cultura, promozione sociale: tra le vittime illustri si segnalano Napoli Comicon, rinviata due volte e poi cancellato, forse se ne parlerà a dicembre, Romics, rinviata all’anno prossimo, Riminicomix, con lo stesso destino, il Festival dell’Unicorno a Vinci, stesso problema, Torino Comics, che forse tornerà a fine anno, mentre resta in forse Lucca Comics & Games il week-end di Ognissanti, anche se alcune aperture verso i festival della Regione Toscana fanno ben sperare.
Del resto è un problema non solo italiano, in Francia è saltato il Japan Expo di Parigi, in Giappone il Comiketto, negli Stati Uniti il San Diego Comicon che si svolgerà on line a partire dal 22 luglio, un po’ come ha fatto il Salone del libro di Torino.
I festival del fumetto italiani si sono uniti per scrivere al governo e sollecitare misure urgenti per un settore in sofferenza e che non va assolutamente considerato di serie B. Hanno aderito all’appello festival di varia grandezza e importanza, come ARF! Festival (Roma), Be Comics! (Padova), B-Geek (Bari), BilBOlBul (Bologna), Cesena Comics & Stories, COMICON (Napoli), Etna Comics (Catania), Lanciano nel Fumetto, Le Strade del Paesaggio (Cosenza), Lucca Comics & Games, Lucca Collezionando, Mostra Mercato del Fumetto ANAFI (Reggio Emilia), Palermo Comic Convention, Pescara Comix & Games, Rapalloonia! Mostra Internazionale dei Cartoonists (Rapallo), Riminicomix, San Beach Comix (San Benedetto del Tronto), TCBF Treviso Comic Book Festival, Teramo Comix, Tiferno Comics (Città di Castello), Torino Comics, Varchi Comics (Montevarchi), Venezia Comics.
Nell’appello i festival hanno ricordato alcune cose importanti, innanzitutto l’impatto sul territorio e il loro essere un importante volano economico, con un indotto di oltre trecento milioni di euro, che rischia di essere perso del tutto. Ma il fumetto non è solo vil denaro, e i promotori della manifestazione hanno ricordato: Quando si parla di fumetto si parla di cultura e si parla anche di editoria, industria, imprenditoria, artigianalità, creatività, professionalità, filiera. I più importanti festival dedicati alla nona arte uniscono oggi le loro forze con l’obiettivo di far riconoscere il valore culturale dei fumetti e di tutto il mondo che vi gravita attorno, per promuovere il linguaggio fumettistico e stabilire un dialogo duraturo e proficuo con le istituzioni.
Il tutto senza contare l’occasione di incontro, importantissima in un momento in cui la solitudine può diventare un vero dramma, soprattutto per giovani e giovanissimi.  Ma è davvero tutto perduto?
Appunto, si attendono notizie per Lucca Comics, ma il 12 e 13 settembre prossimo è stata annunciata  Alecomics ad Alessandra, e lo stesso week-end dovrebbe svolgersi anche la fiera a Busto Arsizio rimandata da Milano. Da settembre dovrebbero ricominciare anche le fiere mercato del fumetto organizzate dalla Kolosseo di Bologna e il primo week-end di ottobre dovrebbe tornare Cartoomics alla fiera di Rho alle porte di Milano.
A questo punto non resta che incrociare le dita e aspettare di potersi ritrovare tra appassionati e professionisti in quelli che sono da vari anni ormai luoghi magici e indimenticabili.

Ritorna a Torino Il Libro ritrovato a cura di Elena Romanello

29 giugno 2020

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Sembra passato un secolo: il 2020 iniziava con la scomparsa, ogni prima domenica del mese, del tradizionale mercatino tematico Il Libro ritrovato in piazza Carlo Felice a Torino, scomparso vittima della burocrazia.
Ma durante i lunghi mesi del confinamento le cose non si sono fermate, anche perché sarebbe stato assurdo privare i torinesi e non solo loro di un evento prestigioso e amato, che attira appunto persone anche da fuori città, sia tra i visitatori che tra gli espositori, e che permette di trovare libri, fumetti, locandine, DVD, cd e molto altro a prezzi per tutte le tasche, proponendo materiale per tutti i gusti.
L’associazione culturale Casa Malta (https://www.casamalta.it), con già una lunga esperienza in eventi sul libro, sull’antiquariato e di promozione sociale, si è aggiudicata il bando per l’organizzazione della manifestazione, e da domenica 5 luglio piazza Carlo Felice e il tratto di via Roma adiacente tornerà ad animarsi di bancarelle colorate con mille proposte per gli amanti dei libri di ogni età.
Al Libro ritrovato possono partecipare ambulanti, commercianti in sede fissa, liberi professionisti attinenti al settore e hobbisti che trattino libri antichi e usati, stampe, fumetti, filatelia, numismatica, collezionismo e tutto ciò che concerne il mondo della carta. Un mondo fantastico che è bene ritrovare di nuovo, soprattutto dopo quello che è successo negli ultimi mesi.
L’appuntamento è quindi per domenica prossima, con ingresso libero e l’invito a seguire eventuali misure di sicurezza.

Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

Per sempre di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Tunué, 2020) a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

per_sempre_cover_HR_rgb-600x853L’adolescente Viola parte con la sua famiglia per una nuova vacanza, diversa dalle solite, in un villaggio turistico lontano da casa, in un borgo marino incantato, dove troverà le sue amiche di sempre e un ragazzo di cui si è invaghita a scuola.
In realtà le cose andranno in maniera diversa, salterà il posto nel villaggio turistico vicino alle amiche sostituito da una casa nel centro storico, Nei caldi pomeriggi d’estate Viola, durante la controra, il momento in cui tutti riposano, inizierà ad esplorare il mondo nuovo intorno a lei, diverso dalla vivacità del villaggio turistico che si aspettava, scoprendo nuove realtà e conoscendo nuove persone, come Ireneo, un ragazzo del posto che lavora al restauro della sua barca e che deve scontrarsi con un mondo in cui avrebbe voluto fare il pescatore e invece deve studiare all’alberghiero per impegnarsi nel crescente e a volte devastante turismo della sua zona.
Viola incontrerà anche due donne non più giovanissime che vivono insieme la loro ultima vacanza, momento finale di un grande amore destinato a finire per una malattia e la scelta conseguente di una delle due di andarsene quando e come vuole lei, cominciando a farsi domande e scoprendo nuovi modi di vivere e di essere, oltre quello soffocante della sua famiglia e delle sue amiche, come Valeria, che sta con un ragazzo all’apparenza perfetto ma che  in realtà è un violento.
Niente sarà più lo stesso dopo un’estate in cui Viola scoprirà amore, morte, realtà della vita tra gioie e dolori e la forza comunque del poter cambiare.
Non è la prima volta che si racconta, anche nei fumetti, l’adolescenza e il primo amore, il rischio è sempre quello di essere banali, melensi e scontati, ma non è questo il caso di Per sempre, una storia in cui Viola capirà che l’amore non è né deve essere un sentimento esclusivo in nome del quale si annulla tutto ma una forza capace di liberarti e di aprirti al mondo, mentre ti mette in contatto con la parte più profonda e autentica di te.
Dopo aver raccontato in Cattive ragazze le donne ribelli della Storia Assia Petricelli e Sergio Riccardi scelgono questa volta di confrontarsi con una ragazza all’apparenza qualunque, parlando di argomenti attuali come le aspirazioni, i cambiamenti sociali, le nuove e vecchie famiglie, le violenza domestiche, il ruolo della donna, l’eutanasia, con delicatezza e efficacia, raccontando una storia che fa sorridere e commuovere, mai banale e sui cui riflettere.
Per sempre è senz’altro una lettura per adolescenti, perché nelle sue pagine e nei suoi disegni ad acquerello troveranno spunti a cui appassionarsi, ma è da prendere in mano anche se si è più grandi, perché questa è una storia che fa bene a qualsiasi età, se si è state Viola, se ci si riconosce in Viola, se si avrebbe voluto essere come Viola.

Assia Petricelli è nata e vive a Napoli. Ha realizzato documentari storici, prodotti editoriali e audiovisivi didattici in collaborazione con Rai, Ministero dei beni e delle attività culturali e altri soggetti pubblici e privati, occupandosi in particolare di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. Ha scritto sceneggiature di fumetti per Il Manifesto, Animals, Jacobin. Cattive ragazze, il suo primo graphic novel, disegnato da Sergio Riccardi, ha vinto il Premio Andersen nel 2014.
Sergio Riccardi è nato a Napoli nel 1981 e, dopo esperienze come scenografo per il cinema e la televisione, si dedica al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. Con Assia Petricelli è autore di Cattive ragazze, che ha vinto il premio Andersen 2014 nella categoria “miglior libro a fumetti”. Ha illustrato inoltre Salvo e le mafie, scritto da Riccardo Guido, che ha vinto il Premio Siani 2014 nella sezione “fumetto”. Insegna Tecniche di Animazione Digitale presso lo Ied Roma, lo Iudav e altre istituzioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La nuova edizione di Artemis Fowl per Mondadori Ragazzi a cura di Elena Romanello

14 giugno 2020

artemis-fowl-romanzo-copertina-nuova-edizione-mondadoriNel 2002 usciva il primo romanzo della serie per ragazzi Artemis Fowl dell’autore irlandese Eoin Colfer, presentato come l’anti Harry Potter, in realtà una bella storia fantastica avvincente e ricca di umorismo, una prova di un autore originale che colpisce.
Dal 13 giugno la piattaforma Disney + presente in streaming il film diretto da Kenneth Branagh ispirato al primo libro della saga, un film non fortunato, annunciato al cinema per Natale scorso, poi rinviato in primavera, poi sospeso causa chiusura delle sale per l’emergenza Covid19 e dirottato on line.
Un film che dalle prime reazioni non convince fino in fondo gli spettatori, malgrado la reputazione del regista e un cast stellare dove il giovanissimo Ferdia Shaw è affiancato da nomi come Judi Dench, Josh Gad, Nonso Anonzie e Colin Farrell, e con una realizzazione tecnica di tutto rispetto, tra effetti speciali e atmosfere. Forse l’attesa è stata troppa, forse le aspettative troppo elevate, forse l’adattamento è troppo distante dal libro.
Forse è il caso di dire allora comunque Meglio il libro e riprendere in mano il romanzo fatto uscire di nuovo da Mondadori Ragazzi in una nuova edizione, in cui si rivivono le avventure di Artemis Fowl, dodicenne con un quoziente intellettivo fuori da ogni classificazione, con non molti scrupoli, che per rimpinguare il patrimonio di famiglia e ritrovare il padre, decide di impadronirsi dell’oro del Piccolo Popolo, sì proprio le fate, i troll, i folletti e le altre creature delle storie fantastiche.
Gli ostacoli su questa strada sono però tanti, visto che bisogna rapire il capitano della  Libera Eroica Polizia, una fata, e poi fare i conti con ogni sorta di creatura, da elfi armati a troll sanguinari, rischiando anche di scatenare una guerra interspecie. Un libro tutto da leggere o rileggere, per ragazzi e non solo, magari dando poi anche una possibilità al film.
Una storia avvincente, primo capitolo di una saga che ha riletto archetipi del fantastico in chiave moderna, con un’ottica nuova tra avventura e fiabesco.

Nasce Mendel Edizioni, a cura di Elena Romanello

13 giugno 2020

LogoIl momento non è certo dei più rosei per i libri e l’editoria, i dati dei primi mesi del 2020 sono a tratti sconfortanti, ma nonostante questo c’è chi ha ancora voglia di investire in questi universi: dopo le Edizioni Euridice si registra la nascita di un’altra realtà, la Mendel Edizioni, un progetto editoriale indipendente e artigianale che mira a proporre una nuova economia del libro aperta, sostenibile e inclusiva guardando al pluralismo e al mondo di oggi.
Mendel nasce come marchio editoriale autonomo di Editore XY.IT, casa editrice guidata da Virginia Martelli e da tempo specializzata nell’editoria scientifica e accademica. La direzione editoriale è di Alessio Pia, già collaboratore dell’Agenzia Letteraria Kalama per i diritti esteri e consulente per iniziative e start-up editoriali in Croazia, Germania, Messico, Regno Unito, Romania e Ungheria. Il progetto grafico sarà curato da Juan Fernando Mercerón, vincitore del Premio Latinoamericano per il design editoriale dalla fondazione del libro di Buenos Aires, dell’Applied Arts Magazine Award di Toronto e tra i premiati alla cerimonia 2018 della Schönste bücher aus aller Welt, I libri più belli del mondo.
Si parte in autunno con Los niños dell’autrice colombiana Carolina Sanín e Vater Unser della scrittrice austriaca Angela Lehner: due voci da due parti diverse del mondo, con cui Mendel edizioni scommette sui suoi valori, la traduzione, il dialogo culturale, la valorizzazione di culture e letterature periferiche e scarsamente presenti nel panorama editoriale di oggi, guardando a comunità spesso considerate silenti e confrontandosi con quegli autori che, slegati dalle tendenze di mercato, siano capaci di uno sguardo incisivo sul mondo di oggi e su un’umanità autentica.
La casa editrice è dislocata in tre Paesi e due continenti diversi e lavorerà su una piattaforma virtuale aperta e accessibile a un gruppo di lettori, librai, blogger ed editori che potranno confrontarsi  con la redazione e gli autori, scoprire il loro lavoro, visionare in anteprima le uscite e scambiarsi punti di vista ed esperienze.
Mendel edizioni vuole puntare sulla fiducia, la solidarietà,la bibliodiversità, mirando a un sistema più razionale per i resi e sulle possibile alternative ai circuiti distributivi tradizionali e al sistema tropo bulimico di produzione attuale, guardando ad un modello basato sull’ascolto, la ricerca letteraria, la cooperazione e l’innovazione.
Il suo nome è ispirato al protagonista del romanzo Buchmendel di Stefan Zweig, il logo alla sedia Thonet n. 14, e Mendel invita all’osservazione del mondo come fonte di cambiamento,  per essere mediatore tra chi le storie le racconta e chi di storie non riesce a farne a meno.

Le Black Holes di Borja Gonzales (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

10 giugno 2020

foto-generiche-88638Il rapporto tra le donne, in particolare le ragazze, e l’arte rivive in maniera insolita e bizzarra nella graphic novel Le Black Holes di Borja Gonzales, che racconta in toni scarni ma non privi di efficacia due storie in parallelo, unite da alcuni elementi, oltre che dal tema di fondo legato a storie anticonformiste, come una farfalla e un lago..

Tutto parte da questa frase, che rispecchia in pieno lo spirito delle protagoniste della storia: Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro. O forse il contrario. Ma ora non ha più importanza.⁣ Si parla infatti di donne e arte, ma anche di donne ribelli, in situazioni diverse, certo, ma speculari, perché in ogni epoca c’è sempre qualcuno, soprattutto donna o ragazza, che non si trova a suo agio, per un qualcosa di tangibile o di più psicologico.

All’interno delle pagine de Le Black Holes si intrecciano infatti due storie ambientate in due epoche diverse, all’apparenza slegate ma in realtà molto simili.

Nel 1856, in piena epoca vittoriana, Teresa deve preparare il suo debutto in società, che la porterà verso un matrimonio scelto dai suoi genitori, ma lei ama scrivere poesie e storie, in particolare di genere gotico e stare nel parco di casa sua, dove incontra uno strano e insolito visitatore e non ama queste regole soffocanti. Nel 2016 tre ragazze, Gloria, Laura e Cristina decidono di formare un gruppo punk rock: ma Laura, come Teresa, si sente fuori posto, vorrebbe vivere nel passato e si veste con sontuosi abiti vintage per niente alla moda.

L’autrice usa uno stile molto particolare per raccontare due destini paralleli, una scelta di colori totalizzando, bianco e nero con verde al posto del grigio per il 2016 e arancione, giallo, verde e nero per il 1856, con disegni molto semplici e suggestivi, per raccontare due storie sognanti e oniriche, due momenti in due tempi diversi che rimarranno poi aperti a nuove interpretazioni, sempre che l’autrice non decida poi di disegnare ulteriori capitoli.

Una storia d’impatto visivo e d’atmosfera, leggibile su più livelli, dal racconto di formazione all’apologo femminista alla vicenda di genere fantastico, che non lascia indifferenti e svela anche ai lettori e lettrici del nostro Paese un’autrice e illustratrice spagnola già nota in patria.

Borja Gonzales è nata nel 1982 a Badajoz, ed è illustratrice e disegnatrice di fumetti. Dal 2013 dirige la casa editrice El Verano del Cohete e la fanzine Los Ninjas polacos. Il suo sito ufficiale è http://www.borjailustracion.com/

Provenienza: pdf mandato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

 

Heartstopper di Alice Oseman (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

10 giugno 2020

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I fumetti a tematica omosessuale sono da decenni la normalità in Giappone, dove esiste un filone degli shojo manga per ragazze in tema, noto a livello internazionale da anni e vero e proprio fenomeno di costume in patria. In Occidente stanno pian piano emergendo, con non poche remore, con buone prove da parte di autori e autrici locali, basti pensare a Il blu è un colore caldo di Julie Maroh, e non si può che essere contenti ogni volta che esce qualcosa in tema, come Heartstopper, primo volume di una serie dell’autrice inglese Alice Oseman in corso di pubblicazione nel Regno Unito.
Due ragazzi si incontrano: si chiamo così il primo capitolo di una storia d’amore tra adolescenti: Charlie e Nick frequentano lo stesso liceo privato solo per ragazzi, Charlie ha la fama di essere gay ed è reduce infatti da una storia non felice con un altro compagno di scuola che l’ha deluso, oltre che da vari episodi di bullismo, Nick è un super sportivo che ha avuto una ragazza ma le cose poi sono finite e si scoprirà perché. I due ragazzi si incontrano, diventano amici, Nick coinvolge Charlie nel rugby e pian piano quest’ultimo perde la testa per lui, dichiarandosi, e a questo punto si può solo pensare a cosa succederà nei prossimi capitoli.
A prima vista Heartstopper può sembrare una storia minimalista, con uno stile che ricorda in qualcosa i manga soprattutto nel personaggio di Charlie, in realtà come altre opere di questo genere racconta molto facendo vedere poco, confrontandosi con temi eterni come l’adolescenza, l’innamorarsi, la scoperta di sé, la ricerca di un ruolo nel mondo. Una storia che inizia un po’ in sordina, ma che pian piano prende piede e che lascia davvero con la voglia di leggere presto il secondo volume.
Heartstopper si rivolge ai giovanissimi, come tutta la produzione letteraria e fumettistica dell’autrice, ma è comunque da leggere anche se si ha qualche anno in più, e racconta una storia eterna in una nuova prospettiva, attuale e efficace.
Tra l’altro, per chi conosce i romanzi precedenti dell’autrice, va detto che Heartstopper è uno spin off in un certo senso di Senza nuvole, perché Charlie è il fratello minore di Tori Spring, la protagonista, mentre Nick faceva già una comparsata sul fondo.

Alice Oseman: (1994) è una scrittrice e illustratrice inglese. Ha scritto vari romanzi Young Adult, di cui solo uno tradotto in Italia: Solitaire (Senza Nuvole, Newton Compton 2015). A maggio 2020 Oscar Mondadori comincia a pubblicare la serie di graphic novel Heartstopper, di cui in Inghilterra sono già stati pubblicati i primi tre volumi. La casa editrice ha anche annunciato la prossima pubblicazione di altri romanzi dell’autrice.

Provenienza: pfd fornito dall’ufficio stampa che ringraziamo.

I capolavori della letteratura horror di Vari (Newton Compton, 2020) a cura di Elena Romanello

1 giugno 2020

i-capolavori-della-letteratura-horror-x1000Il genere horror viene periodicamente dato per finito e periodicamente torna in auge, aiutato anche da un’epoca non certo rassicurante come quella attuale. Molti conoscono l’horror grazie alle sue ultime incarnazioni, letterarie, cinematografiche, televisive, a fumetti, ma ha una lunga storia che arriva da lontano e per questo motivo è senz’altro interessante prendere in mano la nuova edizione de I capolavori della letteratura horror che Newton Compton propone nella  poderosa collana I Mammuth.
Nelle pagine del libro ci sono alcuni classici tra Sette e Novecento, alcuni celeberrimi, e altri meno: si parte con Vathek di William Beckford, scritto di getto dall’autore a fine Settecento, che mescola suggestioni fantastiche e horror con la fascinazione per l’Oriente che era iniziata proprio in quel secolo, sull’onda della prima traduzione in una lingua europea de Le mille e una notte.
Si passa poi al romanzo sul doppio per antonomasia, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde del poliedrico Robert Louis Stevenson, ancora oggi inarrivabile, citato ma forse non da tutti letto.
Ancora un classico assoluto con Dracula di Bram Stoker, il più famoso romanzo ottocentesco su un’icona giunta fino ad oggi senza invecchiare come il vampiro, di nuovo in auge grazie al discusso adattamento televisivo, a cui segue il meno noto ma non meno interessante La casa sull’abisso di William Hope Hodgson, su una dimora fuori dal tempo che si sgretola, tra paura e fantascienza distopica.
C’è spazio poi per Il Golem di Gustav Meyrink, incarnazione nuova di un archetipo della cultura ebraica, sorta di mostro che anticipa i robot, per Stirpe di lupo di H. Warner Munn, dove un alieno incarna un’altra figura cardine della paura, il lupo mannaro, e infine si chiude alla grande con Le montagne della follia di Howard P. Lovecraft, forse chi più di ogni altro ha inventato il concetto di fantastico contemporaneo, tra alieni e scoperte che sconvolgono.
Un’occasione quindi per leggere libri che appartengono a un genere che non ha mai smesso di reinventarsi partendo spesso dalle sue radici e dai suoi classici, confrontando le paure di ieri e quelle di oggi e scoprendole eterne.

Nascono le Edizioni Euridice a cura di Elena Romanello

30 maggio 2020

LogoPOst_verdinoIn questo momento non facile non si può che essere contenti della nascita di nuove realtà editoriali, come le Edizioni Euridice, al momento però solo digitali.
La casa editrice è nata a Roma ad opera dell’agente letterario Laura Ceccacci in collaborazione con altri professionisti del mondo dell’editoria, per presentare romanzi e saggi dell’Ottocento e dei primi del Novecento, magari dimenticati o mai tradotti, che vivono una seconda vita, tra cura dell’editing e della grafica, anche per una libreria digitale.
Le Edizioni Euridice partono subito con tre collane: Lògoi, per presentare classici, prevalentemente italiani, di autori o quasi dimenticati o ricordati per altro, Tùche , cioè romanzi d’avventura, intesa come esperienza del mistero, del delitto, dell’amore, della sorte e Didascàlia, con compendi, raccolte di scritti e manuali del passato legati da un tema comune, la saggezza del passato per comprendere l’oggi.
I primi titoli sono molti intriganti, a cominciare da Amore e ginnastica, di Edmondo de Amicis, noto ai più per l’edificante Cuore, tra l’altro tutt’altro che stucchevole e melenso, ma in realtà spirito libero, anticlericale e autore di romanzi erotici.  Le donne scrivono da sempre thriller a forti tinte, ed ecco che troviamo un classico come Il bacio di una morta di Carolina Invernizio, storia a forti tinte tra crimini e una visione non convenzionale della donna per l’epoca (1886). Anche Matilde Serao, nota per altre opere, si confrontò con il genere, con per esempio La mano tagliata, un thriller d’appendice che rivela un talento inesauribile e non bisogna dimenticare un’altra voce importante del genere, Louisa May Alcott, proprio l’autrice di Piccole donne, che come il suo alter ego Jo scriveva romanzi gotici per mantenere la famiglia e di cui le Edizioni Euridice presentano Dietro la maschera. Anche gli uomini hanno sempre scritto gialli, e lo dimostra un’altra proposta, Il cappello del prete di Emilio De Marchi, che si mette tra Manzoni e la letteratura thriller come è arrivata fino ad adesso.
Altri toni con un classico da riscoprire è Il metodo della libertà: Scritti sulla democrazia, il fascismo, la rivoluzione, con i pensieri dell’attivista attraverso quello che scrisse tra la fine della prima guerra mondiale fino a prima della sua carcerazione del 1927. Un altro pensatore sui riflettere emerge da Lettura e follia di G.K. Chesterton, con per la prima volta tradotti gli articoli di Chesterton usciti sul Daily News tra il 1901 e il 1911 che riassumono perfettamente il pensiero dello scrittore inglese.
Per ulteriori informazioni e acquisti visitare il sito ufficiale della casa editrice.

L’arte del Trono di Spade di Deborah Riley e Jody Revenson (Mondadori Oscar Draghi, 2020) a cura di Elena Romanello

25 maggio 2020

978880471934HIG-364x480A quasi un anno dalla conclusione dell’ultima stagione, il serial Il Trono di Spade o se si preferisce Game of Thrones, continua ad essere uno dei più amati, malgrado la conclusione che non ha soddisfatto molti e il fatto che l’autore George R. R. Martin debba ancora concludere la saga cartacea, anche se ha detto che ci avrebbe lavorato durante la quarantena, sperando che non fosse solo una battuta.
In attesa dei nuovi capitoli dei romanzi e del prequel che dovrebbe arrivare tra un paio d’anni, Oscar Draghi presenta un volume per immagini, che racconta la costruzione del mondo in cui sono svolte le avventure e disavventure dei Sette Regni e dei loro abitanti, a cura di Deborah Riley, scenografa di punta della serie, alla quale si vede i variegati Sette Regni.
Senz’altro la vicenda narrata è d’impatto, ma quello che ha colpito fin dalla prima stagione nel 2011 è stata la creazione di un mondo in maniera minuziosa e curata, una scenografia che ha messo insieme varie suggestioni culturali e varie epoche, dal mondo norreno a quello babilonese, da quello medievale inglese a quello di Grecia e Roma classiche, per costruire luoghi, mescolando posti reali, ricostruzioni in studio spesso artigianali dal vero e a volte anche con l’aiuto dell’arte digitale, che rivivono nelle tavole del libro.
L’arte del Trono di Spade porta, pagina per pagina, in tutti i luoghi della saga, ghiacci perenni, deserti, palazzi reali, manieri abbandonati, templi, vie, bassifondi, mari, presentando come è stato creato un mondo, tra dipinti, schizzi, piantine e scenari in cui si rivivono i momenti più importanti delle otto stagioni.
Un libro che parla attraverso le immagini, per raccontare come è stato creato sullo schermo un universo inventato, capace di mescolare vari immaginari, di far capire la forza comunque del genere fantasy e di tenere incollato il pubblico di tutto il mondo per anni.
Un’opera imperdibile per tutti gli appassionati che amavano la storia appassionante, truce, piena di colpi di scena e che hanno capito fin da subito che dietro c’era una ricerca visiva per inventare tutto l’insieme, luoghi inventati ma che in molti sentono ormai loro.

Deborah Riley ha iniziato gli studi di design alla facoltà di architettura alla Australia’s University of Queensland nel 1991 e ha proseguito con una laurea in Scenografia al National Institute of Dramatic Art. Da lì ha iniziato una rapida carriera nel settore dell’arte cinematografica, cominciando come set designer per Matrix (1999). Ha poi lavorato ad Anna and the King (1999) in Malaysia ed è tornata a Sydney per Moulin Rouge! (2001). La sua prima partecipazione alla direzione artistica di un grande evento è stata con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi del 2000 a Sydney. Supervisionata dalla production designer Brigitte Broch, Deborah ha lavorato come art director per Le donne vere hanno le curve (2002) a Los Angeles, in seguito per 21 grammi (2003) di Alejandro González Iñárritu, girato in Tennessee e New Mexico. I Giochi Asiatici di Doha, Qatar, del 2006 e l’apertura del World Expo 2010 a Shanghai l’hanno tenuta ancora impegnata con i grandi eventi. Deborah si è trasferita a Los Angeles nel 2008, ma è solo dal 2013 che il trasferimento ha dato i suoi frutti. È stato allora, infatti, che è stata assunta come production designer per la quarta stagione della serie HBO Il Trono di Spade. Da allora ha vinto quattro Emmy ® Awards consecutivi, tre Art Directors Guild Awards, e un BAFTA per il suo lavoro sull’epic fantasy medievale.

Jody Revenson ha scritto moltissimo sui film di Harry Potter; tra i suoi libri: Schermi incantati. Il magico mondo di J.K.Rowling e Harry Potter. Il libro degli oggetti magici. Ha collaborato inoltre a Harry Potter: la magia del film e a Harry Potter: dalla pagina allo schermo.

Provenienza: libro del recensore.

Bowie di Michael e Laura Allred e Steve Horton (Panini Comics, 2020) a cura di Elena Romanello

23 maggio 2020

MDABO001ISBN_0In attesa del film biografico sulla sua vita, dopo quelli su Freddy Mercury ed Elton John, arriva la graphic novel dedicata a David Bowie, il Duca bianco, uno degli artisti più iconici degli ultimi decenni, ormai consegnato all’immortalità dopo la sua scomparsa, che a molti ha fatto dire Se lo sono venuto a riprendere dallo spazio..
Panini Comics propone il volume in contemporanea con l’originale americano, in una lussuosa edizione con sovracoperta sfilabile in PVC: Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams racconta la vita a fumetti di David Bowie, artista anticonfomista capace di rivoluzionare il mondo della musica e di unire più generazioni di appassionati, con canzoni indimenticabili e emblematiche, oltre che di essere un artista dell’immagine, un perfomer visivo capace di  creare un suo universo che ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario degli ultimi decenni, oltre a ispirare altri a calcare le sue orme.
La graphic novel racconta in particolare la scalata al successo di Bowie, dall’anonimato alla fama mondiale, legata a quella del suo alter ego Ziggy Stardust, che poi lui lasciò cambiando look, mentre alla sua vita e ai successi dagli anni Ottanta e poi sono dedicate le tavole conclusive, senza testo, ma altrettanto emblematiche.
L’epopea rock di David Bowie rivive attraverso le tavole technicolor del duo Michael e Laura Allred, tanti sprazzi di vita efficaci e coinvolgenti, a raccontare un destino unico, un artista che era  super eroe, extraterrestre e dio del rock and roll. Un volume per chiunque ami David Bowie, sia che segua o meno il mondo dei fumetti, un tributo colorato e poliedrico, da cui traspare il suo mondo e la sua arte, ma anche un modo per scoprirlo o riscoprirlo in tutte le sue incarnazioni, magari ascoltando insieme i suoi più grandi successi.
Del resto, David Bowie è stato il cantante e performer più vicino ai mondi del fumetto e del fantastico di sempre, con canzoni come StarmanSpace OddityHeroes e ruoli come quello di Jareth nel cult fantasy Labyrinth. Non a caso il graphic novel ha una prefazione di Neil Gaiman, uno dei più grandi autori di fumetti e libri di genere fantastico, parte dello stesso universo del cantante da cui è stato influenzato.

Micheal Allred è un fumettista e scrittore americano, autore di graphic novel come Madman, Red Rocket 7 e iZombie. Le sue opere, caratterizzate da uno stile pop e immaginifico, sono spesso colorate dalla moglie Laura Allred, vincitrice del “Best Coloring” Eisner Award per il suo lavoro su iZombie e Madman All-New Giant-Size Super-Ginchy Special.

Steve Horton ha lavorato come sceneggiatore per diverse case editrici di fumetti, tra cui DC, Image, IDW (Satellite Falling) e Dark Horse (Amala’s Blade).

Provenienza: libro del recensore.