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Lady Tabata la regina della notte di Barbara Delmastro Meoni (Golem, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

41JkFGwMS0L._SX352_BO1,204,203,200_Golem edizioni propone la testimonianza della vita insolita e interessante di Barbara Delmastro Meoni, in arte Lady Tabata, ex modella, protagonista della vita notturna a Torino e Sestriere, attivista sociale, fumettista, una personalità eclettica e tutta da scoprire.
Spesso si pensa che i mondi della moda e delle discoteche siano frivoli e corrotti, ma leggendo questa autobiografia, ironica e a tratti dissacrante, si scopre che non è così, soprattutto se come ha fatto l’autrice non si è mai rinunciato ad una propria etica e a portare avanti delle battaglie giuste, come quella di rendere i locali notturni luoghi puliti e sicuri, per i giovani e giovanissimi, soprattutto per quando devono tornare a casa.
Un libro per scoprire un personaggio di Torino, una ragazza e poi donna che ha scelto di fare una vita controcorrente fin da giovanissima, prendendo la responsabilità della sua vita, facendo i suoi errori, imparando da questi, avendo anche momenti neri per problemi di salute di cui parla tranquillamente e trovandosi in situazioni poco simpatiche, ma tirando avanti con grinta e sapendo costruire un suo mondo, trovare un suo equilibrio e proporre modelli e stili di vita.
Lady Tabata la regina della notte affronta tra le altre cose argomenti scomodi, come le molestie sessuali, che dopo lo scandalo di Metoo sono state a tratti anche un po’ sottovalutate, ricordando che certe situazioni non vanno mai accettate né tollerate né taciute. Ma trova anche il coraggio di parlare di un male oscuro che continua a colpire tante donne, spesso molto giovani, come l’anoressia, e che spesso fa parte di quei tabù su cui per molti bisognerebbe, in maniera colpevole, tacere, quando in realtà i disordini alimentari sono un problema reale e non un capriccio.
Un libro per conoscere un progetto di vita insolito, ma da cui si può anche provare a prendere qualcosa, con una prefazione divertita e partecipe di Piero Chiambretti e un’altra di Luca Abete.

Ex Top Model, Barbara Delmastro Meoni ha lavorato con i più grandi stilisti del mondo, viaggiando fin dall’età di 16 anni in tutta Europa e non solo. Nata a Torino  ha lasciato la carriera di modella all’apice del successo per dedicarsi alla sua passione per la musica e l’intrattenimento e per esprimere la sua innata creatività. Con Franco Becchio, suo marito da oltre vent’anni, inizia questo percorso con il Black Sun di San Sicario, primo locale che riesce a sviluppare. Da venti anni, con il nome d’arte di Lady Tabata, è proprietaria e animatrice di alcuni dei club più esclusivi d’Italia, i Tabata Club, da Porto Cervo a Sestriere, da Torino a Tonale fino a Le Vele di Alassio. Per conoscere tutte le sue attività visitare il suo sito ufficiale http://www.ladytabata.it

Provenienza: omaggio dell’editore che ringraziamo.

Adventure di Rehema Rosazza (La Corte, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

9788885516922_0_0_626_75La Corte editore continua a dare voce a autori e autrici italiani di vario genere, presentando una nuova saga fantasy, molto originale e insolita in un genere di solito a volte un po’ troppo ripiegato su se stesso, Adventure di Rehema Rosazza.
Un fantasy, quindi, ma insolito, con venature di steampunk, genere molto apprezzato ma non tanto frequentato a livello narrativo, che presenta una nave volante che solca i cieli con a bordo una ciurma di ragazze in cerca di un ribelle scomparso. A capo dell’equipaggio c’è Rhey, orfana adottata dalla città sospesa di Kodoma, che ha formato un equipaggio per popolare il vecchio vascello Adventure e prendere il largo attraverso le nuvole verso nuove avventure.
In mano le ragazze hanno poco, mentre si trovano a navigare tra terre ghiacciate e isole infestate da sirene, finché non precipitano in una terra inesplorata dove accadono cose terribili che metteranno in pericolo amicizie e vite. Le loro avventure si snoderanno tra pericoli, maledizioni, incontri con creature fantastiche non sempre amichevoli e incantesimi e dovranno affrontare tradimenti e compromessi, mentre diventerà sempre più importante salvare il capo dei ribelli disperso e unirsi contro un nemico che vuole distruggere ogni libertà.
In origine il fantasy, nelle opere di autori e autrici come Robert E. Howard e Catherine L. Moore, era molto vicino al romanzo d’avventura, e Adventure, insolito e appassionante in un filone che spesso copia modelli già esistenti, da Tolkien a Martin passando per Brooks, oppure si perde dietro a improbabili intrecci pseudo romantici che poco centrano, si dimostra davvero interessante e da scoprire, soprattutto se si cerca davvero qualcosa di nuovo.
Il pirata è una figura archetipa, molto amata dall’immaginario, poco vicino a come era e è nella realtà che periodicamente torna nelle storie, e che qui viene declinato al femminile: Rhey è cugina di Jolanda, la figlia del Corsaro nero salgariano ma anche di Emeraldas, la piratessa del futuro creata da Leiji Matsumoto e compagna di avventure di Capitan Harlock, e come loro è un personaggio incisivo e interessante, in un microcosmo dove l’avventura è un mezzo per raggiungere la libertà.
Abbiamo bisogno di più libri come Adventure, capaci di appassionare e far sognare, e far conoscere nuovi universi fantastici.
Da segnalare anche la bella copertina dell’illustratrice Niji.

Rehema Rosazza è nata nel 1987 in Tanzania dove ha trascorso i primi nove anni della sua vita.Insieme alla famiglia si è trasferita poi in Italia, ma ha mantenuto un forte legame con l’esperienza vissuta in Africa. Da sempre la sua passione è creare e immaginare storie, da bambina erano giochi e avventure, adesso sono racconti, illustrazioni e fotografie. Attualmente vive in Valsesia dove lavora come grafica.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

L’enigma dell’abate nero di Marcello Simoni (Newton Compton, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

lenigma-dellabate-nero-x600Newton Compton presenta un nuovo capitolo della Secretum Saga di Marcello Simoni ambientata nel Quattrocento, tra avventura e thriller, con protagonista il giovane ladro Tigrinus: L’enigma dell’abate nero, per raccontare le nuove peripezie del ladro Tigrinus.
Siamo nel 1461, nel Mar Ligure e Angelo Bruni è diventato mercante navale e non disdegna all’occorrenza il contrabbando. Un giorno abborda una nave proveniente da Avignone per saccheggiarla, e sopra trova una spia informata riguardo ad un complotto ai danni del cardinal Bessarione.
Angelo Bruni vuole sfruttare questa informazione a suo vantaggio e pianifica di correre in un apparente soccorso del prelato a Ravenna, in realtà per derubarlo insieme al ladro Tigrinus. Ma le cose non andranno come aveva previsto e Tigrinus arriverà da solo in città.
Qui però un piano che poteva funzionare anche solo per lui fallirà e Tigrinus si troverà bersaglio di attacchi incrociati, sia da parte dei fedeli di Bessarione, convinti che sia un sicario pericolosissimo che quelli di Bianca de’Brancacci, inviata a Ravenna da Cosimo de’ Medici.
Tigrinus, sfumata la possibilità di tirare su un buon bottino, dovrà lottare per la sua vita tra inseguimento, catture, fughe rocambolesche, cercando in parallelo di salvare la Tavola di Smeraldo, un libro pericoloso che tutti vogliono. Mentre lotta per scampare ad una morte che sembra certa, scoprirà anche un pericoloso segreto sull’inquietante Abate Nero, che può fare paura a molti per le conseguenze che comporta.
Marcello Simoni dimostra ancora una volta il suo talento a costruire un mondo che avvince, in un Medio Evo non luogo cupo e lontano da noi, ma vivo, colorato, appassionante, divertente. Mettendo insieme un romanzo storico ben documentato e la gioia del romanzo d’avventura, tra Salgari e Dumas senza dimenticare modelli più recenti, riesce a fare centro anche questa volta, portando il suo lettore in particolare nella città di Ravenna, storico centro d’arte ancora oggi, ma poco noto e frequentato dai romanzieri e dagli storici e per questo motivo ancora più interessante.
L’enigma dell’abate nero va letto ovviamente dopo gli altri libri della serie, del resto l’estate può essere il momento ideale per questo tipo di letture, intriganti e divertenti, senza dimenticare di essere intelligenti, che coniugano interesse e svago. In attesa ovviamente di ulteriori sviluppi, come nelle migliori saghe a puntate.

Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, con Il mercante di libri male­detti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acqui­stati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo ca­pitolo della trilogia del famoso mer­cante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei mor­ti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni) e la Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero, Il patto dell’abate nero, L’enigma dell’abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero e nel 2019 il Premio Jean Coste. La ricetta del successo dei suoi romanzi risiede nel ritmo molto avvincente, in personaggi straordinariamente moderni come eroi contemporanei, e in uno stile narrativo che ha saputo fare propria la lezione di grandi maestri: da  Salgari a Dumas.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Self-made Woman di Valeria Arnaldi (Ultra edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

Self-Made-Woman_Ultra-325x475Dopo aver raccontato icone e miti dell’immaginario contemporaneo, stavolta Valeria Arnaldi si confronta con la storia delle donne, nel volume Self-made Woman, sottotitolo Perché dietro una grande donna non c’è nessuno.
Il libro racconta quaranta donne degli ultimi due secoli, che hanno segnato in qualche modo le loro esistenze e quelle altrui, con scelte controcorrente, lotte, idee, tendenze, stili di vita.
L’autrice vuole rovesciare la frase trita e ritrita dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, che identifica le donne solo come spalle e non come protagoniste, e parla di chi ce l’ha fatta da sola, cambiando il mondo intorno a sé, raccontando le vicende di scienziate, imprenditrici, giornaliste, artiste.
Nella galleria di donne presenti emerge un universo poliedrico: alcune donne si distinsero nel settore della moda e della bellezza, come Helena Rubinstein e Elizabeth Arden, le cui marche di cosmetici vengono usate ancora oggi, ma anche Mary Phelps Jacobs, l’inventrice del reggiseno, Coco Chanel, icona di stile e Mary Quant,  che liberò le donne con la minigonna.
Altre furono imprenditrici, come Josephine Cochrane, inventrice della lavastoviglie, Luisa Spagnoli, ideatrice di prodotti dolciari e di abbigliamento, Ruth Handler, la progettista della bambola Barbie, da lei ideata come simbolo non di sottomissione ma di indipendenza.
Non possono mancare le donne in lotta per i diritti civili, come le due ex schiave afroamericane Sojourner Truth e Harriet Tubman, la suffragetta Emmeline Pankhurst, Rosa Parks, il cui gesto simbolico di non alzarsi sull’autobus innescò le lotte per i diritti civili e la giovanissima Malala Yousafzai, che ha quasi pagato con la vita la sua lotta per dare un futuro alle bambine tramite la scuola.
Le donne si sono anche distinte nella scienza e Valeria Arnaldi ricorda Marie Curie, ma anche la dimenticata Lise Meitner, studiosa dell’atomo profondamente pacifista, Hedy Lamarr, non solo bellissima diva ma grande scienziata pronta ad intuire la tecnologia che oggi usiamo per gli smarthone, e ovviamente due grandissime di casa nostra come Rita Levi Montalcini e Margherita Hack.
Molte donne hanno anche voluto andare oltre i limiti che venivano imposti, e a questo proposito nel libro si ritrovano Nellie Bly,  prima giornalista investigativa della Storia che si fece rinchiudere in un manicomio per raccontare gli orrori di quei posti, Isabelle Eberhardt, viaggiatrice in Medio Oriente, Amelia Earhart, la prima aviatrice in solitaria, Gerda Taro, fotografa della Guerra civile spagnola morta sul campo, Valentina Tereskova, prima donna ad andare nello spazio aprendo la strada ad un’avventura che dura fino ad oggi e oltre.
Le donne hanno anche dato un contributo alle arti, e nelle pagine del libro rivivono i destini delle pittrici Suzanne Valadon e Tamara de Lempicka, di Mae West, diva trasgressiva contro la censura e il bigottismo di Hollywood, della ballerina Martha Graham, di Josephine Baker, danzatrice e partigiana, delle cantanti Billie Holiday e Madonna, icona da decenni e delle fumettiste sorelle Giussani inventrici di Diabolik, fumetto che all’epoca scandalizzò e che ancora oggi fa parlare di sé.
Un libro interessante, con progetti di vita in cui ciascuna donna di qualsiasi età può trovare qualche spunto o idea per il suo progetto di vita magari un po’ fuori dagli schemi.

Valeria Arnaldi, laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo Gli amori di Frida KahloTina Modotti hermanaChi è Banksy? E perché ha tanto successo?Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?Che cos’è la street art? E come sta cambiando il mondo dell’arte. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Manga Art-Viaggio nell’iperpop contemporaneoBomba Sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennioHayao Miyazaki – Un mondo incantatoSelf-made WomanBarbie, la Venere di plasticaMadonna, l’icona del popLady Oscar.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa Ultra che ringraziamo.

Il buio oltre la siepe di Harper Lee e Fred Fordham (Oscar Ink, 2019) a cura di Elena Romanello

24 luglio 2019

buio-oltre-siepe-fumetti-670x945Oscar Ink propone l’adattamento a fumetti di quello che è un classico senza tempo della narrativa americana, attualissimo oggi più che mai: Il buio oltre la siepe di Harper Lee, sceneggiato e disegnato da Fred Fordham.
Nel profondo Sud degli Stati Uniti, in quella Alabama che ancora oggi fa passi indietro, a Maycomb, nel 1933, la Depressione ha creato una società senza prospettive e il Ku Klux Klan imperversa facendo giustizia sommaria. Jean Louise Finch, detta Scout, è una bambina anticonformista e ribelle, un maschiaccio che cerca di capire meglio un mondo pieno di preconcetti non solo contro le persone di colore, e cresce con il fratello Jem e il padre Atticus, un avvocato.
Un giorno suo padre decide di prendere la difesa di un afroamericano, Tom Robinson, accusato di un crimine infamante, lo stupro di una ragazza bianca, residente in una periferia degradata, e lei stessa vittima di un sistema spietato.
Le cose non si dimostreranno come erano, ma i pregiudizi saranno troppo forti, mentre nel frattempo Scout scoprirà altre realtà, come quella di Boo, un ragazzo con problemi psichici che vive vicino a lei, anche lui vittima di discriminazioni e cattiverie.
Molti conoscono il bel romanzo di Harper Lee, da cui era stato tratto negli anni Sessanta un buon film che fece vincere a Gregory Peck un meritato Oscar, e questo adattamento a fumetti, che riprende i dialoghi del libro e costruisce in maniera magistrale il piccolo mondo orribile di una cittadina razzista e ipocrita, rende piena giustizia ad una storia non certo datata, anzi attuale, del resto certe cose sembrano prese di pari passo dalla cronaca contemporanea. Senza dimenticare l’aspetto della storia di formazione, Scout e i suoi compagni di gioco sono personaggi eterni, bambini che giocano scoprendo il mondo, un tema che torna fino a Stand by me di Stephen King, a Stranger things e oltre.
Anche nella graphic novel si trovano i temi del libro, le lotte razziali, i conflitti di classe, le ingiustizie, le discriminazioni verso il diverso, che siano le persone di colore, i disabili o le donne che si comportano in maniera ribelle fin da bambine, il crescere, le tradizioni da superare, i cambiamenti da accogliere.
Una lettura per chi ha amato il libro e il film, ma anche per chi vuole confrontarsi con un mondo di ieri che racconta l’oggi, per chi ama le bambine ribelli che cercano il loro posto nel mondo, per chi vuole pensare ad un mondo migliore senza retorica.
Il buio oltre la siepe non è il primo classico a venire trasposto in graphic novel, un’operazione che dà sempre buoni risultati, in particolare in questo caso.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Harper Lee (Monroeville, Alabama, 1926-2016) vinse nel 1960 il Pulitzer con Il buio oltre la siepe, da cui venne tratto l’omonimo film vincitore di tre Oscar. Amica d’infanzia di Truman Capote, collaborò con lui alle ricerche e alla stesura del romanzo-reportage A sangue freddo. Nel 2015 è stato pubblicato il suo secondo romanzo, Va’, metti una sentinella, scritto in realtà prima del Buio oltre la siepe, nel quale si ritrovano gli stessi personaggi e la stessa ambientazione.

Fred Fordham (Londra, 1985) è pittore, specializzato in ritratti e murales, illustratore e autore di fumetti e graphic novel, e anche prima artista di strada. Tra le sue pubblicazioni Nightfall (2013) e The Adventures of John Blake: Mystery of the Ghost Ship (2017)

 

La Luna nell’immaginario: Storia, letteratura e cinema del gruppo Maelstrom e di Michele Tetro (Odoya, 2019) a cura di Elena Romanello

24 luglio 2019

LunaCinquant’anni fa l’uomo metteva per la prima volta piede sulla Luna, un grandissimo evento, e per ricordare quello Odoya propone un saggio scritto a più mani dagli autori del gruppo Maelstrom, che indaga il rapporto privilegiato che gli esseri umani hanno sempre avuto con il loro satellite tramite l’immaginario, non dimenticando ovviamente i dati scientifici.
Infatti, fin dall’antichità, ci fu chi immaginava viaggi interplanetari verso la Luna, magari a dorso di un animale mitico come l’ippogrifo, immaginando che esistessero civiltà fantastiche: Luciano di Samostata, Ludovico Ariosto, Jules Verne e gli autori dei racconti pubblicati sulle mitiche riviste pulp sono solo alcuni degli esempi ricordati nelle pagine dei libri, molto prima che il sogno si avverasse e ci si andasse davvero, anche se c’è chi lo nega e il libro esamina anche le divagazioni dei negazionisti.
Il libro racconta mille storie, tra libri, cinema, fumetti, arte, illustrazione, pubblicità, musica e televisione, citando per esempio i romanzi usciti nella collana Urania che hanno raccontato in momenti diversi e a generazioni diverse viaggi sulla Luna. Del resto, oltre a Jules Verne, si sono confrontati con il mito della Luna Herbert G. Wells, Arthur Clarke, Robert Heinlein, Yambo, fino al recente Andy Weir.
Il cinema non è stato da meno a celebrare la Luna, con toni diversi, che possono spaziare dal sognante Viaggio nella Luna di George Méliès del 1902 alle atmosfere epiche di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, uscito un anno prima dello sbarco fino al recente First man che ha raccontato invece l’epopea realistica di Neil Armstrong.
Non sono mancati anche i fumetti, con numeri speciali di note riviste d’epoca come il Corriere dei Piccoli, ma anche le storie di Tin Tin e dei Paperi e Topi disneyani, e non si può dimenticare nemmeno il rapporto tra musica e Luna, da Frank Sinatra con la celebre Fly me to the Moon a ovviamente David Bowie, senza dimenticare gli illustratori, a cominciare da Karel Thole, protagonista di tante copertine Urania.
La televisione sulla Luna ha un posto primario, non solo per la leggendaria cronaca dell’allunaggio con Tito Stagno e Ruggero Orlando, ma anche per serie di culto come Ufo e soprattutto Spazio: 1999, amatissime da chi era bambino e ragazzino negli anni Settanta e ancora oggi ricordate, anche se magari erano implausibili ma non per questo meno affascinanti. Il libro ne ricorda comunque altre da riscoprire meno note, con un taglio a volte anche più realistico.
La Luna nell’immaginario non trascura poi l’aspetto reale, con la storia delle missioni spaziali, uno sguardo sul futuro, il ricordo di quella notte rimasta nel cuore di più generazioni e un’intervista con Umberto Guidoni, uno degli italiani che è andato nello spazio.
La Luna nell’immaginario è un libro per commemorare quel fondamentale evento della Storia umana, uno dei non molti di cui essere fieri, ma anche per confrontarsi con sogni e storie che da sempre il nostro satellite ispira, per chi c’era allora, per chi avrebbe voluto esserci, per chi immagina fin da bambino un giorno di andare anche lui o lei lassù.

Il gruppo Maelström è composto da:

Walter Catalano è redattore delle riviste Carmilla on line e Pulp, collabora regolarmente con varie altre testate tra cui RobotUraniaIf. Ha pubblicato racconti e realizzato cortometraggi anche per la RAI. Per Odoya ha curato la Guida alla letteratura noir.

Roberto Chiavini si occupa di cinema, letteratura fantastica, giochi e insegnamento. Vincitore per cinque volte del premio Italia per la fantascienza, con Odoya ha pubblicato La guerra di Secessione. Storie, battaglie e protagonisti della guerra civile americana.

Luca Ortino ha curato antologie di racconti di genere, soprattutto fantascienza, noir, horror e western.

Gian Filippo Pizzo si occupa da oltre quarant’anni di letteratura e cinema fantastici con articoli su quotidiani e riviste sia specializzate sia generiche e con la curatela di antologie.
Il gruppo Maelström ha curato diverse antologie, pubblicato libri di saggistica e diretto le collane Mellonta Tatua per Fratini di Firenze e Vintage Pulp per La Ponga di Nova Milanese.
Per Odoya ha pubblicato, con l’apporto anche di Michele Tetro: Guida al cinema di fantascienzaGuida alla letteratura horrorGuida al cinema horror e, insieme ad altri saggisti: Guida al cinema fantasyGuida ai narratori italiani del fantastico.

Michele Tetro ha pubblicato racconti sulle riviste OmniFuturaL’EternautaFuturo EuropaYorick Fantasy Magazine. Per Odoya ha pubblicato Robert E. Howard e gli Eroi della Valle oscura. Con Stefano Di Marino ha pubblicato, sempre per Odoya, Guida al cinema western e Guida al cinema bellico.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Evelina di Fanny Burney (Fazi editore, 2019) a cura di Elena Romanello

24 luglio 2019

evelina_w600_h913Virginia Woolf definì Fanny Burney la madre della letteratura inglese e Jane Austen la prese come modello per i suoi libri: basterebbero questi requisiti per aver voglia di scoprire la riproposta Fazi di un classico della narrativa inglese del Settecento, Evelina di Fanny Burney, uscito nel 1778 e subito grande successo per l’ironia e la freschezza, oltre che per essere comunque lo specchio della realtà.
Nel Settecento nacque in Inghilterra la letteratura di consumo come la conosciamo oggi, romanzi che dovevano appassionare e conquistare nuovi pubblici, come quello delle donne e quello dei giovani: Evelina è un antesignano di questo, storia forse della prima eroina adolescente della letteratura, non spregiudicata come Moll Flanders e Fanny Hill, ma non per questo meno interessante.
Evelina è la figlia illegittima di lord Belmont ed è cresciuta in campagna sotto le amorevoli cure del reverendo Villars. A 17 anni viene invitata da alcuni amici a Londra, dove scopre un nuovo mondo, molto stimolante ma anche potenzialmente pericoloso.
Durante un ballo la ragazza conosce lord Orville, uomo affascinante e saggio, e pian piano se ne innamora, mentre deve fare i conti con la scelta del suo padre naturale di riconoscerla.
Evelina dovrà faticare per trovare la felicità, ma soprattutto per trovare il suo posto nel mondo, in quella che è stata definita una delle più interessanti rappresentazioni dell’adolescenza.
Scritto sotto forma di romanzo epistolare e pubblicato per la prima volta in forma anonima per gli ovvi problemi che avevano all’epoca le donne a farsi conoscere, Evelina è un ritratto d’epoca, con una forte ironia che smaschera i pregiudizi e le convenzioni di fine Settecento.
Il tutto è mediato dallo sguardo di Evelina, prima protagonista di una nuova avventura letteraria che metterà le donne e le ragazze al centro delle storie, raccontando tante vicende dal loro punto di vista, in cerca di un posto nel mondo.
Un successo allora e un libro da leggere adesso, per scoprire dunque la prima di tante protagoniste che da oltre due secoli raccontano cosa vuol dire crescere e trovare la propria strada in un mondo non sempre facile.

Provenienza:libro del recensore.

Fanny Burney nacque a King’s Lynn nel 1752, Inghilterra, figlia del musicologo Charles Burney. Terza di sei figli, fu educata in casa e iniziò a scrivere a dieci anni. Si sposò a quarantadue anni con un esiliato francese, da cui ebbe un figlio. Dopo una lunga carriera da scrittrice, visse in Francia per oltre dieci anni, poi si stabilì a Bath, dove morì nel 1840. In tutto scrisse quattro romanzi, otto pièce teatrali, una biografia e venti volumi di diari e lettere. A Evelina seguirono Cecilia nel 1782 (Jane Austen si ispirò alle pagine finali di questo romanzo per il titolo Orgoglio e pregiudizio), Camilla nel 1796 e The Wanderer nel 1814.

Hayao Miyazaki un mondo incantato di Valeria Arnaldi (Ultra edizioni ristampa 2018) a cura di Elena Romanello

13 luglio 2019

81IQd5EpIMLUltra edizioni ha riproposto in una nuova edizione aggiornata e ampliata il saggio con cui ha inaugurato la collana Shibuya, Hayao Miyazaki un mondo incantato di Valeria Arnaldi, anche se forse non sarà ancora quella definitiva perché il maestro tornerà presto all’animazione.
Si tratta di un saggio imperdibile per scoprire un autore che ha saputo andare oltre le mode e lo stile dei manga e anime, definito da alcuni il Disney giapponese quando in realtà alla Disney ammettono da tempo di prendere ispirazione dai suoi film, storie fuori dal tempo e sempre valide.
Tra i suoi fan ci sono stati e ci sono  Steven Spielberg, Will Smith, Akira Kurosawa, Moebius, Alessandro Baricco e Jovanotti, ma spesso in giro si scoprono appassionati insospettabili, estranei al mondo degli otaku e affascinati da storie che hanno come tratti caratteristici pacifismo, ambientalismo, rapporti tra le generazioni, importanza delle donne, senza mai retorica.
Il saggio esamina gli inizi, l’apporto dato alla TV da Miyazaki, con opere famosissime anche da noi come Heidi e Anna dai capelli rossi, il debutto al cinema con Nausicaa della valle del vento e poi tutti i vari successi per il grande schermo, premiati con i più importanti riconoscimenti a livello internazionale.
Del resto, i personaggi di Miyazaki sono diventati icone, a cominciare da Totoro, e hanno unito più generazioni e pubblici, facendo dell’uscita di ogni suo film un evento, come è capitato recentemente in Cina con La città incantata.
Nella nuova edizione del libro in particolare è stato aggiunto un capitolo su film e autori che si sono posti sulla sua strada, per completare un viaggio alla scoperta di vita, pensiero e capolavori del maestro, tra aneddoti, memorie, interviste e immagini, con fotogrammi, locandine, curiosità, schizzi.
Il libro contiene anche vari omaggi di artisti e fan dal mondo, quadri, tavole, ma anche opere di street art, all’autore ma anche ai suoi personaggi più famosi, che sia Totoro o Conan o il robot di Laputa.
Hayao Miyazaki un mondo incantato è un libro fondamentale per capire uno dei maestri dell’animazione e del cinema del nostro tempo, sia per gli appassionati sia per chi vuole capire di più di un universo creativo senza eguali.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa della casa editrice che ringraziamo.

Valeria Arnaldi, laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista. Scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo Gli amori di Frida KahloTina Modotti hermanaChi è Banksy? E perché ha tanto successo?Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?Che cos’è la street art? E come sta cambiando il mondo dell’arte. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Per Ultra ha pubblicato, tra gli altri, Manga Art-Viaggio nell’iperpop contemporaneoBomba Sexy – Storia e mito della femminilità a cavallo del millennioHayao Miyazaki – Un mondo incantatoSelf-made WomanBarbie, la Venere di plasticaMadonna, l’icona del popLady Oscar.

Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè (Odoya, 2019) a cura di Elena Romanello

13 luglio 2019

miste_robotDopo il primo volume di Jacopo Nacci dedicato ai robottoni animati giapponesi, arriva sempre per Odoya quello che è forse il suo seguito ideale, scritto da Jacopo Mistè e dedicato ai giganti d’acciaio di seconda generazione, quelli considerati realistici, non più guerrieri mistici che si ergevano da soli contro il male ma macchine da combattimento in un futuro spaziale.
Il saggio racconta il periodo dal 1980 al 1999, particolarmente florido e interessante per gli anime, in cui il filone fantascientifico trovò una vera e propria età dell’oro, con i migliori narrativi e una grande ispirazione creativa.
Leggendo il libro, che alterna schede a analisi delle storie, ci si accorge comunque quanto materiale inedito ci sia anche da vedere, del resto in Italia, dopo il primo boom degli anime tra il 1978 e il 1982, si mise un freno all’importazione soprattutto di serie robotiche (erano considerate diseducative) e solo nel decennio successivo, con i fan ormai adulti, si poté ricominciare a vedere qualcosa, spesso per l’home video,  perdendo però varie storie che qui possono essere conosciute.
Il libro parte facendo un accenno ai titoli più vecchi, con personaggi comunque emblematici come Tetsujin 28 e Mazinger Z, per poi arrivare al fenomeno Gundam, che all’inizio fu un flop e fu solo l’insistenza di Yoshiyuki Tomino che permise alla serie di andare avanti e diventare la prima di un nuovo mondo e modo per raccontare storie con i robot.
L’altra grossa saga che il libro tratta è quella di Evangelion, ideata da Hideaki Anno negli anni Novanta, altra rivoluzione di nuovo alla ribalta per le vicissitudini della serie su Netflix, ancora in attesa di un film conclusivo.
Nelle pagine del libro trovano spazio tante storie e autori, come VOTOMS e Gasaraki di Ryōsuke Takahashi, Patlabor di Mamoru Oshii, dietro anche ad un cult come Ghost in the shellGiant robot di Yasuhiro Imagawa, pescando tra ricordi e fandom e raccontando comunque un modo insolito e originare di rapportarsi con la fantascienza.
Jacopo Mistè rivela quindi come si è evoluto un genere ancora oggi emblematico, dallo schematismo infantile tipico del genere tokusatsu delle origini per arrivare alle storie odierne, tra continuuity serrata, regie rivoluzionarie, sceneggiature da leggere a più livelli, contenuti che non si limitano certo solo alla storia raccontata.
L’autore ha scritto il libro partendo da diversi tipi di fonti, consultando materiale originale giapponese, fanzine anche italiane degli anni Ottanta e Novanta,  siti Web ricchi di contenuti inediti, per un volume per appassionati, non necessariamente nostalgici, ma anche per curiosi e per studiosi, che vogliono sapere di più su un segmento dell’immaginario comunque fondamentale.

Provenienza: libro del recensore.

Jacopo Mistè nasce nel 1987 e vive a Pove del Grappa. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, gestisce il blog Anime Asteroid specializzato in recensioni di titoli di animazione giapponese, in particolare quelli del mondo della fantascienza e della robotica. I suoi scritti appaiono anche nella rivista Terre di Confine Magazine.

Storia dei draghi di Martin Arnold (Odoya, 2018) a cura di Elena Romanello

4 luglio 2019

arn_draghiLa casa editrice Odoya dedica un libro ad una delle figure più carismatiche dell’immaginario fantastico, il drago, presentando appunto una Storia dei draghi, scritta dall’autore Martin Arnold.
I draghi sono presenti in varie culture, anche molto diverse tra di loro, e il sottotitolo lo ribadisce: Dai Nibelunghi a Game of thrones., dalle leggende epiche di passati remoti al presente di una serie TV diventata di culto e capace di conquistare il pubblico di tutto il mondo, in cui il lucertolone sputafuoco ha avuto una delle sue più riuscite incarnazioni. Il libro è completato per l’edizione italiana da una postfazione di Licia Troisi, nerd, cultrice del fantasy prima di esserne lei stessa autrice e di dare anche lei una sua versione sui draghi.
Il libro è illustrato con immagini di quadri, statue, oggetti, fotogrammi di film e telefilm e presenta come il drago sia stato temuto ma anche amato in tutto il mondo: forse il suo mito fu stimolato dal ritrovamento delle ossa dei dinosauri sulle quali non si sapeva dare una spiegazione, sta di fatto che è presente in luoghi diversi come il mondo nordico, la cultura biblica, la mitologia classica, la Cina, il Giappone e presso i popoli celtici.
Una creatura di potere, da temere e combattere, rispettata in Oriente dove era considerata simbolo di saggezza e equilibrio, capace di giungere fino a noi dalle antiche leggende che avevano protagonisti Ercole, Sigfrido e san Giorgio.
I draghi hanno avuto poi grandissimo successo nella cultura fantasy dell’ultimo secolo, da Tolkien a Ursula K. Le Guin, da Anne McCaffrey a J. K. Rowling, e sono comparsi in vari film, come Excalibur, Dragon Trainer e nel fondamentale Dragonheart. Il libro esamina in maniera approfondita la saga di Game of thrones, con tre draghi che si sono visti nascere e crescere sullo schermo e che hanno sviluppato con la loro madre putativa Daenerys un rapporto di amore e morte, potere e distruzione, di cui si è visto recentemente l’epilogo.
Storia dei draghi è un libro per chiunque ami i draghi, creature mai esistite ma in realtà presenti nei nostri sogni e incubi in maniera costante, fin da quando si è piccoli per arrivare al binge watching contemporaneo sulle avventure della Madre dei Draghi, incapace di dominare davvero esseri così possenti e oltre ogni limite.

Martin Arnold è senior lecturer di Letteratura inglese presso la University of Hull. Ha conseguito un dottorato con una tesi sulle saghe islandesi medievali alla University of Leeds nel 1996. È stato uno dei curatori della rivista Studies in Medievalism. Tra i suoi libri di maggior successo ricordiamo: The Vikings. Culture and Conquest(2006) e Thor: Myth to Marvel (2012).

Provenienza: libro del recensore.

Messaggi dal Sottosopra, guida al mondo di Stranger Things di Guy Adams (De Agostini, 2017, ristampa 2019) a cura di Elena Romanello

4 luglio 2019

40252-messaggi-dal-sottosopra-copertina-675x1024Ormai l’attesa è finita, è giunta sugli schermi Netflix l’attesa terza stagione di Stranger Things, serie che ha riunito davanti alla televisione più generazioni, gli ex ragazzi cresciuti negli anni Ottanta di cui hanno ritrovato le atmosfere e i loro figli conquistati da una storia avvincente e non banale, con giovanissimi protagonisti come non accadeva appunto da tanti anni.
Per prepararsi alla visione o affiancarla, De Agostini ripropone la guida non ufficiale Messaggi dal sottosopra Dentro il mondo di Stranger things, scritto da Guy Adams, che presenta un approccio davvero interessante e in linea con lo spirito insolito e di sperimentazione della serie. Una serie che gioca sulla nostalgia, ma mai in maniera solo celebrativa e autoreferenziale, e che omaggia una stagione in cui molti nerd sono cresciuti e oggi raccontano storie rielaborando gli immaginari con cui hanno avuto a che fare.
Il libro parte dal raccontare la nostalgia anni Ottanta, per poi concentrarsi sugli ideatori del serial, Ross e Matt Duffer, sul loro background e sulla gavetta che hanno dovuto affrontare per affermarsi e poi, partendo da ogni episodio, tira fuori spunti e curiosità, citando Stephen King e Steven Spielberg, Tolkien e Dungeons & Dragons, Blade Runner I Goonies, senza dimenticare la musica, da David Bowie ai Clash, i ritratti degli interpreti, tra giovani promesse e vecchie leve,  e alcuni suggerimenti di film da recuperare.
Ogni capitolo si chiude su dei compiti con domande da svolgere e su uno spazio per scrivere appunti sulla serie, un insieme di archetipi e citazioni mai scontato, capace di tenere inchiodati alla sedia e di rilanciare il fantastico in TV visto dagli occhi dei più giovani, eroi per caso alle prese con enigmi, complotti e viaggi nell’impossibile, e con l’incontro con Undici, una delle figure femminili più inquietanti e carismatiche mai comparse in una serie di genere fantastico.
Messaggi dal Sottosopra è un libro per tutti i fan di Stranger things, presenti e futuri, capaci di raccontare in maniera divertente e esauriente i come e i perché di un successo.

Guy Adams, inglese, classe 1976, è scrittore, sceneggiatore e autore, ed è membro fisso tra gli scrittori di storie su Doctor Who, oltre che di Sherlock Holmes Life on Mars. Ha scritto anche romanzi originali di genere fantastico, come la serie Heaven’s Gate. Il saggio su Stranger Things è al momento la sua unica opera di saggistica.

Provenienza: libro del recensore.

Stranger Things il Sottosopra di Vari (Salani, 2019) a cura di Elena Romanello

30 giugno 2019

Stranger Things il SottosopraIn attesa della terza stagione di Stranger Things su Netflix, che sarà disponibile la prossima settimana e si preannuncia come uno dei grossi eventi dell’estate, Salani presenta la prima graphic novel ispirata alla popolarissima serie TV ad essere finalmente tradotta in italiano, Il Sottosopra.
Questa avventura inedita presenta al lavoro uno staff che vede alla sceneggiatura Jody Houser, alle matite Stefano Martino, agli inchiostri Keith Champagne, ai colori Lauren Affe, mentre la copertina è realizzata da Jen Bartel. Nell’edizione italiana si segnala la traduzione di Francesca Mastruzzo e il lettering di Paola Cannatella.
Il Sottosopra permette di fare un bel ripasso della prima stagione di Stranger Things, raccontando una parte di storia che non si è vista, e cioè cosa è capitato a Will dopo che è stato risucchiato in un mondo alternativo durante una partita a Dungeons & Dragons con i suoi amici e cosa faceva mentre da questa parte i ragazzi cercavano di salvarlo, conoscendo Eleven e scoprendo verità inquietanti.
Will è quindi protagonista assoluto in un mondo che sembra tanto quello che ha lasciato ma dove si trova solo, con presenze inquietanti e le stesse cose ma ammantate da un’aria di abbandono, senza possibilità di comunicare.  Una storia da divorare tutta d’un fiato, che restituisce sulla pagina disegnata le stesse atmosfere della serie, uno dei maggiori successi degli ultimi anni per come ha saputo mescolare archetipi sempre validi come la paura e voglia di crescere con i cult degli anni Ottanta, con citazioni che sono omaggi non sterili.
Del resto è da tempo che il mondo delle serie TV è connesso a quello dei fumetti, con contaminazioni reciproche e nel nostro Paese sono legami tutti da esplorare e scoprire, qualcosa è già uscito, ma Stranger Things era un universo che era d’obbligo esplorare visto il successo che ha avuto anche da noi. In attesa di nuovi titoli e ovviamente dei nuovi, attesi episodi.
I fumetti ispirati alle serie TV riprendono le atmosfere per raccontare o seguiti con nuove avventure o aggiunte a storie già note, come in questo caso, che fa scoprire cosa è successo davvero a Will nel Sottosopra, un mondo alternativo con cui lui e i suoi amici hanno dovuto e a quanto si sa dovranno ancora fare i conti.

Jody Houser  ha deciso di diventare un’autrice a otto anni e non ha mai cambiato idea. Ha studiato Scrittura creativa all’Emerson College di Boston dove ha fatto una tesi sulle sceneggiature cinematografiche e dal 2006 ha iniziato a collaborare con i webcomics.
Ha scritto tra gli altri Faith per Valiant Comics, Max Ride: Ultimate Flight e Agent May per Marvel e Orphan Black per IDW.  Ha anche collaborato a varie antologie, come Avengers: No More Bullying, Vertigo CMYK: Magenta, e Womanthology. Il suo sito ufficiale è http://www.mindeclipse.com/

Stefano Martino, genovese, dopo aver lavorato per la Modern Video di Stoccarda, nel 1996 inizia a illustrare per la Sergio Bonelli Editore, inizialmente sulla testata di Zona X e, dal 1999, sulle testate di Jonathan Steele e Legs Weaver. Collabora a partire dal 2003 con Drive Magazine e con Unlimited2  su contenuti e grafica di videogiochi. Successivamente si sposta in Spagna dove sperimenta nuove vie della grafica e del fumetto, pur continuando a collaborare con Nathan Never e con la nuova serie di Jonathan Steele, pubblicata dalle Edizioni Star Comics.  El Dragon verde, da lui scritto e disegnato, esce in Italia nell’annuario Altrimondi nel 2006 e in Spagna nel 2007 pubblicato da Aleta ediciones. Nel 2008 inizia la collaborazione con la versione spagnola di Doctor Who. Il suo blog è https://nibercity5555.blogspot.com

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.