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La leggenda delle nubi scarlatte di Saverio Tenuta (Magic Press, 2017) a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2018

Magic Press sta riproponendo in volumi brossurati le graphic novel di Saverio Tenuta, poliedrico autore che hanuvoleScarlatte_cover spaziato tra Italia, Stati Uniti e Francia, raccontando storie da cittadino del mondo, con ambientazioni varie.
La leggenda delle nubi scarlatte porta nel Giappone medievale caro a vari film di Kurosawa, per raccontare una storia di viaggio e di evoluzione personale, in un mondo senza tempo e sempre di gran fascino. Un motivo in più per leggere un fumetto che è di difficile reperibilità per il mercato italiano, uscito in passato per Comma 22.
In realtà La leggenda delle nubi scarlatte era nato per il mercato francese, pubblicato da Les Humanoides Associés, e formato, narrazione e tavole rispettano i canoni delle graphic novel d’oltralpe, soprattutto di quelle a sfondo storico, con una composizione che prevede numerose vignette per tavola, nessuna splash page e grande spazio al testo, in una vera e propria narrativa a disegni, forma d’arte che in terra francofona è messa sullo stesso piano di quella puramente raccontata dalle parole.
Disegni accurati e fedeli a ricostruire un mondo, con una storia che per temi, ambientazione e filosofia di vita è pienamente giapponese, a raccontare ancora una volta i vasti interessi di Saverio Tenuta.
La vicenda raccontata in un volume che raccoglie quattro albi francesi porta in un Giappone feudale immerso dalla neve, un regno dove la Storia si mescola alla fantasia, con spunti presi da alcuni miti del Paese del Sol levante. Meiki, giovane marionettista del bunraku, una delle tante forme teatrali di quel mondo, si innamora di Raidu, un samurai che in guerra ha perso un braccio, un occhio e la memoria. Sulla loro strada troveranno complicazioni e antagonisti, tra la folle Shogun Fujiwara, il suo guerriero dai tre occhi Fudo e gli Izuna, mistici lupi protettori della foresta.
Una leggenda di un mondo lontano, una mitologia tra poesia e epica, un omaggio ad una cultura potente vista da un occidentale ma che riesce a entrare addentro, con scene che alternano dinamismo e poesia, con due colori che dominano tutto, il bianco della neve e lo scarlatto di foglie, sangue, oggetti e sentimenti.
La leggenda delle nubi scarlatte è una riscoperta o scoperta piacevole e interessante, intelligente e appassionante, sia per i cultori del mondo nipponico, da sempre oggetto di fascinazione qui in Occidente, sia per chi in generale cerca qualcosa di nuovo e nello stesso tempo di antico.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Magic Press che ringraziamo.

Saverio Tenuta nasce a Roma il 14 Maggio 1969. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia a lavorare come incisore d’arte e grafico pubblicitario. Entra nel mondo del fumetto nel 1992 realizzando storie brevi e copertine per varie case editrici italiane: Cierre (Artur King), Universo (Intrepido), Tattilo(Playmen Comix), General Press (Il Corvo presenta), RCS (2000 giorni al 2000), Phoenix (Laida Odius – Italia XXII secolo).
Per quest’ultima casa editrice esce nel 1997 il suo primo libro a fumetti su sceneggiatura di Otto Gabos dal titolo Cold Graze: risvegli di ghiaccio. Parallelamente porta avanti alcune collaborazioni con case editrici americane. Realizza illustrazioni per la Event (Ash 22 Brides) e la SQP (Conan the cruel). Con la casa editrice Sirius realizza il libro DOLLS su sceneggiatura di Lorenzo Bartoli. In seguito, sempre in collaborazione con Lorenzo Bartoli, realizza Morrigan, graphic novel a colori pubblicato da Heavy Metal (negli USA) e Magic Press (in Italia). Sulla rivista americana Heavy Metal pubblica una serie di storie brevi delle quali cura anche i testi, mentre in Italia realizza i Tarocchi celtici con la casa editrice Lo Scarabeo.
Nel 2001 lavora con la DC comics sul graphic novel JLA: The riddle of the beast (testi di Alan Grant), mentre è del 2003 il suo artbook monografico Elegia (Heavy Metal). Parallelamente, realizza per il Giappone la storia “Carpe Diem” per la casa editrice Kodansha. Nel 2005 si sposta sul mercato francobelga e con Les Humanoïdes Associés realizza testi e disegni per la tetralogia La leggenda delle Nubi Scarlatte. L’opera viene poi tradotta in italiano, tedesco, spagnolo e inglese. Quest’opera darà il via all’universo “Nubi Scarlatte”, che si sviluppa in altre due serie spin-off: Izuna (testi di Saverio Tenuta, disegni di Carita Lupattelli) e La maschera di Fudo (testi e disegni di Saverio Tenuta). Sin dal 1993 ha iniziato a insegnare fumetto e tecniche di disegno in scuole di settore e nel 2010 fonda il DAISHO¯ Studio, un atelier dove segue i suoi allievi e sviluppa nuovi progetti di fumetto e illustrazione. http://tenutadaishostudio.weebly.com/

Il caso Moro di Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno (Becco Giallo, 2017) a cura di Elena Romanello

8 ottobre 2018

il-caso-moro (1)L’editore Becco Giallo ha messo al centro della sua produzione di graphic novel la riflessione e la denuncia su protagonisti e eventi del nostro tempo, tornando anche indietro di decenni per raccontare ferite ancora aperte, fatti non del tutto chiari e capaci di influenzare ancora oggi il mondo.
Nel quarantesimo anniversario di una delle pagine più oscure della Storia italiana, il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno hanno raccontato quella vicenda cercando di evitare le trappole dell’emotività e del sensazionalismo, in un volume per immagini rigoroso e appassionante, tra graphic journalism e racconto di storia recente.
Strutturato su vari capitoli e con vignette dove le matite sono grandi protagoniste e ricche di ombreggiature, a testimoniare un qualcosa che fino in fondo non è stato ancora capito, Il caso Moro ricostruisce quei giorni concitati della primavera del 1978 attraverso vari punti di vista, quello dello statista alle prese con questioni molto importanti e cruciali per la sua carriera che avrebbero potuto cambiare l’Italia, quello dei sequestratori e quello di chi tentò, non fino in fondo, di far concludere i fatti in maniera diversa.
Un’opera rigorosa, si diceva, che non prende parte per niente e nessuno, si limita a raccontare una pagina di Storia non più così recente ma ancora presente come ferita nel nostro Paese, non tacendo gli aspetti più crudi, come il massacro della scorta di Aldo Moro, parlando della personalità dello statista, forse troppo scomodo per quei tempi, ricordando i carnefici e le loro scelte e non tacendo dei tentativi per salvarlo ma anche dei paletti che man mano emersero, fino alla tragica conclusione.
Interessante che i due autori siano entrambi nati anni dopo i fatti raccontati, ma che abbiano voluto e saputo ricostruire senza preconcetti e provando a raccontare i fatti nella loro realtà un evento che all’epoca scosse tutti, qualsiasi età si avesse, e che resta oggi uno dei più gravi avvenuti dal dopoguerra ad oggi.
Il caso Moro è completato da una postfazione sotto forma di saggio che racconta tutti i retroscena e i protagonisti della vicenda, politici, poliziotti della scorta e brigatisti, oltre che da una bibliografia e filmografia articolate, per capire meglio un momento tragicamente cruciale e non ancora del tutto chiaro.
Una graphic novel per chi c’era già allora e vuole approfondire, magari perché era bambino o bambina e degli eventi ricorda solo degli stralci dei telegiornali e gli sguardi in casa, ma anche per chi è nato dopo e vuole sapere cosa è successo prima, che eventi ci sono stati, spesso oggi rimossi dai più ma ancora essenziali per comprendere la situazione attuale.

Luca Bagnasco: nato a Genova il primo settembre 1986, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul linguaggio del cinema e dei videogiochi. Terminati gli studi, inizia a scrivere articoli per un giornale locale e frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto, dove conosce Tommaso Arzeno, che disegna le sue storie. Nel 2016 esce in edicola il suo primo lavoro Una fortuna inaspettata, pubblicato da Aurea editoriale.

Tommaso Arzeno: nato a Chiavari il 4 marzo 1992, dopo il diploma di liceo scientifico si trasferisce per un anno a Buenos Aires dove frequenta il corso di fumetto alla Escuela de dibujo Carlos Garaycochea. Ha poi frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto dove ha conosciuto Luca Bagnasco. Nell’estate del 2015 ha collaborato alle matite de I ragazzi di villa Emma uscito nel novembre dello stesso anno per la rivista Super G. Nel 2016 ha pubblicato, con Luca ai testi, la storia Una fortuna inaspettata.

Per le matite si segnala anche la collaborazione di Alessia Lenti.

Provenienza: omaggio della casa editrice al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

L’edizione autunnale di Romics

5 ottobre 2018

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Dal 4 al 7 ottobre torna Romics, la fiera di Roma dedicata a fumetti e cultura nerd, giunta alla ventiquattresima edizione nello spazio della fiera di Roma, e già distintasi in giro per il manifesto con una splendida immagine di uno degli ospiti d’onore, l’illustratore Paolo Barbieri.
Il programma è denso di ospiti e i padiglioni dello spazio fieristico ospiteranno tutto quello che fa parte del mondo dell’immaginario, stand, incontri, cosplayer, editori, autori, gadget, libri e fumetti tra novità e collezionismo, workshop.
Nelle tante proposte di quattro giorni che si annunciano come interessanti si segnalano l’opera di Charlotte Gastaut, illustratrice e fumettista attenta al mondo della moda, il tributo a Marco Gervasio, illustratore Disney, il poliedrico Chris Warner, attivo tra  Marvel, DC Comics, WildStorm e Dark Horse Comics, gli approfondimenti sui trent’anni della Pixar, l’esperienza in Giappone di Igort.
I fumetti saranno declinati anche in modo insolito, parlando per esempio di Graphic Journalism, storie a vignette sulle problematiche di oggi e di ieri, con approfondimenti sul Sessantotto e sul centenario della Grande Guerra, senza dimenticare riflessioni sul fumetto oggi, tra mercato e Street Art.
Chi legge fumetti legge anche libri, e tra gli autori ospiti si segnalano Simonetta Agnello Hornby, Matteo Strukul, Marcello Simoni e Romano De Marco: si segnala uno spazio sulla letteratura per ragazzi e varie sinergie con il mondo delle biblioteche e delle librerie.
Per quello che riguarda le mostre si segnalano il tributo a Diabolik di Sergio Zaniboni, i 25 anni della Scuola Romana di Fumetti, le celebrazioni dei compleanni di Evangelion e Utena e  Sogni e incubi del grande cinema di genere: fantascienza, fantasy e horror.
Nelle conferenze si parlerà tra l’altro di come sono cambiati fumetti, musica e costumi con Stefano Casini, autore de Gli anni migliori, delle novità della casa editrice Shockdom, del già citato Diabolik, dei maestri italiani del giallo tra storico e contemporaneo, delle biografie  a fumetti di grandi artisti, dell’illustrazione con Paolo Barbieri, di edicole e librerie, della graphic novel Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso sulla nave Aquarius.
Non mancano  la gara cosplay, con il Romics Cosplay Award, con le selezioni internazionali per le grandi gare mondiali del World Cosplay Summit di Nagoya (Giappone) e la Yamato Cosplay Cup International di San Paolo (Brasile) e il Movie Village sul cinema di genere, con le novità dei prossimi mesi, da Venom Animali fantastici: i Crimini di Grindewald.
Il programma completo, con anche gli eventi Off in giro per Roma, è disponibile nel sito ufficiale della manifestazione Romics.

A Torino l’edizione 2018 di Portici di carta

3 ottobre 2018
Portci di carta 2017 Torino sabato 7 ottobre

Portci di carta 2017 Torino sabato 7 ottobre

Il 6 e 7 ottobre il centro di Torino, da piazza Carlo Felice a piazza Castello, si animerà per la dodicesima volta con la manifestazione Portici di carta, una delle più amate dai torinesi e non solo. Un evento che giunge dopo un periodo non facile per la Fondazione del libro e della cultura, organizzatrice di Portici di carta e del Salone del libro e dopo un anno durante il quale hanno chiuso varie librerie e fumetterie sotto la Mole.
Protagonista di quest’edizione è Pippi Calzelunghe, icona femminista della letteratura per l’infanzia e non solo, creata sessant’anni fa da Astrid Lindgren e ancora oggi popolarissima per la sua forza innovativa.
Il percorso si snoderà attraverso 123 librai di Torino e provincia ed editori piemontesi: a loro si aggiungono in piazza Carlo Felice i bouquinistes del Libro ritrovato, in un’edizione speciale di due giorni oltre a quelle solite che animano ogni prima domenica del mese la piazza davanti a Porta Nuova con veri e propri tesori. Gli espositori saranno organizzati in 19 tratti tematici a seconda delle loro specializzazioni.
Il grosso degli eventi e delle conferenze saranno tra l’Oratorio di San Filippo in via Maria Vittoria 5 e il Circolo dei lettori in via Bogino 9, ma sono da segnalare in piazza San Carlo lo spazio bambini e il Bibliobus, presentato qui e per portare i libri in luoghi non serviti dalle biblioteche, e gli incontri ai Giardini Sambuy, con lo spazio per il bookcrossing.
Tra gli ospiti, si segnalano Nando dalla Chiesa, Margherita Oggero, l’autore brasiliano João Paulo Cuenca,  Aldo Cazzullo Luigi Lo Cascio che debutta come scrittore, Elena Varvello, Benedetta Cibrario, Valeria Parrella e le autrici del Concorso letterario nazionale Lingua Madre. Gli editori ospiti di quest’edizione sono Emons Audiolibri e Gallucci Editore.
Tornano anche le passeggiate letterarie, sulle orme di autori come Edmondo De Amicis, Guido Gozzano, Fruttero e Lucentini, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Younis Tawfis, Amara Lakhous, Giovanni Arpino e Mario Soldati, tra il centro e San Salvario.
Le librerie di Portici di carta sono aperte sabato dalle 10 alle 24, domenica dalle 10 alle 20, il programma completo è nel sito ufficiale di Portici di carta.

Stranimondi 2018 a Milano a cura di Elena Romanello

2 ottobre 2018

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Il 6 e 7 ottobre torna a Milano, negli spazi della Casa dei Giochi in via Sant’Ugozzone 8 Stranimondi, la convention dedicata al mondo del fantastico letterario, con case editrici indipendenti, convegni, conferenze e incontri con gli autori, tra gli eventi più amati nel nostro Paese intorno a generi considerati di nicchia ma in realtà capaci di crescere di anno in anno, tra editoria indipendenti e grossi colossi.
All’interno di Stranimondi si svolgono altri eventi, come i Delos Days, approfondimenti su dove vanno i generi del fantastico oggi e Weirdiana, convention dedicata alla narrativa Weird. Tra gli argomenti di cui si parlerà ci sono i Paesi emergenti dove si scrive nuova fantascienza, dalla Cina all’Africa, la diversità nel fantastico, da Frankenstein La forma dell’acqua, i cinquant’anni dell’allunaggio, le attività del Mufant, Museo del fantastico di Torino, l’opera di Lovecraft, le traduzioni della saga del Trono di spade di George R. R. Martin, il realismo fantastico, il fantasy da Ariosto ad oggi.
Tra gli editori presenti si segnalano i nomi di Watson, Elara, Tabula Fati, Nero Press, Delos Books, Zona 42, Runa, Plesio, La Ponga, Hypnos, Alia Evo, Future Fiction, Acheron e altri, con novità e autori agli stand.
Nutriti gli ospiti, con l’autore britannico Ian McDonald, che nei suoi libri mescola fantastico e tematiche sociali, Michele Mari, capace di rileggere la narrativa gotica, Licia Troisi, l’autrice fantasy italiana più letta non solo nel nostro Paese reduce dall’aver terminato la saga del Dominio con il terzo volume di prossima uscita, Bruno Bozzetto, il maestro dell’animazione italiana, l’illustratore Gregory Panaccione, il copertinista Max Bertolini e Dario Tonani, che presenterà la sua ultima fatica, Naila di Mondo9, ambientata in un universo fantastico steampunk e attesissimo dagli appassionati.
Il programma completo, con tutte le diverse possibilità di accesso alla manifestazione, è disponibile nel sito ufficiale della manifestazione Strani mondi.

Trilogia dell’Area X di Jeff VanderMeer (Einaudi, 2018) a cura di Elena Romanello

27 settembre 2018

trilogiax-1518606727In occasione dell’uscita del nuovo romanzo di Jeff VanderMeer Borne, già recensito da Liberi di scrivere, Einaudi ha raccolto in un volume unico i tre precedenti libri dell’autore, successi che l’hanno rivelato al grande pubblico, componenti della cosiddetta Trilogia dell’Area X, Annientamento, Autorità, Accettazione.
Per molti questi trittico di cui solo il primo libro può essere letto da solo ed è diventato anche un film distribuito sulle piattaforme on line con Natalie Portman protagonista ha rivoluzionato la fantascienza come genere, con echi di Lovecraft e richiami a cult degli ultimi anni, come il serial Lost.
Tutto ruota intorno all’Area X, luogo misterioso oggetto di molte spedizioni da cui pochi sono tornati dalle varie spedizioni scientifiche governative che sono state mandate, in un futuro non specificato, per capire e carpire i suoi segreti. Ora tocca ad una squadra composta solo da donne, nessuna delle quali viene indicata con il suo nome, ma con le loro mansioni, la biologa, la glottologa, la psicologa. Una di loro cerca il marito scomparso lì,  ma presto i misteri si infittiranno, con la scoperta di nuovi luoghi da esplorare e di cose non dette a monte con cui la squadra si trova a dover avere a che fare.
Una storia dove echi di Conrad, Ballard e Dick, dove all’elemento fantascientifico si aggiunge un discorso contro l’antropocentrismo, sull’ambiente senza retorica, dove forse i personaggi femminili, per cui l’autore ha una grande attenzione possono essere le salvatrici, o almeno le uniche capaci di dare un nuovo senso alla vita e al mondo. Un tema che poi è tornato in Borne, sia pure con toni diversi, là sotto una distopia mentre qui si riflette sul tema del confine, sul limite, sul desiderio di conoscere ma anche sulla capacità di trovare nuove strade.
Tre libri che si completano, il primo con toni avventurosi e di ricerca della soluzione del mistero, il secondo con al centro John Rodriguez, figlio di una precedente direttrice della Southern Reach, l’ente che controlla l’Area X e ne limita l’accesso per un presunto disastro ecologico, invece più intimista, il terzo organizzato su flash back su cosa avvenne alla squadra del primo libro e su fatti che completano il quadro.
La Trilogia dell’Area X, come già i singoli libri, invita ad una lettura che appassiona e fa riflettere, intorno ai confini del mondo, ai limiti dell’umanità e alle possibilità di andare oltre.

Jeff VanderMeer è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award, e con cui è stato finalista allo Hugo Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l’intera trilogia dell’Area X: Annientamento, Autorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET nel 2018), oltre che Borne. E’ anche curatore dell’antologia sul fantastico al femminile Le visionarie con la moglie Ann.

Provenienza: libro del recensore.

L’impero del sogno di Vanni Santoni (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

25 settembre 2018

978880468079HIG-313x480Vanni Santoni si è già fatto notare per come ha saputo rileggere i generi del fantastico e riflettere sul mondo del fandom ad essi collegato, collezionando una candidatura al premio Strega per La stanza profonda, romanzo saggio sul mondo dei giocatori di Dungeons and Dragons, visti come emblema di una generazione e del passare del tempo.
Ne L’impero del sogno, sua ultima per ora fatica, costruisce una sorta di antefatto alla saga fantasy di Terra Ignota, uscita per Mondadori alcuni anni fa inserendo il personaggio di Federico Melani già comparso ne Gli interessi in comune, in una storia comunque godibilissima anche da sola, senza conoscere gli altri libri dell’autore.
La vicenda si svolge in dodici giorni ed è stata ispirata all’autore da un’esperienza che può capitare, quella di vivere dei sogni notturni collegati tra di loro, come una sorta di racconto a puntate. Nel libro troviamo Federico Melani, detto Mella, un ventenne toscano senza progetti, iscritto fuori corso all’Università, in rotta con la madre, interessato a vivere tra giochi di ruolo, fumetti e immaginari vari, come capita oggi in questo nostro Paese con il record di neet e di giovani che non arrivano alla laurea.
Vanni Santoni però non è interessato a scrivere un romanzo di denuncia, ed ecco che Federico inizia a fare uno strano sogno, che prosegue ogni volta che si addormenta, in cui incontra varie creature di mondi fantastici, fin quando arriva ad una riunione dove bisogna decidere il destino di una bambina prescelta, tra suggestioni in cui trovano spazio La Storia infinita e i film di genere fantastico anni Ottanta, i manga e i videogiochi, con una profondità comunque maggiore rispetto a quella del pur simpaticissimo Ready Player One.
Infatti Vanni Santoni, nerd da una vita e dentro lui per prima agli universi del fantastico, più che alla citazione fine a se stessa è interessato a prendere dagli universi del fantastico, che siano giochi di ruolo, fumetti, anime, cinema, libri, serie TV, gli archetipi e le strutture narrative, non dimenticando le origini spesso colte e antichissime di tante moderne mitologie che appassionano le ultime generazioni oggi.
Il risultato è un universo complesso e affascinante, un viaggio in tanti mondi, del resto basta vedere le letture che Mella fa leggere alla piccola prescelta (altro archetipo fortissimo), dove trovano spazio i manuali di Dungeons & Dragons, l’Orlando Furioso, Neil Gaiman, Vladimir Propp, il manga Berserk, i poemi nordici, Calvino e altro ancora. Il risultato è un libro con più livelli di lettura, un fantasy atipico, metanarrativo, che invita a fare altre letture, un racconto di formazione e di riscatto, senza retorica e senza morale, un modo per mettere insieme realtà e fantasia.
Scoperta di mondi alternativi, omaggio a decenni di cultura che non si può più definire di serie B, disanima della condizione giovanile oggi (oltre a Mella c’è anche il personaggio di Livia, emblema della condizione delle ragazze nerd), omaggio ad archetipi a cominciare da quello delle esplorazioni legate al sogno, inno psichedelico al potere della fantasia: L’impero del sogno è tutto questo e forse anche di più.
Un libro consigliabile ai cultori del genere fantastico, soprattutto a quelli che cercano qualcosa che vada oltre schemi e storie già sentite, ma anche un libro da leggere per chi vuole scoprire di più universi e riflessioni sui giovani e diversamente giovani, su sogni e immaginari, in una prospettiva comunque innovativa e interessante.

Provenienza: libro del recensore.

 Vanni Santoni (Montevarchi, 1978) vive a Firenze. Dopo l’esordio con Personaggi precari ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Gli interessi in comune (Feltrinelli, 2008), Se fossi fuoco, arderei Firenze (Laterza, 2011), In territorio nemico (minimum fax, 2013, da coordinatore), Muro di casse (Laterza, 2015), La stanza profonda (Laterza, 2017, candidato al Premio Strega). Per Mondadori è autore di Terra ignota (2013) e Terra ignota 2. Le figlie del rito (2014). Scrive sul “Corriere della Sera” ed è direttore della collana di narrativa della Tunuè.

Mary e il mostro di Lita Judge (Il Castoro, 2018) a cura di Elena Romanello

19 settembre 2018

Mary-e-il-mostro_cover-346x540Questo è l’anno di Frankenstein, il primo romanzo di fantascienza di tutti i tempi, e della sua autrice, perché fu una donna la prima a cimentarsi con questo genere, anzi un’adolescente, Mary Shelley, e accanto a riedizioni e film, trova spazio una biografia insolita e agile, uscita per Il Castoro in italiano ad opera di Lita Judge.
La vicenda umana di Mary Shelley, o meglio Mary Wollstonecraft Godwin, ragazza ribelle, in anticipo sui suoi tempi, ripudiata dalla sua famiglia di origine per la sua relazione illecita con Percy Shelley che sposò in un secondo tempo, toccata dalla morte fin dalla sua nascita che causò la morte di sua madre, antesignana del femminismo e sempre ombra incombente sulla sua vita, vittima anche di un marito narcisista ed egoista oltre che di una società bigotta e patriarcale, capace di creare un romanzo agghiacciante ma nello stesso tempo metaforico della solitudine e del dramma di non essere amati, rivive sotto forma di libro illustrato.
Lita Judge organizza infatti il libro in una serie di tavole in bianco e nero, che raccontano la vita di Mary fino alla morte tragica di Shelley, con sopra sotto forma di versi i vari capitoli della sua vita, spesso con le parole della diretta interessata, in un viaggio agli inferi di un animo tormentato che trovò nella scrittura un modo per esorcizzare drammi e passioni e di dare un senso ad una vita segnata da sempre.
Il libro è poi completato da alcuni approfondimenti sulla vita e le opere di Mary Shelley, sui personaggi della storia e sul loro destino, spesso tragico, da Byron alla sorellastra Fanny, morta suicida, e sulla sua fortuna successiva, visto che il libro, grandissimo successo sin da subito, uscì anonimo e solo dopo si seppe che era stata la scandalosa Mary a scriverlo.
In teoria Mary e il mostro vorrebbe rivolgersi ad un pubblico di ragazzi dai dieci ai tredici anni, in realtà è un libro per qualsiasi età, per scoprire e riscoprire la donna che ha dato origine ad un intero genere, considerato a torto roba da uomini, visto che le voci femminili hanno continuato ad esserci fino ad oggi, basti pensare a Ursula K. Le Guin, a Margaret Atwood, a Nnedi Okorafor.
Tra l’altro, per chi ha visto il recente buon film su Mary Shelley, il libro fornisce un’ottima guida di accompagnamento, approfondendo ulteriormente la storia dell’autrice e della sua avventura umana, straziante e lirica, capace di scuotere ancora oggi per aver tra l’altro toccato con il filtro del fantastico temi e archetipi fondamentali della condizione umana.

Lita Judge, nata in Alaska, è autrice e illustratrice di oltre venti libri, tra narrativa e non fiction, per i quali ha ricevuto numerosi premi. Prima di dedicarsi ai libri, Lita era una geologa e lavorava sui fossili di dinosauro. Ma un viaggio a Venezia con suo marito l’ha convinta a dedicarsi con tutta se stessa all’arte, la passione di una vita. Adesso, quando non è nel suo studio, è in giro per l’Europa con taccuino e matita. Mary e il mostro è nato dalla lettura dei diari di Mary e Percy Bysshe Shelley, mentre visitava i luoghi on cui la coppia aveva vissuto. Anche scrivere questo libro è stato un viaggio per Lita, durato cinque anni. Vive negli Stati Uniti.

Source: libro del recensore.

L’edizione 2018 di Fantastika a cura di Elena Romanello

18 settembre 2018

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Il 22 e 23 settembre torna a Dozza, in provincia di Bologna, Fantastika, manifestazione biennale dedicata al fantasy e fantastico in tutte le sue forme (come suggerisce il nome) e quest’anno, forte del successo ottenuto nel 2016 coinvolgerà tutto il borgo storico, non solo la rocca sforzesca, con laboratori, workshop, mostre e conferenze.  Organizza e presiede l’Organizzazione italiana di Studi tolkeniani (AIST).
I visitatori potranno acquistare libri, fumetti, oggetti, illustrazioni, magliette e tanto altro negli stand posizionati all’interno della manifestazione.
Tra gli eventi in programma la presentazione del Calendario Lords of the Ring 2019, con vari artisti italiani, a cominciare da Paolo Barbieri, ideatore dell’iniziativa, insieme a Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Angelo Montanini, Dany Orizio, Lucio Parrillo e Ivan Cavini, ideatore delle decorazioni del Museo Greisinger di Jenins in Svizzera. Il calendario verrà presentato il 22 alle ore 15.
Inoltre si parlerà del lato oscuro delle fiabe, di draghi in varie culture, a cominciare da quella italiana, di illustrazioni con Paolo Barbieri e Emanuele Vietina, del fantasy in casa Bonelli con Michele Rubini, partendo ovviamente da Dragonero, di fantascienza russa con l’artista Luca Solo Macello, di Dylan Dog, della mitologia moderna dei Supereroi, del fantasy oggi in Italia e non con i suoi temi, da Tolkien a Game of thrones, della nuova traduzione del Signore degli anelli con Loredana Lipperini, di Ursula K. Le Guin, dei quarant’anni di Goldrake con Marco Pellitteri e di molto altro ancora.
I biglietti costano otto euro per gli adulti, quattro per i ragazzi dai 10 ai 16 anni, con la possibilità di un abbonamento per i due giorni rispettivamente a dieci e cinque euro. L’ingressi è gratuito per i bambini fino a nove anni, i disabili e i cosplayer.
Per ulteriori informazioni visitare il sito della manifestazione.

Laguna di Nnedi Okorafor (Zona 42, 2017) a cura di Elena Romanello

12 settembre 2018

Laguna-Cop-663x900L’archetipo dell’invasione aliena, come metafora della paura che un giorno arrivi sulla Terra qualcuno di più forte di noi che tratti il genere umano come lui si è sempre comportato con gli animali e le culture concepite come inferiori, è presente da sempre nel genere della fantascienza, e ha attraversato romanzi, a partire da La guerra dei mondi di Wells, film, dai B Movies ai blockbuster come Indipendence Day, telefilm, da Defiance, fumetti e cartoni animati, partendo dai mitici robottoni giapponesi di Go Nagai, Goldrake in testa.
Una delle ultime e senz’altro più originali reincarnazioni di questo archetipo è quella presente nell’interessante romanzo Laguna di Nnedi Okorafor, una delle più interessanti voci della fantascienza di oggi, autrice di lingua inglese ma di cultura nigeriana. Tutti hanno immaginato l’arrivo degli alieni nella propria città, da Londra a Tokyo, e non bisogna stupirsi che Nnedi Okorafor abbia scelto invece il posto dove sono le sue radici, con un attacco a sorpresa a Lagos, capitale della Nigeria, fondata dai portoghesi al centro di una laguna (lagos vuol dire laguna) e oggi una delle città più emblematiche e contraddittorie del continente africano.
Un boato scuote una città divisa tra povertà e ricchezza, tensioni etniche e religiose, tradizioni tribali e desiderio di modernità: dal mare emerge Ayodele, una donna misteriosa che promette un nuovo mondo per tutti, mentre il mare brulica di nuova vita, anche insolita e aliena. Tre personaggi, la biologa Adaora, donna in cerca di una sua identità oltre antiche tradizioni soffocanti, il rapper Anthony, emblema delle istanze dei giovani, e il soldato Agu, si confronteranno con una novità che rischia di stravolgere tutto, contro l’ignoranza che rifiuta il nuovo ma anche contro la spietatezza di qualcuno che se si sente respinto può diventare devastante.
Nel nostro Paese si parla della Nigeria solo come teatro di fatti tragici o come il luogo da cui sono arrivate le schiave moderne della nostre strade statali e la criminalità a loro legata, ma in realtà è un mondo molto più complesso e interessante, metafora nel libro di qualsiasi popolo a confronto con l’ignoto, con la paura del diverso, con il panico, con l’impossibilità di voler cambiare.
Laguna parla di modernità e di antiche tradizioni, del nostro rapporto con cosa non capiamo, della paura, della voglia di cambiare ma anche di cosa lo impedisce, del perché comunque non ci può essere un salvatore assoluto per tutti, di ecologia e di ambiente, di donne e omosessuali, di diversità e bigottismo, sotto la storia di un attacco alieno originale e insolito.
Un libro ovviamente per appassionati di fantascienza, ma anche per chi vuole capire di più il mondo reale, in particolare la società africana, continente al di là del Mediterraneo dove sono state compiute le più grandi efferatezze, oggi allo sbando ma con anche potenzialità e cose da dire. Non è un caso che stanno crescendo molti autori e autrici di fantascienza proprio in Africa.

Provenienza: libro preso in prestito presso le Biblioteche civiche di Torino.

Nata negli Stati Uniti da genitori nigeriani, Nnedimma Nkemdili Okorafor è una delle più talentuose autrici emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale. Nnedi Okorafor si è affermata grazie a una produzione narrativa capace di trascendere il genere per combinare in maniera mirabile fantascienza e tradizione africana, fantasy e realismo magico.
Vincitrice di molti tra i più prestigiosi premi letterari (Hugo, Nebula, World Fantasy Award tra gli altri) è professoressa di Scrittura creativa presso l’Università di Buffalo (NY).
Laguna è il suo primo romanzo di fantascienza a essere tradotto in italiano, mentre è già uscito per Gargoyle il fantasy Chi teme la morte. La profezia di Onye. Il suo sito ufficiale è http://nnedi.com

L’edizione 2018 di Alecomics a cura di Elena Romanello

11 settembre 2018

alecomics

Sabato 15 e domenica 16 settembre torna Alecomics, la manifestazione dedicata a fumetti e cultura nerd ospitata ormai per la quarta volta presso la Cittadella di Alessandria, ad ingresso gratuito e diventata forse l’evento in tema più amato dagli appassionati e cultori del Piemonte.
Gli spazi di uno dei complessi militari storici più interessanti e vasti si animeranno anche quest’anno di eventi, conferenze, stand di fumetterie, librerie e gadget, di creativi e artigiani nel settore del fantastico, di cosplayer, di gruppi di animazione dei più importanti fenomeni plurimediali degli ultimi anni, da Star Wars Harry Potter, da Il signore degli anelli Once upon a time.
Tra le altre cose, si parlerà dei quarant’anni di Goldrake, del cult Lupin III, dei nuovi titoli delle edizioni Inkiostro, dei racconti di Tolkien, di Dylan Dog e del compleanno di Brendon. Le mostre saranno incentrate sul genere giallo e thriller e sui suoi rapporti con i fumetti: spazio ad un’icona come Diabolik, ma anche ad interpretazioni della letteratura gialla da parte di vari illustratori, a giovani e giovanissimi che si confrontano con il noir e alle immagini della serie Il gatto killer.
Tra gli ospiti, si segnalano per quello che riguarda la musica i Team Rocket Band e la mitica Cristina d’Avena, l’autrice Bonelli Lola Airaghi, il graffiante Don Alemanno, il disegnatore Disney Emanuele Baccinelli, il poliedrico Sergio Badino, in forza in molte case editrici e docente di fumetto, la scrittrice e sceneggiatrice di Dylan Dog Paola Barbato, Ivan Calcaterra autore di Nathan Never, Stefania Caretta delle edizioni Inkiostro, il veterano Claudio Chiaverotti, l’illustratrice e autrice Federica di Meo, l’esperto di cultura nerd Fulvio Gatti, lo scrittore e disegnatore Sergio Giardo,  Paolo Mottura della scuderia di Topolino, Bepi Vigna veterano Bonelli e altri ancora, con più generazioni di persone che hanno trovato la loro strada in quelle che non sono solo storielle banali.
Ad Alecomics si potrà ascoltare musica, partecipare a dimostrazioni di giochi di ruolo dal vivo, incontrare autori e autrici anche indipendenti che hanno il loro stand, acquistare libri e fumetti, anche scontati, fare foto ai cosplayer, confrontarsi con tante realtà di un mondo che non smette mai di crescere e rinnovarsi.
Il programma completo è nel sito ufficiale.

Borne di Jeff Vandermeer (Einaudi, 2018) a cura di Elena Romanello

5 settembre 2018

borne-maxw-644Dopo il grande successo della trilogia dell’Area X, tra le opere di fantascienza più interessanti degli ultimi anni, torna Jeff Vandermeer con un nuovo libro, anche questo ambientato in un futuro distopico, molto diverso da quello dell’altra storia ma non certo meno affascinante e inquietante.
In una città devastata da esperimenti genetici e altre catastrofi ambientali, in un mondo ormai tutto così, vive Rachel, cacciatrice di rifiuti, sempre pronta a difendersi da creature mutanti, a cominciare dall’enorme orso bionico Mord, senza memoria di chi è e da dove venga e forse sarà meglio per lei non scoprire mai niente. Un giorno trova in mezzo all’immondizia una creatura mutante, che si presenta come un anemone di mare, Borne, e decide di prendersene cura, anche per combattere la solitudine che si trova a vivere, malgrado la presenza nella sua vita di Wick, un creatore di biotecnologie che nasconde più di un segreto, soprattutto legato a lei.
Pian piano tra Rachel e l’essere si sviluppa un rapporto di dipendenza e affetto, una sorta di metafora della maternità, mentre Borne mostra però anche aspetti inquietanti man mano che cresce, che fanno capire che forse si tratta di un’arma scartata e che può ancora fare gola, in una lotta senza quartiere nella città tra Mord e la misteriosa Maga.
Ci sono echi di Lovecraft e di Miyazaki tra le pagine di un libro che racconta non solo una metafora dello strapotere amorale di certa scienza (come duecento anni fa Mary Shelley in Frankenstein) nonché tra le righe anche delle multinazionali, ma che parla anche di identità, di cosa rende una famiglia tale, di maternità in senso lato, di confronto con il proprio passato e il lutto. Un intreccio complesso, a tratti crudo, a tratti straziante, con al centro un’eroina dolente, in cerca di un senso alla sua vita in un mondo senza senso e senza pietà, dove forse bisogna ripartire dalle cose più semplici per riavere in mano qualcosa da cui ripartire.
Philip K. Dick ha posto la domanda per primo su cosa rende umani e quanto un androide può esserlo e sentirsi, qui il discorso è invece su quanto c’è di umano in creature nate da esperimenti ma in cerca comunque di un loro posto nel mondo e di un senso al loro esistere.
Borne è un libro per amanti della fantascienza, ma anche per chi vuole riflettere sulla propria identità, sulle proprie aspirazioni e su quanto può essere giusto ma anche lacerante voler scoprire la verità su tutto, sui rapporti affettivi e la loro complessità, sull’impossibilità comunque di possedere chi si ama, malgrado resti per sempre nel proprio cuore.

Provenienza: libro del recensore.

Jeff VanderMeer è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award, e con cui è stato finalista allo Hugo Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l’intera trilogia dell’Area X: AnnientamentoAutorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET, in un unico volume, nel 2018) e Borne (2018).