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Mondo in fiamme 2 – Requiem d’acciaio di Edoardo Stoppacciaro (La Corte editore, 2019) a cura di Elena Romanello

10 aprile 2019

Copertina-RGB-Mondo-in-fiamme-306x429Gli appassionati l’hanno atteso in maniera spasmodica, ma finalmente è arrivato il secondo e non conclusivo capitolo della saga fantasy di Mondo in fiamme, scritta dal doppiatore e non solo Edoardo Stoppacciaro, legato a doppio filo con il mondo del fantastico, viste le sue numerose partecipazioni a serie TV e film di questo genere.
La vicenda inizia dopo il primo capitolo (da ripassare prontamente prima di procedere con la storia) finisce, raccontando un regno diviso in più fazioni e dove sta tornando la magia, ma anche sta scoppiando la guerra. La morte di re Qilvere vede le uova di drago sparse ai quattro angoli del mondo, mentre il Mondo degli Spiriti è in tumulto, dato che non si capisce più cosa è mortale e cosa non.
Le armate dei Regni d’Uomini sono schierate in un gioco pericoloso, tra alleanze spesso tradite, vittorie che vengono capovolte, azioni spesso avventate che portano quindi ulteriori drammi. I vari personaggi sono sparsi in giro: Daryn lotta contro una follia incipiente, Flavia si è unita alle Zanne del Cinghiale e attende un futuro oscuro, mentre Arlan Rheany si è messo sulle tracce della ragazza per uccciderla. Kalysta vuole liberare i bambini rapiti dagli Spiriti a tutti i costi, Hector Mulceon crede di aver trovato pace, ma le Guardie d’Argento sono sulle tracce sue, dopo il furto di una delle uova del drago.
Un affresco epico e crudo, che non ha nulla da invidiare alle storie giunte dai Paesi anglosassoni, che ricorda a tratti senza copiare, raccontando un mondo non di eroi senza macchia e senza paura, ma di personaggi fallibili, imperfetti, a tratti scomodi e forse per questo ancora più affascinanti. Un universo che rievoca i mondi di Martin e di Jordan, confermando che il fantasy, per chi non ne fosse ancora convinto, è un genere maturo e interessante, non per forza legato alla magia, capace di costruire mondi metaforici di civiltà presenti e passati, raccontando sempre una ricerca di qualcosa, spesso di molto reale, come la pace o un proprio posto in un mondo senza pietà.
Il tutto in attesa del terzo capitolo, che non è dato ancora capire se sarà l’ultimo, e magari che qualcuno, tipo Netflix, si accorga che ci sono ancora tante belle storie fantasy da raccontare sullo schermo una volta finito l’universo di Westeros.

Edoardo Stoppacciaro è nato in provincia di Viterbo ed è un attore doppiatore che recita fin da quando aveva nove anni. La sua è una delle voci più sentite e apprezzate sul piccolo e grande schermo. Tra i suoi tanti lavori come doppiatore, infatti, ricordiamo Il Trono di Spade, Star Wars, Lo Hobbit, I Borgia, Homeland, Le regole del delitto perfetto, Hunger, Humandroid, Ratatouille, Pacific Rim, Cattivissimo me, Lego Movie, disincanto e Alice in Wonderland. In qualità di regista, sta completando il progetto REAL! A Ghostbusters Tales ambientato nel mondo degli Acchiappafantasmi.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Arriva l’edizione primaverile di Torino Comics a cura di Elena Romanello

9 aprile 2019

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Dal 12 al 14 aprile Lingotto fiere ospita sotto la Mole Torino Comics, la kermesse subalpina dedicata al fumetto e alla cultura nerd giunta al suo primo quarto di secolo.
Saranno presenti editori, distributori, fumetterie, librerie, autoproduzioni, gadget, oggettistica anche artigianale, articoli per cosplayer, rivenditori e produttori di videogiochi e giochi da tavolo. Tra le case editrici presenti: Tunuè, BD, Magic Press, Shockdom, Cronaca di Topolinia, Dark Zone, No lands Comics, Lavieri, Star Shop distribuzione, 001, Manfont e Acheron books.
Tra le proposte presenti, Cronaca di Topolinia, vivace e longeva casa editrice di Rivoli presenta il primo special sulla strega Sortisia e il numero zero de Il buio dopo la notte, storia di un lutto firmata da Elena Mirulla e Salvatore Taormina. Nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro del Primo Liceo Artistico si parlerà di una graphic novel sulla Shoah coordinata da Pasquale Ruju, disegnatore Bonelli, La contabilità del diavolo, dal romanzo di Monica Dogliani e Andrea Ronchetti che racconta anche la vergogna della fuga di troppi criminali nazisti verso l’America latina.
Tunuè porta invece come titolo di punta Il Fiore della Strega, graphic novel ambientata nella gelida Lapponia che racconta il viaggio di un bambino per diventare uomo, scritta da Enrico Orlandi, ospite in fiera. Sabato 13 aprile Starshop avrà invece nel suo stand Paolo Eleuteri Serpieri, maestro del fumetto western e creatore  della sexy Druuna.
E’ di Torino ma è la prima volta che viene ManFont, con i suoi autori, come Manfredi Toraldo, Ciro Cangialosi, Sergio Cabella, Andrea Boscolo, Andra Tridico, Jessica Ferrero, Marco Daeron Ventura e Luca Baino. Veterana invece Magic Press con l’irresistibile Boban Pesov, Felinia e Ribosio, Daniele Taccò, Alessandro “Ganassa” Mazzetti,  Ludovica “Sc4rys” Liera, illustratrice e character design; Diego Fichera, uno dei giovani fumettisti emergenti del momento; Enzo Triolo, autore della raccolta di illustrazioni Teratoma.
DZ Edizioni in collaborazione con Amnesty International organizza un’Area performance, dove si esibiranno alcuni dei più importanti artisti del mondo del fantastico, dei videogiochi e del fumetto, confrontandosi sul tema dell’odio e su come reagire. Le opere prodotte durante i giorni di Torino Comics saranno consegnate ad Amnesty International e poi messe all’asta sul sito ww.charitystars.com.
Tornano i doppiatori, sabato e domenica alle 13, con la presenza di Sara Labidi il 13 e di Letizia Ciampa il 14, voci rispettivamente di Arya e Daenerys ne Il trono di spade, la cui ultima stagione parte proprio domenica sera. Sabato ci saranno con Sara anche il veterano Marco Guadagno, doppiatore e direttore di doppiaggio, Elena Perino, voce di Captain Marvel e Alex Polidori, noto per essere il nuovo Spiderman.  Domenica Letizia Ciampa sarà insieme a Francesco Venditti, voce di Ryan Reynolds alias Wade Wilson in Deadpool e Deadpool 2; Stefano Crescentini, voce di Mysterio, nemico di dell’Uomo Ragno, che apparirà sugli schermi di Spider-man: Far from Home, interpretato da Jake Gyllenhaal.
Le mostre vedranno protagonisti GoArtFactory, movimento artistico specializzato a portare l’arte in luoghi insoliti, e Orizzonti contemporanei. GoArt Factory presenterà sei set fotografici con pannelli alti oltre due metri sui seguenti temi: Star Wars, Gotham, Avengers, Il villaggio della foglia, il Castello delle fiabe e Game of Thrones.
Orizzonti Contemporanei torna sotto la Mole con la rassegna Art Games, rassegna con 25 artisti che racconterà strane e fantasiose connessioni. Ci saranno inoltre 30 workshop in programma e dimostrazioni di disegnatori, su argomenti che spazieranno dalla teoria della luce al ritratto fantasy, dal character design alla prospettiva, dalle tecniche per inchiostrazione, acquerello e sfumatura all’illustrazione applicata al fumetto, fino alle basi per il disegno digitale.
Sabato Torino Comics ospita inoltre per il terzo anno consecutivo la tappa italiana dell’International Cosplay League, competizione che poi si svolge a settembre a Madrid nell’ambito del Japan Weekend. La competizione italiana ha portato fortuna ai cosplayer italiani che si sono distinti nelle due passati edizioni.
Domenica invece ci sarà la sfilata competitiva, organizzata dalla Cospa Family e il premio di quest’anno è un viaggio per due persone alla bellissima London Film and Comic Con. In giuria ci saranno l’illustratrice Hannah Alexander, Eleo Cosplay e Chèr Macabre, italiane vincitrici dell’ICL 208 e Like Linda, altra trionfatrice, Dani Foca, a cui si aggiungerà domenica Luca Buzzi, cosplayer campione del mondo al World Cosplay summit in Giappone nel 2010.
Sul palco ci saranno anche sabato un concerto con Keyko Cosplay, il Karacosplay sabato e il Karaoke domenica, mentre sabato e domenica saranno anche di scena alle 10 e 30 i protagonisti della trasmissione di 7 Gold Crossover – Universo Nerd.
Tra le altre proposte l’area Lego, con installazioni in tema, le associazioni legate a film e telefilm di culto, come GhostbustersStar WarsIl signore degli anelliStar Trek Doctor Who, varie escape room su argomenti come Sherlock Holmes, Nightmare, il mondo celtico e i pirati.
Torino Comics è in partnership con Cartoons on the Bay, il Museo del cinema e lo Juventus Museum, dove sono in corso due mostre sui fumetti, Team Marathon e Zoom.
II biglietto intero costa 13 euro, il ridotto 11 euro. Per i cosplayer l’ingresso è  10 euro. Disponibili anche gli abbonamenti per due e tre giorni.
Il programma completo è nel sito ufficiale della manifestazione.

Torino che legge sotto la Mole a cura di Elena Romanello

6 aprile 2019

TCL-2019In attesa del Salone del libro, dall’8 al 15 aprile Torino è ancora capitale del libro con la manifestazione Torino che legge, che coinvolge vari luoghi, legati alla lettura e non.
La manifestazione è giunta al quinto anno ed è nata per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore istituita dall’UNESCO: stavolta è anticipata e non avviene intorno al 23 aprile, giorno di san Giorgio, san Jordi, perché non c’è più il gemellaggio con Barcellona, a causa dei problemi della Catalogna.
Torino che legge coinvolgerà biblioteche, librerie, scuole, musei, teatri, cinema, case del quartiere, enti, associazioni e fondazioni, circoli, piazze, corsi, giardini e perfino un tram storico che gira per la città.
Gli eventi in programma sono oltre 500, per grandi e piccoli e per tutti i gusti. Tra i nomi ospiti si segnalano Giuseppe Culicchia, Gianni Farinetti, Christian Frascella, Margherita Giacobino, Margherita Oggero, Bruno Gambarotta, Carlo Greppi, Elena Loewenthal, Valeria Parrella, Alessandro Perissinotto, Enrico Pandiani.
Non sarà solo Torino ad essere coinvolta nella manifestazione: quest’anno parte infatti Piemonte che legge, realizzato in collaborazione con la Regione e che vedrà protagonista, oltre che l’area metropolitana del capoluogo sabaudo anche il territorio piemontese, con il coinvolgimento di tanti soggetti pubblici e privati.
Si parte lunedì alle 17 con l’inaugurazione della nuova sede delle Biblioteche civiche torinesi, in via Zumaglia 39, durante la quale ci sarà la premiazione dei lettori forti delle Biblioteche civiche e l’inaugurazione di BILL – la Biblioteca della legalità.
Tra i vari eventi in programma, la celebrazione del Centenario della nascita di Primo Levi, con letture e altri momenti di incontro, come la lectio magistralis alla Cavallerizza di Marco Belpoliti, la mostra Viaggio alla Luna: luna “sognata” e luna “raggiunta” alla Biblioteca civica centrale in via della Cittadella realizzata in collaborazione con il Mufant, Museo del Fantastico e della Fantascienza, da venerdì 5 a sabato 20 aprile, e  la personale di foto di Claudio Montecucco CHI LEGGE – Read. Lire. Legĕre., alla Biblioteca Archimede di Settimo torinese presso la Biblioteca Archimede.
Inoltre ci sarà spazio per tutti i progetti di gruppi di lettura dei quartieri legati alle Biblioteche civiche: La 5 che legge’, Leggere alla 4, Passaggio a Nord Ovest, Leggere a Borgo Po, LeggerMente, LIBERinbarriera e Libri in Corso.
Per tutti coloro che acquisteranno un libro nelle librerie aderenti alla manifestazione ci sarà inoltre un buono per un ingresso ridotto alla mostra Steve McCurry. Leggere, che è in corso presso la Corte medievale di Palazzo Madama.
Il programma completo è nel sito ufficiale Torino che legge.

Tutto chiuso tranne il cielo di Eleonora C. Caruso (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

4 aprile 2019

il_posto_dove_la_vita_fa_piu_male._tutto_chiuso_tranne_il_cielo_di_eleonora_c._caruso_3 (1)Torna in libreria Eleonora C. Caruso con un nuovo ritratto dei giovani di oggi, tra solitudine, passioni reali e virtuali, ricerca di un posto nel mondo, Tutto chiuso tranne il cielo, storia agile, breve ma intensa per scoprire o riscoprire situazioni che appartengono alla contemporaneità.
Milano, oggi: Julian, vent’anni, già apparso ne Le ferite originali, torna a Milano all’inizio dell’estate dopo aver trascorso un anno in Giappone, Paese che l’ha sempre affascinato per il suo impatto sulla cultura pop giovanile e che ha avuto su di lui aspetti contraddittori, ma non spiacevoli. In città fa caldissimo, una canicola opprimente, ed è comunque molto diverso dopo un anno in un altro universo riadattarsi ad una routine da cui ci si era allontanati. Julian si sente prigioniero di un segreto familiare che non conosce e nel capoluogo meneghino si confronta con alcuni altri amici tra realtà e social, la cinese di nuova generazione An, anche lei sospesa tra due mondi. Leo, cassiere al Carrefour, saggio e ironico, la youtuber Fiaba con due milioni di follower e il fidanzato Alassaine che sogna grandi progetti in rete.
Una storia quindi sui giovani di oggi, in una Milano chiusa in una cappa di calore, che racconta i sogni e le ambizioni di una generazione non poi così raccontata, nonostante il tanto che esprime soprattutto nel mondo on line, che non è l’unico loro orizzonte comunque.
Un romanzo surreale, a tratti crudo, ma che sa fotografare la capitale morale dell’Italia vista nelle sue nuove generazioni, che si muovono in una realtà non soddisfacente e che non vedono il virtuale come una cosa altra in cui evadere ma come una parte di loro stessi.
Tutto chiuso tranne il cielo sceglie di raccontare il mondo di oggi attraverso alcune storie emblematiche, un otaku alle prese con il saper mettere insieme reale, virtuale e sentimenti, una nuova italiana che non vuole rinunciare ad un’identità parte di sé, un lavoratore precario di oggi, due abitanti del mondo virtuale dove sono popolarissimi e dove possono forse trovare una loro dimensione.
Un libro che si rivolge anche ai coetanei dei protagonisti, ai quali dà comunque una visione non acritica della loro condizione, non giudicante, ma che parla in generale almeno alle due ultime generazioni, che hanno convissuto e convivono con il virtuale, con la cultura otaku, con il fandom, con nuovi universi in cui dividersi e con cui far vivere gioie e dolori.
Generazioni a cui appartiene anche l’autrice, che ha scelto di raccontare un mondo in cui è cresciuta e che ha scelto di raccontare, in maniera comunque interessante.

Eleonora C. Caruso, classe 1986, ha iniziato scrivendo fanfiction ed è molto seguita in rete. Scrive su “Wired” e “Donna moderna”. Il suo romanzo d’esordio, Comunque vada non importa, è uscito nel 2012 con Indiana, con Mondadori ha pubblicato nel 2018 Le ferite originali.

Provenienza: inviato al recensore dall’ Ufficio stampa che ringraziamo.

L’edizione primaverile di Romics a cura di Elena Romanello

3 aprile 2019

romics_630x473Dal 4 al 7 aprile torna nella Capitale Romics, l’evento che per due volte all’anno, in primavera e autunno, unisce appassionati di fumetti e cultura nerd.
Denso come sempre il programma, tra eventi e ospiti, spaziando su fumetti, cosplay, cinema, narrativa di genere, giochi, per unire ormai più generazioni di appassionati, collezionisti e cultori che stanno decretando l’aumento di eventi come questi in Italia, ma anche il consolidamento di appuntamenti come appunto quello di Romics.
Nel fitto programma si distingue, fin dalla locandina, l’omaggio a Batman nel suo ottantesimo anniversario, con la presentazione del fumetto tutto italiano Gotham Crimes di Matteo dell’Otto. A Romics debutta il fantasy italiano Le leggende dell’Origen Il tecnomago di Simone Pietroletti.
Le mostre riguardano appunto Batman, Sword Art Online con l’illustratore Reki Kawahara, ospite della kermesse, Giorgio Cavazzano e il suo apporto dato alla fantascienza e fantasy e George Hull. Tra gli stand, sono presenti varie fumetterie italiane, editori come Nero Press, Feltrinelli, NPE, J-Pop, associazioni culturali, a cominciare della Scuola di Comics, e artigiani del settore.
Variegati gli ospiti, con l’attore Willem Dafoe e per restare in tema cinema e non solo con i doppiatori, protagonisti di un incontro su Game of thrones con Daniele Giuliani, Giulia Tarquini e Sara Labidi e con altre voci celebri quali quelle di Alessia Amendola, Oreste Baldini, Alessio Cigliano, Cinzia de Carolis e Laura Boccanera, due miti in particolare per gli amanti degli anime, visto che furono l’anime rispettivamente di Lady Oscar e Candy Candy.
Tra autori e illustratori si distinguono i nomi di Ryan Ottley, Sergio Algozzino, Marga Biazzi, Paolo Barbieri, Giorgio Cavazzano, Jessica Cioffi, Tito Faraci, Paolo Eleuteri Serpieri, Yoshiko Watanabe, allieva di Osamu Tezuka, e Midori Yamane. Non mancano poi scrittori, come Licia Troisi, Eleonora C. Caruso, Rob Himmel, e musicisti tra cui Cristina d’Avena, Douglas Meakin e Luigi Albertelli.
Romics è alla fiera di Roma, in Via Portuense, 1645/647, gli orari di apertura sono tutti i quattro giorni dalle 10 alle 20, la biglietteria chiude un’ora prima. Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Storia di May Piccola donna di Beatrice Masini e Mariachiara di Giorgio (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

3 aprile 2019

978880470992HIG-629x965Negli Stati Uniti dell’Ottocento, divisi tra zone dove è in vigore la vergogna della schiavitù e zone ufficialmente libere, May è una bambina che deve fare i conti con l’imposizione da parte della sua famiglia di un cambio di vita repentino, in nome di un ideale da perseguire a tutti i costi.
Infatti i suoi genitori, idealisti fino all’integralismo, decidono di lasciare la cittadina di Concord, nel Massachusetts, per trasferirsi nella comunità agricola del Paradiso, dove non si può mangiare carne, non si possono indossare abiti né di cotone né di lana ma di lino, e bisogna vivere senza tutti gli orpelli del resto della società, a contatto con la natura e con pochissimo.
May inizia a scrivere all’amica Martha, raccontando una vita non facile, ma dove ci sono anche gioie impreviste, come il bagno nel lago Walden, un luogo che sembra uscito da una fiaba, e l’amicizia con una tribù di indiani, in particolare con Due Lune, che le insegna a salire sugli alberi.
Ma in fondo May non ha scelto questa vita, che pian piano diventa sempre più stretta, soprattutto quando alcune persone, come la sua amata insegnante, lasciano la comunità. May però scopre una cosa importante, la voglia di raccontare e scrivere su carta esperienze e sogni, che le sarà molto utile da più adulta.
Ispirato ad un’esperienza dell’infanzia di Louisa May Alcott, l’autrice di Piccole donne e di tanti altri romanzi, sia per ragazzi che per adulti, alcuni dai toni decisamente dark,  Storia di May racconta un’esperienza interessante ma estrema, una riflessione profonda e di oggi sul fascino sfaccettato delle utopie, che rischiano ad ogni momento di diventare distopie.
Come è svelato anche nel libro, l’avventura dei genitori di Louisa finì presto, il freddo e le regole troppo dure fece desistere tutti, la famiglia Alcott tornò a vivere a Concord, Louisa con i suoi libri e gli altri lavori come insegnante e infermiera guadagnò anche per mantenere i suoi genitori, privi di senso pratico, fino alla morte avvenuta dopo una vita non lunga ma intensa nel 1888.
Storia di May è un libro per ragazzi, che confronta con un’esperienza di vita comunque interessante, anche se magari poco proponibile in generale, ma è anche interessante per chi, più grande, ha letto ed amato Louisa May Alcott grazie ai suoi libri, di cui Piccole donne, che tornerà al cinema con un nuovo adattamento a fine anno, è la storia della sua adolescenza.
Beatrice Masini conferma la sua capacità di raccontare storie per giovanissimi e non solo, interessanti e che danno di che pensare, aiutata dai disegni sognanti di Mariachiara Di Giorgio. In attesa di un libro e di un film che raccontino tutta la vera storia di Louisa May Alcott.

Beatrice Masini è scrittrice, editor e traduttrice. Tra i suoi lavori, la resa in italiano di cinque volumi della serie di Harry Potter di J.K. Rowling. I suoi libri sono stati tradotti in oltre venti Paesi e hanno ottenuto importanti riconoscimenti come il premio Pippi (Signore e signorine. Corale greca, Einaudi Ragazzi, 2002), il premio Elsa Morante (La spada e il cuore. Donne della Bibbia, Einaudi Ragazzi, 2009) e il Campiello (Tentativi di botanica degli affetti, Bompiani, 2013). Ha ottenuto in cinque occasioni – l’ultima, nel 2018, con Il buon viaggio, illustrato da Gianni De Conno – il premio Andersen – Il mondo dell’infanzia, sia come autrice che come traduttrice.

Mariachiara Di Giorgio pubblica con le maggiori case editrici italiane ed estere. I suoi lavori sono stati esposti alla mostra della Fiera del libro di Bologna e alla Society of Illustrators di New York. Nel 2018 ha ricevuto il prix Sorcières, il premio Malerba per gli albi illustrati e il premio Andersen – Il mondo dell’infanzia per il Miglior libro senza parole (Professione coccodrillo con Giovanna Zoboli, Topipittori, 2017).

Provenienza: omaggio al recensore dell’ufficio stampa che ringraziamo.

La ragazza che voleva salvare i libri di Klaus Hagerup e Lisa Aisato (Rizzoli, 2019) a cura di Elena Romanello

1 aprile 2019

983acaed-3d74-4c93-a1b8-c23a37859375Tra romanzi e graphic novel spesso ci si dimentica che esistono anche i libri illustrati, considerati spesso solo per bambini e capaci di svelare mondi sorprendenti.
La ragazza che voleva salvare i libri racconta con la storia di Klaus Hagerup e i disegni di Lisa Aisato la storia di Anna, una piccola lettrice, che vive in funzione dei libri perché grazie a loro ha scoperto mondi incredibili e trovato amici. Anna frequenta la biblioteca e scopre grazie alla signorina Monsen che i libri che non vengono dati in prestito per un po’ vengono distrutti, un problema che c’è anche nel civile Nord Europa in cui è ambientata la storia.  Per sottrarre i libri al signor Milton Berg, Anna comincia a salvarli, chiedendoli in prestito e scoprendo ad un certo punto che esiste un libro incompiuto, Il bosco segreto di Waldemar Seier, che la porta in un’avventura tra passato e presente in nome dell’amore per la lettura.
Una storia che è un inno all’amore per i libri e alla scoperta del mondo e della cultura, raccontata sapientemente per parole e immagini, in un microcosmo che parte dalla realtà ma riesce ad essere surreale e fiabesco allo stesso tempo, con la scoperta di un talento ancora poco noto nel nostro Paese, quello della disegnatrice Lisa Aisato che speriamo di rivedere presto al lavoro.
Non è la prima volta che un libro si occupa del rapporto tra i giovanissimi, soprattutto le giovanissime, e la lettura, ma La ragazza che voleva salvare i libri gioca con immagini e sensazioni, con colori e stati d’animo, raccontando tra le righe cosa succede purtroppo ai libri che nessuno vuole. Un mistero che viene svelato pian piano dalle immagini, per un racconto su quanto è bello perdersi ad ogni età tra i libri.
Senz’altro La ragazza che voleva salvare i libri è adatto ai giovanissimi, alle giovanissime in particolare, con la storia di un’altra eroina ribelle, che parte dalla sua grande passione per costruire un suo posto nel mondo. Ma è piacevolissimo anche se si è più grandi, magari se si amavano i libri già da quando si aveva l’età di Anna e si avrebbe voluto avere un libro così già tanto tempo fa. Perché tutti gli amanti dei libri, in qualche momento della loro vita, hanno provato a salvare qualche volume, che fosse da una soffitta, da un cassonetto, da una bancarella, da una panchina, dal fondo di una biblioteca.

Klaus Hagerup è nato nel 1946  ed è uno dei più noti scrittori norvegesi per ragazzi. È inoltre drammaturgo, attore e regista e ama l’italiano.

Lisa Aisato è una delle più importanti illustratrici genovesi, candidata al premio Christian Andersen e al Premio Astrid Lindgren in rappresentanza del suo paese.

Provenienza: omaggio al recensore di Claudia Fachinetti dell’Ufficio stampa Rizzoli e Fabbri ragazzi, che ringraziamo.

Nippon vivere e scoprire il Giappone di Yutaka Yazawa (Mondadori 2019) a cura di Elena Romanello

22 marzo 2019

image003Il Giappone è diventato negli anni una meta di vacanze e viaggi per studio, lavoro, piacere personale, desiderio di approfondire una cultura millenaria ma aperta alla modernità più fantascientifica. I libri in tema si sono giustamente moltiplicati e Nippon vivere e scoprire il Giappone fa parte di questa grande onda dal Sol levante che non stanca mai.
Il libro, a metà strada tra una guida di viaggio e un saggio non erudito e appassionante sul Giappone, è organizzato su vari aspetti: le regioni, curiosità, cultura, arte, stile, enogastronomia, attività all’aperto e in casa, vita in famiglia, feste e celebrazioni, raccontando quindi quello che i turisti o chi va in Giappone per periodi più lunghi possono vedere ma anche cose da scoprire.
La prima che emerge è che il Giappone non è solo la megalopoli Tokyo ma un Paese dove esistono ancora foreste impenetrabili e dove la natura selvaggia è massicciamente presente. Ovviamente non mancano le città, raccontate anche dal punto di vista storico, attraverso eventi che risalgono secoli indietro e che hanno contraddistinto ogni zona e i suoi nuclei urbani.
Un’altra scoperta interessante è il rapporto con le donne di un Paese patriarcale ma che si narra essere stato creato da una dea, e che fu governato nei primi secoli dell’era cristiana da regine, come la celebre Himiko, poi ripresa dalla cultura pop dei manga.
Ovviamente non mancano approfondimenti sulla spiritualità, sull’imperatore, su icone come i samurai e i ninja, sulla filosofia dell’ikigai che governa la vita personale e lavorativa dei giapponesi. C’è spazio anche per la letteratura, cominciando proprio da un romanzo scritto da una donna, il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu, per il teatro kabuki, il kimono, e per cose decisamente più moderne come la TV, spesso spazzatura, o le ragazze di Harajuku, fenomeno di costume e modello anche in Occidente, senza dimenticare il cibo, con tante sfaccettature e piatti tradizionali che in realtà sono d’importazione.
Il Giappone è terra di escursionisti e sportivi, ma anche di hikikomori, dove non esiste il cenone di Capodanno ma il bento che è più complicato e impegnativo, di centenari e di divorziati, e dove una delle feste più importanti celebra la fioritura dei ciliegi.
Un libro interessante, illustrato e curioso, sia per chi sa già molto del Giappone sia per chi magari l’ha scoperto con i manga e gli anime di nuova generazione e vuole saperne di più.

Yutaka Yazawa è nato e cresciuto fino ai 19 anni in Giappone e ha vissuto fino ai 42 anni all’estero. Ha studiato legge e lavorato a Londra per 11 anni, ha poi vissuto ad Hong Kong e a New York prima di tornare a Tokyo, la città della sua infanzia. Dopo una lunga carriera, ha deciso di iniziare a scrivere. Questo è il suo primo libro.

Provenienza: pdf inviato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

Due fiocchi di neve uguali di Laura Calosso (SEM, 2019) a cura di Elena Romanello

21 marzo 2019

due-fiocchi-di-neve-uguali-189x300Margherita e Carlo non potrebbero essere più diversi come ragazzi, hanno in comune solo l’aver diviso per un po’ lo stesso percorso scolastico, nella stessa classe, sia pure con esiti opposti come conclusione.
Margherita ha appena superato brillantemente l’esame di maturità classica, sognerebbe un futuro come scienziata ma ha già dovuto forse mettere un’ipoteca sul suo futuro perché suo padre ha perso il lavoro e quasi sicuramente non sarà più in grado di pagarle gli studi all’Università. Ha già rinunciato ad un’importante gara scientifica e la sua vita è su un binario morto, anche se non sembrerebbe.
Carlo non esce da mesi, ha lasciato tutto, è una di quelle persone che con un termine che viene dal Giappone viene chiamato hikikomori, e ha come unico ricordo gradevole della scuola proprio Margherita, unica luce in un mondo sempre più interiore e virtuale, da dove non vuole uscire, nonostante aiuti psicologici e l’intervento di una famiglia comunque inadeguata-
Margherita accetta un invito al mare da un’amica, ma ha un disguido durante il viaggio e accetta un passaggio in auto da un ragazzo incontrato per caso, che la trascina nella sua folle vita da ricco nullafacente. Ad un certo punto si mette alla guida dell’auto in compagnia di questo non certo nuovo amico per tornare alla sua stessa vita, ma esce di strada, finisce in coma mentre il ragazzo muore: prima di addormentarsi in un sonno forse senza uscita pensa proprio a Carlo.
Due vite sospese, una in ospedale e l’altra chiusa in una stanza con come unico compagno un mondo virtuale, diventano speculari del mondo di oggi, delle difficoltà di essere adolescenti e trovare il proprio posto nel mondo: una tematica interessante e attuale, vista attraverso due storie che rappresentano in pieno le situazioni dell’essere ragazzi oggi, l’isolamento da un lato e il trovarsi in difficoltà a realizzare i propri sogni per la situazione economica attuale.
Però il libro, con non pochi punti di interesse, sembra una novella lunga e non un romanzo, lasciando in sospeso e non approfondendo molti elementi presenti: spesso è capitato di leggere libri troppo prolissi, qui il problema è l’opposto, argomenti che avrebbero meritato un altro respiro e che invece vengono liquidati troppo in fretta, in una vicenda che sarebbe stata intrigante con un po’ di pagine in più a svelare e approfondire meglio le vite non vite di Margherita e Carlo, due giovani di oggi, imprigionati in un oggi che non va avanti e che non dà speranze.

Laura Calosso è nata ad Asti. Giornalista, ha studiato Scienze politiche e Letteratura tedesca. Ha esordito nel 2011 con il romanzo A ogni costo, l’amore (Mondadori). Nel 2017 ha pubblicato La stoffa delle donne (SEM).

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Risposte di Chiara Ba e Roberta Eli (Società Editrice La Torre, 2019) a cura di Elena Romanello

17 marzo 2019

Risposte_VIRTLa generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Una delle serie in cui si rimase più delusi fu proprio Atlas Ufo Robot Goldrake, il primo robottone di Go Nagai ad arrivare nel nostro Paese, con gli eroi Actarus e Maria che dopo aver sconfitto il perfido Vega lasciavano in maniera triste i due amici e non solo Alcor e Venusia, con gli altri terrestri a cui avevano voluto bene, per un salto nel vuoto verso il loro pianeta Fleed, che si era salvato dalla contaminazione.
Questo portò che fin da allora i bambini e bambine poi cresciuti iniziassero ad inventarsi delle storie alternative, che poi sono diventate le cosiddette e popolarissime fanfiction, per dare una chiusura adeguata ad una vicenda che aveva creato ben altre aspettative.
A quarant’anni di distanza dalla fine amara di un eroe amatissimo e simbolo in fondo della forza dell’amicizia (e lasci i tuoi amici così?) la Società editrice La Torre presenta il volume Risposte, storia a quattro mani di Chiara Ba e Roberta Eli, già popolari autrici di fanfiction nel fandom legato a Go Nagai, che vuole approfondire un momento cruciale della storia del paladino della Terra giunto dalla stella Fleed.
Il libro riprende uno degli episodi più belli e tragici, curato dal grande Shingo Araki, il terzultimo in ordine cronologico, intitolato Rivoluzione nello spazio, in cui emergeva il personaggio della bellissima principessa Rubina, figlia del perfido re Vega, innamorata da sempre di Actarus e pronta a sacrificarsi per lui. La storia approfondisce i retroscena avvenuti anni prima, quando i due giovani si incontrarono prima della guerra che distrusse tutto, il perché di tanti eventi, la fine eroica della ragazza e forse un possibile futuro per Alcor e Venusia.
Una storia per chi si è appassionato allora, che si spera non resterà isolata, ma anche un modo per scoprire un universo fantastico che ha segnato una generazione e che nel nostro Paese soppiantò il successo mondiale di Star Wars, con toni che si richiamano all’anime ma anche a storie più moderne, come l’universo del Trono di spade di George R. R. Martin, tra giochi di potere, tradimenti, passioni, cose non dette, tragedie.
Per cui è bello ritrovare personaggi ormai entrati nell’immaginario, scoprire cosa è stato di loro e i loro segreti, sperando che un giorno tornino comunque con nuove avventure.

Chiara Ba (Verona, 1967) ha conseguito un diploma di grafico pubblicitario. Dal 2007 scrive racconti su Goldrake e collabora abitualmente con il forum Go Nagai.net. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2009) a cura di Gianluca Di Fratta e con un racconto all’antologia ROBOT ITA 0.2. Storie italiane di robot (Edizioni Scudo, 2015) di autori vari. È autrice della raccolta di racconti umoristici Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco) serie di Ufo Robot (La Torre, 2011). Accanita divoratrice di libri e fumetti, è sposata, ha due figli, quattro gatti e un numero imprecisato di piante.

Roberta Elli (Milano,1976) è laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2019) a cura di Gianluca Di Fratta. Ama i gatti, ne ha due grassi e pigri che riempiono la sua vita di fusa e pelo.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa al recensore che ringraziamo.

A Firenze è di scena il fantasy a cura di Elena Romanello

14 marzo 2019

Dal 15 al 17 marzo Firenze ospita alla Fortezza del Basso, in pieno centro storico, Firenze fantasy, versione invernale della popolarissima Festa dell’Unicorno che ogni estate ravviva il Comune di Vinci, luogo natale di Leonardo.
I locali della Fortezza del Basso, come il Teatrino lorenese, la Palazzina lorenese, i Quartieri monumentali e il Padiglione e Piazzale delle Ghiaie si popoleranno di stand in tema, spazi per giochi, cosplayer, conferenze, area di ricostruzione storica e di ambientazioni fantastiche, illustratori, per un evento che tocca vari universi del fantastico, con ospiti anche internazionali.
Tra i nomi presenti si segnalano Christopher Lambert, indimenticabile Highlander al cinema, Billie Piper, Rose Tyler in Doctor Who e interprete anche di Penny Dreadful, Isaac Hempstead-Wright, Brendon Stark in Game of thrones, il doppiatore Daniele Giuliani, voce di Jon Snow, la scrittrice Licia Troisi.
Nel programma di eventi spiccano sabato 16 marzo la parata in cosplayer e in abito storico per il centro storico di Firenze, l’area steampunk, la convention su Doctor Who, il raduno di Star Wars, l’angolo su Harry Potter, la musica con il gruppo medievale Trovadores de Romagna, l’aperitivo della Società Tolkeniana Italiana, le dimostrazioni con i tatuatori Lorenzo Bagatti, Daniele Lucchese e Fairygoth.
Il biglietto d’ingresso prevede un abbonamento per i tre giorni a 28 euro, intero giornaliero 12 euro, ridotto 8 euro per i cosplayer e i ragazzi tra gli 11  e i 16 anni, gratis per i bambini.
Il programma completo è disponibile nel sito ufficiale della manifestazione.

Un’intervista con Rebecca Moro, autrice de Il principe degli sciacalli a cura di Elena Romanello

8 marzo 2019

Dopo aver recensito Il principe degli sciacalli abbiamo incontrato anche la sua autrice, Rebecca Moro, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere sul libro e non solo.

Come e perché è nata l’idea del Principe degli sciacalli?

Mi sono sempre divisa tra il romance e il fantasy, sia come lettrice che come autrice, ed era un pezzo che avevo iniziato a pensare alle grandi linee di una saga, dove ci fosse spazio per entrambi i generi. Però non volevo fermarmi alla solita trama con eroi maschi stile principe perfetto e eroine sempre limitata ad essere streghe folli oppure donzelle da salvare. Volevo partire, in un certo senso, dalla fine, quando l’assedio è già avvenuto e i nemici non sono stati sconfitti, ma hanno trionfato. e volevo vedere come se la potevano giocare il principe e le principesse, una volta caduti al livello più basso, schiavi oppure ostaggi o ancora spose di guerra.
E mi piaceva l’idea di contrapporre ai “perfetti” un’orda di bestie, brutte e imperfette, che fossero comunque protagoniste e non si rassegnassero a lasciare la scena agli umani.

Perché hai scelto un fantasy di questo genere?

Da buona lettrice, ho cercato di raccogliere nel mio primo fantasy tutti gli elementi che mi sono sempre piaciuti: quindi scene di guerra e battaglie, scene di intrighi politici, grandi paesaggi, qualche spazio per i sentimenti, lasciando perdere l’ossessione rigida per il lieto fine. In un fantasy sai già che non tutti i concorrenti alla partenza arriveranno sino in fondo. Il divertimento è decidere chi far arrivare e come farli arrivare.

Chi sono i tuoi maestri fantasy e comunque i tuoi autori e autrici preferiti? E magari anche in altri media, cinema, serie TV e fumetti?

Per l’epic la matrice anglosassone è indiscutibile: David Gemmel, Glen Cook, Robin Hobb, Anthony Ryan, Joe Abercrombie e Richard K. Morgan. Ma sono cresciuta con autrici di primo livello, quali la Zimmer Bradley, Tanita Lee e Carolyn Janice Cherryh.
George Martin, ovvio, è sottinteso: ormai non serve più citarlo.
Non amo solo l’epic (o heroic). Adoro anche l’urban e il paranormal fantasy: da Sherrilyn Kenyon a Kresley Cole a Jeaniene Frost, passando per la Ward (fino al decimo volume ho amato la Confraternita del Pugnale Nero).
Ho metà libreria targata Fanucci, questo può dare l’idea cosa sia vedere adesso il mio volume posizionato vicino.

Cosa pensi della situazione editoriale italiana riguardo al fantastico e non solo?

Confido in una ripresa del fantasy in Italia. All’estero il genere sta pompando bene già da qualche tempo, qui da noi è stato molto a lungo di nicchia, o confinato nelle serie per ragazzi (quindi poco epic e bellico), ma ora forse qualcosa si muove.
Penso che Fanucci abbia dato un buon segnale, provando a puntare su giovani autori italiani da inserire nel suo già nutrito catalogo.
Quando sono uscita, in effetti, con i blog è stato abbastanza faticoso. A parte i soliti lettori forti del genere, si è avvertita una certa diffidenza, che però è stata presto superata. Sono assolutamente felice dell’accoglienza che hanno avuto gli Sciacalli e questo primo volume.

I tuoi prossimi progetti?

Vorrei riuscire a portare avanti i due generi che amo di più. Quindi ho appena pubblicato un mm romance (con l’altro mio pseudonimo, S.M. May) e sto trattando con una CE per la sua versione tedesca, ma al contempo ho iniziato la stesura del secondo volume di questa saga, riservandolo a un nuovo Quadrante, quello di sudovest. I ti-jak hanno lasciato parecchie cose in sospeso e l’Impero degli uomini non può non reagire all’invasione.

Cosa ti ha dato e ti sta dando Il principe degli sciacalli?

Davvero tanto entusiasmo. Sentire i lettori che alle presentazioni oppure nelle email ti dicono che vedevano le scene come in un film, oppure che si sono sentiti parte della Schiera in marcia, ti regala una sensazione pazzesca. Scrivere mi rende felice e libera, sapere che chi legge riesce a percepire quanto voglio trasmettere è qualcosa di meraviglioso.