Posts Tagged ‘Manga giapponesi’

Il ritorno di Akira di Otomo a cura di Elena Romanello

15 marzo 2021

AKIRACOLLECTIONDal 18 marzo Planet Manga ripropone in una nuova edizione Akira di Katsuhiro Otomo, manga fondamentale per vari motivi, oltre che storia avvincente, intrigante, in un futuro distopico per gli anni Ottanta che è il mondo di oggi nella realtà.
Nella Tokyo del 2019, Kaneda, il leader di una banda di motociclisti adolescenti, cerca di capire che fine ha fatto il suo amico Tetsuo, arrestato dall’esercito, scoprendo man mano che è parte di un progetto segreto del governo che vuole sfruttare i suoi poteri ESP, sconquassando la città e risvegliando un individuo, un eterno bambino, di nome Akira, ancora più potente.
Sulla sua strada Kaneda incontra l’attivista politica Kei, un trio di esper e il colonnello Shikishima, in una lotta contro il tempo, dove si parla di isolamento sociale, corruzione, potere, forze occulte, violenza urbana e molto altro ancora.
Akira arrivò in italiano per la prima volta nel 1990, per Rizzoli, in una edizione colorizzata e simile ai fumetti francesi, e inaugurò la nuova ondata di manga, rivolti a chi era cresciuto con Goldrake e Candy Candy, ormai grande e in cerca di un approccio diverso a questo mondo di storie incredibili e nuove.
Inoltre Akira ha aperto la strada alla conoscenza della cultura dei fumetti giapponesi anche nei Paesi anglosassoni, fino a quel momento abbastanza restii, dove sono diventati un fenomeno di costume, sdoganando termini come otaku e cosplayer.
Akira ispirò anche un film d’animazione, anche lui apripista di una nuova generazione di anime rivolti ad un pubblico adulto, usciti qui in Occidente per l’home video, mentre si parla da tempo di un adattamento in film live action, per ora solo un progetto. Ma resta anche un classico per gli amanti della fantascienza, animata e non, e una storia che ha fatto scuola.
I singoli volumi costeranno 22 euro, e presenteranno una nuova impostazione grafica e il senso di lettura originale, secondo il volere dell’autore.

Il grande albero al centro del mondo di Makiko Futaki (Kappalab, 2020) a cura di Elena Romanello

16 febbraio 2021

Cvr_Albero_OKKappalab propone un nuovo titolo inerente il mondo dei manga e degli anime e la cultura a loro collegati, con un libro a metà strada tra romanzo, fumetto, libro grafico e animazione su carta: Il grande albero al centro del mondo di Makiko Futaki, compianta e poliedrica animatrice dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, oltre che di altri anime per diversi studi d’animazione.
Questa di Kappalab tra l’altro è la prima edizione al di fuori del Giappone in una lingua occidentale, per una fiaba incantata e ricca di significati.
La giovane Sisi vive in un mondo diverso dal nostro, pieno di alberi enormi e lei abita con la nonna ai piedi di uno di questi, in mezzo ad animali e creature sconosciute. Nessuno ha mai raggiunto la cima della pianta e si narra che lassù nidifichi l’onnisciente Uccello d’Oro, un essere che può rispondere ad ogni domanda.
Sisi decide un giorno di scalare il tronco per trovare l’Uccello d’Oro, ma durante il suo viaggio assiste ad un grande sordo degli animali verso terra, per un qualcosa che sta succedendo. Nel corso del viaggio, che la cambierà profondamente, Sisi scoprirà nuovi mondi, farà incontri inaspettati e capirà che quando tutto sembra perduto  l’amicizia e la fiducia sono le forze più grandi dell’universo.
Una storia che riprende molti dei temi dei film dello Studio Ghibli, l’ecologia, l’armonia con gli altri esseri viventi, l’amore per la natura, i rapporti tra generazioni, la collaborazione, che può guarire il mondo, farlo rinascere e far ripartire il tutto. Un inno alla speranza, dove si alternano testo e disegni a colori pastello in cui si ritrovano le atmosfere dei film di Miyazaki, a cominciare da Nausicaa della valle del vento.
Il grande albero al centro del mondo è una fiaba per tutte le età, un libro per i lettori più giovani ma anche per chi è cresciuto per anni con le storie dello Studio Ghibli, un piacere per gli occhi e una storia che resta nel cuore, oltre che un omaggio ad un’artista che purtroppo ci ha lasciati troppo presto.

Makiko Futaki (19 giugno 1957 – 13 maggio 2016) è stata uno dei membri principali dello staff di Hayao Miyazaki fin dagli esordi dello Studio Ghibli, animando per esso capolavori come Il mio vicino TotoroKiki – Consegne a domicilioPrincipessa MononokeLa città incantata e Il castello errante di Howl. Si laurea in Belle Arti all’Università di Aichi, quindi lavora presso Telecom Animation Film e, nel 1991, entra a far parte dello Studio Ghibli. Grazie alla sua particolare abilità nella rappresentazione di animali e piante, si occupa delle animazioni della maggior parte degli iconici film del Premio Oscar Hayao Miyazaki e di Isao Takahata. Tra i suoi libri illustrati figura la serie per bambini di Chiisana Pisuke, ed è stata l’illustratrice ufficiale delle copertine della saga di Moribito scritta da Nahoko Uehashi.
L’opera di Makiko Futaki è già stata apprezzata anche in Italia attraverso numerosi lungometraggi e serial televisivi d’animazione, che comprendono fra gli altri: Le nuove avventure di Lupin III (1980), Space Adventure Cobra (1982), Nausicaä della valle del vento (1984), Il fiuto di Sherlock Holmes (1984), Il castello nel cielo (1986), Le ali di Honneamise (1987), Cara dolce Kyoko (1987), Devilman (1987), Il poema del vento e degli alberi (1987), Il mio vicino Totoro (1988), Akira (1988), Pioggia di ricordi (1991), Porco Rosso (1992), Pom Poko (1994), I sospiri del mio cuore (1995), Principessa Mononoke (1997), I miei vicini Yamada (1999), La città incantata (2001), Il castello errante di Howl (2004), Ponyo sulla scogliera (2008), Arrietty – Il mondo sotto il pavimento (2010), La collina dei papaveri (2011), Si alza il vento (2013) e Quando c’era Marnie (2014).

Provenienza: libro del recensore.

Il romanzo di Candy Candy per Kappalab a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

candysmallQuarant’anni fa arrivava sulle reti italiane quello che è stato uno degli anime più amati da un’intera generazione: Candy Candy, di Yumiko Igarashi e Kyoko Mizuki, pseudonimo di  Keiko Nagita. Purtroppo, le limitazioni dovute alla pandemia con la cancellazione di vari eventi hanno impedito di organizzare quest’anno una serie di eventi per celebrare questo personaggio ispirato anche all’immaginario europeo, amatissimo e ricordato anche dai non otaku e al centro di un vero e proprio fenomeno di costume.
Va detto che Candy, dopo anni di repliche, è sparita dai nostri teleschermi a metà anni Novanta, a causa di una lite che ha contrapposto Yumiko Igarashi e Keiko Nagita, mai risolta. Per lo stesso motivo, il manga non è mai più stato pubblicato, a differenza di altri dello stesso periodo.
Per ovviare a questo e festeggiare i quarant’anni di questa importante protagonista dell’immaginario, Kappalab propone Candy Candy; il romanzo completo, edizione riveduta e allungata in un unico volume di due libri usciti in precedenza presso lo stesso editore.
Il libro è scritto in prima persona e ripercorre tutta la vicenda di Candy, dall’infanzia presso la gioiosa Casa di Pony, l’incontro con il Principe della Collina, lo sfortunato soggiorno dai Legan, l’incontro con Anthony e i due cugini Archie e Stair, il collegio inglese dove si innamora di Terence, la ricerca di una sua strada, fino alla conclusione. Certo, perché Keiko Nagita conclude una vicenda rimasta per tanto tempo con un punto interrogativo, facendo capire con chi la bionda protagonista è finita, una cosa che i fan aspettavano appunto da quarant’anni, almeno qui in Italia.
Il libro è completato da un intervento di Keiko Nagita che racconta come è nata Candy e come è arrivata a scrivere il libro e da una sua prefazione, in cui rievoca anche il premio Kodansha vinto con Yumiko Igarashi per il manga e il Golden Disc come autrice del testo della sigla della versione animata.
Un’occasione quindi per rivivere una storia ormai di culto, in attesa magari di un suo ritorno, molto difficile ma non impossibile, in anime o in manga.

L’edizione di lusso di Lady Oscar per J-POP a cura di Elena Romanello

9 dicembre 2020

le-rose-di-versailles-lady-oscar-collection-box-1-5Ancora oggi è uno degli anime e manga più popolari, che periodicamente torna in nuove edizioni e repliche, ma stavolta l’occasione è davvero molto ghiotta per gli appassionati e appassionate: la J-POP propone infatti per Natale un’edizione di lusso da collezionisti di Versailles no Bara, per noi Lady Oscar, di Riyoko Ikeda.
E’ passata tanta acqua sotto i ponti da quando uscì la traduzione infedele e colorizzata nei primi anni Ottanta sul giornalino di Candy Candy, all’epoca della prima trasmissione televisiva dell’anime di Lady Oscar ma anche da quando, all’inizio degli anni Novanta, la compianta Granata Press ripropose il manga in edizione integrale ma in una veste non fedele all’edizione originale.
Negli anni, sono uscite altre traduzioni, per Panini Comics, Dyn-It e Goen, ora è la volta di J-POP che propone un cofanetto con la serie classica di Oscar, non le Gaiden quindi o la versione super deformed, in cinque volumi. Il cofanetto richiama la cancellata della Reggia di Versailles, diventata negli anni luogo di pellegrinaggio per i fan di tutto il mondo di Oscar, mentre i volumetti sono ognuno circa di 350 pagine, con tutte le immagini a colori dell’originale e la gallery delle uscite della prima serializzazione su rivista.
Nel box c’è anche un libretto con tutti i frontespizi dell’edizione della Margaret Comics degli anni Settanta e la paper doll di Oscar.
Una proposta quindi per appassionati e cultori di un’opera riconosciuta come un classico, con protagonista un’eroina emblematica dell’immaginario non solo giapponese, archetipo della donna guerriera e amata da più generazioni. Ci sono mille motivi per leggere o rileggere Lady Oscar, dall’interesse storico al fenomeno di costume, dal rapporto tra Oriente e Occidente, qui in una lettura impeccabile e superiore a tanti romanzetti pseudostorici occidentali, alla forza della protagonista: ognuno trovi il suo.

Unico di Osamu Tezuka (J-POP, 2020) a cura di Elena Romanello

31 ottobre 2020

La J-POP continua la collana Osamushi Collection, dedicata ad Osamu Tezuka, fondatore del manga moderno, con l’inedito Unico, un volume unico prezioso e incantato, un’opera tutta da scoprire, di cui forse qualche appassionato ricorderà il film animato in giro negli anni Ottanta sulle reti Rai.
Con Unico Osamu Tezuka volle rivolgersi agli appassionati di fumetti di tutto il mondo, presentando una storia con il senso di lettura all’occidentale, e colorata, sul modello dei comics e delle BD francesi. Il manga fu pubblicato nel 1976 dalla Sanrio, nota per aver poi dato vita al personaggio di Hello Kitty e dei suoi amici.
Unico però, pur rientrando perfettamente nei canoni dell’animaletto kawaii che si ritrova poi con grande piacere in pupazzi e gadget, ha una sua peculiarità e Osamu Tezuka non rinuncia alle tematiche che gli stanno a cuore, l’amore per gli animali, l’ecologismo, la condanna di ogni guerra e della violenza, sempre senza retorica.
Unico è un piccolo e delizioso unicorno, che porta gioia a chi entra in contatto con lui, come la giovane e bella Psiche: per questo motivo, la dea Venere, gelosa, ordina al vento Zefiro di portarlo lontano, in epoche e mondi diversi, cancellandogli la memoria ogni volta. Unico viaggerà nel tempo e nello spazio, portando ovunque gioia e amore a chi entra in contatto con lui, e dimenticando ogni volta il bene che ha fatto, ogni volta che Zefiro lo porta lontano, tra suggestioni mitologiche, fiabesche e steampunk.
Una storia malinconica, un apologo sull’amicizia e contro la solitudine, una fiaba incantata che commuove e diverte, che fa pensare e sognare, per tutte le età, e un omaggio dell’autore al fantastico e a tutte le culture, in un’ottica di ricerca di un mondo migliore.

Osamu Tezuka ((1928-1989) è il più noto autore di manga della storia, tanto da meritarsi l’appellativo di Manga No Kamisama, il Dio del manga.
Dal talento precoce, inizia a disegnare alle elementari, con lo pseudonimo di Osamushi, parola che indica un tipo di coleottero ed è scritta aggiungendo ai caratteri del suo nome la parola in kanji mushi, insetto.
Laureato in medicina all’Università di Osaka, non eserciterà mai la professione, dedicandosi prima all’illustrazione e poi ai fumetti. Ha creato alcuni dei personaggi più famosi di sempre, come Kimba il leone bianco, La principessa Zaffiro, Black Jack e Astroboy, protagonista della prima serie anime di sempre.
Osamu Tezuka realizzò anche fumetti su tematiche religiose e politiche, come BuddhaLa Fenice La storia dei tre Adolf. La sua opera consta di oltre 400 volumi e alla sua memoria è dedicato un Museo nella città di Takarazuka.

Provenienza: libro del recensore.

Addio al mangaka Izumi Matsumoto a cura di Elena Romanello

15 ottobre 2020

Ci ha lasciati, dopo una lunga malattia ma a soli 61 anni Izumi Matsumoto, nome d’arte di Kazuya Terashima, uno degli autori di manga più amati degli anni Ottanta e Novanta.
A lui gli appassionati devono infatti la storia di formazione, sentimento e un po’ di paranormale Kimagure Orange Road, arrivata in Italia via anime innanzitutto con il titolo E’ quasi magia Johnny, con le avventure del giovane Kyosuke, diviso per tutti gli anni dell’adolescenza tra la bellissima Madoka e la vivace Hikaru, in cui tanti si sono riconosciuti e che ha accompagnato l’adolescenza di un’intera generazione, non solo giapponese.
Izumi Matsumoto è autore anche di altre opere, come Sesame Street e Izumi Matsumoto World: i suoi manga sono usciti in italiano per la Star Comics e senz’altro è giunto il momento di rileggerli e ritrovare quei momenti di crescita che anche da più grandi si ricordano, in un’eternità di attimi che non tornano più.

I gatti del Louvre di Taiyo Matsumoto (J-POP, 2020) a cura di Elena Romanello

4 maggio 2020

J-POP aggiunge nel suo vasto catalogo dedicato ai manga di ieri e di oggi un titolo molto suggestivo, che si esaurisce in due volumi, I gatti del Louvre di Taiyo Matsumoto.
Si tratta di un progetto realizzato dall’autore in collaborazione con il prestigioso e celeberrimo Museo parigino, che viene omaggiato dalla prima pagina con scorci e riproduzioni di quadri, anche meno noti nel gran numero di opere presenti nelle sale, del resto tutto ruota intorno ad un quadro che in pochi vedono ma che dopo la lettura si andrà senz’altro a cercare.
La vicenda de I gatti del Louvre, disegnata con uno stile lontano da quello dei manga e con tavole a colori su modello delle graphic novel occidentali, mescola storie e personaggi nelle sale del Louvre, tra realtà e fantasia.
C’è una guida turistica, stufa di raccontare a gruppi di visitatori sempre le solite cose sui soliti quadri, c’è un anziano sorvegliante che è stato testimone anni prima di un fatto inquietante legato alla scomparsa di sua sorella, c’è una colonia di gatti che vivono nel Museo, che tra di loro si vede in sembianze diverse e che scopre che si può entrare e uscire dai quadri.
Una storia intrisa di poesia e realismo magico, che omaggia un luogo iconico e amatissimo della cultura mondiale: non è certo la prima volta che si decide di raccontare il Louvre, anche in chiave fantastica, basti pensare tra gli altri allo sceneggiato cult anni Sessanta Belfagor il fantasma del Louvre e al romanzo Il codice da Vinci di Dan Brown, ma stavolta la strada scelta è particolarmente interessante e originale, con i quadri che diventano vivi, luoghi di delizie ma anche trappole mortali perché possono inghiottire e non fare più uscire chi si avvicina a loro.
I gatti del Louvre è un manga atipico, come impostazione e disegno, che piacerà a chi nei fumetti made in Japan cerca sperimentazione e originalità, ma anche a chi magari non è un grande stimatore di questo filone, forse perché lo vede troppo legato a cliché e storie fisse. Ovviamente è un’opera per chiunque ami Parigi e il Museo del Louvre, che tutti sperano di poter visitare al più presto, e tra le sue pagine viene fuori anche una nuova lettura e nuove idee di visita da fare poi nella vita reale, partendo dal presupposto che il Louvre non è solo La Gioconda.
I gatti del Louvre è però anche, come suggerisce il titolo, una storia per chiunque ami i gatti, tra l’altro abitanti di vari Musei e monumenti, presenza sempre silenziosa e bella, oltre che compagno di tante vite in casa. Una graphic novel quindi che coniuga arte, intrattenimento e ricerca del nuovo, per chiunque ami Parigi, i gatti e le belle storie raccontate in maniera originale.

Taiyo Matsumoto è nato a Tokyo nel 1967. Iniziò a disegnare manga dopo aver abbandonato la speranza di diventare calciatore professionista. Tra i suoi lavori più importanti, che sono destinati a un pubblico adulto tra i 20 e i 60 anni, ci sono Tekkonkinkreet – diventato anche un film di animazione – Ping Pong e Blue Spring, entrambi adattati al cinema.

Provenienza: libro del recensore.

Guerriere dal Sol levante di Vari (Edizioni Yoshin Ryu, 2019), a cura di Elena Romanello

25 ottobre 2019

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L’associazione culturale Yoshin Ryu, che da quarant’anni si occupa di divulgare a Torino la cultura giapponese partendo dalle arti marziali, collabora per la terza volta con il MAO, Museo di arte orientale, presentando fino al 1 marzo la mostra Guerriere dal Sol levante, dedicato alle donne combattenti giapponesi della Storia e dell’immaginario fantastico.
La mostra è accompagnata da un ottimo catalogo, che racconta un’epopea poco nota, quella delle combattenti nel Paese del Sol levante, donne addestrate a combattere e per difendere la loro casa e sul campo di battaglia, ma anche delle letterate, visto che il primo romanzo mai scritto nella Storia è di una donna, il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu. Un’epopea che però è giunta fino ad oggi, rivivendo nelle protagoniste di manga, anime, film, fumetti e telefilm e costruendo un immaginario amatissimo e in crescita continua con nuovi volti e nuove storie.
Il catalogo è in due lingue, italiano e inglese, e oltre a presentare gli oggetti e le opere esposti in mostra in un percorso davvero suggestivo, racconta anche alcuni approfondimenti davvero appassionanti sugli argomenti trattati.
Dopo una presentazione di Amamiya Yuji, console generale del Giappone a Milano, un omaggio di Marco Guglielminotti Trivel, direttore del MAO e due interventi di Cesare Turtoro, presidente di Yoshin Ryu e Daniela Crovella, direttrice artistica della mostra si viene immersi nel mondo delle guerriere giapponesi, partendo dalle figure delle Onnabugeisha, le combattenti storiche, per poi passare alle ninja, guerriere dell’ombra, alle letterate da Murasaki Shikibu ad oggi, alle attrici, che molto hanno faticato per emergere e alle donne guerriere rappresentate nelle stampe giapponesi.
Infine, Fabrizio Modina, curatore della sezione sulla cultura pop e studioso di fumetti e fantastico, fa immergere nelle donne guerriere dell’immaginario pop degli ultimi decenni, mettendo a confronto Occidente e Oriente con icone che hanno cresciuto e aiutato più generazioni di ragazze a cambiare.
Il catalogo si chiude, come la mostra, con le protagoniste dell’ultima stanza, donne importanti del passato e del presente raffigurate su lanterne in stile giapponese, ritratte da giovani artiste di oggi, con i volti di personaggi come Boudicca, Zenobia, Ipazia, Artemisia Gentileschi, Ada Lovelace, Emmeline Pankhurst, Virginia Woolf, Frida Kahlo, Rosa Parks, Rita Levi Montalcini, fino a Asia Ramazan Antar, martire della causa curda, così attuale: la mostra è dedicata infatti alle donne curde e alla loro lotta per la libertà di tutti, non solo la loro.
Un catalogo di una mostra unica e interessante, ma anche un libro interessante e valido a prescindere, sia si amano le civiltà antiche sia se ci si è nutriti per anni con manga, anime e cultura pop, un inno al potere delle donne e a far scoprire storie che sono patrimonio di tutti e tutte e che possono fare qualcosa per far cambiare il mondo.

Provenienza: libro del recensore.

Il catalogo è in vendita presso il bookshop del MAO. Per ulteriori informazioni visitare il sito di Yoshin Ryu.

Guida ai super e real robot di Jacopo Mistè (Odoya, 2019) a cura di Elena Romanello

13 luglio 2019

miste_robotDopo il primo volume di Jacopo Nacci dedicato ai robottoni animati giapponesi, arriva sempre per Odoya quello che è forse il suo seguito ideale, scritto da Jacopo Mistè e dedicato ai giganti d’acciaio di seconda generazione, quelli considerati realistici, non più guerrieri mistici che si ergevano da soli contro il male ma macchine da combattimento in un futuro spaziale.
Il saggio racconta il periodo dal 1980 al 1999, particolarmente florido e interessante per gli anime, in cui il filone fantascientifico trovò una vera e propria età dell’oro, con i migliori narrativi e una grande ispirazione creativa.
Leggendo il libro, che alterna schede a analisi delle storie, ci si accorge comunque quanto materiale inedito ci sia anche da vedere, del resto in Italia, dopo il primo boom degli anime tra il 1978 e il 1982, si mise un freno all’importazione soprattutto di serie robotiche (erano considerate diseducative) e solo nel decennio successivo, con i fan ormai adulti, si poté ricominciare a vedere qualcosa, spesso per l’home video,  perdendo però varie storie che qui possono essere conosciute.
Il libro parte facendo un accenno ai titoli più vecchi, con personaggi comunque emblematici come Tetsujin 28 e Mazinger Z, per poi arrivare al fenomeno Gundam, che all’inizio fu un flop e fu solo l’insistenza di Yoshiyuki Tomino che permise alla serie di andare avanti e diventare la prima di un nuovo mondo e modo per raccontare storie con i robot.
L’altra grossa saga che il libro tratta è quella di Evangelion, ideata da Hideaki Anno negli anni Novanta, altra rivoluzione di nuovo alla ribalta per le vicissitudini della serie su Netflix, ancora in attesa di un film conclusivo.
Nelle pagine del libro trovano spazio tante storie e autori, come VOTOMS e Gasaraki di Ryōsuke Takahashi, Patlabor di Mamoru Oshii, dietro anche ad un cult come Ghost in the shellGiant robot di Yasuhiro Imagawa, pescando tra ricordi e fandom e raccontando comunque un modo insolito e originare di rapportarsi con la fantascienza.
Jacopo Mistè rivela quindi come si è evoluto un genere ancora oggi emblematico, dallo schematismo infantile tipico del genere tokusatsu delle origini per arrivare alle storie odierne, tra continuuity serrata, regie rivoluzionarie, sceneggiature da leggere a più livelli, contenuti che non si limitano certo solo alla storia raccontata.
L’autore ha scritto il libro partendo da diversi tipi di fonti, consultando materiale originale giapponese, fanzine anche italiane degli anni Ottanta e Novanta,  siti Web ricchi di contenuti inediti, per un volume per appassionati, non necessariamente nostalgici, ma anche per curiosi e per studiosi, che vogliono sapere di più su un segmento dell’immaginario comunque fondamentale.

Provenienza: libro del recensore.

Jacopo Mistè nasce nel 1987 e vive a Pove del Grappa. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, gestisce il blog Anime Asteroid specializzato in recensioni di titoli di animazione giapponese, in particolare quelli del mondo della fantascienza e della robotica. I suoi scritti appaiono anche nella rivista Terre di Confine Magazine.

Bao Publishing presenta una nuova collana dedicata ai manga a cura di Elena Romanello

26 aprile 2019

155f509e-fd42-4573-8bc0-73ccd105196eBao Publishing, casa editrice leader nel proporre graphic novel di varia provenienza culturale e su varie tematiche, ma sempre di grande qualità, lancia in occasione del Napoli Comicon e del Salone del libro di Torino la nuova collana Aiken, dedicata ai manga, proponendo storie recenti di grande qualità, che hanno colpito l’immaginario in Giappone e propongono nuovi orizzonte per la produzione fumettistica di un Paese da decenni al centro dell’attenzione, ma spesso considerata, a torto di scarsa qualità.
I manga proposti sono o autoconclusivi o parti di storie non lunghissime, andate avanti per anni, che hanno vinto in Giappone premi e fanno riflettere sul mondo di oggi visto dal Paese del Sol levante. Storie insolite rispetto a quelle a cui più generazioni sono abituate ma non per questo meno interessanti.
Aiken vuole dire cane adorato, un must per una casa editrice che ha fatto del buffo e simpatico cagnolino Cliff la sua mascotte, e che per questa nuova collana viene coniugato con il daruma, una figura votiva nipponica che simboleggia la costanza e l’ottimismo e che esaudisce i desideri, per creare una nuova icona con cui contraddistinguere i volumetti.
I primi tre titoli sono Henshin di Ken Nimura, Dosei Mansion di Hisae Iwaoka e Fiori di biscotto di nuovo di Hisae Iwaoka.
Henshin, ideato da Ken Niimura, spagnolo di origini giapponesi, già co-creatore di I kill Giants, ci porta in Giappone, terra d’origine dei suoi genitori e nonni, per raccontare Tokyo attraverso un ragazzino con superpoteri, una ragazza sola in cerca di se stessi, un uomo d’affari che passa una serata insolita e altri protagonisti di storie brevi, che fanno ridere ma commuovono anche, raccontando uno spaccato di una città affascinante, sospesa tra tradizione e modernità estrema.
Dosei Mansion, primo volume di una serie di Hisae Iwaoka, ci porta in un futuro remoto, con gli esseri umani che hanno lasciato la Terra che è diventata un’area naturale protetta. Il genere umano vive in una struttura a forma di anello che orbita intorno al pianeta, con una rigida struttura sociale. Mitsu, figlio di un lavavetri, si trova a dover prendere il posto del padre scomparso e grazie al suo lavoro cercherà di capire di più del mondo in cui si trova e cosa è successo al genitori, venendo in contatto con le vite dei diversi inquilini. I prossimi numeri usciranno a cadenza bimestrale.
Sempre di Hisae Iwaoka arriva anche Fiori di biscotto, storia di una scuola e della sua quotidianità, con problemi tipici del Giappone e altri universali, legati all’adolescenza. Il volume è autoconclusivo. Due titoli, Fiori di biscotto Dosei Mansion, che svelano anche nel nostro Paese il talento di Hisae Iwaoka, premiata per Dosei Mansion e paragonata a di A. A. Milne, il creatore di Winnie the Pooh.
La collana Aiken sarà presentata sabato 27 alle 10 presso la sala Andrea Pazienza al Comicon di Napoli: dal 9 maggio saranno disponibili in libreria e fumetteria Henshin e Dosei Mansion, mentre il 23 uscirà Fiori di biscotto.

Due gravi lutti per i cultori dei manga a cura di Elena Romanello

20 aprile 2019

Monkey Punch

Kazuo Koike

I giorni prima di Pasqua portano via con loro due importanti mangaka, letti con passione da più generazione di otaku, noti anche nel nostro Paese e per le trasposizioni animate dei loro lavori e per le loro opere cartacee, pubblicate nel corso degli anni.
A 81 anni è morto Monkey Punch, al secolo Kazuhiko Kato, autore di Lupin III, opera scanzonata e a tratti dissacrante incentrata sulle disavventure di un ladro scalcinato e dei suoi amici, il samurai Goemon, il duro Jigen, la sexy Fujiko, con sulle sue tracce sempre l’instancabile commissario Zenigata, detto Zazà. Lupin III ispirò varie serie anime, a partire dall’inizio degli anni Settanta, a cui lavorò anche Hayao Miyazaki, regista di quello che per molti è il capolavoro sul personaggio, il film Lupin III e il castello di Cagliostro.
Monkey Punch era malato di polmonite ed è morto per le conseguenze della malattia: il manga di Lupin III era uscito prima serializzato su Weekly Manga Action a partire dal 1967 e poi in volumetto: in Italia fu pubblicato da Star Comics dal 1994, con una storia realizzata nel nostro Paese uscita per Kappa edizioni. Nel 1994 Monkey Punch fu anche ospite di Lucca Comics and Games, allora ancora nello storico e affollato Palazzetto dello Sport e tornò nel nostro Paese nel 2001 a Romics.
Una polmonite è la causa della morte anche di Kazuo Koike, 82 anni, autore di Lone Wolf and Cub e di Crying Freeman, manga adulti, che hanno raccontato un Giappone diverso, quello delle bande criminali, dove confluiscono violenza moderna e antichi codici. Sceneggiatore e scrittore, ha spaziato su vari genere, dal noir alla fantascienza, dall’erotico allo storico, in collaborazione con validi disegnatori, come Ryochi Ikegami, che ha dato vita alle avventure del killer piangente, Tetsuo Hara, Aoi Nanase, fondando nel 1977 la scuola di fumetto Gekigasonjuku e poi allargando il suo sguardo d’azione alla narrativa, al cinema e alla televisione.
Le sue opere sono note ed amate anche in Italia: Crying Freeman fu pubblicato prima da Granata Press negli anni Novanta e poi da Panini Comics nel nuovo millennio, così come Lone Wolf and Cub.
Entrambi gli autori, diversissimi come stile, contenuti e tematiche, hanno saputo portare all’attenzione del Giappone e del mondo la ricchezza delle storie dei manga, contribuendo al loro consolidamento nell’immaginario mondiale.

Al Mufant di Torino i Japan Days 2019 a cura di Elena Romanello

23 gennaio 2019
locandina-1024x1391-740x1005Sabato 26 e domenica 27 gennaio 2019 tornano al Mufant di Torino in via Reiss Romoli 49 bis i Japan Days, l’evento annuale organizzato da Animanga Italia dedicato a manga, anime e cultura del Giappone tra antico e moderno.
Quest’anno sono Japan Days e non Japan Day perché dopo il successo degli anni scorsi si raddoppia su due giorni, con eventi, conferenze, mostre e stand.
Nel 2019 si festeggiano i primi quarant’anni de Il Grande Mazinga e Jeeg robot d’acciaio nel nostro Paese, nonché i quattro decenni di Gundam RX 79, primo capitolo della saga dei Mobil Suit, robot realistici, non ancora esaurita oggi.
La GAF, Galleria d’arte fantastica, lo spazio dedicato alle mostre temporanee, presenta Tribute Go, un’esposizione di tavole di numerosi artisti italiani Disney, Bonelli e Marvel dedicate al Grande Mazinga e a Jeeg robot d’acciaio, con nomi quali Federica di Meo, Vittorio Pavesio, Paolo Barbieri e Andrea Osella e la presenza sia sabato che domenica di vari di loro. La mostra è completata da vari rodovetri originali dei due robottoni di Go Nagai. Le due esposizioni rimarranno al Mufant fino al 28 febbraio e poi cominceranno un viaggio in altri posti e eventi.
Sabato 26 gennaio l’ospite d’onore sarà Anna Teresa Eugeni, voce della Regina Himika di Jeeg, di  Lady Gandal di Goldrake e di Margaret Hamilton nel ruolo della Perfida Strega dell’Ovest ne Il mago di Oz, nonché adattatrice del serial cult Charmed.
Domenica invece spazio per Davide Perino, doppiatore di Amuro Ray in Gundam nel ridoppiaggio della serie, ma anche di Elijah Wood nella parte di Frodo de Il signore degli anelli di Peter Jackson e di Eddie Redmayne come Newt Scamander nella serie di Animali fantastici.
Tra gli altri ospiti, Ivo de Palma, voce di Pegasus de I cavalieri dello zodiaco, Davide Ravera, cosplayer e impersonatore ufficiale di Newt e Mosé Singh, impegnato nella nuova serie di Lupin III.
L’evento sarà animato da numerose associazioni che informeranno sulle loro attività culturali e sulle modalità di adesione, e da stand con in vendita memorabilia vari in tema. Tra i nomi presenti Amici di Go Nagai, Eva Impact, Tomoni, Sakura, Giagun, Kendama Italia, Planet B Web Radio, Casale Comics & Games, Creative Comics e Moguwork.
L’ingresso alla manifestazione costa sei euro intero, riduzioni a cinque e tre, abbonamento per due giorni dieci o cinque euro. Per ulteriori informazioni visitare il sito di Animanga e quello del Mufant.