Archive for the ‘Anniversari’ Category

:: Nasceva oggi: Sylvia Plath

27 ottobre 2018

Sylvia

Nasceva oggi a Boston, il 27 ottobre 1932, Sylvia Plath.

“Non voglio che si dica niente contro Ted, tanto meno che è pigro o inetto: io so che lavora sodo, ma chi guarda da fuori non lo vede, perché pensa che scrivere significhi starsene comodi a casa a bere caffè e a gingillarsi. Un passatempo.”

La Forza sia con voi di Paolo Gulisano e Filippo Rossi (Ancora, 2017) a cura di Elena Romanello

25 luglio 2018

20170919-laforzasiaconvoi-coverSono passati ormai quarant’anni dall’uscita nei cinema di tutto il mondo del primo film di Star Wars, noto qui in Italia come Guerre stellari, titolo con cui gli over 40 continuano a chiamare la serie.
Anche nel nostro Paese escono ormai per fortuna saggi sui fenomeni dell’immaginario nerd, e La Forza sia con voi: Storia, simboli e significati della Saga di Star Wars, lavoro a quattro mani dei due esperti Paolo Gulisano e Filippo Rossi si inserisce nel filone, dimostrandosi uno degli studi più esaurienti e completi su un microcosmo che è ancora ben lontano dall’essere finito, visto che è in corso di uscita la nuova trilogia e altri film seguiranno.
Star Wars  è stato definito da molti fantascienza, ma, come ricordano i due autori in realtà ci siamo trovati di fronte ad un’opea in cui confluiscono il mito, l’epica, l’avventura, la fiaba, i richiami alle culture orientali. Nelle pagine del libro viene fuori il mondo di Luke e Anakin Skywalker, figlio e padre dai destini opposti ma complementari, dei loro amici, alleati e antagonisti, nelle varie fasi della storia di film che sono diventati il punto focale di un marketing multimediale, il primo in Occidente, oltre che una vera e propria epica  contemporanea.
Un universo complesso e affascinante, quello creato da George Lucas, una lotta per la libertà contro un potere totalitario che ricorda tanto i totalitarismi del Novecento, una serie di avventure, un confronto con l’altro e il diverso, un percorso di emancipazione della donna, un inno all’amicizia ma anche un omaggio alle filosofie orientali, al cinema di Akira Kurosawa, all’avventura in tutte le sue forme.
I due autori scendono in profondo nell’analisi dei film, raccontando tutte le simbologie che ci sono, mettendo al centro il tema fondamentale, gli errori dei buoni, i cavalieri Jedi, perché in realtà il loro ruolo è molto ambiguo ed è alla base dell’affermazione del lato oscuro della Forza. Paolo Gulisano e Filippo Rossi non dimenticano inoltre di fare paralleli con altre famose saghe dell’immaginario, a cominciare da quella del Signore degli anelli di Tolkien.

Provenienza: libro preso in prestito dalla biblioteca Riccardo Valla del Mufant, Museo del fantastico di Torino, a cui è stato donato dagli autori che ringraziamo.

Paolo Gulisano è nato il 27 maggio 1959 a Milano e vive a Lecco. È autore di una trentina di libri e la sua produzione ha trattato tutti i maggiori autori e argomenti della narrativa dell’immaginario, in particolare J.R.R. Tolkien, cui ha dedicato il saggio Tolkien. Il mito e la grazia e altri volumi su diversi aspetti del mondo della Terra di Mezzo. Si è occupato anche di C.S. Lewis, G.K. Chesterton, J.M. Barrie e il suo Peter Pan, Herman Melville e il suo Moby Dick. Ha scritto di Oscar Wilde, J.H. Newman e, come studioso della cultura celtica, è andato alle radici dei miti arturiani e delle leggende irlandesi. È autore di studi sulla Scozia, l’Irlanda e su temi religiosi di questi Paesi. Collabora con riviste, siti web, radio. Ha fondato ed è vicepresidente della Società Chestertoniana italiana.

Filippo Rossi Detto “Jedifil”, è nato il 14 febbraio 1971 a Rovigo e vive a Trieste. È uno dei massimi esperti di Star Wars. Oltre a essere ideatore e Presidente di Yavin 4 – il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza (www.yavinquattro.net) – ne dirige e realizza l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come Miglior fanzine italiana di Science fiction. Ha supervisionato per Mondadori la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars:  Guerre Stellari/Una nuova speranza (1977),  L’Impero colpisce ancora (1980) e  Il ritorno dello Jedi (1983). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.

Anna dai capelli rossi, Lucy Maud Montgomery, (Gallucci 2018) A cura di Viviana Filippini

2 luglio 2018

Anna, una ragazzina orfana affidata a diverse famiglie, finisce in un orfanotrofio. Anna.Per lei non sembrano esserci speranze di trovare qualcuno che la voglia. Poi, un giorno, un fortunato gesto del destino la porterà ad Avonlea, un piccolo paesino dove vivono Marilla e Matthew Cuthbert. I due anziani fratelli si aspettavano un ragazzo e quando vedono Anna rimangono un po’ perplessi, tanto è vero che Marilla vorrebbe rispedire Anna nel luogo da dove è arrivata. La piccola, protagonista del romanzo “Anna dai capelli rossi”, edito da Gallucci, racconta la sua drammatica storia e i due anziani la accolgono tra le mura della loro fattoria Green Gable. Anna hai i capelli rossi, tante lentiggini e un passato fatto di dolore e sofferenza al quale reagisce con la fantasia e l’immaginazione. Un agire non sempre compreso dalle persone che le stanno attorno, soprattutto da Marilla, una donna molto pragmatica e concreta. La storia di Anna è un romanzo di formazione creato dall’autrice nel 1908 per ogni tipo di lettore ma, nel corso del tempo esso si è trasformato in un classico della letteratura per l’infanzia. Anna è una bambina che ha avuto, a soli 11 anni, un passato di dolore, sofferenza (i genitori sono morti quando lei era molto piccola), di mancanza di affetto e per lei i due fratelli Cuthbert sono una nuova famiglia nella quale trovare un po’ di tranquillità. Certo per la protagonista non sarà facile conquistare i due anziani e i nuovi compagni di scuola (Gilbert compreso), però un poco alla volta, passo dopo passo, Anna riuscirà a sistemare le cose e a farsi comprendere da tutti. “Anna dai capelli rossi” della canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto da Angela Ricci, è una storia di ricerca di amicizia, di amore e di speranza, dove la protagonista sarà sì sottoposta ad un serie di prove, ma la sua tenacia, la voglia di mettersi in gioco e di imparare le permetteranno di riuscire a trovare il suo posto nel mondo. Oltre alla famosa serie animata trasmessa in tv dagli anni ’80 (vista una marea di volte), Netflix ha distribuito in tutto il mondo una fiction di recente produzione con protagonista “Anna dai capelli rossi”.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto volumi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Le storie si Anna sono state tradotte in decine di lingue.

Source richiesto all’editore. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

:: 8 March – International Women’s Day

8 marzo 2018

Mimosa

:: Nasceva oggi: Georges Simenon

13 febbraio 2018

Simenon

Nasceva oggi a Liegi, il 13 febbraio 1903, Georges Simenon.

14 Febbraio. Da un diario di polvere

10 febbraio 2018

:: La nostra 700° Follower

Racconti della Controra

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Finisce così, Papavero. Sempre che finisca davvero; in realtà credo sia solo una sospensione necessaria, un po’ come l’esistere qui sulla terra. Un punto di equilibrio nel disequilibrio. Ti ricorderò nella spuma che non si afferra e nel non dormire col naso attaccato al tuo, solo quando ti penserò a questo modo tornerò ad amare.

Ho un problema con la carne, forse lo sai, mi appaga solo temporaneamente e ne trovo così facilmente i difetti, e le brutture, e tutto ciò che si addice solo alle cose che devono marcire. Ecco cos’è. È il sentore della putrefazione che mi rende insopportabile il corpo umano. Lo so che siamo molto più del nostro involucro – e non parlo di anima, almeno credo – parlo di naturale tendenza verso la nostalgia, spontaneo proposito di viaggiare oltre la velocità della luce, ad esempio.

Si crede che l’amore appartenga ai primi cinque sensi. Ma…

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:: Di notte sognavo la pace – Diario di guerra 1941-1945 di Carry Ulreich (Longanesi 2018)

27 gennaio 2018
Di notte sognavo la pace

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1941. La quindicenne Carry Ulreich vive a Rotterdam e conduce una vita come quella di tante altre ragazzine, godendo dei piccoli piaceri e delle libertà comuni a tante famiglie dell’epoca. Ma la libertà di Carry è destinata lentamente a svanire a seguito dei divieti imposti dai nazisti durante l’occupazione: la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l’obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, che è sarto), l’imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche. E, nel giro di pochi anni, lo spettro dei campi di concentramento… Esauriti gli espedienti per evitare la deportazione, agli Ulreich viene offerta un’inaspettata ancora di salvezza: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e i suoi a nascondersi nella loro casa, correndo un rischio altissimo. E così inizia la loro vita nell’ombra, costantemente avvolti dalla minaccia che li attende al di fuori delle mura della casa che li ospita.

Dopo il coraggio di Francesco Tirelli, gelataio italiano a Budapest, narrato nel bel libro illustrato per bambini di Tamar Meir, e quello di Alfredo Sarano che nel suo diario fa luce su alcuni aspetti inediti della storia dell’ ebraismo italiano prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi 27 gennaio vi parlo in un certo senso sempre di coraggio, quello di un’adolescente ebrea olandese di nome Carry Ulreich, ora  Carmela Mass, autrice di un diario che per molti versi ci riporta alla mente quello di Anna Frank, anche se diverso per molti punti, soprattutto per uno felice: il suo narra di una storia a lieto fine.
A differenza di Anna infatti che fu arrestata, con la sua famiglia, e morì a Bergen Belsen di febbre tifoidea, Carry Ulreich sopravvisse e poté scrivere nel suo diario il 6 maggio del 1945:

Felicissima. Ah, siamo tutti così contenti. Venerdì ci eravamo appena dati la buonanotte quando abbiamo sentito chiasso dalla strada. C’era un fiume di gente fuori. All’improvviso la pace! Canis è tornato a casa: armistizio. È venuto qualcuno che aveva sentito personalmente la notizia e ha confermato. Ovviamente siamo scesi in strada. […] Il tutto è stato preceduto dal Wilhelmus, l’inno nazionale olandese, cantato con solennità. Bram al piano. Commovente. Tutti ci siamo alzati e abbiamo reso onore alla nostra Casa reale. […] Era giusto così. Gioia, contentezza, gratitudine perché ne siamo usciti. Grazie, grazie a Dio e agli esecutori della Sua Volontà, i nostri salvatori e protettori. Fine del diario di guerra.

Fine del diario di guerra, credo non ci siano parole più belle, e inizio del diario di pace, dal sesto quaderno in poi infatti Carry Ulreich poté parlare di cosa successe dopo, e poté continuare la sua vita, trasferirsi in Israele, sposarsi, avere dei figli, dei nipoti, e compiere il 15 novembre scorso 91 anni. Sono felice quest’anno di avere letto tutti libri che trasmettono un messaggio positivo, di speranza, di ottimismo.
Il diario di Carry Ulreich, Di notte sognavo la pace, (Diary, 2016) edito da Longanesi, tradotto in italiano da Giorgio Testa, e curato da Bart Wallet che oltre a scrivere l’introduzione, ci offre come postfazione un inquadramento del diario stesso, aiuto indispensabile per collocare le vicende private della vita della Ulreich riportate nel suo diario nel quadro della grande Storia, credo trascenda il messaggio e la testimonianza contingente per acquistare una voce universale, la sua voce limpida e cristallina trasmette nitido il messaggio di quanto bisogni fuggire l’orrore della guerra e perseguire la pace a tutti i costi, compiendo atti di eroismo se necessario, rischiando in prima persona come fece la famiglia Zijlmans, i protettori e salvatori degli Ulreich.
La diversa religione non bastò a separarli e a renderli nemici, seppure non dobbiamo pensare che fu tutto rose e fiori. Carry annota tutto nel suo diario della sua vita clandestina, e il lettore si sente quasi trasportato in quel lontano allora condividendo le sue ansie, le sue paure, le sue piccole gioie.
Carry Ulreich  ha una voce molto schietta, diretta, e anche un notevole talento letterario che ha tanto colpito Bart Wallet a cui sottoposero molti diari per la pubblicazione, e li scartò per il valore limitato ai rispettivi ambiti familiari. Il diario di Carry Ulreich  credo sia anche esteticamente bello, e questo aiuta, soprattutto a colpire e far appassionare il lettore alla sua storia. E’ dotata di umorismo, intelligenza vivace, e forza e combattività.
Non è un testo agiografico, o ottimista a tutti i costi. L’orrore che visse, ciò che vide o di cui sentì parlare le fanno dire:

Quando arriveranno tempi migliori? A cosa serve tutto questo, questa valle di lacrime, questo passaggio? Tutto per meritarsi il paradiso?

Ma tuttavia ciò che emerge dalla lettura di questo diario è senz’altro una grande forza che si trasmette al lettore, in un coraggioso inno alla pace. Per questo parlavo di coraggio, all’inizio di questo mio scritto. Buona lettura!

Carry Ulreich (1926), ora Carmela Mass, vive attualmente in Israele. Dopo l’arrivo delle truppe canadesi a Rotterdam nel 1945 rimase in città con la famiglia dove seguì le lezioni dei soldati della Brigata ebraica. Il giorno dopo aver finalmente conseguito il diploma, si sposò e si trasferì con il marito a Gerusalemme dove vive tuttora in compagnia di tre figli e più di sessanta pronipoti. Il 15 novembre 2017 ha compiuto 91 anni.

Source: pdf inviato dall’ editore, si ringrazia Gaia dell’ ufficio stampa Longanesi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Siamo qui siamo vivi – Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampati alla Shoah a cura di Roberto Mazzoli (Edizioni San Paolo 2017)

26 gennaio 2018
Siamo qui siamo vivi sarano

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«Questo è il racconto di come si svolse questo capitolo della storia dell’ebraismo italiano che io ho vissuto giorno per giorno…» Alfredo Sarano

Custodito per oltre settant’anni in un cassetto dalle figlie Matilde, Vittoria e Miriam, il diario di Alfredo Sarano riemerge oggi dal passato aggiungendo nuove, preziose pagine di storia al libro del genocidio del popolo ebraico. Fogli ormai ingialliti dal tempo si affiancano così alle opere di Anna Frank ed Etty Hillesum, scritte proprio per vincere il silenzio e testimoniare l’orrore delle persecuzioni. Questo volume è frutto delle ricerche di Roberto Mazzoli, che ha riportato alla luce il diario di Alfredo Sarano inquadrandolo nel contesto storico dell’epoca e riportando le testimonianze dei sopravvissuti. Un libro che riporta alla luce l’eroismo di Alfredo Sarano, l’uomo che mise in salvo migliaia di vite nascondendo gli elenchi della comunità ebraica milanese.

Domani è il 27  gennaio, Giorno della memoria. Tra oggi e domani usciranno qui su Liberi di scrivere diversi articoli dedicati alle commemorazioni delle vittime della Shoah, diversi libri che abbiamo letto in questi giorni, anche se almeno io personalmente ne leggo anche in altri periodi dell’anno. Ma domani è un giorno che ci dovrebbe accomunare nel ricordo, ebrei e non ebrei, nella speranza che la storia non si ripeta, che genocidi simili non succedano più. Siamo qui, siamo vivi, a cura di Roberto Mazzoli, edito da San Paolo Edizioni, è un libro edito nel novembre del 2017 che fa parte dei libri non romanzati dedicati all’Olocausto. E’ un diario, commentato e argomentato dal curatore Roberto Mazzoli, di Alfredo Sarano, ebreo milanese d’adozione, nato in Turchia nel 1906 da Mosè e Allegra Sarano. Credo i nomi siano importanti, parlando di un periodo in cui alle persone erano dati numeri, che venivano tatuati sulla loro pelle. Ma non erano numeri, erano persone, avevano dei nomi e una storia. Alfredo Sarano a vent’anni nel 1926 arrivò a Milano dove si iscrisse alla facoltà di economia e commercio dell’ Università Bocconi.

Nel volgere di pochi mesi Sarano entra a stretto contatto con i più influenti protagonisti del sionismo italiano e assiste, spesso contribuendovi, alla nascita delle istituzioni ebraiche nazionali e internazionali più significative.

Il suo diario quindi oltre che per il suo valore di testimonianza privata, ha anche un valore di grande rilevanza storica, citando nomi, fatti, date, situazioni storiche precise e documentabili di cui per molti anni non si era a conoscenza. Altra luce che si fa sulla storia dell’ebraismo italiano, valida quindi non solo per il suo valore soggettivo ma anche oggettivo, di analisi su come era effettivamente organizzato l’ebraismo milanese sul finire degli anni Venti. Su cosa accadde realmente una volta promulgate le Leggi Razziali nel 1938, sull’ ingenuità di certe affermazioni di alcuni ebrei che allora vedevano in Mussolini una figura tutto sommato positiva.
Dopo la laurea Alfredo Sarano fu assunto come impiegato nella Comunità ebraica come addetto ai tributi, e proprio questa sua specifica attività gli consentì di stilare liste, avviare un vero e proprio censimento della popolazione ebraica. I nazisti fecero di tutto per mettere le mani su queste liste, e proprio l’ostruzionismo di Sarano, consentì di salvare molte vite.

Ma che fine fanno gli elenchi e gli schedari comunitari nascosti da Sarano nelle cantine?  

Anche a questo Siamo qui siamo vivi dà una risposta. Come ci parla, dandone testimonianza, dei tanti sacerdoti, o persone comune che a rischio della loro vita nascosero e aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla deportazione.

Allora, secondo la nota espressione dello storico Renzo De Felice, ogni ebreo dovette la sua salvezza a un italiano. E la famiglia Sarano non fa eccezione. Ad aiutarli ci pensarono alcuni contadini del posto, un frate e, nell’agosto del 1944 addirittura un giovane allievo ufficiale della Wehrmacht.

Si chiamava Erich Elder e il suo nome e la sua vicenda giungono a noi dopo 70 anni. Aveva solo vent’ anni ed era partito per il fronte italiano dal suo paese di Pfarrkirchen, nella Baviera cattolica e in Italia si prodigò per salvare gli ebrei sfollati a Pesaro. E qui si intersecano e sovrappongono con stralci anche del suo diario i ricordi del giovane tedesco e di Sarano. Mazzoli riporta i più significativi e sottolinea che Elder decise di non arrestare nessuno nè tantomeno di procedere alla deportazione.
Come scrive Liliana Segre nella prefazione, forse solo il tempo, la vecchiaia e la saggezza, rendono possibile conoscere questa storia edificante e positiva apprezzandola come è giusto che sia. Considerando lui giusto, contornato da mostri.

Roberto Mazzoli è nato nel 1971 a Milano, sposato e con tre figli. Laureato in Scienze Politiche, ha conseguito un master Fse in diritto ed economia dell’Unione Europea lavorando poi come responsabile della comunicazione aziendale per alcune importanti realtà dell’industria del mobile.
Si è perfezionato in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni all’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino e ha frequentato il corso di Alta Formazione per Animatori della Comunicazione e della Cultura presso la Pontificia Università Lateranense.
È giornalista e direttore editoriale del settimanale Il Nuovo Amico delle Diocesi di Pesaro, Fano e Urbino. Collabora da diversi anni con il quotidiano Avvenire e con l’Agenzia nazionale Sir, per la quale è stato inviato speciale in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona del 2011. Ha ricoperto vari incarichi all’interno del Consis e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. È ideatore del premio giornalistico Valerio Volpini e, dal 2012, è responsabile del mensile d’informazione Penna Libera Tutti, realizzato con i detenuti della Casa Circondariale di Pesaro. Nel 2017 ha ricevuto il premio giornalistico nazionale Sentinella del Creato.

Alfredo Sarano nasce ad Aydin in Turchia nel 1906. Nel 1911 la sua famiglia viene esiliata a Napoli a causa della nazionalità italiana per via della guerra con la Turchia. Nel 1926 si iscrive alla Bocconi di Milano e, dopo la laurea nel 1931, viene assunto dalla Comunità Israelitica di Milano per redigere le liste anagrafiche di tutta la popolazione ebraica del capoluogo lombardo. Nel 1938 si sposa con Diana Hadjes dalla quale avrà tre figlie: Matilde, Vittoria e Miriam. Nel 1943 dopo l’occupazione tedesca di Milano riesce a nascondere gli elenchi degli ebrei da lui stesso redatti (oltre 14.000 persone) sottraendoli così in larga parte ai rastrellamenti. Fugge con l’intera famiglia sulle colline di Pesaro dove è costretto a nascondere l’appartenenza alla “razza ebraica” grazie all’aiuto di un frate francescano e di un ufficiale della Wehrmacht. Si salva dai bombardamenti alleati sul convento del Beato Sante e si unisce alla Brigata Ebraica. Prima del termine della guerra come direttore dell’Ufficio Palestinese di Roma aiuta oltre 600 immigrati a raggiungere il nascente Stato di Israele. Dopo la Liberazione torna a Milano per ricoprire la carica di Segretario della Comunità su nomina di Raffaele Cantoni. Nel 1969 si trasferisce con la famiglia in Israele. Prima delle morte (1990), consegna alle sue tre figlie un diario di memorie nel quale ripercorre con grande dettaglio gli anni delle persecuzioni contro la sua amata Comunità che cercò di proteggere dalla Shoah mettendo a rischio la propria vita e quella della sua famiglia. Il manoscritto di Alfredo Sarano, di enorme rilievo storico, rimane inedito fino ad oggi.

Source: libro inviato dalle Edizioni San Paolo. Ringraziamo Alessandro dell’ Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Giorno della Memoria 2018: alcuni libri

22 gennaio 2018

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Sì è scelta questa data per commemorare le vittime della Shoah e così ogni anno dal 2005 in poi in questa giornata di inverno si proiettano film, si tengono conferenze, si allestiscono spettacoli e sì, si leggono libri capaci di tenere viva la memoria su uno dei genocidi più devastanti e inumani del Novecento.

Siamo qui siamo vivi saranoTra i libri appena usciti, che ho in lettura, segnalo “Siamo qui, siamo vivi – Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampati alla Shoah” a cura di Roberto Mazzoli giornalista e direttore editoriale del settimanale Il Nuovo Amico delle Diocesi di Pesaro, Fano e Urbino, pubblicato dalle Edizioni San Paolo, preceduto dalla prefazione di Liliana Segre da poco inisignita della carica di senatrice a vita per altissimi meriti in ambito sociale. Il libro mi ha colpito perchè narra una pagina di storia inedita che è stata anche occasione dell’ incontro tra le figlie di Alfredo Sarano – Matilde, Vittoria e Miriam Sarano – e i figli di Erich Eder, sottufficiale della Wehrmacht che si prodigò per salvare gli ebrei sfollati a Pesaro.

Di notte sognavo la paceUn altro libro che parla sempre di una pagina inedita della Shoah è “Di notte sognavo la pace” di Carry Ulreich, edito da Longanesi, uscirà il 27 gennaio, un diario, segretamente tenuto a Rotterdam tra il dicembre del 1941 e il maggio del 1945, questa volta di una ragazza olandese. Diario per molti versi accostabile al Diario di Anna Frank, anche se con peculiarità sue proprie, e interessante oltre che per il suo indubbio valore storico anche per la sua qualità letteraria. L’autrice Carry Ulreich, ora Carmela Mass, è ancora viva e ha compiuto 91 anni il 15 novembre scorso.

Cover Gelataio TirelliPer i più piccoli segnalo un albo illustrato edito da Gallucci, dal titolo Il gelataio Tirelli, dedicato alla storia vera di Francesco Tirelli, gelataio emiliano, emigrato in Ungheria e nominato nel 2008 Giusto tra le Nazioni. Il libro è stato scritto da Tamar Meir, che ha raccolto da suo suocere Isacco Meir tutti i fatti raccontati. I disegni sono molto delicati e colorati, ed è interessante segnalare che è stato tradotto dalla giornalista Cesara Buonamici e da suo marito Joshua Kalman, figlio anche lui di ebrei ungheresi scampati alla Shoah. Inoltre segnalo che gli editori israeliani, la famiglia dell’autrice Tamar Meir (suo suocero, Isacco, è tra le persone che sono state salvate da Francesco Tirelli) e lo Yad Vashem stanno cercando di rintracciare gli eredi della famiglia Tirelli così da poter consegnare a loro l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni. Se tra i miei lettori c’è qualcuno che possa aiutarci lo segnali nei commenti sarò felice di metterlo in comunicazione con l’editore italiano.

tatuatorePoi sabato 27 Viviana Filippini ci parlerà di Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris, edito da Garzanti, una delicata storia d’amore tra due ragazzi ebrei Lale e Gita sullo sfondo della vita dei campi. Da una storia vera.

Infine, ma non lo prometto, cercherò di recensire Il bambino nella neve, di Wlodek Goldkorn, è un libro edito da Feltrinelli, questo non recente del 2016, ma davvero delicato e toccante, e capace di far riflettere su temi davvero profondi come la memoria e il perdono, e la capacità di rinascere quando tutto intorno a noi sembra dolore e desolazione. Davvero bello. Ma non so se troverò le parole per commentarlo.

Quindi è tutto spero di avervi suggerito libri interessanti e che vi aiutino a passare la ricorrenza in modo consapevole e proiettato verso il futuro. Che tutti ci auguriamo sia migliore del passato. 

:: Il 4 dicembre del 1903 nasceva a New York Cornell Woolrich

4 dicembre 2017
woolrich

Trovi tutti i libri di Cornell Woolrich cliccando sulla foto

Lo ricordiamo con una carrellata dei suoi libri più famosi: La sposa era in nero (1940), Sipario nero (1941), La notte ha mille occhi (1945), Vertigine senza fine (1947), La morte danza con me (1951), Dentro la notte, completato da Lawrence Block (1987).

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:: Dieci anni insieme: Anniversary Giveaway

27 novembre 2017

anniversary

Liberi di scrivere compie 10 anni! Lo so il tempo sembra volato, ma abbiamo percorso insieme un significativo tragitto della nostra vita. In occasione di questo piccolo, ma per noi grande, traguardo ho deciso di organizzare un giveaway speciale a cui possono partecipare solo i blogger che hanno un blog letterario. Lasciate nei commenti il link al vostro blog e stasera, (sarà un giveaway lampo) estrarrò un buono Amazon da 10 Euro e sarete liberi di utilizzarlo a vostra scelta. Happy Tin Anniversary!

Vince il bonus Ilenia Bernardini di
http://www.libriealtridisastri.blogspot.it

:: Benvenuti su Liberidiscrivere.com

3 ottobre 2017

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Eccoci, da oggi 3 ottobre 2017 abbiamo finalmente il nostro dominio Liberidiscrivere.com. E voi lettori non avrete più la pubblicità di WP. (Non male no?) Noi avremo qualche giga in più, spazio più che sufficiente per il nostro archivio e per postare più foto e video.

Ha fatto tutto WP, spero non ci siano disagi ma dovrebbe reindirizzare tutti i vecchi post al nuovo indirizzo. Io e la tecnologia non siamo amiconi (sono un po’ come Harry Bosch), ma ben vengano le innovazioni che migliorano il nostro modo di comunicare.

In futuro chissà, ma questo almeno per me è stato il primo passo migliorare il sito, migliorare la fruizione per voi.

Benvenuti su Liberi di scrivere! Noi siamo sempre gli stessi.