Archive for the ‘Anniversari’ Category

Buona Pasqua ai lettori (di) Liberi

20 aprile 2019

Buona Pasqua

:: Happy birthday to me!

24 marzo 2019

Oggi occupo il mio blog per biechi fini personali e festeggio con voi miei lettori i miei primi 50 anni. Lo so sono tanti! Ma è una spendida giornata di sole e sono moderatamente felice.

Dunque, Happy birthday to me!

FESTA-50-ANNI

:: E per San Valentino le 5 storie d’amore più belle della letteratura (non tutte a lieto fine)

14 febbraio 2019

AnnaQual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir […]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna. Ed è l’immagine minacciosa di quel brutale contadino, conservatasi indelebilmente nella sua memoria, che le riappare davanti e la terrorizza alla vista di quell’altro vecchio contadino, un qualsiasi frenatore, che passa sul marciapiede sotto il suo finestrino curvandosi a controllare qualcosa; ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.” (Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini)

Cime tempestoseUn romanzo in cui domina la violenza sugli uomini, sugli animali, sulle cose, scandito da scatti di crudeltà sia fisica sia, soprattutto, morale. Un romanzo brutale e rozzo – sono gli aggettivi utilizzati dalla critica dell’epoca – che scuoteva gli animi per la sua potenza e la sua tetraggine e che narra il consumarsi di un’inesorabile (sino a un certo punto) vendetta portata avanti con fredda meticolosità dal disumano Heathcliff. ‘Cime tempestose’ è un romanzo selvaggio, originale, possente, si leggeva in una recensione della ‘North American Review’, apparsa nel dicembre del 1848, e se la riuscita di un romanzo dovesse essere misurata unicamente sulla sua capacità evocativa, allora “Wuthering Heights” può essere considerata una delle migliori opere mai scritte in inglese. Tomasi di Lampedusa esprimeva il suo entusiastico e ammirato giudizio su Cime tempestose: ‘Un romanzo come non ne sono mai stati scritti prima, come non saranno mai più scritti dopo. Lo si è voluto paragonare a Re Lear. Ma, veramente, non a Shakespeare fa pensare Emily, ma a Freud; un Freud che alla propria spregiudicatezza e al proprio tragico disinganno unisse le più alte, le più pure doti artistiche. Si tratta di una fosca vicenda di odi, di sadismo e di represse passioni, narrate con uno stile teso e corrusco spirante, fra i tragici fatti, una selvaggia purezza.” (Dall’introduzione di Frédéric Ieva).

ElizabethCon questo capolavoro di psicologia (ipocrisie, crudeltà sottilissime, dialoghi bifidi e dichiarazioni di amore mutevole o eterno), Jane Austen reinventa letteralmente nel 1813 il romanzo inglese, componendo un capolavoro che diviene immediatamente e per sempre un archetipo della letteratura al femminile. È una girandola di complotti sentimentali, di virtù e vizi pubblicamente e privatamente esposti quella che il gentiluomo Charles Bingley agita con il suo arrivo a Hertfordshire, fulminea- mente diventando l’oggetto del desiderio di tutte e di tutti, e innamorandosi di Jane. Tra- vaglio del sentimento che produce grande letteratura: Jane Austen è a tutt’oggi un mito insuperato nel trasformare, con un romanzo che suscita qualunque passione, i cuori di pietra in cuori di carne.

JaneScritto in forma autobiografica, in cui la protagonista si rivolge direttamente al lettore, il romanzo narra la storia di Jane Eyre, un’orfana dal carattere forte e dall’intelligenza vivida, che diventa istitutrice nella sfarzosa dimora posseduta dalla famiglia Rochester. Qui incontra il misterioso Mr Rochester, che si innamora della giovane. Tra i due il sentimento è corrisposto, tanto da indurli a progettare il loro matrimonio. Ma un terribile segreto è celato nella casa di Thornfield Hall: nella soffitta è segregata Bertha Mason, una donna ormai fuori di senno, sposata però proprio con Mr Rochester. La notizia scuote nel profondo Jane che decide così di fuggire via, riparando presso la casa di un ecclesiastico, St. John Rivers, il quale a un certo punto le offre di sposarlo e di andare insieme in India. Ma Jane, saputo che Rochester aveva perso la vista nel disperato tentativo di salvare la moglie da un incendio da lei appiccato nella casa di Thornfield Hall, ritorna da lui e lo sposa, coronando così il loro sogno d’amore.

Romeo e GiuliettaUn amore impossibile, due nobili famiglie in guerra, una città insanguinata da un antico odio: il dramma più struggente, più romantico e più famoso di tutta la letteratura. Una notte il giovane Romeo Montecchi si introduce mascherato a un ballo nel palazzo dei Capuleti e lì vede per la prima volta Giulietta, la bellissima figlia del suo nemico. I due si innamorano perdutamente e mentre la faida tra le ricche famiglie veronesi si fa sempre più cruenta, Romeo e Giulietta si troveranno a lottare con ogni mezzo per il loro amore. L’intramontabile tragedia di Shakespeare continua a far sognare e a commuovere.

:: La stella che non brilla, Guia Risari, (Gribaudo 2019) a cura di Viviana Filippini

27 gennaio 2019

la stella che non brilla, guia risari,In occasione della Giornata della Memoria, Guia Risari torna in libreria con “La stella che non brilla”, edito da Gribaudo. Eva è una bimba curiosa e un giorno, mentre mamma corregge i compiti e il babbo legge, la piccola va a giocare in soffitta. Poi, all’improvviso Eva trova una scatola con oggetti strani per lei. Dentro a quella vecchia scatola arrugginita ci sono una stella a sei punte, una foto con tanti uomini in pigiama e un dente. Quando la piccola chiede ai genitori cosa siano quegli strani ricordi, la coppia non ha il coraggio di raccontare e chiama il nonno. Sarà proprio grazie a lui che Eva scoprirà la Seconda guerra mondiale, il Nazismo, il Fascismo e che quegli uomini della foto non indossano un pigiama, ma sono prigionieri, sono ebrei deportati in un campo di concentramento. Guia Risari torna in libreria con un libro per bambini illustrato da Gioia Marchegiani, nel quale si affronta con parole e illustrazioni il tema della Shoah. Il tutto con delicatezza e profonda sensibilità. Eva ascolta attenta il nonno, scoprendo le sofferenze che lui e la sua famiglia, come molti altri ebrei e deportati, furono costretti a sopportare. Eva comprende il significato della stella, della foto e di quel dente al quale il bisnonno era tanto legato. Tra la bambina e l’adulto si crea una forte empatia che permette all’uomo maturo di tramandare alla nipotina (e ad ogni lettore) una parte dell’immenso dramma che colpì innocenti vite durante il conflitto mondiale. Quello che si crea in “La stella che non brilla” di Guia Risari è uno scambio di sapere, di ricordi, di emozioni e sensazioni che giungono a noi lettori con un invito esplicito e importante: Zakhor, ossia Ricordare in lingua ebraica, e ricordare sempre, nella speranza che tragedie come quella dei campi di concentramento e dello sterminio di vite innocenti non accadano più. Il libro edito da Gribaudo è munito anche di un interessante appendice storica nella quale vengono fornite tutte le informazioni base sullo sviluppo del Nazismo, del Fascismo, del numero di vittime che quell’epoca causò. Accanto ad essa un’appendice artistica con indicate le opere artistiche, in Italia e all’estero, che hanno il compito di fare Memoria.

Guia Risari è nata nel 1971 a Milano, dove ha compiuto studi classici e si è laureata in Filosofia Morale all’Università Statale, lavorando come educatrice e giornalista per “L’Unità”. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University con ricerche su Saadia, Maimonide, Mendelsohn, Rosenzweig, Lévinas, Jabès, Rawicz, Bauman, Rose e una tesi di M.A. sull’antisemitismo italiano. In seguito, si è trasferita in Francia, dove, oltre a scrivere e tradurre, ha insegnato e svolto ricerche in sociocritica, storia, letteratura orale e comparata delle migrazioni. Ha pubblicato due saggi, vincendo cinque premi letterari. Scrive anche racconti e testi per l’infanzia. Lavora con case editrici, riviste, compagnie teatrali, radio e quotidiani.

Gioia Marchegiani è nata a Roma nel 1972. Diplomata in Illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Roma, illustra e scrive libri per l’infanzia. Insegna disegno e pittura ai bambini della scuola primaria. È cofondatrice dell’associazione “Semidicarta”, per la quale progetta e svolge laboratori didattico-creativi e di promozione alla lettura. Ha pubblicato vari albi illustrati per l’infanzia, tra cui Iole, la balena mangiaparole con Gribaudo, vincendo diversi premi.

Source: richiesto all’autrice. Grazie a Guia Risari.

:: Il mio maestro Janusz Korczak di Itzchak Belfer (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

21 gennaio 2019

coverTra i libri di cui ho deciso di parlarvi per il Giorno della Memoria (il prossimo 27 gennaio) vi è un libro per bambini, dai sei anni in su, edito da Gallucci Editore dal titolo Il mio maestro Janusz Korczak, dello scultore e pittore polacco Itzchak Belfer.

È un breve libro illustrato, i disegni, molto belli, sono dello autore stesso, ed è un libro autobiografico in cui Belfer ci parla della sua infanzia molto particolare, vissuta nella Casa degli Orfani a Varsavia retta da Janusz Korczak (il cui vero nome era Henryk Goldszmit) un insigne medico pediatra polacco, di origine ebraica, che dedicò tutta la sua vita alla cura e all’educazione dei bambini.

Seppure i protagonisti sono piccoli orfani, a volte anche di entrambi i genitori, è un libro allegro e carico di speranza e ottimismo, ci parla infatti di infanzie felici, cosa piuttosto rara anche oggi.

Data l’eccezionalità del narrato Belfer si premura di assicurare che è tutto vero quello che scrive, per i dubbiosi che stentano a credere che un mondo a misura di bimbo possa esistere nella realtà. Dunque è tutto vero, Janusz Korczak ha davvero fatto esistere un mondo in cui i bambini oltre ad essere rispettati, hanno la possibilità di decidere, delimitare i loro spazi, appianare le loro controversie (anche utilizzando la nobile arte del pugilato se è il caso), giudicare anche gli adulti (ebbene anche loro sbagliano e Janusz Korczak fu il primo ad accettare il responso di questi tribunali fatti di bambini) e coltivare i loro talenti (il giorno più bello dell’ infanzia di Itzchak Belfer fu quando gli furono dati carta e matite colorate per disegnare).

janNon si può parlare di Janusz Korczak però senza nominare Stefania Wilczyńska, sua stretta collaboratrice nella Casa degli Orfani, una vera e propria mamma per questi ragazzi.

L’intento di Belfer, ormai consapevole di essere uno degli ultimi che hanno conosciuto Janusz Korczak in vita e sono stati suoi allievi, è appunto consegnare queste memorie ai bambini di oggi perché le conservino e a loro volta le tramandino ai loro figli e nipoti, in una catena di memoria virtuosa.

Janusz Korczak morì il 6 agosto del 1942, nel viaggio verso il campo di sterminio di Treblinka, avrebbe potuto salvarsi, infatti gli stessi nazisti l’avevano riconosciuto come personaggio eminente e volevano che non salisse a bordo del treno per il campo, ma Janusz Korczak non volle lasciare i suoi ragazzi.

Spesso nei sopravvissuti alla Shoa è presente una sorta di senso di colpa, proprio per essere restati in vita mentre amici e parenti sono morti, (credo lo stesso disturbo che psicologi e assistenti sociali devono fronteggiare ogni giorno con i sopravvissuti dei barconi che arrivano in Europa carichi di migranti) ma c’è un senso nella loro sopravvivenza, e in molti l’hanno trovato nel preservare e tramandare la memoria, per cui ogni 27 gennaio non provate fastidio a sentire questi racconti anche se ormai il tempo sembra avere diluito l’intensità dei fatti narrati. Infondo si celebra la vita, ed è bene che sia così. Più che davanti al tribunale della storia dobbiamo farlo davanti al tribunale della nostra coscienza.

Itzchak Belfer (Varsavia, 1923) è un pittore e scultore, che visse dall’età di sette anni fino ai 15 nella Casa degli Orfani di Janusz Korczak. È uno dei pochissimi testimoni di quell’esperienza straordinaria che siano sopravvissuti alla Shoah. Dopo la guerra si è trasferito in Israele, dove ha potuto coltivare il proprio talento artistico, dedicandosi in particolare alla commemorazione dell’Olocausto e al ricordo del suo indimenticabile maestro.

Source: Copia inviata al recensore dalla casa editrice. Si ringrazia Marina Fanasca dell’Ufficio Stampa Gallucci.

:: 700 mila visualizzazioni!

12 dicembre 2018

cake

Abbiamo raggiunto oggi le 700 mila visualizzazioni! Nella lunga strada verso il milione che chissà quando raggingeremo. Comunque oggi è un giorno di festa, abbiamo comprato qui i biscotti a forma di alberello, stellina, angioletto e apriremo una bottiglia di spumante. Va be’ che di ragioni vere per festeggiare ce ne sono poche, ma intanto meglio accontentarsi dei piccoli piaceri che la vita ci dispensa. Allora tanti auguri a noi!

7° Anniversario su WordPress

27 novembre 2018

meri cards

Oggi Liberi di scrivere festeggia il suo compleanno, sette anni su WordPress, ben undici anni online. Un bel traguardo. Oggi farò una torta, e stasera pizza! Se poi la torta viene bene ne metterò la foto. Tanti auguri a noi!

:: Grazie ai lettori di Liberi di Scrivere!

26 novembre 2018

I libri più venduti

Ripeto, grazie! Grazie a tutti quelli che in questi anni dal 2010 ad oggi novembre 2018 hanno comprato i loro libri dai nostri link di affiliazione.

Pressapoco il 15 novembre, anche se me ne sono accorta solo oggi, abbiamo raggiunto per la prima volta la fatidica soglia che permette l’invio delle commissioni di affiliazione con Libreria Universitaria con l’acquisto da parte di un lettore di La contea più fradicia del mondo di Matt Bondurant, un libro bellissimo, tra l’altro.

Somma risibile, ma per me importante, un piccolo traguardo. Ci pagheremo l’affitto su WordPress ad agosto per il prossimo anno.

Lo so ci sono blog più “ricchi” di noi, molte volte mi sento anche io di fare festa coi fichi secchi, come diceva mio nonno, ad indicare quando si fa festa con pochi mezzi, ma volete la soddisfazione, io mi sento ricca già per aver potuto condurre questo blog per così tanti anni.

Scrissi un articolo, tempo fa, Non comprano, non comprano: i lettori non comprano libri dai link di affiliazione in parte mi devo ricredere, qualcuno lo fa, e quando lo fa è davvero festa. Mi piace pensare poi che è stato fatto volontariamente, proprio con l’intento di aiutarci, e questo mi rende doppiamente felice.

Dunque, grazie. Ho esitato a scrivere questo post, poi ho deciso che era giusto farvi partecipi dei nostri piccoli e grandi successi. Martedì 27 è il compleanno del blog. Una coincidenza? Io non credo. Festeggeremo sapendo di essere apprezzati, ed è un bel modo di festeggiare.

:: Nasceva oggi: Sylvia Plath

27 ottobre 2018

Sylvia

Nasceva oggi a Boston, il 27 ottobre 1932, Sylvia Plath.

“Non voglio che si dica niente contro Ted, tanto meno che è pigro o inetto: io so che lavora sodo, ma chi guarda da fuori non lo vede, perché pensa che scrivere significhi starsene comodi a casa a bere caffè e a gingillarsi. Un passatempo.”

La Forza sia con voi di Paolo Gulisano e Filippo Rossi (Ancora, 2017) a cura di Elena Romanello

25 luglio 2018

20170919-laforzasiaconvoi-coverSono passati ormai quarant’anni dall’uscita nei cinema di tutto il mondo del primo film di Star Wars, noto qui in Italia come Guerre stellari, titolo con cui gli over 40 continuano a chiamare la serie.
Anche nel nostro Paese escono ormai per fortuna saggi sui fenomeni dell’immaginario nerd, e La Forza sia con voi: Storia, simboli e significati della Saga di Star Wars, lavoro a quattro mani dei due esperti Paolo Gulisano e Filippo Rossi si inserisce nel filone, dimostrandosi uno degli studi più esaurienti e completi su un microcosmo che è ancora ben lontano dall’essere finito, visto che è in corso di uscita la nuova trilogia e altri film seguiranno.
Star Wars  è stato definito da molti fantascienza, ma, come ricordano i due autori in realtà ci siamo trovati di fronte ad un’opea in cui confluiscono il mito, l’epica, l’avventura, la fiaba, i richiami alle culture orientali. Nelle pagine del libro viene fuori il mondo di Luke e Anakin Skywalker, figlio e padre dai destini opposti ma complementari, dei loro amici, alleati e antagonisti, nelle varie fasi della storia di film che sono diventati il punto focale di un marketing multimediale, il primo in Occidente, oltre che una vera e propria epica  contemporanea.
Un universo complesso e affascinante, quello creato da George Lucas, una lotta per la libertà contro un potere totalitario che ricorda tanto i totalitarismi del Novecento, una serie di avventure, un confronto con l’altro e il diverso, un percorso di emancipazione della donna, un inno all’amicizia ma anche un omaggio alle filosofie orientali, al cinema di Akira Kurosawa, all’avventura in tutte le sue forme.
I due autori scendono in profondo nell’analisi dei film, raccontando tutte le simbologie che ci sono, mettendo al centro il tema fondamentale, gli errori dei buoni, i cavalieri Jedi, perché in realtà il loro ruolo è molto ambiguo ed è alla base dell’affermazione del lato oscuro della Forza. Paolo Gulisano e Filippo Rossi non dimenticano inoltre di fare paralleli con altre famose saghe dell’immaginario, a cominciare da quella del Signore degli anelli di Tolkien.

Provenienza: libro preso in prestito dalla biblioteca Riccardo Valla del Mufant, Museo del fantastico di Torino, a cui è stato donato dagli autori che ringraziamo.

Paolo Gulisano è nato il 27 maggio 1959 a Milano e vive a Lecco. È autore di una trentina di libri e la sua produzione ha trattato tutti i maggiori autori e argomenti della narrativa dell’immaginario, in particolare J.R.R. Tolkien, cui ha dedicato il saggio Tolkien. Il mito e la grazia e altri volumi su diversi aspetti del mondo della Terra di Mezzo. Si è occupato anche di C.S. Lewis, G.K. Chesterton, J.M. Barrie e il suo Peter Pan, Herman Melville e il suo Moby Dick. Ha scritto di Oscar Wilde, J.H. Newman e, come studioso della cultura celtica, è andato alle radici dei miti arturiani e delle leggende irlandesi. È autore di studi sulla Scozia, l’Irlanda e su temi religiosi di questi Paesi. Collabora con riviste, siti web, radio. Ha fondato ed è vicepresidente della Società Chestertoniana italiana.

Filippo Rossi Detto “Jedifil”, è nato il 14 febbraio 1971 a Rovigo e vive a Trieste. È uno dei massimi esperti di Star Wars. Oltre a essere ideatore e Presidente di Yavin 4 – il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza (www.yavinquattro.net) – ne dirige e realizza l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come Miglior fanzine italiana di Science fiction. Ha supervisionato per Mondadori la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars:  Guerre Stellari/Una nuova speranza (1977),  L’Impero colpisce ancora (1980) e  Il ritorno dello Jedi (1983). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.

Anna dai capelli rossi, Lucy Maud Montgomery, (Gallucci 2018) A cura di Viviana Filippini

2 luglio 2018

Anna, una ragazzina orfana affidata a diverse famiglie, finisce in un orfanotrofio. Anna.Per lei non sembrano esserci speranze di trovare qualcuno che la voglia. Poi, un giorno, un fortunato gesto del destino la porterà ad Avonlea, un piccolo paesino dove vivono Marilla e Matthew Cuthbert. I due anziani fratelli si aspettavano un ragazzo e quando vedono Anna rimangono un po’ perplessi, tanto è vero che Marilla vorrebbe rispedire Anna nel luogo da dove è arrivata. La piccola, protagonista del romanzo “Anna dai capelli rossi”, edito da Gallucci, racconta la sua drammatica storia e i due anziani la accolgono tra le mura della loro fattoria Green Gable. Anna hai i capelli rossi, tante lentiggini e un passato fatto di dolore e sofferenza al quale reagisce con la fantasia e l’immaginazione. Un agire non sempre compreso dalle persone che le stanno attorno, soprattutto da Marilla, una donna molto pragmatica e concreta. La storia di Anna è un romanzo di formazione creato dall’autrice nel 1908 per ogni tipo di lettore ma, nel corso del tempo esso si è trasformato in un classico della letteratura per l’infanzia. Anna è una bambina che ha avuto, a soli 11 anni, un passato di dolore, sofferenza (i genitori sono morti quando lei era molto piccola), di mancanza di affetto e per lei i due fratelli Cuthbert sono una nuova famiglia nella quale trovare un po’ di tranquillità. Certo per la protagonista non sarà facile conquistare i due anziani e i nuovi compagni di scuola (Gilbert compreso), però un poco alla volta, passo dopo passo, Anna riuscirà a sistemare le cose e a farsi comprendere da tutti. “Anna dai capelli rossi” della canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto da Angela Ricci, è una storia di ricerca di amicizia, di amore e di speranza, dove la protagonista sarà sì sottoposta ad un serie di prove, ma la sua tenacia, la voglia di mettersi in gioco e di imparare le permetteranno di riuscire a trovare il suo posto nel mondo. Oltre alla famosa serie animata trasmessa in tv dagli anni ’80 (vista una marea di volte), Netflix ha distribuito in tutto il mondo una fiction di recente produzione con protagonista “Anna dai capelli rossi”.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto volumi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Le storie si Anna sono state tradotte in decine di lingue.

Source richiesto all’editore. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

:: 8 March – International Women’s Day

8 marzo 2018

Mimosa