Italo Calvino (1923 ā 1985) ĆØ uno di quei grandi scrittori per cui vale la pena sentirsi italiani. Calvino occupa un posto di primo piano nella storia del romanzo e soprattutto nel panorama culturale del Novecento.
A cento anni dalla sua nascita siamo ancora qui a fare i conti con gli infiniti mondi letterari che Calvino ha inventato. Mondi ancora tutti da esplorare e in cui perdersi come in un labirinto di idee in cui si trova sempre una certa idea di letteratura: «La biblioteca ideale a cui tendo è quella che gravita verso il fuori, verso libri «apocrifi», nel senso etimologico della parola, cioè libri «nascosti».
La letteratura ĆØ ricerca del libro nascosto lontano, che cambia il valore dei libri noti, ĆØ la tensione verso il nuovo testo apocrifo da ritrovare o da inventareĀ». (Italo Calvino, Una pietra sopra, nuova edizione Mondadori, 2023).
Con la sua attivitĆ di critico lucido e di consulente editoriale, grazie al suo fiuto, alle sue scelte e ai suoi orientamenti attraverso la collaborazione con la Einaudi ha influenzato positivamente la cultura italiana.
Già dal suo primo romanzo (Il sentiero dei nidi di ragno uscito nel 1947) il progetto letterario di Calvino si presenta come uno dei più importanti della letteratura italiana e europea del secondo Novecento.
La dimensione favolosa e fantastica è la vocazione più autentica dello scrittore. In quel romanzo la resistenza vista attraverso gli occhi di un bambino diventa il modo di prendere le distanze dalla celebrazione agiografica della lotta partigiana. Ma soprattutto Calvino dimostra di avere uno straripante gusto inventivo, una fertilità fantastica e un occhio nuovo il cui sguardo si intreccia con un originale modo di narrare.
Tutto questo si realizzerĆ nella trilogia I nostri antenati in cui Calvino raccoglie tre storie che ha scritto nel decennio 1950 -60 e che hanno in comune il fatto di essere inverosimili, di svolgersi in epoche lontane e in paesi immaginari.
Calvino intreccia storia e favola invitando i lettori a guardare queste narrazioni come un albero genealogico degli antenati dellāuomo contemporaneo, in cui ogni volto cela qualche tratto delle persone che ci sono intorno
Lo scrittore mantiene sempre lāinteresse per la realtĆ , ma la trascrive, la interpreta attraverso la favola e lāironia.
Questa di Calvino ĆØ unāallegoria dellāuomo contemporaneo. Le storie immaginarie di Italo Calvino si aprono a una vasta gamma di significati legati alla condizione umana e storica.
La trilogia, infatti, immagina lāuomo contemporaneo diviso e irrecuperabile in un mondo si due veritĆ (Il visconte dimezzato), costretto a simulare lāevasione nella natura(Il barone rampante), ridotto a pure finzione esistenziale (Il cavaliere inesistente).
Attraverso un Calvino fantastico emerge un Calvino realista che racconta le vicende della vita di oggi senza mai cedere al disimpegno e alle forme di realismo magico. Il suo estro fantastico avrĆ sempre radici nel quotidiano. Ne ĆØ la dimostrazione un libro come Marcovaldo.
Con le Cosmicomiche, uscito nel 1965, inizia una nuova fase narrativa di Calvino.
Qui la vocazione alla favola si complica. Nasce unāinvenzione narrativa legata a prospettive cosmiche, scientifiche e esistenziali che si nutre di acquisizioni derivate dallo strutturalismo, dalla semiologia e si ispirano alle finizioni immaginarie di Borges, scrittore amato da Calvino.
A questa seconda fase, che costituisce un unicum nella narrativa italiana contemporanea, fanno parte romanzi importanti come Le cittĆ invisibili, Il castello dei destini incrociati, Se una notte dāinverno un viaggiatore.
Le città invisibili è uno dei libri più belli di Italo Cavino. In questo romanzo la sperimentazione della nuova fase narrativa tocca punti interessanti e estremi.
A proposito di questo libro lo stesso Calvino scriverà : «Negli ultimi tempi ogni cosa che scrivo non mi soddisfa se non mi pone delle enormi difficoltà compositive, dei problemi combinatori al limite del risolvibile».
Le cittĆ invisibili ĆØ il libro che meglio rappresenta il secondo Calvino, scrittore profondo che scruta natura, memoria e luoghi con lāevidenza di scelte intellettualistiche autentiche che mirano sempre a analizzare in maniera disincantata la condizione dellāuomo con gli strumenti della ragione della sua morale laica.
Immerse nellāinvisibile, le cittĆ calviniane rappresentano una mappa compilata per intraprendere un viaggio allāinterno dei reali rapporti che esistono tra i luoghi e chi li abita. Ma soprattutto ĆØ un percorso per interpretare le angosce e i desideri dellā esistenza nelle realtĆ urbane.
Come scrive Calvino, ogni uomo porta nella mente una cittĆ fatta soltanto di differenze, una cittĆ senza figure e senza forma, e le cittĆ particolari la riempiono.
Il Marco Polo visionario ĆØ il viaggiatore che gira e non ha che dubbi, non riuscendo a distinguere i punti della cittĆ , anche i punti che egli tiene distinti nella mente gli si mescolano.
Nelle cittĆ invisibili tutto lāimmaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso ĆØ un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura.
Qui non si va in cerca di cittĆ riconoscibili. Quello che conta ĆØ offrire al lettore problematiche filosofiche, esistenziali e morali sulla vocazione delle cittĆ .
Senza alcuna pretesa di trovare un ordine, la realtà perde la sua concretezza e diventa mentale, si realizza nella fantasia dove ognuno trova la maschera che gli si adatta di più.
Ā«Che cosāĆØ oggi la cittĆ per noi? Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema dāamore alle cittĆ , nel momento in cui diventa difficile viverle come cittĆ Ā».
Ci affidiamo alle sue stesse parole per comprendere lāessenza di questo romanzo straordinario e unico in cui la fervida immaginazione di Calvino istiga la realtĆ a venire fuori in tutte le sue disumane contraddizioni di cui le cittĆ sono le ragnatele che tessono rapporti intricati in cerca di una forma.
A lezione con ereditĆ di Italo Calvino
Lezioni americane ĆØ il lascito di Italo Calvino al secolo nuovo che stiamo attraversando.
Le sei proposte per il prossimo millennio, come recita il sottotitolo, corrispondono a una serie di lezioni che lo scrittore aveva preparato in vista di un suo viaggio in America dove era astato invitato dallāUniversitĆ di Harward per un ciclo di conferenze da tenersi nellāautunno del 1985.
Purtroppo Calvino morƬ nel settembre dello stesso anno e gli studenti americani furono privati della bellezza di queste conversazioni.
Al momento di partire per gli Stati Uniti Calvino, delle sei lezioni ne aveva scritte cinque. Manca la sesta dedicata alla Consistency, che avrebbe scritto sul posto.
Lezioni americane uscƬ postumo nel 1988 da Garzanti nellāedizione Saggi blu.
Ā«Siamo nel 1985: – scrive Calvino nel breve prologo ā quindici anni appena ci separano dal nuovo millennio. Per ora non mi pare che lāapprossimarsi di questa data risvegli alcuna emozione particolare. Comunque non sono qui per parlare di futurologia ma di letteraturaĀ».
La fiducia che Italo Calvino riponeva nel futuro della letteratura consisteva nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici.
Così decide di consegnare alla posterità che lui non vedrà alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che gli stanno particolarmente a cuore, cercando di collocarle nella prospettiva del nuovo millennio.
Leggerezza, RapiditĆ , Esattezza, VisibilitĆ , MolteplicitĆ . Ecco le cinque conferenze che Calvino non ha mai tenuto ma che noi, cittadini spaesati del nuovo millennio, possiamo leggere.
Lo scrittore ci conduce negli scaffali interiori della sua mente letteraria e ci invita a leggere insieme al la grande biblioteca del mondo dei libri da lui amati per tirare le somme sulla imprescindibile funzione della letteratura.
Lezioni americane ĆØ un libro in cui Calvino si sofferma sul valore della letteratura e sul suo universo infinito in cui si aprono altre vie da esplorare. La letteratura come funzione esistenziale, la ricerca della leggerezza al peso di vivere.
La letteratura in cui cāĆØ posto per la rapiditĆ dello stile e del pensiero che vuol dire soprattutto agilitĆ , mobilitĆ , disinvoltura, tute qualitĆ che si accordano con una scrittura pronta alle divagazioni, a saltare da un argomento allāaltro, a perdere il filo cento volte e a ritrovarlo dopo cento giravolte.
La scrittura tramite lāesattezza per un giusto uso del linguaggio che per Calvino significa avvicinarsi con discrezione e attenzione e cautela, col rispetto che le cose (pensanti o assenti) comunicano senza parole.
Tra i valori che allo scrittore stanno a cuore e che si ĆØ proposto di raccomandare al prossimo millennio cāĆØ anche la VisibilitĆ . Un valore che ha a che fare con lāimmaginario e la fantasia, che per Calvino ĆØ un posto in cui ci piove dentro. Qui lo scrittore indaga le problematiche letterarie dellāimmaginario e si chiede come si forma lāimmaginario di unāepoca in cui la letteratura non si richiama più a unāautoritĆ o a una tradizione come sua origine o come suo fine, ma punta sulla novitĆ , lāoriginalitĆ , lāinvenzione.
Con la lezione dedicata alla MolteplicitĆ Italo Calvino si conferma un grande letterato dotato di intuizioni non comuni quando discute del romanzo contemporaneo come enciclopedia, come metodo di conoscenza, e soprattutto come arte di connessione tra i fatti, tra le persone, tra le cose del mondo.
Le Lezioni americane, ventitrĆ© anni dopo lāinizio del nuovo millennio, ci leggono dentro con la loro luciditĆ di pensiero e soprattutto ci appartengono. Cosi come avrebbe voluto lāimmenso Italo Calvino.