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:: JAMES JOYCE, “Ulisse”, in una nuova traduzione di Mario Biondi

4 giugno 2020

12Esce oggi 4 giugno, nella collana Oceani di La Nave di Teseo, una nuova monumentale traduzione a cura di Mario Biondi, ricca di note esplicative nel testo (non in un libro a parte), di uno dei libri più complessi e interessanti della letteratura mondiale, un capolavoro assoluto che da quando è uscito nel 1922 fa discutere e affascina.

L’Ulisse di Joyce è più di un libro, è un tempio profano che celebra la modernità e lo spirito che animò il Novecento. Dopo la traduzione del fiorentino Giulio de Angelis, da me amatissima, che uscì nel 1960, molto letteraria e forse “infedele” ma capace di farne un vero page turner, esistono le traduzioni  di Enrico Terrinoni (con Carlo Bigazzi) uscita per i tipi di Newton Compton nel 2012, e quella di Gianni Celati, apparsa nel 2013 per Einaudi.

Più un’altra “maledetta” se vogliamo dire di Bona Flecchia che uscì nel 1995 per la Shakespeare and Company, ma venne ritirata quasi subito dal mercato per questioni legali di diritto d’autore e ben pochi hanno potuto leggere.

Questa nuova traduzione integrale di Biondi, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics, viene dunque ad arricchire quell’apparato interpretativo che ha fatto luce su quell’iceberg di giochi di parole, doppi sensi, allusioni, che è il testo joyciano. Una meraviglia per ogni amante dei libri e del senso recondito delle cose. Un libro che non manca mai di stupire e a volte sconcertare per la densità e l’inventiva del testo, per l’apparato stilistico, per l’originalità.

Grazie a Luigi Scaffidi, responsabile Ufficio Stampa de La nave di Teseo avrò modo di visionarne una copia, che mi permetterà di fare un’analisi comparativa, non certo di merito, con le altre traduzioni da me lette. Conosco il testo, quasi posso rivedere con gli occhi della mente le varie peripezie e i vagabondaggi per Dublino del nostro Leopold Bloom, e con curiosità mi avvicinerò a questa nuova “visione”.

Sì, festeggeremo il Bloomsday, il 16 giugno, con un nuovo spirito quest’anno. Buona lettura!

JAMES JOYCE (1882–1941) è uno dei più celebrati scrittori irlandesi. Nato a Dublino, lascia l’Irlanda nel 1904, dopo gli studi universitari, per insegnare prima a Pola e poi a Trieste, allora parte dell’Impero austroungarico. Nel 1914 pubblica il romanzo Ritratto dell’artista da giovane, a puntate su rivista, e la raccolta di racconti Gente di Dublino. Dopo aver trascorso gli anni del primo conflitto mondiale a Zurigo, su invito di Ezra Pound raggiunge Parigi dove resterà vent’anni. Qui pubblica nel 1922 il grande romanzo a cui pensava da quindici anni, Ulisse, seguito nel 1939 da Finnegans Wake. Rifugiato in Svizzera allo scoppio della seconda guerra mondiale, Joyce muore a Zurigo il 13 gennaio 1941.

MARIO BIONDI, scrittore, poeta, critico letterario, narratore di viaggio e traduttore, ha pubblicato ventuno libri e con il romanzo Gli occhi di una donna ha vinto il premio Campiello nel 1985. Si è sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana di cui è stato recensore per diversi quotidiani e riviste come “l’Unità”, il “Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “L’Europeo” e altri. Oltre a James Joyce, ha tradotto numerosi autori di lingua inglese, tra cui Bernard Malamud, John Updike, Edith Wharton, Anne Tyler, Irvine Welsh e i premi Nobel Isaac B. Singer, William Golding e Wole Soyinka.

:: Happy Bloomsday 2013

16 giugno 2013

dublinIl 16 giugno di ogni anno si svolge a Dublino (ma non solo) una particolare celebrazione in onore del forse maggiore scrittore irlandese di sempre, James Joyce. Scrivo questo post per unirmi ai festeggiamenti, che ormai sono un’ occasione per parlare non solo dell’Ulisse, ma di quanto la letteratura sia importante nelle nostre vite.

Il 16 giugno 1904 era infatti il giorno in cui si svolge la celebre giornata di Leopold Bloom, pubblicitario in crisi, marito tradito, uomo senza qualità, specchio di un’umanità contemporanea complicata e in movimento, persa in un labirinto metaforicamente rappresentato dalle vie di Dublino.

Lasciate se volete nei commenti una frase, una citazione che vi ha particolarmente colpito dell’Ulisse, sarebbe un modo simpatico per ricordarlo. E naturalmente, buon Bloomsday a tutti!