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L’ombra di Allende di Jorge Gonzalez e Olivier Bras (001 Edizioni, 2019) a cura di Elena Romanello

5 giugno 2019

allende-001-670x948001 Edizioni continua a guardare con attenzione e interesse al fumetto sudamericano presentando una riflessione su una ferita mai chiusa nel continente, quella legata al presidente cileno Allende, in appunto L’ombra di Allende, un lavoro a quattro mani di Jorge Gonzalez e Olivier Bras.
Il fumetto non è un racconto biografico sull’uomo politico ma una riflessione oggi da parte di chi appartiene ad un’altra generazione rispetto a quella che credette in un’utopia socialista e fu oppressa da un regime totalitario, fuggendo all’estero in dolorosi esili. La storia viene raccontata per immagini, con vari stili, a volte con pochi tratti a volte prendendo ispirazione da giornali e foto.
Il Cile è rimasto ferito dagli eventi di un altro 11 settembre rispetto a quello diventato più famoso oggi, quello del 1973, quando al Palacio de la Moneda ci fu un colpo di stato che cambiò la storia dell’America latina ed ebbe una profonda influenza sulla politica mondiale, la deposizione e la morte del presidente della Repubblica Salvador Allende, deposto dalla giunta militare guidata dal generale Augusto Pinochet.
La storia di due protagonisti è raccontata dal punto di vista di Leo, figlio di immigrati cileni, che ha sempre sentito raccontare la vicenda in casa dai genitori ma non ha mai voluto schierarsi, forse perché non l’ha mai sentita una cosa non sua, una memoria di un altro mondo e di un’altra generazione.
Finché il generale Pinochet non viene arrestato a Londra nei primi anni del Duemila e a questo punto Luis deve ricercare le proprie radici, ricostruire cosa è successo ai suoi genitori e ai loro coetanei quando avevano più o meno la sua età e anche interrogarsi sulla sua identità morale, su da che parte vuole stare.
L’ombra di Allende racconta quindi, in parallelo e senza retorica, le vite di Allende e di Pinochet, le loro opposte visioni politiche e anche il loro approccio diverso alla vita, due rivali forse per caso e al centro comunque di una tragedia capace ancora oggi di dividere e far riflettere.
Una graphic novel interessante dal punto di vista tecnico e della realizzazione, una pagina di Storia ricostruita ma anche una riflessione sul destino e sull’importanza della memoria, che spesso tende a rimuovere fatti ed eventi che non andrebbero cancellati. Il ricordo di un’utopia per un mondo migliore e di una terribile sconfitta, ricostruito in maniera secca, asciutta ma implacabile, per chi c’era allora e per chi è arrivato dopo e deve capire cosa è successo e cosa ha significato.

Jorge González è un artista argentino, spagnolo d’adozione, classe 1970, che ha lavorato per la pubblicità come illustratore e storyboard artist e come illustratore di graphic novel. Ha collaborato con il quotidiano El País e disegnato alcune storie per Horacio Altuna. I suoi libri sono pubblicati in tutta Europa. Con Fueye ha vinto nel 2008 il Premio internazionale per il romanzo grafico FNAC-Sinsentido, e nel 2009 il Premio Junceda Iberia. Con Hate Jazz nel 2010 si aggiudica il Premio Tiza al  primo Salone del fumetto di Navarra. Tra le sue altre opere ricordiamo Ritorno al Kosovo, un reportage su una terra martoriata dalla guerra e Cara Patagonia, entrambi pubblicati da 001 Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, che ringraziamo.

Tosca dei boschi di Teresa Radice e Stefano Turconi (Bao Publishing, 2019) a cura di Elena Romanello

1 giugno 2019

Dopo i successi de Il porto proibito Non stancarti di andare, torna per Bao il duo artistico formato da Teresa Radice e Stefano Turconi, autori Disney e non solo, con Tosca dei boschi, una favola tra Medio Evo e Rinascimento per tutte le età, che mostra la voglia di raccontare e sperimentare dei due artisti, portando stavolta in un nuovo universo narrativo tra realtà e leggenda.
Alla base di tutto c’è la rivalità, realmente presente allora e magari latente oggi, tra Firenze e Siena, con una storia romanzata per tutte le età, dove Lucilla, duchessina della nobile famiglia dei Fieramosca, conosce Tosca, Robin Hood in gonnella che ruba ai ricchi per dare ai poveri, e Rinaldo, un menestrello, fratello e sorella, entrambi girovaghi.
Malgrado le differenze, o forse proprio grazie alle differenze, i tre ragazzi diventano inseparabili e si alleano per evitare un matrimonio combinato ma anche contro intrighi di palazzo che potrebbero portare ad una nuova guerra. Anche perché Lucilla vede in loro nuove possibilità di vita, libera da costrizioni e capace di costruire il proprio destino, ma ci saranno sorprese anche per Tosca e Rinaldo legate al loro passato. E in ogni caso Firenze deve essere salvata, insieme a qualcuno molto vicino a Lucilla.
Dalle prime pagine si viene immerse in un Medio Evo da fiaba, con un omaggio ai classici Disney, che si aprivano con libri antichi vergati da miniature e da una scrittura arzigogolata e tavole che possono riecheggiare le atmosfere de La Bella Addormentata nel Bosco e Robin Hood.  Stefano Turconi ama sperimentare sempre, qui privilegia le matite, creando un mondo pieno di vita e di colore in tavole che portano in una Firenze variopinta ma con lati oscuri, e tra foreste e monasteri in una campagna da fiaba.
Tosca dei boschi ha toni fiabeschi anche nel disegno dei personaggi, ma alla base c’è una fedele ricostruzione grafica e storica del mondo reale in cui è ambientata la storia, con una cura minuziosa anche dei dettagli della vita di tutti i giorni, tra abiti e oggetti. Il tutto è completato da citazioni di grandi autori italiani medievali, in un’opera godibile quindi a più livelli, per puro svago ma anche per cercare un omaggio ad un mondo e ad un momento fondamentale per la Toscana e per la cultura europea in generale.
Una conferma quindi del talento di due autori che amano raccontare e illustrare sempre delle belle storie, spesso diverse, ma capaci sempre di appassionare.

Teresa Radice e Stefano Turconi nascono entrambi nella Grande Pianura, a metà degli anni ’70… ma s’incontrano solo nel 2004, grazie a un topo dalle orecchie a padella e a una pistola spara-ventose. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente. Scoprendosi a vicenda viaggiatori curiosi, lettori onnivori e sognatori indomabili, partono alla scoperta di un bel po’ di mondo, zaino e scarponi.
Dal camminare insieme al raccontare insieme il passo è breve.
Le prime avventure a quattro mani sono per le pagine del settimanale Disney “Topolino”: arrivano decine di storie, tra le quali la serie anni ’30 in 15 episodi Pippo Reporter (2009-2015), Topolino e il grande mare di sabbia (2011), Zio Paperone e l’isola senza prezzo (2012), Topinadh Tandoori e la rosa del Rajasthan (2014) e l’adattamento topesco de L’Isola del Tesoro di R.L.Stevenson (2015).
Nel 2011 si stabiliscono nella Casa Senza Nord – a 10 minuti di bici dalle Fattorie, a 20 minuti a piedi dal Bosco, a mezz’ora di treno dal Lago – e piantano i loro primi alberi.
Nel loro Covo Creativo, i cassetti senza fondo straripano di progetti: cose da fare, posti da vedere, facce da incontrare.
Nel 2013 esce Viola Giramondo (Tipitondi Tunué, Premio Boscarato 2014 come miglior fumetto per bambini/ragazzi, pubblicato in Francia da Dargaud: Prix Jeunesse a Bédécine Illzach 2015 e Sélection Jeunesse a Angouleme 2016).
Il Porto Proibito, pubblicato nel 2015 per BAO Publishing e ristampato nel 2016 in una Artist Edition di prestigio, ha vinto il Gran Guinigi come “Miglior graphic novel” a Lucca Comics 2015 e il Premio Micheluzzi come “Miglior fumetto” a Napoli Comicon 2016. Sempre per i tipi di BAO, pubblicano Non stancarti di andare nel 2017 (graphic novel che riscuote in brevissimo tempo un grande successo di pubblica e critica), due volumi della serie per i più piccoli Orlando Curioso (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone e Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati) tra il 2017 e il 2018, Tosca dei Boschi (inizialmente edito da Dargaud in Francia e poi portato in Italia) nel 2018.
I frutti più originali della loro ormai decennale collaborazione hanno gli occhi grandi e la testa già piena di storie.
I loro nomi sono Viola e Michele.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Indomite volume 2 di Penelope Bagieu (Bao Publishing, 2019) a cura di Elena Romanello

30 maggio 2019

trasferimentoDopo il successo ottenuto con il primo volume, Bao Publishing continua a proporre le strisce della fumettista francese Penelope Bagieu dedicate a donne fuori dall’ordinario, con il secondo volume di Indomite.
Chi ha amato il libro precedente amerà anche questo, comunque legato all’altro solo come progetto grafico e culturale e incentrato su figure forse meno note e per questo tutte da scoprire e conoscere, qualsiasi età si abbia mentre si sfogliano queste pagine non certo banali, capaci davvero di far scoprire esistenze e mondi.
Si parte con Temple Gradin, etologa affetta dalla sindrome di Asperger, grazie alla quale oggi gli animali da allevamento sono considerati e allevati con maggiore cura, poi è la volta di Sonita Alizadeh, rapper afghana che con le sue canzoni ha dato voce alla ribellione delle ragazze contro costumi retrogradi e bigotti, come i matrimoni combinati. Si procede quindi con Cheryl Bridges, atleta e maratoneta che ha rivoluzionato le regole dello sport, con Thérèse Clerc, attivista sociale e utopista che ha creato nuove prospettive per le donne anziane, con Betty Davis, cantante rock afroamericana pronta a rivoluzionare la musica negli anni Sessanta.
Si visita poi l’Ottocento con Nellie Bly, prima giornalista investigativa recentemente riscoperta dai media, si torna quindi oggi nella contraddittoria India con Phoolan Devi, regina dei banditi che si ribellò contro patriarcato e tradizioni ancestrali e si scoprono altre icone musicali, il gruppo di rockstar The Shaggs.
Donne e scienza sono rappresentate da Katia Krafft, una delle maggiori esperte di vulcani morta sul campo, mentre una recente pagina sui diritti civili negli Stati Uniti rivive grazie alla storia dell’avvocatessa Jesselyn Radack. C’è spazio anche per Hedy Lamarr, per troppo tempo ricordata come bellissima diva del cinema, quando in realtà era una scienziata e inventrice della tecnologia del GPS e degli smart phones che usiamo oggi, per la femminista siriana Naziq al-Abid, per la collaboratrice della polizia nell’Ottocento Frances Glessner Lee, prima studiosa delle scene del crimine, per Mae Jemison, prima astronauta afroamericana, e per Peggy Guggenheim, una delle maggiori collezioniste d’arte del Novecento.
Un panorama quindi vasto e poliedrico, di tante carriere possibili, per ispirare le più giovani ma anche per dare nuovi spunti a chi ha qualche anno in più, con il mezzo efficace delle vignette, essenziali e esaurienti, capaci di raccontare ogni donna nello spazio di sei pagine.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Pénélope Bagieu, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, è un’illustratrice e fumettista francese. Nel 2007 crea il blog a fumetti Ma vie est tout à fait fascinante (www.penelope-jolicoeur.com), in cui racconta episodi della sua vita quotidiana con humour e grazia accattivanti. La successiva pubblicazione dell’omonimo libro riconferma il successo del blog anche sulla carta stampata. In seguito illustra le avventure di Joséphine e si cimenta in varie collaborazioni con la stampa, l’editoria e la pubblicità. Nel 2010 pubblica il suo primo racconto di largo respiro, Cadavres exquis, per la Casa editrice Gallimard. Due anni dopo, per Delcourt, disegna con Boulet La Page blanche. Nel 2013, nel corso del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, viene nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Lo stesso anno collabora con Joann Sfar per il libro Stars of the Stars, sempre pubblicato con Gallimard. Con lo stesso editore pubblica nel 2015 California Dreamin’, che nel 2017 viene portato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing. Negli ultimi anni ha lavorato e sta lavorando al progetto di Indomite.

Stra-Ordinarie di La Elleni (Becco Giallo, 2019) a cura di Elena Romanello

28 maggio 2019

Donne-Straordinarie_Copertina_webContinuano ad uscire graphic novel e libri illustrati che raccontano la vita di donne del passato più o meno remoto che si sono distinte per pensieri, azioni, attività fuori dal comune: un qualcosa che non è mai retorico o scontato  e che questa volta ci porta nel mondo di Stra-Ordinarie, scritto e disegnato da Elleni per Becco Giallo.
Il sottotitolo del libro è Vita e imprese di 30 donne decisamente fuori dagli schemi e presenta una bella galleria di ritratti di destini fuori dal comune, alcuni abbastanza noti, altri meno, per un romanzo grafico che si rivolge ad un pubblico di varie età, non solo infantile, e che nelle pagine troverà ispirazione, cultura, spunti.
Stra-Ordinarie si apre con la storia di Ipazia, filosofa e scienziata, tornata alla ribalta qualche anno fa grazie al bel film Agorà e prima martire del libero pensiero e dell’integralismo religioso. Trova poi spazio, Cristina di Belgioioso, una delle protagoniste del nostro Risorgimento, per troppo tempo dimenticata, e Ada Lovelace, figlia di lord Byron e prima programmatrice della Storia.
Meno nota ma molto interessante è l’afroamericana Harriet Tubman, schiava nelle piantagioni del Sud e poi attivista per l’abolizione di quella che era una vergogna, così come da scoprire è l’epopea di Matilde Serao, giornalista e scrittrice. Nelle pagine successive si incontrano la suffragetta Emmeline Pankhurst, la giornalista investigativa Nelly Bly, protagonista anche di un recente romanzo uscito per La Corte editore e di uno spettacolo teatrale, la scienziata Marie Curie e la pedagogista Maria Montessori, ispiratrice dell’omonimo metodo.
Ma la storia di queste donne non si esaurisce qui e comprende l’imprenditrice Luisa Spagnoli, dietro ad una delle più note fabbriche dolciarie italiane, l’icona della pittura e non solo Frida Kahlo, la spia degli alleati Nancy Wake, l’attivista del movimento dei diritti civili Rosa Parks, l’attrice Hedy Lamarr, per troppo tempo famosa per la sua bellezza da diva, ma in realtà una scienziata inventrice della tecnologia alla base degli smart phone oggi.
C’è spazio anche per donne del Novecento italiano, come la politica Nilde Iotti, l’astronoma Margherita Hack,  amatissima fin da anziana, Tina Anselmi, partigiana e primo ministro del lavoro donna, la giornalista Oriana Fallaci, Franca Viola, ragazza simbolo del femminismo per aver rifiutato un vergognoso matrimonio riparatore e la popolarissima astronauta Samantha Cristoforetti, prima italiana a volare nello spazio come sognava fin da bambina guardando Star Trek.
Il libro comunque ha uno sguardo internazionale e presenta anche Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah e femminista,  Nawal Al-Sa’dawi, attivista egiziana per i diritti delle donne, Dian Fossey, studiosa morta per le sue battaglie a favore dei gorilla, Junko Tabei, alpinista capace di salire sulle montagne più alte, Wangari Marthai, attivista contro la distruzione dell’Africa, Vera Caslavska, atleta in prima linea per i diritti umani nella Repubblica Ceca, Rigoberta Menchù Tum, anima della resistenza degli indigeni in Guatemala, Sonita Alizadeh, capace di dar voce al desiderio di libertà delle donne afghane con le sue canzoni rap, Malala Yousafzai, sostenitrice del diritto allo studio per le bambine e premio Nobel per la pace, Yusra Mardini, nuotatrice siriana e profuga, membro della prima squadra olimpica di rifugiati.
Tante storie, raccontate in alcune vignette  colorate e essenziali, attraversi i passaggi essenziali di destini fuori dal comune, scelti e portati avanti in nome della libertà. Un libro per immagini da leggere e rileggere, per scoprire o riscoprire storie sempre interessanti.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La Elleni Nata nel 1980, già prima di parlare scarabocchiava i compiti di scuola del fratello maggiore. Per 13 anni ha imbrattato i muri di casa, esauriti i quali ai genitori è sembrato opportuno comprarle un album A3 e iscriverla a una scuola di grafica. Ancora adesso, quando i suoi gatti non le camminano sulla tastiera o sui fogli da disegno, ama creare fumetti e illustrazioni.

Le sorelle Bronte di Manuela Santoni (Becco Giallo, 2018) a cura di Elena Romanello

27 maggio 2019

Sorelle-Bronte_COPERTINA_webDopo aver raccontato le disavventure di Jane Austen, autrice oggi popolarissima ma che alla sua epoca visse un’esistenza ritirata e senza gloria, Manuela Santoni affronta questa volta per Becco Giallo tre altre icone al femminile della letteratura inglese dell’Ottocento, lette e amate ancora oggi, e cioè le sorelle Bronte, Emily, Anne e Charlotte.
Anche loro, come Jane Austen, vissero nella profonda provincia inglese, nelle desolate terre dello Yorkshire, anche loro si nascosero dietro a pseudonimi maschili creando scalpore con romanzi che presentavano figure femminili fuori dal comune e decisamente in anticipo con i tempi, oltre a parlare di argomenti scabrosi, come le violenze familiari, la pazzia, le ossessioni sentimentali, gli abusi a scuola, l’alcolismo.
La storia delle tre sorelle Bronte e del loro fratello scapestrato Bramwell riemerge da pagine in bianco e nero, con disegni essenziali ma capaci di catturare destini e un’epoca senza scadere nel manierismo da favoletta in costume: un racconto per immagini che ricorda la genesi di romanzi che ancora oggi hanno molto da dire al pubblico contemporaneo e le vite brevi e intense di tre donne, tre scrittrici morte troppo presto ma non senza aver lasciato un segno nella letteratura da allora in poi e che rimangono come tre fantasmi, nello Yorkshire e sull’immaginario di oggi. Tra l’altro, tutto viene raccontato dal punto di vista Bramwell, amatissimo dalle tre giovani ma capace di creare loro solo problemi, economici e anche di salute.
Il volume è completato da una postfazione di Selene Chilla e Serena di Battista, che hanno collaborato con Manuela Santoni, in quanto creatrici del blog in tema The Sisters’ Room A Bronte inspired blog, una delle più autorevoli fonti in rete in tema, in cui raccontano la vicenda umana delle tre sorelle, approfondendo anche gli aspetti lasciati un po’ in ombra nelle pagine della graphic novel.
Le sorelle Bronte è un’opera da avere per chiunque abbia letto ed amato Jane EyreCime tempestose e gli altri meno noti ma non meno interessanti romanzi delle sorelle, aspri, scomodi e capaci di raccontare davvero cosa voleva dire essere donne nella rigida e ipocrita epoca vittoriana. Una storia per immagini sia per chi conosce già i personaggi oltre i libri sia per chi si avvicina per la prima volta, ma è interessante da leggere anche per chi non sa nulla, non le ha mai lette e grazie a queste pagine avrà voglia di scoprire di più su tre donne, morte poco più di trentenni e capaci di dire qualcosa ancora alle donne e alle ragazze di oggi.

Manuela Santoni, illustratrice e fumettista della provincia di Roma, classe 1988, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dove nel 2012 si laurea in Storia dell’arte. Contemporaneamente ha seguito la Scuola romana dei Fumetti e nel 2013 viene selezionata per il Master annuale di illustrazione Ars in fabula di Macerata. Dal 2017 insegna presso la scuola Pencil Art di Roma. Ha illustrato i libri di narrativa per ragazzi Girl R-Evolution (De Agostini, 2016) e Storie proprio buffe (Il Castoro, 2016) ed è autrice della graphic novel per Becco Giallo Jane Austen. Vive e lavora a Fonte Nuova, vicino  a Roma.

Selene Chilla e Serena di Battista, classe 1986, amiche e colleghe di blog sono le ideatrici di The Sisters’ Room A Bronte inspired blog. Entrambe laureate in lingue all’Università di Roma Tre, si sono appassionate alle vite delle sorelle Bronte, studiandole anche da autodidatte: ogni anno visitano il Bronte County, nello Yorkshire, e sono state anche negli altri luoghi delle tre scrittrici. Il loro blog è nato nel 2015 e conta numerose collaborazioni con case editrici e studiosi di tutto il mondo, come la Sezione italiana della Bronte Society. Sono autrici del libro E sognai di Cime tempestose: viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Bronte, edito da Alcheringa Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

Daisy di Marco Barretta e Lorenza di Sepio (Tunué, 2019) a cura di Elena Romanello

8 maggio 2019

daisy_cover_ISBN_500w-1Daisy è una bambina che vive con il padre scrittore, che non ha mai superato il dolore per la morte della moglie e mamma della piccola e si è chiuso in se stesso. La vita di Daisy è quindi abbastanza solitaria, in una casa strana e a tratti inquietante. Un giorno, la ragazzina trova uno dei romanzi del padre, un fantasy avventuroso che racconta di un mondo che bisogna salvare, e sprofonda tra le pagine, diventando lei l’eroina. Per uscirne dovrà arrivare alla fine della storia, facendo lo stesso percorso dell’eroe che ha sostituito, e saranno tanti i pericoli da affrontare, anche fuori dal libro, con la disperazione di suo padre.
Il nemico principale da affrontare è la Regina Cattiva, ma forse alla fine riserverà delle sorprese, forse questa antagonista è diversa da come la si pensava, in un viaggio iniziatico in un mondo da fiaba che cambierà Daisy.
Un fumetto tutto italiano, con echi nel disegno dei manga ma anche delle opere di Noelle Stevenson e di Teresa Radice e Stefano Turconi, che presenta il tema eterno del viaggio in un altro mondo, oltre che l’importanza dei libri, della fantasia e della forza delle storie che fanno crescere e cambiano.
Ci sono echi di storie di ieri e di oggi, a cominciare da La storia infinita, cult di più di una generazione, senza dimenticare Il Mago di Oz, universo narrativo che sta per ridiventare protagonista con nuove storie in TV e al cinema, e il serial Once upon a time.
Daisy è un’eroina curiosa, in cerca della felicità, in un mondo reale che si schiude alla fantasia, per una storia che forse è conclusa ma forse no, senza anticipare niente ci sono vari livelli di lettura, come del resto in tutte le fiabe, rileggendo vecchie storie ma riuscendo sempre a dire qualcosa di nuovo, mescolando l’importanza della fantasia con temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto.
Con questo titolo Tunué conferma il suo interesse per il fumetto di casa nostra, per i nostri talenti emergenti o meno, con alle spalle lunghi anni di studio e una creatività eclettica, capaci di proporre nuove storie che pescano da archetipi e attualità, con stili che mescolano varie suggestioni. Daisy è una storia che entra bene nella linea che l’editore propone ad un pubblico più giovane (gli appassionati vanno coltivati fin da piccoli!) ma è godibile anche per chi ha qualche anno in più e riconoscerà tutte le citazioni e i rimandi, ricordando che magari in qualche momento lontano o vicino della propria vita si è sognato tutti di perdersi in un altro mondo, magari contenuto in un libro.

Provenienza: libro del recensore.

Marco Barretta è un videografo, gira il mondo grazie al suo lavoro. È sceneggiatore di Procrastination, ultimo volume della serie Simple&Madama, disegnato da Lorenza Di Sepio.

Lorenza Di Sepio Disegnatrice nel campo dell’animazione 2D, dove lavora come character design e storyboard artist. Ha collaborato a diverse serie cartoon prodotte dalla RAI, video musicali e spot. Autrice di Simple&Madama, progetto virale nato sui social network e poi trasformato in progetto editoriale.

:: Imperfetta di Andrea Dorfman (Einaudi ragazzi 2019) a cura di Viviana Filippini

27 marzo 2019
Imperfetta-Dorfman-Einaudi-Ragazzi

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La storia di Andrea Dorfman, non è fiction, ma è vera, perché in “Imperfetta”, edito da Einaudi Ragazzi, l’autrice affronta un problema del tutto personale. Andrea si occupa del rapporto conflittuale che ha sempre avuto con il proprio naso. Un naso non proprio piccolo, ma “importante”, fin da quando l’autrice era bambina. Poi un giorno Andrea conosce un ragazzo –Dave-, i due iniziano una relazione a distanza, perché Andrea vive in Canada, mentre il suo ragazzo sta dall’altra parte del mondo. I due si scambiano lettere dove si raccontano le loro vite, i rispettivi lavori e anche le loro paure. Andrea ama il suo ragazzo, ma è un po’ in crisi perché lui di lavoro fa il chirurgo plastico e per Andrea e il suo naso, ecco è un rapporto un po’ sofferto, nel senso che la ragazza accetta sì il fatto che ci siano persone che si rivolgono al suo fidanzato per risolvere problemi di salute. Quello che Andrea non comprende sono coloro che invece si rivolgono a Dave per farsi modificare occhi, bocca o altre parti del corpo perché non le amano. Andrea si sente imperfetta e, come narra lei pagina dopo pagina, avrà nella sua vita di bambina e adolescente un rapporto molto complesso con il suo prominente naso, però non modificherà mai il suo aspetto. Andrea capisce che è proprio in quella che potrebbe essere considerata un’imperfezione, un difetto, che sta la sua perfezione. Nel senso che è proprio quel naso così evidente che rende Andrea unica, con un’identità specifica e del tutto personale. Il libro della Dorfman fa riflettere su quanto a volte il sentirsi “diversi” non dipende tanto e solo da noi, ma anche da coloro che ci circondano e dal mondo dove viviamo, nel quale non fanno altro che farci notare quello che, secondo loro, non va in noi. A rendere ancora più chiaro il messaggio di accettazione di sé, di rispetto per il prossimo per come è, ci sono le colorate tavole illustrate fatte dalla stessa Andrea. Esse donano alla storia tratta dal cortometraggio “Flawed”, candidato a un Emmy Award, una graphic novel ironica e garbata che fa anche un invito a sfidare quelli che sono gli stereotipi spesso imposti dai media e dalla della società di oggi, dove sembra contare più l’apparire, che l’essere vero e profondo delle persone. “Imperfetta” di Andrea Dorfman è un libro dove si chiama il lettore al rispetto di sé, del prossimo e delle diversità che si pongono, non come difetti, ma come caratteristiche e peculiarità che rendono ognuno di noi unico al mondo. Illustrazioni Andrea Dorfman. Traduzione Michele Piumini.

Andrea Dorfman è una premiata animatrice e regista cinematografica. Adattato dal film Flawed, candidato a un Emmy Award, Imperfetta è il primo libro pubblicato a suo nome. How to Be Alone, la video-poesia da lei realizzata insieme a Tanya Davis, ha totalizzato oltre otto milioni di visualizzazioni su Facebook ed è uscita come libro nel 2013. Vive a Halifax, Nuova Scozia, Canada.

Source: inviato dall’editore al recensore. Grazie ad Anna De Giovanni e all’ufficio stampa Einaudi Ragazzi.

La bella morte di Mathieu Bablet (Oscar Ink, 2019) a cura di Elena Romanello

16 febbraio 2019

bella-morte-bablet-670x899Mathieu Bablet si è fatto conoscere a livello internazionale con la graphic novel Shangri-La, una rilettura della fantascienza ambientata nello spazio dalle forti connotazioni post apocalittiche. Sull’onda di un successo enorme è senz’altro interessante scoprire le sue prime opere, come La belle mort, uscita nel 2011 e in arrivo adesso anche in Italia con il titolo appunto di La bella morte.
L’autore ama la fantascienza dai toni catastrofisti ma per questa sua opera giovanile sceglie un’ambientazione terrestre, di un mondo di un futuro prossimo dove la vita degli esseri umani è stata pesantemente limitata e quasi annientata da alieni dalla forma di insetto, per tornare ad una paura atavica del genere umano. Per questo recupero, l’opera è stata rieditata  con aggiunto un prequel disegnato adesso, mentre sta per arrivare la catastrofe, in una città tanto simile alle metropoli soprattutto statunitensi e asiatiche ridotta all’abbandono.
Mathieu Bablet ha tra i suoi maestri Moebius e Katsuhiro Otomo, soprattutto nelle atmosfere di Akira, e questo emerge da una grande cura delle tavole e dell’ambiente di una città non città simbolo e ultimo baluardo di un mondo che non esiste più. I puristi sostengono che l’autore è migliorato tantissimo, ma è comunque interessante vedere un’opera prima già molto interessante, per essere catapultate in uno dei peggiori incubi da sempre, con la lotta di un manipolo di disperati dal destino segnato, ultimi cavalieri caduti e non certo eroici di una guerra ormai persa. La bella morte si riferisce ad un sacrificio estremo per una causa che si crede superiore anche se persa in partenza, come il dimostrarsi superiori ad un invasore che ha distrutto tutto quello che per cui forse valeva la pena di vivere. Un concetto duro, a tratti discutibile, ma comprensibile nel contesto di una storia senza speranza, in cui l’archetipo dell’invasione aliena viene visto nei suoi aspetti forse meno spettacolari ma più devastanti.
La bella morte è un fumetto da leggere per tutti gli amanti della fantascienza, per come rilegge un archetipo non certo da B Movies e per scoprire un nuovo stile e una voce che ha e avrà ancora molto da dire. Tra le righe si capisce come aiuti il vivere e il lavorare in un Paese che considera il fumetto una vera forma d’arte e come le nuove generazioni abbiano ormai una visione d’insieme sulle varie scuole delle nuvole parlanti. Una storia che fa riflettere sulla caducità della natura umana, sull’importanza di fare delle scelte e sul fatto che a volte bisogna portare avanti anche una battaglia persa, per non perdere appunto la propria umanità.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Mathieu Bablet (Grenoble 1987), diplomato all’Accademia di Chambéry, ha esordito con La Belle mort (2011), seguito dalle serie Doggybags (2012-2015) e Adrastée (2013-2016). Con Shangri-La si è rivelato all’attenzione internazionale affermandosi come uno dei maggiori giovani talenti del fumetto europeo.

Trottole di Tillie Walden (Oscar Ink, 2018) a cura di Elena Romanello

1 febbraio 2019

978880468649hig-344x480Fin da bambina Tillie ha sempre amato e praticato il pattinaggio artistico, una passione che è sopravvissuta a difficoltà e traslochi, e anche a non sempre facili rapporti in casa, a scuola e sulla pista. Ma negli anni si cambia, e dodici anni significano tante cose, e Tillie capisce che gli allenamenti prima dell’alba sui pattini, gli esercizi tutto il giorno e le gare a fine settimana non possono più essere la sua ragione di vita.
Da bambina pattinare era un porto sicuro contro disagi e stress, tra bulli e genitori poco attenti anche se non cattivi, ma al liceo Tillie ha scoperto di amare il disegno, di non iscriversi all’Università e di frequentare la Scuola d’Arte. Inoltre, dopo varie peripezie ha deciso di non nascondere più la sua omosessualità, di fare coming out e iniziare anche una relazione seria, dopo varie delusioni. E i palazzetti del ghiaccio non riescono più a contenere la sua voglia di cambiare, evolversi e fare nuove esperienze.
Un racconto autobiografico che parla dell’impegno a dedicarsi ad una passione totalizzante ma anche della fatica di crescere e trovare se stessi, del coraggio di cambiare e di seguire la propria natura, costi quello che costi. Non è la prima volta che le graphic novel si occupano di omosessualità, anche di quella femminile, ma Trottole lo fa senza tragedie, raccontando una condizione e una scoperta, tra difficoltà e voglia comunque di vivere come si è.
Un’opera quindi interessante da vari punti di vista, come storia di formazione, come vicenda legata ad uno sport che da anni affascina più generazioni, come coming out e presa di coscienza di se stessi, delicata e con uno stile minimalista ma mai banale, per riempire le pagine comunque di contenuti.
Trottole è senz’altro un titolo da leggere per tutte le persone che hanno amato e amano il pattinaggio artistico, consapevoli anche del fatto che nella vita si cambia, cambiano gli interessi, cambiano le passioni , cambiano le esigenze e bisogna adeguarsi a questo, senza rimpianti.
Ma è anche un’opera per chi sta crescendo o ricorda quando è cresciuto, per capire e riflettere, e magari trovare nuovi spunti per la sua vita. Per questi vari meriti Trottole ha vinto l’Eisner Award, uno dei premi più importanti a livello mondiale per fumetti e graphic novel, riconoscendo il valore di un’opera che mescola riflessione e vita vissuta, un’esperienza e il tema eterno della crescita.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Mondadori, che ringraziamo.

Tillie Walden (Austin, Texas, 1996), disegnatrice di fumetti e illustratrice, è diplomata al Center for Cartoon Studies del Vermont e ha iniziato a occuparsi di fumetti al liceo. Il suo libro d’esordio, The End of Summer (2015, Ignatz Award) ha colto un grande successo di critica, confermato per i seguentiI Love This Part (2015, nominato agli Eisner Award), A City Inside (2016), Trottole (2017) e On a Sunbeam (2018).

Il castello delle stelle di Alex Alice (Mondadori, 2017), a cura di Elena Romanello

29 novembre 2018
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Uno dei filoni della fantascienza che ha affascinato di più negli ultimi anni è lo steampunk, cioè l’immaginare un futuro partendo dal passato, di solito dall’Ottocento vittoriano: per chiunque ami questo, ma anche per chi è in cerca di storie originali, è da non perdere la graphic novel francese Il castello delle stelle di Alex Alice.
L’autore immagina che la conquista dello spazio sia iniziata quasi cent’anni prima, nella seconda metà dell’Ottocento, in un’Europa sempre sull’orlo della guerra, ad opera di una donna, l’esploratrice Claire Dulac, che sparisce nella stratosfera durante un volo esplorativo per capire se gli esseri umani possano andare nello spazio. Alcuni anni dopo il figlio Seraphim parte alla sua ricerca, aiutato da un re visionario e forse folle, un personaggio realmente esistito, Ludwig di Baviera, scoprendo un mondo fuori nello spazio popolato da creature fantastiche e dove forse è possibile vivere.
Alex Alice ha dichiarato per questa sua opera, presentata anche in italiano in una veste curata che esalta le sue scelte grafiche e il suo stile unico, il suo debito per Jules Verne, uno dei nonni della fantascienza nonché ideatore di un immaginario che poi è stato ripreso dallo steampunk. L’altro suo grande ispiratore è Hayao Miyazaki, maestro dell’animazione giapponese e autore di alcuni gioielli in cui ha rivisitato vari archetipi di fantascienza e fantasy, che si ritrova nelle tavole e nella storia, debitrice a tratti di un film come Laputa , omaggiato anche dal titolo, e non solo.
Dietro a Il castello delle stelle c’è anche tutta una mitologia sullo spazio che prese piede nel XIX secolo, fatta di storie su abitanti della Luna e di Marte con tanto di supporto iconografico, senza un fondamento scientifico e reale ma perfetta per fare da sfondo ad una storia sognante e sospesa nei cieli, sulla ricerca di se stessi e di una persona amata ma anche di un nuovo senso per tutta l’umanità.
Il castello delle stelle dimostra ancora una volta la considerazione che c’è Oltralpe per la narrativa disegnata e la maturità conseguente del saper creare un’opera appassionante e filosofica, fantastica e nello stesso tempo di grande valore artistico. In attesa del seguito della storia, perché le avventure di Seraphim nello spazio non sono ancora finite.

Alex Alice è nato nel 1974 ed è uno degli autori di fumetti più dotati della sua generazione. Ha avuto immediato successo nei primi anni Duemila con la serie diventata culto Le Troisième Testament. Il suo ambizioso progetto Siegfried, ispirato all’opera di Wagner, gli è valso lo Spectrum Gold Award, principale riconoscimento mondiale per l’illustrazione fantastica. Dopo aver venduto oltre un milione di album, tradotti in una ventina di lingue, Alex Alice non ha esitato a rinnovare completamente il proprio stile con la sua nuova, fortunata serie Il castello delle stelle. Interamente realizzate ad acquerello, le sue tavole rievocano le illustrazioni dei romanzi di Jules Verne così come i ricordi incantati di viaggi giovanili tra i castelli bavaresi.

Provenienza: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

I Kill Giants di Joe Kelly e J. M. Kelly Niimura (Bao Publishing, 2018) a cura di Elena Romanello

25 ottobre 2018

63345867-39d6-46d7-9c64-4df42d093062Dopo il successo del film distribuito su Netflix, torna in una nuova edizione, la Titan Edition, sempre per Bao Publishing la graphic novel I kill Giants, storia di formazione nascosta sotto una vicenda urban fantasy, dove in una cittadina sul mare forse succedono cose terribili ad opera dei giganti del titolo. O forse no.
L’opera, scritta da Joe Kelly e disegnata da JM Ken Niimura, ritorna con una copertina che richiama alla locandina del fim e racconta la storia di Barbara Thorson, ragazzina che fa la quinta elementare, amante del fantasy e dei giochi di ruolo, vittima di bullismo a scuola e con un qualcosa di grave in casa che incombe. Barbara ha un super potere, come le protagoniste delle storie che ama tanto, perché è la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore dei giganti, ma c’è anche un’altra stranezza nella sua vita:  a casa dorme in cantina, perché al primo piano c’è un orrore che non riesce ad affrontare.
Tutto questo succede mentre una psicologa comincia ad interessarsi a lei e sta per arrivare un uragano, ma sarà un uragano o un gigante? Joe Kelly racconta una storia dove la quotidianità si tinge di fantastico, sospesa tra due mondi, dove alla fine si parla di dolore, incertezza, lutto da elaborare e dove forse i giganti non sono gli esseri peggiori che si possono incontrare e dove comunque la forza per affrontare qualsiasi problema e minaccia va trovata in se stessi.
Una storia non solo per ragazzi, disegnata con richiami allo stile manga, usando il bianco e nero in modo nuovo e creativo da JM Ken Niimura, per un viaggio fantastico ma anche dentro al proprio animo, tra rifiuto delle cose brutte e accettazione della convivenza anche con gli aspetti meno belli della vita, non i giganti, ma qualcos’altro. Tra le righe viene in mente un’altra opera, letteraria e cinematografica, su un tema simile, Sei minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, sia pure con varie diversità e con il gigante metafora sempre di qualcosa di insormontabile da affrontare ma con cui bisognerà fare i conti.
La nuova edizione è stata arricchita da una art gallery dei personaggi, da interviste ai due autori e da stralci di sceneggiatura e storyboard originali, per capire come quest’opera è stata pensata.

Joe Kelly ha debuttato sulla scena fumettistica americana a metà degli anni Novanta, ai testi di Deadpool per la Marvel, ma ha poi scritto di tutto, da X-Men a Superman, dalla Justice League of America a Spider-Man. Nel 2000 ha fondato il collettivo creativo Man of Action, che ha all’attivo la creazione delle serie animate televisive Ben 10, Generator Rex, Ultimate Spider-Man, Big Hero 6: The Series e tante altre. In quanto sceneggiatore di fumetti, ha scritto I Kill Giants, titolo Image disegnato da JM Ken Niimura e pubblicato in Italia da BAO Publishing. Nel 2011, il graphic novel ha vinto il premio Gran Guinigi nella categoria “Migliore sceneggiatura” e nel 2018 è diventato un film Netflix su sceneggiatura dello stesso Joe Kelly.

JM Ken Niimura è nato a Madrid, ma ha origini giapponesi. Laureato in arte, ha contribuito a numerose campagne pubblicitarie in Spagna, oltre ad aver partecipato a pubblicazioni collettive per i principali editori di fumetti iberici. I kill giants, fumetto sceneggiato da Joe Kelly e pubblicato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing, nel 2011 ha vinto il Premio Gran Guinigi come “Miglior Sceneggiatura” e nel 2012 è valso a Niimura il prestigioso International Manga Awards. Nel 2014 Niimura ha pubblicato Henshin, un manga costituito da diverse storie brevi collegate tra loro. L’opera, pubblicata originariamente in Giappone, viene poi edita nel 2015 dalla Casa editrice americana Image. Attualmente è al lavoro sul webcomic Umami, edito dalla piattaforma online Panel Syndicate.

Provenienza: libro del recensore.

La leggenda delle nubi scarlatte di Saverio Tenuta (Magic Press, 2017) a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2018

Magic Press sta riproponendo in volumi brossurati le graphic novel di Saverio Tenuta, poliedrico autore che hanuvoleScarlatte_cover spaziato tra Italia, Stati Uniti e Francia, raccontando storie da cittadino del mondo, con ambientazioni varie.
La leggenda delle nubi scarlatte porta nel Giappone medievale caro a vari film di Kurosawa, per raccontare una storia di viaggio e di evoluzione personale, in un mondo senza tempo e sempre di gran fascino. Un motivo in più per leggere un fumetto che è di difficile reperibilità per il mercato italiano, uscito in passato per Comma 22.
In realtà La leggenda delle nubi scarlatte era nato per il mercato francese, pubblicato da Les Humanoides Associés, e formato, narrazione e tavole rispettano i canoni delle graphic novel d’oltralpe, soprattutto di quelle a sfondo storico, con una composizione che prevede numerose vignette per tavola, nessuna splash page e grande spazio al testo, in una vera e propria narrativa a disegni, forma d’arte che in terra francofona è messa sullo stesso piano di quella puramente raccontata dalle parole.
Disegni accurati e fedeli a ricostruire un mondo, con una storia che per temi, ambientazione e filosofia di vita è pienamente giapponese, a raccontare ancora una volta i vasti interessi di Saverio Tenuta.
La vicenda raccontata in un volume che raccoglie quattro albi francesi porta in un Giappone feudale immerso dalla neve, un regno dove la Storia si mescola alla fantasia, con spunti presi da alcuni miti del Paese del Sol levante. Meiki, giovane marionettista del bunraku, una delle tante forme teatrali di quel mondo, si innamora di Raidu, un samurai che in guerra ha perso un braccio, un occhio e la memoria. Sulla loro strada troveranno complicazioni e antagonisti, tra la folle Shogun Fujiwara, il suo guerriero dai tre occhi Fudo e gli Izuna, mistici lupi protettori della foresta.
Una leggenda di un mondo lontano, una mitologia tra poesia e epica, un omaggio ad una cultura potente vista da un occidentale ma che riesce a entrare addentro, con scene che alternano dinamismo e poesia, con due colori che dominano tutto, il bianco della neve e lo scarlatto di foglie, sangue, oggetti e sentimenti.
La leggenda delle nubi scarlatte è una riscoperta o scoperta piacevole e interessante, intelligente e appassionante, sia per i cultori del mondo nipponico, da sempre oggetto di fascinazione qui in Occidente, sia per chi in generale cerca qualcosa di nuovo e nello stesso tempo di antico.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa Magic Press che ringraziamo.

Saverio Tenuta nasce a Roma il 14 Maggio 1969. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia a lavorare come incisore d’arte e grafico pubblicitario. Entra nel mondo del fumetto nel 1992 realizzando storie brevi e copertine per varie case editrici italiane: Cierre (Artur King), Universo (Intrepido), Tattilo(Playmen Comix), General Press (Il Corvo presenta), RCS (2000 giorni al 2000), Phoenix (Laida Odius – Italia XXII secolo).
Per quest’ultima casa editrice esce nel 1997 il suo primo libro a fumetti su sceneggiatura di Otto Gabos dal titolo Cold Graze: risvegli di ghiaccio. Parallelamente porta avanti alcune collaborazioni con case editrici americane. Realizza illustrazioni per la Event (Ash 22 Brides) e la SQP (Conan the cruel). Con la casa editrice Sirius realizza il libro DOLLS su sceneggiatura di Lorenzo Bartoli. In seguito, sempre in collaborazione con Lorenzo Bartoli, realizza Morrigan, graphic novel a colori pubblicato da Heavy Metal (negli USA) e Magic Press (in Italia). Sulla rivista americana Heavy Metal pubblica una serie di storie brevi delle quali cura anche i testi, mentre in Italia realizza i Tarocchi celtici con la casa editrice Lo Scarabeo.
Nel 2001 lavora con la DC comics sul graphic novel JLA: The riddle of the beast (testi di Alan Grant), mentre è del 2003 il suo artbook monografico Elegia (Heavy Metal). Parallelamente, realizza per il Giappone la storia “Carpe Diem” per la casa editrice Kodansha. Nel 2005 si sposta sul mercato francobelga e con Les Humanoïdes Associés realizza testi e disegni per la tetralogia La leggenda delle Nubi Scarlatte. L’opera viene poi tradotta in italiano, tedesco, spagnolo e inglese. Quest’opera darà il via all’universo “Nubi Scarlatte”, che si sviluppa in altre due serie spin-off: Izuna (testi di Saverio Tenuta, disegni di Carita Lupattelli) e La maschera di Fudo (testi e disegni di Saverio Tenuta). Sin dal 1993 ha iniziato a insegnare fumetto e tecniche di disegno in scuole di settore e nel 2010 fonda il DAISHO¯ Studio, un atelier dove segue i suoi allievi e sviluppa nuovi progetti di fumetto e illustrazione. http://tenutadaishostudio.weebly.com/