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Le ragazze del Pillar di Stefano Turconi e Teresa Radice (Bao Publishing, 2019) a cura di Elena Romanello

15 maggio 2020

e921bf30-e8a3-41ed-8c22-5e4de63c76f3Tra i titoli più amati dai lettori dei graphic novel di Bao Publishing in questi dieci anni di vita della casa editrice c’è stato senz’altro Il porto proibito, mirabolante affresco dell’Inghilterra di inizio Ottocento, tra romanzo storico e satira di costume. Stefano Turconi e Teresa Radice, poliedrici autori di altre belle storie, tornano alle atmosfere della Plymouth di inizio Ottocento con uno spin off de Il porto proibitoLe ragazze del Pillar, che si snoderà su dieci volumi per raccontare le storie delle ragazze del bordello locale.

Tuffarsi a capofitto. Prendere il largo. Aprirsi ai colori di nuove avventure, pedinando le vite di chi resta, di chi verrà. È così che siamo riapprodati a Plymouth, alle sue stradine acciottolate odorose di salsedine, alle chiacchiere di ragazze e ai canti dei marinai.:

così i due autori hanno raccontato il loro ritorno a quel mondo.
La serie si struttura in varie storie con protagoniste le ragazze del Pillar to Post, il bordello al centro della storia del Porto, crocevia di storie di terra e storie di mare. Siamo sempre in Inghilterra ad inizio dell’Ottocento, una potenza navale e coloniale in guerra, e a Plymouth ci sono arrivi e partenze e destini che si intrecciano.
In questo primo volume arriva un aiuto inaspettato e insolito per le ragazze, un Maori, da quella lontana terra che è entrata a far parte dell’Impero britannico, la Nuova Zelanda, un selvaggio per molti che si dimostrerà molto meno selvaggio dei civilizzati inglesi, mentre una delle giovani susciterà l’interesse di uno scienziato, visto da tutti come un outsider e anche lui una piacevole scoperta. Le due avventure sono indipendenti e interconnesse, ma ogni volume contribuirà a costruire il mosaico narrativo più ampio di una storia lunga, destinata a dipanarsi negli anni, armonicamente, e che BAO Publishing pubblicherà a due capitoli alla volta, all’incirca ad anni alterni.
Nelle pagine de Le ragazze del Pillar, animate da vignette a colori pastello che raccontano un mondo e una cultura che continuano ad appassionare con tutti i loro difetti, si parla di condizione della donna, di libertà, di sentimenti, di sesso, di diversità, di razzismo, temi eterni affrontati con sapienza dagli autori. Il volume è impreziosito da alcune pagine di schizzi dei personaggi e della moda, con note storiche e di costume sull’epoca ed è da consigliare certo a chi ama i fumetti di qualità ma anche le belle narrazioni a sfondo storico, oltre a chi impazzisce per l’Ottocento inglese, che rivive per immagini con una forza superiore a quella di qualsiasi testo.

Teresa Radice e Stefano Turconi nascono entrambi nella Grande Pianura, a metà degli anni ’70… ma s’incontrano solo nel 2004, grazie a un topo dalle orecchie a padella e a una pistola spara-ventose. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente. Scoprendosi a vicenda viaggiatori curiosi, lettori onnivori e sognatori indomabili, partono alla scoperta di un bel po’ di mondo, zaino e scarponi.
Dal camminare insieme al raccontare insieme il passo è breve.
Le prime avventure a quattro mani sono per le pagine del settimanale Disney “Topolino”:
arrivano decine di storie, tra le quali la serie anni ’30 in 15 episodi Pippo Reporter (2009-2015), Topolino e il grande mare di sabbia (2011), Zio Paperone e l’isola senza prezzo (2012), Topinadh Tandoori e la rosa del Rajasthan (2014) e l’adattamento topesco de L’Isola del Tesoro di R.L.Stevenson (2015).
Nel 2011 si stabiliscono nella Casa Senza Nord – a 10 minuti di bici dalle Fattorie, a 20 minuti a piedi dal Bosco, a mezz’ora di treno dal Lago – e piantano i loro primi alberi.
Nel loro Covo Creativo, i cassetti senza fondo straripano di progetti: cose da fare, posti da vedere, facce da incontrare.
Nel 2013 esce Viola Giramondo (Tipitondi Tunué, Premio Boscarato 2014 come miglior fumetto per bambini/ragazzi, pubblicato in Francia da Dargaud: Prix Jeunesse a Bédécine Illzach 2015 e Sélection Jeunesse a Angouleme 2016).
Il Porto Proibito, pubblicato nel 2015 per BAO Publishing e ristampato nel 2016 in una Artist Edition di prestigio, ha vinto il Gran Guinigi come “Miglior graphic novel” a Lucca Comics 2015 e il Premio Micheluzzi come “Miglior fumetto” a Napoli Comicon 2016. Sempre per i tipi di BAO, pubblicano Non stancarti di andare nel 2017 (graphic novel che riscuote in brevissimo tempo un grande successo di pubblica e critica), due volumi della serie per i più piccoli Orlando Curioso (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone e Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati) tra il 2017 e il 2018, Tosca dei Boschi (inizialmente edito da Dargaud in Francia e poi portato in Italia) nel 2018.
I frutti più originali della loro ormai decennale collaborazione hanno gli occhi grandi e la testa già piena di storie. I loro nomi sono Viola e Michele.

Provenienza: libro del recensore.