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Trottole di Tillie Walden (Oscar Ink, 2018) a cura di Elena Romanello

1 febbraio 2019

978880468649hig-344x480Fin da bambina Tillie ha sempre amato e praticato il pattinaggio artistico, una passione che è sopravvissuta a difficoltà e traslochi, e anche a non sempre facili rapporti in casa, a scuola e sulla pista. Ma negli anni si cambia, e dodici anni significano tante cose, e Tillie capisce che gli allenamenti prima dell’alba sui pattini, gli esercizi tutto il giorno e le gare a fine settimana non possono più essere la sua ragione di vita.
Da bambina pattinare era un porto sicuro contro disagi e stress, tra bulli e genitori poco attenti anche se non cattivi, ma al liceo Tillie ha scoperto di amare il disegno, di non iscriversi all’Università e di frequentare la Scuola d’Arte. Inoltre, dopo varie peripezie ha deciso di non nascondere più la sua omosessualità, di fare coming out e iniziare anche una relazione seria, dopo varie delusioni. E i palazzetti del ghiaccio non riescono più a contenere la sua voglia di cambiare, evolversi e fare nuove esperienze.
Un racconto autobiografico che parla dell’impegno a dedicarsi ad una passione totalizzante ma anche della fatica di crescere e trovare se stessi, del coraggio di cambiare e di seguire la propria natura, costi quello che costi. Non è la prima volta che le graphic novel si occupano di omosessualità, anche di quella femminile, ma Trottole lo fa senza tragedie, raccontando una condizione e una scoperta, tra difficoltà e voglia comunque di vivere come si è.
Un’opera quindi interessante da vari punti di vista, come storia di formazione, come vicenda legata ad uno sport che da anni affascina più generazioni, come coming out e presa di coscienza di se stessi, delicata e con uno stile minimalista ma mai banale, per riempire le pagine comunque di contenuti.
Trottole è senz’altro un titolo da leggere per tutte le persone che hanno amato e amano il pattinaggio artistico, consapevoli anche del fatto che nella vita si cambia, cambiano gli interessi, cambiano le passioni , cambiano le esigenze e bisogna adeguarsi a questo, senza rimpianti.
Ma è anche un’opera per chi sta crescendo o ricorda quando è cresciuto, per capire e riflettere, e magari trovare nuovi spunti per la sua vita. Per questi vari meriti Trottole ha vinto l’Eisner Award, uno dei premi più importanti a livello mondiale per fumetti e graphic novel, riconoscendo il valore di un’opera che mescola riflessione e vita vissuta, un’esperienza e il tema eterno della crescita.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Mondadori, che ringraziamo.

Tillie Walden (Austin, Texas, 1996), disegnatrice di fumetti e illustratrice, è diplomata al Center for Cartoon Studies del Vermont e ha iniziato a occuparsi di fumetti al liceo. Il suo libro d’esordio, The End of Summer (2015, Ignatz Award) ha colto un grande successo di critica, confermato per i seguentiI Love This Part (2015, nominato agli Eisner Award), A City Inside (2016), Trottole (2017) e On a Sunbeam (2018).

:: Le regole del fuoco, Elisabetta Rasy (Rizzoli, 2016) a cura di Micol Borzatta

26 Mag 2016
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Primavera 1917. L’Italia è già da due anni che è entrata in guerra quando Maria Rosa Radice, ragazza napoletana di vent’anni e di buona famiglia, decide di lasciare gli agi della casa in cui vive con la madre vedova. La decisione viene presa perché non sopporta più l’atteggiamento assillante, egocentrico e menefreghista della madre, il cui unico pensiero è far maritare la figlia per potersene liberare. Maria Rosa decide così di chiedere aiuto allo zio, unico uomo rimasto della famiglia e per questo motivo nessuno può dirgli di no. Lo zio convince la madre di Maria Rosa di lasciare libera la figlia, ma per una ragazza nubile che vuole uscire di casa a quei tempi l’unica destinazione è il fronte, così si arruola come infermiera volontaria.
Arrivata nel piccolo ospedale da campo del Carso incontra Eugenia Alferro. Una ragazza brusca che all’inizio le sta molto antipatica, ma con il tempo il loro rapporto cambia. Eugenia infatti è l’unica che l’aiuta a orientarsi nelle corsie, le insegna come darsi coraggi nei momenti più oscuri e come superare le lunghe giornate piene di corpi maciullati e sangue.
La loro amicizia diventa sempre più forte, a tal punto che entrambe si accorgono che il loro sentimento va oltre all’amicizia, e così di nascosto di notte, chiuse nella stanza che condividono, sottovoce, per paura che qualcuno possa sentirle, si confessano reciprocamente il loro amore.
Inizia così un rapporto forte e complicato, un’unione che non sapranno se riusciranno a far continuare, una lotta dentro a una lotta.
Un romanzo audace, scritto come se fosse una lettera aperta che la protagonista scrive alla sua amata, con uno stile leggero come potrebbe essere quello di una persona innamorata che vuole aprire il suo cuore e confidare tutti i suoi segreti.
La Rasy riesce in un romanzo nemmeno troppo lungo a racchiudere due temi di grandissima importanza: la guerra e l’omosessualità. Specialmente il secondo argomento viene trattato sotto tutti i suoi aspetti, ovvero come un sentimento profondo e reale, puro e nello stesso tempo impetuoso, sempre però raccontato sottovoce, per trasmettere al lettore il senso di tabù causato dai tempi in cui è ambientato, ma che a ben guardare vige tutt’oggi.
Un romanzo fantastico che fa capire l’ipocrisia della gente e come invece può essere innocente l’animo umano.

Elisabetta Rasy nasce a Roma nel 1947. Trasferitasi a Napoli ancora adolescente, tornerà nella capitale in età adulta.
Nel 1974, dopo la laurea in Storia dell’Arte, fonda la casa editrice Edizioni delle donne, e inizia a collaborare con Rai e Radio 3.
Attualmente corrisponde per il supplemento domenicale del Sole 24 Ore.
Madre del poeta Carlo Carabba, ha al suo carico molti romanzi sia storici generici che storici femminili.

Source: pdf inviato dall’editore, ringraziamo Federica dell’ufficio stampa Rizzoli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibilità immediata un solo pezzo.