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I romanzi delle sorelle Bronte per Oscar Draghi a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2020

Ci sono libri che tutti sono convinti di conoscere, come i classici dell’Ottocento, ma che è sempre bene riprendere in mano, tenendo conto che è in quel periodo che è nata la letteratura come oggi la conosciamo, con un grande apporto da parte delle donne, soprattutto nell’Inghilterra vittoriana.
La collana Oscar Draghi lascia da parte per un attimo fantascienza e fantasy per presentare i tre romanzi forse più famosi delle sorelle Bronte, Agnes Grey di Anne, Cime tempestose di Emily e Jane Eyre di Charlotte, presentati in una nuova, suggestiva edizione, con io sottotitolo I capolavori delle impareggiabili penne sororali.
Un’occasione per scoprire o riscoprire quindi tre storie abbastanza diverse tra di loro, che raccontano tre spaccati di vita dell’Inghilterra di allora, in particolare dello Yorkshire, luogo in cui le sorelle Bronte vissero praticamente per tutte le loro vite non certo lunghe, salvo qualche breve spostamento.
Cime tempestose è la storia di un amore folle, di un’ossessione amorosa durata tutta la vita, quella di Catherine e Heathclift, ancora oggi emblematica.
Agnes Grey e Jane Eyre sono considerati romanzi protofemministi, con due protagoniste in cerca di una loro vita al di là delle convenzioni, specchio tra l’altro di un mondo dove le donne non contavano ma spesso erano l’unica fonte di reddito con il loro lavoro per tante famiglie.
Un’ottima occasione per confrontarsi di nuovo con tre capisaldi della letteratura al femminile, ancora oggi capaci di influenzare e far riflettere. Tre romanzi non banali, non favolette zuccherose, non datati, non melensi, con personaggi che parlano al mondo contemporaneo, con dietro le loro autrici, prolifiche nonostante la loro breve vita, sia come scrittrici di narrativa che come poetesse.

:: La collera di Napoli, Diego Lama (Mondadori, 2016) a cura di Diego Di Dio

24 giugno 2016

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Napoli, settembre 1884. Un’epidemia di colera provoca migliaia di vittime in appena due settimane.Veneruso, un commissario di polizia depresso e irritabile, indaga sul ritrovamento dei cadaveri di alcune giovani orfane mutilate su una spiaggia vicino al porto. Le ragazze provengono tutte dallo stesso convento di monache di clausura. Le ricerche di Veneruso e dei suoi scalcagnati agenti riveleranno presto passioni segrete, vizi inconfessabili e relazioni pericolose tra le religiose. All’indagine principale si aggiungono altri casi paralleli, altri omicidi, altri assassini.

La collera di Napoli è il primo romanzo che leggo di Diego Lama.
Il fatto che sia risultato vincitore al Tedeschi mi ha incuriosito parecchio e, ovviamente, ha aumentato a dismisura le mie aspettative. Spesso accade che, leggendo un libro che si è affermato in un premio importante come questo, le pretese rimangano in parte deluse, ma non è questo il caso.
La collera di Napoli non solo introduce nel panorama del giallo storico un personaggio unico, irritabile, nervoso e a suo modo divertente come il commissario Veneruso, ma innesta questo personaggio su uno sfondo storico ben descritto, accurato e definito. Eppure, nonostante la potenza narrativa del protagonista, la cosa che mi ha colpito di più del romanzo non è né lui, né la storia principale, tessuta in maniera sapiente e accorta. No.
La cosa che mi ha colpito di più sono le storie, le piccole vicende collaterali che affluiscono nel fiume della vicenda principale, i piccoli aneddoti, i piccoli gialli che arricchiscono un quadro umano variegato, disperato e bellissimo. C’è qualcosa di geniale in questa scelta dell’autore di non limitarsi a narrare la vicenda principale o le storie a essa funzionali, ma di arricchire il romanzo con uno sguardo traversale indirizzato alle piccole storie di vita e di paese, ai personaggi curiosi e affamati, al popolo napoletano piegato dalla malattia e dalla povertà, ai gesti disperati e alle parole indimenticabili di personaggi ai limiti della società, falegnami, prostitute, preti e suore.
Diego Lama, con La collera di Napoli, irrompe nel panorama editoriale italiano come uno dei più promettenti scrittori gialli contemporanei, congegnando un romanzo che denuncia non solo un potente talento narrativo, ma anche una affinata capacità di gestire trame e sottotrame, di costruire personaggi e dialoghi credibili, di dare vita a tanti piccoli universi letterari.

Diego Lama Napoli 1964. Architetto e giornalista, ha pubblicato diversi romanzi e racconti. Pubblica nel 2013 La collera di Napoli con protagonista il commissario Veneruso con cui è stato vincitore del Premio Tedeschi 2015, pubblicato nel Giallo Mondadori n. 3136 nel mese di ottobre 2015. Il romanzo viene ristampato nel giugno del 2016 negli Oscar Mondadori.

Source: libro del recensore.

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