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Nerdopoli a cura di Eleonora C. Caruso (Effequ, 2018) a cura di Elena Romanello

31 gennaio 2019

31n2br3ps8zl._sx258_bo12c2042c2032c200_La scrittrice Eleonora C. Caruso nasce come nerd e membro attivo dei fandom dedicati a fumetti e fantastico e partendo da questo ha curato il volume Nerdopoli, una raccolta di saggi su un mondo di quelle che una volta si chiamavano controculture giovanili e che oggi stanno comunque acquisendo un peso sempre maggiore nelle varie industrie, a cominciare da quella dell’intrattenimento.
Dopo la prefazione dello storico e scrittore Tito Faraci si viene proprio immersi in vari universi, su cui riflettere e scoprire cose nuove, perché non sono solo storielle banali.
L’esperta di cultura otaku, quella che concerne manga ed anime, Susanna Scrivo esamina le storie animate e su fumetto che arrivano dal Giappone concernenti il mondo omosessuale, sia quelle inventate dagli appassionati (spesso appassionate) su determinate serie, sia quelle ufficiali, iniziate in maniera sotterranea con opere come Versailles no Bara e poi diventate sempre più presenti.
Eleonora C. Caruso si ritaglia uno spazio per parlare delle fanfiction, le storie inventate dai fan su un determinato fumetto, film, telefilm, nate decenni fa all’epoca del ciclostile ma assurte a vero e proprio fenomeno di costume con Internet, in vari fandom. L’autrice tratta una storia delle fanfiction partendo dalla sua esperienza personale, e ricordando che da sempre si è cercato di raccontare in maniera diversa le storie che si ascoltavano, in fondo da un certo punto di vista scrissero fanfiction su universi noti anche Virgilio e Ariosto, senza dimenticare le appassionate di Sherlock Holmes che vollero che il loro beniamino fosse resuscitato da Conan Doyle.
Alice Cucchetti parla invece di un altro fondamentale contenitore dell’immaginario di oggi, le serie TV, partendo dall’apporto dato da Joss Whedon con BuffyAngel e soprattutto Firefly, cult presso vari appassionati, senza dimenticare i vari Star TrekBattlestar GalacticaThe X-Files Lost, non dimenticando i cambiamenti di fruizione che ci sono stati.
Arianna Buttarelli si concentra sui videogiochi, elemento fondamentale della cultura nerd, e altra cosa che ha accompagnato ormai più generazioni, anche qui con un diverso modo di fruizione e l’inevitabile evoluzione tecnologica che ha cambiato i rapporti.
Simone Laudiero mette a confronto due universi essenziali, i giochi di ruolo e la narrativa fantasy, che nel corso degli anni si sono influenzati, viaggiando di pari passo ma sviluppando anche un antagonismo più o meno sano, come in una sorta di storia d’amore.
Matteo Grilli torna sull’universo degli otaku, raccontandone l’evoluzione e la liberazione, partendo dall’avvento delle serie di orfani e robot a fine anni Settanta e vedendo un punto fondamentale di questo processo con l’esplosione del fenomeno Dragonball all’inizio del nuovo Millennio, ma anche con l’opera e la personalità di Hideaki Anno.
Aligi Comandini esamina invece le dinamiche delle comunità nerd reali e virtuali, raccontando anche come certe storie hanno preso piede anche al di fuori del fandom degli appassionati.
Un libro per tracciare quindi delle linee guide su mondi sempre più presenti e capaci di influenzare economia e intrattenimento, anche perché ormai i nerd non si fossilizzano più su un solo immaginario o media, ma spaziano. Interessante sia per chi vuole approfondire e capire meglio la propria passione, sia per chi vuole scoprire di più su queste strane persone che stanno cambiando il mondo.

Provenienza: omaggio al recensore dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Eleonora C. Caruso (1986) ha pubblicato i romanzi Comunque vada non importa (Indiana Editore 2012) e Le ferite originali (Mondadori, 2018). Il prossimo è in uscita nel 2019, sempre per Mondadori. Edita manga, collabora e ha collaborato con numerose riviste («Wired», «Prismo») e case editrici di fumetti (JPop, RW). Vive a Milano, in una casa che contiene a stento le sue action figures.

Mostri, supereroi e navi spaziali di Fulvio Gatti (Impressionigrafiche, 2018) a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2019

mostri-supereroi e navi spaziali_fulvio gattiFulvio Gatti è tornato in libreria con una nuova fatica, sempre dedicata alla cultura nerd dei fumetti e del fantastico: Mostri, supereroi e navi spaziali si presenta con un sottotitolo molto esplicativo Inventario emotivo delle storie globali e immerge in un mondo di suggestioni varie degli ultimi quarant’anni almeno di immaginario, proveniente da Oltre oceano ma non solo.
L’autore parte raccontando un aneddoto molto simpatico sulla sua infanzia su un cuginetto lontano dall’altra parte del mondo a cui lo unì la passione comune per le Tartarughe Ninja e poi costruisce un dizionario enciclopedico, divertente e divertito ma non banale, in cui trovano spazio vari personaggi e suggestioni, raccontati per sommi capi ma in maniera che riesce comunque ad essere esauriente.
I toni sono leggeri ma non certo sciocchi, per raccontare mondi che hanno unito persone dagli angoli del mondo più lontani, in un pianeta in cui si cerca ormai purtroppo di costruire sempre più muri e sempre più ponti. Nelle pagine del libro trovano spazio storie e filoni, dagli alieni agli zombie, passando per un film cult come Matrix, il serial per antonomasia degli anni Novanta The X-Files, l’universo di Star Trek, la principessa Leia di Star Wars, l’icona horror Freddy Kruger, il mondo di Game of thrones, i viaggi intergalattici di Doctor Who e molto altro ancora.
Un libro per appassionati, dove chi si interessa di cultura nerd e otaku troverà storie e eroi, ma anche per chi vuole saperne di più, per i nostalgici e non solo, perché tira le somme su decenni di sogni e avventure in maniera simpatica e esauriente.
La copertina e le vignette interne sono di Gabriele Sanzo, con riletture divertite di vari universi.

Provenienza: libro del recensore.

Fulvio Gatti (Torino, 1983), giornalista e scrittore, scrive da alcuni anni su testate locali e nazionali. Ha ideato il festival di satira Tuco a Calamandrana (Asti) e dirige la webzine e podcast Finché c’è nerd. Ad Alba (Cuneo) ha curato la mostra su Dylan Dog Alba e i morti viventi. Ha pubblicato per Las Vegas edizioni I nerd salveranno il mondo. Il suo sito ufficiale è http://www.fulviogatti.it

Al Mufant di Torino i Japan Days 2019 a cura di Elena Romanello

23 gennaio 2019
locandina-1024x1391-740x1005Sabato 26 e domenica 27 gennaio 2019 tornano al Mufant di Torino in via Reiss Romoli 49 bis i Japan Days, l’evento annuale organizzato da Animanga Italia dedicato a manga, anime e cultura del Giappone tra antico e moderno.
Quest’anno sono Japan Days e non Japan Day perché dopo il successo degli anni scorsi si raddoppia su due giorni, con eventi, conferenze, mostre e stand.
Nel 2019 si festeggiano i primi quarant’anni de Il Grande Mazinga e Jeeg robot d’acciaio nel nostro Paese, nonché i quattro decenni di Gundam RX 79, primo capitolo della saga dei Mobil Suit, robot realistici, non ancora esaurita oggi.
La GAF, Galleria d’arte fantastica, lo spazio dedicato alle mostre temporanee, presenta Tribute Go, un’esposizione di tavole di numerosi artisti italiani Disney, Bonelli e Marvel dedicate al Grande Mazinga e a Jeeg robot d’acciaio, con nomi quali Federica di Meo, Vittorio Pavesio, Paolo Barbieri e Andrea Osella e la presenza sia sabato che domenica di vari di loro. La mostra è completata da vari rodovetri originali dei due robottoni di Go Nagai. Le due esposizioni rimarranno al Mufant fino al 28 febbraio e poi cominceranno un viaggio in altri posti e eventi.
Sabato 26 gennaio l’ospite d’onore sarà Anna Teresa Eugeni, voce della Regina Himika di Jeeg, di  Lady Gandal di Goldrake e di Margaret Hamilton nel ruolo della Perfida Strega dell’Ovest ne Il mago di Oz, nonché adattatrice del serial cult Charmed.
Domenica invece spazio per Davide Perino, doppiatore di Amuro Ray in Gundam nel ridoppiaggio della serie, ma anche di Elijah Wood nella parte di Frodo de Il signore degli anelli di Peter Jackson e di Eddie Redmayne come Newt Scamander nella serie di Animali fantastici.
Tra gli altri ospiti, Ivo de Palma, voce di Pegasus de I cavalieri dello zodiaco, Davide Ravera, cosplayer e impersonatore ufficiale di Newt e Mosé Singh, impegnato nella nuova serie di Lupin III.
L’evento sarà animato da numerose associazioni che informeranno sulle loro attività culturali e sulle modalità di adesione, e da stand con in vendita memorabilia vari in tema. Tra i nomi presenti Amici di Go Nagai, Eva Impact, Tomoni, Sakura, Giagun, Kendama Italia, Planet B Web Radio, Casale Comics & Games, Creative Comics e Moguwork.
L’ingresso alla manifestazione costa sei euro intero, riduzioni a cinque e tre, abbonamento per due giorni dieci o cinque euro. Per ulteriori informazioni visitare il sito di Animanga e quello del Mufant.

Il poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya (J-POP manga, 2018) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2019

pvaI manga sono una realtà editoriale in Italia da quasi trent’anni e molti editori si sono cimentati portando nel nostro Paese titoli di generi e epoche diverse. Nessuno aveva mai pensato di portare uno dei capostipiti degli shojo manga, anzi il titolo che ha stravolto il genere aprendo la strada a nuove sperimentazioni, Kaze to ki no utaIl poema del vento e degli alberi di Keiko Takemiya.
Finalmente J-POP ha colmato questa lacuna editoriale, con una lussuosa edizione, disponibile in un cofanetto con tutti i dieci volumi insieme, ognuno con un segnalibro personalizzato, o a volumi singoli. Liberamente ispirato al romanzo Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, Il poema del vento e degli alberi racconta l’incontro in un collegio maschile francese nell’Ottocento tra Serge, orfano nato da un amore proibito tra un conte e una zingara, e il bellissimo e diabolico Gilbert, ragazzo coinvolto in passioni illecite e che sedurrà anche il nuovo arrivato.
Come si può intuire, Il poema del vento e degli alberi ha introdotto nei manga la tematica omosessuale, già presente sullo sfondo in alcune opere di Riyoko Ikeda (l’autrice di Lady Oscar Caro fratello), ma qui centrale e senza dimenticare aspetti anche scomodi e scabrosi, sia pure in un contesto a tratti sognante.
Chi legge manga oggi troverà cariche e diverse le tavole di Keiko Takemiya, che come molte colleghe aveva un’idea non storica e realistica dell’Occidente, cosa poi più presente in altre opere più recenti: ma la storia resta affascinante, morbosa, appassionata, innovativa, oggi come quarant’anni fa, soprattutto in tempi di omofobia e oscurantismo come quelli attuali.
Una storia che ha aperto nuovi orizzonti agli shojo manga, un filone nato per storielle zuccherose stile Harmony per bambine ma che oggi è uno dei serbatoi più interessanti di storie anche scomode, diverse, innovative, grazie anche a Keiko Takemiya e al suo amore proibito e devastante, coinvolgente come tutte le storie di quel tipo, ma con una diversità di fondo in un Paese dove l’omosessualità è stata prassi comune tra i samurai ma dove era anche vista come un disordine rispetto all’organizzazione della famiglia tradizionale.
Il poema del vento e degli alberi è un’opera da avere per tutte le appassionate (e appassionati) di manga anni Settanta, per molti l’epoca d’oro di quest’arte: ispirò anche un film d’animazione che però non catturò tutta la complessità e la lunghezza della vicenda.
Però è un’opera da leggere anche per chi è interessato al tema dei diritti, a come sono stati trattati dai fumetti e al percorso che hanno ispirato queste storie. Tragedia e storia di formazione, eros e thanatos, mescolate in una storia che comunque è rimasta nella storia del fumetto non solo in Giappone.

Provenienza: libro del recensore.

Keiko Takemiya  è stata una delle autrici di fumetti che nei primi anni Settanta fecero da pioniere del fumetto per ragazze che avevano come soggetto l’amore omosessuale maschile, a partire dalla sua prima opera, In the Sunroom, uscita nel 1970.
Fra i suoi lavori più noti si possono citare i manga Terra e… e Il poema del vento e degli alberi, pubblicati a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Nel 1979 vinse il Shogakukan Manga Award sia nella categoria shōjo manga che nella categoria shōnen manga rispettivamente per Kaze to Ki no Uta e Terra e...  ed il prestigioso Seiun Award nel 1978 sempre per Terra e....
Dal 2000, Keiko Takemiya insegna presso la facoltà di manga della Kyoto Seika University ed è l’attuale rettore. Nel 2009, è stata membro della commissione selettiva per il Premio culturale Osamu Tezuka.

The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer, 2018) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2019

978882006623hig-250x380Estate nella tranquilla cittadina di Flint City in Oklahoma: il signor Ritz sta portando a spasso il suo cane quando si imbatte nel cadavere orrendamente martoriato e seviziato di un bambino di soli undici anni. La sua sarà la prima testimonianza che la polizia ascolterà in una concitata caccia all’uomo, perché chi ha commesso un delitto così efferato non può restare in giro libero, come decide il detective Ralph Anderson, sempre in cerca di giustizia per i colpevoli ma soprattutto per le vittime innocenti, questa volta più che altre volte.
I sospetti portano ad un uomo, Terry Maitland, padre, marito e insegnante tranquillo, allenatore di baseball dei bambini, insospettabile ma intorno al quale si serra una catena di odio e risentimento. Terry non era in città, era ad un incontro letterario a chilometri di distanza, ma nonostante questo viene arrestato in maniera spettacolare e non sarà l’ultimo colpo di scena, tra la voglia di vendetta di una cittadinanza indignata e poco accorta e la disperazione della sua adorata famiglia.
Ma presto la polizia si renderà conto di aver compiuto un errore, che ha e può avere conseguenze gravissime, mentre l’eco di un’antica leggenda metropolitana su un essere che può prendere qualsiasi forma prende piede e coinvolge anche Ralph Anderson, non soddisfatto dalla piega presa da quello che sembrava uno dei suoi casi risolti migliori.
Stavolta non siamo nel Maine, ma in un’altra profonda provincia degli Stati Uniti, quelle aree che hanno sancito l’imbarazzante e discutibile vittoria di Donald Trump, ma Stephen King non cambia il suo voler raccontare gli abissi dell’animo umano, con una storia che inizia come un thriller ma poi vira nel paranormale, dopo aver fatto riflettere sulla psicosi oggi più presente che mai di sbattere il mostro in prima pagina e distruggerlo, anche di fronte all’evidenza dell’innocenza.
Ralph Anderson è l’eroe suo malgrado di una caccia all’uomo che diventerà qualcosa di più, una riflessione sulle storture della società di oggi, sempre in cerca di un capro espiatorio e non della verità. Nelle pagine del libro compare un personaggio di precedenti romanzi di Stephen King, Holly Gibney, coprotagonista nelle trilogia di Mister Mercedes, qui impegnata ad allargare lo sguardo di coprotagonisti e lettori sugli orizzonti dell’impossibile. Chi ha letto i tre libri sarà felicissimo di ritrovarla in queste pagine, che sono comunque godibilissime anche per chi è digiuno della trilogia.
L’uomo nero capace di prendere le sembianze di un innocente e distruggerlo non è che l’ennesima incarnazione del male secondo Stephen King, un It per certi versi più subdolo, con tratti da folclore popolare e da fermare a qualunque costo.
Una riflessione sulla condizione umana e sul male nel mondo nascosta da romanzo thriller paranormale, forse i libri di Stephen King di qualche anno fa erano migliori, ma anche questo è di tutto rispetto: gli appassionati ritroveranno i suoi temi cari, i neofiti un viaggio a più livelli tra reale e paranormale in cosa c’è e ci può essere dentro l’animo umano.

Provenienza: libro del recensore.

Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.

Naila di Mondo 9 di Dario Tonani (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

10 gennaio 2019

978880468825hig-313x480La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
Ora l’universo di Mondo 9 torna per raccontare l’epopea di Naila, anche lei navigatrice del deserto del pianeta sopra la sua baleniera convertita a cargo, la Syraqq, in cerca della Grande Onda e di possibilità di sopravvivenza, mentre imperversa un morbo che sta facendo strage di esseri umani e delle loro navi organiche, forse incompatibili con un pianeta ostile.
Un libro godibilissimo anche per chi non ha letto le storie precedenti, un’avventura di fantascienza originale e inquietante, con un’eroina che non è giovane come appare sulla pur bellissima copertina di Franco Brambilla, erede di una tradizione di protagoniste la cui capostipite è Ripley di Alien. Tra l’altro, da segnalare che la protagonista ha ispirato anche un art book in tema, non il primo che esce per raccontare un universo evocativo e affascinante.
Mondo 9 rappresenta una possibilità apocalittica per la Terra o un luogo alternativo in cui la vita umana si è installata secoli prima, ed è l’ennesimo luogo iconico che la fantascienza racconta, un genere che funziona alla grande quando racconta in maniera metaforica paure e questioni in sospeso del nostro mondo, rileggendo il tema del viaggio dell’eroe (stavolta un’eroina, quindi ancora meglio) in mezzo a prove incredibili, fino ad un risultato finale, e tra l’altro la conclusione sembra presagire che ci saranno nuove avventure. Anche perché Naila è un personaggio a cui ci si affeziona, e sarebbe bello davvero poterla incontrare di nuovo nelle pagine di un’altra storia.
Naila di Mondo 9 è un libro per i cultori della fantascienza, un genere che non è mai morto e non ha mai smesso di rinnovarsi, cercando nuove storie oltre i viaggi nello spazio pieni spesso di speranza che oggi non si riesce più ad avere e le distopie di società terrestri basate sui fatti reali del cosiddetto Secolo breve.
Ma tra le righe è anche la presentazione di un nuovo modello di protagonista, in un genere che ha visto crescere in maniera esponenziale le lettrici, un’eroina non perfetta, legata alla sua nave che sente come un essere vivente e pronta a giocarsi tutto per una speranza di libertà e di salvezza. In attesa di nuovi sguardi su Mondo 9, capace già di avvincere tra sabbie e macchine.

Dario Tonani è giornalista professionista. Milanese, una laurea in Economia politica alla Bocconi, ha pubblicato diversi romanzi e un centinaio di racconti in antologie, quotidiani nazionali e sulle principali testate di genere italiane (“Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Robot”). Per Mondadori sono usciti i romanzi Infect@ (2007), L’algoritmo bianco (2009) e Toxic@ (2011), ma la sua opera più conosciuta, già tradotta con successo in Giappone e presto anche in lingua inglese, è il ciclo di Mondo9, riunito nel 2015 sotto il titolo di Cronache di Mondo9 nel primo “Urania Millemondi” interamente dedicato a un autore italiano. In Giappone Mondo9 è stato inserito tra i migliori dieci titoli di fantascienza occidentale dell’anno. Tra i numerosi riconoscimenti, Tonani ha ricevuto il Premio Europa come miglior scrittore di fantascienza del 2017.

Provenienza: inviato al recensore dalla redazione Oscar Mondadori.

A cosa servono le ragazze di David Blixt (La Corte editore, 2018) a cura di Elena Romanello

8 gennaio 2019

cover_nelliebly-307x4291885, Stati Uniti: un mattino sul quotidiano The Dispatch compare un articolo del direttore in cui ci si chiede a cosa servano le donne e le ragazze, se non a fare le mogli e le madri: Elizabeth Cochrane, diciott’anni, una vita passata lottando contro una difficile situazione familiare causata da uomini che hanno rovinato la vita sua, di sua madre e delle sue sorelle, scrive al giornale le sue ragioni e il suo disaccordo per un articolo sciovinista e maschilista anche a quei tempi, che non tiene conto della realtà della condizione femminile.
Il suo intervento colpisce il direttore che chiede di incontrarla e le offre un posto nel suo giornale: Elizabeth, che sceglie lo pseudonimo di Nellie Bly, rifiuta di scrivere di pettegolezzi e robetta leggera, e preferisce occuparsi di attualità e della condizione femminile, tra sfruttamento e sottomissione. Inizia pertanto a scrivere delle condizioni di lavoro delle operaie, della necessità per le donne di avere autonomia e indipendenza, della condizione delle bambine, costrette a lavorare per pochi soldi in condizioni malsane. Mali della società di allora ma non certo distanti da certe realtà oggi.
La prima giornalista investigativa della storia farà poi un lungo soggiorno in Messico, dove svelerà una società maschilista e corrotta, ma otterrà il suo risultato più importante con il suo reportage più pericoloso, fingendosi pazza e finendo internata nel manicomio femminile di Blackwell’s Island, al largo di New York, di cui racconterà abusi, violenze e disumanità.
Dimentichiamo principesse e favorite da romanzi storici di maniera: Nellie Bly è un personaggio realmente esistito, che esce dalle pagine di un romanzo appassionante ma rigoroso a raccontare una pagina di Storia e una società tutte da scoprire, oltre che problemi ancora attuali, visto che le forze reazionarie ancora oggi cercano sempre di minare l’autonomia economica delle donne.
Una biografia sotto forma di romanzo su una figura oggi ingiustamente non abbastanza conosciuta e tutta da scoprire, un’icona femminista, antesignana di tutte le reporter che sono venute dopo di lei e non si sono fermate di fronte a niente per raccontare e scoprire la verità, e soprattutto per denunciare ingiustizie e soprusi, a cominciare da quelli che subiscono le donne.
A cosa servono le ragazze è un libro appassionante, ma anche capace di far riflettere su mondi simili, ieri e oggi, per tutte le età, da regalare a donne e ragazze, ma anche da comprarsi e leggere, e non dimenticare.

Provenienza: libro del recensore.

David Blixt vive a Chicago, negli Stati Uniti, con la sua famiglia, ed è un celebre attore shakesperiano oltre a essere un autore che ha venduto decine di migliaia di copie pubblicando svariati romanzi in tutto il mondo.
Con La Corte Editore ha già pubblicato Il Cavaliere della profezia di Dante, con cui ha ottenuto un ottimo successo.

La nemica di Brunella Schisa (Neri Pozza, 2018) a cura di Elena Romanello

7 gennaio 2019

arton148304Marcel de La Tache è un giovane giornalista di belle speranze nella Parigi del 1786 e un giorno, mentre si sta recando al lavoro, assiste nella piazza della Cour du Mai ad un atroce supplizio: una donna, giovane e bella, viene fustigata e marchiata con la V di voleuse, ladra. Marcel scopre che la condannata altri non è che Jeanne de La Motte Valois, nobildonna di oscure origini implicata nello scandalo della collana, che ha coinvolto anche la regina Maria Antonietta e il cardinale di Rohan con l’acquisto a rate di una costosissima collana, non fatto dalla sovrana ma portato avanti con l’inganno dalla contessa raggirando anche Rohan.
Il giovane inizia, usando le tecniche di quello che verrà chiamato giornalismo investigativo, a indagare sul caso, incontrando anche la donna, rinchiusa alla Salpetriere, per la quale arriverà a provare un’attrazione senza controllo, mentre è prossimo al matrimonio. Quando Jeanne riesce a fuggire in Inghilterra dove comincia a pubblicare le sue memorie, in cui racconta cose imbarazzanti sulla Regina e la corte, Marcel si troverà diviso tra la moglie, gli eventi che stanno trascinando la Francia nel baratro della Rivoluzione, i ricatti di spie della corte che conoscono i suoi legami con Jeanne e Jeanne stessa, che continuerà a visitare in esilio e ad essere affascinato da lei.
Non è la prima volta che l’immaginario si occupa dello scandalo della collana, fattaccio che esplose in una Francia indebitata e piena di malcontento nel 1785 e che secondo Goethe fu l’antefatto della Rivoluzione, trascinando la monarchia francese, e Maria Antonietta in particolare, nella vergogna, anche se poi anni dopo fu dimostrata l’innocenza e la buona fede della sovrana. Alessandro Dumas padre dedicò un romanzo al fatto, La collana della regina, non uno dei suoi migliori ma abbastanza avvincente e da tenere attaccati alle pagine, ci sono stati un paio di film non eccelsi ma decorativi e del caso della collana ha parlato anche il manga e anime di culto Versailles no Bara, noto in Italia come Lady Oscar, oltre che un ottimo saggio di Benedetta Craveri che è servito di ispirazione all’autrice.
Una storia quindi sempre affascinante, un inganno da romanzo poliziesco portato avanti da una donna troppo bella, una Milady truffatrice ma abbastanza ingenua, poi travolta dagli eventi che la portarono pare a suicidarsi: Brunella Schisa accoglie questa ipotesi, negli anni si parlò anche di omicidio, ma anche che Jeanne fosse ancora viva e vegeta e continuasse anni dopo a scrivere libelli contro Maria Antonietta.
Brunella Schisa sceglie di raccontare la storia dal punto di vista di un personaggio inventato ma ricalcato su molti giornalisti dell’epoca, a cominciare dal rivoluzionario Camille Desmoulins: Marcel si rende conto di vivere in tempi che stanno cambiando, vuole fare bene un lavoro che sarà sempre più fondamentale e finisce travolto da una storia intrigante ma molto più grande di lui e da una donna, un’anti eroina di sicuro fascino, dolente ma anche pericolosa.
La nemica è un libro per tutti gli amanti della storia della Rivoluzione francese e dei suoi protagonisti, ma anche una riflessione sull’importanza della verità, sul saper raccontare i fatti, sul non sapersi far imbrogliare da quello che è falso, sul potere della seduzione e della disperazione.

Brunella Schisa è nata a Napoli. Dopo aver lavorato come traduttrice, esordisce nella narrativa nel 2006 con il romanzo La donna in nero (Garzanti) che riceve numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Rapallo. Giornalista di Repubblica, ha curato per anni la rubrica dei libri sul Venerdì, con cui adesso collabora. Tra le sue opere Dopo ogni abbandono (Garzanti, 2009) e La scelta di Giulia (Mondadori, 2013).

Provenienza: libro del recensore.

Giappomania di Marco Reggiani con le illustrazioni di Sabrina Ferrero (Rizzoli, 2018) a cura di Elena Romanello

24 dicembre 2018

image003Da molti anni ormai nel nostro Paese c’è un interesse in costante crescita per il Giappone, Paese lontano da noi geograficamente e linguisticamente, ma che esercita un sicuro fascino sia per i suoi aspetti più tradizionali, dalle arti marziali all’ikebana, sia per quelli più moderni, dai videogiochi ai manga.
Giappomania, libro illustrato su testi di Marco Reggiani si pone in maniera un po’ diversa rispetto ad altri studi in tema, presentando un viaggio in vari aspetti del Paese del Sol levante, con tavole colorate schematiche che raccontano un mondo, come futura guida per visitarlo ma anche come utile e colorato compendio per conoscerlo meglio.
Tra le pagine si viene trasportati nelle vie di Tokyo, si scoprono alcune regole fondamentali dell’etichetta giapponese, si parla di cibo, che ha altre specialità oltre il celeberrimo sushi, si scoprono le feste tradizionali giapponesi, tantissime e anche molto curiose perché derivano da varie tradizioni, ci si confronta con la lingua, complessa ma che attira sempre più studiosi, si parla delle varie arti tipiche e degli oggetti, antichi e modernissimi, dai kimono al kawai, dagli origami ai manga.
Non manca un itinerario in alcuni luoghi iconici dell’arcipelago, come il monte Fuji, la foresta di Ise, il lago Biwa, la città gioiello Kyoto, Nara con i suoi cervi, la caotica Osaka e la città martire Hiroshima, di modo da potersi già costruire un percorso per un futuro viaggio.
Giappomania, colorato e simpatico, è un libro per chiunque ami il Giappone, sia perché ci è stato sia perché sogna di andarsi, in qualunque modo abbia scoperto questo mondo fantastico, tanto lontano e tanto vicino a noi, ma è anche un libro per chi vuole sapere di più, in maniera divertente e originale, su un Paese che da decenni influenza il nostro immaginario, e che tra l’altro ama molto il nostro di Paese.
Un libro per un pubblico vario e curioso, per giovani e non solo, con tante suggestioni, scoperte e spunti su cui costruire o consolidare la propria passione.

Marco Reggiani, nato a Modena, si è laureato in Architettura e Ingegneria Edile all’Università di Bologna. Dopo aver ottenuto una scholarship dal MEXT (Ministero dell’Istruzione, della Scienza, dello Sport e della Cultura giapponese), nel 2014 è partito alla volta del Giappone dove ha conseguito un dottorato in Architettura all’Università di Tokyo (2018). Appassionato di luoghi e identità urbane, la sua attività didattica e di ricerca si concentra sull’analisi dello spazio urbano di Tokyo alla scoperta della mutevole e contraddittoria natura della capitale del Sol Levante.

Sabrina Ferrero, nata a Torino nel 1981, da dieci anni vive a Perugia. Lavora come graphic designer e illustratrice ed è autrice del blog Burabacio (in torinese “scarabocchio”). Ha illustrato e impaginato libri per bambini e ragazzi. Per Mondadori Electa ha illustrato La mia Milano, Conosciamoci meglio, Senza filtri e 100 racconti per bambini coraggiosi.

Provenienza: pdf inviato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza di Carmine Treanni (Homo Scrivens, 2018) a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2018

255_treanniLa fantascienza continua a piacere e ad affascinare, anche se negli anni è profondamente cambiata, raccontando nuove storie spesso metafora dell’attualità  e conquistando le nuove generazioni con eroi e vicende nuove, usando tutti i mezzi disponibili, da quelli più antichi come la parola scritta a quelli più moderni come il videogioco, per raccontare storie.
A questo genere che continua ad avere molto da dire e che si rinnova in continuazione è dedicato il bel saggio dell’esperto Carmine Treanni uscito per Homo Scrivens, Il futuro è adesso, il grande libro della fantascienza, con uno strillo in copertina che racconta che all’interno ci sono 500 schede di romanzi, film, fumetti, serie TV, cartoni animati, videogiochi, musica e siti Internet, dalle origini ad oggi.
Effettivamente è davvero interessante e gratificante immergersi in queste pagine, avvincenti e divertenti, organizzate per percorsi tematici e all’interno di ciascuno cronologici, per scoprire davvero l’evoluzione di vari universi che dall’Ottocento ad oggi hanno accompagnato le vite degli appassionati, con particolare enfasi a quello che è giunto dai Paesi anglosassoni e in tempi più recenti dal Giappone, due mondi emblematici ancora oggi per la costruzione di un universo fantastico. Come sempre succede con questo tipo di libri, si scoprono nuovi titoli, che siano romanzi, antologie, racconti, film, fumetti, e si dà ordine ad una passione iniziata magari da ragazzini e sempre in cerca di nuovi spunti.
Tra l’altro, quello che rende il lavoro di Carmine Treanni prezioso e unico è l’aver messo insieme per quello che riguarda la letteratura romanzi, antologie e singoli racconti, spesso dei veri gioielli, oltre che di aver parlato di programmi radio, di canzoni e album musicali e di videoclip: cose magari meno note, soprattutto al grande pubblico ma sulle quali si fanno davvero scoperte interessanti.
Un libro curioso e ampio, in cui ogni appassionato troverà i suoi eroi e ne scoprirà di nuovi, in un percorso che invita a fare nuove ricerche, perché la voglia di giungere dove nessuno è arrivato prima c’è sempre negli appassionati di fantascienza. Il futuro è adesso si rivolge a varie generazioni di appassionati, parlando di opere ormai entrate nell’immaginario, anche molto recenti come i vari cinecomic dei super eroi, sia di titoli da riscoprire, soprattutto in ambito letterario e cinematografico ed è al momento nel nostro Paese uno dei libri più completi, se non il più completo, sull’argomento.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Carmine Treanni è giornalista e saggista, studia storia e forme della cultura di massa: dalla letteratura di genere al fumetto, fino alla televisione.
È da oltre dieci anni il curatore della rivista online di fantascienza “Delos Science Fiction” e dal 2012 è il direttore editoriale della casa editrice Cento Autori.

Armada di Ernest Cline (De Agostini 2018) a cura di Elena Romanello

21 dicembre 2018

4e978cad-813f-43fc-85f5-8b72db0f19c1Dopo il grande successo di Ready Player One torna in libreria Ernest Cline con un nuovo romanzo in cui si omaggia la cultura geek e nerd, Armada, con toni simili a quelli del libro precedente, ma con alcune novità, a cominciare dall’ambientazione contemporanea e non in un futuro distopico, anche se poi eventi fantastici irrompono in un tran tran abbastanza monotono.
Zack ha diciotto anni, vive una vita senza storia con la mamma infermiera, dopo la morte del padre, suo coetaneo all’epoca, quando aveva pochi mesi in un tragico incidente sul lavoro, con tanto di compagni bulli ed ex fidanzatina che gli ha preferito un altro. Le sue più grandi passioni sono i videogiochi e la fantascienza, ereditate da questo padre adolescente che non ha mai davvero conosciuto ma di cui ha venerato la memoria.
Un giorno però viene buttato in mezzo ad una di quelle avventure che sogna da sempre quando scopre, insieme a molti altri suoi coetanei, che l’immaginario fantascientifico e in particolare il videogame Armada sono stati usati per preparare i giovani terrestri ad un’invasione aliena, che sta arrivando ad ondate, con conseguenze disastrose e che bisogna ovviamente fermare, come avviene nei migliori videogames, film e telefilm.
Zack si troverà quindi catapultato in un nuovo mondo, diventando lui stesso protagonista e scoprendo novità che potrebbero sconvolgere la sua vita, anche perché gli alieni sembrano tutto tranne che pacifici.
L’immaginario dei videogiochi e della fantascienza ha accompagnato ormai più generazioni ed è giusto che si cominci a rifletterci sopra, e con la saggistica e con la narrativa: Ernest Cline sceglie una strada di meta narrazione, raccontando storie fantastiche che attingono in pieno a varie icone del passato e del presente, che è divertente scovare, a cominciare da due serie di culto come The X-Files Spazio: 1999. Tutto per raccontare una storia sull’archetipo dell’invasione aliena, presente nel fantastico dai primordi, con Wells, ma che funziona sempre, tanto che l’immaginario continua a proporlo periodicamente, forse perché dietro si nascondono tante nostre paure e la metafora della nuova Storia e della nostra condizione.
Armada è un libro da regalare ai ragazzi, certo, tra l’altro il suo stile è molto moderno ed immediato, ma piacerà anche ai ragazzi di ieri, come già succedeva a Ready Player One che sono cresciuti con un universo di storie che oggi è diventato moda e tendenza.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Ernest Cline è uno scrittore bestseller di fama internazionale, sceneggiatore, padre, e geek a tempo pieno. È autore di Ready Player One e co-sceneggiatore dell’adattamento cinematografico diretto da Steven Spielberg. I suoi romanzi sono pubblicati in oltre 50 Paesi e sono rimasti per 100 settimane nella classifica dei libri più venduti sul New York Times. Vive a Austin, Texas, con la sua famiglia, una DeLorean in grado di viaggiare nel tempo e una sterminata collezione di videogiochi vintage.

Super Ottant’anni del primo super eroe da Nembo Kid a Superman di Filippo Rossi (Runa edizioni, 2018) a cura di Elena Romanello

15 dicembre 2018

la-copertina-di-super-saggio-analitico-scritto-da-filippo-rossi-e-disegnata-dallautore-stesso-e-colorata-da-stefano-vimercati-maxw-327Ottant’anni fa veniva pubblicato negli Stati Uniti il numero d’esordio di Action Comics, che introduceva il primo super eroe dei fumetti americani: Superman.
A questa icona dell’immaginario contemporaneo, ancora amatissima oggi, lo studioso e cultore nerd Filippo Rossi dedica il saggio Super, Ottant’anni di Superman, il primo supereroe. Il dio, l’uomo e la meraviglia… Superman, Batman, Wonder Woman: la saga dei supereroi DC, uscito per la padovana Runa Editrice con la prefazione di Paolo Gulisano, altro esperto di cultura del fantastico.
Superman nacque per iniziativa dei due ebrei statunitensi Jerry Siegel e Joe Shuster, che vollero introdurre il tema dell’eroe che lotta per giustizia e libertà e che si nasconde dietro ad un’identità fittizia, quella del giornalista Clark Kent. Volando nei cieli di Metropolis Superman, l’alieno Kar-El del pianeta Krypton, riprende e modernizza l’archetipo classico dell’eroe, e in questi ottant’anni il suo percorso è continuato, grazie ai corsi e ricorsi e al ritorno di fiamma ottenuto grazie a cinema e serie TV.
Il libro non parla solo di Superman, cita anche le altre icone DC Comics, come Batman, Wonder Woman e Aquaman, un universo in continua crescita e che nei prossimi anni avranno nuove incarnazioni al cinema e non solo. Filippo Rossi porta il suo lettore nel mondo dei super eroi, presentando la DC Comics, come Superman e soci hanno reintepretato i miti antichi e ricordando per esempio le quattro ere espressive dell’universo in questione, da quella aurea degli anni Trenta a quella attuale, dove sono subentrati dubbi e nuove tematiche. Il personaggio Superman è seguito in tutti i suoi ottant’anni di vita, ricordando anche che in Italia fu pubblicato all’inizio con il titolo di Nembo Kid, con tutti i vari luoghi e le sue vicende, oltre che per la fondamentale importanza avuta dal cinema nella costruzione dell’universo DC, dai serial degli anni Quaranta alle pellicole di Christopher Nolan e Zach Snyder passando per il Superman del compianto Christopher Reeve anni Settanta e per il Batman di Tim Burton.
Zach Snyder è oggetto di uno studio approfondito, così come agli ultimi film, in particolare Dawn of justice, ma anche Suicide Squad, in cui gli eroi diventano i cattivi, Wonder Woman Justice League. Non mancano anche richiami alle varie serie TV, anch’esse iniziate negli anni Cinquanta e continuate fino ad oggi, con le ultime incarnazioni di SupergirlGotham Arrow.
Un libro interessante e importante per raccontare una vicenda che non è stata e non è solo robetta da ragazzini, ma un’icona che ha cresciuto e sorretto più generazioni e che continua a riflettere il mondo di oggi, la ricerca di giustizia, ma anche i suoi problemi.  Super è un libro per appassionati e cultori, ma anche per curiosi e per chiunque pensi che non esistono arti superiori alle altre, ma solo storie belle e appassionanti da raccontare in tanti modi.

Provenienza: omaggio della casa editrice che ringraziamo.

Filippo Rossi, detto “Jedifil”, è nato domenica 14 febbraio 1971 a Rovigo, alle 14.40, e vive a Trieste. Si occupa di telecomunicazioni digitali, fumetto, illustrazione, grafica e scrittura. È uno dei massimi esperti di Star Wars; ha pubblicato nell’ottobre 2017, presso Áncora Editrice (Milano), il volume La Forza sia con voi – Storia, simboli e significati della saga di Star Wars, scritto con l’esperto Paolo Gulisano. Oltre a essere ideatore e co-fondatore di Yavin 4 (il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza – http://www.yavinquattro.net) ha realizzato l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come miglior fanzine italiana di science fiction. Per Oscar Mondadori ha supervisionato la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Guerre Stellari e si occupa di tutti gli attuali romanzi ufficiali Star Wars (Lucasfilm). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.