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Il ritorno di Alice, Dorothy e Wendy a cura di Elena Romanello

6 dicembre 2020

978880472349HIG-333x480La narrativa fantastica oggi è molto popolata da personaggi femminili indimenticabili, di tutte le età, grazie anche alle molte donne che si sono cimentate e si cimentano in questo filone.
Ma tutto ha avuto un principio:  le prime tre ragazze alle prese con avventure fantastiche sono nate tra Otto e Novecento e tra Inghilterra e Stati Uniti, in storie oggi riproposte nella collana Oscar Draghi nel volume Alice, Dorothy & Wendy.
La prima di loro è Alice, protagonista di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò del reverendo Lewis Carroll, appassionato di giochi matematici, bambina che finisce risucchiata in un mondo alternativo dove si diventa giganti o minuscoli e comandano le carte da gioco, in un sogno o forse no e in una storia che ha fatto scuola fino ad oggi, adattata varie volte al cinema, in televisione e nei fumetti.
Wendy è stata inventata da James Matthew Barrie, come alter ego di Peter Pan in Peter Pan e Wendy, è per molti è lei la vera eroina dei romanzi, che torna nel mondo reale e cresce non dimenticando mai questa sua fantastica avventura.
Dorothy è invece la protagonista della saga del Mago di Oz, dove arriva grazie ad un tornado, resa famosa anche da un celebre film ancora oggi considerato un classico, e nel libro c’è il primo capitolo delle sue avventure, Il mago di Oz, poi continuate negli anni.
Un volume che contiene tre classici, quindi, da leggere e rileggere, le avventure di tre eroine archetipe, che hanno ispirato poi le decine e decine di ragazze alle prese con storie ai confini della realtà e oltre che sono venute dopo.
Un libro da regalare o farsi regalare, per tutte le età, per chi deve ancora leggere queste storie per ragioni anagrafiche, per chi magari non le ha mai lette passando ad altro e vuole scoprire le origini del fantasy che tanto lo appassiona, e per chi vuole rileggerle e riscoprirle a distanza di anni.

Il ritorno degli Gnomi per Rizzoli

5 dicembre 2020

5044919-9788817149402-285x400Chi era bambino o ragazzino a fine anni Settanta ricorda una strenna natalizia del 1978, il libro illustrato Gnomi edito da Rizzoli e dell’artista olandese Rien Poortvliet, un fantastico viaggio tra le pagine per scoprire in una nuova veste una delle figure iconiche di fiabe e folclore.
Molti di quei bambini o ragazzini, crescendo, ha conservato il libro nella sua biblioteca, o l’ha cercato sui mercatini dell’usato.
Negli anni, ci furono delle edizioni successive, e il libro ispirò il cartone animato David Gnomo amico mio: Rien Poortvliet è morto nel 1995, lasciando dietro di sé anche una vasta serie di illustrazioni legate al mondo della natura.
Ora Rizzoli ripropone in una nuova veste, con il titolo di Il grande libro degli gnomi, questa importante e colorata opera dell’immaginario, e mai come adesso può essere il libro giusto con cui ritemprarsi ed evadere.
Chi lo ricorda dagli anni che furono ritroverà sensazioni uniche di un tempo perduto, chi è giovanissimo oggi avrà in mano una chiave per evadere da una realtà non facile, attraverso immagini fantasiose, buffe, tenere, per scoprire un universo nascosto di sicura presa, opera di un illustratore di grande talento, uno dei tanti che hanno popolato e popolano i sogni dei bambini e non solo.
Il grande libro degli gnomi  ha 208 pagine e costa 22 euro.

L’estate che cambiò tutto di Beth Lewis (La Corte editore, 2019) a cura di Elena Romanello

4 dicembre 2020

estatesmallE’ estate, un’estate torrida, quella de 1971 a Larson, cittadina del Midwest, da cui sono partiti tanti, troppi ragazzi, per combattere quella guerra in Vietnam che sembra non finire mai e dove tutto sembra immobile.
John e Jenny sono fratello e sorella, neanche adolescenti, con un padre finito chissà dove e una madre che cambia spesso fidanzato ma ama ancora di più le bottiglie e quando è sotto l’effetto dell’alcool non è la persona più affidabile. I loro migliori amici sono Rudy, figlio di un uomo avvolto da una fama sinistra, e Gloria, proveniente dalla famiglia più ricca della cittadina.
I quattro passano le loro giornate insieme, cercando di evadere da una realtà che non amano, finché un pomeriggio non si imbattono in uno stagno nel cadavere di una ragazza poco più grande di loro, assassinata.
Un omicidio che però ai grandi non sembra interessare più di tanto, nemmeno allo sceriffo, nemmeno al prete locale:  il quartetto però comincia a indagare, scoprendo realtà e orrori indicibili, in una comunità dominata da paranoia e violenza, personificate in particolare da alcuni genitori e da coloro che rappresenterebbero le istituzioni di cui fidarsi. 
Le estati passano, mentre i quattro amici crescono, arrivando vicini alla verità e scoprendo come i segreti possano distruggere le vite di chi ne viene in contatto, in maniera definitiva. 
I thriller con protagonisti giovanissimi detective loro malgrado, alle prese con i misteri non detti degli adulti non sono una novità, ma sono un qualcosa che funziona sempre, sotto qualsiasi latitudine, forse perché tutti si è stati bambini e ragazzini e ci si è dovuti confrontare con i limiti e i difetti del mondo degli adulti, prima di farne inesorabilmente parte.
L’intreccio ricorda ed è stato avvicinato a quello di Stand by me di Stephen King, anche se qui l’arco narrativo è più ampio, tragico, e racconta non solo la bellezza di un’età perduta in cui si hanno gli unici amici veri di una vita, ma anche la tragedia del crescere e i danni permanenti di quello che questo comporta.
I quattro amici del libro sono alla fine l’unica isola buona in un mondo terribile, fatto di violenza, bugie, inganni, giochi sporchi, e la risoluzione del caso avrà un costo altissimo, in una storia che racconta anche un periodo non certo facile della storia americana, quello legato alla guerra del Vietnam, ancora oggi causa diretta o indiretta di molti problemi sociali.
L’estate che cambiò tutto è comunque un inno all’amicizia, un’elegia sulla fine dell’innocenza dell’infanzia, una ricerca della giustizia ad ogni costo, la storia di un riscatto estremo che incatena fino all’ultima pagina.

Beth Lewis è cresciuta nella natura incontaminata della Cornovaglia dividendo la sua infanzia tra i libri e la spiaggia. Ha viaggiato molto in tutto il mondo, arrivando a incontrare orsi neri, orche e squali bianchi. È stata cassiera di banca, vigile del fuoco, giocoliere e attualmente lavora presso un importante editore londinese.

Provenienza: libro del recensore.

American Gods di Neil Gaiman, P. Craig Russell e Scott Hampton (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

25 novembre 2020

american2Non è la prima volta che un romanzo di Neil Gaiman diventa fumetto, del resto il poliedrico scrittore ha sempre affiancato anche l’attività di fumettista, con il monumentale Sandman.
American Gods è per molti il suo romanzo migliore, già adattato in un’interessante serie televisiva, e leggere anche il fumetto tratto, realizzato da Gaiman in collaborazione con P, Graig Russell e Scott Hampton, è indubbiamente molto interessante.
La graphic novel, in tre volumi ricchi di apparati iconografici con schizzi e copertine dell’originale uscito in spillato, porta in immagini la storia originale senza dimenticare la sua origine letteraria, in maniera fedele, ricostruendo tutti gli eventi salienti di un viaggio on the road ai confini della realtà.
Shadow Moon ha scontato una condanna abbastanza breve, esce di carcere convinto di ritrovare lavoro e moglie, ma scopre che la moglie è morta insieme al suo migliore amico nonché suo futuro datore di lavoro nonché suo attuale amante. Shadow è solo, senza lavoro, soldi e famiglia, ed incontra  l’enigmatico Wednesday che gli offre di lavorare per lui e non avendo molta scelta accetta.
Ma dopo un po’ capirà che dietro a quell’individuo si cela Odino, somma divinità del pantheon norreno e che si sta preparando una battaglia epica tra divinità per conquistare l’America, con un viaggio on the road per trovare alleati e difendersi dai nemici.
Lo spirito della storia originale è rispettato dalle immagini, in un urban fantasy tra i più riusciti e innovativi, in qualsiasi forma si presenti.
Un’opera imperdibile per tutti i fan di Gaiman, ma in generale per chi è interessato ai mille volti del fantastico, soprattutto quando prende toni adulti, politicamente scorretti e scomodi.

Neil Gaiman è nato in Inghilterra nel 1960 e vive negli Stati Uniti. Tra i massimi autori di narrativa fantastica contemporanea, è un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinati graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto vari premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l’Hugo Award per il romanzo American Gods. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili Coraline e Stardust.
P. Craig Russell è nato negli Stati Uniti nel 1951 e si è laureato in Pittura alla University of Cincinnati. Ha iniziato a disegnare per la Marvel sulle serie Killraven e Dr. Strange, distinguendosi per il suo segno chiaro e legato all’art nouveau. Ha illustrato numerose storie fantasy e di Sword and Sorcery, tra cui Elric, ma anche adattamenti di opere letterarie e liriche come Il libro della giungla, Il flauto magico e L’anello dei Nibelunghi. Si è occupato dell’adattamento a fumetti delle fiabe di Oscar Wilde, e ha disegnato personaggi iconici e diversi come Batman, Conan, Hellboy, The Spirit, Death, Coraline, Sandman.
Scott Hampton è nato nel 1959 a High Point, in North Carolina, ed è cresciuto immerso nella lettura di fumetti, romanzi horror e letteratura classica. Allievo di Will Eisner negli anni Settanta, Hampton ha costruito un’importante carriera nel campo artistico, diventando uno degli autori più apprezzati e rispettati della scena fumettistica americana. Particolarmente significativi il suo lavoro del 1983 su Silverheels e le sue opere basate sui testi dei maggiori romanzieri fantasy, tra cui Neil Gaiman (The Books of Magic), Robert. E. Howard (Pigeons from Hell), Clive Barker (Tapping the Vein), Archie Goodwin (Batman: Night Cries) e David Brin (The Life Eaters).

Provenienza: libro del recensore.

L’ora dei dannati – L’Abisso di Luca Tarenzi (Giunti, 2020) a cura di Elena Romanello

25 novembre 2020

tarenzismallCi sono opere che sono considerate più una croce che una delizia, per via che vengono imposte a scuola: una di queste è la Divina Commedia di Dante Alighieri, tormento degli anni delle superiori, e spesso non riconosciuta per quello che è, uno dei primi viaggi fantastici in mondi alternativi dell’immaginario.
Paradossalmente, questa cosa l’ha colta un autore noto anche da noi e di un’altra cultura, il mangaka giapponese Go Nagai, autore di Devilman e di Mazinga, che non ha studiato la Divina Commedia a scuola, l’ha scoperta grazie ad un’edizione con i disegni di Gustave Doré e ne ha preso spunto per le sue opere, non ultimo un adattamento in manga.
Ma adesso è giunto il momento di rileggerla in chiave fantasy anche alle nostre latitudini, grazie al poliedrico Luca Tarenzi, che con L’ora dei dannati L’abisso costruisce un nuovo viaggio nell’Inferno dantesco.
Virgilio non può tornare nel Limbo, dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio tra Inferno e Purgatorio, e vaga per i gironi dei dannati, dovendo sempre guardarsi dai temibili Spezzati, gli angeli caduti guardiani dell’Inferno.
Pier delle Vigne, il suicida diventato albero, lo coinvolge in un piano ambizioso, fuggire dall’Inferno verso nuovi lidi, e a loro due si uniscono altri tre dannati, non certo raccomandabili, Filippo Argenti, Bertran de Born e il sinistro conte Ugolino, in quella che diventa presto una missione impossibile da realizzare e una lotta contro tutti i mostri presenti nell’Inferno.
Luca Tarenzi fa riscoprire ai suoi lettori personaggi come il tragico Pier delle Vigne, l’infido Filippo Argenti, il conte Ugolino, il nostro Hannibal Lecter come lo definisce l’autore, e Bertran de Born, personaggio meno noto ma molto interessante, messo da Dante tra i seminatori di discordie quando in realtà fu un semplice condottiero al servizio del suo feudatario.
L’ora dei dannati è un romanzo d’azione fantastica, che fa rivivere in maniera completamente diversa un classico non apprezzato davvero per il suo valore, e L’abisso è il primo capitolo di una trilogia, con tanto di finale aperto. Nel prossimo libro, che non si vede l’ora di leggere, arriverà anche un personaggio femminile, Francesca da Rimini, in una nuova versione molto diversa da quella trasmessa da Dante.
L’immaginario fantastico è ricco e in continuo mutare, ma ha le sue origini nei classici, anche in quelli italiani, anche in quelli che si sono studiati a scuola non apprezzandoli allora in questa ottica. E leggendo L’ora dei dannati viene davvero voglia di riprendere in mano la famigerata Divina Commedia.

Luca Tarenzi laureato in Storia delle Religioni, lavora per vari editori come traduttore, editor e consulente. Ha esordito nel 2006 con il romanzo (urban fantasy) Pentar – Il patto degli dei, e da allora ha pubblicato una dozzina tra romanzi e raccolte di racconti, oltre a due saggi (La sciamana del deserto e La più breve storia dell’urban fantasy che si sia mai vista).

Provenienza: libro del recensore.

Il viaggio di Halla di Naomi Mitchison (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

24 novembre 2020

hallasmallFazi propone nella sua collana Lainya dedicata alla narrativa fantastica un titolo non recente, appartenente a quelli che sono i classici del genere, tra l’altro inedito nel nostro Paese e quindi ancora più prezioso.
Naomi Mitchison fu un’attivista sociale, una femminista, un’autrice di romanzi fantasy, oltre che una grande amica di Tolkien, sua prima lettrice e consigliera nella sua costruzione di un universo che ha cambiato la narrativa non solo di genere.
Il viaggio di Halla è una fiaba di ambientazione nordica, e racconta appunto la storia di Halla, la figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui la bambina cresce accudita dagli orsi, per poi andare a vivere con i draghi sulle montagne, ben diversi da cosa si dice su questi animali, visto che sono loro i buoni minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani.
Odino, il re degli dei, offre ad un certo punto una scelta alla ragazza: vuole vivere come i draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare per il mondo?
Halla inizia così un nuovo capitolo della sua vita, in giro per nuove terre e tra antiche leggende, con incontri incredibili e magie, mentre la sua conoscenza di tutti i linguaggi, umani e animali, la aiuta ad andare oltre le apparenze e a mettere in discussione i suoi preconcetti e a scoprire nuovi modi di vivere e pensare.
Il viaggio di Halla è un libro agile e veloce, una favola senza tempo sospesa tra tanti immaginari, con tra le righe valori come la comprensione e la tolleranza, la curiosità e l’apertura verso il diverso.
Naomi Mitchison si rivela quindi un’autrice da scoprire, e c’è da sperare che Il viaggio di Halla sia il primo di una serie di riproposte di opere sue, perché è senz’altro importante leggere le nuove voci del fantastico, anche di culture emergenti, ma non bisogna dimenticare i classici, quelli da cui tutto è cominciato, tra cui ci sono anche diverse autrici finora trascurate. Tra gli stimatori di Naomi Mitchison, paragonata a una Rowling o ad un Pullman ante litteram, ci sono scrittori e scrittrici di generazioni diverse, come Holly Black e la grande Ursula K. Le Guin.

Naomi Mitchison nacque in Scozia e visse fino all’età di 101 anni, tra il 1987 e il 1999. Viaggiò in tutto il mondo e scrisse più di settanta libri, spaziando dal fantasy alla fantascienza, dalla poesia alla non-fiction. Molto attiva in ambito politico e sociale, aderì alle cause del socialismo e del femminismo, battendosi in favore della liberazione sessuale e dell’aborto. Intima amica dello scrittore J.R.R. Tolkien, fu tra i primi a leggere Lo HobbitIl viaggio di Halla fu pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1952.

Provenienza libro del recensore

Il fuoco non uccide un drago di James Hibberd (Mondadori, 2020) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2020

50709-james-hibberd-il-fuoco-non-uccide-un-dragoOgni lunedì sera, per chi non l’avesse ancora vista, è in onda su RAI 4 l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo e più discusse degli ultimi anni, scaricata, guardata in streaming, acquistata in DVD, mentre tutti attendono i nuovi libri e il prequel televisivo.
Alla serie Game of Thrones è dedicato uno studio portato avanti da James Hibberd, giornalista  per The Hollywood Reporter, non era in origine particolarmente interessato al genere fantasy e ai serial TV, ma è rimasto affascinato dal lavoro che stavano svolgendo David Benioff e D.B. Weiss dai romanzi di Martin e, dopo averli intervistati per il suo giornale, ha iniziato a seguire attivamente il loro progetto, scrivendone poi per Entertainment Weekly, il periodico in cui è entrato a lavorare in seguito.
Il fuoco non uccide un drago raccoglie l’esperienza di Hibberd, raccontando tutta la storia della lavorazione del serial, dai primissimi incontri dello staff creativo fino al finale, svelando aneddoti, scontri, contrasti, difficoltà ma anche traguardi raggiunti lavorando ad una storia che ha cambiato la televisione.
Il libro è arricchito da molte interviste e da fotografie sul set, di attori e scenografie, ed è una guida interessante ad una storia incredibile, quella di un’idea impossibile, difficile, considerata troppo audace e irrealizzabile, è diventata uno dei più grandi successi di sempre, capace di legare allo schermo milioni di persone in tutto il mondo, di età, culture e provenienza sociale anche molto diverse.
Il fuoco non uccide un drago è un libro per appassionati, non autocelebrativo ma emblematico a raccontare una pagina della cultura pop degli ultimi anni, che ha cambiato l’immaginario fantasy e il modo di fruire delle storie.

James Hibberd è un pluripremiato giornalista statunitense che si occupa da vent’anni di intrattenimento culturale. Dopo aver lavorato per The Hollywood Reporter è ora inviato di Entertainment Weekly. Vive ad Austin, in Texas. “Negli anni ho scritto centinaia di articoli su Il Trono di Spade, ma ognuno parlava di questioni specifiche. In Il fuoco non uccide un drago ho potuto finalmente raccontare l’intera storia dall’inizio alla fine, e nel farlo ho scoperto nuove e sorprendenti vicende. Non vedo l’ora che i fan de Il Trono di Spade possano intraprendere questo viaggio, che fornirà loro una nuova prospettiva su una serie epica.”

Provenienza: libro del recensore.

La spia di Richelieu di M. G. Sinclair (La Corte editore, 2019) a cura di Elena Romanello

21 novembre 2020

laspiaCi sono periodi storici che sono rimasti iconici, grazie alla finzione di romanzi e film: uno di questi è la Francia dei primi decenni del Seicento, dove il corpo dei moschettieri serviva i reali lottando contro intrighi e nemici, stranieri e interni, resa famosa da Alessandro Dumas padre e ancora amatissima oggi.
Non sempre è facile confrontarsi con questo periodo oggi, ma c’è chi ci riesce, come M. G. Sinclair, che racconta una pagina poco nota ne La spia di Richelieu uscito per La Corte Editore.
L’autore è partito da un quadro che ha visto al Museo del Prado di Madrid, quello del nano Sebastian Morra, per costruire una storia tra realtà e fantasia, quella di un Tyrion Lannister reale, spia del celeberrimo e famigerato cardinale Richelieu, qui meno cattivo che nei libri di Dumas.
Sebastian Morra è nato in un villaggio povero, da una famiglia non certo agiata, e il suo problema di statura, una malattia genetica allora non conosciuta dal punto di vista medico ma vista come stigma, gli crea non pochi problemi fin dall’infanzia.
Sebastian, trattato come un abominio, è intelligente e ostinato, ama i libri, la cultura e osservare il mondo, e per questo motivo riesce a studiare grazie all’intercessione di un religioso e poi parte per Parigi, dove però il suo lavoro come segretario di un nobile finisce male. Dopo aver conosciuto la miseria e una vita ai confini della legalità, riesce però ad entrare come giullare di corte, ma avere un tetto sulla testa e da mangiare non mitiga il vedere un mondo di intrighi, segreti e prevaricazione.
Sebastian saprà conquistare la fiducia del Cardinale, diventando una sua spia e sventando i complotti del nobile Cinq Mars e della sua amante, la contessa di Chevreuse, mentre la salute di Richelieu peggiora e si pone il problema della successione al re Luigi XIII, il cui matrimonio con la regina Anna d’Austria era tutto tranne che riuscito.
Un romanzo storico che porta in un’epoca lontana ma già nota tramite alla finzione, svelando nuovi aspetti, inventando e romanzando qualcosa, ma basandosi comunque su fatti realmente accaduti e personaggi esistiti.
Interessante la scelta dell’autore di raccontare non la storia di un protagonista solito, giovane, bello, forte, coraggioso, come da stereotipo di tanta letteratura di consumo, ma di un freak, un emarginato, che mancando di quello che rende gli altri attraenti e fortunati, sa trovare il suo posto nel mondo, affrontando minacce e intrighi, e uscendone vincente.
La spia di Richelieu coniuga una vicenda avvincente con riferimenti reali precisi, appassionando, intrattenendo e facendo scoprire di nuovo o per la prima volta un’epoca che ha comunque ancora molto da dire oggi.

M. G. Sinclair è inglese, figlio unico di due scrittori, ed è cresciuto in un mondo che ruotava attorno alla letteratura. Ha cercato di rompere la tradizione familiare e lavora come dirigente nel marketing. Tuttavia, non è riuscito a sfuggire all’inevitabile e ha scritto la sua prima opera, un romanzo storico ispirato a un viaggio al Prado di Madrid, diventato subito un grande successo in Inghilterra.

Provenienza: libro del recensore.

Tornano Le Streghe di Roald Dahl a cura di Elena Romanello

13 novembre 2020

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Doveva essere uno dei film di punta dell’anno, ma causa chiusura dei cinema per emergenza sanitaria Le Streghe di Robert Zemeckis, prodotto da Guillermo del Toro e con Viola Davis e Anne Hathway è stato distribuito direttamente on line.
Per questa occasione, Salani propone di nuovo il romanzo classico di Roald Dahl alla base di questo film e del precedente adattamento del 1990 con Anjelica Huston nel ruolo della Strega suprema: un’occasione per leggere o rileggere un classico, opera di uno dei migliori autori per ragazzi del Novecento, che periodicamente torna alla ribalta grazie al cinema e alla televisione.
Leggere un bel libro è sempre una cosa bella, Le Streghe torna con i disegni di Quentin Blake, illustratore di quasi tutti i romanzi di Dahl, anche perché va detto che il film, pur non privo di pregi, è inferiore alle aspettative,  tenendo conto soprattutto delle credenziali di regista e produttore, soprattutto nella caratterizzazione delle streghe, che fanno di certo molta meno paura sullo schermo (niente a che vedere con il film originale…) che non sulla pagina scritta e disegnata.
Se ci sono libri interessanti da scoprire o riscoprire, per i più giovani e non solo per loro, in questo periodo di rinnovato confinamento, sono proprio quelli di Roald Dahl, capace di guardare al mondo con ironia e fantasia, e di raccontare fiabe calate in un mondo moderno, con toni dissacranti ma anche evocativi e capaci ad unire realtà e fantasia.

Enola Holmes in libreria e fumetteria a cura di Elena Romanello

12 novembre 2020

enolalibrismallIn molti hanno apprezzato il film Netflix su Enola Holmes, la sorellina minore del più celebre Sherlock, capace di coniugare intrattenimento, period movie e thriller non solo per giovani, e senz’altro foriero di nuove avventure, visti i consensi raggiunti, anche grazie all’ottimo cast di volti noti e emergenti.
Anche perché Enola Holmes non nasce sullo schermo, ma ha già un passato e presente letterario e fumettistico, edito anche in italiano da De Agostini, e si è già affermata come una protagonista di avventure per le giovanissime, un’eroina per il nuovo millennio.
L’autrice Nancy Springer è da tempo al lavoro infatti su una serie di romanzi incentrati sul personaggio della detective in erba, contestato da alcuni perché si riferirebbe ad uno Sherlock Holmes non conforme a quello creato da Sherlock Holmes, ma non per questo meno interessante.
De Agostini propone i primi tre libri della serie, Il caso del marchese scomparso, quello che ha ispirato il film visto su Netflix, Il caso della dama sinistra e Il caso del bouquet misterioso, dove Enola aiuterà nell’ombra il fratello a risolvere il problema della scomparsa del fido Watson.
In parallelo, è uscito il primo albo a fumetti su Enola, sempre con Il caso del marchese scomparso, dell’autrice franco belga Serena Blasco, con la prima parte dell’avventura, e prossime uscite previste.
Enola Holmes ripropone oggi il personaggio della ragazza detective, che dai tempi di Nancy Drew, eroina di un paio di generazioni fa almeno, non ha più avuto altre incarnazioni, rifacendosi però ad un archetipo letterario amato e senza tempo come Sherlock Holmes, ancora oggi protagonista di storie, film, telefilm e riletture, e ambientando il tutto in quell’Inghilterra vittoriana ancora fondamentale nel nostro immaginario.
Il risultato è un personaggio interessante e intrigante, per le giovani generazioni e non solo per loro.

La grazia dei re di Ken Liu (Oscar fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

6 novembre 2020

graziareDa un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
Uno di questi libri, tra i più recenti usciti, è La grazia dei re di Ken Liu, primo volume di una saga che porta in un mondo molto simile alla Cina nei secoli subito prima dell’era cristiana, quando pian piano si costituì un impero durato per centinaia di anni e ancora capace di influenzare l’immaginario di oggi.
La vicenda parte raccontando la fine del regno dell’Imperatore Mapidéré, primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua terra d’origine, l’isola di Xana. Tutto questo capitava ventitré anni prima, e non è stato certo indolore, infatti le varie popolazioni sono state oppresse e sottomesse, con malcontenti mai sopiti e violenze.
Mapidéré è sul suo letto di morte, ormai malato, mentre i consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse e anche gli dei sono adirati. D’altro canto, dopo anni di angherie e tirannia la popolazione non ha nulla da perdere se si ribella, ma anzi molto da guadagnare.
In questa situazione emergono il truffatore Kuni Garu, un ragazzo di quel popolo soffocato da tempo, e Mata Zyndu, il coraggioso figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Due persone diversissime per tutto, ma durante la ribellione contro il potere imperiale le loro strade si incontrano e diventano amici fraterni, affrontando un mondo di eserciti, vascelli volanti, libri magici, creature mutanti e altro ancora.
Ma Kuni e Mata verranno divisi dal destino, una volta che l’Imperatore è stato rovesciato, e si trovano a capeggiare due fazioni rivali su come costruire il nuovo mondo appena nato  non certo sotto una buona stella.
Questa è solo la vicenda principale di un libro denso di eventi e personaggi, pronto a evocare un mondo fantasy decisamente diverso da quello a cui si è abituati, complesso e particolare, con elementi steampunk ma anche legati a leggende e ballate cinesi.
Il richiamo alla Storia vera, rievocando fatti di un’epoca lontana ma fondante per la Cina, è presente anche nei romanzi di Martin, là con la Guerra delle due Rose, e qui porta a scoprire una cultura millenaria, oggi a tratti molto discussa, ma non certo priva di fascino.
La grazia dei re ricorderà a chi li ha visti i film di genere wuxia, nati da un genere letterario popolare per anni malgrado gli stravolgimenti politici di quelle latitudini, che raccontano in chiave fantastica il passato della Cina, che hanno prodotto titoli come La tigre e il leoneHero.
Un affresco complesso e coinvolgente, che avvolge e porta in un universo altro, dove rivivono archetipi di tutte le culture, nell’epopea di due eroi e delle loro diverse visioni del mondo, ma anche di cosa li ha resi simili e fratelli. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Ken Liu (Lanzhou, Cina, 1976), emigrato in California da piccolo, laureato in legge ad Harvard ed esperto di tecnologia, ha all’attivo oltre cento racconti e alcuni romanzi, tra cui The Paper Managerie, che ha ricevuto nel 2016 i premi Hugo, Nebula e World Fantasy come miglior racconto. È il traduttore dell’autore di culto Cixin Liu, che ha fatto conoscere in Occidente, oltre che autore della Dandelion Trilogy, di prossima pubblicazione presso Mondadori.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern (Fazi, 2020) a cura di Elena Romanello

4 novembre 2020

il-mare-senza-stelleLa collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
Zachary Ezra Rawlins studia all’Università nel Vermont e un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria: all’apparenza si tratta di un romanzo d’avventura, con pirati e simili, ma fra quelle pagine è raccontato un episodio della sua infanzia, chiaramente privato e non certo noto all’autore o autrice di un libro scritto chissà quando.
Da qui parte una lunga serie di enigmi e misteri: Zachary trova tre indizi, un’ape, una chiave e una spada, con cui arriva prima ad una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e alla fine arriva in un’antica libreria sotterranea, non solo un nascondiglio per i libri, ma molto altro.
Infatti si accede in un mondo alternativo, fatto di città disperse e mari immensi, amanti che comunicano attraverso il tempo e lo spazio, storie raccontate da ombre, un regno dimenticato che c’è chi è disposto a proteggere a costo della vita e chi invece vorrebbe annientare. 
Zachary non è solo, con lui c’è la rossa Mirabel, pittrice e evocatrice di universi, e il giovane e misterioso Dorian, e con loro compierà un viaggio attraverso fiabe, miti e leggende, per capire la verità su quel libro e qualcosa di più, a qualunque costo. 
Il Mare senza Stelle è un libro tra fantasy e gotico, insolito nei contenuti e nelle tematiche, un viaggio dell’eroe tra mondi incredibili, che celebra innanzitutto il potere delle storie e l’amore per i libri, omaggiando storie e generi, fino ad un finale che lascia senza fiato. Chi ama leggere, troverà nelle sue pagine echi (ma non somiglianze) con Lewis Carroll e il suo mondo di Alice, con La storia infinita di Michael Ende, con i romanzi del compianto Zafon, ma anche molto altro, molto di insolito, molto di nuovo. 
In fondo, ogni volta che si legge un libro si viene portati in un mondo altro, nelle pagine de Il Mare senza Stelle i mondi sono tanti, a ricordare l’infinità di storie raccontate dal genere umano dalle sue origini, e le storie ancora da raccontare.

Erin Morgenstern, classe 1978, è un’artista multimediale americana. Nata in Massachusetts, vive a New York. Il Mare Senza Stelle è il suo secondo romanzo.

Provenienza: libro del recensore.