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Un’intervista a Sandra Newman per Aspettando il Salone a Torino a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2019

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Il Circolo dei lettori di Torino ha ospitato un appuntamento della rassegna Aspettando il Salone, l’incontro con l’autrice Sandra Newman, il cui primo romanzo tradotto in italiano, I cieli, è appena uscito per Ponte alle Grazie.
Abbiamo seguito questo incontro, molto interessante e stimolante, condotto da Francesco Pacifico e scoperto una voce senz’altro importante, nella letteratura fantastica e non di oggi.
I cieli racconta la storia di Kate, agiata newyorkese poco prima dell’11 settembre, che ogni notte in sogno diventa Emilia, nobildonna dell’Inghilterra shakesperiana, vivendo due vite che man mano si influenzano tra di loro.

E’ consapevole che il suo libro sembra una commedia romantica di genere fantastico?

Sì, lo so, l’idea per questo romanzo è partita da una battuta con mio marito, partendo dalla serie di romanzi diventati poi serial di successo di Outlander, una storia romantica che parla di viaggi nel tempo, e pensando a come sarebbe stata una storia simile in chiave shakesperiana. Inizialmente non volevo scrivere questa storia, poi l’idea iniziale si è ampliata, del resto possono nascere libri interessanti da qualsiasi spunto o idea.

I cieli è un libro dove la trama è molto importante, ma allo stesso tempo colpisce lo stile di scrittura, poetico: come sono stati messi insieme questi due aspetti?

Il mio lavoro di scrittura si è concentrato nelle due direzioni dello stile e della trama: tutti gli scrittori amano la trama quando sono lettori e la detestano quando scrivono. Ho cercato di lavorare sulla tessitura delle trame nei miei libri, rendendole sempre più complesse, costruendo un mio stile nella forma della narrazione.

Nel libro le azioni del mondo dei sogni nell’epoca del Cinquecento cambiano poco il presente, ma si creano tante possibilità in un multiverso. Kate potrebbe anche avere problemi mentali, come ha gestito questo?

Il mondo in cui viviamo cambia in continuazione sotto i nostri occhi ma a causa della nostra tendenza a rassicurarci non lo vediamo. Nel libro ci sono multiversi migliori e peggiori, esplorati da Kate, sì si può anche interpretare la sua vicenda come provocata da una malattia, ma è una chiave di lettura.

Come si è documentata sull’Inghilterra di Shakespeare?

Il XVI secolo è molto strano come periodo storico, una delle cose divertenti è che i letterati dell’epoca, Shakespeare compreso, rivoluzionarono la lingua inventando loro molte parole, un gioco straordinario praticato a corte. Non ci sono però molti libri su questo periodo, stranamente, anche Mark Haddock ha scritto un romanzo su quest’epoca, dai toni molto diversi dal mio e dando un’idea completamente divergente dalla mia sul XVI secolo, e la sua bibliografia è uguale alla mia. In realtà noi immaginiamo il passato, ma non avendolo vissuto non sappiamo come era veramente.

Nel tuo romanzo precedente, The Country of Ice Cream Stars, una storia di fantascienza, avevi inventato un linguaggio di un futuro, che rapporto c’è tra le due storie, dove le lingue sono importanti?

Ho sempre letto molti romanzi di fantascienza, mio padre era appassionato del genere, e ho sempre voluto cimentarmi in questo ambito. Scrivere di un mondo avanti di centinaia di anni mi ha reso impossibile usare l’inglese standard di oggi e ho voluto creare una nuova lingua, tenendo conto che il libro parla di un gruppo di protagonisti che hanno al massimo 18 anni, in un mondo in cui sono rimasti vivi solo i giovanissimi. Ne I cieli sono tornati ad una lingua più standard, guardando però anche all’inglese che si usava nel passato.

Quali sono i suoi romanzi di fantascienza preferiti?

Da ragazzina amavo molto Robert Heinlein, autore non certo per ragazzine, e anche Clark Ashton Smith e James Tiptree jr, per fare altri due nomi: questo che mi ha sempre colpito è la loro visione del mondo particolare e a tratti disturbante e il loro aprire gli occhi su nuovi universi.

I cieli mette insieme due romanzi storici: uno ambientato all’inizio del XXI secolo a New York, con l’attentato alle Torri Gemelle, e l’altro nell’Inghilterra del Cinquecento. Ma nel corso del libro ci sono tanti mondi paralleli e possibili per New York, man mano che Kate va avanti nel suo viaggio nel tempo notturno. Cosa l’ha ispirata nella costruzione di una New York così stravagante e alternativa?

La New York dell’inizio della storia è la migliore possibile, poi pian piano le cose cambiano e in questo ho messo qualcosa della mia esperienza di vita.
Ho vissuto a Londra dal 1984 al 2001, e sono tornata poi negli Stati Uniti, dove ho sempre pensato che la qualità della vita fosse peggiore, che la gente fosse meno gentile e generosa. A Londra all’inizio ero abbastanza povera e frequentavo persone della cosiddetta classe operaia, dopo il successo del mio primo romanzo la mia situazione economica è migliorata e ho iniziato a frequentare esponenti della classe media e benestante, scoprendo che avevano il privilegio di poter amare arti e bellezza, un qualcosa che la classe operaia non può permettersi. Se si ha maggiore accesso a cultura, bellezza e gentilezza la vita migliora: sono cose che possono anche non interessare ma che aiutano ma è possibile solo per certi ceti sociali, e me ne sono resa conto nel corso della mia vita.

Nel romanzo Kate sta insieme a Ben, un personaggio che può sembrare noioso: ma cosa c’è di bello in lui?

Ben, ragazzo di origine indiana mentre Kate è di origine iraniana, sa benissimo che la sua fidanzata è più interessante di lui, è un mio personaggio, gli voglio bene e non riesce ad essere meglio di così.

Prossimi progetti?

Sto scrivendo un romanzo di fantascienza su una Terra del futuro in cui di colpo spariscono tutti gli uomini. La società migliora, diventa quasi utopica, ma le mie cinque protagoniste vivono il tema della perdita di mariti, padri, fratelli e vanno in cerca di loro, per scoprire cosa è veramente successo. Un libro che parlerà di perdita e lutto e della gestione di queste due cose.

A Settimo torinese Tempo al tempo, festival dell’innovazione e della scienza

9 ottobre 2019

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Torna dal 12 al 19 ottobre a Settimo torinese e in altri Comuni limitrofi il Festival dell’innovazione e della scienza, che in quest’edizione 2019 ha come tema Tempo al tempo.
Il tempo è vissuto in vari modi, che sia quello relativo al cambiamento climatico, quello delle attese, delle scoperte, della musica, le ore, i minuti, quando non passa mai e saranno molti gli ospiti e gli eventi per approfondire i tanti significati che diamo a questa semplice parola.
Ogni ospite racconterà un diverso significato di tempo: Makkox, al secolo Marco d’Ambrosio, vignettista e fumettista, racconterà domenica 13 ottobre alle 18 i tempi del comico,  il  matematico e scrittore Piergiorgio Odifreddi affronterà il tema dal punto di vista scientifico, per scoprire che il tempo in realtà non è univoco e sempre uguale lunedì 14 alle 21, di futuro parlerà Cristina Pozzi, future maker e Ceo di Impactscool, nominata dal World Economic Forum tra gli Young Global Leaders il 15 alle 21, mentre i viaggi nel tempo, presenti nelle sue storie a fumetti di Lilith e Gea, saranno l’argomento dell’incontro con Luca Enoch il 16 alle 18.
Non mancherà il tempo insolito del meteo con il climatologo Andrea Giuliacci il 16 alle 21, il tempo comico dei fondatori del Terzo Segreto di Satira, al secolo Andrea Fadenti, Davide Rossi e Pietro Belfiore giovedì 17 alle 21, il tempo musicale con Eugenio Cesaro il 18 sempre alle 21, le donne di scienza delle spettacolo con Sara D’Amario Sfumature di donne di scienza sabato 19 alle 21.
Si chiude con un incontro d’eccezione, con l’astronauta Paolo Nespoli, l’italiano che ha vissuto di più nello spazio, che parlerà di scienza, ambiente, fantascienza e futuro il 24 alle 18.
Al Festival si parlerà anche di un concorso che ha coinvolto le scuole sulle tematiche ambientali, Il pianeta lo salvo io e ci saranno anche workshop, conferenze e laboratori. Il fulcro di tutto sarà la Biblioteca Archimede di Settimo torinese e il Festival pone tra gli obiettivi principali quello di essere un momento di contaminazione tra arti diverse: pittura, teatro, musica, letteratura, fumetti.
Il programma completo è nel sito ufficiale della manifestazione.

A Milano libri fantastici con Stranimondi edizione 2019 a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2019

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Il 12 e 13 ottobre si rinnova a Milano Stranimondi, il festival del libro fantastico, presso la Casa dei Giochi in via Sant’Uguzzone 8. Per due giorni appassionati e autori si potranno incontrare e confrontare, e si potranno trovare le proposte editoriali di varie case editrici indipendenti.
L’interesse per i generi del fantastico è in crescita, e Stranimondi, evento ormai storico, è ormai un appuntamento fisso, per scoprire filoni che non stancano e si rinnovano in continuazione.
Tra le case editrici presenti si notano nomi ormai noti a cultori e appassionati come Neropress, Plesio, Delosbooks, Tabula Fati, Future Fiction, Runa edizioni, Watson, Elara, Acheron, che hanno saputo dare voce a nuovi talenti anche italiani e riproporre classici del passato ormai dimenticati.
Molte le conferenze e gli incontri, con argomenti che spaziano dall’eterno o quasi tema del patto con il diavolo al nuovo fantasy italiano, dal rapporto tra videogiochi e cultura a quello tra arte e fantascienza, dai cinquant’anni dell’allunaggio all’omaggio allo scrittore Jack Vance, dai problemi ecologici visti dalla letteratura al ritardo tecnologico italiano, dalla letteratura weird a un ricordo di Giuseppe Lippi, dall’astrobiologia che immagina specie nello spazio alle sempre attuali distopie.
Gli ospiti, italiani e stranieri, vedono Jasper Fforde, autore britannico di ucronie letterarie, Tullio Avoledo, uno degli scrittori di fantascienza del nostro Paese più tradotti all’estero, Cecilia Randall, con il nuovo capitolo della saga di Hyperversum, Leonardo Patrignani, che parlerà dei suoi libri compreso il recente Darkness in stile Stranger things, Anders Fager, scrittore horror svedese tradotto da Edizioni Hypnos, il copertinista Franco Brambilla, Ran Zhang, uno degli autori cinesi di fantascienza più amati, Claude Lalumière, canadese e tradotto da Watson edizioni con le sue storie dark fantasy e Maurizio Nichetti che si cimenta anche nel genere.
Verranno inoltre anche presentati i seguenti libri: l’apocalittico Casca la Terra di Marcello Nicolini (La Ponga edizioni),  La fiamma azzurra di Daniele Viaroli, Le cronache del Reame Incantato. Il marchio del serpente di Alberto Chieppi, le antologie Altri futuri Atterraggio in Italia (Delos Digital), La città dell’orca di Sam J. Miller (Zona 42), Io Sono Providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft (Providence Press), Culti Svedesi : A Lovecraftian Journey in the Cult’s World (Edizioni Hypnos), I camminatori di Francesco Verso (Future Fiction), I fuochi di Valencia di Elena Covati e il numero speciale di Urania Stranimondi.
Ci sarà anche spazio per parlare della rivista Dimensione cosmica proposta da Tabula Fati, delle uscite autunnali di Acheron Books, del nuovo corso di Kipple che spazia da Tolkien al new weird, della selezione di Nero Press, delle raccolte di racconti Alia Evo.
Il programma completo è nel sito ufficiale di Stranimondi.

L’edizione autunnale di Romics a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2019

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Dal 3 al 6 ottobre torna a Roma Romics, la kermesse dedicata a fumetti e cultura nerd che due volte all’anno anima la capitale, con tanti ospiti, stand, incontri, cosplayer.
Tante le proposte in un programma fitto. Tra le altre, spiccano l’omaggio ad Altan, uno degli ospiti più prestigiosi, l’approfondimento su distopia e utopia, l’omaggio all’inquisitore Eymerich ideato da Valerio Evangelisti, il panel di sabato alle 13 sui quarant’anni di Lady Oscar con come ospiti d’eccezione la cantante Clara Serina e i doppiatori Cinzia de Carolis, Massimo Rossi e Luciano Roffi, l’incontro sulla Gainax a cura di Distopia Evangelion sempre sabato alle 17,  la mostra su Tito Faraci e quella del Lego.
Tra i tanti ospiti, l’autrice Veronica C. Aguilar, il disegnatore Paolo Barbieri, la saggista e studiosa di cultura pop Valeria Arnaldi, il veterano Disney Giorgio Cavazzano, la disegnatrice Jessica Cioffi, il vignettista Stefano Disegni, l’illustratrice Livia De Simone, lo studioso Giorgio Ghisolfi, la cosplayer Paola Eleonora Tani, la fumettista Silvia Ziche.
Tra i tanti libri e fumetti proposti, si segnalano quelli di Panini Comics, che presenterà in particolare il saggio Joker il clown nero, in occasione dell’uscita del film, e Chanbara le spade del tradimento di Roberto Recchioni e Andrea Accardi, e quelli di Fanucci, che completa la saga di Ambra di Roger Zelazny, presenta Knightfall, romanzo da cui è stata tratta l’omonima serie TV, I figli della caduta di Andrej Tchaikovsky e un panel sul fantastico con Sergio Fanucci.
Il programma completo è nel sito ufficiale.

L’edizione 2019 di Portici di carta a Torino a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2019

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Come è ormai tradizione da vari anni, visto che siamo alla tredicesima edizione, il 5 e 6 ottobre torna a Torino Portici di carta, la kermesse autunnale su libri e editoria che trasforma il centro del capoluogo sabaudo in una gigantesca libreria all’aperto.
I portici di Torino da piazza Carlo Felice a Piazza Castello passando per piazza San Carlo si animano di nuovo con le proposte e i banchi di 150 librai, editori piemontesi e bouquinistes: questi ultimi, del resto, sono in piazza Carlo Felice ogni prima domenica del mese con la fortunata manifestazione Il Libro ritrovato.
I libri sono raggruppati secondo varie aree tematiche: spiritualità, voci di donne, lingue, scienze, fumetti, ragazzi, Oriente, editori piemontesi, gialli, viaggi e altre ancora, con una proposta varia e vasta di libri di ogni genere e per ogni interesse.
Quest’anno si omaggia, come è giusto, Andrea Camilleri, morto pochi mesi fa, uno degli autori italiani che negli ultimi vent’anni ha contribuito di più con i suoi romanzi a avvicinare tante persone alla lettura. Il papà del commissario Montalbano sarà ricordato sabato 5 ottobre alle 18 e 30 presso l’Oratorio di San Filippo Neri in via Maria Vittoria con lo scrittore Antonio Manzini e il critico letterario Antonio D’Orrico.
Negli ultimi mesi è scomparso anche un altro personaggio legato a libri e cultura, che molto ha fatto soprattutto in Piemonte per biblioteche e promozione della lettura: Eugenio Pintore, che verrà ricordato  sabato 5 ottobre a San Filippo alle 11 e 30.
Ma a Portici di carta si augurerà anche buon compleanno a Bompiani, che festeggia i suoi primi novant’anni, con un catalogo che negli anni ha spaziato su autori come Steinbeck, Camus, Malraux, Cronin, Moravia, Eco, fino ad arrivare a Antonio Scurati, fresco vincitore del premio Strega che il 4 ottobre alle 21 parlerà del monumentale M al Circolo dei lettori.
L’altro editore di quest’anno è Terre di Mezzo, un piccolo universo abitato da tanti mondi, con collane come Percorsi, L’Acchiastorie, le Ecofficine e i i Diari dell’Archivio Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Quest’anno c’è un altro importante compleanno: i 150 anni delle Biblioteche Civiche torinesi, un luogo di aggregazione culturale, di ricerca, di scoperta, con tanti progetti, come il Bibliobus, che stazionerà per tutto il tempo in piazza San Carlo.
Tra gli altri ospiti che interverranno ci saranno anche Gioele Dix, Fabio Geda e Mario Calabresi.
Un’ottima occasione per parlare e vedere libri, e il week-end dopo il 13 in piazza Madama Cristina altri libri e fumetti con la Fiera del fumetto di Kolosseo.
Il programma completo è nel sito http://www.porticidicarta.it

Darkness di Leonardo Patrignani (De Agostini, 2019) a cura di Elena Romanello

26 settembre 2019

9788851168735_5c1e9947c4091e3468597f23e2b00448.displayTutti siamo stati ragazzini, qualcuno di noi ha vissuto avventure fantastiche, qualcun altro no, ma alla fine anche da adulti siamo ancora affascinati da storie d’avventura con protagonisti giovanissimi, che siano reali o immaginate. Una tendenza che in questo ultimo periodo è tornato prepotentemente alla ribalta grazie al successo della serie cult Stranger things, ambientata negli anni Ottanta epoca in cui sono venute alla ribalta tante storie dell’immaginario ancora oggi amatissime, da Stand by me It passando per I Goonies.
Gli appassionati di questo genere possono trovare una storia interessante in Darkness dell’italianissimo Leonardo Patrignani, in uscita per De Agostini dopo i suoi precedenti romanzi rivolti più ad un pubblico di adolescenti e sempre di genere fantastico.
Little Crow, cittadina molto kinghiana, inventata ma vicina a tanti luoghi reali, non è il posto migliore dove vivere, più che altro perché non succede mai niente, ma se sei come Haly Foster e hai appena perso i tuoi genitori in circostanze non chiare la tua situazione, in una casa famiglia, non è proprio il massimo.
Haly decide di fuggire, approfittando del buio, ma mentre percorre la statale che porta fuori da Little Crow, una fitta nebbia si leva da terra e circonda l’intero paese, impedendo a chiunque di entrare e uscire, bloccando la corrente elettrica e gli orologi.
Le paranoie iniziano ad emergere in tutti, mentre i gatti di una delle due responsabili della casa famiglia fanno cose strane, un’anziana sembra emergere sempre nei momenti meno inaspettati per dispensare consigli e terrificanti apparizioni sembrano dare vita alle peggiori paure.
Haly vuole scoprire cosa è successo: ha due amici, Owen, l’eccentrico direttore del giornalino scolastico, e Brian, un nerd collezionista di fumetti e con loro cercherà di capire cosa è la nebbia e come se ne può uscire. E non mancheranno le sorprese, non solo per loro, mentre verità nascoste verranno a galla, come quella sui genitori di Haly e quella su cose mai dette avvenute in alcune famiglie, tra violenze familiari e altri drammi.
Un libro dove si parla di voglia e timore di crescere, della necessità di salvaguardare i ricordi per sapere anche andare avanti, di cercare oltre le verità predefinite: forse non sono temi nuovi, ma funzionano sempre, grazie anche all’intreccio fantastico, con un mistero da risolvere che riecheggia un famoso romanzo di Stephen King alla base anche di una serie televisiva, Under the dome.
Darkness si rivolge ad un pubblico di giovanissimi ma dato l’interesse e il successo che certi temi riscuotono sempre a qualsiasi età è godibile anche per chi fa parte della generazione che ha visto i modelli di Stranger things al cinema e che da ragazzino ha sognato di incontrare un extraterrestre e di andare in cerca del tesoro di Willy l’Orbo…

Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. Ha esordito nella narrativa italiana con Multiversum (Mondadori, 2012), primo titolo di una trilogia tradotta in più di venti Paesi, con oltre centomila copie vendute. Ha poi pubblicato il thriller There (Mondadori, 2015), i cui diritti cinema sono stati opzionati. Per De Agostini ha pubblicato Time Deal e Darkness, il suo primo romanzo per ragazzi.

Provenienza: copia fornita dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Una fantastica giornata al Mufant a cura di Elena Romanello

17 settembre 2019

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Dopo la pausa estiva, iniziano di nuovo gli eventi al Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza, a Torino in via Reiss Romoli 49 bis: sabato 21 settembre si parte verso una nuova stagione con un pomeriggio all’insegna delle nuove voci del fantastico torinese.
Le danze si aprono alle 16 con la presentazione dei due co-fondatori del Museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli, della compagna di crowfunding per il Loving The Alien Fest, la festa del Fantastico tra letteratura, cinema, fumetti, telefilm, che nella prossima primavera si svolgerà nello spazio di fronte alla sede del Museo.
Poi si ricorderà Ezio Aprile, appassionato torinese di fantascienza, con Cinzia Aprile che ha donato la sua collezione alla biblioteca del Mufant.
Alle 16 e 30 ci sarà la presentazione di Ciscandra, il romanzo d’esordio della giovane scrittrice Linda Tovazzi, trentina di nascita e torinese d’adozione, un libro illustrato in cui è stata coinvolta anche l’illustratrice . Psicologa e scrittrice, il suo primo lavoro è un bel romanzo illustrato che ha coinvolto l’illustratrice Lavinia Bassi, in arte Ephygenia.
Un’ora dopo, alle 17 e 30, incontro con il torinese Pupi Oggiano, musicista, appassionato di cinema ed esperto di documentari, che presenta il suo film d’esordio La Paura Trema contro, un mix tra fantascienza, horror e thriller condito da ironia, in cui si parlerà dell’uscita in DVD e della novelization di Corrado Artale, edita da Buendia Books. All’incontro parteciperanno Pupi Oggiano, l’autore del libro Corrado Artale, il cast del film guidato dalla protagonista Frankie Converso e Francesca Mogavero di Buendia Books.
Questo è il primo di una serie di eventi, che vedranno nei prossimi mesi tra le altre cose l’inaugurazione dell’escape room horror, il 16 novembre Leiji Matsumoto che terrà a battesimo la statua di Capitan Harlock e il prossimo arrivo nel parco del Fantastico della statua di Sailormoon, protagonista di un sofferto confronto con Goldrake.
Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.mufant.it/informazioni/

L’inverno sta arrivando di Carolyne Larrington (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

11 settembre 2019

978880471235HIG-313x480La saga del Ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin e il suo adattamento televisivo nel serial cult Game of thrones (o se si preferisce Il trono di spade) è e resta uno dei fenomeni di culto di questi ultimi anni, anche se il finale non ha soddisfatto tutti, anche per la ricchezza di interpretazioni e di riferimenti che offre, a cominciare dai richiami alle opere di William Shakespeare, su cui in molti continueranno a pronunciarsi.
La storica Carolyne Larrington sceglie, fedele al suo lavoro e ai suoi studi, ne L’inverno sta arrivando un approccio storico, svelando le ispirazioni alla realtà che ci sono nella costruzione del complesso mondo di Westeros e Essos.
George R. R. Martin non ha mai nascosto di amare molto come epoca storica la complessa e truculenta pagina inglese della Guerra delle due Rose, che ispirò anche Robert Louis Stevenson con La freccia nera e in tempi più recenti la romanziera Philippa Gregory: nella vicenda dei Lannister e degli Stark ci sono non poche analogie, ma non è l’unico universo del passato in cui si trovano richiami nei romanzi e nel serial.
Nelle pagine di Carolyne Larrington si compie un vero e proprio viaggio attraverso le terre del Ghiaccio e del Fuoco, mondo non solo medievaleggiante e capace di conquistare anche chi normalmente non segue il fantasy: si scoprono le analogie tra Cersei e Eleonora d’Aquitania, tra le Nozze rosse e un fatto accaduto a fine Seicento in Scozia, tra i Guardiani della Notte e i Templari, tra le città della Baia degli Schiavisti liberate da Daenerys a caro prezzo e varie civiltà dell’antichità, prima fra tutti Roma, e tra i Dothraki e Mongoli, giusto per citare alcuni degli spunti del libro, davvero ricco, scorrevole e appassionante, come i romanzi e come la serie.
L’autrice ricorda fatti storici vari, di epoche diverse, che sono confluiti nella creazione dell’immaginario, senza dimenticare anche l’aspetto invece irreale delle storie medievali, portando il lettore tra terre arcane dove rivivono l’Oriente esotico, i boschi delle saghe celtiche e nordiche, i folletti, i giganti, i fondamentali draghi, i castelli, le streghe, le sette di morte e risurrezione e molto altro ancora.
Un libro fondamentale per chiunque ami i romanzi e la serie TV, perché svela mille curiosità e mille ispirazioni di un microcosmo che ha saputo davvero incollare un pubblico diverso ed eterogeneo alla poltrona e allo schermo per vedere come andava avanti, un microcosmo senza veri eroi ma con personaggi che hanno saputo appassionare.
Ma un libro interessante anche per chi vuole sapere di più su questo universo fantastico, complesso, crudele, spietato ma avvincente: la vittoria al Festival di Venezia del film Joker ha solo confermato a chi lo sapeva già che gli universi del fantastico non sono storielle ma epopee, miti moderni che affondano le radici in millenni di cultura e suggestioni.

Carolyne Larrington (1959), docente di Letteratura inglese a Oxford, è una studiosa di antiche saghe, in particolare di quelle norrene e del ciclo arturiano. Tra i suoi libri The Woman’s Companion to MythologyThe Poetic EddaKing Arthur’s EnchantressesMorgan and her Sisters in Arthurian TraditionMagical Tales: Myth, Legend and Enchantment in Children’s books e The Land of the Green Man: A Journey through the Supernatural Landscapes of the British Isles.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

I libri di Oz di L. Frank Baum (Einaudi, 2019) a cura di Elena Romanello

10 settembre 2019

978880623905HIGEinaudi presenta l’edizione tascabile di un classico della narrativa fantastica, apripista di tutta una serie di universi amatissimi ancora oggi, anzi sarebbe meglio dire di una serie di classici: I libri di Oz di L. Frank Baum, un caposaldo del fantastico.
Ottant’anni fa il film Il mago di Oz, noto ancora oggi agli appassionati come una pietra miliare del genere, svelava al grande pubblico un universo di fiaba e di incanto ideato all’inizio del Novecento da L. Frank Baum, storia di un universo parallelo e delle avventure che qui viveva a più riprese la giovane Dorothy.
Il film arrivò in Italia nel dopoguerra, e ci furono delle edizioni parziali e illustrate dei libri della saga di Oz, questa di Einaudi propone in una nuova traduzione di Chiara Lagani i libri in edizione integrale, impreziosita dalle immagini di Mara Cerri. Fino ad ora, per leggere la saga di Oz bisognava rivolgersi al mercato anglosassone.
Il libro presenta anche un’introduzione critica e una serie di note, oltre che un glossario bibliografico dei personaggi di quello che è stato il primo mondo fantastico articolato su vari volumi proposto ai giovanissimi, prima di Narnia, della Terra di Mezzo, di Hogwards, di Fantasia  e del Mondo della Polvere, tutti mondi belli ma che esistono perché prima di tutti un giorno Dorothy volò ad Oz sull’onda di un tornado, sconfiggendo la Strega e incontrando il Mago.
Il mondo di Oz ha continuato ad ispirare scrittori e scrittrici fino ad oggi, con seguiti ufficiali e non, oltre che con un anime, varie graphic novel, un seguito al cinema negli anni Ottanta, un prequel diretto da Sam Raimi, un telefilm alternativo (Emerald City), un musical ed è annunciato un nuovo serial TV: I libri di Oz contengono solo i romanzi di Baum, completi delle introduzioni con cui l’autore si rivolgeva al suo pubblico sollecito e attento.
Il volume contiene quindi Il meraviglioso mago di OzLa meravigliosa terra di OzOzma di OzDorothy e il mago sottoterraLa strada per OzLa città di smeraldo di OzTic-Toc di OzLo spaventapasseri di OzRinkiting ad OzLa Principessa perduta di OzIl Boscaiolo di latta di OzLa magia di Oz Glinda di Oz.
Il fantasy, genere oggi amatissimo, ha avuto le sue origini in questa saga, capace di evocare un mondo che ancora oggi sa incantare, e questo è un ottimo motivo per leggere o rileggere la saga, qualsiasi età si abbia, oltre che per recuperare un classico indiscusso per ragazzi e non solo.

Provenienza: libro del recensore.

L. Frank Baum (Chittenango 1856 – Glendale 1919), è stato uno scrittore statunitense, ma anche produttore teatrale e cinematografico. Il suo libro piú famoso, Il meraviglioso Mago di Oz (1900), fu immediatamente un bestseller e diventò un musical messo in scena a Broadway e in tutti gli Stati Uniti per anni e anni (e nel 1939 il famoso film di Fleming, con Judy Garland).

Aperte le iscrizioni alla nuova edizione di Incipit Offresi a cura di Elena Romanello

5 settembre 2019

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Torna per la quinta edizione Incipit Offresi, il primo talent letterario dedicato agli aspiranti scrittori, ideato dalla Fondazione ECM – Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, in sinergia con Regione Piemonte.
Anche quest’anno Incipit Offresi si presenterà come una serie di tappe per scovare nuovi talenti letterari: la partecipazione è gratuita e aperta a tutti, esordienti e non, di tutte le nazionalità e età: per i minori è necessaria un’autorizzazione di un genitori.
Ogni candidato e candidata dovrà presentare le prime righe della propria opera, l’incipit, per un massimo di mille battute con le quali catturare l’attenzione dei lettori, insieme a una descrizione dei contenuti dell’opera.
La sfida avverrà a colpi di incipit in una serie di incontri nelle biblioteche del Piemonte, da settembre 2019 a marzo 2020, con qualche puntata fuori Regione, tipo quella di Roma. Nella scorsa edizione c’erano oltre centoventi candidati, provenienti da varie regioni.
La prima tappa sarà presso la Biblioteca Archimede di Settimo torinese il 19 settembre prossimo: durante ogni incontro gli aspiranti scrittori avranno un minuto di tempo per leggere o raccontare il proprio incipit, inviato in precedenza alla giuria tecnica, che è composta da editori, librai, bibliotecari, lettori assidui e lettori occasionali della biblioteca ospitante.  Dopo il primo minuto giuria e pubblico in sala esprimeranno un giudizio in sala assegnando eventualmente altri trenta secondi all’autore o autrice per continuare l’incipit o il riassunto. Finito il tempo,  la giuria tecnica esprimerà un voto che verrà sommato al voto assegnato dalla Scuola del Libro di Roma per decretare il vincitore.
Per ogni tappa, l’aspirante scrittore o scrittrice che avrà ottenuto il punteggio più alto si aggiudicherà il diritto ad accedere a una delle due semifinali, con la possibilità di arrivare alla finale in programma al Salone Internazionale del Libro di Torino 2020.
Il primo classificato riceverà un premio di mille euro, mentre al secondo spetteranno cinquecento euro. Inoltre, tra tutti i partecipanti finalisti saranno messi in palio  il Premio Calvino, il premio “Indice dei libri del mese” ed eventuali altri premi assegnati dagli editori.
Per iscriversi ci si può registrare al sito  www.incipitoffresi.it fino a esaurimento dei posti disponibili per la tappa scelta.
Incipit Offresi è un modo nuovo per diventare scrittori e per promuovere lettura e scrittura, una scommessa basata su poche righe, un investimento sulle potenzialità dell’autore, ma anche un modo per gli aspiranti autori e autrici di incontrare e dialogare direttamente con gli editori coinvolti nelle varie fasi del progetto, farsi conoscere e raccontare la propria idea. Fino ad oggi sono stati decretati 4 vincitori, uno per ogni edizione, e sono stati pubblicati 40 libri dagli editori.
I recapiti sono http://www.incipitoffresi.itinfo@incipitoffresi.it, e su Facebook  www.facebook.com/incipitoffresi

Lady Tabata la regina della notte di Barbara Delmastro Meoni (Golem, 2019) a cura di Elena Romanello

27 luglio 2019

41JkFGwMS0L._SX352_BO1,204,203,200_Golem edizioni propone la testimonianza della vita insolita e interessante di Barbara Delmastro Meoni, in arte Lady Tabata, ex modella, protagonista della vita notturna a Torino e Sestriere, attivista sociale, fumettista, una personalità eclettica e tutta da scoprire.
Spesso si pensa che i mondi della moda e delle discoteche siano frivoli e corrotti, ma leggendo questa autobiografia, ironica e a tratti dissacrante, si scopre che non è così, soprattutto se come ha fatto l’autrice non si è mai rinunciato ad una propria etica e a portare avanti delle battaglie giuste, come quella di rendere i locali notturni luoghi puliti e sicuri, per i giovani e giovanissimi, soprattutto per quando devono tornare a casa.
Un libro per scoprire un personaggio di Torino, una ragazza e poi donna che ha scelto di fare una vita controcorrente fin da giovanissima, prendendo la responsabilità della sua vita, facendo i suoi errori, imparando da questi, avendo anche momenti neri per problemi di salute di cui parla tranquillamente e trovandosi in situazioni poco simpatiche, ma tirando avanti con grinta e sapendo costruire un suo mondo, trovare un suo equilibrio e proporre modelli e stili di vita.
Lady Tabata la regina della notte affronta tra le altre cose argomenti scomodi, come le molestie sessuali, che dopo lo scandalo di Metoo sono state a tratti anche un po’ sottovalutate, ricordando che certe situazioni non vanno mai accettate né tollerate né taciute. Ma trova anche il coraggio di parlare di un male oscuro che continua a colpire tante donne, spesso molto giovani, come l’anoressia, e che spesso fa parte di quei tabù su cui per molti bisognerebbe, in maniera colpevole, tacere, quando in realtà i disordini alimentari sono un problema reale e non un capriccio.
Un libro per conoscere un progetto di vita insolito, ma da cui si può anche provare a prendere qualcosa, con una prefazione divertita e partecipe di Piero Chiambretti e un’altra di Luca Abete.

Ex Top Model, Barbara Delmastro Meoni ha lavorato con i più grandi stilisti del mondo, viaggiando fin dall’età di 16 anni in tutta Europa e non solo. Nata a Torino  ha lasciato la carriera di modella all’apice del successo per dedicarsi alla sua passione per la musica e l’intrattenimento e per esprimere la sua innata creatività. Con Franco Becchio, suo marito da oltre vent’anni, inizia questo percorso con il Black Sun di San Sicario, primo locale che riesce a sviluppare. Da venti anni, con il nome d’arte di Lady Tabata, è proprietaria e animatrice di alcuni dei club più esclusivi d’Italia, i Tabata Club, da Porto Cervo a Sestriere, da Torino a Tonale fino a Le Vele di Alassio. Per conoscere tutte le sue attività visitare il suo sito ufficiale http://www.ladytabata.it

Provenienza: omaggio dell’editore che ringraziamo.