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:: La mossa del granchio di Sandrone Dazieri (Rizzoli 2026) a cura di Patrizia Debicke

12 Maggio 2026

Con La mossa del granchio, Sandrone Dazieri riporta in scena la coppia più tormentata e magnetica del noir italiano contemporaneo: Dante Torre e Colomba Caselli. E lo fa immergendoli in una vicenda cupa, a più livelli, afflitta da ombre che arrivano dal passato e da ferite mai veramente rimarginate. Come suggerisce il titolo un romanzo che avanza di lato come fanno i granchi, per improvvise deviazioni, false piste, inattesi ritorni. Niente è lineare, né  concede tregua. Ciò nondimeno , proprio in questa trasversale costruzione si cela l’attrattiva del libro.
L’atmosfera mantiene un peso fondamentale. Le colline piemontesi, sospese fra nebbie, boschi e paesi forse solo apparentemente tranquilli, si trasformano in  un paesaggio mentale più che che geografico. L’antica chiesetta riemersa dalla frana, con quel cadavere rimasto sepolto per decenni e quel loto stilizzato tracciato sul muro, possiede contemporaneamente qualcosa di sacrale e inquietante. Sandrone Dazieri sfrutta questa ambientazione con grande abilità: il Piemonte rurale e appartato diventa uno spazio dove il tempo sembra essersi fermato, un luogo in cui i segreti si depositano sotto terra come i corpi e attendono solo qualcuno disposto a riportarli alla luce. Lo scoprire che il cadavere rinvenuto appartiene ad Alba stravolge Dante Torre. Non è solo una vittima: ma il suo primo amore, la donna che lo aveva accolto nella comunità Tarayoga dopo gli orrori del Silo, offrendogli un fragile tentativo di rinascita.
Da quel momento per lui l’indagine smette di essere un lavoro e diventa una discesa personale, un’odissea dentro memorie che Dante avrebbe preferito lasciare sepolte. L’incidente, provocato dal camion che tenta di ucciderlo, imprime subito alla narrazione una brutale accelerazione. Per Dante esiste un solo pensiero: qualcuno vuole fermarlo prima che riesca ad arrivare alla verità.
L’autore fabbrica la tensione con una precisione quasi chirurgica. La trama si allarga progressivamente e dietro la fine di Alba emergono altre sparizioni, altri ex membri della comunità morti in circostanze sospette, mentre sullo sfondo si muovono servizi deviati, manipolazioni e ambigue figure. Alcune dinamiche risultano volutamente intricate, persino contorte, ma fanno parte del gioco narrativo: il lettore viene trascinato in un labirinto dove ogni risposta pone nuove domande e ogni certezza dura pochissimo.
Al centro di tutto, però, restano loro: Dante e Colomba. Due personaggi diversissimi, complementari proprio grazie alle loro fratture. Con Colomba che mantiene quella ostinata lucidità che la rende l’unico vero punto fermo in mezzo al caos. Dante, invece, continua a essere un uomo spezzato, geniale e vulnerabile, sempre perseguitato dai propri fantasmi. Il loro rapporto tanto speciale rappresenta l’anima emotiva del romanzo. Non c’è bisogno di continue dichiarazioni o di sentimentalismi: il loro legame emerge nei silenzi, nella fiducia assoluta, nella capacità di riconoscersi anche quando sembrano lontani anni luce.
Per questo uno dei momenti più intensi sarà quando Dante trova finalmente il coraggio di confessare il sentimento che prova per Colomba. È una dichiarazione sofferta , tardiva, quasi rassegnata, perché la vita della donna pare ormai decisamente orientata altrove, verso Glenn e una possibile normalità in Francia. Ma Dazieri evita qualsiasi soluzione semplice o romantica. L’amore fra Dante e Colomba rimane irregolare, incompleto, trattenuto. Forse proprio per questa impossibilità tanto credibile.
La scrittura di Dazieri conserva la qualità che da anni lo distingue: rapida, visiva, nervosa, ma mai superficiale. Ogni dettaglio può diventare un indizio, ogni dialogo contiene qualcosa che tornerà più tardi. La lettura scorre veloce, forse persino troppo. Tutti i libri della serie dedicata a Dante e Colomba hanno forse un unico difetto: finiscono in fretta. La mossa del granchio ha infatti la capacità rara di inchiodare alle pagine costringendo quasi a rallentare volontariamente il ritmo per assaporare meglio atmosfera e passaggi.
Il finale lascia sospesi, coerente con l’intero romanzo. Non offre chiusure definitive, ma apre piuttosto nuove possibilità e nuovi dubbi sul destino dei protagonisti. Resta la sensazione di aver attraversato una zona oscura e fragile dell’animo umano, dove il passato continua a reclamare il suo prezzo e nessuno può veramente ritenersi in salvo.
Romanzo complesso e profondamente noir, La mossa del granchio conferma ancora una volta la statura narrativa di Dazieri. Un autore capace di intrecciare tensione, introspezione e ritmo senza perdere mai il controllo della storia. E, anche quando la trama si fa volutamente intricata, il lettore continua a seguirlo, perché sa che dentro quel buio troverà personaggi vivi, feriti, indimenticabili.

Sandrone Dazieri (Cremona, 1964) è uno dei maggiori interpreti italiani del noir e del thriller. Inventore della serie di culto del Gorilla, ha pubblicato la Trilogia del Padre tradotta in più di venticinque Paesi. Per Nero Rizzoli ha pubblicato La danza del Gorilla (2019). Il suo ultimo romanzo è Il male che gli uomini fanno (HarperCollins, 2022).

:: Uccidi i ricchi di Sandrone Dazieri (Rizzoli 2025) a cura di Patrizia Debicke

5 marzo 2025

Mai come in questo momento par diventare d’attualità questo intrigante romanzo  di Sandrone Dazieri: “Uccidi i ricchi”  il mondo in cui deve confrontarsi , l’ex vicequestore Colomba Caselli rassegnate le dimissioni di servizio e riciclatasi come detective privato.
Una Caselli coinvolta in un’apparentemente cervellotica indagine da Donatella Sermonti, vicedirettrice del Dis – il Dipartimento informazioni per la sicurezza, che coordina l’attività delle agenzie dei Servizi segreti per conto del governo –  in cui sarà costretta a confrontarsi con “I Ricchi” quelli che ormai sembrano avere tutto il potere e peggio, perché possono davvero tutto in  questo mondo. Proprio contro i Super Ricchi (qui si parla di una specie di cerchio magico dei 400) i componenti di quell’oligarchia che governano l’economia e gli equilibri mondiali. I primi venti poi dispongono di  assoluto potere. E naturalmente comandano su tutto. E ciascuno di noi contribuisce ad accrescere la loro disumana ricchezza . Chi di noi  non si serve di un qualche loro servizio? Web, farmaci, armamenti.  Proprio così : ci siamo, eh direte, e  lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle in questa epoca che fa da scenario ai Trump,  ai Musk, al business condotto dai colossi del web nell’arroventato scacchiere geopolitico dove le superpotenze decidono la vita e la morte di popoli  e giocano pericolosissime  sulle teste di noi tutti ? Un’altra guerra è cominciata, quante ce ne saranno ancora per appagare la loro fame di volenza e predominio?
Un titolo geniale poi : UCCIDI I RICCHI. Un invito alla rivolta? Beh senza dubbio visto le mostruose  disuguaglianze tra l’1 per cento dei super ricchi e il resto della popolazione mondiale, costantemente sbattute in faccia al resto della popolazione  schiacciata dalle immani  prepotenze , di cui ormai godono pochissimi. I nuovi duchi, re , imperatori del ventunesimo  secolo smaniosi solo di monarchia assoluta, che giocano  con il potere e la vita di tanti sudditi inermi.
Lei Colomba Caselli, per questioni non facili da superare ovverosia: “sopravvissuta a due attentati e a un coltello nella pancia” pareva scomparsa dalle scene. Io però, sono sicura che ve la ricorderete, Si vero? Una   bella donna, capelli corti neri, colore degli occhi verde cangiante, spalle larghe da nuotatrice, zigomi alti, armoniosi. Nella sua nuova veste di detective privato, dovrà indagare su uno strano incidente che acquisterà presto le nette caratteristiche di un omicidio.  
A Milano, il multimiliardario ex calciatore Jesús Martínez è atterrato appena il giorno prima con il suo Dassault Falcon 2000lxs a Milano, dove possiede un favoloso appartamento al venticinquesimo piano della Jungla Urbana . In uno di quei grattacieli di cristallo che schiaffeggiando i normali cittadini  con le loro facciate coperte di rigogliose piante,  rimandano alle città abbandonate del Pianeta delle scimmie. Jesús Martínez, quarantanove anni, da giovane giocava nel Paris Saint-Germain, ora invece (cioè, poco prima di esser ritrovato morto sotto i nostri occhi nelle prime pagine di Uccidi i ricchi) è un colosso nel settore delle macchine per il fitness e degli integratori. Tanto, ma tanto denaro guadagnato a palate.. E infatti è atteso a cena dagli amici al ristorante del Bulgari. Una cena  in suo onore  visto che  “Forbes” l’ha appena inserito tra i 500 uomini più ricchi del mondo.
 Nella Jungla Urbana non troverete mai una foglia fuori posto, un filo di polvere  e tutto è sempre sotto il  costante controllo di telecamere.  Ma la mattina Martinez, dopo aver fatto colazione, un’ora di esercizi con i pesi e mezz’ora di meditazione,  entrerà  nella sua spettacolare  criosauna, di ultima generazione, fabbricata dalle sue aziende: un cubo di cristallo di tre metri per lato e  avvierà  a voce il trattamento,  ma quel comando sarà  il suo ultimo segno di vita.
Il  suo cadavere infatti verrà rinvenuto congelato  nella criosauna dalle guardie del corpo alle nove del mattino. Un incidente?  Un guasto? Effettivamente parrebbe,  ma poiché Martinez è  uno dei cinquecento uomini più ricchi al mondo, bisogna far piena luce su quella morte, anche se la ferrea privacy garantita ai proprietari fin dai suoi primi passi nell’ambiente non trasparente e vischioso dei multimilionari finisce con rendere l’indagine molto più impegnativa, intricata e pericolosa del previsto. Ma Colomba che, dopo  il sopralluogo a casa della vittima dove  troppi particolari non  tornano, ha accettato lo stesso  l’incarico, deve  darsi da fare e cominciare a superare uno a uno gli ostacoli davanti a sé , pur appoggiata e spronata dal fratello ed erede dell’impero del morto,Glenn Martinez . E per riuscirci davvero avrà bisogno anche dell’indispensabile aiuto del suo amico e  socio, Dante Torre, uomo dalle intuizioni geniali e mago delle tecnologie digitali , ma affetto da  claustrofobia  traumatica  e semiparalizzante  che ha vissuto e subito con lei i tempi di un  difficile  passato. Un passato che ha regalato loro una particolare complicità affettiva che li tiene praticamente in  collegamento mentale, anche quando sono lontani l’uno dall’altra.
I due, dopo avere appurato che l’incidente della sauna nasconde un omicidio, si renderanno  conto che la morte  di Martínez non è l’unica sospetta tra quelle verificatesi  tra  i membri del ristretto gruppo di multimilionari. E peggio perché una serie di comunicati online, a firma A. Train, gridano lo slogan: “Uccidi i ricchi”. Nascondendosi infatti dietro l’ipotetico intervento della mano di un diabolico vendicatore sociale, oppure  del  machiavellico intento di un gruppo di anarchici e  complottisti, il killer sembra inafferrabile.
Altre atroci e imprevedibili azioni di sangue ci saranno e  verranno rivendicate,   e Colomba e Dante, mentre la suspence  vola in  vertiginosa ascesa,  dovranno battersi contro un fantomatico assassino seriale,  districandosi  in una girandola di false piste, colpi di scena e inattese scoperte.
Ma  qualcosa si muove, qualche plausibile indizio salta fuori. Ci siamo, è il  momento di stringere i tempi e  mettere finalmente in trappola l’assassino.
Grazie  alla  penna di Sandrone Dazieri, un thriller implacabile, che senza concedere scuse,  ci spiega cosa potrebbe  accadere  attorno a noi e con noi  in un prossimo futuro, molto prossimo? Brrr….
Creatore della serie del Gorilla, Dazieri ci regala oggi questo super thriller interpreto dai due personaggi altrettanto super che i suoi lettori hanno già potuto apprezzare: Colomba Caselli e Dante Torre.

Sandrone Dazieri è uno dei maggiori interpreti italiani del noir e del thriller. Inventore della serie di culto del Gorilla, ha pubblicato la Trilogia del Padre tradotta in più di venticinque Paesi. Per Nero Rizzoli ha pubblicato La danza del Gorilla (2019). Il suo ultimo romanzo è Il male che gli uomini fanno (HarperCollins, 2022).