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:: L’arrivo in Cina- Lo strano caso del missionario scomparso -Le avventure del tenente Luigi Bianchi nella Cina misteriosa Volume #2 di Shanmei

6 luglio 2021

Cina settentrionale, rada di Taku, 29 agosto 1900

La lunga traversata era finita.

Dopo quarantadue giorni di navigazione, dove dovettero affrontare sabotaggi, tempeste, epidemie e un delitto, il piroscafo Giava era finalmente giunto nel bel mezzo del Mar Giallo.

Raggiunsero la rada di Taku all’alba del 29 agosto 1900 e l’arrivo si rivelò diverso da tutte le precedenti aspettative.

Li aspettava una folla di navi ancorate di tutte le nazionalità con la disposizione di gettare l’ancora a circa dieci miglia dalla costa sabbiosa, non potevano avvicinarsi di più.

Il basso fondale non permetteva ulteriori manovre, rendendo lo sbarco di uomini e mezzi un’impresa complicata e pericolosa soprattutto per le condizioni mutevoli del mare.

L’acqua era torbida, fatta più che altro di fango, di un colore opaco che virava dal marrone al giallo grazie al fiume Pei-ho che lì vi sfociava, il più fangoso fiume del mondo dopo lo Yang-tze.

Il tenente Luigi Bianchi osservò la flotta internazionale chiedendosi come avrebbero fatto a sbarcare. Servivano pontoni, scialuppe, vaporetti, zattere o quant’altro e loro ne erano privi, l’alto comando aveva pensato a tutto ma non a come rendere possibile lo sbarco. Il che avrebbe chiesto altro tempo e rallentato ulteriormente le operazioni, ma ormai Pechino era presa, le Legazioni liberate, un aggiuntivo ritardo non avrebbe cambiato di molto le cose. Le imprese eroiche erano spettate ad altri, a loro toccava al massimo disperdere le ulteriore sacche di resistenza dei Boxer sopravvissuti, sempre che ce ne fossero stati.

Il sergente Vincenzo Bertelli gli si avvicinò e guardò nella sua stessa direzione.

«Dunque questa è la Cina, non si vede la costa».

«Già sembra che ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti al viaggio» commentò sotto voce accendendosi una sigaretta turca.

«Non è curioso di vedere questo strano paese. Lo conosciamo solo da quello che abbiamo letto sui libri, dagli atlanti, dai racconti dei missionari e ora lo vedremo di persona, sempre che riusciremo a passare attraverso questa selva di navi. Sembra un formicaio».

«In qualche modo faremo, non sottovaluti lo spirito italico di improvvisazione».

«Ah, proprio quello ci ha messo sempre nei guai. Non mi stupirei che ci dessero l’ordine di raggiungere la costa a nuoto, e nuotare in quest’acqua color caffè latte deve essere proprio un’esperienza piacevole».

«Va andiamo a fare colazione, poi penseremo al da farsi. È sempre meglio ragionare a pancia piena».

«Non la contraddico tenente ci mancherebbe».

Il tenente Bianchi raggiunse la sala mensa e si sedette al tavolo degli ufficiali dove lo aspettava il tenente medico Maurizio Valente con l’espressione torva e corrucciata.

«Dunque Pechino è stata liberata, non arrivano che notizie di stragi e saccheggi. Anche il palazzo imperiale è stato devastato, e l’Imperatrice è fuggita. Hanno fatto anche una ridicola cerimonia celebrativa della vittoria, con fanfare e uniforme d’alta ordinanza» sbuffò scoraggiato.

«E che potevamo aspettarci, hanno colto l’occasione per dare più colore all’impresa, dopo tutto l’Imperatrice Madre sembrava essere il vero capo di questi Boxer. Volevano cacciare gli occidentali dal loro paese, se li sono trovati nelle loro camere da letto» disse Bertelli dal tavolo accanto versandosi una generosa tazza di caffè.

«Cosa ne pensa tenente Bianchi, le sembra giusto?» gli chiese Valente esasperato.

«È una manovra dimostrativa, vogliono scoraggiare ulteriori resistenze. Che non salti più a nessuno in mente di opporsi ai piani di noi occidentali. Piani economici per lo più, la Cina è un grande mercato e conviene a tutti che resti aperto».

«Sì, certo ma io parlo dei saccheggi, degli incendi, delle devastazioni…»

«Adesso che sbarchiamo lo vedremo con i nostri occhi cosa è successo, ne saremo testimoni, e potremo giudicare».

«Sempre diplomatico lei. Ma io sono un medico, io salvo vite, e queste morti inutili mi fanno arrabbiare più che rattristare. Giungono notizie di massacri di donne, vecchie  bambini. Si sono abbandonati alle peggiori scelleratezze e questo è contrario a tutte le leggi morali ed etiche. Noi non siamo dei barbari tenente Bianchi, noi apparteniamo a paesi civili, dannazione» disse Valente quasi urlando e Bertelli gli diede un colpetto sul braccio.

«Su Valente non si agiti, faccia la sua colazione, vedrà che tutto si sistemerà. Certo che noi siamo gente civile, infondo. Magari le notizie che ha ricevuto sono state pesantemente ingrandite. Sa come molti amano fare narrazioni pittoresche e colorite».

«No, Bertelli non lo penso affatto. Anzi per me hanno ridimensionato le cose. Ho paura di quello che troveremo una volta sbarcati. Ho davvero paura».

Il silenzio cadde sulla tavolata e nessuno osò parlare per parecchi minuti finchè Valente non si alzò.

«Con permesso, ma l’appetito mi è completamente passato» disse e si allontanò.

«Per me è ancora scosso per quello che è successo durante il viaggio» disse Bertelli, inzuppando un pezzo di pane in una tazza di latte.

Il tenente Bianchi annuì e sorseggiò il suo caffè ma un brutto presentimento lo colse.

Non pensava che Valente esagerasse, anche lui aveva ricevuto notizie allarmanti. Non tanto per quanto riguardava questi famigerati Boxer, ma anche per gli eccessi a cui si stavano abbandonando i loro alleati.

«Adesso pensiamo a sbarcare, poi si vedrà il da farsi» disse sovra pensiero e Bertelli annuì continuando a mangiare con appetito.

Disponibile in preordine su Amazon in digitale al costo di 2,99 Euro, data di pubblicazione 24 dicembre 2021.

:: Lo strano caso del missionario scomparso di Shanmei disponibile in pre-ordine

4 luglio 2021

Cina settentrionale, rada di Taku, 1900.

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato in Cina per sedare la rivolta dei Boxer, già protagonista di Delitto a bordo del Giava, è finalmente giunto a destinazione ma quello che trova è molto diverso da quello che immaginava. All’arrivo le Legazioni di Pechino sono già state liberate e se si aspettava di avere la possibilità di distinguersi in imprese eroiche e di mettere alla prova il suo coraggio quello che l’attende è invece uno scenario di devastazione e morte: villaggi incendiati, saccheggi, corpi insepolti di donne, vecchi e bambini cinesi. Nel silenzio irreale di questo panorama spettrale il contingente italiano avanza prima in treno poi a piedi verso Tientsin, e sulla strada raggiunge quello che resta di una missione cristiana data alle fiamme dai Boxer. Il drappello italiano si ferma per dare soccorso e aiutare a seppellire i cadaveri e subito viene così messo al corrente della scomparsa del missionario italiano Padre Paolo De Michelis. Il tenente Luigi Bianchi scopre subito che qualcosa non torna nei racconti e nelle testimonianze di quella misteriosa sparizione e inizia a indagare. Ma saranno davvero i Boxer i responsabili del “rapimento”?

Seconda novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, intrighi, giochi di spie, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Dopo il racconto breve Un gioco di pazienza e la novella Delitto a bordo del Giava la prima vera indagine in Cina del tenente Luigi Bianchi ufficiale d’artiglieria piemontese al seguito della Missione Internazionale giunta in Cina per liberare le Legazioni e sedare la Rivolta dei Boxer.

In piena Belle Époque, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Data di pubblicazione 24 dicembre 2021, già in pre-ordine a un costo scontato di 2,99 Euro a questo link.

:: Merrion Square by Shanmei

19 giugno 2021

Che giornata lunga è stata
James Joyce

Le ragnatele del tempo avevano ormai ricoperto come un velo di polvere le iridescenti ombre della memoria ma sebbene un vetro opaco avesse distorto per sempre le struggenti immagini di un mondo svanito nelle ombre del passato, Mr Edward O ’Neil non poteva smettere di pensare a quella mattina d’estate in cui sua moglie era entrata nella sua vita. Certo ormai i contorni delle cose avevano perso ogni nitidezza, ondeggiando come la superficie di un lago increspato dal vento, ma la sola cosa completamente immobile e ferma nella sua mente era la creatura fluttuante fasciata di bianco alla stazione di Westland Row.
Era l’estate del 1907.
La nebbia del primo mattino stava lentamente diradandosi da Dublino mentre i raggi di un pallido sole filtravano a fatica attraverso le nuvole perlacee. Era una giornata importante per Edward e per l’occasione aveva messo più cura del solito nel vestire. Non che fosse un uomo trasandato, ma quel giorno si sentiva in dovere di tralasciare gli abiti cupi e scuri che costituivano il suo abbigliamento abituale in favore di un completo grigio. Niente poteva fare per abolire i rigidi colletti inamidati ma in onore della circostanza aveva scelto una cravatta di seta azzurra e fissandone i riflessi sorrise.
Era un professore di letteratura inglese al Trinity College e questo conferiva a tutta la sua persona una severità che traspariva da ogni suo gesto e da ogni sua sfumata espressione. Quella mattina però la sua imperturbabilità e leggendaria calma era come svanita e si sorprendeva di controllare l’ora ogni cinque minuti.
Edward abitava in un elegante casa in mattoni con il candido ingresso a colonne e la porta splendeva di un brillante blu elettrico e si affacciava sulla tranquilla e alberata Merrion Square. Edward amava quella zona di Dublino, ornata di dimore georgiane e di lampioni in ferro battuto e passava ore in silenziosa meditazione vagabondando attraverso i parchi e le vie traverse in cerca di vecchie librerie piene di tesori ai suoi occhi inestimabili.
La vita di Edward scorreva all’insegna della tranquillità, senza imprevisti e totalmente priva di forti emozioni. Edward aborriva tutto ciò che anche minimamente avrebbe potuto scalfire la sua pace.
Il suo volto emanava severità e rigore, forse per via della durezza degli occhi di un azzurro troppo cupo o per l’asprezza conferita dagli zigomi. La sua vita era una proiezione del suo carattere e come lui era monotona e piatta come un mare senza onde e unicamente scandita dal ritmo lieve delle sessioni estive che si alternavano a quelle invernali.
Edward odiava le novità, sotto qualsiasi forma si presentassero, e il suo unico passatempo oltre il lavoro che occupava la maggior parte del suo tempo, era passeggiare per le strade affollate con il suo passo sicuro e il suo inseparabile bastone da passeggio con il manico d’argento finemente cesellato.
Sebbene passasse principalmente il suo tempo a parlare ai suoi studenti di geni immortali come Shakespeare, Woodsworth o Blake, la poesia non era mai entrata nella sua vita. Non aveva amici, nè hobby, nè passioni che trascendessero l’ordine rigoroso che si era imposto.
Edward viveva la sua vita da estraneo in un mondo di estranei. Non che fosse infelice, al contrario, un profondo senso di dignità lo rassicurava e gli faceva sentire quanto fosse fortunato e privilegiato a poter osservare la vita con tale superiore distacco.
Il suo rigore intellettuale, la sua riservatezza, il mistero che avvolgeva la sua vita, faceva si che anche i colleghi prendessero da lui una sorta di distanza non priva di rispetto. Il professor O ’Neil era un’ istituzione, una sorta di curioso esemplare in via di estinzione perennemente truce e silenzioso.
Poi in primavera, era successo un fatto straordinario: si era sposato.
Tutto era nato per una sorta di equivoco, un sovrapporsi di circostanze che gli avevano impedito di ritirarsi dignitosamente. Era rimasto intrappolato in una spessa rete di equivoci e fraintendimenti che l’avevano portato al passo fatidico. Tutti i suoi conoscenti erano esterrefatti a partire dalla sua cuoca Mrs Deidre Ryan che ormai era rassegnata a considerarlo un caso senza speranza. Il professor O ‘Neil si era recato in un’ agenzia di Dublino che organizzava dignitosi matrimoni con signorine di buona famiglia per ricambiare un favore ad un certo Mr Gandon che effettivamente  cercava moglie. L’impiegata che si occupava del suo caso aveva sbadatamente registrato a suo nome la pratica così l’avveduto e prudente Mr O ‘Neil si era trovato fidanzato ad una certa Miss Aurore Connelly di Waterville. Il tutto era avvenuto in pieno semestre in corso con gli esami alle porte e le file di studenti disperati in crisi con le proprie tesi. Mai Mr O ‘Neil si era ritrovato in una situazione più imbarazzante. L’unica cosa da fare in un caso simile era chiedere al rettore una licenza e recarsi personalmente a Waterville per chiarire tutto.
Sfortunatamente il gesto venne mal interpretato dai parenti della fidanzata che si affrettarono ad organizzare in tutta fretta la cerimonia. Fu così che l’assennato e giudizioso Mr O ’Neil, senza neanche capire come, si trovò davanti all’altare al fianco di una perfetta sconosciuta.
Per Edward era stata la fine del suo mondo.
Aurore era una creatura strana e misteriosa e quasi cupa con un vago senso di sofferenza riflesso nei delicati tratti del volto. Come la vittima sacrificale di un antico rito pagano aveva accettato rassegnata quel matrimonio per accontentare la folla dei parenti. In tutta quella confusione Edward aveva provato la snervante sensazione che da un momento all’altro Aurore avrebbe potuto frantumarsi in un minutissimi frammenti come un cristallo.
La ragazza non era esattamente il tipo di donna che lui immaginava come compagna ideale della sua vita. Più che altro gli ricordava una bianca farfalla impigliata in un rovo. Edward si era sentito esattamente come quei crudeli naturalisti che collezionano farfalle, catturandole con buffi retini e infilzandole vive a spilloni per non rovinare la brillantezza delle ali e poterle così conservare dietro bacheche di cristallo.
La fragilità e la timidezza di Aurore riusciva solo a farlo sentire costantemente a disagio. La sua sola presenza, silenziosa come un’ ombra, gli causava un’ansia crescente e un fastidioso sudore freddo alle mani e così aveva accettato quasi con sollievo il fatto che la sposa l’avrebbe raggiunto a Dublino solo all’inizio dell’estate.
Il tempo comunque era passato e a mezzogiorno, alla stazione di Westland Row, Edward sarebbe andato a prendere sua moglie. Era una bella mattina di prima estate e dalle finestre aperte entrava una lieve aria fresca che gonfiava le tende dolcemente. La casa era silenziosa e Mrs Ryan era chiusa in cucina alle prese con un elaborato pranzo degno delle grandi occasioni. Salumi affumicati, crostacei, trote, carne di manzo, e le migliori verdure che aveva conteso, con ruvida cortesia, con le altre massaie al mercato di Moore Street. Mrs Ryan era una donna brusca con i capelli grigi raccolti in una stretta crocchia sulla nuca e la riga in mezzo. Era sempre di fretta e trattava Edward con aspra durezza, cosa che ormai era divenuta una tale abitudine che aveva assunto i contorni della normalità.
Aurore aspettava con ai piedi i suoi pochi bagagli in mezzo alla folla ondeggiante della stazione. L’alto orologio a caratteri romani segnava mezzogiorno e dieci e Aurore si sentiva assalita dalla disperazione in quella vociante folla di sconosciuti.
Dublino era una grande città e mai Aurore aveva visto tanta gente assiepata in una stazione. Perdersi in quella folla sarebbe stato così facile. Il viaggio era stato stancante. La monotonia del paesaggio fuori dal finestrino del treno l’aveva poi reso interminabile. Mai in vita sua si era allontanata così tanto da Waterville e certo mai da sola.
Ma ora Aurore era sola. Sola e affidata ad uno sconosciuto che non ostante tutto era suo marito. Ai piedi aveva il suo bagaglio. Il suo corredo ricamato a mano con le sue iniziali in ogni angolo delle candide lenzuola, nei fazzoletti, nelle federe, negli asciugamani di spugna bianca con le frange.
Tutto ciò che aveva al mondo era ai suoi piedi. Poi all’improvviso vide Edward tra la folla e tracce di contentezza sul suo volto solenne e austero. Il sollievo di non essere più sola fu subito sommerso dall’ansia di non essere gradita. Molto compitamente Edward si avvicinò a sua moglie e si irrigidì in un inchino.
“Benvenuta a Dublino” disse e tese una mano verso di lei e Aurore la strinse con un sorriso lieve. Edward fece cenno ad un facchino di occuparsi dei bagagli e, sebbene Merrion Square fosse solo a pochi passi dalla stazione, noleggiò una vettura. Per tutto il breve tragitto, Aurore non disse una parola, con gli occhi spaventati incollati oltre il vetro schizzato di pioggia e rigida sulla punta del sedile con le mani in grembo.
La vettura si fermò davanti alla scalinata di pietra grigia circondata da due ali di nera ringhiera di ferro battuto. La pietra era un po’ lucida per la pioggia ed Edward si affrettò a scendere e ad aprire l’ombrello. Per un attimo fu certo che Mrs Ryan sbirciasse da dietro una tenda  del secondo piano ma si limitò ad aiutare Aurore a scendere dal predellino. Aurore osservò stupita l’ingresso e l’edera rampicante che ricopriva buona parte della facciata. D’autunno l’effetto sarebbe stato ancora più intenso con le foglie rosseggianti che avvolgevano il muro come le fiamme di un incendio. Aurore rimase tragicamente immobile davanti alla porta chiusa. Poi entrò e fu assalita come in tutti i posti nuovi da un odore diverso da quello di casa sua.

:: Murder on the Giava – Shanmei (English edition)

12 giugno 2021

A historical mystery in early 20th century China

Naples, 1900, the Piedmontese lieutenant Luigi Bianchi, part of the Second Italian Contingent sent to quell the Boxer revolt, is finally on board the steamer Java en route for China. The journey, however, does not promise to be peaceful at all: sabotage, storms, epidemics and… a crime. In fact, in the boiler room is found the lifeless body of a stowaway, whose identity no one seems to know. Who is this man? What was he doing on board? And above all, is there a murderer among the crew members? Maybe planning to kill again? Lieutenant Bianchi, aided by medical lieutenant Maurizio Valente and Sergeant Vincenzo Bertelli, will be given the task of investigating the crime but soon the investigation will turn into a struggle for survival because it will be clear that someone absolutely does not want the Giava to arrive in China.

Shanmei was born in Milan (Italy) in the late 1960s. After graduating, and a research thesis in Modern and Contemporary History of Asia at the University of Turin, her research focused on Boxer China and the condition of women in the Qing era. Over the years she has written dozens of novelette, novels and many short stories (especially flash fiction) still unpublished and some in the process of being translated in English and French.

From today (English edition)!

:: Spring 2021 Issue della Rivista canadese NUNUM

7 Maggio 2021

Sono nel Spring 2021 Issue della Rivista canadese NUNUM, questo è il bellissimo art work che Maurice Moore ha fatto per il mio racconto. Dedicato a JLB (James Lee Burke). A questo link potete leggerlo (in inglese) https://www.nunum.ca/current.html

:: Come diventare una book blogger (felice) di Shanmei

5 gennaio 2021
Clicca sulla cover per l’acquisto

Ci sono diversi manuali sul blogging in lingua italiana, destinati al mondo del blogging prettamente italiano, alcuni più specifici e tecnici, altri più generalisti dedicati ai principianti che per la prima volta si accostano a questo mondo variegato e complesso. Ne ho letti alcuni, altri li ho solo sfogliati o ne ho letto l’indice. Essere blogger è anche questo, informarsi, cercare di essere addetti alla comunicazione consapevoli, seri, responsabili. E mi sono detta perché non raccogliere quello che ho imparato in dieci anni di blogging in un manuale, di facile consultazione, dedicato sia ai neofiti assoluti che ai blogger più navigati che hanno voglia di percorrere nuove strade, confrontarsi con altre esperienze?

Ecco da questo nasce Come diventare una book blogger (felice), un manuale pratico ben lungi da essere considerato una bibbia del blogging, ma diverso dagli altri manuali in commercio, dedicato a quel settore specifico che è il blogging letterario.

Lo definisco manuale, ma forse è più corretto dire vademecum. Contiene insomma una serie di consigli, escamotage, soluzioni che ho trovato in anni e anni di blogging più che altro da autodidatta. Non posso definirmi una blogger professionista perché attualmente non è la mia primaria fonte di reddito, né una fonte di reddito, ma l’impegno, la dedizione, la fatica è reale, e insomma leggermente diversa da quella dedicata un hobby prettamente amatoriale.

A chi può essere utile questo manuale non manuale?

Innanzitutto a chi si accosta anche per la prima volta al mondo del blogging letterario, o per mera curiosità, o perché sta valutando anche seriamente se aprirne uno. Lungi da me volere incoraggiare o dissuadere, io mi limito a raccontare la mia esperienza e quello che ho imparato in questi anni.

A chi, magari anche da anni, ha un blog letterario ed è curioso di conoscere altri percorsi, di vedere come determinati problemi sono stati affrontati, studiare altre filosofie, altri schemi. 

Ho commesso errori? Tanti e probabilmente li continuo a compiere. Un blogger professionista, con partita IVA, che vive del suo lavoro probabilmente troverà quanto scrivo di scarso interesse, ma non rimpiango le scelte che ho fatto, la strada che ho percorso. Forse occupandomi di altro di food, viaggi, lifestyle, politica avrei avuto più soddisfazioni economiche, ma io amo i libri, amo leggerli, recensirli, intervistare gli scrittori che li hanno scritti. Ognuno insomma deve scegliere la sua vocazione, il proprio campo e cercare di eccellere in quello.

Ora se sono una eccelsa blogger ne dubito, ma il mio percorso è questo, continuerò ad andare avanti per vedere dove la strada conduce. Cercherò di migliorarmi, di evolvere, magari di lasciare il bozzolo della blogger dilettante per diventare a tutti gli effetti una professionista. In fondo è il mio sogno, e credo sia il sogno di molti blogger che coltivano il loro hobby con passione e determinazione.

Devo anche dire che quando sento dire che il blogging letterario è solo un hobby, senza sbocchi, senza livelli di crescita, un po’ mi arrabbio, perché non è così. Certo l’editoria è in crisi, la gente non legge, i lavori creativi e intellettuali sono sottopagati o non pagati del tutto, molto si basa sul volontariato, ma io mi auspico che un giorno chi ne voglia fare un lavoro possa farlo. Acquisendo le competenze giuste, facendosi aiutare da altri professionisti, migliorando sempre.

Ecco questo è l’augurio che faccio a me e faccio a voi. La libertà di poter scegliere che tipo di blogger volete diventare. E soprattutto vi auguro che mai troviate sul vostro cammino qualcuno che vi dica: è impossibile. O se anche lo trovate, perlomeno siate liberi di non credergli.  

:: L’estate non è una stagione felice disponibile in pre-ordine

21 dicembre 2020

Jake Gardner viveva a Chicago negli anni Trenta, aveva moglie, figlie e una vita relativamente tranquilla come tenente della Omicidi. Finché un giorno, al lago, moglie e figlie muoiono in un incidente e Jake si ritrova a desiderare di morire. Abbandona la polizia, va in guerra, torna illeso e si trasferisce a Los Angeles dove vive di espedienti, per lo più facendo l’investigatore privato, sono gli anni Cinquanta. L’attività si avvia facilmente, Jake non ha più bisogno di cercare clienti per strada, ormai conosce ogni canale della città, legale e illegale. Ma trascura un dettaglio, Jake: la capacità di Los Angeles di risucchiarlo in un vortice di morti, traffici, favori e conoscenze inaspettate capaci di trascinarlo oltre il dolore, in una spirale di emozioni che credeva perdute e che lo lasciano solo, e svuotato.

È un hardboiled vintage ambientato in America negli anni ’50, una storia un po’ cupa, tra il melò e il noir. Ha per protagonista un investigatore privato reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, che si trova per le mani un caso che cambierà per sempre la sua vita. Il suo padrone di casa, un italo-americano gestore di ristoranti e con vari intrallazzi con la criminalità locale, gli chiede di incontrare un boss della malavita losangelina che cerca una donna. Il protagonista accetta e si mette sulle tracce di Grace una donna bellissima e misteriosa segnata da un passato tragico… di cui inevitabilmente si innamorerà. E da questo mille peripezie e inghippi in una Los Angeles crepuscolare.

Uno scenario nerissimo e violento in cui si muovono personaggi sconfitti con una personale e tragica idea del “Sogno Americano”.

Copertina originale di Niccolò Pizzorno.

Data di pubblicazione il 24 dicembre sia versione digitale che cartacea a questo link.

Lunghezza stampa: 356 pagine.

:: Esce oggi su Amazon “È tempo di vivere (Le avventure di Chou Jiao Vol. 3)” di Shanmei

18 ottobre 2020
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Dopo “È tempo di partire” ed “È tempo di tornare” la terza avventura delle gesta meravigliose, anche se ben poche eroiche, di Chòu jiǎo personaggio guascone, ma dal cuore d’oro, nella Cina di fine Ottocento.

L’avevamo lasciato che abbandonava Pechino e Fiore di Ibisco per tornare in campagna dalla sua famiglia, lo ritroviamo deciso più che mai a perseguire una setta segreta che traffica in oppio.

Sempre un wuxia comico, ma con venature più malinconiche. In attesa dell’ultimo capitolo “È tempo di amare” che chiuderà la quadrilogia.

Disponibile online in digitale anche su Unlimited. Scontato per alcuni giorni a 1,99 euro!

:: Esce oggi su Amazon “Delitto a bordo del Giava” di Shanmei

18 giugno 2020

In piena Belle Époque, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Se vi è piaciuto “Un gioco di pazienza” ritroverete il tenente Bianchi questa volta in viaggio verso la Cina sul piroscafo Giava.

Un giallo vintage ricco di misteri e di pericoli, in cui nulla è come sembra.

In preordine il seguito: Lo strano caso del missionario scomparso: L’arrivo in Cina: Le avventure del tenente Luigi Bianchi nella Cina misteriosa.

giava

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Napoli, 1900

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato per sedare la rivolta dei Boxer, è finalmente a bordo del piroscafo Giava alla volta della Cina. Il viaggio però non si preannuncia affatto tranquillo: sabotaggi, tempeste, epidemie e… un delitto. Nel locale caldaie viene infatti trovato il corpo senza vita di un clandestino di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Chi è? Cosa ci faceva a bordo? E soprattutto c’è un assassino tra i componenti dell’equipaggio? Magari intenzionato a uccidere ancora? Al tenente Bianchi, aiutato dal tenente medico Maurizio Valente e dal sergente marchigiano Vincenzo Bertelli, verrà dato l’incarico di indagare sul delitto ma ben presto l’indagine si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza perché sarà chiaro che qualcuno non vuole assolutamente che il Giava arrivi in Cina.

Disponibile online in digitale su Unlimited o al costo di 4,99 Euro e in cartaceo a quello di 9,99 Euro.

Partecipa a Amazon Storyteller 2020.

:: Delitto a bordo del Giava disponibile in pre-ordine

11 giugno 2020

giavaNapoli, 1900.

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato per sedare la rivolta dei Boxer, è finalmente a bordo del piroscafo Giava alla volta della Cina. Il viaggio però non si preannuncia affatto tranquillo: sabotaggi, tempeste, epidemie e… un delitto. Nel locale caldaie viene infatti trovato il corpo senza vita di un clandestino di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Chi è? Cosa ci faceva a bordo? E soprattutto c’è un assassino tra i componenti dell’equipaggio? Magari intenzionato a uccidere ancora? Al tenente Bianchi, aiutato dal tenente medico Maurizio Valente e dal sergente marchigiano Vincenzo Bertelli, verrà dato l’incarico di indagare sul delitto ma ben presto l’indagine si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza perché sarà chiaro che qualcuno non vuole assolutamente che il Giava arrivi in Cina.

In piena Belle Époque, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Delitto a bordo del Giava” narra il viaggio sulla nave che porterà il tenente Bianchi in Cina, e la sua prima vera indagine precedente a quella narrata ne “Un gioco di pazienza“.

Prima novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, intrighi, giochi di spie, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Data di pubblicazione il 18 giugno, già in pre-ordine a un costo scontato a questo link.

Shanmei è nata a Milano alla fine degli anni ’60. Dopo la Laurea, e una tesi di ricerca in Storia Moderna e Contemporanea dell’Asia presso l’Università degli Studi di Torino, le sue ricerche si sono focalizzate sulla Cina dei Boxer e sulla condizione della donna in epoca Qing,
Dal 2007 dirige il blog letterario Liberi di scrivere e si occupa di editoria recensendo libri e intervistando scrittori italiani e stranieri.
Negli anni ha scritto decine di novellette, romanzi e moltissimi racconti (specialmente flash fiction) ancora inediti e alcuni in via di traduzione. È appassionata per lo più di hardboiled vintage anni ’50 e ha parlato nei suoi romanzi e racconti anche di pirati, di principesse russe, di piloti di cargo interstellari, di soldati di ventura, di ballerine del Moulin Rouge, di antichi romani.
Dal 2015 si autopubblica su Amazon e ha seguito un’altra sua passione, l’amore per l’ Oriente iniziando una serie di racconti autoconclusivi di genere sia wuxia che xianxia e xuanhuan, e una serie di mystery storici,  sempre ambientati in Cina tra il 1900 e il 1905, con protagonista un militare italiano che si improvvisa detective.

:: I Racconti di Shanmei #Vol5 – disponibile su Amazon

12 Maggio 2020

shanmei5Continua la pubblicazione delle mie flash fiction con il 5° volume de I Racconti di Shanmei!

In questa raccolta ci sono ben undici racconti, molto brevi ma autoconclusivi. Umoristici, onirici, surreali, un po’ noir.

La raccolta comprende: Un colpo di magia, Fratelli, Jamaica, Little Italy, Incomunicabilità, Pioveva su Parigi, Polinesia, Nighthawks, Dubbio d’inventario, Metamorfosi, Messaggio di posta.

Piano d’opera – I Racconti di Shanmei

Volume I

Mastro Lindo, Tequila Sunrise, Yasuf e l’ottava meraviglia, L’incontro, Le splendide rose di zia Meg, A sud di Cimarron

Volume II

Il negozio dell’antiquario, Asimov e la famiglia Brambilla, Manichini, Conseguenze, Un colpo di fortuna, L’avvitatore di penne, Non c’è posto al mondo, Vedo prevedo

Volume III

La ragnatela, Aspirapolvere Hoover, Singapore, Progressivo, Blank!!! Asimov docet, Vecchi tempi, Golden days

Volume IV

Watakuschi, La pupa del boss, Niente neve tra le palme, Insalutato ospite, Contaminazioni

Buona lettura!

:: Un blues per Dave di Shanmei disponibile su Amazon

21 aprile 2020

In tutta franchezza non ricordo la ragione precisa che mi ha portato a questo.
A cambiare la mia vecchia vita con questo sottoprodotto scadente e squallido di farsa in cui trascino ormai i miei giorni.
Ah, sì, le donne, la mia unica debolezza.
Il mio unico vizio.
Nel mio ambiente non era difficile trovarsene uno di vizio, anzi, folleggiare con diversi nello stesso tempo.
C’era l’alcool, ma forse era più per i romantici, che amavano aggrapparsi a un bicchiere come a un’ ancora di salvataggio, portandolo sempre con sè, anche nei momenti meno opportuni.
Poi c’era la droga, sì, l’eroina, andava decisamente per la maggiore.
E come non pensare ai soldi.
L’avidità era una droga altrettanto dannosa.
Un’amante esigente, per giunta.
Ma io avevo altri progetti in mente, altre ambizioni se vogliamo e mi bastava la musica, la mia musica che suonavo nei club sulla spiaggia, o a volte invitato in feste private.
La musica e le donne, non mi serviva altro.
Anche se una vocina dentro di me mi sussurrava maligna che un giorno avrei incontrato quella capace di sbriciolarmi la vita.
E successe, successe davvero.
Ora sopravvivo, chiuso in questo ufficio da investigatore privato di quart’ordine, ad aspettare clienti come un ragno.
E ogni tanto, sì, ascolto musica jazz alla radio.
Tutto quello che mi resta di quei bei vecchi tempi.

Arrivai a Los Angeles una sera d’estate del 1949.
Indossavo un unico vestito, di cotone grigio, un po’ liso ai gomiti, fatto su misura in una sartoria cinese di Kansas City.
Sembrava elegante, perlomeno ad una prima occhiata molto distratta ed era tutto quello che mi serviva.
Dopo tutto l’apparenza è una dote troppo spesso sottovalutata.

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blues per dave